Il 3 marzo nell'ambulatorio della Clinica Otorinolaringoiatrica...
Assessora Manca, 'risultato di cui siamo particolarmente
orgogliosi'...
Morandi, morto un anno fa, visse solitario per 30 anni nella
celebre spiaggia rosa...
Incidente sul lavoro nelle campagne tra Sorso e Sassari...
Iniziativa del Comune di Cagliari per sabato 28...
Tecnico Cagliari ha di nuovo a disposizione Folorunsho ma perde
Mina e Mazzitelli...
Governatrice, 'dobbiamo essere coerenti al programma elettorale'... 
"L'apertura di questo punto vendita è sicuramente una tappa importante, perché raggiungiamo quota 800 negozi in Italia ma è anche un momento che ci proietta verso i mille punti vendita nei prossimi cinque anni. L'obiettivo di crescita, che rimane invariato, viene accelerato da un piano di investimenti molto importante". Così Emilio Arduino, amministratore delegato Servizi centrali e Sviluppo immobiliare di Lidl Italia, intervenendo in occasione dell’inaugurazione del punto vendita di Viale Corsica 21 a Milano, l'800esimo negozio Lidl in Italia.
Un traguardo, quello celebrato con l'apertura del nuovo negozio milanese, che conferma le prospettive di crescita dell’azienda della Gdo: "Abbiamo investito circa 2 miliardi di euro negli ultimi cinque anni per la crescita della nostra rete di punti vendita e di centri logistici e contiamo di investire ulteriori 1,5 miliardi circa nei prossimi tre anni -aggiunge-. Gli interventi che stiamo realizzando in Italia negli ultimi anni sono legati alla rigenerazione e alla riqualificazione urbana: più del 70% delle nostre filiali sono orientate in questa direzione e rispondono alle esigenze delle comunità locali. Questo connubio fra privato e pubblico e questa collaborazione continua permette di ridare spazio e di dare un contributo da parte nostra alla comunità, occupiamo metri quadrati ma riqualifichiamo spazi che erano ormai dismessi, così facendo riconsegniamo qualcosa ai cittadini".
"Il nuovo negozio di viale Corsica 21 a Milano presenta un inedito layout, completamente nuovo, che ci proietta in quella che è la nostra visione del punto vendita futuro -conclude Arduino-. Il colore blu accompagna il cliente in tutto il suo percorso tra gli scaffali e il giallo e il rosso esaltano gli elementi di freschezza e qualità, che teniamo a sottolineare perché è ciò su cui investiamo tantissimo".

Per il trattamento delle vene varicose degli arti inferiori c'è un nuovo laser hi-tech: una metodica di ultima generazione per il trattamento delle patologie varicose degli arti inferiori, basata sull'impiego del sistema laser simLa6 con lunghezza d'onda di 1940 nanometri. L'Aou Sant'Andrea di Roma è tra i pochi centri in Italia a usare la nuova metodologia. Il reparto di Chirurgia vascolare del Sant'Andrea, guidato da Luigi Rizzo, ha recentemente introdotto questa nuova tecnologia - ribattezzata 'a freddo' - che secondo i medici contrasta abilmente e con ottimi risultati una malattia largamente diffusa come le varici, o vene varicose.
Prima di tutto, cosa sono le varici? "Si tratta di dilatazioni permanenti e sinuose delle vene superficiali, causate da debolezza delle pareti venose e disfunzione valvolare - risponde Rizzo all'Adnkronos Salute - In genere provocano ristagno di sangue, oltre a diversi sintomi nei pazienti che ne sono affetti come pesantezza, gonfiore e dolore. Colpiscono prevalentemente le gambe e si gestiscono normalmente con delle calze elastiche, ma nei casi più importanti si può arrivare anche alla chirurgia. Familiarità, sedentarietà, obesità e lunghe ore in piedi sono tra le prime cause di questa malattia".
Ma in cosa consiste la nuova tecnologia? "Il sistema laser rappresenta un'ulteriore possibilità di cura della patologia - spiega lo specialista - Il laser, infatti, è un'evoluzione significativa nel trattamento endovascolare dell'insufficienza venosa cronica, grazie a un meccanismo d'azione altamente selettivo: la lunghezza d'onda di 1940 nm è fortemente assorbita dall'acqua contenuta nei tessuti, consentendo un'efficace chiusura del vaso con potenze di erogazione molto basse (3-4 watt), inferiori rispetto ai sistemi tradizionali". Quali sono le caratteristiche della nuova tecnologia? "Le principali caratteristiche della metodica sono: energia laser ad alta affinità per l'acqua tissutale, con maggiore precisione di azione e massimizzazione dei risultati; ridotta potenza di esercizio e una minore dispersione termica. A tutto questo va aggiunta anche la possibilità di poter eseguire la procedura senza anestesia tumescente in una quota significativa di pazienti", evidenzia Rizzo.
Rizzo, 'usiamo una procedura mini-invasiva e ben tollerata che comporta riduzione del dolore intra- e post-procedurale'
I vantaggi per il paziente sono molteplici? "Assolutamente sì. Quella che stiamo usando da qualche tempo - illustra l'esperto - è una procedura mini-invasiva e ben tollerata che comporta riduzione del dolore intra e post-procedurale rispetto alle altre metodiche ablative endovascolari, e ha il minimo rischio di complicanze termiche, ustioni cutanee o alterazioni cromatiche. Infine, offre la possibilità di trattare in sicurezza anche vene superficiali o prossime a strutture nervose. Il tutto con evidente riduzione dei tempi di trattamento e una ripresa pressoché immediata delle normali attività quotidiane".
L'introduzione di questa tecnologia dimostra l'impegno del reparto di Chirurgia vascolare nell'adottare soluzioni innovative, orientate alla massima efficacia clinica, alla sicurezza procedurale e al miglior comfort per il paziente.

Il Gruppo Nestlé in Italia corrisponderà un premio fino a 2.900 euro ai suoi collaboratori e collaboratrici che lavorano in tutte le sue sedi e fabbriche nel Paese e che l’azienda ha deciso di riconoscere per i risultati raggiunti nel 2025. Questo ha permesso alle persone del Gruppo Nestlé in Italia di avere fino a 13.925 euro di premio in 5 anni. Frutto del buon sistema di relazioni sindacali costruito negli anni, il premio di produzione è il risultato di un importante accordo con le organizzazioni sindacali e rappresenta un aiuto concreto a favore delle persone del Gruppo Nestlé in Italia.
”Siamo contenti di poter confermare anche quest’anno un importante premio di produzione. Supporto economico, servizi e soluzioni di welfare permettono di contribuire concretamente al benessere delle persone sul luogo di lavoro e nella loro vita privata, una priorità assoluta per il Gruppo Nestlé in Italia”, ha dichiarato Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato del Gruppo Nestlé in Italia.
Oltre a questo contributo monetario, l’azienda prevede anche la possibilità di usufruire di diverse tipologie di servizi e di soluzioni di welfare. Tra queste, il Fab Working, il modello di smart working flessibile e bilanciato sviluppato da Nestlé, e il 'Nestlé Baby Leave', il congedo di paternità o per il secondo caregiver della durata di 3 mesi. Inoltre, l’azienda ha un importante piano di welfare, Wellnest, il Nestlé Welfare Program, nato per rispondere e adattarsi alle nuove richieste delle proprie persone. In particolare, da anni l’azienda dà la possibilità di fare visite mediche nei propri luoghi di lavoro, ad esempio visite per la prevenzione oncologica e supporto psicologico, convinta che la salute debba essere parte integrante della vita lavorativa. Inoltre, per venire incontro alle esigenze di tutti, ha lanciato una piattaforma di flexible benefit da cui è possibile scaricare buoni e voucher da utilizzare per l’acquisto di vari beni e servizi. Le persone potranno scegliere di convertire parte del premio di risultato, inclusa la relativa quota di contributi, in credito welfare.

Cosa aspettarsi dalla terza serata del Festival di Sanremo? Gli esperti Sisal hanno pronosticato le sfide che potrebbero rivelarsi le più accese tra i 15 cantanti che vedremo esibirsi questa sera. Tra queste, c’è sicuramente quella tra Arisa e Sal Da Vinci, due artisti che sono determinatissimi a conquistare il gran finale. Voci diverse, ma molto amate dal pubblico che si sfidano all’insegna di sogni e favole. In questo duello il cantante partenopeo potrebbe avere la meglio, a 1,65, contro il 2,10 per l’artista di “Magica favola”. Ma attenzione, perché in un testa a testa con Sayf, una delle rivelazioni di questo Festival, Arisa potrebbe invece dominare la scena: a 1,57 versus 2,25.
Scontro attesissimo poi tra grandi protagonisti della musica italiana capaci di riunire più generazioni: Raf e Francesco Renga, dove il primo potrebbe battere il secondo a colpi di 'Self Control'. Il loro testa a testa su Sisal.it è offerto a 1,50 per l’artista di Margherita di Savoia contro 2,40 per l’Angelo di Udine. Chi invece potrebbe conquistare la scena rap in questa terza serata all’Ariston? Se la battono Luchè e Tredici Pietro, entrambi alla loro prima partecipazione da protagonisti sul palco dell’Ariston. Favorito a 1,50, il rapper di Napoli è pronto a spodestare il figlio di Gianni Morandi, a 2,40.
Questa sera scopriremo anche chi vincerà tra le Nuove Proposte. Con la semifinale di ieri si è aperto il campo di battaglia tra Nicolò Filippucci e Angelica Bove. Gli esperti Sisal vedono nell’ex concorrente di Amici 24, offerto a 1,40, il candidato ideale per conquistare questa vittoria. Ma le probabilità che la Bove possa ribaltare la scena non sono da escludere, tant’è che un suo trionfo è offerto a 2,75.

"E' sicuramente molto oneroso stare accanto a chi soffre, a chi ha bisogno e a chi è fragile, però restituisce molto: tutte le persone che abbiamo intervistato ci hanno riferito quanto questa esperienza" di assistenza "li abbia arricchiti. Sappiamo che c'è un disegno di legge, così come sappiamo che si sta cercando di dare una forma e un ruolo concreto e reale alla figura del caregiver, ma l'obiettivo è fare in modo che siano riconosciuti anche dalla società. E' necessario accudire anche chi si prende cura, i cui bisogni sono profondi allo stesso modo" di quelli di chi assistono. Lo ha detto Donatella Romani, autrice, insieme a Roberto Amato, del documentario 'Parole in cerca d'autore', alla prima proiezione alla Casa del cinema di Roma. L'opera - che accende i riflettori sulla figura del caregiver, chi si prende cura di un familiare con disabilità, fragile o colpito da una malattia cronica - è stata realizzata con il contributo non condizionante di Fondazione Msd.
Per creare questo documentario, spiega Romani, "siamo partiti dall'esperienza di tanti di noi. Personalmente ho assistito mia mamma per molti anni, in un periodo in cui non si conosceva neanche il significato del termine caregiver. Molte esperienze di persone che hanno accudito e che si sono prese cura di qualcuno restano nell'ombra, quasi dimenticate. Abbiamo così pensato di accendere una luce su tutti loro, perché ogni storia è diversa, ma tutte hanno un 'fil rouge' che le accomuna: il grande amore e la grande passione per il loro 'lavoro', un impegno quotidiano".
L'autrice commenta le storie raccontate nel documentario: "Mi hanno colpito tutte. Ognuna ha la sua sfumatura e qualcosa di bello - osserva Romani - Ad esempio i 'Donatori di musica', che fanno concerti nei reparti oncologici per dare sollievo non solo ai pazienti, ma anche ai familiari", ma anche il Teatro Patologico di Dario D'Ambrosi, che "si prende cura di ragazzi con fragilità psichiche e dei loro genitori". L'autrice cita una frase dell'artista: "Dopo qualche settimana che i ragazzi vengono da noi, i genitori tornano con gli occhi più riposati, tornano meno stanchi, perché sanno di avere qualcuno che si prende cura dei loro figli e, di conseguenza, anche dei loro".
Amato, 'dopo molti documentari sui pazienti, spazio anche ai caregiver'
"Finora - afferma Amato - abbiamo realizzato molti documentari sulle storie dei pazienti, ma ci siamo accorti che, in realtà, ci sono anche altri protagonisti, ossia coloro che stanno al loro fianco, i caregiver".
Nel tentativo di bilanciare l'esigenza di assistenza del parente - uno sforzo che può impegnare oltre 50 ore settimanali - con la loro vita privata e lavorativa, i caregiver incorrono spesso in solitudine, isolamento sociale, sindrome da burnout, ma anche in difficoltà nello studio e nel lavoro. "Tra le storie raccontate nel documentario - rimarca Amato - ce n'è una molto interessante, quella di Erica: un ingegnere elettronico che è stata la caregiver della mamma per molti anni. Ciò le ha impedito di studiare" in modo preciso e continuo "perché studiava in ospedale, stando vicino alla mamma. Quando si è laureata in Triennale ha preso un punteggio sufficiente per la laurea, ma non per iscriversi poi alla specialistica. A quel punto tutta Italia si è prodigata ad aiutare Erica", finché non si è giunti alla creazione di "una legge che consentisse ai caregiver di avere lo stesso trattamento degli studenti lavoratori, che hanno diritto a circa 2 punti in più. Due punti che hanno permesso a Erica di potersi iscrivere alla laurea specialistica e a laurearsi finalmente con 110 e lode".

"Da un po' di tempo abbiamo deciso di supportare", attraverso varie iniziative, la conoscenza e la consapevolezza relativa a "temi molto importanti per la nostra società e per la sanità, come quello dei caregiver. A questo riguardo, mi preme ricordare innanzitutto che è una figura da tempo considerata una risorsa del nostro sistema, ma purtroppo non ha ancora una legislazione a favore". Lo ha detto Marina Panfilo, direttrice Fondazione Msd, in occasione della proiezione, alla Casa del cinema di Roma, di 'Parole in cerca d'autore', il documentario di Donatella Romani e Roberto Amato, realizzato con il contributo non condizionante della stessa Fondazione, che accende i riflettori sul mondo dei caregiver, quelle figure - spesso invisibili - che si prendono cura di un familiare con disabilità, fragile o con una malattia cronica.
L'opera cinematografica, disponibile su Amazon Prime Video, ha l'obiettivo di stimolare la riflessione e il dibattito sulle sfide psicologiche, le difficoltà e le barriere burocratiche che gli oltre 7 milioni di caregiver italiani, nel 75% dei casi donne, ma anche molti giovani, devono affrontare per destreggiarsi tra l'assistenza alla persona cara e la gestione della propria vita professionale e familiare. "Questa bellissima iniziativa - afferma Panfilo - credo sia in grado di mostrare, toccando l'anima, cosa significhi davvero essere un caregiver. Significa dare e ricevere amore. Vogliamo che questo messaggio arrivi, anche attraverso le altre iniziative che abbiamo sostenuto. Nel corso del progetto abbiamo avuto modo di scoprire delle associazioni, addirittura di giovani caregiver che, per sostenere un familiare, sottraggono tempo alla crescita della loro vita. In occasione del nostro ventennale - conclude - abbiamo quindi deciso di rappresentare come si dà aiuto e sostegno ad un malato che ha bisogno di assistenza".
La decisione durante Comitato ordine e sicurezza pubblica in
Prefettura... 
Lidl Italia, azienda della Gdo leader nel Paese, prosegue nel suo percorso di crescita con il raggiungimento di un importante traguardo: l’inaugurazione del suo 800esimo punto vendita che si è tenuta questa mattina a Milano, in Viale Corsica 21, alla presenza del presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani, del vicepresidente della Commissione educazione e food policy del Comune di Milano, Alessandro Giungi e del presidente del Municipio 4 di Milano, Stefano Bianco.
Il taglio del nastro si inserisce in un ritmato piano di sviluppo sul territorio nazionale che ha visto l'inaugurazione di ben 23 nuovi punti vendita nelle ultime sette settimane, di cui 11 nella sola giornata odierna. Le aperture di oggi si distribuiscono da Nord a Sud, toccando, oltre a Milano, le città di Gorizia, Villa Guardia (Co), Villa D’Almè (Bg), Verona, Lido Adriano (Ra), Foligno (Pg), Roma, Taranto, Barletta e Elmas (Ca). Per la realizzazione di tali interventi l'azienda ha investito, da inizio anno, oltre 220 milioni di euro e ha creato più di 320 nuovi posti di lavoro.
"Quando abbiamo aperto il nostro primo punto vendita in Italia, nel 1992, siamo partiti con una convinzione: raggiungere sempre più clienti con la nostra formula caratterizzata dal miglior rapporto qualità-prezzo -afferma Emilio Arduino, amministratore delegato sviluppo immobiliare e servizi centrali Lidl Italia-. Negozio dopo negozio, quella convinzione è diventata realtà. Oggi festeggiamo più di un semplice traguardo, celebriamo tutta la strada percorsa per arrivare fino a qui e prendiamo lo slancio per raggiungere la prossima tappa: 1.000 store entro il 2030".
Lidl Italia continua a consolidarsi come protagonista della Gdo nazionale, con una quota di mercato del 6% e un piano di sviluppo triennale da 1,5 miliardi di euro per la realizzazione di altri 150 nuovi store. La rete vendita, che è supportata da 12 hub logistici da nord a sud, si avvale di una filiera profondamente integrata nel territorio, con un contributo al Pil dello 0,4% e un indotto di circa 100 mila posti di lavoro.
Nel capoluogo lombardo, Lidl Italia può contare anche su una struttura dedicata al real estate, focalizzata sul reperimento delle migliori opportunità di espansione locale. Questa strategia ha portato a una fitta serie di aperture negli ultimi anni, tra cui via Polidoro da Caravaggio, via Padova, ad inizio di questa settimana la sede di via Maestri Campionesi, culminando oggi con il punto vendita di viale Corsica. Ognuno dei 26 store presenti in città è frutto di un approccio consapevole che integra l’interesse privato con la riqualificazione urbana, generando un valore aggiunto tangibile per il territorio senza ulteriore consumo di suolo.
Il nuovo punto vendita di viale Corsica è stato realizzato a seguito dell'acquisizione di un ramo d'azienda. Tale operazione ha incluso il mantenimento del contratto di lavoro per i 33 dipendenti, che ora fanno parte dell'organico Lidl. Lo store, infatti, fino a giugno dello scorso anno operava sotto un’altra insegna e, oggi, con i suoi 1.500 metri quadri di superficie di vendita, è il punto vendita Lidl più grande di Milano. Inoltre, in linea con i più recenti standard aziendali di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica è approvvigionato al 100% con energia proveniente da fonti rinnovabili ed è dotato di un sistema di illuminazione a Led che garantisce un risparmio del 50% rispetto alle tecnologie tradizionali.

La principessa Anna resta la risorsa più importante della famiglia reale dopo lo scandalo Epstein culminato nell'arresto di 11 ore dell'ex principe Andrew Mountbatten-Windsor. Un esperto reale ha avvertito che sarà essenziale per la sopravvivenza della monarchia. Il commentatore Richard Fitzwilliams ha definito la principessa 75enne, la "carta vincente" del Palazzo proprio per la sua reputazione di affidabilità e senso del dovere, in netto contrasto con la crisi che sta travolgendo l'istituzione.
Fitzwilliams ha dichiarato all'Express che la sorella di re Carlo sostiene "un carico di lavoro elevato e maggiori impegni rispetto a qualsiasi altro membro della famiglia. Tuttavia, preferisce evitare il circo mediatico che segue i reali più in vista. È assolutamente fondamentale per mantenere il sostegno pubblico alla monarchia". L'esperto ha anche suggerito che "ciò che Anna può offrire a re Carlo, che a quanto pare è stato messo sotto pressione da William per la sua gestione di questa crisi, sono consigli pratici".
Sebbene fratello e sorella "non siano sempre d'accordo", Fitzwilliams ha sostenuto che la gravità della situazione richiede che Charles ascolti anche voci in disaccordo, affermando che è "fondamentale che Charles senta opinioni diverse o opposte alle sue". Con la crescente pressione su Andrea affinché si ritiri dalla linea di successione, l'attenzione si è spostata su come potrebbe apparire una famiglia reale ristrutturata e su dove Anna si collocherebbe al suo interno.
Attualmente Anna si trova al 18° posto in linea di successione, una posizione determinata dalle regole di successione che, come ha osservato Fitzwilliams, "purtroppo non sono state applicate retroattivamente" dopo le modifiche apportate nel 2013. "Se lo fossero state, sarebbe stata quinta dietro William e la sua famiglia e il pubblico ne sarebbe senza dubbio lieto", ha affermato.
Leader pentastellato difende governatrice 'assessorato sanità è
responsabilità M5s'...
'Non sono preoccupato quando c'è una magistratura autonoma,
indipendente'... 
Diffondere tra i giovani i principi fondanti del Servizio sanitario nazionale - equità, solidarietà e universalismo - e promuovere una comprensione consapevole delle principali dinamiche che ne caratterizzano il funzionamento e il ruolo centrale per la coesione sociale e lo sviluppo del Paese. Sono gli obiettivi della nuova edizione dell'iniziativa 'La salute tiene banco' sostenuta dal Gruppo Rekeep, principale player italiano attivo nell'integrated facility management, al fianco della Fondazione Gimbe, organizzazione non profit che realizza attività di formazione, ricerca e sensibilizzazione finalizzate a integrare le migliori evidenze scientifiche in tutte le decisioni che riguardano la salute delle persone. Grazie al contributo non condizionante di Rekeep e con il patrocinio istituzionale della Regione Sicilia, 'La salute tiene banco' per la sua quarta edizione approda per la prima volta in Sicilia con incontri, affidati alla faculty multiprofessionale della Fondazione Gimbe, che si svolgeranno tra marzo e aprile 2026 e coinvolgeranno gli studenti del quarto e quinto anno di vari istituti di Catania, Agrigento e Palermo, dopo un primo incontro pilota a Modica.
L'iniziativa - riferiscono gli organizzatori in una nota - punta al miglioramento dell'alfabetizzazione sanitaria, attraverso percorsi formativi che forniscono agli studenti strumenti concreti per riconoscere e contrastare le fake news in materia di salute. Ogni incontro, inoltre, affronta temi chiave per la comprensione del valore del Ssn come: la sua struttura e la sua governance; il finanziamento; i livelli essenziali di assistenza; gli sprechi e le inefficienze; il ruolo dei medici di medicina generale e le opportunità offerte dal Fascicolo sanitario elettronico.
La collaborazione tra Rekeep e Gimbe - si legge nella nota - si inserisce nel più ampio impegno del gruppo a sostegno dei territori in cui opera e a favore di iniziative ad alto valore sociale e educativo, che si concretizza nei numerose collaborazioni con istituzioni e fondazioni locali e progetti dedicati alla formazione delle nuove generazioni, oltre a un programma di welfare aziendale che prevede diverse iniziative per i figli dei dipendenti, tra i quali l'erogazione di borse di studio, progetto su cui negli ultimi 10 anni il gruppo ha investito oltre 2,4 milioni di euro. "Sostenere iniziative come 'La salute tiene banco' significa per noi investire, in modo concreto e responsabile, nella crescita culturale delle nuove generazioni e nel futuro della sanità pubblica - afferma Claudio Levorato, presidente di Rekeep - Il Ssn rappresenta un pilastro essenziale del sistema Paese, non solo per la tutela del diritto alla salute, ma anche per la coesione sociale, lo sviluppo sostenibile e la tenuta complessiva delle comunità. In una fase storica caratterizzata da trasformazioni demografiche, sociali ed economiche profonde, diventa ancora più importante rafforzarne il valore e promuoverne una conoscenza diffusa, fondata su dati affidabili e sulle migliori evidenze scientifiche. Favorire la consapevolezza dei giovani sul funzionamento e sulle sfide del Ssn significa contribuire a costruire cittadini più informati e responsabili, capaci di riconoscerne l’importanza e di sostenerla nel tempo".
"Il Ssn rappresenta un patrimonio comune da preservare nel tempo - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - ed è essenziale offrire agli studenti strumenti culturali e conoscenze solide per renderli cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e capaci di compiere scelte informate sulla propria salute, fondate sulle migliori evidenze scientifiche. Entro il 2027 puntiamo a estendere 'La salute tiene banco' a oltre 100 scuole su tutto il territorio nazionale. Un traguardo importante che contiamo di raggiungere grazie al sostegno di cittadini e istituzioni pubbliche e private".
L'étoile internazionale protagonista al Lirico il 16, 17 e 18
ottobre...
'Serve chiarimento sull''incertezza giuridica' segnalata dal Pd'... 
Le medaglie conquistate alle Olimpiadi di Milano-Cortina da Federica Brignone, tornata sugli sci dopo una operazione complessa e un lungo recupero, hanno fanno gridare al miracolo. Ma dietro questi exploit dopo un 'crack' c'è un team di specialisti che prevede una figura fondamentale: il fisioterapista sportivo. Sabato 28 febbraio a Roma si terrà il terzo Congresso nazionale della Federazione italiana fisioterapisti dello sport (Fifs), appuntamento dedicato al ruolo sempre più centrale di questo professionista nella tutela della salute e nella performance degli atleti di alto livello. Un momento di confronto tra professionisti dell'area tecnico-sanitaria per approfondire competenze, innovazione e lavoro di squadra. Con una certezza: "Il nostro settore, per sua natura, sarà probabilmente meno condizionato dall'intelligenza artificiale rispetto ad altri ambiti sanitari. Rimane un lavoro molto manuale", spiega il presidente Fifs, Riccardo Torquati, che anticipa all'Adnkronos Salute alcuni dei temi al centro della giornata.
Quale valore aggiunge il fisioterapista dello sport al team? Come lavora per far tornare un super campione alle competizioni dopo un infortunio? "I recuperi delle nostre atlete olimpioniche, in particolare quello di Federica Brignone, sono il risultato di mesi di lavoro intenso e della sinergia dell'équipe sanitaria che affianca l'atleta. In questo percorso il fisioterapista svolge un ruolo cruciale, soprattutto nella fase iniziale, quando è necessario recuperare la mobilità, controllare il dolore e ridurre il gonfiore - risponde Torquati - Successivamente il lavoro si integra con la preparazione atletica: si passa al rinforzo muscolare, al riadattamento progressivo allo sport, fino al ritorno all'attività agonistica e alle competizioni. Il lavoro di squadra è imprescindibile: il medico che ha eseguito l'intervento chirurgico, il fisioterapista, i preparatori atletici e i tecnici collaborano in modo costante. Questi ultimi, in particolare, curano la rieducazione al gesto tecnico, elemento decisivo per recuperare efficienza e precisione e per conquistare quei centesimi di secondo che fanno la differenza tra una buona prestazione e una medaglia".
"In questo contesto il fisioterapista rappresenta il vero punto di raccordo tra tutte le figure coinvolte: è la presenza costante accanto all'atleta, anche nelle fasi più avanzate del recupero, monitorando eventuali sovraccarichi, prevenendo infiammazioni, affaticamenti o compensi posturali", ricorda il presidente della Federazione italiana fisioterapisti dello sport.
'Spesso occorre prendere decisioni in pochi istanti, essere efficaci subito, intervenire sul problema'
Dal punto di vista formativo, oggi un giovane che vorrebbe intraprendere questa professione cosa deve fare? "La fisioterapia sportiva - illustra Torquati - richiede innanzitutto capacità di valutazione clinica e padronanza delle tecniche manuali, che sono fondamentali per ottenere risultati concreti in tempi rapidi, perché è questo che l'atleta chiede. Non sempre c'è la possibilità di applicare protocolli diluiti in molti giorni: spesso occorre prendere decisioni in pochi istanti, essere efficaci subito, intervenire sul problema e consentire all'atleta di proseguire la prestazione. Sono quindi indispensabili competenze nel massaggio sportivo, nelle tecniche di valutazione posturale globale e nelle correzioni manuali. E' altrettanto importante - continua - saper eseguire bendaggi contenitivi ed essere in grado di lavorare in coordinamento con le altre figure dell'area performance, dal preparatore atletico al nutrizionista, fino all'ortopedico. Questo tipo di percorso noi lo abbiamo strutturato in un programma formativo di 32 ore dedicato ai fisioterapisti impegnati sul campo, costruito sulla base della letteratura scientifica internazionale e delle linee guida già tracciate da diverse federazioni europee, adattandole al nostro contesto professionale".
La tecnologia ha un peso sempre più importante, quali sono oggi i dispositivi che usate? "La tecnologia ha assunto un peso anche nella fisioterapia sportiva, pur restando una disciplina fortemente legata alla manualità - precisa il presidente della Fifs - La fisioterapia nasce come arte manuale ausiliaria e si è evoluta nel tempo fino a diventare una professione sanitaria a tutti gli effetti, con un proprio Albo. Le nostre radici restano quindi profondamente ancorate alla pratica manuale". Rispetto alle tecnologie oggi a disposizione del fisioterapista dello sport, descrive Torquati, "riguardano innanzitutto i test di valutazione. Sempre più diffusi sono poi i dispositivi di biofeedback, che attraverso parametri come la risposta impedenziometrica o l'attività muscolare consentono di ottenere un riscontro immediato e di modulare in tempo reale la stimolazione o la contrazione muscolare. Accanto a questi strumenti troviamo un'ampia gamma di apparecchi elettromedicali".
"La tecnologia offre soluzioni sempre più evolute, capaci di dare risposte rapide e misurabili, ma resta comunque un supporto - ribadisce l'esperto - La differenza, infatti, continua a farla la competenza del professionista: la manualità e soprattutto la capacità di costruire un protocollo riabilitativo personalizzato sul singolo caso clinico, sull’atleta e sui suoi obiettivi specifici".
Al meeting gli interventi di specialisti e chirurghi, dal calcio al MotoGp, dal tennis alle arti marziali
Tra i professionisti che prenderanno parte al congresso della Fifs figurano nomi di rilievo: Angelo De Carli, medico ortopedico e membro del team sanitario della Nazionale italiana di calcio, presenterà il caso relativo all'infortunio della sciatrice Lindsey Vonn alle Olimpiadi di Milano-Cortina; Giuseppe Porcellini, ortopedico di fama internazionale, porterà casi e attività legati al trattamento di atleti, tra cui i piloti della MotoGP; Giovanni Di Giacomo, specialista in chirurgia della spalla e responsabile medico degli atleti per l'Atp e la Wta agli Internazionali d'Italia di tennis, terrà una lezione magistrale sulla gestione completa degli sportivi. Interverranno inoltre Giuliano Cerulli e Andrea Ferretti, due senior dell'ortopedia mondiale, con contributi aggiornati sulla disciplina.
Spazio anche all'attività dei fisioterapisti sul campo: Carlo Zazza illustrerà il lavoro svolto con la Nazionale di sci, mentre Angelo Angi racconterà la sua esperienza in qualità di coordinatore dei fisioterapisti della Federazione italiana judo lotta karate arti marziali.
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