
La neve artificiale è ormai indispensabile sulle piste da sci e anche alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 viene utilizzata. Qualche purista potrebbe storcere il naso, ma con il cambiamento climatico dobbiamo abituarci ad avere un 'aiutino' se si vogliono praticare gli sport invernali. Gli esperti di 'Dottore ma è vero che..?', il sito anti-bufale della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), analizzano i pro e i contro dell'uso della neve artificiale. Sebbene sia l'ambiente a soffrirne, molti sciatori, professionisti e non, sono preoccupati dell'eventuale tossicità della neve quando non è naturale.
Quali sono i rischi?
"Nessun allarme per la salute: gli additivi usati per congelare l'acqua sono monitorati e sicuri. Sarà però necessario trovare alternative più sostenibili di quelle attuali, soprattutto in Italia. Tra i Paesi alpini siamo i più dipendenti dalla neve artificiale: oltre il 90% delle sue piste da sci è innevato con sistemi tecnici", rispondono gli esperti. La produzione richiede quantità importanti di acqua ed elevati consumi energetici.
Esistono altri rischi specifici?
"Alcuni sciatori - prosegue l'analisi - temono che possa causare problemi respiratori. Non è un rischio specifico causato dalla neve prodotta dai cannoni; riguarda invece gli atleti di sport invernali indoor, cioè al chiuso. Sulle piste di pattinaggio o sui campi da hockey ci si potrebbe infatti esporre a gas nocivi (monossido di carbonio, biossido di azoto, particolato). Casi come questi sono però correlati a malfunzionamenti o alla manutenzione inadeguata degli impianti. La neve tecnica, infine, ha caratteristiche fisiche che la rendono diversa da quella naturale. Chiunque abbia sciato su piste alimentate da cannoni avrà notato il fondo più compatto e ghiacciato; perciò è necessaria maggiore attenzione per evitare cadute".
D che cosa è fatta la neve artificiale?
"Ha la stessa composizione chimica di quella naturale: entrambe sono fatte di acqua e aria. Durante una nevicata - descrivono gli specialisti - minuscole goccioline d'acqua nelle nuvole si congelano e cadono verso il suolo in forma di fiocchi. La neve artificiale (detta anche tecnica o programmata) replica questo processo mediante macchinari - innevatori o cannoni sparaneve - che nebulizzano e raffreddano l'acqua finché congela. Negli impianti sciistici il processo è controllato e può impiegare specifici additivi. Per favorire la formazione del ghiaccio quando le temperature superano lo zero si ricorre a sostanze che facilitano il congelamento e permettono di ridurre gli sprechi idrici ed energetici".
Per produrre la neve artificiale si utilizzano sostanze chimiche pericolose?
"Questo è uno dei timori più comuni a proposito della neve artificiale; in realtà, sciare su piste arricchite di neve tecnica non è considerato pericoloso per la salute - ribadiscono i medici - Gli additivi disciolti nell'acqua sono di origine organica e non risultano tossici per l'uomo. Si tratta di prodotti a base di Pseudomonas syringae, un batterio. Il nome potrebbe far pensare a infezioni che colpiscono anche l'organismo umano, ma in questo caso si utilizzano proteine presenti sulla superficie di quel microorganismo, trasformate con processi sicuri. Si ottiene così l'elemento che contribuisce a formare gli strati di neve. Questi additivi sono utilizzati da oltre vent'anni. Le formulazioni impiegate nelle fasi iniziali, oggi non più in uso, sono state sostituite da prodotti conformi agli standard di sicurezza, senza evidenze di rischi per la salute degli sciatori".
"Gli studi in questo campo non sono molti - rimarcano i dottori anti-fake news - e ogni Paese ha una normativa diversa. Una delle indagini più approfondite sui potenziali rischi per la salute è stata condotta dall'Agenzia francese per la sicurezza sanitaria ambientale e del lavoro (Afsset). Secondo questa ricerca, Pseudomonas syringae non è patogeno per l'uomo perché viene 'inattivato', cioè privato del potere infettivo o allergizzante. La ricerca francese specifica che i rischi sono nulli per gli sciatori adulti e trascurabili per i bambini". Inoltre, "i controlli sulle sostanze aggiunte e sulla composizione microbiologica dell'acqua sono effettuati in modo regolare, almeno nei Paesi europei. Gli unici soggetti vulnerabili ad allergie o infezioni sono gli operatori che preparano gli additivi e puliscono gli impianti. E' tuttavia sufficiente dotarsi di dispositivi di protezione (occhiali, mascherine e guanti) per prevenire contaminazioni. Attenzione, però, anche alla neve naturale".

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà oggi ad Addis Abeba per la seconda edizione del Vertice Italia-Africa, in programma nella capitale etiope alla vigilia della 39ª Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell'Unione Africana. Si tratta della prima volta che il summit si svolge sul continente africano, dopo la prima edizione ospitata a Roma nel gennaio 2024.
Italia "ponte privilegiato" tra Europa e Africa
Una scelta che, secondo fonti italiane, conferma la volontà del Governo di rafforzare il ruolo dell'Italia come "ponte privilegiato" tra Europa e Africa, in un'ottica di dialogo strutturato e di lungo periodo, fondato su un approccio "da pari a pari" e orientato a una crescita condivisa. Al centro dei lavori ci sarà il punto sullo stato di attuazione del Piano Mattei per l'Africa. Sempre secondo fonti italiane, il Vertice rappresenterà l'occasione per fare un bilancio dei risultati conseguiti, raccogliere le valutazioni dei partner africani e definire le priorità operative per le prossime fasi, confermando la natura del Piano come piattaforma aperta e in evoluzione.
100 progetti nei settori chiave per 14 Paesi africani
Ad oggi il Piano Mattei coinvolge direttamente 14 Paesi africani e ha avviato o consolidato circa cento progetti in settori chiave: energia e transizione climatica, agricoltura e sicurezza alimentare, infrastrutture fisiche e digitali, sanità, gestione delle risorse idriche, istruzione e formazione, oltre allo sviluppo dell'intelligenza artificiale e del dominio spaziale. Fonti diplomatiche sottolineano inoltre la dimensione ormai europea e internazionale dell'iniziativa, grazie alle sinergie con l'Unione europea - anche attraverso il Global Gateway - il G7, l'Unione Africana e diverse istituzioni finanziarie multilaterali. Sul piano finanziario, è stata definita un'architettura innovativa con il coinvolgimento della Banca Africana di Sviluppo e della Banca Mondiale, oltre al rafforzamento della collaborazione con BERS e BEI. Dal lato italiano, spiegano le stesse fonti, sono stati mobilitati oltre un miliardo di euro tra finanziamenti, strumenti concessionali e garanzie.
L'agenda del vertice
I lavori del Vertice si apriranno nel pomeriggio al Convention Center di Addis Abeba con gli interventi introduttivi della premier Meloni, del primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali, del presidente dell'Unione Africana e presidente dell'Angola Joao Lourenco, del presidente della Commissione dell'UA Mohammed Ali Youssouf, del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e del presidente palestinese Mahmud Abbas.
Seguirà una sessione di confronto politico con i Capi di Stato e di Governo dei 14 Paesi coinvolti nel Piano Mattei, prima degli interventi delle organizzazioni internazionali e delle istituzioni finanziarie.
Meloni continua la missione, 14 febbraio alla Mandela Hall
La missione della presidente del Consiglio proseguirà il 14 febbraio con la partecipazione, in qualità di ospite d'onore, alla sessione plenaria di apertura dell'Assemblea dell'Unione Africana nella Mandela Hall. L'invito rivolto a Meloni viene letto da fonti italiane come un segnale politico di apprezzamento per il percorso di cooperazione consolidato negli ultimi anni tra Italia e UA, anche nel quadro del Piano Mattei.
Nel suo intervento in plenaria, la premier ribadirà - secondo quanto si apprende - l'ambizione dell'Italia di rafforzare un partenariato strategico tra Africa ed Europa, sostenendo l'Agenda 2063 dell'Unione Africana e promuovendo strumenti finanziari innovativi, corresponsabilità e crescita condivisa in un contesto geopolitico in cui il continente africano assume un ruolo sempre più centrale.

Dal summit nel castello di Alden-Biesen, arriva rilancio dell'economia europea insieme alla prospettiva di una roadmap "dettagliata" sul tema pronta per il Consiglio Ue del prossimo marzo. I leader europei "accettano la sfida di Enrico Letta di passare da un mercato unico incompleto a 'un mercato unico per un'Europa unica'. E' urgente e deve essere fatto nel 2026 e nel 2027". Ad assicurarlo è stato il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, al termine del vertice informale in Belgio, dedicato ai temi della competitività.
Migliorare il mercato unico, l'urgenza dei leader Ue
Il vertice informale, ha proseguito Costa, ha portato "nuova energia e un senso di urgenza condiviso" attorno all'obiettivo di migliorare il mercato unico. E, "soprattutto, abbiamo aperto la strada all'accordo su azioni concrete in occasione del Consiglio Europeo di marzo. C'è un accordo unanime per continuare a portare avanti il nostro ambizioso programma di semplificazione".
Inoltre, ha aggiunto Costa, "siamo tutti d'accordo sull'importanza di procedere rapidamente, quest'anno, con il 28esimo regime, per garantire che le nostre aziende possano operare senza problemi nei nostri 27 Stati membri con un unico insieme di regole aziendali semplici".
Costa ha avvertito "un consenso sul fatto che, in alcuni settori come le telecomunicazioni, dovremmo consentire un certo grado di consolidamento aziendale, per raggiungere i livelli necessari di investimento e innovazione. I leader vogliono che emergano veri campioni europei in settori strategici. La revisione in corso delle linee guida sulle fusioni gioca un ruolo importante in questo senso".
I punti chiave del summit e gli obiettivi dei leader
Sui prezzi dell'elettricità, "la transizione energetica rimane la migliore strategia a lungo termine per l'Europa per raggiungere l'autonomia strategica e abbassare i prezzi. Ma nel frattempo abbiamo bisogno di soluzioni concrete, che si concentrino sulle sfide specifiche degli Stati membri e di alcuni settori industriali. Lavorando a stretto contatto con la Commissione, esamineremo misure concrete nel nostro prossimo Consiglio Europeo di marzo".
Sulla protezione delle industrie strategiche e sulla riduzione delle dipendenze, "esiste un'ampia comprensione condivisa dell'importanza strategica, per l'Europa, di proteggere e rafforzare determinati settori", come "la difesa, lo spazio, le tecnologie pulite, la tecnologia quantistica, l'intelligenza artificiale e i sistemi di pagamento. Mapperemo e identificheremo le nostre dipendenze e le affronteremo, attraverso una strategia di diversificazione".
Per quanto riguarda la preferenza europea, ha continuato Costa, c'è tra i leader "un ampio consenso sulla necessità di utilizzarla in settori strategici selezionati in modo proporzionato e mirato, dopo un'analisi approfondita, per identificare dove sia necessaria e utile".
In più, ha riferito Costa, "c'è unanimità sul fatto che l'Europa è aperta al commercio e che una politica commerciale ambiziosa e pragmatica, incentrata sulla diversificazione, è nel nostro interesse collettivo. Dobbiamo continuare a sostenere l'eccellente lavoro svolto dalla Commissione Europea".
Infine, ha detto ancora, "non c'è dubbio: l'Europa manca di investimenti. Non ci sarà competitività senza maggiori investimenti. Oggi ci siamo concentrati principalmente su come mobilitare gli investimenti privati". C'è stato "un sostegno unanime all'accelerazione dell'Unione del risparmio e degli investimenti".
L'Europa, ha continuato Costa, ha bisogno di "un sistema finanziario unico ed efficiente, in grado di trasformare meglio i risparmi europei in investimenti in Europa. Ma anche gli investimenti pubblici svolgeranno un ruolo decisivo. E qui dobbiamo avviare una discussione sul ruolo degli strumenti europei, nel contesto dei negoziati sul Qfp".
Gli obiettivi finali sono, ha riassunto Costa, "crescita economica; innovazione industriale; occupazione di qualità; e accessibilità economica".
Ora, ha assicurato, "trasformeremo i risultati delle discussioni in impegni e scadenze concrete al Consiglio Europeo di marzo. Dopodiché, ci concentreremo sui risultati. Nel 2026, l'Europa produrrà risultati. Lo abbiamo fatto l'anno scorso in difesa, lo faremo quest'anno in competitività", ha concluso.
Von der Leyen: "Pronta roadmap per l'economia"
La Commissione Europea presenterà quindi al prossimo Consiglio Europeo, in marzo, una "roadmap" dettagliata per arrivare ad un mercato unico, ha assicurato quindi la presidente Ursula von der Leyen, al termine del summit informale.
"Un'Europa, un mercato - afferma - vogliamo esserci entro la fine del 2027. Oggi abbiamo avuto un'eccellente discussione con i leader sul tema della competitività. E, in effetti, per rispondere a questa ambizione, abbiamo concordato che al prossimo Consiglio Europeo di marzo presenterò una tabella di marcia per un'Europa, un mercato".
Sarà "un piano d'azione che mostra in modo molto dettagliato cosa faremo, con tempistiche, obiettivi e un chiaro limite di tempo per la realizzazione. E l'ambizione è che questo documento venga approvato e approvato non solo dalla Commissione, ma anche dai due colegislatori, ovvero il Consiglio Europeo e il Parlamento", conclude.

Un argento da record. Arianna Fontana arriva seconda nella finale dei 500 metri di short track, dominata dall'olandese Xandra Velzeboer alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, e scrive una pagina dello sport aggiornando il suo personale libro dei record. Sulla distanza dei 500 metri Fontana non scende dal podio dal 2010, quando conquistò il bronzo a Vancouver, diventato argento a Soci nel 2014 e poi oro a Pyeongchang 2018 e Pechino 2022. L'argento del 12 febbraio è la tredicesima medaglia al collo dell'azzurra, che eguaglia così il record dello schermidore Edoardo Mangiarotti, diventando a pari merito con lui l'italiana più premiata di sempre alle Olimpiadi.
Lo schermidore tra il 1936 e il 1960 riuscì a salire su 13 podi olimpici, conquistando 6 ori, 5 argenti e 3 bronzi; 9 nelle competizioni a squadre e 4 titoli individuali. Cambiano le proporzioni per la 'freccia bionda', vincitrice di 3 ori, 5 argenti e 5 bronzi, di cui 5 nelle staffette (l'ultima l'oro di martedì). Un record che Fontana, a 35 anni e alla sesta partecipazione olimpica, potrebbe ancora superare: correrà infatti nei prossimi giorni le gare femminili dei 1000 e dei 1500 e la staffetta donne.
"Arianna Fontana è fortissima, ha una grinta eccezionale e lo stesso spirito vincente del mio papà. Se fosse ancora vivo, sono sicura che avrebbe fatto il tifo per lei e ora sarebbe felice che il suo record sia stato eguagliato", dice, in un'intervista all'Adnkronos, Carola Mangiarotti, figlia di Edoardo, che rimane l'azzurro più medagliato nella scherma. E sarà un record difficile da battere, considerando non solo la longevità sportiva di Mangiarotti (vinse la prima medaglia olimpica a 17 anni e l'ultima a 41), ma soprattutto il fatto che era capace di tirare (e di vincere) sia di spada che di fioretto. "Adesso - dice la figlia - nessuno tira con due armi. Lui invece voleva dimostrare che uno spadista poteva essere forte anche di fioretto".
E chissà quante medaglie si sarebbe messo al collo, se proprio all'apice della sua carriera due edizioni dei Giochi non fossero saltate a causa della Seconda Guerra Mondiale. Sia come sia, Mangiarotti era uno che guardava sempre avanti. "Aveva una mentalità proiettata ai giovani, tanto che ha creato per loro una sala di scherma con il nome che ricordasse il nonno. Diceva sempre 'ma cosa serve avere vinto tanto, se poi non trasmettiamo ai giovani quello che abbiamo imparato?'. Era innamorato dei valori dello sport, ci credeva moltissimo", racconta Carola, a sua volta schermitrice (ha rappresentato l'Italia nel fioretto alle Olimpiadi del '76 e dell'80).
Gli esordi proprio con il padre alla Sala Mangiarotti di Milano, di cui tuttora è presidente. "Papà si allenava con noi e si divertiva. Quando cominciavo a diventare bravina, tiravamo assieme. Se gli mettevo delle stoccate - ricorda divertita e con un po' di malinconia - mi faceva i complimenti, ma si capiva che gli scocciava. Era il suo spirito vincente, altrimenti non sarebbe riuscito a ottenere tanti risultati".
Quello stesso spirito che anima anche Arianna Fontana. Ora che ha eguagliato il record di Mangiarotti, alla 'freccia bionda' non resta che superarlo, andando a caccia di medaglie nei 1.000, nei 1.500 e nella staffetta femminile.
"Papà resta un monumento dello sport, ma dopo 66 anni è normale e giusto che il suo record crolli. E ben venga se a batterlo è una donna", dice Carola, che "da tifosa azzurra", assicura: "Nessuna nostalgia, nessuna gelosia". Anzi, mentre riconta le 13 medaglie (6 ori, 5 argenti e 2 bronzi) del padre, è felice che la rincorsa al record da parte di Fontana, nei giorni in cui le Olimpiadi si disputano proprio nella Milano di Mangiarotti, stia "in qualche modo facendo rivivere mio padre. Chissà se ci guarda da lassù... nel caso, conoscendolo, sono sicura che stia facendo il tifo per Arianna". (di Alice Bellincioni)

L'alimentazione è una chiave della salute, il ruolo del cibo in relazione al benessere dell'organismo è costantemente sotto i riflettori. Ciò che mangiamo, però, incide anche sul benessere del cervello e sull'efficacia delle funzioni cognitive in un rapporto sempre più oggetti di studi e ricerche. In particolare, ci si interroga sull'eventuale effetto di alimenti selezionati sulla memoria e sulla concentrazione degli individui.
Il tema, in Spagna, è stato affrontato recentemente dal professor Manuel Anton, geriatra nell'ospedale universitario di Caceres: "Regimi alimentari come la dieta mediterranea apportano benefici considerevoli a livello cognitivo", dice, evidenziando i benefici prodotti da antiossidanti, acidi grassi essenziali e vitamine specifiche. Si tratta di elementi capaci di migliorare la circolazione a livello cerebrale e di proteggere le cellule nervose dall'invecchiamento precoce. All'interno della dieta mediterranea, ci sono elementi che meritano particolare considerazione e si possono selezionare cinque pilastri fondamentali.
Lenticchie, ceci e fagioli sono ricchi di acido folico, fibre e proteine. Fanno bene al cuore, sono un cardine di una dieta equilibrata, tengono sotto controllo il colesterolo e migliorano la funzionalità dell'intestino. Oltre a tutto questo, risultano utili per le cellule cerebrali e il mantenimento delle funzioni cognitive. Le fibre giovano al microbioma e condizionano in maniera positiva l'asse intestino-cervello, rallentando anche i sintomi del declino cognitivo, come evidenzia in particolare Karen Scott, professoressa di microbiologia intestinale al Rowett Institute dell'Università di Aberdeen.
Frutta speciale
Ogni stagione offre l'opportunità di consumare frutta in abbondanza. Se si vuole abbinare la scelta ai potenziali benefici per l'attività cerebrale, è opportuno scegliere in particolare mirtilli, fragole e arance. Tra le verdure, si fanno preferire broccoli e spinaci. Di base, va rimarcato che l'abbondanza di antiossidanti e vitamina C aiuta a proteggere le cellule cerebrali e a migliorare il flusso sanguigno al cervello.
Pesce sinonimo di omega-3
La varietà della dieta è legata anche all'assunzione di pesce. Anche in questo caso, le opzioni sono diverse, ma con un denominatore comune. Tonno, sgombro e salmone, ricchi di acidi grassi omega-3, vitali per la funzione cerebrale. Tali alimenti, con i loro nutrienti, possono contribuire a consolidare il quadro generale riducendo anche il rischio di malattie neurodegenerative.
Le proprietà della frutta secca
Se consumate con moderazione e inserite in un regime alimentare equilibrato, mandorle, noci e nocciole favoriscono il mantenimento della funzione cognitiva. Sono ricche di acidi grassi sani, antiossidanti e vitamina E, costituita da un gruppo di composti chiamati tocoferoli e tocotrienoli, capaci di proteggere gli acidi grassi essenziali dall'ossidazione.
Un po' di cioccolato
Promosso a pieni voti, soprattutto se in quantità controllate, anche il cioccolato fondente ad alto contenuto di cacao, ricco di flavonoidi, composti con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Una dose di 20-30 grammi di cioccolato fondente con l'85% di cacao può contribuire a migliorare le prestazioni cerebrali.
Il jolly
Nella cucina mediterranea e italiana in particolare si usa in maniera opportuna l'olio extravergine di oliva come condimento. Le proprietà di questo alimento sono molteplici e nella rosa rientra anche la funzione di favorire il miglioramento della circolazione sanguigna cerebrale e riduce il rischio di infiammazione neuronale.
I due alimenti da evitare
I cibi utili sono numerosi. Ci sono anche alimenti e prodotti che, se assunti in maniera eccessiva, producono effetti deleteri sulla salute a 360 gradi, cervello compreso. Uno studio evidenzia il potenziale impatto di un'assunzione abbondante di carne ultraprocessata e di bevande zuccherate[1]. E' stato riscontrato un aumento del 17% dei problemi cognitivi tra le persone che consumavano almeno una porzione di carne ultraprocessata al giorno. E per ogni porzione di bibita zuccherata consumata è stato registrato un aumento del 6% del deterioramento cognitivo.
Danni e disagi in tutta la Sardegna per il forte vento e la pioggia... 
Il video del Pd con gli atleti olimpici del curling a sostegno del 'no' al referendum sulla giustizia, pubblicato sui social e poi rimosso, continua a far discutere. Più che sulla polemica politica, è interessante soffermarsi sugli aspetti tecnici di questo tipo di comunicazione. L'Adnkronos ha chiesto un parere a Tiberio Brunetti, fondatore di Spin factor, una delle società più presenti nella comunicazione politica e istituzionale.
Cosa pensa del video e del messaggio che voleva far passare?
"Prima di tutto, una premessa: il lavoro di tutti va rispettato. Dietro alla comunicazione social c'è il lavoro di un team e spesso gli errori sono causati da sviste dovute alla velocità o anche alla pressione che il committente mette per avere molto engagement. In questo caso, però, è evidente il rischio di una strumentalizzazione eccessiva che lego proprio alla comunicazione sul referendum".
Cosa pensa, in particolare, delle campagne che si stanno facendo per il referendum sulla giustizia?
"Chi sostiene il sì sta facendo una campagna corretta, che parla dei vantaggi della riforma. Chi sostiene il no sta andando fuori traccia: se vince il Sì resta Meloni, se vince il Sì vince la casta, se vince il Sì vince la supremazia della politica sulla magistratura... Il vero rischio che vedo è la strumentalizzazione del referendum, non c'entra lo sport e non c'entra il curling. La ricerca di like e di engagement fa andare fuori tema e il risultato che si rischia è che meno persone vadano a votare".
Di chi sono le responsabilità, quando si incorre in errori del genere?
"Chi ha pensato di fare questo post strumentalizzando lo sport come può pensare di rafforzare il proprio consenso o di indebolire quello dell'altra parte? Ricordo che non stiamo facendo comunicazione di intrattenimento ma comunicazione politica. L'invito alla moderazione più che ai comunicatori e a consulenti politici va fatto ai committenti che chiedono di lavorare solo sulla crescita dell'engagement".

All'indomani dell'incontro con il presidente americano Donald Trump, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha spiegato che "potrebbe essere possibile raggiungere un buon accordo" con l'Iran, ma ha ribadito che qualsiasi intesa dovrà includere limitazioni al programma di missili balistici e alla rete di milizie filo-Teheran nella regione.
Trump "ritiene che gli iraniani ora capiscano con chi hanno a che fare. Credo che le condizioni che sta ponendo, unite alla loro consapevolezza di aver commesso un errore l'ultima volta non raggiungendo un accordo, potrebbero portarli ad accettare termini che consentirebbero di raggiungere un buon accordo", ha detto Netanyahu prima di lasciare Washington[1], secondo quanto riferito su X dal giornalista di Axios, Barak Ravid.
"Voglio dirlo chiaramente: non nascondo il mio generale scetticismo sulla possibilità di raggiungere un accordo con l'Iran. Tuttavia, ho chiarito che, se si raggiunge un accordo, questo deve includere le componenti che sono importanti per noi, per lo Stato di Israele e, a mio avviso, per l'intera comunità internazionale: non solo la questione nucleare, ma anche i missili balistici ed i proxy regionali dell'Iran", ha aggiunto Netanyahu.

Fratelli d'Italia primo partito, Pd e M5S crescono. Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci, debutta con il 3% secondo il sondaggio dell'Istituto Noto con le intenzioni di voto oggi, 12 febbraio, in caso di elezioni.
Fratelli d'Italia è stabile rispetto all'ultima rilevazione dello scorso 28 gennaio ed è al 30%. Il partito guidato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rimane ampiamente davanti al Pd che sale al 22,5% dopo aver guadagnato un punto. Cresce dell'1% anche Il Movimento 5 stelle, che si colloca al 12,5%.
Forza Italia al 9% è stabile, mentre la Lega al 7% cala di un punto. Alleanza verdi e sinistra è al 6%, stabile, come Azione che resta al 3,5%. Futuro Nazionale vale il 3% e si piazza davanti a Italia viva, che al 2,5 % cede lo 0,5%. Infine stabili +Europa all'1%, Noi moderati all'1,5% e l’Udc allo 0,5%. In generale, il centrodestra è al 48% e perde l'1%, mentre il campo largo è al 44,5% e sale dell’1,5%.
'Crediamo nella destagionalizzazione, le nostre azioni sono andate
in questa direzione'... 
Con un ordine del giorno approvato all’unanimità, la Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome, riunita oggi nella sala consiliare del Comune di Niscemi, ha stabilito di promuovere iniziative di solidarietà da destinare a progetti di sostegno in favore dei territori e delle popolazioni di Niscemi, duramente colpiti dalla frana, e dei comuni interessati dal ciclone Harry. La Conferenza, in seduta plenaria e presieduta da Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio e Coordinatore della Conferenza, e fortemente voluta dal presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno, ha stabilito, in particolare, di istituire un Tavolo di coordinamento presso la stessa Conferenza, composto, oltre che dal presidente dell’Ars, anche dai presidenti dei Consigli regionali di Calabria e Sardegna, con compiti di coordinamento e supervisione. Sono state anche previste iniziative di solidarietà da parte degli stessi consiglieri e dei Consigli regionali, con libero versamento.
Il documento intende, inoltre, "attivare una cooperazione istituzionale con il Parlamento, al fine di concertare i provvedimenti legislativi delle Camere e dei Consigli regionali in merito alla legislazione di prevenzione e gestione degli eventi causati da calamità naturali". "In armonia con il Comitato europeo delle Regioni, poi, l’Odg, votato oggi a Niscemi, punta a coinvolgere tutte le istituzioni dell’Unione europea competenti per sollecitare la completa attuazione degli artt. 196 e 222 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, rispettivamente con riguardo alla creazione di un Corpo europeo di Protezione civile e all’attivazione della Clausola di solidarietà, con l’inserimento nel bilancio europeo di un adeguato strumento finanziario, sostenuto sia dall’Unione sia dai singoli Stati membri, utilizzando anche forme di partenariato pubblico-privato, per aiutare i luoghi colpiti nell’opera di ricostruzione".
"Il mio appello è stato accolto dal presidente Aurigemma, che ringrazio – ha dichiarato Gaetano Galvagno a margine dell’incontro – per avere prontamente convocato una riunione plenaria che ha portato oggi a un documento, votato all’unanimità, che consentirà di mettere in campo una serie di concrete iniziative di solidarietà. Grazie a un’interlocuzione serrata con gli altri presidenti dei Consigli regionali d’Italia, si è scritta, infatti, una pagina differente che, attraverso una cabina di regia, potrà intervenire fattivamente rispetto alle grandi criticità che si sono registrate in gran parte della Sicilia. Il documento rappresenta l’inizio di un percorso che prende il via da Niscemi, luogo simbolo di ciò che è accaduto in questi giorni terribili, ma ovviamente non esclude le province di Messina, Catania, Siracusa, Ragusa e le altre parti della Sicilia. Gli interventi della plenaria di oggi mi hanno molto confortato, segno tangibile dell’impegno corale e unanime di tutti i presidenti dei Consigli regionali d’Italia”.
"Desidero davvero ringraziare le Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome perché il grido di allarme è stato accolto da tutti – ha detto Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio e Coordinatore della Conferenza –. Oggi, infatti, scevri da bandiere e colori politici, si è riunita qui a Niscemi la componente istituzionale che rappresenta al completo il territorio della Nazione, ed è già un risultato straordinario. Gli italiani sono sempre attenti e solidali, ma spetta a noi, come istituzioni, sensibilizzarli. Il coordinamento votato oggi farà da raccordo anche con il Parlamento e con le istituzioni dell’Unione europea competenti per attivarsi di fronte a queste emergenze climatiche, che ormai sono sempre più frequenti. Penso, ad esempio, attraverso il Comitato delle Regioni di Bruxelles, di spingere per cercare di istituire una Protezione civile europea che sia in grado di essere dotata di risorse e mezzi per dare risposte ai territori. Ho promesso al presidente Galvagno che tornerò qui in Sicilia per portare da subito i primi frutti di ciò che abbiamo seminato grazie a questa importante riunione di oggi". Tra le richieste anche l’attivazione di un partenariato pubblico-privato per favorire gli interventi di ricostruzione.
Ad accogliere i rappresentanti dei Consigli regionali sono stati il sindaco Massimiliano Conti e il presidente del Consiglio comunale di Niscemi, Angelo Chessari, che hanno preso parte all’incontro nella sala consiliare niscemese. Oltre a Galvagno e Aurigemma hanno partecipato: Angelo Chiorazzo, vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata; Salvatore Cirillo, presidente del Consiglio regionale della Calabria; Maurizio Fabbri, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna; Stefano Balleari, presidente del Consiglio regionale della Liguria; Giacomo Rossi, vicepresidente del Consiglio regionale delle Marche; Mario Salvatore Castello, consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte; Piero Comandini, presidente del Consiglio regionale della Sardegna; Roberto Paccher, presidente del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige; Stefano Aggravi, presidente del Consiglio regionale della Valle d’Aosta. Alla seduta plenaria hanno partecipato anche il vicepresidente dell’Ars, Nuccio Di Paola, e il deputato Salvatore Scuvera.

Il Gabibbo è stato malmenato per la prima volta in 36 anni di gloriosa carriera. Le immagini si vedranno stasera, giovedì 12 febbraio, in prima serata su Canale 5 nel corso del quarto appuntamento con 'Striscia la notizia - La voce della presenza', condotto da Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti. L’episodio è avvenuto a Milano, dove il celebre pupazzone rosso è stato inviato sul campo per realizzare un servizio su due storiche battaglie di Striscia: quelle su chi occupa indebitamente il posto dei disabili e su chi non paga il biglietto della metropolitana, evitando i tornelli. Proprio in quest’ultima missione, il Gabibbo è stato malmenato da un ragazzo. Quando il pupazzone prova a chiedere spiegazioni, il giovane, infastidito, lo spintona facendolo cadere a terra per strada più volte, prendendogli anche il microfono.
È la prima volta da quando il Gabibbo è nato (1° ottobre 1990) che qualcuno alza le mani sul pupazzo più amato della televisione italiana, beniamino di bambini di tante generazioni e promotore, a Striscia la notizia, di importanti battaglie civili. Una scena, spiegano dal programma in una nota, "resa anche surreale perché al Gabibbo, per l’occasione, presta la voce Al Bano, ospite della puntata in onda stasera. Per questo il pupazzone è agghindato con panama e sciarpa d’ordinanza".
La Sma, atrofia muscolare spinale, colpisce il sistema nervoso centrale molto prima di quanto si pensasse, già nelle primissime fasi dello sviluppo embrionale. E' la scoperta di uno studio italiano pubblicato su 'Nature Communications', frutto di una collaborazione tra i gruppi di ricerca del Centro Dino Ferrari dell'università Statale di Milano, di Humanitas University e della Fondazione Irccs Ca' Granda ospedale Maggiore Policlinico, con il contributo della Columbia University di New York. Per gli autori il lavoro ribalta la visione tradizionale della Sma come malattia esclusiva dei neuroni del movimento, conferma l'importanza dello screening neonatale e apre nuove prospettive terapeutiche.
La ricerca è stata coordinata da Stefania Corti, professoressa di Neurologia all'università degli Studi di Milano e direttrice Ssd Malattie neuromuscolari e rare del Policlinico, e da Simona Lodato, professoressa di Anatomia umana presso Humanitas University e group leader del laboratorio di Neurosviluppo dell'Irccs Istituto clinico Humanitas. Utilizzando organoidi, strutture tridimensionali derivate da cellule di pazienti che riproducono in miniatura il tessuto nervoso, le due scienziate e i loro team hanno potuto osservare cosa accade nel sistema nervoso dei pazienti sin dalle prime fasi del suo sviluppo. "Abbiamo scoperto che la carenza di Smn, proteina fondamentale per il funzionamento dei motoneuroni e la cui mancanza è causa diretta della Sma, non danneggia solo i motoneuroni maturi, ma altera profondamente i programmi di differenziamento già a livello dei progenitori neurali", spiega Corti. "Questo significa che la malattia inizia molto prima della comparsa dei sintomi, e rafforza l'importanza cruciale dello screening neonatale e del trattamento precoce", sottolinea la docente. "Gli organoidi ci hanno aperto una finestra su processi biologici finora inaccessibili - aggiunge Lodato - Per la prima volta abbiamo potuto seguire in tempo reale come la mancanza di Smn comprometta le traiettorie di sviluppo neuronale, creando una sorta di 'blocco' nella maturazione delle cellule. Questi strumenti sono preziosi non solo per comprendere i meccanismi della malattia, ma anche per testare nuove strategie terapeutiche in un contesto umano".
Le analisi di sequenziamento a singola cellula di queste complesse strutture tridimensionali che ricapitolano importanti step del differenziamento neuronale e della formazione di reti funzionali - descrive una nota - hanno rivelato alterazioni diffuse che coinvolgono diverse popolazioni neuronali, al di là dei già centrali motoneuroni, mentre le registrazioni elettrofisiologiche hanno evidenziato una ipereccitabilità anomala sia negli organoidi spinali che cerebrali, dimostrando che le disfunzioni si estendono all'intero sistema nervoso centrale. Lo studio ha inoltre dimostrato che un trattamento precoce con oligonucleotidi antisenso ottimizzati per la biodistribuzione, capaci di aumentare i livelli di proteina Smn, è in grado di correggere sia i difetti morfologici sia quelli funzionali precoci, ripristinando i normali pattern di attività elettrica e riducendo significativamente la morte cellulare che determina le forme di neurodegenerazione dei giovani affetti da Sma. Un risultato che fornisce una solida base scientifica per l'importanza dell'intervento terapeutico tempestivo.
L'atrofia muscolare spinale rimane una delle principali cause genetiche di morte infantile, ma le terapie approvate negli ultimi anni hanno radicalmente cambiato la prognosi dei pazienti, ricordano gli esperti. Questo studio aggiunge "un tassello fondamentale alla comprensione dei meccanismi alla base della malattia, indicando che i benefici maggiori si ottengono quando il trattamento inizia prima che i danni al sistema nervoso diventino irreversibili, idealmente in fase presintomatica, grazie anche allo screening neonatale".
La pubblicazione - si legge nella nota - rappresenta il coronamento di anni di lavoro congiunto tra istituzioni che costituiscono l'eccellenza della neurologia e delle neuroscienze italiane. Il Centro Dino Ferrari dell'università degli Studi e del Policlinico di Milano è da decenni un punto di riferimento internazionale per le malattie neuromuscolari; l'univeristà Statale di Milano ha contribuito in modo determinante allo sviluppo di modelli innovativi di malattia, inclusi gli organoidi utilizzati in questo studio, e alla definizione di nuovi approcci terapeutici per la Sma; Humanitas University e l'Irccs Istituto clinico Humanitas hanno sviluppato una expertise riconosciuta nella biologia dello sviluppo del sistema nervoso e nell'impatto che questa possa avere in malattie neurodegenerative; la Fondazione Irccs Ca' Granda ospedale Maggiore Policlinico garantisce quel continuum tra ricerca e clinica che permette di tradurre le scoperte scientifiche in benefici concreti per i pazienti.
Ordinanza del sindaco, 'eventi atmosferici di eccezionale
intensità'... 
Stretta sui cambi di casacca, voto di fiducia in tempi più rapidi, Statuto delle opposizioni. Sono alcune delle novità del nuovo Regolamento della Camera che approderà in aula da lunedì 16 febbraio per la discussione generale per essere approvato in settimana. Le nuove regole sono frutto di una lunga discussione e di un lavoro bipartisan in Giunta del regolamento e, se approvate dall'Aula con la necessaria maggioranza assoluta dei componenti, entreranno in vigore dalla prossima legislatura.
Per quel che riguarda il passaggio dei deputati da un gruppo parlamentare a un altro in corso di legislatura, vengono introdotti una serie di disincentivi. Il più rilevante è quello di natura economica: il deputato che cambia casacca, salvo alcune eccezioni, non porterà più in dote al nuovo Gruppo tutta la quota di contributi previsti dalle regole di Montecitorio ma solo la metà, lasciando l'altro 50% al Gruppo in cui è stato eletto e che ha deciso di abbandonare. Inoltre, altra forma di disincentivo, è prevista la decadenza dall'Ufficio di presidenza del deputato che ne fa parte ma che decide di cambiare gruppo. Anche qui sono previste eccezioni.
Sulla fiducia, viene eliminato lo stop dei lavori di 24 ore tra il momento in cui viene richiesta la fiducia in aula e il voto della stessa. D'altro canto, però, le nuove regole cercano anche di limitare il ricorso a decreti legge del governo, con relativo voto di fiducia e compressione dei tempi di confronto parlamentare. Viene infatti previsto il "contingentamento dei tempi" per l'esame dei Dl senza fiducia, con la possibilità di conversione in tempi certi.
Tra gli obiettivi del nuovo regolamento, anche quello di arginare gli interventi fiume dei deputati, con una stretta sulla richiesta di parola sul regolamento, sugli Odg, sull'ordine dei lavori, ammessi solo quando "vertano in modo diretto e univoco sullo svolgimento e sulle modalità della discussione in corso" o per "questioni di eccezionale rilevanza e urgenza".
Per i deputati, oltre a prevedere un rafforzamento dello Statuto delle opposizioni, è prevista l'introduzionbe del Codice di condotta con "principi e norme di condotta ai quali i deputati devono attenersi nell'esercizio del mandato parlamentare". Sono previste sanzioni per le violazioni. Sulla condotta dei deputati vigilerà un Comitato consultivo a composizione bipartisan presieduto da un deputato designato dal presidente della Camera.
Introdotte anche una serie di disposizioni per implementare il coordinamento tra Camera e Senato, come la possibilità di convocare congiuntamente le Giunte del regolamento per la definizione di regole comuni.
Rafael Mini, l'unico atleta di San Marino alle Olimpiadi: "Qui per godermela, poi si torna a scuola"

A Milano Cortina c’è uno sciatore che non gareggia per l’Italia, ma che di sicuro avrà anche il supporto azzurro alle Olimpiadi. Dopo Giovanni Franzoni, Dominik Paris, Mattia Casse e gli altri italiani, ai Giochi c’è pure Rafael Mini. Ha diciassette anni, è l’unico atleta di San Marino qualificato. Dal Monte Titano a Bormio, per divertirsi e godersi l’esperienza della vita: “Emozioni? Sono calmo, so di essere in un momento di grande forma” spiega all’Adnkronos prima del suo esordio nel gigante sabato 14 febbraio.
Rafael Mini, unico atleta di San Marino alle Olimpiadi
Mini sorride e racconta la sua prima esperienza alle Olimpiadi, fatta saltando la scuola per qualche settimana: “Qui devo solo fare ciò che so, mi sento pronto. In questi giorni mi sono allenato tanto, anche in condizioni simili alla gara. Sto molto bene. Non punto al podio, voglio godermi il momento e divertirmi”. Sulla Stelvio di Bormio, Rafael sarà un po’ il 197° atleta della delegazione, andando ad aggiungersi ai 196 atleti che venerdì scorso hanno sfilato con il tricolore nella cerimonia inaugurale. Lui, quella sera, era portabandiera per San Marino: “Mi guardavano tutti alla tv, che orgoglio. Prima di partire, la mia famiglia mi ha detto di divertirmi e sorridere. Domani verranno tutti su a fare il tifo e ci sarà anche mia sorella Camila, di 12 anni. È più emozionata di me. I Capi di Stato di San Marino mi hanno ringraziato e fatto i complimenti. Mi hanno detto di portare in alto la bandiera”. Ai piedi del Monte Titano, a due passi da casa, ha imparato a sciare su una pista in plastica: “Con neve e ghiaccio simulati”. E il viaggio fino alle Olimpiadi lo ha visto sciare anche in... un centro commerciale di Dubai: "Per guadagnare punti utili in Coppa del Mondo".
Rafael Mini: "Franzoni? Gli ho chiesto una foto"
Mini si sta godendo le Olimpiadi invernali dando un occhio anche agli italiani, che nella prima giornata di gare hanno regalato emozioni con la doppia medaglia in discesa di Franzoni e Paris: “Allenamenti con Giovanni? No, lui scia su altre piste perché fa discipline veloci. Ma l’ho incontrato il giorno della gara, gli ho chiesto una foto con la medaglia. Poi aveva dei controlli da fare ed è scappato. Abbiamo parlato nei giorni successivi, mi sono complimentato con lui ed è stato gentilissimo. È un mito, un grande davvero”.
Fin qui, un solo rammarico per il suo viaggio a cinque cerchi: “Esserci è bellissimo, ma mi dispiace un po’ non avere il Villaggio olimpico. Per conoscere tanti atleti di diverse parti del mondo”. Prima dell’esordio, c’è tempo anche per voltarsi indietro: “È stato un percorso lungo. Da ragazzino suonavo il violino. Era una sfida appassionante, ma inconciliabile con lo sport ad alto livello. Sono contendo della scelta fatta, almeno sono arrivato alle Olimpiadi”. Per godersela, anche con la libertà di fare qualche pronostico: “Gigante? Per me vince Odermatt, lo slalom lo vince McGrath”. (di Michele Antonelli, inviato a Bormio)
La nave resta agli ormeggi del porto sardo stasera e non effettuerà
il ritorno domani... 
Francesca Lollobrigida, ancora lei. Dopo l'oro olimpico nei 3000 metri, oggi 12 febbraio la pattinatrice laziale ha concesso il bis nei 5000 metri, trionfando con 6'46''17 e trionfando ancora alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. E' il quarto podio olimpico della sua carriera, un traguardo che la proietta definitivamente nell'élite dello sport italiano, accanto a leggende come Compagnoni, Wierer, Brignone, Piller Cottrer e Vanzetta. Per l'Italia è il sesto oro ai Giochi.
Nata il 7 febbraio 1991 a Frascati, nei Castelli Romani, pronipote dell'indimenticabile Gina Lollobrigida, Francesca ha trasformato una stagione difficilissima in una favola olimpica. "Volevo ritirarmi quest'anno, è stata la peggiore stagione della mia vita, ho pianto tanto", ha raccontato. A convincerla a non mollare sono stati il marito, la famiglia e la federazione. Una scelta che oggi pesa come l'oro più prezioso. La maternità, lungi dall'essere un limite, è diventata una nuova forza. Tommaso è nato nel 2023 e da allora la carriera di Lollobrigida ha assunto un significato diverso. "Le vittorie più belle sono quelle dopo essere diventata madre. Ho riscoperto me stessa come atleta, mamma e donna. Si può essere mamme e tornare più forti di prima: Milano-Cortina era il modo per mostrarlo alla gente".
Ex regina del pattinaggio in linea, con 16 titoli mondiali, Lollobrigida vive tra Roma e Baselga di Piné per gli allenamenti. Dopo l'argento nei 3000 e il bronzo nella mass start a Pechino 2022, e l'oro mondiale nei 5000 metri a Hamar 2025 – il primo per un'italiana – ora punta a completare l'opera olimpica. Le rivali non mancano: Sablikova, Wiklund, Weidemann e Conijn sono pronte a dare battaglia. Ma Francesca sa di avere dalla sua esperienza, resistenza e una consapevolezza nuova. "Da sola non ce l'avrei fatta: è un lavoro di squadra enorme. È la parte più dura, ma anche la più bella". Oggi il secondo oro.

Gian Gaetano Bellavia è indagato dalla Procura di Milano per presunta violazione del trattamento dei dati, previsto dal Codice sulla privacy, in merito all'archivio privato detenuto dal consulente, noto per lavorare con diverse Procure e con il programma televisivo Report.
Il bisogno di sentirlo - secondo quanto si apprende - ha portato i pubblici ministeri all’iscrizione, "a garanzia" del commercialista difeso dall’avvocato Luca Ricci.
L'inchiesta
Al centro dell'indagine la denuncia mossa a un'ex dipendente, indagata per accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita, la quale avrebbe sottratto dall'archivio documenti riservati pari a oltre un milione di file, secondo quanto emerge da una consulenza chiesta proprio dalla difesa Bellavia. Bilanci, consulenze fiscali e tecniche, relazioni redatte di suo pugno su incarico delle procure, hanno fatto gridare qualcuno al dossieraggio, ma Bellavia ha sempre respinto con forza l'accusa, così come ha sempre rispedito al mittente la tesi diffamatoria del passaggio di dati raccolti in sede di incarichi giudiziari alla trasmissione Report.
La Procura ora prova ad approfondire proprio la questione legata alla conversazione del corposo schedario. Per il legale "i professionisti non solo hanno l’obbligo di conservare i fascicoli e i documenti per dieci anni, ma hanno anche pieno diritto di conservare l’archivio storico della propria attività e dei propri scritti".
Gasparri attacca Ranucci
“Apprendo con soddisfazione che Gian Gaetano Bellavia, commercialista, consulente di molteplici ministeri, di magistrati e della trasmissione Report, è stato iscritto dalla Procura di Milano come indagato per un'ipotesi di violazione della legge sulla privacy - dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri -. Ho denunciato, nei giorni scorsi, Bellavia, ma insieme a lui tutta la baracca di Report, per una possibile operazione illegale che potrebbero aver condotto, a mio avviso, con un vero e proprio dossieraggio. Ranucci continua a fare affermazioni infondate e ad attaccarmi su cose inesistenti, ma farebbe bene a pensare alle sue responsabilità ed alla vicenda Bellavia. Sono onorato - sottolinea - di essermi rivolto alla magistratura e continuerò a seguire la vicenda, sperando che la Procura di Milano questa volta vada fino in fondo".
"Compatisco lo stordito Ranucci - attacca Gasparri - che chiede le scuse perché ritiene poco grave il reato di violazione della privacy, che è invece gravissimo ed è proprio la premessa del dossieraggio che si basa proprio sulla violazione delle privacy altrui. Ranucci è anche un omofobo. Ranucci deve vergognarsi e scusarsi con tutti gli italiani. Ranucci è abituato a mischiare le carte e a dire fanfaluche. La verità è che il ‘suo’ Bellavia è indagato e che i metodi di Report sono sotto indagine. Fiero di aver denunciato questa gente stiano tranquilli che non daremo tregua a costoro. E la Rai che fa? Lascia mano libera a simili soggetti?”, conclude.



