
(Adnkronos) - "Abbiamo evidenze dalla letteratura scientifica che sottolineano come ci sia un enorme contributo" nella riduzione dei casi di ictus e demenza "dai fattori di rischio modificabili. Sul tema delle demenze, il 45% dei casi potrebbe essere evitato agendo proprio sui fattori di rischio. Questo dimostra che condizioni come la demenza e l'ictus possono essere affrontate anche attraverso strategie di prevenzione, intervenendo prima dell'insorgenza della malattia o rallentandone la progressione". Lo ha detto Guido Bellomo, ricercatore dell'Istituto superiore di sanità, oggi a Roma all'evento 'La prevenzione della demenza e dell'ictus. Il contributo italiano alla Joint Action europea Jade Health, promosso dalla Rete Irccs delle neuroscienze e della neuroriabilitazione (Rin) in collaborazione con l'Iss.
Il progetto pilota presentato nell'ambito della Joint Action europea Jade Health, "sulla prevenzione della demenza e dell'ictus - spiega Bellomo - mira ad aumentare la consapevolezza della popolazione, ma anche degli operatori sanitari, sul tema della prevenzione e sull'importanza di agire sui fattori di rischio". L'obiettivo è promuovere strumenti che aiutino le persone a intervenire anche attraverso l'autogestione, soprattutto per gli aspetti legati agli stili di vita.
"La consapevolezza è la chiave per l'empowerment - sottolinea Bellomo - una parola importante soprattutto quando parliamo di persone che possono agire direttamente su alcuni fattori di rischio attraverso una maggiore conoscenza e responsabilizzazione". Secondo l’esperto, favorire comportamenti preventivi significa creare "un collegamento più forte tra indicazioni scientifiche, pratica clinica e vita quotidiana dei cittadini".

(Adnkronos) - "Con questo progetto pilota l'Italia si pone all'avanguardia a livello europeo perché, per la prima volta, portiamo la prevenzione primaria e secondaria della demenza e dell'ictus direttamente negli ambulatori dedicati all'ictu". Lo ha detto Nicola Vanacore, responsabile Osservatorio Demenze dell'Istituto superiore di sanità, intervenuto oggi a Roma all'evento 'La prevenzione della demenza e dell’ictus. Il contributo italiano alla Joint Action europea Jade Health', promosso dalla Rin-Rete Irccs delle neuroscienze e della neuroriabilitazione, in collaborazione con l'Iss.
"È una novità importante - continua Vanacore - che consente di diffondere e implementare strategie di prevenzione non solo a livello di popolazione, ma anche a livello individuale, come sta già avvenendo in molti Paesi. La prevenzione sarà determinante per rendere sostenibile il nostro sistema sanitario. Nel Piano nazionale delle demenze - precisa - ci siamo posti l'obiettivo di evitare, nei prossimi 5 anni, 30mila casi di demenza, riducendo del 10% la prevalenza di 11 fattori di rischio modificabili. Accanto alle terapie farmacologiche e non, dobbiamo investire molto sulla prevenzione: solo utilizzando tutte le leve disponibili potremo affrontare in modo efficace malattie così complesse".

(Adnkronos) - "L'ictus e la demenza si possono prevenire attraverso una serie di interventi sugli stili di vita e sui fattori di rischio. Per aiutare i professionisti sanitari a diffondere la consapevolezza dei buoni comportamenti e stimare la quantità di casi prevenibili, è stato messo a punto un toolkit che verrà testato in 21 centri italiani". L'iniziativa, frutto della Joint Action europea Jade Health, è stata presentata oggi durante l'evento 'La prevenzione della demenza e dell'ictus. Il contributo italiano alla Joint Action europea Jade Health, promosso dalla Rete Irccs delle neuroscienze e della neuroriabilitazione - Rin, in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità (Iss). "Al centro dell'incontro - spiegano Raffaele Lodi, presidente Rin, e Nicola Vanacore, responsabile Osservatorio demenze dell'Iss - l'avvio della fase operativa di implementazione dello studio pilota nazionale, finalizzato a sperimentare un modello innovativo di prevenzione integrata, basato su strumenti informativi e formativi evidence-based. L'obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza sui fattori di rischio modificabili e sostenere l'adozione di comportamenti preventivi nella pratica clinica e nella vita quotidiana".
Il toolkit - illustrano i promotori in una nota - è destinato principalmente a specialisti operanti nei percorsi di prevenzione e gestione del declino cognitivo e delle patologie cerebrovascolari. I contenuti sono stati progettati per supportare questi professionisti nella valutazione del rischio individuale, nel monitoraggio dei fattori di rischio modificabili e nella definizione di interventi preventivi, integrando le più recenti evidenze scientifiche con la pratica clinica quotidiana. Parallelamente, il toolkit è concepito in modo da poter essere successivamente tradotto e adattato in materiali informativi destinati a persone con condizioni a rischio, come disturbo soggettivo di memoria, declino cognitivo lieve (Mci) o ictus minore, e ai loro accompagnatori o caregiver. Lo studio ha un primo traguardo fissato per il 31 dicembre 2027, grazie alla collaborazione della rete degli Istituti virtuali nazionali Demenze e Malattie cerebrovascolari, insieme all'università di Modena e Reggio Emilia e all'azienda ospedaliero-universitaria Sant'Orsola di Bologna. L'iniziativa si inserisce nell'ambito delle attività del Work Package 7 'Towards a harmonized and synergistic prevention of dementia and stroke' della Joint Action europea Jade Health, dedicata allo sviluppo di strategie armonizzate e sinergiche per la prevenzione della demenza e dell'ictus.
"Questi materiali - afferma Guido Bellomo, ricercatore dell'Iss e Principal Investigator del progetto - avranno l'obiettivo di favorire la comprensione dei fattori di rischio, incentivare comportamenti preventivi e sostenere l'autogestione della salute, creando un collegamento diretto tra le indicazioni cliniche e la vita quotidiana dei pazienti e dei loro familiari. In questo modo, il toolkit non si limita a essere uno strumento per specialisti, ma diventa anche un veicolo di educazione alla salute e promozione della prevenzione lungo l'intero ciclo di vita, contribuendo a consolidare un approccio integrato e partecipativo alla gestione del rischio cognitivo e cerebrovascolare".
(Adnkronos) - Il mercato del lavoro in somministrazione e il modo di trovare i lavoratori sta cambiando. Cambiano le professionalità richieste, il modo di approcciarsi al lavoro e cambiano quindi anche le strategie per semplificare l’incontro tra candidati e aziende. Questo il punto di partenza dell’intervista all’Adnkronos/Labitalia di Domenico Di Gravina, direttore generale di Iziwork by Promam, agenzia digitale per il lavoro.
Com’è la situazione attuale del mercato del lavoro dal vostro Osservatorio?
Dal punto di vista dell’osservazione del mercato del lavoro, notiamo una ripresa dopo un periodo di contrazione nella somministrazione a tempo determinato. Invece per quanto riguarda la parte delle assunzioni a tempo indeterminato si nota, per la prima volta negli ultimi tre mesi, una contrazione. Probabilmente questa dinamica è collegata alle normative che sono in evoluzione a livello europeo sulla parte che riguarda lo staff leasing e la stabilizzazione diretta da parte delle Aziende Clienti
Come si può cercare di unire la richiesta di competenze a quelle che sono effettivamente le richieste da parte del mercato, soprattutto dei giovani?
Innanzitutto, deve cambiare l’approccio sia da parte dei clienti delle aziende sia da parte degli operatori, cioè delle agenzie del lavoro, che devono abbandonare il semplice e spesso superficiale job board, dove spesso con un semplice un job tille si pretende di chiarire ai candidati chi cerchiamo. Al contrario si deve avere un approccio sempre più collegato alla comunicazione strutturata, descrivendo il contesto aziendale, la progettualità del cliente, il tipo di caratteristiche non solo oggettive (hard skill) collegate alle competenze, ma anche la visione del futuro e della possibilità di sviluppo delle stesse competenze durante il percorso in azienda.
In che modo l’Intelligenza artificiale influisce sul mercato del lavoro in somministrazione?
Il quadro è sostanzialmente positivo, tuttavia rimane la criticità legata al sempre più ampio mismatch tra i lavoratori disponibili e la loro formazione rispetto alle esigenze dei mercati. Mercati in area industriale e/o finance i cui processi richiedono competenze riguardo l’Intelligenza artificiale che sempre di più interviene e in qualche modo condiziona le nuove organizzazioni. Assistiamo a un mercato del lavoro in evoluzione alla ricerca di persone che non solo abbiano competenze nei vari settori e sul prodotto, ma anche sui processi.
Oggi l’Intelligenza artificiale è qualcosa che sempre di più aiuta le aziende ad accelerare i processi e l’imprenditore a gestire l'azienda. La vera sfida è utilizzare l’IA senza rimanerne dipendenti e quindi disegnare organizzazioni e soprattutto sviluppare competenze con uno spirito critico verso quello che propone. In concreto bisogna essere gestori dell’Intelligenza artificiale, essere persone che analizzano, e che ne interpretano le risposte, evitando di accoglierne gli output in modo passivo, perché diventa molto pericoloso. Per questo il recruiter deve saper gestire le informazioni interpretandole senza assumerle in modo passivo; solo così si riesce a non sostituire il giudizio umano con l’IA. La vera sfida rimane lo sviluppo di sistemi che siano equi e trasparenti, il recruiter si concentra, così, sulla motivazione e sul potenziale del candidato.
In vista dell’estate quali sono i profili più richiesti?
In questo momento i profili più richiesti, per quanto ci riguarda, sono per lo più legati al mondo dell’horeca, quindi ristoranti, grandi catene alberghiere, resort. C’è poi il settore del retail con addetti alla vendita nelle grandi catene. Ci sono, inoltre, alcuni profili richiesti dal settore della logistica per picchi di lavoro. In particolare: 350 addetti alla ristorazione in tutta Italia e in Sardegna, 300 profili per un resort 5 stelle in Sardegna (luglio agosto e settembre con vitto e alloggio),400 addetti alla vendita nelle catene Retail in tutta Italia, 200 addetti al magazzino per la logistica in tutta Italia, 150 Addetti al confezionamento nel settore della Cosmesi al Nord.
L’orizzonte iziwork sta andando sempre più verso la specializzazione.
In un’ottica di evoluzione dell’approccio e dell’ampliamento delle linee di servizio di Iziwork by Promam, stiamo iniziando a sviluppare una strategia collegata alle divisioni specializzate (cosmesi-banking insurance - food – retail/gdo), con servizi in house personalizzati presso i clienti, al Polo della Cosmesi per cui abbiamo annunciato, per il mese di agosto, l’apertura dell’hub di Crema specializzato solo in questo settore. Il mercato di Crema è, infatti, il primo mercato a livello europeo, per la produzione conto terzi di prodotti della cosmesi. Il settore della Cosmesi da anni è in continua crescita, ma il territorio è piccolo per questo stiamo puntando su un concetto di prossimità per avvicinarci alle aziende clienti.
Nonostante siamo un’azienda hi tech, ci avvicineremo al territorio, quindi affiancheremo corsi di formazione, tramite la nostra Academy ‘Izi training’, per le varie specializzazioni richieste dai clienti. Ci posizioneremo con un’offerta di assunzione a tempo indeterminato dei candidati che saranno, poi, ricollocati presso i nostri clienti. Questo consentirà la stabilizzazione del lavoratore inserendolo in un contesto di continuità lavorativa.
(di Sabrina Rosci)

(Adnkronos) - "Stiamo vivendo un momento di svolta, una vera e propria rivoluzione industriale che racconteremo ai nostri nipoti, perché l’intelligenza artificiale sta cambiando il mondo e trasformerà profondamente anche le aziende”. Lo ha detto Daniele Petecchi, global had of Data, AI and R&D di Pirelli, intervenendo alla terza edizione dei Siemens Tech Talks a Milano dal titolo 'Where Real meets Digital'.
“L’intelligenza artificiale - ha aggiunto - offre grandi opportunità di esplorare nuovi ambiti. Grazie alla virtualizzazione è possibile sperimentare situazioni che nel solo mondo fisico sarebbero molto più difficili da affrontare, come la realizzazione di prototipi con caratteristiche estreme o lo sviluppo di prodotti altamente innovativi". Secondo il manager di Pirelli, la possibilità di testare nuove soluzioni in ambiente virtuale consente alle imprese di ampliare i confini della progettazione e dell’innovazione, accelerando lo sviluppo di idee che fino a pochi anni fa sarebbero state considerate troppo complesse o rischiose da realizzare.

(Adnkronos) - "Siamo nel pieno di una vera e propria transizione: l'intelligenza artificiale sta entrando nel mondo fisico e diventa una forza capace di governare impianti industriali, reti energetiche e infrastrutture. Per questo deve essere sicura e affidabile. L'unico modo per raggiungere questo obiettivo è integrarla fin dall'inizio di ogni processo, dalla progettazione fino alla gestione operativa”. Così Floriano Masoero, ceo di Siemens Italia, intervenendo alla terza edizione dei Siemens Tech Talks a Milano dal titolo 'Where Real meets Digital'.
“L'intelligenza artificiale rappresenta una rivoluzione senza precedenti per velocità di diffusione: se il vapore impiegò circa sessant'anni e Internet quindici per affermarsi, per l'AI si stima un percorso di appena sette anni, metà dei quali sono già trascorsi. È una trasformazione che sta già producendo effetti concreti" ha spiegato il ceo di Siemens sottolineando come questa evoluzione sia già una realtà in numerosi contesti industriali. “Oggi aziende come Pirelli e Ferrari utilizzano l'intelligenza artificiale nello sviluppo dei prodotti e nelle attività di fabbrica - ha detto - riuscendo a ridurre i tempi di progettazione e a migliorare l'efficienza produttiva, dimostrando come il connubio tra digitale e mondo fisico sia ormai parte integrante dell'industria".

(Adnkronos) - "Oggi abbiamo parlato di digitalizzazione, di simulazioni virtuali e di quello che viene chiamato Digital Twin, un modello virtuale in grado di simulare sistemi complessi in modo da anticipare ciò che avverrà nella realtà. L’intento è risolvere i problemi nel virtuale per arrivare nel mondo fisico già preparati e pronti, riducendo il time to market, i costi e aumentando in modo molto forte l'efficacia del sistema”. Lo ha detto Gianmaria Fulgenzi, chief product development officer Ferrari, partecipando, a Milano, alla terza edizione dei Siemens Tech Talks intitolata 'Where real meets digital'. Il tema dell’incontro ha permesso di esplorare come le tecnologie digitali si stanno integrando con il mondo fisico e dunque con le infrastrutture, i processi produttivi, gli edifici, i modelli di business.
“L’impatto dell’intelligenza artificiale comincia ad essere importante, perché la velocità, la potenza di calcolo e la capacità di gestire enormi quantità di dati permettono di scalare le possibilità, che c'erano fino a qualche tempo fa, di ridurre i tempi di applicazione e di simulazione in modo davvero esponenziale - spiega Fulgenzi - Non si tratta di un miglioramento lineare, ma diventa un fattore 10, 1000, 10.000, che permette di comprimere i tempi e di aumentare la complessità dei sistemi virtuali a una velocità che prima era impensabile. Anche questa capacità sta scalando in termini temporali non biologici, onestamente, perché si tratta di mesi o di settimane, dove in realtà le evoluzioni tecnologiche precedenti parlavano di anni. E’ un cambiamento forte che va capito e gestito e nel momento in cui lo si gestisce permette alle imprese di scalare anch’esse con livelli che prima non erano pensabili".

(Adnkronos) - Jannik Sinner, da campione in carica, difenderà il titolo di Wimbledon al primo turno contro Miomir Kecmanovic, numero 51 del mondo. Lo ha stabilito oggi il sorteggio del tabellone del singolare maschile. Ma chi è l'avversario dell'azzurro?
Miomir Kecmanovic è un tennista serbo di 26 anni, classe 1999, che occupa il 51esimo posto nel ranking Atp. Nato in Serbia, ha iniziato a soli sei anni a giocare a tennis nella sua Belgrado. A 12 anni si è trasferito in Florida dove, ancora oggi, si allena. In carriera ha vinto 2 tornei: ha trionfato lo scorso anno a Delray Beach e nel 2020 a Kitzbuehel. Nella stagione in corso ha disputato 24 match con un bilancio di 9 vittorie e 15 sconfitte. Il risultato migliore è la semifinale raggiunta ad Acapulco, dove ha perso contro Flavio Cobolli. Nel circuito Challenger, ha vinto il torneo di Valencia.
A 17 anni è stato numero uno della classifica mondiale juniores e nel 2016 è stato anche in finale negli ‘Us Open under 18’, sconfitto poi da Felix Auger-Aliassime e ha finito la stagione come numero uno nel ranking mondiale ITF.
Nel 2017 chiude la carriera Junior raggiungendo la semifinale al Roland Garros: è la stagione del primo titolo da professionista, conquistato a Sunrise perdendo un solo set. Raggiunge poi, i quarti di finale a Indian Wells e finale ad Antalya.
Da idolo inarrivabile, Kecmanovic considera il suo connazionale Novak Djokovic un punto di riferimento: “L'ho ammirato per anni e recentemente mi sono potuto confrontare con lui", diceva nel 2019. "I suoi consigli e il modo in cui mi ha spronato a lavorare ogni giorno nel migliore dei modi, sono stati fondamentali per la mia crescita. Non posso che ringraziarlo. Novak è una persona straordinaria, confrontarmi con lui è un privilegio".
Sinner e Kecmanovic si sono affrontati in 4 occasioni. L'altoatesino ha vinto tutte le sfide. Il 24enne altoatesino, in particolare, si è imposto nell'ultimo confronto diretto andato in scena proprio sull'erba di Wimbledon nell'edizione 2024 del torneo: Sinner, al secondo turno di 2 anni fa, ha avuto la meglio in 3 set lasciando al rivale appena 7 game.

Il Red Valley Festival resta l'evento sardo con più presenze.
Gli appuntamenti del 14 e del 15 agosto hanno registrato
rispettivamente 20.656 e 18.605 visitatori. E' quanto emerge dal
Rapporto Siae 2025 nel quale vengono riportati sia i dati relativi
agli appuntamenti locali che a quelli nazionali. Sono le serate
danzanti il principale motore economico dell'intrattenimento in
Sardegna, con una spesa di 15,6 milioni di euro, pari al 24,32% del
totale regionale, distribuita su 1.740 serate. Al secondo posto si
collocano i concerti di musica pop, rock e leggera, che generano
13,4 milioni di euro (20,89%) grazie a 1.050 eventi. Seguono le
sale cinematografiche, con 11,5 milioni di euro (17,90%), frutto di
66.232 proiezioni e 1,57 milioni di spettatori. Quarta posizione
per il calcio, che trainato dalla Serie A produce 7,8 milioni di
euro, pari al 12,22% della spesa regionale, con oltre 488 mila
tifosi sugli spalti. Completa la top five la prosa teatrale, con
4,6 milioni di euro (7,23%). Sul fronte delle presenze, i maggiori
richiami si registrano all'Unipol Domus di Cagliari, dove le sfide
casalinghe dei rossoblù hanno fatto segnare i picchi di affluenza
dell'anno. In testa Cagliari-Inter del 27 settembre con 17.244
spettatori, seguita da Cagliari-Roma del 7 dicembre (17.216) e
Cagliari-Bologna del 19 ottobre (17.091).
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
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(Adnkronos) - "La cattiva salute orale non genera soltanto costi odontoiatrici, ma può comportare complicazioni cliniche e avere un impatto anche sui costi per altre patologie correlate, come il diabete e le malattie cardiovascolari, proprio le aree cliniche che oggi assorbono una quota crescente della spesa sanitaria". È l’aspetto principale che emerge dalla nuova 'umbrella review' (Salute orale: scenari globali e prospettive) realizzata dall’Università Bocconi, sulla base di 106 studi pubblicati negli ultimi dieci anni. L’indagine è stata presentata durante il Congresso Internazionale della salute orale (Ciso), promosso da Curasept in occasione dei suoi 25 anni, che si è tenuto a Roma, all’Auditorium della Conciliazione e alla Camera dei Deputati. Un doppio appuntamento – moderato nella sua cerimonia conclusiva da Susanna Lemma, Tg1 - a cui hanno partecipato, tra gli altri, Annarita Patriarca, Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera, Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della Commissione Affari sociali, Francesco Billari, il magnifico Rettore dell’Università Bocconi, e le personalità più autorevoli della comunità scientifica, italiana e internazionale, del settore della salute orale.
Nel corso del Congresso, le società scientifiche European Federation of Periodontology (Efp), Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIDP), Associazione Igienisti Dentali Italiani (Aidi), Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi), Federazioni delle Associazioni dirigenti ospedalieri Interni (Fadoi), Società Italiana di Chirurgia (Sic), Società Italiana odontoiatria Infantile (Sioi), Società Italiana di Patologia e Medicina Orale (Sipmo), Società Italiana Unitaria di EndocrinoChirurgia (Siuec), Unione Nazionale Igienisti Dentali (Unid) hanno siglato il primo Manifesto della salute orale per ribadire un concetto chiave: investire in prevenzione e promozione della salute orale genera benefici non solo clinici, ma anche economici e sociali.
Un’iniziativa accolta dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, che in un messaggio inviato al Ciso ha dichiarato: “La salute orale è parte integrante della salute della persona, per questo deve essere pienamente inserita nelle strategie di prevenzione e promozione della salute. Questa visione è coerente con l'impegno del Ministero della Salute per una sanità che metta al centro la persona nella sua interezza e che consideri la prevenzione come il più importante investimento per il futuro, per migliorare la salute dei cittadini e garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Accolgo con interesse il Manifesto che oggi viene sottoscritto, che rappresenta un passo significativo verso una più stretta collaborazione tra comunità scientifica, professionisti della salute e istituzioni”.
I numeri confermano l'urgenza del fenomeno. "In Europa, i casi di diabete tra i 20 e i 79 anni sono passati da 22,4 milioni nel 2000 a 65,6 milioni nel 2024. In Italia sono aumentati da 3,1 a 5 milioni di persone, raggiungendo una prevalenza del 7% della popolazione adulta. Una crescita che rende sempre più necessaria l'integrazione della salute orale nei percorsi di gestione delle cronicità. Inoltre, in Europa persistono disuguaglianze significative nell’accesso alle cure odontoiatriche: nel 2024 le persone a rischio povertà rinunciano alle cure quasi tre volte più spesso rispetto al resto della popolazione. La salute orale si configura quindi anche come questione di equità, accessibilità e sostenibilità dei sistemi sanitari", sottolinea la nota.
"L’analisi dell’Università Bocconi, inserendosi nella strategia globale dell'Oms 2023-2030 - che considera la salute orale una componente essenziale della salute generale - evidenzia che gli interventi più efficaci sono quelli multicomponente, capaci di combinare educazione sanitaria, prevenzione clinica, coinvolgimento di famiglie e caregiver, programmi scolastici e strumenti di supporto comportamentale. In particolare, le evidenze risultano solide per bambini e adolescenti, mentre emerge la necessità di rafforzare ricerca e interventi rivolti ad anziani, persone fragili e pazienti cronici". Secondo lo studio, il contesto europeo richiede oggi un cambio di paradigma: "superare una visione limitata alla cura specialistica e integrare la salute orale nelle strategie di prevenzione, nell'assistenza territoriale e nella gestione delle cronicità. La sfida dei prossimi anni sarà sviluppare modelli assistenziali capaci di valutare non solo gli effetti clinici degli interventi, ma anche il loro impatto economico, sociale e organizzativo. Solo così la salute orale potrà diventare parte integrante delle politiche di sanità pubblica e contribuire alla costruzione di sistemi sanitari più preventivi, sostenibili ed equi".
La crescente attenzione verso la salute orale trova conferma anche a livello internazionale. 'The Economist Enterprise' (la divisione di 'The Economist' che si occupa di ricerca) ha dedicato una pubblicazione al titolo 'Winning margins, The impact of oral health on athlete performance' al rapporto tra salute orale e prestazioni sportive, ulteriore testimonianza di come lo stato di salute di denti e gengive venga oggi considerato un fattore rilevante per il benessere generale della persona. "Come dimostrato nel servizio, una scarsa salute orale contribuisce a una ridotta capacità di recupero dopo l’esercizio fisico, all’affaticamento cronico e a una minore prontezza agonistica e di allenamento, mentre una buona salute orale può favorire una maggiore forza fisica, resistenza ed equilibrio", conclude la nota.

(Adnkronos) - Negli istanti in cui due scosse violentissime hanno colpito il Venezuela mettendo in ginocchio il Paese, gli smartphone con sistema Android di molti cittadini hanno iniziato a suonare, e hanno permesso a molti di mettersi al riparo. L’alert sui terremoti di Google, attivo sui telefoni Android ma anche tramite ricerca su Internet, usa dati raccolti dai sensori dei singoli telefoni cellulari per rilevare eventi sismici e avvisare gli utenti. Non ‘prevede’ i terremoti, ma di fatto il telefono diventa un mini-sismografo utilizzato per incrociare i dati e avvertire la popolazione. Può dare diversi secondi di preavviso, ma vicino all’epicentro il margine può essere molto ridotto: un elemento importante da tenere in considerazione per stimarne l'efficacia su un territorio come quello italiano. Il sistema in ogni caso non è supportato in Italia, come confermato dalla stessa Google, raggiunta da Adnkronos.
Accessibile dalle ‘impostazioni’ dei telefoni Android, la schermata sui terremoti è regolarmente presente anche nel nostro Paese, ma la funzionalità è disattivata. “Allerta terremoti non è disponibile: non supportata in questa regione”, si legge sulla schermata, dove si spiega che quando il sistema Google android earthquake alerts avverte un terremoto nelle vicinanze l’utente dovrebbe ricevere “un’allerta con la stima iniziale della magnitudo e della distanza dell’epicentro” dalla sua posizione. Nella stessa schermata si avverte che “le allerte terremoti non sono supportate in tutte le aree geografiche”, che “non è possibile rilevare tutti i terremoti” e che “le stime di magnitudo e intensità delle scosse potrebbero presentare errori”. Nel caso del Venezuela il sistema di Android si è rilevato vitale, ma nel mondo esistono anche sistemi di allerta ‘istituzionali’, come quelli presenti negli Stati Uniti. Sullo stesso blog di Google si legge infatti che “in California, Washington e Oregon collaboriamo con il team di ShakeAlert per distribuire gli avvisi forniti dal loro sistema”. ShakeAlert è un sistema pubblico dell'U.S. Geological Survey, e utilizza una rete di 1.675 sensori sismici per rilevare le scosse di terremoto, analizzando poi i dati per determinare la posizione e l'intensità del sisma. Il sistema invia quindi un segnale al sistema Android, che a sua volta inoltra un avviso di terremoto direttamente agli utenti, che ricevono due tipo di alert, in base alla gravità, solo per terremoti di magnitudo da 4,5 o superiore.
“Al di fuori di questi stati americani, utilizziamo un approccio basato sul crowdsourcing per rilevare i terremoti”, spiega Google: tutti gli smartphone infatti contengono minuscoli accelerometri in grado di percepire le vibrazioni che potrebbero indicare un sisma in corso. "Se il telefono rileva un movimento riconducibile a un terremoto, invia un segnale al nostro server di rilevamento sismico, insieme a una posizione approssimativa del luogo in cui si è verificata la scossa. Il server unisce poi le informazioni provenienti da numerosi telefoni per determinare se si stia effettivamente verificando un terremoto. Questo approccio sfrutta gli oltre 2 miliardi di telefoni Android in uso in tutto il mondo come mini-sismografi per creare la più grande rete di rilevamento sismico del pianeta; i telefoni rilevano la vibrazione e la velocità della scossa, avvisando di conseguenza gli utenti Android nelle aree colpite”. Il meccanismo è recente, illustrato da Google nel luglio 2025 in uno studio firmato dall’ingegnere Marc Stogaitis con ricercatori di Berkeley e Harvard. “Non direi che siamo più scoperti del Venezuela in senso assoluto”, dice ad Adnkronos Enzo Castellaneta di Builti, startup italiana che realizza sistemi di monitoraggio strutturale e infrastrutturale per edifici, ponti, torri, impianti industriali e infrastrutture critiche. “Direi piuttosto che siamo molto forti sul monitoraggio, sulla protezione civile (rete Ran, Ingv), sulla classificazione sismica e sulla conoscenza del rischio, ma ancora deboli sulla trasformazione del dato in allerta immediata, gestione automatica delle infrastrutture e decisioni operative in tempo reale”. Inoltre “un sistema Android su accelerometri dei telefonini è molto utile come livello di allerta diffuso, soprattutto in aree densamente popolate, ma è meno adatto a sostituire reti sismiche professionali o sistemi di monitoraggio infrastrutturale”. (di Alessandro Pulcini)

Valorizzare la transumanza come patrimonio culturale, promuovere uno stile di vita sano e preservare le tradizioni agricole italiane in un’ottica di sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare. Sono gli obiettivi dell’undicesima edizione di 'Sirino in transumanza', manifestazione promossa dalla Luigi Diotaiuti Foundation e ideata dallo chef italoamericano Luigi Diotaiuti, in programma domenica 28 giugno, dalle 10 alle 17, nel Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri, in località La Conserva, a Lauria (Potenza). La giornata si aprirà con una cerimonia inaugurale, seguita da un confronto tra istituzioni sui temi dell’agricoltura e dell’ambiente. In programma anche degustazioni di prodotti tipici, attività dedicate ai bambini, un approfondimento sul valore del tempo con esperti di orologi da campanile, la premiazione di cittadini distintisi per il loro impegno nella comunità e un cooking show dedicato alle ricette tradizionali del territorio.
“L’obiettivo è riscoprire il legame autentico tra uomo e natura attraverso la transumanza, simbolo di sostenibilità, tradizione e benessere”, spiega Luigi Diotaiuti, originario di Lagonegro e da oltre trent’anni impegnato nella promozione della cucina italiana e lucana negli Stati Uniti. “Il caciocavallo podolico e la carne podolica rappresentano un patrimonio da preservare e tramandare con gli stessi metodi artigianali, mantenendo viva la nostra cultura e il nostro stile di vita”, aggiunge.
L’iniziativa gode del patrocinio, tra gli altri, della National Italian American Foundation (Niaf), di Ara Basilicata, Slow Food Magna Grecia, dell’Unione dei Comuni del Lagonegrese, del Comune e della Pro Loco di Lauria, dell’Unione Cuochi Lucani e del Gal Cittadella del Sapere. L’edizione 2026 coincide anche con il trentesimo anniversario dell’attività di Diotaiuti, chef e proprietario del ristorante 'Al Tiramisù' di Washington, considerato tra i più apprezzati ambasciatori della cucina italiana negli Stati Uniti. Nel 2025 il suo docufilm 'Transumanza: un’antica pratica con valori moderni' ha ricevuto la Palma d’Oro all’Italian Green Festival. Attraverso la Luigi Diotaiuti Foundation vengono promossi workshop e congressi internazionali in Italia e negli Stati Uniti con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e gastronomico italiano, contrastare lo spopolamento dei piccoli borghi, favorire il turismo e creare nuove opportunità occupazionali legate a modelli di sviluppo sostenibile.

Si è svolta, presso la Stazione Marittima di Genova (Ponte dei Mille), la giornata di studi ‘Porto di Genova ed ingegneria del mare. Sfide e prospettive’, che prosegue il ciclo di eventi nazionali ‘Città e porti’ promosso dal Consiglio nazionale degli ingegneri attraverso il Gruppo di lavoro sull’Ingegneria del mare, coordinato da Andrea Ferrante (presidente della sezione speciale Pnrr del Consiglio superiore dei lavori pubblici), nell’ambito delle deleghe della consigliera tesoriere del Cni Irene Sassetti. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’Ordine degli ingegneri della Provincia di Genova, presieduto da Enrico Sterpi, Assoporti e il Consiglio superiore dei lavori pubblici. Dedicata alle politiche del mare e alla portualità, la giornata ha proposto un confronto che ha attraversato le principali città portuali italiane e che si è concluso proprio nella città dove il dialogo tra porto e tessuto urbano è parte quotidiana della vita e dell’economia.
Nella parte dedicata ai saluti istituzionali è stato letto il messaggio inviato dal viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi. “Il tema dell’ingegneria del mare - ha detto - rappresenta una frontiera strategica e Genova ne è il simbolo più avanzato. In questo contesto, il Governo ha avviato e sta portando avanti investimenti senza precedenti. Tra questi, la nuova diga foranea, con un impegno finanziario di circa 1,6 miliardi di euro, e il progetto del ribaltamento a mare di Sestri Ponente, che prevede la realizzazione di un nuovo super bacino per la cantieristica navale di 400 metri, destinato a diventare il più grande del Mediterraneo”.
Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si è espresso così: Porto di Genova ed Ingegneria del mare è la quinta tappa di ‘Città e porti’, il ciclo con cui il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha scelto di occuparsi, in modo continuativo, delle politiche del mare e della portualità italiana. Dopo Roma, Trieste, Venezia e Barletta, siamo arrivati a Genova, luogo in cui il tema si presenta nella sua forma più nitida, perché qui la città e il porto non si possono immaginare l'uno senza l'altra. Il confine tra queste due entità si governa con l'ingegneria: pianificazione delle opere, infrastrutture, tecnologie, capacità di tenere insieme esigenze diverse. L'ingegnere che progetta un porto, una nave, un'opera marittima non risponde soltanto a un committente, ma risponde della sicurezza di chi vi lavora e di chi naviga, della tenuta ambientale di ciò che costruisce, della qualità di opere destinate a durare ben oltre chi le ha firmate. E’ in questo che la nostra è una professione di interesse pubblico".
Deborah Savio, consigliera del Consiglio nazionale degli ingegneri con delega alla formazione, ha richiamato come la Legge 2 dicembre 2025, n. 182 abbia introdotto una disciplina organica per i consulenti chimici di porto. “Finalmente - ha detto - questa figura è stata regolamentate dopo anni di lavoro del Cni sul tema. Come Consiglio nazionale non faremo mancare il nostro impegno nella direzione della formazione di questi professionisti”. La serie dei saluti istituzionali è stata completata da Federico Bogliolo (consigliere regionale) in rappresentanza del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, Luigi Ferrara (capo dipartimento di Casa Italia) delegato dal ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, Patrizia Perego (preside della Scuola Politecnica dell’Università di Genova), Maurizio Michelini (membro della Camera di commercio di Genova) e, nel ruolo di padrone di casa, Enrico Sterpi (presidente dell’Ordine degli ingegneri di Genova e componente del Gruppo di lavoro Cni ingegneria del mare) che ha affermato: “Connessione, transizione, digitalizzazione: tre parole che raccontano dove si trova oggi il sistema portuale. La banchina è il luogo dove la nave incontra il territorio e quel confine si fa ogni giorno più complesso, tra nuovi carburanti, nuove tecnologie e nuovi strumenti di pianificazione e gestione. La tappa di Genova non è un traguardo: è un punto di partenza sempre in evoluzione”.
I lavori sono stati aperti da Irene Sassetti (consigliera tesoriera del Cni con delega all’Ingegneria del mare) che, a partire dall’attività del Gruppo di Lavoro sull’Ingegneria del mare del Cni, ha illustrato i temi su cui sono via via focalizzati i precedenti eventi del ciclo ‘Città e Porti’. “I porti - ha spiegato - sono nodi infrastrutturali strategici per lo sviluppo del Paese. L’ obiettivo del Consiglio nazionale, promosso grazie al gruppo di lavoro tematico coordinato da Andrea Ferrante, è quello di promuovere un confronto aperto e costruttivo sulle sfide emergenti e sulle strategie più efficaci per affrontarle, con una visione sistemica ed organica in cui diventa centrale e di assoluta importanza il ruolo dell’ingegneria. Oggi abbiamo cinque diverse sessioni che trattano evoluzione della pianificazione delle aree portuali in rapporto con la città ed il territorio, sostenibilità ambientale ed efficienza energetica, blue economy, cantieristica, processi di digitalizzazione e sviluppo delle imprese del sistema portuale, progettazione di opere marittime resilienti rispetto ai cambiamenti climatici. I porti visti come ecosistemi di opere complesse, anticipatori di ciò che accadrà nei diversi comparti in cui l’ingegneria opera come elemento di connessione tra visioni e realizzazioni, tra programmazione ed operatività”.
La giornata è proseguita con le varie sessioni di lavoro, moderate da Sara Tagliente (direttrice Telegenova). La prima sessione, ‘Genova città e porto’, ha messo al centro il rapporto tra la città e il suo scalo: le politiche del mare, il peso dell’economia del mare italiana e la sua transizione verso una nuova imprenditoria giovanile, femminile e straniera, la rigenerazione della portualità genovese e l’evoluzione della pianificazione porto-città. Il vicesindaco di Genova, con delega ai Rapporti Porto-Città, Alessandro Terrile, si è espresso così: “Ringrazio il Consiglio nazionale degli ingegneri e l'Ordine degli ingegneri di Genova per avere organizzato qui a Genova questo convegno di alto profilo sui rapporti tra porto e città. La nostra non è solo una città portuale, è una città la cui stessa identità è stata forgiata nei secoli dal suo porto, e in cui le banchine sono un fattore determinante per lo sviluppo della città. Oggi i rilevanti investimenti infrastrutturali in corso dalla nuova diga ai collegamenti stradali e ferroviari, le innovazioni tecnologiche sia in campo digitalizzazione del sistema logistico sia per quanto attiene l'elettrificazione delle banchine, e infine le opportunità della nuova co-pianificazione del piano regolatore portuale consentiranno di migliorare sensibilmente i rapporti tra porto città. In tutte queste dinamiche saranno centrali le competenze di professionisti tecnici specializzati”.
Giancarlo Vinacci (head of advisory board Assonautica Italiana-Unioncamere) ha analizzato il peso dell’economia del mare nella transizione verso la nuova imprenditoria. Alessandro Croce (direttore generale Politiche abitative, territorio e demanio costiero della Regione Liguria) ha toccato il tema della rigenerazione della portualità genovese, mettendo in risalto l’evoluzione della pianificazione porto-città. Federica Alcozer (direttore dell’Area sviluppo del territorio del Comune di Genova) ha esposto il punto di vista del Comune del capoluogo ligure.
La seconda sessione ha avuto per titolo ‘Scenari e sviluppo del sistema portuale’. Marco Vaccari (dirigente Adsp Mar Tirreno) ha parlato della nuova diga foranea e lo sviluppo delle opere marittime del porto. Tito Vespasiani (segretario generale Adsp Mar Ligure Occidentale) ha proposto un excursus storico sulle funzioni delle autorità portuali. Ha sottolineato come attualmente la normativa preveda una divisione delle aree in tre gruppi. Le aree propriamente portuali, atte al movimento delle merci, che sono gestite attraverso il Piano regolatore portuale; aree retroportuali che possono essere pubbliche o private, estranee al demanio marittimo; aree di interazione porto-città che possono essere adibite a scopi urbani, turistici, culturali. Ha poi sottolineato il ruolo strategico che possono avere i porti per lo sviluppo del Paese. Georgia Cesarone (segretario dell’Ordine degli ingegneri di Genova) si è concentrata sulla digitalizzazione delle aree portuali. Guido Barbazza (presidente commissione Ingegneria del mare dell’Ordine degli ingegneri di Genova), infine, oltre a presentare la Commissione che presiede, ha affrontato il tema della decarbonizzazione dello shipping.
Nel pomeriggio la terza sessione, ‘Approcci tecnici e operatività’, ha riunito i principali attori tecnici e industriali del cluster portuale per un confronto sulle soluzioni e sull’operatività dello scalo. Sono intervenuti Maurizio Caviglia (segretario generale della Camera di commercio di Genova), Alberto Minoia (ceo & general manager delle Stazioni Marittime Genova spa) che ha portato l'esperienza dell'operatività dei terminal passeggeri tra crociere, traghetti e gestione delle infrastrutture, e Clemente Fuggini (senior asset development manager Rina) che ha descritto il porto moderno come sistema industriale complesso, con la gestione integrata di dati, rischio e visione sistemica. La quarta sessione, ‘Ingegneria navale e cantieristica’, ha dato voce a università, formazione e impresa del comparto navale. La tavola rotonda è stata animata da Paola Gualeni (vicepreside Scuola Politecnica dell’Università degli Studi di Genova), Paola Vidotto (direttore generale dell’Accademia Italiana della Marina Mercantile), Egidio Massone (direttore delle Risorse umane e referente QHSSE Genova Industrie Navali spa) e Ludovica Reggio (responsabile tecnico di San Giorgio del Porto spa). A chiudere la giornata la sessione ‘Etica del mare’, dedicata alla dimensione di responsabilità che accompagna lo sviluppo delle infrastrutture e delle attività marittime, che ha visto l’intervento di Roberto Cazzulo, segretario generale del Registro italiano navale.

(Adnkronos) - Fulvio Berardo, amministratore delegato di Astellas Italia, è stato eletto Chairman di EuniPharma, il gruppo di Farmindustria composto dalle aziende farmaceutiche a capitale europeo e giapponese che operano nel nostro Paese. Lo annuncia Astellas in una nota. In virtù di tale incarico, Berardo assume contestualmente anche il ruolo di vicepresidente di Farmindustria, entrando a far parte della squadra del presidente Marcello Cattani, rieletto per il terzo mandato, contribuendo all'attuazione del programma associativo. Laureato in Scienze biologiche presso l'università degli Studi di Torino - si legge - Berardo vanta una consolidata esperienza nel settore farmaceutico, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità a livello nazionale e internazionale.
"Assumo questi due importanti incarichi con grande senso di responsabilità e con l'impegno di rafforzare il ruolo di EuniPharma come voce autorevole e propositiva all'interno di Farmindustria e nel confronto con tutti gli attori del sistema salute - ha dichiarato Berardo - L'intero settore dimostra ogni anno di essere la locomotiva dell'economia italiana e continua a fornire risposte ai pazienti grazie alla capacità di garantire innovazione, pur in un contesto incerto e che ne limita lo spazio di crescita. Consapevole che il comparto si trova a dover fare i conti con pressioni e dinamiche internazionali che destano preoccupazione - ha aggiunto - è compito di tutti noi lavorare per il miglioramento della governance farmaceutica e perseguire l'obiettivo di ottimizzare l'accesso al farmaco, tenendo in considerazione che innovazione e sostenibilità non sono alternative tra le quali scegliere, ma componenti di un equilibrio necessario. È su questa integrazione che si gioca la capacità del nostro Paese di attrarre investimenti, valorizzare la ricerca e rispondere in modo concreto ai bisogni di salute dei cittadini, oggi e nel lungo periodo. EuniPharma lavorerà per essere parte di questo percorso, contribuendo in modo concreto a un sistema salute più moderno, attrattivo e sostenibile". Il nuovo Chairman ha inoltre ringraziato il Chairman uscente e Ad di Novartis Italia, Valentino Confalone, "per il lavoro svolto e per il contributo determinante nel rafforzare il ruolo e il posizionamento di EuniPharma negli ultimi anni". "Desidero esprimere un sincero ringraziamento a Valentino Confalone per la leadership e la visione dimostrate durante il suo mandato - sono le parole di Berardo - Il percorso tracciato rappresenta una base solida su cui continuare a costruire valore per il settore e per il Paese, in una fase che richiederà responsabilità, capacità di sintesi e visione di lungo periodo".
Secondo le recenti stime di Farmindustria - conclude la nota - le 35 aziende di EuniPharma rappresentano una componente rilevante del tessuto industriale farmaceutico nazionale, con 30 siti produttivi (pari al 21% del totale) e circa 22mila addetti, di cui il 50% impegnato in attività di ricerca, sviluppo o produzione. A ciò si affianca un impegno in investimenti pari a circa 1 miliardo di euro all'anno, destinato per il 60% alla R&S e per il restante 40% al potenziamento della capacità produttiva. Questi risultati si inseriscono in un contesto di forte crescita dell'industria farmaceutica in Italia, che ha raggiunto un valore della produzione di circa 74 miliardi di euro e oltre 69 miliardi di export, cresciuto del 248% negli ultimi 10 anni. Con oltre 72mila occupati, il settore si conferma uno dei principali motori dell'economia nazionale.

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Alla cerimonia di inaugurazione della 38/a America's Cup al
Bastione di Cagliari ha incantato il pubblico con l' esecuzione di
Nessun dorma. Ora il tenore Francesco Demuro, col suo timbro unico
e potente, è tra i protagonisti a Su Nuraxi, a Barumini. Il sito
archeologico Unesco, accoglie dall'11 al 31 luglio, alle 21,
Barumini Music & Heritage Festival. La seconda edizione della
rassegna porta sul palco anche un nome del calibro dell'attore e
regista Gabriele Lavia con al piano Otello Visconti, il duo
Giampaolo Bandini-Cesare Chiacchiaretta, chitarra e bandoneón e i
ballerini della Compagnia Artemis di danza contemporanea.
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(Adnkronos) - La partita dei Mondiali 2026 tra Ecuador e Germania, in onda ieri su Rai1, ha dominato la prima serata con 3.850.000 spettatori, registrando uno share del 28,7%. Medaglia d'argento per l'ultimo appuntamento con la serie 'Montmartre' di Canale 5 che ha conquistato 1.066.000 spettatori, pari a uno share dell'8,1% mentre il programma di approfondimento 'Quarto Grado' su Rete 4 ha totalizzato 1.057.000 spettatori, raggiungendo uno share del 9,1%.
Fuori dal podio troviamo Italia 1 con 'Sarabanda Celebrity'. Il game show musicale ha intrattenuto 874.000 spettatori, ottenendo il 6,9% di share mentre Rai2 con 'Girl in the Attic' ha interessato 702.000 spettatori (4,5% di share). Seguono: La7 con 'Piazzapulita' (674.000 spettatori, 4,4% share); Rai3 con 'Overland' (588.000 spettatori, 4% share); Nove con 'Sinceramente Persia – One Milf Show' (374.000 spettatori, 2,6% share); Tv8 con 'Quattro Matrimoni' (341.000 spettatori, 3,3% share).
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