
Qual è la miglior posizione per dormire? Ognuno di noi ha, da sempre, la propria preferenza, ma la scienza offre indicazioni chiare su quali siano le posizioni migliori per il nostro corpo nella fase di riposo. La posizione può infatti influenzare la qualità stessa del sonno, fondamentale per rigenerare e ricaricare l'organismo.
La posizione giusta
Secondo quanto riporta Mayo Clinic, la posizione migliore in cui dormire è girati su un fianco. Questa postura aiuta a prevenire il collasso delle vie respiratorie e può ridurre anche il russare. "Dormire su un fianco, magari con la testa leggermente sollevata, purché sia una posizione comoda, è un ottimo modo per dormire", la spiegazione della dottoressa Lois Krahn.
Dormire sul fianco è consigliato anche, e soprattutto, per le donne in gravidanza. E' la scelta migliore è dormire sul fianco sinistro, perché questa soluzione consente ridurre la pressione sugli organi interna e favorisce la corretta circolazione del sangue, fondamentale per il feto. Anche secondo la Sleep Foundation dormire su un fianco è la posizione migliore, soprattutto per chi soffre di dolori a collo e schiena. In questo caso si consiglia di posizionare un cuscino tra le gambe.
Dormire a pancia su o giù
Sconsigliata invece una delle posizioni più comuni: dormire sulla schiena. "Per molti è comodo perché non grava sulle articolazioni", illustra la dottoressa Krahn, "ma dormire sulla schiena significa che lingua e mascella possono cadere verso il basso e ostruire le vie respiratorie. E molte persone russano di più". Il rischio in questo caso quindi è per l'ostruzione delle vie respiratorie, mentre dormire a pancia in giù mette a dura prova collo e colonna vertebrale.
Chi dorme a pancia sotto, invece, potrebbe sottoporre ad uno stress eccessivo la colonna vertebrale e il collo.

Milano saluta oggi, lunedì 24 novembre, Ornella Vanoni, scomparsa venerdì scorso all'età di 91 anni. I funerali della cantante si terranno alle 14.45 nella chiesa di San Marco nel quartiere Brera.
A Milano oggi è stato proclamato il lutto cittadino. "Doveroso", ha detto il sindaco Beppe Sala, mentre l'amministrazione già riflette su come ricordare l'artista. Il desiderio, espresso ancora in vita da Vanoni, di avere un’aiuola dedicata, “faceva parte della sua ironia"[1]. "Lo diceva scherzando, ma lo diceva anche perché aveva piacere che questo legame con Milano fosse per sempre e lo sarà", ha assicurato l'assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi.
L'ultimo saluto, dopo che la camera ardente della cantante, è stata aperta da domenica fino a oggi, dalle 10 alle 13, al Piccolo Teatro Grassi, in via Rovello, uno dei luoghi simbolo della cultura milanese.
Tra le volontà di Vanoni c’era il desiderio della musica del trombettista jazz Paolo Fresu al suo funerale[2]. Lo stesso musicista, storico amico della cantante, intervistato dal Tg dell’emittente sarda 'Videolina', alla domanda se suonerà al funerale di Ornella Vanoni ha risposto: "Devo".
Ricordando la richiesta che gli arrivò dalla stessa Vanoni nel maggio del 2020, Fresu ha poi spiegato: "Scherzosamente, quando me lo chiese, io le dissi ‘va bene, ma se muoio prima io tu devi cantare al mio funerale’. Ne abbiamo parlato spesso" ma "per me resta qualcosa di davvero intimo e che rappresenta la grande stima e amicizia che tra noi c’è stata. Mi colpì molto questo suo rigore di pensare a un domani".

I benefici di un'alimentazione equilibrata per il cuore, il mantenimento del peso ideale o la riduzione della pressione sanguigna sono noti. Lo stesso vale per l'importanza di assumere cibi utili per controllare glicemia e colesterolo. Si tende a trascurare, a volte, il ruolo che le scelte alimentari hanno per mantenere occhi sani e preservare la qualità della vista, soprattutto con l'avanzamento dell'età. E' il tema che affronta la professoressa Mona Kaleem, oftalmologa del Wilmer Eye Institute, nell'ambito della facoltà di Medicina della Johns Hopkins University.
La 'dieta per gli occhi'
La 'dieta per gli occhi' comprende in particolare alimenti che contengono le vitamine A, C ed E, ricche di antiossidanti, nutrienti che rimuovono dall'organismo gli agenti ossidanti potenzialmente dannosi e legati all'invecchiamento e alla morte delle cellule. Per la Johns Hopkins, la ricetta vincente si identifica con i pilastri della dieta mediterranea.
Le vitamine A, C ed E: cosa le contiene
La vitamina A, il retinolo, produce i pigmenti nella retina degli occhi ed è fondamentale per i fotorecettori, responsabili della qualità della vista in condizioni di scarsa illuminazione. La vitamina A è contenuta nei prodotti di origine animale, ma il nostro organismo la può 'produrre' convertendo alcuni nutrienti vegetali. Tra le fonti di vitamina A spiccano tuorli d'uovo, latticini, fegato, spinaci e altre verdure a foglia verde scuro, carote.
La vitamina C è collegata alla funzionalità del fluido che si trova davanti al cristallino dell'occhio ed è ritenuta un antiossidante chiave per prevenire la cataratta legata all'età. L'assunzione di vitamina C è legata al consumo di broccoli, peperoni, arance.
La vitamina E è costituita da composti chiamati tocoferoli e tocotrienoli, che proteggono gli acidi grassi essenziali dall'ossidazione e svolgono un ruolo di tutela per la vista. La carenza di vitamina E non è la norma. E' comunque reperibile in mandorle, semi di girasole e avocado.
L'importanza dei composti
Con le vitamine non si esaurisce la 'ricetta' utile alla vista. E' opportuno assumere alimenti che contengono carotenoidi, pigmenti vegetali che hanno un'importante funzione antiossidante e fotoprotettiva. Due carotenoidi in particolare sono rilevanti per gli occhi: la luteina e la zeaxantina, presenti nel tessuto fotosensibile della retina, nella parte posteriore dell'occhio. Per assumerli, bisogna assumere bieta, spinaci, lamponi, pesche.
Menzione speciale per i flavonoidi, composti presenti in diversi vegetali e collegati a un miglioramento della funzionalità dei neuroni che collegano la retina alle sezioni del cervello destinati ad elaborare gli input visivi. I flavonoidi presenti nel tè caldo con caffeina possono ridurre il rischio di sviluppare glaucoma primario ad angolo aperto (POAG), la forma più comune di glaucoma. Le fonti alimentari di flavonoidi comprendono cioccolato fondente, vino rosso, frutti di bosco, agrumi, tè.
Il selenio
La salute degli occhi, secondo la Johns Hopkins, è legata anche all'assunzione di selenio, antiossidante che previene varie patologie oculari, tra cui la degenerazione maculare legata all'età (AMD) e la cataratta. Le fonti alimentari di selenio includono latticini, uova, frutti di mare, frutta secca.
Gli Omega-3
L'elenco comprende anche gli acidi grassi Omega-3, antinfiammatori che giocano un ruolo nella 'costruzione' delle membrane cellulari degli occhi e supportano la funzione visiva. L'assunzione degli Omega-3 riduce il rischio di alcune patologie, come la degenerazione maculare senile e il glaucoma. Sono contenuti nel salmone, nello sgombro, nelle sarde e nelle noci.

Passi avanti sul piano degli Stati Uniti per la pace tra Ucraina e Russia. Mentre l'Europa lavora al 'piano B' molto diverso rispetto alla proposta inviata da Donald Trump e articolata in 28 punti, il dialogo tra Kiev e Washington produce risultati.
I colloqui andati in scena a Ginevra tra le delegazioni ucraina e americana vengono commentati con soddisfazione, al momento, dalle parti in causa. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky definisce "sostanziali" i risultati. "Molte cose stanno cambiando, stiamo lavorando in maniera accurata sui passi necessari per porre fine alla guerra", dice il leader di Kiev, che sui social esprime gratitudine per il sostegno mostrato da Trump.
Il presidente ucraino disinnesca così, o almeno ci prova, il malumore manifestato dal presidente americano in un post sul social Truth: "La 'leadership ucraina' non ha espresso alcuna gratitudine per i nostri sforzi". Zelensky si definisce "personalmente grato" al numero 1 della Casa Bianca e spegne le polemiche.
Kiev e Washington: "Bilancio positivo"
"La diplomazia è stata attivata. La priorità è una pace affidabile, sicurezza garantita, rispetto per il nostro popolo e per chiunque abbia difeso l'Ucraina dall'aggressione russa sacrificando la propria vita", aggiunge alla fine della giornata caratterizzata da colloqui con il presidente francese Emmanuel Macron, con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e con i premier di Canada, Croazia e Lussemburgo. Sullo sfondo, l'ipotesi di prossimi contatti - non è ancora chiaro se al telefono o di persona - con Trump.
Il bilancio degli Stati Uniti è affidato al segretario di Stato, Marco Rubio. I colloqui, dice, sono stati "molto positivi" e anche Trump è "soddisfatto". La Casa Bianca vorrebbe il sì ucraino al piano per giovedì 27 novembre, per celebrare al top il Giorno del Ringraziamento. "Vogliamo che l'obiettivo venga raggiunto il più presto possibile - dice Rubio - e saremmo felici se fosse giovedì. Ma se fosse giovedì o venerdì, oppure mercoledì o lunedì della settimana successiva... Basta che succeda in fretta perché la gente muore".
Il piano americano, nella versione iniziale, presenterebbe elementi giudicati sostanzialmente inammissibili da Kiev. "Il documento è vivo, cambia ogni giorno con i contributi. Le questioni aperte non sono ostacoli insormontabili. Abbiamo solo bisogno di più tempo", dice Rubio senza scendere nei dettagli. Arriverà poi il momento di presentare il documento alla Russia: "Dovremo presentare alla parte russa ciò che abbiamo elaborato, se riusciamo a raggiungere l'accordo con la parte ucraina".
Il piano europeo, le differenze rispetto alla proposta di Trump
Sul tavolo, però, prende forma anche una proposta europea. Anche in questo caso, afferma la Cnn, il testo in 24 punti è estremamente fluido: l'obiettivo è ottenere eventuali modifiche nel piano americano in una sorta di manovra diplomatica tra vasi comunicanti.
Le differenze sostanziali tra il piano europeo e quello di Trump sarebbero numerose. Nel documento verrebbero sfumati i toni rispetto ai confini dell'azione Nato: il piano americano esclude senza mezze misure la presenza di militari dell'Alleanza in Ucraina, quello europeo non contempla un dispiegamento permanente e non cancella totalmente la possibilità dell'adesione di Kiev all'Alleanza anche se non c'è accordo tra i membri del Patto Atlantico al momento.
Il tema delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina è centrale: in caso di nuovo attacco russo, scatterebbe un meccanismo paragonabile all'articolo 5 della Nato, che prevede l'intervento dell'Alleanza in difesa di un membro aggredito.
Il documento europeo non fa riferimento a concessioni territoriali. Washington, invece, considera sostanzialmente russi e riconosciuti come tali Crimea, Donetsk e Luhansk. Kiev, poi, non dovrebbe ritirarsi dalle città controllate nel Donbass. L'Europa richiede un cessate il fuoco prima di affrontare il tema di scambi territoriali e fissa l'attuale linea del fronte come punto di partenza per ogni eventuale discussione.
Dopo la firma dell'accordo di pace, potrebbe iniziare l'iter per rimuovere le sanzioni adottate nei confronti della Russia e per riportare Mosca al tavolo del G8.
Capitolo elezioni in Ucraina: per gli Usa, il voto deve tenersi entro 100 giorni dalla fien della guerra. Per i paesi europei, invece, non c'è una scadenza definita con tale precisione: le elezioni devono svolgersi il più presto possibile dopo la firma dell'accordo di pace, ma non viene indicata una deadline.
Nel documento europeo non ci sono riferimenti a investimenti russo-americani: sotto i riflettori vengono posti i danni prodotti dalla Russia e i risarcimenti che verrebbero versati all'Ucraina con i beni russi congelati. Spazio poi all'esercito di Kiev. Il piano di Trump prevede 600mila uomini nelle forze armate dell'Ucraina. Troppo pochi, secondo l'Europa: il paese dovrebbe contare su 800mila soldati in tempo di pace. Quindi, la centrale nucleare di Zaporizhzhia: l'impianto - nella proposta europea - verrebbe affidato all'Agenzia internazionale per l'energia atomica che dividerebbe l'energia prodotta tra Ucraina e Russia.

Arriva la tempesta d'inverno sull'Italia con l'arrivo di pioggia nelle prossime 48 ore da Milano a Roma: il maltempo scenderà progressivamente verso il Meridione. L'inizio della settimana sarà caratterizzato anche dalla neve, che cadrà soprattutto nelle aree alpine tra Val d'Aosta, Piemonte, Lombardia.
La nuova perturbazione dalla giornata di oggi, lunedì 24 novembre, raggiungerà il nostro Paese. Sarà caratterizzata da intense correnti di aria umida e temperata, favorirà precipitazioni da sparse a diffuse, anche temporalesche, in particolar modo sui settori tirrenici, le due isole maggiori e parte del nord Italia.
Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte, alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati, ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche.
L'avviso prevede dalle prime ore di oggi, lunedì 24 novembre, precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, su Toscana ed Emilia-Romagna, in estensione, dal primo mattino, al Lazio, specie sui settori meridionali, Umbria, Abruzzo e Molise, specie sui rispettivi settori occidentali, e alla Campania.
I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Sempre dalle prime ore di oggi, attesi venti da forti a burrasca sud-occidentali, su Emilia-Romagna, in estensione, dal pomeriggio, a Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia settentrionale, specie sui settori appenninici, e Sicilia, in particolar modo sui settori occidentali, con mareggiate lungo le coste esposte.
Previste, inoltre, nevicate, mediamente al di sopra dei 100-1200 metri, sulla Valle d’Aosta, con apporti al suolo generalmente moderati, fino ad abbondanti a quote superiori. Sulla base dei previsti e in atto è stata valutata per la giornata di oggi, lunedì 24 novembre, allerta gialla su parte di Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, su gli interi territori di Toscana, Umbria, Lazio, Molise e Campania, su alcune aree di Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna.

Oltre dodicimila chilometri separano Johannesburg da Ginevra. Ma mentre nella città sudafricana cala il sipario sul primo G20 ospitato in Africa, è in Svizzera - dove si incontrano delegazioni americane, europee e ucraine - che si gioca una delle partite decisive sul futuro di Kiev. Giorgia Meloni segue costantemente gli sviluppi, in contatto con il suo consigliere diplomatico Fabrizio Saggio, rappresentante dell'Italia al summit. E dopo la chiusura dei lavori del G20 ha incontrato la stampa italiana nell'hotel che ospita la delegazione di Roma, nel cuore della metropoli sudafricana, per fare il punto della situazione. Da qui la premier è ripartita per Luanda, in Angola, dove oggi prenderà parte al vertice Ue-Unione africana.
La telefonata sul piano in 28 punti di Trump
Al centro delle domande c'è, soprattutto, il controverso piano in 28 punti firmato Donald Trump[1], che negli ultimi giorni ha alimentato non pochi malumori nelle capitali europee. Per la premier quel documento resta tuttavia la base da cui avviare qualsiasi discussione futura. E mentre si rincorrono le indiscrezioni su una controproposta europea in 24 punti[2], Meloni è chiara: "Non penso che si debba parlare di una totale controproposta" rispetto alla bozza Trump, perché "molti punti sono condivisibili e anche per un fatto di tempo ed energia, conviene concentrarci sulla proposta che c'è e sulle questioni dirimenti".
La premier conferma una "telefonata abbastanza lunga" con l'ex presidente americano, durante la quale ha "trovato disponibilità da parte del presidente Trump" a rivedere alcuni passaggi del piano di pace; una conversazione avvenuta alla presenza anche del finlandese Stubb. E aggiunge che il lavoro degli sherpa a Ginevra "segue questo intendimento". Proprio da Ginevra, intanto, arrivano segnali di ottimismo da parte americana: il segretario di Stato Marco Rubio ha detto ai giornalisti di aver avuto "l'incontro più produttivo e significativo finora in tutto questo processo", riferendosi al faccia a faccia con il negoziatore ucraino Andrij Yermak sui contenuti del piano Trump, aggiungendo che le delegazioni proseguiranno le discussioni nelle prossime ore.
Il ruolo dell'Ue
Sul fronte europeo, Meloni richiama la Ue a "una prova di maturità". E rivendica i risultati, ottenuti finora nella partita ucraina: "Noi abbiamo costruito sul campo quella deterrenza che oggi consente di parlare di pace" e la proposta americana "va letta con questa lente". Nella bozza statunitense Meloni individua elementi significativi: "Ci sono anche molti punti che io considero particolarmente positivi, in tema soprattutto di garanzie di sicurezza, dove è messo nero su bianco un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti" sul modello dell'articolo 5 Nato, come l'Italia propone da tempo. Da qui l'obiettivo di arrivare "a un documento il più possibile vicino a quello che serve per avere la pace". Insieme ai partner europei "consideriamo" la bozza Trump "un punto di partenza e siamo pronti a lavorare per migliorare la proposta", spiega ancora, ricordando la linea emersa dal coordinamento dei cosiddetti "volenterosi", che ieri, al termine della riunione che si è svolta a margine del G20, hanno diffuso un comunicato in cui si ribadiva che "i confini non devono essere modificati con la forza", ed esprimevano "preoccupazione per le limitazioni proposte alle forze armate ucraine, che lascerebbero l'Ucraina vulnerabile a futuri attacchi".
Sul fronte interno, Meloni sgonfia l'ipotesi di tensioni con il vicepremier Salvini, in particolare rispetto ai distinguo sugli aiuti all'Ucraina all'interno della coalizione di centrodestra: "Non lo considero un controcanto, penso che noi siamo una coalizione, non siamo una caserma". Anzi, sottolinea, il confronto aperto "aiuta anche me a ragionare". Sulla corruzione in Ucraina, Meloni riconosce che il tema "chiaramente incide", anche sul dibattito pubblico in Europa e in Italia, ma rivendica la capacità di Kiev di reagire: "L'Ucraina ha dimostrato di avere gli anticorpi". E aggiunge che Salvini "dice una cosa corretta", perché "i soldi degli italiani non possono andare a finire nelle mani di persone corrotte", pur ribadendo che "mi pare che il governo ucraino abbia dimostrato di avere piena volontà di combattere eventuali fenomeni di corruzione".
Il punto sull'attività diplomatica
Quanto al programma Purl (che prevede l'acquisto di armi dagli Usa per mandarle a Kiev) Meloni precisa che sull'adesione "non abbiamo una deadline" e che l'Italia è impegnata su altre priorità, tra cui "un undicesimo pacchetto di aiuti". Fermo il giudizio su Mosca: la premier ribadisce di "pensare da tempo che Putin non abbia una reale volontà di chiudere la guerra", sostenendo che "questo bluff si debba andare a vedere". Ricorda inoltre che "qui tutti stiamo dimostrando dall'inizio la nostra buona volontà, salvo i russi", ai quali tocca "dare qualche segnale concreto di volere effettivamente arrivare alla pace". Un primo passo sarebbe rappresentato da "un cessate il fuoco per fermare temporaneamente i bombardamenti delle infrastrutture civili strategiche".
Il fronte diplomatico resta in pieno movimento: "Tutti parlano con tutti, tutti si incontrano", osserva la premier, anticipando che "probabilmente faremo un punto in serata all'esito di quello che accade a Ginevra". Oggi, prima del vertice Ue-Unione africana a Luanda, è previsto "un coordinamento" con i leader europei, presenti all'incontro Europa-Africa, mentre martedì si terrà "una riunione della coalizione dei volenterosi" in videoconferenza. Un passo alla volta, nella faticosa ricerca della pace. (dall'inviato Antonio Atte)

Cristiano Ronaldo e una rovescia da urlo. Il fuoriclasse portoghese, oggi in Arabia Saudita all'Al Nassr, è andato a segno nel 4-1 con cui la sua squadra ha travolto il malcapitato Al Khaalej in Saudi Pro League, in cui ha già siglato dieci gol e un assist in nove partite. Ma quello di Ronaldo non è stato un gol qualsiasi. Al 96', in pieno recupero, l'ex Real Madrid e Juventus ha ricevuto un cross dalla destra e si è cimentato con un gesto atletico che, soprattutto i tifosi juventini, ricordano bene.
Ronaldo, 40 anni, ha infatti colpito il pallone in rovesciata, dopo il buco di un difensore avversario, centrando l'incrocio dei pali. Un gol da favola, che CR7 ha festeggiato con il solito 'Sium'.

Jannik Sinner esulta con l'Italia. Il tennista azzurro, che ha rinunciato alla chiamata di capitan Volandri, ha fatto i complimenti alla Nazionale, che oggi, domenica 23 novembre, ha battuto la Spagna in finale di Coppa Davis: "Complimenti per questa vittoria incredibile", ha scritto Sinner con tanto di emoticon tricolori in una storia pubblicata sul proprio profilo Instagram.
A tirare in ballo il numero due del mondo, che al momento del 'gran rifiuto' alla Davis aveva generato molte polemiche, è stato il presidente della Fitp Angelo Binaghi: "Aveva ragione Sinner, potevamo vincerla anche senza di lui", aveva detto ai microfoni Rai pochi minuti dopo il trionfo.
Il riferimento è all'intervista concessa dal numero due del mondo a SkySport, in cui Sinner ricordava come l'Italia avesse una squadra forte anche senza di lui e che poteva vincere comunque il torneo. Una profezia diventata realtà.

L'Italia vince la Coppa Davis, ma Simone Bolelli... la rompe. Durante le celebrazioni di rito, quando i protagonisti del trionfo azzurro si sono passati di mano in mano il trofeo, l'Insalatiera d'argento è arrivata al doppista, che l'ha sollevata. A quel punto però il trofeo si è letteralmente diviso in due pezzi, con Berrettini che ha dovuto aiutare il compagno di Nazionale a rimetterla insieme.
La parte superiore del trofeo è stata quindi reinserita in quello inferiore e l'insalatiera, che per la terza volta consecutiva si tinge d'azzurro, è tornata come nuova. Poi Bolelli, tra sorrisi e risate, l'ha alzata al cielo per l'ovazione di Bologna.

Lorenzo Musetti esulta per la vittoria dell'Italia in Coppa Davis. Il tennista azzurro, che ha deciso di rinunciare alla chiamata di capitan Volandri dopo le Atp Finals, ha seguito la finale di oggi, domenica 23 novembre, contro la Spagna, battuta 2-0 grazie alle vittoria di Berrettini e Cobolli nei due singolari e ha condiviso la sua gioia su Instagram. "Che braviii!!! Avete fatto la storia!", ha scritto in una storia riprendendo il match point di Cobolli.
A fare i complimenti agli azzurri anche Carlos Alcaraz, grande assente della Spagna sconfitta in finale dall'Italia. In una storia pubblicata su Instagram, il tennista spagnolo ha pubblicato la foto del trionfo azzurro scrivendo: "Complimenti all'Italia per un'altra Davis", ha condiviso con tanto di bandiera italiana, "molto orgoglioso della squadra, avete un cuore davvero grande".
La decisione di Lorenzo Musetti, che aveva già vinto la Coppa Davis nel 2023 e 2024, era arrivata alla fine delle Atp Finals di Torino. Dopo la sconfitta con Carlos Alcaraz nell'ultima partita del girone, che ha decretato l'eliminazione dell'azzurro, Musetti, reduce da un tour de force nell'ultima parte della stagione volto proprio a conquistare i punti necessari a volare a Torino, ha spiegato il suo no.
"Vista la mia condizione fisica e la mia situazione fuori dal campo, anche familiare (è in arrivo il suo secondo figlio, ndr), ho parlato con Volandri e non giocherò la Coppa Davis. C’è dispiacere, purtroppo quest’anno non farò parte della squadra”, ha detto Musettiin conferenza stampa.

Il grande giorno del derby di Milano è arrivato. Oggi, domenica 23 novembre, si gioca a San Siro il big match Inter-Milan, valido per la 12esima giornata di Serie A. La squadra di Chivu arriva all'appuntamento con 24 punti, ma deve riportarsi al primo posto della classifica, con il sorpasso della Roma arrivato nel pomeriggio grazie alla vittoria di Gasperini contro la Cremonese. I rossoneri di Allegri inseguono invece a quota 22.
Nel prossimo turno di campionato, l'Inter sfiderà il Pisa in trasferta, mentre il Milan ospiterà la Lazio a San Siro.
Il grande giorno del derby di Milano è arrivato. Oggi, domenica 23 novembre, si gioca a San Siro il big match Inter-Milan, valido per la 12esima giornata di Serie A. La squadra di Chivu arriva all'appuntamento con 24 punti, ma deve riportarsi al primo posto della classifica, con il sorpasso della Roma arrivato nel pomeriggio grazie alla vittoria di Gasperini contro la Cremonese. I rossoneri di Allegri inseguono invece a quota 22.
Nel prossimo turno di campionato, l'Inter sfiderà il Pisa in trasferta, mentre il Milan ospiterà la Lazio a San Siro.
Il grande giorno del derby di Milano è arrivato. Oggi, domenica 23 novembre, si gioca a San Siro il big match Inter-Milan, valido per la 12esima giornata di Serie A. La squadra di Chivu arriva all'appuntamento con 24 punti, ma deve riportarsi al primo posto della classifica, con il sorpasso della Roma arrivato nel pomeriggio grazie alla vittoria di Gasperini contro la Cremonese. I rossoneri di Allegri inseguono invece a quota 22.
Nel prossimo turno di campionato, l'Inter sfiderà il Pisa in trasferta, mentre il Milan ospiterà la Lazio a San Siro.

Il derby di Milano è rossonero. Il Milan ha battuto l'Inter 1-0 oggi, domenica 23 novembre, nel big match di San Siro, valido per la 12esima giornata di Serie A. Decisivo un gol di Pulisic, al 54', e il rigore parato da Maignan a Calhanoglu al 73'. Con questa vittoria il Milan scavalca proprio l'Inter e si porta al secondo posto in classifica a quota 24, a +1 sui nerazzurri e a -2 dalla Roma capolista.
Nel prossimo turno di campionato, l'Inter sfiderà il Pisa in trasferta, mentre il Milan ospiterà la Lazio a San Siro.

"E' molto complicato trovare le parole, sarà una serata difficile". Fabio Fazio apre la puntata di Che tempo che fa con un commosso omaggio a Ornella Vanoni. "Questa puntata non è come le altre: cercheremo di fare del nostro meglio, ma è una puntata totalmente dedicata a Ornella non solo per le cose che faremo, ma perchè il nostro cuore è da due giorni lì", dice Fazio all'inizio della puntata del programma, sul Nove[1], a cui Ornella Vanoni partecipava da anni come ospite fissa.
"Ornella è stata una di noi, abbiamo perso un compagno di giochi e giocare è difficile adesso ma è il nostro mestiere, che è anche il suo. Cercheremo di farlo nel migliore dei modi", dice Fazio visibilmente commosso. Quindi, dopo il minuto iniziale, il conduttore prende possesso della sua postazione. "E' molto complicato trovare le parole", dice ammettendo che sarà "una serata difficile".

Tensione in finale di Coppa Davis tra Italia e Spagna. Durante il secondo singolare di oggi, domenica 23 novembre, c'è stato un breve battibecco, con tanto di fischi da parte del pubblico di Bologna, tra Flavio Cobolli e Jaume Munar. Nel corso del sesto game del secondo set, dopo che lo spagnolo aveva dominato il primo parziale, l'azzurro colpisce un nastro che trascina il suo destro sul fondo al termine di uno scambio prolungato.
Cobolli ha quindi un gesto di stizza allargando le braccia e urlando al cielo. Immediata la risposta di Munar, che allarga il sorriso e fa notare che aveva colpito il nastro, e che quindi avrebbe dovuto scusarsi piuttosto che imprecare. La reazione di Cobolli è in pieno stile italiano: mani a becco e gesto del 'parla, parla', mentre Bologna sommerge di fischi lo spagnolo.
Il nervosismo prosegue nel corso del game successivo, con i due capitani, Volandri e Ferrer, che prima si sono spiegati tra loro, dandosi la mano, e poi hanno provato a riportare la calma in campo.

"Dopo la separazione sono tornata a vivere". Elena Sofia Ricci ospite oggi, domenica 23 novembre, a Verissimo. L'attrice ha ripercorso la sua carriera, lunga 45 anni, e ha parlato apertamente della sua vita privata, segnata negli ultimi anni dalla separazione dalla fine del matrimonio.
L'attrice si è separata dopo 19 anni di matrimonio e racconta di aver dedicato i primi anni passati a curare le proprie ferite. Oggi però si sente rinata: "Mi sono riappropriata di me stessa e sto avendo cura di me. Le mie figlie ora sono grandi e vorrò bene a mio marito tutta la vita, ma è giusto che adesso io abbia cura di me".
Ricci racconta di aver avuto sempre paura di essere troppo "ingombrante": "Ho fatto tanti errori e adesso invece questo diritto a esserci, a fare le cose che mi piacciono, me lo sono preso. Ho bisogno di pensare solo a me e lo sto facendo".
E sulla sua situazione sentimentale attuale, Elena Sofia Ricci ha confidato di essere "sola": "Sono sola da tre anni. Non sono single, ma sono sola. Sto bene così, non so se sono pronta per un'altra storia. Sto ancora recuperando quella ragazza che voleva ballare, che voleva essere solo leggera".
Elena Sofia Ricci ha parlato dell'abuso subito all'età di 12 anni: "Mia madre mi ha messo inconsapevolmente nelle mani di chi ha abusato di me, per questo l'ho detto solo quando lei non c'era più". L'attrice ha parlato del trauma vissuto: "Questa esperienza mi ha lasciato un trauma profondo. Ho fatto anni di analisi per superare questo dolore, è stato difficile ritrovare me stessa".
Poi, l'appello al pubblico e alle donne vittime di violenza: "La violenza fisica è molto più evidente, eppure alcune volte non la vogliamo vedere. È necessario che si faccia educazione sentimentale e sessuale nelle scuole, è un tema per il quale mi batterò per sempre. Attenzione anche e soprattutto alla violenza verbale e psicologica, tutto parte dalla totale mancanza di rispetto"

Come sta Al Bano? Il cantautore di Cellino San Marco ospite oggi, domenica 23 novembre, a Verissimo è tornato a parlare apertamente delle sue condizioni di salute. Al Bano ha rassicurato il pubblico di sentirsi meglio ora, pur ammettendo di aver attraversato un periodo particolarmente difficile: "Cancro, infarto, ischemia, edema alle corde vocali", ha esordito elencando alcune delle gravi difficoltà affrontate in una fase delicata della sua vita.
"Mi sono rivolto al mio amico lassù e gli ho detto 'ma che ti ho fatto? Vogliamo dare una tregua a questo povero ragazzaccio di qualche decennio?'", ha detto. Poi, con un sorriso sereno ha aggiunto: "Il miracolo è arrivato, sono più forte che mai".
In studio con lui anche la figlia Jasmine che non ha nascosto quanto quel periodo l'ha segnata: "Non l'ho vissuta bene la sua condizione di salute, non mi piace nemmeno parlarne, però ho imparato a dare una svolta nella mia vita ai problemi, ho capito cosa davvero conta".

"Sono preoccupata per la vita di mio padre. La sua ultima intervista è un maltrattamento". Evelina Sgarbi ospite oggi, domenica 23 novembre, a Verissimo è tornata a parlare della vicenda che da mesi coinvolge la famiglia. La giovane ha infatti depositato un’istanza per la nomina di un amministratore di sostegno, sostenendo che Vittorio Sgarbi non sarebbe più in grado di seguire i propri interessi e inoltre ha accusato Sabrina Colle, compagna del critico d'arte, di tenerla lontana dal padre.
"Sono arrabbiata, non sono più preoccupata. È stato penoso e schifoso, uno sfruttamento totale per una persona che non sta bene. Temo per la sua vita", ha esordito la ragazza commentando l'ultima apparizione televisiva del padre. "Non si può mandare una persona in quello stato in televisione solo per pubblicizzare un libro", ha aggiunto, definendo l'intervista "piena di disgusto e pena".
"Ho deciso che denuncerò tutti per circonvenzione d'incapace", ha detto Evelina affermando che il padre sarebbe stato sottoposto a una cura con il litio: "Appiattisce l'umore, e diminuisce la mimica facciale... Poi lo lasciano andare in tv con la barba così incolta".
"Pare che abbia tentato di suicidarsi prima dei vari ricoveri. Me lo hanno detto, ecco perché ricorrono a questa forte terapia, così lo appiattiscono totalmente", ha detto con voce piena di rabbia e preoccupazione.
Evelina non approva il matrimonio in programma tra il pare e la compagna Sabrina Colle: "Io farò di tutto affinché questo matrimonio non avvenga. Io non mi faccio prendere in giro".
Il prossimo step? "Denunciare tutti per maltrattamento, voglio sapere che terapia fa mio padre, continuano a non dirmi che farmaci prende", ha detto Evelina che al momento sta aspettando la sentenza per l'amministratore di sostegno.

Sul piano di pace Usa per l'Ucraina ho trovato "disponibilità da parte del presidente Trump". E' quanto ha detto oggi, domenica 23 novembre, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine di un punto stampa al G20 sudafricano. "Abbiamo fatto una telefonata abbastanza lunga" con Trump "anche con il presidente finlandese Stubb, penso che il lavoro che gli sherpa stanno facendo a Ginevra segua questo intendimento", ha aggiunto, sottolineando come non creda che "Putin voglia la fine del conflitto". "E' un bluff" aggiunge.
Nella bozza Trump per la pace in Ucraina "ci sono anche molti punti che io considero particolarmente positivi, in tema soprattutto di garanzie di sicurezza, dove è messo nero su bianco un coinvolgimento diretto anche degli Stati Uniti in una proposta basata su modello dell'articolo 5 Nato. Penso che si possa fare un lavoro positivo e siamo tutti impegnati per arrivare a un documento il più possibile vicino a quello che serve per avere la pace".

Sul piano di pace Usa per l'Ucraina ho trovato "disponibilità da parte del presidente Trump". E' quanto ha detto oggi, domenica 23 novembre, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine di un punto stampa al G20 sudafricano. "Abbiamo fatto una telefonata abbastanza lunga" con Trump "anche con il presidente finlandese Stubb, penso che il lavoro che gli sherpa stanno facendo a Ginevra segua questo intendimento", ha aggiunto, sottolineando come non creda che "Putin abbia una reale volontà di chiudere la guerra, di farlo in tempi brevi". "Penso che questo bluff si debba andare a vedere" aggiunge.
"Non penso che si debba parlare di una controproposta" totale europea rispetto alla bozza Trump, "molti punti sono condivisibili e anche per un fatto di tempo ed energia, conviene concentrarci sulla proposta che c'è e sulle questioni dirimenti".
Nella bozza Trump per la pace in Ucraina "ci sono anche molti punti che io considero particolarmente positivi, in tema soprattutto di garanzie di sicurezza, dove è messo nero su bianco un coinvolgimento diretto anche degli Stati Uniti in una proposta basata su modello dell'articolo 5 Nato. Penso che si possa fare un lavoro positivo e siamo tutti impegnati per arrivare a un documento il più possibile vicino a quello che serve per avere la pace".
Insieme ai partner europei "consideriamo" la bozza Trump "un punto di partenza e siamo pronti a lavorare per migliorare la proposta", questo è stato affermato "in una riunione nella quale partecipavano tutti i leader europei presenti al G20 più i partner G7. E mi pare che siamo tutti in linea".
"Quello che dobbiamo fare noi in questo momento credo sia anche una prova di maturità, per l'Europa: dimostrare che può fare la differenza con proposte serie, con proposte che fanno fare dei passi avanti, quindi, non semplicemente dicendo sì, va tutto bene, no, va tutto male, che sarebbe un approccio un po' infantile per la fase in cui ci troviamo". "Il piano americano è una base di discussione. Per arrivare a una pace giusta e duratura serve appunto una discussione, che è quella che stiamo intavolando con i nostri partner europei, con la Nato, con gli americani e con gli ucraini".
"Noi abbiamo costruito sul campo quella deterrenza che oggi consente di parlare di pace" in Ucraina, e "penso che lo dobbiamo rivendicare, perché è un lavoro che abbiamo fatto tutti quanti insieme. Dopodiché, chiunque lavori con l'ottica di lavorare più velocemente per arrivare a una pace giusta, duratura, fa un lavoro prezioso. E penso che la proposta americana vada letta con questa lente".
"L'Europa evidentemente non è stata tra gli estensori del piano" per l'Ucraina, ma "il tema di chi abbia scritto il piano mi interessa meno, mi interessa quale è il piano dal quale partiamo e al quale arriviamo".
"Qui tutti stiamo dimostrando dall'inizio la nostra buona volontà, salvo uno, che sono i russi che non hanno fatto un passo in avanti dall'inizio e - questo l'ho detto varie volte anche al Presidente degli Stati Uniti - penso che anche i russi debbano dare qualche segnale concreto di volere effettivamente arrivare alla pace". "Penso che il segnale di un cessate il fuoco per fermare temporaneamente i bombardamenti delle infrastrutture civili strategiche con i quali la Russia da sempre punta a piegare un popolo ucraino che non riesce a piegare, sarebbe un passo in avanti importante" aggiunge la premier.
Sul dossier ucraina "di incontri ce ne sono un'infinità, in ogni formato, ma questa è una fase nella quale chiaramente tutti parlano con tutti, tutti si incontrano: insomma, è normale e giusto che sia così. Penso che probabilmente faremo un punto stasera all'esito di quello che accade" a Ginevra. "Domani mattina ci sarà con i leader europei presenti al vertice Europa-Africa un coordinamento, martedì ci sarà una riunione della coalizione dei volenterosi" in videoconferenza, ha proseguito.
"Italia percepita come seria perché stabile"
"Mi interessa che l'Italia continui a essere percepita come una nazione seria, come una nazione credibile, come una nazione che ha una chiara linea di politica estera" sottolinea Meloni. "E oggi l'Italia così viene percepita. E viene percepita così perché questo governo ha una maggioranza stabile che le ha consentito di avere, votando sempre in modo compatto, questa linea di politica estera. Quindi non mi posso assolutamente lamentare dei miei alleati".
"Da Salvini nessun controcanto, siamo una coalizione non una caserma"
Quello di Salvini "non lo considero un controcanto, penso che noi siamo una coalizione, non siamo una caserma". "E penso che all'interno della mia maggioranza sia un bene che tutti esprimano chiaramente le loro posizioni, perché questo aiuta anche me a ragionare", ha detto la premier a proposito dei distinguo nella maggioranza su diverse tematiche, tra cui la politica estera.
Il tema della corruzione in Ucraina "chiaramente incide, ma incide anche rispetto alla nostra opinione pubblica, è legittimo". "Considero in ogni caso importante che l'Ucraina abbia dimostrato di avere gli anticorpi. Alla fine dobbiamo sempre ricordare che questi arresti arrivano sulla base di iniziative delle istituzioni ucraine. Quindi c'è probabilmente un problema ma ci sono anche gli anticorpi per gestire quel problema", afferma la premier. Il vicepremier Salvini "dice una cosa corretta, cioè dice i soldi degli italiani non possono andare a finire nelle mani di persone corrotte e ovviamente noi dobbiamo vigilare perché questo non accada. Ma ripeto, mi pare che il governo ucraino abbia dimostrato di avere piena volontà di combattere eventuali fenomeni di corruzione", rimarca la presidente del Consiglio.
Vicenda Garofani
Per quello che riguarda la vicenda Garofani, dice la premier, "ho parlato direttamente col Presidente della Repubblica, ho chiarito con il Presidente tutta la questione, approfitto per ribadire l'ottimo rapporto che da sempre ho con Presidente Mattarella, non penso che sia il caso di tornare su questa vicenda".
"Al lavoro su prossimo vertice Italia-Africa"
Con il primo ministro etiope "abbiamo parlato prevalentemente di vertice Italia-Africa. Sapete che lunedì ci sarà il vertice Unione Europea-Africa, noi stiamo già lavorando al prossimo vertice Italia-Africa, e stavolta si svolgerà in Africa", ha detto la premier Giorgia Meloni, al termine del G20. Quello che si è concluso oggi a Johannesburg è stato "il primo G20 che si celebra in Africa, secondo me molto simbolico perché al centro ci sono i temi dello sviluppo e del futuro e non penso che si possa parlare di sviluppo e del futuro senza parlare di Africa. Per i temi, posti dalla presidenza sudafricana noi ci siamo trovati molto a nostro agio, nel senso che su tutte le questioni centrali che la presidenza sudafricana ha posto l'Italia aveva già agito", ha detto la premier, citando - tra le varie questioni - il tema del debito dei Paesi africani e dello sfruttamento delle risorse.
"A Tokyo nelle prime settimane di gennaio"
"Ho avuto modo di conoscere personalmente il nuovo primo ministro giapponese, con la quale avevo avuto una telefonata" dice Meloni. "Stiamo programmando una mia visita per le prime settimane di gennaio a Tokyo" conclude.

Una bella Roma cala il tris a Cremona, si impone 3-1 oggi, domenica 23 novembre, e vola momentaneamente da sola in vetta alla classifica di Serie A con 27 punti dopo 12 giornate, in attesa del derby di Milano di questa sera. Una squadra concreta, quadrata, che sa quello che deve fare, porta al gol Soulè, Ferguson e Wesley (oltre ai due annullati per fuorigioco di Pellegrini e ancora Ferguson) e stende la squadra di Nicola, a cui non basta il gol di Folino nel finale, che resta a 14 punti. Unica nota stonata l'espulsione di Gasperini in vista del big match con il Napoli di domenica prossima.
Nicola in casa sceglie di giocare in avanti con la coppia composta da Bonazzoli e Vardy, mentre concede spazio a Vandeputte in mediana, con Floriani Mussolini a sinistra. Gasperini opta invece per un attacco leggero con Baldanzi come falso nove sostenuto da Soulé e Pellegrini. In difesa gioca Ziolkowski, con Celik a tutta fascia.
La Cremonese parte bene e spaventa la Roma al 16' con Bonazzoli che conclude di prima intenzione con il mancino da ottima posizione ma trova l'opposizione fenomenale di Svilar. Scampato il pericolo la Roma passa in vantaggio. Al 17' bella progressione palla al piede di Konè che serve Soulè al limite, con l'argentino bravo a controllare e concludere con un mancino a giro che si infila preciso nell'angolino alla destra di Audero per lo 0-1. La Roma continua a spingere e al 30' azione splendida di Soulè e Baldanzi che va al tiro respinto da Audero, con Pellegrini bravo a depositare in rete, ma dopo revisione al Var il gol del numero 7 giallorosso viene annullato per posizione di fuorigioco dello stesso Pellegrini. Ancora Soulè poco dopo ma la sua conclusione termina però alta sopra la traversa.
La squadra di Nicola però resta in gara e al 32' sfiora il pareggio con Vandeputte che di prima intenzione conclude con il destro ma Svilar prima devia sul palo e poi salva con una grande uscita, sempre su Vandeputte. La squadra di Gasperini controlla e cerca l'affondo al 36' con Baldanzi ma la Cremonese si salva con un intervento di Payero. Al 39' altra grande occasione per la Roma con Pellegrini che di prima intenzione conclude con il destro, perfetto l'intervento di Audero che devia d'istinto in calcio d'angolo. Nel finale di tempo al 47' l'arbitro Ayroldi fischia un calcio di rigore per la Cremonese per un fallo di mano di Mancini, ma dopo la revisione al Var lo revoca per un tocco non punibile del difensore giallorosso.
Nella ripresa Gasperini inserisce prima El Aynaoui per Ziolkowski, ammonito, e poi Ferguson per Baldanzi. La Roma cerca di chiudere la gara e al 54' da dentro l'area Mancini anticipa Baschirotto senza però riuscire a colpire bene il pallone e la palla alta sopra la traversa. Poi al 58' Soulé ci prova di prima intenzione con il mancino a giro, ma il pallone esce di pochissimo al lato.
Entra anche El Shaarawy per Pellegrini con Gasperini che viene espulso per proteste. Ma in cinque minuti la Roma chiude la gara. Al 64' azione insistita della Roma in area con El Aynaoui che dal limite serve Ferguson che stoppa, prende la mira e di piatto batte Audero per lo 0-2. La squadra di Nicola prova a reagire con Bonazzoli che sfiora il palo, ma al 69' i giallorossi calano il tris: bel servizio di El Shaarawy per Wesley nello spazio con il brasiliano che a tu per tu con Audero con un dolce scavetto scavalca il portiere e fa 0-3.
La Roma controlla la gara cercando anche il quarto gol, e trovandolo anche con Ferguson ma annullato per posizione irregolare dell'irlandese, con Gasperini che pensando al prossimo match di Europa League giovedì con il Midtjylland, toglie nel finale Wesley e Soulè inserendo Tsimikas e Pisilli. In pieno recupero la Cremonese trova il gol della bandiera con lo stacco di testa di Folino su calcio d'angolo che batte Svilar per l'1-3 finale.
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