
(Adnkronos) - L'Etna continua a eruttare in Sicilia, creando non pochi disagi ai viaggiatori che hanno scelto l'isola come meta per le proprie vacanze. Anche oggi, martedì 11 agosto, la Sac, la società che gestisce l'aeroporto di Catania, ha annunciato la sospensione dei voli in arrivo fino alle 19.
"A causa dell’attività eruttiva dell’Etna e considerata la situazione dei venti, è disposta l’estensione della chiusura del settore C1 e la sospensione degli arrivi fino alle ore 19. Le partenze sono consentite dalla pista 08. I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore", si legge sulla pagina Facebook ufficiale dello scalo e sul sito internet.
In questi ultimi quattro giorni di attività a intermittenza dell'aeroporto, sarebbero stati 190 i voli deviati solo all'aeroporto di Palermo e i disagi avrebbero interessato oltre 30mila passeggeri. Da giorni, infatti, è ripresa l'attività eruttiva dell'Etna, poi nella tarda serata di ieri, intorno alle 21:30, si è aperta un'ulteriore bocca eruttiva all'interno della Valle del Bove, a una quota di circa 1.900 metri nei pressi di Monte Simone. Secondo quanto comunicato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) attraverso l'Osservatorio Etneo, prosegue senza sosta la forte attività esplosiva al cratere Voragine.

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(Adnkronos) - Chattare su Whatsapp senza condividere il proprio numero di telefono. Tra poco sarà possibile grazie agli username. Questa funzionalità dovrebbe diventare pienamente operativa entro la fine dell'anno. Ma perché possa essere utilizzata il primo passo è prenotare il nome utente.
Il nome utente rappresenta un identificativo, in alternativa al numero di telefono. Una volta attivata la funzione, gli utenti possono comunicare con persone e aziende utilizzando l'username invece del proprio recapito telefonico. Ma perché è importante prenotarlo prima possibile se si vuole utilizzare questa funzione? Whatsapp viene utilizzato da oltre tre miliardi di persone, è possibile quindi che uno stesso nome (username) possa essere richiesto da più utenti contemporaneamente. Per questo motivo la società ha deciso di avviare una fase di prenotazione prima del lancio definitivo della funzione. L'obiettivo è permettere agli utenti di scegliere il nome desiderato e verificare la disponibilità dello username prima che il servizio venga attivato per tutti.
Per chi non sapesse quale nome scegliere, viene messo a disposizione un generatore automatico capace di suggerire opzioni personalizzate.
E' possibile prenotare un nome utente utilizzando l'ultima versione dell'app. Quindi la prima cosa da fare è aggiornare WhatsApp. Dopo di che bisogna:
- aprire le impostazioni dell'applicazione
- selezionare Account
- selezionare Nome utente
- Digitare il nome utente desiderato, a patto che sia ancora disponibile
Per gli indecisi, WhatsApp propone anche una funzione che genera alcuni suggerimenti in base all'input che viene inserito. Il nome utente deve rispettare alcune regole per evitare equivoci e confusione. Non si possono superare i 35 caratteri complessivi, non può iniziare con 'www' né terminare con un'estensione di dominio, deve iniziare con una lettera e, in ogni caso, comprendere come minimo una lettera: non si può generare un nome utente solo con numeri e simboli. Sono ammessi punti o trattini bassi, ma non è possibile inserire due punti consecutivi.
Per chiunque desideri mantenere privato il proprio numero di telefono, è evidente che questa novità cambia radicalmente la situazione. WhatsApp non fornirà strumenti per cercare persone attraverso il nome utente. Per inviare un messaggio a qualcuno usando il nome utente, bisogna conoscere lo user name con esattezza. Trovare un profilo in maniera casuale non è un'opzione contemplata.

(Adnkronos) - L'immunologo Anthony Fauci, volto della lotta al Covid negli Usa, avrebbe messo in guardia in privato sul rischio di aborto spontaneo legato al vaccino anti-coronavirus, mentre pubblicamente insisteva sul fatto che non vi fossero "segnali di allarme" per le donne incinte. Ad affermarlo è il New York Post che ha analizzato lo scambio di messaggi tra esperti presente sul cellulare di servizio dell'immunologo, ottenuto la scorsa settimana dalla Commissione per la Sicurezza Interna del Senato e reso pubblico da due senatori repubblicani.
"Il dottor Anthony Fauci - scrive il Nyp in un articolo rilanciato su X anche da Elon Musk - ha espresso privatamente preoccupazioni riguardo alla possibilità che il vaccino contro il Covid-19 potesse essere 'teoricamente' collegato ad aborti spontanei nelle donne in gravidanza".
"Ho chiesto in giro un po' di più ed è emerso un altro problema di cui dovete essere a conoscenza", scriveva Fauci in uno scambio di messaggi del 25 gennaio 2021 con l'allora direttrice dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), la dottoressa Rochelle Walensky, e il chirurgo generale Vivek Murthy. "Dato che molte persone manifestano una significativa tempesta di citochine e febbre dopo la seconda dose, questo potrebbe teoricamente essere associato ad aborti spontanei nel primo trimestre", aggiungeva l'allora direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases.
"Fauci, Walensky e Murthy stavano discutendo se il vaccino comportasse dei rischi per le donne che avevano seguito il ciclo di due dosi in una fase precedente o successiva della gravidanza. Walensky aveva poi risposto a Fauci che le problematiche relative al primo trimestre di gravidanza da lui sollevate erano 'sicuramente pertinenti, soprattutto dopo la seconda dose'", riporta il New York Post.
Giorni dopo, il 3 febbraio, Fauci aveva dichiarato durante una sessione di domande e risposte in diretta streaming con il Journal of the American Medical Association (JAMA) che la Fda "finora non ha riscontrato, e dobbiamo essere cauti, alcun segnale di allarme per quanto riguarda le donne in gravidanza".
Mesi dopo, il principale consigliere medico della Casa Bianca di Biden aveva anche spiegato che "decine e decine di migliaia di donne monitorate dal CDC, vaccinate durante la gravidanza, non hanno mostrato alcun aumento di problemi avversi rispetto alle donne non vaccinate... è abbastanza chiaro che le donne incinte dovrebbero vaccinarsi".
"Altre comunicazioni tra Fauci, Murthy e Walensky - continua il Nyp - hanno inoltre mostrato che stavano valutando i potenziali rischi della vaccinazione rispetto ai rischi posti dal Sars-CoV-2, il virus responsabile del Covid-19. Murthy ha anche affermato di essere 'sorpreso di vedere l'Oms rilasciare una dichiarazione così forte, in cui sconsiglia la vaccinazione alle donne incinte'". "È un'affermazione forte e potenzialmente molto dannosa per la fiducia del pubblico, soprattutto tra le donne incinte", aveva scritto a Fauci e Walensky in un messaggio datato 26 gennaio 2021.
I messaggi, resi pubblici dai senatori Rand Paul e Ron Johnson , provengono da oltre 34.000 sms e 522 messaggi vocali ottenuti la scorsa settimana dalla Commissione per la Sicurezza Interna del Senato dal cellulare di servizio di Fauci.
Secondo i senatori repubblicani, sul telefono sono presenti solo tre contatti, ma è "troppo presto per stabilire se siano stati cancellati dei dati".
All'inizio di questo mese, Paul aveva segnalato Fauci come potenziale soggetto a procedimento penale a causa del suo rifiuto di testimoniare davanti alla Commissione. Durante un'udienza del 29 luglio scorso sulla pandemia e sulla cosiddetta ricerca sul 'guadagno di funzione' finanziata da fondi statunitensi, Fauci si è avvalso del Quinto Emendamento, che gli impedisce di testimoniare contro se stesso, per evitare di rispondere alle domande.
"Il senatore Paul ha inoltre accusato Fauci e i suoi assistenti di aver presumibilmente cancellato documenti federali che potrebbero essere cruciali per scoprire le origini del Covid. Dopo l'udienza, Paul e Johnson hanno annunciato di aver ottenuto una copia forense del cellulare di servizio di Fauci per esaminarlo, ma che alcune e-mail avevano già dimostrato che alti funzionari della sanità pubblica statunitense avevano richiesto la cancellazione di alcuni documenti", spiega ancora il Nyp, che afferma come uno di questi alti funzionari, l'ex direttore dell'Ufficio per la sicurezza delle vaccinazioni dei CDC, il dottor Tom Shimabukuro, sia stato già accusato dal senatore Johnson di aver cancellato mail relative a reazioni avverse ai vaccini anti-Covid.

(Adnkronos) - Continua la quarta ondata di caldo record sull'Italia, tra afa soffocante di giorno e notti super tropicali a tormentare il riposo da Nord a Sud. Ma prima della svolta, quando le temperature dovrebbe finalmente scendere concedendo una tregua dopo settimane da incubo, dovrà passare ancora una settimana di fuoco con un picco previsto per giovedì. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, martedì 11 agosto, e per i giorni a venire.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, ricorda intanto che le coste italiane sono ormai dominate dalle cosiddette "notti super-tropicali", con temperature minime che non scendono mai sotto i 25 gradi e, localmente, sfiorano l'incredibile soglia dei 30 gradi.
Il picco di giovedì: lenzuola sudate e notti super-tropicali
Per quanto riguarda il caldo notturno, raggiungeremo un probabile apice nella giornata di giovedì, con condizioni afosissime a Milano, sul Lago di Garda e lungo le coste venete, romagnole, liguri, toscane, laziali e di quasi tutto il Sud.
Fino a Ferragosto, il calore non ci darà tregua nemmeno di giorno. Le massime si manterranno diffusamente sopra i 37 gradi, con picchi di 39-40°C nelle zone interne: stiamo parlando di valori eccezionali, almeno 7-8 gradi sopra la media di metà agosto. Fino al weekend dovremo rassegnarci a convivere con i bollini rossi nelle nostre città e i ventilatori accesi 24 ore su 24.
Dal Canada all'Italia: il viaggio del “fresco”
Per trovare una minima speranza dobbiamo analizzare bene i modelli meteorologici d'oltreoceano, precisamente le mappe della pressione tra USA e Canada.
In questo momento, una forte instabilità sta colpendo la zona dei Grandi Laghi americani e si sta spingendo verso l'Oceano Atlantico. È molto probabile che questa perturbazione abbandoni gli States nei prossimi giorni per intraprendere un lungo viaggio: sfilerà sotto la Groenlandia, colpirà l'Islanda, attraverserà la Francia e, infine, si tufferà sull'Italia.
La luce in fondo al tunnel: la data della svolta
Quando è fissato l'appuntamento con la pioggia e il calo delle temperature? Come preannunciato, la svolta si dovrebbe concretizzare tra lunedì 17 e martedì 18 agosto.
Dobbiamo stringere i denti e resistere per altri 6-7 giorni. Poi, con un'alta probabilità (stimata intorno al 75%), da martedì 18 agosto saremo ufficialmente fuori dal tunnel.
Riusciremo finalmente a respirare, chiudendo un bilancio estivo davvero estremo: abbiamo sofferto il super caldo africano per ben 55 giorni su 80 a partire da quel maledetto 24 maggio, giorno in cui arrivò la primissima fiammata del 2026.
Martedì 11. Al Nord: soleggiato e caldo, temporali di calore sulle Alpi e possibili fino in pianura sul Triveneto. Al Centro: sole e caldo, locali temporali in Appennino. Al Sud: soleggiato e caldo.
Mercoledì 12. Al Nord: sole e caldo, temporali pomeridiani sui rilievi. Al Centro: sole e caldo, temporali sugli Appennini. Al Sud: qualche temporale in Calabria.
Giovedì 13. Al Nord: sole e caldo, meno temporali sulle Alpi. Al Centro: sole e caldo. Al Sud: sole e caldo, temporali sugli Appennini.
Tendenza: probabile fine della quarta ondata di caldo africano tra lunedì 17 e martedì 18.

(Adnkronos) - A seguito di un avvertimento riguardante una possibile minaccia iraniana contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il mese scorso è stata messa in atto un'insolita operazione di depistaggio durante un volo dalla Turchia alla Gran Bretagna. Lo riporta il Washington Post, secondo cui, Trump salì a bordo dell'Air Force One davanti alle telecamere, ma poi uscì segretamente a bordo di un camion per il catering da cui fu trasferito su un aereo militare.
L'Air Force One, quindi, decollò senza di lui, con a bordo giornalisti e personale della Casa Bianca, fungendo di fatto da aereo esca.

(Adnkronos) - Donald Trump sta seguendo, nel suo secondo mandato, un "manuale" simile a quello utilizzato dagli autocrati per concentrare il potere, indebolendo le istituzioni e i contrappesi al potere presidenziale. E' l'allarme lanciato dalla rete 'The Steady State', che riunisce più di 400 ex funzionari dell'intelligence e della sicurezza nazionale. Il Financial Times ha raccolto le testimonianze di alcuni di loro, tra cui Paul Kolbe, ex responsabile di una stazione della Cia che ha lavorato nell'ex Unione Sovietica e nei Balcani. "Gli autocrati hanno manuali relativamente comuni per conquistare ed esercitare il potere", ha dichiarato, aggiungendo che molte delle dinamiche osservate negli Stati Uniti "fanno pensare a ciò che sta accadendo ora".
"Se tutti restano in silenzio, finiamo nella situazione in cui ci troviamo oggi", ha detto Julia Curlee, ex analista della Cia, secondo cui molti americani non comprendono "quanto siano state svuotate e indebolite istituzioni così importanti". Tra le principali preoccupazioni degli ex funzionari c'è anche l'uso dei poteri presidenziali contro i critici. Mark Zaid, un avvocato specializzato in sicurezza nazionale che sta affrontando una battaglia legale con Trump dopo la revoca del suo nulla osta di sicurezza, ha affermato: "Le garanzie sono state tutte rimosse. Non credo che siamo neppure vicini al punto peggiore di dove arriveremo".
Gli ex funzionari contestano inoltre l'utilizzo dell'intelligence per sostenere posizioni politiche dell'amministrazione. Il mese scorso Trump ha accusato la Cina di aver interferito nelle elezioni presidenziali americane del 2020, nonostante una valutazione del National Intelligence Council del 2021 avesse concluso che Pechino non aveva condotto operazioni di interferenza. Secondo gli ex funzionari, l'uso di informazioni declassificate in questo modo rischia di alimentare dubbi sull'integrità delle elezioni, a pochi mesi dalle midterm.

(Adnkronos) - Almeno 132 persone sono morte e 570 sono rimaste ferite in seguito al terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia ieri, secondo quanto riferito dall'Associazione colombiana delle città capoluogo, che aveva precedentemente incontrato il presidente della Repubblica per coordinare la risposta all'emergenza. Lo riporta Cnn International.
"La città di Pereira, capoluogo del dipartimento di Risaralda, conta 60 delle vittime", ha reso noto l'associazione.
"Inoltre, cinque città capoluogo del Paese sono in allerta rossa, 86 edifici sono crollati e sette aeroporti hanno sospeso le operazioni", ha aggiunto l'organizzazione. Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, ha disposto un coprifuoco sull'intera città in seguito a segnalazioni di possibili saccheggi, dopo il terremoto che ha colpito il capoluogo della Valle del Cauca.
"Il provvedimento sarà in vigore dalle 20:00 di lunedì alle 6:00 di martedì, secondo quanto annunciato da Eder, il quale ha anche ordinato il dispiegamento di militari in vari punti della città e pattugliamenti congiunti di polizia ed esercito", continua la Cnn.
Il presidente della Colombia Abelardo de la Espriella ha intanto fornito un rapporto aggiornato da Cali, terza città per popolazione del Paese e tra le più colpite dal terremoto di ieri, dichiarando che "la priorità è localizzare le 188 persone disperse", riporta il quotidiano El Tiempo. Ha inoltre riferito che quasi 5.000 abitazioni in città sono state colpite.
Il presidente De La Espriella ha incontrato il sindaco Eder e la governatrice della Valle del Cauca, Dilian Francisca Toro, per valutare la situazione e stabilire le azioni successive.
"Ci troviamo attualmente presso il Posto di Comando Unificato nella città di Cali - ha detto De La Espriella - e vorrei fornire un aggiornamento sui danni e sull'impatto dell'evento. Si contano circa 5.000 abitazioni danneggiate o crollate, 35 vittime (distribuite su 40 comuni, escluse Cali e Buenaventura) e circa 700 feriti; tre ospedali sono crollati, 18 hanno riportato danni e 39 istituti scolastici sono stati colpiti, mentre l'aeroporto ha subito danni ed è operativo con limitazioni. Tuttavia, la nostra preoccupazione maggiore riguarda senza dubbio le 188 persone disperse; è proprio su questo aspetto che concentreremo gli sforzi dello Stato, in pieno coordinamento con le amministrazioni dipartimentali e comunali e, naturalmente, con il Governo nazionale", ha aggiunto De La Espriella.
Un neonato e sua madre, intrappolati sotto le macerie di un edificio crollato, sono intanto stati messi in salvo a Cali, continua El Tiempo.
Le immagini video diffuse sui social media mostrano le operazioni di salvataggio dei due dalle macerie. Si tratta di una donna e di un bambino di pochi mesi. Il filmato mostra l'intervento di soccorso durante il quale le squadre di emergenza, insieme ai membri della comunità, li hanno estratti vivi, ponendo fine al loro calvario. Il sindaco della città ha dichiarato più volte che la città ha subito gravi danni e ha esortato la popolazione a restare unita.
"Cittadini di Cali, questo è il momento dell'unità. Oggi non possiamo permettere che le nostre differenze ci dividano. Dobbiamo aiutarci, sostenerci a vicenda e collaborare", ha affermato. Ha inoltre confermato che "le squadre di emergenza sono presenti nelle aree colpite per le operazioni di ricerca e soccorso, mentre noi stiamo visitando la città, ascoltando le famiglie, raccogliendo informazioni ed effettuando una ricognizione per individuare chi necessita di assistenza", si legge ancora su El Tiempo.
A seguito del devastante terremoto, l'Amministrazione Trump "si impegna a stanziare 15,5 milioni di dollari per finanziamenti destinati a rifugi di emergenza, cibo, protezione e valutazioni dei danni sismici". Lo annuncia il Dipartimento di Stato degli Usa su X. "Siamo uniti nella preghiera con il popolo colombiano e siamo pronti a sostenere il Presidente De La Esprilla e il suo governo mentre valutano i bisogni sul campo", si legge ancora.

(Adnkronos) - Seconda giornata di gare agli Europei di atletica di Birmingham. Oggi, martedì 11 agosto, continua la rassegna continentale in Inghilterra, con diversi big in campo per l'Italia. Occhi puntati sulla finale dei 5000 donne con Nadia Battocletti a caccia del bis dopo il trionfo di due anni fa a Roma. In tarda serata, tutte le attenzioni saranno invece sulla finale dei 100 metri maschili con Marcell Jacobs, a caccia di uno storico tris. Ecco il programma delle gare di oggi, gli orari e dove vederle in tv e streaming.
Ecco il programma di oggi agli Europei di atletica a Birmingham:
11.33 Salto in alto (maschile), qualificazioni (Christian Falocchi, Matteo Sioli, Edoardo Stronati, Gianmarco Tamberi)
11.35 Lancio del disco (maschile), qualificazioni (Alessio Mannucci, Carmelo Musci, Enrico Saccomano)
11.45 400 ostacoli (femminile), semifinali (Ayomide Folorunso, Alice Muraro, ev. Rebecca Sartori)
12.15 100 metri (maschile), batterie (Samuele Ceccarelli, Filippo Randazzo)
12.40 110 ostacoli, batterie (Oliver Mulas)
13.05 800 metri (femminile), batterie (Eloisa Coiro)
13.40 400 ostacoli (maschile), batterie (Giacomo Bertoncelli, Alessio Sommacal)
20.05 Salto con l’asta (femminile), qualificazioni (Sonia Malavisi, Elisa Molinarolo, Virginia Scardanzan)
20.10 Lancio del martello (maschile), finale (ev. Giorgio Olivieri)
20.25 5000 metri (femminile), finale (Nadia Battocletti, Federica Del Buono, Micol Majori)
20.55 100 ostacoli, semifinali (Giada Carmassi, Elena Carraro, Celeste Polzonetti)
21.16 Salto in lungo (maschile), finale (Francesco Inzoli)
21.32 100 metri (maschile), semifinali (Chituru Ali e Marcell Jacobs, ev. Filippo Randazzo e Samuele Ceccarelli)
22.00 400 metri (maschile), semifinali (Edoardo Scotti, ev. Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati)
22.30 100 ostacoli, finale (ev. Giada Carmassi, Elena Carraro, Celeste Polzonetti)
22.47 100 metri (maschile), finale (ev. Chituru Ali, Marcell Jacobs, Filippo Randazzo, Samuele Ceccarelli)
Le gare di oggi agli Europei di atletica saranno visibili in diretta e in chiaro su Rai 2 (in queste fasce orarie: 11:30-13; 20-20:30; 21- fine gare) e Rai Sport Hd (dalle 13 alle 14; dalle 20:30 alle 21), ma anche su Sky Sport Uno e Sky Sport Arena, oltre che su Sky Sport 252 (tutta la sessione mattutina e in serata a partire dalle 20:35). Tutti gli appuntamenti saranno poi visibili in streaming su Rai Play, Sky Go, NOW, Eurosport 1, Discovery Plus, HBO Max e Dazn.

(Adnkronos) - Seconda giornata di gare in vasca agli Europei di nuoto di Parigi. Oggi, martedì 11 agosto, gli azzurri vanno a caccia di nuove medaglie nella rassegna continentale, dopo lo splendido argento di Alberto Razzetti nei 400 metri misti. Torna in vasca Thomas Ceccon, impegnato nelle batterie dei 200 dorso, mentre in serata tutte le attenzioni saranno per Nicolò Martinenghi e Simone Cerasuolo, a caccia di medaglie nei 100 rana, e Simona Quadarella, arrivata alla finale degli 800 stile libero con il miglior tempo. In programma anche la finale femminile dei 100 stile libero con Sara Curtis. Ecco orario, programma e dove vedere le gare di giornata in tv e streaming.
Ecco il programma di oggi agli Europei di nuoto di Parigi:
SESSIONE MATTUTINA
9.30 Batterie 50m farfalla donne (Elena Capretta, Costanza Cocconcelli, Silvia Di Pietro)
9.44 Batterie 100m stile libero uomini (Lorenzo Ballarati, Carlos D’Ambrosio, Manuel Frigo, Alessandro Miressi)
10.12 Batterie 100m rana donne (Lisa Angiolini, Anita Bottazzo, Chiara Della Corte, Benedetta Pilato)
10.28 Batterie 200m dorso uomini (Thomas Ceccon, Daniele Del Signore)
10.45 Batterie staffetta 4x100m misti mista (Italia)
11.04 Batterie 800m stile libero uomini (Luca De Tullio, Matteo Diodato, Davide Marchello)
SESSIONE SERALE
18.30 Finale 200m dorso donne
18.37 Finale 50m farfalla uomini
18.42 Finale 100m stile libero donne (Sara Curtis)
18.48 Finale 100m rana uomini (Simone Cerasuolo, Nicolò Martinenghi)
18.54 Semifinali 100m rana donne
19.03 Semifinali 200m dorso uomini
19.25 Semifinali 50m farfalla donne
19.32 Semifinali 100m stile libero uomini
19.53 Finale 800m stile libero donne (Simona Quadarella)
20.06 Finale staffetta 4x100m misti mista
Le gare di oggi, martedì 11 agosto, agli Europei di nuoto saranno visibili in diretta su Rai 2 Hd, Sky Sport Uno (canale 201) e Sky Sport Max (206). La rassegna sarà visibile anche in streaming su Rai Play, Sky Go, NOW ed European Aquatics Tv.

(Adnkronos) - La Juventus torna in campo e oggi, martedì 11 agosto, affronta il Palermo in amichevole all'Optus Stadium di Perth, in Australia. Per la squadra di Spalletti, reduce dalla sconfitta per 2-1 contro l'Inter, sarà l'ultima partita della tournée australiana. Per la 'Vecchia Signora' sarà il sesto test pre stagionale. Nei primi 5 match la Juve ha pareggiato contro il Basilea, battuto Standard Liegi, Nizza e Chelsea e perso contro i nerazzurri. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Juventus-Palermo, in campo oggi alle 12 ora italiana:
JUVENTUS (4-2-3-1): Perin; Celik, Kelly, Koopmeiners, Cambiaso; Locatelli, Douglas Luiz; Conceicao, McKennie, Yildiz; David. All. Spalletti.
PALERMO (4-2-3-1): Joronen; Cassandro, Bani, Magnani, Augello; Estevez, Ranocchia; Strefezza , Hernani, Johnsen; Pohjanpalo. All. Inzaghi.
L'amichevole tra Juventus e Palermo sarà trasmessa su Dazn, Sky, Sky Go e Now Tv, ma anche in chiaro su TV8.

(Adnkronos) - Una notte sotto le stelle nel rifugio in alta montagna, la scampagnata nelle colline a pochi passi dalla città, un weekend al fresco del Nord. L'estate è tempo di viaggi e gite fuoriporta. Ma occhio a sottovalutare il rischio di ritrovarsi a condividere le ferie con ospiti indesiderati che, all'insaputa del malcapitato, approfittano della situazione. Non sempre questi guastafeste danno segno della loro presenza, spesso anzi sono invisibili e agiscono con discrezione nell'oscurità. Sono i parassiti dell'estate. Ma la novità è che il loro campo d'azione si sta ampliando molto velocemente, complice anche il cambiamento climatico. Così può capitare di imbattersi in cimici dei letti, zecche, flebotomi anche in contesti insospettabili, dove un tempo non ci si sarebbe aspettati di trovarli. A mettere in guardia sulle loro nuove 'residenze' è Sara Epis, professore associato di Parassitologia all'università degli Studi di Milano e nel direttivo della Società italiana di parassitologia, che traccia una mappa aggiornata del rischio.
A cominciare dalle cimici dei letti, un problema "sommerso, ma che esiste ed è sempre più diffuso", spiega all'Adnkronos Salute. Si tratta dell'ectoparassita del viaggio per eccellenza, "ma non può più essere considerato solo un insetto 'da albergo', o da mezzi di trasporto, cinema, come era successo in passato per esempio in diversi Paesi europei. Se ne parla sempre molto poco, ma oggi è possibile trovarle persino ad alta quota, nei rifugi in montagna, e la loro circolazione è più ampia di quanto si pensi. Sopravvivono anche a temperature molto basse, tanto che con il Cai (Club alpino italiano) abbiamo curato una brochure informativa per i rifugi della Lombardia. Perché l'informazione è cruciale per alzare il livello di attenzione dei viaggiatori. Basta che un rifugio si trovi lungo un percorso che prevede più tappe e che una persona trasporti il parassita nello zaino da un rifugio all'altro". E in questo caso si può davvero dire che tutto il mondo è paese. "Può capitare di imbattersi nelle cimici dei letti un po' ovunque, dalla Cina a un qualsiasi Paese dell'Europa. E la loro presenza non è un indicatore automatico di scarsa igiene o della bassa categoria di un posto". Una stella o 5, poco importa. "Perché in realtà sono molto brave a nascondersi e vengono introdotte continuamente attraverso gli spostamenti delle persone". Sono 'globetrotter', insomma. Questi piccoli insetti dal colore marrone-bruno "non trasmettono malattie come le zecche - precisa Epis - ma sono fastidiose per le punture che causano intenso prurito e per l'infestazione che poi possono procurarci" se ci entrano nelle valigie e ce le portiamo a casa.
Dove c'è un ambiente ideale e dove c'è l'ospite - quindi l'uomo su cui possono fare il loro pasto di sangue - è possibile incontrarle. "Il pasto lo fanno in tutti gli stadi, sia di ninfa che di adulto, e fanno punture in linea retta, tendenzialmente una di seguito all'altra - riferisce l'esperta - Quindi lasciano spesso questo segno caratteristico. In estate sembrano essere più diffuse perché si viaggia di più e c'è più possibilità di contatto, e tendenzialmente loro sono attive particolarmente quando la stagione è calda. Se le temperature scendono davvero molto muoiono, ma in determinate condizioni, nascondendosi, riescono a sopravvivere anche nei rifugi e ad andare in una sorta di 'pausa', tornando poi attive per la stagione successiva. Hanno un range di attività vera e propria che arriva intorno ai 15 gradi, ma rallentano il loro metabolismo e possono sopravvivere anche a 5 gradi. Sono insetti piatti di circa 5-7 millimetri ed è molto difficile vederle di giorno - a meno di avere un'infestazione importante - perché sono attive durante la notte, prediligono le camere da letto per questo. Il suggerimento che si dà, quando si entra in una camera d'albergo, è di non appoggiare subito la valigia sul letto, ma di dare prima un'occhiata alle lenzuola se ci sono dei segni distintivi (piccole macchioline nere che sono le loro feci) e in giro per vedere se si dovessero trovare degli insettini morti nella camera. Al ritorno a casa, soprattutto da viaggi internazionali in posti magari più a rischio, è bene evitare di portare la valigia direttamente in camera da letto, ma controllare gli indumenti e lavare comunque tutto in lavatrice con abbondante detersivo, lasciando quello che non si può lavare all'aperto".
Ma ci sono anche altri ectoparassiti in agguato. E un altro elemento di cui occorre tenere conto in questo periodo di spostamenti è che "le zecche sono un problema sempre più diffuso e la loro presenza è stata rilevata anche nelle periferie urbane - avverte Epis - Soprattutto nei mesi caldi, ma non solo, aumenta l'esposizione durante le nostre passeggiate e i picnic, ma non dobbiamo più considerarle solo come un problema dell'escursionista estremo che va in montagna. Le si incontra anche in collina, nelle aree verdi nelle periferie urbane. Il rischio ormai è più allargato, c'è per chi va in campeggio, come per chi porta il cane a spasso nel verde, e così via. E la testimonianza di ciò è proprio che aumentano le segnalazioni di persone che vengono parassitate da zecche e anche i lavori scientifici ci dicono che sono in espansione".
Aumenta dunque il contatto. "E, oltre alla nota malattia di Lyme, c'è anche l'encefalite da zecche, la Tbe (Tick-Borne Encephalitis), una malattia molto importante presente soprattutto nel Nord-Est del nostro Paese, ma abbiamo avuto segnalazioni anche in Lombardia. Bisogna dunque fare molta, molta attenzione. In Italia, specie al Nord in tutto l'arco alpino e prealpino, ma anche in tutta la zona dell'Appennino, nell'Emilia Romagna eccetera. Sono tutte zone dove la zecca del genere Ixodes è particolarmente presente, ma ricordiamoci che questo parassita si adatta bene a diversi ambienti, quindi è presente per esempio anche in Sicilia. Non dobbiamo escludere insomma il rischio anche in altre aree".
La maggior parte delle persone non sa poi che "le zecche possono essere anche molto piccole, lo stadio di sviluppo in cui hanno più possibilità di trasmettere la Borrelia che causa la malattia di Lyme è lo stadio di ninfa. Uno stadio in cui la zecca è di circa 1 millimetro. Complici le dimensioni microscopiche e il fatto che tutti gli artropodi ematofagi iniettano sostanze anestetizzanti quando pungono, è facile non accorgersi di loro. Al rientro da un qualsiasi tipo di escursione è dunque importante cercare di controllarsi, per identificare anche qualcosa di molto, molto piccolo che si fa fatica a vedere", suggerisce Epis. La zecca può rimanere attaccata 4-5 giorni ed essendo così piccola "il rischio è di intercettarla solo dopo un paio di giorni, quando comincia a diventare un po' più grossa, perché ha compiuto il pasto". Possono attaccare un po' ovunque, anche se "è più probabile trovarle nella zona dietro il collo o dietro le ginocchia, o magari sotto le ascelle, dietro le orecchie, etc". La zecca "si toglie con una pinzetta, facendo una leggera rotazione e poi tirando, cercando di avere un movimento piuttosto deciso per estrarla. Fatto questo, conserviamola, perché se si dovessero manifestare eventuali sintomi è importante portare la zecca in ospedale per una corretta diagnosi". Esiste qualche spia della loro presenza? "La classica manifestazione cutanea è l'eritema migrante, un alone rossastro con anelli concentrici di colore rosso che si dipartono dalla zona di puntura della zecca. Questa è una manifestazione caratteristica della malattia di Lyme, ma non sempre si presenta, solo circa nel 70% dei casi".
C'è poi un altro rischio in espansione: i flebotomi. "Sono sempre stati considerati per il fatto che trasmettono la leishmaniosi al cane e di questi ectoparassiti si parla ancora poco nel Nord Italia. Ma negli ultimi anni si sono diffusi anche a queste latitudini e sono sempre più in espansione con il cambiamento climatico che favorisce temperature più alte e un clima ideale per la loro diffusione. Stiamo lavorando proprio su questo ormai da un po' - racconta Epis - I flebotomi sono insetti piccolissimi, circa 2-3 mm, dal volo silenzioso. Sono molto dedicati, la gente in realtà non li conosce perché non li vede proprio. Ed è vero che trasmettono la leishmaniosi al cane, ma anche all'uomo (sia di tipo viscerale che con forme cutanee), benché sia più rara come manifestazione. Inoltre - ricorda l'esperta - i flebotomi trasmettono anche un virus molto importante chiamato Toscana virus, un patogeno emergente soprattutto nelle zone dell'Emilia Romagna, della Toscana, ma anche in Lombardia e in Veneto. Sono sempre più numerosi i casi diagnosticati, nel 2025 ne abbiamo avuti più di 100. La loro attività è crepuscolare, in particolar modo notturna. E, pungendo nei mesi caldi, possono trasmettere virus come questo, in grado di causare anche forme gravi quali meningiti ed encefaliti, sebbene la maggior parte dei casi sia asintomatica". Senza allarmismi, conclude la parassitologa, "è importante conoscere i rischi" legati ai parassiti dell'estate. "Basterebbe veramente poco, un minimo di informazione, per non abbassare la guardia".

(Adnkronos) - Lo stress da caldo "mette a dura prova sia il fisico che la mente". Una situazione che quest'anno è particolarmente difficile a causa dell'afa protratta per settimane, con il susseguirsi delle ondate di calore, come spiega all'Adnkronos Salute David Lazzari, presidente di Benèpsys, l'Osservatorio benessere psicologico e salute. "Il caldo intenso è di per sé uno 'stressor' (fattore di stress). Questo perché il nostro organismo deve mantenere la temperatura interna entro limiti molto stretti. Quando la temperatura ambientale è elevata, soprattutto se associata ad alta umidità, deve aumentare il lavoro di termoregolazione: vasodilatazione cutanea, sudorazione, modificazioni della circolazione e maggiore impegno cardiovascolare. Se il caldo persiste, questo adattamento diventa un vero carico fisiologico. Dal punto di vista psicofisiologico, quindi, non siamo semplicemente davanti a una sensazione sgradevole".
L’organismo in queste condizioni ambientali "entra in una condizione di stress e mobilita i sistemi deputati all'adattamento, compreso il sistema nervoso autonomo e, nelle condizioni di stress termico più significativo, i sistemi neuroendocrini con rilascio di catecolamine e cortisolo. Sono gli stessi grandi sistemi che partecipano alla risposta generale allo stress", descrive Lazzari. A questo si aggiunge un secondo meccanismo molto importante: "Il caldo può compromettere il recupero. Dormire peggio, sudare, sentirsi continuamente affaticati e non riuscire ad avere momenti di vero sollievo significa consumare risorse senza riuscire a ricostituirle adeguatamente. È qui che la 'bilancia dello stress' aiuta a capire il fenomeno: l'ambiente, che normalmente può essere una risorsa, con afa intensa e persistente diventa esso stesso una richiesta. Aumentano quindi le richieste di adattamento e contemporaneamente possono diminuire risorse come sonno, recupero, energia e capacità di regolazione". Questo ha anche conseguenze psicologiche: "Quando il sistema è già impegnato a fronteggiare il caldo, resta meno margine per gestire le altre sollecitazioni quotidiane. Possiamo sentirci più stanchi, avere maggiore difficoltà a concentrarci e diventare più irritabili o insofferenti - sottolinea lo psicologo - L'irritabilità è infatti descritta tra i possibili sintomi dello stress da calore e, nelle forme più importanti, il sovraccarico termico può arrivare a modificare anche lo stato mentale".
Come difendersi? "Nel quotidiano suggerirei quattro regole molto semplici: la prima è ridurre le 'richieste' quando possibile. Nelle ore e nelle giornate più calde è ragionevole ridimensionare ritmi, impegni e aspettative di efficienza. Non possiamo eliminare la richiesta rappresentata dal caldo, ma possiamo evitare di sommare inutilmente altre richieste. Il secondo consiglio è proteggere soprattutto il recupero. Sonno, pause e permanenza in ambienti più freschi diventano vere risorse di compensazione. Più il caldo dura, più è importante creare momenti nei quali il sistema possa uscire dalla condizione di continua attivazione. Terzo: riconoscere i segnali psicologici. Se ci accorgiamo di essere insolitamente irritabili, insofferenti o poco concentrati, consideriamo che il caldo può contribuire. In quei momenti è meglio evitare, quando possibile, discussioni o decisioni importanti 'a caldo'". Quarto e ultimo suggerimento: "Agire sul corpo per proteggere anche la mente. Idratarsi, evitare sforzi eccessivi e l'esposizione nelle ore peggiori, cercare ambienti freschi. Diminuendo il carico termico riduciamo anche la quantità di adattamento che chiediamo all’organismo", conclude Lazzari.

(Adnkronos) - Lo chiamiamo "il migliore amico dell'uomo", e prove millenarie supportano questo appellativo: i cani sono stati ritrovati sepolti accanto a esseri umani in tombe risalenti a 14.000 anni fa. Compaiono nell'arte antica di ogni continente e sono presenti nella mitologia, nella religione e nel folklore di praticamente ogni cultura. Le prove archeologiche dimostrano che ci hanno aiutato a cacciare, a proteggere le nostre case, a trasportare i nostri averi, a radunare il bestiame e a farci compagnia per tutta la durata della storia documentata. E oggi il numero di cani che vivono con gli esseri umani è superiore a quello di qualsiasi altro periodo storico. Si contano centinaia di razze specializzate, dai mini chihuahua che stanno dentro una borsetta agli alani che arrivano all'altezza della vita. La convivenza è stata così stretta che i cani si sono evoluti in modo diverso in tutto il mondo per adattarsi ai tratti umani, sviluppando caratteristiche distintive in diverse regioni, rispecchiando i diversi stili di vita dei loro partner 'bipedi'. Fido non è solo lo specchio del padrone, è anche il suo 'psicologo', straordinariamente bravo a interpretare risate, espressioni corrucciate e lacrime. Sia gli scienziati che gli appassionati dei cani lo sanno da tempo. Ma la biologia alla base di questa capacità è rimasta in gran parte inesplorata finora. Così come resta aperto un interrogativo: come sono emerse così tante razze durante questi 15.000 anni di coevoluzione?
A queste domande provano a rispondere due studi. Il primo è il lavoro di un archeologo, Peter Mitchell, che nel suo nuovo libro ('First Dogs: Hunter-Gatherers and their Canine Companions from Prehistory to the Present') rivela come la domesticazione del cane sia stata un processo complesso in cui sia gli esseri umani che i lupi probabilmente hanno partecipato - almeno inizialmente - come partner alla pari, e come le comunità di cacciatori-raccoglitori siano state assolutamente centrali in questo processo, molto prima che altri animali o piante venissero posti sotto lo stretto controllo umano. Il risultato è stata l'evoluzione di molteplici percorsi di interazione, con i cani che hanno sviluppato tratti specializzati che si adattavano perfettamente alle esigenze e agli ambienti delle società umane con cui vivevano. Il secondo studio, pubblicato sulla rivista 'iScience' di Cell Press, analizza invece l'attività cerebrale di alcuni cani mentre osservano immagini di diverse espressioni facciali umane. Le scansioni del loro cervello mostrano che elaborano i sorrisi in una specifica regione e, per le prima volta, forniscono la prova che i cani sono in grado di distinguere anche tra espressioni facciali negative come rabbia, tristezza e paura. "Gli esseri umani sono bravissimi a cogliere i piccoli dettagli del viso, e lo sono anche i cani", afferma il primo autore Raúl Hernández-Pérez dell'università di Vienna. "Questo li rende molto interessanti. Studiando il loro cervello, possiamo capire quali adattamenti si sono sviluppati per supportare la loro straordinaria comprensione sociale ed emotiva degli esseri umani".
E si torna alla loro evoluzione nei secoli, analizzata dall'archeologo Mitchell. Dalla tundra artica alle foreste pluviali tropicali, i cani hanno subito trasformazioni straordinarie che riflettono la diversità delle culture umane e degli ambienti. Questo processo di evoluzione parallela ha prodotto animali diversi come i cani da slitta compatti e dal folto pelo dell'estremo nord e i cani da caccia snelli e adattati al caldo delle regioni equatoriali. Nelle regioni ad alta quota dell'altopiano tibetano, sia i cani che i loro compagni umani hanno sviluppato adattamenti genetici simili per far fronte all'aria povera di ossigeno. La ricerca ha identificato geni specifici nei cani tibetani che li aiutano a prosperare ad altitudini dove le razze di pianura farebbero fatica, rispecchiando gli adattamenti riscontrati nelle popolazioni umane della stessa regione. "Non sappiamo quando i cani si siano uniti a loro per la prima volta, e le varianti genetiche necessarie per prosperare in quell'ambiente potrebbero essere state acquisite rapidamente, ma fino a quando ciò non è avvenuto, l'ipossia ha presumibilmente rappresentato un limite alla presenza canina", spiega Mitchell.
Forse in nessun altro luogo il rapporto tra uomo e cane è più specializzato che nell'Artico, dove le popolazioni indigene hanno sviluppato sofisticate culture di utilizzo delle slitte trainate dai cani, ragiona l'esperto. Le prove archeologiche rivelano che i cani artici hanno sviluppato caratteristiche scheletriche distintive legate al loro ruolo di animali da tiro, tra cui specifici schemi di stress vertebrale e ossa degli arti robuste, capaci di resistere alle sollecitazioni del traino di carichi pesanti attraverso paesaggi ghiacciati. Questi cani nordici non erano semplici mezzi di trasporto, ma elementi essenziali delle strategie di sopravvivenza che permisero agli esseri umani di prosperare in uno degli ambienti più ostili della Terra. Il rapporto era così stretto che cani e umani condividevano spesso diete simili, come rivelato dalle analisi su ossa antiche, con entrambi che si nutrivano prevalentemente di risorse marine nelle regioni costiere.
Al contrario, i cani che vivono con le società di cacciatori-raccoglitori nelle regioni tropicali hanno sviluppato caratteristiche molto diverse. Nelle foreste pluviali del Sud America e del Sudest asiatico, i cani si sono evoluti come compagni di caccia specializzati, con maggiori capacità di seguire le tracce della selvaggina nella fitta vegetazione e di orientarsi su terreni complessi. Questi cani tropicali in genere rimanevano più piccoli e agili dei loro simili settentrionali, caratteristiche che si rivelarono vantaggiose negli ambienti delle foreste. I resoconti etnografici descrivono come le popolazioni indigene gestissero attentamente l'allevamento per mantenere queste capacità di caccia, selezionando i cuccioli più promettenti e talvolta persino incrociandoli con canidi selvatici per ravvivare i tratti desiderati. La diversità delle forme canine in tutto il mondo riflette dunque non solo l'adattamento ambientale, ma anche le preferenze culturali e le specifiche esigenze funzionali. Sulla costa nord-occidentale del Nord America, ad esempio, alcuni gruppi indigeni allevavano cani di piccola taglia dal pelo lanoso proprio per la loro pelliccia, che veniva tessuta per realizzare coperte cerimoniali: un esempio unico di cani impiegati nella produzione di tessuti anziché nella caccia o nel trasporto. In altre regioni, i cani svolgevano un ruolo cruciale nella vita spirituale e cerimoniale, il che portava alla selezione di particolari caratteristiche fisiche o comportamenti ritenuti culturalmente significativi.
La ricerca sta inoltre iniziando a evidenziare come le malattie trasmesse da vettori possano aver limitato significativamente la distribuzione e l'evoluzione dei cani in alcune regioni. Nell'Africa subsahariana, ad esempio, malattie come la tripanosomiasi (la 'malattia del sonno') e l'ehrlichiosi spiegano potenzialmente perché i cani siano arrivati relativamente tardi nelle regioni tropicali del mondo e nelle aree a sud di queste, o siano rimasti meno comuni in queste zone rispetto alle zone temperate. Si aggiunge così con il fattore malattie un ulteriore tassello alla comprensione di come i cani si siano evoluti in modo diverso in tutto il mondo, non solo adattandosi a ciò che era presente nel loro ambiente, ma anche venendo plasmati da ciò che era assente o ostile alla loro sopravvivenza. Studi genetici moderni rivelano poi che molte antiche linee di sangue canine sono andate perdute, sostituite da razze europee che si sono diffuse in tutto il mondo durante l'espansione coloniale. Tuttavia, tracce di queste popolazioni originarie persistono ancora in alcune regioni, offrendo scorci sulla lunga storia della coevoluzione tra uomo e cane. Le prove archeologiche, genetiche ed etnografiche sono dunque concordi: i cani non si sono limitati a seguire gli esseri umani in tutto il mondo, ma si sono evoluti al loro fianco. Questa evoluzione parallela rivela i modi in cui esseri umani e cani si sono influenzati reciprocamente nella biologia e nel comportamento nel corso dei millenni.
"Il processo attraverso il quale i lupi grigi si trasformano in cani non è segnato da un singolo evento di svolta. Probabilmente è stato un processo lungo e graduale - conclude Mitchell - La relazione così costruita è stata frutto di uno sforzo congiunto, sebbene, soprattutto in Occidente e negli ultimi secoli, gli esseri umani abbiano assunto un ruolo sempre più dominante nel determinarne la forma e la direzione. Ciononostante, il modo in cui cani e umani si relazionano - e si sono relazionati - tra loro ha valore proprio per la loro reciproca e complessa interconnessione". Una connessione che li ha portati a capirsi davvero nel profondo, come testimonia lo studio austriaco. I ricercatori si sono concentrati inizialmente sulla felicità, un'espressione che, secondo studi precedenti, riveste un significato particolare per i cani. Dalle scansioni cerebrali a cui hanno sottoposto 8 cani, mentre mostravano loro immagini di estranei con espressioni felici o neutre, è emerso che i volti felici hanno attivato la corteccia temporale e il nucleo caudato nel cervello dei cani, regioni associate rispettivamente all'elaborazione cognitiva superiore e al sistema di ricompensa. "L'attività nel nucleo caudato è particolarmente interessante. Suggerisce che i volti umani sorridenti possano avere un significato emotivo per i cani", afferma Laura Cuaya dell'università di Vienna, che ha avviato la ricerca all'università nazionale autonoma del Messico e l'ha poi ampliata grazie a una collaborazione con l'università Eötvös Loránd in Ungheria.
Gli scienziati si sono quindi chiesti se le stesse regioni cerebrali rispondessero anche ad altre emozioni. Hanno mostrato immagini di persone che esprimevano felicità, rabbia, paura e tristezza a 12 cani e ne hanno analizzato l'attività cerebrale utilizzando l'apprendimento automatico. Hanno scoperto così che i cani non reagivano allo stesso modo a queste emozioni negative; la rete tra la corteccia temporale e il nucleo caudato rispondeva in modo specifico alla felicità, consentendo ai ricercatori di distinguere facilmente le reazioni cerebrali ai sorrisi da quelle relative a tutte e tre le espressioni negative. Ma c'è di più: il cervello canino non si limitava a classificare il mondo in buono e cattivo, ha scoperto il team. Un'analisi dell'intero cervello ha rivelato schemi di attività distinti che separavano anche la paura dalla rabbia e dalla tristezza, fornendo la prima prova che i cani possono distinguere tra specifiche espressioni facciali negative.
Per i ricercatori questa capacità non significa che i cani provino le emozioni esattamente come gli esseri umani. Inoltre, una semplice foto di un volto umano non racconta tutta la storia; nella vita reale, i cani osservano il linguaggio del corpo umano, ascoltano le sfumature della nostra voce e ricavano informazioni dal nostro odore. "Quando confrontiamo gli esseri umani con i primati, stiamo esaminando capacità che potrebbero derivare da un antenato comune", afferma Cuaya, che è autrice senior dello studio. "Con i cani, la storia è completamente diversa. Hanno seguito un percorso evolutivo molto differente, eppure, attraverso la domesticazione, hanno sviluppato le capacità sociali necessarie per comprenderci e cooperare con noi". In questo studio, i partecipanti canini erano tutti animali domestici provenienti da famiglie affettuose, osserva il team. I cani che vivono in libertà, come quelli randagi, si muovono in un contesto sociale molto diverso e potrebbero elaborare i segnali umani in modo differente. In un secondo momento, i ricercatori intendono adottare una prospettiva più incentrata sul cane per comprendere come questi integrino i segnali cerebrali al fine di dare un senso agli esseri umani che li circondano. Il loro lavoro futuro confronterà anche il modo in cui il cervello umano e quello canino elaborano gli stessi segnali emotivi. "Vorrei che le persone considerassero i cani come esseri emotivi", conclude Cuaya. "Riconoscere questo può cambiare il modo in cui comunichiamo con loro e ce ne prendiamo cura".

(Adnkronos) - Donald Trump assicura che gli Stati Uniti "controllano al 100%" lo Stretto di Hormuz e che l’area è stata "sminata interamente dalla Marina degli Stati Uniti". Alla Casa Bianca, durante la firma dell'ordine esecutivo sui vaccini infantili, il presidente ribadisce che lo Stretto "è ora aperto". E alla domanda se quella fosse "l'ultima possibilità per l'Iran", replica: "Lo scoprirete", ribadendo di avere le capacità per "decapitare Teheran".
Trump rilancia anche sul fronte dei risarcimenti, accusando Teheran di aver "ucciso e ferito gravemente" con bombe e attacchi in vari conflitti, citando le famiglie delle "migliaia di altre persone uccise in combattimento". Su Truth Social critica la richiesta iraniana di compensazioni per i danni degli ultimi cinque mesi di guerra, sostenendo che la questione "non è mai stata menzionata" nei colloqui. E ribalta la posizione: "Idea interessante, perché ora anch’io chiedo un risarcimento all'Iran".
Il presidente parla di compensazioni per "centinaia di migliaia di manifestanti innocenti uccisi negli ultimi 50 anni" e per i "52mila morti negli ultimi cinque mesi", spiegando di aver dato istruzioni ai suoi rappresentanti di inserire "con fermezza" il punto nei futuri negoziati.
In un aggiornamento del post, Trump aggiunge che l'Iran dovrebbe assumersi la responsabilità anche "dei danni e delle vittime" in Libano, Siria, Yemen e Gaza.
Trump ha prorogato, inoltre, di 90 giorni la deroga al Jones Act, consentendo alle navi straniere di trasportare petrolio e altre merci tra i porti degli Stati Uniti, mentre la guerra con l'Iran continua a ostacolare i flussi energetici e a mantenere elevati i prezzi. La nuova deroga, più limitata rispetto alla precedente e concentrata soprattutto sul trasporto di prodotti energetici, arriva poco prima della scadenza prevista per metà agosto. "L'amministrazione Trump ha disposto una proroga di 90 giorni della deroga al Jones Act per garantire che le nostre forze armate e le industrie strategiche mantengano un accesso ininterrotto alle risorse essenziali", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Taylor Rogers, sottolineando che la misura ha già determinato "un aumento significativo delle consegne interne di prodotti essenziali come benzina, diesel e carburante per aerei".
Il Jones Act del 1920 impone che le merci trasportate via mare tra porti statunitensi viaggino su navi costruite negli Stati Uniti, di proprietà americana e battenti bandiera Usa. Washington aveva sospeso temporaneamente questi requisiti lo scorso marzo, dopo che la guerra con l'Iran e la sostanziale chiusura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran avevano fatto impennare i prezzi del petrolio e dei carburanti.

(Adnkronos) - Donald Trump riduce il numero dei vaccini raccomandati per i bambini. E chiama in causa i rischi di autismo. "Decenni fa i bambini ricevevano solo una piccola parte dei vaccini richiesti oggi. A quei tempi le persone erano molto più sane e, naturalmente, gli elevati tassi di autismo che osserviamo oggi non esistevano. C'è una ragione per questi livelli epidemici di autismo", le parole del presidente degli Stati Uniti, che illustra ai media un nuovo ordine esecutiv. Il provvedimento, denominato 'Gold Standard Childhood Vaccine Recommendations', prevede una nuova classificazione dei vaccini infantili in tre categorie e incarica le agenzie federali di adottare misure per promuoverne l'utilizzo secondo le nuove indicazioni.
"Siamo orgogliosi di annunciare ufficialmente le Raccomandazioni di riferimento per le vaccinazioni infantili degli Stati Uniti d'America, che riguardano diverse tematiche, tra cui in particolare l'autismo", la formula del presidente, che lascia intravedere un collegamento senza citare espressamente un rapporto causa-effetto. "Decenni fa, i bambini ricevevano solo una piccola parte dei vaccini richiesti oggi. Le persone all'epoca godevano di una salute migliore e, naturalmente, gli alti tassi di autismo che osserviamo oggi non esistevano. Quindi, c'è una ragione per questi tassi epidemici di autismo. E noi li riporteremo a livelli molto più simili a quelli del passato". "Sebbene non conosciamo ancora con precisione la causa dell'autismo -dice Trump tra un'accelerazione e una frenata- è fondamentale per la nostra ricerca avere le migliori raccomandazioni vaccinali al mondo. Pertanto, stiamo riducendo il numero di vaccinazioni, suddividendole in visite nell'arco di un anno, un anno e mezzo: in questo modo i bambini ricevano" in ogni somministrazione "il 20% di quello che avrebbero ricevuto in un'unica dose". "C'è la possibilità che insieme siano abbastanza letali. Ognuno, preso singolarmente, non è affatto letale ed è molto efficace", dice Trump senza fornire elementi concreti a sostegno della sua tesi.
Il provvedimento punta a separare i tre componenti del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia, una misura sostenuta da tempo dal presidente. Il vaccino combinato dovrebbe essere sostituito da tre somministrazioni distinte non appena saranno disponibili negli Stati Uniti. Gli esperti hanno tuttavia sottolineato che il vaccino è considerato sicuro ed efficace e che la sua suddivisione potrebbe lasciare più a lungo i bambini esposti a malattie potenzialmente pericolose.
I vaccini contro 11 malattie - tra cui morbillo, parotite, rosolia, poliomielite e pertosse - continuano ad essere raccomandati per tutti i bambini. Per altre patologie, tra cui l'epatite A e B e la malattia meningococcica, le vaccinazioni sarebbero invece consigliate solo per alcune categorie a rischio oppure sulla base di una decisione condivisa tra genitori e medici. Nella stessa categoria rientrerebbero anche i vaccini contro influenza e Covid-19. Negli Stati Uniti sono generalmente i singoli Stati a stabilire i requisiti vaccinali per la frequenza scolastica. Diversi Stati hanno già annunciato che non intendono seguire più le raccomandazioni federali, preferendo quelle dell'American Academy of Pediatrics e di altre principali organizzazioni mediche. "Questo ordine esecutivo incarica il procuratore generale di promuovere sfide azioni contro gli stati che violano i diritti dei bambini in relazione alle esenzioni vaccinali religiose o mediche", la linea di Trump.

(Adnkronos) - Leonardo Fabbri non sbaglia e si conferma re d'Europa nel lancio del peso. Zane Weir non è da meno e tira fuori una prestazione da sogno, che vale la medaglia d'argento dietro all'oro del compagno di squadra. La prima giornata degli Europei di atletica di Birmingham oggi, lunedì 10 agosto, regala subito una doppietta da sogno all'Italia. Ma chi sono i due giganti azzurri? Ecco il loro percorso, tra successi e curiosità.
Dopo il trionfo di due anni fa allo stadio Olimpico di Roma il 29enne toscano trionfa anche all'Alexander Stadium di Birmingham e vince l'oro agli Europei di atletica oggi, lunedì 10 agosto. Nato a Bagno a Ripoli in provincia di Firenze il 15 aprile 1997, Fabbri inizia da bambino a dedicarsi all'atletica leggera spinto da papà Fabio, specialista dei 100 metri. La struttura imponente lo indirizza verso i lanci, a cominciare dalla stagione 2011 sotto la guida di Stefania Sassi.
Nel 2012 Fabbri vince nel peso ai tricolori cadetti e nel 2013 al debutto tra gli allievi conquista il bronzo nell’Eyof, prima di raggiungere la finale nei Giochi olimpici giovanili. Alla fine del 2016 inizia a collaborare periodicamente con il tecnico Paolo Dal Soglio che dall’ottobre 2018 lo allena prima a Bologna e poi a Schio. Nel gennaio 2018 realizza la migliore prestazione italiana under 23 del peso al coperto (19.95) e a luglio quella all'aperto (20.07). Arriva a 20.69 nella stagione in sala 2019 mentre all’aperto dopo l’argento agli Europei U23 sfiora i 21 metri con 20.99, il lancio più lungo di un azzurro dal 1997.
Nel 2020 un altro salto di qualità con un fantastico 21.59 indoor e un 21.99 agli Assoluti di Padova: miglior misura italiana dal 1987 e secondo al mondo dell’anno. Nel 2023 torna a incrementare il personale al coperto con 21.60 e si impone al Golden Gala nella sua Firenze prima dell’exploit ai Mondiali di Budapest: medaglia d’argento con 22.34. Si migliora di nuovo nel 2024 con 22.37 a Liévin, record italiano indoor e secondo in Europa (sesto al mondo) di sempre al coperto, preludio al terzo posto dei Mondiali indoor di Glasgow. All’aperto cresce ancora fino al 22.95 di Savona per superare lo storico primato nazionale di Alessandro Andrei dopo 37 anni, secondo europeo e quinto a livello mondiale di ogni epoca, e vince il titolo continentale a Roma.
Dopo il titolo europeo a Roma nel 2024 e la delusione del quinto posto olimpico di Parigi (prima gara sotto i ventidue metri nella sua stagione outdoor) migliora ancora il record italiano con 22.98 vincendo in finale di Diamond League a Bruxelles. L'anno scorso era tornato sul podio iridato a Tokyo con il bronzo, prima di tornare davanti a tutti a Birmingham, confermandosi campione europeo.
Weir è cresciuto a Durban, in Sudafrica, e ha origini italiane grazie al nonno materno, originario di Trieste. Ha iniziato a praticare atletica a 9 anni, dedicandosi a velocità e salti e, soltanto in seguito, ai lanci. Da piccolo ha praticato anche diversi altri sport, tra cui rugby, cricket, calcio e pallanuoto. A 18 anni si è trasferito a Città del Capo, dove ha studiato contabilità finanziaria, laureandosi nel 2018. Poi ha deciso di concentrarsi sul lancio del peso e si è trasferito a Johannesburg. Nel 2019 ha migliorato in maniera importante il suorecord, passando da 16,91 a 19,09 metri, e ha iniziato a collaborare online con il tecnico italiano Paolo Dal Soglio, lo stesso di Fabbri.
Dal 2020 ha iniziato ad allenarsi tra Sudafrica e Italia, raggiungendo via via risultati sempre più importanti. Nel 2021 ha superato per la prima volta i 21 metri con 21,11, ottenendo l’idoneità per rappresentare l’Italia. Nello stesso anno ha partecipato alle Olimpiadi di Tokyo, conquistando un ottimo quinto posto e chiudendo la stagione con 21,66 metri.
Nel 2022 è arrivato a 21,99 metri all’aperto e stabilendo il record italiano indoor con 21,67. Un infortunio alla mano destra ha però condizionato la parte estiva della stagione. Tornato nel 2023, ha conquistato il titolo europeo indoor a Istanbul con 22,06 metri e ha portato il personale all’aperto a 22,44 metri. Fuori dall’atletica ama leggere, soprattutto libri di psicologia, e praticare il nuoto in acque libere.

(Adnkronos) -
"Re Carlo è morto". Una radio ha diffuso la fake news relativa alla mort di Re Carlo III e non si è corretta per quasi mezz'ora. A distanza di 3 mesi dalla clamorosa gaffe di un'emittente del Regno Unito, l'inchiesta dell'authority per le telecomunicazioni (Ofcom) fa chiarezza sull'errore 'reale'. Bisogna riavvolgere il nastro fino al 19 maggio- Radio Caroline, emittente dell'Essex, durante il Barry Marsh Show ha trasmesso 3 messaggi registrati per annunciare la morte di Re Carlo III: "Abbiamo sospeso la nostra normale programmazione fino a ulteriori annunci come segno di rispetto dopo la morte di Sua Maestà Re Carlo III". l'annuncio è stato seguito dall'inno nazionale e da circa 16 minuti di silenzio. Dopo quasi mezz'ora, la correzione con l'intervento di uno speaker: "Mi è appena stato comunicato che poco fa abbiamo trasmesso per errore alcune informazioni. Non le ho sentite personalmente, ma sono errate, si tratta di un problema tecnico e ovviamente ci scusiamo". Secondo la ricostruzione dell'Ofcom, sembra che lo speaker - dopo essersi reso conto dell'errore - abbia interrotto la riproduzione dei file incriminati e, in preda al panico, abbia lasciato gli studi dell'emittente.
Ofcom ha reso noto di aver ricevuto due reclami in merito alla trasmissione e di aver riscontrato violazioni della norma 5.1, che impone che le notizie siano riportate in modo accurato e imparziale, e della norma 5.2: gli errori nella diffusione di notizie devono essere evidenziati e corretti in diretta in maniera tempestiva. "Abbiamo ritenuto che si trattasse di un errore molto significativo su una questione di particolare importanza pubblica. Radio Caroline non ha trasmesso scuse e chiarimenti fino a circa 30 minuti dopo la prima messa in onda degli annunci errati", il verdetto dell'authority.
Com'è possibile che si verifichi un errore simile? "Il titolare della licenza stava monitorando la trasmissione al momento dell'incidente, un tecnico era già a conoscenza del problema ma ci è voluto del tempo per capire cosa fosse successo e ripristinare il programma previsto. La situazione è stata aggravata dal fatto che il presentatore stesse trasmettendo il programma in streaming da remoto". Insomma, un disastro. Tutto chiaro? No, manca un dettaglio.
Agli atti, anche un'ulteriore spiegazione dell'emittente. I file contenenti relativi a necrologi pre-registrati erano accompagnati da "una serie di istruzioni rigorose per presentatori e dirigenti". Ordini chiari, insomma, da attuare solo in circostanze ben precise. Un membro dello staff, però, si è incuriosito e ha cliccato, scoperchiando il vaso di Pandora. Radio Caroline ha affermato di "prendere la questione molto seriamente" e di aver agito "il prima possibile". L'emittente ha aggiunto che il membro dello staff che ha riprodotto i file è stato oggetto di una reprimenda e "si è scusato". Per evitare altri incidenti analoghi, i file sono stati eliminati desktop del computer dello studio.
L'assessora regionale della Difesa dell'Ambiente, Rosanna Laconi,
ha presieduto questo pomeriggio una videoconferenza urgente con i
sindaci della Sardegna per condividere il quadro aggiornato delle
criticità nella raccolta degli imballaggi in plastica e le misure
immediate attivate per evitare interruzioni del servizio. Hanno
partecipato oltre 170 sindaci, tra i quali i sindaci metropolitani
Massimo Zedda e Giuseppe Mascia. Presenti anche la presidente di
Anci Sardegna, Daniela Falconi, il presidente del Cacip, Beniamino
Garau, l'amministratore unico di Tecnocasic, Sandro Anedda, il
direttore generale del Cipnes Gallura, Aldo Carta, e i tecnici
dell'Assessorato.
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(Adnkronos) - C’è una foto che ritrae Sigfrido Ranucci, Valter Lavitola e Gomes Clesio Tavares agli atti dell’inchiesta della procura di Roma e riportata nell’ordinanza con cui il gip ha disposto il carcere per l’imprenditore e per il suo factotum. Il 17 ottobre 2024, il giornalista e conduttore di Report rispondendo a un messaggio di Lavitola spiegava di trovarsi in difficoltà su tutto ma che sarebbe andato avanti (In difficoltà su tutto. Ma vado avanti). E alla domanda di Lavitola se potesse essergli utile in qualche modo, il giornalista rispondeva con una battuta: gli chiedeva di prestargli Gomes (Mi dovresti prestare Gomez), suscitando l'ilarità di Lavitola. “Da tale affermazione - viene riportato nell’ordinanza disposta in seguito all’inchiesta della procura di Roma con le indagini delegate ai carabinieri del Nucleo Investigativo - è facile dedurre che Ranucci conoscesse Gomes, il suo ruolo di factotum al servizio di Lavitola e la sua attività di guardaspalle che avrebbe voluto utilizzare contro coloro che lo stavano mettendo in difficoltà”.
“Effettivamente, Ranucci conosce Gomes almeno dal gennaio del 2022 e ciò lo si deduce da un messaggio che il 25 gennaio 2025 Lavitola inviava al conduttore con cui trasmetteva la fotografia di loro tre abbracciati che si scattavano verosimilmente un selfie - scrive il gip - La fotografia era stata trasmessa, a sua volta, a Lavitola da Gomes accompagnata dalla seguente frase: "Questa foto mi è uscita stamattina con la scritta il meglio di gennaio 2022". Ritornando al 17 ottobre 2024, Ranucci inviava a Lavitola una serie di fotografie scattate durante la presentazione del suo libro a Foggia “e commentava soddisfatto che a tale evento avevano partecipato 600 persone e che altre 300 erano state mandate via (verosimilmente per la ridotta capienza dei locali). L'ex direttore dell'Avanti! rispondeva che questi incontri gli sembravano dei test di campagna elettorale, come quelli che si fanno negli Usa (Questi mesi mi sembrano tanto un test di campagna elettorale come si fanno negli Stati Uniti) ricevendo la risposta divertita del giornalista con delle emoticon”.

(Adnkronos) - Prima giornata di gare agli Europei di atletica a Birmingham. Tanti gli azzurri impegnati in Inghilterra oggi, lunedì 10 agosto. Occhi puntati soprattutto su Leo Fabbri e Zaynab Dosso, a caccia di una medaglia rispettivamente nel getto del peso e nei 100 metri femminili. Alle 20, inizieranno le prime finali della rassegna continentale.
Dove vedere gli Europei di atletica? Le gare di oggi sono visibili in diretta e in chiaro su Rai 2 (in queste fasce orarie: 20-20:30; 21- fine gare) e Rai Sport Hd (dalle 20:30 alle 21), ma anche su Sky Sport Uno e Sky Sport Arena, oltre che su Sky Sport 252. Tutti gli appuntamenti saranno poi visibili in streaming su Rai Play, Sky Go, NOW, Eurosport 1, Discovery Plus, HBO Max e Dazn.
Tra le gare di domani, spiccano le finali dei 100 metri maschili, con grande attesa per Marcell Jacobs, e dei 5000 femminili, con Nadia Battocletti pronta a difendere il titolo vinto a Roma nel 2024.
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