(Adnkronos) - Ecco una selezione delle novità in libreria, tra
romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa
settimana dall'AdnKronos.
E' sugli scaffali con Rizzoli 'Tutte le mattine di Sybil' di
Virginia Evans. Il libro, che ha vinto il Women’s Prize for Fiction
2026, è un bestseller che ha conquistato oltre un milione di
lettori. Al centro del racconto, la storia di Sybil Van Antwerp: ha
settantatré anni, cura il giardino della sua bella casa che le
regala splendide fioriture primaverili e non ama vivere fuori, nel
mondo. Nella vita di prima è stata un’avvocatessa stimata, una
moglie e una madre, ma ora predilige un’attività su tutte: scrivere
lettere. Ha iniziato all’età di nove anni e non ha mai smesso,
nemmeno nell’era digitale, nemmeno ora che la vista vacilla.
Scrivere missive è una meravigliosa attività umana, su questo non
ha dubbi. I suoi destinatari sono molteplici, dalle amiche al
vicino signor Lübeck, al gentile assistente di un’agenzia che si
occupa di test del dna. E poi tiene la corrispondenza con
scrittrici e scrittori, con cui condivide il proprio giudizio sui
loro romanzi e certe visioni della vita. E con Harry, un giovane
con difficoltà a integrarsi. Quando si scrive, sostiene, bisogna
andare piano; perché “la fretta può farci mettere su carta cose che
non intendevamo e ci si svuota”.
Tra i chiaroscuri della vita di una donna che si avvicina alla
vecchiaia, c’è anche un destinatario non identificabile a cui Sybil
confessa il suo dolore più grande, senza però inviare alcuna
lettera. E solo quando questa sofferenza implacabile, un mistero
che sembra inafferrabile, troverà la sua piena voce sul foglio,
Sybil potrà finalmente cercare, di nuovo, il suo posto nel
mondo.
Chi arriva a Solak è un colpevole, come loro. Ma di cosa può
essersi macchiato un tipo così gracile e mite? Con l’avvicinarsi
della grande Notte polare le condizioni di vita alla base si fanno
ancora più dure e gli uomini sono costretti a una convivenza sempre
più tesa, che smaschera gli istinti peggiori rivelando gli
inquietanti segreti del passato. Ma il destino li troverà anche in
quell’oltremondo senza pietà dove nessuna apparenza può più
ingannare.Con una prosa tagliente che non lascia scampo sin dalla
prima parola, Caroline Hinault si addentra nei meandri più cupi
della natura umana fino a raggiungerne il cuore pulsante in un
travolgente crescendo di tensione. Caroline Hinault (Saint-Brieuc,
Bretagne, 1981) insegna Letteratura a Rennes, dove vive. 'Solak' è
il suo primo romanzo.
Il protagonista di questo romanzo è cresciuto convinto che
“casa” possa essere il posto più pericoloso al mondo e che non
possa esistere amore senza paura e sofferenza. Ora però, dopo anni
di vagabondaggio e di ricerca spirituale, vive a Singapore in un
equilibrio all’apparenza perfetto: tai chi all’alba, lavoro da
ghostwriter nei café della città, arrampicata in palestra. Conosce
a memoria il Dhammapada e si comporta secondo i suoi principi, come
un monaco fuori dal tempio. E quando il mondo cerca di turbarlo, si
chiude nella sua stanza del vuoto e medita finché non ha lasciato
andare ogni sentimento negativo. Sembra esserci riuscito, a
tagliare il filo che lo legava alla violenza e al dolore della sua
infanzia. Sembra aver spezzato il suo karma familiare, come gli
aveva promesso un guru in un ashram indiano. Finché una notte,
nell’ascensore di un hotel, incontra Giorgia. Impulsiva,
disordinata, incapace di stare da sola, Giorgia rappresenta tutto
ciò che lui ha voluto escludere dalla sua vita: le emozioni, il
caos, il desiderio, le cose troppo umane, troppo vive. L’amore. E
anche se quell’incontro finisce nel modo più inaspettato, nelle sue
convinzioni si apre una crepa: a cosa serve dimenticare il dolore
del passato se questo significa rifiutare di vivere il
presente?
Gianluca Gotto nasce a Torino nel 1990. A vent’anni si
trasferisce prima in Australia, poi in Canada. Oggi è uno scrittore
appassionato di Oriente, scrive articoli e libri mentre viaggia per
il mondo, specialmente in Asia. Sul suo blog e sui suoi canali
social condivide insegnamenti zen ed esperienze di vita. Nel 2018
ha raccontato la sua storia nel libro 'Le coordinate della
felicità', a cui hanno fatto seguito i romanzi bestseller 'Come una
notte a Bali' (2019), 'Succede sempre qualcosa di meraviglioso'
(2021), 'La Pura Vida' (2022) e 'Verrà l’alba, starai bene' (2025),
il saggio 'Profondo come il mare, leggero come il cielo' (2023) e
'Quando inizia la felicità' (2024). Il suo TEDx 'Come essere felici
ogni singolo giorno' è tra i più visualizzati di sempre in lingua
italiana.
"Il signor Pi - racconta Bussola - in effetti, non aggiusta
quasi nulla. Dice che sistemare tutto è un modo elegante per far
tacere il passato. Al massimo pulisce, spolvera, accomoda, riporta
alla luce. Come si fa con i ricordi quando smettono di far male. La
gente del quartiere lo chiama “il vecchio delle cose rotte”. Ma
sanno che lui, in realtà, ripara persone". Il signor Pi apre sempre
alle otto e dieci del mattino, mai alle otto in punto, perché dice
che le cose importanti hanno bisogno di qualche minuto di ritardo
per farsi desiderare. Il suo negozio sta in una via piccola,
laterale, e sull’insegna c’è scritto solo 'Rigattiere'. Il mestiere
del signor Pi è recuperare oggetti usati, rotti o difettosi, per
rimetterli in circolo: e sí, per lui è una cosa importante. Perché
sa che ciascuno di questi oggetti porta con sé un carico affettivo,
la traccia delle famiglie, delle stanze in cui ha vissuto, delle
relazioni cui ha partecipato, come dono, scenario, o come semplice
testimone: cucine, orologi, cartelle, chitarre, orecchini… Sa che
questi oggetti contengono sogni, desideri realizzati oppure no,
amori finiti, parenti perduti, una memoria che non si può
cancellare. Sa che, in fondo, tutti siamo "la storia abbandonata di
qualcun altro".
Quando tocca quelle cose, al signor Pi sembra di sentire la
storia che racchiudono. Ed ecco che in questo romanzo fiabesco
eppure pieno di vita vera – pieno di tutte le nostre vite, che
leggendo riconosciamo – si dipana un universo variegato di voci e
personaggi, che davanti al suo bancone si incrociano,
intrecciandosi. Il negozio diventa cosí un luogo per le seconde
occasioni. Non soltanto per gli oggetti, ma anche per coloro che,
con i propri rimpianti e ferite, lo frequentano. Compreso il signor
Pi.
Emma Cortesi è nata nel 2001, porta dentro di sé due terre
diverse: la Brianza, concreta e laboriosa, e la Lunigiana, verde e
selvaggia, dove affondano le sue radici più profonde. Conseguito il
diploma liceale, si è trasferita a Parma per frequentare
l’università e, dopo la laurea in Infermieristica e anni di
volontariato nel 118, lavora attualmente negli istituti
penitenziari della sua zona. 'La portinaia del 17' è il suo primo
romanzo.
Questa giornata di sangue, tuttavia, non arriva dal nulla: le
sue radici affondano nei quarant’anni che l’hanno preceduta, nelle
traiettorie singole plasmate da forze storiche opposte. Come quella
di Afro Tondelli che, di origini contadine, cresce testimone della
brutalità squadrista ed entra nella Resistenza; e quella dell’uomo
senza nome che preme il grilletto – uno fra i tanti educati dal
fascismo alla violenza politica – di cui l’autore immagina origini,
percorsi e ragioni. In pagine vivide e adamantine, Valerio Varesi
narra così queste due vite unite da un tragico giorno d’estate. È
il romanzo di una strage, emblema della frattura mai ricomposta di
un Paese senza memoria.
Costellata di processi per oscenità e blasfemia, la storia del
romanzo è stata fin dagli albori “dalla parte del Diavolo”. Ma cosa
succede oggi al genere letterario più frequentato dai lettori, che
per secoli ha scandalizzato e denunciato, rigirando il dito nelle
piaghe più inconfessabili della società? Se lo chiede Walter Siti
in 'Il romanzo sotto accusa', sugli scaffali con Rizzoli. Il libro
è un’indagine provocatoria e spudorata che racconta attraverso
saggi e articoli – alcuni dei quali inediti – la parabola del
romanzo da genere maledetto a inoffensivo prodotto di consumo di
una cultura spaventata, che l’ha trasformato in farmaco o in
manuale di autostima per lettori distratti. Dalla precisione di
Dante e Gadda alla forza visionaria di Genet e Campana, fino ai
versi di Penna e Montale, un viaggio che supera il canone per
arrivare alle liriche dei trapper e alle narrazioni ibridate
dall’Intelligenza Artificiale.
Tornando a impugnare i ferri del mestiere, Walter Siti seziona
l’anima del romanzo, tracciando un arco che dai giganti del passato
conduce alle derive di un presente in cui il romanzo è sotto accusa
ma alla poesia va anche peggio. E con la consueta lucidità ci
interroga sulle possibilità di creare ancora oggi, attraverso la
letteratura, una bellezza autentica e imprevedibile.
Il loro matrimonio nasce dalla necessità, eppure, tra turni
massacranti e promesse di futuro infrante, i due scoprono un amore
lento, fatto di sguardi e piccoli gesti, capace di resistere alle
leggi morali inscalfibili di una comunità chiusa e arroccata
nell'entroterra. Un amore che può metterli al riparo dalla miseria,
ma non per sempre. Irene Di Liberto racconta una storia d'altri
tempi con una voce calda ed emozionante, partendo dal ricordo del
nonno paterno, caruso della zolfara di Casteltermini, una delle
miniere più importanti d'Europa. La zolfatara è un grande romanzo
di donne e di uomini, di madri e figlie, di sogni che resistono
anche quando tutto sembra negare il cambiamento. Una saga familiare
del Sud Italia capace di parlare al presente e di toccare corde
universali.
Le vicende di Anna e Perdìtta scorrono parallele come due fili
dello stesso destino: donne diverse, epoche lontane, ma identica la
violenza dell’autorità, identica la forza di chi non rinuncia alla
verità. Intorno a loro si muovono famiglie spezzate, segreti
genealogici, passioni taciute, tradimenti politici e affetti
ostinati, in un romanzo che è anche un omaggio a una Sardegna
orgogliosa, rigogliosa e vera.