
(Adnkronos) - L'Inghilterra torna in campo ai Mondiali 2026. Oggi, sabato 27 giugno, la nazionale del ct Tuchel affronta Panama, già eliminata dal torneo, nella terza giornata del gruppo L della Coppa del Mondo. Partita decisiva per gli inglesi, primi a quattro punti, che dovranno staccare il pass per i sedicesimi dopo il pareggio nella seconda gara contro il Ghana. Si giocherà in contemporanea anche l'altra partita del gruppo tra il già citato Ghana e la Croazia.
Domani il via alla fase a eliminazione diretta con la sfida tra Sudafrica e Canada, in programma alle 21 a Los Angeles.

(Adnkronos) - "Il governo, tramite l’Avvocatura dello Stato, si opporrà alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Ustica. L’udienza nel corso della quale il giudice sarà chiamato a decidere sulla richiesta di archiviazione è stata fissata per il prossimo 30 settembre. Allo stato attuale non è ancora possibile procedere alla costituzione di parte civile, poiché il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari". E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

(Adnkronos) - Marrit Steenbergen fa la storia al trofeo 'Settecolli' al Foro Italico a Roma. La 26enne olandese, campionessa iridata dei 100 stile libero, migliora il primato mondiale della distanza con il tempo di 51"68, migliorando di tre centesimi il tempo della svedese Sarah Sjostroem, stabilito nove anni fa ai mondiali di Budapest. Alle sua spalle seconda è Siobhan Haughey di Hong Kong in 52"52 e terza la ventenne azzurra Sara Curtis con il nuovo primato italiano di 52"69, che demolisce il suo 53"01 siglato agli Assoluti 2025 "Sono contentissima perché era l'obiettivo della stagione -spiega Curtis- Volevo scendere sotto questo muro il prima possibile e ci sono riuscita qui a Roma, insieme ad un record del mondo: è veramente il massimo. E' stata una gara super competitiva". Felicissima la nuova primatista mondiale: "Ho guardato il tempo sul tabellone, perché pensavo non fosse reale. Non so neanche quello che provo. Desideravo il record del mondo ma non pensavo proprio di riuscirci".

(Adnkronos) - Una donna americana di 53 anni è stata trovata morta nella sua abitazione a Ceriana, in provincia di Imperia. Il compagno si è costituito, dichiarando ai carabinieri di averla soffocata con un cuscino. A breve, comunicano fonti dalla procura, si terranno l'interrogatorio e l'accertamento del medico legale.

Almeno 35mila persone a Cagliari da tutta l'Isola per l'edizione 2026 del Sardegna Pride.
Cartelloni che chiedono più diritti Lgbtqia+, ma anche commossi omaggi a Mirko Moriconi e Kety Andreoni, le ultimissime vittime dell'omofobia in Italia.
In prima fila il sindaco del capoluogo Massimo Zedda e il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, assente per motivi istituzionali la governatrice Alessandra Todde.
Un percorso di circa sei chilometri tra carri, trenino e marcia a piedi che ha riportato il Pride anche in via Roma dal parco della Musica, quartier generale della festa, a piazza Yenne e ritorno. "La forza del disordine" è il messaggio scelto per questa edizione dedicata ad Anna Corona, storica attivista e fondatrice di AGedOCagliari.

(Adnkronos) - Si chiude dopo sei mesi la collaborazione tra Lorenzo Musetti e l'allenatore spagnolo José Perlas. A dare l'annuncio il 24enne toscano su Instagram. "Ci tengo a comunicare che ho deciso di concludere la collaborazione col mio tennis coach Jose Perlas. Nonostante le nostre strade si dividano, voglio ringraziarlo di cuore per il lavoro svolto insieme. E' stata un'esperienza importante che porterò con me. Gli auguro il meglio per il futuro e lo ringrazio ancora per tutto. Ora mi concentrerò sulle prossime sfide con grande motivazione e fiducia nel lavoro che ci aspetta". A seguire il campione azzurro al momento resta solo lo 'storico' coach Simone Tartarini che lo segue da quando era poco più che un bambino. Musetti sta recuperando dall'infortunio muscolare avuto agli Internazionali d'Italia e che lo ha costretto a saltare sia il Roland Garros, sia Wimbledon.

(Adnkronos) - Luigi Cavallari, marito della ministra della Famiglia, Eugenia Roccella, risulta disperso nel lago di Vico, in provincia di Viterbo. L'uomo era in barca oggi pomeriggio con la moglie quando si è tuffato in acqua e non è più risalito. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i sommozzatori dei vigili del fuoco che stanno effettuando le ricerche nel lago.
Docente universitario nel campo dell'architettura e dell'ingegneria delle costruzioni, Luigi Cavallari è una figura molto riservata. Sposato dal 1976 con la ministra Roccella, con lei ha due figli. Per diversi anni professore di Tecnologia dell'architettura all'università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, nel corso della sua carriera accademica ha ricoperto diversi incarichi interni, tra cui la direzione del dipartimento di Tecnologie dell'ambiente costruito e la guida del corso di laurea in Ingegneria delle costruzioni.

(Adnkronos) - Proseguono senza sosta le ricerche di Luigi Cavallari, marito della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, disperso da oggi pomeriggio nel lago di Vico, in provincia di Viterbo. La coppia aveva deciso di approfittare del sabato per godersi una giornata in barca al lago; mentre erano al largo, Cavallari si è tuffato per fare un bagno, ma non è più riemerso dalle acque. La ministra ha quindi lanciato l'allarme. E sul posto sono intervenute le forze dell'ordine e i vigili del fuoco, che hanno avviato immediatamente le ricerche con sommozzatori del nucleo di Roma, un soccorritore acquatico e una moto d'acqua dal comando provinciale di Viterbo.
Intanto il mondo politico si è stretto attorno alla ministra, con dichiarazioni di vicinanza e affetto. Il primo a manifestare la sua preoccupazione è stato il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia. "Ho appreso con sgomento la notizia - ha scritto sui suoi profili social - e sto seguendo con apprensione e profonda preoccupazione quanto sta avvenendo sul lago di Vico, dove risulta disperso il marito della ministra Eugenia Roccella. A lei e ai suoi familiari va tutta la mia vicinanza in queste ore di grande angoscia". Poi il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha manifestato la vicinanza di tutta la Regione Lazio, assicurando che "il personale di Ares 118 si è immediatamente attivato, insieme con i vigili del fuoco e l'Arma dei carabinieri, impegnati nelle ricerche". E ancora, il deputato di Fratelli d'Italia, Federico Mollicone. "Preghiamo per Eugenia Roccella e speriamo nel miracolo", ha scritto in una nota, inviando "un abbraccio a lei e alla sua famiglia".

(Adnkronos) - Oggi alle 17 il sindaco di Pordenone di Fratelli d’Italia, Alessandro Basso, e quello della Lega di Carlino (Udine), Loris Bazzo, si sono sposati col rito dell’unione civile a Villa Cattaneo a Villanova di Pordenone. A officiare il rito civile il 90enne Alvaro Cardin, decano dei sindaci democristiani di Pordenone. Alla festa di matrimonio, organizzata nella tenuta agricola Valle Ca’ del Lovo a Carlino, sono attese oltre 500 persone tra parenti, amici e ospiti, tra questi è attesa anche Mara Venier.

(Adnkronos) - Jannik Sinner si rilassa prima del suo debutto a Wimbledon... guardando la Formula 1. Il numero 1 del mondo ha condiviso su Instagram una storia in cui si mostra di spalle davanti a un televisore mentre segue con attenzione le qualifiche del Gran Premio d'Austria di Formula 1, andate in scena oggi alle 16.
Non è la prima volta che il tennista azzurro manifesta la sua passione per la Formula 1, nata fin da bambino grazie al padre e al nonno. Una passione che negli anni non ha mai abbandonato, ma lo ha trasformato in un interesse professionale tanto da venire nominato alla fine del 2023 'Amico della F1' per ricoprire il ruolo di ambasciatore globale della competizione automobilistica.
Questa volta, Sinner è stato ripreso mentre esulta nel giro record di Charles Leclerc che si è piazzato secondo, preceduto da George Russell al volante della Mercedes.
Diciotto corpi umani, uomini e donne, giacciono ammassati a terra,
indistinguibili, ricoperti da pelli ovine. Non esistono più
identità individuali: il corpo diventa gregge, massa biologica,
organismo vulnerabile sottoposto a una decisione esterna. E' la
scenografia della nuova performance 'Epidemia de su profittu' di
Nicola Mette, artista sardo noto per le sue azioni provocatorie di
denuncia., in programma il 2 luglio a Ottana.
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(Adnkronos) - Manca una settimana. Sette giorni che, per un quarto di milione di persone, hanno il sapore dell'ultimo chilometro di una maratona emotiva. Il 4 luglio non è più una data sul calendario, ma un punto d'arrivo. È 'Il giorno che aspettavo', per dirla con le parole di chi questo evento lo ha sognato, scritto e infine reso reale: Niccolò Moriconi, in arte Ultimo. A Tor Vergata, la periferia romana si sta trasformando nel cuore pulsante di un raduno generazionale. Il concerto-evento 'Ultimo 2026 – La favola per sempre' è una realtà imponente che cresce giorno dopo giorno. E mentre una macchina produttiva colossale assembla un palco lungo 140 metri, con torri alte come palazzi e una firma luminosa sospesa a 60 metri da terra, c'è chi ha già piantato le proprie radici. Con dieci giorni d'anticipo, i fan più irriducibili sono già lì, armati di tende e di una devozione che sfida il caldo torrido di questi giorni. Un atto d'amore così estremo da spingere la stessa etichetta del cantautore, la Ultima Records, a lanciare un appello quasi paterno: "Vi invitiamo a non esporvi alle temperature proibitive, evitate di mettervi in fila con troppo anticipo". Un richiamo alla prudenza che, paradossalmente, certifica la portata di un affetto che non conosce misura.
Questo concerto non nasce dal nulla. È il culmine di un percorso, l'apice di una narrazione che Ultimo ha costruito canzone dopo canzone in 10 anni di carriera. E arriva accompagnato da un nuovo album, 'Il giorno che aspettavo', interamente scritto e prodotto da Niccolò Moriconi che ha debuttato direttamente al primo posto della classifica Fimi/Niq. Un disco intimo, quasi una mappa della sua pelle, dove ogni brano è legato a uno dei suoi tatuaggi. E il titolo stesso, 'Il giorno che aspettavo', è chiaramente un riferimento diretto al 4 luglio: “Sia quello del 2026, dove farò il mega concerto di Tor Vergata davanti a 250.000 persone, sia il 4 luglio del 2019, una data che ho tatuata sul collo, quella del mio primo Stadio Olimpico”, ha detto l'artista.
Ma se l'anima dell'evento è nella musica e nell'artista, il suo corpo è la città di Roma, che si prepara a un'invasione pacifica ma complessa. L'impatto è già tangibile: fan accampati da giorni e strutture ricettive nei pressi dell'area esaurite da mesi. Di fronte a questo esodo, la Capitale ha messo in campo un piano logistico senza precedenti. Il fulcro sarà il trasporto pubblico: le metropolitane resteranno aperte tutta la notte e il biglietto di ritorno sarà incluso nel costo del concerto, un incentivo a lasciare l'auto a casa. Dalle stazioni di Anagnina (Metro A) e Giardinetti (Metro C) partiranno navette gratuite e percorsi pedonali sicuri. Per chi sceglierà l'auto, la regola è una sola: prenotazione obbligatoria del parcheggio.
Il 2 luglio, le porte delle prove generali si apriranno per le persone con disabilità, un gesto di inclusione che anticipa l'abbraccio collettivo di due giorni dopo. Sarà un'anteprima della magia, prima della grande storia. Il conto alla rovescia è quasi finito: il 4 luglio, Niccolò e il suo popolo si incontreranno a metà strada, in un punto esatto tra la favola e la realtà, per scrivere un capitolo che, comunque vada, è già nella storia.
(Adnkronos) - "Gli Stati Uniti giocheranno mercoledì contro la Bosnia. Non so nulla della Bosnia, non so dov'è e non voglio saperlo". Beata ignoranza ai Mondiali 2026. Una giornalista della Abc, durante in collegamento, non nasconde le proprie lacune geografiche e calcistiche: la Bosnia, prossima avversaria del Team Usa nella World Cip, è un'entità sconosciuta.

(Adnkronos) - Con il termometro che prima della partenza segna 38 gradi, 42 percepiti, ha preso il via il corteo di Milano Pride. Quella di quest’anno sarà la parata forse più calda di sempre. E i partecipanti si sono adeguati: il ventaglio arcobaleno è il must della 25esima edizione e il beachwear va per la maggiore.
"Meglio liberi che accaldati”, dice Fabiana, arrivata da Concorezzo, nel Milanese, insieme a un gruppo di amiche, per partecipare al Pride. Sono tutte in bikini, per cercare di resistere alle temperature record di questo giugno. Proprio per l’emergenza caldo, gli organizzatori alla vigilia hanno deciso di posticipare la partenza di un paio d’ore, proprio per evitare il sol leone del primo pomeriggio e garantire a chi manifesta qualche cono d’ombra in più.
È stata predisposta anche una mappa con le fontanelle, le zone riparare e i checkpoint sanitari. “Utilissima”, garantiscono i tanti che l’hanno scaricata. Così come è piaciuta la scelta di posticipare la partenza. “È stato giusto così”, dice Luca, arrivato da Bergamo. “Certo però si potrebbe ragionare di anticiparlo i prossimi anni ad aprile o maggio, quando c’è più fresco”, valuta Salvatore, ricevendo segni di approvazione dagli amici, che si lamentano: “Si muore dal caldo”. Cancellate l’appuntamento come a Parigi però sarebbe stato sbagliato, concordano tutti, “perché per i diritti l’importante è esserci”.
Elly Schlein, a sorpresa, si è presentata alla parata di Milano Pride. La segretaria dem, che negli anni passati non aveva mai mancato l’appuntamento, quest’anno non lo aveva previsto nella agenda, dove invece figura una partecipazione alla festa dell’unità di Parma alle 19.
Nonostante il caldo record, però, Schlein ha voluto partecipare alla parata milanese, che proprio quest’anno festeggia il 25esimo anniversario. La segretaria, in jeans e camicia azzurra, è al carro del Pd, tra chiacchiere e balli, prima della partenza del corteo. Probabilmente, proprio per l’appuntamento a Parma, non sfilerà per l’intero percorso di tre chilometri, fino all’Arco della Pace.
A margine del Milano Pride, Schlein ha ricordato Mirko Moriconi, il 24enne ucciso nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno, dal padre, per la sua omosessualità: "L'omotransfobia uccide. Purtroppo ha ucciso anche Mirko Moriconi, che aveva deciso di chiamarsi Michelangelo Andreoni, ucciso a colpi di fucile, da suo padre, insieme alla madre”.
Mirko Moriconi, ha ricordato, “qualche tempo fa aveva anche denunciato sui social ‘per mio padre meglio morto che gay’. L'omotransfobia purtroppo uccide e penso che davanti a questa tragedia bisogna che rifletta tutta la società e tutta la politica, perché qualcuno ancora si chiede che senso abbia fare i Pride. Questo è il senso: cambiare la cultura in un Paese dove l'omotransfobia purtroppo continua a fare vittime”.
Sono “l'odio e la discriminazione delle persone Lgbtq+ che portano alla violenza, violenza in tante forme, fisica, mentale e dobbiamo tenerne conto. E qualcuno - ha osservato Schlein - ancora si stupisce del perché noi vogliamo una legge contro l'odio, contro l'omobilesbotransfobia come era il Ddl Zan, che è stato affossato in Parlamento. E qualcuno si stupisce se vogliamo prevenire queste forme di violenza, di stereotipi discriminatori, approvando l'educazione alle differenze e all'affettività obbligatoria in tutti i cicli scolastici. Ecco sono questi i motivi perché purtroppo troppe persone ogni giorno sono vittime di discriminazione per quello che sono e non lo possiamo accettare, perché si tratta di diritti fondamentali delle persone”, ha concluso.
“Il nostro Paese è stato tra quelli più retrogradi sul riconoscimento dei diritti Lgbtq+. Siamo scivolati alla posizione 36 su 49 in Europa. Un dato impressionante”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, citando a margine del Milano Pride la classifica annuale fatta da Ilga-Europe.
“Noi vogliamo portare l'Italia in Europa, più vicino a quei Paesi europei che invece hanno già approvato leggi contro l'odio, hanno già il matrimonio egualitario, il riconoscimento dei diritti delle figlie e dei figli delle coppie omogenitoriali. È questo che bisogna fare”, ha detto Schlein, aggiungendo che “una società più inclusiva è anche quella più sicura per tutti e per tutte, perché non marginalizza e non discrimina nessuno. Quindi noi proseguiremo in queste battaglie. Sapendo che purtroppo oggi con questa destra al governo non abbiamo i numeri in Parlamento, ma non vuol dire che non continueremo a batterci per riuscire ad approvare le leggi che servono”.
Schlein ha assicurato poi che “noi lo faremo naturalmente assumendo anche un impegno come abbiamo fatto recentemente in un incontro con le associazioni, con anche le altre forze dell'alleanza progressista dove c'è una buona convergenza su questi temi. Sicuramente, dovremo cambiare noi le cose visto che con questa maggioranza mi sembra difficile molto difficile fare passi avanti, anzi se ne stanno facendo di indietro come l'approvazione del pessimo ddl Valditara, che fa il contrario di quello che servirebbe, cioè la prevenzione del bullismo in ogni forma, perché limita fortemente e addirittura nei primi anni di scuola proibisce l'educazione all'affettività alle differenze al rispetto. E invece ce ne è molto bisogno, come ci chiedono studentesse e studenti con la loro stessa voce”.

(Adnkronos) - L'Argentina di Lionel Messi chiude il gruppo J dei Mondiali affrontando oggi, alle 4 della notte tra sabato 28 e domenica 29 giugno, la Giordania ultima del girone e già matematicamente eliminata. Il sette volte pallone d'oro dovrebbe essere risparmiato dal ct Scaloni e partire dalla panchina. Le due nazionali si affrontano al Dallas Stadium di Arlington in Texas. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere Argentina e Giordania in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Argentina-Giordania, in campo stanotte alle 4:
ARGENTINA (4-3-3): E. Martínez; Montiel, Romero, Medina, Tagliafico; Lo Celso, Paredes, Almada; G. Simeone, Lautaro Martínez, Alvarez. Ct: Lionel Scaloni.
GIORDANIA 4-4-2): Abulaila; Al-Arab, Haddad, Nasib, Abualnadi; Al-Rawabdeh, Ayed, Sadeh, Al-Taamari; Al- Taamari, Olwan. Ct: Jamal Sellami.
La partita dei Mondiali 2026 tra Argentina e Giordania sarà visibile in diretta su Dazn e sull'app di Dazn.

(Adnkronos) - Una 24enne ha perso la vita in seguito a un incidente avvenuto questa mattina sulla A14, al chilometro 0+500. Per cause in corso di accertamento, il conducente avrebbe perso il controllo del veicolo, che si è poi ribaltato. Un bimbo di sei mesi, che la donna verosimilmente avrebbe tenuto in braccio, è stato sbalzato fuori dall’abitacolo. È stato trasportato all’ospedale Maggiore di Bologna ed è ricoverato in rianimazione in condizioni critiche. Altre quattro le persone presenti sul mezzo. Due minori, un maschio e una femmina, sono in reparto pediatrico e non sono in pericolo di vita. Una 48enne e un 55enne sono ricoverati in medicina d'urgenza. Sul posto, oltre ai soccorsi, è intervenuta la polizia stradale.

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(Adnkronos) - Incidente mortale sul lavoro a Olbia. Renato Mariotti, 65enne direttore dei lavori di un cantiere edile in centro cittadino, in via Gramsci, è precipitato questa mattina da un palazzo di dieci piani in costruzione ed è morto sul colpo.
Non è ancora chiaro da quale altezza sia caduto. Sul posto il 118, che non ha potuto far altro che costatare il decesso, i Carabinieri e i tecnici dello Spresal della Asl gallurese per stabilire le cause e l'altezza da cui è precipitato l'uomo.

(Adnkronos) - Il picco di caldo estremo registrato in Europa dal 24 al 26 giugno potrebbe provocare fino a 12mila morti. E' la stima fatta dall'Economist, che basa il suo calcolo sul cosiddetto 'modello Masselot', secondo cui il numero delle vittime non è determinato solo dalle temperature in valore assoluto, ma anche da quanto insolite sono. Nel 2023, lo statistico ed epidemiologo ambientale Pierre Masselot e i suoi colleghi della London School of Hygiene & Tropical Medicine, ricostruisce il settimanale britannico, hanno modellato la relazione tra temperatura e mortalità in 854 città europee, scoprendo che quando le città sperimentano temperature insolitamente alte, la gente sta peggio: 30°C a Manchester sono molto più letali che a Madrid.
Per stimare quanto possa essere letale il clima attuale, scrive l'Economist, "abbiamo combinato il modello di Masselot con le temperature medie previste dal 24 al 26 giugno, il picco dell'ondata di calore". Il calcolo "è imperfetto", perché "non considera fattori come l'umidità, ma tiene parzialmente conto del calore notturno, che è uno dei motivi per cui questa ondata di calore è così pericolosa, perché lascia poco tempo al corpo per recuperare". "I risultati mostrano che, in soli tre giorni, il caldo estremo potrebbe causare circa 12.000 decessi in eccesso. Il tasso di mortalità di Parigi potrebbe aumentare di oltre il 300%, il maggiore incremento nella nostra analisi", sostiene ancora il settimanale britannico, secondo cui "il rischio di morte a Londra potrebbe aumentare di circa il 200%, quello di Milano del 170%".
Fino a 12mila morti in eccesso in Europa in soli tre giorni per le altissime temperature? "E' una conferma di come il caldo estremo non sia più un disagio stagionale, ma una vera emergenza di sanità pubblica", afferma il presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima), Alessandro Miani. "Il dato riportato dall’Economist va letto con grande attenzione e con la necessaria prudenza scientifica: non si tratta di un bilancio definitivo, ma di una stima previsionale", precisa il medico.
Il caldo oggi, avverte Miani, "non si misura soltanto con il termometro. Si misura con la vulnerabilità dei corpi, delle case e delle città. Una temperatura di 30°C non ha lo stesso significato a Manchester, Madrid, Parigi o Milano, perché non incontra ovunque la stessa acclimatazione, gli stessi edifici, le stesse infrastrutture, la stessa cultura del rischio e la stessa capacità di protezione. Dove il caldo è meno abituale, può essere più letale proprio perché trova popolazioni, abitazioni e sistemi urbani meno preparati. Questo è il punto centrale: il caldo non uccide ovunque nello stesso modo. Uccide dove trova fragilità. Colpisce di più anziani, bambini, persone con patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche o neurologiche, ma anche chi vive in abitazioni poco isolate, in quartieri densamente costruiti, con poco verde, poca ombra, scarsa ventilazione e minore accesso a sistemi di raffrescamento. Le temperature notturne elevate sono particolarmente pericolose, perché impediscono all’organismo di recuperare dallo stress termico accumulato durante il giorno. Il dato sull’Italia deve far riflettere. Nell’estate 2024 sono stati stimati oltre 19mila decessi attribuibili al caldo nel nostro Paese, il numero più alto in Europa".
Questo significa, continua Miani, che "l’attuale ondata di calore va monitorata con estrema attenzione, soprattutto perché non si esaurisce necessariamente nella finestra dei tre giorni considerata dall’Economist. In Italia il picco è atteso tra il weekend e l’inizio della prossima settimana, con più giorni consecutivi di allerta e temperature molto elevate: più dura l’esposizione, più aumenta il rischio, soprattutto per le persone fragili. Per la medicina ambientale, quella che stiamo vivendo non è più soltanto una questione meteorologica. È una questione sanitaria, ambientale, urbanistica e sociale. Non possiamo continuare ad arrivare dopo, contando i morti a ondata di calore conclusa. Le città devono essere ripensate ora, perché ogni estate estrema ci ricorda che il ritardo nell’adattamento si paga in salute e in vite umane".
Servono, sottolinea l'esperto, "interventi immediati e strutturali: più verde urbano, più alberature, più ombra, de-impermeabilizzazione dei suoli, depavimentazione dove possibile, Nature-based Solutions, corridoi di ventilazione, riduzione dell’isola di calore urbana e materiali meno assorbenti. Ma serve anche una nuova cultura dell’edificio: le case devono essere protette prima che il calore entri. Schermature solari esterne intelligenti, ventilazione naturale, raffrescamento passivo, isolamento adeguato e gestione corretta di luce e ombra non sono più dettagli di comfort, ma strumenti di prevenzione sanitaria. Il caldo estremo è il nuovo banco di prova delle città europee. Il termometro misura i gradi, ma sono gli edifici, le strade, il verde, l’ombra e le disuguaglianze sociali a decidere quanti danni farà. Per questo la prevenzione deve diventare territoriale, integrata e anticipatoria: non basta dire che farà caldo, bisogna sapere dove quel caldo può diventare letale, per chi e con quali interventi immediati proteggerlo", conclude.
(Adnkronos) - La signora Verina, 104 anni, è stata operata al femore e già il giorno successivo è riuscita ad alzarsi in piedi, pronta a cominciare la riabilitazione che le ha restituito la mobilità. E' accaduto all'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove la signora Verina ultracentenaria in buona salute, è stata sottoposta a un delicato intervento di ortogeriatria reso necessario da una brutta caduta che ha comportato una frattura al braccio e la rottura del femore, che in età avanzata rappresenta una minaccia per la vita, portando nel 30% dei casi alla morte.
In questo caso a fare la differenza, si legge in una nota dell'azienda Usl Irrcs della città emiliana, "l'accurato inquadramento diagnostico e la stabilizzazione pre e post-operatoria, assicurate dalle specialiste geriatre in servizio in Ortogeriatria, che hanno potuto condurre la paziente in sala operatoria in tempi brevissimi. Qui, l’equipe multidisciplinare ortogeriatrica – sezione strategica della Struttura complessa di ortopedia diretta da Michele Cappa – ha garantito alla donna un trattamento rapido, seguito da una precoce fase riabilitativa"
L’intervento di osteosintesi praticato in questo caso consiste nell’introduzione di un chiodo endo-midollare con tecnica cosiddetta mininvasiva, rapida e a basso impatto, studiata per tutelare i soggetti più fragili. In fase post-operatoria ha contato la sinergia dell’equipe coordinata dall’infermiera Sonia Mazzola, composta da infermieri, operatori socio-sanitari e fisioterapisti, che ha portato al compiersi di un piccolo miracolo: nel giorno successivo all’intervento, Verina ha potuto riprendere a camminare, iniziando da subito il programma riabilitativo studiato in vista del suo rientro a casa.
"Quello di Verina non è un caso isolato", spiega Michele Cappa. "È il risultato - continua - di un percorso di riferimento sul territorio nazionale, integrato, sicuro e costante, costruito su misura per ognuno degli oltre 600 pazienti che ogni anno accedono all'Ortopedia e traumatologia del Santa Maria Nuova con frattura femorale. Nonostante la forte pressione in termini di attività, il reparto è costantemente impegnato nell’offrire alla popolazione un’assistenza di qualità e consolidare elevati standard di cura, soprattutto in presenza di casistica complessa". La primavera e l’estate - riferisce la Ausl - sono periodi dell’anno nei quali si intensifica l’afflusso in Traumatologia d’urgenza e in reparto, a causa di traumi da caduta, incidenti sul lavoro e stradali, infortuni sportivi. Sono cambiate anche le abitudini dei reggiani che sempre di più prediligono la permanenza nel territorio provinciale, scenario che ha generato negli ultimi anni un trend di crescita costante, pari al 4% annuo, di pazienti che necessitano delle cure dell'Ortopedia, una struttura la cui attività spazia trasversalmente in ogni fascia d'età.

(Adnkronos) - La signora Verina, 104 anni, è stata operata al femore e già il giorno successivo è riuscita ad alzarsi in piedi, pronta a cominciare la riabilitazione che le ha restituito la mobilità. E' accaduto all'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove la signora Verina ultracentenaria in buona salute, è stata sottoposta a un delicato intervento di ortogeriatria reso necessario da una brutta caduta che ha comportato una frattura al braccio e la rottura del femore, che in età avanzata rappresenta una minaccia per la vita, portando nel 30% dei casi alla morte.
In questo caso a fare la differenza, si legge in una nota dell'azienda Usl Irrcs della città emiliana, "l'accurato inquadramento diagnostico e la stabilizzazione pre e post-operatoria, assicurate dalle specialiste geriatre in servizio in Ortogeriatria, che hanno potuto condurre la paziente in sala operatoria in tempi brevissimi. Qui, l’equipe multidisciplinare ortogeriatrica – sezione strategica della Struttura complessa di ortopedia diretta da Michele Cappa – ha garantito alla donna un trattamento rapido, seguito da una precoce fase riabilitativa"
L’intervento di osteosintesi praticato in questo caso consiste nell’introduzione di un chiodo endo-midollare con tecnica cosiddetta mininvasiva, rapida e a basso impatto, studiata per tutelare i soggetti più fragili. In fase post-operatoria ha contato la sinergia dell’equipe coordinata dall’infermiera Sonia Mazzola, composta da infermieri, operatori socio-sanitari e fisioterapisti, che ha portato al compiersi di un piccolo miracolo: nel giorno successivo all’intervento, Verina ha potuto riprendere a camminare, iniziando da subito il programma riabilitativo studiato in vista del suo rientro a casa.
"Quello di Verina non è un caso isolato", spiega Michele Cappa. "È il risultato - continua - di un percorso di riferimento sul territorio nazionale, integrato, sicuro e costante, costruito su misura per ognuno degli oltre 600 pazienti che ogni anno accedono all'Ortopedia e traumatologia del Santa Maria Nuova con frattura femorale. Nonostante la forte pressione in termini di attività, il reparto è costantemente impegnato nell’offrire alla popolazione un’assistenza di qualità e consolidare elevati standard di cura, soprattutto in presenza di casistica complessa". La primavera e l’estate - riferisce la Ausl - sono periodi dell’anno nei quali si intensifica l’afflusso in Traumatologia d’urgenza e in reparto, a causa di traumi da caduta, incidenti sul lavoro e stradali, infortuni sportivi. Sono cambiate anche le abitudini dei reggiani che sempre di più prediligono la permanenza nel territorio provinciale, scenario che ha generato negli ultimi anni un trend di crescita costante, pari al 4% annuo, di pazienti che necessitano delle cure dell'Ortopedia, una struttura la cui attività spazia trasversalmente in ogni fascia d'età.
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Sarda News - Notizie in Sardegna
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