
Coca-Cola apre le porte di The Peak, l’esperienza immersiva che porta nel cuore di Milano, di Cortina e Livigno, la magia e l’energia dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Uno spazio aperto, accessibile e interattivo, progettato per far respirare a tutti i valori olimpici e coinvolgere il consumatore in un viaggio che racconta la storia tra Coca-Cola e il Movimento Olimpico. Dal 6 febbraio al 14 marzo, in Piazza del Cannone a Milano, dietro il Castello Sforzesco, The Peak sarà visitabile gratuitamente e resterà aperto senza interruzioni per tutta la durata dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. (VIDEO[1])
"Il legame tra Coca-Cola e i Giochi Olimpici attraversa quasi un secolo ed è costruito su valori che sentiamo profondamente nostri. Essere parte di Milano Cortina 2026 significa contribuire a un momento storico per il Paese, creando connessioni reali e dando a tutti la possibilità di vivere la magia di questo evento unico - spiega Luca Santandrea, General Manager Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola -. Crediamo che il vero spirito olimpico viva nei momenti che condividiamo e The Peak è uno spazio tra le persone, un luogo in cui le emozioni dei Giochi Invernali diventano tangibili". Il percorso all’interno di The Peak è pensato per essere fluido, con una sequenza di momenti e di emozioni che conducono alla vetta. Qui le persone vivono un percorso immersivo e coinvolgente, che trasforma l’incontro con Coca-Cola in un’esperienza memorabile.
La struttura stessa diventa parte dell’esperienza: una struttura di 900 mq con superfici in legno in dialogo con elementi specchianti e strip led per un gioco dinamico di riflessi e profondità. Protagonista è il grande schermo anamorfico angolare che anima l’esterno con contenuti dinamici, trasformandolo in un punto di riferimento del boulevard olimpico. L’esperienza inizia già all’ingresso, dove una lattina di Coca-Cola Original Taste o Zero Zuccheri accoglie i visitatori introducendoli a un viaggio che attraversa quasi cento anni di storia: memorabilia originali, torce olimpiche che hanno segnato epoche diverse e un racconto del profondo legame di Coca-Cola con l’Italia, che dura dal 1927, e dei suoi impegni in termini di sostenibilità sociale e ambientale.
I visitatori possono poi personalizzare una lattina con il proprio volto e immergersi nella tradizione dello scambio delle pin olimpiche, diventando parte della narrazione stessa. Il culmine dell’esperienza è la Peak Station, una funivia che attraverso un tunnel sensoriale conduce alla spettacolare Immersive Room: una stanza specchiata che amplifica suoni, immagini e atmosfere dei Giochi Olimpici invernali, rendendo i consumatori veri e propri protagonisti dei giochi grazie all’ intelligenza artificiale . Ogni sera ci sarà uno show di luci e immagini che richiamerà i momenti cardine del rapporto tra Coca-Cola e i Giochi Olimpici Invernali. Tre orari simbolici (19:28, 19:56 e 20:26) scandiranno una narrazione che unisce Amsterdam 1928, Cortina 1956 e Milano Cortina 2026, trasformando la piazza in un palcoscenico condiviso.
The Peak racchiude i pilastri dell’impegno Coca-Cola verso Milano Cortina 2026: valorizzazione dell’heritage, vicinanza ai territori e attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale. All’interno di The Peak vive una collaborazione con Cial (Consorzio Nazionale per il Riciclo dell’Alluminio), per la sensibilizzazione dei visitatori e l’avvio a riciclo delle mini-lattine distribuite. È stato progettato per essere accessibile a tutti, attraverso la rimozione delle barriere architettoniche con l’utilizzo di rampe, ma anche grazie alle audioguide disponibili per i visitatori non vedenti (con il supporto di Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Ets Aps - Sezione territoriale di Milano) e strumenti informativi per le persone con neurodivergenze, in piena coerenza con i valori di inclusione del Movimento Olimpico e Paralimpico.
Durante i Giochi Invernali, l’esperienza prenderà forma anche a Cortina e Livigno, con due edizioni locali che ricalcheranno lo spirito dello spazio milanese, mantenendo intatti concept, valori e coerenza narrativa. A Cortina d’Ampezzo, in Largo Poste all’interno della fan zone, sarà possibile vivere un percorso che unisce elementi interattivi come l’attività “Make Your Can” in cui sarà possibile personalizzare la propria lattina, i ricordi delle precedenti edizioni olimpiche, e la presenza della Torcia Olimpica Milano Cortina 2026 con cui i consumatori potranno scattarsi una foto. A Cortina inoltre lo show vivrà in contemporanea con Milano.
A Livigno, invece, Piazza del Comune ospiterà uno spazio animato dalla Peak Crew, che porterà energia e coinvolgimento nelle vie del paese insieme a contenuti dedicati alle pin olimpiche e alla personalizzazione delle lattine.

Ghali alla vigilia della cerimonia d'apertura dei Giochi di Milano Cortina 2026, dove è atteso per un'esibizione, si sfoga sui social citando il celebre articolo di Pasolini 'Io so'. "So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo", il post dell'artista in tre lingue (italiano, inglese e arabo).
In un messaggio indirizzato "A tutti", il cantante, finito al centro di polemiche da parte della Lega per la sua partecipazione, scrive: "Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero". E conclude: "So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro”.
"Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi è una notizia sconcertante", secondo fonti della Lega, che si sono espresse alla fine di gennaio. "I Giochi Milano Cortina 2026 saranno uno straordinario biglietto da visita per l’Italia agli occhi del mondo, un evento diventato realtà grazie ad anni di duro lavoro con le donne e gli uomini della Lega in prima linea. È davvero incredibile ritrovarsi alla cerimonia di apertura un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico proPal".
Rinvio di Enas a data da destinarsi...
L'assessora: 'così si penalizzano gli studenti'... 
"Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato nuovi provvedimenti in materia di sicurezza. Non sono misure spot, ma un ulteriore tassello della strategia che questo governo porta avanti fin dal suo insediamento". Così in un post sui social la premier Giorgia Meloni, al termine del Cdm che oggi, giovedì 5 febbraio, ha approvato il nuovo pacchetto sicurezza[1].
"Continuiamo così ad aggiungere tasselli a un disegno preciso: uno Stato che non gira la testa dall'altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini". Così in un post su X la premier Giorgia Meloni, al termine del Cdm che ha approvato il nuovo pacchetto sicurezza.
Via il reato di sequestro di persona per chi ferma un ladro
"Con i provvedimenti approvati oggi - spiega Meloni - rafforziamo gli strumenti per prevenire e combattere la criminalità diffusa. Rafforziamo la possibilità di allontanare soggetti pericolosi dalle aree più a rischio delle città. Introduciamo pene più severe per i borseggiatori, con il furto per destrezza che diventa procedibile d'ufficio e la cancellazione del paradosso di finire indagato per sequestro di persona se fermi un ladro che ti ha appena derubato in attesa delle Forze dell'ordine".
Baby gang, manifestazioni e legittima difesa
Con il pacchetto sicurezza, prosegue la presidente del Consiglio, "ci occupiamo anche del fenomeno delle baby gang, con una stretta sui coltelli e il divieto di vendere ai minori ogni strumento atto ad offendere. Introduciamo inoltre strumenti specifici per prevenire la presenza e l'azione di gruppi organizzati dediti alla violenza, che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare e che utilizzano le piazze come pretesto per creare disordini e distruzione".
"Infine, una norma estremamente importante: se ti sei legittimamente difeso, non vieni automaticamente iscritto nel registro degli indagati, pur mantenendo tutte le tutele previste dalla legge", aggiunge Meloni.
Piantedosi: "Approvato dl di 33 articoli e ddl di 29"
Ma nel pacchetto varato oggi, chiarisce in conferenza stampa il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, manca ancora una parte. "Il governo ha approvato, dopo una proficua discussione due provvedimenti dei tre che si ripromette di approvare al termine di questo percorso", afferma Piantedosi nella conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri sul pacchetto sicurezza aggiungendo che oggi sono stati approvati "un dl di 33 articoli e un ddl di 29 articoli".

Il nuovo missile balistico a medio raggio dispiegato dai Guardiani della rivoluzione, il Khorramshahr-4, si trova in una base sotterranea, rende noto l'agenzia Fars. È la prima volta che un missile viene dispiegato in profondità. Con un raggio di 2mila chilometri e un carico di più di una tonnellata di esplosivo, il missile è il più avanzato dell'arsenale di Teheran. Nel quartier generale dei Guardiani sarà poi costruito un nuovo polo missilistico sotterraneo.
In seguito ai raid di Israele e degli Usa lo scorso giugno, l'Iran ha cambiato la sua dottrina, adottando la postura del primo colpo, in sostituzione alla postura difensiva precedente. Il Khorramshahr-4 è il sistema portante della nuova dottrina.
Esercito: "Possiamo colpire basi Usa con facilità"
''Le forze armate iraniane sono in grado di colpire facilmente le basi americane'' nella regione e sono ''completamente pronte a difendere l'Iran con determinazione e serietà''. Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito iraniano Mohammad Akraminia. "È facile per le nostre forze armate raggiungere le basi americane, il che le indebolisce ulteriormente. Il nostro messaggio è chiaro e lo abbiamo ripetuto più volte: siamo pienamente pronti a difendere l'Iran con determinazione e serietà", ha detto Akraminia prima del vertice, previsto domani in Iran, tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e gli inviati americani.
Lavrov: "Situazione esplosiva, non resteremo a guardare"
''La situazione è esplosiva'' e ''la Russia non intende imporsi come mediatore'', ma ''sta monitorando'' quanto accade con l'Iran e ''non resterà indifferente'', anzi è ''pronta a contribuire''. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov parlando della crisi iraniana in una intervista a Rt. ''L'Iran è un nostro partner stretto e non resteremo a guardare di fronte all'evolversi della situazione nella regione'', ha aggiunto, sottolineando che ''la situazione è esplosiva non solo per l'Iran, ma anche per l'intero Medioriente''. Lavrov ha anche spiegato che ''la Russia è disposta a prendere le riserve di uranio arricchito che Teheran ha in eccesso se e quando verrà raggiunto un accordo tra l'Iran e gli Stati Uniti''.

Anche in Italia è disponibile il primo trattamento dell'esofagite eosinofila (Eoe) in età pediatrica. Si tratta di dupilumab che - come da determina dell’Aifa-Agenzia italiana del farmaco pubblicata in Gazzetta ufficiale - verrà rimborsato per la patologia, quando prescritto in bambini di età compresa tra 1 e 11 anni di almeno 15 kg di peso e che non sono adeguatamente controllati, non sono candidati o sono intolleranti alla terapia medica convenzionale. Lo annuncia Sanofi, in una nota, sottolineando che "si tratta di un traguardo fondamentale per questa popolazione di pazienti che sino ad ora non aveva opzioni per gestire una patologia cronica e progressiva che impatta notevolmente sulla qualità di vita e le relazioni sociali del bambino e di tutta la famiglia", in una fase particolarmente critica della vita, in cui una corretta nutrizione è essenziale per la crescita e lo sviluppo.
"Vivere con l’esofagite eosinofila significa affrontare ogni giorno difficoltà che vanno ben oltre i sintomi fisici - afferma Roberta Giodice, presidente di Eseo Italia, associazione di famiglie contro l'esofagite eosinofila e le patologie gastrointestinali eosinofile - La necessità di svariati controlli ed esami invasivi per monitorare e mantenere stabile la remissione, le limitazioni alimentari, a volte anche autoinflitte, la paura del pasto, le ripercussioni sulla socialità e sulla vita scolastica possono pesare enormemente su bambini e adolescenti, così come sulle loro famiglie. Poter ampliare le opportunità di cura e disporre in commercio di una terapia mirata per questa patologia rappresenta una risposta concreta fondamentale ai bisogni dei pazienti e apre la strada a un miglioramento sostanziale della loro qualità di vita".
La rimborsabilità si basa sui risultati dello studio registrativo di fase 3 Eoe Kids, che ha dimostrato come la risposta a dupilumab nei bambini affetti da Eoe sia simile a quella ottenuta nelle popolazioni di adulti e adolescenti per i quali il farmaco era già approvato e rimborsato. In particolare, ha consentito la remissione istologica della malattia nella maggior parte dei pazienti, una riduzione della conta degli eosinofili intraepiteliali esofagei, una riduzione dei risultati endoscopici anomali e della gravità ed estensione della malattia (misurata a livello microscopico) e un miglioramento complessivo dei sintomi e della loro gravità, nonché la diminuzione del numero di giorni con almeno un sintomo. I risultati dello studio sono stati pubblicati nel ‘New England Journal of Medicine’.
Cos'è l'esofagite eosinofila
L’esofagite eosinofila è una malattia infiammatoria cronica e progressiva, legata a un’infiammazione di tipo 2, che compromette la struttura e la funzione dell’esofago. Spesso difficile da riconoscere, viene frequentemente confusa con disturbi digestivi più comuni, con conseguenti ritardi nella diagnosi e nell’avvio di un trattamento adeguato. L’incidenza della patologia - riporta la nota - è in costante aumento. Nei paesi occidentali, è stimata in circa 20 casi per 100.000 abitanti e di 2,6 casi ogni 100.000 bimbi, in età pediatrica. La malattia presenta un andamento bimodale, con un primo picco intorno ai 12 anni e un secondo tra i 30 e i 44.
Negli ultimi vent’anni si è osservato un incremento costante di incidenza e prevalenza, con un rischio di sviluppare la patologia 2-3 volte maggiore nei maschi rispetto alle femmine. I bambini con Eoe presentano inoltre un rischio più elevato di patologie atopiche associate come asma, rinite allergica e dermatite atopica. La sintomatologia varia in base all'età e può avere un impatto significativo sulla nutrizione, sulla crescita e sulla qualità della vita dei pazienti pediatrici. Nei neonati e lattanti i sintomi più frequenti includono rigurgito, vomito, rifiuto dell'alimentazione e difficoltà di crescita. Nei bambini in età prescolare prevalgono dolore addominale, nausea e disturbi simili al reflusso gastroesofageo. Nei piccoli in età scolare e negli adolescenti, si manifesta più spesso con difficoltà nella deglutizione, episodi di blocco del bolo alimentare e dolore toracico non correlato alla deglutizione. Oltre alle manifestazioni fisiche, la malattia può incidere in modo rilevante anche sul benessere psicologico e sociale, influenzando la vita quotidiana e le relazioni familiari e scolastiche.
"L'esofagite eosinofila è una patologia cronica complessa, che richiede un approccio basato sull'evidenza scientifica e multidisciplinare - illustra Claudio Romano, Past president della Società italiana di gastroenterologia epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp) e presidente della fondazione Sigenp Ets - Come Sigenp siamo impegnati da anni nel promuovere la conoscenza della malattia e nel supportare i clinici attraverso la definizione di raccomandazioni condivise. La disponibilità di una terapia biologica mirata e rimborsata per i bambini rappresenta un importante avanzamento, in linea con le nostre più recenti raccomandazioni di gestione, e consente una presa in carico più appropriata e personalizzata dei pazienti pediatrici con esofagite eosinofila".
La diagnosi
La diagnosi di Eoe in età pediatrica richiede un approccio integrato. Secondo le Linee guida Sigenp 2025, è fondamentale combinare la valutazione dei sintomi clinici con l'esame endoscopico e l'analisi istologica. Gli score Erefs (endoscopico) ed Eoehss (istologico) rappresentano strumenti essenziali non solo per confermare la diagnosi e definire il fenotipo della malattia, ma anche per monitorare la risposta alla terapia e il controllo della patologia nel tempo.
È inoltre indispensabile eseguire biopsie multiple dell'esofago, anche in presenza di un'endoscopia macroscopicamente normale, per ridurre il rischio di diagnosi mancate. "Nei bambini l'esofagite eosinofila non è solo una malattia dell'esofago, ma una condizione che può influenzare profondamente il comportamento alimentare, in una fase cruciale, la crescita e il benessere generale", evidenzia Salvatore Oliva, responsabile del servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva pediatrica presso il dipartimento materno infantile e scienze urologiche della Sapienza Università di Roma, Aou policlinico Umberto I. "Fino a oggi le opzioni terapeutiche erano limitate e spesso non specificamente approvate per l'età pediatrica. L'arrivo di dupilumab introduce una novità rilevante: una terapia mirata che ha dimostrato efficacia clinica e istologica e che può modificare il percorso di malattia, migliorando il controllo dei sintomi e riducendo il carico per pazienti e famiglie".

"Siamo riusciti a migliorare la sopravvivenza e ad allungare la vita in termini di qualità. Questo perché i pazienti" con mieloma multiplo "sono gestiti principalmente in ambulatorio e perché gli effetti collaterali dei farmaci nel tempo sono cambiati. I farmaci biologici ci hanno permesso di eliminare alcuni degli eventi avversi della chemioterapia". Lo ha detto Alessandro Corso, direttore del dipartimento di Oncologia dell’ospedale di Legnano Asst Ovest Milanese, intervenendo in occasione del media tutorial, promosso da Gsk a Milano, sulle nuove terapie che hanno permesso di cronicizzare questo tumore ematologico.
"Il mieloma multiplo è una malattia del midollo osseo - spiega Corso - che è inquadrata all'interno della grande famiglia delle gammopatie monoclonali", dei disordini del sistema immunitario caratterizzati dalla produzione anomala di una proteina da parte di plasmacellule nel midollo osseo. "È una malattia che può colpire diversi organi e apparati, da quello osso-scheletrico a quello renale, o anche un'alterazione dell'emocromo" che rende i pazienti "anemici, con globuli bianchi bassi ed esposti anche a complicanze infettive".
La diagnosi può arrivare in due modi. "Il paziente, in una piccola quota, fra il 10% e il 15%, si presenta asintomatico, ma dagli esami si trova una componente monoclonale e dagli approfondimenti si arriva alla diagnosi di mieloma - chiarisce l'esperto - Nella maggior parte dei casi sono pazienti che avevano una gammopatia monoclonale di un certo significato che si è evoluta. Infine, c’è una quota di pazienti che arriva direttamente con un mieloma sintomatico".
Una soluzione per intercettare precocemente i pazienti consiste in "esami del sangue di routine. Bisognerebbe aggiungere" alcuni approfondimenti "come l’elettroforesi - suggerisce - che ci permette di identificare facilmente la componente. In questo modo anche i medici di famiglia potrebbero identificare queste persone e seguirle nel tempo in modo da non arrivare a sviluppare sintomi importanti". C’è, infine, un bisogno non risolto: "Non riusciamo a guarire la malattia, per cui ci possono essere delle recidive. Il mieloma si può ripresentare e, chiaramente - conclude - questi sono i momenti più difficili per i pazienti".

"Negli ultimi 10 anni", nel trattamento del mieloma multiplo, "sono entrati nella pratica clinica gli inibitori del proteasoma, gli immunomodulatori, gli anticorpi monoclonali e, ultimamente, anche una nuova classe di farmaci, su cui i clinici puntano molto, che vanno a riconoscere il Bcma, una proteina presente sulla superficie delle cellula di mieloma. Questi nuovi farmaci riescono a colpirla e identificarla con molta precisione. Si tratta degli anticorpi bispecifici (Adc) e delle Car-T, su cui stiamo puntando molto per cercare di trovare la terapia più adeguata anche nei pazienti con recidive di malattia". Così Silvia Mangiacavalli, ematologa, Uoc di Ematologia dell'Irccs Fondazione policlinico San Matteo di Pavia, intervenendo oggi a Milano, all’incontro con la stampa, promosso da Gsk dedicato ai nuovi trattamenti aumentano la sopravvivenza.
"Cronicizzare - chiarisce Mangiacavalli - è un termine che riflette abbastanza da vicino il risultato che possiamo ottenere attraverso l'utilizzo dell'innovazione farmacologica". Si tratta di "poter garantire, anche ai pazienti che vedono ritornare la loro malattia, di ottenere, anche in presenza di recidiva, un controllo di malattia buono, avere un profilo di tossicità sostenibile e riuscire a mantenere questo controllo di malattia sul lungo termine".
In questo contesto, "riuscire a spostare quanto più precocemente l'utilizzo delle innovazioni farmacologiche, in particolar modo di tutti quei farmaci che vanno a traghettare i Bcma fin dalle prime recidive di malattia", per l'esperta è "un ottimo risultato che, come clinici, abbiamo a disposizione per dare un messaggio di buon auspicio ai pazienti che in questo momento devono affrontare la loro recidiva di malattia e nei quali possiamo utilizzare, attraverso l'innovazione farmacologica, delle terapie di associazione che garantiscono un controllo, a lungo termine, della loro patologia oncologica".

Francesco Totti può tornare alla Roma. L'ha detto Claudio Ranieri, consigliere della famiglia Friedkin, rilanciando un'ipotesi che è sempre rimasta aperta, per la storia e il significato che avrebbe la presenza del Capitano all'interno della società. Le opzioni sul tavolo sono diverse, con alcuni punti fermi che andrebbero messi, sia stando alle indicazioni che la stessa bandiera della Roma ha fornito ogni volta che ne ha parlato, sia ricordando la prima esperienza da dirigente con la gestione di James Pallotta.
E' luglio del 2017 e Totti ha concluso da poco, contro la sua voglia, la straordinaria carriera da calciatore con la maglia della Roma. Il suo ruolo, disegnato come un mediatore tra società e spogliatoio, rimane sempre però poco definito, alimentando da una parte incomprensioni e dall'altra la sua insoddisfazione per l'impossibilità di incidere come avrebbe voluto. E' un'esperienza che dura due anni, fino a giugno del 2019, quando si chiude con una dura conferenza stampa che sancisce una fine dolorosa: "Mi dimetto non per colpa mia, il club mi ha tenuto fuori da tutto... per questo club sono stato sempre un peso... non ho mai avuto la possibilità operativa di poter lavorare sull’area tecnica".
In quella occasione, Totti dice anche una cosa che ci porta direttamente a oggi e all'ipotesi rilanciata da Claudio Ranieri: "Nel momento in cui un'altra proprietà punterà forte su di me, io sarò sempre pronto". Ecco, l'altra proprietà può essere quella dei Friedkin ma restano sul tavolo i dubbi e i potenziali problemi della prima esperienza.
Per un ritorno di Francesco Totti alla Roma che possa essere utile alla società, a tutta la piazza e anche alle sue ambizioni, sono indispensabili condizioni chiare: un eventuale incarico dirigenziale deve avere un perimetro certo e regole di ingaggio chiare, che coinvolgano l'allenatore Gian Piero Gasperini, il direttore sportivo Ricky Massara, lo stesso Claudio Ranieri e ovviamente la proprietà e, qualora si decidesse di averne uno, il futuro amministratore delegato.
Totti non vuole e non può essere solo un uomo immagine. Vuole e può incidere sull'area tecnica, mettendo a disposizione la sua conoscenza del calcio. Quando, come e a quali condizioni questo possa avvenire cambia non solo la forma ma soprattutto la sostanza di quello che potrà essere o non essere. Partendo dagli errori fatti in passato, che non vanno ripetuti. Lo si deve alla più importante bandiera della storia della Roma, ai suoi tifosi e anche a tutte le persone che stanno lavorando per farla crescere. (Di Fabio Insenga)

Piazza Città di Lombardia si trasforma in occasione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina in un luogo dedicato al gioco, alla scoperta degli sport invernali e della fornitura di prodotti e servizi Eni per contribuire alla sostenibilità di Milano Cortina 2026. Eni, come premium partner dei Giochi, presenta Eni WInter Village, in collaborazione con Regione Lombardia.
Progettato come un ambiente coinvolgente e aperto a tutti, Eni Winter Village accompagnerà il pubblico attraverso una serie di giochi ed esperienze: tra queste, un simulatore di discesa su snowboard, un pavimento interattivo per sfidarsi in una battaglia con palle di neve virtuali e una pista di sci di fondo urbana realizzata con materiali prodotti da Versalis (società chimica di Eni e Official Supporter dei Giochi) che, grazie ai suoi polimeri innovativi, ha sviluppato una soluzione che rende possibile sciare anche in città.
Tra i giochi, un memory game che mette in relazione i valori dello sport con quelli del mondo energetico, un quiz per scoprire i prodotti Enilive che hanno contribuito a incrementare la sostenibilità di Milano Cortina 2026, un'esperienza immersiva di Plenitude che attraverso interazioni multisensoriali ricaricherà il pubblico e una vasca di palline per i più piccoli realizzate da Versalis in plastica che in parte deriva da materia prima rinnovabile. Presente anche un’installazione che ospita la riproduzione delle Torce Olimpiche e Paralimpiche ‘Essential’, realizzate da Eni e Versalis.
Eni, che ha accompagnato il Viaggio della Fiamma Olimpica lungo tutta l’Italia come Presenting Partner, con Eni Winter Village coinvolge tutti in una occasione di divertimento durante le settimane dei Giochi Olimpici e Paralimpici e, ancora una volta, si impegna a celebrare lo sport come linguaggio universale, capace di unire diverse culture e ispirare partecipazione, inclusione e passione.

Nuove possibilità di cura dell’insufficienza cardiaca si presentano all’orizzonte. Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha espresso parere positivo per finerenone - antagonista selettivo non steroideo dei recettori dei mineralcorticoidi (nsMra) - nel trattamento degli adulti con insufficienza cardiaca e frazione di eiezione ventricolare sinistra (Lvef) ≥40%, ovvero leggermente ridotta (Hfmref) o preservata (Hfpef). Lo annuncia Bayer, in una nota, anticipando che la decisione finale della Commissione europea è attesa nelle prossime settimane. L’insufficienza cardiaca cambia il ritmo della vita prima ancora di quello del cuore. È una malattia cronica, che colpisce circa 800 mila persone in Italia, soprattutto dopo i 65 anni, e che spesso costringe a frequenti ricoveri ospedalieri, limitando autonomia, relazioni e qualità di vita. Definita, non a caso, una pandemia silenziosa, l’insufficienza cardiaca (Heart Failure – Hf) - informa la nota - è una condizione in costante crescita, alimentata dall’allungamento della vita e da diagnosi sempre più precoci, che rappresenta una sfida clinica e sociale di grande impatto.
In questo scenario, ogni giorno guadagnato conta, ogni ricovero evitato significa tempo restituito alla vita: più normalità, più relazioni, più possibilità di guardare al futuro con fiducia. È qui che la prevenzione e soprattutto l’innovazione terapeutica diventano strumenti di speranza concreta. Le terapie più avanzate oggi non si limitano ad alleviare i sintomi, ma possono modificare il decorso della malattia, migliorare la sopravvivenza e offrire ai pazienti una qualità di vita migliore. Negli ultimi decenni la ricerca ha compiuto passi importanti, portando nuove risposte soprattutto per quei pazienti in cui il cuore perde progressivamente la forza necessaria a far circolare il sangue. Per molti altri, in cui il cuore continua a contrarsi in modo apparentemente normale, ma fatica a riempirsi, le opzioni terapeutiche sono rimaste a lungo limitate. Una condizione spesso meno visibile, ma altrettanto invalidante, che cresce con l’invecchiamento della popolazione e accompagna i pazienti in un percorso fatto di sintomi persistenti e poche alternative.
Oggi, per la prima volta, l’arrivo di un nuovo farmaco apre una prospettiva concreta anche per questa forma complessa di insufficienza cardiaca, offrendo non solo una nuova opzione terapeutica, ma soprattutto una nuova possibilità per chi, fino ad ora, aveva poche risposte. Il farmaco, attualmente utilizzato per la malattia renale cronica nei pazienti con diabete di tipo 2, aveva già dimostrato anche in questo setting di pazienti di essere efficace nel ridurre il loro rischio combinato di ospedalizzazione per scompenso cardiaco e mortalità cardiovascolare.
"Il parere positivo del Chmp su finerenone per il trattamento dell’insufficienza cardiaca con frazione di eiezione lievemente ridotta o preservata rappresenta un passo importante nel ridurre l’elevato rischio cardiovascolare che grava su un’ampia e crescente popolazione di pazienti - afferma Christine Roth, Executive Vice President, Global Product Strategy and Commercialization and Member of the Pharmaceuticals Leadership Team di Bayer - I risultati dello Studio registrativo Finerts-Hf hanno dimostrato un beneficio precoce, solido e duraturo di finerenone in una vasta gamma di pazienti in aggiunta alle terapie standard. Dati che rafforzano la nostra fiducia nel potenziale del farmaco di affermarsi come un’opzione terapeutica di rilievo per questi pazienti".
La terapia dell’Hf si è rafforzata da poco più di 2 anni, con una nuova classe di farmaci, le gliflozine, nate come antidiabetici, che hanno mostrato di essere efficaci in tutti i pazienti con insufficienza cardiaca, anche se non diabetici, e indipendentemente dalla frazione di eiezione. Il nuovo studio suggerisce che finerenone potrebbe potenzialmente rappresentare un secondo pilastro della terapia nei pazienti con insufficienza cardiaca a frazione di eiezione preservata o lievemente ridotta. Finerenone, il primo farmaco mirato alla via dei recettori mineralcorticoidi (Mr) - spiega l’azienda - agisce in modo differente rispetto ad altri farmaci nel ridurre il rischio cardiovascolare, bloccando il recettore dell’ormone aldosterone, contribuendo così a ridurre infiammazione, fibrosi, fattori patogenetici centrali nella progressione delle malattie cardio-renali.
La raccomandazione del Chmp nasce da evidenze cliniche solide, ma soprattutto da risultati che si traducono in benefici tangibili per i pazienti. Lo studio registrativo di Fase III Finearts-Hf ha, infatti, dimostrato che finerenone è in grado di ridurre in modo significativo il rischio combinato di morte cardiovascolare e di ospedalizzazioni e visite urgenti per scompenso cardiaco rispetto al placebo, in aggiunta alla terapia standard. In termini concreti, meno accessi in ospedale e una maggiore continuità di vita fuori dalle corsie. Il beneficio si è dimostrato costante nel tempo e trasversale ai diversi profili di pazienti: indipendente dalle terapie di base, dalla presenza di comorbilità o dalla storia di ospedalizzazione, compresi i sottogruppi definiti dalla frazione di eiezione o dall’uso concomitante di inibitori Sglt2. Risultati che rafforzano il valore di finerenone come opzione terapeutica per una popolazione ampia ed eterogenea. I dati dello studio Finearts-Hf sono stati presentati al Congresso Esc 2024 e pubblicati contestualmente sul ‘New England Journal of Medicine’, a conferma della loro rilevanza scientifica. Lo studio - conclude la nota - si inserisce nel programma Moonraker, uno dei più ampi programmi di sperimentazione clinica di Fase III mai realizzati nell’insufficienza cardiaca, che coinvolge oltre 15.000 pazienti e mira a costruire una comprensione completa del ruolo di finerenone lungo tutto lo spettro della malattia e nei diversi contesti clinici.
'Già sperimentata penetrazione di forme esogene di criminalità
organizzata'... 
Pronti, partenza, via. Iniziano le Olimpiadi Invernali e l’attesa è tutta per lo spettacolo iniziale, la cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026 di domani, venerdì 6 febbraio. Il ‘Gran cominciamento’, per dirla con Dante Alighieri e non perdere di vista la bellezza dello spirito italiano. La cerimonia è da sempre il momento più visto, cliccato e commentato dei Giochi: “L’evento inaugurale dà il tono della rassegna. Ne racconta la natura profonda e la filosofia, il pensiero e le potenzialità del Paese ospitante”. Marco Balich, direttore creativo della cerimonia inaugurale di Milano Cortina 2026, sorseggia un caffè nel suo studio al centro di Milano e racconta così la propria idea dello spettacolo all’Adnkronos.
Balich: "Olimpiadi piattaforma per ribadire la pace"
“A Pechino 2008 – dice - l’apertura con gli iconici batteristi simboleggiava l’ingresso muscolare della Cina sulla scena mondiale. Nel 2012 Londra puntò invece sui grandi passaggi della storia britannica, mentre Parigi ha scelto due anni fa una strada più originale e coraggiosa, uscendo dal comfort del canonico stadio”. La particolarità di Milano Cortina 2026 starà nella sua natura doppia: due territori, almeno nominalmente, corrispondenti a due narrazioni. “La parte più consistente sarà a San Siro, ma la sfilata degli atleti si svolgerà pure a Livigno, in cui ci saranno gli atleti di Bormio, e a Predazzo. Sarà una cerimonia atipica, diffusa”. Mai vista. Con una grande sfida alla base: tenere tutto insieme in un’unica emozione, un filo sottile da trasferire al mondo. “La stella polare è la volontà di celebrare gli atleti, sono loro il centro gravitazionale. Quando mi fanno domande sulle celebrità e sui grandi nomi, rispondo sempre allo stesso modo. I protagonisti sono gli sportivi, le star fanno da contorno”.
Un tema fondamentale sarà quello della tregua olimpica, entrata in vigore il 30 gennaio: “Le Olimpiadi sono una piattaforma unica per ribadire con forza i valori olimpici e la pace è un cardine essenziale. Viviamo un momento storico complesso. Ad assistere, stando alle conferme, ci saranno almeno 50 capi di Stato e perciò abbiamo scelto di mettere insieme mondi molto distanti”. Tra i primi super ospiti, la star americana Mariah Carey: “Canterà una canzone in italiano (con ogni probabilità Nel blu dipinto di blu, come 'spoilerato' dai social[1], ndr), sarà spettacolare. E avremo un grande interprete cinese, il pianista Lang Lang. Un modo di ribadire come Italia ed Europa abbiano voglia di farsi portatori di pace verso un futuro più sereno”. E poi nomi di primo piano come Andrea Bocelli, Laura Pausini e Ghali: “Una cerimonia deve parlare a tutti, deve essere comprensibile anche a un quattordicenne del Kazakistan che non sa nulla dell’Italia. Significa rendere i messaggi chiari, universali e spettacolari, senza trasformare il tutto in un banale esercizio intellettuale”. Il nome di Ghali, in questo senso, è stato accompagnato da polemiche: “Considero futili le discussioni sui singoli artisti – sottolinea Balich - rappresentiamo l’Italia davanti al mondo”.
Milano Cortina, armonia tema della cerimonia inaugurale
Il tema della cerimonia sarà l’armonia. E Balich, approdato alla sua sedicesima cerimonia tra Olimpiadi e Paralimpiadi, spiega il perché con un pizzico d’orgoglio: “Ogni evento ha bisogno di un titolo e siamo partiti dal presupposto che Milano e Cortina rappresentino città e montagna, uomo e natura. La parola deriva dal greco ἁρμονία e indica due suoni che insieme creano qualcosa di migliore. Un concetto che si applica al rapporto tra culture, popoli, religioni, generi e differenze sociali. Mettere insieme le diversità in modo armonico significa costruire un mondo migliore”. Il terreno, insomma, su cui nasce l’essenza dei Giochi Olimpici: “L’unica piattaforma al mondo in cui tutte le nazioni si sentono parte di un sistema comune, sfidandosi alla pari nel rispetto delle regole”. Il braciere a Cortina sarà posto in Piazza Dibona, mentre a Milano lo sfondo sarà il pittoresco Arco della Pace, a due passi dal Castello Sforzesco: “Per ribadire ancora una volta la voglia dell’Italia di farsi ambasciatrice di valori”.
Dai 1.300 performer alle 700 persone dietro al palco, passando per le quattro location da coordinare in simultanea, i numeri svelano in parte la complessità organizzativa dell’evento. “Il giorno dello show bisogna truccare e vestire oltre 1.200 persone in un’ora e mezza, una sorta di catena di montaggio - sorride Balich -. Il Meazza ci è stato consegnato con soli 13 giorni di anticipo, un limite importante rispetto a produzioni che possono contare su mesi di allestimento, ma le sfide non ci spaventano. Le infrastrutture a Predazzo, Livigno e Cortina sono già operative e la difficoltà tecnica, soprattutto nelle comunicazioni, è stata testata con successo. Posso dire che sarà uno spettacolo molto umano, ma carico di emozione”.
Milano Cortina, le 'sorprese' della cerimonia di apertura
Ma quanto costa organizzare un evento del genere? “Storicamente - spiega il direttore creativo - una cerimonia olimpica può oscillare tra i 70 e i 200 milioni di euro complessivi”. Quelle invernali hanno però budget inferiori, tra i 20 e i 100 milioni. “Dipende dall’ambizione, ma non posso dire altro. Non sono autorizzato a diffondere questi dati”. Tra le sorprese previste nella serata del 6 febbraio, anche un tributo a Giorgio Armani: “E con lui alla moda italiana, grazie alla sfilata tricolore che precederà l’inno nazionale. I costumi sono stati disegnati da Giorgio in persona, si tratta di uno dei suoi ultimi lavori. La moda racconta anche tanto dell’influenza di Milano nel mondo”.
Per Balich, Milano Cortina sarà l’ennesimo traguardo di una carriera scintillante, che lo ‘riporta’ nella sua Italia vent’anni dopo l’esordio a Torino 2006: “Sarà speciale più delle altre volte, perché racchiude una lunga crescita professionale, partita quando il nostro Paese non esisteva nel mondo dei grandi eventi”. Il ‘monito’ arriva al termine della chiacchierata: “Sì, ci sarà qualche richiamo alle ultime Olimpiadi italiane”. E a una cerimonia rimasta nella memoria collettiva. L’Emmy Awards che ogni tanto il direttore osserva soddisfatto, accanto alla sua scrivania, fa la spia di quel successo. (di Michele Antonelli)

La Carta del docente torna nel 2026 con una serie di novità. Dall'importo ai destinatari del voucher fino ai servizi validi. "Aumentano i fondi per i servizi della carta docente e aumenta anche la platea degli utilizzatori. Abbiamo infatti deciso di aggiungere ai 400 milioni che ogni anno sono destinati a finanziare la carta docente altri 270 milioni di euro tratti dai fondi europei. Inoltre abbiamo aggiunto 253.868 utilizzatori e cioè i precari sino a 30 giugno e il personale educativo.", ha detto il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in un video social.
L'importo
L’assegno annuale della Carta del docente si riduce a 390 euro ma ognuno potrà chiedere in più alle scuole l’acquisto di computer o libri o corsi per la propria formazione, grazie al finanziamento di ulteriori 270 milioni di euro a esse assegnate e utilizzabili anche per pagare il personale amministrativo per la gestione delle pratiche.
Ora rientrano anche i docenti precari
Quest'anno la Carta del Docente si allarga anche a 200mila precari con contratto al 30 giugno. "La Carta docente era stata concepita male perché si riferiva soltanto al personale di ruolo, ma dal 2021 ci sono state alcune sentenze che hanno condannato lo Stato a pagare e a estendere la Carta docente anche ai docenti precari. Queste sentenze - ha spiegato Valditara - non erano mai state adempiute, noi abbiamo iniziato lo scorso anno e quest'anno abbiamo completato l'adempimento di queste sentenze perché giustamente i precari possano anche loro godere di questo benefit".
Come utilizzare il bonus (nel 2026 valido anche per rimborso trasporti)
"Questi quattro anni sono stati spesi un miliardo 323 milioni di euro che sono stati utilizzati con queste finalità: il 60 e mezzo per cento delle risorse è stato impiegato per l'acquisto di hardware e software, tablet, computer; il 28 per cento per l'acquisto di libri; il 6% per spese di formazione e le altre spese sono pressoché irrilevanti. Abbiamo deciso dunque di potenziare i servizi per la formazione e infatti il docente non soltanto potrà continuare ad utilizzare la Carta docente, - ha proseguito il ministro - ma potrà anche per la formazione, per l'aggiornamento quindi per il corso di lingue e via dicendo, piuttosto che per l'utilizzo di tablet e computer potrà passare dalla sua scuola. Alle scuole infatti saranno destinati quei fondi europei, 270 milioni di euro, che in passato non sempre venivano impiegati com efficienza. Le scuole dunque acquisteranno i tablet, acquisteranno i computer o eventualmente i libri e dopodiché li daranno in comodato ai docenti. Ovviamente per queste attività aggiuntive il personale sarà pagato in più con i fondi europei. Si libereranno dunque risorse importanti sulla carta docente che abbiamo deciso di destinare anche ad altri servizi. Da quest'anno infatti saranno utilizzabili pure per le spese di trasporto, anche per abbonamenti sui mezzi pubblici".
L’obiettivo è quello di finanziare, a partire dal prossimo anno, un vero e proprio welfare utilizzabile per qualsiasi spesa, al netto dei fondi assegnati alle scuole per la formazione di tutto il personale. In questa ottica, il sindacato Anief si dice d'accordo sull'idea di trasformare dal prossimo anno la stessa Carta del docente in una carta servizi che sia utilizzabile anche dal personale Ata a cui garantire il diritto per coprire ulteriori spese per la formazione.
Il sindacato Anief: "Importante 38% risorse in più"
Secondo Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, che ha vinto il ricorso in Corte di giustizia europea per estendere il bonus anche ai supplenti al 30 giugno e che aveva chiesto 100 milioni di euro per non ridurre l'importo, "è importante che il ministro Giuseppe Valditara abbia trovato ulteriori risorse per 270 milioni di euro (38% di risorse in più), assegnate alle scuole proprio per le finalità originarie previste dalla legge (formazione del personale e utilizzo del materiale didattico). Inoltre, l'idea poi di potere garantire a tutto il personale della scuola la spesa di tale bonus come Carta dei servizi, conferma l'attenzione a quel welfare recentemente introdotto con l’assicurazione sanitaria, senza togliere complessivamente la quota che da dieci è stata assegnata annualmente, quota che grazie ai nuovi servizi offerti dalle scuole aumenterà il portfolio in dotazione"
Infine, il sindacato comunica "che rimangono aperte le vertenze legali per assegnare il bonus anche ai docenti supplenti brevi e saltuari alla luce dell'ultima sentenza della Cgue e dei ricorsi già vinti presso i tribunali del lavoro. I ricorsi continuano ad essere attivati anche per tutti i docenti precari che negli anni passati hanno svolto supplenze annuali o al termine delle attività didattiche senza ricevere il bonus".

Il divorzio di Vannacci dalla Lega complica lo scenario di riforma della legge elettorale in un vero e proprio risiko di variabili tutte da definire. "C'è un giocatore in più che si muove in autonomia e che ancora non è chiaro a chi dreni voti: se al Carroccio, o a tutti i partiti della coalizione, o ai partiti fuori dalla coalizione, o al bacino degli astensionisti. Va compresa la consistenza elettorale di Vannacci e il suo posizionamento politico, ma il rischio è che per farlo i tempi si allunghino. E i tempi non sono irrilevanti, soprattutto se si vorranno seguire le indicazioni della Commissione di Venezia, organo consultivo del Consiglio d'Europa, che indica il termine di un anno prima della fine della legislatura". Ne parla con l'Adnkronos Giovanni Guzzetta, professore di diritto costituzionale all'università di Roma Tor Vergata, che da esperto di legge elettorale aggiunge: "C'è un dilemma tra tempi stretti (legati al principio dell'anno della commissione di Venezia - ndr) ed esigenza di attendere per vedere come si sviluppa il fenomeno".
"Nessuno ha capito bene quale saranno le conseguenze di questa fuoriuscita che è una gatta da pelare sia per le forze di maggioranza che per quelle di opposizione ". Prima di parlare di legge elettorale, "bisogna capire a che bacino attinge Vannacci che potrebbe prendere voti dall'elettorato astensionistico ma anche da elettori dell’opposizione particolarmente sensibili a parole d’ordine radicali. Ormai l’elettorato è molto volatile - rimarca - Si tratta, poi, di vedere che tipo di rapporto sarà intrattenuto dalle forze di maggioranza con questo soggetto politico, se vorranno coinvolgerlo nella creazione di uno schieramento o se preferiranno tenerlo al di fuori. A seconda di questa prima evoluzione ci saranno effetti sulla legge elettorale che, per come si profila, avrà sicuramente una soglia di sbarramento. Ma la collocazione di tale soglie è una scelta fondamentalmente politica. Dipende dalle valutazioni che si faranno su queste forze minori: sono vari i partiti interessati".
Che legge avvantaggerebbe Vannacci? "Parlando in astratto un sistema elettorale proporzionale gli attribuirebbe un vantaggio o svantaggio a seconda di quale sia la soglia di sbarramento e a seconda che sia al di fuori o all'interno della coalizione. Ovviamente questo ragionamento si estenderebbe a tutte le coalizioni", risponde. E il premio di maggioranza? "Astrattamente viene attribuito al singolo partito che ha più voti o alla coalizione su cui si ripartisce proporzionalmente. Ma nel sistema italiano è assai probabile che ne beneficerà una coalizione. Anche lì - precisa l'esperto - le tecnicalità sono infinite, persino come ripartire il premio all’interno della coalizione può essere variamente modulato". "Quindi alla domanda si può rispondere che: se Vannacci sarà in coalizione con il centrodestra verrà avvantaggiato dalla coalizione (e dall’eventuale premio), se fuori dalla coalizione da una soglia di sbarramento che non lo colpisca e magari escluda partiti con meno consenso ".
E alle forze di maggioranza cosa conviene? "Dipende da come valuteranno il rapporto con il movimento dell'ex Generale e la sua affidabilità rispetto alla coalizione - prosegue Guzzetta - Il problema non è solo vincere ma avere una coalizione che resta coesa e questa è una valutazione squisitamente politica oltre che speculare ai problemi delle coalizioni della opposizione". Magari restare con la legge elettorale attuale? "A me sembra superata dalla stessa volontà di farne un'altra - conclude il professore di Tor Vergata - e non direi che la fuoriuscita modifichi sostanzialmente il quadro". Le forze politiche sanno infatti che quella vigente, il Rosatellum, favorisce la coalizione che si presenta più unita alle urne e che, nel caso in cui l’opposizione, questa volta, riesca a presentarsi unita, il rischio è di un sostanziale pareggio tra le due, a detrimento della governabilità del Paese e con la possibilità di ritorno a governi tecnici. (di Roberta Lanzara)

"Sappiamo che il mieloma multiplo è una patologia ematologica oncologica dove abbiamo diversi bisogni insoddisfatti da colmare. Questo ci ha portato a sviluppare il nostro farmaco belantamab, che ha un meccanismo d'azione sicuramente innovativo per andare a colmare questi bisogni insoddisfatti. Siamo al fianco della comunità scientifica e dei pazienti perché in questi percorsi è fondamentale la collaborazione. Vogliamo garantire ai pazienti un tempo e una qualità di vita migliore". Così Elisabetta Campagnoli, direttore medico Oncoematologia di Gsk, all’incontro con la stampa sul tema 'Mieloma multiplo: nuove terapie, aumento della sopravvivenza, cronicizzazione', organizzato dalla stessa azienda oggi a Milano.
L'efficacia di belantamab è confermata dagli studi clinici "Dreamm-7 e Dreamm-8 che hanno dimostrato l’impatto importante in termini di sopravvivenza nei pazienti refrattari, quindi recidivati, dalla prima linea, affetti da mieloma multiplo - spiega Campagnoli - Per questa patologia ci sono diversi trattamenti che possono essere utilizzati, ma è tipico delle malattie ematologiche oncologiche andare a sviluppare una sorta di refrattarietà". Per questo, "una volta finito un trattamento, il paziente molto spesso recidiva e ha bisogno di cambiare il meccanismo d'azione del trattamento – chiarisce – L’innovazione di belantamab sta proprio nel nuovo meccanismo" d'azione.
Infine Campagnoli ribadisce l’impegno di Gsk "che non finisce qui - assicura - perché sono diversi gli studi ancora in corso nell'ambito del mieloma multiplo per trovare sempre di più la possibilità di dare una risposta precoce ai pazienti".

"Il tumore della vescica coinvolge circa 31.000 nuovi pazienti l'anno in Italia e in una piccola quota di questi pazienti la malattia esordisce già come una forma avanzata, ovvero con delle metastasi. Un'altra quota di pazienti che ha una diagnosi in una fase localizzata di malattia evolve purtroppo verso una forma avanzata. Quando ci troviamo di fronte a questi pazienti l'obiettivo delle cure è quello di aumentare la sopravvivenza e migliorare la qualità di vita". Così Roberto Iacovelli, professore associato di Oncologia medica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Fondazione Policlinico Gemelli, Irccs di Roma, all'incontro con la stampa promosso da Msd oggi nella Capitale, dopo che Aifa ha approvato la rimborsabilità di pembrolizumab in 3 nuove indicazioni (carcinomi cervice, endometrio e urotelio) che si aggiungono alle attuali 25.
"Ed è proprio in questo contesto che l'utilizzo dell'immunoterapia pembrolizumab in associazione ad un altro farmaco, l'anticorpo coniugato enfortumab vedotin, è in grado di aumentare le aspettative di vita dei pazienti, di raddoppiare la sopravvivenza, la possibilità di controllare più a lungo la malattia e di ridurre nel 70% dei casi circa la malattia in una maniera in clinicamente significativa, con un 30% dei pazienti che ha una scomparsa della malattia, ovvero delle metastasi. E questo ovviamente si traduce clinicamente in un benessere importante per i pazienti, perché significa togliere la malattia, togliere tutti i sintomi legati alla presenza della malattia". "Ecco - conclude - in questo nuovo contesto, in questo gruppo di pazienti sta cambiando, grazie a questa nuova associazione, il trattamento. E tutti i pazienti in Italia che esordiscono con una malattia di tipo metastatico localmente avanzato devono essere valutati per l'avvio di un trattamento con pembrolizumab in associazione con enfortumab vedotin".
Attese onde alte sino a 5 metri nelle prime ore di venerdì 6...



