
(Adnkronos) - "Oltre 4,5 milioni di italiani hanno rinunciato a cure, visite o esami a causa di liste d'attesa che si protraggono dai 2 fino ai 12 mesi e di un servizio privato - accreditato e non - che è sempre meno economicamente accessibile". Di questo e di altri temi centrali in sanità - invecchiamento della popolazione, numero di malati cronici in aumento e un'assistenza territoriale ancora non sufficientemente organizzata e digitalizzata - si è discusso oggi al MiCo di Milano in occasione della prima edizione di Cantiere Salute, format ideato da Fondazione The Bridge e Inrete con l'obiettivo di "far incontrare tutti i principali attori del settore, per individuare soluzioni concrete alle criticità della sanità pubblica e approfondire il legame tra medicina, territorio e innovazione".
"La sostenibilità del Ssn rappresenta oggi una delle principali sfide per il Paese: in un contesto in cui gli over 65 hanno superato il 24% della popolazione e le persone affette da patologie croniche sono oltre 24 milioni, l'innovazione è uno strumento indispensabile per garantire appropriatezza e qualità delle cure - spiega Robert Nisticò, presidente Aifa (Agenzia italiana del farmaco) - Il compito delle istituzioni è favorire l'accesso alle innovazioni terapeutiche in grado di generare valore per i pazienti, sostenendo la ricerca e la competitività del settore. Dobbiamo investire in modelli di valutazione che misurino l'impatto delle tecnologie sulla sostenibilità del sistema sanitario. In questo scenario, il dialogo tra istituzioni, professionisti, industria e associazioni dei pazienti rappresenta una condizione necessaria per costruire una sanità capace di affrontare le fragilità sociali e demografiche che caratterizzano il presente e che incontreremo in futuro".
"La sostenibilità del Ssn richiede la capacità di coniugare una crescente efficienza nell'allocazione delle risorse con la misurazione dei processi e degli esiti di salute - continua Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza, Regione Lombardia - Regione Lombardia si orienta verso il passaggio da un modello focalizzato sui volumi delle prestazioni a un approccio basato sulla qualità dei percorsi assistenziali e sugli esiti di salute. In questo contesto, la digitalizzazione e l'innovazione tecnologica rappresentano leve strategiche per trasformare i dati in conoscenza, misurare e valutare l'efficacia degli interventi, migliorare i risultati di salute dei pazienti e rendere più efficiente l’allocazione delle risorse. L'obiettivo è rafforzare la sostenibilità del Ssn, preservandone al contempo i principi fondamentali di universalità, equità e pari accesso alle cure". La Lombardia, sottolinea Emanuele Monti, presidente Commissione IX Sostenibilità sociale, Casa e Famiglia, Regione Lombardia ed executive board member di Aifa, "sta affrontando una trasformazione demografica senza precedenti: oggi gli over 65 sono più di 2 milioni e gli ultraottantenni più di 700mila. Un sistema che mette al centro la struttura ospedaliera non può rispondere ai bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana e affetta da patologie croniche, che assorbono circa l'80% delle risorse sanitarie regionali e nazionali. Per questo stiamo investendo nella medicina territoriale e nei nuovi modelli di presa in carico. La Lombardia è la prima Regione italiana per numero di Case di comunità con almeno un servizio attivo, con 142 strutture già operative. La sfida dei prossimi anni sarà rendere questi complessi pienamente funzionanti, con personale qualificato, digitalizzazione e integrazione tra servizi. La sanità del futuro si costruisce avvicinandosi alle persone e garantendo continuità assistenziale lungo tutto il loro percorso di vita".
"La trasformazione digitale della sanità è una leva fondamentale per migliorare concretamente l'esperienza di cura dei cittadini e rispondere in modo più efficace ai bisogni di salute della popolazione - evidenzia Marco Giachetti, presidente del Policlinico di Milano - Tecnologie digitali, intelligenza artificiale e telemedicina possono rendere l'assistenza più accessibile, personalizzata e continua, soprattutto per i pazienti anziani e fragili, che richiedono percorsi di presa in carico sempre più integrati. In questo contesto, il nuovo Padiglione Sforza del Policlinico di Milano rappresenta un'opportunità concreta per coniugare innovazione tecnologica e centralità della persona. La struttura è pensata per favorire una presa in carico più efficace e coordinata, grazie all'integrazione tra competenze cliniche, tecnologie avanzate e nuovi modelli organizzativi. Gli ospedali del futuro dovranno essere sempre più connessi ai territori, in grado di condividere dati e di garantire la continuità assistenziale. Mettere al centro il paziente significa progettare servizi e tecnologie partendo dai suoi bisogni, per garantirgli una migliore qualità di vita".
"La digitalizzazione rappresenta una delle più grandi opportunità di innovazione per il nostro sistema sanitario - dichiara Simona Loizzo, membro Commissione XII Affari sociali alla Camera e presidente Intergruppo parlamentare Sanità digitale e terapie digitali - I dati ci mostrano però che solo l'8% dei pazienti cronici utilizza i servizi di telemedicina, e il Fascicolo sanitario elettronico, nonostante sia disponibile in tutte le Regioni, viene consultato solo dal 27% degli italiani. La sfida, oggi, è anche culturale: dobbiamo creare un sistema nel quale i cittadini abbiano gli strumenti per usufruire dei servizi digitali e in cui la burocrazia venga semplificata. Come Intergruppo parlamentare promuoviamo sviluppo, sicurezza e accessibilità. La tecnologia deve contribuire a ridurre le disuguaglianze territoriali e a rendere il sistema sanitario più vicino a chi è più fragile o residente in aree meno servite".
"Oggi il 23% della spesa sanitaria risulta a carico diretto delle famiglie: questo numero, insieme ai dati riguardanti l'invecchiamento demografico, la digitalizzazione e i ritardi nella presa in carico, racconta un'urgenza davanti alla quale non possiamo più nasconderci - conclude Rosaria Iardino, componente del Comitato etico nazionale per le sperimentazioni cliniche sulle terapie avanzate di Aifa e presidente Fondazione The Bridge - Accanto a queste criticità esistono però incredibili opportunità offerte dall'innovazione scientifica, dall'intelligenza artificiale e dalle nuove modalità di presa in carico, come la telemedicina. Come Fondazione The Bridge abbiamo ideato Cantiere Salute perché riteniamo che il futuro della sanità italiana richieda una visione condivisa tra istituzioni, clinici, esperti del settore e ricerca. L'obiettivo di questa giornata è mettere attorno allo stesso tavolo tutti gli attori del sistema, per individuare soluzioni concrete e condivise. Il confronto multidisciplinare è indispensabile per costruire una sanità più inclusiva, sostenibile e capace di rispondere ai bisogni delle persone nei prossimi decenni".

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Trenta spettacoli di danza contemporanea multidisciplinari in spazi
della città e in angoli di natura, formazione e residenze
artistiche. Logos, grande contenitore di programmazione di
coreografie d'autore, ritorna per la 19/a edizione dal 5 giugno al
19 dicembre. Cinquanta artisti da Italia, Serbia, Spagna, Francia,
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Russia animeranno gli spazi del T.Off ed Exma a Cagliari e
Ussaramanna con una residenza site specific Memo, un percorso
identitario connesso con la memoria del paese, curata dalla
compagnia La Bruma nei territori naturalistici in collaborazione
con L'Altra Sardegna.
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Domani a Cagliari la marcia per i diritti Lgbtqia+ dal Parco della
Musica a piazza Yenne e ritorno. È il Sardegna Pride 2026. Il via
alla parata alle 17.
(Adnkronos) - Un ex soldato russo chiede un confronto con Vladimir Putin per svelare al presidente "la verità" su quello che succede nell'esercito. I video di Aleksandr Lunin, noto per la sua attività sui social, nelle ultime ore sono diventati un caso con un boom di visualizzazioni. Lunin ha chiesto un incontro con Putin al Cremlino, un faccia a faccia pubblico e trasmesso in diretta televisiva. La sua richiesta, formalizzata sui social, ha raccolto 11 milioni di visualizzazioni in meno di 24 ore. Nei post Lunin minaccia "conseguenze molto gravi", come l'ammutinamento, con "le forze militari che useranno le loro armi contro la presidenza", se tale colloquio non verrà concesso.
Lunin si propone di spiegare al presidente "tutta la verità su quello che sta accadendo nel nostro Paese in questo momento", a partire da "decine, centinaia, migliaia" di soldati che "stanno marcendo nelle celle sotterranee, torturati e costretti a subire abusi" "per essersi rifiutati di seguire ordini stupidi e suicidi" o di consegnare il loro denaro ai comandanti. "Vengono infine azzerati, iscritti nelle liste dei dispersi".
Rende noto anche di aver deciso di registrare il video dopo essere stato avvicinato da tre uomini, del ministero della Difesa e degli Interni, in un'auto nera, che gli hanno chiesto di trasmettere il messaggio al Presidente, dopo aver visto un suo precedente messaggio sempre questo mese.
Alexander Lunin è originario di Voronezh. Secondo la ricostruzione di Meduza e Mediazona, ha 39 anni, ha preso parte alla guerra contro l'Ucraina, nella 150esima divisione motorizzata dei fucilieri dell'8 armata combinata delle Guardie, ed è stato ferito. Ha riportato diversi traumi e problemi anche psicologici. Secondo il sito di informazioni Agentsvo, nel 2023 ha cambiato il suo cognome in Lunin da Pustovalov. Dal 2019 è stato coinvolto in diverse operazioni di combattimento, in varie zone di conflitto, aggiunge il canale Telegram Ne zhi Khoroshie. Ha avuto il grado di 'mladshiy serzhant', sergente inferiore.
Nel dicembre del 2022 è entrato nel battaglione di volontari 'Sudaplatov' che era stato creato proprio in quel momento dalle autorità filo russe di Melitopol, nel sud est dell'Ucraina. E' arrivato a comandare un plotone di ricognizione. Ha ricevuto addestramento come operatore di mortaio e artiglieria. E ha trascorso molto tempo sul fronte del Kursk, dove è stato ferito.
E' stato costretto a lasciare il distaccamento Bars nel 2025, dopo aver pubblicato un video in cui descriveva come due soldati erano stati inviati in missione senza fucili. L'ex militare riceve una pensione. Da marzo ha pubblicato più di 700 video, che militari al fronte gli inviano, sul suo canale Instagram. Video che ora vuole mostrare al Presidente Putin.
Lunin assicura in un secondo video che non sta bluffando. Se succede qualcosa, a lui o alla sua famiglia, "sarà il segnale perché l'azione inizi", sarà il via libera per "un tritacarne" in Russia. "Io sto trasmettendo un messaggio, niente di più. Non sono il leader di una ribellione. Si sono rivolti a me per una semplice ragione: perché non posso essere preso", ha scrive, riferendosi forse al precedente tentativo di denunciare i problemi delle forze armate a Putin effettuato da Evgheny Prigozhin, morto in un incidente aereo pochi mesi dopo il suo tentativo di ammutinamento. In seguito Lunin ha fatto marcia indietro, con un terzo video in cui spiega di non avere nulla contro Putin: l'obiettivo sarebbero i blogger pro guerra. La reazione del Cremlino è algida: ha ricevuto notizia delle richieste di Lunin ma non ha ancora visto i video, ha reso noto il portavoce, Dmitry Peskov. "Ci hanno detto che esiste un appello, ma non abbiamo ancora avuto la possibilità di vederlo. Ma a giudicare da quello che si dice, è un wording strano, dobbiamo vederlo prima di commentare".

(Adnkronos) - "È fondamentale riparare il cervello e mangiare relativamente poco". Sono questi alcuni dei consigli fondamentali, in un periodo dominato dal caldo record, che il professor Silvio Garattini raccomanda ai telespettatori nel corso della puntata de 'La volta buona' andata in onda oggi, venerdì 26 giugno.
Il farmacologo e ricercatore italiano, presidente dell'Istituto Mario Negri, spiega come queste temperature siano piuttosto "pericolose": "Questo caldo intenso è nuovo. Non è qualcosa che abbiamo già vissuto in passato". È importante, dunque, "ripararsi dal caldo. Bisogna stare molto attenti, perché il cervello è molto sensibile e possiamo subire importanti conseguenze". Secondo Garattini è fondamentale uscire "solo quando la temperatura è più bassa" purché "ben protetti".
"Non dimentichiamo - precisa - che utilizzare le creme con la protezione solare è utile per la cute, ma non per gli altri organi". Per quanto riguarda l'alimentazione, il professore suggerisce di consumare sempre abbastanza frutta e verdura e ricordarsi di "non esagerare, mangiare sempre un po' meno di quello che ognuno di noi si sentirebbe di gustare".
Garattini - in collegamento con il salotto di Caterina Balivo - consiglia, inoltre, di rivolgersi al proprio medico se al momento si assumono farmaci: "Il caldo implica la vasodilatazione e dunque, l'abbassamento della pressione. Se si assumono farmaci antipertensivi è importante rivolgersi al proprio medico e chiedere parere, potrebbe essere molto utile diminuire le dosi", spiega.
E ancora, il consumo di alcol dovrebbe essere limitato. Il professore ricorda che l'alcol è cancerogeno: "I liquori ad esempio sono cangerogeni al 40%. È vero che il vino ha una grande tradizione italiana, fa parte della nostra cultura, però bisogna essere consapevoli che sia cangerogeno".
Tra i consigli di Garattini c'è poi quello di bere tanta acqua, e concedersi anche della caffeina perché - come ricorda - il caffè contiene delle sostanze antiossidanti: "Una tazzina dì caffè, soprattutto un espresso, contine relativamente poca caffeina, circa 30 mg di caffeina". Dunque, se si bevono anche 3-4 caffè durante la giornata "vanno bene".

(Adnkronos) - "La collaborazione con Danone è nata dall'intento di portare formazione e informazione e di valorizzare la ricerca di giovani ricercatori e il loro lavoro svolto. Questo premio permette non solo di dare visibilità, ma anche di gratificare questi giovani con una quota economica, che può favorire un'ulteriore progressione dei loro studi o dei progetti di ricerca". Lo ha detto Barbara Paolini, presidente di Adi - Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica, intervenendo oggi a Milano all'evento con cui Danone ha celebrato i suoi 60 anni di storia in Italia, alla vigilia della Giornata mondiale del microbioma (27 giugno). "Nel medio e lungo termine - ha sottolineato Paolini - gli sviluppi riguarderanno ancora la ricerca, mentre su altri fronti divulgazione scientifica e formazione".

(Adnkronos) - "Oggi celebriamo i 60 anni di Danone in Italia e lo facciamo mettendo al centro la nostra missione: portare salute, attraverso l'alimentazione, al maggior numero di persone. Siamo convinti che questa missione possa diventare realtà attraverso la scienza, che oggi è più importante che mai. Il consumatore è più informato e cerca più soluzioni. Pensiamo di avere una responsabilità non solo nella creazione di prodotti sempre più testati, ma anche nella promozione di ricerca e scienza". Lo ha detto Judith Gonzalez Sans, amministratrice delegata di Danone Italia e Grecia, partecipando oggi a Milano all'evento organizzato da Danone per festeggiare i 60 anni di attività in Italia. In questa occasione, alla vigilia della Giornata mondiale del microbioma (27 giugno), è stato lanciato il Premio Danone Italia Adi - Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica, destinato a ricercatori e nutrizionisti, per la miglior tesi o paper scientifico sul rapporto tra alimentazione e microbiota.
"L'idea di questo premio è nata insieme ad Adi per promuovere la ricerca e la scienza, spiegando come si collegano alimentazione, microbiota e salute. Per tale ragione, questo premio per noi è un orgoglio perché porta avanti la nostra missione non solo guardando al passato, ma anche al futuro. Per i prossimi 60 anni, infatti, vogliamo portare salute, attraverso l'alimentazione, al maggior numero di persone, sempre mettendo la scienza al centro", ha poi conlcuso Gonzales Sanz.

(Adnkronos) - In occasione della Giornata mondiale del microbioma (27 giugno) e del 60esimo anniversario della presenza di Danone in Italia, viene presentato oggi a Milano il Premio Danone Adi 'Dieta, microbiota e salute', nato dalla collaborazione tra Danone Italia e Adi, Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica, con l'obiettivo di valorizzare il contributo dei ricercatori impegnati nello studio delle relazioni tra nutrizione, microbiota intestinale e salute. L'annuncio avviene nel corso dell'evento 'Dieta, microbiota e salute' che - informa una nota - riunisce rappresentanti del mondo scientifico, professionisti della salute e accademia per approfondire uno dei temi più promettenti della ricerca contemporanea: il ruolo del microbiota intestinale nel benessere della persona e le prospettive aperte dalla ricerca scientifica in ambito nutrizionale.
L'iniziativa, si legge, rappresenta "un ulteriore tassello dell'impegno che Danone porta avanti da sessant'anni in Italia per promuovere la salute attraverso l'alimentazione, investendo nella ricerca scientifica e nella collaborazione con la comunità accademica e clinica, nella convinzione che il dialogo tra impresa e scienza sia essenziale per migliorare il benessere delle persone e promuovere una cultura della prevenzione". In questo percorso si inserisce anche "la consolidata expertise di Danone nello studio del microbiota intestinale e della sua relazione con la nutrizione. Attraverso decenni di ricerca sui latti fermentati e sui fermenti probiotici, l'azienda ha contribuito ad accrescere la comprensione del ruolo dell'intestino nell'equilibrio dell'organismo, sviluppando al contempo soluzioni nutrizionali pensate per supportare il benessere quotidiano delle persone. È proprio da questa base di ricerca e innovazione - viene ricordato - che nasce Activia, brand che da oltre 35 anni presidia il segmento dei latti fermentati funzionali: con fermenti selezionati e con il probiotico Bifidus ActiRegularis®, Activia si propone di essere un punto di riferimento nel benessere intestinale. Un approccio che testimonia la capacità di Danone di coniugare innovazione, rigore scientifico e attenzione ai bisogni nutrizionali dei consumatori, insieme all'impegno a rendere la ricerca e le informazioni scientifiche sempre più accessibili, per aiutare le persone a compiere scelte informate e consapevoli".
"Il microbiota intestinale è oggi sempre più al centro dell'attenzione degli italiani - ha dichiarato Judith Gonzalez Sans, amministratrice delegata di Danone Italia e Grecia - Secondo YouGov, oltre 1 su 2 ha sofferto di disturbi intestinali e più della metà degli italiani sceglie l'alimentazione come primo rimedio, mentre le ricerche online sul microbiota in Italia sono cresciute di oltre il 150% negli ultimi 5 anni. Inoltre, la crescita del kefir - oggi consumato annualmente da quasi la metà della popolazione (43%) - dimostra come questo interesse si traduca in scelte concrete. In questo contesto, celebrare i nostri 60 anni in Italia significa non solo guardare con orgoglio al percorso compiuto, ma soprattutto assumerci una responsabilità verso il futuro, trasformando questo anniversario in un impegno per la ricerca scientifica, anche attraverso il Premio Danone Adi Dieta, microbiota e salute, con cui vogliamo far crescere la conoscenza sul microbiota e sostenere il talento che costruirà la nutrizione e la salute di domani". Il premio è dedicato a ricercatori impegnati nello studio del microbiota intestinale e del suo rapporto con la nutrizione e la salute, spiega la nota. L'iniziativa si propone di "sostenere e valorizzare progetti di ricerca innovativi in grado di contribuire all'avanzamento delle conoscenze scientifiche in un ambito sempre più centrale per la medicina e la nutrizione contemporanee". Il bando sarà aperto a partire dal 1 luglio 2026 e le candidature potranno essere presentate entro il 6 settembre 2026, secondo le modalità indicate nel regolamento disponibile sul sito www.adiitalia.org. Le proposte saranno valutate da una commissione scientifica composta da membri del Direttivo Adi e da personalità scientifiche di assoluto rilievo secondo criteri di innovatività, rigore metodologico e potenziale impatto sulla ricerca e sulla pratica clinica. La cerimonia di premiazione si terrà durante il Congresso nazionale Adi 2026 a Matera (8-10 ottobre).
"Investire nella ricerca significa investire nella salute del futuro. Come Adi - ha affermato Barbara Paolini, presidente dell'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica - crediamo sia fondamentale creare sinergie tra comunità scientifica, professionisti sanitari, università, istituzioni e imprese responsabili per favorire lo sviluppo di nuove conoscenze e tradurle in benefici concreti per le persone. La collaborazione con Danone e il Premio Danone Adi Dieta, microbiota e salute rappresentano un esempio virtuoso di questo dialogo e un'opportunità importante per valorizzare il lavoro dei ricercatori. Oggi la ricerca nel campo della nutrizione e del microbiota sta offrendo contributi sempre più rilevanti alla comprensione dei meccanismi che influenzano il benessere delle persone. Per questo è essenziale sostenere la crescita di nuove competenze e promuovere una maggiore cultura scientifica su temi che hanno un impatto diretto sulla salute e sulla qualità della vita".
L'iniziativa è stata presentata alla vigilia della Giornata mondiale del microbioma, ricorrenza che richiama l'attenzione sul ruolo sempre più rilevante di questo complesso ecosistema di microrganismi che vive nel nostro organismo e che la ricerca scientifica riconosce oggi come uno dei principali determinanti della salute umana. Nel corso dell'evento Giovanni Barbara, ordinario di Gastroenterologia all'università di Bologna e direttore della Uoc di Gastroenterologia ed Epatologia dell'Irccs Policlinico Sant'Orsola, ha fatto il punto sui più recenti sviluppi della ricerca e sulle prospettive future degli studi sul microbiota. "Negli ultimi anni - ha osservato - il microbiota intestinale è diventato uno dei principali ambiti di interesse della ricerca biomedica. Oggi sappiamo che il nostro intestino ospita trilioni di microrganismi che svolgono funzioni fondamentali per l'organismo e che esiste una stretta relazione tra microbiota, alimentazione e numerosi aspetti della salute metabolica, immunitaria e gastrointestinale. Le evidenze scientifiche raccolte negli ultimi anni - ha proseguito l'esperto - mostrano come la composizione del microbiota possa essere influenzata dalle abitudini alimentari e dagli stili di vita e come il suo equilibrio sia associato al mantenimento di importanti funzioni dell'organismo. La ricerca sta inoltre evidenziando il ruolo del microbiota in ambiti sempre più ampi, che vanno dalla regolazione delle risposte immunitarie al metabolismo energetico, fino all’ asse intestino-cervello. Si tratta di un settore in continua evoluzione, che sta aprendo nuove prospettive nella prevenzione e nella comprensione di numerose condizioni cliniche. Per questo è fondamentale continuare a investire nella ricerca scientifica e nella formazione di nuove competenze. Sostenere la ricerca significa favorire lo sviluppo delle conoscenze che potranno tradursi in futuro in strategie nutrizionali sempre più efficaci e personalizzate per il benessere delle persone".
Con il lancio del Premio, Danone e Adi intendono "contribuire concretamente allo sviluppo della ricerca italiana nel campo della nutrizione e del microbiota, favorendo la crescita di nuove competenze e promuovendo una cultura della salute sempre più fondata sull’evidenza scientifica. Un impegno che guarda al futuro e che si inserisce nel percorso che da sessant'anni vede Danone impegnata a promuovere il benessere delle persone attraverso l'alimentazione, la ricerca e l'innovazione", conclude la nota .

(Adnkronos) - I cantieri per i cosiddetti 'black point', cioè gli incroci più pericolosi della viabilità romana su cui il Campidoglio sta intervenendo per aumentare la sicurezza stradale, diventano motivo di forte preoccupazione per i commercianti del quartiere Vigna Clara. A lanciare l'allarme, in un'intervista all'Adnkronos, è Giovanna Marchese, presidente della rete di imprese Vigna Clara Shopping e coordinatrice del progetto delle reti di Confartigianato, che denuncia il rischio di un impatto pesante sul commercio di prossimità, già fortemente indebolito negli ultimi anni, e si dice pronta a dare battaglia.
La situazione
"Il commercio di prossimità è un presidio da tutelare perché dietro ogni negozio ci sono famiglie, responsabili, lavoratori. Non è come una grande catena: è un pezzo di tessuto sociale della città", spiega. E "soprattutto dopo la pandemia, si è progressivamente assottigliato". Prima del Covid la rete contava 47 imprese, oggi sono 32: "Abbiamo subìto una vera e propria falcidia - aggiunge - siamo rimasti chiusi per mesi senza incassi, mentre gli impegni economici continuavano. I prestiti ottenuti, comunque, non erano a fondo perduto e il calo dei consumi, unito alla crescita dell'e-commerce, ha aggravato la situazione".
In questo contesto già fragile, i lavori previsti su via di Vigna Stelluti rischiano di incidere ulteriormente: "Noi non contestiamo l'intervento in sé, ma alcune soluzioni progettuali che, invece di migliorare viabilità e sicurezza, potrebbero generare il caos".
Tra i punti critici, evidenzia Marchese, la riduzione della carreggiata e l'impatto sulle soste: i commercianti segnalano la perdita di posti auto regolari che per un'area a forte vocazione commerciale è considerata insostenibile. "Abbiamo proposto modifiche realistiche, ad esempio ridurre la lunghezza delle pensiline degli autobus per recuperare alcuni posti auto ed istituire spazi adeguati per il carico e scarico merci dei camion su entrambi i lati della strada", continua.
Le richieste sono state portate all’attenzione del Municipio XV e degli assessori competenti, Marcello Ribera (Ambiente) e Luigia Chirizzi (Lavori pubblici), con cui è stato avviato un confronto. Alcuni primi risultati sono arrivati, come la decisione di eliminare i nuovi attraversamenti, mantenendo quello esistente in sicurezza. Tuttavia resta aperto il nodo delle modifiche più rilevanti al progetto: "Serve un atto tecnico che consenta alla stazione appaltante di recepire queste indicazioni, ma i tempi burocratici rischiano di essere incompatibili con l'urgenza". Anche perché, sottolinea, "tra pochi giorni inizieranno i saldi e una situazione di accessibilità ridotta potrebbe rappresentare il colpo di grazia per molte attività".
La questione, secondo i commercianti, riguarda anche la pianificazione urbanistica: "Non si possono modificare i flussi di traffico senza considerare la densità, la presenza di imprese e il ruolo commerciale della zona. Il commercio è anche una funzione sociale e di sicurezza, perché contrasta degrado e abbandono", rimarca la presidente Marchese. Particolarmente critico, inoltre, il giudizio sui pareri espressi in sede di Conferenza dei servizi: "I vigili urbani intervenuti non sembravano conoscere la zona; parliamo di un nodo viario complesso, dove già oggi nelle ore di punta si impiegano fino a 25 minuti per percorrere pochi chilometri".
Di fronte a questa situazione, la rete di imprese non esclude azioni formali: "Abbiamo dato una settimana per avviare un confronto che porti a modifiche concrete. In caso contrario dimostreremo i mancati incassi e ci troveremo costretti a chiedere i danni". L'obiettivo resta quello di trovare un equilibrio tra sicurezza stradale e tutela del tessuto economico locale: "Noi siamo favorevoli a migliorare la sicurezza dei pedoni, ma serve buon senso. Il commercio di prossimità -conclude- è un presidio sociale e non può essere sacrificato senza un confronto. Nessuno si salva da solo, questi sono i momenti in cui il gruppo deve darsi forza e compattarsi: ognuno deve fare la propria parte". (di Cristina Livoli)

(Adnkronos) - Non sono soltanto le grandi città a guidare i viaggi dell'estate 2026, ma borghi senza hotel, comuni di poche centinaia di abitanti, angoli d'Italia che stanno conquistando sempre più spazio nelle scelte dei viaggiatori. Le ricerche su Airbnb per i comuni sotto i 5.000 abitanti hanno visto un vero e proprio boom, con picchi fino al +326% tra il 2023 e il 2025: un segnale chiaro che l'interesse dei viaggiatori si sta spostando anche verso destinazioni meno conosciute, dove l'unica possibilità di soggiorno è proprio un alloggio Airbnb. (Video)
Del resto, si sa, l'Italia custodisce alcuni dei luoghi più straordinari al mondo, molti dei quali restano ancora lontani dai principali itinerari turistici. Eppure è proprio nei piccoli comuni che si concentra una parte importante del patrimonio culturale del Paese: secondo l'Osservatorio sul Turismo Diffuso in Italia pubblicato da The European House Ambrosetti, in collaborazione con Airbnb, l'80% delle aree che ospitano siti UNESCO si trova in comuni di piccole dimensioni. Solo la metà di questi comuni dispone di almeno una struttura alberghiera: infatti in oltre 680 luoghi, Airbnb rappresenta addirittura l'unica opportunità di soggiorno disponibile. E’ qui che entra in gioco l'ospitalità diffusa: grazie agli host Airbnb, i viaggiatori possono scoprire vere e proprie gemme nascoste, contribuendo al tempo stesso a sostenere le attività locali.
A Pettorano sul Gizio, in Abruzzo, le ricerche su Airbnb sono esplose con un +326% tra il 2023 e il 2025. Borgo tra i più belli d'Italia, dominato dal Castello Cantelmo e immerso nella Riserva Naturale del Monte Genzana, sta vivendo una vera e propria scoperta da parte dei viaggiatori. Ne è testimone Serena, Host Airbnb da 6 anni: 'Quando ho iniziato a ospitare pensavo che pochi avrebbero scelto un borgo come Pettorano. Invece, negli anni ho visto crescere l'interesse per questi luoghi e per un Abruzzo meno conosciuto, fatto di natura, tradizioni e comunità locali'. Lo stesso schema si ripete a Rocchetta a Volturno, nel Molise, dove le ricerche crescono del +53% nello stesso periodo: qui, tra le sorgenti del Volturno e l'Abbazia di San Vincenzo, il turismo di massa non è ancora arrivato. A cercare entrambe le destinazioni sono soprattutto viaggiatori italiani, segno di una riscoperta che parte da casa: prima ancora di conquistare il pubblico internazionale, questi borghi stanno trovando i loro primi estimatori tra i connazionali.
Anche nel Nord Italia diversi piccoli comuni registrano performance significative. Ad Ornavasso, in Piemonte, dove Airbnb rappresenta l'unica possibilità di soggiorno, le ricerche sono cresciute del +75% tra il 2023 e il 2025. Stesso ritmo a Roisan, in Valle d'Aosta, comune alpino alle porte della Valpelline, con una crescita del +75%. A Marano di Valpolicella, tra le colline dove si produce l'Amarone, le ricerche sono aumentate del +70%, con viaggiatori italiani in testa seguiti da tedeschi e olandesi. E' qui che Mara - Superhost Airbnb da 11 anni - accompagna i visitatori in un Veneto autentico, fatto di piccoli borghi e tradizioni vitivinicole: "Molti ospiti arrivano per visitare la Valpolicella, ma finiscono per innamorarsi anche dei suoi angoli meno conosciuti: le marogne, i piccoli borghi in pietra, i sentieri tra i vigneti. È questa dimensione più autentica che cerchiamo di condividere ogni giorno con chi soggiorna da noi".
E' in Calabria che si registra una delle storie più sorprendenti. A Santa Caterina dello Ionio le ricerche su Airbnb sono cresciute del +169% tra il 2023 e il 2025, con un balzo particolarmente significativo nell'ultimo anno. Un borgo che nel 1983 fu devastato da un incendio e che perse quasi 500 abitanti in meno di un decennio. Oggi, grazie all'ospitalità diffusa, sta lentamente tornando sulla mappa - e lo confermano i viaggiatori che arrivano: italiani in testa, ma con una componente tedesca e francese che ne segnala la vocazione sempre più internazionale.
A raccontare questa rinascita è anche Monica - Host Airbnb da 7 anni: "Quando ho aperto il mio alloggio pensavo che pochi avrebbero scelto un piccolo borgo come Santa Caterina dello Ionio. Invece, negli anni ho accolto viaggiatori da tutta Europa e persino dall'Australia e dalla Patagonia. Molti cercano proprio quello che qui abbiamo ancora: una Calabria autentica, fatta di paesaggi, accoglienza e ritmi più umani”. In Sardegna, a Calangianus, è Carlo, Superhost da tre anni, a custodire una Gallura fatta di sughero e sapori locali: le ricerche sono cresciute del +47% sempre negli ultimi due anni. Nel Salento, invece, è la pietra leccese a raccontare un'altra storia di territorio: a Cursi, dove questo materiale ha dato forma ad alcune delle più celebri architetture del Barocco salentino, Maria Assunta - anche lei Superhost Airbnb - accoglie da dieci anni i viaggiatori in un'antica corte recuperata nel centro storico, facendo conoscere un Salento meno battuto fatto di artigianato e tradizioni locali.

(Adnkronos) - "A soffrire di un disturbo gastrointestinale è circa il 30-40% della popolazione. Si tratta, molto spesso, di disturbi di origine funzionale, come la dispepsia (cattiva digestione, ndr) e il colon irritabile. La scelta della modulazione della propria dieta è centrale perché la stragrande maggioranza di queste persone può ridurre o risolvere, addirittura, i propri problemi modulando la dieta, cambiando stile di vita sbagliati e modificando la dieta in modo da influenzare il proprio microbiota intestinale, centrale in queste patologie. E' necessario, pertanto, introdurre nella propria alimentazione cibi sani come i probiotici o il kefir, che possono modulare il microbiota in senso benefico". Lo ha detto Giovanni Barbara, professore di Gastroenterologia all'università di Bologna e direttore della Uoc di Gastroenterologia ed Epatologia dell'Irccs Policlinico Sant'Orsola, intervendo oggi a Milano all'evento per i 60 anni di Danone in Italia, promosso e organizzato alla vigilia della Giornata mondiale del microbioma.
In questa occasione è stato lanciato il Premio Danone Adi 'Dieta, microbiota e salute', nato dalla collaborazione tra Danone Italia e Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica, con l'obiettivo di valorizzare il contributo dei ricercatori impegnati nello studio delle relazioni tra nutrizione, microbiota intestinale e salute.

(Adnkronos) - Massimo Calvelli è il nuovo Ceo del Milan. Lo ha annunciato il club rossonero con una nota oggi, venerdì 26 giugno: "Calvelli - si legge nel comunicato - porta nel club una significativa esperienza di leadership internazionale nel mondo dello sport con una profonda competenza nello sviluppo e nella crescita di organizzazioni sportive e piattaforme commerciali di riferimento a livello globale. Oltre al ruolo di Ceo di Ac Milan, Calvelli manterrà gli incarichi di Ceo International di RedBird Development Group e Operating Partner di RedBird Capital Partners. La nomina riflette il modello distintivo di RedBird, che combina una visione di investimento di lungo periodo con competenze operative integrate per accelerare l'esecuzione della strategia".
Prima di entrare in RedBird, Calvelli è stato Chief Executive Officer di Atp dal 2020 al 2025, guidando un periodo di profonda trasformazione globale per il tennis maschile professionistico. In precedenza, ha ricoperto ruoli di leadership internazionale in Nike, Wilson Sporting Goods e Amer Sports. Calvelli ha iniziato la propria carriera come atleta professionista.
Gerry Cardinale, Founder e Managing Partner di RedBird Capital Partners, ha parlato così dopo l'ufficializzazione: “Da quando è entrato in RedBird lo scorso anno, Massimo si è distinto come leader e promotore di un modello organizzativo capace di valorizzare le persone e promuovere una cultura di collaborazione e professionalità. Massimo ha co-guidato il nostro investimento in AC Milan insieme al Partner di RedBird David Castelblanco, entrambi con riporto diretto a me. Il modello RedBird prevede spesso che i nostri leader assumano un ruolo operativo diretto all'interno dei nostri investimenti più importanti, per garantire un'esecuzione ai massimi livelli, soprattutto nelle fasi di cambiamento e innovazione. Nel corso dell'ultimo anno Massimo ha dimostrato di saper interpretare con efficacia questo ruolo, integrandosi pienamente nella realtà di AC Milan. Il mandato è chiaro: vogliamo giocare per vincere, anziché per non perdere, in tutto ciò che riguarda AC Milan, ma soprattutto in campo. Da oggi l'intera organizzazione del Club potrà beneficiare della sua presenza a tempo pieno, della sua determinazione e del senso di urgenza con cui lavorerà per riportare nel Club una cultura della vittoria e dei risultati”.
Calvelli ha commentato così la sua nomina: “Guidare il Club in una fase decisiva del proprio percorso sportivo, in un momento altrettanto cruciale per l'intero calcio italiano, è una responsabilità che affronto con la massima serietà e con un profondo senso di urgenza. Il mandato ricevuto da Gerry è chiaro: riportare in AC Milan una cultura della vittoria e dei risultati, dentro e fuori dal campo, all'altezza della storia che questo Club rappresenta nel calcio europeo e dei suoi 600 milioni di tifosi nel mondo. Nell'ultimo anno ho lavorato a stretto contatto con il senior management del Club in tutte le sue funzioni, maturando una conoscenza diretta di ciò che deve essere migliorato e innovato. Sono inoltre entusiasta di lavorare a stretto contatto con il nostro nuovo Head Coach Rúben Amorim e il suo staff, già pienamente integrati e al lavoro in piena sintonia con l'attuale leadership dell'area sportiva”.

(Adnkronos) - Con una pietra ha rotto la porta della cabina aggredendo l'autista del bus Atac, ferito a un braccio dai vetri, prima di dileguarsi a piedi. E' successo intorno alle 11 in via Virginia Agnelli, in zona Portuense, a bordo della linea 773. Sul posto i sanitari del 118, che hanno trasportato la vittima in ospedale, in codice giallo, e le forze dell'ordine impegnate nelle indagini.

Per l'emergenza caldo "la situazione" dei lavoratori nei cantieri edili "è molto grave ed è molto chiara la volontà del governo di non intervenire. Questo perché la bozza che è prevista nel Dl Infrastrutture andrebbe comunque in vigore dal primo luglio, mentre noi siamo già in emergenza. E da giorni. L'altro giorno a Padova è morto probabilmente di caldo in un cantiere Stefano Tonin, un lavoratore di 57 anni. E' inconcepibile che nel 2026 in Italia si muoia di caldo sul posto di lavoro. Questo perché quei cantieri non si sono fermati e perché noi attendiamo forse dal governo un provvedimento che sarà inutile, e che comunque andrà in vigore dal primo luglio". Così, con Adnkronos/Labitalia, Antonio Di Franco, segretario generale della Fillea Cgil, la categoria degli edili di corso d'Italia, fa il punto sugli effetti dell'ondata di calore che sta attraversando l'Italia sui lavoratori impiegati in edilizia, ricordando la tragedia del lavoratore padovano, e commenta l'ultimo provvedimento annunciato dal governo per fronteggiare l'emergenza.
Secondo Di Franco, sul tema "si conferma la volontà del governo di non intervenire e soprattutto anche quanto annunciato non risolverà i problemi, perché sarà tardivo ed introdurrà una mera possibilità per le imprese di richiedere una cassa integrazione in deroga alla legge. Quando invece servirebbe una legge organica che in presenza del rischio alto blocchi i cantieri per salvare la vita a quelli come Stefano Tonin".
Le ordinanze regionali
"In questo momento -spiega Di Franco- ci sono 13 ordinanze In Italia, diverse fra loro, emesse dalle varie regioni, che abbiamo dovuto spesso rincorrere per fargli emettere il provvedimento. Sono ordinanze che danno spazio a troppi dubbi interpretativi. E soprattutto dietro la dichiarazione di pubblica utilità si nasconde difatti l'idea di permettere a molti cantieri di non fermarsi. Cioè tradotto: nelle ordinanze c'è scritto che su tutti i cantieri di pubblica utilità, quindi su tutti i cantieri pubblici non si applica lo stop. E quindi la realtà qual è? Che la maggioranza dei cantieri in questo momento non si sta fermando", spiega.
E poi anche quando le ordinanze 'sono fatte bene' resta il nodo controlli. Ad esempio in Calabria, sottolinea Di Franco, "il presidente Occhiuto è stato uno dei primi a fare l'ordinanza, ma purtroppo i committenti non stanno vigilando sull'attuazione dell'ordinanza e fermando i cantieri, e i committenti nella maggior parte dei casi sono enti pubblici. Questo è molto grave", sottolinea Di Franco.
E non basta l'azione del sindacato "Noi in molti casi stiamo continuando a fare segnalazioni alle autorità competenti, all'ispettorato, alla procura e alla prefettura", rimarca.
Il ruolo dei committenti
"In questo Paese siamo perennemente in campagna elettorale e le opere pubbliche producono consensi e tutti sono interessati a tagliare i nastri. E quindi i lavoratori possono essere sacrificati. La situazione è questa. In questo momento i cantieri soprattutto pubblici, che sono quelli più visibili, e che sono sotto gli occhi di tutti, sono aperti, nonostante l'emergenza caldo e le ordinanze. E tutti a partire dai grandi committenti comunali, regionali e nazionali fanno finta di non vederli. Perché? Perché siamo in campagna elettorale, come sempre", è il j'accuse di Di Franco.
"I cantieri dovrebbero fermarsi nelle ore stabilire dalle ordinanze e comunque fermarsi ogni volta che c'è il rischio alto, ovvero che la temperatura percepita, non la colonnina, sia 35 gradi. E questo, a detta di tutti, è il momento più difficile. L'allerta stress termico ormai tocca tutte le più grandi città d'Italia e tutte le aree del Paese, in molti casi siamo ai 40 gradi", sottolinea.
Ma per Di Franco non si tratta più di un'emergenza. "Ormai il mutamento climatico è una realtà e quindi noi dobbiamo parlare sempre più di adattamento ad esso. Quindi il fatto che ci sono queste alte temperature e la consapevolezza che nei mesi estivi i cantieri sono più lenti perché i lavoratori non possono lavorare deve diventare elemento che viene preso in considerazione già nella fase di progettazione" delle opere. Anche perchè secondo il dirigente sindacale "siccome i committenti non li fermano, l'imprenditore che ha vinto l'appalto non ferma i cantieri perché se non li consegna nei tempi contrattuali previsti ha le penali. Se invece l'assunto che i cantieri d'estate vanno a rilento fosse presente già nella fase della progettazione, è evidente che nei mesi estivi le ore di lavoro previste sarebbero inferiori, ed è evidente che l'imprenditore non incorrerebbe in sanzioni. Quindi il tema è proprio strutturale, non possiamo continuare a rinchiuderlo come se fosse un'emergenza", conclude il leader della Fillea Cgil. (di Fabio Paluccio)

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(Adnkronos) - D'estate in città si creano delle "vere e proprie 'isole di calore urbano', dovute prevalentemente alla massiccia presenza di asfalto, edifici e superfici impermeabili, oltre che alla scarsa presenza di alberi e aree verdi. Un fenomeno che assume un peso crescente anche perché, rispetto al passato, molte famiglie trascorrono periodi di vacanza più brevi e i bambini restano più a lungo nei centri abitati durante i mesi estivi, aumentando l'esposizione alle alte temperature. Al Pronto soccorso di Roma dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù, circa 1 accesso estivo su 4 è direttamente o indirettamente correlato alle elevate temperature, che favoriscono soprattutto la comparsa e il peggioramento della disidratazione nei bambini". Lo si legge in una nota dell'ospedale. "I bambini non sono piccoli adulti - avverte Alberto Villani, responsabile dell'Unità operativa complessa di Pediatria generale, Malattie infettive e Dea di II livello del Bambino Gesù - Il loro organismo ha una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea e questo li rende particolarmente vulnerabili alle ondate di calore, soprattutto nei primi anni di vita e in presenza di patologie croniche o condizioni di fragilità. Per questo la prevenzione e il riconoscimento precoce dei segnali di disidratazione sono fondamentali".
Cosa sono le isole di calore? "E' un fenomeno microclimatico per cui le città registrano temperature superiori rispetto alle aree rurali o costiere circostanti - rispondono gli esperti - La sostituzione della vegetazione con asfalto, cemento e altre superfici impermeabili, insieme alla presenza di edifici che limitano la ventilazione e al calore prodotto dal traffico e dagli impianti di climatizzazione, favorisce l'accumulo di energia durante il giorno e il suo lento rilascio nelle ore serali. Gli effetti delle isole di calore urbano si sommano a quelli del cambiamento climatico: l'aumento delle temperature globali rende infatti sempre più frequenti e intense le ondate di calore, accentuando il surriscaldamento delle città e i rischi per la salute. Nelle giornate estive l'asfalto esposto al sole può raggiungere temperature comprese tra 60 e 80 °C, contribuendo ad aumentare il disagio termico e i rischi per la salute delle persone più fragili, a partire dai bambini".
Durante l'estate, riferiscono dall'ospedale, "circa il 25% degli accessi al Pronto soccorso del Bambino Gesù di Roma è riconducibile, direttamente o indirettamente, agli effetti del caldo. Nel 5% dei casi si tratta di problematiche strettamente legate alle alte temperature, come colpi di calore, sincopi e disidratazione. Il restante 20% comprende invece bambini che arrivano in ospedale per patologie come vomito, diarrea o febbre - condizioni che, in presenza di temperature elevate, determinano una perdita di liquidi più rapida e grave - ma anche pazienti affetti da malattie croniche o particolarmente fragili - come cardiopatici, diabetici, pazienti oncologici o con altre patologie complesse - nei quali il caldo intenso può aggravare il quadro clinico e aumentare il rischio di complicanze, rendendo necessario il ricorso alle cure ospedaliere. I bambini sono più vulnerabili degli adulti perché il loro organismo ha una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea e una minore efficienza nella dispersione del calore. Nei lattanti e nei più piccoli le riserve idriche si esauriscono inoltre più rapidamente, aumentando il rischio di disidratazione".
Per ridurre il rischio di colpi di calore e disidratazione, gli specialisti del Bambino Gesù raccomandano "10 semplici regole da seguire durante tutta l'estate", soprattutto quando si "vive o si trascorrono molte ore in città".
1) Offrire spesso acqua ai bambini, anche se non manifestano sete, aumentando l'apporto di liquidi nelle giornate più calde; 2) Evitare l'esposizione al sole e l'attività fisica nelle ore più calde, indicativamente tra le 11 e le 17, preferendo luoghi ombreggiati e ben ventilati; 3) Vestirli con abiti leggeri, chiari e traspiranti, preferibilmente in cotone o lino; 4) Mantenere gli ambienti freschi e ben ventilati, usando ventilatori o condizionatori ed evitando bruschi sbalzi di temperatura; 5) Preferire pasti leggeri e un'alimentazione ricca di frutta e verdura, utili per reintegrare liquidi e sali minerali.
Ancora: 6) Proteggere capo e pelle con cappellino, zone d'ombra e creme solari ad alta protezione; 7) Prestare particolare attenzione ai lattanti e ai bambini con malattie croniche, che sono più vulnerabili agli effetti del caldo. Nei neonati è importante controllare che i pannolini vengano bagnati regolarmente, perché una riduzione della diuresi può essere il primo segnale di disidratazione; 8) Riconoscere precocemente i campanelli d'allarme, come bocca asciutta, urine scarse e concentrate, irritabilità, sonnolenza, nausea, mal di testa, crampi o svenimenti; 9) In caso di colpo di calore, portare subito il bambino in un luogo fresco, rinfrescarlo e fargli bere piccoli sorsi d'acqua; 10) Rivolgersi tempestivamente al pediatra se il bambino presenta febbre persistente, vomito ripetuto, rifiuta di bere, manifesta segni di disidratazione o peggiora una patologia cronica. Recarsi invece subito al pronto soccorso in caso di alterazione dello stato di coscienza, grave difficoltà respiratoria, perdita di coscienza, convulsioni, incapacità di bere o febbre molto elevata dopo una prolungata esposizione al caldo.
"Nei bambini il caldo non va mai sottovalutato - ricorda Sebastian Cristaldi, responsabile del Pronto soccorso della sede del Gianicolo del Bambino Gesù - Molte delle situazioni che osserviamo in pronto soccorso possono essere evitate con semplici accorgimenti: offrire spesso acqua ai bambini, limitare l'esposizione nelle ore più calde e prestare attenzione ai primi segnali di disidratazione. Intervenire tempestivamente significa, nella maggior parte dei casi, evitare che un malessere si trasformi in un'emergenza".

(Adnkronos) - "Stop al vincolo di esclusività per i professionisti sanitari del comparto e apertura alla libera professione". È questa la richiesta di Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), che ha depositato, presso la Camera dei deputati, una petizione per abrogare definitivamente il vincolo, previsto dall’articolo 4, comma 7, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, e dall’articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. "Provvedimenti che impediscono ai professionisti sanitari del comparto di svolgere attività libero‑professionale al di fuori dell’orario di servizio, senza prevedere in alternativa un’adeguata valorizzazione economica a compensazione di tale vincolo, come accade per altre professioni sanitarie", prosegue la nota di Fno Tsrm e Pstrp. Con l’ultimo Decreto Milleproroghe, il vincolo è stato temporaneamente sospeso fino al 31 dicembre 2027. Resta però un ostacolo determinante: l’esercizio della libera professione è subordinato all’autorizzazione del datore di lavoro, che viene concessa solo in rari casi.
"Vogliamo trasformare una deroga temporanea in una regola strutturale - sottolinea Catania - Il vincolo di esclusività imposto ai professionisti sanitari, dipendenti del Ssn deriva da un impianto normativo anacronistico, che non tiene conto dell’evoluzione del sistema sanitario e contrasta con i principi costituzionali di tutela della salute e di libertà di iniziativa economica privata". Il vincolo determina una significativa disparità di trattamento rispetto ad altri professionisti sanitari, che possono svolgere la libera professione, nel rispetto delle norme, recando un grave vulnus ai professionisti sanitari del comparto.
"Superare definitivamente il vincolo di esclusività - continua Catania - garantirebbe una effettiva equiparazione tra professionisti sanitari, con ricadute positive sia in termini di valorizzazione professionale, sia per la continuità delle prestazioni rese alle persone assistite, sia in termini economici. La possibilità di confrontarsi con diversi contesti lavorativi e organizzativi, acquisire nuove competenze cliniche e comunicative porterebbe un immediato beneficio al servizio pubblico, sostenendo la motivazione e il senso di responsabilità dei professionisti".
"L’apertura controllata alla libera professione per tutti i professionisti sanitari, consentirebbe inoltre di aumentare l’offerta di prestazioni e ridurre le liste d’attesa, dando risposte tangibili alle esigenze di salute dei cittadini, senza indebolire il Ssn, ma al contrario rafforzandolo attraverso la piena valorizzazione del capitale umano che lo anima", prosegue la nota della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione
Rivolgendosi ai decisori politici, Catania lancia un appello: "Chiediamo un intervento urgente per abolire definitivamente il vincolo di esclusività. Si tratta di un salto culturale richiesto dai tempi e dall’evoluzione delle competenze. Confido che il Parlamento possa ascoltare la voce dei tanti colleghi che appartengono alle professioni di comparto, affinché si arrivi presto a una riforma strutturale, che riconosca il valore reale dei professionisti sanitari e contribuisca al miglioramento complessivo dei servizi offerti ai cittadini".
La petizione può essere sottoscritta online sul sito della Camera dei deputati, accedendo con la propria identità digitale all’indirizzo https://petizionionline.camera.it/petizioni/web/home.html. Una volta effettuato l’accesso, è possibile selezionare la sezione “Consultazione e sottoscrizione petizioni”, individuare la petizione n. 1400 e sottoscriverla.

(Adnkronos) - Si è svolta questa mattina, presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, la decima edizione del Forum “Shipowners and Shipbuilding”, nonché undicesimo appuntamento del roadshow “Road to Best” promosso da Blue Media in avvicinamento a Best – The Blue Economy Summit & Trade Show. L’incontro, dal titolo “Blue Horizon: La Spezia Hub Mediterraneo”, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo industriale, della portualità, della cantieristica e della logistica per un confronto sulle prospettive della Blue Economy e sulle sfide che attendono il comparto nei prossimi anni. “La Spezia è uno dei luoghi in cui si stanno concentrando alcune delle trasformazioni più significative della Blue Economy: dall’innovazione subacquea alla logistica avanzata. Con questa tappa di Road to Best abbiamo voluto mettere a confronto competenze ed esperienze diverse per riflettere sulle opportunità di sviluppo che queste filiere possono generare per il territorio e per il sistema Paese”, ha dichiarato Maurizio Introna, direttore generale di Blue Media. Ad aprire i lavori sono stati i saluti introduttivi, che hanno evidenziato la centralità della Blue Economy per la crescita del territorio e la capacità del sistema spezzino di fare rete tra pubblico e privato, valorizzando competenze, infrastrutture e capacità industriali.
“La Spezia si conferma un punto di riferimento nazionale e internazionale per la Blue Economy, grazie a un sistema che mette in rete porto, industria, innovazione, sostenibilità, occupazione e formazione, - ha dichiarato Pierluigi Peracchini, sindaco del Comune di La Spezia - siamo la prima provincia italiana per incidenza delle imprese dell’economia del mare e oltre un quarto degli occupati lavora in questo comparto, a conferma della forza e della competitività del nostro territorio. Un ruolo reso possibile anche dal Campus Universitario della Spezia, che forma ogni anno professionisti altamente qualificati destinati a inserirsi nel tessuto produttivo locale. La nostra città è inoltre un’eccellenza mondiale nella nautica di lusso: il 26% della produzione globale di yacht e megayacht nasce nel Miglio Blu, un distretto che rappresenta un modello di innovazione e sostenibilità. Anche il porto continua a crescere, così come il turismo, che nel 2025 ha raggiunto il traguardo di 1,5 milioni di pernottamenti. "Blue Horizon: La Spezia come Hub Mediterraneo" rappresenta quindi un'importante occasione per valorizzare questo percorso e confrontarsi sulle sfide future della Blue Economy, sostenuto anche da un piano di investimenti sul sistema portuale di oltre 580 milioni di euro che rafforzerà ulteriormente la competitività del nostro territorio".
Nel corso della mattinata è emerso con forza il ruolo della città come uno dei più avanzati modelli di porto multipurpose a livello nazionale, capace di integrare traffici commerciali, attività crocieristiche, industria navale, innovazione tecnologica e sostenibilità. Un ecosistema che rappresenta oggi un punto di riferimento per la crescita del comparto e per la competitività dell’intero Paese. In questo contesto, Alessandro Laghezza, Presidente di Confindustria La Spezia, ha sottolineato: “La Spezia ha tutte le caratteristiche per affermarsi come uno dei principali hub mediterranei della Blue Economy. Possiamo contare su un sistema integrato che unisce porto, industria, cantieristica, logistica, ricerca e formazione, oltre a eccellenze strategiche come il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea. Oggi disponiamo anche di uno strumento importante come la Zona Logistica Semplificata, che può rafforzare l'attrattività del territorio e favorire nuovi investimenti produttivi. La sfida è trasformare queste opportunità in crescita concreta, occupazione qualificata e sviluppo sostenibile. Per riuscirci dobbiamo continuare a lavorare come sistema territoriale, mettendo insieme istituzioni, imprese, università e centri di ricerca. Solo così la Spezia potrà consolidare il proprio ruolo di protagonista nell'economia del mare italiana ed europea".
Uno dei momenti centrali dell’evento è stata l’intervista a Bruno Pisano, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, che ha approfondito le prospettive di crescita dello scalo e le strategie necessarie per affrontare le sfide della transizione tecnologica, energetica e infrastrutturale. “Il porto della Spezia sta vivendo una fase di grande dinamismo imprenditoriale e guarda al futuro con l'obiettivo di consolidare il proprio ruolo nel sistema logistico nazionale ed europeo. La sfida non è competere con i porti vicini, ma valorizzare le rispettive vocazioni, rafforzando le connessioni con i mercati di riferimento e ampliando il nostro raggio d'azione verso il Brennero e il cuore dell'Europa. I risultati registrati tra il 2025 e il 2026, nonostante le difficoltà legate allo scenario internazionale e alla crisi mediorientale, confermano la solidità del nostro sistema portuale e la capacità dello scalo spezzino di continuare a crescere, aumentando volumi e competitività. Una crescita che condividiamo con la città che ospita il porto, diventato negli anni sempre più attrattivo e fonte di grandi opportunità. come registrato dalle scuole di eccellenza che formano sempre più giovani interessati a lavorare nella logistica. E non dimentichiamo che tanti investimenti che l'Adsp attua a beneficio della comunità, ad esempio lo spostamento dei vivai fuori diga in concomitanza dei dragaggi, derivano dalle entrate assicurate dai traffici commerciali” ha dichiarato Pisano.
A seguire, l’intervento di Luca Spaggiari, responsabile del Centro Imprese Liguria di Bper Banca, che ha posto l’attenzione sul ruolo della finanza nell’accompagnare i processi di innovazione e sviluppo del cluster marittimo: “La Blue Economy è una risorsa fondamentale per lo Spezzino. Il report che BPER ha pubblicato in occasione di questo roadshow evidenzia come questo sia un territorio altamente specializzato che si attesta al primo posto in Italia per la forte concentrazione delle attività marittime, generando un valore aggiunto di 1,3 miliardi. Sostenere la Blue Economy significa quindi sostenere un asse portante di un’economia locale che presenta alcuni grandi player d’eccellenza ma soprattutto una filiera specializzata, creatrice di ricchezza diffusa, a cui BPER guarda con molta attenzione e con progetti dedicati". La prima sessione di lavoro, dedicata al tema “Deep tech & undersea: il futuro parte dal fondo”, ha visto confrontarsi alcuni dei principali protagonisti dell’industria, della ricerca e delle istituzioni impegnati nello sviluppo delle tecnologie subacquee. Il dibattito ha evidenziato come la dimensione underwater rappresenti oggi uno dei più promettenti ambiti di crescita per l’economia del mare, con applicazioni che spaziano dalla sicurezza alla difesa, dall’energia alle infrastrutture strategiche. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata al nuovo quadro normativo della Dimensione Subacquea, considerato uno strumento fondamentale per favorire lo sviluppo di un settore destinato ad assumere un peso crescente nelle strategie industriali e geopolitiche del Paese.
La seconda parte della mattinata si è concentrata sul tema “Smart port & global shipping: la logistica di domani”, affrontando le trasformazioni che stanno interessando il sistema logistico-portuale, dall’innovazione digitale all’efficienza delle catene di approvvigionamento, fino alle nuove esigenze del commercio internazionale. Nel corso della sessione, Salvatore Avena, amministratore delegato di La Spezia Port Service, ha evidenziato: “La Spezia Port Service sta affrontando le trasformazioni della logistica portuale puntando su innovazione digitale, efficienza dei processi e integrazione della filiera. Un esempio concreto è il processo e il software sviluppati per il controllo merci per conto degli operatori, per i quali LSPS ha ottenuto il brevetto italiano e, da poche settimane, anche quello europeo: un risultato che riduce i tempi operativi e rafforza il posizionamento competitivo della società. In questo modo LSPS si conferma un attore attivo nell’evoluzione smart del porto della Spezia e nel rafforzamento delle catene logistiche del futuro". L’evento, patrocinato dal Polo Nazionale della Dimensione Subacquea e da Confindustria La Spezia, ha confermato la centralità di La Spezia nel panorama della Blue Economy nazionale, mettendo in luce le potenzialità di un territorio che, grazie alla presenza di competenze industriali, scientifiche e tecnologiche di alto livello, si candida a svolgere un ruolo sempre più rilevante nelle filiere strategiche del mare, dell’innovazione e della logistica. L’evento si inserisce nel percorso “Road to Best”, il tour nazionale promosso da Blue Media in vista di Best – The Blue Economy Summit & Trade Show, in programma a Genova dal 16 al 19 novembre 2026. La manifestazione nasce con l’obiettivo di consolidare un dialogo strutturato tra imprese, istituzioni e investitori della Blue Economy a livello globale.

(Adnkronos) - "La Rete Irccs delle neuroscienze e della neuroriabilitazione (Rin) è stata coinvolta in questo progetto perché lavoriamo con" una ventina "di centri, distribuiti sul territorio nazionale, che già da tempo operano in maniera sinergica, condividendo in particolare le strategie di diagnosi precoce" di demenza e ictus. Lo ha detto Raffaele Lodi, presidente della Rin, in occasione della presentazione dello studio sulla prevenzione integrata in 21 centri italiani, durante l'evento 'La prevenzione della demenza e dell'ictus. Il contributo italiano alla Joint Action europea Jade Health', promosso dalla Rin in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità, oggi a Roma presso il Centro Studi Americani.
"Questo progetto per noi rappresenta una sfida - spiega Lodi - E' innovativo perché vogliamo porre al centro un tema che credo potrà contribuire a salvaguardare il nostro Servizio sanitario nazionale: prevenire piuttosto che curare le malattie. Oggi - chiarisce - abbiamo dati riconosciuti a livello internazionale che dimostrano come intervenire su alcune patologie croniche, come ipertensione e diabete, e soprattutto su alcuni stili di vita, possa avere effetti concreti e molto rilevanti nella prevenzione delle malattie neurodegenerative”.
Secondo il presidente della Rin, elementi come "il movimento, una buona alimentazione, evitare il fumo e l'alcol, mantenere una vita sociale attiva" possono diventare strumenti fondamentali per ridurre il rischio di demenza e rallentare la progressione dei sintomi. "Introducendo nella vita dei soggetti e dei pazienti queste prescrizioni relativamente semplici - conclude - si possono ottenere effetti importanti in termini di prevenzione e sulla velocità con cui la sintomatologia peggiora".
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