
(Adnkronos) - "Denunciare non è facile. Non è come andare dal dentista per una visita. Fa paura, ma alla fine sai che ti farà stare meglio". È il racconto della 31enne che, la sera del 22 maggio scorso, in un locale di via Torino, nel pieno centro di Milano, è stata vittima di un'aggressione sessuale da parte di uno sconosciuto all'interno del bagno.
La ragazza, raggiunta telefonicamente dall'Adnkronos, ricorda di essere arrivata nel locale intorno alle 22 insieme a un gruppo di amici. Alle 23.30 va insieme a una di loro in bagno. L'amica esce prima e lei resta sola a lavarsi le mani. “È stato allora che uno sconosciuto è entrato, mi si è avvicinato alle spalle e, con violenza, mi ha abbassato gli slip e mi ha palpeggiata”, racconta.
“Con estrema rapidità ha allungato la mano. Non so come abbia fatto, ma con agilità e sveltezza è riuscito a oltrepassare ogni strato”, aggiunge la 31enne che racconta di aver cercato ripetutamente di allontanarlo e di aver urlato di smetterla. “Ho provato a spingerlo contro il muro. Era ubriaco, parlava biascicando e non aveva molta forza. Io invece ero lucida, sono riuscita a togliermi la sua mano di dosso e a scappare”, spiega.
Una volta raggiunti gli amici, ancora sotto shock, ha raccontato loro quanto accaduto. In un primo momento non se l'è sentita di accusare qualcuno senza essere certa della sua identità, ma precisa: “Riuscirei a riconoscerlo ancora oggi, me lo ricordo benissimo”.
Il ricordo di quei momenti è ancora vivido. “Gli addetti alla sicurezza mi hanno aiutata e i miei amici mi hanno consolata. Sono crollata in un pianto perché quello che era successo mi aveva colpita profondamente”. Secondo il suo racconto, l'uomo si sarebbe allontanato subito dopo l'aggressione.
La giovane, che per esperienze personali vissute in passato si definisce particolarmente sensibile al tema della violenza contro le donne, si è rivolta all'associazione antiviolenza 'Scarpetta Rossa'. E, a un mese esatto dall’accaduto, si è presentata alla stazione dei carabinieri di Milano Porta Monforte e ha sporto una denuncia per violenza sessuale. “Quello che è successo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, afferma la 31enne, che racconta di aver subito un forte crollo psicologico in seguito a una relazione tossica vissuta a 19 anni.
Cantante e organizzatrice di eventi, la giovane teme che episodi di molestie e violenza possano ripercuotersi anche sulla vita professionale delle donne: “A volte queste violenze hanno conseguenze anche nel mondo del lavoro. Tante non riescono a lavorare serenamente perché devono fare i conti con persone che le molestano o che insistono in modo inappropriato”, spiega.
La giovane racconta di voler trasformare questa esperienza in un impegno concreto affinché episodi simili non si ripetano più. E infine, l’appello rivolto a chi ha vissuto un simile disagio ed è incerta, per paura, se denunciare: “Non è giusto. Non è facile, ma denunciare è l'unica strada giusta”.

(Adnkronos) - Il Giappone sfida la Svezia ai Mondiali 2026. Nella notte tra oggi, giovedì 25 giugno, e domani, venerdì 26, a Nazionale nipponica affronta quella scandinava - in diretta tv e streaming - nella terza giornata della fase a gironi della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. Il Giappone è reduce dalla netta vittoria con la Tunisia, battuta 4-0, mentre all'esordio era arrivato il pareggio per 2-2 contro l'Olanda.
La Svezia invece è stata battuta dagli Orange per 5-1, lo stesso risultato con cui la Nazionale scandinava aveva battuto la Tunisia alla prima giornata.
La sfida tra Giappone e Svezia è in programma venerdì 26 giugno all'1 ora italiana. Ecco le probabili formazioni:
Giappone (3-4-2-1): Suzuki; Tomiyas, Itakura, H.Ito; Seko, Nakamura, J.Ito, Doan; Kamada, Ao Tanak; Ueda. Ct. Moriyasu.
Svezia (3-1-4-2): Nordfeldt; Lagerbielk, Hien, Lindelof; Karlstrom; Elanga, Bergball, Ayari, Gundmundsson; Isak, Gyokeres. Ct. Potter
Giappone-Svezia sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.
(Adnkronos) - "La malattia è stata un fulmine a ciel sereno. Ero entrato in ospedale per alcuni controlli e da un giorno all'altro sono stato operato. La prospettiva non era rosea, poteva diventare davvero tutto complicato. La paura c'era, ma sono rimasto lucido. Non ho pianto ma pregato, lo confesso. Mi hanno dato forza la mia profonda fede e la famiglia ". È un Giuseppe Conte totalmente inedito quello che si racconta martedì prossimo a Monica Setta a 'Storie al bivio di sera' in onda alle 21.30 su Rai 2.
Per la prima volta l'ex premier parla del suo intervento chirurgico al Gemelli, ma anche d'amore. "Io e Olivia ci siamo conosciuti quando i nostri figli andavano alle elementari" racconta "Io venivo da una separazione e andavo cauto ma quell'incontro si era subito dimostrato importante. Tra noi una grande passione e la voglia di costruire un amore solido in modo cauto e sereno. Olivia è una donna prudente con un intuito eccezionale. Aveva capito per prima che sarei stato premier quando nel 2018 mi chiesero la disponibilità in un incontro con Salvini e Giorgetti. È stata lei a darmi forza anche stavolta nella malattia. Oggi i nostri figli fanno entrambi la maturità, sono legatissimi fra loro, siamo una famiglia". Poi, i retroscena al tempo del Covid " È stato un periodo terribile, non mi sono mai ammalato ma avevo paura perché se mi fossi fermato sarebbe stato letale. Mi è capitato di piangere, sono un uomo umile con i piedi ben piantati per terra, né santo né eroe. Ma in quei giorni trattenere la commozione davanti alle vittime della pandemia per un uomo normale come me era impossibile".
La Protezione civile regionale sta monitorando e gestendo con
particolare attenzione la situazione di fenomeni multirischio che
in questi giorni interessa la Sardegna, caratterizzata dalla
contemporanea presenza di alte temperature, temporali localmente
intensi e condizioni favorevoli allo sviluppo degli incendi
boschivi.
(Adnkronos) - Diventano definitive le condanne per gli imputati nel processo per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, in cui persero la vita 32 persone e oltre un centinaio rimasero ferite. I giudici della Quarta sezione penale della Cassazione, accogliendo le richieste della procura generale della Suprema Corte, hanno rigettato i ricorsi presentati dagli imputati contro la sentenza dell’appello ter che aveva confermato, tra gli altri, la condanna a cinque anni di reclusione per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana. Ora che la sentenza è diventata definitiva per Moretti ci sarà l’ingresso in carcere.
Confermate inoltre le condanne anche per altri 10 imputati, tra ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del convoglio deragliato. Il processo di Appello Ter era nato da una decisione della Corte di Cassazione che nel gennaio 2024 aveva confermato la responsabilità penale degli imputati, ma imposto un nuovo giudizio d'appello limitatamente alla quantificazione delle pene. Il nodo centrale era la corretta applicazione delle attenuanti generiche: nella sentenza del 2022 erano state concesse nella misura minima di un nono, mentre le difese chiedevano una riduzione massima, pari a un terzo della pena.
La Corte di Appello fiorentina aveva respinto le richieste degli imputati confermando le pene. "Per mantenere sanzioni il più possibile adeguate alla gravità eccezionale dei fatti, arrivati ad un accertamento definitivo, questo collegio ritiene che la diminuzione da riconoscere a ogni imputato non possa esser superiore ad un nono della pena base determinata per ciascuno degli imputati", avevano scritto i giudici nelle motivazioni della sentenza emessa a maggio di un anno fa dalla Corte d'appello di Firenze nel processo Ter. Stasera la conferma della Cassazione.

(Adnkronos) - Darren Cahill svela il 'vero' Jannik Sinner a Wimbledon 2026. Il tennista azzurro si sta allenando a Londra in vista del terzo Slam della stagione, a cui arriva da campione in carica dopo aver battuto Carlos Alcaraz nella finale dello scorso anno.
"Jannik è fondamentalmente un bravo ragazzo", ha raccontato Cahill in un'intervista alla Bbc, "una persona con grandi valori". "Ha sempre il sorriso sulle labbra e ama divertirsi, scherzare con gli altri e far sentire bene chi gli sta intorno", ha continuato Cahill, "la persona che vedi in campo non è la stessa persona nella vita di tutti i giorni".
La crescita di Sinner, arrivato al numero 1 del mondo e alla conquista di tutti i principali tornei del circuito a eccezione del Roland Garros, è direttamente correlata all'arrivo di Darren Cahill nel team. Il ruolo dell'ex tennista australiano non si limita a indicazioni di campo, ma anche a creare quella leggerezza e un clima disteso che aiuta i risultati.
Motivo per cui Jannik si è esposto in prima persona per convincere Cahill a continuare dopo l'annuncio che si sarebbe ritirato dalla propria carriera da allenatore al termine della scorsa stagione.
(Adnkronos) - Fermo convalidato, obbligo di dimora nella provincia di Latina e firma quotidiana in caserma per i tre indagati per l'allontanamento delle due sorelle di 12 e 16 anni di Minturno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena (Aq). Le ragazzine, dopo 14 giorni, sono state rintracciate a Formia nell’abitazione di una lontana parente della madre. E' quanto ha stabilito il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona, Giulia Sani, al termine dell’udienza di convalida tenuta oggi e durata cinque ore. Rimangono quindi sottoposti a misura cautelare, meno afflittiva rispetto alla detenzione in carcere, Valentina D'Acunto, il suo compagno Vincenzo Esposito e il padre Marco D'Acunto. Dopo gli adempimenti formali, faranno rientro nelle rispettive abitazioni, pur restando vincolati agli obblighi imposti dalli giudici. L’accusa contestata resta quella di sequestro di persona in concorso, ipotesi che la Procura ritiene sostenuta dagli elementi raccolti.
I tre indagati, che sono difesi dagli avvocati Enrico Mastantuono, lei, e Luca Cupolino, i due uomini, hanno risposto a tutte le domande, chiarendo le loro posizioni. La Procura ha ribadito che le verifiche non sono ancora concluse e che restano aperti ulteriori approfondimenti investigativi per ricostruire eventuali responsabilità di altre persone. Il procuratore ha sottolineato come le dichiarazioni rese da Valentina D'Acunto siano state ritenute espressione di una propria ricostruzione personale dei fatti, centrata sull’intenzione dichiarata di ristabilire un contatto con le figlie. La difesa ha invece impostato la propria linea sulla diversa qualificazione giuridica della vicenda, sostenendo che non si sarebbe trattato di sequestro di persona ma di sottrazione di minori. Una tesi non accolta dal giudice, che ha confermato l’impostazione accusatoria in questa fase procedurale. Il gip ha comunque escluso la necessità della custodia cautelare in carcere, ritenendo sufficiente l’obbligo di dimora per contenere il rischio di reiterazione del reato.
Si riserva di attendere le motivazioni dell’ordinanza cautelare prima di valutare un eventuale ricorso al Tribunale del Riesame, ha spiegato l’avvocato Luca Cupolino, legale di Vincenzo Esposito e Marco D'Acunto. “Attendiamo di conoscere le motivazioni formali dell’ordinanza cautelare prima di esprimerci sulla possibilità di presentare un ricorso al Tribunale del Riesame”, ha dichiarato il legale a margine dell’udienza di convalida. “Il provvedimento sarà presumibilmente molto articolato, vista la durata della camera di consiglio e la delicatezza dei temi trattati”, ha aggiunto il legale. Cupolino ha poi chiarito che l’eventuale ricorso al Riesame verrà presentato solo in presenza di elementi concreti idonei a incidere sulla motivazione dell’ordinanza, mentre in caso contrario verranno valutate ulteriori strategie difensive. “Se ci saranno i presupposti per intaccare la motivazione dell’ordinanza lo faremo, altrimenti valuteremo altre soluzioni”, ha concluso.

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(Adnkronos) - Tre pedoni sono stati investiti alle 18 di oggi dal conducente di una Smart a Genova, in piazza Massena, nel quartiere di Cornigliano. Secondo le prime informazioni l'auto avrebbe travolto le vittime, che sarebbero anziani, sul marciapiede. Sul posto, per soccorrere i tre feriti, stanno intervenendo il 118, la Croce Oro di Sampierdarena e la Croce Verde Pegliese, oltre ai vigili del fuoco e il nucleo Infortunistica della polizia locale.

(Adnkronos) - Il Mondiale entra sempre più nel vivo e le gare si fanno via via più interessanti. Norvegia – Francia, ad esempio, è il match che assegna il primato del Gruppo I: entrambe a 6 punti e certe della qualificazione, le due squadre andranno a caccia del successo che decreterà chi sarà la regina del girone. La Francia ha il vantaggio della differenza reti, a Mbappè e compagni basterà quindi il pareggio per blindare il primo posto e scegliersi la strada verso il MetLife Stadium di New York per il turno successivo. Per gli esperti di Sisal, la squadra di Deschamps non si accontenterà, la vittoria è infatti a 1,62, mentre il tris di vittorie norvegese sale a 4,50, stessa quota per il pareggio. Quel che è certo è che vedremo in campo due delle squadre con il miglior potenziale offensivo del torneo: 7 gol in due gare per la Norvegia, 6 per la Francia. Ci si aspetta dunque una sfida all’insegna dello spettacolo, con entrambe in rete, a 1,72, e da Over 2,50, a 1,60.
Norvegia – Francia sarà anche il duello tra due indiscutibili protagonisti di questo Mondiale: Haaland da un lato, Mbappè dall’altro. Entrambi non hanno tradito le aspettative della viglia e hanno trascinato le rispettive squadre verso la vetta del Gruppo: quattro reti a testa in due gare, con due doppiette a partita. Chi sarà più decisivo nella sfida del gol? Per gli esperti Sisal è in vantaggio il francese, con la marcatura a 1,80 contro 2,50 del norvegese mentre la terza doppietta è a 5,00 per l’attaccante del Real Madrid e a 7,50 per quello del Manchester City. Mbappè è in leggero vantaggio anche nella sfida dei tiri in porta, a 2,25 contro il 2,75 di Haaland e il 3,75 del pareggio.

(Adnkronos) - "La trasformazione digitale offre grandissime opportunità in tutti gli ambiti: il vero problema è che noi non riusciamo a colmare il gap tra la capacità della tecnologia di svilupparsi continuamente e molto rapidamente e la capacità del Servizio sanitario nazionale di adattarsi a questa evoluzione da un punto di vista organizzativo, amministrativo e burocratico". A dirlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, a margine della seconda giornata di 'We Make Future 2026', il festival dedicato alla tecnologia e all’innovazione digitale fino a domani nei padiglioni di BolognaFiere.
"Questo gap si allarga continuamenteù - spiega Cartabellotta - quindi dobbiamo riuscire a rendere accessibili ai pazienti che ne hanno bisogno tutte le innovazioni tecnologiche e farmacologiche in modo da non creare disparità di accesso, perché oggi si stanno creando disuguaglianze digitali che si aggiungono a quelle già esistenti. Quindi bisogna investire sull’alfabetizzazione digitale e sull’informazione di cittadini e pazienti".
In quest’ottica, "We Make Future rappresenta una sorta di punta di diamante nella divulgazione di questi strumenti ma si parla sempre tra addetti ai lavori: mi piacerebbe che anche le istituzioni sanitarie partecipassero in maniera proattiva a questo tipo di manifestazioni perché è fondamentale modificare l’assetto normativo che va ad ostacolare l’applicazione dell’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale del Ssn" conclude Cartabellotta.

(Adnkronos) - "Italia e Francia sono partner naturali e indispensabili". Così il presidente francese Emmanuel Macron, parlando alla stampa al fianco della premier Giorgia Meloni, in chiusura del vertice integorvernativo Italia-Francia. "Oggetto del vertice era proiettare la nostra relazione verso il futuro, con obiettivi chiari - ha aggiunto il capo dell'Eliseo - era il senso anche del Trattato del Quirinale, che da cinque anni ha dato un quadro più ambizioso e concreto alla nostra collaborazione".
Italia e Francia "rafforzano la cooperazione" nel settore energetico, ha poi spiegato il presidente francese. "E' più necessario che mai rafforzare l'indipendenza energetica europea - ha detto il capo dell'Eliseo -. La Francia ha già molti anni fa fatto una scelta chiara sulla produzione di energia nucleare, e il processo legislativo in corso in Italia tende a far ripartire il nucleare".
"Voglio rallegrarmi della volontà degli industriali italiani di partecipare allo sviluppo e all'implementazione in Europa del progetto del piccolo reattore nucleare Nuwar - ha aggiunto -. Vogliamo quindi costruire con l'Italia una partnership industriale globale nel campo del nucleare civile su tutta la catena di valore".

(Adnkronos) - Il primo canestro di Luka Dončić al Centrale del Foro Italico è molto più di una semplice immagine suggestiva: è un’anticipazione di futuro. Per un giorno, il cuore del Foro Italico si è trasformato da campo da tennis che ha ospitato il numero uno del mondo Jannik Sinner, ad arena di basket, dimostrando in modo tangibile ciò che il Centrale potrà diventare nei prossimi anni: uno spazio contemporaneo, coperto, polifunzionale e capace di ospitare grandi eventi internazionali durante tutto l’anno. Accolto dal presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma e dall’amministratore delegato Diego Nepi Molineris, Dončić ha calcato “il parquet” allestito in appena 48 ore nell’ambito del progetto Sport Illumina, regalando a Roma un’immagine che parla di innovazione, versatilità ma soprattutto futuro.
La presenza della stella dei Los Angeles Lakers assume un significato ancora più rilevante alla luce del suo coinvolgimento nel progetto della nuova Basketball Club Roma SPQR, nato con l’ambizione di riportare il grande basket nella Capitale e di accompagnare Roma verso le future sfide della Nba in Europa. “L’evoluzione del Centrale, con la sua trasformazione strutturale, rappresenta un passaggio strategico per rendere il Foro Italico un luogo sempre più moderno, attrattivo e capace di ospitare eventi sportivi e di intrattenimento durante tutto l’anno. È una visione che guarda al futuro dello sport e della città di Roma”, le parole del presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma.
“Vedere Luka Dončić segnare al Centrale significa vedere, per qualche istante, il futuro prendere forma. In due giorni abbiamo trasformato un campo da tennis in un’arena di basket: è la dimostrazione concreta della flessibilità e della vocazione internazionale di questo impianto. Il Foro Italico non si limita a seguire il cambiamento: vuole essere il luogo in cui il cambiamento accade”, ha detto l’ad di Sport e Salute Diego Nepi Molineris. Per qualche minuto il futuro è sembrato già presente. E Roma ha potuto immaginare cosa significa avere nel Foro Italico una delle più innovative arene multifunzionali d’Europa.

(Adnkronos) - Vittoria per Donald Trump. Con i voti favorevoli dei sei giudici conservatori, e quelli contrari delle tre giudici liberal, la Corte Suprema ha affermato che il governo americano può legalmente respingere i richiedenti asilo prima che mettano piede in territorio americano. La sentenza quindi costituisce un punto a favore dell'amministrazione del presidente che potrebbe così reintrodurre la pratica, in vigore in passato, che permette agli agenti di confine di respingere migranti prima che possano fisicamente attraversare la frontiera tra Stati Uniti e Messico, impedendo così loro di fare domanda di asilo.
"Nel linguaggio comune, nessuno direbbe che una persona arriva in un luogo, che sia una casa, una città o un Paese, prima che questa persona vi sia entrata fisicamente", si legge nella sentenza scritta dal giudice Samuel Alito, sostenuta dagli altri cinque giudici conservatori. "L'interpretazione illogica della Corte è guidata quasi interamente dalla concentrazione su un'unica parola 'in'", scrive invece nella sentenza del dissenso la giudice Sonia Sotomayor, aggiungendo che "le parole, però, devono essere lette in un contesto".
In effetti, il ricorso su cui si è espressa la Corte Suprema è relativo ad un caso avviato nel 2017 da un gruppo per i diritti dei migranti Al Otro Lado per difendere i 13 richiedenti asilo dopo che l'amministrazione Obama nel 2016 aveva iniziato ad adottare in modo informale la pratica per rispondere al sovraffollamento di valichi di confine, in particolare nell'area di San Diego.
L'amministrazione, secondo la sentenza, può cancellare le protezioni umanitarie temporanea per haitiani e siriani che vivono legalmente negli Stati Uniti. Il provvedimento può aprire la strada alla deportazione a centinaia migliaia di persone fuggite dalla guerra in Siria o dalla violenza di Haiti, e che potrà essere applicata ad oltre un milione di cittadini di 17 Paesi che godevano dello status di protezione quando Trump è tornato alla Casa Bianca.
Da allora il dipartimento della Sicurezza Interna ha cercato di eliminare la protezione per i cittadini di 13 di questi Paesi, Haiti e Siria in testa, molti dei quali considerati altamente pericolosi dal dipartimento di Stato. Tra questi Venezuala, Honduras, Afghanistan e Nepal. Nella sentenza della maggioranza il giudice Alito ha sostenuto la debolezza legale dell'argomento sostenuto dagli immigrati haitiani, riguardo al fatto che la decisione dell'amministrazione Trump fosse motivata da discriminazione razziale.
Il Congresso nel 1990 ha creato lo status di protezione temporanea per proteggere immigrati irregolari dalla deportazione in Paesi sconvolti da guerre, disastri naturali e altre crisi straordinarie, permettendo di rimanere negli Usa e lavorare legalmente finoa 18 mesi. Il governo può rinnovare queste protezioni, e lo ha fatto diverse volte per diversi Paesi. E' su questo punto che si concentrano le critiche di Trump e della sua base: "Ricordatevi questo è uno status temporaneo", ha detto John Sauer, il solicitor general della Casa Bianca, presentando gli argomenti dell'amministrazione Trump di fronte alla Corte lo scorso aprile.

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Abdoulaye, Alex, Moussa, Sisì, quattro uomini e una donna Hafsa,
sono i protagonisti di Nyumba, "casa" in lingua swaili, il
documentario cui è andato il Premio Giuseppe Ferrara, Maschera di
Ottana e Pergamena, quale miglior lungometraggio del XIII Life
After Oil International Film Festival di Villanovaforru. Il film di
Francesco del Grosso, scritto e sceneggiato da Paola Bottero,
prodotto da Indaco Film, con il contributo di Calabria Film, ha
ricevuto anche il Premio del Pubblico, segno della profonda
emozione suscitata dalle storie vere di cinque persone, partite da
Gambia, Senegal, Sierra Leone e Somalia, che dopo aver attraversato
l'inferno hanno trovato accoglienza e umanità in Calabria. Il film
è girato in buona parte sulla spiaggia di Cutro, in memoria dei 94
migranti annegati davanti il 26 febbraio 2023, di cui 35 bambini, e
delle oltre 30.000 persone morte nel Mediterraneo in dieci
anni.
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(Adnkronos) - "Ho preso il fucile e ho sparato: ho fatto quello che andava fatto”. È questa una delle frasi più agghiaccianti agli atti dell’inchiesta della Procura di Lucca sul duplice omicidio avvenuto a Pieve, frazione del comune di Camaiore, dove Piero Moriconi, 63 anni, ha ucciso la moglie Kety Andreoni, 52 anni, e il figlio Mirko Moriconi, 24 anni, all’interno dell’abitazione familiare. Un’altra frase, riferita agli inquirenti e pronunciata dopo l’arrivo dei carabinieri, “Mi sono liberato”, viene ora analizzata dagli investigatori insieme al quadro complessivo di una vicenda che, secondo quanto emerso, sarebbe stata segnata da una premeditazione maturata almeno nelle tre settimane precedenti al delitto.
L’uomo, secondo una ricostruzione investigativa riportata dall'Adnkronos, avrebbe infatti iniziato a elaborare l’idea di uccidere moglie e figlio circa venti giorni prima, in un contesto di tensioni familiari crescenti, legate - secondo quanto riferito dallo stesso indagato - ai contrasti con il figlio, che manifestava la propria omosessualità apertamente e il desiderio di intraprendere un percorso per cambiare sesso. “Era matto mio figlio”, avrebbe ripetuto il 63enne nel corso dell’interrogatorio. "E mia moglie difendeva sempre Mirko", accennando anche al fatto che sarebbe stato picchiato da lei.
Piero Moriconi, muratore di professione, si trova ora detenuto nel carcere di Lucca dopo il fermo eseguito dai carabinieri su disposizione della Procura, coordinata dal pubblico ministero Elena Leone. Il suo interrogatorio, protrattosi per diverse ore, ha fornito agli investigatori una prima ricostruzione del movente, incentrato su conflitti familiari, dissidi economici e rapporti sempre più deteriorati con moglie e figlio. “Abbiamo litigato. È stata l’ennesima discussione per i soldi”, avrebbe raccontato l’uomo agli inquirenti, ricostruendo gli istanti precedenti al gesto. In un’altra passaggio dell’interrogatorio, avrebbe aggiunto: “Mio figlio continuava a chiedere soldi”. Parole che gli investigatori stanno verificando alla luce delle testimonianze e del contesto complessivo, ancora in fase di definizione.
Il duplice omicidio si è consumato nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno nella casa dove la convivenza tra i tre si era trasformata nel tempo in un progressivo accumulo di tensioni. Da almeno quattro anni la situazione era diventata tesa, al punto che sui social il 12 ottobre 2022 Mirko aveva scritto: "Ragazzi è brutto pensare che un padre ti preferisca morto piuttosto che gay". L’arma utilizzata per il duplice delitto, un fucile da caccia regolarmente detenuto, è stata impiegata a distanza ravvicinata contro le vittime. Al momento dell’intervento dei carabinieri, l’uomo non ha opposto resistenza.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il quadro familiare sarebbe stato segnato da conflitti reiterati e da una frattura sempre più profonda tra padre e figlio. Mirko, lavorava nel settore della ristorazione e aveva una forte passione per la musica, che lo portava a esibirsi anche durante serate di intrattenimento nei locali della Versilia, facendosi chiamare Michelangelo Andreoni, utilizzando il cognome della madre a cui era legatissimo. Era conosciuto nell’ambiente lavorativo come un ragazzo socievole e molto presente nella vita sociale del territorio.
La madre, Kety Andreoni, lavorava da anni come operatrice socio-sanitaria in una struttura per anziani della zona. Colleghi e responsabili la descrivono come una presenza stabile e affidabile, profondamente integrata nel tessuto umano della residenza
Il giovane 24enne, secondo quanto emerge da testimonianze e contenuti sui social, aveva più volte raccontato pubblicamente il proprio disagio familiare. In alcuni messaggi aveva descritto il rapporto con il padre come estremamente conflittuale, arrivando a riferire frasi di rifiuto e incomprensione legate alla propria identità personale come "ragazzo gay". Il contesto domestico, secondo quanto riferito da più fonti, era segnato da litigi frequenti, talvolta udibili anche all’esterno dell’abitazione. Alcuni vicini hanno parlato di urla e discussioni ricorrenti, e in almeno un’occasione recente sarebbe stato richiesto l’intervento dei soccorsi per una situazione di forte tensione.
Gli investigatori stanno inoltre verificando le dichiarazioni dell’indagato relative a presunti problemi comportamentali del figlio e a difficoltà economiche che avrebbero aggravato il rapporto familiare. Tali elementi, al momento, non trovano riscontri definitivi e restano oggetto di approfondimento.
Nel giorno successivo alla tragedia, la comunità di Camaiore si è svegliata sotto il segno del lutto cittadino. Negozi chiusi, bandiere a mezz’asta e il suono delle campane a morto hanno accompagnato le prime ore di una giornata segnata dal silenzio. Il sindaco Marcello Pierucci ha parlato di "un dolore profondo" che attraversa l’intero territorio. "Quanto accaduto a Camaiore ci lascia attoniti: le vite di una madre e di suo figlio sono state spezzate in modo folle e drammatico, in un contesto familiare segnato da un profondo disagio. Gli accertamenti in corso da parte della magistratura chiariranno le ragioni di questo sconsiderato gesto del marito e padre”, ha detto l'arcivescovo di Lucca, Paolo Giulietti.
La Procura di Lucca prosegue ora gli accertamenti per chiarire la dinamica esatta del delitto e definire con precisione la genesi della premeditazione, mentre si attende la convalida del fermo, fissata davanti al giudice per domani, e l’esito degli esami medico-legali.

(Adnkronos) - Gli italiani continuano a consumare i salumi, ma desiderano informazioni più approfondite e verificabili sul loro profilo nutrizionale e sul loro impatto sulla salute. Sono i risultati di una indagine diffusi per l’avvio della campagna informativa ‘Buoni a sapersi’, da parte di Ivsi– Istituto valorizzazione salumi italiani, con il sostegno di Assica – Associazione industriali delle carni e dei salumi. Al centro della campagna trova spazio l’Osservatorio di Ivsi, un progetto dedicato al monitoraggio delle percezioni dei consumatori e delle conversazioni online sui salumi, con l’obiettivo di promuovere una corretta informazione scientifica e contrastare eccessive semplificazioni e allarmismi, in un panorama informativo molto spesso impreciso e frammentato.
L’Osservatorio - informa una nota - nasce da una doppia attività di indagine realizzata con il supporto dell’ente di ricerca AstraRicerche, che ha coinvolto oltre 1.200 italiani tra i 18 e i 70 anni nel mese di giugno, e di Extreme, società specializzata nell'analisi strategica delle conversazioni web e social e nella data intelligence, che ha analizzato oltre 10mila contenuti pubblicati online tra novembre 2025 e maggio 2026. Alla campagna Buoni a Sapersi sarà inoltre dedicato un sito web – salumi-buoniasapersi.it – che ospiterà i dati dell’Osservatorio e offrirà approfondimenti e informazioni utili su salumi e nutrizione, oltre a contenuti finalizzati a “sfatare falsi miti ed eccessive semplificazioni” che ancora persistono sui prodotti di questo settore. La campagna coinvolgerà anche i social media e vedrà il coinvolgimento di alcuni professionisti e creator specializzati in nutrizione e divulgazione scientifica.
Nel dettaglio i risultati evidenziano che oltre il 60% degli intervistati dichiara di consumare salumi almeno una volta alla settimana, mentre solo il 4,8% non li consuma mai. Il consumo quotidiano resta invece marginale (2,3%), confermando che questi prodotti rappresentano una presenza stabile, ma generalmente moderata, nelle abitudini alimentari del Paese. Nonostante ciò - riferisce la nota - il 38,1% degli italiani afferma di sentirsi poco o per nulla informato sui valori nutrizionali dei salumi, mentre appena il 7,8% si considera molto informato. Vi sono poi diversi fattori che impensieriscono gli italiani: le principali preoccupazioni riguardano la presenza di conservanti e additivi (40,1%), l’impatto sulla salute (37,3%) e la provenienza della carne (26,2%).
“Le principali preoccupazioni emerse dall’indagine sono molto chiare: il consumatore vuole sapere non solo se un prodotto è buono, ma anche se è sicuro, da dove proviene, come è stato prodotto e quale ruolo può avere nella sua alimentazione - spiega Elisabetta Bernardi, specialista in Scienza dell’alimentazione, biologa e nutrizionista - A queste domande non bisogna rispondere con semplificazioni, ma con trasparenza: spiegando le funzioni degli ingredienti, la regolamentazione dei processi, la qualità della filiera e soprattutto il concetto di porzione, frequenza e contesto alimentare”.
Secondo l’esperta, “bisogna fornire risposte che spieghino che gli additivi presenti nella lista ingredienti hanno funzioni precise e che i processi produttivi sono sottoposti a norme e controlli. Sale, spezie, eventuali ulteriori conservanti o antiossidanti vanno letti come componenti che possono contribuire alla conservazione, alla sicurezza microbiologica, alla stabilità e alla qualità sensoriale del prodotto, sempre nel rispetto della normativa e con dichiarazione in etichetta. Allo stesso tempo - chiarisce - per una corretta informazione nutrizionale, è essenziale parlare di porzione, frequenza e contesto: un salume consumato in quantità moderate, non quotidianamente, e inserito in un pasto ricco di verdure, frutta, cereali integrali o legumi ha un significato molto diverso da un consumo frequente, abbondante e isolato”.
Uno dei dati più significativi emersi dalla survey riguarda la percezione della disinformazione: il 36,2% degli intervistati considera esagerata l’affermazione secondo cui i salumi sarebbero tutti ricchi di conservanti, il 31,2% ritiene eccessiva l’idea che possano provocare il cancro, mentre il 26,6% non condivide la convinzione che non possano far parte di una dieta sana ed equilibrata. Solo il 15,3% degli italiani ritiene che sul tema dei salumi in realtà non esistano semplificazioni eccessive o fake news. Di fronte a una delle affermazioni più radicali – ‘i salumi sono cancerogeni e andrebbero evitati completamente’, che estremizza l’inserimento dei salumi nel Gruppo 1 della classificazione Oms/Iarc – quasi il 60% degli intervistati - si legge nella nota - si dichiara in disaccordo, segnale di un approccio generalmente equilibrato e meno incline agli estremismi; d’accordo con questa posizione è il 31,9% degli intervistati. “Il termine ‘cancerogeno’, spesso percepito dall'opinione pubblica come sinonimo di pericolo assoluto - riporta la nota - in ambito scientifico indica semplicemente la presenza di evidenze che collegano un determinato fattore a un aumento del rischio di sviluppare alcune forme di tumore”. Nel caso dei salumi e, più in generale, delle carni lavorate, le evidenze scientifiche disponibili indicano che “un consumo frequente ed elevato possa essere associato a un aumento del rischio relativo di alcune patologie oncologiche. Tuttavia, questo dato deve essere interpretato all'interno di un quadro più ampio che comprende quantità consumate, frequenza di assunzione, stile di vita, attività fisica e qualità complessiva della dieta”. Per questo motivo, “le raccomandazioni nutrizionali non prevedono l’eliminazione totale dei salumi, bensì un consumo moderato e coerente con una dieta varia ed equilibrata”.
L’indagine mostra che il 65,5% degli italiani considera i salumi compatibili con una dieta sana ed equilibrata. Anche dalle conversazioni online analizzate da Extreme emerge una visione sempre più orientata al concetto di equilibrio: gli utenti non si interrogano tanto sul singolo alimento, quanto sulle modalità e sulla frequenza di consumo.
“Non tutti i salumi hanno le stesse caratteristiche e, quando presenti, conservanti e additivi sono regolamentati, dichiarati in etichetta e utilizzati con specifiche funzioni di sicurezza e conservazione - precisa Bernardi - I dati in tema di rischio oncologico riflettono una maggiore attenzione alle evidenze scientifiche, che associano l’aumento del rischio soprattutto a consumi elevati e abituali di carni lavorate. La prevenzione nutrizionale, tuttavia, non consiste soltanto nel ridurre alcuni alimenti, ma nel costruire un modello alimentare complessivamente equilibrato. Nel caso del tumore del colon-retto, ad esempio, oltre a limitare gli eccessi è importante garantire un adeguato apporto di fibra attraverso verdura, frutta, legumi e cereali integrali, alimenti che favoriscono la salute intestinale e contribuiscono alla qualità della dieta. Anche il consumo adeguato di latte, yogurt e derivati può svolgere un ruolo favorevole grazie all’apporto di calcio. Il messaggio più corretto, quindi, non è semplicemente ridurre, ma costruire meglio il piatto”.
L’analisi condotta da Extreme conferma che il rapporto tra salumi e salute rappresenta oggi uno dei principali driver della conversazione digitale sul tema. Se al primo posto - Contin la nota - si collocano i contenuti gastronomici – il 37,1% delle conversazioni – il tema ‘salute e salumi’ si posiziona al secondo posto con il 14,8% di Share of Voice e oltre 237 milioni di visualizzazioni potenziali. Nel dettaglio, i temi più discussi riguardano frequenza di consumo, compatibilità con una dieta equilibrata, presenza di additivi, nitriti e nitrati, sicurezza alimentare e interpretazione della classificazione Oms/Iarc delle carni lavorate. Tra i principali fattori “negativi”, online emergono le preoccupazioni relative alla sicurezza alimentare e alle possibili contaminazioni (12,7%), insieme ai temi della cancerogenicità e del rischio tumori (11,9%), spesso però affrontati con semplificazioni o toni allarmistici. “Il consumatore continua a vivere i salumi come alimenti di gusto, tradizione e convivialità, ma chiede anche criteri chiari per inserirli correttamente nella dieta - osserva Bernardi - Le preoccupazioni per sicurezza alimentare e contaminazioni, pari al 12,7%, e quelle per cancerogenicità e rischio tumori, pari all’11,9%, vanno distinte e spiegate. Il messaggio nutrizionale più corretto non è isolare il singolo alimento, ma guardare al modello complessivo. La prevenzione non si costruisce solo riducendo alcuni consumi, ma anche aumentando alimenti protettivi, come fibra da verdura, frutta, legumi e cereali integrali, e un adeguato apporto di calcio da latte, yogurt e derivati”.
In un ecosistema informativo sempre più frammentato, gli italiani continuano a riconoscere il valore delle fonti scientifiche qualificate. Per il 54,4% degli intervistati, medici e nutrizionisti rappresentano il principale punto di riferimento per informarsi correttamente sui temi dell’alimentazione. Proprio per questo nasce l’Osservatorio: uno strumento permanente di ascolto, monitoraggio e divulgazione, pensato per raccogliere dubbi e domande dei consumatori e offrire risposte fondate sui dati, favorendo un confronto trasparente tra cittadini, professionisti della salute, media e mondo produttivo.
Nel caso del prosciutto cotto, nonostante il ritorno nel dibattito pubblico di temi legati alla salute e alla già citata classificazione Oms/Iarc delle carni lavorate, le abitudini di consumo sono rimaste sostanzialmente stabili. “Il 58,7% degli italiani - precisa la nota - dichiara infatti di non aver modificato il proprio consumo di prosciutto cotto nell'ultimo anno, mentre il 17,8% lo ha aumentato. La percezione del prodotto rimane prevalentemente positiva”. Tra gli aspetti maggiormente apprezzati emergono la sua adattabilità a tutta la famiglia (49,5%), la compatibilità con una dieta equilibrata (42,2%), la digeribilità (31,7%) e l’apporto proteico (31,2%). L’analisi delle conversazioni online conferma questa immagine. “Il prosciutto cotto mantiene un forte valore non solo nutrizionale, ma anche affettivo e culturale per gli italiani - sottolinea la nutrizionista - Il 36,3% lo associa ai propri ricordi e il 59% lo consuma ancora oggi soprattutto in panini e toast, a conferma della sua familiarità nella quotidianità. Questo aspetto è rilevante perché le raccomandazioni nutrizionali devono tenere conto anche delle abitudini reali delle persone. Inserito in preparazioni equilibrate, insieme a cereali integrali, verdure e frutta, il prosciutto cotto può contribuire a un modello alimentare coerente con la dieta mediterranea”.
I dati rilevati “dalle ricerche condotte - riassume Monica Malavasi, direttrice Ivsi - ci restituiscono l'immagine di un consumatore attento, consapevole e desideroso di comprendere meglio il rapporto tra alimentazione e salute, ma mostrano chiaramente che sul tema dei salumi esistono ancora dubbi, percezioni distorte e informazioni spesso semplificate o decontestualizzate. Per questo abbiamo deciso di dare vita all'Osservatorio di Ivsi: uno strumento permanente di ascolto e monitoraggio che ci consentirà di intercettare le domande dei consumatori e contribuire a un dibattito pubblico fondato sui dati e sulle evidenze scientifiche. Il nostro obiettivo è affrontare le questioni che vengono sollevate con trasparenza, rigore e responsabilità, offrendo informazioni corrette e verificabili su prodotti che fanno parte della tradizione alimentare italiana e che, se consumati con equilibrio - conclude - trovano spazio all'interno di uno stile di vita sano”.

(Adnkronos) - “Il tema del beneficiario effettivo è un tema importante che merita una grande attenzione sia nel quadro giuridico esistente, sia da parte del legislatore. Se vogliamo iniziare dal primo profilo, dal punto di vista dell'approccio delle società italiane che distribuiscono dividendi, bisogna essere molto cauti e molto prudenti nella valutazione della sussistenza, delle condizioni che portano alla distribuzione di dividendi in esenzione d'imposta o con agevolazioni di vario tipo. Di conseguenza bisogna prestare una grande attenzione sull'acquisizione di tutta la documentazione probatoria che in qualche modo giustifica l'operato del sostituto”. Sono le parole di Annalisa Cazzato, EY Tax, in occasione dell’Ey Tax Talk. L’appuntamento, svoltosi a Milano, ha permesso a professionisti e istituzioni di approfondire i principali temi di attualità fiscale, come le novità introdotte dalla riforma fiscale e dalla legge di bilancio, e i più recenti sviluppi in ambito internazionale.
E prosegue: “Avere un sostituto d'imposta italiano significa avere per l'amministrazione finanziaria italiana un soggetto con cui, in qualche modo, prendersela e quindi un soggetto che viene sottoposto ad attività di accertamento e verifica. Il tema è molto complesso, non esiste una normativa certa di applicazione e i contorni delle norme applicabili sono molto labili perché condizionati dagli interventi degli organi giurisprudenziali internazionali e nazionali”
Cazzato conclude: “In uno scenario che mina la certezza del comportamento del distributore italiano, noi intendiamo farci promotori dell'adozione di misure legislative che regolino in maniera più netta e chiara i profili di responsabilità e gli obblighi del sostituto. Tutto questo nell'interesse delle aziende italiane, ma anche nell'interesse dell'attrazione dei capitali stranieri che vengono in Italia e possono contare su politiche di distribuzione dei dividendi molto più serene da parte delle imprese del tessuto nazionale”.

(Adnkronos) - Un treno regionale si è bloccato questo pomeriggio all'altezza di piazza Sire Raul, a Milano, vicino alla stazione di Lambrate. A bordo - a quanto apprende l'Adnkronos - ci sarebbero circa trecento passeggeri, bloccati al caldo senz'aria condizionata da circa un'ora. Sul posto sono presenti il 118, i vigili del fuoco, con tre mezzi, la protezione civile e la polizia locale.
Rfi sul suo sito informa gli utenti che "dalle 15.30 la circolazione ferroviaria è rallentata in prossimità di Milano Lambrate per accertamenti tecnici alla linea elettrica" e rassicura sul fatto che "è in corso l'intervento dei tecnici di Rfi". Trenord annuncia "ritardi medi di 40 minuti, possibili variazioni di percorso e cancellazioni".

(Adnkronos) - "Siamo fiduciosi nella giustizia e nel buon esito del procedimento giudiziario". Lo dice all'Adnkronos l'avvocato Francesco Bianco, che difende Raz Degan davanti al tribunale di Brindisi in relazione a un episodio avvenuto in un trullo di proprietà dell'attore tra Cisternino e Ostuni, il 31 luglio del 2024. In quella occasione ci sarebbe stata una lite con un elettricista che nell'abitazione aveva effettuato alcuni lavori. Degan è accusato di violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
Dopo l'udienza predibattimentale, è stata disposta la prosecuziuone del giudizio ed è stato fissato al 2 ottobre prossimo l'inizio del dibattimento vero e proprio davanti al giudice monocratico. All'origine del litigio ci sarebbero stati proprio i lavori effettuati nel trullo dall'artigiano. La presunta vittima presentò una denuncia accusando l'attore di avergli sottratto il telefonino e le chiavi dell'auto.
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