
La Scuola di specializzazione in Ostetricia e Ginecologia attivata dall'università UniCamillus in collaborazione con il Policlinico Abano (Padova), diretta da Barbara Costantini, è stata ufficialmente intitolata a Giovanni Scambia, ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell'università Cattolica e direttore scientifico della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, luminare della ginecologia oncologica e uno dei massimi specialisti al mondo nella cura dei tumori dell'apparato riproduttivo femminile, scomparso nel febbraio dell'anno scorso. Grazie alla sinergia nata tra l'ateneo romano e il Gruppo ospedaliero Leonardo (Gol) alla fine del 2025, quando al Policlinico Abano sono state attivate anche le Scuole di specializzazione in Urologia e in Chirurgia generale, la struttura aponense, presidio ospedaliero della Regione Veneto e capofila del network di Gol, segna così un nuovo traguardo nel percorso di sviluppo delle sue attività anche dal punto di vista formativo, informa una nota. Un passaggio possibile grazie all'offerta sanitaria d'eccellenza - si legge - alle tecnologie più innovative, alla complessità della casistica affrontata ogni anno che pone la struttura ai vertici della sanità regionale e nazionale.
La cerimonia, ieri sera a Villa Bassi durante un evento che aveva l'obiettivo di celebrare lo straordinario percorso umano e professionale di uno dei padri della ginecologia oncologica moderna - prosegue la nota - si è aperta con i saluti istituzionali del rettore di UniCamillus, Gianni Profita, del sindaco di Abano Terme, Federico Barbierato, e di Nicola Petruzzi, presidente del Gruppo ospedaliero Leonardo. Un momento di profonda riflessione è stato affidato al prorettore dell'università UniCamillus, Salvatore Maria Corsello, che ha tenuto la Laudatio in ricordo del professor Scambia. Sono poi intervenuti i clinici. In particolare Manuel Maria Ianieri, responsabile dell'Uo di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico Abano, e Gianluca Straface, responsabile dell'Ostetricia, che hanno sottolineato quanto il medico e scienziato visionario abbia innovato il settore e quale peso abbia avuto nella formazione degli specialisti che hanno lavorato con lui. Commozione per gli interventi di Emma Arcieri Mastromattei e la Luisa, rispettivamente moglie e figlia di Scambia, che hanno illustrato l'attività della Fondazione Giovanni Scambia, impegnata nel proseguire l'opera del professore a sostegno della ricerca e della cura delle patologie femminili.
"E' per noi un grande onore e un motivo di profondo orgoglio - ha affermato Profita - Scambia è stato un gigante della medicina, ma prima ancora un medico capace di unire grande valore scientifico e straordinaria umanità. Ha curato, insegnato, ispirato. La sua formazione e la sua straordinaria carriera si sono sviluppate all'interno della grande tradizione dell'università Cattolica del Sacro Cuore e del Policlinico Gemelli, istituzioni alle quali è rimasto sempre profondamente legato e nelle quali ha contribuito a costruire una scuola scientifica e clinica di livello internazionale della quale siamo tutti debitori. Oggi il suo nome entra in questa scuola e ne diventa la guida. E' un'eredità preziosa che affidiamo ai nostri giovani medici, perché trovino nel suo esempio la forza, la passione e il senso più alto della loro missione". Ha dichiarato Petruzzi: "Per il Policlinico Abano e per il Gruppo ospedaliero Leonardo è un momento importante del percorso finora intrapreso nell'ambito dell’erogazione delle cure, della formazione e della ricerca. Ora la scienza e la clinica imparano da chi ha mirato sempre all'eccellenza per incontrare il futuro. Intitolare la nostra Scuola di specializzazione in Ginecologia e Ostetricia al professor Scambia significa formare i medici di domani con i valori che da sempre contraddistinguono il nostro gruppo: l'eccellenza tecnologica, l'umanizzazione delle cure e la ricerca costante. Questa scuola rappresenta un ponte tra la solida tradizione clinica del nostro territorio e l'innovazione internazionale, illuminate dall'opera del professor Scambia. Che questa sia un monito a perseguire non solo il sapere tecnico, ma quella sensibilità necessaria per accogliere la vita e proteggere la salute delle donne in ogni sua fase, onorando così la memoria di Scambia ogni giorno".

Carlo Calenda attacca Giuseppe Conte ed Elly Schlein. "Sta crollando il mondo. Lo stretto di Hormuz è bloccato, Trump mette a ferro e fuoco il Medio Oriente mentre annuncia un nuovo round di dazi verso l'Ue. E noi stiamo qui a discutere come neanche all'asilo Mariuccia tra maggioranza e opposizione su chi chiama per primo. È un battibecco indecoroso: sediamoci a un tavolo e siamo seri", ha detto intervistato da Il Messaggero. "Una roba che neanche al liceo", ha sbuttato il leader di Azione, commentando il 'dialogo' Schlein-Meloni.
Calenda apprezza l'iniziativa di Meloni: "È un segnale di normalizzazione della politica in un momento di crisi internazionale. In tutti i Paesi democratici avanzati dove non c'è la lotta contro il nemico ma un confronto con l'avversario, in caso di momenti drammatici come quello che stiamo vivendo, con due guerre vicine e uno shock petrolifero in corso, il dovere dell'opposizione è quello di dialogare con la maggioranza".
"Dire no, non ci sediamo al tavolo è folle. Un autogol clamoroso. Che dimostra che chi comanda nel campo largo è Giuseppe Conte, e che non hanno il senso della responsabilità istituzionale", conclude.
Giuseppe Conte, ospite di SkyTg24, ha criticato Meloni e spiegato il suo no al tavolo a Chigi proposto dalla premier Meloni. "Quando si tratta dell'interesse del paese, non ci deve essere maggioranza e opposizione, per questo abbiamo chiamato la Meloni subito in Parlamento, per le vie brevi lo scambio è sempre continuato, Crosetto ci aveva avvertito dell'attacco a Erbil", ha detto Conte.
"Io vado a Chigi sul presupposto che ci sia una condivisione poitica su alcuni punti, ma qual è" questa condivisione "se Meloni viene in Parlamento e non riesce a condannare un'azione in violazione del diritto internazionale di Usa e Israele", ha spiegato il leader del Movimento 5 stelle, "E' sostanza politica, non polemica, lei continua a difendere un genocida come Netanyahu. Passerelle lì non vengo a farle, cara Giorgia Meloni".

Dopo l’ottimo debutto della premiere, che ha registrato il 20% di share, Sanremo Top torna in diretta oggi sabato 14 marzo alle ore 21.30 con il secondo e ultimo appuntamento. Il programma prosegue il suo viaggio tra classifiche e performance degli artisti della kermesse, dagli Studi televisivi Fabrizio Frizzi di Roma. Conduce Carlo Conti.
Realizzato dalla Direzione Intrattenimento Prime Time, Sanremo Top è lo 'spin off' di un’edizione del Festival capace di lasciare un segno importante nei risultati televisivi e digitali. Sanremo 2026 è stata, infatti, la quarta migliore edizione degli ultimi 30 anni in termini di ascolti e ha saputo unire il Paese ben oltre il successo del dato tv, con social e digitale cresciuti con numeri straordinari. I contenuti social legati al festival hanno generato 1,8 miliardi di video views con una crescita di oltre 300% tra la prima e l’ultima serata. Tiktok concentra il 70% della fruizione social e raggiunge 84 milioni di views nella finale. Il sentiment online resta molto positivo: 82,8%. Le visualizzazioni digital raggiungono i 34 milioni con oltre 4 milioni di ore di fruizione. In tv la media è stata del 63% di telespettatori, con un picco dell’82% nell’ultima serata; forte la presenza dei giovani, 82,4% di share tra i 15–24 anni, e oltre il 74% tra i 4–14 anni (nonostante una platea tv delle reti generaliste in calo, di anno in anno, in milioni di telespettatori).
Durante la serata di Sanremo Top verranno svelate e commentate le classifiche FIMI ed EarOne Airplay Radio. Protagonisti saranno i Big in gara e uno dei due finalisti delle Nuove Proposte, che eseguiranno nuovamente il brano presentato al Festival. Tra gli artisti attesi, il ritorno di Sal Da Vinci.
Ci saranno anche i compagni di viaggio, che hanno affiancato Carlo Conti nel corso della kermesse in ruoli diversi: Nicola Savino, Manola Moslehi, Carolina Rey, Ema Stokholma, Gianluca Gazzoli, Daniele Battaglia, Enrico Cremonesi che commenteranno e sveleranno curiosità e aneddoti.
A completare il cast il mitico Nino Frassica che, con la sua inconfondibile ironia, tenterà di portare un po’ del suo 'FestiVallo' nel corso delle due serate di Sanremo Top.

Le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 si avviano verso il gran finale. Dopo giorni di trionfi per gli atleti italiani, protagonisti di una spedizione memorabile e da record in termini di risultati, i Giochi Paralimpici hanno dimostrato ancora una volta che i limiti possono essere oltrepassati. “Sono state medaglie bellissime, con tante emozioni regalate al Paese da atleti straordinari” ha spiegato il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, ospite all’Adnkronos. “Mi sono emozionata. Questi ragazzi hanno superato, nel nostro immaginario, qualsiasi prestazione anche del passato. Siamo molto orgogliosi di loro”.
Ministro Locatelli, dopo Milano Cortina è un’utopia pensare a un’unica manifestazione in grado di unire Olimpiadi e Paralimpiadi?
“Dagli anni Sessanta, quando sono nate le Paralimpiadi, ci sono stati tantissimi cambiamenti nell'organizzazione, nei luoghi, nell'allineamento delle edizioni. Cambiare si può e si deve, perché il mondo è cambiato e sono cambiate le persone. Ci sono esigenze diverse. Si farebbe soprattutto per il diritto di questi atleti di avere lo stesso trattamento. È un dovere”.
Poco prima della cerimonia di apertura delle Paralimpiadi aveva detto: “Spero che atleti olimpici e paralimpici possano presto sfilare insieme in un'unica cerimonia, tutti sotto la bandiera olimpica”. È possibile?
“Secondo me è davvero possibile ed è il momento giusto per intraprendere la strada, ci sono tutti gli elementi. Queste Olimpiadi e Paralimpiadi hanno avuto delle differenze. Nella visibilità, nei premi che vengono assegnati. E penso che i nostri atleti non le meritino, sono tutti straordinari allo stesso modo. Meritano la stessa visibilità, le stesse medaglie, che devono avere lo stesso valore, e lo stesso tipo di organizzazione nella cerimonia, nelle gare. Dobbiamo lavorare tutti insieme per far sì che in futuro sia possibile”.
Il premio in denaro pubblico fissato dal Comitato paralimpico italiano per i medagliati è di 100mila euro per l’oro, 55mila per l’argento, 35mila per il bronzo, mentre il Coni aveva garantito agli azzurri 180mila euro per l’oro, 90mila per l’argento e 60mila per il bronzo. Dopo Milano Cortina si arriverà a un’uguaglianza di trattamento economico?
“Si deve. Quando guardo le gare olimpiche o paralimpiche vedo degli atleti. Mi sembra assurdo che abbiano medaglie con un peso e un valore diverso. Qui deve esserci un allineamento il prima possibile”.
Altro tema sollevato dai Giochi Paralimpici, a cominciare dalla cerimonia di apertura all’Arena di Verona, è l’accessibilità. Cos’ha cercato di cambiare Milano Cortina 2026 sotto questo punto di vista?
“I Giochi sono una grandissima opportunità in termini di infrastrutture, trasporti, organizzazione. Credo che la sfida per il futuro sia mantenere quello che abbiamo ottenuto adesso, anche con il segnale dato dall'Arena di Verona. Un luogo riconosciuto nel mondo come storico, e forse anche inaccessibile, è diventato accessibile per dare visibilità ai Giochi Paralimpici. E poi, se adattiamo le nostre strutture, il territorio, i percorsi e diamo la possibilità di fruire del nostro meraviglioso Paese in tutti i contesti, il vantaggio è anche economico”.
Quale sarà l'eredità delle Paralimpiadi italiane?
"Spero che ci sia ancora più entusiasmo nel capire che in ogni persona si debbano vedere potenzialità e non limiti, non solo quando ci sono gare o manifestazioni di alto livello. Ogni giorno possiamo fare la stessa cosa. Mi auguro che questo momento sia di spinta verso una nuova prospettiva, la strada è giusta”.
Come giudica il modello dei Giochi diffusi?
“Da Milano a Cortina fino a Tesero, visitando le varie località ho percepito entusiasmo da parte delle comunità coinvolte. Distribuire le gare su più territori ha permesso di creare un vero circolo virtuoso. Non solo dal punto di vista sportivo, ma anche economico e sociale perché l’evento ha dato a molte più persone la possibilità di sentirsi parte di qualcosa di importante”.
Cosa si può fare per incentivare la pratica sportiva delle persone con disabilità in Italia?
"Con il nostro ministero cerchiamo di promuovere sempre di più l'avvicinamento e l'avviamento allo sport, anche collaborando con il ministro per lo Sport Andrea Abodi. Sono però ancora poche le persone, i bambini e i ragazzi con disabilità che riescono a intraprendere un percorso sportivo in Italia. C'è un grande impegno nell'attivarsi con scuole, associazioni e federazioni, ma ci sono da considerare anche i costi e la stessa accessibilità dei centri dove si svolgono le attività sportive. Bisogna lavorare su più fronti”. (di Michele Antonelli)

Oggi, sabato 14 marzo, in prima serata su Canale 5, va in onda la riproposizione di 'Sal Da Vinci – Stasera…che sera!', il grande concerto evento di Sal Da Vinci, dal palco di Piazza del Plebiscito a Napoli.
Insieme a Sal Da Vinci, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo, tra hit e classici della canzone italiana e napoletana, si esibiscono tanti amici e ospiti d’eccezione: Renato Zero, Gigi D’Alessio, Paolo Bonolis Serena Brancale, Raf, Fausto Leali, Martina Stella e Fabio Esposito, Federica Abbate, Francesco Da Vinci e altre sorprese.
Ad arricchire lo show, un’orchestra di 45 elementi diretta dal Maestro Adriano Pennino e un corpo di ballo con coreografie firmate da Ilir Shaqiri.
La regia di 'Sal Da Vinci – Stasera che sera!' è affidata a Luigi Antonini, lo show è scritto da Sal Da Vinci, Sergio Rubino e Ciro Villano e prodotto da Vivo Concerti.

Torna in campo la Juventus in Serie A. Domani, sabato 14 marzo, la squadra di Luciano Spalletti sarà ospite dell’Udinese al Bluenergy Stadium in uno degli anticipi della ventinovesima giornata di campionato. La sfida mette in palio punti importanti per entrambe le squadre: la Juventus punta a restare nelle zone alte della classifica dopo il successo contro il Pisa, mentre i friulani cercano continuità davanti al proprio pubblico dopo il pareggio contro l'Atalanta. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Udinese-Juve, in campo oggi alle 20.45:
UDINESE (3-5-2) Okoye; Kristensen, Kabasele, Mlacic; Ehizibue, Ekkelenkamp, Karlstrom, Atta, Kamara; Zaniolo, Davis. All. Runjaic
JUVENTUS (4-2-3-1) Perin; Kalulu, Bremer, Gatti, Cambiaso; Locatelli, Thuram; Conceiçao, McKennie, Yildiz; David. All. Spalletti
Udinese-Juve sarà visibile su Dazn, ma anche su Sky ai canali Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio, Sky Sport 4K, Sky Sport (251). Sfida visibile anche in straming sull'app di Dazn, Sky Go e NOW.

Andrea Kimi Antonelli in pole position nel Gran Premio di Cina. Oggi, sabato 14 marzo, il pilota della Mercedes ha fatto segnare il miglior tempo nelle qualifiche del secondo appuntamento del Mondiale di Formula 1, conquistando così la prima pole della sua carriera e diventando, a soli 19 anni, il più giovane di sempre a conquistare la prima posizione in qualifica con il tempo di 1'32"064.
Accanto a lui ci sarà il compagno di squadra George Russell, che dopo aver trionfato nella gara Sprint di Shanghai, ha avuto qualche problema al motore durante il Q3 ed ha dovuto 'accontentarsi' della seconda posizione. Seconda fila Ferrari con Charles Leclerc e Lewis Hamilton, che partiranno rispettivamente terzo e quarto, già sul podio nella gara corta di Shanghai[1].
Dietro le rosse le due McLaren di Lando Norris, campione de mondo in carica, e Oscar Piastri, mentre soltanto ottavo finisce la Red Bull di Max Verstappen, già deludente con il nono posto conquistato nella Sprint e ancora preceduto dalla Alpine di Pierre Gasly.
La griglia di partenza del Gran Premio di Cina, dopo le qualifiche di Shanghai:
1. Andrea Kimi Antonelli (Mercedes)
2 .George Russell (Mercedes)
3. Lewis Hamilton (Ferrari)
4. Charles Leclerc (Ferrari)
5. Oscar Piastri (McLaren)
6. Lando Norris (McLaren)
7. Pierre Gasly (Alpine)
8. Max Verstappen (Racing Bulls)
9. Isack Hadjar (Racing Bulls)
10. Oliver Bearman (Haas)
11. Nico Hulkenberg (Audi)
12. Franco Colapinto (Alpine)
13. Esteban Ocon (Haas)
14. Liam Lawson (Racing Bulls)
15. Arvid Lindblad (Racing Bulls)
16. Gabriel Bortoleto (Audi)
17. Carlos Sainz (Williams)
18. Alexander Albon (Williams)
19. Fernando Alonso (Aston Martin)
20. Valtteri Bottas (Cadillac)
21. Lance Stroll (Aston Martin)
22. Sergio Perez (Cadillac)

Sotto le lenzuola con un alleato digitale: l'App per smartphone che può aiutare lui a durare più a lungo. Progettata per affrontare le cause psicologiche alla base dell'eiaculazione precoce, secondo i dati di uno studio, che viene presentato in occasione del Congresso degli urologi europei, l'applicazione può "migliorare significativamente la vita sessuale e ritardare l'eiaculazione, offrendo contemporaneamente un modo per ridurre lo stigma associato a questa condizione", evidenziano gli esperti.
Lo studio Climacs, illustrato a Londra, dove si tiene il Congresso annuale dell'Associazione europea di urologia (Eau26), è il primo a testare un approccio incentrato sul digitale per il trattamento domiciliare dell'eiaculazione precoce, riferiscono gli autori. L'App fornisce consigli e insegna agli uomini diverse tecniche terapeutiche ed esercizi ideati da urologi e psicologi, oltre a offrire informazioni, basate su prove scientifiche riguardo alla patologia. Il training, guidato è progettato per aiutare gli uomini a gestire l'eccitazione e ad avere un maggiore controllo sui tempi dell'amore. Include tecniche di mindfulness, esercizi di consapevolezza dell'eccitazione e terapia cognitivo-comportamentale, oltre a esercizi fisici pratici per migliorare il controllo dell'eiaculazione, come la tecnica 'start-stop'.
L'eiaculazione precoce, sottolineano gli specialisti, è un problema angosciante a letto e l'esperienza è diversa per ognuno. Gli uomini che ne soffrono in genere arrivano al culmine prima del desiderato durante il rapporto sessuale, entro 60 secondi dalla penetrazione. Il disagio colpisce fino al 30% degli uomini, è un problema fortemente stigmatizzato e solo il 9% cerca un aiuto medico. Le cause sono complesse e includono problemi di relazione e fattori psicologici come ansia, stress e depressione. Per molti uomini, tutto questo porta a preoccupazione e ansia da prestazione e può influire sul rapporto sentimentale, ma i trattamenti più comunemente disponibili, come pillole o creme, si limitano ad alleviare i sintomi. Lo studio, condotto in Germania, ha puntato a verificare se le informazioni e le tecniche terapeutiche insegnate agli uomini attraverso un'App (il suo nome è Melonga) potessero aiutare in modo più strutturale.
I ricercatori hanno reclutato 80 uomini senza altre patologie preesistenti per un programma di 12 settimane. A ciascuno è stato somministrato un questionario sulla salute, relativo alle esperienze fisiche e psicologiche durante il sesso ed è stato chiesto di utilizzare un cronometro per misurare i loro tempi sotto le lenzuola. Dopo 12 settimane, agli uomini del gruppo di controllo - che non avevano ricevuto alcun supporto per gestire la loro condizione - è stato offerto l'accesso all'App e sono stati seguiti per altre 12 settimane. In tutto 66 pazienti hanno completato i questionari. Per gli utenti dell'App che hanno partecipato allo studio, riferiscono gli esperti, il tempo totale intercorso tra penetrazione ed eiaculazione è raddoppiato dopo 12 settimane, con un aumento medio di 64 secondi (da 61 a 125). Gli uomini del gruppo di controllo hanno registrato un aumento medio di soli 0,5 secondi. I partecipanti che hanno avuto il supporto dell'App hanno riportato un significativo miglioramento nel controllo dell'eiaculazione durante i rapporti sessuali, una riduzione delle preoccupazioni e un minore impatto sulla loro relazione. Rispetto al gruppo di controllo, in cui non si sono osservati cambiamenti, si è inoltre riscontrato un significativo miglioramento nella qualità della vita correlata alla sessualità (piacere e fiducia in sé stessi). Dopo 12 settimane, il 22% degli uomini che hanno utilizzato l'App non soffriva più di eiaculazione precoce, secondo quanto riportato dagli stessi utenti.
"Tanti di coloro che soffrono di questo problema - commenta il ricercatore principale dello studio, Christer Groeben dell'università di Marburgo e della Facoltà di Medicina dell'ateneo di Heidelberg in Germania, relatore dei risultati della ricerca all'Eau26 - non cercano aiuto a causa della vergogna associata a questa condizione. Il nostro studio dimostra che, come strumento di auto-aiuto da utilizzare a casa, questo metodo può aiutare gli uomini a migliorare il controllo e a raggiungere una vita sessuale soddisfacente senza perdere la spontaneità. Le terapie farmacologiche più comunemente disponibili sono progettate solo per trattare i sintomi, non la causa, molti le interrompono dopo un po'. Questi uomini possono rimanere sottotrattati e convivere con un considerevole peso psicologico che inizia a influenzare seriamente la qualità delle relazioni. Rivolgersi a un medico per chiedere aiuto può sembrare un grande passo, quindi un'App di questo tipo può contribuire a colmare questo divario normalizzando la condizione e presentandola come curabile".
Esistono "molte informazioni, e spesso anche errate" per questi uomini, interviene Giorgio Russo, professore associato di Urologia all'università di Catania e Chair dell'Ufficio dei giovani urologi accademici dell'Eau. L'App in questione, rimarca, "è stata ideata da urologi e psicologi come un nuovo strumento per riunire i consigli più efficaci in un'unica risorsa, facilmente accessibile, affidabile e basata su evidenze scientifiche. La ricerca dimostra che è in grado di trattare completamente quasi un quarto dei pazienti, un risultato straordinario considerando che questi uomini sono stati curati senza l'uso di farmaci. Credo che sarebbe interessante approfondire questa ricerca con uno studio più ampio e valutare l'impatto di un approccio digitale sulla soddisfazione a livello di partner, oltre che degli utenti".
I risultati finali dello studio Climacs non sono ancora stati sottoposti a revisione paritaria, e dovrebbero essere pubblicati entro la fine dell'anno. L'App è disponibile in Irlanda, Germania, Austria, Lussemburgo, Liechtenstein e Belgio.

Movimenti e cittadini scendono in piazza a Roma oggi a sostegno del 'no sociale' al Referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo e contro il governo ma anche per dire stop alla guerra. Alla manifestazione promossa da Potere al Popolo hanno aderito diverse realtà, dai collettivi studenteschi (come Osa e Cambiare Rotta) ai movimenti per la Palestina tra cui il Global Movement to Gaza, fino ai movimenti di lotta per la casa, i centri sociali e i no Tav e l'Usb. Tra gli slogan ''No alla guerra, no al governo Meloni, non siamo servi di Trump e Israele'' e ''Blocchiamo il governo Meloni-Vota no al referendum costituzionale''.
Il preavviso è stato presentato qualche settimana fa per circa 5mila persone ma si stima che ce ne saranno molte di più con arrivi anche da altre città italiane. L'attenzione delle forze dell'ordine sarà massima. L'appuntamento è per le 14 a piazza della Repubblica. Il corteo, che raggiungerà piazza San Giovanni, percorrerà via Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore, via Merulana.
Secondo quanto fa sapere Roma Servizi per la mobilità, divieti di sosta interesseranno, già diverse ore prima della manifestazione, tra le altre via Emanuele Filiberto (da piazza di Porta San Giovanni a via Ludovico di Savoia), viale Carlo Felice (da piazza di Porta San Giovanni a via Conte Rosso) e il parcheggio antistante la Scala Santa. Entro le 7 di domani, sarà disposta la sospensione delle postazioni taxi presenti in via Liberiana, piazza San Giovanni in Laterano e piazza di Porta San Giovanni. Saranno possibili deviazioni e/o limitazioni di percorso per le linee: 3Nav, 5, 14, 16, 40, 51, 60, 64, 66, 70, 71, 75, 81, 82, 85, 87, 92, 105, 117, 170, 218, 223, 360, 590, 649, 665, 714, 792, 910, H, C2 e C3.

George Russell domina la gara Sprint del Gran Premio di Cina e mantiene il comando della classifica del Mondiale di Formula 1, ma la Ferrari c'è e insegue. Oggi, sabato 14 marzo, il pilota britannico della Mercedes ha trionfato nella gara corta sul circuito di Shanghai, precedendo proprio le due rosse di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, che hanno chiuso rispettivamente al secondo e terzo posto, conquistando punti pesanti in chiave classifica e recuperando terreno sul secondo posto di Andrea Kimi Antonelli, soltanto quinto dietro Lando Norris.
Sesto il compagno di scuderia papaya Oscar Piastri mentre chiudono la zona punti la Racing Bulls di Liam Lawson e la Haas di Oliver Bearman, scuola Ferrari, ottavo. Nessun punto invece per la Red Bull di Max Verstappen, in difficoltà e soltanto nono sul circuito di Shanghai.
Ecco quindi la nuova classifica del Mondiale di Formula 1 dopo la gara Sprint del Gp di Cina:
1. George Russell (Mercedes) 33
2. Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) 22
3. Charles Leclerc (Ferrari) 22
4. Lewis Hamilton (Ferrari) 18
5. Lando Norris (McLaren) 15
6. Max Verstappen (Red Bull) 8
7. Oliver Bearman (Haas) 7
8. Arvid Lindblad (Racing Bulls) 4
9. Oscar Piastri (McLaren) 3
10. Gabriel Bortoleto (Audi) 2
11. Liam Lawson (Racing Bulls) 2
12. Pierre Gasly (Alpine) 1
L'ordine d'arrivo della gara Sprint del Gran Premio di Cina:
1. George Russell (Mercedes)
2. Charles Leclerc (Ferrari)
3. Lewis Hamilton (Ferrari)
4. Lando Norris (McLaren)
5. Andrea Kimi Antonelli (Mercedes)
6. Oscar Piastri (McLaren)
7. Liam Lawson (Racing Bulls)
8. Oliver Bearman (Haas)
9. Max Verstappen (Red Bull)
10. Esteban Ocon (Haas)
11. Pierre Gasly (Alpine)
12 Carlos Sainz (Williams)
13. Gabriel Bortoleto (Audi)
14 .Franco Colapinto (Alpine)
15. Isack Hadjar (Red Bull)
16. Alexander Albon (Williams)
17. Fernando Alonso (Aston Martin)
18. Lance Stroll (Aston Martin)
19. Sergio Perez (Cadillac)

Alla fine, Donald Trump disse no a Vladimir Putin. Il dialogo tra il presidente degli Stati Uniti e quello russo si è riacceso la scorsa settimana con una telefonata che Casa Bianca e Cremlino hanno giudicato molto produttiva. La conversazione, incentrata sulla guerra in Iran, è stata seguita a stretto giro da un provvedimento varato dagli Usa: Washington ha rimosso per un mese le sanzioni sul petrolio russo, diventato merce preziosissima con il blocco dello Stretto di Hormuz attuato da Teheran e il conseguente aumento del prezzo del greggio. Se la revoca delle sanzioni fino al 12 aprile è un assist per Mosca, che per un mese potrà piazzare presumibilmente un numero enorme di barili, Putin deve anche incassare un no categorico dall''amico' Trump.
Il presidente russo, nelle vesti di mediatore, ha proposto di trasferire in Russia l’uranio arricchito dell’Iran come parte di un accordo per porre fine alla guerra. Trump, come riferisce la testata americana Axios, ha rifiutato la proposta. Il presidente degli Stati Uniti è disposto a tollerare che la Russia fornisca all'Iran informazioni di intelligence e dia indicazioni per portare attacchi efficaci con i droni: "Noi aiutiamo un po' l'Ucraina, la Russia aiuta un po' l'Iran. E' giusto", la sintesi di Trump. Quando si parla di nucleare, però, la Casa Bianca non accetta discussioni: l'uranio iraniano, che si troverebbe soprattutto nel sito di Isfahan, non va in Russia. "Non è la prima volta che viene fatta questa proposta. Non è stata accettata. La posizione degli Stati Uniti è che dobbiamo vedere l'uranio messo in sicurezza", ha sottolineato ad Axios un funzionario statunitense.
Uno degli obiettivi della guerra in corso, la testata, è appunto quello di 'blindare' i 450 chilogrammi di uranio arricchito al 60% che possono nel giro di poche settimane essere trasformate: il processo per arrivare all'arricchiento del 90%, la soglia necessaria per l'utilizzo militare, non è eccessivamente complesso e laborioso. In poco tempo, Teheran potrebbe essere in grado di realizzare una decina di ordigni nucleari. Trump non ha escluso categoricamente l'ipotesi di un blitz delle forze speciali per acquisire il controllo delle scorte[1].
In teoria, osserva Axios, "la proposta di Putin potrebbe facilitare la rimozione delle scorte nucleari iraniane senza l'invio di truppe statunitensi o israeliane sul terreno. La Russia è già una potenza nucleare e in passato ha già custodito l'uranio iraniano a basso arricchimento nell’ambito dell’accordo nucleare del 2015, il che la rende uno dei pochi Paesi con la capacità tecnica di accettare questo materiale".
La Russia aveva avanzato proposte simili durante i negoziati nucleari tra Stati Uniti e Iran lo scorso maggio, prima che Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu dessero l'ordine di attaccare gli impianti nucleari iraniani a giugno 2025[2]. Nell'ultimo ciclo di colloqui prima della guerra iniziato il 28 febbraio, l'Iran aveva respinto l'idea del trasferimento e aveva proposto invece di diluire l'uranio all’interno delle proprie strutture[3] sotto la supervisione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea). Non è chiaro se Teheran accetterebbe ora la proposta di un trasferimento. "Il presidente Trump parla con tutti - Xi, Putin, gli europei - ed è sempre disposto a fare un accordo. Ma deve essere un buon accordo. Il presidente non fa cattivi accordi", ha affermato un funzionario statunitense.

Super Ferrari nella gara Sprint del Gran Premio di Cina. Oggi, sabato 14 marzo, è andata in scena la gara corta del secondo appuntamento del Mondiale di Formula 1 dopo quello in Australia, dominato dalla Mercedes. Anche in questo caso, proprio come a Melbourne, a trionfare è stato George Russell, partito dalla pole position, che ha preceduto Charles Leclerc e Lewis Hamilton per un podio rosso Ferrari.
Bloccato al via Andrea Kimi Antonelli, il giovane italiano della Mercedes che partiva dalla seconda posizione, ma è stato penalizzato nel corso della gara per un incidente con Hadjar e quinto al traguardo dietro la McLaren di Lando Norris. Sesto il compagno di scuderia papaya Oscar Piastri mentre chiudono la zona punti la Racing Bulls di Liam Lawson e la Haas di Oliver Bearman, scuola Ferrari, ottavo. Nessun punto invece per la Red Bull di Max Verstappen, in difficoltà e soltanto nono sul circuito di Shanghai.
L'ordine d'arrivo della gara Sprint del Gran Premio di Cina:
1. George Russell (Mercedes)
2. Charles Leclerc (Ferrari)
3. Lewis Hamilton (Ferrari)
4. Lando Norris (McLaren)
5. Andrea Kimi Antonelli (Mercedes)
6. Oscar Piastri (McLaren)
7. Liam Lawson (Racing Bulls)
8. Oliver Bearman (Haas)
9. Max Verstappen (Red Bull)
10. Esteban Ocon (Haas)
11. Pierre Gasly (Alpine)
12 Carlos Sainz (Williams)
13. Gabriel Bortoleto (Audi)
14 .Franco Colapinto (Alpine)
15. Isack Hadjar (Red Bull)
16. Alexander Albon (Williams)
17. Fernando Alonso (Aston Martin)
18. Lance Stroll (Aston Martin)
19. Sergio Perez (Cadillac)

Oggi, sabato 14 marzo, giornata di mobilitazione nazionale dei rider di Deliveroo e Glovo promossa dalla Cgil. Presidi, manifestazioni e iniziative si terranno in tutta Italia per superare la precarietà e garantire salario dignitoso, stabilità e diritti ai ciclofattorini. La segretaria confederale della Cgil, Francesca Re David, parteciperà all’iniziativa di Roma, in programma alle ore 11.00 in piazza Re di Roma.
"L’inchiesta della Procura della Repubblica di Milano, con il provvedimento di controllo giudiziario, conferma lo sfruttamento dei rider - si legge in una nota del sindacato di Corso Italia - denunciato da anni dalla Cgil nelle piazze e nei tribunali: migliaia di lavoratori continuano a operare con paghe basse, sistemi di pagamento a cottimo e tutele insufficienti. La mobilitazione punta a rilanciare le principali rivendicazioni della Confederazione: aumento immediato delle paghe attraverso l’applicazione del Contratto nazionale Merci e Logistica e riconoscimento dei diritti fondamentali, tra cui ferie, permessi, malattia e infortuni retribuiti. Tra le richieste anche tredicesima, quattordicesima e Tfr, oltre a maggiori garanzie su salute e sicurezza sul lavoro".
"La mobilitazione del 14 marzo - aggiunge Re David - è un’occasione importante per trasformare la fase aperta dall’indagine giudiziaria in un cambiamento concreto: superare precarietà e sfruttamento e garantire ai rider lavoro stabile, salari adeguati, sicurezza e diritti. Nei prossimi giorni la Cgil continuerà il confronto con i rider nelle città e nei luoghi di lavoro per tradurre questa fase in un cambiamento strutturale nel food delivery".

Gli Stati Uniti piazzano una taglia da 10 milioni di dollari su Mojtaba Khamenei, nuova Guida Surpema dell'Iran, e sugli altri big del regime. La guerra con Teheran passa anche e soprattutto per l'acquisizione di informazioni fondamentali, elemento indispensabile per continuare l'operazione Epic Fury. Gli Stati Uniti offrono ricompense fino a 10 milioni. La lista dei 'most wanted' non comprende solo Khamenei. In un post pubblicato dall'account 'Reward for Justice', collegato al Dipartimento di Stato americano, accanto al figlio dell'ayatollah Ali Khamenei figurano il capo del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale Ali Larijani, il ministro dell'Intelligence Esmail Khatib e quello dell'Interno, Eskandar Momeni.
"Queste persone comandano e dirigono vari reparti dei Guardiani della Rivoluzione, che pianificano, organizzano e mettono in atto atti terroristici in tutto il mondo", il messaggio. "Se disponete di informazioni su questi o altri leader chiave dei Guardiani della Rivoluzione - si aggiunge - inviatecele tramite la nostra linea dedicata basata su Tor o tramite Signal. Le vostre informazioni potrebbero darvi diritto al trasferimento e a una ricompensa".
La sorte di Khamenei è ancora avvolta nel mistero. La Guida Suprema, ferita nei raid condotti da Israele e Usa all'inizio della guerra, finora è rimasta invisibile: unica traccia, un messaggio affidato alla tv di Stato. Il 56enne leader, secondo la stampa britannica, sarebbe ricoverato e avrebbe addirittura subito l'amputazione di una gamba. "Penso sia ferito, ma credo che sia in qualche modo ancora vivo", dice Trump a Fox News Radio. "Sappiamo che la non così suprema guida è ferita e probabilmente sfigurata", dice il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, definendo "debole" il messaggio diffuso da Teheran. "Non c’era voce e non c’era video. L’Iran ha molte telecamere e molti registratori: perché solo una dichiarazione scritta? Penso che sappiate perché".
Per Trump, il regime si sgretolerà. "Abbiamo cancellato la leadership dell'Iran per due volte. La seconda volta, si stavano riunendo per scegliere la Guida. Ora sono alla ricerca del leader per la terza volta: dicono sia il figlio di Khamenei, ma nessuno sa dove sia", aggiunge il presidente americano, convinto che il regime in Iran cadrà, "ma forse non immediatamente". Un rovesciamento del potere da parte del popolo in Iran si verificherà "probabilmente", ma "forse non subito". Pasdaran e militari "vanno in giro con le mitragliatrici, uccidono e dicono 'tutti quelli che manifestano, vi prenderemo per strada', penso che sia un grosso ostacolo da superare per le persone che non hanno armi". Il quadro potrebbe cambiare a breve: "Li colpiremo molto duramente nel corso della prossima settimana", anticipa Trump. Il presidente dice e ripete che la guerra potrebbe finire rapidamente. Quando? "Deciderò a pelle".

Gli Stati Uniti attaccano l'isola di Kharg, il 'cuore' dell'industria del petrolio dell'Iran, per ottenere l'apertura dello Stretto di Hormuz. L'offensiva, annuncia Donald Trump, ha risparmiato le infrastrutture sull'isola. "Su mio ordine, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha condotto uno dei più potenti bombardamenti nella storia del Medio Oriente, annientando completamente ogni obiettivo militare sull'isola di Kharg, il gioiello della corona iraniana", afferma il presidente degli Stati Uniti con un post sul social Truth. "Le nostre armi sono le più potenti e sofisticate che il mondo abbia mai conosciuto. Per ragioni di decenza, ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere sull'isola", che si trova nel Golfo Persico.
"Tuttavia, se l'Iran o chiunque altro dovesse fare qualcosa per interferire con il libero e sicuro passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente questa decisione", avverte Trump, annunciando che "molto presto" le navi della marina americana inizieranno a scortare le petroliere. L'Iran, con il blocco dello Stretto, tiene in scacco la via del greggio, con effetti sul 20% del traffico mondiale. Risultato: prezzi alle stelle, con un barile a oltre 103 dollari - record da giugno 2022 - e effetti sul costo di benzina e diesel. Il New York Times, sulla base di informazioni fornite da una fonte militare, afferma che i raid americani hanno colpito depositi di missili e di mine, potenzialmente utilizzabili nelle acque dello Stretto.
"Durante il mio primo mandato, e tuttora, ho ricostruito le nostre forze armate trasformandole nella forza più letale, potente ed efficace al mondo. L'Iran non ha la capacità di difendere nulla di ciò che vogliamo attaccare: non c'è niente che possano fare al riguardo", aggiunge Trump prima di ribadire che "l'Iran non avrà mai un'arma nucleare, né avrà la capacità di minacciare gli Stati Uniti d'America, il Medio Oriente o tantomeno il mondo intero", afferma, prima di esortare il nemico alla resa: "L'esercito iraniano e tutti gli altri che hanno un ruolo in questo regime terroristico farebbero bene a deporre le armi e a salvare quel che resta del loro paese, che non è molto".
L'attacco, come evidenzia Trump, potrebbe essere solo uno step intermedio. Il Pentagono sta trasferendo 5000 uomini tra Marines e marinai dal Giappone al Medio Oriente. In movimento anche altre navi, secondo il Wall Street Journal. C'è un assalto in vista all'isola di Kharg? "Non posso rispondere a una domanda del genere. Non dovrebbe nemmeno essere posta", dice il presidente a Fox News qualche ora prima del bombardamento. "Ok, diciamo che io abbia intenzione di farlo o diciamo che non abbia intenzione di farlo. Cosa dovrei dire? 'Oh, sì, sto pensando di farlo, lascia che ti faccia sapere a che ora e quando avrà luogo'. E' una domanda un po' sciocca".
Intanto, l'Iran mobilita imbarcazioni di ogni tipo per iniziare a posizionare mine nello Stretto. "Le petroliere devono mostrare gli attributi, possono passare: l'Iran non ha più la Marina, non c'è niente da temere", il messaggio di Trump, che non appare turbato nemmeno dall'acclarato sostegno di Mosca a Teheran: "La Russia sta un po' aiutando l'Iran. Anche noi stiamo aiutando l'Ucraina, Putin lo dice, e probabilmente lo dice anche la Cina. Loro lo dicono e noi lo diciamo, è tutto giusto". Pete Hegseth, segretario alla Difesa, afferma che "il mondo sta vedendo la disperazione dell'Iran nello Stretto di Hormuz. Ce ne siamo occupati e ce ne occuperemo, non c'è motivo di preoccuparsi". Ed in effetti, a giudicare dagli sviluppi, gli Usa se ne sono occupati.
Il muro dell'Iran potrebbe cedere, almeno in parte. Secondo la Cnn, Teheran potrebbe concedere il semaforo verde ad un numero limitato di petroliere se gli acquisti di greggio venissero perfezionati in yuan, la moneta della Cina. Il commercio internazionale del petrolio avviene quasi esclusivamente in dollari: solo il petrolio russo chiama in causa yuan o rubli.
I messaggi e le contromisure degli Stati Uniti non bastano per tranquillizzare i mercati, mentre la revoca delle sanzioni alla Russia non piace affatto all'Europa che, secondo il Financial Times, cerca soluzioni alternative. La Turchia fa sapere di aver chiesto e ottenuto il permesso per il passaggio di una nave. Da Roma, dopo la smentita fornita da fonti di Palazzo Chigi, ecco le parole dell ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Assolutamente non stiamo trattando con l'Iran per far passare navi italiane dallo Stretto di Hormuz'', dice il numero 1 della Farnesina.
Per ora, l'unica vincitrice nella corsa all'oro nero è la Russia. "La decisione unilaterale degli Stati Uniti è molto preoccupante, impatta sulla sicurezza europea", sottolinea il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, via social. "Aumentare la pressione economica sulla Russia è decisivo perché accetti negoziati seri per una pace giusta e duratura. Indebolire le sanzioni aumenta le risorse della Russia per condurre la guerra di aggressione contro l'Ucraina", aggiunge. "Questa singola concessione da parte degli Stati Uniti potrebbe fornire alla Russia circa 10 miliardi di dollari per la guerra. Ciò non contribuisce certo alla pace", l'affondo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Le voci critiche abbondano. Secondo il presidente francese Emmanuel Macron la situazione nello Stretto di Hormuz "non giustifica in alcun modo" un allentamento delle sanzioni contro la Russia. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è perentorio: "Voglio essere molto chiaro: rimuovere le sanzioni ora, per qualsiasi motivo, è qualcosa che riteniamo sbagliato".
Il dado ormai è tratto, almeno per un mese. Il semaforo verde made in America ridarà fiato al business della Russia, che già nelle ultime 2 settimane ha beneficiato delle condizioni internazionale. Con lo stop al petrolio del Medio Oriente, aumenta la richiesta di greggio russo. "Siamo stati informati che la Russia ha guadagnato 150 milioni di dollari al giorno in entrate aggiuntive dalle vendite di petrolio dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, il che rende la Russia probabilmente il maggiore beneficiario di questo conflitto", dice la portavoce-capo della Commissione europea, Paula Pinho.
Mosca, intanto, gongola. Gli interessi di Russia e Stati Uniti per la stabilizzazione dei mercati globali dell'energia "al momento coincidono", dice il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
Prima della guerra, il petrolio russo si accumulava nelle navi in mare aperto e spesso veniva venduto con forti sconti. Il quadro, ora, è cambiato radicalmente. Gli analisti di Kpler, fornitore di dati sul tracciamento delle navi, come riferisce il Wall Street Journal stimano che circa 135 milioni di barili di greggio russo fossero in mare prima dell'inizio dell'offensiva di Usa e Israele. Ora il totale è sceso a 121 milioni di barili e questo indicherebbe che gli acquirenti asiatici hanno rapidamente acquistato il petrolio russo e lo hanno portato a terra. Non è chiaro esattamente quanti di quei barili siano già stati venduti, ma Naveen Das, analista senior del greggio presso Kpler, stima che in media più di 4 milioni di barili di greggio russo siano stati scaricati nei porti ogni giorno questo mese.

Camminare fa bene al cuore, aiuta a tenere sotto controllo la pressione, il colesterolo e la glicemia. Camminare molto non solo migliora la salute ma allunga la vita. E non di poco. E' il quadro delineato da uno studio condotto dagli scienziati della Griffith University School of Medicine and Dentistry di Gold Coast, in Australia.
Molti studi hanno esaminato il collegamento tra l'attività fisica e la longevità. Lo studio coordinato dal professor Lennert Veerman, docente di Salute pubblica nell'ateneo australiano, è stata ispirato da una ricerca pubblicata nel 2019 sul British Medical Journal[1] che associava la diminuzione del rischio di morte prematura all'aumento dell'attività fisica monitorata con tracker utilizzati dai soggetti coinvolti. "Mi sono chiesto come questo si sarebbe tradotto in termini di aspettativa di vita e quanto tempo in più di vita potesse aggiungere una sola ora di camminata", ha affermato Veerman, interpellato in passato dalla Cnn, per illustrare l'obiettivo del proprio lavoro.
Per arrivare al traguardo, i ricercatori hanno utilizzato i dati sull'attività fisica rilevati da sensori per almeno 10 ore al giorno per quattro o più giorni. Il monitoraggio ha riguardato adulti di età pari o superiore a 40 anni che hanno partecipato al National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) tra il 2003 e il 2006. La sceltà della fascia d'età non è casuale: i tassi di mortalità correlati all'attività fisica sono stabili fino ai 40 anni. Da quella soglia in poi, invece, variano.
Gli scienziati hanno elaborato una 'life table', un metodo per mostrare le probabilità che una popolazione raggiunga o muoia entro una determinata età. Il sistema si basa sui dati relativi alla mortalità raccolti dal National Center for Health Statistics per il 2017: gli autori hanno ipotizzato che fossero correlati ai livelli di attività fisica del periodo 2003-2006.
Sulla base di tali informazioni, gli studiosi hanno hanno stimato quante persone della popolazione degli Stati Uniti del 2019 sarebbero sopravvissute negli anni successivi in base ai livelli di attività fisica e quanti anni avrebbero potuto guadagnare con un incremento dello sport e del movimento.
Risultato? Hanno appurato che svolgere lo livello di attività fisica della porzione meno attiva della popolazione comporterebbe una perdita di 5,8 anni di aspettativa di vita per uomini e donne: da circa 78 a circa 73 anni. Se tutti i soggetti di età superiore ai 40 anni avessero lo stesso livello di attività fisica del gruppo più attivo, l'aspettativa di vita sarebbe invece di 83,7 anni, con un aumento di 5,3 anni. I soggetti più 'pigri' si limitavano a camminare complessivamente per 49 minuti a circa 4,8 chilometri all'ora al giorno. I livelli di attività fisica totale nei gruppi dal rendimento intermedio svolgevano attività per 78 e 105. I più attivi in assoluto, invece, si muovevano per 160 minuti al giorno: 2h40' di attività complessiva.
Il team ha anche esaminato i potenziali benefici a livello individuale, piuttosto che a livello di popolazione, scoprendo che se le persone meno attive dedicassero 111 minuti in più all'attività fisica ogni giorno - passando da 49 a 160 minuti - potrebbero allungare la propria vita fino a 11 anni: dai quasi -6 anni si passerebbe al +5 con un ribaltone totale.
Lo studio, secondo altri esponenti della comunità scientifica, presenta alcuni limiti pur essendo considerato utile e affidabile. Si basa su dati preesistenti e fornisce stime in gran parte teoriche. Gli stessi autori hanno osservato che i livelli di attività dei partecipanti allo studio del 2003-2006 sono stati misurati in un periodo limitato e questo non consente di tenere conto dei cambiamenti nel corso della vita.

L'isola di Kharg nel mirino di Donald Trump? Gli Stati Uniti si preparano a inviare 5000 uomini, compresi 2200 Marines, a bordo di 3 navi anfibie. La prospettiva è un attacco all'isola iraniana di Kharg, nel Golfo Persico, che rappresenta il cuore dell'industria petrolifera di Teheran ed è uno dei bersagli economici più sensibili del conflitto in corso. Il terminale è attraversato da oltre il 90% delle esportazioni di greggio dell'Iran, ma l'infrastruttura è finora rimasta intatta dopo i 12 giorni di bombardamenti da parte di Stati Uniti e Israele. Un attacco a Kharg potrebbe provocare un’impennata dei prezzi del petrolio e destabilizzare ulteriormente i mercati energetici globali.
Situata a circa 55 chilometri dal porto di Bushehr e circondata da acque particolarmente profonde, l’isola si estende per soli otto chilometri ma ospita la principale piattaforma di esportazione del greggio iraniano. Attraverso oleodotti sottomarini e terminali di carico, Kharg convoglia il petrolio proveniente dai giacimenti centrali e occidentali verso le petroliere dirette principalmente ai mercati asiatici, con la Cina tra i principali acquirenti. Normalmente transitano dal terminale tra 1,3 e 1,6 milioni di barili al giorno, con capacità di stoccaggio di decine di milioni di barili.
Proprio il valore strategico spiega perché l’isola sia rimasta fuori dalla lista degli obiettivi militari. Secondo Neil Quilliam, analista del think tank Chatham House, un attacco potrebbe far salire i prezzi del petrolio fino a 150 dollari al barile, dai 120 dollari toccati nei momenti più critici della crisi. Distruggere o paralizzare l’impianto significherebbe togliere dal mercato l’intero flusso di esportazioni iraniane, mentre parte della produzione regionale è già bloccata dalle tensioni nello Stretto di Hormuz.
Anche un’eventuale occupazione militare dell’isola sarebbe estremamente complessa: servirebbe un massiccio dispiego di forze e potrebbe creare uno stallo energetico. L’Iran continuerebbe a produrre petrolio senza poterlo esportare, mentre gli Stati Uniti controllerebbero il terminale senza poterlo far funzionare, rischiando così di far precipitare i mercati petroliferi in una grave instabilità.
Oltre al suo ruolo economico, Kharg ha un forte valore simbolico. Abitata fin dall’antichità e contesa nei secoli da potenze regionali ed europee, divenne un grande hub petrolifero negli anni Sessanta e fu pesantemente bombardata negli anni Ottanta durante la guerra Iran-Iraq. Oggi è fortemente militarizzata e controllata dalle forze iraniane, mentre le sue acque profonde - tra le poche nel Golfo Persico capaci di ospitare le superpetroliere - continuano a permettere l’attracco delle grandi petroliere che trasportano all’estero il principale sostegno economico della Repubblica Islamica.

L'isola di Kharg nel mirino di Donald Trump. Gli Stati Uniti attaccano l'isola nel Golfo Persico che rappresenta il cuore dell'industria petrolifera dell'Iran. Il terminale è attraversato da oltre il 90% delle esportazioni di greggio dell'Iran. Nella notte italiana tra 13 e 14 marzo, l'isola è stata bombardata dagli Stati Uniti: "Abbiamo distrutto tutte le infrastrutture militari", dice Trump. Il petrolio e gli impianti non sono stati colpiti, almeno per ora. Se però Teheran non aprirà lo Stretto di Hormuz e non consentirà la navigazione delle petroliere, gli Stati Uniti agiranno di nuovo[1]. E il petrolio, stavolta, finirà nel mirino. L'attacco viene compiuto mentre il Pentagono invia nell'area migliaia di uomini, compresi marines, con almeno 3 navi: l'ipotesi di un assalto all'isola non può essere scartata.
Situata a circa 55 chilometri dal porto di Bushehr e circondata da acque particolarmente profonde, l’isola si estende per soli otto chilometri ma ospita la principale piattaforma di esportazione del greggio iraniano. Attraverso oleodotti sottomarini e terminali di carico, Kharg convoglia il petrolio proveniente dai giacimenti centrali e occidentali verso le petroliere dirette principalmente ai mercati asiatici, con la Cina tra i principali acquirenti. Normalmente transitano dal terminale tra 1,3 e 1,6 milioni di barili al giorno, con capacità di stoccaggio di decine di milioni di barili.
Proprio il valore strategico spiega perché l’isola sia rimasta fuori dalla lista degli obiettivi militari. Secondo Neil Quilliam, analista del think tank Chatham House, un attacco potrebbe far salire i prezzi del petrolio fino a 150 dollari al barile, dai 120 dollari toccati nei momenti più critici della crisi. Distruggere o paralizzare l’impianto significherebbe togliere dal mercato l’intero flusso di esportazioni iraniane, mentre parte della produzione regionale è già bloccata dalle tensioni nello Stretto di Hormuz.
Anche un’eventuale occupazione militare dell’isola sarebbe estremamente complessa: servirebbe un massiccio dispiego di forze e potrebbe creare uno stallo energetico. L’Iran continuerebbe a produrre petrolio senza poterlo esportare, mentre gli Stati Uniti controllerebbero il terminale senza poterlo far funzionare, rischiando così di far precipitare i mercati petroliferi in una grave instabilità.
Oltre al suo ruolo economico, Kharg ha un forte valore simbolico. Abitata fin dall’antichità e contesa nei secoli da potenze regionali ed europee, divenne un grande hub petrolifero negli anni Sessanta e fu pesantemente bombardata negli anni Ottanta durante la guerra Iran-Iraq. Oggi è fortemente militarizzata e controllata dalle forze iraniane, mentre le sue acque profonde - tra le poche nel Golfo Persico capaci di ospitare le superpetroliere - continuano a permettere l’attracco delle grandi petroliere che trasportano all’estero il principale sostegno economico della Repubblica Islamica.

Over 60 e l'attività fisica. C'è chi non hai mai smesso e chi vorrebbe ricominciare magari con l'arrivo della pensione e più tempo libero. O chi vorrebbe iniziare con un approccio 'dolce', ma non sa cosa fare. "L'attività fisica, definita dall'Oms come una priorità assoluta di salute pubblica, è uno dei principali strumenti per preservare l'autonomia, ridurre il carico delle malattie croniche e potenziare la riserva cognitiva", dice all'Adnkronos Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa dell'università del Salento. "Chi soffre di patologie croniche può fare attività fisica e i benefici di questa superano di gran lunga i rischi. Inoltre praticarla in gruppo favorisce la socializzazione, riduce il senso di isolamento e contrasta i sintomi depressivi e ansiosi attraverso il rilascio di endorfine".
Il consiglio che viene spesso dato agli over 60 è la camminata veloce, ma "discipline come il tai chi o lo yoga sono esempi eccellenti di attività che combinano forza, flessibilità e controllo neuromotorio. Naturalmente anche attività in acqua possono essere adatte", suggerisce Bernetti. L'ambiente acquatico, infatti, "offre vantaggi unici legati alla spinta idrostatica". Inoltre "in acqua il peso percepito si riduce fino all'80-90%, permettendo movimenti che a secco risulterebbero dolorosi in pazienti con artrosi severa. La pressione dell'acqua - ricorda - agisce come un massaggio naturale che stimola la circolazione, mentre la resistenza potenzia la forza muscolare senza rischi di traumi da impatto".
Esistono poi diverse discipline sportive che si prestano ottimamente alle esigenze del soggetto over 60, "offrendo benefici specifici in base alle caratteristiche biomeccaniche dell'attività. Ad esempio il nordic walking, un'attività aerobica di intensità moderata che coinvolge circa il 90% della muscolatura corporea utilizzando bastoncini da camminata che riducono il carico sulle articolazioni degli arti inferiori e sulla colonna vertebrale, migliorando al contempo stabilità posturale e coordinazione neuromotoria - analizza il medico-fisiatra - Recenti evidenze mostrano come il tennis possa ridurre la pressione arteriosa di circa il 15% e dimezzare l'incidenza di diabete negli over 60. Il tennis in doppio è la variante più indicata per i senior, poiché riduce l'area di campo da coprire, limitando l'intensità dello sforzo cardiovascolare e i movimenti bruschi. Anche il golf è un'attività molto consigliata, infatti non solo favorisce una camminata prolungata (6-12 km per partita), ma lo 'swing' richiede una sequenza coordinata di diversi gruppi muscolari, migliorando equilibrio e propriocezione. Secondo alcuni studi, i golfisti presenterebbero addirittura un'aspettativa di vita media di circa 5 anni superiore alla popolazione generale".
Infine, la danza. "Il ballo è una delle attività più potenti per la prevenzione del declino cognitivo. Richiede di memorizzare passi, coordinarsi con un partner e seguire il ritmo, stimolando la neuroplasticità dell'ippocampo e riducendo il rischio di demenza senile", suggerisce Bernetti, segretario generale Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa).
Tuttavia, per avviare un programma di esercizio fisico, specialmente in presenza di patologie, "è indispensabile un percorso di valutazione medica attento e multidisciplinare. L'esercizio non deve essere consigliato, ma prescritto e dosato come un farmaco", avverte Bernetti che elenca i 5 consigli per un "un programma ben equilibrato" di attività sportiva "che l'over 60 dovrebbe includere":
1) Riscaldamento e mobilità: movimenti circolari delle articolazioni (caviglie, polsi, spalle) per aumentare la lubrificazione articolare e ridurre la rigidità;
2) Fase aerobica: camminata a passo variabile, marcia sul posto o esercizi ritmici che coinvolgono i grandi gruppi muscolari per almeno 10-20 minuti;
3) Rinforzo muscolare: utilizzo di bande elastiche, piccoli pesi o del proprio peso corporeo (es. alzarsi dalla sedia) per stimolare la forza degli arti e del core;
4) Esercizi di equilibrio: camminata in tandem (punta-tacco), spostamenti del peso laterali e stazionamento su un piede solo con appoggio di sicurezza;
5) Defaticamento e respirazione: esercizi di allungamento muscolare dolce associati a respirazioni profonde per favorire il rilassamento e il ritorno venoso.
"Per garantire l'aderenza a lungo termine, è necessario che il programma sia piacevole, realistico e adattato alle preferenze individuali. Iniziare con piccole sessioni e intensificare gradualmente durata e frequenza è la chiave per evitare l'abbandono e minimizzare il rischio di infortuni - rimarca Bernetti - L'adozione di uno stile di vita attivo, supportato da una corretta nutrizione e da un monitoraggio clinico attento, consente non solo di prevenire le patologie croniche, ma di agire terapeuticamente su quelle già esistenti, rallentando il decadimento fisico e cognitivo. L'obiettivo finale è la promozione di un invecchiamento di successo, in cui l'autonomia funzionale e la dignità della persona siano preservate il più a lungo possibile, trasformando l'attività fisica da semplice consiglio a vera e propria terapia per la vita".
Nessun 6 né 5+1 al concorso del Superenalotto di oggi, venerdì 13 marzo, nel penultimo appuntamento della settimana. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei 6 è di 134.600.000 euro. Si torna a giocare domani, sabato 14 marzo.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 3, 11, 13, 20, 53, 61, Numero Jolly 88, Superstar 43.

La polizia federale svizzera sta indagando sulle finanze di Jacques e Jessica Moretti, i proprietari del bar Le Constellation di Crans-Montana dove si è verificato un incendio la notte di Capodanno costato la vita a 41 persone tra cui sei ragazzi italiani. In un rapporto della polizia si sospettano possibili operazioni finanziarie fraudolente, nonché possibili legami con la criminalità organizzata corsa. Lo rende noto Franceinfo, che ha ottenuto dalla polizia federale svizzera un documento riservato di 15 pagine che illustra i sospetti sull'origine del patrimonio della coppia.
Nel documento, redatto dall'unità antiriciclaggio della polizia svizzera, gli inquirenti hanno esaminato l'attività dei conti bancari dei Moretti e scoperto numerosi prestiti. Tra il 2015 e il 2025, le tre aziende della coppia hanno accumulato prestiti bancari per un totale di diversi milioni di franchi svizzeri. La polizia ha inoltre rilevato che ingenti somme di denaro venivano regolarmente trasferite dai conti correnti dei tre ristoranti della famiglia Moretti al conto personale di Jessica Moretti. Questo denaro veniva poi trasferito su banche francesi o sull'app di pagamento mobile Revolut utilizzata dalla coppia. Complessivamente, l'equivalente di 645mila euro è stato inviato in Francia. L'origine di questi fondi rimane sconosciuta.
Secondo la polizia svizzera questo denaro potrebbe rivelare un possibile schema finanziario fraudolento. "L'impero dei coniugi Moretti in Svizzera si basa esclusivamente sulla concessione di prestiti ottenuti in modo probabilmente improprio ", scrivono gli inquirenti. Sospettano trasferimenti di denaro che "potrebbero implicare cattiva gestione, frode assicurativa e gravi reati fiscali " .
Accolta eccezione difese, prossima udienza l'11 maggio...
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SINISCOLA – Una neonata di sei mesi è stata salvata dopo essere stata lasciata sola nell'auto dei genitori,
SELARGIUS – Una donna di 66 anni, di origine romena, è stata trovata senza vita nella notte scorsa nel piazzale
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Una bravata che poteva costare cara. Sei minorenni sono stati sorpresi in piena notte lungo la Statale 125, Orientale