
(Adnkronos) - L'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc) "si sta diffondendo a una velocità terrificante. Ho seguito diverse epidemie di Ebola nel corso degli anni, ma questa è la diffusione più rapida che abbia mai visto". Inizia così la testimonianza di Babou Rukengeza, responsabile della risposta all'Ebola di Save the Children in Congo.
"Bambini e adolescenti stanno pagando un prezzo devastante - sottolinea l'operatore dell'organizzazione che da oltre 100 anni lotta per i bimbi del mondo, impegnata anche nella Repubblica Democratica del Congo - rappresentando almeno un quarto dei decessi confermati, sebbene ci sia il sospetto che i numeri siano molto più alti. Quando i genitori muoiono, i bambini perdono improvvisamente il più grande punto di riferimento possibile e si trovano ad affrontare paura, dolore, stigma ed esclusione sociale. Inoltre, questa crisi si sta sviluppando in un momento critico, quando bambini e adolescenti si stanno preparando per gli esami di fine anno, minacciando non solo la loro salute, ma anche il loro futuro".
Babou Rukengeza esorta "una risposta rapida, ben finanziata e coordinata, essenziale per fermare la diffusione dell'Ebola, mantenere i servizi essenziali e garantire sicurezza, protezione e apprendimento durante l'epidemia. Abbiamo bisogno di interventi urgenti e di finanziamenti flessibili immediati - evidenzia - per ampliare la risposta sanitaria e rafforzare la prevenzione e il controllo delle infezioni, garantendo al contempo che bambini e famiglie possano accedere a protezione, istruzione e servizi essenziali per salvare vite umane e ridurre l'impatto a lungo termine sulle comunità".
"Almeno il 25% dei decessi confermati per Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc) riguarda minori". Lo sottolinea Save the Children, insieme alla "urgente necessità di potenziare i servizi sanitari e le misure di prevenzione delle infezioni per proteggere bambini e adolescenti". L'organizzazione evidenzia che "gli ultimi dati governativi pubblicati oggi mostrano che i minori rappresentano il 25% dei 17 decessi confermati per Ebola, sebbene il numero reale di casi sia probabilmente significativamente più alto, poiché questa cifra include solo persone di età inferiore ai 15 anni e solo i casi confermati. Di questi decessi, il 14% riguarda bambini di età inferiore ai 5 anni. Circa 1.077 persone sono attualmente sospettate di aver contratto l'Ebola - riporta Save the Children - con 238 decessi sospetti dall'inizio dell'epidemia, dichiarata il 15 maggio. Bambini e giovani di età inferiore ai 19 anni rappresentano 17 dei 121 casi confermati di Ebola, ovvero il 14%".
Il numero di casi sospetti, osserva l'organizzazione, "supera già un terzo di tutti i casi confermati della più grande epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo nella storia recente, in cui si sono registrati 3.262 casi confermati e 2.232 decessi, il 28% dei quali riguardava minori. Sebbene l'epidemia sia stata dichiarata 11 giorni fa, si teme che il numero di decessi e contagi sia molto più elevato, con il probabile primo caso indice che si sarebbe verificato nei primi mesi dell'anno, alimentando le preoccupazioni per una prolungata trasmissione non rilevata nella comunità". In questo quadro, "i bambini sono tra i gruppi più vulnerabili in questa epidemia. Oltre ad essere esposti al rischio diretto di infezione, devono affrontare gravi conseguenze indirette come l'interruzione dei servizi sanitari e nutrizionali essenziali, la perdita dei genitori e delle figure di riferimento, il mancato accesso alle scuole, lo stigma, il disagio psicosociale e maggiori rischi per la loro protezione", rimarca Save the Children i cui opratori "hanno già segnalato almeno 2 bambini che hanno perso i genitori a causa dell'Ebola e necessitano di assistenza urgente". L'organizzione ricorda inoltre che "l'attuale epidemia di Ebola rappresenta l'ennesima crisi per la Repubblica Democratica del Congo, già duramente colpita quest'anno dal conflitto, travolta da una delle più gravi crisi umanitarie al mondo, con 5,6 milioni di sfollati interni, di cui circa 2,5 milioni di minori, e 15 milioni di persone - quasi 1 su 7 - bisognose di assistenza umanitaria".
Save the Children - si legge in una nota - ha fornito cloro alle autorità sanitarie di Bunia per la decontaminazione delle strutture e latte terapeutico a un centro per bambini malnutriti e madri che allattano sospettate di essere affette dal virus Ebola. L'organizzazione si sta inoltre adoperando per dotare le strutture sanitarie di dispositivi di protezione individuale, unità di triage e infrastrutture per la prevenzione delle infezioni e il lavaggio delle mani, supportando al contempo l'individuazione attiva dei casi e il tracciamento dei contatti nelle comunità e nelle strutture sanitarie. Ciò include la formazione di operatori sanitari di comunità e insegnanti sull'individuazione del virus e sull'indirizzamento ai servizi sanitari, nonché la fornitura di kit igienici di emergenza e termometri.
Save the Children ha iniziato a operare nella Repubblica Democratica del Congo nel 1994 e attualmente collabora con 13 partner locali, oltre a organizzazioni internazionali e autorità governative, per fornire supporto salvavita in materia di salute, nutrizione, istruzione, protezione dell'infanzia, sicurezza alimentare, acqua, servizi igienico-sanitari e igiene per i bambini e le loro famiglie.
Intanto l'Uganda ha chiuso temporaneamente i confini con la Repubblica Democratica del Congo di fronte "alla diffusone crescente" dell'epidemia di Ebola nel Paese vicino. Lo ha reso noto un responsabile del ministero della Salute dell'Uganda.
La frontiera resta aperta solo per lo staff impegnato nell'emergenza, per gli aiuti umanitari e il trasporto di forniture alimentari e merci e a componenti delle forze di sicurezza, a determinate condizioni. Le persone in arrivo in Uganda dalla Repubblica Democratica del Congo dovranno rispettare un periodo di quarantena di 21 giorni, è stato precisato durante una conferenza stampa.

(Adnkronos) - Condanna a 41 mesi di reclusione (pari a 3 anni e 5 mesi) per Kenneth Iwamasa, l'assistente personale di Matthew Perry. L'uomo ha ammesso davanti al Tribunale federale di Los Angeles di aver somministrato ketamina, la sostanza che ha portato all’overdose fatale avvenuta il 28 ottobre 2023 nella casa dell’attore a Los Angeles. Si conclude così il procedimento giudiziario contro le cinque persone che hanno ammesso di aver avuto un ruolo nella morte dell'attore.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Kenneth Iwamasa percepiva uno stipendio di 150.000 dollari all’anno e conosceva Matthew Perry dal 1992, diventandone assistente convivente nel 2022. L’accusa sostiene che fosse consapevole della lunga lotta della star di 'Friends' contro le dipendenze e che fosse stato inoltre avvertito dai medici sui rischi dell’autosomministrazione di ketamina.
A partire dal 2023, secondo quanto indicato in una memoria di condanna, sarebbe stato lo stesso Perry a chiedere a Iwamasa di procurargli la sostanza. L’assistente venne quindi messo in contatto con Salvador Plasencia, già condannato a 30 mesi di carcere per aver fornito all’attore circa 20 fiale di ketamina nelle due settimane precedenti alla morte. Nel corso di più acquisti, Iwamasa avrebbe ottenuto decine di fiale del farmaco, somministrandole a Perry mentre la dipendenza dell’attore si aggravava. In una comunicazione agli intermediari avrebbe descritto di aver “trovato il punto giusto”, pur continuando a cercare ulteriori dosaggi.
Secondo la procura, l’assistente avrebbe trovato Perry privo di sensi in almeno due occasioni a causa delle reazioni avverse alla ketamina. Nei giorni immediatamente precedenti al decesso, avrebbe aumentato progressivamente le dosi somministrate, fino all’ultima iniezione fatale: quella sera Perry venne trovato morto nella vasca Jacuzzi della sua abitazione, dopo la terza somministrazione della giornata. L’accusa ha inoltre sostenuto che Iwamasa avrebbe tentato di occultare il proprio coinvolgimento, omettendo informazioni sull’uso di ketamina durante i colloqui con la polizia e rimuovendo flaconi e siringhe dall’abitazione dell’attore. In seguito, tuttavia, ha collaborato con le autorità, fornendo elementi utili alle indagini e al recupero della sostanza responsabile del decesso.
In una lettera al tribunale la madre dell’attore, Suzanne Morrison, ha accusato l’assistente di aver “ucciso mio figlio”, sostenendo che avrebbe potuto chiedere aiuto a persone vicine a Perry invece di continuare a procurarsi la droga. Anche la sorella, Madeline Morrison, ha parlato di un “tradimento” nei confronti della famiglia. Dal canto suo, la difesa ha chiesto una pena più lieve, pari a sei mesi di carcere e sei mesi di arresti domiciliari, sostenendo che Iwamasa avesse agito seguendo le indicazioni dell’attore e temendo di perdere il lavoro in caso di rifiuto.
Nel corso del procedimento sono state coinvolte anche altre persone, già condannate per la distribuzione della sostanza. Nello scorso mese di aprile Jasveen Sangha, la figura centrale del traffico di droga a North Hollywood che si era dichiarata colpevole di aver venduto la ketamina che ha ucciso Perry, è stata condannata a 15 anni di carcere. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Novak Djokovic vince, balla come Michael Jackson (più o meno) e rilancia la sfida a Aryna Sabalenka. Il serbo, numero 3 del seeding, al Roland Garros supera il secondo turno imponendosi contro il francese Valentin Royer 6-3, 6-2, 6-7 (7-9), 6-3. Archiviata la pratica, il 39enne si dedica al duello con l'amica Aryna Sabalenka. Il serbo e la bielorussa, numero 1 del tennis femminile, si contendono il titolo di miglior ballerino del torneo.
Djokovic, nel nuovo duello, si esibisce con un (rivedibile) moonwalk ispirato a Billie Jean di Michael Jackson. "Questo non si batte", dice congedandosi. Ora non resta che attendere la risposta di Sabalenka.

(Adnkronos) - La Lega è assolutamente contraria a ogni ipotesi di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Oltre a non avere i requisiti necessari, che altri Paesi hanno o stanno per ottenere dopo anni di lavoro, Kiev nella Ue rappresenterebbe un danno economico e sociale di enormi proporzioni. Così una nota del Carroccio.
La Commissione europea proporrà l'apertura del primo "cluster" di capitoli negoziali sull'adesione all'Ue di Ucraina e Moldova il 16 giugno, ha reso noto oggi la testata specialistica Euractiv, citando un alto funzionario dell'esecutivo Ue, che dovrebbe presentare la sua proposta nel corso del Consiglio affari generali, in modo che i capi di Stato e di governo dell'Ue possano approvare la mossa al Consiglio europeo in agenda per il 18-19 giugno.
Lo sviluppo implica il decadimento del veto mantenuto per anni da Budapest, a seguito dell'uscita di scena dell'ex premier Viktor Orban e dell'ingresso del suo successore Peter Magyar, il quale ha promesso di ravvivare il rapporto con Bruxelles e si è mostrato più accomodante nei confronti di Kiev, purr non avendo appoggiato esplicitamente l'adesione dell'Ucraina all'Ue.
Questa settimana Magyar è atteso a Bruxelles, nell'ambito di un negoziato su un percorso forzato di riforme per sbloccare miliardi in fondi Ue congelati per l'arretramento democratico dell'Ungheria e le violazioni del diritto Ue sotto Orban. Secondo Euractiv, il nuovo premier magiaro collegherà il suo sostegno all'apertura dei negoziati a quest'ultima questione.
"Noi siamo favorevoli all'avvio di un percorso che porti l'Ucraina all'interno dell'Unione Europea, ma non dobbiamo dimenticare che ci sono altri Paesi candidati, non dobbiamo dimenticare i Balcani, ecco per noi la priorità sono i Balcani", ha dichiarato in un punto stampa a Limassol il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
"L'Ucraina e la Moldova devono avviare un percorso, devono combattere la corruzione e rispettare le regole per far parte dell'Unione Europea e noi siamo pronti a fare la nostra parte per aiutarle", ha spiegato Tajani.
Forza Italia prende dunque le distanze dalla chiusura espressa dal Carroccio. “La nostra posizione è che ci sono delle regole precise per entrare nella Ue e quelle vanno rispettate. Certamente non siamo contrari, ideologicamente”, dice all’Adnkronos il portavoce azzurro Raffaele Nevi, dopo che la Lega aveva ribadito il proprio no all’ingresso di Kiev nell’Unione europea.

(Adnkronos) - Caos nel pomeriggio di oggi a Monticiano, comune della provincia di Siena, dove poco prima del funerale di Giovanna Regoli, moglie dell’ex dirigente calcistico Luciano Moggi e madre del procuratore Alessandro Moggi, un giovane del posto ha aggredito il parroco incaricato di celebrare le esequie.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, come ha riferito Siena News, l’uomo avrebbe iniziato a insultare don Paolo Casagrande, parroco di Monticiano, per poi colpirlo davanti ai presenti. Nel tentativo di fermarlo sarebbero rimasti coinvolti anche un carabiniere e un altro uomo intervenuto per bloccare l’aggressione.
I tre feriti sono stati accompagnati al pronto soccorso dell'ospedale di Santa Maria delle Scotte di Siena per accertamenti e, secondo quanto risulta all'Adnkronos, nessuno avrebbe riportato conseguenze gravi. Il sacerdote, dopo l’episodio, non ha potuto celebrare il funerale ed è stato sostituito da un parroco arrivato da Arcidosso.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno fermato il giovane e lo hanno condotto in caserma. L’uomo, residente in paese e già noto per precedenti episodi di escandescenza, è ora al centro degli accertamenti avviati dai militari per chiarire la dinamica dell’accaduto.
"La vicenda accaduta oggi a don Paolo Casagrande è seguita costantemente dal cardinale Augusto Lojudice - in questi giorni a Roma per l'assemblea della Cei - e da tutta l'arcidiocesi che si stringe attorno al sacerdote. In questo momento è presente al pronto soccorso don Vittorio Giglio, vicario Foraneo della Val Di Merse e delle Val D'Arbia". E' quanto dichiara Gianluca Scarnicci, portavoce dell'arcidiocesi di Siena-Colle di Val D'Elsa-Montalcino. "Siamo vicini anche al carabiniere e alle altre persone aggredite - aggiunge Scarnicci - dalla stessa persona che ha colpito don Casagrande. Desideriamo ringraziare con riconoscenza le Forze dell'ordine che sono sempre presenti nelle nostre comunità".
Monticiano è il paese dove Luciano Moggi è nato il 10 luglio 1937. È stato dirigente, in sequenza, di Roma, Lazio, Torino, Napoli e Juventus, portandole alla conquista di sei scudetti (cinque con la Juventus e uno con il Napoli), tre Coppe Italia (con Roma, Torino e Juventus), cinque Supercoppe italiane (quattro con la Juventus e una con il Napoli), una Uefa Champions League, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Uefa e una Coppa Intertoto Uefa (tutte con la Juventus), e la vittoria di una Coppa Uefa con il Napoli.

(Adnkronos) - Momento delicato per Jasmine Paolini, durante il match del secondo turno del Roland Garros 2026. Oggi, mercoledì 27 maggio, la tennista azzurra ha iniziato ad accusare un problema alla caviglia sinistra durante il secondo set contro Solana Sierra ed è stata costretta a richiedere l'intervento del fisioterapista.
Paolini ha dovuto richiedere un time out medico a metà del secondo set (avanti di un break). Da qui, un momento particolarmente complicato con sette game consecutivi persi. La toscana, in lacrime durante la pausa, ha fatto capire anche così le sue condizioni emotive nel veder scivolare via un match delicato in un torneo da sempre molto importante per lei. L'azzurra poi è tornata in campo e, sotto 3-0 nel terzo set, ha dato il via alla rimonta trovando un break.

(Adnkronos) - Momento delicato per Jasmine Paolini, eliminata in tre set (6-3 4-6 3-6) al secondo turno del Roland Garros oggi, mercoledì 27 maggio. Durante il match contro Solana Sierra, la tennista azzurra ha accusato un fastidioso problema alla caviglia sinistra durante il secondo set ed è stata costretta a richiedere l'intervento del fisioterapista.
Paolini ha dovuto richiedere un time out medico a metà del secondo set (avanti di un break). Da qui, un momento particolarmente complicato con sette game consecutivi persi. La toscana, in lacrime durante la pausa, ha fatto capire anche così le sue condizioni emotive nel veder scivolare via un match delicato in un torneo da sempre molto importante per lei. L'azzurra, tornata in campo, è andata sotto 3-0 nel terzo set, provando poi a rimontare senza fortuna. Jasmine saluta così Parigi, di sicuro prima del tempo.

(Adnkronos) - È il giorno della finale di Conference League. Oggi, mercoledì 27 maggio, il Crystal Palace sfida il Rayo Vallecano a Lipsia nell'ultimo atto della terza competizione europea. Gli inglesi arrivano all'appuntamento dopo aver battuto gli ucraini dello Shakthar Donetsk in semifinale, mentre gli spagnoli hanno superato i francesi dello Strasburgo.
Dove vedere la finale di Conference League? Crystal Palace-Rayo Vallecano sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. La finale si potrà seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.
La finale si potrà seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

(Adnkronos) - Una bambina di tre anni è rimasta gravemente ferita nel pomeriggio di oggi a Celle Ligure, in provincia di Savona, dopo essere stata risucchiata dal bocchettone di una vasca idromassaggio all’interno di un residence dove si trovava in vacanza con la famiglia.
L’allarme è scattato intorno alle 16.30. Sul posto sono intervenuti i militi della Croce Rosa di Celle, l’automedica del 118 e l’elisoccorso Grifo proveniente da Albenga. La piccola, secondo le prime informazioni, avrebbe riportato un trauma agli arti dopo essere rimasta incastrata nel sistema di aspirazione della vasca.
Dopo le prime cure prestate sul posto, la bambina è stata trasferita in elicottero all’ospedale Istituto Giannina Gaslini di Genova per ulteriori accertamenti e le cure necessarie. Le sue condizioni sono in fase di valutazione. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i carabinieri di Celle Ligure, incaricati di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità legate al funzionamento dell’impianto della vasca idromassaggio.

(Adnkronos) - Novak Djokovic batte Valentin Royer al Roland Garros oggi, mercoledì 27 maggio, ma a far discutere è un episodio accaduto durante il match. Cos'è successo a Parigi? A un certo punto, durante il quarto game, il serbo ha reagito con un gesto di stizza nei confronti del giudice di sedia dopo un punto perso. In quel momento, il pubblico del Philippe Chatrier ha cominciato a fischiare contro l'ex numero uno del ranking Atp.
Djokovic non ha preso benissimo l'atteggiamento di tante persone presenti in tribuna e in campo ha detto: "Non hanno rispetto, non hanno rispetto".

(Adnkronos) - Al via l'integrazione di Società Ambiente del Sud-Ovest Milanese (Sasom) in Aemme Linea Ambiente (Ala), società interamente pubblica attiva nella gestione dei servizi ambientali. L’atto di acquisizione e fusione di Sasom è stato sottoscritto oggi a Gaggiano, nel Milanese.
L’operazione, approvata dall’assemblea dei soci lo scorso 27 aprile - viene sottolineato da Ala in una nota - rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di consolidamento industriale di Ala e consente alla società di ampliare il proprio perimetro operativo a 33 Comuni e a circa 385mila abitanti serviti, attraverso l’integrazione degli undici territori del Sud-Ovest Milanese precedentemente gestiti da Sasom: Basiglio, Binasco, Casarile, Gaggiano, Gudo Visconti, Noviglio, Rognano, Rosate, Vermezzo con Zelo, Vernate e Zibido San Giacomo.
L’integrazione porterà inoltre nel perimetro aziendale circa 80 addetti e 60 mezzi, rafforzando la capacità operativa della società e favorendo una gestione più coordinata dei servizi di raccolta rifiuti e igiene urbana. Sotto il profilo industriale, il nuovo assetto - viene spiegato - "punta a superare la frammentazione gestionale attraverso la razionalizzazione dei processi logistici, dell’organizzazione dei turni, della gestione del parco mezzi e delle attività manutentive, con l’obiettivo di generare economie di scala e maggiore efficienza operativa a beneficio dei Comuni soci e dei territori serviti".
L’ampliamento della dimensione industriale consentirà inoltre ad Ala di sostenere il proprio piano industriale, accelerando gli investimenti destinati al rinnovo della flotta, all’introduzione di strumenti digitali per il monitoraggio dei processi operativi e all’evoluzione dei sistemi di raccolta, con l’obiettivo di migliorare la qualità della raccolta differenziata e rafforzare i modelli di economia circolare.

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(Adnkronos) - Con l'assegnazione della Bandiera verde dei pediatri a Modica, per la sua spiaggia a misura di bambini e famiglie, anche la secolare tradizione del cioccolato per cui è nota la città siciliana finisce sotto i riflettori e "diventa simbolo di salute". Che ruolo può avere questo alimento nella dieta giornaliera dei bimbi e degli adolescenti? Strategico, assicura il pediatra fondatore e coordinatore delle Bandiere verdi, Italo Farnetani, una carta da giocarsi "nei momenti nutrizionali critici della giornata". Come ad esempio "la prima colazione, un pasto fondamentale, ma molto maltrattato - evidenzia Farnetani - Solo un terzo dei bambini e dei ragazzi la consuma in modo adeguato, mentre un terzo la fa in modo insufficiente e un ulteriore terzo addirittura la salta". La colazione è "importante perché deve fornire, attraverso gli alimenti, l'energia sufficiente per far ripartire dopo la pausa notturna l'intero organismo, dai muscoli al cervello". E' un pasto cruciale sempre, ma lo è "ancora di più nelle prossime settimane e mesi". In particolare "negli ultimi giorni dell'anno scolastico, caratterizzati da verifiche, scrutini ed esami e durante il periodo estivo, quando bambini e adolescenti trascorrono più tempo all'aria aperta e svolgono maggiore attività fisica".
In questi giorni, quindi, l'invito del pediatra è a riservare la giusta attenzione a questa prima tappa dell'alimentazione quotidiana. "Attenzione sia alla qualità degli alimenti assunti al mattino, sia alla quantità che deve essere sufficiente e adeguata. Un dettaglio spesso trascurato, che però incide in modo decisivo sull'equilibrio nutrizionale dei più giovani". Proprio per questo, il pediatra rilancia una proposta che negli anni ha più volte sostenuto: "Valorizzare il consumo di cioccolato a colazione. Che si tratti di una crostata al cioccolato, di una crema spalmabile o di una semplice tavoletta", secondo Farnetani può essere un'abitudine "sana, gradita ai bambini e perfettamente compatibile con le esigenze energetiche del risveglio". Il cioccolato, spiega il professore di Pediatria, "non offre soltanto un apporto calorico immediato utile per affrontare la giornata, ma contribuisce anche a migliorare il tono dell'umore, favorendo ottimismo e buona disposizione mentale. Un vantaggio non secondario nelle ore in cui i più piccoli devono affrontare scuola, impegni e concentrazione, o in estate attività motoria".
C'è poi un aspetto pratico: "Il cioccolato si scioglie in bocca, richiede una masticazione minima, un dettaglio prezioso per i tanti bambini che mangiano malvolentieri cibi più consistenti, e può essere consumato rapidamente, anche quando il tempo è poco". Questa indicazione, ricorda Farnetani, "affonda le radici nella storia stessa della pediatria italiana. Già dal 1903, quasi in parallelo con la nascita della disciplina, i principali pediatri del Paese raccomandavano il cioccolato nell'alimentazione infantile. E dal 1915 suggerivano di aggiungere il cacao al latte della prima colazione. Una tradizione scientifica che merita di essere recuperata e attualizzata, soprattutto in un'epoca in cui la colazione rischia troppo spesso di essere trascurata o ridotta a un gesto frettoloso".
E con l'estate alle porte, la vacanza al mare può diventare "un'occasione educativa, un momento ideale per consolidare buone pratiche alimentari - assicura Farnetani - In albergo la colazione è un rito strutturato; nelle abitazioni private, la maggiore disponibilità di tempo permette alla famiglia di viverla con più calma". E' dunque un contesto che "favorisce l'introduzione di nuove abitudini, che possono poi essere mantenute anche durante l'anno scolastico".
Senza dimenticate le preferenze dei bambini. Nel corso dell'incontro che si è tenuto oggi a Modica per la presentazione dell'elenco completo delle Bandiere verdi 2026, il pediatra ha presentato anche alcuni dati di ricerche sui gusti del gelato più apprezzati dai ragazzi e dai bimbi più piccoli: "Dai 6 anni in poi, cioccolato e stracciatella - elenca - dai 14 anni crescente preferenza per il cioccolato fondente. Queste informazioni sono utili ai genitori nella scelta della merenda, uno dei 5 pasti della giornata. Il gelato garantisce infatti un apporto calorico adeguato per le ore del pomeriggio e consente ai bambini di arrivare a cena con il giusto appetito, favorendo una distribuzione equilibrata dell'energia nell'arco della giornata".
Alla luce dell'analisi, Farnetani sintetizza le indicazioni pratiche per le famiglie in un menu ideale: "A colazione crostata al cioccolato, o creme spalmabili o cioccolato in tavolette". A merenda "un'altra risorsa è il gelato al cioccolato o stracciatella, soprattutto d'estate, ma se il bambino lo gradisce va bene anche d'inverno. Queste scelte - conclude - oltre a essere gradite ai bambini, rappresentano una forma di educazione alimentare coerente con le esigenze nutrizionali dell'età evolutiva".

(Adnkronos) - "C'è una discrepanza tra l'attuale aspettativa di vita totale in Italia, pari a 83 anni, e l'aspettativa di vita in salute, ferma a 65 anni. I 18 anni di differenza rappresentano il campo d'azione clinica e sociale del metodo: l'obiettivo non è prolungare la vita in senso astratto, ma garantire che la persona mantenga la propria dignità e salute fino all'ultimo respiro, evitando che sia ridotta a un semplice caso clinico o a un fascio di parametri biochimici. Questo è l'importante obiettivo della longevità e del nostro impegno presso la Lucia Magnani Health Clinic". Così Lucia Magnani, fondatrice e amministratore delegato di Long Life Formula, intervenendo al Vatican Longevity Summit 2026 sul tema 'L'Albero Long Life - La persona al centro: scienza, metodo, etica della longevità', sottolinea la necessità di integrare la ricerca scientifica con la gestione etica della fragilità umana. "Lo stress ossidativo non è un fenomeno esclusivo della terza età, ma colpisce anche i giovani adulti tra i 18 e i 25 anni - spiega - L'impatto positivo dell'approccio preventivo è dimostrato dal confronto dei dati nella fascia d'età 26-64 anni. Se nel 2020 4 persone su 10 presentavano uno stress ossidativo non adeguatamente contrastato, nel 2026 il numero si è ridotto a 2 persone su 10. Il dimezzamento dei casi in 6 anni conferma l'efficacia del monitoraggio precoce".
Il sistema Long Life Formula® "si articola in 7 pilastri e si sviluppa attraverso 3 fasi cliniche: diagnosi predittiva; protocollo personalizzato e follow-up continuo - illustra Magnani - La persona è sempre al centro". L'obiettivo è "misurare per prendersi cura e non aspettare per curare". Il modello prevede inoltre "14 percorsi totali, differenziati per obiettivi: 7 per il Ben-Essere (Evergreen, Weight Loss, Re-Start, Energy, Clean, Sport, Relax) e 7 per la Salute (Happiness Route, Restart Cardio-Pulmonare, Stop Smoking, Immunity, Cognitive, Sleep, Onco-Recovery)". La visione dell'esperta si concretizza nella 'Long Life Valley', "un ecosistema territoriale che integra l'eccellenza sanitaria del gruppo Gvm Care & Research. Quest'ultimo - continua Magnani - guidato dal presidente Ettore Sansavini, opera da 25 anni e conta oggi 50 strutture attive con 11mila professionisti. L'integrazione mira a trasformare l'anziano da 'costo sociale' a risorsa di memoria e saggezza, definita nel discorso come un 'albero adulto' che protegge le nuove generazioni".
Il discorso ha integrato dati macroeconomici sulla longevità, definendo le sfide dei prossimi decenni."Si prevede che l'economia della longevità raggiungerà i 610 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuale composto del 17% - precisa la fondatrice e Ad di Long Life Formula - A livello demografico, la popolazione mondiale over 60 è destinata a raddoppiare entro il 2050". In questo contesto, "lo sviluppo tecnologico - genomica, intelligenza artificiale, medicina rigenerativa - deve servire ad accompagnare la fragilità umana, evitando la creazione di una 'nuova disuguaglianza biologica' e garantendo che i risultati scientifici siano a servizio del bene comune".

(Adnkronos) - L'Iran "ha molta voglia di fare un accordo", ma "non siamo ancora soddisfatti". Così il presidente americano Donald Trump durante la riunione di gabinetto. "Ma saremo soddisfatti - ha proseguito - o in alternativo dovremo finire il lavoro".
Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito la propria determinazione a raggiungere un accordo favorevole per porre fine alla guerra con l'Iran, sostenendo che l’eventuale strategia di Teheran, orientata a dilatare i tempi per ottenere condizioni più vantaggiose, non avrà successo: a Trump “non importa delle elezioni di metà mandato", la Casa Bianca non ha fretta di chiudere la questione anche se a novembre si va al voto. "Pensavano che sarebbero riusciti a mettermi fretta, sapete? 'Aspettiamo, ha le elezioni di midterm'", ha detto Trump durante una riunione di gabinetto. "Non mi interessano le elezioni di midterm. Guardate cosa è successo ieri sera, è stato un preludio alle elezioni di midterm. La gente capisce", ha aggiunto, riferendosi alla vittoria del candidato da lui sostenuto nelle primarie repubblicane per il Senato in Texas, Ken Paxton.
Trump ha inoltre citato la ripresa dell'accesso a Internet in Iran come segnale di indebolimento della posizione del regime, sostenendo che "l'intero sistema economico è in crisi". "Vogliono semplicemente fare un accordo - ha affermato - Non credo che abbiano scelta".
In un breve colloquio telefonico con Pbs News, Trump ha invece dichiarato che Washington non concederà alcun allentamento delle sanzioni all'Iran in cambio della rinuncia al materiale nucleare. "No, no, assolutamente no. Nessun allentamento delle sanzioni, no", ha affermato.
Qualche ora prima la tv di Stato iraniana aveva diffuso una bozza di memorandum d’intesa tra Usa e Iran per porre fine alla guerra e a ripristinare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. Secondo Teheran tra i punti principali, gli Usa si sarebbero impegnati ad alleggerire le restrizioni sul traffico marittimo iraniano, oltre a ritirare parte delle proprie forze militari dalle aree circostanti l'Iran. In cambio, Teheran avrebbe ripristinato entro un mese il traffico commerciale nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman ai livelli precedenti al conflitto. Lo Stretto di Hormuz, tuttavia, non verrebbe completamente riaperto: controlli e gestione del transito resterebbero affidati all'Iran in coordinamento con l'Oman, mentre le navi militari statunitensi sarebbero escluse dall'intesa.
Ma a stretto giro è arrivata la smentita della Casa Bianca. "Nessuno dovrebbe credere a ciò che diffonde la televisione di Stato iraniana", ha dichiarato su X l'account Rapid Response, vicino all'amministrazione del presidente Donald Trump, respingendo l'ipotesi che sia in corso un'intesa preliminare tra Washington e Teheran.

(Adnkronos) - Il 27 maggio 2026 si è svolto, presso la sede della Med-Or Italian Foundation, l’evento conclusivo del progetto “CyberBridge – Progetto di formazione strategica per la resilienza digitale in Africa”, iniziativa dedicata al rafforzamento delle capacità istituzionali e operative nel settore della cybersicurezza che ha coinvolto 30 funzionari pubblici provenienti da nove Paesi dell’Africa sub-sahariana.
Il progetto è stato finanziato dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), sviluppato in partenariato con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn) e con il supporto operativo della Divisione Cyber & Security Solutions di Leonardo. CyberBridge si inserisce nel quadro delle attività italiane di cooperazione strategica e institutional building con il continente africano, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo internazionale e promuovere una maggiore resilienza digitale nei Paesi partner. L’iniziativa nasce dalla crescente centralità della cybersicurezza nello sviluppo economico, istituzionale e infrastrutturale dell’Africa, in un contesto caratterizzato da una rapida trasformazione digitale e dall’aumento delle minacce cyber rivolte a governi, istituzioni pubbliche e infrastrutture critiche.
Il programma ha consentito di rafforzare le competenze tecniche e strategiche dei funzionari pubblici coinvolti, favorendo al contempo una più stretta cooperazione internazionale nel settore della sicurezza digitale. Il percorso formativo si è articolato in più fasi: una fase iniziale di assessment istituzionale e tecnico, realizzata anche grazie al coinvolgimento delle sedi diplomatiche italiane nei Paesi partner; un modulo introduttivo online sui fondamenti della cybersicurezza; una fase specialistica in presenza presso la Divisione Cyber & Security Solutions di Leonardo, dedicata alla defensive security attraverso attività laboratoriali immersive, simulazioni operative e cyber exercises avanzate; un modulo specialistico presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale dedicato a cyber diplomacy, norme internazionali applicabili al cyberspazio e politiche pubbliche per la sicurezza digitale, cui ha fatto seguito una visita al Csirt Italia. una visita tecnica al Global Cybersec Center di Leonardo a Chieti. In particolare, presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, i partecipanti hanno approfondito l’architettura nazionale ed europea della cybersicurezza, con focus sui modelli di governance, coordinamento e risposta agli incidenti. Nel corso della giornata sono stati inoltre affrontati i temi della gestione degli attacchi informatici e del rafforzamento delle capacità operative, anche attraverso l’analisi di casi studio e procedure di risposta coordinata.
Obiettivo del progetto è contribuire alla costruzione di ecosistemi digitali più sicuri e resilienti nei Paesi partner, favorendo la crescita di una rete di funzionari pubblici africani in grado di contribuire allo sviluppo di strategie nazionali e regionali nel campo della cybersicurezza. In questo quadro si inserisce il ruolo crescente della Med-Or Italian Foundation nel continente africano, dove la Fondazione opera con l’obiettivo di rafforzare le partnership istituzionali e promuovere iniziative ad alto impatto nei settori economici e industriali chiave dello sviluppo, contribuendo alla costruzione di competenze e capacità locali attraverso programmi strutturati di alta formazione e institutional building, come dimostra anche il progetto CyberBridge. Il consolidamento della presenza della Fondazione in Africa ha compiuto un ulteriore passaggio strategico con l’inaugurazione, l’8 febbraio 2026, della sede di Nairobi attraverso la costituzione della Med-Or Italian Foundation for Africa, oggi principale hub operativo della Fondazione per il coordinamento e l’attuazione delle attività nel continente. In Africa, la Fondazione è oggi impegnata in un portafoglio crescente di iniziative dedicate alla cybersicurezza, alla blue economy, all’agricoltura sostenibile, alle materie prime critiche, alla resilienza climatica e alla formazione diplomatica
( di Stefano Ambu) La Sardegna è tra le regioni più in ritardo
sulla transizione alle rinnovabili: ancora lontana dall'obiettivo
intermedio, l'isola, con questa andatura, rischia di raggiungere il
traguardo (i 6,2 GW aggiuntivi che il Decreto Aree Idonee assegna
all'isola) solo tra venticinque anni. È l'allarme lanciato dal
report di Legambiente "Italia Rinnovabile". "Questo - spiega
l'associazione - a causa della legge 20 che oggi impedisce,
sostanzialmente, di installare impianti a scala industriale
sull'isola, compresi gli impianti agrivoltaici proposti dagli
agricoltori che, ben lontani da ogni speculazione, potrebbero
essere una boccata d'aria per l'agricoltura dell'isola e un
supporto fondamentale all'adattamento ai cambiamenti climatici in
atto".
(Adnkronos) - Apre venerdì 29 maggio a Fieramilano Rho la seconda edizione di 'Anteprima d’estate', la manifestazione promossa da Artigiano in Fiera che celebra la bella stagione con un’esperienza immersiva dedicata all’artigianato, ai territori e alle culture del mondo. L'ingresso alla manifestazione è gratuito, con un pass scaricabile sul sito internet di Artigiano in Fiera. In programma fino al 2 giugno 2026, tutti i giorni dalle 10 alle 22.30, Anteprima d’estate è facilmente accessibile con i mezzi pubblici – grazie alla linea M1 della metropolitana (fermata Rho Fiera), alle linee ferroviarie regionali e del Passante Trenord e ai collegamenti Alta Velocità Italo – oltre che in auto, tramite i parcheggi di interscambio Atm e i parcheggi interni alla Fiera.
Con la partecipazione di oltre 1.000 artigiani provenienti da cinquanta Paesi, 'Anteprima d’estate' - viene sottolineato nel comunicato stampa di lancio - si conferma "un ponte tra culture, capace di trasformare la diversità in occasione di incontro e conoscenza reciproca. La presenza a Milano di artigiani da tutto il mondo, alcuni dei quali da aree segnate da conflitti, rende l’evento ancora più significativo e invita a trasformare la visita in un gesto concreto di solidarietà. Essere presenti significa sostenere chi ha scelto la manifestazione come luogo di lavoro, scambio e relazione, portando con sé competenze, tradizioni e storie".
"Anteprima d’estate consente anche ad artigiani provenienti da contesti complessi di venire a Milano per condividere il proprio lavoro in un ambiente di pace e incontro – dichiara Antonio Intiglietta, presidente di Ge.Fi. – Invitiamo il pubblico a essere presente: ogni visita è un gesto concreto di supporto agli artigiani, che con il loro lavoro rappresentano un patrimonio di competenze e tradizioni".

(Adnkronos) - Un'accesa lite è esplosa questa mattina nel Comune di Laterza, in provincia di Taranto, tra il neo sindaco Giuseppe Cristella, eletto proprio lunedì al primo turno, e il comandante della Polizia locale Sandro Frigiola. Entrambi sono finiti in ospedale a Castellaneta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che ora stanno compiendo accertamenti per ricostruire l'accaduto.
Sindaco e comandante sono stati portati all'ospedale a causa dello stato di agitazione. Viene escluso per ora il contatto fisico. L'alterco è avvenuto, secondo una prima ricostruzione nella stanza del primo cittadino. Il comandante della Polizia municipale è stato visitato al pronto soccorso mentre il sindaco è stato ricoverato nel reparto di cardiologia.

(Adnkronos) - L'attore francese Pierre Deny, noto al pubblico internazionale per la sua partecipazione alle stagioni tre e quattro della serie Netflix 'Emily in Paris', è morto lunedì 25 maggio all’età di 69 anni a causa della sclerosi laterale amiotrofica (Sla).
La notizia è stata confermata dalla famiglia attraverso una dichiarazione diffusa ai media francesi. Secondo quanto comunicato dalle figlie, la malattia avrebbe avuto un decorso improvviso e particolarmente aggressivo. Nella serie Netflix con Lily Collins protagonista, Deny interpretava Louis de Léon, amministratore delegato del gruppo Jvma e figura centrale nel mondo della moda raccontato da 'Emily in Paris'.
Attore di lunga carriera, Pierre Deny aveva iniziato a recitare in teatro negli anni Ottanta, diventando poi un volto noto della televisione francese. In patria aveva preso parte a numerose produzioni di successo, tra cui le serie 'Fabio Montale' e 'Il comandante Florent'.

(Adnkronos) - In Italia circa 6 milioni di persone, oltre il 10% della popolazione, convivono con disturbi della tiroide, con una netta prevalenza tra le donne e un picco dopo i 60 anni. Le malattie tiroidee, come iper o ipotiroidismo, sono tra le più diffuse a livello globale, ma non altrettanto diffusa è l’informazione sulla funzione degli ormoni tiroidei e la loro importanza in tutte le fasi della vita. Per chiarire alcuni tra i principali dubbi, Merck Italia lancia 'Vivendo. Storie di persone, risposte di endocrinologia': un podcast in 10 puntate che, attraverso testimonianze dei pazienti e opinioni di specialisti, illustra il ruolo e le patologie degli ormoni tiroidei e dell’ormone della crescita (Gh), dall’infanzia all’età adulta. La prima delle 5 puntate è già disponibile, in occasione della Giornata mondiale della tiroide (25 maggio), su iniziativa dell’Associazione europea della tiroide (Eta), e che apre la Settimana Internazionale della consapevolezza sulla tiroide (Thyroid Awareness Week, 25-31 maggio). Le successive puntate saranno pubblicate con cadenza settimanale. La Giornata mondiale della tiroide è gestita dalle associazioni dei pazienti coordinate dalla Thyroid Federation International, tra cui l’Associazione Italiana della Tiroide (Ait-Ets) che partecipa con una serie di eventi sul territorio nazionale. Focus della campagna 2026: lo stretto legame tra nutrizione, corretto funzionamento della tiroide e benessere generale.
Il podcast realizzato da Merck Italia è basato sul racconto di esperienze personali, domande precise e risposte chiare da parte degli esperti coinvolti: Diego Ferone, presidente della Società italiana di Endocrinologia, professore ordinario di Endocrinologia presso la Scuola di Medicina e Farmacia Università degli Studi di Genova, dipartimento di Medicina Interna & Specialità Mediche (DiMI), direttore Uoc Clinica Endocrinologica, Irccs Policlinico San Martino; Daniele Cappellani, specialista in Endocrinologia e Malattie del metabolismo, Università di Pisa – Aou Pisana; Francesco Massart, professore associato, pediatra e specialista in Endocrinologia e Diabetologia pediatrica, dipartimento di Medicina clinica e sperimentale, Università di Pisa – Aou Pisana. "Il disturbo endocrino più comune è l’ipotiroidismo che in Italia colpisce il 5% circa della popolazione - ricorda la nota - seguito da ipertiroidismo e noduli. Eppure, si stima che molte persone non ricevano una diagnosi adeguata e, di conseguenza, un trattamento, corretto, a causa di sottovalutazione dei sintomi e di sottodiagnosi. L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha pubblicato Linee Guida per standardizzare la gestione clinica dell’ipotiroidismo e dell’ipoparatiroidismo post-chirurgico e migliorare così i percorsi di cura su tutto il territorio nazionale".
Merck è impegnata da tempo a supportare la consapevolezza e la cura della tiroide attraverso progetti e iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sui disturbi tiroidei e sull’importanza della diagnosi precoce. “È in quest’ottica che nasce 'Vivendo', per ampliare la conoscenza del grande pubblico sulla tiroide e stimolare un’azione consapevole da parte dei cittadini, con la promozione di controlli regolari e di una corretta informazione sulla salute di questa fondamentale ghiandola che influenza il benessere dell’organismo dall’infanzia all’età adulta – dichiara Ramón Palou de Comasema, presidente e amministratore delegato healthcare di Merck Italia – la nostra azienda non si limita a rispondere solo ai bisogni terapeutici, ma è impegnata a promuovere progetti e attività che vanno oltre il farmaco, con iniziative di prevenzione ed educazione sulla salute, informando i cittadini sui disturbi tiroidei, aiutarli a riconoscere i sintomi e i segni e, infine, ad orientarli a rivolgersi agli specialisti endocrinologi ai primi segnali che possono far sospettare un mal funzionamento della tiroide”. Le successive 5 puntate del podcast, dedicate ai disturbi endocrini dell’infanzia, verranno pubblicate a partire dal prossimo 20 settembre 2026 in occasione della Giornata mondiale della crescita.

(Adnkronos) - "Annarita Torriero mi disse che il giorno della scomparsa di Serena era andata in caserma a portare un panino con il prosciutto e la scheda telefonica a Santino Tuzi" e che "anche lei aveva visto Serena". A rivelarlo in aula, durante il processo di Appello bis sull'omicidio di Serena Mollicone, è Sonia Da Fonseca, teste chiave per la procura generale. Da Fonseca riferisce le confidenze di Torriero, che era sua vicina di casa e che ebbe una relazione con Santino Tuzi, il carabiniere morto suicida l'11 aprile del 2008, dopo aver dichiarato di aver visto Serena Mollicone entrare in caserma la mattina del 1 giugno 2001.
In aula oggi è stato ascoltato un altro teste chiave, l'appuntato dei carabinieri Ernesto Venticinque. Entrambi sono stati sentiti anche sul contenuto delle conversazioni contenute in due intercettazioni, una ambientale del 28 settembre 2008 e una telefonica del 10 ottobre 2008, le cui trascrizioni, che l'Adnkronos ha potuto visionare, sono state consegnate alla Corte dal perito incaricato ed entrando per la prima volta in dibattimento. In un passaggio Da Fonseca parlando con Venticinque e riferendosi a Torriero afferma: "Ti ho detto lei sa tutto. Capito? Lei sa tutto però non lo dice niente!". Ecco alcuni dei passaggi fondamentali: Da Fonseca: “E poi ha cominciato a racconta’ che era andato al Tribunale: ‘Ma lo sai che Santino sta anda’ a proprio di cervello! Prima dice una cosa, poi dice un’altra…poi dice che prima era…ha visto pure la borsa, i colori della borsa che portava Serena, il vestito…quel giorno ci so’ andato io a porta’ il panino a lui con gli affettati”. E Venticinque chiede: “Quando? Quel giorno quando?”. E Da Fonseca: “Ha detto il giorno che ha visto che Serena, c’era un borsellino, non so se era verde, un qualcosa così’. Venticinque: “Ma dove in caserma?” Da Fonseca: “In caserma…". Dice che là l'ha vista parecchie volte, lui, in caserma. In un altro passaggio si legge: Venticinque: “Cioè lei è entrata in caserma per portare qualchecosa….”. Da Fonseca: “I panini”. Venticinque: “Il panino…!” Da Fonseca: “Il panino” Venticinque:”…quel venerdì mattina?” Da Fonseca: “Eh!” Venticinque:”Cioè quando è sparita Serena”. Da Fonseca:”Quando è sparita Serena” Venticinque: “E ha visto Serena?” Da Fonseca:”E ha visto Serena”.
Annarita Torriero durante il primo processo di Appello aveva smentito la circostanza di aver visto Serena in caserma il 1 giugno, giorno della scomparsa, sottolineando di averla vista però "altre volte entrare e uscire dal cancello grande sotto la caserma nuova insieme ad altri amici". Il motivo? Secondo quanto dice in un altro passaggio dell'intercettazione Da Fonseca, Torriero non voleva confermare questa circostanza per proteggersi. "Io non ci potevo anda' a butta io davanti a Santino, per prendere io delle bastonate di Santino, io ci dovevo salvaguarda' a me". (di Giorgia Sodaro)
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