
(Adnkronos) - "La presentazione del Manifesto siglato da FederBio e Agrofarma sul tema del biocontrollo è stata un'occasione molto importante perché abbiamo potuto rendere edotte le autorità del percorso che l'agricoltura italiana sta facendo, della ricerca che l'industria sta portando avanti nell'ambito del biocontrollo stesso. Questo ci permette di comunicare quello che molto spesso non viene percepito all'esterno". Così Paolo Tassani, presidente di Federchimica Agrofarma, durante la presentazione del Manifesto per il Biocontrollo, avvenuta oggi a Roma. Il documento nasce dalla collaborazione tra Agrofarma, Associazione di settore di Federchimica che rappresenta le imprese degli agrofarmaci, e FederBio, Federazione che riunisce le organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica.
"Ci sono grandi investimenti in ricerca che mettono a disposizione degli agricoltori strumenti decisamente innovativi e estremamente sostenibili. Noi chiediamo il supporto affinché il biocontrollo possa avere norme adeguate che permettano agli agricoltori di affrontare le loro difficoltà con strumenti innovativi" conclude.

(Adnkronos) - "Stiamo giocando una partita che è a lungo termine - afferma Hugo Rosa Ferreira, Chief Internationalization Officer di Dr. Finanza, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del lancio italiano del Gruppo - Il motivo per cui abbiamo iniziato la nostra espansione internazionale solo nel 2025 è che volevamo aver già sviluppato un modello collaudato in Portogallo, da poter poi estendere e replicare in altri paesi. È un modo di lavorare che si differenzia da quello di quasi tutti i nostri concorrenti, ed è proprio questo che portiamo ora in Italia. Credo che siano due gli elementi principali che ci distinguono, e che in una certa misura concorrono a innovare il servizio che offriamo: da un lato, il livello di consulenza, indipendente, che forniamo ai nostri clienti. Fin dal primo momento in cui viene richiesto il nostro apporto per il mutuo, il prestito personale o la polizza assicurativa, rispondiamo in modo chiaro, semplice e preciso a tutte le loro domande; dopodiché accompagniamo il cliente, attraverso la consulenza - ribadisco, indipendente - lungo tutto il processo che porta alla firma del rogito, o della polizza assicurativa, o del documento contrattuale. Pertanto, grazie a questa consulenza personalizzata e al fatto che ci prendiamo cura del cliente, cerchiamo di alleviare il più possibile le sue perplessità e i suoi dubbi in ambito finanziario. E poi c'è l'altro aspetto, quello della tecnologia - prosegue - Siamo supportati dalla nostra tecnologia che ci permette di realizzare molte nostre attività automaticamente e digitalmente, anche nei nostri negozi fisici. I nostri gestori hanno sempre accesso agli strumenti tecnologici che mettiamo loro a disposizione per gestire i clienti. Questa piattaforma tecnologica, che stiamo sviluppando dal 2017, ci permette quindi di offrire ai clienti un'esperienza diversa".
"Siamo cresciuti ogni anno in Portogallo sin dall'anno della nostra fondazione, il 2014, e ogni anno raggiungiamo la doppia cifra, otteniamo risultati positivi. Ciò significa che siamo sostenibili, i passi che compiamo sono sempre ben ponderati. Non abbiamo mai avuto un risultato negativo perché capiamo che, pur avendo grandi ambizioni, siamo anche responsabili di oltre 300 dipendenti, oltre a 400 dipendenti nei nostri negozi fisici locali. Pertanto le decisioni che prendiamo devono essere assolutamente responsabili. Allo stesso tempo siamo ambiziosi, ed è per questo che ora siamo qui in Italia. Il fatto di essere cresciuti e di aver costruito un'attività sostenibile ci permette di avere la fiducia necessaria per replicare quel successo e far crescere un'attività simile qui in Italia". conclude.

(Adnkronos) - "Abbiamo la necessità di supportare in modo importante molti clienti allo stesso tempo -afferma Vanda De Jesus, co-ceo di Dr. Finanza, a margine della presentazione del lancio italiano della fintech portoghese-. Ora, il processo di stipula di un mutuo è complesso perché richiede molti documenti, molte informazioni. Quindi è necessaria molta tecnologia a supporto di tutti i processi e le interconnessioni con le Api e le banche stesse, per rendere l'attività molto più agevole per tutte le parti. La tecnologia è fondamentale. Quello che abbiamo fatto è stato creare una piattaforma chiamata Clinica, proprio come nel caso del medico, che supporta il processo in ogni passaggio da quando il cliente entra nel nostro sistema".
"Ciò che però ci distingue davvero -aggiunge De Jesus- è che, pur avendo la struttura della piattaforma, che semplifica enormemente il processo, dalla lettura dei documenti all'interazione con il cliente, abbiamo anche sviluppato un'interfaccia molto personale grazie a quelli che chiamiamo i 'dottori', ovvero i nostri consulenti che interagiscono con il cliente in base alla piattaforma. Il cliente dispone inoltre di un'applicazione web tramite la quale può monitorare costantemente l'andamento del suo processo; inoltre, il collegamento con le banche è molto snello, il che rende il processo decisionale molto facile e veloce. Credo che in Italia, come in Portogallo, il mercato immobiliare richieda decisioni rapide, altrimenti si rischia di perdere l'opportunità di acquistare, ad esempio, la casa dei propri sogni: ciò significa che a volte il tempo impiegato per ottenere il mutuo diventi un fattore molto importante, e noi contribuiamo a ridurre questo lasso di tempo".
"In Portogallo siamo stati il primo vero digital player a effettuare ogni elaborazione in digitale. Quello che abbiamo fatto negli ultimi due anni in Portogallo, per certi versi in controtendenza rispetto al resto del mercato, è stato aprire store anche con un modello di franchising. Ciò che stiamo compiendo in Italia, partendo da quanto fatto in Portogallo, è in modalità digitale. E questo perché sappiamo già che si tratta di un modo molto semplice per aiutare in modo importante le persone", conclude.

(Adnkronos) - "In questi anni il governo Meloni ha lavorato con determinazione per restituire all'agricoltura e agli agricoltori il ruolo centrale che meritano. Oggi stiamo mettendo al centro l’innovazione e la sostenibilità, pilastri per garantire la sicurezza alimentare dell’Italia e dell’Europa. Il cibo non è solamente produzione di nutrimento, ma è anche manutenzione del territorio, creazione di ricchezza nel senso più ampio possibile e deve dunque essere al centro dell'agenda politica". Esordisce così Francesco Lollobrigida, ministro dell’agricoltura, nel corso della presentazione del Manifesto per il Biocontrollo, illustrato oggi a Roma da Agrofarma e FederBio nel corso dell’evento istituzionale promosso con il sostegno del senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato, e svoltosi alla Sala Isma del Senato della Repubblica.
“È fondamentale accelerare l'accesso ai mercati per i prodotti di nuova generazione, contenendo i ritardi burocratici che rischiano di penalizzare l'Europa rispetto ai nostri competitor internazionali -. aggiunge il ministro - Allo stesso tempo continuiamo a sostenere con forza il principio di reciprocità: ciò che imponiamo ai nostri imprenditori, come le importanti regole su lavoro e ambiente, deve essere imposto anche ai prodotti che entrano in Europa. Essi non possono concorrere con prezzi più bassi derivanti dal mancato rispetto delle norme che imponiamo ai nostri produttori Ue”.
“Essere all’avanguardia in settori come quello del biologico è per noi motivo di vanto - continua ancora Lollobrigida - ma, anche in quel caso, i costi di produzione sono più alti. Il prodotto biologico deve quindi essere riconoscibile sul mercato, per garantire un prezzo giusto, che tenga conto dei maggiori costi di produzione. Dobbiamo sostenere le nostre imprese e valorizzare il nostro modello virtuoso con un pragmatismo che sappia coniugare al meglio la sostenibilità ambientale con quella economica, due prerogative che devono viaggiare di pari passo” conclude.

(Adnkronos) - "Festeggiare gli 80 anni della Repubblica italiana non all'interno del Quirinale ma in un luogo aperto alla società civile è una svolta che Mattarella, sull'onda di ciò che stiamo vivendo particolarmente negli ultimi mesi, ha voluto imprimere. E' una decisione che ha un significato notevole, quello di dire: La Repubblica (da res-pubblica, cioè cosa pubblica) non è lo Stato". Ne parla con l'Adnkronos Stefano Zamagni, già presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e dell'Agenzia per il terzo settore che, condividendo la scelta del Capo dello Stato, provocatoriamente domanda: "Se è vero che è la festa della Repubblica perché invitare solo alcuni con certi ruoli?". Dal momento che si dice "Repubblica per dire che tutti coloro che vivono in questo territorio, che si identifica con l'Italia, formano insieme una 'cosa pubblica' il cui obettivo è il bene comune".
"Mattarella ha voluto rimarcare che è la società che fonda lo Stato e non viceversa. E infatti la nostra Costituzione parla solo tre volte di Stato e sempre di Repubblica. Ci sono due correnti di pensiero: una risalente ad Hobbes ed Hegel che dice che è lo stato che invera la societa civile; l'altra, a cui Mattarella appartiene, comincia invece con Tommaso D'Aquino e dice è la societa civile che invera, cioe dà forza e autorevolezza allo stato. Perché se lo stato non è inverato dalla società civile diventa uno stato autoritario".
Zamagni ricorda che "la societa civile è come un cane da guardia che abbaia quando vede che lo stato va fuori dai limiti per costringerlo a tornare nel recinto. La scelta di Mattarella è quindi senz'altro stata condizionata anche dai momenti che stiamo vivendo - conclude - dalla degenerazione avvenuta negli ultimi 7-8 mesi, dagli eventi di questo tempo che mostrano una societa civile che ha rinunciato a svolgere il ruolo di guida ed a mettersi al seguito degli apparati statali. E questa per un autentico democratico è una bestemmia". (di Roberta Lanzara)

(Adnkronos) - Finanzieri al Teatro San Carlo di Napoli: ci sono 11 indagati per la passata gestione. Figurano anche l'ex sovrintendente Stephane Lissner e l'ex direttore generale Emmanuela Spedaliere tra le 11 persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli che oggi ha disposto, attraverso un decreto, una serie di perquisizioni al Teatro San Carlo, il sequestro dei telefoni agli indagati e una serie di acquisizioni documentali. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Napoli e delegate ai militari del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono truffa, peculato e falso.

(Adnkronos) - Nella puntata di oggi de 'La Pennicanza', Fiorello chiama (davvero) la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e in viva voce fa ascoltare il telefono che però squilla a vuoto. Ma con grande sorpresa dello showman, improvvisamente, arriva un messaggio di risposta della premier, e Fiorello incredulo lo legge: "Non posso rispondere, che succede?", scrive Meloni. E lui, replica con un vocale: "Giorgia, scusa, siccome siamo in diretta radio, nessuno credeva che io avessi il numero del presidente del Consiglio e ho detto: 'Adesso chiamerò il presidente del Consiglio solo per salutare e per dire 'ciao' e poi avrei chiuso, solo per sentire cosa sta succedendo con l'amico Donald (Trump, ndr). Tutto qua Giorgia".
A quel punto Biggio, visto il botta e risposta a distanza aggiunge, rivolgendosi alla premier: "Se vuoi mandare anche un vocale a noi ci basta", e Fiorello conclude con una battuta, "Ci saluti Zelensky, grazie", tra gli applausi del pubblico in studio.

(Adnkronos) - Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Roberto Gualtieri, Roberto Fico, Alessandro Onorato, Dario Franceschini, oltre ad alcuni big del Movimento 5 stelle come Mariolina Castellone, Riccardo Ricciardi, Mario Turco, Federico Cafiero de Raho in prima fila nella presentazione del libro di Giuseppe Conte, ‘Una nuova primavera’, alla Galleria Borghese a Roma. Tra le seconde file, ci sono poi vari esponenti dem ed ex ministri come Roberto Speranza, Francesco Boccia, Paola De Micheli, Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro. Nel pubblico anche il segretario dei Socialisti Enzo Maraio.
"Io mi sono trovato con il primo Trump e bisogna dare atto che era un Trump diverso", ha spiegato l'ex premier "C'è stata tra noi una simpatia personale, gli piaceva che io fossi un aoutsider, uno che veniva dalla socità civile e io ho sfruttato questo rapporto per ottenere vantaggi per il nostro Paese". Al contrario Giorgia Meloni "è andata a cercare di accreditarsi con Trump. Credo le abbia fatto velo anche l'affinità ideologica con Trump e Netanyahu e questo per lei è venuto prima dell'interesse nazionale, il suo è un sovranismo domenicale, della domenica pomeriggio. E per accattivarsi Trump ha detto sì alle armi americane, al gas americano, ha detto no alle tasse ai giganti del web. Ora Meloni ha dovuto constatare il fallimento della politica estera. Con lo stop all'accordo con Israele ammette il fallimento. C'è da capire se questo di Meloni è un calcolo elettoralistico o se invece c'è una rivisitazione consepavole e seria di una politica estera fallimentare che paghiamo tutti noi".
"Meloni ha detto" rivolgendosi alle opposizioni che "è facile parlare stando seduti sul divano. Presidente Meloni, sul divano c'è stata lei che in questi 4 anni non ha fatto nulla e l'unica riforma che ha fatto è stata bocciata sonoramente dai cittadini", l'accusa del leader M5S.
"Non l'avessi mai detto, da quando l'ho detto mi chiedete sempre di primarie... Non è che ci potete chiedere ogni giorno di questo, anche perchè siamo tutti d'accordo che prima va costruito un progetto condiviso che non parte da zero. Ci sono punti già condivisi, c'è una base di programma da definire. Non è che abbiamo pettinato le bambole in questa legislatura", ha precisato Conte.
"Se perdo le primarie? Io non mi suiciderò e neanche Elly. Certo che le primarie possono essere divisise, starà a noi costruire un percorso, con i nostri rispettivi elettorato, per non renderle divisive", continua.
"Alle primarie ci si deve arrivare dopo la condivisione del progetto. E si candiderà alle primarie chi condivide il progetto". Così non ci saranno "personalismo divisivi. E' sarà un percorso chiaro, trasparente e fatto in modo inclusivo che ci consentirà di definire un progetto che rimarrà unitario a prescindere da chi prevale nelle primarie".
"Noi oggi siamo fra i pochi a dire che non puoi andare a comprare il gas russo. Noi per le sanzioni ci siamo sempre stati e ci siamo. Descalzi è un operatore economico, ma la politica estera non la può fare l'Eni. Dobbiamo prima concludere un accordo, per comprare il gas russo. Adesso l'accordo non c'è, ci sono le sanzioni", spiega il leader pentastellato.
Poi il momento di commozione. Sollecitato dalla domanda dei giornalisti su un passaggio della sua autobiografia in cui racconta dei passati problemi di salute del figlio Niccolò quando lui era premier, il presidente del Movimento 5 stelle si commuove, e poi viene accolto da un grande applauso della platea.

(Adnkronos) - "Un approccio prudente alle finanze pubbliche non è un'opzione ma una necessità, soprattutto nel contesto caratterizzato da incertezza e volatilità. È essenziale per mantenere la fiducia del mercato e rafforzare la nostra capacità di rispondere eticamente agli shock esterni". Così il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti nel corso del suo intervento al Wilson Center a Washington davanti a una sala gremita. "Vorrei sottolineare che l'economia italiana ha dimostrato un solido grado di resilienza nonostante il difficile contesto nazionale, caratterizzato da condizioni finanziarie più restrittive e dal rallentamento del commercio globale. È in questo contesto che l'Italia continua a perseguire un percorso di responsabilità fiscale”, ha dichiarato davanti alla platea del Wilson Center.
Lo scopo dell’evento al Wilson Center è stato quello di celebrare l’importanza dei 165 anni di relazioni Usa-Italia e Giorgetti ha preso la parola per sottolineare cosa abbia in serbo la collaborazione fra i due paesi a livello d’investimenti e innovazione nei prossimi anni. “La profondità e la solidità dei nostri legami - economici, commerciali e interpersonali - come questo evento dimostra chiaramente, affondano le radici nelle nostre vene comuni; esse costituiscono le fondamenta su cui costruiamo il nostro rapporto. Tuttavia, come accade in qualsiasi relazione, dobbiamo riconoscere che vi sono momenti di stretto allineamento, così come fasi in cui le nostre prospettive potrebbero non essere pienamente condivise”, ha detto il Ministro, esordendo.
Le sfide sono parecchie, dice Giorgetti: “Oggi, questa partnership opera in un contesto globale dinamico e complesso, plasmato dalla frammentazione geopolitica, dalla competizione tecnologica, dalla transizione energetica e dalla ridefinizione delle catene di approvvigionamento globali. In tale scenario, l'apertura di un dialogo continuo — anche in ambito economico — diviene ancor più essenziale”. E soprattutto quali sono le necessità, guardando al futuro.
"L'Italia e gli Stati Uniti condividono un interesse comune nella riduzione delle dipendenze critiche nell'ambito di catene di approvvigionamento fondamentali, affidabili e trasparenti. In settori quali l'energia, i semiconduttori, i prodotti farmaceutici e le materie prime critiche, il rischio di dipendenza impone risposte coordinate da parte di partner che condividono la stessa visione”, ha affermato il ministro. Un approccio, secondo Giorgetti, che guarda ai membri del G7 e punta a rafforzare la trasparenza, la diversificazione e la sicurezza dell'accesso a risorse di interesse strategico. “Tale percorso richiede altresì un più stretto coinvolgimento del continente africano, quale partner chiave in questo sforzo condiviso”, sottolinea il membro della Lega.
La vera sfida, afferma il ministro dell’Economia, è trovare il giusto equilibrio, garantendo maggiore sicurezza e resilienza delle catene di approvvigionamento senza compromettere l'efficienza, l'apertura e la competitività del sistema economico occidentale in questa fase complessa per l'Ue e l'economia globale.
Il ministro, a fine evento, non si è soffermato a parlare con i giornalisti, uscendo dal Wilson Center attraverso una porta sul retro. Tuttavia, una frase alla fine del discorso del ministro Giorgetti ha sottolineato una priorità per il governo italiano con quello statunitense. “Il mondo in cui viviamo sta cambiando molto rapidamente. In questo contesto, il dialogo tra governo, imprese e comunità accademiche, come quello che abbiamo oggi, è essenziale”.
Nel 2025, l'interscambio commerciale complessivo tra Stati Uniti e Italia ha superato la soglia dei 100 miliardi, attestandosi a circa 118 miliardi di dollari, come ha sottolineato il ministro. Gli export americani verso il Bel Paese sono aumentati di 11,3 miliardi di dollari rispetto al 2024, con un focus soprattutto sull’energia (petrolio e gas per 7,3 miliardi) e sui prodotti farmaceutici (4,4 miliardi). Allo stesso tempo, l'export italiano verso gli Usa ha mostrato segnali contrastanti: mentre alcune stime indicano una crescita del 7,2%, alcuni settori tradizionali hanno registrato flessioni specifiche (circa -3,7%) dovute all'impatto dei nuovi dazi imposti dal presidente Donald Trump.
Nel dettaglio, si è verificata una riduzione dell'import dall'Italia di circa 1,9 miliardi di dollari, portando a un miglioramento del saldo commerciale a favore di Washington per un valore di 13,2 miliardi.
Nonostante la guerra dei dazi, Giorgetti è sicuro: “Le aziende americane trovano in Italia un ambiente industriale altamente avanzato, una base manifatturiera di livello mondiale, una solida competenza tecnica e una crescente apertura all'innovazione. Allo stesso tempo, le aziende italiane vedono negli Stati Uniti un mercato dinamico, un ecosistema tecnologico all'avanguardia e un partner fondamentale per la crescita internazionale”. (di Iacopo Luzi)

(Adnkronos) - Il Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale ha raggiunto il traguardo dei 1000 Marchi Storici iscritti: un ecosistema composto da 780 imprese titolari che generano un volume d’affari complessivo di 93,6 miliardi di euro e garantiscono l’occupazione di 363.201 addetti. È quanto emerge dal rapporto ‘L’Italia dei 1000 Marchi Storici di Interesse Nazionale. Numeri, territori e prospettive di un patrimonio industriale del Made in Italy’, presentato oggi a Palazzo Piacentini in occasione della giornata del Made in Italy, alla presenza del Ministro Adolfo Urso. L’evento è stato anche l’occasione per illustrare il nuovo strumento finanziario introdotto con la riforma del Fondo Salvaguardia Imprese, pilastro della nuova strategia della crescita e del consolidamento delle imprese Marchio Storico di Interesse Nazionale.
"Celebriamo oggi il lavoro di generazioni di imprenditori che hanno contribuito a costruire l’identità economica e manifatturiera del nostro Paese. Un traguardo significativo aver raggiunto i Mille Marchi Storici di Interesse Nazionale. Un risultato che, peraltro, giunge a ridosso della Giornata nazionale del Made in Italy 2026 e ne rafforza il valore", ha dichiarato il ministro Adolfo Urso. "Parliamo, dunque, di un traguardo che va oltre il valore simbolico e conferma la vitalità del nostro patrimonio industriale e manifatturiero, capace di coniugare tradizione, qualità, innovazione e competitività, dimostrando come la storia produttiva italiana non sia un retaggio del passato, ma una leva strategica per affrontare le sfide di un contesto globale sempre più complesso”.
“Il traguardo dei 1000 Marchi Storici di Interesse Nazionale rappresenta un risultato di grande valore per il sistema produttivo italiano. Non è solo un numero, ma il riconoscimento concreto di un patrimonio industriale che continua a generare occupazione, competitività e identità per il Paese”, ha commentato Massimo Caputi, presidente dell’Associazione Marchi Storici d’Italia. “In un contesto di tensioni protezionistiche e nuovi accordi internazionali come il Mercosur, i Marchi Storici sono tra gli asset più esposti: senza adeguate clausole di salvaguardia nei trattati europei che ne certifichino l’autenticità, rischiamo un’erosione della nostra identità e del valore del Made in Italy. In questa direzione, la nascita del nuovo Strumento Finanziario che favorisce la crescita dei Marchi Storici segna un cambio di paradigma, trasformandosi da strumento difensivo in leva di sviluppo industriale. Grazie alla possibilità di co-investire per acquisizioni intra-filiera, favoriamo la nascita di poli di Marchi Storici solidi e competitivi, capaci di rafforzare le filiere e mantenere il valore ancorato al territorio.”
Il cuore pulsante di questo sistema è rappresentato dalle "4 A" del Made in Italy (Agroalimentare, Automazione, Abbigliamento, Arredo), che da sole valgono 76,1 miliardi di euro (l'81,3% del totale economico rilevato), con una netta prevalenza della filiera agroalimentare (53,7 mld euro).
“Il Rapporto evidenzia con chiarezza che i Marchi Storici non sono solo un patrimonio identitario, ma una componente strutturale dell’economia italiana. Parliamo di imprese radicate nei territori, capaci di generare valore economico e occupazione e di presidiare le principali filiere del Made in Italy”, ha aggiunto, Gianluca Brozzetti, consigliere vicepresidente dell’Associazione Marchi Storici d’Italia. “Allo stesso tempo, emerge l’esigenza di accompagnare questo patrimonio in una nuova fase di sviluppo: le imprese chiedono maggiore visibilità, strumenti di valorizzazione condivisi e una più forte capacità di fare sistema, anche sui mercati internazionali. È su questo passaggio che si gioca la competitività futura dei Marchi Storici”.
La distribuzione regionale conferma la forza dei poli manifatturieri del Nord: la Lombardia guida la classifica per fatturato (49,1%) e numero di marchi (28,3%), seguita da Veneto (14,2%) e Piemonte (12,9%). Emerge tuttavia un radicamento profondo in tutto il Paese, con sistemi regionali come l'Emilia-Romagna, il Veneto e la Toscana che mostrano un'incidenza delle "4 A" vicina o superiore all'80%. Sotto il profilo settoriale, il Registro ha una natura strutturalmente industriale: l’88% delle imprese opera nel manifatturiero, dove l'Agroalimentare (44% del totale) e l'Automazione-Meccanica (25%) mantengono il ruolo di pilastri economici e numerici.
L’80% delle imprese assegna al Marchio Storico un valore strategico elevatissimo. Il 70% lo integra nei materiali istituzionali e il 46% direttamente sul packaging. Nonostante l’uso della versione internazionale "Italian Historical Trademark" sia ancora limitato al 25%, quasi la metà delle imprese (46%) ne prevede un utilizzo futuro, segnalando una forte volontà di crescita sui mercati globali come strumento di contrasto all'Italian Sounding.
“Guardiamo al futuro dei Marchi Storici nel mondo: dobbiamo preservare una tradizione e allo stesso tempo renderla attuale”, conclude Armando De Nigris, vicepresidente vicario dell’Associazione Marchi Storici d’Italia e presidente gruppo giovani dei Marchi Storici. “Siamo fiduciosi sull’adozione sempre più diffusa dell’Italian Historical Trademark così come auspichiamo un sempre maggior ricambio generazionale che valorizzi l’heritage. I giovani imprenditori e manager hanno oggi la responsabilità di trasformare il patrimonio industriale italiano in una leva di sviluppo, con nuove competenze, nuovi linguaggi e una maggiore apertura internazionale. È così che i Marchi Storici possono continuare a essere protagonisti anche nei prossimi decenni”.

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(Adnkronos) - "Dietro le tante fantasie che Pino Corrias scrive su di me - i miei testi attribuiti a Ciao Darwin, un presunto 'dialogue coach' per la mia voce, la solita fantomatica idea di una mia discesa in campo si nascondono i peggiori tratti di un disprezzo per il genere femminile che, se vogliamo restare in campo evoluzionistico, definirei 'cavernicolo'". Queste le parole di Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, in una precisazione affidata a 'Dagospia'.
"Per non parlare - continua la figlia di Berlusconi - di una spiccata attitudine a quello che i suoi colleghi progressisti chiamerebbero 'body shaming'. Non so se Corrias abbia una moglie, una figlia, una sorella, ma nel dubbio esprimo loro tutta la mia solidarietà: condividere la vita con un uomo prigioniero di idee tanto retrograde, misogine e profondamente 'patriarcali' – sempre per citare i progressisti, quelli veri – deve essere di certo un faticoso esercizio di resistenza. Tutto questo premesso, devo dire che gli attacchi del Fatto Quotidiano per me sono medaglie al valore, che mi appunto con grande soddisfazione sulla giacca".
"Certo - affonda -, spiace vedere che in tanti anni di onorato servizio e nonostante un talento giornalistico davvero spiccato, Travaglio, Corrias e la loro banda non si siano mai trovati un’altra ragion d’essere, editoriale ed esistenziale, al di fuori dell’ossessione antiberlusconiana. Poverini, deve essere davvero frustrante", conclude la presidente Fininvest.

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(Adnkronos) - Dramma a Palermo dove un'insegnante di 59 anni, Giovanna Somma, è morta a scuola, colta da un improvviso malore mentre era in classe con i suoi studenti. La tragedia è avvenuta nel liceo classico Vittorio Emanuele II. La professoressa di italiano e latino si sarebbe sentita male mentre stava facendo lezione e ogni tentativo di rianimarla è stato vano. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, sono intervenuti i carabinieri.

(Adnkronos) - "Rispetto al mondo della tecnologia o dei cellulari, che negli ultimi quarant'anni hanno più che duplicato la produttività, la sanità ha segnato, nello stesso tempo, solo un aumento del 6%. Significa che non si è mai veramente messa al passo con i tempi, non ha mai sfruttato le tecnologie per riuscire a dare ai cittadini delle prestazioni sanitarie migliori riducendo la spesa. Si è sempre solo aumentata la spesa. L'intelligenza artificiale diventa un supporto a tutti i professionisti sanitari, ma anche a chi fa programmazione, a chi fa gestione dei budget, a chi fornisce prestazioni sanitarie, per controllare e ottimizzare, lungo tutti i passi del percorso, quello che viene restituito al cittadino". Lo ha detto Federico Esposti, direttore strategico Irccs ospedale San Raffaele di Milano, intervenendo al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', oggi a Roma.
"Dal punto di vista pratico", per Esposti "l'intelligenza artificiale deve diventare prima di tutto - citando alcuni progetti che sono partiti - un 'companion', un assistente del medico che lo supporta nel velocizzare la raccolta delle informazioni anamnestiche, soprattutto della storia clinica precedente. A volte pensiamo che la tecnologia allontani - osserva - ma non è vero perché, se noi non abbiamo bisogno che il medico scriva tutto il tempo al computer mentre fa una visita, ma è il computer che ascolta e trascrive, il medico e il personale sanitario possono guardare in faccia il paziente, possono visitarlo effettivamente, cambiando radicalmente il lavoro. Quindi in realtà è un investimento prima di tutto sull'umanizzazione delle cure".
Allo stesso tempo, "la robotica ci permette di riuscire a essere molto più efficienti, ad esempio in problemi che magari visti da fuori ospedale sembrano banali, ma non lo sono, come il trasporto dei pazienti tra un reparto, la radiologia, la fisioterapia - chiarisce l'esperto - Un ospedale come quello in cui lavoro, il San Raffaele" di Milano, ogni giorno "ha circa 5mila trasporti tra una stanza e un servizio, una palestra, eccetera. Sono delle parti del processo a scarso valore aggiunto, rispetto al processo di cura, ma che sono estremamente dispendiose. L'Ai, in questo caso, aiuta nella pianificazione, la robotica aiuta nella movimentazione delle merci o assiste nella movimentazione dei pazienti".
L'intelligenza artificiale, inoltre, "aiuta l'estrazione del dato per rendere al cittadino dei servizi migliori - prosegue Esposti - L'Italia ha una ridotta competitività nel mondo dei clinical trial e della sperimentazione farmaceutica. Altri Paesi europei, come ad esempio la Spagna, utilizzano l'Ai come un pilastro fondamentale di sostenibilità del sistema. Attualmente abbiamo iniziato a utilizzare l'intelligenza artificiale nel supportare il reclutamento dei pazienti nei clinical trial, quindi nella possibilità di coinvolgere cittadini in cure innovative: l'Ai è in grado di analizzare autonomamente un referto di visita appena conclusa e segnalare al clinico se esiste un clinical trial attivo di cui il paziente potrebbe beneficiare. Sono tanti piccoli elementi che complessivamente ci permettono di modernizzare il percorso e quindi tentare di arrivare a quell’aumento di servizi prestati al paziente a parità di investimento di budget".
In tema di prevenzione, "negli ultimi 3-4 anni abbiamo investito molto sulla capacità di creare dei sistemi di previsione: tecniche di machine learning, che abbinano i dati del paziente agli outcome - descrive il direttore strategico Gsd - L'idea è tentare di capire come sarà il decorso di quel paziente a prescindere dalle condizioni cliniche del giorno. Una grande opportunità poi riguarda la gestione dei dati genetici, che contengono molta informazione utile alla pianificazione di strategie di prevenzione primaria e secondaria, che in questo momento sono difficilmente accessibili. Noi riteniamo che un misto fra sistemi, strumenti infrastrutturali ben fatti e software di intelligenza artificiale su cui stiamo testando in questo momento, ci abiliteranno - nel senso di sistema - a realmente utilizzare l'informazione genetica per fare prevenzione".

(Adnkronos) - Carlos Alcaraz si ritira dal torneo Atp di Barcellona e Jannik Sinner rimane numero 1 del mondo. Lo spagnolo, numero 2 del ranking Atp, annuncia il forfait per un problema al polso. L'iberico perde così la possibilità di riconquistare il primato nella classifica, perso con la sconfitta contro Sinner nella finale dell'Atp Masters 1000 di Montecarlo. "E' complicato sedermi qui oggi e annunciare che non potrò proseguire il torneo", dice Alcaraz in conferenza stampa. "Nel match di ieri" vinto contro il finlandese Otto Virtanen per 6-4, 6-2 "ho sentito un dolore al polso, è aumentato gradualmente. Non credevo sarebbe diventata una situazione grave, ma è un infortunio più serio del previsto".

(Adnkronos) - La premier Giorgia Meloni ha incontrato oggi a Palazzo Chigi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Al termine del faccia a faccia, le parole della presidente del Consiglio su una possibile "produzione congiunta di droni" tra Roma e Kiev.
"Continuiamo il sostegno a 360 gradi nei confronti dell’Ucraina. Ci siamo oggi confrontati molto anche su come rafforzare la nostra cooperazione in materia di difesa. L’Italia, in particolare, è molto interessata a sviluppare una produzione congiunta, soprattutto sulla materia dei droni, settore nel quale sappiamo bene che l’Ucraina, in questi anni, è diventata una nazione guida", le parole di Meloni.
Dal canto suo, Zelensky ha dichiarato di "lavorare con i Paesi interessati", per la "protezione dagli attacchi degli Shahed e la loro difesa". Parlando a Palazzo Chigi, il leader di Kiev ha riferito di un "importante interesse dell'Italia" verso il programma di cooperazione sui droni: "Abbiamo concordato con Giorgia Meloni che i nostri team lavoreranno sui dettagli del programma".

(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale, semplificando, è fatta solo di 3 componenti: i dati, la capacità computazionale che forniamo, come Lenovo, e gli algoritmi che istruiscono le macchine per fare questa analisi. Noi vogliamo aiutare le aziende, le imprese, le amministrazioni a tirar fuori da questi dati delle previsioni. In sanità, possiamo iniziare a ottimizzare, possiamo per esempio fare telepresenza, sempre più e sempre meglio". Così Massimo Chiriatti, Chief Technology & Innovation Officer, Italy, Lenovo, partecipando al convegno ‘Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', oggi a Roma.
"Non è vero che l'Ai si usa sempre - afferma Chiriatti - Si usa quando abbiamo un contesto nel quale non abbiamo delle regole, ma vogliamo avere, dai dati, una correlazione che ci suggerisca cosa fare. La nostra valutazione umana è quindi necessaria, perché il risultato ottenuto con una calcolatrice è legato a un metodo deterministico, classico, ma quando usiamo l'Ai, invece, partiamo da un processo induttivo: si parte dai dati, la macchina aiuta a correlarli e ci propone delle ipotesi. Il risultato è probabilistico, statistico. E' un aiuto nella previsione che ci aiuta a ridurre i costi per usare questi servizi per una larga platea".
Attualmente, illustra l'esperto, "in varie università e in vari ospedali stiamo utilizzando queste tecnologie - proteggendo i dati e i diritti sui dati dei pazienti - per formulare delle previsioni di cure, ma non solo. In questo contesto demografico, ad esempio, sta aumentando la produzione di robot umanoidi, più dei robot industriali, perché servono non solo nelle fabbriche, nella manifattura, ma nelle case per assistere anche gli anziani. E' evidente che c'è tutto un impatto empatico - osserva - ma l'innovazione tecnologica, quando è accompagnata dalla formazione e dall'investimento, porta davvero benefici. Dobbiamo capire come poter governare la tecnologia, in condivisione, affinché non sia uno strumento di potere dell’uno rispetto all'altro".

(Adnkronos) - La lista del socio Tortora (Plt Holding), che ricandida Luigi Lovaglio alla carica di Ad, ha prevalso all'assemblea di Mps ottenendo il 49,95%. La lista del Cda si è fermata al 38,79% e quella di Assogestioni ha conseguito il 6,94%.

(Adnkronos) - “Il mio contributo al progetto è essere qui oggi, riuscire a parlare e trasmettere la mia esperienza.
Spero di riuscire ad ispirare non solo i più giovani ma anche tutti i presenti. È veramente bello vedere come molti si impegnano per la formazione non solo dei giovani, ma anche delle persone che si stanno rimettendo in gioco e vogliono trovare una nuova strada, quindi questo è molto bello. Credo che più che di parole le nuove generazioni hanno bisogno di esempi concreti, veri, reali. Non hanno bisogno di un esempio perfetto. Siamo umani, quindi sbagliamo e commettiamo errori però l’importante è come come reagiamo e come riusciamo ad alzarsi in piedi. Questo credo sia l’esempio più importante da trasmettere”. Lo ha dichiarato Arianna Fontana, atleta e campionessa olimpica a margine del Ceo Meeting del Consorzio Elis che si è svolto a Roma. Durante l’evento sono stati presentati i primi risultati del progetto 'GenerAzione Talento', inaugurato nel turno di presidenza di Silvia Rovere, presidente di Poste Italiane.

(Adnkronos) - BeOne, azienda oncologica globale, annuncia la nomina di Silvia Ottolina a Franchise Head Solid Tumors. Contestualmente Roberto Damele, nel ruolo di Franchise Head Hematology, continuerà a guidare l'area ematologica, ambito in cui BeOne ha avviato il proprio percorso e che continuerà a rappresentare una priorità strategica grazie a una pipeline estremamente promettente, sottolinea la società.
Entrata in BeOne Italia nel 2022 come Customer Engagement Director Hematology/Oncology - informa una nota - Ottolina assume oggi la guida della Franchise Solid Tumors ed entra a far parte del leadership team a riporto diretto di Marco Sartori, General Manager di BeOne Italia. Nel corso della sua carriera ha maturato una solida esperienza in ambito oncologico ed ematologico, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità dapprima in Celgene, Bristol Myers Squibb e poi in Roche, prima di approdare in BeOne come Customer Engagement Director. "Sono onorata di entrare a far parte del Leadership Team di BeOne Italia - dichiara - Il nostro obiettivo è trasformare gli standard di cura attraverso lo sviluppo di opzioni terapeutiche innovative che non solo prolunghino la sopravvivenza, ma contribuiscano concretamente a migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici. La ricerca di BeOne sta generando risultati clinicamente significativi, rafforzando il nostro impegno nelle neoplasie più complesse da trattare. Assumere la responsabilità della Franchise Solid Tumors rappresenta un'importante evoluzione del mio percorso professionale: metterò a disposizione le competenze maturate in ematologia per contribuire allo sviluppo di strategie integrate, capaci di rispondere in modo sempre più efficace alle sfide del sistema salute".
Damele continuerà dunqud a ricoprire il ruolo di Franchise Head Hematology, garantendo continuità e sviluppo a un'area di crescita strategica per l'azienda. "Silvia - afferma - ha dimostrato in questi anni una visione strategica solida e una grande capacità di costruire relazioni di valore. La sua nomina è il naturale riconoscimento di un percorso di crescita coerente. L'ematologia rappresenta le radici e il cuore di BeOne. Continuare a guidare questo franchise significa consolidare un percorso costruito nel tempo, guardando con ambizione a una fase di ulteriore evoluzione scientifica e terapeutica che renderà l'ematologia sempre più cruciale nei prossimi anni. Il nostro obiettivo è continuare a generare valore duraturo per i pazienti e per il sistema sanitario".

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