
Nessun '6' al concorso del Superenalotto oggi, 7 marzo 2026. Nell'ultimo appuntamento della settimana, centrato a Bari un '5+1' da 653.154,14 euro, mentre sono 6 i '5' che vincono 35.169,84 ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 132.1 milioni di euro: si torna a giocare martedì 10 marzo nel primo appuntamento della prossima settimana.
Quanto costa una schedina
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
I punteggi vincenti
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
Come verificare la vincita
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente
La combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 3, 12, 18, 40, 45, 69. Numero Jolly: 5. Numero SuperStar: 49.

"La nostra linea è molto chiara: l'Italia non è parte del conflitto e non intende diventarne parte. Noi lavoriamo per quanto possibile all'obiettivo di ridurre le tensioni e verificare se vi sia ancora una possibilità di riprendere i negoziati. Intanto continuiamo a dialogare con tutti i Paesi della regione e ad assistere i nostri connazionali ancora presenti nell'area". Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social, parlando della guerra in Iran.
"Seguo costantemente con i ministri competenti gli sviluppi della situazione in Medio Oriente. Il governo è al lavoro senza sosta per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini, per tutelare gli interessi dell'Italia", dice la premier, sottolineando che "è certamente una fase difficile, però il governo è impegnato a proteggere la sicurezza dell'Italia, impegnato a proteggere la sicurezza dei cittadini, impegnato a sostenere ogni iniziativa volta alla ricerca della pace".
"In queste ore abbiamo promosso un confronto stretto tra Italia, Francia, Germania e Regno Unito, avviando un coordinamento tra grandi Stati europei per affrontare insieme questa crisi e per rafforzare l'azione diplomatica - spiega Meloni - Con il presidente francese Macron, con il cancelliere tedesco Merz e il primo ministro britannico Starmer abbiamo condiviso la necessità di lavorare insieme per evitare il più possibile una ulteriore escalation e contribuire alla stabilità internazionale".
Inoltre, "per garantire la sicurezza dei confini dell'Unione europea abbiamo anche disposto il dispiegamento di una fregata italiana a Cipro, un atto che è di solidarietà europea ma soprattutto di prevenzione".
Sul fronte dei prezzi, come governo "siamo ancora al lavoro per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini, per la nostra nazione con task force attivate per monitorare l'andamento dei prezzi dell'energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione. In particolare sulla benzina stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette 'accise mobili' che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Il meccanismo, la cui attivazione viene chiesta da parte di alcuni partiti dell'opposizione, consente di utilizzare la partita di maggiore Iva che arriva dall'aumento dei prezzi per ridurre le accise, è lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di centrodestra e la sua attivazione è allo studio da qualche giorno da parte del ministero dell'Economia", spiega la presidente del Consiglio.

Vittoria storica per l'Italia del rugby che sconfigge 23-18 l'Inghilterra in un match valido per la quarta giornata del Sei Nazioni, disputato oggi 7 marzo allo stadio Olimpico di Roma. Per l'Italia è la prima vittoria contro l'Inghilterra dopo 32 sconfitte. "Eravamo nervosi prima del match", dice il capitano Michele Lamaro a Itv. "Sentivamo la tensione, in campo abbiamo lottato come sempre. In difesa siamo stati un muro, tutti uniti", aggiunge. Gli azzurri vanno in meta con Menoncello (33') e con Marin (72'), che realizza la segnatura decisiva. Garbisi trasforma le 2 mete (34', 73') e aggiunge 3 piazzati determinanti (20', 57', 60'). L'Inghilterra, in meta nel primo tempo con Freeman (26') e Roebuck (40'), nella ripresa non trova soluzioni: i due piazzati di Smith (45', 54'), autore di una sola trasformazione prima dell'intervallo, non bastano per espugnare Roma.
"Avevamo un piano, ma è stato difficile attuarlo a causa della pressione inglese sempre al limite delle regole. Ogni volta che abbiamo eseguito ciò che avevamo preparato, è arrivata una meta o un'occasione. Il contributo della panchina è stato decisivo. I ragazzi hanno superato il momento di nervosismo. E' un nuovo step in avanti della nostra storia", dice il ct Quesada a Sky Sport.
"Grazie a Diego Dominguez che ieri ho chiamato per la consegna delle maglie, il suo discorso ci ha dato la carica, l'ho chiamato per renderlo partecipe di questa storia. I ragazzi volevano ricompensare tutto il movimento", aggiunge Quesada che ringrazia anche un altro grande ex azzurro, Martin Castrogiovanni: "Il suo barbecue martedì ci ha compattato".
Ora in classifica gli azzurri sono al quarto posto con 9 punti; guidano Francia e Scozia a quota 16, con due lunghezze di vantaggio sull'Irlanda. La nazionale allenata dal ct Quesada chiuderà il Sei Nazioni il 14 marzo a Cardiff con il Galles.

Colpita con una spranga e violentata per ore. E' l'incubo vissuto da una giovane di 26 anni a Bottanuco, in provincia di Bergamo. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bergamo, a seguito dell’arresto in flagranza operato dai carabinieri di Osio Sotto, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un marocchino 43enne, ritenuto responsabile di violenza sessuale e di detenzione di un consistente quantitativo di stupefacenti, già in un passato recente protagonista di un fatto analogo.
La vicenda ha avuto inizio nella notte tra il 26 e il 27 febbraio 2026. La vittima, una giovane donna di 26 anni, è stata condotta presso l'abitazione dell'indagato a Bottanuco da un conoscente. Qui, quando lei si è rifiutata di consumare droga e di assecondare le pretese dell'uomo, la situazione è degenerata in violenza. L'indagato avrebbe colpito la donna con una spranga di ferro al fianco, riducendola in uno stato di incoscienza, per poi trascinarla in bagno. Sotto minaccia di morte, la vittima è stata costretta a subire ripetuti atti sessuali. Solo nel pomeriggio successivo, approfittando dell'assenza dell'aggressore, la giovane è riuscita a dare l'allarme utilizzando un cellulare trovato nell'abitazione.
L'attività dei carabinieri è scattata immediatamente dopo la segnalazione al 112. I militari hanno rintracciato la vittima in evidente stato di choc e con visibili segni di percosse e l'hanno portata in ospedale a Bergamo. Poi, hanno fatto irruzione nell'appartamento. All’interno sono stati rinvenuti 82 grammi di cocaina, 10 grammi di hashish, materiale per il confezionamento e 730 euro in contanti, ritenuti provento di spaccio. Sono stati inoltre sequestrati i vestiti della vittima con evidenti tracce biologiche e due sciabole inguainate, compatibili con la descrizione della spranga utilizzata per colpire la vittima.
L’uomo è stato quindi arrestato in flagranza per detenzione di sostanze stupefacenti. A seguito dell’udienza di convalida, il gip ha convalidato l'arresto ed ha applicato la custodia in carcere, sia per il reato di illecita detenzione di stupefacente, sia per il reato di violenza sessuale. Il profilo dell'indagato è apparso allarmante non solo per le modalità della violenza, ma anche per la presenza di un recente precedente di polizia per fatti analoghi. Secondo l'ordinanza, solo la detenzione in carcere può contenere gli "irrefrenabili impulsi antisociali" dell'uomo.

"Per essere nazional-popolari e arrivare al pubblico, bisogna sapere di sugo, altrimenti si rimane dei fighetti". Sono queste le parole, finite al centro della polemica, pronunciate da Antonella Clerici a 'È sempre mezzogiorno' e che molti hanno interpretato come un messaggio velato nei confronti di Alessandro Cattelan.
Per conquistare davvero il pubblico, secondo la conduttrice, bisogna abbandonare l'aria da "fighetto". In altre parole, se non "sai di sugo", rischi di restare indifferente nel salotto degli italiani.
Cattelan, a distanza di tempo, ha scelto l’ironia per rispondere. In un video diventato virale sui social, il conduttore si è mostrato con la camicia macchiata e ha scherzato: "Woooooooooooh mi sono sporcato di sugoooooooo!!! Ah no, è soia… Niente…".
Una battuta che per molti utenti è apparsa una replica alle parole della conduttrice e che sembrava confermare proprio ciò che la Clerici gli rimproverava.
La conduttrice aveva già pizzicato Cattelan quando, ospite nel suo podcast 'Supernova', si era sbilanciata dando una sua personale opinione sulla conduzione del collega. "Io sai che ti amo dal punto di vista professionale e trovo che tu sia bravissimo. Ogni tanto io penso che tu debba abbassarti un po’", aveva detto Clerici, senza peli sulla lingua.
La conduttrice era poi entrata poi nel dettaglio: "Il fatto è che nelle tue cose tu ti diverti tu, devi far divertire anche gli altri, devi coinvolgerli, e tu ogni tanto -questo è un rimprovero che ti ho fatto tante volte – devi dare di più dal punto di vista emotivo. E tu ce l’hai questa cosa cavolo Ale, devi tirarla fuori. Tu sei così bravo a fare le interviste, io spesso mi immedesimo, ascolto l'altro. Cerco di entrare molto in sintonia col cuore", aveva detto.
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attenzione"... 
Davide Bonolis, figlio del conduttore Paolo e di Sonia Bruganelli, è stato ospite oggi a Verissimo dove, senza filtri, ha raccontato il difficile momento vissuto per la separazione dei due genitori: "Ho dovuto prendere un po' in mano la situazione", ha raccontato.
Sonia Bruganelli ha trovato presto la serenità tra le braccia del nuovo compagno, Angelo Madonia: "All'inizio ho cercato di tenere unita la famiglia, facendo conoscere Angelo e papà, per far andare bene le cose".
"Papà è quello che ha sofferto di più - ha racconto Davide Bonolis - io ho cercato di stare vicino a entrambi. Vicino a mio padre soprattuto che ha sofferto, ma anche a mia madre per non farla sentire troppo, io voglio solo il bene di entrambi".
L'obiettivo, ha raccontato il 21enne, è quello di far stare bene entrambi i genitori: "Non è una cosa sempre semplice. È ovvio non viverla bene da figlio. Ma ora spero solo che papà trovi presto una nuova compagna".
"Siamo ancora una famiglia molto unita, per noi figlio è come se non si fossero mai separati. Facciamo tante cose insieme, sono stati davvero bravi", ha aggiunto Bonolis.
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In Italia la professione infermieristica resta a forte prevalenza femminile. Secondo i dati estratti dall’Albo nazionale della Fnopi Federazione nazionale professioni infermieristiche (che lavorano nel pubblico e nel privato), su 461.452 infermieri e infermieri pediatrici iscritti all’Ordine al 31 dicembre 2025, 352.399 sono donne, pari al 76,37% del totale. La fascia d’età con la maggiore presenza femminile è quella compresa tra i 51 e i 60 anni: 160.778, pari al 34, 85% (una su tre). Guardando al futuro pensionistico, dei 4.201 infermieri che nel 2026 raggiungeranno l’età pensionabile di 67 anni, ben 3.078 sono donne. Tra le generazioni più giovani emerge invece un dato di ricambio: le infermiere tra i 31 e i 35 anni sono 38.648, un numero superiore rispetto alle colleghe nella fascia 36-40 anni, che sono 33.008.
"Le donne rappresentano più del 76% della professione infermieristica", dichiara la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli." Anche nella nostra professione, al pari delle altre, le donne ogni giorno devono compiere un grande sforzo per bilanciare i tempi di vita con quelli del lavoro e riuscire a ricoprire ruoli dirigenziali e di rilievo. Una sfida che le colleghe affrontano quotidianamente riuscendo a ottenere risultati importanti”.
Molte infermiere hanno lasciato un segno nella storia della professione. Alcune di queste esperienze sono raccontate sul sito infermieristory.it, progetto promosso dalla Federazione per valorizzare le figure che hanno contribuito allo sviluppo dell’assistenza infermieristica in Italia. Tra queste Marisa Cantarelli, prima teorica italiana dell’assistenza infermieristica, considerata un punto di riferimento per generazioni di professionisti. Attraverso queste storie emerge l’impegno e la passione con cui tante infermiere hanno intrecciato la propria vicenda personale con quella del nostro Paese.
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Comitati in piazza. Usb, 'il fallimento è sotto gli occhi di tutti'... 
Artrosi e attività fisica. Cosa si può fare e cosa va evitato. A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa dell'università del Salento. “L’artrosi, non deve più essere considerata una condanna all'immobilità o il risultato ineluttabile di un processo di usura articolare. Questa visione obsoleta, è stata radicalmente smentita dalle più recenti e robuste evidenze scientifiche. Il paradigma clinico attuale si è spostato dal concetto di "riposo protettivo" a quello di "movimento terapeutico". Tra le forme di artrosi più comuni ricordiamo quella di ginocchio ed anca, e da sempre è aperto un dibattito in merito all'effetto del cammino in queste condizioni. Una prima specifica è fondamentale, a parità di localizzazione non tutte le forme di artrosi sono uguali a partire banalmente dalla gravità dell' artrosi stessa. Di conseguenza l'approccio, e l' attività fisica raccomandata, può cambiare da paziente a paziente. Tuttavia, possiamo affermare come, tranne condizioni di importante riacutizzazione infiammatoria o in caso di artrosi di grado molto severo, in generale la deambulazione non solo è un'attività sicura, ma è anche essenziale per la conservazione della cartilagine e il benessere dell'intero organismo.
Infatti, la deambulazione favorisce un adeguato equilibrio del liquido sinoviale (il liquido contenuto dentro le articolazioni), senza questo stimolo meccanico ciclico, il liquido sinoviale tende infatti a ristagnare e la cartilagine va incontro a una progressiva malnutrizione che ne accelera la degradazione.Il liquido sinoviale non è un semplice lubrificante statico, ma un sistema complesso di diverse sostanze. Il cammino favorisce la sintesi di suoi componenti chiave che proteggono l'articolazione”.
“Una delle preoccupazioni più frequenti dei pazienti riguarda la possibilità che il carico meccanico derivante dal cammino possa "consumare" ulteriormente le articolazioni - prosegue - Tuttavia, studi di biomeccanica mostrano come durante il cammino in piano a velocità normale, il ginocchio subisca sollecitazioni fisiologiche che rientrano nella capacità di adattamento dei tessuti e che anzi sono fondamentali per un adeguato equilibrio articolare. Al contrario, la corsa e il salto introducono dinamiche di carico drasticamente differenti. Per un'articolazione sana, la corsa può essere anche positiva per fenomeni di condizionamento cartilagineo, ma per un'articolazione già colpita da artrosi sintomatica, l'alto tasso di impatto della corsa o del salto può superare la soglia di tolleranza meccanica, causando dolore e infiammazione reattiva”.
“Infatti, le ricerche indicano come la forza di picco e la rapidità dell'impatto tipiche della corsa e del salto, siano maggiormente associate al rischio di infortuni da sovraccarico e alla progressione del danno articolare nei pazienti artrosici. Il cammino invece, mantenendo un contatto prolungato e una progressione fluida, minimizza questi picchi di stress dannosi - spiega Bernetti - Esistono diverse evidenze, inoltre, che dimostrano come il cammino non acceleri la progressione strutturale dell'artrosi. Una revisione sistematica recente ha confermato che la camminata non sembrerebbe essere correlata al peggioramento delle alterazioni visibili alle radiografie o alla risonanza magnetica.
Ulteriori evidenze mostrano come camminare possa migliorare significativamente la funzione fisica e addirittura ridurre il dolore nei pazienti con artrosi del ginocchio e dell'anca. Questo anche nei soggetti obesi, che teoricamente esercitano un carico maggiore sulle articolazioni degli arti inferiori, nei quali il cammino non ha mostrato alcun danno strutturale, portando invece a un miglioramento della qualità della vita e a una riduzione della disabilità”
“Le linee guida europee per la gestione dell' artrosi sottolineano che l'attività fisica dovrebbe essere considerata il trattamento principale e che il riposo dovrebbe essere limitato solo alle fasi di riacutizzazione infiammatoria acuta. Naturalmente - avverte -raccomandano un approccio individualizzato, dove il dosaggio e la progressione del cammino vengono adattati alle capacità specifiche del paziente. Questo significa che il medico non deve semplicemente prescrivere di "camminare", ma deve guidare il paziente verso un aumento graduale del volume di passi, monitorando la risposta articolare in termini di dolore e funzionalità. Un leggero fastidio durante la camminata è accettabile e spesso inevitabile nelle fasi iniziali. Tuttavia, se il dolore persiste in modo acuto per più di 24 ore dopo l'attività, o se l'articolazione appare visibilmente gonfia e calda, significa che il dosaggio di cammino è stato eccessivo e deve essere ridotto nella sessione successiva”.
“Inoltre, nei casi di artrosi severa, dove la cartilagine è praticamente assente e si verifica un contatto diretto osso-su-osso, il cammino prolungato può diventare estremamente doloroso e causare reazioni infiammatorie costanti. In questi casi, il cammino rimane utile per le brevi distanze della vita quotidiana, ma l'esercizio aerobico per la salute cardiovascolare dovrebbe essere preferibile in modalità di scarico parziale, come la cyclette o in acqua.
Inoltre, è molto importante ricordare che il paziente con artrosi non è un insieme di articolazioni isolate, ma un organismo complesso che beneficia del cammino a molteplici livelli. L'attività fisica regolare è riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come uno dei più potenti strumenti di prevenzione e trattamento per numerose patologie croniche.
Camminare è in pratica un intervento a basso costo e alto rendimento che non solo preserva la mobilità, ma allunga la vita e ne migliora drasticamente la qualità”, conclude.
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