
(Adnkronos) - Matteo Arnaldi torna a parlare del ritiro dalla semifinale del Roland Garros. Il tennista azzurro, impegnato nell'Atp di Eastbourne alla vigilia di Wimbledon 2026, Slam a cui Jannik Sinner arriva da campione in carica, è stato costretto a dare forfait poche ore prima del derby con Flavio Cobolli, valido per il penultimo atto di Parigi.
"Dopo il ritiro a Parigi non ho mangiato per due giorni. È stato davvero brutto", ha raccontato Arnaldi in conferenza stampa, "è stato simile a quello che mi è successo ad Acapulco l’anno scorso. In quell'occasione molti giocatori si sono ammalati per un’intossicazione alimentare. Quella volta è stata decisamente peggiore, ma a Parigi è stato simile".
"Ogni volta che bevevo o provavo a mangiare, mi veniva di nuovo da vomitare. Non è stata una bella esperienza, ma cosa ci puoi fare?", ha continuato Arnaldi, "ora stiamo valutando la programmazione della stagione, sto pensando anche a Torino. Sono il 24esimo nella Race, quindi non è impossibile".

(Adnkronos) - Il Ghana si prepara ad affrontare l'Inghilterra nella seconda partita del gruppo L ai Mondiali. E in vista della sfida di oggi, martedì 23 giugno, la selezione africana guidata da Queiroz ha trovato un alleato particolare contro la nazionale inglese del ct Tuchel. Si tratta di... uno stregone. Per l'esattezza di Nana Kwaku Bonsam, il più famoso del Paese africano, che ha detto di voler lanciare una maledizione contro l'attaccante Harry Kane per far perdere l'Inghilterra.
Nana Kwaku Bonsam ha parlato così prima della partita al Daily Star: "Sto lavorando su Harry Kane. Ho dimostrato in passato di cosa sono capace, so bene cosa devo fare per fermarlo. Sono molto famoso per le mie previsioni. Non gli auguro un infortunio grave. Sarà quanto basta per impedirgli di giocare bene con il mio Paese. Farò il mio lavoro per aiutare il Ghana”.
La curiosità è che Nana Kwaku Bonsam dichiarò in passato di essere stato il responsabile dell’infortunio al ginocchio di Cristiano Ronaldo nei Mondiali del 2014 in Brasile. Insomma, Kane dovrà solo incrociare le dita.

(Adnkronos) - Primo caso di infezione da West Nile virus ieri a Villa Bartolomea, in provincia di Verona. Lo comunica la Direzione prevenzione, sicurezza alimentare e veterinaria del Veneto. La segnalazione di luunedì segue il riscontro di una prima positività nell’avifauna, rilevata il 19 giugno scorso, sempre nel territorio veronese, che aveva già evidenziato l’avvio della circolazione virale.
In applicazione del Piano regionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi, l’azienda sanitaria Scaligera e i comuni interessati hanno già attivato tutte le misure previste, con particolare attenzione al rafforzamento dei controlli e degli interventi di verifica delle positività larvali sui territori interessati.

(Adnkronos) - Un primato in palio per stabilire chi, tra Canada e Svizzera, staccherà il biglietto da prima della classe nel Gruppo B. Un girone che avrebbe potuto essere quello dell’Italia ma questa è un’altra storia. I padroni di casa, secondo gli esperti Sisal, devono rincorrere i rossocrociati nella gara secca sebbene David e compagni partano avanti per la vittoria nel raggruppamento: il successo della Svizzera è dato a 2,35, il trionfo del Canada a 3,40 mentre si scende a 3,00 per il pareggio. Canadesi che, a 1,60, vedono il primo posto rispetto agli svizzeri, offerti a 2,20: la formazione di Jesse Marsch, infatti, può contare su due risultati su tre avendo una differenza reti migliore degli avversari. Si preannuncia una sfida a viso aperto dove il Goal, a 1,72, si fa preferire al No Goal, offerto a 2,00. La Svizzera, a 1,85, appare favorita anche per sbloccare il match rispetto al Canada, dato a 2,30. Johan Manzambi, in gol a 5,00, è il nuovo gioiello elvetico e, dopo la doppietta alla Bosnia, è pronto a tornare nel tabellino dei marcatori. I padroni di casa, dal canto loro, si affidano a Jonathan David: il bomber bianconero, a 3,75, è pronto a prendersi la squadra sulle spalle.
Sfida non meno intensa quella che va in scena a Miami tra Scozia e Brasile. La Seleçao di Ancelotti, per gli esperti Sisal, parte favoritissima a 1,36 rispetto all’8,50 degli Highlander mentre si scende a 5,00 per il pareggio. Bilancia che pende tutta dalla parte dei verdeoro in virtù, anche, di uno storico che parla chiarissimo: in 10 confronti, 8 vittorie brasiliane e due pareggi, l’ultimo dei quali datato 1974 durante i Mondiali tedeschi. Alisson, a 1,75, vede il secondo clean sheet consecutivo dopo quello con Haiti mentre chiunque difenderà la posta della Scozia, il Ct Steve Clarke è indeciso su chi schierare, dovrà fare gli straordinari: il portiere scozzese, che effettua almeno 4 parate, è ipotesi offerta a 5,50. Marquinos e compagni spingeranno subito sull’acceleratore tanto che vederli vincere entrambi i tempi è dato a 3,20. Occhio poi ai cartellini: la Tartan Army, a 1,75, è favorita per riceverne di più rispetto ai sudamericani, dati a 3,60. Due partite e altrettante reti: Vincius Junior si è preso il Brasile e sogna di portarlo fino in fondo al Mondiale. La stella del Real Madrid che sblocca la gara è dato a 4,50. Occhio però anche a Matheus Cunha, doppietta a Haiti, ancora a segno a 2,75. In casa Scozia è l’attaccante del Torino Che Adams, offerto a 6,00, l’uomo di maggior pericolo per Alisson e compagni.

Il presidente dell’Istituto Nazionale Tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, ha presenziato oggi alla V edizione dei Confassociazioni Awards, come vicepresidente vicario della Confederazione. Dopo la Lectio Magistralis del professor Federico Faggin, sul confronto tra intelligenza umana e intelligenza artificiale, ha dichiarato: “Ogni professionista dovrebbe ascoltare gli insegnamenti della Lectio Magistralis del professor Faggin; ringrazio una volta di più l’amico Angelo Deiana che, nella sua veste di presidente di Confassociazioni, ha fortemente voluto Faggin tra i premiati, la sua presenza è stata un innegabile valore aggiunto della manifestazione. Nei nostri prossimi eventi di aggiornamento sull’utilizzo dell’Ia negli studi dei tributaristi Int, ne utilizzeremo i passaggi salienti per indurre i professionisti a una profonda riflessione su questo strumento di supporto e non di sostituzione della competenza professionale umana. Il professor Faggin ha infatti detto circa l’Ia di usarla sapendo di essere molto di più della macchina”.
Ringraziando Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni, ha presenziato alla premiazione di Mauro Maria Marino, presidente dell’Ocf (Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari) e ha sottolineato: “Mauro Maria Marino nella sua esperienza di presidente della commissione Finanze è sempre stato molto disponibile al confronto sulle norme tributarie ed eventuali soluzioni semplificative, nonché sostenitore dell’importanza dell’educazione finanziaria. Mi auguro che attraverso Confassociazioni si possa dare nuova linfa a questa importante tematica educativa e formativa, abbinandolo anche all’educazione fiscale. Penso che potremmo dare spazio a tali tematiche all’VIII Congresso nazionale Int che si terrà a Roma nel mese di ottobre”.

(Adnkronos) - "Il caldo non è più solo una questione meteorologica. È un'emergenza sanitaria". E' il monito lanciato dal direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l'Europa, Hans Kluge, che avverte: "L'aumento delle temperature sta già mettendo a rischio vite umane e mettendo sotto pressione i sistemi sanitari in tutta la Regione europea dell'Oms", scrive in un post su X, rilanciando i contenuti di una sua intervista alla 'Bbc News'.
Nella morsa dell'afa non c'è solo l'Italia dove oggi sono 15 le città da bollino rosso, cioè in allerta massima (livello 3) che indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute anche di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.
Il caldo sta soffocando anche la Francia, dove si registrano "40 morti" per annegamento "dal 18 giugno". E tra le vittime, che erano in cerca di refrigerio, ci sono molti giovani.
"La nostra regione - incalza Kluge - è quella che si sta riscaldando più rapidamente al mondo. Solo negli ultimi 4 anni il caldo ha causato oltre 200mila decessi, mentre la mortalità correlata al caldo è aumentata del 30% negli ultimi 20 anni". Ma le morti dovute al caldo "non sono inevitabili - sottolinea il direttore di Oms Europa - Noi sappiamo come proteggere le persone: avvisare tempestivamente le comunità, rendere le città più fresche, garantire l'accesso all'acqua e all'ombra, monitorare le persone più a rischio e preparare i sistemi sanitari prima che le temperature raggiungano il picco. Sono i passi pratici raccomandati nelle nuove Linee guida per i Piani d'azione su caldo e salute, pubblicate da Oms Europa".
Si tratta di un clima sempre più estremizzato, per via del riscaldamento globale, che sta avvolgendo il Mediterrano: il risultato sono ondate di calore con temperature roventi che lasciano poi spazio a precipitazioni intenseafferma Antonello Pasini, fisico del clima e primo ricercatore del Cnr-Iia, spiega all'Adnkronos come stanno cambiando le nostre estati.
E questo caldo estremo "rappresenta un serio pericolo per la salute umana, specie per soggetti più fragili come anziani, bambini e cittadini con patologie preesistenti", ricordano gli esperti della Società italiana di Medicina ambientale (Sima). “Il caldo eccessivo determina problemi sanitari in quanto può alterare il sistema di regolazione della temperatura corporea – afferma il presidente Sima, Alessandro Miani – Il corpo umano si raffredda attraverso la sudorazione, ma in determinate condizioni ambientali questo non è sufficiente: una umidità eccessiva impedisce al sudore di evaporare, con il calore corporeo che aumenta rapidamente e può arrivare a danneggiare organi vitali e il cervello. Temperature eccessivamente elevate possono provocare disturbi lievi come crampi, svenimenti, edemi, ma anche problemi gravi, dalla congestione alla disidratazione, aggravando le condizioni di salute di persone con patologie croniche preesistenti”.
(Adnkronos) - Dalla transizione energetica al turismo lento: i parchi eolici italiani non producono solo energia pulita ma aprono la strada a itinerari inediti alla scoperta della bellezza dell’Italia. Un’alleanza virtuosa, quella tra rinnovabili e paesaggio, al centro della V edizione della guida turistica “Parchi del vento” di Legambiente, realizzata con il contributo di Magis Energia, ERG, FERA, RWE e il patrocinio di ANEV.
La guida censisce i principali impianti eolici attivi in Italia che negli anni sono diventati siti di interesse turistico per la loro capacità di integrare tecnologia e bellezze naturali, valorizzando le peculiarità dei territori.
Dall’altopiano sardo di Sa Turrina Manna ai crinali di Baselice nel Beneventano, fino all’antico tracciato dell'Appia in Puglia e ai luoghi verghiani in Sicilia, sono 34 i parchi eolici mappati dall’associazione ambientalista. Un viaggio, da nord a sud, alla scoperta delle avventure autentiche, lontano dalle solite rotte, tra trekking, ciclabili immerse nel verde, passeggiate a cavallo, arrampicate, rafting e birdwatching, che permette di toccare con mano il funzionamento dell’innovazione e, al tempo stesso, di conoscere la storia di borghi di aree interne, siti archeologici e naturalistici, alla scoperta delle eccellenze agroalimentari che crescono all’ombra delle pale.
Dei circa 34 parchi eolici censiti, il 17% dei fa capo ad Enel, presente nella guida con ben sei impianti di sua proprietà: Gangi, Partanna, Sa Turrina Manna, Castelmauro, Vastogirardi e Baselice.
New entry dell’edizione di quest’anno sono i siti di Sa Turrina e Baselice di Enel Green Power. Il Parco Eolico di Sa Turrina Manna ha una capacità installata di 80 MW e si conferma un modello di integrazione tra transizione energetica e slow tourism: le strade di manutenzione dell'impianto si convertono in percorsi per camminate e itinerari in bicicletta che offrono viste panoramiche sulla Gallura e sul Monte Acuto, intrecciando l'energia pulita alla natura del Lago Coghinas, ai boschi dell'altopiano e alle tradizioni storiche del borgo di Tula.
Il Parco Eolico di Baselice ha invece una potenza installata di 36 MW e si trova nell’omonimo borgo medievale campano scavato tra le curve dell’Appennino: a quasi 900 metri d'altitudine, offre percorsi a piedi o in bici lungo le dorsali della Val Fortore, con panorami che spaziano fino alla Puglia e al Molise. L'itinerario unisce l'energia pulita ai trekking del cammino di San Giovanni Eremita e alle sponde del Lago di Occhito, paradiso del birdwatching, alla scoperta delle specialità enogastronomiche, come il Caciocavallo Silano Dop e il Moscato di Baselice.
L’Eolico si sta rivelando una fonte rinnovabile sempre più strategica nel mix energetico nazionale, come si legge nella Guida di Legambiente. Nel 2025, in Italia sono stati installati 608 nuovi MW di potenza eolica, un totale di 13.598 MW che hanno prodotto 21.360 GWh/anno di energia elettrica, in grado di soddisfare il fabbisogno di 7,9 milioni di famiglie. Molti progressi sono stati fatti dai 1.131 MW del 2004 e, nel 2025, l’eolico ha contribuito per il 16,7% nella produzione rinnovabile italiana e con il 6,9% nei consumi complessivi. Gli impianti eolici in Italia sono in totale 6.169, distribuiti in tutte le regioni. La Puglia ha il primato del maggior numero di impianti, seguita da Sicilia, Campania e Basilicata.
Tra le imprese energetiche che più stanno investendo in questa tecnologia c’è Enel: il piano strategico 26-28 del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo prevede 53 miliardi di nuovi investimenti, di cui ben 20 miliardi destinati alle rinnovabili, con un aumento di 8 miliardi rispetto al piano scorso. L’obiettivo è l’aggiunta di 15 GW di nuova capacità, sia attraverso progetti Greenfield che Brownfield, portando il totale installato del Gruppo a oltre 80 GW entro il 2028. Oltre il 75% di questa nuova potenza sarà costituita proprio dall’eolico e dalle tecnologie programmabili, come i Battery Energy Storage Systems (BESS), essenziali per gestire l’intermittenza delle fonti green.

(Adnkronos) - Come nasce un senologo, lo specialista di riferimento per decine di migliaia di donne che ogni anno in Italia si ammalano di cancro al seno? Nel nostro Paese esiste un paradosso e a segnalarlo è un super esperto: Corrado Tinterri, professore associato all'Humanitas University e responsabile dell'Unità operativa di Senologia alla Breast Unit dell'Humanitas Cancer Center di Rozzano (Milano). "In Italia - spiega l'esperto in un focus sul quotidiano telematico 'Il Digitale' - abbiamo costruito la rete dei centri di senologia che sono Livelli essenziali di assistenza", una rete "nella quale le donne trovano tutti gli specialisti. Ci sono dei reparti ormai definiti, ma non c'è il percorso di studio. I giovani che vogliono fare chirurgia senologica non trovano uno sbocco formativo. Le donne così non possono accedere a interventi con specialisti che abbiano una formazione dedicata, che oggi è obbligatoria per fare il chirurgo senologo, perché il chirurgo generale non ha le competenze oncologiche, plastiche, moderne e integrate per offrire a queste donne quanto di meglio oggi hanno diritto ad avere. I chirurghi generali, quindi, sono costretti ad andare a frequentare centri dove si fa la chirurgia senologica o, peggio ancora, vanno all’estero e ci rimangono". Urge dunque mettere mano ai percorsi di specializzazione universitaria per creare un iter formativo ad hoc, è l'appello. Una riflessione, quella di Tinterri, che non cade nel vuoto. Sul fronte della politica, infatti, la deputata della Lega Tiziana Nisini sta lavorando a una proposta di legge a sua firma che tocca proprio questo punto delicato, riporta il quotidiano online.
In tempi di carenze di alcune figure specialistiche e di crisi vocazionali dei giovani medici, l'assenza di un percorso di specializzazione ad hoc per i senologi "è una piaga che si affianca a quella della vocazione in chirurgia generale - ragiona Tinterri - Le scuole di specializzazione sono semivuote, e questo genera una crisi enorme di offerta chirurgica italiana, in particolare quella dei centri di senologia, che sono stati deliberati con un decreto. Il nostro iter formativo universitario chirurgico non è aggiornato rispetto alle richieste specialistiche del sistema sanitario nazionale. Oggi non si può non garantire alle donne che si ammalano di tumore al seno una chirurgia generale obsoleta che non tenga conto delle necessità di un recupero della propria immagine corporea con le moderne tecniche integrate e che ne riduca la possibilità di guarigione. C'è una falla organizzativa e formativa. L'università non segue i tempi della modernizzazione della sanità". "Se la situazione subisse una scossa sarebbe una grande opportunità - conclude l'esperto - Le donne ne hanno bisogno, perché il tumore della mammella è purtroppo segnalato in un aumento di numeri che sono già oggi drammatici. Noi fra cinque anni in Italia avremmo oltre il 50% in meno dei chirurghi, partendo da una situazione che è già in grande difficoltà. Serve una risposta da parte della politica".
E per Nisini è una risposta che si può dare. La deputata si sta impegnando per questo con una "proposta di legge che arriva da chi vive il dramma delle donne tutti i giorni, quindi senologi, oncologi, la stessa comunità scientifica", spiega parlando del testo a sua prima firma. "Mi sento di essere portavoce di tutte le donne, essendo anch'io in un percorso oncologico, in virtù di quello che mi è successo e in virtù anche di quello che è stato e che è il mio percorso. Vorrei che tutte le donne avessero un percorso sereno, che si sentissero al sicuro. La specializzazione in senologia - illustra - si dovrebbe strutturare in un percorso 3+2. I primi tre anni di chirurgia generale e gli ultimi due di pratica clinica e chirurgica. È una modernizzazione necessaria per un comparto che oggi abbraccia anche medicina nucleare, radioterapia e terapie mirate. C'è bisogno di figure che siano in grado di inserire le donne in un percorso personalizzato. C'è bisogno di una specializzazione forte, non più frammentaria e disomogenea come oggi. Il mio obiettivo è che venga riorganizzata in un 3+2 perché tutte le donne abbiano le stesse possibilità e si sentano veramente al sicuro". Nisini promette: "Io non mi fermo".

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(Adnkronos) - Un Istituto non più esclusivamente soggetto erogatore di servizi ma anche nodo fondamentale di una rete di relazioni istituzionali e sociali che agiscono sull’insieme delle politiche di welfare e del lavoro, in particolare nella dimensione territoriale. E' il futuro dell'Inps a cui hanno puntato nell'ultimo quadriennio le deliberazioni del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Istituto, come emerge dal Rendiconto sociale 2025, presentato oggi a Roma.
Per il presidente Ghiselli, “nel momento in cui assistiamo ad una progressiva scomposizione e disarticolazione del tessuto sociale del Paese cresce il bisogno di salvaguardare i legami comunitari e solidaristici. Ecco perché la funzione dell’Istituto è destinato a essere sempre più importante. Esso deve diventare promotore e protagonista di un processo di trasformazione, non neutro ma ispirato ai principi costituzionali della solidarietà, dell’uguaglianza, della partecipazione e dell’efficienza". Ghiselli ha inoltre sottolineato “l’importanza dell’autonomia dell’Istituto come garanzia rispetto alla capacità di rispondere esclusivamente alle ragioni della qualità dei servizi, di generare socialità, di valorizzare il merito e la competenza delle risorse umane”.
In questi anni il Civ ha posto come centrale il ruolo dell’istituto nei territori e la vicinanza ai cittadini. A questo scopo molto importanti sono state le presentazioni dei Rendiconti sociali territoriali che l’anno scorso hanno convolto tutte le Regioni e ben 94 provincie. Nell’ambito della propria attività di vigilanza, il Civ ha rilevato che in questi anni diversi indicatori riguardanti la qualità dei servizi e delle attività e gli impatti sull’utenza hanno visto un andamento positivo. In particolare, si sono accorciati i tempi medi per ottenere quasi tutte le prestazioni, ad iniziare dalle pensioni e dagli ammortizzatori sociali, si sono ridotte le giacenze del contenzioso, sono state automatizzati alcuni servizi.
Permangono delle difficoltà rispetto ad altre prestazioni come ad esempio sui temi degli accertamenti sanitari per la disabilità, nel pagamento del Tfs-Tfr, comunque in fase di miglioramento, nell’attività di vigilanza e di recupero crediti. Il tema della carenza di personale dell’Inps rappresenta un problema rilevante, soprattutto nelle regioni del nord del Paese, a volte in forme tali da pregiudicare la capacità di garantire una adeguata presenza sul territorio e la qualità del servizio ai cittadini. E’ importante che in questa fase si stiano gestendo e sono stati deliberati molti concorsi, a cui andrà garantita una adeguata continuità anche in futuro.
Per Ghiselli “i cambiamenti sociali impongono di aggiornare un maniera organica e di dare stabilità ad un sistema previdenziale che da decenni vive di sperimentazioni, proroghe e interventi contingenti mentre sarebbe auspicale dare certezze alle persone. Vi sono dei nodi decisivi che andrebbero affrontati, nell’ambito di una verifica complessiva del sistema a 30 anni dalla riforma Dini, a partire dal futuro previdenziale delle generazioni più giovani. Come andrebbe affrontato il tema dell’innalzamento dell’età pensionabile legato alla speranza di vità, istituto che andrebbe riequilibrato evitando una ulteriore crescita dell’età, considerando che già l’adeguamento dei coeficienti di trasformazione genera un effetto di sostenibilità attuariale".
Nel corso dell’evento sono intervenuti anche il vicepresidente del Civ Guido Lazzarelli e i coordinatori delle quattro commissioni del Civ, Pierangelo Albini, Riccardo Giovani, Valeria Picchio e Domenico Proietti.

(Adnkronos) - "Quaranta morti" per annegamento "dal 18 giugno". E tra le vittime, che erano in cerca di refrigerio, ci sono molti giovani. In una Francia flagellata dalla scorsa settimana da un'ondata di caldo torrido è questo il triste bilancio confermato dal premier Sébastien Lecornu dopo quella che è stata la notte più calda dal 1947, da quando sono iniziate le rilevazioni.
Il primo ministro ha presieduto una nuova riunione dedicata all'emergenza caldo. "L'ultimo dato che ci è stato comunicato è di 40 morti dal 18 giugno, per lo più tra i giovani - ha detto Lecornu - Sono le prime vittime della crisi con cui facciamo i conti". Su X il premier ha annunciato: "Attiviamo il piano Orsan, al livello 2" per la gestione di situazioni eccezionali. Due le "priorità" dichiarate, "sostenere il sistema sanitario" e "proteggere e prendersi cura delle persone più vulnerabili".
Stamani, secondo i primi dati ottenuti con la media di trenta stazioni meteo, è emerso che nella notte le minime hanno raggiunto i 21.6 gradi, superando quello che finora era stato il record, i 21.4 gradi del 25 luglio del 2019. E prima di Lecornu su France Inter era intervenuta Marina Ferrari, ministro per lo Sport e i Giovani, precisando che solo dall'inizio dello scorso fine settimana erano una ventina per le persone annegate.
Intanto la Tour Eiffel chiude questo pomeriggio nel mezzo dell'ondata di caldo: oggi chiusura anticipata alle 16, in via "eccezionale" alla luce delle "temperature estreme previste", si legge sul sito web del simbolo parigino. L'invito a tutti è a "proteggersi dal sole" e a una "idratazione regolare". Anche l'anno scorso la Tour Eiffel aveva chiuso 'per il caldo'.
Anche il museo del Louvre annuncia - "in via eccezionale" - la chiusura anticipata alle 16, rispetto alle consuete 18, a partire da domani e fino a sabato prossimo. L'"edificio storico" è "delicato" e "non è adattato a sufficienza ai cambiamenti climatici", si legge sul sito web in cui si precisa che i suoi "73.000 metri quadrati" non sono "esposti in modo uniforme al sole", con conseguenti "aumenti di temperatura in alcune zone che non garantiscono più il comfort di visitatori e personale". E "l'accumulo di calore si intensifica a fine giornata".

(Adnkronos) - “Oggi c'è la possibilità di intraprendere dei nuovi percorsi terapeutici che possono aiutare a ridurre il carico della malattia sulla qualità della vita dei pazienti, in alcuni casi addirittura liberalizzando la dieta. Sono già presenti sullo scenario alcune terapie per i pazienti sopra i 16 anni: alcune prevedono la somministrazione dell'enzima carente, altre operano tramite un cofattore che aumenta l'efficacia dell'enzima quando questo ha ancora un'attività residua, seppur bassa. Siamo di fronte ad un nuovo scenario. In ogni caso, la terapia di questi pazienti deve essere sempre individualizzata e deve tenere conto delle aspettative, dell’età, delle esigenze e delle novità terapeutiche, che si possono proporre e discutere insieme al paziente”. Lo afferma Graziella Silvia Cefalo, pediatra esperta in Malattie metaboliche ereditarie e responsabile della Ss di Malattie rare presso la Sc di Pediatria della Asst Santi Paolo e Carlo, polo dell’università degli studi di Milano, alla presentazione, oggi a Milano, del progetto di informazione e sensibilizzazione promosso da BioMarin ‘Libertà PHEnomenale. Liberi di desiderare, oltre le sfide della fenilchetonuria’, che raccoglie storie, informazioni e strumenti per vivere con la Pku, o fenilchetonuria, malattia metabolica rara, senza rinunciare a bisogni e desideri.
“La Pku èuna malattia genetica ereditaria con un'incidenza di un caso su 10mila neonati in Europa ed è dovuta alla carenza, o all'assenza, di fenilalanina idrossilasi, un enzima che noi tutti abbiamo nelle cellule epatiche. Questa carenza - spiega Cefalo - determina un aumento dei livelli di fenilalanina e una riduzione di tutti i prodotti che sono a monte, come la tirosina e i suoi derivati, tra cui i neurotrasmettitori. L'eccesso di fenilalanina nel sangue, unito a una carenza di trasmettitori, determina un effetto tossico prevalentemente a carico del sistema nervoso centrale. La dietoterapia, scoperta negli anni 50 e che deve essere instaurata precocemente, fin dalla nascita, permette di prevenire gli effetti estremamente negativi sullo sviluppo neurologico - continua l'esperta - e di far sì che i soggetti affetti dalla malattia possano avere una vita e uno sviluppo neurocognitiva del tutto normale. Si tratta di una terapia che deve essere proseguita per tutta la vita e non, come si pensava una volta, fino ai 10 anni”.
L’interruzione o la scarsa aderenza alla dietoterapia “determina delle importanti ripercussioni sull'aspetto neurocognitivo - precisa Cefalo - quindi sull'attenzione, sulla performance cognitiva, sulla lucidità, sulle capacità lavorative e di studio, sul carattere e, anche, su alcuni aspetti comportamentali come l'ansia e la depressione. Mantenere livelli adeguati di fenilalanina significa stare bene e, per fare questo - aggiunge - bisogna mantenere la dieta per sempre. L’impatto della terapia sulla vita quotidiana è estremamente rilevante perché si tratta di una dieta molto restrittiva, soprattutto per quanto concerne tutti gli alimenti proteici - puntualizza - e l'introduzione di sostituti aminoacidici e di integratori che devono essere assunti più volte nell'arco della giornata. I pazienti con Pku sono quindi individui che per tutta la vita devono seguire un percorso estremamente difficile - conclude - soprattutto nel momento in cui diventano adulti, quando hanno una socialità, un lavoro, vogliono viaggiare e vogliono vivere in maniera più libera”.

(Adnkronos) - “Il valore aggiunto del pirtobrutinib si inserisce nell’ambito di un trattamento sequenziale del paziente con leucemia linfatica cronica il cui percorso parte con una terapia di prima linea che può essere fixed duration o until progression”, quindi a durata fissa o fino a progressione. “Nel momento in cui si perde la risposta”, il paziente “entra in una seconda linea di trattamento dove deve esserci un farmaco ben tollerato - e pirtobrutinib è un farmaco che ha sicuramente un ridotto profilo di tossicità - e soprattutto ha efficacia, una buona durata di risposta, di contenimento, di controllo della malattia, con un’ottima qualità di vita, che dà la possibilità di avere altri anni di controllo della malattia nella sequenzialità terapeutica: un aspetto fondamentale per questa tipologia di pazienti”. Così Pier Luigi Zinzani, professore ordinario di Ematologia, direttore dell’Istituto di ematologia Seràgnoli dell’Università di Bologna, commenta il via libera dell’Aifa-Agenzia italiana del farmaco al rimborso per pirtobrutinib per i pazienti adulti con Llc recidivante o refrattaria precedentemente trattati con un inibitore covalente di Btk (tirosina chinasi di Bruton).
“La possibilità dell’utilizzo del pirtobrutinib in seconda linea - chiarisce Zinzani - giocherà un ruolo veramente importante per i pazienti con leucemia linfatica cronica. Sicuramente pirtobrutinib, un Btk inbitore non covalente, in seconda linea, gioca un ruolo fondamentale nell’approccio terapeutico del paziente” con Llc recidivante o refrattaria. La leucemia linfatica cronica “è una malattia potenzialmente guaribile solo in pazienti, dove è possibile eventualmente giocarsi la carta del trapianto allogenico da donatore - illustra l’ematologo - ma questo avviene soprattutto nei pazienti giovani, che sono tutto sommato una rarità, perché la malattia è soprattutto della sesta, settima decade di vita”, quindi in over 60. “A oggi, dove da 10 anni a questa parte non si usa più la convenzionale chemioterapia, ma si usano farmaci biologici come possono essere i Byk covalenti, i Btk non covalenti, quindi a somministrazione orale, e degli anticorpi monoclonali e dei Bcl 2 inibitori, che sono anch’essi dei farmaci orali, c’è un controllo, una riduzione della malattia, ma non viene eradicata: viene ridotta ai minimi termini con un buon profilo di tossicità e un’ottima qualità di vita del paziente”.
Dopo anni di trattamento “si formano delle resistenze farmacologiche - precisa Zinzani - In questo caso pirtobrutinib è la terapia di seconda linea che funziona bene, è ben tollerata, con un’ottima qualità di vita nel trattamento. Questo ci dà la possibilità, per diversi anni, di avere un controllo della malattia, come dimostra anche lo studio che ha portato alla registrazione di questa molecola nell’ambito dell’algoritmo terapeutico della Llc”.

(Adnkronos) - “Vivere con la Pku, o fenilchetonuria, è un una sfida, poichè la malattia porta con sé lo stress dovuto alla complessità delle terapie, ma è anche un’opportunità, perché allena i pazienti ad essere resilienti e a non darsi per vinti”. Sono le parole di Niko Costantino, responsabile Affari istituzionali di Cometa Asmme e, nell’ambito del progetto Libertà PHEnomenale, portavoce delle 8 associazioni di pazienti che lo patrocinano.
Nel suo intervento, oggi a Milano, alla presentazione dell'iniziativa, promossa da BioMarin, Costantino ha sottolineato che Il progetto, 'Libertà PHEnomenale', nato per sensibilizzare sull'impatto di questa malattia metabolica rara, "ha il merito di coinvolgere industria, associazioni e clinici e di aver raccolto testimonianze e spaccati di vita reale dei pazienti per restituirci un'immagine piuttosto completa delle sfide che vivono. Il ruolo dell'associazione - conclude è quello di essere un punto di riferimento e di supporto emotivo e morale per i pazienti. Un sostegno anche nella ricerca della cura, importante" perchè i pazienti "siano seguiti nel modo giusto dal punto di vista clinico".

(Adnkronos) - Libertà PHEnomenale "nasce dall’ascolto dei pazienti, delle associazioni, dei caregiver e della comunità scientifica e cerca di far comprendere al pubblico cosa rappresenta questa condizione”. Lo ha detto Maria Tommasi, senior medical director BioMarin Italia, in occasione della presentazione, oggi a Milano, del progetto "interamente mirato ad aumentare la conoscenza dei problemi delle persone colpite da fenilchetonuria (Pku)", sottolineando che si tratta di un'iniziativa "molto importante per BioMarin".
L'innovazione clinica è cruciale per supportare le persone con malattie rare, “per questo - spiega Tommasi - BioMarin è da sempre impegnata per portare innovazione in questo ambito, con particolare riferimento alla Pku, perchè significa offrire un miglioramento della qualità di vita".
"Da questa consapevolezza nascono progetti come Libertà PHEnomenale - aggiunge - perchè c’è il bisogno di capire quali sono le necessità e i problemi che ancora rimangono non affrontati e non risolti, così da sapere, come azienda, cosa possiamo fare per cercare di venire incontro ai pazienti".

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(Adnkronos) - “Il grande valore di questa ricerca è che, per la prima volta al mondo, siamo riusciti a creare e pubblicare delle evidenze. Lo abbiamo fatto con il primo Libro Bianco nel 2024, e la genesi naturale di questo progetto è stata la sua trasformazione in un think tank permanente, che ha l'obiettivo di continuare a indagare su tutti questi aspetti. Il nostro primo passo è stato lavorare sugli aspetti diagnostici con la pubblicazione del Libro bianco che presentiamo oggi. Abbiamo visto che ci sono oltre 2 anni di ritardo diagnostico rispetto agli uomini. Parliamo di circa 2 milioni di donne che convivono con una malattia rara o che sono caregiver di una persona che ne soffre”. Così Anna Chiara Rossi, Vp & General Manager Italy di Alexion, AstraZeneca Rare disease, oggi a Milano, intervenendo sul Libro bianco 'Da rara a riconosciuta. Cause e impatto del ritardo diagnostico sulla vita delle persone con malattia rara e caregiver', che raccoglie i risultati dell’indagine nazionale condotta da Censis e Altems Advisory, per Women in Rare - il Think Tank ideato e promosso dalla farmaceutica in partnership con Uniamo, la Federazione italiana malattie rare e con la collaborazione di Fondazione Onda e di un Comitato scientifico composto da esperti nell’ambito delle malattie rare e rappresentanti istituzionali.
“Per molti anni abbiamo avuto la possibilità di ascoltare le storie di diverse donne colpite da malattie rare, o di persone che assistevano bambini, fratelli e padri affetti da queste patologie - spiega Rossi - È stato chiaro fin da subito che l'impatto della malattia rara sulla vita di queste donne fosse molto importante su molti aspetti. Il grande vantaggio di questa ricerca è che siamo riusciti a mettere insieme diverse storie singole per creare delle evidenze di gruppo”.
La survey ha messo in luce “ripercussioni sulla presa in carico del paziente e sul carico di cura - sottolinea Rossi - Molto spesso sono le donne a doversi occupare della famiglia e, per farlo, si trovano a dover rinunciare al lavoro e alla propria vita. Di conseguenza, l'impatto non è solo emotivo, ma anche economico e sociale, a livelli davvero drammatici”. L'obiettivo del Libro bianco “non è solo creare evidenze, ma anche elaborare delle raccomandazioni - aggiunge - Pensiamo che il nostro ruolo, insieme a tutti gli attori che operano in questo settore, sia quello di formulare proposte che le istituzioni possano poi implementare. Questo è importante non solo per il mondo delle malattie rare: riteniamo che gli aspetti identificati in questa ricerca, in un'ottica di genere, non siano di esclusiva pertinenza delle malattie rare, ma possano valere anche per patologie croniche più diffuse”. “Il supporto ulteriore che questa ricerca può dare, oltre alle evidenze, è che può essere un banco di prova - suggerisce Rossi - può generare progetti volti a migliorare la situazione attuale e traslabili in altri settori della sanità, migliorando così il nostro sistema salute in generale”.

(Adnkronos) - "La realtà è che Inps aveva a fine 2025 736 ispettori, e mentre io sto parlando continuano ad andare in pensione. Il legislatore in via d'urgenza aveva a inizio 2024 autorizzato l'assunzione di ispettori Inps, superando una situazione per cui l'Istituto non poteva più assumere ispettori. Peccato che siamo al terzo anno da quel decreto assunto in via d'urgenza e ancora gli ispettori non hanno preso servizio. L'Inps si sta dando da fare alla grande perché sta facendo le prove concorsuali e speriamo che entro l'anno vengano effettivamente assunti, ma ogni ispettore, che è un professionista che entra in azienda, va formato da un ufficiale di polizia giudiziaria. Quindi, anche ammesso, come ci auguriamo e come sicuramente avverrà, che nel 2026 avremo questi trecento e rotti ispettori in più, prima di un anno non saranno operativi". Così, con Adnkronos/Labitalia, Guido Lazzarelli, vicepresidente del Civ Inps, a margine della presentazione del Rendiconto sociale dell'Inps, lancia l'allarme sul numero degli ispettori dell'Istituto.
"Ecco che saranno passati quattro anni. Nel frattempo, i colleghi ispettori esperti continuano ad andare in pensione, le ispezioni diminuiscono e il fenomeno certamente non cessa e non aspetta i tempi di assunzione dell'Inps", conclude.

(Adnkronos) - "Oggi il cratere sismico è il cantiere più grande d’Europa e abbraccia un territorio immenso: 4 Regioni, 10 Province, 138 Comuni, circa 8 mila chilometri quadrati. In questo enorme 'cantiere' non si stanno ricostruendo solo le case, gli edifici pubblici, le chiese, le fabbriche, le attività economiche. Si sta ricostruendo anche la vita di un’intera comunità, travolta da un evento che ha cambiato per sempre il volto di borghi, città, territori". Questo il messaggio della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della presentazione del Rapporto annuale sulla Ricostruzione del Centro Italia "Ricostruire e prevenire: il laboratorio Sisma 2016 tra sicurezza e coesione territoriale".
"Fin dal suo insediamento, il Governo si è impegnato per imprimere, dopo troppi rinvii e false partenze, un deciso cambio di passo. Un cambio di passo che è avvenuto, e che i dati contenuti in questo Rapporto testimoniano, sia per quanto riguarda i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata sia per quello che concerne la ripresa degli investimenti per la ricostruzione pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata", ha rimarcato Meloni.
"In questo cammino, sono tornati a splendere alcuni dei simboli più significativi e simbolici del territorio. Come la Basilica di San Benedetto di Norcia, il Duomo di Rieti, il Duomo di Teramo e il Palazzo Arcivescovile di Camerino. Parliamo di veri e propri 'luoghi del cuore e dell’anima', attorno ai quali la vita è ripresa, le comunità si sono ritrovate, i legami identitari hanno trovato nuova linfa", scrive Meloni, rivolgendo un ringraziamento al Commissario Castelli e alla Struttura Commissariale "per lo straordinario lavoro che stanno portando avanti - insieme ai Ministeri competenti, alle Regioni, ai Comuni e alle Amministrazioni coinvolte - per imprimere alla ricostruzione post sisma 2016 la dovuta accelerazione".
"Restare e tornare - si legge ancora nel messaggio della premier - non sono solo una questione personale, non sono gesti di immobilismo o di nostalgia, sono una scelta, una visione, un atto di cura, volontà di costruzione. Restare nei territori non significa restare indietro, ma assumersi la responsabilità di prenderli per mano e portarli avanti. Tornare è il desiderio di contribuire a una nuova fioritura, partendo da ciò che si conosce meglio e ha forgiato l’identità profonda".
"Questo è il senso profondo della strategia che il Governo sta portando avanti attraverso tutte le sue articolazioni, sotto il coordinamento della Presidenza del Consiglio attraverso la Struttura commissariale Sisma 2016. Un grande lavoro di squadra che ha un obiettivo preciso: vincere la sfida della rinascita, economica e sociale, dell’Appenino centrale", ha concluso Meloni.

(Adnkronos) - "I tempi dell'invalidità civile, le differenze territoriali, la gestione dei crediti contributivi, la vigilanza, il rafforzamento delle competenze interne sono questioni sulle quali continuare a lavorare e migliorare. La credibilità di una grande istituzione come la nostra non nasce dall'assenza di problemi, ma dalla capacità di riconoscerli, affrontarli e superarli. Ed è questo il senso più importante del rendiconto sociale. Non certamente celebrare il passato, ma costruire consapevolezza per il futuro". Lo ha detto il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, alla presentazione del Rendiconto sociale 2025 dell'Istituto a Roma, ringraziando il lavoro del Civ che termina il proprio mandato.
Secondo Fava, "il Paese che abbiamo davanti sarà più anziano, più complesso, attraversato da bisogni nuovi". "Avrà bisogno di un Inps - ha avvertito - che custodisca la propria missione originale, ma che però sappia esercitarla con strumenti adeguati al tempo presente, contestualizzando e valorizzando ancora di più il nostro istituto. Perché è centrale nella crescita, nella sostenibilità, nella competitività del nostro Paese. Perché la sicurezza sociale non è soltanto un insieme di prestazioni, è la capacità di una comunità di accompagnare le persone nei momenti fondamentali della loro vita. Questa è stata la storia dell'Inps e questa è la responsabilità con cui dobbiamo tutti noi guardare il futuro", ha concluso.
"Il rendiconto non è soltanto la fotografia sterile dei numeri ma ci aiuta a guardare il futuro. Il futuro della crescita, della sostenibilità del nostro Paese, di tutto il welfare, perché l’Inps, che ho l’onore di presiedere, rappresenta tutto il welfare. Il rendiconto e il Civ aiutano l’Inps a vedere, a tratteggiare, a identificare meglio, con più precisione e più utilità verso i cittadini, il futuro della crescita del nostro Paese". Ha detto poi Fava con Adnkronos/Labitalia
Fava ha rimarcato che l'obiettivo è "erogare servizi a tutti non lasciando indietro nessuno". "Questo vuol dire servire tutto il nostro Paese, tutti i cittadini: dai giovani, alle donne, ai senior, agli anziani, ai fragili; non possiamo dimenticarci la nostra missione che è questa. Noi siamo in prima linea su questo", ha detto.
Fava ha spiegato che "i conti" dell'Istituto "sono in ordine ma per questo motiv, avendo i piedi per terra e volendoci rimboccare le maniche, siamo in altrettanta misura consapevoli delle criticità, delle preoccupazioni e delle sfide che dobbiamo affrontare, una su tutti l’Ai". E sull'intelligenza artificiale Fava ha chiarito che "abbiamo deciso di governarla per metterla al servizio del Paese, di tutti i nostri cittadini”.

(Adnkronos) - Dal Rapporto di quest’anno “emerge che negli ultimi tre anni abbiamo impresso un cambio di passo riguardo la ricostruzione”. Ha esordito così il commissario straordinario del Governo per la ricostruzione e riparazione sisma 2016, Guido Castelli, alla presentazione del rapporto annuale ‘Ricostruire è prevenire: il laboratorio Sisma 2016 tra sicurezza e coesione territoriale’ tenutasi a Roma presso la sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri. “Un cambiamento - ha proseguito - documentato dal fatto che abbiamo liquidato alle imprese della ricostruzione privata il 69 per cento di tutto quello che fino adesso era stato versato proprio nelle casse di chi ricostruisce le case”
Una ricostruzione che è stata promossa su due fronti distinti: privato e pubblico. “Sul fronte della ricostruzione pubblica - ha sottolineato il commissario -, possiamo dire che su circa 5 miliardi di euro di opere finanziate, il 40 per cento è stato o chiuso o è in corso di lavorazione”. Nonostante tutto, Castelli tiene a rimarcare che “molto resta ancora da fare, soprattutto nelle zone più colpite” ma “i dati sono chiari”. Infatti, come spiega il senatore si registrano numeri positivi su diversi fronti come quello inerente l’occupazione. “Nel cratere abbiamo un livello di occupazione che è mediamente superiore del 6 per cento rispetto alla media nazionale - ha rimarcato -. Una cifra che arriva al 12 per cento dove si è registrato il danno più grande”.
“Abbiamo valutato come l’azione della ricostruzione possa produrre un aumento di circa 4 miliardi del PIL medio cumulato”, ha proseguito Castelli. Un momento di riflessione è stato anche rivolto per quanto riguarda le persone che sono ancora sfollate. “Ci sono 2200 persone che sono ancora nelle cosiddette casette SAE - ha voluto sottolineare Castelli -, a loro va il nostro pensiero, la nostra massima concentrazione”. “Bisogna, però, anche dire che abbiamo curato il rilancio economico e sociale perché la crisi demografica rischia di essere velenosa per aree che erano affaticate anche prima del terremoto. Ma anche su questo fronte abbiamo buone notizie”, ha concluso il commissario speciale del governo.
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