
(Adnkronos) - Il Portogallo torna protagonista ai Mondiali 2026. Nella notte tra oggi, sabato 27 giugno, e domani, domenica 28, la Nazionale lusitana sfida la Colombia - in diretta tv e streaming - nella terza giornata della fase a gironi della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. Dopo il deludente pareggio dell'esordio per 1-1 contro il Congo, il Portogallo ha battuto l'Uzbekistan per 5-1 trascinato dalla doppietta di Cristiano Ronaldo. La Colombia invece guida il girone K dopo aver battuto la Nazionale allenata da Cannavaro per 3-1 e quella africana 1-0.
La sfida tra Portogallo e Colombia è in programma domenica 28 giugno all'1.30 ora italiana. Ecco le probabili formazioni:
Colombia (4-3-3): Cristiano Vargas; D. Sanchez, Lucumi, D. Munoz, Mojica; G. Puerta, Lerma, Arias; L. Suarez, J. Rodriguez, L. Diaz. Ct. Lorenzo.
Portogallo (4-2-3-1): Diogo Costa; Cancelo, Ruben Dias, Renato Veiga, Nuno Mendes; Joao Neves, Vitinha; Pedro Neto, Bruno Fernandes, Joao Felix; Cristiano Ronaldo. Ct: Martinez
Portogallo-Colombia sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 6.1 ha colpito oggi sabato 27 giugno l'Afghanistan. L'epicentro, rende noto lo Usgs (U.S. Geological Survey), è stato registrato nel nordest del Paese a una profondità di oltre 208 chilometri. Il sisma ha colpito le province dell'est dell'Afghanistan, in particolare quelle di Khost e Nangarhar. Le scosse sono state avvertite da giornalisti dell'agenzia Afp a Kabul e anche a Islamabad, capitale del vicino Pakistan.

(Adnkronos) - Terza giornata del girone K dei Mondiali 2026. Nella notte tra oggi, sabato 27 giugno, e domani, domenica 28, il Congo sfida l'Uzbekistan - in diretta tv e streaming - nell'ultima partita della fase a gironi della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. La Nazionale africana ha fermato sull'1-1 il Portogallo all'esordio ed è stata battuta dalla Colombia per 1-0, mentre quella allenata da Cannavaro ha perso sia contro i sudamericani per 3-1, che contro i lusitani 5-1, venendo così eliminata dal torneo.
La sfida tra Congo e Uzbekistan è in programma domenica 26 giugno all'1.30 ora italiana. Ecco le probabili formazioni:
Congo (5-3-2): Mpasi; Wan-Bissaka, Tuanzebe, Masuaku, Mbemba, Kapuadi; Mukau, Moutoussamy, Sadiki; Bakambu, Wissa. Ct. Desabre.
Uzbekistan (3-4-3): Yusupov; Ashurmatov, Abdulaev, Khusanov; Nasrullaev, Shukurov, Hamrobekov, Karimov; Fayzullayev, Shomurodov, Ganiev. Ct. Cannavaro.
Congo-Uzbekistan sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - Maxima Roma ed Eur Spa hanno siglato un accordo che renderà il PalaEur la sede della squadra per la stagione 2026–2027. L’arena ospiterà le principali partite casalinghe del club. L’accordo rappresenta un passo fondamentale nel progetto di rilancio del basket a Roma, promosso dal gruppo guidato dall’imprenditore americano Paul Matiasic, che mira a costruire una strategia a lungo termine in grado di riportare Roma tra le principali realtà del basket italiano ed europeo. Due importanti sviluppi odierni rafforzano ulteriormente il progetto: la Federazione Italiana Pallacanestro ha ufficialmente approvato il trasferimento del club a Roma per il prossimo campionato di Serie A, mentre è stata confermata anche la partecipazione della squadra all’EuroCup, consentendo così al club di competere a partire dalla prossima stagione sia a livello nazionale che europeo. Tuttavia, il progetto va oltre i risultati sportivi. L’obiettivo del gruppo è quello di costruire un ecosistema stabile e profondamente radicato nella comunità locale, in grado di coinvolgere migliaia di tifosi, investire nello sviluppo del basket giovanile e promuovere iniziative con un significativo impatto sociale. A tal fine, sono proseguite le discussioni con i principali attori del panorama cestistico romano per sviluppare partnership e collaborazioni incentrate sulla formazione dei giovani atleti e sul rafforzamento del movimento cestistico nella Capitale.
Paul Matiasic, Patron di Maxima Roma, ha dichiarato: “Roma rappresenta una sfida unica e un’opportunità straordinaria. Non stiamo semplicemente creando una squadra di pallacanestro, ma un progetto destinato a resistere alla prova del tempo, in grado di unire sport, innovazione, inclusione e sviluppo economico. Il PalaEur sarà la sede di questo percorso e vogliamo che diventi un punto di riferimento per tutti i tifosi. Vogliamo regalare alla capitale una squadra competitiva a livello nazionale ed europeo e costruire un modello che generi valore per l’intera comunità”. Enrico Gasbarra, Presidente di Eur Spa, ha aggiunto: “Siamo felici di annunciare che Eur SpA riporta finalmente il grande sport al Palaeur, centrando un altro degli obiettivi che la società ed il suo CDA si erano posti quando, non più tardi di 18 mesi fa, abbiamo ripreso la gestione diretta della struttura progettata da Nervi e Piacentini per le Olimpiadi del 1960. Grazie all’impegno di Eur SpA il Palaeur torna ad essere la venue di riferimento a Roma per lo sport al chiuso, oltre che per la grande musica. Un ringraziamento particolare va al Ministro dello Sport, Andrea Abodi, al Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e al Presidente della federazione italiana basket, Gianni Petrucci per il costante supporto”.
Sul tema è intervenuto anche Claudio Carserà, ad di Eur Spa: “Siamo orgogliosi di riportare stabilmente il grande sport all’EUR e siamo felici di farlo sposando un progetto, quello del gruppo guidato da Paul Matiasic, solido e di grande visione, che punta a competere ai vertici del basket italiano ed europeo, radicandosi, al contempo, al tessuto sociale e sportivo della città, puntando a creare una forte identità con gli appassionati romani. L’operazione si colloca nell’ambito del più ampio progetto societario di riqualificazione e valorizzazione della struttura che, anche alla luce di questo importante sodalizio, ci poterà ad investire ancor più convintamente per portare il Palaeur agli standard delle principali arene internazionali”. Secondo le prime stime, il piano industriale del gruppo potrà generare per la città di Roma un impatto economico pari a circa 24 milioni di euro l'anno, grazie agli investimenti, all'indotto turistico e commerciale e alle attività connesse agli eventi sportivi. Il modello di riferimento è quello dello “sport entertainment” di matrice americana, già sviluppato con successo a Trieste. Nella città giuliana, il gruppo ha investito oltre 19 milioni di euro, contribuendo alla promozione della Pallacanestro Trieste in Serie A, alla qualificazione alla Basketball Champions League, al raggiungimento di oltre 5.100 abbonati e di un riempimento medio del PalaRubini dell'82%, oltre a ottenere importanti riconoscimenti agli Lba Awards per marketing e innovazione digitale. Sul piano sociale, il progetto ha generato uno Sroi pari a 7,58, restituendo al territorio oltre sette euro di valore sociale per ogni euro investito. Roma rappresenta oggi l'evoluzione naturale di questo percorso. La solidità del Gruppo, unita alla forza del brand internazionale della Capitale e alla disponibilità del PalaEur quale impianto di riferimento, costituisce la base di un progetto pluriennale che punta ad attrarre investimenti, creare valore economico e sociale e restituire alla città una grande squadra di basket, protagonista in Italia e in Europa.

(Adnkronos) - "Umiliante, vergognoso, una rinuncia alla sovranità". Così Naim Qassem, leader di Hezbollah, parla all'indomani dell'accordo quadro Libano-Israele-Usa annunciato a Washington al termine del quinto round di negoziati. "Questo accordo è nullo e le disposizioni del memorandum d'intesa iraniano-americano devono essere attuate", ha incalzato, accusando le autorità di Beirut per quello che considera un "errore grave".
"Continueremo - ha continuato il leader di Hezbollah - con la resistenza sul campo per sconfiggere l'occupazione. Non abbiamo abbandonato il campo nelle circostanze più difficili e non lo abbandoneremo", ha aggiunto, secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera. E ancora: "Collegare il ritiro israeliano (dal Paese dei Cedri) al disarmo della resistenza in Libano è molto pericoloso, supera tutte le linee rosse".
Le autorità di Beirut, ha affermato secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, legittimano "l'occupazione" israeliana "per molti anni a venire". E, ha avvertito, "questo potrebbe persino portare all'annessione di territori" da parte di Israele. Naim Qassem ha poi sostenuto che Hezbollah è "pronto a cooperare" in nome della "sovranità del Libano", per la "liberazione della sua terra e l'espulsione dell'occupante israeliano".
"Utilizzeremo tutti i mezzi necessari ed eserciteremo pressioni a livello arabo e internazionale per costringere" Israele "a rispettare la prima disposizione del memorandum d'intesa (tra Iran e Usa) e a ritirarsi dal Libano", ha incalzato.
Centinaia di sostenitori di Hezbollah - ha reso noto l'agenzia di stampa libanese - sono scesi la notte scorsa nelle strade di Beirut per protestare contro l’accordo. I manifestanti hanno attraversato la capitale a bordo di motociclette, concentrandosi nella zona vicino al Parlamento e lungo la strada che conduce all’aeroporto internazionale Rafik al-Hariri, in una dimostrazione di forza contro l’accordo.
Il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah ha definito l’intesa un "regalo al nemico israeliano" avvertendo del rischio che la sua attuazione porti alla guerra civile. Ha inoltre accusato il primo ministro Benjamin Netanyahu di "negoziare con sé stesso" e ha puntato il dito contro il sistema politico libanese, definendolo privo di "legittimità costituzionale e nazionale". La resistenza, ha quindi ammonito, "si opporrà a qualsiasi tentativo di danneggiarla" e continuerà a conservare le proprie armi.
Nel frattempo, i militari israeliani hanno reso noto di aver effettuato un attacco aereo prendendo di mira "sospetti terroristi" nella zona di Nabatiye, nel sud del Libano, all'indomani dell'accordo quadro tra Libano e Israele. Lo riferisce l'agenzia Afp.
Una portavoce militare ha spiegato all'Afp che l'operazione ha preso di mira "sospetti terroristi che costituivano una minaccia per i soldati delle Idf". In precedenza l'agenzia libanese Nna aveva denunciato un raid di un drone israeliano nella zona di Nabatiye.
L'accordo raggiunto a Washington tra Israele e Libano "è certamente un passo in avanti. Ho appena parlato con la nostra ambasciata a Beirut. I segnali sono positivi e adesso bisogna trasformare l'accordo in un'azione pratica". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Dubrovnik, a margine del Dubrovnik Forum.
"Noi siamo pronti a fare la nostra parte, anche in futuro, d'accordo con la Francia. L'Italia, credo, potrà svolgere un ruolo non secondario per la ricostruzione di un sistema, anche istituzionale, che deve essere sempre più garante della sovranità libanese", ha proseguito Tajani, secondo cui "ci vorrà tempo, vediamo come si trasformerà l'accordo, però è importante che si sia già raggiunto l'obiettivo della firma".
L'Italia, ha confermato il titolare della Farnesina, è pronta a "svolgere un ruolo anche con le nostre forze armate, con una missione internazionale dopo Unifil e anche pronta a continuare a formare, come stiamo facendo ormai da anni, le forze armate libanesi con una missione bilaterale. Per l'Italia, il Libano rimane una priorità, continueremo a parlarne e continueremo a lavorare affinché si possa contribuire anche in questa parte del Medio Oriente alla stabilità".
E sulle proteste, Tajani ha dichiarato: "E' chiaro che Hezbollah non è contento dell'idea che possa essere ridotto il suo potere, che ci possa essere anche l'obiettivo di disarmarlo, è ovvio. Bisogna vedere se l'Iran favorirà o meno l'accordo, questo è il tema".
"Certamente - ha concluso - non è una vittoria per Hezbollah l'accordo che è stato fatto a Washington. Già ieri Hezbollah ha fatto una manifestazione però non può continuare a svolgere un ruolo militare al di fuori della legalità istituzionale libanese. Ha rappresentato sempre un pericolo per la pace, ma anche un pericolo per il Libano".

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(Adnkronos) - Primo caso di peste suina africana (Psa) in Toscana su un animale domestico. Venerdì 26 giugno è arrivata la conferma della positività al virus sulla carcassa del suino da parte del Cerep, il centro di referenza nazionale per le pesti suine. Il focolaio è stato individuato in un allevamento commerciale nel comune di Comano, in provincia di Massa Carrara. Lo rende noto con un comunicato la Giunta regionale della Toscana.
Il caso è emerso nel corso di una visita sanitaria di routine effettuata dai servizi veterinari dell'Asl Toscana Nord Ovest. All'arrivo il veterinario ha riscontrato il decesso di un capo avvenuto poche ore prima e sono stati immediatamente effettuati i prelievi ufficiali e i campioni inviati inviati all’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana. Parallelamente sono subito state messe in atto le procedure previste dalla normativa nazionale ed europea.
Sempre ieri si è riunita l’unità di crisi centrale convocata dal Ministero della salute in coordinamento con la struttura commissariale Psa, che ha definito le misure operative per il contenimento e l'eradicazione del focolaio. Sono già state individuate le zone di protezione e sorveglianza, rafforzate le misure di sorveglianza attiva e passiva e disposte tutte le procedure di controllo sul territorio interessato dal rinvenimento, grazie anche alla collaborazione tra Regione Toscana, Asl, Ministero e commissario straordinario per la peste suina africana.
La peste suina africana non è una zoonosi: non si trasmette cioè all'uomo, ma colpisce esclusivamente i suini, selvatici (cinghiali) e domestici. Non comporta quindi alcun rischio per la salute dei cittadini, mentre è massima l'attenzione per la tutela del patrimonio zootecnico.
Il presidente della Toscana, l'assessorato al diritto alla salute e l'assessorato all'agricoltura, informa una nota, stanno seguendo con attenzione l'evoluzione della situazione, in costante raccordo con il commissario straordinario per la peste suina africana e le autorità sanitarie nazionali e locali.

(Adnkronos) - Le Constellation "non sarà mai più un bar". Dovrà essere uno spazio "dedicato ai giovani". Parola di Christophe Darbellay, presidente del governo vallesano, passati più di cinque mesi dalla tragedia di Capodanno a Crans-Montana. Il Constellation "non sarà mai più riaperto come bar - ha detto al giornale 'Le Temps' -. Dovrà essere dedicato ai giovani".
Nell'intervista ha parlato anche del progetto di "realizzazione di un memoriale", che dovrà essere "bello, sereno, accessibile, un omaggio degno per coloro che hanno perso la vita, che sono rimasti feriti, che hanno assicurato soccorsi e assistenza alle vittime". Una commemorazione, ha concluso, è prevista per il prossimo primo gennaio, a un anno dalla tragedia.

(Adnkronos) - Due uomini sono stati trovati morti questa mattina nello specchio acqueo alla foce del torrente Impero, sul lungomare Amerigo Vespucci, a Imperia.
Il primo corpo è stato avvistato da una persona che si trovava nella zona del parco urbano, mentre il secondo è stato individuato poco dopo dalla guardia costiera durante le ricerche. Le vittime erano sul fondale, in un'area di scogli non balneabile.
Per uno dei due sono stati trovati i documenti: si tratterebbe di un giovane di origini tunisine, mentre l'identificazione dell'altra vittima è ancora in corso. Sul posto sono intervenuti guardia costiera, carabinieri, polizia, vigili del fuoco, 118, sommozzatori e medico legale. Le indagini dovranno chiarire le cause e la dinamica del decesso.

(Adnkronos) - A che punto è arrivato l'Hellwatt Festival? Dopo lo stop della prefettura di Reggio Emilia, che ha fatto saltare il Festival, tra accuse, minacce legali, dure critiche del settore, e le parole dell’ex direttore artistico Victor Yari Milani -che ha rilanciato promettendo un ritorno nel 2027, anche fuori da Campovolo- non si è fatta attendere la replica di C.Volo S.pa., la società che gestisce la Rcf Arena di Campovolo, dove si sarebbe dovuto tenere il festival con Kanye West e Travis Scott come principali headliner.
Il grande evento è saltato dopo il divieto prefettizio del 29 maggio 2026 che ha bloccato i concerti principali, compromettendo l’intera manifestazione. Alla crisi si sono aggiunte le accuse dell’ex direttore artistico Milani, respinte con durezza da C. Volo S.p.A. che parla di diffamazione, e le critiche del settore, tra cui il fondatore di Barley Arts, Claudio Trotta.
"C.Volo S.p.A. respinge con la massima fermezza le accuse denigratorie e le insinuazioni rivolte dal signor Milani nei confronti della società, ancora ieri pubblicate su una testata locale ('Il Resto del Carlino' Ed. Reggio Emilia), ritenendole gravemente diffamatorie e del tutto prive di qualsiasi fondamento" dice la società C.Volo in una nota tornando a prendere posizione sulla vicenda.
"Con la consueta oramai intollerabile disinvoltura il sig. Milani si è lanciato in affermazioni tanto suggestive quanto lontane dal vero, confidando forse che per C. Volo S.p.A. la policy di sobrietà nella comunicazione e l’obbligo di non divulgare informazioni riservate aziendali possano, ancora una volta, garantirgli l’impunità per quelle che si profilano senz’altro quali diffamazioni - prosegue la nota - così si allude con voluta malizia a rapporti di favore tra C.Volo S.p.A. e un partito politico per la festa dello stesso che – sia detto – per tradizione oramai trentennale si tiene nell’area del Campovolo (solo recentemente gestita da C.Volo S.p.A.), si preannunciano “rivelazioni clamorose” senza riferirsi a contenuto alcuno, si anticipa in modo generico la produzione di documentazione in possesso del sig. Milani senza minimamente circostanziare, si insinuano infine sospetti generici e interpretazioni complottistiche prive di ogni connessione logica o giuridica sul provvedimento del prefetto di Reggio Emilia 29 maggio 2026, che ha determinato il divieto di svolgimento dei concerti di Kanye West e Travis Scott, eventi portanti del rilevante Festival musicale in programma".
"Per chiudere con un’affermazione tanto subdola e 'ad effetto' quanto inconsistente: la domanda del perché C.Volo S.p.A. non abbia provveduto a presentare ricorso al Tar contro la decisione prefettizia - si legge ancora -. Quando invece non solo è intuitivo ma pure agli atti della Società che sin dal momento della notifica dell’atto di divieto C.Volo S.p.A. abbia provveduto, come ovvio, a coltivare questa ipotesi, con la attenzione e la ponderazione richiesta a ogni operatore del settore".
"Il Sig. Milani - denuncia C.Volo -. non parla di cose che sa (in quanto non è mai stato parte della struttura sociale di C.Volo S.p.A. ma collaboratore esterno, il cui rapporto è stato risolto a tutela della Società agli inizi di maggio) e non può sostenere in buona fede le cose che insinua, in quanto non ha conoscenza diretta dei fatti. Quanto ai documenti o altre fonti a cui egli fa riferimento, ne sarà verificata all’occorrenza la genuinità e autenticità, la liceità del possesso o dell’eventuale divulgazione".
E conclude: "Il debordare di questo atteggiamento diffamatorio non può ulteriormente, nell’interesse sociale, essere tollerato e C.Volo S.p.A. assumerà quindi le iniziative legali del caso, per tutelare nei confronti del sig. Milani ma anche di eventuali altri corresponsabili la propria reputazione e in definitiva l’integrità e consistenza del proprio patrimonio aziendale, richiedendo tra l’altro il risarcimento dei danni assai consistenti che il comportamento qui denunciato sta arrecando".
C.Volo prende posizione inoltre rispetto alle parole del fondatore di Barley Arts, Claudio Trotta, che in un'intervista al 'Resto del Carlino' ha criticato duramente la gestione del futuro della Rcf Arena e il fallimento dell’Hellwatt Festival, denunciando la mancanza di apertura al dialogo da parte di Coopservice e parlando di una delle pagine più imbarazzanti per la musica live in Italia. "C.Volo S.p.A. respinge con assoluta fermezza le dichiarazioni del sig. Claudio Trotta, pubblicate oggi su una testata locale (Il Resto del Carlino Ed. Reggio Emilia), ritenendole diffamatorie e prive di fondamento - dice la società C.Volo -. Sorprende che un professionista da decenni considerato tra i maggiori operatori del settore abbia scelto di rendere pubblica una ricostruzione dei fatti che non corrisponde alla realtà, peraltro violando quella stessa riservatezza da lui stesso richiesta ossessivamente, senza considerare il merito del suo approccio, che risultava tecnicamente inaccettabile anche con le migliori intenzioni di collaborazione".
"Il sig. Trotta - evidenzia la società - infatti non solo ha proposto di impossessarsi letteralmente di Rcf Arena in sostanziale esclusiva a costo zero, ma, per di più, ha richiesto (una non meglio definita) estromissione totale di C.Volo S.p.A., che è la concessionaria dell’area (pubblica) e quindi, di diritto, non può uscire completamente di scena, a rischio di revoca della concessione stessa. Trotta introduce inoltre un elemento di evidente forzatura, indicando come proprio interlocutore altro soggetto rispetto a C.Volo S.p.A., ossia Coopservice, che sebbene come tutti gli altri soci abbia suoi rappresentanti all’interno degli organi della Società e talvolta possa intervenire in quanto socio agli incontri, allo stesso modo di altri soci, mai ha manifestato un interesse o esercitato un potere decisionale diretto sulle scelte di C.Volo S.p.A".
E conclude: "Alle ricostruzioni non corrispondenti ai fatti si aggiungono giudizi generalizzati e fortemente denigratori nei confronti non solo di C.Volo S.p.A., ma anche dell’intero sistema territoriale, reggiano e addirittura regionale, coinvolgendo indistintamente tutti gli attori politici, opposizioni comprese. Una simile condotta meriterebbe a sua volta un’analisi su quali motivi possano spingere un manager affermato a bruciare con tali dichiarazioni la sua reputazione, trascinando peraltro con sé anche la sua società Barley Arts. C.Volo S.p.A. rimanendo tuttavia al merito, si accinge senz’altro a conferire ai propri legali mandato per analizzare l’accaduto e contrastarlo in ogni sede competente a tutela della propria immagine".

(Adnkronos) - Si chiama Shahadat Hossain ed è nato in Bangladesh il 10 maggio 1983: è lui il presunto autore della strage compiuta ieri sera a Roma, in zona Casalotti: un triplice omicidio di padre, madre e figlia di 8 anni (tutti originari del Bangladesh). Come disposto dalla procura di Roma che sta coordinando l'attività di indagine della Squadra Mobile della Questura, è stata divulgata agli organi di stampa e sui canali social della Polizia di Stato la foto del presunto autore del delitto, identificato per Shahadat Hossain, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983.
"Chiunque avesse indicazioni o informazioni utili al rintraccio del presunto autore - si legge nella nota - potrà contattare l'utenza 3346903295 della Squadra Mobile".
I poliziotti sono sulle tracce dell'uomo, che ha avuto una colluttazione con il primogenito delle vittime: sarebbe stato fatto entrare dalla coppia per dileguarsi poi subito dopo la strage. Tra le ipotesi investigative al vaglio degli investigatori della Squadra Mobile, vi è quella di una possibile matrice passionale del delitto. Al vaglio dei poliziotti tabulati telefonici e immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. (LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO)
Trasportato in codice rosso al Policlinico Gemelli, il primogenito ventenne è l'unico superstite dell'agguato: ha ferite e politraumi ma non sarebbe in pericolo di vita. I genitori, di 39 e 38 anni, non avevano precedenti.

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(Adnkronos) - Davide Ancelotti polemico con papà Carlo per colpa di... Neymar. L'attaccante del Brasile ha esordito ai Mondiali 2026 entrando in campo nel finale contro la Scozia, partita valida per la terza giornata della fase a gironi della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada e vinta dalla Selecao per 3-0. Neymar ha avuto così la possibilità di tornare in campo dopo l'infortunio che lo ha tenuto fuori contro Marocco e Haiti, ma non tutti in panchina ne erano entusiasti.
Su X è diventato virale un video di Davide Ancelotti, figlio e storico vice di Carlo, che guarda 'storto' Neymar mentre riceve le indicazioni tattiche del padre, per poi scuotere frequentemente la testa e distogliere lo sguardo.
Difficile sapere se la sua reazione, che ha sorpreso i tifosi brasiliani, entusiasti invece del ritorno in campo dell'ex attaccante di Barcellona e Psg, fosse per motivi puramente tattici oppure per paura di una potenziale ricaduta.

(Adnkronos) - "Cara senatrice Ilaria Cucchi, la memoria è una virtù preziosa. Soprattutto quando si sceglie di fare della giustizia e dei diritti umani la propria missione politica". Comincia così la lettera che il reporter e narratore David Gramiccioli ha inviato via Tik Tok alla senatrice di Avs Ilaria Cucchi sul caso del fratello Stefano. "Sono la persona che accompagnò lei, sua madre e suo padre – del quale conservo ancora oggi un ricordo dolcissimo – da Gianni Alemanno, allora sindaco di Roma. Stefano era morto da pochi mesi e il vostro dolore era ancora straziante. Ricordo perfettamente quella giornata in Campidoglio. Ricordo un Gianni Alemanno sinceramente colpito dalla vostra sofferenza e determinato a fare tutto ciò che era nelle sue possibilità. Non furono parole di circostanza", scrive Gramiccioli.
"Davanti a tutti noi prese il telefono, chiamò Maurizio Gasparri e, pochi minuti dopo, fu messo in contatto con Angelino Alfano, allora ministro della Giustizia del Governo Berlusconi quater. La conversazione durò qualche minuto. Alemanno spiegò la vostra presenza, illustrò la vicenda e chiese al Guardasigilli che venisse fatta piena luce sulla morte di Stefano. È un episodio reale, vissuto in prima persona -prosegue l'autore- Eppure, nel corso degli anni, non l'ho mai sentita ricordarlo. Come se quel gesto non fosse mai esistito. Come se fosse stato cancellato dalla memoria".
"Mi auguro che non sia una rimozione dettata da appartenenze ideologiche. Perché quel giorno Gianni Alemanno non agì per convenienza politica, ma per umanità. Oggi lei siede tra i banchi del Senato della Repubblica. Ha costruito una nuova vita personale e politica, trasformando il dolore in impegno pubblico. È una scelta rispettabile. Proprio per questo, però, sorprende che chi rivendica con forza la tutela dei diritti umani sembri aver dimenticato chi, in un momento drammatico della sua vita, le tese una mano senza esitazioni. La memoria dovrebbe essere selettiva solo con il rancore. Mai con la riconoscenza", conclude.
Si è conclusa ieri pomeriggio, con una tavola rotonda e con la
consegna degli attestati, la prima edizione della Summer School in
prevenzione e gestione dei rischi, organizzata dall'Università
degli Studi di Cagliari con l'Istituto nazionale di geofisica e
vulcanologia (Ingv) come prima scuola intensiva di alta formazione
in Sardegna dedicata ai rischi naturali e ambientali.
Ac75 di Luna Rossa in mare a Cagliari per preparare l'America's cup
del prossimo anno a Napoli. Dopo il tow test (traino) e le prime
prove tecniche, sono riprese le sessioni di navigazione nel Golfo
degli Angeli.
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(Adnkronos) - Francesca Michielin si è sposata. Ad annunciarlo la stessa cantautrice con una carrellata di foto condivisa sul proprio profilo Instagram, in cui appare vestita da sposa insieme al marito Davide Spigarolo, anche lui elegantissimo, su una Vespa che ricordano Audrey Hepburn e Gregory Peck in ‘Vacanze romane’. In altri scatti, i neo sposi appaiono in chiesa, accerchiati dall’amore di parenti e amici e da una distesa di girasoli.
La coppia ha pronunciato il fatidico 'si' venerdì 26 giugno a Bassano del Grappa, la città veneta dove la cantante è nata e cresciuta. La cerimonia, lontana dai riflettori, è stata segnata da una sorpresa: a un certo punto, infatti, l'artista ha cantato 'Hallelujah' di Haim. In un'atmosfera intima e familiare, durante l'omelia, l'abate don Andrea Guglielmi ha fatto riferimento sia alle canzoni della Michielin sia allo sport praticato da Davide Spigarolo, che ha un passato nel salto in alto.
Rompendo in qualche modo il 'protocollo', i due sposi non si sono seduti davanti all’altare ma fra i tre sacerdoti che hanno officiato la cerimonia. Dopo la messa nuziale sono fuggiti in Vespa verso un luogo segreto in cui hanno festeggiato l'inizio della loro vita matrimoniale insieme.

(Adnkronos) - “Ieri sera stavo guardando la partita, era il primo tempo, saranno state le 21.30, quando mi sono affacciato sentendo i cani che abbaiavano, le urla e il frastuono dalla strada. È stato un flash. Il ragazzo si è accasciato a terra, nel sangue, chiedeva aiuto e urlava ‘mamma è morta, mamma è morta’. Un altro uomo scappava sulla stessa via”. A parlare all’Adnkronos è Agostino, residente di via Montiglio, in zona Casalotti, a Roma, dove ieri sera una coppia di coniugi bengalesi è stata uccisa insieme alla figlia di 8 anni nella loro abitazione. “È una cosa orribile - continua il testimone - Vivevano qui da anni ed erano persone davvero perbene e sempre disponibili. Il figlio più grande, ogni volta che vedeva rientrare mia moglie, le chiedeva se avesse bisogno di qualcosa”.
“In zona Kamal lo conoscevamo tutti. Lo incontravamo ogni giorno, qui fuori al supermercato dove ci aiutava a portare in macchina le buste più pesanti. Gentilissimo, sempre disponibile e sorridente: sono inorridita da quanto è successo a lui, alla moglie e alla bambina”. È il ricordo che Sara Greco, residente di Casal Selce e membro di un comitato nato a difesa del territorio, affida all’Adnkronos davanti al supermercato Dem dove il 39enne bengalese ucciso ieri sera nella sua abitazione a Casalotti insieme a moglie e figlia, si dava da fare aiutando le persone a caricare le buste della spesa. “Anche il figlio più grande (il 20enne scampato alla strage) veniva qui a dargli una mano - interviene Valeria Mei, altra conoscente - Siamo tutti sconvolti. Come comitato, ci stiamo organizzando per raccogliere dei fondi proprio per supportare il ragazzo sopravvissuto”. (di Silvia Mancinelli)

(Adnkronos) - Ubriachi e con tutti i danni dell'alcol, ma senza bere un goccio di vino o di birra. Possibile? Sì, per colpa di una rara sindrome. E' l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro, a illustrare le caratteristiche di una "una condizione clinica, per fortuna rara". Il medico accende i riflettori sulla "sindrome da fermentazione intestinale nota anche come Auto-brewery syndrome: il sistema gastrointestinale del paziente agisce come un vero e proprio 'birrificio interno'".
"A causa di una disbiosi grave (alterazione della flora), funghi come Candida o Saccharomyces o alcuni batteri fanno fermentare carboidrati e zuccheri e li trasformano in etanolo. Il risultato è rappresentato dai segni e sintomi di una vera intossicazione alcolica, inclusi atassia, nebbia mentale e disorientamento, che compaiono dopo un pasto ricco di carboidrati, pur in totale astinenza da alcol", dice all'Adnkronos Salute descrivendo questo inaspettato 'attacco dall'interno' all'organismo e, in occasione della Giornata mondiale del microbiota che si celebra oggi, invitando a riflettere "su quanto il nostro ecosistema intestinale sia capace di influenzare la nostra fisiologia in modi insospettabili".
Questa patologia, sottolinea l'immunologo, "ci insegna due lezioni fondamentali per la medicina moderna. La prima è che non tutto è come appare: un quadro di 'ebbrezza' richiede un'indagine approfondita sul metabolismo e sul microbiota, andando oltre l'apparenza clinica". La seconda è "la potenza della nutrizione. La gestione di questa sindrome passa necessariamente da un intervento nutrizionale mirato e dalla modulazione sartoriale del microbiota. Comprendere il microbiota non è solo una sfida scientifica, ma la chiave per offrire diagnosi precise e terapie personalizzate in condizioni dove la fisiologia sembra sfuggire al controllo".
Più nel dettaglio, "la sindrome da fermentazione intestinale - racconta il medico - è una condizione clinica rara in cui il sistema gastrointestinale produce quantità significative di etanolo attraverso la fermentazione endogena, operata da una proliferazione anomala di microrganismi fungini o batterici. In pazienti affetti da questa sindrome, l'ingestione di carboidrati e zuccheri raffinati porta a una vera e propria sintesi intraluminale di alcol, determinando segni e sintomi di intossicazione acuta da etanolo (fino a livelli rilevabili di alcolemia) anche in totale assenza di consumo di bevande alcoliche. Il nodo fisiopatologico della sindrome risiede nella profonda alterazione dell'ecosistema microbico intestinale (disbiosi). I principali agenti eziologici isolati appartengono al regno dei funghi, sebbene in rari casi siano coinvolti ceppi batterici fermentanti", spiega Minelli che elenca. "Tra i lieviti comuni: Saccharomyces cerevisiae (noto come lievito di birra), Saccharomyces boulardii; del genere Candida: Candida albicans, Candida glabrata, Candida tropicalis, Candida krusei; tra i batteri (rari): Klebsiella pneumoniae, Enterococcus faecalis (capaci di metabolizzare il glucosio in etanolo per via anaerobica).
La sindrome, continua l'esperto, "si sviluppa generalmente in presenza di fattori predisponenti che alterano la barriera e la motilità intestinale o che abbattono la normale resistenza alla colonizzazione della flora autoctona". Tra questi fattori ci sono le terapie antibiotiche prolungate o ripetute che riducono drasticamente la popolazione batterica competitiva, favorendo l'overgrowth (proliferazione anomala) fungino. Possono facilitare la sindrome anche patologie croniche del tratto gasrtrointestinale come la sindrome dell'intestino corto, malattia di Crohn, pseudo-ostruzione intestinale o dismotilità gastrica, dove il ristagno del chimo favorisce la fermentazione. Infine tra i fattori predisponenti si annoverano condizioni metaboliche e immunitarie come il diabete mellito di tipo 2, obesità, steatosi epatica non alcolica (Nafld) o stati di immunodeficienza.
In presenza di dsindrome da fermentazione intestinale, "il quadro clinico mima fedelmente l'intossicazione alcolica e la successiva sindrome da astinenza. I sintomi si manifestano tipicamente da una a poche ore dopo un pasto ricco di carboidrati:
1) sintomi neurologici e comportamentali: atassia, disartria, confusione mentale (brain fog), disorientamento, sbalzi d'umore, aggressività o euforia, cefalea;
2) manifestazioni gastrointestinali: distensione addominale, meteorismo, dolore epigastrico, nausea, alterazioni dell'alvo (diarrea o stipsi); segni sistemici: flushed skin (arrossamento cutaneo), stanchezza cronica, vertigini".
La diagnosi, aggiunge Minelli, richiede un elevato indice di sospetto clinico e l'esclusione rigorosa dell'assunzione di alcol. Il protocollo standard prevede l'anamnesi e diari clinici per stabilire la correlazione tra pasti glucidici e insorgenza dei sintomi. Il test di stimolo con glucosio (Carbohydrate Challenge Test), inoltre, è il gold standard diagnostico, prevede la somministrazione controllata per bocca di una quantità standard di glucosio (solitamente 100-200 grammi) o carboidrati complessi, seguita dal monitoraggio seriale dell'alcolemia (tramite ematocrito o analizzatore del respiro) a intervalli regolari (0, 1, 2, 4, 8 ore). Un picco di etanolo ematico superiore a 0 g/L conferma la produzione endogena". Prevista anche l'analisi microbiologica e metagenomica, con esame colturale delle feci o, preferibilmente, sequenziamento del micro e del mico bioma intestinale per identificare la sovracrescita di specie fermentanti e guidare la terapia mirata.
Ma come si interviene quando la sindrome viene poi diagnosticata? "Il trattamento è multidisciplinare e mira all'eradicazione del patogeno, alla modifica del substrato nutrizionale e al ripristino dell'eubiosi intestinale", spiega ancora Minelli. Si procede quindi cone "la terapia antimicrobica mirata, attraverso la somministrazione di antimicotici orali o antibiotici specifici in caso di coinvolgimento batterico documentato, basata sui risultati dell'antibiogramma/micogramma. C'è poi un intervento nutrizionale, con una dieta a brevissimo termine a bassissimo contenuto di carboidrati per sottrarre il substrato energetico ai microrganismi fermentanti, eliminando zuccheri semplici, farine raffinate e alimenti fermentati. Si procede inoltre con la modulazione del microbiota, attraverso l'utilizzo razionale e sartoriale di probiotici mirati (ceppi batterici non fermentanti in grado di competere con la componente fungina e ripristinare la barriera mucosa). Infine la protezione epatica, con monitoraggio della funzionalità epatica, poiché la costante produzione endogena di etanolo espone il fegato a stress ossidativo e potenziale evoluzione verso la steatoepatite", conclude Minelli.

(Adnkronos) - "Il matrimonio con Loredana? Ora lo so, ne sono certo arriverà". Con queste parole Al Bano, legato da tempo a Loredana Lecciso, conferma la volontà di risposarsi dopo il trentennale matrimonio con Romina Power da cui ha avuto 4 figli. Finora solo indiscrezioni, adesso la conferma arriva a Monica Setta a 'Storie al Bivio di Sera' nella puntata in onda martedì prossimo, 30 giugno, alle 21.30 su Rai 2.
"E ho capito anche - aggiunge il cantante di Cellino San Marco - perché 'sì' al matrimonio, per tutto l'insieme familiare è giusto che ci sia. Abbiamo sorpassato, io e lei, tante problematiche adesso lei è la donna che ho sempre voluto, la madre di due figli meravigliosi che mi sta accanto da 26 anni. Posso dire che sono serenamente felice".
Al Bano ha parlato con Monica Setta anche della sua vita e della carriera. "Nei momenti duri non ho mai perso la testa così come nelle gioie non mi sono mai montato la testa - ha detto Albano - La vita è come una giornata, c'è l'alba, ci sono le luci del mezzogiorno ma poi arrivano anche il tramonto e poi la notte". "Ho sempre cantato - ha ricordato ancora - mio padre non era d'accordo, mi ha perdonato solo quando sono andato da lui con la prima bottiglia di vino Don Carmelo. Ma per la mia passione per la musica ho lasciato Cellino e nemmeno ventenne sono andato a Milano. Di giorno lavoravo, la sera mi esibivo. Non avevo soldi, un giorno al supermercato vidi una scatola di latta, pensai fosse carne, costava poco e ne feci una scorta. Poi a casa la scoperta, era ananas lo mangiai per tutta la settimana, non lo avevo mai visto prima".
E poi l'altra grande notizia data in anteprima a 'Storie al Bivio di Sera'. "Lo scorso anno ho cantato all'economic Forum di San Pietroburgo, dovevamo essere in 2 milioni poi per ragioni di sicurezza c'erano 400mila persone a sentirmi. Ho capito che c'era voglia di musica, di tranquillità, di pace. E la pace arriverà. Quando ci sarà - e i contatti sono già stati presi - canterò nella piazza Rossa a Mosca, un grande concerto per la pace nel mondo".

(Adnkronos) - Jannik Sinner si prepara all'esordio a Wimbledon 2026. Il fuoriclasse azzurro tornerà in campo lunedì 29 giugno per iniziare il percorso di difesa del titolo a Londra, contro il serbo Miomir Kecmanovic: "Devo concentrarmi sull'avversario" ha detto il numero uno del ranking Atp in conferenza stampa. "Sarà una partita difficile, ma servirà per mettere un po' di ritmo". Sinner ha poi parlato di alcuni aspetti della sua vita personale, raramente toccati in passato: "Il mio sogno era di diventare un campione e per farlo ho sacrificato tanto, come famiglia e amici. Adesso non significa che posso rilassarmi, perché ho ancora tanti anni davanti, ma sento di aver bisogno di riprendermi un po’ di ciò che ho lasciato quando ero bambino”.
Sinner aprirà il torneo da campione in carica, giocando sul Centrale: "Da un anno so che giocherò alle 13.30 di lunedì, è bello tornare qui. Sono già stato sul Centrale giovedì, quando non c'era nessuno e ho visto il campo, tutto bello e pulito. Forse così è ancora più bello, è stata un'emozione. Ora servirà cominciare bene, so quanto è difficile andare lontano in questo torneo".
Sinner si è soffermato sui cambiamenti della preparazione, dopo i problemi di salute e l'eliminazione a sorpresa al Roland Garros: "Non mi piace parlare di cosa abbiamo cambiato esattamente. Dal punto di vista fisico abbiamo cambiato qualcosa, abbiamo fatto tutto insieme senza pause per provare e sentire tante cose. Vedremo come reagirò in campo". E ancora, a proposito degli allenamenti: "Non si può simulare al 100% ciò che si sente in una partita. Abbiamo fatto cambiamenti, ma non grandi. Sono dettagli. Siamo felici di ciò che stiamo facendo, è un processo lungo e non vedremo i risultati ora. Stiamo facendo il massimo. Mi sento preparato. Sarà difficile, ma siamo pronti".
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