
L'Fbi ha reso pubbliche quattro immagini di una persona sospetta per la scomparsa di Nancy Guthrie, 84enne madre della giornalista di Nbc News Savannah Guthrie. Le foto in bianco e nero, risalenti alla mattina della sparizione, mostrano un individuo incappucciato, con guanti e zaino, apparentemente armato, davanti alla casa della donna a Tucson, in Arizona, mentre sembra manomettere la telecamera di sicurezza fuori dalla porta dell'abitazione. Il direttore dell'Fbi Kash Patel ha spiegato che le immagini sono state recuperate da dati residui dei sistemi e rappresentano i primi elementi visivi su un possibile soggetto coinvolto nel caso.
La scomparsa è stata denunciata il 1° febbraio, dopo che la donna non si era collegata a una funzione religiosa online. Nancy Guthrie era stata vista l’ultima volta la sera precedente, dopo una cena a casa della figlia. L’indagine, guidata dallo sceriffo della contea di Pima con il supporto delle autorità federali, è stata successivamente qualificata come inchiesta penale.
Alcuni media hanno riferito di aver ricevuto una richiesta di riscatto in bitcoin, che però non è stata confermata dalle autorità. La famiglia ha lanciato un appello pubblico: in un video, Savannah Guthrie ha detto di credere che la madre sia "ancora là fuori" e ha chiesto l’aiuto di tutti per ritrovarla. Le autorità, per ora, non hanno annunciato briefing e invitano chiunque abbia informazioni utili a farsi avanti.

Discute e litiga con la figlia per Donald Trump, qualche ora dopo le spara e la uccide. E' la ricostruzione di ciò che è accaduto a Prosper, in Texas, il 10 gennaio 2025. Lucy Harrison, una ragazza britannica di 23 anni, era a casa del padre nella cittadina dell'area di Dallas. La giovane è stata uccisa con colpi d'arma fa fuoco al petto. A sparare è stato il padre Keith Harrison che, come si legge sul sito della Bbc, non è stato ancora incriminato da un Grand Jury della Collin County. La dinamica della vicenda non è ancora stata chiarita e saranno decisive le conclusioni del medico legale, attese nelle prossime ore.
Sam Littler, fidanzato della ragazza, ha spiegato agli investigatori che tra padre e figlia c'era stata "una grossa discussione" relativa a Trump, che di lì a poco si sarebbe insediato per il secondo mandato da presidente. Keith Harrison ha alle spalle una lunga dipendenza dall'alcol e ha ammesso che, nella giornata, aveva bevuto circa mezzo litro di vino bianco. Secondo la ricostruzione, mezz'ora prima di dirigersi verso l'aeroporto per tornare in Gran Bretagna la ragazza avrebbe seguito il padre in camera da letto. Nella stanza è stato esploso un colpo d'arma d fuoaco: "Ricordo di essere entrato di corsa in camera, Lucy era a terra vicino alla porta del bagno e Kris urlava".
Kris Harrison e la figlia, secondo la versione esposta dall'uomo, stavano guardando in tv un programma su episodi di criminalità. Il padre, a quel punto, avrebbe proposto alla ragazza di dare un'occhiata alla pistola custodita in casa, una Glock 9 millimetri, acquistata un paio d'anni prima per "motivi di sicurezza". Harrison ha negato di aver discusso con la figlia. "Ho sollevato l'arma per mostrarla e lei e ho sentito all'improvviso lo sparo. Non ho capito cosa sia successo, Lucy è crollata improvvisamente". L'uomo, che non ha mai negato la dipendenza dall'alcol, ha ammesso di aver perso "la calma per qualche istante" nel corso della giornata. "Non c'è giorno in cui non senta il peso di quella perdita, un peso che porterò per il resto della mia vita", ha detto.
Iniziativa del Comune partita con il laboratorio teatrale per
bambini... 
Lacrime in diretta tv, non solo per la medaglia di bronzo appena vinta nel biathlon a Milano Cortina. Grande stupore ad Anterselva quando la stella norvegese Sturla Holm Laegreid, che ha conquistato il bronzo nella gara individuale maschile di 20 km, ha confessato durante un'intervista a bordo pista di aver tradito la sua fidanzata e di essere affranto nonostante il podio olimpico.
"Vincere la medaglia di bronzo alle Olimpiadi è qualcosa di enorme. È la mia prima medaglia olimpica. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato lungo il percorso. I tecnici che oggi hanno preparato gli sci, e tutta la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto. E poi c'è una persona con cui avrei voluto condividere questo momento, che forse oggi non sta guardando", ha detto Laegreid.
"Sei mesi fa ho incontrato l'amore della mia vita, la persona più bella e straordinaria del mondo. E tre mesi fa ho commesso il mio errore più grande e l'ho tradita", ha continuato il 28enne con le lacrime agli occhi confessando che il tradimento gli ha impedito di festeggiare pienamente il risultato sportivo.
Un tradimento che il campione norvegese ha confessato alla donna una settimana fa. "È stata la settimana peggiore della mia vita. Avevo una medaglia d'oro nella mia vita. Probabilmente ora molti mi guardano con occhi diversi. Io vedo solo lei. Vorrei solo poter condividere tutto questo con lei", le parole dell'atleta in diretta tv.

La medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 è un risultato memorabile. Per Amos Mosaner e Stefania Constantini, la coppia azzurra del curling, c'è un pizzico di delusione dopo la mancata conferma dell'oro di Pechino 2022. L'epilogo del torneo di doppio misto è accompagnato da rumors, spifferi e domande sul rapporto tra i due partner: avanti insieme o fine corsa? "Solitamente nel nostro sport poniamo degli obiettivi di quadriennio in quadriennio, quindi per ora abbiamo concluso il quadriennio molto bene. Siamo contenti, ora non è ancora il momento di settare i prossimi perché da domani inizia già una nuova competizione. Sicuramente a fine stagione avremo un momento per riunirci e capire come procedere per le stagioni successive", dice Constantini.
In semifinale è arrivata la sconfitta contro gli Stati Uniti, complice una strategia non applicata alla perfezione nell'end decisivo[1]. "Ieri sera è stato importante passare del tempo con i nostri cari, le nostre famiglie, i nostri amici. Abbiamo allentato un pochino la tensione. Abbiamo dormito bene e questa mattina abbiamo avuto un buon meeting in cui ci siamo semplicemente parlati. Abbiamo riconosciuto ciò che è stato, ma anche ciò che sappiamo fare. Abbiamo fatto un buonissimo lavoro di squadra e abbiamo portato a casa una vittoria importante", aggiunge l'azzurra.
Ma i due azzurri sono amici o no? "Sta circolando un po' questa cosa. Ho detto che non siamo migliori amici,[2] ma abbiamo una relazione molto amichevole", dice Mosaner. "Non è che usciamo insieme tutti i giorni, anche perché giochiamo con squadre diverse, siamo molto all'estero. Il rapporto con Stefania è veramente amichevole, non siamo migliori amici però allo stesso tempo siamo un professionali e ci divertiamo", ribadisce il portabandiera.
"Un difetto e un pregio dell'altro? Il suo difetto è che è sempre in ritardo e va bene così: il suo punto forte è veramente la grinta che porta in campo, sempre e comunque, dà energia alla squadra, quindi è di valore e riesce a fare la differenza in questo", dice Constantini.
"Per me - chiosa - Stefania è una ragazza veramente determinata e professionale, non ce ne sono tante come lei, ha una grande qualità e per il resto un suo difetto è che è troppo lenta. Quando si tratta di tirare la stone ogni tanto devo guardarmi attorno perché vedo il cronometro correre, però alla fine fa i tiri giusti quindi va bene così...".
Venerdì 13 la prima tappa del progetto Rse-Università di Cagliari... 
Mediaset ha raggiunto un'intesa per l'acquisizione dei diritti televisivi 'free to air' delle Nitto Atp Finals di tennis per il prossimo ciclo pluriennale, a partire dal 2026, ampliando ulteriormente la propria offerta di grande sport in chiaro. Lo comunica la stessa Mediaset in una nota.
L'accordo, si legge nella nota, porterà sulle reti e sulle piattaforme del Gruppo una selezione di otto tra i migliori incontri di uno degli eventi più seguiti del calendario tennistico internazionale, con i top player del ranking mondiale.
Quest’anno le Nitto Atp Finals si svolgeranno dal 15 al 22 novembre all’Inalpi Arena di Torino. La scorsa edizione è stata vinta da Jannik Sinner, che ha superato in finale Carlos Alcaraz. Con questo accordo, conclude la nota, Mediaset ancora una volta offre gratuitamente un evento sportivo di grande prestigio ai telespettatori italiani.
Mediaset batte dunque la Rai che deteneva i diritti in chiaro fino al 2025, grazie ad una offerta maggiore, in linea con l'apprezzamento che il tennis ha conosciuto nel nostro Paese negli ultimi anni, grazie all'effetto Sinner. L'intero torneo continuerà ad essere trasmesso in Italia da Sky, mentre il pacchetto dei diritti in chiaro permette la possibilità di trasmettere una gara al giorno.
Migrante tunisino bloccato dai carabinieri dopo aver seminato il
panico in strada...
Allerta Protezione civile, possibili mareggiate... 
La medaglia d'oro alle Olimpiadi ha un valore inestimabile per l'atleta che vince. Ma quanto vale davvero il metallo prezioso che, anche a Milano Cortina 2026, si mette al collo chi trionfa in una gara a 5 cerchi? La domanda torna d'attualità mentre si accendono i riflettori sulla solidità dei premi: qualche medagliato lamenta problemi, a quanto pare complice un laccetto poco affidabile, e urgono riparazioni.
Come ha ricordato in questi giorni il New York Times, le medaglie d'oro alle Olimpiadi... non sono d'oro ormai da oltre un secolo. Le ultime medaglie a 24 carati sono state consegnate ai Giochi di Stoccolma nel 1912. Da allora, sono realizzate in argento con una patina di 6 grammi d'oro come rivestimento esterno per conferire al premio - che pesa circa 506 grammi - il colore tradizionale. Le medaglie d'argento pesano 500 grammi e quelle di bronzo, realizzate in rame, si aggirano sui 420 grammi.
Rispetto al periodo in cui si sono svolti i Giochi di Parigi 2024, secondo i dati di FactSet, i prezzi di oro e argento sono schizzati in alto del 107% e del 200%. Quando sono cominciati i giochi, il valore dell'oro si aggirava sui 4100 euro per oncia, circa il 70% in più rispetto ad un anno fa. L'argento, invece, attorno ai 64 dollari per oncia. Traduzione? Le medaglie d'oro di Milano Cortina 2026 valgono circa 2300 dollari, al cambio 1930 euro. Quelle d'argento si attestano sui 1400 dollari, vale a dire 1170 euro. E le medaglie di bronzo? Il prezzo non raggiunge 5 dollari, ma il valore rimane immenso.

Macron dice una cosa chiara. Meloni e Merz ne sostengono un’altra. Mai come in questa fase, la guida politica dell’Europa è stata così contendibile. Definitivamente archiviato il tradizionale asse franco-tedesco, di fronte alla costante pressione della politica aggressiva di Donald Trump, sembra profilarsi un bivio: l’Europa prenderà la direzione auspicata dalla Francia o quella delineata dalla convergenza di interessi tra Italia e Germania? Oppure si riuscirà a trovare una sintesi?
È bene partire dalle parole spese da Emmanuel Macron in una intervista rilasciata ai media europei tra cui i Il Sole 24 Ore, in esclusiva per l'Italia. ''E' il momento del risveglio europeo: dobbiamo uscire dallo stato di minoranza geopolitica. Siamo alle prese con un'emergenza che impone una reazione massiccia'' è il punto di arrivo di un’analisi che arriva in una fase che Macron definisce di ''immensa sfida'' nella storia comunitaria, ''segnata dallo tsunami cinese sul piano commerciale e dall’instabilità al micro-secondo da parte americana''. Il capo dell'Eliseo, in particolare, ha detto di voler proporre ai suoi partner nuovo debito in comune, questa volta per finanziare difesa e tecnologia.
Per Macron, ''la domanda è se siamo capaci di diventare una potenza, sul piano economico, finanziario, militare e anche a livello democratico. È giunto il momento - dice - del risveglio europeo. Dobbiamo uscire dallo stato di minoranza geopolitica. Siamo alle prese con uno stato di emergenza che impone una reazione massiccia: un’Europa potenza che semplifica, che protegge, che assume la preferenza europea, che investe e innova e che, nello stesso tempo, decide veramente di diversificare e di ridurre i rischi della propria economia''. Quattro le linee di azione: la semplificazione e il completamento del mercato unico, la diversificazione commerciale e il de-risking dalle dipendenze accumulate, la promozione della preferenza europea (ovvero il principio compra europeo), gli investimenti in innovazione.
Tutto questo deve fare i conti però con la proposta, per diversi aspetti alternativa, su cui si lavora da tempo a Roma e a Berlino. Basta ricordare il documento italo-tedesco dell’autunno scorso sull’automotive, l’incontro tra Merz e Meloni a Roma e il documento congiunto sulla competitività. Tre momenti di forte pragmatismo per promuovere a Bruxelles un’agenda ambiziosa sulla competitività, il contrasto alla deindustrializzazione e la sburocratizzazione. Soprattutto da parte tedesca si è fatto poco per non mostrare insoddisfazione per la lentezza della Commissione Ue su questi dossier e si è accreditata una forte delusione nei confronti di Macron per il voto contrario all’accordo Mercosur.
La strategia di Merz e Meloni punta a costruire un’Europa più forte perché economicamente indipendente. Ma senza per questo mettere da parte la storica alleanza con gli Stati Uniti. Per questo il ‘buy european' invocato da Macron come reazione al protezionismo americano, nella loro interpretazione, va ridimensionato e circoscritto solo ai settori veramente strategici.
In questo scenario pesa la mossa concordata da Merz e Meloni in queste ore. Sono stati loro, di fatto, i primi due leader a rispondere al richiamo al ‘pragmatismo’ di Mario Draghi, convocando per giovedì 12 febbraio un pre-summit Ue sulla competitività, apripista del ritiro informale che riunirà i leader dei Ventisette al castello belga di Alden Biesen, insieme allo stesso Draghi e a Enrico Letta.
Si tratta di sperimentare un nuovo approccio al processo decisionale, con inviti ristretti prima di ogni riunione del Consiglio europeo, per aggirare la lentezza e l’inerzia che affliggono l’Europa. Dopo una prima esitazione, giovedì ci sarà anche Macron. Nonostante le frizioni e le divergenze, il presidente francese non è voluto rimanere fuori dal gruppo che si propone di coordinarsi per spingere le priorità e le conseguenti decisioni che devono passare poi in Consiglio. In estrema sintesi, Roma e Berlino scommettono sulla ‘cooperazione rafforzata’, una formula prevista dai Trattati, per rilanciare la competitività attraverso le alleanze tra Paesi disposti ad andare più veloci.
Germania e Italia sempre più vicine, anche per affinità politiche, e Francia in imbarazzo, anche per la debolezza interna che continua a minare la leadership di Macron. Da qui si riparte per provare a trovare una sintesi che possa guidare veramente l’Europa. (Di Fabio Insenga)

Il primo scontro tra la Lega e i transfughi che hanno seguito Roberto Vannacci si consuma sul terreno del rifinanziamento per le armi all'Ucraina. Oggi, martedì 10 febbraio, il governo con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha posto la questione di fiducia, sul decreto legge "contenente disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance". Il provvedimento, che dovrà passare all'esame del Senato, va convertito in legge entro il 2 marzo.
E a chi gli chiedeva un commento sul voto contrario dei parlamentari vannacciani, Crosetto ha risposto con una citazione biblica: "Non lo so, dai frutti li riconosceremo, come dice il Vangelo...".
La linea di Futuro nazionale
Le dichiarazioni di voto sul decreto inizieranno domani dalle 11.50. E la scelta dei vannacciani resta un'incognita con i parlamentari che rimandano ogni decisione al loro mentore e fondatore di 'Futuro nazionale'.
"Cosa voteremo domani un Aula? E' oggetto di decisione del nostro capo della forza politica Fn, il generale Vannacci, che ho avuto modo di sentire anche oggi confermandomi che sarà lui sostanzialmente a darci una indicazione prima di sottoporci alla chiama nominale'', taglia corto il deputato Edoardo Ziello. "Siamo in una fase di valutazione - gli fa eco Rossano Sasso - tra la nostra componente parlamentare e il presidente del partito, Vannacci, e domani, prima di arrivare in Aula per la famosa chiama, ve lo faremo sapere".
Vannacci: "Io coerente"
Intanto via social il generale va all'attacco e anticipa la linea: "Oggi la Lega chiede al governo di porre la fiducia sul decreto di invio armi all'Ucraina per evitare di far palesare il voto di coscienza (o le assenze in aula) di molti leghisti che dal 2022 seguono e credono nelle indicazioni del partito. Io sono sempre coerente con i mie principi ed i mie valori!".
E sulla mancata coerenza leghista attacca anche Ziello. "La coerenza sta a Salvini come la puntualità sta ai treni che dovrebbe gestire come ministro dei trasporti", è l'affondo in aula. La richiesta di fiducia sul Dl Ucraina "certifica di un Salvini sempre più schiacciato dalla morsa delle proprie contraddizioni. Su questo argomento, le armi all'Ucraina - afferma Ziello - Salvini si era sempre speso in modo contrario per poi contraddirsi nei fatti, chiedendo ai suoi parlamentari di votare costantemente a favore", afferma il deputato del Misto. "La Lega, che ha chiesto la fiducia, pensava di uscire dalle proprie contraddizioni cercando di spostare l'attenzione sul nostro campo, di Futuro nazionale. Ma la Lega non potrà scappare dalle sue responsabilità perché i nostri Ordini del giorno sono presenti e dicono di interrompere immediatamente le forniture di armamenti a Zelensky.
"Salvini - insiste il parlamentare - si è assunto una gravissima responsabilità, quella di non permettere al Parlamento di discutere e votare un nostro emendamento che chiedeva quello che lui a parole ha sempre chiesto, far cessare le forniture di armamenti per Zelensky".
Lo striscione 'Stop soldi a Zelensky'
E fuori da Montecitorio spunta lo striscione dei tre parlamentari vannacciani Roberto Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo: 'Stop soldi per Zelensky, più sicurezza per gli italiani'. "Non rifiuteremmo aiuti umanitari al popolo se avessimo la certezza che quei soldi servissero davvero al popolo ucraino", dice Sasso.

Medicina convenzionata? "Assente". I sindacati dei medici famiglia (Fimmg), dei pediatri di libera scelta (Fimp) e gli specialisti ambulatoriali (Sumai) "guardano con rabbia mista a delusione al documento di proposte approvato nei giorni scorsi dalla Conferenza delle Regioni, che nelle intenzioni dichiarate punta a rafforzare l'attrattività del Servizio sanitario nazionale, fermare l'emorragia di professionisti verso il privato e l'estero e rendere finalmente esigibili le tutele previste dai contratti". Non perché "questi obiettivi non siano legittimi e prioritari - dicono i rispettivi rappresentanti nazionali Silvestro Scotti, Antonio D'Avino e Antonio Magi - bensì per il fatto che non ci siano le medesime proposte o un documento affine o anche una semplice citazione dedicata alla medicina convenzionata, come se questa non soffrisse degli stessi problemi su abbandoni, attrattività e sfasamento tra ingressi e pensionamenti".
Per i leader sindacali "investire anche sui medici convenzionati negli stessi termini previsti nel documento per i dipendenti sarebbe invece prioritario, ancor più in considerazione del fatto che i medici che lavorano in convenzione con il Servizio sanitario nazionale assolvono in prima persona ad ogni spesa legata alla propria attività professionale", sottolineano. "E' positivo che si affronti il tema dell'attrattività del Ssn e della tenuta del capitale umano - proseguono Scotti, D'Avino e Magi - ma non possiamo ignorare che oggi la convenzionata vive una crisi strutturale analoga, se non più grave, a quella del personale dipendente. Senza un investimento straordinario dello stesso tipo su medici che si considerano 'pares inter pares' del servizio pubblico, ogni strategia rischia di non incidere davvero sulla qualità e sulla sostenibilità del sistema".
Fimmg, Fimp e Sumai ribadiscono che il territorio e le sue risorse umane "rappresentano il primo baluardo della salute pubblica in un Paese sempre più anziano, con un carico crescente di cronicità e fragilità da cui derivano bisogni complessi che trovano risposta soprattutto sul territorio. Rafforzarla significa alleggerire ospedali e pronto soccorso, garantire continuità assistenziale e ridurre disuguaglianze di accesso alle cure. Da anni chiediamo interventi strutturali e non rinviabili: defiscalizzazione del nostro reddito connesso a obiettivi strategici per l'Ssn, per essere sempre più competitivi e attrattivi rispetto ad altre forme di esercizio professionale; una revisione della quota capitaria e oraria, adeguata ai carichi assistenziali reali e alle nuove funzioni richieste ai medici anche di evoluzione tecnologica e interprofessionale. Ma anche sostenibile, in considerazione di tutte le spese che gravano su ciascun medico; risorse dedicate che non vengano sottratte ad altri comparti, ma aggiuntive rispetto a quelle previste dalla legge di bilancio".
'Ssn non si salva solo con una parte degli operatori ma con tutti gli attori coinvolti'
"Non si tratta di contrapporre medici convenzionati e dipendenti - continuano Scotti, D'Avino e Magi - ma di riconoscere che senza un sistema territoriale forte e attrattivo non esiste un Ssn realmente universale. La medicina convenzionata è una leva strategica per la riforma, non un capitolo residuale". Nel ribadire "la disponibilità al confronto e a una collaborazione leale come fatto fino ad adesso con il Governo e le Regioni", i vertici di Fimmg, Fimp e Sumai, sottolineano infine "l'urgenza di arrivare quanto prima all'Atto di indirizzo per l'accordo contrattuale nazionale 2025-27, passaggio indispensabile per avviare il negoziato e giungere alla sua definizione entro giugno 2026. Riconosciamo e diamo grande valore e merito per l'interlocuzione avuta sin qui, che ha portato alla rapida chiusura del contratto 2022-2024 e alla firma di diversi Accordi integrativi regionali, ma non ci si può dimenticare che si tratta comunque di atti dovuti o comunque ordinaria amministrazione".
"Oggi il documento delle Regioni al Governo sul personale sanitario riconosce la necessità di interventi straordinari per l'efficientamento e attrattività del nostro Ssn, e non possiamo accettare di esserne esclusi. Chiediamo - concludono - che la medicina convenzionata sia parte di quel documento per diritti e considerazione, poiché il Ssn non si salva solo con una parte del personale, ma con tutti gli attori coinvolti".

La ministra del Turismo Daniela Santanchè è indagata per bancarotta dalla procura di Milano nel fascicolo che riguarda Bioera. Si tratta di un altro fascicolo rispetto a quello che la vede già indagata per il fallimento di Ki Group srl.
La vicenda
A fine del 2024 il tribunale di Milano, Sezione crisi d'impresa, aveva dichiarato - su richiesta della Procura di Milano - l'apertura della liquidazione giudiziale della società di bio-food, di cui la Santanchè è stata presidente. Pesante il quadro tratteggiato nei confronti della società: "Non ha sui propri conti correnti liquidità né possiede altre attività finanziarie o patrimoniali di pronto smobilizzo o di rapido realizzo che consentano il pagamento dei creditori", inoltre "la domanda e il piano finanziario sottostante all'accordo di ristrutturazione risultano manifestamente inammissibili e inadeguati a raggiungere gli obiettivi prefissati di soluzione della crisi".
La relazione dettagliata del curatore fallimentare fornita circa due mesi fa, che ha ricostruito le operazioni societarie, le cause del dissesto e ha verificare l'eventuale responsabilità degli amministratori, ha portato l'aggiunto Roberto Pellicano e i pubblici ministeri Luigi Luzi e Guido Schininà a definire i profili penali nei confronti di alcuni ex amministratori, tra cui Canio Giovanni Mazzaro. Il fascicolo non è chiuso e le indagini continuano per definire eventuali distrazioni e le singole operazioni fatte sull'ex quotata in cui la ministra ha avuto un ruolo di primo piano dal giugno 2012 al 28 febbraio 2022 quando ha lasciato la carica di presidente.
Gli altri fascicoli
Bioera segue il fallimento di Ki Group srl (gennaio 2024), mentre la Procura di Milano attende la relazione del curatore su Ki Group holding. Santanchè è già a processo a Milano per falso in bilancio in relazione a presunte irregolarità nei conti di Visibilia, mentre è fermo il procedimento che vede la indagata per truffa aggravata all'Inps in attesa che la Consulta decida sul conflitto di attribuzioni, sollevato dal Senato.

Si terrà giovedì l'udienza di convalida nei confronti di Manuela Aiello, la 43enne di Bordighera, in provincia di Imperia, accusata di avere ucciso la figlia di 2 anni Beatrice. La donna è stata a lungo interrogata ieri pomeriggio dalla pm Veronica Meglio, dichiarando che la piccola fosse caduta dalle scale il giorno prima, ma che in seguito stesse bene.
La versione della mamma, la smentita del medico legale e l'accusa di omicidio
Ieri mattina, secondo quanto ha detto la donna al pubblico ministero, la piccola sarebbe peggiorata, da lì la decisione di chiamare un'ambulanza, ma all'arrivo dei soccorsi per Beatrice non c'era più niente da fare[1]. La pm però non crede alla versione della donna. La relazione del medico legale parla di numerosi traumi volontari, tra cui alcuni fatti con oggetti contundenti. La ricostruzione della donna sarebbe stata smentita anche dall'analisi delle telecamere sui suoi spostamenti. La donna è assistita dagli avvocati Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni che stanno valutando insieme la strategia difensiva da tenere in queste ore.
Aiello si trova nel carcere di Genova Pontedecimo dove è accusata di omicidio preterintenzionale.
Nel frattempo ieri, fino a tarda notte, in procura sono stati sentiti i parenti del padre della piccola Beatrice e delle altre due figlie della coppia che in un primo tempo sono state affidate ai nonni, e poi ai servizi sociali .
Il padre delle bambine si trova in carcere da agosto e, secondo quanto filtra, tra i genitori era in corso un contenzioso per l'affidamento delle figlie, la prossima udienza si sarebbe dovuta tenere a marzo.
Lunedì l'autopsia sulla piccola
Sarà intanto effettuata lunedì l'autopsia sul corpo della piccola. A effettuare l'esame sarà il direttore dell'istituto di medicina legale Francesco Ventura, che dovrà confermare o meno la prima relazione in cui si parla di numerosi traumi volontari.

Nel cuore della provincia di Sondrio il servizio postale continua a essere un punto di riferimento essenziale per la comunità e, in questi giorni, il volume di lettere destinate ai campioni valtellinesi è in aumento. Paola Corradini, portalettere di Poste Italiane dal 2007, ha iniziato a lavorare in azienda giovanissima, e da un anno è responsabile del recapito nella zona del centro storico di Berbenno, un'area caratterizzata da stradine strette, case in pietra e il fascino della tradizione montana. La sua giornata di lavoro si snoda tra le vie ciottolate della zona, dalla parte bassa fino alla parte alta, e tra le persone con cui è entrata in contatto c’è anche la campionessa Arianna Fontana.
"Il lavoro di postina mi piace molto - racconta Paola - perché mi permette di stare a contatto con le persone e di conoscere da vicino le storie e le realtà della mia comunità. A volte il lavoro mi sorprende, come è accaduto quando ho avuto la possibilità di parlare con Arianna Fontana. La campionessa riceve parecchia posta estera, soprattutto dai tifosi, ma anche dai suoi amici e sostenitori. È sempre un piacere vedere quanta affezione c'è attorno a lei, e sono felice di poter fare parte, anche in piccola parte, di questo scambio di emozioni."
In un’epoca in cui il recapito si è evoluto e si è ampliato includendo sempre più la consegna dei pacchi, la posta ordinaria continua così a conservare un valore simbolico profondo: racconta storie, successi, relazioni e vicinanza, anche a chilometri di distanza. Un lavoro svolto con discrezione e continuità, che riflette la vita quotidiana delle comunità. Anche nei luoghi più remoti e suggestivi, come Berbenno, il servizio di Poste Italiane rappresenta un punto di riferimento sicuro e affidabile

Avere o non avere l’acqua; disporre o non disporre dell’energia; potersi spostare o no: sono tutte condizioni che fanno la differenza nella qualità della vita delle popolazioni. A raccontare la storia del progresso sociale ed economico italiano degli ultimi 120 anni è la Mostra “EVOLUTIO”, promossa dal Gruppo Webuild e aperta al pubblico dall’11 febbraio al 7 aprile presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano (ingresso Via Olona 6a), con il patrocinio di Assolombarda. Una narrazione dell’Italia che cresce attraverso le infrastrutture. Una storia di ingegno e del saper fare. (VIDEO[1])
“In un momento storico segnato da trasformazioni profonde in Italia e su scala globale, le opere pubbliche rappresentano leve strategiche fondamentali per garantire competitività, accessibilità e resilienza ai territori, anche in occasione di grandi eventi internazionali come quelli in corso in questi giorni a Milano – ha dichiarato Pietro Salini[2], Amministratore Delegato di Webuild -. ‘EVOLUTIO’ è un invito a riscoprire il valore del 'fare': oggi il Paese è chiamato a garantire competitività industriale nel lungo periodo realizzando infrastrutture sicure e sostenibili che generano allo stesso tempo occupazione qualificata e valore economico immediato. Le connessioni infrastrutturali sono la precondizione per posizionare l’Italia come snodo delle nuove filiere internazionali, le reti stradali e ferroviarie vanno viste come un sistema integrato in grado di unire le aree periferiche con quelle più avanzate. Cruciale è anche il rilancio dell’idroelettrico e delle grandi dighe: l'energia è uno degli asset su cui si gioca il futuro del Paese”, ha concluso Salini. (FOTOGALLERY[3])
“Non è un caso che la mostra ‘EVOLUTIO’ sia ospitata a Milano, al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia: un luogo di incontro in cui storia, ingegno e innovazione si intrecciano per raccontare l’evoluzione delle idee e delle tecnologie – ha dichiarato Fiorenzo Marco Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia -. In questo contesto, il racconto delle infrastrutture contemporanee pone al centro il ruolo della ricerca, della scienza e della tecnologia nella vita quotidiana, nonché il loro valore come fonte di ispirazione per le nuove generazioni. A partire dall’esposizione della talpa meccanica ‘Stefania’, impiegata nella realizzazione della linea M4, la collaborazione tra Webuild e il Museo prosegue e trova espressione in un progetto culturale che narra la storia e il futuro di un’eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale”.
La mostra illustra come il cammino dell’Italia nell’ultimo secolo sia proceduto di pari passo con lo sviluppo delle opere infrastrutturali – le dighe, i sistemi idrici, le metropolitane, gli edifici, le ferrovie, le autostrade, i ponti – che hanno segnato acquisizioni continue di migliori standard di vita.
La mostra si articola in più aree tematiche dedicate a energia, acqua, trasporti, edilizia urbana e tecniche costruttive. In ogni sala, in una progressione per decenni, il visitatore è guidato da video, immagini e testi che raccontano le opere e il contesto storico in cui sono nate. Due le chiavi di lettura: “I Giorni: come si viveva”, che restituisce uno spaccato della vita quotidiana nei diversi decenni, e “Il cammino dell’Italia: le Opere”, che illustra l’evoluzione di alcune tipologie di infrastrutture, come le dighe, i ponti, le strade e non solo, che sono motore di progresso e ad alto impatto per il miglioramento della vita delle persone. Il riferimento è al pensiero classico di Esiodo, “Le opere e i giorni”.
Con circa 95.000 persone, tra dipendenti diretti e indiretti, impiegate nei suoi progetti in 50 Paesi, Webuild ''è uno dei principali player globali nel settore delle infrastrutture complesse. In Italia -si sottolinea in una nota-- il Gruppo sta realizzando alcune delle opere più strategiche per la mobilità sostenibile e la transizione ecologica del Paese, collaborando con una filiera di 15.200 fornitori diretti coinvolti dall’avvio dei lavori. Un ecosistema industriale che valorizza competenze, innovazione e capacità realizzativa, contribuendo alla crescita e alla competitività del Paese e alla valorizzazione delle sue eccellenze nel mondo''.

Un terzo dei pazienti ricoverati in Lombardia dopo la strage di Crans-Montana, avvenuta la notte di Capodanno, è stato dimesso. Mentre i ragazzi più gravi non sono più in pericolo di vita. A fare il punto è l’assessore regionale alla Sanità Guido Bertolaso, spiegando che restano in ospedale soprattutto i giovani più gravi. La prognosi "non è ancora stata completamente sciolta - ha sottolineato -, ma lo facciamo per prudenza: con questo tipo di patologie, soprattutto i grandi ustionati, ci possono sempre essere delle ricadute, problemi soprattutto di carattere infettivo, che ovviamente speriamo non debbano avere, ma dobbiamo fare attenzione".
I ragazzi inizialmente ricoverati in terapia intensiva al Niguarda sono stati trasferiti nel reparto grandi ustioni dello stesso ospedale. Migliorano anche le condizioni di Lorenzo, il giovane ricoverato al Policlinico, che nei prossimi giorni tornerà al centro grandi ustioni del Niguarda.
"I pazienti stanno affrontando un lungo percorso di cure, tra trapianti e ricostruzioni del tessuto cutaneo, che richiederà ancora tempo, anche se i medici si dicono soddisfatti dei progressi finora ottenuti". Dimessa anche la donna italosvizzera ricoverata al Niguarda, rientrata a Ginevra ma intenzionata a proseguire a Milano le medicazioni e la riabilitazione.
Bertolaso ha poi ricordato l’impatto emotivo della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha incontrato personalmente i ragazzi feriti, definendola un "forte incoraggiamento nel loro percorso di guarigione". Emozione anche per il passaggio della fiaccola olimpica, vissuto come un segnale di vicinanza e attenzione. “Questa vicenda – ha concluso l’assessore – dimostra che la sanità lombarda ha ancora criticità, ma sta migliorando. L’obiettivo è consegnare entro fine anno un sistema sanitario migliore ai cittadini”.
Intanto il Cantone Vallese introdurrà un nuovo software volto a migliorare il monitoraggio dei controlli antincendio nei comuni. La decisione arriva all’indomani degli interrogatori del responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana e del suo predecessore, ascoltati nell’ambito dell’inchiesta sulla tragedia di Capodanno costata la vita a 41 persone[1].
Le autorità cantonali hanno spiegato che verrà migliorata la formazione degli incaricati della sicurezza e sviluppata una piattaforma informatica per facilitare il monitoraggio dei controlli obbligatori. Il governo del Vallese ha chiarito che la nuova piattaforma sarà pensata come strumento di supporto e che i comuni resteranno liberi di adottarla o meno. In parallelo, è stata confermata l’accelerazione sulla revisione totale della legge cantonale sulla protezione contro gli incendi e i rischi naturali, avviata nel novembre 2025, che terrà conto delle criticità emerse dopo il dramma.
Dagli interrogatori è infatti emerso che un cambio del sistema informatico sarebbe la ragione della quinquennale assenza di controlli nel bar Le Constellation. Le autorità hanno ricordato che il software era stato sviluppato a partire dal 2009 per i vigili del fuoco del Cantone e successivamente adottato da diversi comuni per i controlli antincendio. I rapporti con il fornitore, hanno precisato, erano gestiti direttamente a livello comunale e non rientravano nelle competenze del Cantone.
Intanto l'indagine prosegue: domani verrà nuovamente interrogato il proprietario e gerente del bar Jacques Moretti e giovedì sarà la volta di sua moglie Jessica. Durante questi due momenti gli avvocati delle vittime avranno il tempo di porre le loro domande alla coppia.

Sarebbe dovuta alla caduta nel canale la morte di Zoe Trinchero, la 17enne uccisa a Nizza Monferrato nella notte tra venerdì e sabato scorso. E' quanto emerso dall'autopsia, eseguita questa mattina sul corpo della giovane.
A quanto si apprende, secondo le prime anticipazioni dell'esame autoptico, la giovane al momento della caduta avrebbe subito un trauma cranico. Le cause del decesso sono dovute, infatti, a un trauma da precipitazione.
Due suoi amici hanno raccontato a Storie Italiane su Rai1 come hanno trovato il cadavere. "Era qui sotto nel canale, c'era tanta acqua. Per terra invece un telefono, gli occhiali e le sigarette sparse. Siamo scesi subito e l'abbiamo spostata perché aveva la testa in acqua. Avevamo già capito che non c'era più niente da fare". "Appena l'abbiamo vista, abbiamo detto 'Quella è Zoe". Aveva ferite sul viso e si vedeva che era gonfia, forse cadendo ha sbattuto la testa - hanno proseguito ripercorrendo quei minuti drammatici - abbiamo tirato fuori il telefono e chiamato il 112, chiedendo carabinieri, ambulanza, militari, qualsiasi cosa".
I due amici hanno poi descritto il comportamento di Alex, il 20enne reo confesso[1]: "Era lì con noi, è sceso a piangerle addosso e a urlare 'è colpa mia che non l'ho salvata, l'ho lasciata da sola'. Noi purtroppo gli abbiamo creduto, ma era lucido, tremava e continuava a piangere. Ha incolpato subito un ragazzo di colore che ha rischiato il linciaggio se non lo portavano via i carabinieri". "Quando abbiamo conosciuto Alex sembrava un mollaccione - hanno aggiunto -. Nelle ultime storie social sembrava molto più estroverso e sicuro, con musica gangster e trap. Era stato con Nicole, una delle amiche più care di Zoe, che ci ha detto che era ossessivo, non poteva parlare con nessuno o uscire vestita in determinati modi. Aveva attacchi di ira, spinte continue e Nicole in quel periodo stava male".
"Siamo anche venuti a sapere che due settimane prima ci aveva già provato una volta, da quanto abbiamo capito si sono appartati per discutere di questo. Pensiamo che all’ennesimo rifiuto sia scattato qualcosa. Zoe è stata presa e buttata giù per nascondere", hanno poi concluso.



