
(Adnkronos) - "Vari studi hanno dimostrato che", nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), la terapia inalatoria triplice in un unico dispositivo, "oltre a offrire benefici" clinici, "riduce la mortalità. Questa era la ragione per cui ci battevamo: era ormai evidente l'importanza di liberalizzare questa terapia". Così Salvatore D'Antonio, presidente Associazione pazienti Bpco, commenta l'aggiornamento della Nota 99, recentemente pubblicata in Gazzetta Ufficiale. La versione precedente, "emanata nel settembre del 2021, in piena pandemia", aveva alcune criticità sulla prescrizione e, di conseguenza, anche sull'aderenza alla terapia. "Ridurre il numero di device, di apparecchi da usare - chiarisce D'Antonio - è già un elemento risolutivo. Inoltre, i farmaci in un unico apparecchio hanno un potenziamento". Prima dell'aggiornamento della Nota 99, "le prescrizioni venivano fatte senza avere i benefici della terapia in unico device e con una spesa maggiore, pari a circa 30 euro a confezione. Raggruppando questa terapia in un unico dispositivo, oltre a ottenere un risparmio sui farmaci, si riducono le riacutizzazioni e i ricoveri ospedalieri, con ulteriori benefici per la sostenibilità del sistema sanitario", sottolinea. A ciò si aggiunge "la riduzione della mortalità: vantaggi importanti sotto ogni profilo". (Video)
L'associazione "ha sempre sensibilizzato su questi aspetti - evidenzia D'Antonio - anche perché le ultime osservazioni delle linee guida Gold hanno dimostrato che bisogna prestare attenzione ai pazienti fumatori ed ex fumatori che, pur non avendo segni di ostruzione all'esame spirometrico, hanno purtroppo la possibilità di un’evoluzione negativa della situazione respiratoria, anche se nelle fasi iniziali presentano un esame spirometrico buono. Se non si osserva il quadro nella sua complessità - avverte - si rischia di perdere le prime avvisaglie. Noi abbiamo da sempre documentato e sottolineato l'importanza delle piccole vie aeree, che rappresentano gli aspetti iniziali del danno e che possono essere osservati fin dall'inizio. In questi casi è opportuno attuare una terapia preventiva".
Oltre a facilitare l'accesso e l'impiego "dei farmaci che abbiamo a disposizione - aggiunge D'Antonio - come associazione siamo impegnati in altre iniziative come la lotta al fumo, tra i nostri primi obiettivi. Come tutto il mondo pneumologico, non accettiamo alcun tipo di fumo, né quello elettronico né quello del tabacco riscaldato - puntualizza - Tutti riteniamo che siano da sconsigliare, anche perché abbiamo assistito al fenomeno del fumo duale e al fatto che molti giovani iniziano con questo tipo di fumo per passare poi al fumo tradizionale. L'altra questione fondamentale è la consapevolezza della malattia. Dobbiamo fare in modo che i pazienti siano consapevoli della propria condizione e possano quindi attuare correttamente la terapia. Purtroppo questo rappresenta un ulteriore problema - osserva - Sappiamo che una percentuale importante di pazienti, dopo pochi mesi, smette di assumere i farmaci. Anche questo può essere contrastato offrendo una terapia efficace, capace di indurre il paziente ad avere fiducia nel rapporto con il medico e nel rapporto con il farmaco, favorendone così - conclude - un utilizzo più attento e costante".

Menarini Bus, Fiom: "Situazione Critica". L'Azienda: "Dati Fuorvianti, Produzione a 400 Unità nel 2025"
ITALIA – La situazione di Menarini Bus finisce al centro del dibattito. Da un lato, la Fiom-Cgil denuncia una fase di difficoltà per i due stabilimenti di Flumeri (Avellino) e Bologna, con produzione ferma e quote di mercato in calo. Dall'altro, l'azienda risponde ai dati citati dal sindacato, definendoli "fuorvianti" e rivendicando una produzione di 400 autobus nel 2025, grazie anche a un importante contratto per Atene.
La Denuncia del Sindacato
Nel corso di una conferenza stampa, il segretario nazionale Samuele Lodi e il coordinatore automotive Ciro D'Alessio (Fiom-Cgil) hanno lanciato un allarme: "La produzione di autobus in Italia non è mai stata veramente rilanciata dopo la fusione tra Irisbus e Breda. Oltre 500 dipendenti sono in cassa integrazione, soprattutto a Flumeri. Gare bloccate, politiche industriali assenti e mancanza di visione rendono lo scenario preoccupante". I sindacati chiedono un tavolo urgente con Governo e Regioni.
Secondo la Fiom, la quota di mercato di Menarini sarebbe crollata al 4% nel 2024 (dall'8,8% del 2021), mentre a Flumeri la produzione è ferma da febbraio e a Bologna mancano gli investimenti promessi. "Il Governo millanta contatti con investitori cinesi, ma non si concretizza nulla", hanno aggiunto.
La Risposta di Menarini Bus
L'azienda ha risposto punto su punto, definendo la lettura del sindacato "fuorviante ed errata". In una nota, Menarini precisa:
Un Confronto Aperto
Il confronto tra sindacato e azienda si concentra ora sulla necessità di un tavolo al Mimit per il futuro del settore. Menarini sottolinea che i dati positivi del 2025 e gli ordini in portafoglio dimostrano che la ripresa è possibile, a patto che le istituzioni rispettino i tempi e gli impegni. La Fiom, dal canto suo, minaccia iniziative se non verrà convocato un tavolo urgente.
Il Pnrr è un grande acceleratore per accorciare le distanze interne
alla Sardegna, ma del tutto insufficiente, da solo, a colmare il
divario strutturale che separa l'isola dal resto d'Italia e
d'Europa. È il fulcro dell'audizione del vicepresidente della
Regione, Giuseppe Meloni, questa mattina davanti a deputati e
senatori della commissione parlamentare per il contrasto degli
svantaggi derivanti dall'insularità della Camera.
(Adnkronos) - “Le Malvinas sono argentine”. Spunta uno striscione in campo dopo Argentina-Inghilterra, semifinale dei Mondiali vinta 2-1 dai campioni del mondo. A portare il drappo sul terreno di gioco sono due giocatori, Giovanni Lo Celso e Nicolas Otamendi, che ora rischia un provvedimento disciplinare della Fifa. Il regolamento, infatti, vieta espressamente l’esibizione di simboli di carattere politico e l’esposizione di messaggi dello stesso tenore.
“L'equipaggiamento non deve recare slogan, dichiarazioni o immagini di natura politica, religiosa o personale. I giocatori non devono mostrare indumenti intimi con slogan, dichiarazioni o immagini di natura politica, religiosa o personale, né pubblicità diversa dal logo del produttore”, recita il regolamento.
“Per qualsiasi infrazione, il giocatore e/o la squadra saranno sanzionati dall'organizzatore della competizione, dalla federazione calcistica nazionale o dalla Fifa”.
Il tema della Malvinas - le Isole Falkland secondo la denominazione adottata dagli inglesi - è tornato di attualità con la sfida andata in scena ad Atlanta. Le isole sono state al centro di un breve conflitto tra Inghilterra e Argentina nel 1982. L’Inghilterra ha mantenuto il controllo dei territori davanti alle coste argentine.

(Adnkronos) - Come fermare l'emorragia di giovani talenti che ogni anno lascia il Mezzogiorno? E come trasformare la 'ritornanza' – il rientro al Sud di laureati e professionisti dopo esperienze nel Nord Italia o all'estero – in una leva di sviluppo per imprese e territori? Sono questi i temi al centro di 'Direzione Sud', l'iniziativa che si è svolta a Matera promossa da Manageritalia Puglia, Calabria e Basilicata, che ha riunito manager, istituzioni, imprese e mondo accademico per individuare strategie condivise capaci di rendere il Sud più competitivo e attrattivo. Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, mentre le conclusioni sono state affidate al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che hanno evidenziato il ruolo delle istituzioni nel creare un ecosistema favorevole ai giovani, agli investimenti e all'innovazione.
Per il sindaco Antonio Nicoletti:” Matera vuole essere una città che offre ai giovani opportunità concrete di crescita, lavoro e innovazione. Creare le condizioni perché i talenti scelgano di restare o di tornare significa investire nella collaborazione tra istituzioni, imprese e università. È una sfida che riguarda il futuro della nostra comunità e dell'intero Mezzogiorno, e che siamo chiamati ad affrontare insieme". Così ha proseguito Vito Bardi, presidente Regione Basilicata: “Trattenere i giovani e creare le condizioni perché chi è partito scelga di tornare è una delle sfide decisive per il futuro della Basilicata. Non bastano incentivi: servono opportunità concrete, lavoro qualificato, imprese innovative e un forte collegamento tra formazione, ricerca e sistema produttivo. La Regione è impegnata a costruire un ecosistema capace di attrarre investimenti e valorizzare i talenti, perché crediamo che il capitale umano sia la risorsa più preziosa per lo sviluppo del nostro territorio. La Basilicata deve diventare una terra in cui i giovani possano scegliere di costruire il proprio futuro, contribuendo con le proprie competenze alla crescita dell’intera comunità”.
L'urgenza del tema è confermata dai numeri. Secondo gli ultimi dati Istat, dal 2019 a oggi oltre 313 mila giovani hanno lasciato il Sud Italia per motivi di lavoro e crescita professionale. Nello stesso periodo la popolazione tra i 18 e i 35 anni residente nelle regioni meridionali è diminuita del 7,6%, mentre nel Nord è cresciuta del 4,8%. Le aree che perdono giovani perdono domanda interna, capacità fiscale locale, capitale umano e attrattività per le imprese. Nello specifico il Potentino ha perso il 12% dei giovani tra i 18 e i 35 anni, tra il 2019 e il 2026 mentre Matera il 7,2%. A conferma di questa tendenza anche i dati di InfoCamere secondo i quali il contributo delle regioni meridionali alla governance delle imprese settentrionali è in crescita: nel 2012 gli amministratori nati al Sud rappresentavano l’11,6% dei manager attivi nel Centro-Nord; quindici anni dopo sono saliti al 12,6 per cento. Il Mezzogiorno si trova in una situazione paradossale: le persone nate al Sud che ricoprono incarichi di amministrazione aziendale sono cresciute di 268.733 unità rispetto al 2012 (+52%), ma un quarto di loro (25,2%) lascia la propria regione per trasferirsi al Centro-Nord. La metà sceglie la Lombardia.
"Il Sud non ha bisogno di trattenere i giovani a tutti i costi, ma di offrire loro motivi concreti per scegliere di restare o di tornare. Significa creare imprese più innovative, investire sulle competenze manageriali, rafforzare il dialogo tra università e sistema produttivo e costruire un ecosistema capace di valorizzare il talento. La ritornanza non è nostalgia: è una straordinaria opportunità di sviluppo che dobbiamo trasformare in una strategia per il futuro del Mezzogiorno", ha dichiarato Domenico Fortunato, presidente di Manageritalia Puglia, Calabria e Basilicata.
La tavola rotonda ha riunito imprese, istituzioni, mondo accademico e manager come: Giovanni Schiuma, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell'Università Lum, Gaetano Torchia, direttore amministrativo di Sviluppo Basilicata, Michele Vivilecchia, psicologo del lavoro e rappresentante del movimento I Ritornati, Francesco D'Alema, presidente di Confindustria Basilicata, e Michele Somma, presidente della Camera di commercio della Basilicata. Moderati da Francesco Cautillo, vicepresidente di Aidp Puglia e Basilicata, i relatori hanno condiviso la necessità di rafforzare il dialogo tra formazione e imprese, sostenere la crescita delle PMI attraverso competenze manageriali, accelerare innovazione e digitalizzazione e creare condizioni favorevoli affinché il Sud torni a essere una terra in cui costruire il proprio futuro.
Particolare attenzione è stata dedicata alla ritornanza, fenomeno sempre più diffuso tra giovani professionisti che, dopo esperienze maturate fuori dal Mezzogiorno, scelgono di rientrare nelle proprie regioni d'origine. Se sostenuto da politiche mirate e da un tessuto imprenditoriale dinamico, questo processo può trasformarsi in una leva di sviluppo economico, sociale e culturale. L'incontro si è concluso con l'impegno condiviso a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese, università e management per trasformare la fuga dei talenti in una nuova stagione di crescita. L'obiettivo è costruire un Mezzogiorno capace non solo di trattenere i propri giovani, ma anche di richiamare competenze, investimenti e nuove opportunità.

(Adnkronos) - I raid russi di questa notte su Kiev hanno ucciso due persone e ne hanno ferite almeno altre cinque, tra cui un bambino, secondo quanto riferito giovedì dai servizi di emergenza ucraini, dopo che le esplosioni hanno scosso la capitale poco dopo la mezzanotte. L'attacco è l'ultimo di una serie di bombardamenti quasi quotidiani da parte della Russia contro le città ucraine, mentre Mosca prosegue la sua invasione, giunta ormai al quinto anno.
Ucraina: media, 'droni di Kiev hanno colpito base aerea russa di Engels'
La base aerea russa Engels-2 nell'oblast di Saratov sarebbe stata colpita da droni ucraini nella notte, secondo quanto riportato dai canali di informazione russi su Telegram. Foto e video pubblicati sui social media dai residenti locali sembrano mostrare un incendio divampare nella zona della base aerea. I canali Telegram di monitoraggio della guerra hanno geolocalizzato gli incendi, facendoli apparire provenienti dall'installazione militare.
Alcuni droni sono stati avvistati sorvolare la città di Engels, mentre si segnalavano esplosioni e interruzioni di corrente diffuse. Sono stati inoltre avvistati incendi in alcune case e in un edificio residenziale della città, presumibilmente causati dall'abbattimento di droni.

Maracalagonis, Mamma e Figlio Trovati Morti in Casa: Ipotesi Asfissia. Disposte le Autopsie
MARACALAGONIS – Il giallo di via San Giovanni si infittisce. I corpi di Teresa Vacca, 82 anni, e del figlio Marco Durzu, 58 anni, sono stati trovati senza vita nella loro abitazione di Maracalagonis, ma le cause del decesso rimangono avvolte nel mistero. La prima ipotesi, al momento al vaglio degli inquirenti, è quella della morte per asfissia.
La Macabra Scena
Il corpo della donna è stato rinvenuto nell'andito di casa. Accanto a lei, sul pavimento, un piatto con alcune fette di mortadella. A pochi metri, in una camera da letto, il cadavere del figlio, disteso nel letto. Marco Durzu era tetraplegico a seguito di un incidente stradale avvenuto oltre 30 anni fa e non poteva alzarsi.
La Scoperta e i Soccorsi
A scoprire la tragedia è stata una coppia che, dopo mezzogiorno di ieri, è entrata nell'abitazione con la spesa di giornata. I vicini hanno lanciato l'allarme. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Maracalagonis e della Compagnia di Quartu, il pm Daniele Caria, il medico legale Roberto Demontis e gli agenti della Polizia Locale.
L'Ipotesi del Medico Legale
Il medico legale, dopo una prima ispezione, ha ipotizzato un "quadro generico asfittico" . Tuttavia, per il momento si tratta solo di una supposizione: serviranno le autopsie e gli esami tossicologici e istologici per chiarire le cause esatte del decesso. Una delle piste al vaglio è quella di una possibile intossicazione alimentare, legata al piatto di mortadella trovato accanto al corpo della donna.
Le Indagini
Nell'abitazione non sono stati trovati segni di violenza né di effrazione. L'ipotesi del doppio malore, inizialmente presa in considerazione, sembra essere stata superata da quella della morte per asfissia. L'autopsia, che si terrà venerdì presso l'ospedale Brotzu, dovrà fare chiarezza su una vicenda che ha sconvolto la comunità di Maracalagonis, lasciando più dubbi che certezze. Notizia in aggiornamento.

(Adnkronos) - Da oggi 16 luglio, cambia tutto per chi possiede un monopattino elettrico. Scatta infatti l'obbligo di assicurazione, ma il debutto della nuova norma rischia di essere accompagnato da non pochi problemi. A lanciare l'allarme è Assoutenti, secondo cui tantissimi proprietari sono nell'impossibilità di mettersi in regola perché manca ancora la targa, indispensabile per stipulare una polizza valida.
In base ai dati forniti dal Mit nei giorni scorsi, alla data del 30 giugno 2026 i contrassegni rilasciati a livello nazionale sono stati 133.135, con la conseguenza che poco più di un monopattino su 10 risulta oggi targato. Questo significa che esiste il rischio di un elevato numero di monopattini che, grazie alla mancanza di controlli in strada, continuerà a circolare senza targa, e quindi senza assicurazione, nonostante le multe previste da 100 a 400 euro in capo ai trasgressori.
Il veicolo poi per ottenere targa e copertura assicurativa deve essere conforme alle disposizioni di legge (marcatura Ce, potenza, velocità massima, indicatori di direzione, ecc.), ma non c'è un libretto a testimoniarlo, circostanza che apre possibili contenziosi in caso di sinistro stradale, anche in presenza di regolare assicurazione – evidenzia Assoutenti. “Il problema più grave si pone in caso di incidente causato da un monopattino non assicurato che produce danni a persone o cose – avvisa il presidente Gabriele Melluso – In tale situazione, infatti, a risarcire i danni saranno i cittadini onesti attraverso il Fondo di Garanzia per le vittime della strada che, come noto, viene finanziato dagli assicurati attraverso una quota prevista nelle polizze”.
“Alla base di tale corto circuito vi è la strutturale incapacità di far rispettare le norme del Codice della strada – denuncia Melluso – Se nemmeno le regole basilari come quella sull’uso del casco e sul divieto di circolare in due sul monopattino vengono rispettate nelle città italiane, difficile pensare che le nuove disposizioni su targa e assicurazione possano trovare ampio seguito tra gli utilizzatori di monopattini, i quali potranno continuare a farla franca grazie alla scarsità dei controlli in strada e al numero esiguo di multe comminate dalle forze dell’ordine”.

(Adnkronos) - “Se dobbiamo utilizzare i rifiuti al posto delle materie vergini, dobbiamo sapere cosa c’è dentro. Il rifiuto, per sua natura, può contenere inquinanti. Per questa ragione la chimica è alla base della verifica: non solo la chimica per creare nuove molecole, ma per individuare gli inquinanti presenti nei rifiuti”. Con queste parole Riccardo Piunti, presidente del Conou – Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati, ha richiamato il ruolo decisivo della competenza chimica nella transizione circolare, intervenendo al Chemical Day 2026, evento svolto al Politecnico di Milano e organizzato da Icp – Rivista dell’Industria Chimica, con il patrocinio di Aidic, di cui Icp è Organo Ufficiale e che ha rappresentato una giornata di approfondimento e networking dedicata agli operatori dell’industria chimica, alle società di ingegneria di processo, al mondo accademico e ai fornitori specializzati.
Piunti, nel suo intervento dal titolo “Chimica ed economia circolare: il modello Conou”, ha sottolineato come una delle ragioni dell’eccellenza del Consorzio sia la capacità di fissare e controllare standard di qualità, sia per l’olio usato sia per le basi rigenerate. “Noi facciamo quasi 100 mila analisi all’anno”, ha spiegato, evidenziando che l’economia circolare dovrà confrontarsi sempre di più con la conoscenza puntuale dei rifiuti e delle sostanze che contengono. “Nel caso degli oli minerali usati, questo significa presidiare una filiera complessa, che parte dalla raccolta capillare presso i detentori e passa attraverso segregazione, selezione e controllo della qualità. Gli oli minerali, derivati dalla lavorazione del petrolio, sono impiegati nei processi industriali, nei motori, nelle macchine e in numerosi altri ambiti. Sono ancora prodotti molto diffusi perché, in molti utilizzi, non hanno alternative equivalenti. Per poterli rigenerare, trasformare e restituire loro nuova vita, è necessario fare bene tutto questo prima”, ha osservato Piunti.
La chimica entra poi nel cuore del processo di rigenerazione. “La fase finale di trattamento della componente lubrificante, ad esempio – spiega Piunti - richiede un’idrogenazione ad alta pressione, attraverso la quale l’idrogeno contribuisce a rimuovere gli elementi indesiderati e a ripristinare le caratteristiche della base lubrificante. Anche le analisi finali sono chimiche e servono a verificare che la base rigenerata sia idonea. Le nostre basi rigenerate sono perfettamente equivalenti a quelle vergini”.

(Adnkronos) - Sarà la 284esima udienza, in programma oggi giovedì 16 luglio, a segnare il primo verdetto del processo per il crollo del Ponte Morandi, la tragedia del 14 agosto 2018 che costò la vita a 43 persone. L'udienza inizierà alle 9 nell'aula magna del tribunale di Genova, dove si erano svolte le prime fasi del dibattimento prima del trasferimento nella tensostruttura allestita all'ingresso del palazzo di giustizia durante la pandemia e rimasta sede del processo fino all'udienza del 29 giugno scorso. Attese una trentina tra testate giornalistiche, televisioni e agenzie di stampa, con 21 emittenti televisive accreditate provenienti da diversi Paesi europei.
Secondo quanto filtra alla vigilia, la Camera di Consiglio dovrebbe protrarsi per almeno sei ore. Al termine, il collegio presieduto da Paolo Lepri e composto dai giudici Ferdinando Baldini e Fulvio Polidori si pronuncerà sulla posizione dei 58 imputati, chiamati a rispondere, a vario titolo, di 112 capi d'imputazione, tra cui omicidio colposo plurimo e crollo colposo. L'imputato principale è l'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci, per il quale i pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi – subentrato a Massimo Terrile, nel frattempo andato in pensione e recentemente scomparso – hanno chiesto una condanna a 18 anni e 6 mesi di reclusione. Castellucci è detenuto nel carcere di Opera, dove sta scontando la condanna definitiva a sei anni per la strage del bus di Avellino.
A difendere gli imputati sono 67 avvocati, mentre i legali di parte civile sono 33. Complessivamente la procura ha chiesto condanne per circa 400 anni di carcere. Dopo Castellucci, la pena più elevata è quella richiesta per Michele Donferri Mitelli, ex responsabile delle manutenzioni di Aspi, pari a 15 anni e 6 mesi, seguito da Gabriele Camomilla, direttore centrale delle Manutenzioni, con 14 anni. Per Mauro Malgarini sono stati chiesti 13 anni e 6 mesi, mentre Emanuele De Angelis e Maurizio Ceneri rischiano 13 anni ciascuno. Le richieste di pena proseguono con Riccardo Mollo (12 anni e 8 mesi), Paolo Berti (12 anni e 6 mesi), Fulvio Di Taddeo e Marco Vezil (12 anni ciascuno), Mauro Coletta, Carlo Casini e Massimo Meliani (10 anni ciascuno), Giampaolo Nebbia (9 anni e 6 mesi), Carmine Testa (9 anni), Antonio Brencich (8 anni), Lanfranco Bernardini, Pierluigi Ceseri e Franco Rapino (7 anni e 6 mesi ciascuno), oltre a Paolo Agnese, Mariano Romagnolo, Antonino Galatà e Alberto Ascenzi (7 anni ciascuno).
Per gli altri imputati la procura ha chiesto 6 anni e 9 mesi per Luca Frazzica; 6 anni e 6 mesi per Fabio Sanetti, Marco Trimboli, Riccardo Rigacci, Agostino Chisari, Nicola Spadavecchia, Alessandro Melegari, Igino Lai, Antonino Valenti, Michele Franzese e Mario Bergamo; 6 anni per Stefano Marigliani, Marita Giordano, Lucio Ferretti Torricelli e Matteo De Santis; 5 anni e 10 mesi per Paolo Strazzullo; 5 anni per Michele Santopolo e Claudio Bandini; tra 4 anni e 4 anni e 6 mesi per Giorgio Fabriani, Roberto Ferrazza e Salvatore Buonaccorso; 3 anni e 9 mesi per Giovanni Proietti; 3 anni e 6 mesi per Alessandro Natali e Ugo Sartini; 3 anni per Federico Zanzarsi, Vincenzo Cinelli, Bruno Santoro, Mario Servetto, Giuseppe Sisca, Michele Renzi e Donato Dino Giuseppe Maselli. La richiesta di pena più bassa riguarda Massimo Ruggeri, per il quale sono stati chiesti 2 anni, 4 mesi e 20 giorni.
Quello per il crollo del ponte Morandi è uno dei più grandi processi celebrati in Italia per numero di imputati e parti civili. Attualmente le parti civili sono 168, in calo rispetto alle 214 iniziali dopo la rinuncia di 46 soggetti. In sede di udienza preliminare avevano chiesto di costituirsi 658 tra persone fisiche ed enti. Nel corso delle 33 udienze preliminari erano stati indicati 560 testimoni: 282 sono stati effettivamente ascoltati, mentre per altri 278 l'escussione non è avvenuta.
Sono stati esaminati 12 imputati e raccolte 21 dichiarazioni spontanee. In aula sono intervenuti 4 periti. Gli atti del processo comprendono 24.213 pagine trascritte, 10.431 pagine di verbali, 332 faldoni cartacei, 352 supporti informatici e una documentazione complessiva superiore ai 12 terabyte, comprendente fotografie e filmati. Imponente anche la documentazione depositata dall'accusa: 2 memorie presentate durante l'udienza preliminare per un totale di 2.380 pagine, 7 memorie nel corso del dibattimento (una introduttiva, cinque interlocutorie e una conclusiva), per oltre 5.000 pagine complessive, oltre a 10 note scritte in sede di conclusioni e circa 2.000 slide.

(Adnkronos) - E' crollato il tetto del tribunale di Bolzano. Il cedimento si è verificato nelle prime ore della giornata quando il palazzo era vuoto. Non si segnalano feriti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, le forze dell'ordine e soccorritori sanitari. Sembra che fossero in corso lavori di ristrutturazione.

(Adnkronos) - "Non può essere più grande, perché senza elezioni libere e eque non possiamo avere un Paese". Così Donald Trump ha promesso che nel discorso alla nazione che questa notte farà "un grande annuncio" sulle vulnerabilità e la vera e propria corruzione del sistema elettorale americano. E a chi gli domandava se questo annuncio sarà concentrato sulle macchine elettorali, già dopo la sconfitta di Trump nel 2020 oggetto di attacchi durissimi da parte degli alleati del tycoon che ora si trovano a dover pagare risarcimenti multimilionari per diffamazione alle società che le gestiscono, il presidente ha risposto: "riguarda questo argomento, ma ci saranno anche un paio di altre cose, ma preferisco aspettare, è una notizia veramente grande".
L'aspettativa è quindi che Trump userà il discorso, per il quale la Casa Bianca ha chiesto spazio nel prime time sui principali network televisivi, per ritornare sulle accuse di brogli e interferenze straniere nelle elezioni del 2020, di cui non ha mai accettato i risultati. Secondo quanto anticipano fonti informate al Washington Post, Trump accuserà la Cina di aver avuto accesso ai dati degli elettori americani e rivelerà anche informazioni relative al ruolo del Venezuela. Dalla Casa Bianca, comunque, si mantiene il massimo riserbo e si avvisa di diffidare di quanto rivelato da "fonti anonime": "La verità è che nessuno sa veramente quello che il presidente Trump alla fine dirà, ragione per cui tutti dovrebberlo ascoltarlo", afferma la portavoce Karoline Leavitt.
E' stato Trump ad annunciare sui social media il discorso, e le solite fonti informate rivelano che questo è successo dopo il briefing riservato alla Casa Bianca sui risultati dell'ampio esame avviato dall'amministrazione Trump di vecchi documenti dell'Fbi, compreso materiale relativo alle indagini fatte per elezioni del 2020, quando il ministro della Giustizia della prima amministrazione Trump, William Barr stabilì che non erano state trovate prove dei brogli e della corruzione denunciata a gran voce dal presidente sconfitto.
Negli ultimi mesi, il direttore dell'Fbi Kash Patel ha inviato centinaia di agenti nella sede del bureau ad Atlanta per riesaminare 700 file entro la scadenza del 17 luglio, secondo un memo interno ottenuto dal Post, in quella Fulton County che è stata al centro delle recriminazioni di Trump e delle sue manovre per rovesciare la vittoria di Joe Biden, manovre che portarono ad incriminazioni federali contro il tycoon poi decadute dopo una sentenza della Corte Suprema e la sua successiva vittoria elettorale.
Dietro la decisione di Trump di parlare alla nazione, vi sono i consigli di Bill Pulte, il 'mastino' esperto di mutui senza nessuna esperienza di sicurezza nazionale che Trump ha voluto a tutti i costi come direttore ad interim della National Intelligence, e John Solomon, giornalista conservatore, che negli anni scorsi ha sempre messo in dubbio le indagini a carico di Trump e chiesto che venissero pubblicate presunte prove di interferenze straniere, che è stato chiamato alla Casa Bianca per aiutare la revisione dei documenti.
In realtà, le agenzie di intelligence americane nel marzo del 2021 conclusero che non ci sono state interferenze straniere che hanno alterato i voti o manipolato le macchine elettorali nelle presidenziali del 2020, anche se spie russe e iraniane hanno cercato di influenzarle, e anche la Cina avrebbe valutato delle campagne di influenza, ma poi, dopo una disputa interna, aveva deciso di non procedere.
Ma anche su questo fronte, l'amministrazione Trump ha riaperto le indagini, ed è stata la stessa ex direttrice della National Intelligence, Tulsi Gabbard, a seguirle in prima persona, compreso l'esame delle macchine elettorali usate in Puerto Rico in cerca di vulnerabilità per la cybersecurity. Senza contare le polemiche e preoccupazioni costituzionali suscitate dal fatto che Gabbard partecipò come osservatrice al raid che l'Fbi lo scorso gennaio ha compiuto negli uffici elettorali della contea di Fulton.
Il discorso, infine, rientra nella serie di azioni che Trump ha intrapreso per influenzare il modo in cui si svolgeranno le prossime elezioni, compresa la decisione della scorsa settimana di sciogliere la commissione bipartisan aiuta stati e comunità locali ad organizzare le elezioni. E poi l'ordine esecutivo per limitare il voto per posta, imporre agli stati di controllare che gli elettori siano cittadini, misure che sono state bloccate dai giudici che gli hanno ricordato che la Costituzione dà al Congresso e non al presidente l'autorità di decidere sulle elezioni.
E per questo Trump forse userà il discorso per aumentare la pressione sul Congresso, per approvare il Save America Act, per imporre il controllo della cittadinanza e di una carta di identità con la foto alle prossime elezioni di midterm. I repubblicani del Senato continuano a ripetere di non avere i voti necessari per far passare la legge, contro la quale i democratici stanno facendo barricate, ma Trump ha replicato con lo sgarbo di non firmare la legge bipartisan per l'edilizia abitativa, permettendo comunque che entrasse in vigore. Ma ora i gruppi per i diritti elettorali temono un annuncio ad effetto da parte di Trump per gettare ombra sulla correttezza del sistema elettorale, tutto a pochi mesi dal voto di midterm.

(Adnkronos) - Il Tour de France 2026 torna protagonista con la dodicesima tappa. Oggi, giovedì 16 luglio, la Grande Boucle riprende la sua corsa - in diretta tv e streaming - con una frazione da 179,1, chilometri che partirà dal Circuito Nevers Magny-Cours e arriverà a Chalon-sur-Saône. In maglia gialla sempre il grande favorito alla vittoria finale, lo sloveno Tadej Pogacar.
Il percorso della dodicesima tappa del Tour de France sarà prevalentemente pianeggiante. I ciclisti partiranno dal circuito Nevers Magny-Cours e arriveranno a Chalon-sur-Saône al termine di un percorso di 179,1 km, con 1800 m di dislivello. Il gruppo passerà per Saint-Parize-le-Châtel, Saint-Pierre-le-Moûtier, Decize, Cercy-la-Tour, Luzy, Cuzy, Toulon-sur-Arroux, Montceau-les-Mines, Blanzy, Buxy e Saint-Rémy prima del traguardo finale. In questa dodicesima tappa sono tre le salite classificate: la salita di Lanty (cat. 4), 2,1 km al 4% di pendenza al km 76,5; la salita di Cuzy (cat. 4.), 2,5 km al 4,5% di pendenza al km 97,8; e la salita di Montagny-lès-Buxy (cat. 4), 2,7 km al 4,3% di pendenza al km 159,4. Lo sprint intermedio sarà al km 45,8 a Decize.
La partenza della 12esima tappa del Tour de France è prevista per le ore 13.40, con l'arrivo che è invece in programma intorno alle 17.30.
La Grande Boucle sarà trasmessa in diretta televisiva e in chiaro sui canali Rai, tra Rai 2 e RaiSport, ma anche sui canali Eurosport. Il Tour si potrà seguire anche in streaming su RaiPlay, HBO Max, Discovery+, Dazn, TIMvision e Prime Video Channels.
(Adnkronos) - “L'apice del gran caldo è imminente, ma c'è una data per la fine di questa morsa rovente. L’afa opprimente ci farà compagnia fino a tutto il weekend, poi arriverà un drastico cambio di rotta”. Così all’Adnkronos Lorenzo Tedici, responsabile media de ‘iLMeteo.it’ che aggiunge come “nonostante i violenti temporali che oggi colpiranno il Nord Italia, la cappa non si ritirerà. Anzi, ci prepariamo all'apice della terza ondata africana”.
Tedici conferma che domani, venerdì 17 luglio, sarà la giornata più rovente di questo 2026. “Il bollettino è estremo: si toccheranno i 41-42°C a Cagliari, Nuoro, Caltanissetta e Foggia; 40°C ad Ascoli Piceno e 39°C ad Agrigento, Terni, Firenze, Forlì, Frosinone, Macerata e Isernia. Il campanello d'allarme suonerà forte per le zone interne delle Isole, con picchi fino a 46°C in Sardegna e sfiorando i 45°C in Sicilia. Una frequenza di temperature estreme che impone serie riflessioni sul cambiamento climatico in atto”.
“Chi spera in un refrigerio nel fine settimana resterà deluso. Sabato la situazione si manterrà sostanzialmente invariata (salvo 1-2°C in meno al Nord). Anche domenica sarà all'insegna del disagio: si toccheranno ancora i 41°C a Caltanissetta e 39°C diffusi tra Sicilia, Sardegna e Calabria. Umbria e Puglia si manterranno sui 38°C, mentre solo al Nord si registrerà un lieve calo termico con maggiore nuvolosità - continua Tedici - Per la vera svolta e per decretare la fine della terza ondata bisognerà attendere la prossima settimana. Tra lunedì e martedì le temperature scenderanno in modo graduale ma diffuso su gran parte dell'Italia, portandosi addirittura al di sotto delle medie storiche (1991-2020)”.
“Torneremo a respirare l'aria delle estati degli anni '80: le massime saranno gradevoli, assestandosi sui 32-33°C (farà eccezione solo l'estremo Sud e le Isole Maggiori dove il caldo si farà ancora sentire, seppur attenuato). La tenaglia sahariana che ci stringe da fine maggio allenterà finalmente la presa: le tendenze attuali non mostrano lo spettro di una quarta ondata almeno fino a domenica 26 luglio. Un break prezioso per tornare, finalmente, a respirare”, conclude Tedici.

(Adnkronos) - Il caldo stringe la sua morsa su un Italia divisa in due dal punto di vista meteorologico. L'ultimo aggiornamento del bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute indica per la giornata di oggi, giovedì 16 luglio, 15 città da bollino rosso. Ma allo stesso tempo la Protezsione civile ha diffuso un'allerta meteo per temporali.
L'allerta massima, livello 3, con rischi per la salute della popolazione generale è prevista per oggi in 15 capoluoghi sui 27 monitorati: Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino e Viterbo). Si contano inoltre 2 città in arancione (livello 2, con rischi di salute per i fragili): Bolzano e Milano . In giallo tutte le altre (livello 1, di pre-allerta), con nessun bollino verde (livello 0).
Domani, venerdì 17 luglio, giornata più rovente, le città in rosso saranno 16 (si aggiunge Milano), in arancione 4: Ancona, Civitavecchia, Messina e Napoli.
Contemporaneamche una parte dell'Italia deve fare i conti con il maltempo. La Protezione civile ha diramato un bollettino con allerta gialla per temporali in Lombardia (Valcamonica, Laghi e Prealpi orientali); Piemonte (Pianura Cuneese, Valli Orco, Lanzo e Sangone, Scrivia, Valli Varaita, Maira e Stura, Valli Susa, Chisone, Pellice e Po, Valle Tanaro, Toce, Val Sesia, Cervo e Chiusella, Belbo e Bormida, Pianura settentrionale, Pianura Torinese e Colline); Trentino Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento) e gran parte del Veneto.
L'allerta gialla per rischio idrogeologico riguarda sempre Lombardia e Trentino Alto Adige: Provincia Autonoma di Trento

(Adnkronos) - Sono attese nella mattinata di oggi, giovedì 16 luglio, le dichiarazioni di voto e il voto finale sulla legge elettorale. Ieri la Camera ha proseguito i lavori sulla riforma: nel pomeriggio è arrivato prima il via libera all'articolo 1, con 208 sì, 143 no e 3 astenuti, poi dell'articolo 2, con 213 sì, 144 no e 3 astenuti. L'aula ha invece approvato all'unanimità il subemendamento sull'estensione del voto ai fuorisede alla legge elettorale presentato dalle forze di maggioranza.
Il giorno dopo la debacle a Montecitorio, la Camera ha detto ancora 'no' alla preferenze: stavolta è l'emendamento presentato da Futuro nazionale a essere bocciato. Per la cronaca l'esito delle urne, a scrutinio segreto, è stato di 233 no e 139 sì. Ma la novità è che a votare con i vannacciani ci sono Fratelli d'Italia e Noi moderati. Un asse inedito che divide di nuovo la maggioranza senza impedire alla riforma di andare avanti. Dalle parti di via della Scrofa fanno sapere che la scelta di votare con Futuro nazionale è stata dettata semplicemente da una questione di coerenza. Della serie: siamo sempre stati per le preferenze, andiamo avanti per questa strada, nonostante il pressing sempre più forte delle opposizioni a fermarsi. Nel centrodestra, comunque, continua a far discutere anche il caso della parità di genere. Ci sarebbe tanto rammarico per non aver ascoltato il 'grido d'allarme rosa', specialmente da parte delle donne azzurre, impaurite e disorientate dall'abolizione del 60-40. Non si fermerebbe, poi, la caccia ai 'traditori'. Secondo gli ultimi calcoli fatti nella maggioranza, la conta dei 'franchi tiratori' non si fermerrebbe a 30 come pronosticato in un primo momento ma ammonterebbe a 43, mentre 7 sarebbero quelli individuati nel cosiddetto campo largo.
Il giorno prima la maggioranza era andata sottosulle preferenze per un solo voto: 187 voti a favore e 188 contrari. L'Aula ha bocciato a scrutinio segreto, richiesto dalle opposizioni, l'emendamento a prima firma FdI, Noi moderati e Udc che mirava a introdurre un sistema misto di capilista bloccati e preferenze nella riforma del voto messo a punto dal centrodestra. Subito dopo è partita la caccia al 'traditore' nel centrodestra.
Il giorno prima la maggioranza era andata sottosulle preferenze per un solo voto: 187 voti a favore e 188 contrari. L'Aula ha bocciato a scrutinio segreto, richiesto dalle opposizioni, l'emendamento a prima firma FdI, Noi moderati e Udc che mirava a introdurre un sistema misto di capilista bloccati e preferenze nella riforma del voto messo a punto dal centrodestra. Subito dopo è partita la caccia al 'traditore' nel centrodestra
Pare che Giorgia Meloni pragmatica, ancora infastidita dallo schiaffo politico di martedì sulle preferenze, complice lo scrutinio segreto, sia eterminata a portare a casa la legge elettorale senza altri 'incidenti'. Gli ultimi boatos dicono che la tentazione di FdI di ripresentare al Senato (dove c'è il voto palese) l'emendamento con i capilista bloccati e tre preferenze sia forte, così come la voglia di stanare i franchi tiratori (restano i sospetti su Fi, Lega e i vannacciani). Però in tanti avrebbero consigliato alla premier di temporeggiare: meglio far decantare la situazione, sopire i malumori e ridimensionare il passo falso di 24 ore fa, assicurando che il governo non è a rischio, niente voto anticipato e colpi di coda. Abbozzando, ci sono più possibilità che passi la legge, dice a mezza bocca un big del centrodestra.
Ma se Luca Ciriani assicura che “non intendiamo concludere la nostra esperienza di governo” e martedì è stato solo un “episodio che intendiamo superare", Lollobrigida mette in guardia: “continuiamo se saremo in grado di portare avanti il nostro programma”, altrimenti “ci sottoponiamo al volere degli elettori prima". Apertis verbis solo Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati, dice che si deve ripartire a palazzo Madama dallo stesso emendamento su cui i leader del centrodestra hanno sancito un patto: ''Ora la partita si giocherà al Senato e siccome l'obiettivo è portare a casa la legge elettorale, credo che si debba ripartire dalla proposta di mediazione fatta alla Camera", dice il leader di Noi Moderati. Anche se Giovanni Donzelli non si sbilancia sull'ipotesi: "Faremo una riflessione dopo il voto alla Camera".
Che la voglia di Fdi 'riprovarci' al Senato sulle preferenze sia più di una idea, lo lascia intendere anche Elly Schlein, che ospite di 'In Onda' su La7, invita Meloni a fermarsi e ad andare a casa. ''Ieri (martedì, ndr) in Aula si è aperta una crisi di governo - ha detto la segretaria dem - si trattava di un emendamento fortemente voluto dal presidente del Consiglio, presentato dal suo partito su cui addirittura il governo in Aula si è rimesso ai pareri dei relatori. E' stata una sfiducia vera nei confronti della Meloni la quale si è limitata sui social a dire che serve una riflessione e ora va avanti fischiettando come se nulla fosse. Si dovrebbero fermare su questa legge elettorale e andare a casa'' per poter avere un nuovo governo che torni ad occuparsi dei "problemi delle persone, non solo dei propri, come sta facendo questo esecutivo, che ci ha già detto che in Senato ci riproverà''. Evidentemente, ha attaccato Schlein, ''è possibile che tengano ancora il Parlamento di questo Paese ostaggio della loro ossessione per il potere...''.
''Il momento per il governo è pessimo, perché anche oggi (Ieri, ndr) si è sfaldata la maggioranza, come si è sfaldata martedì, quando ha sfiduciato Giorgia Meloni sull'emendamento Bignami e la premier ha perso l'arroganza con cui stava cercando di imporre una legge elettorale, a otto mesi dal voto, con un premio abnorme e distorsivo''. Una "legge elettorale che vogliono fare in tutta fretta, perchè hanno paura di perdere e perchè sanno che abbiamo messo insieme un'alleanza competitiva'', ha detto ancora Schlein. Invece di pensare ai ''problemi degli italiani, ha avvertito la segretaria dem, ''il governo pensa a litigare o a rincorrere Vannacci...''.

(Adnkronos) - Nell'estate del caldo record, la vita all'aperto - dai concerti ai mondiali di calcio, dal cinema in piazza alle sfilate di moda - a vincere è un accessorio, semplice, mai passato di moda, estremamente trendy nelle forme e nei materiali giusti: il ventaglio. Se nel catino infuocato di Wimbledon il principe George si è affidato a un mini-ventilatore elettrico (verosimilmente Made in China), sugli spalti è stato tutto uno sventolare di ventagli di ogni forma e colore.
Anche perché la loro efficacia sembra battere quella dei sistemi più tecnologici: parola dello youtuber e professore Vincenzo Schettini che in un video cliccatissimo spiega che "il ventaglio batte tutti, non c’è condizionatore che tenga”. Motivando ovviamente le sue parole con spiegazioni scientifiche legate a temperatura del corpo, umidità e cessione del calore e aggiungendo il consiglio di spruzzarsi addosso un po' d'acqua per aumentare la sensazione di freschezza.
D'altronde è - come minimo - dai tempi degli antichi egizi che questo accessorio aiuta a combattere il caldo asfissiante: nella tomba di Tutankhamon sono stati ritrovati 'antenati' dei ventagli ma anche greci e romani non hanno disdegnato il ricorso a quello che nel tempo è diventato anche uno status symbol, visto che nobili e ricchi hanno voluto materiali costosi ed esotici come piume di pavone o di struzzo. Senza contare quelli dipinti a mano da grandi artisti o intarsiati da artigiani di alto livello. Simbolo di ricchezza, il ventaglio è stato anche emblea di potere, visto che nella Cina imperiale, solo l'imperatore stesso, i membri della sua famiglia e i massimi dignitari potevano rinfrescarsi con i ventagli.
Oggi il suo utilizzo è sicuramente più 'democratico', visto che con pochi euro è possibile acquistarne uno. Ma la sua pervasività ha stuzzicato anche il settore del lusso, come ha confermato l'ultima Fashion Week parigina. Se l'ondata di caldo ha costretto tantissime maison tra cui Dior Homme e Rick Owens, ad anticipare lo show alle prime ore del mattino per non mettere alla prova vip e acquirenti, alcuni brand come Celine hanno offerto ventagli raffinati (e subito ricercatissimi) ai propri ospiti per combattere la calura.
Ma la storia della moda è ricca di ventagli utilizzati per cercare refrigerio o sottrarsi agli sguardi indiscreti. Ne era un fan Karl Lagerfeld che raramente si separava da qualche pezzo della sua collezione di ventagli unici, a volte vecchi di secoli. Le cronache ricordano poi i ventagli sfoggiati nelle collezioni di John Galliano per Christian Dior mentre più di recente - ricorda Nss Magazine - Marc Jacobs lo ha riproposto per Louis Vuitton. E poi ancora ventagli nelle sfilate di Giorgio Armani , Maria Grazia Chiuri o Matthieu Blazy nella recente pre-fall di Chanel.
Ventagli sono presenti nei cataloghi di tutte le principali maison: Balenciaga propone - per 450 euro - Amadeus in cotone e legno nero e grigio scuro, ottone e acciaio argento lucido mentre a 'soli' 190 Dior ne offre uno in legno di pero e cotone bianco con motivo Arabesque. Vogue Italia ha subito intercettato il trend con una selezione dei modelli più di tendenza, come quello di Gucci con stampa d'archivio Flora a 390 euro ma le soluzioni più raffinate non sono quelle dei grandi brand ma delle aziende artigianali specializzate. Come l'italiana Vigano Milano 1919 che ne offre per ogni occasione, da matrimonio, eleganti e da borsetta, in pizzo, seta e raso, oppure Camurati che li realizza a mano dal 1948 con una attenzione maniacale a dettagli e qualità, trasformandoli in veri e propri gioielli. La scelta insomma è infinita e se si vuole esagerare c'è la proposta più nuova e hi-tec. E' quella di Meanswhile, noto brand tecnico giapponese che ha rivisitato il classico ventaglio pieghevole realizzandolo in Dyneema, ovvero la fibra più resistente al mondo, quindici volte più 'tenace' dell'acciaio e usata per i moderni giubbotti antiproiettile. Il ventaglio, insomma, può essere utile, elegante, ma anche salva-vita. Non si sa mai. (di Massimo Germinario)

(Adnkronos) - "Il caldo trasforma il cuore in un organo sotto sforzo anche senza attività fisica. Come se si corresse una maratona stando fermi". Leonardo De Luca, direttore della Cardiologia del Policlinico San Matteo di Pavia e vice presidente Fondazione per il Tuo cuore Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri), usa questa immagine per dare un'idea di come le alte temperature mettono "sotto stress tutto il sistema cardiovascolare, sia il cuore che i vasi".
In primo luogo, illustra l'esperto all'Adnkronos Salute, "il cuore deve pompare più sangue per aiutare il corpo a disperdere calore e va in tachicardia, e se è un cuore già affaticato, quindi soprattutto nei pazienti che hanno già una malattia cardiaca, si ha un effetto più rischioso e si devono prendere degli accorgimenti. Poi ci sono i vasi sanguigni, che in risposta all'aumento della temperatura hanno un effetto di vasodilatazione: anche questo serve a portare più sangue a livello della superficie corporea per disperdere più calore possibile. L'organismo risponde inoltre con la sudorazione e il corpo perde in generale acqua e sali minerali - come ad esempio il sodio, il potassio - per raffreddarsi tramite l'evaporazione. Quindi in generale gli effetti sono: l'aumento della frequenza cardiaca, con il cuore che tende a pompare di più per portare più sangue agli organi vitali; la riduzione della pressione, perché c'è una riduzione del volume del sangue circolante dovuta all'evaporazione e alla sudorazione, ed un'alterazione degli elettroliti per la disperdita di sodio e potassio con la sudorazione. La perdita degli elettroliti ha un effetto sull'attività elettrica del cuore, favorendo le aritmie in soggetti che sono ovviamente predisposti".
Quando si crea questo combinato disposto, "c'è un aumentato rischio per le persone che hanno alle spalle una storia di malattie cardiache". A cosa può portare nei casi più estremi? "Sono evenienze molto rare che riguardano pazienti particolarmente predisposti - premette De Luca - però tutto questo può portare ad un peggioramento dello scompenso cardiaco che porta al ricovero, o generare uno scompenso cardiaco acuto. E, ancora, può portare a delle aritmie che possono essere potenzialmente maligne o fatali, o può portare anche ad un reinfato, perché in generale la disidratazione rende il sangue più denso e più viscoso ed aumenta il rischio di trombosi, anche coronarica, in pazienti che hanno già dei problemi circolatori o coronarici". Ma "non serve allarmarsi - ribadisce lo specialista - Però oggi dobbiamo tenere presente che il caldo è una problematica cardiovascolare sempre più presente e globale. Tant'è che recentemente è stato pubblicato su 'Circulation' il primo documento di consenso dei cardiologi proprio sulle variazioni termiche estreme, quindi sia caldo estremo che freddo estremo, che possono portare a delle patologie cardiovascolari. Si pone l'accento sulla problematica climatica che in generale sta portando a delle problematiche di salute". Problemi che riguardano in particolare "i soggetti fragili da un punto di vista cardiovascolare, e qui rientrano sempre, purtroppo, anche gli anziani, che sono per frequenza più cardiopatici, che si disidratano molto di più e sottostimano non solo i sintomi, soprattutto le donne anziane, ma anche la loro disidratazione".
Esistono delle 'spie rosse' da tenere d'occhio per capire quando la situazione si fa rischiosa. "Per esempio - elenca De Luca - una difficoltà respiratoria insolita è il primo effetto da tenere in considerazione; le palpitazioni, il battito molto irregolare, sono un altro segno indiretto di disidratazione; il gonfiore alle gambe o alle caviglie invece è un segno di squilibrio tra apporto di liquidi e diuresi; ma anche la confusione, lo svenimento, le vertigini, il dolore al petto ovviamente, un aumento rapido di peso corporeo che è segno di ritenzione di liquidi. Sono tutti dei sintomi o dei campanelli d'allarme di elevata disidratazione o di aumentata ritenzione di liquidi che in questi momenti di caldo bisogna tenere monitorati".
Cosa fare per proteggersi? "Ci sono, soprattutto nei cardiopatici e negli anziani, degli accorgimenti pratici - spiega De Luca - Il primo è che bisogna idratarsi in maniera adeguata in base alle condizioni cliniche e in base alle temperature, evitare soprattutto durante l'estate bevande molto zuccherate e l'alcol, che non aumentano l'apporto idrico, ma anzi favoriscono la disidratazione. Attenzione poi agli orari dell'attività fisica: soprattutto per gli anziani, va evitato lo sforzo fisico estremo, è importante non uscire nelle ore più calde (fine mattinata-primo pomeriggio). Gli ambienti in cui si sta devono essere freschi e ben ventilati per adeguare la temperatura corporea. E attenzione al vestiario, ma anche al tipo di pasto che non deve essere abbondante per non affaticare digestione e circolazione. È molto meglio assumere frutta e verdura, che idratano e scegliere menu leggeri".
"Ai pazienti che assumono farmaci suggerisco: no al fai da te - continua l'esperto - E' bene che non seguano il 'consiglio dell'amico' sulla sospensione, soprattutto degli antipertensivi (casi per noi frequentissimi purtroppo nei periodi estivi). E' sempre importante concordare eventuali sospensioni o riduzioni del dosaggio con il medico". "Tutto va condiviso con il medico curante. Perché, per esempio, è vero che gli anziani devono bere di più d'estate, però nell'anziano con scompenso cardiaco bisogna bilanciare fra quello che si perde e quello che si acquisisce in termini di liquidi, perché altrimenti può addirittura peggiorare la sua condizione clinica. Se bevi tantissimo puoi peggiorare addirittura la tua condizione clinica di scompenso. Quindi, tutto va personalizzato".
Infine un'ultima raccomandazione: "Stare in famiglia", conclude De Luca. Oltre ad essere un rimedio anti-solitudine, "è importante soprattutto negli anziani per tener d'occhio l'alimentazione, l'ambiente e l'idratazione adeguata. Noi suggeriamo di vivere di più a contatto con i familiari soprattutto alle persone cardiopatiche, e soprattutto in estate".

(Adnkronos) - Prosege il rimpasto di governo ucraino annunciato dal presidente Volodymyr Zelensky. Dopo la premier Yulia Svyrydenko, a dover lasciare il suo ruolo è il ministro della Difesa Mikhailo Fedorov. Il tecnocrate di 35 anni, a cui è riconosciuto il merito di aver sviluppato i mezzi che hanno portato le forze di Kiev a un vantaggio tattico contro la Russia, è stato destituito dopo sei mesi alla guida del ministero.
Il Kiev Independent scrive anche che non è ancora chiaro se Fedorov riceverà un altro incarico nel quadro del rimpasto di governo annunciato da Zelensky all'improvviso lo scorso fine settimana. La decisione del presidente, che secondo il corrispondente del Financial Times a Kiev Christopher Miller, nominerà al posto di Fedorov il ministro degli Interni uscente, Ihor Klymenko, segue la riunione del presidente con Fedorov e con il capo di Stato maggiore Oleksandr Syrsky, il grande rivale del ministro della Difesa uscente.
Il presidente non ha voluto commentare ma si è limitato a ribadire che vuole un apparato militare "unito" e "sulla stessa lunghezza d'onda". "La priorità è il dialogo fra le forze militari e il ministero della Difesa, risolvere i problemi di reclutamento e chiudere i cieli", ha aggiunto Zelensky.
Fedorov, dal canto suo, confermando di non essere più ministro della Difesa con un sobrio messaggio su Telegram, afferma che "è stato un grande onore servire gli ucraini". Ed elenca i risultati raggiunti in sei mesi di lavoro, 22 punti che rendono difficile comprendere le ragioni del suo allontanamento dall'incarico, a partire dalla disattivazione di Starlink per i russi, un passo che "ha drastivamente ridotto la loro capacità di condurre una efficace guerra con i droni", all'aver prelevato fondi destinati ad altro per investirli "in modo efficace per produrre droni per attacchi a media e lunga distanza, droni da ricognizione, droni a fibra ottica", riuscendo in quattro mesi ad acquistarne di più che in tutto il 2025" e ad aver avviato la campagna di blocco della logistica che ha iniziato a isolare la Crimea.
Ma non solo: Fedorov elenca fra gli altri risultati raggiunti la radicale riforma del sistema di approvvigionamento, con l'avvio delle prime gare di appalto per l'artiglieria a lungo raggio e per centinaia di migliaia di droni "con un risparmio di miliardi di dollari per il budget dello Stato", la stipula del primo contratto per missili Patriot Pac-2 Gem-T e la richiesta di un prestito europeo per l'acquisto dei Pac-3, l'avvio di una trasformazione dell'esercito "impopolare ma di fondamentale importanza, con contratti a termpo indeterminato per tutti, con l'introduzione degli stipendi più alti al mondo per la fanteria e i piloti di caccia, l'apertura al reclutamento estero a condizioni trasparenti e vantaggiosi, strumenti per incentivare il ritorno dei giovani che hanno lasciato le loro unità. "

(Adnkronos) - Lele Adani senza voce per l'Argentina. Oggi, mercoledì 15 luglio, l'ex difensore ha commentato per la Rai la sfida tra l'Albiceleste e l'Inghilterra, partita valida per la semifinale dei Mondiali 2026, lasciandosi andare alle sue consuete esultanze in occasione dei gol della Nazionale di Scaloni, capace di rimontare i Tre Leoni per 2-1, tanto da finire la partita senza voce.
Tra richiami a Maradona e alla garra argentina "che non accetta mai il proprio destino", Adani è diventato protagonista sui canali della rete pubblica, portando su di sé però anche tante critiche. Su X tutti si sono scatenati contro l'ex difensore: "Mi auguro di non sentire mai più la voce di Adani", ha scritto un utente, "fategli l'antidoping".
"Adani non si può sentire", "ma chi è che lo ha messo in telecronaca?", e ancora: "Portatelo in psichiatria", fino al più classico "Adani out".

(Adnkronos) - David e Victoria Beckham 'scatenati' in Inghilterra-Argentina. Oggi, mercoledì 15 luglio, la Nazionale dei Tre Leoni ha sfidato l'Albiceleste nella semifinale dei Mondiali 2026, in una partita carica di tensione e significato con tanti vip sulle tribune dello stadio di Atlanta. Tra loro, anche David Beckham e la moglie Victoria Adams, che negli scorsi giorni è stata al centro delle critiche proprio per la sua 'performance' durante la partita dell'Inghilterra.
Durante la sfida contro la Norvegia, vinta dall'Inghilterra ai quarti di finale, le telecamere hanno 'pizzicato' spesso i coniugi Beckham in tribuna, che però hanno vissuto la partita in maniera molto diversa. David, ex centrocampista e leggenda della Nazionale, era molto coinvolto, mentre l'ex Spice Girl era più distaccata, tanto da non esultare al momento del gol inglese, rimanendo seduta impassibile.
Una reazione che ha suscitato diverse critiche in Inghilterra e che gli è valsa i riflettori puntati durante la semifinale. Al momento del gol di Gordon però, che ha regalato il vantaggio contro l'Argentina, Victoria si è lasciata andare a un'esultanza sfrenata, abbracciando il marito.

(Adnkronos) - Una donna di 63 anni è stata uccisa oggi in un'abitazione a Coriano in provincia di Rimini. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. E' al vaglio dei militari la posizione dell'ex marito della vittima.
Dalle primissime informazioni, infatti, è stato proprio l'uomo a lanciare l'allarme alle forze dell'ordine.
La donna aveva una ferita alla testa, ma è ancora da chiarire l'arma utilizzata per il delitto.
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