
(Adnkronos) - “Come associazione pazienti accogliamo con grande gioia ogni tipo di innovazione dal punto di vista della ricerca e dell’applicabilità. Poter comunicare che esiste una nuova opzione di cura è ovviamente un evento importantissimo ma lo è in particolare quando esiste già l'applicabilità effettiva in Italia. Le attese dei pazienti sono proprio quelle di avere terapie accessibili. In questo caso specifico abbiamo una terapia”, l’immunoterapia a base di durvalumab associata alla chemioterapia “a disposizione nel setting perioperatorio, quindi prima e dopo l'eventuale intervento chirurgico, che dà speranze rispetto alla” riduzione del rischio di “recidiva della malattia dopo l'intervento". Lo ha detto Laura Magenta, assistente alla presidenza Associazione Palinuro, partecipando, oggi a Milano, all’incontro sulle novità terapeutiche in oncologia “Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi”.
“Addirittura, all’evento di oggi si parlava della possibilità, in alcuni casi, di arrivare a non fare proprio l'intervento nel momento in cui la parte neoadiuvante dovesse dare risultati così ottimistici da poter decidere di aspettare prima di intervenire chirurgicamente - continua - Questa sicuramente è una novità molto importante, che comunicheremo ai pazienti che si rivolgono a noi, proprio perché possano valutare, all'interno dei centri a cui si affidano, se possa essere adatta alla loro situazione”.
“Il dialogo con le istituzioni è sempre particolarmente difficile, soprattutto quando si parla della singola patologia. Le richieste alle istituzioni sono quindi sempre molto trasversali in tema oncologico - spiega - Ci sono sicuramente tanti aspetti da tenere in considerazione: penso ad esempio ai percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali, nei quali noi, come associazione, per la parte assistenziale abbiamo davvero bisogno di poter dire la nostra. Le istituzioni devono avere la capacità di aprirsi alla nostra collaborazione e al nostro ascolto. Un altro aspetto è la qualità della vita. Le cure, infatti, devono garantire anche una buona qualità di vita. Bisogna tener conto delle diverse fasi della malattia: non c’è infatti solo quella più grave ma anche quelle precoci che possono essere curate, anche se finora le opzioni terapeutiche erano poche. Infine, per il paziente è importante capire come affrontare tutto questo e come farlo continuando anche la propria vita in maniera dignitosa, senza grossi effetti collaterali e potendo vivere la propria realtà familiare”.

(Adnkronos) - Day-1 a Wimbledon. Oggi, lunedì 29 giugno, comincia il terzo torneo del Grande Slam della stagione. Luciano Darderi sfida l'ostico statunitense Ethan Quinn al primo turno a Londra.
Dove vedere la partita? Il match tra l'azzurro Luciano Darderi e lo statunitense Ethan Quinn sarà visibile su Sky Sport e in diretta streaming su Sky Go e Now.
In serata, attesa per l'esordio del sette volte campione di Wimbledon Novak Djokovic.

(Adnkronos) - Un ragazzo di 15 anni è annegato stamattina dopo essersi tuffato nel fiume Velino a Rieti. Sul posto è intervenuta la polizia. Non è ancora stata chiarita la dinamica dell'incidente. Il corpo del giovane è stato recuperato.

(Adnkronos) - Il nostro sistema immunitario è come “un’orchestra invisibile che, con i suoi oltre 4 miliardi di orchestrali, gestisce i nostri problemi, fra cui le fasi iniziali della crescita di un cancro. Quando uno dei nostri pazienti ha un tumore, è una sorta di ‘fallimento” della nostra orchestra. La sfida, il sogno, la rivoluzione è quella di usare le armi immunologiche contro il cancro: parliamo quindi di immuno revolution”. Lo ha detto Alberto Mantovani, presidente Fondazione Humanitas per la Ricerca e professore Humanitas University, in occasione dell’incontro, a Milano, 'Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi' promosso da AstraZeneca.
“È l'inizio di una rivoluzione: abbiamo risultati positivi ma il bicchiere non è ancora pieno nemmeno per metà. La sfida - prosegue - è riempirlo con nuovi anticorpi, nuovi strumenti, nuove cellule e speriamo, in futuro, con vaccini terapeutici. Le ‘armi’ sono innanzitutto gli anticorpi, che utilizziamo per togliere i freni al sistema immunitario, per trasportare farmaci o radionuclidi nella sede di un tumore, o per avvicinano cellule del sistema immunitario e cellule tumorali in un ‘bacio della morte’ nel caso degli anticorpi engagers, oppure, ancora, anticorpi che possono avere tre quattro valenze. Abbiamo poi la grande speranza di utilizzare le terapie cellulari nella lotta contro il cancro. Non dimentichiamo mai che abbiamo già due vaccini preventivi contro il cancro: quello per l’epatite B e quello dell’Hpv. Quest'ultimo vorremmo vederlo più utilizzato. C’è infine il sogno di usare vaccini terapeutici. Questa è una delle grandi speranze davanti a noi”.

(Adnkronos) - Ancora un infortunio per Jack Draper. Il 24enne tennista inglese è costretto a rinunciare a Wimbledon per un problema al braccio. Draper avrebbe dovuto esordire domani sul campo centrale contro lo statunitense Taylor Fritz. "Ho avuto tanti momenti difficili nell'ultimo anno ma questo è il peggiore di tutti -ha dichiarato Draper in conferenza stampa-. Il numero di problemi fisici che ho avuto negli ultimi 12 mesi è a dire poco preoccupante".

(Adnkronos) - Botta e risposta su X tra il giornalista Paolo Ojetti e Fabrizio Alfano, capo ufficio stampa di Palazzo Chigi, dopo che il cronista aveva ipotizzato un uso privato di un elicottero di Stato per accompagnare la premier Giorgia Meloni all'aperitivo all'Argentario.
Tutto nasce da un post pubblicato da Ojetti, nel quale il cronista parla del passaggio di un elicottero a bassa quota sui tetti dell'Argentario la sera precedente, intorno alle 19: "Sembrava stesse precipitando", scrive Ojetti. "Infatti si precipitava a mollare la Meloni al bar Sottovento di Porto Ercole affinché la premier gustasse l'aperitivo". A corredo della ricostruzione, la domanda diretta: "Chiedo umilmente: uso privato?".
La replica di Palazzo Chigi non si è fatta attendere, con Alfano che ha smentito la versione del giornalista: "No, i fatti sono diversi. Giorgia Meloni non è arrivata in elicottero al Sottovento: si è recata in auto". Il capo ufficio stampa della Presidenza del Consiglio ha poi concluso: "Da giornalista, prima di spargere sciocchezze e insinuazioni sull'uso privato di mezzi dello Stato, dovrebbe verificare i fatti".

(Adnkronos) - “Oggi celebriamo lo studio Duo-E che ha dimostrato che quando combiniamo l'immunoterapia durvalumab alla chemioterapia con carboplatino e paclitaxel nelle forme di tumore dell'endometrio avanzato o metastatico, aumentiamo la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale. È stato stimato che ci sia una riduzione del 60% del rischio di progressione e del 70% del rischio di morte”. Lo afferma Domenica Lorusso, responsabile Centro di Ginecologia oncologica Humanitas San Pio X e professore di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas University, in occasione dell’incontro promosso da Astrazeneca oggi a Milano e intitolato “Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi”.
“Per anni abbiamo considerato il tumore dell'endometrio come il più facile da curare tra i tumori ginecologici e questo purtroppo ha creato due problemi nel tempo una un disinvestimento nella ricerca e una totale decentralizzazione del tumore dell'endometrio che oggi è un tumore che viene curato dappertutto e spesso non seguendo le linee guida. Purtroppo - commenta - come conseguenza di tutto questo, quello dell'endometrio è l'unico tumore con incidenza e mortalità in aumento nei prossimi anni tra le neoplasie ginecologiche. In realtà, già da qualche anno sappiamo che il tumore dell'endometrio non è un unico tumore, ma sono almeno quattro tumori diversi, con caratteristiche molecolari peculiari che richiedono trattamenti differenti. Abbiamo inoltre scoperto che il 30% circa dei tumori dell'endometrio ha una caratteristica genomica che si chiama instabilità dei microsatelliti, che lo rende particolarmente in grado di rispondere a l'immunoterapia”.
“L’aspetto della tossicità è un elemento dominante in oncologia” e lo diventa ancora di più nel tumore dell’endometrio, “trattandosi di una popolazione più fragile, con pazienti più anziane, con diverse comorbidità. Abbiamo visto è che l'aggiunta dell'immunità terapia alla chemioterapia aumenta di circa un 10% gli effetti collaterali, che però per la maggior parte dei casi sono effetti totalmente gestibili, come nel caso delle patologie della tiroide, che consentono una buona qualità di vita assumendo le terapie sostitutive”. Grazie alle evidenze dello studio Duo-E “credo che oggi abbiamo definitivamente un nuovo standard per le pazienti con instabilità dei microsatelliti, con malattia avanzata e metastatica del tumore dell'endometrio. L'aggiunta dell'immunoterapia alla chemioterapia aumenta la sopravvivenza e la sensazione è che possiamo guarire una quota di queste pazienti” conclude.

(Adnkronos) - “Per molto tempo questa patologia” il tumore dell’endometrio “è stata considerata una sorta di ‘Cenerentola’ dell'oncologia: non esistevano terapie mirate al di fuori della chemioterapia e i passaggi chirurgici venivano eseguiti in qualsiasi struttura, partendo dal presupposto che non facesse alcuna differenza. Oggi dobbiamo guardare a questa malattia sotto una nuova luce, garantendole la giusta attenzione clinica alla luce di trattamenti che offrono ottimi esiti. Per farlo, però, sono necessari centri dedicati e l'accesso agli esami molecolari per tutte le pazienti”. Così Manuela Bignami, direttrice di Loto Odv, intervenendo oggi all’incontro, organizzato a Milano da AstraZeneca, “Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi”.
Bignami si sofferma ancora sulla patologia sottolineando l’importanza di “fare informazione sulla prevenzione e sui sintomi d'esordio”: "Le donne devono sapere che in caso di sanguinamento anomalo è fondamentale rivolgersi subito al medico di medicina generale o al ginecologo - osserva - individuare la malattia in uno stadio precoce, come per qualsiasi altra patologia, fa davvero la differenza”. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a numerose innovazioni terapeutiche e a una vera e propria riclassificazione della patologia, che oggi viene considerata un tumore ‘a quattro facce’ - si sofferma la direttrice dell’associazione - Questa classificazione molecolare ha aperto la strada a una medicina di precisione sempre più incisiva e alla scoperta di nuove opportunità di cura, come i recenti farmaci immunoterapici”.
Ma avere a disposizione terapie innovative non basta, “oggi è fondamentale che queste nuove opzioni terapeutiche vengano tradotte per le pazienti in modo rapido e che siano accessibili su tutto il territorio nazionale - dice - Come associazione di pazienti, il nostro impegno è far passare un messaggio chiaro: l'innovazione è completa solo quando il farmaco è equamente accessibile a tutti. Non può esserci una sanità che dipenda dalla regione di residenza. L'innovazione scientifica deve quindi procedere di pari passo con l'innovazione dei sistemi organizzativi sanitari, altrimenti avremo fallito tutti”, conclude.

(Adnkronos) - “L'aggiunta dell'immunoterapia in un contesto perioperatorio, non solo prima o dopo, ma intorno all'intervento chirurgico, permette di costruire un approccio terapeutico in grado di impattare davvero sull'aspettativa di vita dei pazienti con tumore del polmone. Questa è la vera novità”. Lo ha detto Silvia Novello, presidente Women against lung cancer in Europe - Walce, direttore Oncologia medica ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano e professore Oncologia medica università degli studi di Torino, partecipando all’incontro “Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi” promosso da AstraZeneca a Milano.
“Il tumore polmonare non a piccole cellule rimane un ‘big killer’ nel contesto dell'oncologia dei tumori solidi nella popolazione adulta - spiega l’esperta - Sicuramente la vera innovazione è quella che va a interessare gli stadi precoci di malattia, ovvero quelli in cui possiamo davvero parlare di guarigione dei pazienti. Ed è proprio in questo contesto che si colloca lo studio Aegean, che ha visto la randomizzazione di 800 pazienti affetti da tumore polmonare non a piccole cellule in stadio precoce, candidati all'intervento chirurgico. I pazienti sono stati randomizzati a un trattamento chemioterapico da 2 o 4 cicli con l'aggiunta di durvalumab in neoadiuvante, quindi prima della chirurgia, seguito da un mantenimento con durvalumab dopo l'intervento, rispetto a placebo. Lo studio - continua - ha dimostrato innanzitutto un vantaggio in termini di raggiungimento di risposte complete, circa tre volte superiore rispetto al braccio con placebo. Ma soprattutto ha evidenziato un chiaro beneficio in termini di tempo libero da malattia (la cosiddetta event-free survival) e di sopravvivenza globale”, afferma. Lo studio Aegean ha dunque “raggiunto il suo obiettivo primario, migliorando l'aspettativa di vita e investendo così su una potenziale guarigione, sicuramente per un sottogruppo di pazienti”, conclude.

(Adnkronos) - “Lo studio Niagara è il primo dedicato alla malattia uroteliale, in particolare della vescica, che ha permesso di associare allo standard di cura, la chemioterapia, l'immunoterapia nell'ambito del perioperatorio, perchè si prosegue anche post-operatorio, permette di ottenere un tasso di risposta maggiore in tutti gli outcome interessati: dall’event free survival, all’overall survival fino alla qualità della vita”. Sono le parole di Rodolfo Hurle, responsabile patologia oncologica vescicale ed uroteliale Humanitas Cancer Center di Rozzano, all’incontro promosso da Astrazeneca oggi a Milano e intitolato “Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi”.
“La cosa più importante per quanto riguarda poi l'ambito uroteliale, o vescicale, è quella che, con questo tipo di terapia si può aumentare il numero di pazienti che ne possono beneficiare in neoadiuvante, perché si riduce da 60 a 40 millimetri la richiesta minima di clearance della creatinina. Questo permette di recuperare una quota di pazienti, circa un 20-25% in più, che possono beneficiare di una terapia più efficace”.
L'intervento che riguarda il tumore alla vescica “è un intervento molto demolitivo, che crea delle alterazioni importanti dello schema corporeo quando non riesci a ricostruire la vescica”, da qui la necessità di sviluppare opzioni ‘bladder sparing’, che cerchino dunque di preservare la vescica in questi pazienti, come spiega Hurle: “L’obiettivo per il futuro è che l'associazione tra immunoterapia e chemioterapia permetta di avere delle risposte così efficaci nel preoperatorio da permettere di preservare l’organo, perchè alterare lo schema corporeo o, magari, avere una stomia con una derivazione esterna credo sia una delle cose più disturbanti in assoluto”.
(Adnkronos) - "L'immunoterapia è stata sperimentata prima nelle fasi avanzate di malattia, dove ha dimostrato dei benefici importanti in termini di sopravvivenza. Il valore principale però è quello di aver potuto anticipare l’impiego dell'immunoterapia alle fasi più precoci della malattia, come ad esempio nel setting peri operatorio, facendo il trattamento con la chemioterapia prima e dopo l’intervento chirurgico. Questo ha ridotto il numero delle recidive. Non si tratta più quindi solo di allungare la sopravvivenza, ma di riuscire a portare i pazienti a guarigione. Nel microcitoma polmonare l'immunoterapia ha portato dei benefici importanti. È stata utilizzata prima nella malattia avanzata metastatica, in combinazione con la chemioterapia, con un beneficio di sopravvivenza piccola ma significativo. Ma il dato più importante lo abbiamo registrato nella malattia più precoce, quando è limitata al torace. In questa fase, dopo radio e chemioterapia, durvalumab è stato utilizzato come mantenimento per due anni. I risultati in questo caso sono stati sorprendenti perché c’è stata una riduzione del rischio di morte del 27% a favore del durvalumab rispetto al placebo e una sopravvivenza mediana migliorata di quasi due anni, parliamo di circa 56 mesi vs 33”. Così Cesare Gridelli, direttore del dipartimento di Oncoematologia Ao ‘Moscati’ di Avellino, intervenendo in collegamento oggi a Milano all’incontro 'Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi'.
“Si tratta di dati veramente molto importanti - ha aggiunto - Si auspica poi anche il miglioramento delle percentuali di pazienti viventi a lungo termine, ad oggi pari a circa il 20% con la radio-chemioterapia a 5 anni, mentre con l’immunoterapia, come mostra lo studio Adriatic, già a 3 anni abbiamo vivi il 56% di pazienti. Il dato è inoltre stato ottenuto con una buona tollerabilità. C'è già esperienza in Italia con un Eap, un programma cosiddetto ‘ad uso compassionevole’, con più di 400 pazienti. Durvalumab - conclude - è stato registrato in Italia come farmaco innovativo da parte degli enti regolatori perché cambia la storia naturale della malattia”.

Platamona, Donna di 48 Anni in Arresto Cardiaco dopo il Bagno: Salvata dai Bagnanti con il Massaggio Cardiaco
SORSO – Un pomeriggio di paura e poi di speranza a Platamona, nella marina di Sorso. Una donna di 48 anni è stata colta da un improvviso malore mentre faceva il bagno. Alcuni bagnanti sono intervenuti immediatamente, praticandole il massaggio cardiaco e le manovre di rianimazione per circa mezz'ora, in attesa dei soccorsi.
L'Arresto Cardiaco e i Soccorsi
La donna è andata in arresto cardiaco dopo il tuffo in acqua. L'intervento tempestivo dei presenti sulla spiaggia è stato fondamentale per mantenerla in vita. È poi intervenuto l'elisoccorso, che l'ha trasportata d'urgenza al reparto di Rianimazione dell'ospedale Santissima Annunziata di Sassari, dove si trova attualmente ricoverata in prognosi riservata.
Le Condizioni
Le condizioni della 48enne restano gravi. I medici stanno monitorando costantemente il suo quadro clinico. La prontezza dei bagnanti ha permesso di guadagnare minuti preziosi in attesa dei soccorsi specializzati. L'episodio richiama l'importanza di conoscere le manovre di primo soccorso, che in questo caso hanno fatto la differenza.

Alghero, Violenza Sessuale: Arrestato 29enne per Palpeggiamenti. La Vittima: "Mi Sono Sottratta con Coraggio"
ALGHERO – I Carabinieri della Stazione di Alghero hanno dato esecuzione a un'ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un 29enne, gravemente indiziato di violenza sessuale aggravata. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Sassari su richiesta della Procura.
L'Aggressione
Secondo la ricostruzione, l'episodio risale agli inizi del mese di giugno. L'indagato, approfittando di un momento di solitudine con la vittima (una sua conoscente), avrebbe costretto la donna a subire, mediante l'uso della forza, atti sessuali consistiti in ripetuti palpeggiamenti delle parti intime. La donna è riuscita a sottrarsi con determinazione ed estremo coraggio.
Le Lesioni e la Denuncia
La vittima ha riportato lesioni personali, per le quali è stata assistita presso una struttura ospedaliera di Alghero e dimessa con una prognosi di venti giorni. Dopo l'aggressione, ha denunciato l'accaduto ai Carabinieri.
Le Indagini e l'Arresto
Le indagini, supportate da riscontri testimoniali e oggettivi elementi di riscontro, hanno delineato un grave quadro indiziario a carico del presunto autore. La Procura di Sassari ha quindi richiesto la misura cautelare. Il giovane è stato rintracciato e posto ai domiciliari.
Nel rispetto della presunzione di innocenza, la colpevolezza sarà accertata solo in caso di sentenza irrevocabile.

(Adnkronos) - “Dopo circa 50 anni in cui il tumore della vescica muscolo infiltrante veniva trattato sempre nello stesso modo, ossia con l'intervento chirurgico e negli ultimi anni con un trattamento chemioterapico neoadiuvante, gli ultimi risultati dello studio Niagara determinano un passo in avanti fondamentale nella cura di questi pazienti e definiscono un nuovo standard di trattamento”. Lo ha detto Lorenzo Antonuzzo, direttore Struttura complessa di Oncologia clinica Aou Careggi, dipartimento di Medicina sperimentale e clinica, Università degli studi di Firenze, intervenendo oggi a Milano all’incontro 'Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi' promosso da AstraZeneca.
“In questo studio, oltre 1000 pazienti con tumore della vescica muscolo infiltrante da T2 a T4 - e un piccolo sottogruppo di pazienti con linfonodi positivi n1 - sono stati randomizzati a ricevere il trattamento standard, quindi la chemioterapia neoadiuvante seguita da chirurgia, oppure il trattamento sperimentale, che prevedeva l'aggiunta del durvalumab perioperatorio, quattro cicli prima dell'intervento chirurgico e otto cicli dopo l'intervento - spiega l’oncologo - Lo studio è risultato statisticamente positivo in termini di ‘event free survival’ - ossia la sopravvivenza libera da eventi, come recidive o progressione -, il primario end point dello studio. È da sottolineare in modo particolare che l'obiettivo secondario dello studio, che era la sopravvivenza globale, è risultato statisticamente favorevole al braccio sperimentale, con una differenza a un follow up di 24 mesi di circa il 7%. Sono risultati molto positivi che confermano il nuovo standard di terapia, costituita appunto dall'aggiunta di durvalumab perioperatorio al trattamento chemioterapico neoadiuvante”.
Grazie a questo nuovo standard di trattamento, “riducendo le recidive di malattia e migliorando la sopravvivenza, nel prossimo futuro potremo anche aumentare la percentuale di pazienti che possono ricevere la chemioterapia neoadiuvante, infatti in questo studio erano compresi anche i pazienti con clearance della creatinina tra 40 e 60, che invece normalmente venivano esclusi dal trattamento neoadiuvante con cisplatino - conclude - Tutto questo offre come prospettiva futura una spinta alla ricerca sulla quella che è la strategia ‘bladder sparing’, che cerca di preservare la vescica in questi pazienti. Si tratta ancora di un qualcosa di sperimentale ma questi risultati aiutano la ricerca".

(Adnkronos) - Il dibattimento del processo Ruby Ter si riaprirà in Appello. I giudici della seconda sezione della Corte milanese hanno infatti ammesso 39 dei testimoni richiesti dalle difese.
Verranno esaminati in tre udienze, fissate per il 30 settembre, l'8 e il 29 ottobre. Il processo, che vede 22 imputati per corruzione in atti giudiziari (prescritta la falsa testimonianza e definitiva l'assoluzione dell'ormai defunto Silvio Berlusconi) proseguirà nelle udienze del 3 e 26 novembre, dedicate alla discussione delle parti.
Il collegio d'Appello, presieduto da Maria Rosaria Correra, ha rigettato perché "non rilevante e manifestatamente infondata" l'eccezione costituzionale sollevata dalle difese che chiedevano che venisse celebrato un nuovo processo di primo grado, anziché uno di Appello, dal momento che la Procura era ricorsa 'per saltum' in Cassazione contro la sentenza con cui nel 2023 il Tribunale di Milano aveva assolto gli imputati per corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e riciclaggio 'perché il fatto non sussiste'.
La Corte ha invece rinviato all'esito del giudizio d'Appello le questioni di legittimità costituzionale legate alla veste giuridica delle ragazze che nei precedenti processi contro Silvio Berlusconi testimoniarono sulle serate di Arcore. Respinta infine nel merito la questione di competenza territoriale sollevata dalle difese, che chiedevano il trasferimento del processo a Siena.
Il pg Luca Poniz e il pm applicato Luca Gaglio si erano opposti alle richieste delle difese. "Sono doglianze per noi non ricevibili", ha detto in aula il pg, che in un passaggio del suo intervento ha evidenziato che "bastano i dieci comandamenti, non serve scomodare il diritto, per dire che un testimone non deve mentire, ancor più essere pagato per mentire". La Cassazione "ha ridotto veramente in briciole" la sentenza di assoluzione, ha evidenziato il pubblico ministero applicato. Ricordando che il processo di primo grado è durato sei anni e ha avuto una "istruttoria complessa e articolata", Gaglio ha sostenuto che le varie "istanze" delle difese avessero "uno scopo veramente dilatorio".
Un'affermazione questa "non corretta, visto che in primo grado avevamo rinunciato a tutte le testimonianze", gli ha ribattuto a distanza Nicola Giannantoni, legale di Barbara Guerra, plaudendo alla "scelta equilibrata" della Corte di riaprire l'istruttoria.
Gli fa eco Paola Boccardi, legale di Karima El Mahroug, ricordando che "benché il processo di primo grado fosse stato molto lungo", l'ordinanza del Tribunale di Milano, che aveva dichiarato inutilizzabili le testimonianze delle 'olgettine' sentite non come indagate, "aveva portato alla rinuncia dei testi da parte della maggior parte delle difese". Non è escluso che nel processo di Appello in corso a Milano Ruby, di recente diventata mamma per la seconda volta, si presenterà a rendere dichiarazioni spontanee. L'unica dei 22 imputati presente oggi in aula era Miriam Loddo, "perché ha delle cose da dire", ha detto il suo avvocato, Marco De Giorgio, ribadendo che il Ruby ter "è la fiera della vanità, non è più un processo. E' passato anche l'interesse, se non retroattivo e post-mortem. Mi pare che proprio non abbia senso".

(Adnkronos) - La consapevolezza dell’importanza della prevenzione si scontra con la difficoltà di ricordare quando effettuare controlli, screening o le vaccinazioni raccomandate. La questione non interessa solo i pazienti, ma anche i caregiver, spesso impegnati nell’organizzazione dei percorsi di salute dei propri familiari. Un aiuto arriva dalla tecnologia. È il caso di Doctolib, piattaforma europea che supporta oltre 80 milioni di persone nella prenotazione di visite e nella gestione dei percorsi di cura, e che punta oggi a rafforzare il ruolo della prevenzione attraverso strumenti digitali dedicati come gli Health Reminders: promemoria gratuiti integrati nell’app e attivabili volontariamente dagli utenti. Non sono “semplici notifiche - spiega Doctolib - ma un sistema di alert personalizzati che accompagna le persone nei momenti chiave della prevenzione: controlli periodici, screening e vaccinazioni raccomandate”.
Il funzionamento della app è semplice, ma strategico. Gli avvisi vengono calibrati su parametri come età, genere e raccomandazioni delle autorità sanitarie e delle principali società medico-scientifiche, con la possibilità di gestire anche i profili sanitari dei familiari. In questo modo, a portata di smartphone, si possono tenere sotto controllo scadenze e appuntamenti e ridurre il rischio che la prevenzione venga rimandata o dimenticata. Secondo i dati della piattaforma, “circa 300mila utenti in Italia hanno già trasformato il promemoria in un’azione reale, prenotando la visita suggerita oppure registrandola come già effettuata. Un segnale che racconta come la prevenzione, quando diventa più semplice e immediata, tende anche a diventare più efficace”. Le aree coperte dagli Health Reminders sono tre - visite di routine, programmi di screening e vaccinazioni - per intercettare le principali raccomandazioni di sanità pubblica e tradurle in indicazioni pratiche, accessibili direttamente dallo smartphone.
Dalla piattaforma emergono anche interessanti differenze nei comportamenti di salute. Le donne mostrano una maggiore attenzione agli screening ginecologici e ai controlli preventivi strutturati, mentre tra gli uomini prevalgono i promemoria legati all’età e alla prevenzione cardiovascolare, alle visite oculistiche e ai controlli dell’udito. Un elemento accomuna però tutti i profili: quando l’informazione preventiva è chiara, personalizzata e tempestiva, aumenta la probabilità di agire. La prevenzione smette così di essere un concetto astratto e diventa una sequenza di gesti concreti e programmati. Particolarmente significativa è la risposta che la app registra nella fascia over 60, dove i promemoria per la vaccinazione antinfluenzale registrano alti livelli di interazione e prenotazione, confermando il ruolo decisivo degli alert digitali nell’adesione alle campagne vaccinali.
"La prevenzione è davvero efficace quando riesce a entrare nella vita delle persone in modo semplice - afferma Vittorio Lapiana, Country Manager di Doctolib Italia - Con gli Health Reminders vogliamo aiutare cittadini e caregiver a trasformare controlli, screening e vaccinazioni da buone intenzioni ad azioni concrete, rendendo più facile rispettare le raccomandazioni sanitarie nel momento giusto". La tecnologia, sottolinea l’azienda, non sostituisce il rapporto con il medico né le politiche pubbliche di prevenzione, ma può renderle più vicine alle persone. E, in un sistema sanitario sempre più orientato alla prevenzione, anche un semplice promemoria può fare la differenza tra un’intenzione e un gesto che tutela la salute.

(Adnkronos) -
La Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane (FISM), per il tramite del proprio Presidente, Prof. Loreto Gesualdo, ha formalmente rappresentato al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Dott. Fabio Ciciliano, la piena disponibilità della comunità medico-scientifica italiana a collaborare nelle eventuali attività di supporto sanitario che dovessero rendersi necessarie in relazione all’emergenza in corso nella Repubblica Bolivariana del Venezuela. La comunicazione istituzionale nasce a seguito delle numerose manifestazioni di disponibilità già pervenute alla Federazione da parte delle Società Scientifiche aderenti, che hanno espresso la volontà di mettere a disposizione competenze professionali, esperienze specialistiche e capacità organizzative a supporto delle iniziative che le Autorità italiane riterranno opportuno promuovere. La FISM rappresenta circa 250 Società Medico-Scientifiche accreditate e riunisce l’intero spettro delle specialità cliniche e sanitarie presenti nel nostro Paese, costituendo una delle più ampie reti di competenze scientifiche e professionali operanti in ambito sanitario.
"La Federazione – dichiara il Presidente FISM, Prof. Loreto Gesualdo – ritiene doveroso mettere a disposizione delle Istituzioni il patrimonio di conoscenze e professionalità espresso dalle proprie Società Scientifiche. Le numerose adesioni spontanee che stiamo raccogliendo testimoniano il forte spirito di solidarietà che anima la comunità medico-scientifica italiana. Per questo abbiamo ritenuto opportuno rappresentare formalmente al Dipartimento della Protezione Civile la nostra disponibilità, auspicando un coordinamento istituzionale che consenta di valorizzare e indirizzare efficacemente le risorse professionali offerte". Nella nota trasmessa al Dipartimento della Protezione Civile, la FISM ha evidenziato l’importanza di un raccordo operativo con le strutture istituzionali competenti, affinché le disponibilità spontaneamente manifestate dalle Società Scientifiche possano essere canalizzate in modo ordinato, efficace e coerente con le esigenze che dovessero emergere.
Per assicurare il necessario coordinamento delle eventuali attività di carattere sanitario e scientifico, la Federazione ha individuato nel Dott. Piero Paolini, Presidente della Società Italiana Emergenza Sanitaria (SIEMS), il referente incaricato dei rapporti operativi con le strutture competenti, rendendosi sin d’ora disponibile per ogni approfondimento che dovesse risultare utile. La FISM conferma il proprio impegno a sostegno delle iniziative di solidarietà sanitaria internazionale e rinnova la propria disponibilità a contribuire, attraverso la rete delle Società Scientifiche federate, alle attività che le Istituzioni della Repubblica riterranno di attivare.
Al via la Strategia Territoriale "Oristano Porta d'Acqua", il piano
di rigenerazione urbana e ambientale promosso dal Comune di
Oristano. Le operazioni inserite nella Strategia saranno attuate
attraverso la forma dell'Investimento Territoriale Integrato
(ITI).
(Adnkronos) - C'è una malattia rara che non colpisce soltanto gli organi interni, ma può cambiare anche il volto, le mani, il modo di muoversi, di lavorare, di vivere le relazioni. È la sclerodermia, o sclerosi sistemica, una delle più gravi patologie reumatologiche autoimmuni: può coinvolgere pelle, polmoni, cuore, apparato gastrointestinale e altri organi, con un impatto importante sulla qualità e sull'aspettativa di vita. Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato. La diagnosi arriva più precocemente rispetto al passato, la ricerca ha aperto nuove prospettive terapeutiche e oggi è possibile intercettare prima le complicanze più gravi. Ma proprio per questo la sfida diventa ancora più urgente: trasformare i progressi scientifici in percorsi di cura realmente accessibili, continui e omogenei su tutto il territorio nazionale. È questo il messaggio che accompagna la Giornata mondiale della sclerodermia, che ricorre oggi. "La sclerodermia, o sclerosi sistemica, è una malattia cronica, complessa e multisistemica, che può coinvolgere progressivamente numerosi organi e incidere profondamente sulla vita delle persone - spiega Florenzo Iannone, professore ordinario di Reumatologia dell'Università di Bari e direttore della Uoc di Reumatologia del Policlinico di Bari -. L'impatto sulla prognosi è ancora oggi importante e richiede un'organizzazione sanitaria capace di seguire il paziente lungo tutto il suo percorso assistenziale".
Negli ultimi anni, sottolinea lo specialista, lo scenario è migliorato. "Oggi i pazienti arrivano alla nostra osservazione molto prima rispetto a vent'anni fa. I medici di medicina generale e gli altri specialisti riconoscono con maggiore frequenza i sintomi iniziali della malattia e indirizzano il paziente al reumatologo in tempi più rapidi. I grandi ritardi diagnostici del passato si sono notevolmente ridotti e questo rappresenta un risultato importante, perché nella sclerodermia il tempo è un fattore determinante. La diagnosi precoce, però, da sola non basta". Secondo Iannone, i centri italiani di riferimento rappresentano oggi un'eccellenza anche a livello europeo e partecipano attivamente alla ricerca clinica internazionale. "Il problema nasce quando il paziente torna sul territorio - spiega -. Una patologia come la sclerosi sistemica richiede il coinvolgimento costante di numerosi specialisti (pneumologi, cardiologi, gastroenterologi, radiologi, neurologi e altri professionisti), ma troppo spesso questa collaborazione dipende dall'iniziativa personale dei singoli. Abbiamo bisogno di reti multidisciplinari realmente organizzate, coordinate e riconosciute dal Servizio sanitario nazionale, capaci di garantire continuità assistenziale a tutti i pazienti".
Il coinvolgimento di cuore e polmoni, infatti, rappresenta una delle principali cause di complicanze e di mortalità nella sclerosi sistemica. Per questo la diagnosi precoce deve essere accompagnata da un monitoraggio sistematico del danno d'organo e da una presa in carico integrata. "I polmoni possono essere colpiti sia nella loro componente parenchimale, ovvero il tessuto che li costituisce, causando fibrosi polmonare, sia nella loro componente vascolare, determinando ipertensione polmonare – continua Sergio Harari, ordinario di Medicina interna all’Università degli Studi di Milano, direttore della Clinica medica e Uo di Pneumologia, direttore del dipartimento di Scienze mediche Ospedale Classificato San Giuseppe MultiMedica - Le due condizioni sono gravi complicanze della malattia e necessitano di cure e gestione presso centri esperti di alta competenza. Purtroppo, non sempre il paziente con sclerodermia è consapevole di queste possibili evoluzioni e sottostima i primi sintomi, come il fiato corto da sforzo, ad esempio facendo le scale, la comparsa di tosse stizzosa, una maggiore affaticabilità respiratoria. Per questo una stretta collaborazione tra reumatologi e pneumologi è indispensabile".
"La presa in carico multidisciplinare non rappresenta un valore aggiunto, ma una condizione indispensabile per curare i pazienti affetti dalla sclerosi sistemica - osserva Dilia Giuggioli, professore ordinario di Reumatologia dell'Università di Modena e Reggio Emilia e direttore della Uoc di Reumatologia del Policlinico di Modena -. Nel nostro centro lavoriamo da anni all'interno di una rete dedicata alla sclerosi sistemica, che coinvolge numerosi specialisti e che rappresenta oggi un modello organizzativo regionale. L'esperienza dimostra che lavorare in rete network è possibile e consente di seguire il paziente in modo più efficace lungo tutto il decorso della malattia. Tutti i pazienti, fin dalla diagnosi, dovrebbero essere sottoposti a una valutazione sistematica dell'interessamento cardiaco e polmonare. Oggi disponiamo di terapie innovative in particolare per la fibrosi polmonare e l'ipertensione arteriosa polmonare , che possono modificare la prognosi della malattia, ma per utilizzarle al meglio è necessario riconoscere precocemente il danno d'organo. È qui che il lavoro di squadra diventa decisivo".
La rete, tuttavia, non può limitarsi agli specialisti d'organo. "Accanto a reumatologi, pneumologi, cardiologi e gastroenterologi - dice ancora Giuggioli -, sono fondamentali anche figure come i terapisti occupazionali, gli psicologi, perché la sclerodermia non colpisce soltanto gli organi: può limitare la funzionalità delle mani, modificare l'aspetto fisico, condizionare l'autonomia, le relazioni, la vita familiare e lavorativa. Curare questa malattia significa prendersi carico della persona nella sua globalità. Per questo servono reti strutturate, Pdta realmente applicati e un coordinamento nazionale che renda questi modelli disponibili in modo uniforme, senza differenze tra una Regione e l'altra".
L'importanza di una presa in carico integrata è condivisa anche dai pazienti. "La ricerca sta offrendo nuove prospettive e la diagnosi precoce consente oggi di intervenire molto prima rispetto al passato - sottolinea Antonella Celano, presidente di Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare Aps Ets -, ma tutto questo rischia di essere insufficiente se non è accompagnato da un'organizzazione capace di seguire le persone lungo tutto il decorso della malattia. La sclerodermia cambia profondamente la vita delle persone e delle loro famiglie. Non significa soltanto affrontare una malattia rara, ma convivere con visite, controlli, esami, terapie e con la necessità di confrontarsi con specialisti diversi. Nessun paziente dovrebbe essere lasciato solo a costruire il proprio percorso di cura". Per Celano, la vera sfida riguarda oggi l'equità di accesso. "Chiediamo che il diritto alle migliori cure non dipenda dalla Regione in cui si vive - dice -. Servono reti cliniche realmente operative, percorsi diagnostico-terapeutici condivisi, collegamenti efficaci tra i centri di riferimento e il territorio e un dialogo costante tra tutti i professionisti coinvolti. La multidisciplinarietà deve diventare un diritto esigibile, non un'opportunità riservata a chi riesce a raggiungere i grandi ospedali. Investire in una presa in carico integrata significa migliorare la qualità della vita dei pazienti, ridurre le complicanze e rendere più sostenibile anche il Servizio sanitario nazionale".

(Adnkronos) - Sono almeno 5 le persone rimaste uccise in una sparatoria avvenuta nel centro di Stade, nel Land tedesco della Bassa Sassonia. Secondo quanto riporta la Bild, citando un portavoce della polizia: "Sono stati esplosi colpi d'arma da fuoco e ci sono diversi morti".
Secondo le prime informazioni, la zona interessata dalla sparatoria è nella zona di Dankersstraße a Stade, dove gli agenti avrebbero già arrestato uno o più sospetti.
Testimoni oculari hanno segnalato diversi morti parlando con i media. Al momento, i motivi della sparatoria sono del tutto sconosciuti.

(Adnkronos) - I migliori tennisti, tra cui i numeri uno al mondo Jannik Sinner e Aryna Sabalenka, hanno fermato la loro protesta contro i premi in denaro ritenuti troppo bassi a Wimbledon, come annunciato oggi dai rappresentanti dei giocatori. I tennisti avevano deciso di limitare le loro conferenze stampa a 15 minuti durante la prima settimana di Wimbledon, estendendo una protesta simile a quella intrapresa per gli incontri con i media prima del torneo al Roland Garros a maggio. I giocatori sostenevano di ricevere attualmente solo il 15% dei ricavi dei tornei del Grande Slam, chiedendo invece il 22%. Wimbledon ha aumentato i premi in denaro del 20%, una mossa che i giocatori hanno definito come un "gradito passo avanti".
I rappresentanti dei giocatori il giorno dell'inaugurazione del torneo, avevano detto che "i giocatori hanno confermato la ripresa dei normali impegni con i media" dopo aver tenuto "incontri costruttivi". "Questa decisione si basa sull'impegno di Wimbledon a presentare proposte specifiche, anche se le questioni di fondo rimangono irrisolte e i giocatori valuteranno attentamente le proposte una volta ricevute", si legge nella dichiarazione. "Il dialogo con Wimbledon e gli altri tornei del Grande Slam proseguirà".
La presidente dell'All England Club, Sally Bolton, ha espresso sollievo per il fatto che la protesta non sarebbe continuata durante il torneo. "Penso sia un'ottima notizia che ora noi e loro possiamo concentrarci sui campionati e sul tennis", ha dichiarato ai giornalisti. "Abbiamo avuto delle conversazioni davvero proficue durante il fine settimana, molto positive, e abbiamo sostanzialmente confermato quanto già concordato in precedenza, ovvero la volontà di proseguire con un dialogo costruttivo". I campioni dei singolari di Wimbledon intascheranno 3,6 milioni di sterline, una cifra superiore ai 3 milioni di sterline guadagnati nel 2025, da Iga Swiatek e Jannik Sinner.

(Adnkronos) - Luglio si preannuncia un mese complicato per chi viaggia, con un elevato numero di agitazioni che interesseranno il trasporto aereo, ferroviario, il trasporto pubblico locale e alcuni servizi collegati. La giornata più critica sarà quella di domenica 5 luglio, quando saranno previsti diversi scioperi nel comparto aeroportuale. Ma chi dovrà mettersi in viaggio, oltre a quella data, dovrà fare attenzione anche ai due giorni successivi, 6 e 7 luglio e il 23 e 24 luglio.
Secondo il calendario degli scioperi pubblicato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si inizia subito, il 2 luglio, con lo sciopero regionale di 8 ore del personale di Db Cargo Italia in Lombardia, dalle 3.31 alle 11.29. La tornata di proteste successiva arriverà il 5 luglio, giornata con il maggior numero di agitazioni. Nel trasporto aereo sono previsti uno sciopero di 24 ore del personale Enav dell'aeroporto di Milano Malpensa; uno sciopero di 24 ore nazionale del personale delle aziende del comparto aereo, aeroportuale e dell'handling, sia aderenti sia non aderenti ad Assohandlers; uno sciopero nazionale di 24 ore del personale navigante easyJet. A questi più lunghi, si aggiungeranno lo sciopero di 8 ore del personale Adr Security degli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino (10-18); lo sciopero di 4 ore del personale Enav di Malpensa (13-17); lo sciopero di 4 ore del personale FedEx di Malpensa (14-18); lo sciopero di 4 ore del personale Asc Handling dell'aeroporto di Catania Fontanarossa (14-18). Inoltre, nella stessa giornata è inoltre previsto uno sciopero di 24 ore del personale di Autolinee Toscane nel bacino di Firenze.
Anche il 6 luglio sarà una giornata di protesta: sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale dell'Amts di Catania; sciopero nazionale di 24 ore del personale Mercitalia Shunting & Terminal, dalle 21 del 6 luglio alle 21 del 7 luglio; sciopero di 4 ore del personale di Autolinee Toscane nella sede operativa di Prato (18.30-22.30).
Il 7 luglio è previsto, invece, lo sciopero regionale di 8 ore del personale Rfi - Direzione operativa infrastrutture territoriale di Palermo, dalle 9 alle 17. Due giorni di tregua e ripartono le proteste: sciopero nazionale del personale operativo equipaggi di Italo, dalle 3 del 9 luglio alle 2 del 10 luglio. Sempre lo stesso giorno, sono in programma lo sciopero generale regionale proclamato in Puglia per l'intera giornata, con esclusione del trasporto aereo e degli appalti ferroviari e lo sciopero nazionale di 8 ore del personale Captrain Italia, dalle 16.01 alle 23.59.
A seguire, l'11 luglio sciopero di 24 ore del personale Amat di Palermo; il 15 luglio intera giornata di sciopero per il personale Elior addetto ai servizi di ristorazione e logistica a bordo dei treni Trenitalia, proclamato da diverse sigle sindacali, con possibili ripercussioni sui servizi di ristorazione ferroviaria; il 20 luglio sciopero di 24 ore del personale Csc Mobilità di Latina e sciopero di 4 ore del personale di Autolinee Toscane nel bacino urbano di Firenze (19-23). Il 21 luglio, invece, sciopero di 24 ore all’aeroporto di Milano Malpensa del personale Alha e Mle-Bcube.
Il mese caldo delle proteste si chiude con le due date del 23 e 24 luglio, anch'esse roventi: nuova mobilitazione nazionale nel settore ferroviario e del trasporto pubblico locale. Lo sciopero interesserà il personale delle imprese ferroviarie e del trasporto merci su rotaia dalle 21 del 23 luglio alle 20.59 del 24 luglio. Per alcune aziende ferroviarie regionali e locali è previsto anche lo stop del trasporto pubblico per l'intera giornata del 24 luglio.
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