
Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, giovedì 19 febbraio. Centrato invece un '5' da 179.653,22 euro. La schedina vincente è stata giocata al bar di piazza Castello ad Avezzano (L'Aquila). Il jackpot per il prossimo concorso sale a 123,5 milioni di euro.
Quanto costa una schedina?
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
I punteggi vincenti
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
Come si verifica la vincita
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
I numeri vincenti
La combinazione vincente del concorso di oggi è: 20, 39, 40, 43, 76, 90. Numero Jolly: 53. Numero SuperStar: 53

Il Consolato Generale d’Italia a Istanbul sta seguendo la vicenda del giornalista italiano Andrea Lucidi che è stato fermato nel pomeriggio dalla polizia turca insieme ad altri colleghi di diverse nazionalità e condotto presso un centro di espulsione nei pressi di Istanbul, dove si troverebbe tuttora. Lo si apprende da una nota della Farnesina.
La Farnesina, in costante raccordo con il Consolato Generale a Istanbul, è in contatto con le autorità locali per acquisire ogni elemento utile sulla situazione e garantire al connazionale la necessaria assistenza consolare.
Lucidi, noto sui social per le sue posizioni filorusse, su X si presenta come "giornalista e corrispondente dalle aree di crisi" e su Linkedin appare come corrispondente di guerra di International Reporters, sito che secondo Reporter Without Borders (RSF) sarebbe finanziato dal Cremlino e sarebbe uno strumento utilizzato dalla Russia per giustificare l'invasione dell'Ucraina.
Il canale Telegram Donbass Italia riferisce che Lucidi faceva parte di una "delegazione internazionale" che "è stata arrestata in Turchia durante una missione di raccolta di informazioni. I membri della delegazione internazionale, che sono arrivati in Turchia il 18 febbraio 2026 con l'obiettivo di raccogliere informazioni sulle prigioni di isolamento di tipo S, R, Y, sono stati arrestati a Istanbul. Oggi (19 febbraio) al mattino, i membri della delegazione, composta da avvocati, giornalisti, attivisti per i diritti umani e politici, hanno incontrato gli avvocati del Halkın Hukuk Bürosu (Ufficio Legale del Popolo), dopo di che sono stati arrestati per strada e portati all'Ufficio per le Migrazioni per la deportazione". Si profila, quindi, l'espulsione.

Dal referendum sulla giustizia alle parole del presidente francese Macron, dal Board of Peace all'Iran. Molti i temi toccati dalla premier Giorgia Meloni durante un'intervista.
Referendum giustizia
"A me fa molto sorridere 'il governo se perde il referendum va a casa'…Allora, io ho già chiarito ma interessa agli altri, perché chi non può parlare del merito della riforma per cercare portare i suoi sostenitori a votare deve spostare l'obiettivo. Se l'obiettivo non è la riforma, ma è mandare a casa Meloni.... Noi votiamo per le elezioni politiche fra un anno, quando gli italiani mi vogliono mandare a casa fra un anno hanno un'enorme occasione di mandarci a casa", ha detto Meloni a Sky Tg24, riferendosi all'esito del referendum sulla giustizia.
"Io - ha continuato la premier - a differenza di altri, non sono una che rimane abbarbicata al potere se gli italiani non vogliono che io continui a governare questa nazione. Quindi fra un anno gli italiani ci giudicheranno, chiaramente dopo tutto il lavoro che è stato fatto, io credo che sia giusto che ci giudichino sul complesso del lavoro fatto: la riforma della giustizia è importantissima, ma è una delle 500 cose che abbiamo fatto. Vorrei che fossimo giudicati sul complesso. Il 22 e il 23 marzo si vota sulla giustizia non sul governo e qualsiasi decisione prenderanno inciderà sulle loro vite molto oltre la durata di questo governo, perché una riforma costituzionale così importante incide sulla tua vita e su quella dei tuoi figli".
"Un consiglio agli italiani: andate a votare, ma votate con coscienza, guardando a quello a cui state votando. E votate per voi, non per me, contro di me, perché non c'entra niente", dice ancora Meloni.
"Io penso che sia molto importante che questa campagna referendaria rimanga sul merito di quello di cui stiamo parlando - ha quindi sottolineato - Vedo un tentativo di trascinarla in una sorta di lotta nel fango, mi pare che sia più un tentativo di quelli che hanno difficoltà ad attaccare una riforma che in passato, in vario modo, hanno sostenuto e proposto. Credo che non convenga a chi, come noi, ha fatto banalmente una riforma di buon senso: non è una riforma di destra o di sinistra, lo dimostra proprio il fatto che è stata negli anni e nei decenni proposta dalle più svariate componenti politiche", ha detto ancora meloni.
"E’ una riforma di buon senso – ha ribadito - che consente di avere una giustizia più giusta, di liberare il merito dei magistrati anche dal giogo delle correnti e che stabilisce un principio banale ma anche molto importante, che anche il magistrato qualora dovesse sbagliare viene giudicato da un organismo terzo".
"Io penso che sia importante stare sul contenuto di questa riforma e non cercare di trasformarla in altro: una polarizzazione, un referendum sul governo. Questo interessa a chi non vuole stare nel merito, non interessa noi perché io penso che questa riforma e la sua conferma possano fare del bene all'Italia", ha affermato.
"Non personalizzo un tema che è così importante per la vita dei cittadini. Io penso che migliorare lo stato della giustizia italiana non sia qualcosa che si fa per il governo o contro, lo si fa per sé stessi, per l’Italia, per avere una nazione più moderna. Ogni volta che si cerca di far qualcosa per migliorare lo stato della giustizia i toni diventano apocalittici. Perché tutto in Italia si può migliorare tranne che la giustizia? E’ così perfetta?" Serve "migliorarla vale anche per i magistrati, questa non è una riforma contro i giudici. Si può non essere d'accordo, ma non capisco i toni apocalittici, da fine del mondo, che si stanno utilizzando", ha detto ancora.
Csm
"Non ho sentito il presidente della Repubblica in queste ore, ci eravamo visti la sera prima" che andasse alla riunione del Csm "nel tradizionale incontro dell’anniversario dei Patti lateranensi. Ho trovato le parole del presidente giuste e anche doverose. Penso che sia giusto il richiamo il rispetto delle istituzioni e penso sia stato giusto il passaggio in cui il presidente dice anche che è un’istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe di natura politica", ha detto ancora.
Niscemi
"Niscemi l'abbiamo trattata a parte, anche se nello stesso decreto, con un investimento di 150 milioni di euro che è destinato prevalentemente a demolire le case che devono essere demolite, a mettere in sicurezza il territorio e a dare risposte a chi ha perso la casa. Insieme al ripristino delle infrastrutture, bisogna combattere un isolamento a Niscemi", ha affermato ancora Meloni riferendosi alla frana nel comune siciliano in provincia di Caltanissetta.
"Oltre alle misure che valgono per tutte e tre le regioni colpite "nel caso specifico di Niscemi abbiamo deciso di nominare un commissario straordinario nella figura del capo della Protezione civile, così è immediatamente operativo. Perché per me la cosa più importante a Niscemi è che non accada di nuovo quello che è accaduto alla fine degli anni '90. Quando gli indennizzi per alcuni dei cittadini che appunto erano stati coinvolti in una analoga frana sono arrivati anche dopo 14 o 18 anni".
Macron
"Mi ha molto colpito questa dichiarazione di Macron, non me l'aspettavo. Punto primo, perché la mia riflessione non è nello specifico della Francia, io ho fatto una riflessione nella quale credo, su come si sta polarizzando nelle grandi democrazie occidentali particolarmente lo scontro politico. Io vedo un clima che non mi piace, lo vedo in Italia, lo vedo in Francia, lo vedo negli Stati Uniti", ha detto la premier.
Il presidente francese ha esortato Meloni a smettere di "commentare ciò che sta accadendo in altri Paesi[1]", in seguito alle dichiarazioni sull'omicidio dell'attivista di destra Quentin Deranque, picchiato a morte da oppositori politici a Lione.
"Ho commentato anche l'omicidio di Charlie Kirk quando fu, e non perché diciamo ci sia volontà di ingerire, ma perché credo che sia una riflessione che le classi dirigenti devono fare su come si combatte un clima che può riportarci indietro di qualche decennio, una storia che l'Italia ha vissuto molto bene e che tra l'altro la Francia conosce molto bene, avendo dato asilo politico a fior fiore di brigatisti rossi per qualche decennio", ha sottolineato aggiungendo: "Quindi io non l'ho vissuta come un'ingerenza. Mi dispiace che Macron la viva come un'ingerenza. Penso che l'ingerenza sia un'altra cosa. Penso che l'ingerenza sia, ad esempio, quando un leader viene eletto a capo del governo dai propri cittadini, sentire uno Stato straniero che dice 'vigileremo sull'applicazione dello Stato di diritto', quella è ingerenza. Intervenire tra l'altro esprimendo solidarietà al popolo francese su una materia che chiaramente riguarda tutti quanti non è ingerenza. Quindi mi dispiace che Macron non l'abbia capito".
Board of Peace per Gaza
Quello per la pace in Medio Oriente "è sicuramente un lavoro molto lungo, ho parlato con il ministro Tajani, che rappresentava l’Italia come Paese osservatore in questa riunione e mi riferiva di una riunione concreta, costruita su come implementare i vari punti del piano di pace. Noi sappiamo che la tregua è fragile e che il lavoro che serve per stabilizzare il cessate fuoco e la prospettiva dei due Stati, quindi una stabilizzazione definitiva del Medio Oriente, è un lavoro complesso", ha detto quindi la premier riferendosi al Board of Peace per Gaza[2].
"Oggi c’erano a Washington la maggioranza dei Paesi europei, tutti gli attori coinvolti nella regione e interessati alla pace in Medio Oriente e anche diversi altri attori. Io credo che sia molto importante un contributo coeso da parte della comunità internazionale sulla questione, che è particolarmente delicata e importante per i Paesi mediterranei e quindi anche per l’Italia, ed è la ragione per la quale ho considerato importante esserci. Ma – ha aggiunto – è ancora lungo".
"L’Italia sta offrendo la disponibilità su diversi fronti, uno di questi è la formazione delle forze di sicurezza palestinesi ed è condivisa trasversalmente in Parlamento, e poi vedremo quali sono le altre forme di partecipazione richieste", conclude sul tema Meloni.
Ucraina
"Vedo importanti passi in avanti" per la guerra in Ucraina. "Nei documenti c’è un lavoro molto buono fatto sul tema delle garanzie di sicurezza per Kiev, che tra l'altro muove da una proposta italiana che era quella di disegnarle sul modello dell'articolo 5 del Patto Atlantico. C'è un lavoro sulla ricostruzione dell'Ucraina che pure è a buon punto, e c'è un piano di pace nel quale pure ci sono molte questioni che sulla carta sono state risolte. Salvo che siamo molto lontani dal risolvere la questione principale che è quella dei territori, dove la Russia continua ad avere delle pretese che secondo me sono assolutamente irragionevoli. E credo che sia, come ho detto molte volte, importante che noi riusciamo a raggiungere la pace, ma anche che riusciamo a raggiungere una pace giusta. Perché quando saltano le regole del diritto internazionale si costruisce una situazione che può essere sempre solo più caotica, e non è nel nostro interesse un mondo di questo genere".
Iran
Quelli su un eventuale intervento Usa in Iran[3] "sono anche miei timori, chiaramente da una parte noi dobbiamo assicurarci che l'Iran non si doti dell'arma nucleare, sappiamo quali sono i rischi connessi, dall'altra parte io penso che sarebbe importante in questa fase riuscire a trovare un accordo ed evitare elementi che possono essere ulteriormente esplosivi in una situazione che è già abbastanza fragile. Dopodiché bisogna vedere se c'è la buona volontà per farlo".
"L'Italia già in passato - ha aggiunto Meloni - ha dato su questo il suo sostegno, il suo contributo. Noi abbiamo anche ospitato qui in Italia due turni di negoziazioni, e siamo disponibili a farlo ancora, e stiamo cercando di far passare messaggi in questo senso".

"Crediamo fortemente nel ruolo dell'Onu" ma "il Board of Peace è una proposta interessante". Così il ministro degli Ester Antonio Tajani che oggi, giovedì 19 febbraio, ha preso parte come osservatore alla prima riunione a Washington insieme a rappresentanti dell'Unione europea.
"Se c'è la possibilità di rinforzare la presenza internazionale portatrice di pace con le Nazioni Unite e con il Board of Peace, mi pare che sia un fatto positivo. Nessuno vuole escludere nessuno e le parole di Trump[1] vanno nella giusta direzione, almeno per quanto pensiamo noi", ha affermato in un punto stampa al termine della prima riunione del Board.
"Mi pare che sia una proposta interessante da seguire e da valutare insieme agli altri Paesi europei, se sarà il caso - ha aggiunto Tajani - ne parleremo anche al prossimo Consiglio degli Affari Esteri a Bruxelles, io dirò quello che pensiamo, quello che pensa l'Italia, io ho ricevuto un mandato parlamentare per essere qui", ha aggiunto.
Quella americana "è l'unica reale proposta che c'è sul tavolo per costruire la pace in Medio Oriente, se ce ne fossero altre si valuterebbero, ma adesso c'è soltanto questa come proposta completa".
"Mi pare che tutte le grandi protagoniste della situazione in Medio Oriente, Arabia Saudita, Qatar, Emirati, Egitto, Giordania, sono tutti lì a partecipare, a dire la loro, quindi mi pare che sia giusto che anche l'Italia sia presente", ha rivendicato il titolare della Farnesina.
Quanto all'ipotesi che il nostro Paese diventi membro permanente del board "non è possibile - ha chiarito il ministro - perché l'articolo 11 della nostra Costituzione ci impedisce di far parte di organismi internazionali nei quali non c'è una parità tra tutte le parti".
L'appello all'Iran: "Scelga la via del dialogo"
Quanto ai venti di guerra che soffiano sull'Iran, "vediamo cosa accadrà in occasione dei colloqui che ci sono tra iraniani e americani. Speriamo che l'Iran non voglia continuare nel percorso di costruzione della bomba atomica", ha affermato Tajani perché in quel caso sarà "difficile trovare un accordo. Se persegue quest'obiettivo rappresenta una minaccia", ha affermato il ministro degli Esteri. "Se l'Iran è quello che strappa la fotografia di Mattarella e degli altri capi di Stato europei è un Iran che ci preoccupa. Mi auguro invece che l'Iran diventi più ragionevole e faccia la scelta del dialogo e del confronto e non persegua la via di un armamento atomico", ha aggiunto Tajani.
A una domanda di Adnkronos sul possibile attacco americano contro Teheran, già questo weekend, il ministro degli Esteri ha preferito non commentare: "I periodi ipotetici non vanno mai commentati, bisogna sempre commentare le cose quando accadono. Io mi auguro che si possano trovare accordi senza ricominciare una guerra nell'area. Mi auguro che i colloqui in corso possano arrivare a buon fine".
La risposta a Macron
Quanto alla reazione di oggi del presidente francese Emmanuel Macron[2], alle dichiarazioni della premier, Giorgia Meloni, sull'omicidio a Lione dell'attivista di destra, Quentin Deranque, Tajani ha chiarito che "non c'è nessuna interferenza nella politica francese, non capisco perché sia stata fatta questa dichiarazione".
"Qui nessuno si occupa degli affari interni degli altri - ha sottolienato -. Quando esplode la violenza politica esplode non soltanto in Francia. E' giusto dire: attenzione l'Occidente non può diventare un luogo dove l'avversario si trasforma in un nemico da abbattere", ha proseguito Tajani, secondo cui "questo coincide perfettamente con i valori dell'Unione Europea. Non c'è nessun male a parlare di una questione che riguarda la Francia, lo abbiamo detto anche quando è successo in America".

"Questo incontro mi fa molto piacere, anche nell’ottica” del confronto “sulla legge della Montagna, che sta facendo storcere il naso a parecchi sindaci, oltre che a me. Oggi, qui, ho trovato parecchi spunti e parlando con altri sindaci vedo che siamo d'accordo: non è una legge giusta". Così Domenico Giangiordano, sindaco di Roccascalegna, in provincia di Chieti, agli Stati generali dei piccoli comuni, in svolgimento fino al 20 febbraio presso il Centro Congressi la Nuvola a Roma.
"Ho lottato per 14 anni per trasformare il mio paese da un piccolo paese che aveva 5.000 turisti all'anno, ad uno che ne ha 45mila. Abbiamo lottato, abbiamo mantenuto le scuole, che sono la spina dorsale dei nostri paesi. Chi investe nei piccoli centri sono coloro che vogliono restarci - prosegue - Questi incontri devono avvenire sempre più spesso perché così si incontrano anche le idee".
"Queste leggi andrebbero scritte" in seguito ad un "confronto con i territori. Questa di certo è una legge scritta soprattutto per le Alpi e non per gli Appennini, dove non abbiamo grandi cime ma abbiamo aree collinari disagiate, dove è difficile mantenere le scuole e dove non abbiamo ospedali vicini - aggiunge il primo cittadino di Roccascalegna - dobbiamo scrivere le leggi avvicinandoci ai territori, si deve venire a vedere il livello di vita, perché lo spopolamento sta avvenendo dappertutto e soprattutto da noi".
Documento in 4 punti presentato da legali, ora la decisione spetta
al pm...
Chiesta applicazione contratti, assunzioni, soluzioni al
sovraffollamento... 
Carlos Alcaraz furioso a Doha. Oggi, giovedì 19 febbraio, il tennista spagnolo sfida il russo Karen Khachanov nei quarti dell'Atp 500 qatariota, in una partita segnata da un nervosismo crescente. Alcaraz infatti ha avuto una discussione piuttosto accesa con il giudice di sedia, dopo che lo stesso gli aveva rifilato un time violation che non ha trovato d'accordo il numero uno.
"Non hai fermato il tempo", ha detto Alcaraz avvicinandosi all'arbitro, "l'ho fatto. Ho fermato il tempo a 25 secondi dall'inizio. Poi hai preso l'asciugamano e ho riavviato l'orologio". La discussione si accende: "Quanto tempo hai fermato l'orologio? Dimmi", "Carlos, ho smesso di contare finché non sei arrivato. Ho smesso di farlo a 25 secondi dal momento in cui hai raggiunto l'asciugamano".
"Quindi non mi è permesso prendere l'asciugamano", ha ribattuto stizzito Alcaraz. "Ho fermato il tempo finché non hai raggiunto la zona in cui hai chiesto al raccattapalle di prendere l'asciugamano. Non posso annullarlo", è stata la ferma replica del giudice di sedia. Lo spagnolo è quindi tornato a servire continuando a 'borbottare' "non mi è permesso andare all'asciugamano, non mi è permesso".
Andando avanti con il match, il nervosismo di Alcaraz è aumentato: "Le regole dell'Atp sono una m***a", ha urlato verso il suo angolo, trovando, anche in questo caso, la pronta risposta dell'arbitro: "Abbiamo capito".
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Sguardo smarrito, parole biascicate e frasi quasi prive di senso. Quello che doveva essere un semplice collegamento dai Giochi invernali di Milano Cortina si è trasformato in un caso mediatico internazionale .
Protagonista, suo malgrado, la giornalista australiana Danika Mason, volto di ‘Channel 9’ e inviata del programma Today. Durante il collegamento dedicato agli eventi sportivi della giornata, Mason è apparsa con voce impastata e lo sguardo poco lucido per poi dire cose del tutto fuori contesto, come il prezzo del caffè. "Il prezzo del caffè qui va benissimo, è quello americano che dovremo imparare a sopportare. Sulle iguane, invece, non so dove vogliamo andare a parare", ha detto con sguardo confuso.
Il video ha fatto rapidamente il giro sui social, dividendo gli utenti tra chi ha difeso la giornalista e chi invece ha parlato di un comportamento poco professionale. Il giorno successivo Mason è tornata in onda e, al termine del servizio, ha chiesto scusa pubblicamente. Ha ammesso di aver "sottovalutato la situazione" e di aver bevuto prima della diretta, spiegando che il freddo e il non aver cenato hanno amplificato gli effetti dell’alcol: "Voglio assumermi la piena responsabilità, non è lo standard che mi impongo", ha dichiarato, mortificata.
Per difenderla è intervenuto anche il primo ministro australiano Anthony Albanese, che ha invitato a ridimensionare il caso, suggerendo che potesse trattarsi anche di semplice stanchezza da viaggio e di fuso orario.
Tra la passione per l'opera lirica e la forza d'animo...
Comitati e associazioni uniti in una mozione, 'giunta Todde impugni
norme statali'... Parole piene di affetto, di considerazione per persone e animali, mostrano la sensibilità che a 10 anni aveva la futura regina Elisabetta, quando scrisse una lettera alla sua governante alla Royal Lodge, Beatrice Stillman. Ma non solo: la missiva ritrovata in un baule dagli eredi della dipendente della famiglia reale porta alla luce le qualità artistiche della bambina. Non solo non è presente alcuna cancellatura ed errore di ortografia, ma i disegni sono bellissimi, le proporzioni dei personaggi ritratti perfette.

Stimato a 4.500 euro, il documento sarà messo all'asta il 27 febbraio presso Hansons Auctioneers a Penshurst, nel Kent. Scoperta da William Westacott, pronipote della signora Stillman, la lettera era rimasta per anni in un baule di pelle blu marchiato Harrod's sotto il letto della madre, scomparsa due anni prima. Elisabetta la scrisse durante una vacanza in Cornovaglia, a Praa Sands, inviando notizie alla sua governante, dicendole di aver raccolto dei fiori. "Cara Beatrice, ti mando delle primule selvatiche che abbiamo raccolto. Ce ne sono alcune rosa pallido e altre gialle. È molto piacevole qui. Puoi andare in spiaggia dal giardino".
La bambina si informa anche sulla salute dei suoi animali: "Spero che gli uccelli stiano bene e che i pesci rossi siano ancora vivi. Potresti dare delle primule a Cootie (intendo la signorina Coote) e alla signora Wade? Jock (il pony, ndr) è in ottima forma e molto felice qui. Tata e Joanna ti mandano i loro saluti". I disegni sulla lettera sono la parte più impressionante della scoperta. Due banditi a cavallo adornano l'angolo in alto a sinistra del documento. Sotto di loro, una bambina, di nome Mary, è assorta nella lettura, mentre un bambino con i calzini alti fino al ginocchio, John, è seduto a gambe incrociate. Tra loro c'è un cane di nome Jim. In fondo alla lettera, un bambino salta un ostacolo a cavallo, mentre un uomo con un bastone da passeggio accarezza un altro cavallo.
Le proporzioni nei disegni sono perfette, così come il senso del movimento; l'attenzione ai dettagli e la precisione del tratto sono impressionanti per un bambino di quell'età. Un talento che la regina non ha mai mostrato, poiché le capacità artistiche della famiglia erano principalmente quelle di Carlo III o di suo padre, il principe Filippo. "Quando ho visto la lettera per la prima volta, mi è venuta la pelle d'oca", ha detto il banditore d'asta James Matthews al Telegraph . "Queste poche righe ci permettono di capire tutto ciò che sappiamo della defunta regina. Appare attenta, gentile e attenta al benessere degli altri, proprio come lo era negli ultimi anni", ha continuato.

"MyPlant & Garden è una fiera bellissima. Parlare dei campi di calcio è solo una piccola parte della manifestazione, in quanto il resto è dedicato agli espositori e a chi si occupa di fiori, di piante e di tutto ciò che ha inerenza con il verde e con tutte le nuove tecnologie che penso possano dare un contributo a migliorare questo aspetto della nostra economia". A dirlo Giancarlo Camolese, vice presidente componente professionistica Aiac-Associazione italiana allenatori calcio, alla decima edizione di MyPlant & Garden, il salone internazionale del verde, in svolgimento nei padiglioni di Rho Fiera Milano dal 18 al 20 febbraio 2026.
"Oggi rappresento l'Associazione allenatori, capillare sul territorio: siamo una componente tecnica, abbiamo circa 20mila associati e siamo all'interno del Consiglio federale, dando il nostro contributo quando ci viene richiesto -spiega-. Il nostro primo compito è sostenere la figura dell'allenatore, che negli anni è cambiata molto, in quanto ora ci sono staff molto numerosi, ad esempio al nostro interno ci sono anche i preparatori atletici, però teniamo in considerazione anche le osservazioni che ci arrivano da altre figure che fanno parte degli staff e che sono altrettanto importanti".
Camolese, poi, a margine del panel 'Fattore campo: impatto diretto su performance e risultati. Strategia, gestione, sostenibilità. Prospettive e case history', a cui ha preso parte, ha parlato anche dell’evoluzione dei manti erbosi nel tempo: "C'è stato un grande cambiamento nel corso degli anni. Il calcio si gioca dal 1863, ma in realtà i terreni sono cambiati. Io ricordo i campi in terra battuta e quelli un po' 'spelacchiati' -sottolinea il vice presidente di Aiac-. Adesso, invece, parliamo di campi in sintetico, di campi in erba, molto belli e curati, e anche di campi misti. Tutto questo aiuta la qualità del gioco e soprattutto la sicurezza. Come allenatori siamo i primi a preoccuparci del campo proprio perché sappiamo che un bel campo favorisce la qualità del gioco e previene infortuni. Pertanto, siamo sempre molto attenti. Sappiamo e ci rendiamo conto che non è facile perché bisogna curare con grande attenzione i manti erbosi e quelli misti. Adesso con i sintetici, molto probabilmente le molte partite che si fanno sono più o meno legate alla qualità del campo, però, il campo è sempre qualcosa che l'allenatore guarda subito, così come i giocatori", conclude.

"La sostenibilità del verde sportivo e degli stessi impianti sportivi comincia ad essere un tema particolarmente importante, anche alla luce del fatto che la presenza di impianti è direttamente proporzionale alla crescita del movimento. In un momento complicato e difficile come questo, in cui i ragazzi cercano proprio quei punti di riferimento che mancano, avere la disponibilità di attrezzature e di impianti sportivi significherebbe avere un grosso ammortizzatore sociale, capace di dare una mano soprattutto a questi ragazzi". Sono le parole di Mauro Grimaldi, amministratore delegato Federcalcio Servizi, intervenendo al panel 'Fattore campo: impatto diretto su performance e risultati. Strategia, gestione, sostenibilità. Prospettive e case history', nel contesto della decima edizione di MyPlant & Garden, il salone internazionale del verde, in svolgimento nei padiglioni di Rho Fiera Milano dal 18 al 20 febbraio 2026.
"Rispetto ad anni fa, il panorama è cambiato: gli impianti sportivi e gli stadi possono diventare anche un terreno sperimentale per ottimizzare costi, ambiente, energia, servizi -prosegue Grimaldi-. Le possibilità di farlo ci sono". Un altro tema cruciale è quello della proprietà e della gestione di queste infrastrutture: "L'80% degli impianti sono degli enti locali. Per poter dare la possibilità di investire ai privati, c'è bisogno di una sinergia più complessa. Se il privato vuole investire, deve avere la disponibilità dell'impianto almeno per 15-20 anni, cosa che adesso non succede, e poter accedere a varie fonti di finanziamento. È importante che si intervenga velocemente perché abbiamo un patrimonio di impiantistica sportiva molto vecchio, alcuni impianti risalgono addirittura a prima della guerra e hanno bisogno di essere attenzionati e mantenuti".
Da parte del movimento sportivo "c'è grande sensibilità su questo tema. Nelle strutture c'è adesione, c'è movimento, il campo sportivo è punto di aggregazione, dialogo e formazione, oltre che di condivisione di valori. Per questo dobbiamo dialogare in maniera sinergica con gli enti locali, il governo, le società sportive, le banche e gli enti di promozione, per cercare di creare una squadra in cui tutti cercano di trovare delle soluzioni adatte -spiega-. Oggi parleremo di questo, stiamo cercando di ‘provocare delle reazioni’ perché si prenda finalmente coscienza di questo problema. Il fatto che ci sia un settore dedicato al verde sportivo a MyPlant & Garden trovo che sia un grande passo avanti -conclude- perché ci dà la possibilità di mostrare come oggi la tecnologia permetta di fare impianti modernissimi, con un livello di ottimizzazione incredibile e sistemi di manutenzione altrettanto avanzati. Stiamo infatti ragionando sulla possibilità di creare dei corsi di formazione per chi mantiene i campi sportivi. La competenza e la professionalità sono infatti estremamente importanti e credo che sia corretto formare i giardinieri e i manutentori sulle nuove tematiche e i nuovi materiali".



