
Il ministro dello sport iraniano Ahmad Donyamali ha escluso la partecipazione della nazionale maschile ai Mondiali di quest'anno negli Stati Uniti a causa della guerra in corso. Gli Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi aerei contro l'Iran dal 28 febbraio, durante i quali è stato ucciso il leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei. "Da quando questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non ci sono più le condizioni per partecipare alla Coppa del Mondo", ha dichiarato Donyamali in un'intervista televisiva.
"A causa delle misure dolose adottate contro l'Iran, ci sono state imposte due guerre nel giro di otto o nove mesi, e diverse migliaia di nostri connazionali sono stati uccisi. Pertanto, non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare in questo modo".
L'Iran si è qualificato per la Coppa del Mondo che si terrà dall'11 giugno al 18 luglio negli Stati Uniti, in Messico e Canada. La squadra dovrebbe giocare le tre partite della fase a gironi contro Belgio, Egitto e Nuova Zelanda in città statunitensi. Anche il presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, ha accennato a un boicottaggio dopo gli eventi che hanno coinvolto la squadra femminile durante la Coppa d'Asia in Australia. Sei giocatori hanno deciso di rimanere in Australia dopo aver ottenuto visti umanitari dal governo locale. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva affermato che avrebbero concesso tali visti se gli australiani non l'avessero fatto.
"Quale persona sensata manderebbe la propria nazionale negli Stati Uniti se la Coppa del Mondo fosse un evento politico come quello australiano?", ha detto Taj. Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha dichiarato su X di essere stato informato da Trump, in un incontro di martedì, che la nazionale iraniana "è, ovviamente, benvenuta a partecipare al torneo negli Stati Uniti" nonostante la guerra. Ai tifosi provenienti dall'Iran era già stato vietato l'ingresso negli Stati Uniti nella prima versione del divieto di viaggio annunciato dall'amministrazione Trump. "Abbiamo tutti bisogno di un evento come la Coppa del Mondo Fifa per unire le persone ora più che mai", ha affermato Infantino, aggiungendo di ringraziare Trump "per il suo sostegno".
All'inizio di questa settimana, il direttore operativo della Coppa del Mondo della Fifa, Heimo Schirgi, ha dichiarato che il torneo era "troppo importante" per essere rinviato a causa dei disordini globali causati dalla guerra tra Stati Uniti e Israele e l'Iran. Ha affermato che la Fifa continua a monitorare attentamente la guerra in Iran. "Fondamentalmente affrontiamo la situazione giorno per giorno e prima o poi troveremo una soluzione", ha affermato Schirgi. "E la Coppa del Mondo ovviamente si svolgerà, giusto? La Coppa del Mondo è troppo grande e speriamo che tutti coloro che si sono qualificati possano partecipare".
Cosa potrebbe cambiare (anche per l'Italia) verso i Mondiali? Le ultime squadre ammesse saranno definite dai playoff, che in Europa coinvolgono anche gli Azzurri di Gattuso, a caccia del pass per il torneo. L'Iran, che ha conquistato la qualificazione diretta sul campo, dovrebbe debuttare a Los Angeles contro la Nuova Zelanda il 15 giugno. Quindi, dovrebbe giocare ancora nella città californiana il 21 giugno contro il Belgio e affrontare l'Egitto a Seattle il 26 giugno. Non solo: perché se la nazionale dovesse chiudere al secondo posto il suo girone e se accadesse la stessa cosa agli Stati Uniti, le due squadre potrebbero affrontarsi a Dallas il 3 luglio in una sfida a eliminazione diretta. Scenario, ad oggi, molto complicato ma comunque da tenere in considerazione. Così come possibilità alternative legate all'ipotesi del boicottaggio da parte dell'Iran. Se tale passo dovesse concretizzarsi, resterebbe un vuoto nel tabellone dei Mondiali. Come verrebbe colmato? Si aprirebbero prospettive di 'ripescaggio' per nazionali sin qui escluse? I contorni sono al momento da chiarire.
Il regolamento Fifa (articolo 6.7) non dà indicazioni precise in questo senso e si limita a dire che "la Fifa deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. La Fifa potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un'altra associazione". In caso di mancata vittoria ai playoff, la prima squadra in corsa per i ripescaggi potrebbe però essere l'Iraq, possibile prima esclusa asiatica. Il 31 marzo si giocherà la partita tra l'Iraq e la vincitrice di Bolivia-Suriname.

La giudice per le indagini preliminari di Milano Sara Cipolla ha accolta la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura - sostituta Tiziana Siciliano e pubblico ministero Luca Gaglio - nei confronti di Marco Cappato indagato per aiuto al suicidio.
In particolare, il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni era accusato per aver accompagnato in Svizzera due persone non tenute in vita da trattamento di sostegno vitale: Romano, 82enne residente a Peschiera Borromeo, affetto da una grave forma di Parkinson ed Elena Altamira, 69enne veneta, malata terminale di cancro accompagnata in una clinica a Basilea. Per quella "disobbedienza civile" Cappato era stato indagato, ma dopo l'ultima sentenza della Corte di Cassazione arriva l'archiviazione della giudice milanese.
Nel provvedimento di archiviazione si fa riferimento alla sentenza della Cassazione del 2025, numero 66 che precisa il requisito dell'essere "tenuti in vita mezzo di trattamenti di sostegno vitale". La giudice riconosce che l'alimentazione forzata per il signor Romano e un nuovo ciclo di chemioterapia per la signora Elena sono un "accanimento terapeutico", in quanto "inutile" per pazienti con una patologia irreversibile "e da entrambi ritenuto non dignitoso secondo la propria sensibilità e percezione".
Nel settembre del 2023 era stata la stessa procura di Milano a chiedere l'archiviazione nei confronti di Cappato per l'aiuto al suicidio di Elena Altamira e Romano N., accompagnati in Svizzera, rispettivamente nell'agosto e nel novembre 2022, dove avevano programmato, in apposite strutture autorizzate, di porre fine alla loro vita.
Per i pubblici ministeri tra i casi di "non punibilità" devono rientrare quelli in cui il paziente "rifiuti trattamenti che - sì - rallenterebbero il processo patologico e ritarderebbero la morte senza poterla impedire, ma sarebbero futili o espressivi di accanimento terapeutico secondo la scienza medica, non dignitosi secondo la percezione del malato, e forieri di ulteriori sofferenze per coloro che lo accudiscono". Un'idea ora condivisa, dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, dalla giudice Cipolla.

Un’apertura da tutto esaurito con l’evento di lancio di “Pulsar – Festival delle Stem 2026”, il progetto nato da un’idea di iliad e realizzato da Open per avvicinare le nuove generazioni alle discipline scientifiche e accendere curiosità, talento e nuove vocazioni. Le discipline Stem sono fondamentali per il nostro futuro e la rassegna punta a riportarle in primo piano: per la prima volta, iliad e Open hanno tradotto questo impegno in un vero e proprio festival, in grado di coinvolgere giovani, istituzioni, accademia e comunità locali attraversando l’Italia da Nord a Sud. Un festival pensato per irradiare passione, idee e innovazione, proprio come una pulsar diffonde la sua luce.
La prima tappa è ospitata oggi negli spazi del Museo dell’Ara Pacis e patrocinata dal Comune di Roma, riunendo studenti, istituzioni, accademici, professionisti, media e appassionati di innovazione. Una partecipazione che conferma il forte bisogno di spazi di confronto su innovazione e competenze Stem, in preparazione e risposta alle sfide del futuro.
Nel corso del pomeriggio, l’Ara Pacis si è trasformata in un luogo di incontro tra scienza, istituzioni, imprese e cultura, con interventi e momenti di confronto dedicati al futuro delle competenze scientifiche e al ruolo delle nuove generazioni nel guidare l’innovazione. Una conversazione che, per la prima volta, ha riunito sullo stesso palco mondi diversi, mostrando quanto sia importante affrontare il tema delle Stem attraverso linguaggi e prospettive differenti, in grado di coinvolgere un pubblico ampio e variegato.
Ad aprire la giornata il panel “Verso lo spazio – voci di una nuova generazione di astronauti”, con gli astronauti Anthea Comellini e Andrea Patassa (European Space Agency), che hanno raccontato la propria esperienza e il valore della ricerca scientifica per affrontare le grandi sfide globali.
“Penso ci sia una narrativa sbagliata sulle donne nella professione da astronauta. Spesso si portano avanti dei modelli che hanno un'eccezionalità e il messaggio che passa è che “per riuscirci devi essere straordinaria", ma non è così. Chiunque ce la può fare.” ha commentato l’astronauta Anthea Comellini.
“Le Stem mi hanno sempre appassionato perché rispondono alle domande che ci facciamo tutti i giorni. Guardando al futuro, non dobbiamo vedere l'intelligenza artificiale come qualcosa che sarà in grado di sostituirci, ma come uno strumento. Ci permetterà di fare cose che ora non possiamo fare”, ha dichiarato l’astronauta Andrea Patassa.
A seguire il dibattito 'Talenti e competenze di domani', un confronto dedicato alle trasformazioni del mondo del lavoro e della formazione con Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria e ceo di Orienta, Rosario Rasizza ceo di OpenJob Metis, Andrea Malacrida ceo di Ali Lavoro, Laura Di Raimondo, direttore generale Asstel. Dal confronto è emersa con forza la necessità di rafforzare il dialogo tra scuola, università e imprese, per preparare le nuove generazioni alle sfide tecnologiche dei prossimi anni.
“Il gap di genere nelle materie Stem ha conseguenze importanti, perché in questo modo mancano delle vere role model per i giovani. Si tratta di una sfida anche per le stesse famiglie e sta a tutti noi fare un vero e proprio salto culturale. Le donne troppo spesso rischiano di essere limitate a professioni al di fuori dell’ambito Stem", ha dichiarato Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria e ceo di Orienta.
“Oggi sulle materie Stem i numeri ci parlano di stereotipi di genere anacronistici rispetto ai bisogni reali che abbiamo sul mercato”, ha commentato Andrea Malacrida, ceo di Ali Lavoro. Secondo Rosario Rasizza, ceo di OpenJob Metis, “Le materie Stem sono più attrattive in questo momento, noi abbiamo tante posizioni aperte eppure non riusciamo a trovare quelle figure”.
“Investire nelle competenze Stem significa rafforzare il futuro digitale e la competitività del Paese. È strategica la necessità di rafforzare il dialogo tra imprese, scuola, università e Academy per orientare le nuove generazioni verso percorsi scientifici e tecnologici", ha sottolineato Laura Di Raimondo, direttore generale di Asstel, “La filiera delle telecomunicazioni ha la responsabilità di raccontare e rendere visibili le opportunità professionali offerte dall’innovazione in ambito tech. Iniziative come il festival Pulsar aiutano giovani e studentesse a immaginare nuovi percorsi e ad avvicinarsi alla scienza e al digitale. Fondamentale è rendere la tecnologia comprensibile e concreta per stimolare curiosità e partecipazione".
Grande attenzione anche al tema della parità di genere nelle discipline scientifiche, con il panel “Stem, arrivano le ragazze!” grazie ai contributi di Antonella Polimeni, Rettrice della Sapienza Università di Roma, Giovanna Spatari, Rettrice dell’Università di Messina e coordinatrice della commissione Tematiche di genere del Crui e Claudia Pratelli, Assessora alla Scuola del Comune di Roma. Una conversazione che intende mettere in primo piano l’importanza di rendere le Stem sempre più accessibili e inclusive, valorizzando il talento femminile e abbattendo le barriere che spesso ostacolano la partecipazione delle donne al settore Stem.
“Per promuovere la diffusione delle Stem è indispensabile agire anche sui più piccoli: ad esempio, lavorare con le scuole prima delle superiori, promuovere gare femminili di matematica, portare avanti azioni che non si limitino alle sole giornate di orientamento”, ha commentato Antonella Polimeni, Rettrice della Sapienza, Università di Roma.
Il pomeriggio prosegue con un confronto tra istituzioni e imprese sul ruolo della formazione scientifica nel futuro dell’Italia insieme a Benedetto Levi, Amministratore delegato di iliad Italia, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, richiamando l’importanza di iniziative capaci di avvicinare i giovani alle discipline Stem e di rafforzare l’ecosistema dell’innovazione in Italia.
“Le Stem giocano un ruolo centrale in una società sempre più governata dall’Intelligenza Artificiale e dalle nuove tecnologie. Grazie al contributo straordinario dei docenti, negli ultimi anni abbiamo raggiunto risultati straordinari nella diffusione delle STEM.”, ha dichiarato Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito. “Abbiamo investito due miliardi e cento milioni di euro per la digitalizzazione delle scuole e avviato riforme importanti per rafforzare l’insegnamento della matematica e delle STEM. Lavoriamo affinché il Paese possa crescere e conquistare il futuro grazie alla scuola, offrendo ai nostri giovani la possibilità di realizzare appieno i propri talenti e azzerando le differenze di genere.”
“Per troppo tempo si è pensato che le materie scientifiche non fossero adatte alle donne, ma si tratta di un pregiudizio da superare. Per ridurre questo divario, abbiamo rafforzato le borse di studio per le studentesse Stem e proposto programmi di orientamento per avvicinare le ragazze alle materie scientifiche.”, ha dichiarato Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca. “Il Ministero sta lavorando per ridurre il mismatch tra domanda e offerta nel mercato del lavoro. Servono più laureati nelle materie scientifiche, perché le imprese cercheranno sempre più profili Stem - più velocemente di quanto il sistema riesca a formarli.”
“Come le reti di telecomunicazioni, anche le Stem sono infrastrutture strategiche per la crescita del Paese: sembrano invisibili, eppure sono presenti in ogni aspetto della nostra vita e agiscono come abilitatori di opportunità. Con Pulsar vogliamo avvicinare sempre più persone alle STEM: vedere così tanti partecipanti riuniti all’Ara Pacis è il segnale più forte che iniziative come questa vanno nella giusta direzione.”, ha dichiarato Benedetto Levi, Amministratore delegato di iliad Italia. “Per iliad, investire nella diffusione delle STEM significa anche contribuire alla crescita del Sistema Paese, per costruire un futuro più aperto e ricco di possibilità.”
L’evento si conclude con un momento di contaminazione tra scienza e cultura pop, con la partecipazione della cantautrice Ditonellapiaga e la stand-up comedy di Stefano Rapone, a testimonianza di come il linguaggio delle Stem possa dialogare con forme diverse di racconto e intrattenimento.
Con questo primo appuntamento prende ufficialmente il via “Pulsar – Festival delle Stem 2026”, un progetto che nel corso dell’anno attraverserà altre sei città italiane con eventi, workshop e incontri dedicati alla scoperta delle materie scientifiche. Il festival coinvolgerà scuole, università e realtà del territorio, con attività pratiche, momenti di orientamento dedicati agli studenti e dialoghi aperti al pubblico, con l’obiettivo di rendere le discipline Stem sempre più accessibili e vicine alla vita quotidiana delle persone. Con Pulsar, iliad conferma il proprio impegno nel promuovere la diffusione delle competenze scientifiche e tecnologiche, contribuendo a sostenere le nuove generazioni nella costruzione del proprio futuro.

"Questa sera ho incontrato il Presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump, per discutere dello stato di avanzamento dei preparativi per l'imminente Coppa del Mondo Fifa e della crescente eccitazione in vista del calcio d'inizio, previsto tra soli 93 giorni. Abbiamo parlato anche della situazione attuale in Iran e del fatto che la nazionale iraniana si è qualificata per partecipare alla Coppa del Mondo Fifa 2026. Durante le discussioni, il presidente Trump ha ribadito che la nazionale iraniana è ovviamente benvenuta a partecipare al torneo negli Stati Uniti". Lo ha spiegato il presidente della Fifa Gianni Infantino, in un post sull'account X della Federcalcio mondiale.
Infantino ha aggiunto: "Abbiamo tutti bisogno di un evento come la Coppa del Mondo Fifa per unire le persone ora più che mai, e ringrazio sinceramente il Presidente degli Stati Uniti per il suo sostegno, poiché dimostra ancora una volta che il calcio unisce il mondo".
Proposta di legge sul turismo pet-friendly presentata da Orizzonte
Comune...
Al via il bando di Promocamera per le aziende del nord Sardegna...
Quasi 67 milioni di investimento per 3 fermate e 4 nuovi tram...

A Houston, l'Italia fa la storia oggi mercoledì 11 marzo. Battendo per 8-6 gli Stati Uniti, la Nazionale di Francisco Cervelli ha ottenuto un risultato destinato a restare nella leggenda del baseball nazionale. Sebbene non si sia trattato della prima vittoria contro gli Usa, mai gli Azzurri avevano battuto gli Stati Uniti con in campo tutti major leaguer, e mai a questo livello. Alle 5.19 italiane dell'11 marzo 2026, è accaduto e la data verrà ricordata. Con un'Italia capace di andare in vantaggio di 8 punti, trascinata dai lanci di Lorenzen e dai fuoricampo di Teel, Antonacci e Caglianone, e di evitare la poderosa rimonta di una nazionale con un lineup fenomenale, chiudendola con Weissert sul monte chiamato a eliminare Henderson e Judge, niente meno. Comunque andrà il percorso azzurro al World Baseball Classic - decisiva sarà la partita contro il Messico - la serata texana resterà indimenticabile.
Alla presenza dell'Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman J. Fertitta, originario di Houston e ospite della Nazionale al Daikin Park, e del Console Mauro Lorenzini, la gara comincia con McLean, super prospetto dei New York Mets, autore di un ottimo 2025 all'esordio in MLB, che dispone a piacimento del box azzurro nel primo inning e per due eliminazioni nel secondo, rapido e puntuale, ma l'Italia in battuta ha freschezza e potenza e, subito dopo, Teel scaraventa all'esterno sinistro la fastball del pitcher dei Mets battendo il fuoricampo dell'1-0. Caglianone viene poi colpito e va in prima e, quando tocca ad Antonacci, è un altro homer per una ripresa da tre punti che Lorenzen conserva al meglio, con una partita a dir poco impeccabile sul monte di lancio. Il mancino Yarbrough va sul monte statunitense nella parte alta del quarto inning, e Caglianone delizia - si fa per dire: il tifo americano è incredulo - i 30 mila del Daikin Park con il suo primo fuoricampo dal Classic, consentendo il punto anche a Teel che aveva usufruito di una base per ball ed è 5-0.
Dopo quattro riprese e due eliminazioni si chiude il debutto azzurro di Lorenzen, con appena due valide senza conseguenze, una base per ball concessa e due strikeout, una prestazione di altissimo livello considerando i nomi nel box. Lo rileva Altavilla. Teel batte un doppio rimbalzante che si rivela letale: arriva in seconda, ma la smorfia di dolore è il campanello d'allarme dell'infortunio muscolare. Sacrificio non vano, perché dalla parte alta del sesto arrivano altri tre punti per l'8-0, con la difesa americana tutt'altro che impeccabile, al punto che anche il pubblico non nasconde più la propria disapprovazione, salvo riaccendersi per il solo homerun dell'8-1 di Henderson che invita Cervelli a mandare sul monte il mancino La Sorsa. Dopo è il turno di Jacob, che però nella parte bassa del settimo incassa un fuoricampo da tre RBI di Crow-Armstrong che entusiasma gli Usa per l'8-4. Il Daikin Park diventa una bolgia. Bednar sul monte Usa si salva a basi cariche all'ottavo, Festa subisce tre valide con RBI di Anthony, ma Marinaccio chiude la ripresa a si arriva alla nona sull'8-5 per l'Italia. L'ultimo rilievo Usa è Miller e non sbaglia nulla. Crow-Armstrong batte il suo secondo fuoricampo (8-6). Toccano a Weissert gli ultimi due out, e sono pesantissimi, perché arrivano su Henderson e Judge. E' storia.

"E' un gran talento, serve bene e colpisce bene in tutte le zone del campo. Sicuramente sarà molto, molto difficile da battere. Lo è già adesso, ma in futuro lo sarà ancora di più. Non so dove potrà arrivare, non posso prevedere il futuro, ma credo che sia un giocatore di altissima qualità". Jannik Sinner elogia così Joao Fonseca dopo averlo battuto per 7-6 (8-6), 7-6 (7-4) agli ottavi di finale del torneo Atp Masters 1000 di Indian Wells oggi, mercoledì 11 marzo. Il loro primo scontro diretto di una serie che si prevede lunga.
Già da diversi mesi il 19enne brasiliano è pronosticato da numerosi addetti ai lavori come il nuovo fenomeno del tennis mondiale e potenziale terzo incomodo nel dualismo tra Carlos Alcaraz e Sinner per il numero uno del ranking Atp. Con il pusterese c'è anche una somiglianza tecnica, un gioco basato sulla potenza da fondo campo e un rovescio bimane simile a quello dell'azzurro, che già un paio di anni fa gli è valso il soprannome di Sinnerzinho. "Il mio sogno è diventare numero 1 del mondo, vincere titoli del Grande Slam e fare la storia per il Brasile”, ha dichiarato in tempi non sospetti un 17enne Fonseca. La strada è lunga ma le premesse ci sono tutte. Conosciamolo meglio.
Fonseca nasce a Rio de Janeiro il 21 agosto del 2006 fa il suo esordio tra i professionisti a soli 16 anni nel febbraio 2023 proprio nella sua città natale, perdendo al primo turno contro lo slovacco Alex Molcan con un netto 6-0, 6-3. In quell'anno conquista il titolo allo Us Oper junior. L'anno successivo, sempre a Rio, ottiene la sua prima vittoria a livello Atp, sconfiggendo il francese Arthur Fils al primo turno, per poi arrivare fino a quarti dove a fermarlo ci penserà l'argentino Mariano Navone. A Madrid arriva il primo successo a livello Masters 1000 contro lo statunitense Alex Michelsen.
Sul cemento di Lexington porta a casa il primo torneo a livello challenger e a fine stagione centra le Next Gen Atp Finals a Jeddah, diventando il secondo più giovane dopo Sinner a farlo. Arriva anche la grande soddisfazione dell'esordio in Coppa Davis. Il 2025 è l'anno del salto di qualità. A febbraio arriva il primo titolo Atp nel torneo 250 di Buenos Aires, dove in finale ha la meglio sull'argentino Francisco Cerundolo. Sul cemento indoor a Basilea arriva anche la vittoria in un 500 a Basilea in finale contro lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina. Chiude l'anno con il best ranking di numero 24 al mondo. L'inizio di 2026 è avaro di soddisfazioni per Fonseca che soffre per problemi alla schiena che lo limitano all'Australian Open dove esce di scena all'esordio contro il cileno Alejandro Tabilo, poi cede al 2° turno al peruviano Ignacio Buse a Rio.

'Le libere donne' ha vinto la prima serata di ieri, 10 marzo, con il 17,8% di share. La fiction di Rai1 con Lino Guanciale, liberamente ispirata al romanzo dello psichiatra Mario Tobino, ha incollato allo schermo 2.851.000 telespettatori. Su Canale 5 lo show musicale 'Taratata – Tutto in una Notte' condotto da Paolo Bonolis ha conquistato 1.531.000 telespettatori con uno share del 13,4%. Su La 7 'DiMartedì' ha raggiunto 1.600.000 telespettatori e il 10,4%. Su Italia 1 'Le Iene presentano: Inside' ha totalizzato 1.021.000 telespettatori e 9,2%.
Su Rete 4 'È Sempre Cartabianca' ha radunato 540.000 telespettatori, pari al 4,4%. Poco sotto con il 4,1% c'è 'Stasera a Letto Tardi', in onda su Rai2, che è stato visto da 576.000 telespettatori. Su Rai3 'FarWest' ha segnato 592.000 telespettatori, pari al 3,7%. Infine, su Tv8 'Italia’s Got Talent' ha intrattenuto 343.000 telespettatori (2,6%), mentre sul Nove 'Cash or Trash – La Notte dei Tesori' 372.000 telespettatori (2,2%).
Nella fascia access prime time, su Rai1 'Cinque Minuti' ha interessato 4.437.000 telespettatori (21,5%), mentre 'Affari Tuoi' 5.038.000 telespettatori, pari al 23,5%. Su Canale 5, 'La Ruota della Fortuna' ha conquistato 4.969.000 telespettatori pari al 23,3%. Nel daytime pomeridiano, '2 di Picche' - in onda su Rai2 con la conduzione di Tommaso Cerno - ha raggiunto 694.000 telespettatori, pari al 5,9%.

La mostra ‘Una vita da scienziata’, inaugurata alla Sala dei Busti di Palazzo Madama al Senato, è un omaggio alla scienza, soprattutto di quella al femminile. Le donne ritratte nelle foto di Gerald Bruneau sono infatti tra le maggiori scienziate italiane”. Così Gaela Bernini, segretario generale di Fondazione Bracco, intervenendo all’inaugurazione di “Una vita da scienziata – I volti del progetto #100 esperte" al Senato a Roma. La mostra fa parte di “100 donne contro gli stereotipi”, il progetto avviato nel 2016 dalla Fondazione con l’obiettivo di combattere le discriminazioni e gli stereotipi di genere dando voce alle donne impegnate in settori strategici, quali la scienza, l’economia, la politica internazionale e le istituzioni culturali. Nata sette anni fa, la galleria fotografica è stata portata in numerose sedi italiane e internazionali, da Washington a Praga, da New York a Città del Messico, da Israele al Brasile.
“Il messaggio ancora più profondo della mostra risiede nell’evidenziare che la scienza, anche ai massimi livelli, non è qualcosa di noioso o di ostico, bensì è qualcosa che ti appassiona e che è anche divertente - aggiunge - Come Fondazione stiamo lavorando ad una campagna culturale, perché i dati italiani non sono confortanti: le laureate in discipline stem tra i 24 e i 35 anni sono la metà dei ragazzi, i quali sono già un numero minore rispetto alla media europea. In Italia sono troppo pochi i giovani che studiano discipline Stem, quelle che toccano i temi su cui si gioca la partita non del futuro ma del presente”.
Un progetto, quello della mostra al Senato, che si inserisce in un più ampio palinsesto di iniziative portate avanti da Fondazione Bracco per una sorta di ‘8 marzo diffuso’: “In occasione della Giornata internazionale della donna abbiamo portato in diversi luoghi messaggi e mostre. Al Museo del Mare di Trieste abbiamo la mostra ‘Mind the stem gap together’, realizzata con i ragazzi delle scuole superiori e volta dare messaggi - anche divertenti e a tratti provocatori - sugli stereotipi di genere. A Verona, a Porta Borsari, vicino all'Arena, abbiamo un’esposizione dedicata alle sportive, intitolata ‘Una vita per lo sport’. Anche in questo caso, cerchiamo di abbattere gli stereotipi e, soprattutto, dare visibilità ad atlete, para atlete e professioniste dello sport”. Anche in ambito agonistico infatti “c'è un forte gap di genere - puntualizza - e mancanza di parità nei ruoli ricoperti. Un piccolo estratto di questa mostra sarà inaugurato ad Olbia, insieme alle ‘Giulia giornaliste’. Appuntamenti che mostrano il nostro tentativo di essere il più possibile pervasivi per far giungere a tutti questo messaggio”.

Un leader fantasma o al massimo di cartone. Mojtaba Khamenei, figlio della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, è stato nominato nuovo leader spirituale dell’Iran dopo la morte del padre, ucciso in un attacco attribuito a Stati Uniti e Israele il 28 febbraio.
Secondo diverse fonti, però, anche Mojtaba Khamenei sarebbe rimasto ferito[1] nello stesso raid ed è per questo che non ha fatto alcuna apparizione pubblica dopo la nomina annunciata domenica. Da Teheran è tuttavia arrivato il messaggio rassicurante di Yousef Pezeshkian, figlio del presidente iraniano e consigliere del governo. Khamenei è "sano e salvo", ha scritto Telegram, spiegando di aver "chiesto ad alcuni amici che avevano contatti con lui. Mi hanno detto che, grazie a Dio, sta bene".
L’assenza del nuovo leader alla cerimonia ufficiale di fedeltà ha però scatenato polemiche e ironie sui social, tra meme e rielaborazioni con l’AI. Spopola in particolare il video in cui Motajaba Khamenei viene mostrato alla folla osannante sotto forma di cartonato.
Il video della cerimonia è diventato rapidamente virale online e il ministero degli Esteri israeliano, attraverso il suo account in lingua persiana, ha soprannominato Mojtaba Khamenei “il leader di cartone”.
Sui social non sono mancati commenti sarcastici. Alcuni utenti hanno ironizzato sull’episodio chiedendosi se il nuovo leader sia davvero in grado di guidare il Paese o se sia addirittura ancora vivo.

Il Grande Fratello Vip debutta con un'inedita Open House. Per la prima volta nella storia del reality show di Canale 5, 4 concorrenti entreranno nella casa in anticipo, venerdì 13 marzo.
I primi a scoprire i meandri della nuova Casa sono: Adriana Volpe, Raul Dumitras, Ibiza Altea e Renato Biancardi.
La partenza ufficiale è fissata per martedì 17 marzo in prima serata su Canale 5. Sarà possibile seguire le vicende dei quattro concorrenti nelle finestre live disponibili sul sito di Grande Fratello Vip e su Mediaset Infinity, attraverso i social del programma e con clip in onda nei principali programmi della rete.
La Casa di 'Grande Fratello Vip', condotto da Ilary Blasi, con al suo fianco le opinioniste Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli, quest’anno ospiterà 16 concorrenti. Oltre ad Adriana Volpe, Raul Dumitras, Ibiza Altea, e Renato Biancardi, protagonisti dell’Open House, la Porta Rossa si aprirà per Francesca Manzini, Marco Berry, Alessandra Mussolini, Raimondo Todaro, Giovanni Calvario, Dario Cassini, Paola Caruso, Nicolò Brigante, Antonella Elia, Barbara Prezia, Lucia Ilardo e GionnyScandal.

Una delle calciatrici iraniane che aveva chiesto asilo in Australia ci ha ripensato, ha rivelato all'ambasciata di Teheran dove erano nascoste le compagne di squadra e ha imposto al governo di Canberra di trovare loro un altro luogo dove potessero essere al sicuro. Lo ha affermato il ministro degli Interni australiano Tony Burke, spiegando che la calciatrice che ha cambiato idea ha preferito ritornare in Iran.
Erano sette le rappresentanti della nazionale di calcio femminile che, durante una trasferta in Australia per la Coppa d'Asia, avevano chiesto rifugio nel Paese dopo che in Iran erano state accusate di essere delle ''traditrici'' (QUI L'ARTICOLO COMPLETO[1]) per essersi rifiutate di cantare l'inno nazionale.
Secondo i media australiani, le famiglie avrebbero implorato alcune giocatrici di non rientrare, lanciando appelli disperati: "Se tornate vi uccideranno".
L’emittente Abc Australia cita in particolare un messaggio vocale inviato dalla madre di una delle calciatrici e ascoltato da diversi attivisti della comunità iraniano-australiana. Nell’audio la donna supplica la figlia di restare all’estero: "Non tornare… ti uccideranno". L’attivista iraniano-australiana Deniz Toupchi, che segue il caso e durante le partite della nazionale sugli spalti esponeva la bandiera con Sole e Leone - simbolo associato alla monarchia degli Shah - ha raccontato che la giocatrice aveva inizialmente deciso di rimanere in Australia, salvo poi cambiare idea all’ultimo momento durante il transito all’aeroporto di Sydney. La decisione sarebbe stata presa per paura delle possibili ritorsioni contro i familiari rimasti in Iran. "Sembrava che avesse deciso di rimanere, ma purtroppo all’ultimo minuto ha cambiato decisione ed è ora a Kuala Lumpur", ha spiegato Toupchi, aggiungendo che la calciatrice avrebbe subito anche pressioni da parte di un membro dello staff legato al regime iraniano.
Le richieste di asilo sono maturate dopo giorni di forte tensione e preoccupazione per la sicurezza delle atlete. Sulla televisione di Stato iraniana alcune di loro sono state accusate apertamente, con il rischio - secondo fonti dell’opposizione - di sanzioni che potrebbero andare da lunghe detenzioni fino alla pena di morte. La squadra aveva partecipato per circa una settimana e mezzo alla Coppa d’Asia sulla Gold Coast. Lunedì sera, all’indomani dell’eliminazione dal torneo, cinque giocatrici sono riuscite ad allontanarsi dai loro accompagnatori ufficiali e a chiedere protezione alle autorità australiane; il giorno successivo altre due persone della delegazione, una giocatrice e un membro dello staff, hanno ottenuto visti umanitari.
Le sette persone erano state trasferite sotto protezione della polizia federale australiana in una località segreta a Brisbane. Proprio lì, tuttavia, una delle donne ha deciso di contattare l’ambasciata iraniana e chiedere di essere riaccompagnata fuori dal Paese, costringendo le autorità australiane a trasferire immediatamente anche le altre sei per motivi di sicurezza. Secondo la giornalista sportiva Raha Pourbakhsh, del canale d’opposizione Iran International, che è rimasta in contatto con diverse giocatrici durante e dopo il torneo, le pressioni del regime sarebbero iniziate ben prima dell’arrivo in Australia.
"Ci sono stati pesanti vincoli finanziari, minacce contro le famiglie e avvertimenti che i parenti avrebbero potuto essere presi di fatto in ostaggio", ha raccontato. Le atlete sarebbero ora "estremamente ansiose, preoccupate ed esauste", e la loro principale preoccupazione resta proprio la sorte dei familiari rimasti in Iran. Secondo Pourbakhsh alcune di loro avrebbero deciso di tornare proprio per proteggere i propri cari, mentre altre hanno scelto di tentare una strada diversa chiedendo protezione all’estero.
La risposta delle autorità iraniane non si è fatta attendere. L’ufficio del procuratore generale della Repubblica islamica ha invitato pubblicamente le giocatrici rimaste in Australia a rientrare "per alleviare la preoccupazione delle loro famiglie", definendo le richieste di asilo il risultato di una "cospirazione nemica". Anche il presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, ha accusato l’Australia di pressioni politiche, sostenendo che le giocatrici sarebbero state spinte a chiedere asilo dalle autorità locali. Il ministro australiano degli Interni Tony Burke ha respinto le accuse, spiegando che i membri della delegazione sono stati semplicemente intervistati individualmente all’aeroporto di Sydney, senza accompagnatori, e messi di fronte a una scelta libera: restare o partire.
Riguardo alle sei persone rimaste in Australia, Burke ha affermato che "presto inizierà la procedura per il loro passaggio a quello che viene definito status di risoluzione, ovvero un visto permanente". "Dopo tutto quello che queste persone hanno passato, non ho alcuna intenzione di costringerle a lottare in tribunale per ottenere lo status di residenti permanenti in Australia", ha aggiunto. Il ministro ha inoltre precisato che non sono stati concessi visti temporanei per il torneo a membri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc). "Ottenere un visto temporaneo non significa essere una persona eccezionale - ha spiegato Burke - Ci sono alcune persone che hanno lasciato l’Australia e sono contento che non siano più qui".

Un tram della linea 27 di Milano ha preso fuoco questa mattina in via Marco Bruto, con qualche passeggero a bordo. L'incidente è avvenuto attorno alle 9 in zona Mecenate-Forlanini. Secondo le prime ricostruzioni, un cavo dell’alta tensione si è tranciato, cadendo sul tetto del tram. L’impatto ha causato una piccola fessura nella struttura metallica e ha innescato un principio d’incendio.
Il conducente ha fermato immediatamente il mezzo e tutti i passeggeri sono scesi in sicurezza. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area e il veicolo. Successivamente un mezzo dell’Atm ha provveduto al trasferimento del tram incidentato.
Si tratta del quarto incidente che coinvolge un tram a Milano nel giro di pochi giorni. Il 27 febbraio scorso, un mezzo della linea 9 ha deragliato in viale Vittorio Veneto, causando la morte di due persone e una cinquantina di feriti.
Il 7 marzo, invece, un mezzo della linea 12, rientrando in deposito senza passeggeri, è uscito dalle rotaie vicino alla stazione Centrale per via di un bullone sul binario.
Infine, due giorni fa, un tram della linea 15 è uscito dai binari a Rozzano, in provincia di Milano senza causare feriti.

Garantire sicurezza e qualità dei dati lungo tutta la filiera del mercato business, investendo in infrastrutture e tecnologie proprietarie. È questo l’impegno ribadito da Augusto Di Genova, Chief B2B Officer di Fastweb+Vodafone, intervenendo alla quinta edizione di LetExpo - Logistics Eco Transport, la manifestazione dedicata a trasporti, logistica, servizi alle imprese e sostenibilità organizzata da Alis Service in collaborazione con Veronafiere e promossa da Alis – Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile.
“Il nostro impegno è garantire sicurezza e qualità su tutta la filiera del mercato business, grazie a infrastrutture e soluzioni proprietarie che fanno la differenza nella protezione e nella gestione del dato", ha spiegato Di Genova. Le soluzioni sviluppate dall’azienda coprono diversi ambiti del settore dei trasporti e della logistica: “Andiamo da applicazioni IoT per i porti a soluzioni dedicate al trasporto ferroviario, tutte basate su asset proprietari”
Secondo Di Genova, la capacità di investimento rappresenta un fattore determinante per lo sviluppo del comparto: “Crediamo che la differenza la faccia chi è in grado di investire. Noi investiamo circa 1,5 miliardi di euro l’anno nei nostri asset”. Una strategia che, ha concluso, consente “di offrire un valore concreto all’utente finale e allo stesso tempo sviluppare attività coerenti con gli obiettivi di business sia del cliente sia dell’operatore che fornisce il servizio”.
Abbanoa annuncia chiusure in alcune zone della città e a
Castelsardo...

"Le basi concesse agli Usa in Italia dipendendo da accordi che risalgono al 1954 e sono sempre stati aggiornati, da governi di ogni colore. Nel caso in cui dovessero giungere richieste per altre attività "spetterebbe sempre al governo" prendere una decisione "ma ribadisco la decisione in quel caso" sarebbe affidata" al Parlamento. Così la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla guerra in Iran. Ma "ribadisco anche allo stesso modo che a oggi non è pervenuta alcuna richiesta", ha affermato subito dopo aggiungendo: "Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra".
"Le basi concesse agli americani in Italia dipendono da accordi che risalgono al 1954 e che sono stati sempre aggiornati, da governi di ogni colore. Secondo quegli accordi, ci sono autorizzazioni tecniche quando si parla di logistica e di operazioni non cinetiche, che non comportano - semplificando - dei bombardamenti. Nel caso in cui dovessero giungere richieste di uso delle basi italiane per altre attività, la competenza a decidere se concedere o meno quell’utilizzo spetterebbe - sempre in virtù di quegli accordi - al governo", ha detto nel suo intervento[1].
"Ma, su questo punto, ribadisco con chiarezza la posizione che il governo ha già espresso: la decisione, in quel caso, per noi spetterebbe al Parlamento. Allo stesso modo, e a scanso di equivoci, chiarisco che a oggi non è pervenuta alcuna richiesta in questo senso. Così come ribadisco che noi non siamo in guerra, e non vogliamo entrare in guerra", ha evidenziato la presidente del Consiglio.
Sulle basi militari "mi pare che tutti i partner europei si stiano attenendo a quello che prevedono i loro accordi in questa materia - ha quindi continuato - anche il governo spagnolo, di cui tanto si parla, ha detto tramite il suo portavoce che 'esiste un accordo bilaterale tra Spagna e Stati Uniti, e al di fuori di quell’accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi spagnole[2]'. Il che significa che l’accordo non viene messo in discussione e che non vengono messe in discussione tutte le attività che rientrano nell’accordo. È quello che sta facendo anche l’Italia, e francamente stupisce che questa scelta venga condannata in Patria ed esaltata in Spagna dalle stesse, identiche, persone. Un po’ di logica, da questo punto di vista, non guasterebbe".
"A meno che la questione non sia che dobbiamo chiudere le basi americane in territorio italiano, perché in questo caso permettetemi di dire che chi lo sostiene avrebbe potuto farlo quando era al governo e quando, invece, ha scelto di fare altro, e non lasciarlo intendere quando si trova all'opposizione", ha aggiunto Meloni.
Nei giorni scorsi la Spagna si è smarcata non offrendo sostegno all'azione di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. La posizione di Madrid ha spinto il Pentagono a ritirare una decina di aerei cisterna KC-135 dispiegati nella base di Moron de la Frontera, e, in misura minore, a Rota, usati per il rifornimento in aria dei caccia. Gli Stati Uniti hanno trasferito gli aerei in Francia e in Germania. La ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, ha sottolineato che gli accordi di cooperazione, che stabiliscono le regole per la permanenza delle truppe americane in Spagna, prescrivono che queste "devono operare nell'ambito della legalità internazionale[3]" mentre ora sono impegnate in azioni unilaterali, senza il sostegno di organizzazioni multinazionali, come Onu, Nato e Ue. "Le basi non daranno appoggio, a meno che non sia necessario dal punto di vista umanitario", ha aggiunto, sottolineando che fino a quando "non ci sarà una soluzione, il trattato non sarà applicato".
Il premier Sanchez è stato chiaro[4]. "No alla guerra!", dopo essere stato criticato dal presidente Usa Trump sul rifiuto di concedere l'utilizzo delle basi militari in Andalusia per la guerra contro l'Iran.
Progetto PROCARe Sardinia, nuova area intranet dedicata agli
operatori sanitari...

Mercati petroliferi ancora estremamente agitati, con quotazioni in saliscendi: ieri tonfo per benzina e gasolio, che restano tuttavia su livelli record. E questa mattina già si torna a salire. Sui prezzi medi praticati alla pompa si riversano intanto i rialzi registrati ieri sui prezzi consigliati: la benzina sfonda così quota 1,8 euro/litro in media nazionale self service (non succedeva da oltre un anno, dal 7 marzo 2025), il gasolio supera di slancio la soglia psicologica dei due euro al litro (livello più alto dal 5 luglio 2022). Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Ip ha ridotto di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Per Tamoil registriamo un ribasso di un centesimo sul gasolio.
Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,802 euro/litro (+19 millesimi, compagnie 1,806, pompe bianche 1,794), diesel self service a 2,013 euro/litro (+43, compagnie 2,014, pompe bianche 2,011). Benzina servito a 1,936 euro/litro (+17, compagnie 1,975, pompe bianche 1,864), diesel servito a 2,140 euro/litro (+43, compagnie 2,171, pompe bianche 2,081). Gpl servito a 0,703 euro/litro (+1, compagnie 0,714, pompe bianche 0,692), metano servito a 1,487 euro/kg (+10, compagnie 1,488, pompe bianche 1,486), Gnl 1,233 euro/kg (+1, compagnie 1,238 euro/kg, pompe bianche 1,230 euro/kg). Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,886 euro/litro (servito 2,139), gasolio self service 2,066 euro/litro (servito 2,316), Gpl 0,835 euro/litro, metano 1,525 euro/kg, Gnl 1,310 euro/kg.
Da inizio conflitto il prezzo del gasolio alla pompa è salito complessivamente del +16,8%, portando un pieno di diesel a costare 14,5 euro in più rispetto a fine febbraio, afferma il Codacons, che diffonde i dati ufficiali sull’andamento dei carburanti in Italia.
Rispetto al 27 febbraio, prima dell’attacco all’Iran, il prezzo medio del gasolio in Italia è aumentato di ben 29 centesimi, portando un pieno a costare 14,5 euro in più, con un aggravio di spesa da +348 euro annui ad automobilista ipotizzando due pieni al mese. Nello stesso periodo la benzina sale del +7,8%, con un rincaro sul pieno da +6,5 euro, +156 euro su base annua.
Sulla base dei prezzi medi regionali comunicati dal Mimit ed elaborati dal Codacons, oggi il prezzo medio del gasolio in modalità self ha superato i 2 euro al litro in tutta Italia: i listini medi più elevati si registrano in Friuli Venezia Giulia (2,056 euro/litro), Valle d’Aosta (2,048 euro/litro), Sicilia (2,047 euro/litro), Calabria (2,043 euro al litro), mentre a Bolzano un litro di diesel costa oramai 2,066 euro. In autostrada, sempre in modalità self, il prezzo medio del gasolio sfiora quota 2,1 euro al litro (2,093 euro/litro) – conclude l’associazione.

"Abbiamo chiamato Gratteri per capire perché ha detto che Sal Da Vinci voterà 'no' al referendum (falso). Ci ha detto: scherzavo. E ha aggiunto: 'Se dovete speculare fate pure. Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete'". Lo racconta su X il direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, postando l'articolo uscito questa mattina sul suo giornale nel quale si riporta la conversazione con il procuratore di Napoli Nicola Gratteri sul caso Sal Da Vinci.
Il fresco vincitore di Sanremo, 'reo' di aver cantato 'Per sempre sì' in era di Referendum, è diventato infatti suo malgrado il 'casus belli' di una campagna per la riforma della giustizia farcita di 'fraintedimenti', aggressioni verbali e 'scherzi', ricostruisce il Foglio, spiegando che i fatti prendono il via da una ospitata a La 7 dove il procuratore ha detto che Sal Da Vinci canta 'Per sempre Sì', ma alla fine voterà No. "Era tutto uno scherzo", dice Gratteri. "Ridevo con il presentatore", spiega al quotidiano.
Ma, incalzato dalla giornalista sul fatto che il vincitore del festival di Sanremo ha dovuto smentire, si fa serio: "Senta, con voi del Foglio... Se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Fatelo. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti". "I conti?", ribatte il cronista del quotidiano diretto da Cerasa, che parla di un "avvertimento (ben poco allegro)" da parte del magistrato. "Nel senso che tireremo una rete". "Lei, o chi per lei, è in buona fede? E allora potrà credere che io giocavo - ribadisce - Tutto un gioco tra me e il presentatore. Ci siamo guardati, abbiamo riso, riguardi la trasmissione". Il rischio, però, è di non distinguere più tra il serio e il faceto, lo ammoniscono dal Foglio. "Peggio per chi non distingue", si smarca il procuratore. "Il punto è semplice - chiosa - a una battuta ho risposto con una battuta".
Il Foglio chiederà l'intervento di Fnsi e Odg. Domani, dunque, apprende l'Adnkronos, sulle pagine del quotidiano si chiederà a Fnsi e Odg se considerano la tutela dell’articolo 21 della Costituzione sempre obbligatoria o se ci siano delle deroghe quando si tratta di qualcuno in particolare.

"Quando si discute del Ponte sullo Stretto di Messina il confronto pubblico finisce spesso per concentrarsi su argomentazioni emotive o su posizioni legate a interessi locali. Esiste, però, una prospettiva diversa, che troppo frequentemente viene trascurata: quella europea. Il Ponte, infatti, non rappresenta soltanto una grande infrastruttura nazionale, ma costituisce anche una componente strutturale della Rete trans-europea dei trasporti (Ten-T), un progetto strategico volto a rafforzare i collegamenti tra le regioni europee e a renderle più competitive, sostenibili e integrate". A dirlo è stata Annalisa Tardino, commissario straordinario dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale, intervenendo oggi a 'LetExpo', appuntamento nazionale e internazionale di riferimento per i trasporti con attenzione alle attuali dinamiche geopolitiche e alla sostenibilità ambientale, economica e sociale, organizzato da Alis Service, in collaborazione con Veronafiere.
"Le reti Ten-T costituiscono la vera ossatura dei collegamenti continentali - ha spiegato -: un sistema integrato composto da ferrovie, porti, strade, nodi logistici e aeroporti progettato per consentire la circolazione continua di merci e persone in tutta l’Unione, da nord a sud e da est a ovest. In questo contesto l’Italia, grazie alla sua posizione centrale nel Mediterraneo, riveste un ruolo strategico. Tuttavia, è nel Mezzogiorno che si gioca la partita decisiva: senza un collegamento stabile tra la Sicilia e la Penisola, l’intero progetto europeo rimane incompleto. Naturalmente, come per tutte le grandi opere infrastrutturali - ha sottolineato Tardino -, il valore del Ponte dipenderà dalla sua integrazione con il resto del sistema dei trasporti. Senza il potenziamento della rete ferroviaria e delle infrastrutture logistiche dell’Isola, il rischio sarebbe quello di avere un’opera isolata. Se, invece, verrà inserito in una strategia più ampia di sviluppo delle infrastrutture del Mezzogiorno, il Ponte potrà rappresentare un elemento di riequilibrio territoriale e di rafforzamento della competitività logistica del Paese".
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