Leader del M5s a Sassari in vista del referendum del 22 e 23 marzo...
Un 29enne, ubriaco, è stato arrestato a Carbonia... 
'Belve' di Francesca Fagnani si prepara a tornare dal 7 aprile nel prime time del martedì di Rai2, con una importante novità. Dopo l'esperimento andato in onda nell'ultima puntata della scorsa edizione, lo spazio dedicato ad un montaggio dei provini di persone comuni diventerà una 'striscia' presente in ogni appuntamento della nuova edizione. La conduttrice aveva chiuso la prima puntata della scorsa edizione autunnale del programma con un invito ai telespettatori a proporre la propria candidatura.
"Avviso ai naviganti: in molti mi chiedono di
intervistare persone comuni. Per dire cosa? Chi pensa di essere
giusto per questo sgabello, scriva a questo fantastico indirizzo",
aveva detto la conduttrice mentre sullo schermo appariva
l'indirizzo mail
Le puntate previste al momento, secondo quanto risulta all'Adnkronos, sono otto: cinque dovrebbero essere dedicate alla versione tradizionale del programma con le interviste senza rete a persone famose (con l'aggiunta appunto dei provini di gente comune) e tre allo spin off 'Belve Crime'. Sulle interviste, sono iniziate a circolare già le prime indiscrezioni, alcune delle quali trovano conferma: Amanda Lear e Micaela Ramazzotti saranno tra le ospiti che si siederanno sul temuto sgabello. Ma circolano anche rumors non confermati, come quello di un corteggiamento del cantante dall'identità misteriosa Tony Pitony.

Produrre vaccini precisi in tempi record grazie (anche) all'Ia. E' la promessa della Reverse Vaccinology 3.0, tecnologia descritta su 'Nature Reviews Microbiology' in un articolo firmato da Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, Emanuele Andreano, responsabile del Laboratorio di Sierologia della stessa Fondazione, insieme a Jason McLellan dell'università del Texas, Usa. 7
"Negli ultimi 25 anni abbiamo visto evolvere profondamente il modo di sviluppare i vaccini - spiega Rappuoli - Con la Reverse Vaccinology 3.0 integriamo genomica, immunologia e intelligenza artificiale per identificare antigeni e progettare vaccini in modo molto più rapido e razionale. L'Ia ci permette di analizzare grandi quantità di dati biologici e di individuare nuovi bersagli vaccinali in tempi che fino a pochi anni fa erano impensabili. E' un cambiamento profondo nel modo in cui possiamo studiare i patogeni e sviluppare nuove strategie di prevenzione".
Da un quarto di secolo a oggi, ricostruisce lo scienziato, "la vaccinologia ha vissuto tre grandi rivoluzioni. La prima è stata la Reverse Vaccinology introdotta nel 2000, che ha utilizzato l'analisi genomica per individuare antigeni protettivi dei patogeni. La seconda fase ha sfruttato lo studio degli anticorpi monoclonali umani per comprendere quali parti del virus o del batterio siano davvero responsabili della protezione immunitaria. La Reverse Vaccinology 3.0 aggiunge a questi strumenti la potenza dell'intelligenza artificiale e della modellistica strutturale. I dati sugli anticorpi e sugli antigeni possono essere analizzati con modelli computazionali avanzati, riducendo drasticamente i tempi necessari per identificare nuovi bersagli vaccinali e allo stesso tempo aumentando la qualità, sicurezza e stabilità dei prodotti che vengono disdegnati. Il metodo è stato applicato allo studio del virus Mpox, consentendo di identificare un nuovo antigene neutralizzante, denominato OPG153, attraverso modelli di previsione strutturale basati su AlphaFold e successivamente confermato con tecniche di microscopia strutturale".
"L'integrazione tra biologia e Ia potrebbe aprire una nuova fase nella progettazione di vaccini, anticorpi, e terapie immunologiche", prospetta il Biotecnopolo. "Questo approccio rappresenta un campo ancora emergente, ma con un grande potenziale per il futuro della medicina. Le stesse tecnologie potrebbero essere applicate anche ad altri ambiti della ricerca biomedica, dalla progettazione di anticorpi terapeutici fino allo sviluppo di nuove strategie contro tumori e malattie autoimmuni. La pubblicazione su Nature Reviews Microbiology - si legge in una nota - conferma il contributo della Fondazione alla ricerca internazionale sulle nuove tecnologie vaccinali e sull'uso dell'intelligenza artificiale nella biomedicina".

Paura e gioia in poche ore per Lameck Banda. Il giocatore del Lecce ha accusato un malore durante la partita contro il Napoli di sabato 14 marzo, vinta in rimonta 2-1 dagli azzurri di Conte, accasciandosi sul terreno di gioco e venendo trasportato in ospedale. L'esterno zambiano però è stato rapidamente dimesso ed è tornato a casa, dove ad accoglierlo c'era una sorpresa speciale.
È stato proprio il Lecce a comunicare, con un post pubblicato sui propri profili social, che Banda ha potuto assistere, nelle ore immediatamente successive, alla nascita della sua prima figlia: "La meravigliosa storia di Banda: dimesso dall’ospedale Cardarelli di Napoli, raggiunge Lecce giusto in tempo per la nascita della primogenita Rumi Ezlyn. L’abbraccio di tutto il Club a Lameck e alla compagna in questa meravigliosa giornata!".
Lo stadio Diego Armando Maradona, nei minuti finali di Napoli-Lecce, aveva vissuto attimi di paura[1]. Al minuto 87 della partita, sul punteggio di 2-1 per gli azzurri, Banda si era infatti accasciato a terra per un malore. Il tecnico del Napoli Antonio Conte è stato tra i primi ad accorgersi della situazione, attirando l'attenzione dei giocatori e dell'arbitro.
In seguito all'intervento dello staff sanitario, l'attaccante zambiano ha ripreso i sensi ed è stato accompagnato - in barella - verso una delle ambulanze a bordo campo, incoraggiato da un lungo applauso del Maradona.Il Lecce ha poi confermato come il calciatore fosse in buone condizioni, venendo poi dimesso.
Nuova opera dell'artista sassarese Nicola Urru... 
Polemiche e riflettori accesi sull'atterraggio di due elicotteri militari dell’esercito americano, nel parco delle Madonie, in Sicilia. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana, Antonio De Luca, parla di "fatto gravissimo che può essere motivato come estrema ratio solo da ragioni di tipo emergenziale. Essere partner della Nato non vuol dire essere succubi degli americani, specialmente in un periodo in cui l’esercito Usa è impegnato attivamente nell’offensiva contro l’Iran. Non possiamo tollerare ingerenze e non possiamo mettere a rischio la vita dei siciliani. Il presidente Schifani era stato informato? Il Parlamento certamente no, ne renda conto a sala d’Ercole".
"Senza voler mettere da parte la questione ambientale - sottolinea il deputato - considerando che l’atterraggio è avvenuto in un’area definita come A, cioè di massima tutela ambientale, si tratta di un accadimento che condanniamo fermamente e che non deve più ripetersi. Per questo serve un governo regionale intransigente. Il presidente della Regione risponda ai siciliani che lo hanno eletto, non agli americani e venga in Aula a riferire con urgenza", conclude il capogruppo M5S.
"L’atterraggio degli elicotteri da guerra della US Navy nel cuore del parco delle Madonie, a Piano Catarineci in pieno Unesco Global Geopark, è un preoccupante episodio", dicono il segretario generale Cgil Palermo, Mario Ridulfo, e il segretario Cgil Sicilia, Alfio Mannino, che aggiungono: "Il costruendo telescopio sul Monte Mufara, nel Parco delle Madonie (Palermo), è un avanzato progetto astronomico situato a 1865 metri sul livello del mare e include il Wide Feld Mufara Telescope (WMT) e il futuro Flyeye dell'Esa, finalizzati al monitoraggio di asteroidi e detriti spaziali. Ci chiediamo, visto ciò che è successo ieri, proprio nelle vicinanze, se questo progetto, del quale il Governo ha dichiarato l'interesse strategico nazionale, sia in verità collegato ad altro che non sia di interesse scientifico-astronomico".
Per i due leader sindacali, che raccolgono i timori espressi dalle comunità dei 22 paesi delle Madonie, nel Palermitano, e dall’intera Sicilia a proposito dell’esercitazione militare avvenuta ieri in un’area tutelata dall’Unesco, "è necessario che il Governo chiarisca in Parlamento e davanti all'opinione pubblica cosa sta succedendo sulle Madonie. Chiediamo al Governo nazionale e a quello siciliano di farsi carico delle domande e delle preoccupazioni dei siciliani e dei madoniti".

Tutto ha avuto inizio con il caso di un paziente seguito al Burlo Garofolo di Trieste. Da lì è partita un'indagine scientifica che ha portato i ricercatori a identificare una nuova malattia genetica rara. Lo studio, diretto dall'Irccs materno-infantile e pubblicato sulla rivista 'Genome Medicine', ha puntato l'attenzione sul gene SF3B3 identificandolo per la prima volta come causa di una malattia umana. La scoperta, spiegano gli esperti, aiuta a chiarire i meccanismi di alcuni rari disturbi del neurosviluppo. Coordinata da Luciana Musante della Genetica medica del Burlo e da Flavio Faletra dell'Istituto di Genetica medica di Asufc (Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale) e dell'Università di Udine, la ricerca ha preso avvio dal caso di un paziente seguito al Burlo: grazie all'analisi genetica, è stata individuata una mutazione nel gene SF3B3 che, finora, non era mai stato associato allo sviluppo di una patologia. Incrociando i dati relativi a 24 pazienti nel mondo, i ricercatori hanno dimostrato il suo diretto coinvolgimento nel provocare una nuova sindrome.
Nel dettaglio, SF3B3 è coinvolto nello splicing, il processo con il quale le cellule rielaborano le istruzioni genetiche prima di produrre le proteine: quando questo meccanismo si altera possono insorgere le cosiddette spliceosomopatie, malattie rare spesso associate a disturbi del neurosviluppo. Il lavoro si è sviluppato grazie a un'importante rete di collaborazioni nazionali e internazionali e al contributo di due istituzioni della ricerca triestine, ovvero l'Icgeb (International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology) con Emanuele Buratti e il gruppo Cnr - Istituto Officina dei Materiali coordinato da Alessandra Magistrato, che hanno aiutato a chiarirne il meccanismo molecolare.
"Parliamo di una sindrome con caratteristiche cliniche variabili", spiega Musante, prima autrice dello studio. "Si può presentare con ritardi nello sviluppo, nel linguaggio e nei movimenti, difficoltà cognitive e, in alcuni casi, malformazioni congenite multiple. In una parte dei piccoli pazienti osserviamo anche tratti dello spettro autistico. Nel loro insieme, questi elementi definiscono un quadro clinico riconoscibile, che si può presentare con forme molto severe, già in fase prenatale, o più lievi. Nel nostro studio abbiamo anche dimostrato che le mutazioni di SF3B3 modificano l’attività di centinaia di altri geni, alterando il funzionamento delle cellule".
La possibilità di prendere in esame 24 pazienti, un numero piuttosto consistente nel caso di una malattia rara, consentirà d’inserire questa scoperta nel database internazionale Omim (Online Mendelian Inheritance in Man), che cataloga le malattie genetiche ed è aggiornato regolarmente sulla base delle nuove pubblicazioni scientifiche. "Ogni gene in più che riusciamo a collegare a una malattia significa una risposta in più per i pazienti e per le loro famiglie. Identificare il gene associato a una sindrome è solo il primo passo: ora possiamo studiare meglio i meccanismi biologici alla base della malattia e capire come si sviluppa. Il nostro obiettivo - conclude Musante - è continuare su questa strada e far diventare il Burlo un punto di riferimento per la diagnosi e lo studio di queste condizioni genetiche rare".

Jannik Sinner all'assalto del primo posto nel ranking. Il tennista azzurro ha vinto il Masters 1000 di Indian Wells battendo Daniil Medvedev in finale, accorciando così su Carlos Alcaraz, eliminato proprio dal russo nella semifinale del torneo americano, nella classifica Atp. Ora per Sinner arriva Miami, altro appuntamento in cui l'attuale numero due potrà fare incetta di punti, non avendo potuto partecipare lo scorso anno, proprio come a Indian Wells, a causa della sospensione per il caso Clostebol. Ma quando può tornare numero uno?
Come cambia ranking dopo trionfo Sinner a Indian Wells
Con il trionfo a Indian Wells, Sinner ha quindi già accorciato nel ranking Atp su Carlos Alcaraz[1]. Il primo assist per l'azzurro era arrivato proprio da Daniil Medvedev, che, come detto, ha eliminato Carlos Alcaraz in semifinale. Lo spagnolo ha chiuso dunque il torneo con gli stessi punti che aveva all'inizio: 13.550, visto che anche l'anno scorso si era fermato in semifinale.
Jannik, che invece non aveva preso parte al Masters 1000 in California nel 2025, ha toccato con questo successo quota 11.400 punti. Un distacco che ora è di 2150 punti dallo spagnolo.
Quando può tornare numero uno?
Il sorpasso di Sinner sullo spagnolo non arriverà quindi dopo Miami, ma si potrebbe ipotizzare tra la primavera e l'inizio dell'estate, quando partirà la stagione della terra. I prossimi tornei per Jannik potrebbero essere infatti una vera e propria 'terra di conquista' fino a fine aprile. Un periodo che, nell'anno appena trascorso, è stato segnato dalla sospensione per tre mesi per il caso Clostebol. L'azzurro è stato infatti costretto a saltare, nel 2025, ben quattro Masters 1000: Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid, rientrando poi agli Internazionali di Roma, dove è stato battuto da Alcaraz in finale.
Mentre Sinner non avrà nulla da difendere e potrà continuare a fare incetta di punti, Alcaraz dovrà confermare, almeno, la vittoria di Montecarlo, dopo aver difeso la semifinale a Indian Wells. A Miami invece Carlos era stato eliminato al primo turno, con soli 10 punti conquistati, e aveva saltato Madrid per infortunio, mentre aveva partecipato all'Atp 500 di Barcellona, venendo battuto in finale da Holger Rune e conquistando così 330 punti.

Un robot umanoide ha provocato il panico per le strade di Macau, molestando una donna di 70 anni, al punto da dover richiedere l’intervento della polizia. L’episodio, che ha rapidamente fatto il giro dei social, solleva interrogativi sul comportamento dei robot in pubblico e sui rischi della tecnologia sempre più presente nelle città.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Macao Post Daily, l’incidente è avvenuto giovedì sera nel quartiere storico di Patane. La donna si era fermata brevemente in strada per controllare il cellulare, quando ha notato qualcosa alle sue spalle: un robot umanoide, apparentemente “appostato” proprio dietro di lei.
Un video diventato virale mostra la donna urlare: "Sei pazzo? Mi fai battere il cuore all’impazzata!". Il robot 'stalker' ha quindi alzato le braccia in segno di resa, ma non si è allontanato dalla passante rimanendo fermo accanto a lei. Solo l’arrivo della polizia ha interrotto l’inquietante scena, con un agente che ha afferrato il robot per il collo e lo ha portato via.
Si tratta del modello 'Unitree G1', molto diffuso in Asia. Secondo i media locali, il robot appartiene a un centro educativo che lo utilizza a scopo promozionale. Dopo l’intervento della polizia, il robot è stato restituito al proprietario, un uomo di 50 anni, che è stato ammonito a usare il dispositivo con maggiore cautela in pubblico.
La donna, scossa dall’accaduto, ha avuto problemi di nausea e si è recata in ospedale per accertamenti, venedo dimessa poco dopo. Nonostante lo spavento, ha deciso di non presentare denuncia per molestie.
L’episodio solleva domande sempre più urgenti: quanto sono sicuri i robot umanoidi nelle città affollate? E fino a che punto la loro programmazione può prevenire comportamenti 'invadenti' o indesiderati?
Controlli sul territorio della Guardia di finanza...
L'attaccante del Cagliari: "Ma c'è poco da festeggiare, vista la
sconfitta"...
Al PalaSerradimigni ennesima occasione sciupata con i sassaresi... 
"Falso che la presidente Giorgia Meloni sia arrabbiata con me, falso che la Farnesina non sapesse". Così all'Adnkronos il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli commenta il retroscena pubblicato dal Corriere della Sera sul suo incontro con l'ambasciatore russo a Roma Aleksej Vladimirovich Paramonov.
"È falso che la Farnesina non sapesse", ribadisce l'esponente di Fdi. "All'incontro - racconta - hanno partecipato anche due funzionari del Ministero degli Esteri, uno della Direzione generale per gli Affari politici, che hanno preso nota formale di quello che veniva detto. È stata redatta una nota formale dell'incontro, quindi era tutto assolutamente alla luce del sole".
Secondo il viceministro si è trattato di una prassi diplomatica ordinaria: "Quando un'ambasciata chiede un incontro a livello governativo, spesso non è il ministro a riceverli ma il viceministro. È normale che sia io ad ascoltare gli ambasciatori, soprattutto quando si tratta di rapporti complessi. Sono diplomatici accreditati e fanno il loro lavoro". Cirielli smentisce anche tensioni con la premier: "La ricostruzione di un'arrabbiatura di Meloni è completamente fantasiosa. Subito dopo, tra l'altro, sono stato con lei in Etiopia. L'incontro con l'ambasciatore è avvenuto il 3 febbraio e non c'è stato alcun problema".
Nessuna reazione, aggiunge, neppure da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Tajani non mi ha nemmeno chiamato". Il viceministro conferma inoltre che non si trattava del primo colloquio con il diplomatico russo: "Non è la prima volta che incontro l'ambasciatore, anche in passato mi aveva chiesto un incontro. È normale che accada: quando chiedono un confronto con il governo, di solito li ricevo io". Quanto ai contenuti dell'ultimo faccia a faccia, Cirielli minimizza: "In genere gli ambasciatori vengono a rappresentare le loro posizioni quando ritengono che ci siano state tensioni o episodi che, secondo loro, hanno penalizzato il loro Paese. In questo caso mi pare facesse riferimento ad alcuni episodi legati a proteste o manifestazioni. Nulla di particolare: fanno il loro lavoro di ambasciatori".
Secondo il Corriere della Sera sarebbe scoppiato un caso nel partito della premier Meloni a causa del faccia a faccia perché sarebbe stata un’iniziativa non concordata. Tanto che la reazione della premier "non è stata delle migliori", raccontano una serie di fonti secondo quanto si legge sul quotidiano milanese il quale sottolinea che Palazzo Chigi avrebbe fatto di tutto in questo periodo per coprire il caso.
“Se un viceministro incontra l’ambasciatore russo (lo stesso peraltro che aveva già incontrato esponenti del governo filorusso georgiano) non ci sono questioni. Se ne deve andare. Altrimenti ci troveremmo di fronte al governo più filorusso di Europa, accanto a Orban. Via Cirielli”. Lo scrive il senatore Pd, Filippo Sensi, sui social.
"L’incontro tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia rappresenta un fatto grave che non può essere archiviato con il silenzio o con spiegazioni evasive. Da oltre quattro anni l’Europa è chiamata a difendere l’ordine internazionale violato dall’aggressione russa contro l’Ucraina. In questo contesto, ogni interlocuzione istituzionale con rappresentanti del Cremlino deve avvenire nella massima trasparenza, nel rispetto della linea euro-atlantica del nostro Paese e in pieno coordinamento con il governo e con i partner europei. Per questo motivo è necessario chiarire immediatamente le ragioni, i contenuti e le modalità di questo incontro". Lo scrive su X la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno.
"Delle due l’una: o la presidente del Consiglio Giorgia Meloni era informata -sottolinea- e ha ritenuto opportuno non rendere pubblico un confronto con il rappresentante diplomatico di un Paese che sta minando la sicurezza europea, oppure non esercita un controllo sull’operato dei viceministri del suo governo. Entrambe le ipotesi sarebbero estremamente preoccupanti. L’Italia non può permettersi ambiguità. Non può permettersi zone d’ombra nei rapporti con un regime che conduce una guerra di aggressione nel cuore dell’Europa e che utilizza sistematicamente la diplomazia come strumento di pressione politica e di propaganda. La credibilità internazionale dell’Italia, la lealtà verso i nostri alleati e il rispetto dei principi su cui si fonda l’Unione europea non possono essere messi in discussione da iniziative opache o personali”, conclude Picierno.
Torna in campo la Fiorentina. Oggi, lunedì 16 marzo, i viola sfidano la Cremonese - in diretta tv e streaming - in trasferta allo stadio Zini nel monday night della 29esima giornata di Serie A. Scontro salvezza fondamentale per la squadra di Vanoli, che arriva alla sfida dopo aver battuto il Rakow 2-1, con rigore decisivo trasformato da Gudmundsson nel recupero, nell'andata degli ottavi di Conference League e dopo aver pareggiato 0-0 con il Parma nell'ultimo turno di campionato. La Cremonese di Nicola invece è stata battuta per 2-1 dal Lecce al Via del Mare.
Cremonese-Fiorentina, orario e probabili formazioni
La sfida tra Cremonese e Fiorentina è in programma oggi, lunedì 16 marzo, alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni:
Cremonese (4-4-2): Audero; Terracciano, Bianchetti, Luperto, Floriani; Barbieri, Thorsby, Maleh, Okereke; Djuric, Bonazzoli. All. Nicola
Fiorentina (4-1-4-1): De Gea; Dodo, Pongracic, Ranieri, Gosens; Fagioli; Parisi, Mandragora, Brescianini, Gudmundsson; Piccoli. All. Vanoli
Cremonese-Fiorentina, dove vederla in tv
Cremonese-Fiorentina sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, disponibili tramite smart tv. Il match si potrà seguire anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.
Tonfo col Pisa, subito in campo per preparare la gara di venerdì
col Napoli... 
L'Ail, Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, rinnova anche quest'anno la storica campagna solidale 'Un uovo per la vita'. Il 20, 21 e 22 marzo le uova di Pasqua Ail torneranno in 5mila piazze italiane per la 33esima edizione dell'iniziativa, posta sotto l'Alto Patronato del presidente della Repubblica. L'appuntamento, ormai una tradizione della solidarietà nel Paese, sostiene l'impegno di Ail accanto ai pazienti con tumori del sangue e alle loro famiglie. Con un contributo minimo associativo di 15 euro sarà possibile ricevere un uovo di Pasqua Ail, disponibile al cioccolato al latte o fondente. Per conoscere le piazze in cui trovare i volontari dal 20 al 22 marzo è possibile consultare il sito ail.it, oppure chiamare il numero 06 7038 6060 (attivo dal 17 marzo, dalle 9 alle 17). Le uova sono riconoscibili dal logo dell'associazione sulla confezione, simbolo dell'impegno quotidiano di Ail: donare un futuro ai sogni dei pazienti con tumore del sangue. Pazienti particolarmente fragili, perché spesso hanno un sistema immunitario fortemente compromesso, e necessitano quindi di cure e assistenza altamente specializzate.
Negli ultimi anni la ricerca ha portato a progressi importanti nella diagnosi e nel trattamento delle malattie ematologiche, ricorda l'Ail. Terapie innovative sempre più precise e mirate, come l'immunoterapia con Car-T, considerata una delle frontiere più avanzate nella lotta ai tumori, insieme al trapianto di cellule staminali, hanno migliorato significativamente le prospettive di cura per pazienti adulti e pediatrici. Per continuare su questa strada - sottolinea l'associazione - è fondamentale investire sempre di più nella ricerca scientifica, con l'obiettivo di raggiungere nuovi traguardi e rendere queste malattie sempre più guaribili. In Italia l'ematologia può contare su una rete di centri di cura specializzati e sull'attività delle 83 sezioni provinciali Ail, sostenute da circa 17mila volontari, che ogni giorno contribuiscono a garantire la continuità terapeutica ai pazienti su tutto il territorio nazionale. L'iniziativa 'Uova di Pasqua Ail' ha permesso in tanti anni di mettere in campo concretamente importanti progetti di ricerca e assistenza e ha contribuito a far conoscere i rilevanti progressi della scienza nel trattamento dei tumori del sangue.
Ail - si legge in una nota - finanzia la ricerca sulle leucemie, i linfomi, il mieloma e le altre malattie del sangue; sostiene servizi socioassistenziali; finanzia servizi di supporto psicologico, offrendo l'opportunità di confrontarsi con esperti in una fase così impegnativa della vita dei malati; realizza e gestisce le Case alloggio Ail vicine ai maggiori centri di ematologia, per accogliere gratuitamente i pazienti non residenti e i loro familiari che devono affrontare lunghi periodi di cura; organizza il servizio di cure domiciliari per adulti e bambini, per evitare il ricovero in ospedale a tutti i pazienti che possono essere curati nella propria casa; finanzia attività di supporto legale, di mobilità sanitaria e supporti economici; collabora a sostenere le spese per garantire il funzionamento dei centri di ematologia e di trapianto di cellule staminali, per realizzare o rinnovare ambulatori, day hospital, reparti di ricovero, per acquistare apparecchiature all'avanguardia e per finanziare personale sanitario che consenta il buon funzionamento delle strutture specialistiche. L'iniziativa verrà realizzata grazie al contributo di migliaia di volontari che rappresentano per Ail il patrimonio più prezioso, e all'opera delle sue 83 sezioni.

Pioggia di droni russia sull'Ucraina oggi, lunedì 16 marzo. Questa mattina a Kiev sono state udite diverse esplosioni dopo un attacco lanciato dalla Russia contro la capitale durante l’ora di punta. Le sirene antiaeree sono scattate alle 8:26 e, circa venti minuti dopo, i giornalisti del Kyiv Independent presenti sul posto hanno riferito di forti boati e del rumore delle difese aeree in azione.
Secondo i canali di monitoraggio su Telegram, fino a 30 droni di tipo Shahed avrebbero preso di mira infrastrutture energetiche. In un secondo momento alcune fonti hanno ipotizzato anche il lancio di missili russi verso Kiev, ma l’informazione non ha trovato conferme ufficiali.
Il sindaco della capitale, Vitali Klitschko, ha riferito su Telegram che i detriti di un drone sono caduti nel centro della città, senza provocare incendi né vittime. In un altro messaggio ha invitato la popolazione a restare nei rifugi, spiegando che l’attacco era ancora in corso. Klitschko ha inoltre precisato che frammenti di droni abbattuti sono caduti anche nei quartieri occidentali di Solomianskyi e Svyatoshynskyi.
Russia: abbattuti 38 droni diretti a Mosca
Nel frattempo anche la Russia segnala attacchi con droni sul proprio territorio. Il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin, ha dichiarato che la difesa aerea ha abbattuto altri due droni diretti verso la capitale russa. “Altri due droni diretti a Mosca sono stati distrutti. Il personale di emergenza sta lavorando sul luogo in cui sono caduti i detriti”, ha scritto sul servizio di messaggistica nazionale russo Max.
Secondo Sobyanin, complessivamente 38 droni diretti a Mosca sono stati distrutti dalla mezzanotte di ieri. A causa degli attacchi sono state introdotte restrizioni temporanee agli arrivi e alle partenze negli aeroporti di Vnukovo, Domodedovo, Zhukovsky e Sheremetyevo.
Intanto, secondo stime dell’agenzia russa TASS basate sui rapporti del Ministero della Difesa della Federazione Russa, quasi 5.000 droni sono stati abbattuti nelle regioni russe e nella zona delle operazioni militari nell’ultima settimana. Tra il 9 e il 15 marzo la difesa aerea russa avrebbe intercettato 1.759 droni ucraini ad ala fissa nei territori russi, mentre altri 3.160 velivoli senza pilota sarebbero stati distrutti nella zona dei combattimenti.
Solo nella giornata di ieri sarebbero stati abbattuti 436 droni in diverse regioni della Russia, il numero più alto registrato nell’ultima settimana. Gli attacchi hanno interessato aree del Volga, del Sud, del Caucaso settentrionale, del Nord-ovest e del Centro del Paese.
Kallas: "Mantenere attenzione, pericoloso allentare sanzioni"
"È importante che l'attenzione sul Medio Oriente non distolga l'attenzione dall'Ucraina, che l'attenzione non si affievolisca lì". Lo afferma l'Alta rappresentante Ue per gli affari esteri Kaja Kallas entrando alla riunione del Consiglio affari esteri. "Vediamo che l'allentamento delle sanzioni petrolifere alla Russia da parte degli Stati Uniti è un precedente pericoloso, perché in questo momento abbiamo bisogno che abbiano meno soldi per condurre la guerra, non di più. E, naturalmente, la chiusura dello Stretto di Hormuz è anche a beneficio della Russia per finanziare questa guerra: quindi su questo dobbiamo fare decisamente di più", aggiunge.

Continua a correre il prezzo dei carburanti oggi 16 marzo 2026. L'aumento di diesel e benzina non si ferma con il gasolio che è ai massini da 4 anni. Venerdì scorso, per il secondo giorno consecutivo, il petrolio Brent ha chiuso sopra i cento dollari al barile. Continuano a correre anche le quotazioni dei prodotti raffinati, con una dinamica accentuata dal rafforzamento del dollaro sull’euro (la moneta unica è ai minimi da agosto 2025).
Il gasolio self service è al massimo dal 22 marzo 2022, giorno in cui il governo Draghi intervenne con il taglio delle accise; la benzina è al massimo dal 6 agosto 2024. Dopo un paio di settimane al di sotto, anche Eni supera quota due euro al litro sul gasolio, pur restando tra i sei e i sette centesimi al di sotto degli altri maggiori marchi (IP, Q8 e Tamoil). Sulla benzina, il cane a sei zampe è circa quattro centesimi sotto la concorrenza.
Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, IP ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Per Q8 registriamo un rialzo di cinque centesimi su benzina e gasolio. Per Tamoil +4 centesimi sulla benzina e +8 sul diesel.
Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,841 euro/litro (+25 millesimi, compagnie 1,845, pompe bianche 1,834), diesel self service a 2,070 euro/litro (+37, compagnie 2,071, pompe bianche 2,068). Benzina servito a 1,973 euro/litro (+21, compagnie 2,012, pompe bianche 1,900), diesel servito a 2,200 euro/litro (+33, compagnie 2,235, pompe bianche 2,135). Gpl servito a 0,705 euro/litro (+1, compagnie 0,715, pompe bianche 0,694), metano servito a 1,501 euro/kg (+6, compagnie 1,501, pompe bianche 1,500), Gnl 1,234 euro/kg (-1, compagnie 1,238 euro/kg, pompe bianche 1,231 euro/kg).Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,927 euro/litro (servito 2,178), gasolio self service 2,133 euro/litro (servito 2,385), Gpl 0,837 euro/litro, metano 1,534 euro/kg, Gnl 1,295 euro/kg.



