
Il razzismo ha la memoria corta... 1911 - Fuori i Sardegnoli - Il Massacro di Itri
di Fabritziu Dettori
Grazie al prezioso lavoro dello storico Professor Tonino Budruni che ha ricostruito minuziosamente nella «Rivista della Sardegna» Ichnusa n.10, maggio/giugno, anno 5 del 1986, oggi siamo a conoscenza dei «Giorni del massacro ».
Era il 1911, anno in cui molti sardi riponevano nell’emigrazione la speranza di una vita migliore, la quale palpitava, fiduciosa e intrepida, sul posto di lavoro. Tuttavia, nel luglio di quell’anno per quattrocento figli della Sardegna, il sogno si frantumò nel suolo italico in una realtà di persecuzione e d’orrore. Essere sardo e per questo pagarne il prezzo, subirne il razzismo di persona, sperimentarlo sulla propria pelle fu un’esperienza, purtroppo, di molti di questi nostri conterranei. Nella storia che segue vedremo la xenofobia antisarda manifestarsi in tutta la sua animale violenza contro quei lavoratori «diversi».
Erano anni di progresso tecnologico in cui la ferrovia ne rispecchiava il mito, attraversandone l’Italia. A costruire le migliaia di chilometri di linee ferroviarie, altrettante migliaia di braccia. E fu così che circa mille sardi, quasi tutti minatori del sud Sardegna, furono impiegati per la costruzione della linea Roma – Napoli. Assumere sardi era allora conveniente, poiché lavoravano sodo, in cambio, a parità di mansione, di un salario inferiore a quello degli operai continentali, loro colleghi. Quattrocento operai isolani, furono, quindi, stanziati temporaneamente nel comune di Itri, all’epoca in provincia di Caserta e oggi di Latina, ossia nella cosiddetta: «Terra di lavoro».
Gli abitanti di Itri, però, fomentati e spalleggiati indirettamente dai mass – media italiani che descrivevano i sardi come una «razza inferiore e delinquente per natura», sollevavano pregiudizi razzisti contro i sardi. A servirsi di questa opinione diffusa e consolidata in una costante tensione sociale fu la camorra, nel momento in cui la sua autorità fu sconfitta dagli involontari rappresentanti del Popolo Sardo, la quale riuscì a trasformare tale convinzione in sentimento di odio sanguinario antisardo.
L’organizzazione criminale, alla quale interessava solo il denaro, che ruolo e quali interessi poteva nutrire in questo scontro di culture? La risposta è semplice e nello stesso tempo terrificante: ai lavoratori sardi si voleva imporre il cosiddetto «pizzo». Ma alla camorra, che assumeva la posizione del «padrone», si contrapponeva il netto rifiuto, pacifico ma fermo, di quei baldi lavoratori di pagare. Questa decisione fu presa, sia per l’innata fierezza della cultura «De s’omine», sia per la matura coscienza dei diritti loro spettanti, anche se non ancora conquistati, in quanto lavoratori. I criminali, quindi, per scongiurare il contagio di tale rivoluzione, puntarono sugli anzidetti sentimenti degli itrani (cosi si fanno chiamare gli itriesi) per cacciare i sardi da «Terra di lavoro».
La furia fanatica razzista, organizzata minuziosamente, si compì tragicamente nei giorni di mercoledì e giovedì 12 e 13 luglio del 1911. Al grido: «Morte ai sardegnoli», i nostri antenati furono, per quei due giorni, le prede indifese della «caccia al sardo».
Nel primo giorno un gruppo di operai fu insultato e provocato nella piazza dell’Incoronazione, l’epicentro della storia. Al grido «Fuori i sardegnoli», la parola d’ordine per richiamare gli itrani in quel luogo, a centinaia accorsero armati, attaccando da ogni parte i nostri conterranei inermi. In una ridda di sorpresa, di urla, anche le autorità locali aprivano il fuoco promettendo immunità ai compaesani, non di meno fecero i carabinieri, i quali spararono sui sardi in fuga. Quel giorno, il selciato italico s’impregnò del primo sangue dei martiri trucidati barbaramente. Gli operai scampati alla persecuzione xenofoba si rifugiarono intanto nelle campagne circostanti.
L’indomani, i lavoratori rientrarono nel paese per raccogliere i loro fratelli caduti come soldati in guerra, ma la «fratellanza operaia», «la pietà cristiana», si evidenziarono utopiche mete. Entrarono nell’abitato e nuovamente divampò la triste sinfonia di morte col grido di battaglia: «Fuori i sardegnoli». Gli itrani convergendo in massa, passarono prima in una bottega, nella quale si distribuivano armi per l’occasione. Qui si avvertiva: «Prendete le armi e uccidete i sardi». La seconda giornata di caccia all’«animale sardo» era aperta! Gli itrani, ancora accecati dall’odio razzista e non contenti del sangue già versato, si scagliarono nuovamente contro i lavoratori sardi inermi e, con più raziocinio criminale del giorno prima, ancora ammazzarono.
In queste due giornate furono massacrate una decina di persone, tutte sarde. Il numero esatto delle vittime non si venne mai a sapere, poiché gli itrani trafugarono numerosi cadaveri e feriti moribondi per nascondere il numero esatto delle vittime. Alcuni operai sequestrati subirono la tortura e una sessantina furono i feriti, di cui, diversi, molto gravi, perirono in seguito. Molti sardi scampati alla strage furono arrestati con la falsa accusa di essere rissosi. Mentre, altri, per la stessa accusa, furono espulsi da quella «terra del lavoro» e rispediti in Sardegna. Pagarono caro il prezzo della loro provenienza e cultura, ma la camorra, da quei fieri sardi, non vide neppure un soldo. Per questi fatti non un itriano fu punito. E il grave avvenimento fu subito occultato.
L’avvocato Guido Aroca scrisse: «Se alcunché di simile si fosse verificato ai danni siciliani o romagnoli, l’Italia tutta sarebbe oggi in fiamme».
Dopo quei giorni dolorosi, i sardi, per il tornaconto bellico italiano del ’15 ’18, diventeranno la «razza guerriera ed eroica» che salvò le sorti dell’Italia. Divulgare oggi questa storia, è, innanzitutto, un dovere verso quei martiri antesignani della lotta sindacale, ma, altresì insegna a riconoscere e denunciare forme attuali di razzismo mascherate con il belletto, le quali si configurano nella moderna forma di colonizzazione politica e culturale. Il sacrificio dei nostri antenati non ha avuto giustizia e in continente si sostiene ancora che «I sardegnoli se la son cercata».
A distanza di anni da quei fatti, la forma mentis ferocemente antisarda è stata dichiarata lucidamente dallo stesso «Stato di diritto» italiano, nel momento in cui, con tracotanza, istituzionalizzò il proprio pregiudizio e razzismo contro i sardi (e solo contro i sardi) emigrati in s’Italia, con una schedatura poliziesca di uomini, donne, vecchi e bambini. La registrazione ebbe inizio nel 1984, all’insaputa degli stessi sardi, con la regione Lazio per poi essere estesa ad altre regioni fino ad una data incerta degli anni ’90.
Frantz Fanon aveva pienamente ragione: «Un Paese colonialista è un Paese razzista!». I sardi, per un complesso di colpa indotto da anni di colonizzazione culturale, accettarono passivamente di essere considerati, nel loro insieme e capillarmente, potenziali criminali.
I nomi conosciuti delle vittime assassinate
Antonio Baranca di Ottana
Antonio Contu di Ierzu
Antonio Arras di ?
Efisio Pizzus di ?
Giovanni Mura di Bidonì
Giovanni Marras di ?
Giuseppe Mocci di Villamassargia
Salvatore Cuccuru di ?
Sisinnio Pischedda di Marrubbiu
Baldasarre Campus di ?
[operaio] Deligios di Ghilarza

Un tempo la parola pubblicità era legata solo a Radio, Tv, giornali, volantinaggio o riviste cartacee, oggi invece lo strumento più utilizzato dalle aziende per promuovere il proprio business è sicuramente il web ed i social network.
Tra i social media più diffusi nel nostro paese, ci sono Facebook, YouTube, Twitter, LinkedIn e Instagram. Tutte queste piattaforme si differenziano in diverse caratteristiche e tipologie di advertising che possono attirare l’attenzione di gran parte delle aziende italiane. Ma tra i social più gettonati, vi è un'altra piattaforma molto all’avanguardia per il social media marketing. Si tratta di Pinterest, il noto social network fondato da Evan Sharp, Ben Silbermann e Paul Sciarra nel 2010, che in 10 anni ha visto un aumento esponenziale dell’utenza che ogni giorno sceglie di utilizzarlo. Per conoscere ed apprezzare a pieno le potenzialità di Pinterest occorre “pinnare” ovvero scoprire qualcosa di nuovo. Sì, perché il termine pinterest, deriva dall’inglese “pin” appendere ed “interest” ovvero interesse.
A differenza di altri social come Facebook e Instagram, Pinterest è molto apprezzato in quanto è paragonabile ad un motore di ricerca che permette di cercare quel che ci interessa, evitando tante inutilità che altri social costringono a subire. Infatti, è presente una semplice funzione “cerca” che permette di digitare qualsiasi parola e trovare gli argomenti di proprio interesse. Gli utenti possono condividere notizie, video, file musicali e link di ogni tipo corredati dalle informazioni che più si ritengono utili per gli altri. Le aziende che investono sul Pinterest marketing puntano ad una promozione non solo testuale, ma anche visuale, andando a colpire l’utente e conquistarne la fiducia. Questo può essere fatto con vari strumenti come fotografie di alta qualità ed ad altro impatto, video originali e non troppo lunghi, infografiche, immagini con informazioni di testo, Gif animate o simpatici meme che possono catturare più facilmente di un futuro potenziale cliente.
Ma per una campagna promozionale di successo non bisogna inserire immagini a caso, occorre studiare nel dettaglio una strategia di marketing, cercando di creare un account che possa attirare l’attenzione dell’utenza di nostro interesse. Fondamentale è lo studio delle parole chiave da inserire sulla bacheca che devono rappresentare il proprio brand aziendale. Per far ciò può sicuramente essere utile fare utilizzo di strumenti dedicati come ad esempio SEMRush, molto utilizzato per il potenziamento seo, il sito consente di ricercare le keyword più adatte allo scopo.
Se siamo alle prime armi, può essere sicuramente molto utile, guardarsi un po’ intorno e cercare account simili al nostro in modo da prendere “spunto” e vedere cosa è più popolare ed attira l’attenzione del pubblico prescelto. Mai copiare, un contenuto o una campagna promozionale, ma dare uno sguardo attento ai nostri simili è sempre un ottimo inizio.

Il Governo ha proposto un piano ambizioso a sostegno dell’edilizia, volto a promuovere la riqualificazione energetica, il passaggio alle rinnovabili e l’adeguamento antisismico. Le nuove detrazioni fiscali andranno a coprire, tra le altre, le spese per fotovoltaico, cappotti termici e caldaie ad alta efficienza energetica, in condominio o nella prima casa.
Dopo il Cura Italia e il decreto Liquidità, nella serata del 13 maggio è arrivato il momento del tanto atteso – già se ne parlava come decreto aprile – decreto Rilancio. La maxi-manovra da 55 miliardi, ha spiegato il premier Conte durante la conferenza stampa tenutasi a Palazzo Chigi e alla quale hanno preso parte, tra gli altri, i ministri Roberto Gualtieri (Economia e Finanze), Roberto Speranza (Salute) e Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico), è equiparabile a due leggi di bilancio. Approvato dal Cdm, il decreto legislativo nato nella fase 2 dell’emergenza coronavirus serve a integrare e colmare alcune delle lacune emerse con i precedenti provvedimenti.
Il decreto maggio introduce, infatti, diverse misure volte a sostenere il rilancio e la ripartenza dell’economia, tramite aiuti alle imprese, ai lavoratori e alle famiglie. Tra queste, anche un Ecobonus e Sismabonus al 110 per cento per la ripresa dell’edilizia, con sgravi alle opere effettuate in favore dell’adeguamento antisismico e dell’implementazione dell’efficienza energetica. In base a quanto contenuto nell’ultima bozza del provvedimento, soltanto i condomini e le prime case rientrano tra gli immobili oggetto di intervento e di credito. Nei due casi, il bonus andrà richiesto dal proprietario della casa (residente o non residente) o dall’amministratore dello stabile.
Ormai questo è solo uno dei tanti adempimenti per gli amministratori che crescono di giorno in giorno; per semplificare il lavoro di gestione infatti, potrà servirsi di software per la gestione del condominio come Domustudio di Danea. Fedele alle ultime ordinanze legislative, la piattaforma contabile è dotata di un’interfaccia semplice e intuitiva, flessibile ed efficiente, che consente di coordinare e amministrare tutti gli aspetti fiscali, contabili e operativi, inclusa la gestione delle spese e i lavori ammessi in detrazione.
Ma vediamo, nello specifico, in che cosa consiste il nuovo Ecobonus al 110 per cento. Per dirla con parole semplici, l’agevolazione offre la possibilità di detrarre in 5 anni un’aliquota del 110 per cento dalle spese sostenute per quegli interventi di ristrutturazione che comportano un aumento della classe energetica degli edifici, una diminuzione del rischio sismico, l’installazione di colonnine per veicoli elettrici e l’installazione di impianti fotovoltaici.
Il credito d’imposta è applicabile esclusivamente ai lavori effettuati tra il primo luglio 2020 e il 31 dicembre 2021.
Si può richiedere lo speciale supersconto per interventi strutturali di ampia portata che vanno a interessare una casa o un palazzo nel suo complesso. In breve, non ne usufruiscono lavori parziali come l’installazione di singoli serramenti o condizionatori, che continueranno invece a beneficiare della deduzione del 50 per cento antecedente al decreto Rilancio.
Potranno invece avvalersi dell’Ecobonus – ed eventualmente del Sismabonus correlato – opere come la realizzazione di cappotti termici e coibentazioni, il rifacimento di facciate, l’installazione di impianti fotovoltaici e caldaie centralizzate di categoria minima A. I beneficiari dovranno inoltre provare che le ristrutturazioni effettuate portino a un miglioramento dell’efficienza dello stabile di almeno due classi energetiche o al raggiungimento di quella più elevata, indicata dalla dicitura A++. Per dimostrarlo, la normativa indica l’obbligo di presentare il relativo attestato di garanzia della prestazione energetica, la certificazione Ape, rilasciato al termine dei lavori.

Nel corso della nostra vita possono sorgere diversi problemi alla bocca e ai denti, uno dei più comuni può essere la malocclusione dentale, che non è altro che un difetto della chiusura tra denti e mandibole. Non è tra le condizioni più gravi, ma può comportare molto fastidio; si parla di chiusura errata della mandibola quando i denti superiori non si chiudono in modo allineato con i denti dell'arcata inferiore.
Malocclusione cause e sintomi
Questo fastidio può essere di tipo genetico ma può dipendere anche da atteggiamenti sbagliati che spesso si attuano nel corso della giornata e che a lungo andare diventano delle vere e proprie abitudini. La malocclusione dentale può derivare anche dall'abitudine del bimbo di succhiarsi il pollice, oppure dall'utilizzare il ciuccio per molto tempo; può essere la conseguenza di un impianto dentistico andato a male, di una frattura della mandibola, di artrite e bruxismo, la tendenza a stringere i denti soprattutto di notte svolgendo azioni non controllabili.
La malocclusione può essere anche una conseguenza che deriva dalla presenza di altre malattie, come ad esempio: labbro leporino, morbo di cooley e trisomia 13. Prima di autodiagnosticarsi qualsiasi tipologia di malattia è altamente consigliato consultare un medico professionista, in quanto può essere dannoso per la salute.
A seconda della gravità dipendono i sintomi che possono essere riscontrati, in ogni caso i sintomi possono essere:
- tosse;
- raffreddore;
- disturbi nel pronunciare alcune lettere;
- problemi di masticazione;
- avulsioni dentali;
- carie;
- mal di testa e perdita dell'equilibrio;
- disturbi estetici che possono essere molto fastidiosi nella società di oggi in cui viene data molta importanza all'aspetto fisico;
- disturbi alla colonna vertebrale e torcicollo.
Malocclusione diagnosi
Che si tratti di una malocclusione grave o lieve, si può individuare facilmente; molte volte la diagnosi di un esperto viene basata semplicemente guardando, ma in ogni caso per esserne certi occorre effettuare una radiografia o un calco in gesso di entrambe le arcate dentarie e può essere utile anche per la produzione di un apparecchio specifico per la malocclusione.
L'ansia e lo stress possono incidere sulla malocclusione dentale?
Lo stress può incidere, secondo recenti studi è stato dimostrato come negli adulti lo stress e la tensione accumulati possono aumentare il disturbo di maloccusione dentale, quindi, prima di agire attraverso trattamenti dentistici bisogna attuare esercizi per diminuire lo stress, ad esempio:
- trovare del tempo per se stessi, dopo giornate faticose avere 10 minuti di relax totale può essere molto benefico per la mente, si potrebbero provare anche esercizi di respirazione o una tisana calda per rilassarsi;
- evitare caffè, bevande energetiche e cellulare prima di andare a letto, la luce accesa dei dispositivi o la caffeina potrebbero essere motivi di stress, bisogna evitarli almeno un paio di ore prima di andare a letto;
- andare all'origine del problema, bisogna cercare di trovare il problema che crea stress e nervosismo e lavorare su di esso;
- ambiente confortevole, una stanza al buio e silenziosa, unita al bite dentale può essere molto terapeutico e crea un giusto stato per poter alzarsi carichi al mattino;
- consapevolezza, essere sintonizzati col proprio corpo è importante e sapere di avere un problema può essere il primo passo verso la ricerca della soluzione più giusta.
Come prevenire la malocclusione dentale
Prevenire il disturbo può risultare difficile se può dipendere da un fattore ereditario. Ma quello che i genitori possono fare è limitare l'utilizzo del ciuccio e del biberon, cosa che può favorire lo sviluppo della mandibola in modo positivo. La diagnosi anticipata fin dall'infanzia può aiutare a ridurre la gravità del trattamento necessario per correggere il problema.
Come risolvere una malocclusione dentale
Il trattamento per la malocclusione non è mai breve, il più delle volte può durare anni ma dipende dalla gravità della situazione.
Se si ha una malocclusione lieve potrebbe non essere necessario l'utilizzo di trattamenti specifici, ma per evitare che si aggravi viene proposta una cura con un apparecchio chiamato bite, oppure potrebbe essere necessario rimuovere i denti del giudizio.
Nei casi medio gravi si può applicare un apparecchio fisso, da portare alcuni mesi o qualche anno, ma la cosa fondamentale è che alla fine del trattamento il problema sarà del tutto risolto.
In casi gravi dove l'applicazione di apparecchi dentistici non aiuta il paziente, si può ricorrere anche ad un intervento chirurgico per correggere la malocclusione. Quando viene diagnosticato questo disturbo non bisogna allarmarsi, in quanto se curato subito non comporta ulteriori fastidi, ma è essenziale farlo al più presto.
Tuttavia su questo autorevole sito dentale gestito da esperti del settore, nelle varie sezioni dedicate, è possibile trovare ulteriori informazioni che riguardano la malocclusione dentale, le soluzioni, i rimedi, tutti gli apparecchi che possono essere utilizzati e molto altro ancora.

Da sempre la Sardegna è sinonimo di vacanza: mare, sole, tradizioni, cultura e luoghi da scoprire accompagnano il sogno del viaggio nella nostra Isola.
Raccontare l'Isola è il modo migliore per tenere vivo il sogno e far percepire la vera identità dell'Isola. Dall'idea di professionisti legati al mondo del turismo e della comunicazione (Tiziana Tirelli, Giovanni Murgia e Gianluigi Tiddia) nasce SardegnAperta, una campagna di comunicazione che vuole raccontare la Sardegna quella vera, quella di mare e campagne, monumenti e buon cibo.
Una nuova vision per un marketing collettivo: una chiamata per gli operatori, cittadini e istituzioni. Una campagna nuova ed innovativa per raccontare una Sardegna luminosa e accogliente, calorosa e carica di sapere, una Destinazione Sardegna differente da quella raccontata sino ad oggi. E' nata con questo spirito la campagna social multilingue che a partire da una serie di post e un hashtag (#SardegnAperta) vuole portare l’attenzione sui vari aspetti che rendono la Sardegna unica e speciale ma soprattutto la soluzione più logica e con meno rischi anche in questa complicata crisi sanitaria mondiale.
Non sono # e social ma anche un obiettivo importante: L coinvolgere gli operatori e le istituzioni per condividere (anche integrandolo in immagine coordinata con la loro comunicazione) un messaggio positivo capace di creare una sinergia virtuale in grado di rilanciare l'immagine di tutto il territorio isolano. “ La Sardegna aperta sarà affidabilità, accoglienza, ospitalità e sicurezza. E un grandissimo sorriso per fare della prossima vacanza la migliore e più sicura vacanza di sempre” scrivono in una nota gli ideatori di #SardegnAperta.
Eleonora Casula @Ele22
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Alcune ricerche pubblicate lo scorso anno hanno permesso di fotografare il comportamento degli italiani per quanto riguarda l’oroscopo. Ad oggi solo un italiano su dieci non legge mai l’oroscopo, mentre i suoi connazionali lo fanno almeno saltuariamente. Oggi è poi molto semplice reperire informazioni di qualsiasi genere, internet ci propone infatti l’oroscopo da parte dei principali astrologi, come avviene ad esempio sul sito https://www.pianetadonne.blog/category/oroscopo/.
Perché si legge l’oroscopo
L’astrologia è una delle più antiche forme di divinazione. L’astrologo si occupa di valutare il posizionamento sulla sfera celeste delle stelle visibili, quelle che formano le più note costellazioni. A seconda della stagione e del mese dell’anno la terra si sposta, cosa che consente all’uomo di vedere le stelle in modo differente, a seconda della posizione e dell’inclinazione del globo terrestre. Chi legge l’oroscopo lo fa soprattutto per soddisfare la propria curiosità. Queste divinazioni infatti contengono dei suggerimenti su cosa avverrà domani, o meglio, ci riferiscono quali saranno gli eventi propiziati dal posizionamento delle stelle.
Dove leggere l’oroscopo
Oggi è facilissimo trovare un oroscopo; se un tempo era necessario acquistare riviste specializzate o rotocalchi femminili, oggi l’oroscopo si trova ovunque. Lo pubblicano vari quotidiani, ma è disponibile anche in rete, dove si possono reperire anche le divinazioni degli astrologi più noti e affidabili. Chi desidera leggere un oroscopo quindi non deve fare altro che cercarlo online, verificando le previsioni per il proprio segno zodiacale.
Di che segno sei?
Non è difficile da reperire neppure questa informazione, visto che il segno zodiacale è attribuito considerando il giorno della nascita, quindi le stelle che in quel periodo sono “nascoste” dal sole. Per sapere il proprio segno zodiacale è quindi sufficiente considerare il giorno del compleanno e informarsi sul segno zodiacale di quel periodo. I segni dello zodiaco sono 12, più o meno uno per ogni mese dell’anno. Visto però che i calcoli sono basati sull’andamento del sole, della luna e delle stelle, la suddivisione di ogni segno zodiacale è sfalsata rispetto al mese lunare. Solitamente l’ultimo giorno di un segno zodiacale è il 21° del mese, con qualche eccezione che sposta il termine al 23° giorno del mese.
Gli astrologi italiani più famosi
Di questi tempi Paolo Fox è di sicuro uno tra gli astrologi italiani più famosi. Complici le sue frequenti partecipazioni a programmi televisivi con ampia audience. Il fare sornione e l’atteggiamento pacato sono le sue caratteristiche peculiari, che sicuramente hanno contribuito al suo successo. Anche Branko è un astrologo italiano molto noto, che ha qualche anno in più rispetto a Paolo Fox. Le sue divinazioni sono molto note, opera in radio e in televisione, oltre a pubblicare l’oroscopo su alcune riviste. Inoltre ogni anno pubblica un volume dedicato alle previsioni astrologiche per l’anno successivo. Un tempo l’astrologo era una sorta di connubio tra un sacerdote e uno scienziato, oggi ha un ruolo di minore importanza, ma comunque si tratta di soggetti apprezzati e seguiti da un grande pubblico.

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La storia della creazione di bitcoin ha una leggenda. La questione delle criptovalute è, per il grande pubblico, ancora misteriosa, così come i metodi per acquistare, rivendere e convertirla nella valuta corrente. Nonostante questo uso speculativo, tuttavia, le valute virtuali non possono essere equiparate a strumenti finanziari puri né molto meno, sebbene possano essere utilizzate anche per effettuare pagamenti, in valuta a corso legale. Il Parlamento europeo si è concentrato sui rischi e sulle opportunità delle valute virtuali con la risoluzione del 26 maggio 2016. In ogni caso, la valuta virtuale dimostra la forza aggregativa della valuta.
Valute virtuali: una breve storia
Nonostante sia stata generata di recente, l'origine delle criptovalute è già avvolta da narrazioni leggendarie. Si dice che il suo creatore sia un certo Satoshi Nakamoto, che ha inventato la prima e più famosa criptovaluta: il bitcoin. Era l'anno 2008. Il 31 ottobre (poco più di un mese dopo il fallimento di Lehman Brothers) Nakamoto ha annunciato il suo programma: creare un sistema monetario elettronico utilizzando la rete peer-to-peer (p2p), ovvero una parità di rete in cui ciascun terminale è client e server (processore e controller) allo stesso tempo, sfrutta la tecnologia dei registri condivisi (DLT), ovvero la blockchain, per impedire la copia della valuta.
Più tardi nel 2009, per essere precisi il 3 gennaio, è stato creato il primo "blocco" da cui si svilupperà la blockchain bitcoin: il blocco è, come si dice, "estratto". Il blocco successivo registra la prima transazione bitcoin tra Nakamoto e Finney (un attivista crittografico). Più tardi il padre delle criptovalute (forse identificabile con un certo Craig Wright) estrasse (cioè "creò") un milione di bitcoin.
Il suo lavoro è stato continuato dai cosiddetti "minatori", minatori che, attraverso operazioni molto complicate, che sono gestite da terminali estremamente performanti (e che richiedono una notevole quantità di energia), possono "minare", infatti, nuovi bitcoin. Cioè, possono decrittografare la stringa (l'algoritmo) di un blocco, che contiene una certa quantità di criptovalute assegnate al minatore come "premio". Questa quantità viene dimezzata ogni 4 anni: dai 50 iniziali è passata agli attuali 12,5. La decrittografia è necessaria per l'aggiornamento delle transazioni: i minatori, in questo modo, si occupano, oltre all'emissione di nuovi bitcoin, di garantire l'autenticità e la regolarità di ogni operazione (senza la necessità di un'autorità centrale, come, ad esempio, una banca).
Tuttavia, l'emissione di nuovi "soldi" è limitata: non può superare i 21 milioni di unità (attualmente dovrebbe essere di circa 17 milioni di unità). Quando viene raggiunta la soglia di unità predeterminata, il bitcoin evolution registrazione stesso fornirà le valute necessarie per remunerare i minatori.
Ma quanto valgono i bitcoin?
È la risposta a questa domanda che li ha resi sempre più famosi e ha assicurato che anche gli Stati fossero interessati a loro. Se nel 2010 sono stati acquistati 1.309 bitcoin con un dollaro, nel 2017 il rapporto si era più che invertito: 1 bitcoin valeva più di 10.000 dollari. All'inizio del 2018 quasi 20.000. Questa crescita vertiginosa è stata anche aiutata dalla valuta virtuale Tether, che è ancorata con un tasso di cambio fisso a una valuta corrente, negoziata sul mercato FOREX. È una moneta stabile (l'unica a suo tempo, che è stata affiancata da altri) che ti consente di evitare la più grande difficoltà del mercato virtuale in questione: la conversione della valuta digitale (da non confondere con la moneta elettronica di Reg. 2009/110 / CE e decreto legislativo n. 385/1993, articoli 114-bis e seguenti) nella valuta corrente.
Il Tether rappresentava un elemento di crescita della fiducia come stabilizzatore del mercato, ma la bolla era destinata a esplodere, come infatti avvenne. E forse è scoppiato anche a causa di un calo, in effetti, della fiducia degli investitori: all'inizio dello stesso anno, infatti, attraverso un attacco informatico, è stato compiuto un furto storico dell'equivalente di 530 milioni di dollari contro la piattaforma giapponese Coin check. Sempre in Italia, nello stesso periodo, la piattaforma Bit Grail ha subito un furto di 195 milioni di dollari.
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Tra le molte realtà che appartengono al contesto del gioco online, per quanto riguarda i casinò digitali, il video poker, ha acquisito un ruolo centrale, grazie alla sua rapidità e alla semplicità con cui è possibile giocare. Il settore del gioco durante gli ultimi anni, ha visto cambiare spesso la classifica, in termini di gradimento, per quanto riguarda il pubblico e gli utenti attivi che lo praticano. Nel caso specifico di NetBet video poker si tratta di un gioco che sta a metà strada tra una slot machine e il poker giocato con le carte reali, semplificando il procedimento, ma senza snaturare del tutto le regole e la sua funzionalità principale, dove il livello di strategia di gioco risulta essere fondamentale, per ottenere una vittoria in questo tipo di gioco.
Le possibilità di gioco attraverso il web sono molteplici e le offerte tendono ad acquisire nuovi clienti attraverso il rilascio di bonus e di altre specifiche proposte, volte a ottenere la cosiddetta massa critica, funzionale per un sito di gioco digitale, come quello dei casinò online legali, presenti in Italia e nel resto d’Europa. La differenza tra il video poker e le altre slot machine, è dato proprio dal fatto che questo tipo di attrattiva si sviluppa in base alle regole del gioco del poker, che nell’immaginario collettivo rappresenta uno dei giochi di maggior successo e di popolarità. Il successo delle slot machine con jackpot progressivi e dei video poker è dettato dallo strumento che il giocatore utilizza, nella sua versione online. Abbiamo analizzato i dati dell’ultimo biennio, dove spicca una netta crescita dei giocatori che fanno accesso ai siti di gioco tramite dispositivi mobili come smartphone e tablet. Le app di gioco sviluppate dai nuovi casinò online sono funzionali e puntano su un comparto grafico gradevole e molto accattivante.
Non è di certo un caso se oggi oltre il 67% degli utenti attivi, pratica il gioco attraverso dispositivi mobili, mentre tramonta l’epoca dei giochi online tramite PC fisso e tablet. Un po’ la stessa cosa che è successa per altri tipi di svago come il gaming, dove le console stanno cambiando stile e forma o come è già avvenuto per lo streaming digitale di film, programmi tv, eventi sportivi e serie tv. L’industria della videoludica sta puntando forte sullo streaming digitale, sui giochi interattivi e multimediali, dove è necessario avere una connessione internet, come ad esempio per le console di ultima generazione dei vari Nintendo Switch, PS4 e Xbox one.
Il settore del gioco viaggia quindi di pari passo rispetto a quello dello sviluppo tecnologico, visto che i Millenials concepiscono l’idea di gioco come una vera piattaforma comunitaria, attraverso cui conoscere nuovi utenti, con lo stesso tipo di interesse. Stiamo attraversando di fatto una vera rivoluzione digitale e tecnologica, i cui risultati saranno più visibili durante i prossimi anni, ma che di fatto ha già modificato nettamente le abitudini degli utenti coinvolti e di rimando anche i produttori di giochi, di qualsiasi forma e tipo. Si tratta oggi di restare sintonizzati e al passo con i tempi. Non è un caso se ad esempio il gioco del poker, un grande classico senza tempo, sta registrando dati in forte calo, durante lo scorso 2019. Il tempo medio di durata di una partita scende sensibilmente ed è per quanto motivo che i giochi di casinò che hanno maggior impatto sul pubblico sono proprio slot online, video poker e roulette.

L'associazione senza scopo di lucro Medici Senza Frontiere è sempre alla ricerca di nuovi collaboratori che contribuiscano ai progetti attivi nel mondo. Non solo medici, infermieri e tecnici di laboratorio: sono molte le posizioni che hanno bisogno di contributi professionali.
In questo articolo illustriamo quali sono le posizioni impiegatizie o da volontario per dare aiuto a chi lo necessita in Medici Senza Frontiere Italia: potrebbe essere l'occasione per fare davvero la differenza!
La storia dell'associazione
Medici Senza Frontiere nasce dall'idea di un gruppo di medici e giornalisti, che negli anni '70 videro con i propri occhi le difficoltà della popolazione del Biafra, piegata da carestie e conflitti armati. Decisero di unire le forze e portare aiuto nelle zone del pianeta dove l'accesso alle cure mediche non può essere garantito, per le poche risorse, la povertà, la guerra o le calamità naturali che colpiscono la popolazione.
Nel 1993 è attivo il distaccamento italiano di Medici Senza Frontiere, che come tutti gli altri segmenti nazionali si impegna nello sviluppo di progetti in 72 paesi del mondo.
Una simile rete di collaboratori ed organizzatori consente all'associazione di intervenire entro 48 ore dall'inizio dell'emergenza: quella iniziale è la fase più critica, dove le risorse fanno davvero la differenza tra enormi numeri di vittime o di persone salvate.
Le posizioni
L'enorme macchina di Medici Senza Frontiere non ha bisogno solamente di chirurghi, psicologici, infermieri e tecnici di laboratorio per funzionare: dietro di loro lavorano e si attivano ingegneri, tecnici specializzati nella fruizione dell'acqua potabile o dei trasporti, manager delle risorse umane o dalla gestione dei progetti, esperti di comunicazione e gestione dei siti internet.
Inoltre, è sempre possibile attivarsi come volontari non stipendiati, che mettono a disposizione le proprie competenze e il proprio tempo per un vasto numero di attività, principalmente connesse all'organizzazione della sede, a Roma, e delle campagne di sensibilizzazione.
Tutte le posizioni aperte sono visualizzabili sul sito Internet dell'associazione, tramite il quale è possibile candidarsi per contribuire ai progetti sparsi in tutte le regioni del mondo in cui si vive una condizione di difficoltà e di bisogno.
I donatori
Come tutte le associazioni senza scopo di lucro, il 100% dei ricavati delle campagne di sensibilizzazione e delle donazioni viene reinvestito nello sviluppo dei progetti: formazione dei medici e degli infermieri, organizzazione dei progetti, apertura dei corridoi umanitari, acquisto di farmaci, vaccini e attrezzature mediche.
È possibile diventare donatore occasionale o fisso, scegliendo una cifra che viene prelevata periodicamente dal conto corrente associato con la propria iscrizione. In alternativa è possibile acquistare articoli dallo shop online, il cui ricavato viene investito nei progetti. Medici Senza Frontiere mette a disposizione gadget di ogni tipo (tazze, t-shirt, bottiglie riutilizzabili, portachiavi, quaderni, calendari), oltre a doni etici e bomboniere che portino con se non solo il significato del regalo ma uno scopo più profondo.
La contribuzione ad uno qualsiasi dei progetti attivi fa la differenza per migliaia di persone ogni giorno: esistenza sensazione migliore del sapere di aver contribuito in modo così profondo alla vita di qualcuno?

La furia del vento che in queste ore imperversa su tutta la Sardegna, continua a far danni.
Nella periferia di Sinnai, in via Bruncu Luas, due alberi sono stati spezzati da una forte raffica
e sono finiti su delle auto parcheggiate.
Per fortuna non ci sono stati feriti e i danni non sarebbero ingenti.
Sul posto i vigili urbani ed i volontari del Vab Sinnai
per regolare la viabilità e mettere in sicurezza la zona.

Foto di Paolo Pilleri e Claudio Moriconi

E' Sardo il secondo classificato al POETRY CONTEST APRIL 2020 ,
concorso di poesia internazionale online organizzato da Cosmofunnell, Los Angeles (California)
con la poesia “The Mask of the life” (La maschera della vita).
Si tratta di Giampiero Fenu classe '68, nato ad Oristano.
Sino all’età di tredici anni vive la sua infanzia nei pressi del Lago del Liscia situato nelle vicinanze di S. Antonio di Gallura (SS).
In seguito si trasferisce con la sua famiglia a Morgongiori, un paese dell’Oristanese.
Si laurea nel 2001 in Scienze Geologiche presso l’Università degli Studi di Cagliari.
Oggi vive a Dolianova (CA) e lavora come Geologo professionista.

La compagnia low cost spagnola Volotea ha aperto la possibilità di prenotare i voli da Cagliari ed Olbia a partire da fine maggio, salvo diverse disposizioni delle Autorità, considerate le incertezze per il perdurare dell'emergenza Covid-19.
Un importante segnale di ottimismo e di fiducia visto il difficile periodo per tutti e che sta mettendo in seria difficoltà il futuro dell'intero mondo del trasporto aereo.
I collegamenti Volotea permetteranno il trasferimento tra la Penisola e la Sardegna a prezzi Low Cost, inoltre la compagnia permette modifiche illimitate alle date dei voli per chiunque prenoti prima del 20 Maggio.
Attualmente è possibile prenotare i voli verso Ancona, Genova, Napoli, Palermo, Pescara, Torino, Venezia e Verona.
Per verificare costi, date e tratte disponibili consultare il sito volotea.it

Un paio di cucchiai di semi di canapa rappresentano una grande fonte di nutrienti molto salutari. Questi semi, non a caso, si possono considerare dei prodotti vegetali che fanno davvero bene all'organismo.
Dove reperirli? Sul sito web di Sensoryseeds puoi trovare semi di cannabis di varie tipologie.
Nel mondo, ci sono diverse varietà di piante di canapa che vengono coltivate per uso alimentare.
Tali piante, a differenza di altri vegetali della famiglia cannabis sativa, contengono valori molto bassi in termini di THC (tetraidrocannabinolo). Quest'ultima sostanza è alla base degli effetti psicoattivi della canapa. Se però è presente in quantità basse o addirittura insignificanti, il principio attivo in questione non è in grado di alterare la coscienza.
Di conseguenza, se i semi di canapa provengono dalle varietà con livelli bassi di THC, sono da ritenersi molto più sicuri.
Per maggiori informazioni sulle caratteristiche, i benefici, le modalità d’impiego, l’acquisto e la conservazione di tali semi, invitiamo alla lettura dei prossimi paragrafi.
Cosa c'è da sapere sui semi di canapa
Le piante di canapa producono dei semi, a forma di chicco di popcorn. All'interno di questi semi, si trovano delle parti più morbide di colore verde chiaro o bianco, le quali sono ricche di aminoacidi essenziali, proteine e grassi buoni (omega 3 e omega 6).
Nei negozi, spesso vendono i "cuori di canapa", che sono i semi sbucciati, ovvero le parti morbide dei semi di canapa.
Con i cuori di canapa, tra l'altro, viene realizzato anche l'ottimo olio di semi di canapa. Il meccanismo alla base dell'ottenimento dell'olio sta nel pressare i cuori. Dalla lavorazione, si ottengono anche degli scarti, che possono essere utilizzati per la produzione di polvere proteica di canapa.
Tutti i prodotti menzionati sono perfettamente legali in diverse parti del mondo, se provengono da piante con bassi livelli della già menzionata sostanza THC.
In merito ai semi, si consiglia di assumerne in quantità giornaliere moderate, perché pur facendo bene all'organismo sono anche piuttosto calorici: 100 grammi di semi hanno circa 516 kilocalorie.
Come mangiare i semi di canapa
Ci sono vari modi per mangiare i semi di canapa venduti già sgusciati, cioè i cuori di canapa. Di seguito, ne menzioniamo alcuni:
- Possono essere mangiati assieme ai cereali nel latte.
- Si possono gustare all'interno di un'insalata.
- Possono essere aggiunti ad uno yogurt.
- È possibile spalmarli in un panino.
- C'è anche la possibilità di utilizzati assieme alla frutta e altri eventuali ingredienti per fare dei frullati.
- Possono essere grattugiati, per ricoprire pollo e pesce in sostituzione del pangrattato. Questa possibilità può risultare particolarmente apprezzabile per chi è intollerante al glutine.
- Volendo, si possono mettere dei semi in un bicchiere e aggiungere dell'acqua, così da realizzare il latte dei semi di canapa (attraverso lo stesso meccanismo che permette di ottenere il latte di mandorle, con la differenza che al posto delle mandorle si usano i cuori di canapa).
- I cuori di canapa possono anche essere cotti a secco a fuoco basso, in modo da ottenere un sapore simile a quello delle nocciole. Questa possibilità di uso in cucina può risultare molto interessante anche per le persone allergiche alle nocciole.
Per quanto riguarda l'olio di semi di canapa, dovrebbe essere utilizzato sempre a crudo, come l'olio extravergine d'oliva. Infatti, è sconsigliato usarlo per friggere o comunque per cucinare: se riscaldato perde i suoi preziosi acidi grassi omega. Di conseguenza, conviene impiegarlo come condimento per insalate, piatti di pasta, verdure alla griglia, o anche per insaporire i popcorn.
Semi di canapa: benefici alla salute, come acquistarli e come conservarli
I semi di canapa contengono proteine vegetali di alta qualità, e grassi buoni del tipo omega. Una porzione di semi di canapa, cioè circa due cucchiai pieni, offre 10 grammi di proteine e 10 grammi di grassi omega. Non solo: tali semi presentano anche tutti gli amminoacidi essenziali, cioè quelli che il corpo non può produrre. Anche per quest’ultimo motivo, rappresentano uno dei pochi alimenti vegetali considerabili come fonti proteiche complete.
Anche l'olio di semi di canapa vanta importanti proprietà, che derivano proprio dai cuori di canapa. Tra l'altro, questo olio contiene gli acidi grassi essenziali in quantità superiori rispetto a qualsiasi altro olio di noci o di semi.
Dei principali prodotti di canapa a scopo alimentare presenti sul mercato (ossia: semi, olio e proteine di canapa in polvere), i semi di canapa offrono uno spettro di benefici nutrizionali più vasto per porzione.
A proposito: si consiglia di acquistare i semi di canapa che vengono venduti in confezioni non trasparenti perché, se stanno troppo a contatto con la luce, gli acidi grassi omega si distruggono molto facilmente.
Una volta aperta la confezione, i semi andrebbero inseriti in un contenitore con chiusura ermetica, e dovrebbero essere conservati in frigorifero, o anche congelati: in questo modo, la loro durata si prolunga per circa un anno.
Se invece si opta per conservare i semi in dispensa, la durata di accorcia a 3-4 mesi.
Come capire se i semi sono ancora freschi o se è giunto il momento di liberarsene ed eventualmente acquistarne altri? Dal loro odore: se è rancido vuol dire che non sono più adatti al consumo.
Il digitale fa parte delle nostre vite in maniera ormai imprescindibile: grazie ad internet e a tutta una serie di dispositivi adatti, che possono variare dal proprio smartphone al computer fisso, passando anche per smart watch e televisioni connesse, si è costantemente in contatto con informazioni, persone, marchi. Il nuovo aspetto della condivisione di contenuti e attività è quello del live: essere in continuo contatto con chiunque e ovunque è sempre più semplice, ancora di più se siamo coadiuvati da strumenti, tecnologie e dispositivi adatti. A beneficiarne sono tutti i settori che si basano sulla comunicazione: che si tratti di intrattenimento, contenuti video o più semplicemente condivisione di contenuti, quella della diretta è una modalità costantemente in via di sviluppo.
Il live streaming nell’intrattenimento: dai giochi da casinò ai videogiochi online
Per analizzare questa tendenza si può partire da uno degli ambiti che più trae beneficio dalla condivisione in tempo reale di contenuti e attività: quello dell’intrattenimento. Grazie al live streaming, infatti, è stato possibile raggiungere nuove prospettive e porre in essere ulteriori funzioni per facilitare la fruizione di contenuti. Piattaforme come quella di Betway Casinò Live, già nota per offrire i classici giochi da casinò come slot machine, roulette e blackjack, offre ora ai propri utenti anche la versione in live streaming di blackjack, roulette, baccarat e altri giochi come Texas Hold’em, tutte attività accompagnate da croupier dal vivo e che permettono ai giocatori di vivere un’esperienza sempre più simile a quella dei casinò tradizionali. Nel campo dei videogiochi, invece, ha ultimamente preso piede la piattaforma di live streaming Twitch, appartenente al colosso americano Amazon.com e nata nel 2011. Negli ultimi anni è immensamente cresciuta di popolarità arrivando a contare fino a 15 milioni di utenti giornalieri connessi da tutto il mondo: il contenuto principale che offre è lo streaming di videogiochi (anche se non mancano trasmissioni specifiche on demand, sia dedicate ai videogiochi stessi sia ad altri argomenti) durante il quale è possibile seguire in diretta le sessioni di videogiocatori professionisti alle prese con le ultime novità o giochi popolari come Fortnite della Epic Games, le avventure fantasy di League of Legends, la vivace comunità online di Minecraft e molti altri titoli.
L’importanza della diretta nella comunicazione: le riunioni via Zoom e le dirette di Instagram
Non è da sottovalutare anche la portata della connessione in diretta attraverso le piattaforme di comunicazione online: grazie alla trasmissione di dati live sono infatti cresciute esponenzialmente alcune realtà prima meno impiegate sia nel mondo del lavoro che in quello dell’intrattenimento. Basti pensare alla piattaforma di teleconferenza da remoto Zoom, utilizzabile anche via mobile sia con sistema operativo Android che iOS, che consente di svolgere vere e proprie riunioni di lavoro (e all’occorrenza colloqui di lavoro conoscitivi, ma anche quattro chiacchiere con amici e parenti) grazie semplicemente ad una connessione internet, una webcam con microfono e la possibilità di scrivere in chat: permette infatti di discutere, condividere ciò che si vede sul proprio schermo, prendere appunti e confrontarsi dal vivo in pochi secondi proprio come durante una riunione di lavoro “tradizionale” faccia a faccia. Grazie allo strumento della trasmissione in diretta sono cresciuti anche aspetti più recenti di alcuni social network, come la possibilità di trasmettere dirette tramite il proprio account di Instagram, in solitaria o in connessione con altri utenti, per condividere contenuti video in tempo reale con i propri follower o con chiunque desideri connettersi nel momento della trasmissione. I temi trattati sono i più disparati: dalle lezioni di atletica e yoga online per svolgere esercizi da casa come se si fosse in palestra, ai concerti musicali di artisti famosi e meno famosi a veri e propri talk show i cui di discute di argomenti di ogni genere, al pari delle trasmissioni televisive fruibili con metodi tradizionali.
Che si tratti di giochi o di riunioni di lavoro da remoto, perciò, la trasmissione di contenuti in diretta si è rivelata un’opportunità ben sfruttata dalle piattaforme che si occupano di live streaming e sta segnando la direzione di tante attività legate alla comunicazione digitale. In un mondo costantemente connesso, ricco di dispositivi adeguati a favorire tale fenomeno, la condivisione in diretta è solo una delle ultime innovazioni per favorire la comunicazione tra utenti provenienti da tutto il mondo e con interessi in comune, sia lavorativi che ricreativi.

Questa mattina una mia amica, infermiera in quiescenza, mi ha chiamato al cellulare.
Era avvilita per le voci ricorrenti in paese, sì a Sinnai, sulla presunta contagiosità della figlia, infermiera anche lei, accusata di andare in giro a spargere virus, abbandonata perfino da suo marito perché infetta.
Una madre giustamente preoccupata per le false informazioni diffuse non si capisce bene per quale motivo. “Niente di nuovo sotto il sole” le ho detto.
In tutte le epidemie c’è chi viene accusato di essere un untore e viene esposto al pubblico ludibrio e poi condannato nel processo del pettegolezzo e della menzogna. Esercizio in cui alcuni nostri concittadini si rivelano grandi maestri.
Si dà il caso che questa (bella) ragazza sia invece felicemente sposata e che abbia anche una figlia in età da marito.
Laura (la chiamo così, ma è nome di fantasia) non va e viene dall’Ospedale per contagiare gli altri. Ha addirittura scelto di lavorare in un reparto di frontiera, una Rianimazione, per rendere il servizio più alto che un umano può svolgere per un altro, che si trova nella massima difficoltà, magari perché affetto da Covid -19 nella terza fase di malattia, quella più grave.
Questo è un esempio lampante – se ce ne fosse bisogno – di come una certa vulgata può trasformare una donna in gamba, generosa, capace, in una odiosa untrice.
Nel 1628 le cronache di Lione raccontano che alcuni medici, accusati di avere diffuso la peste in quella città, furono inseguiti e perseguitati dai cittadini. Nei tempi nostri del resto medici sono accusati di avere diffuso Ebola.
Insomma, chi esercita professioni sanitarie rischia il linciaggio, anche se fa del bene. E allora l’onore che è dovuto a queste persone non è tanto quello che deriva loro per i sacrifici e i rischi di tutti i giorni che minacciano la loro salute e la loro vita (non solo oggi per Covid-19, ma anche prima per epatiti, HIV e pesti varie), ma quello che viene dall’ingratitudine ignorante e cattiva di pessime persone, che ci circondano e che sono più pericolose del virus.
Post di Aldo Lobina.
Fonte: Sinnai News



Gentile Direttore,
fin dal primo Medico morto a causa dell’infezione da Coronoravirus è iniziata la lunga epopea giornalistica sui Medici “Eroi” che, ogni giorno nello svolgimento del loro lavoro, vengono infettati dal virus e, sempre più frequentemente, muoiono. I numeri sono sempre in costante aumento, oltre 70 il numero ad oggi, purtroppo fatalmente ed inesorabilmente destinato ad aumentare. Le cause di questa vera e propria strage sono molteplici: la mancanza di idonei dispositivi di protezione individuale (DPI), la tardiva attuazione delle misure di contenimento del “rischio biologico” e l’omissione dell’obbligo di garantire ambienti di lavoro sicuri. Le organizzazioni sindacali dei medici hanno chiesto, ripetutamente ed a gran voce, che i DPI venissero forniti con regolarità a tutti gli operatori sanitari e, soprattutto, che venissero forniti quelli idonei, non certo le sole mascherine chirurgiche che non proteggono chi le indossa ma solo gli altri.
Per questo motivo io credo che si debba iniziare a porre da parte l’enfasi giornalistica con cui si descrivono le gesta di tutti gli operatori sanitari ed inizi una più opportuna indignazione nel definire queste morti per quello che sono realmente, ovvero morti sul lavoro. Certamente si tratta di una definizione riduttiva per l’impegno e l’abnegazione delle vittime ma è esattamente quello che sta succedendo, i medici e tutti gli operatori sanitari caduti durante questa epidemia sono lavoratori che hanno perso la vita nello svolgimento della propria opera professionale. Per questo motivo io credo che sia il momento di indignarci per le morti sul lavoro e che i responsabili di questi lutti vengano chiamati a risponderne, non appena tutto questo sarà finito.
In passato ci siamo giustamente indignati per i 7 morti della Thyssenkrupp di Torino ed abbiamo preteso che i responsabili rispondessero, di fronte alla legge, di questa strage. Ora stiamo parlando di numeri completamenti diversi e di lavoratori che non si sono tirati indietro nonostante sapessero perfettamente quali rischi stessero correndo per loro la salute e per la loro stessa vita. Quindi non vogliamo essere eroi e tantomeno diventare martiri, vogliamo solo poter svolgere in sicurezza la nostra professione con la passione per il nostro lavoro che ci accompagna da sempre e ci accompagnerà tutti i giorni, anche quando il Covid-19 non ci sarà più.
L’astrologia viaggia online
Da qualche settimana anche in conseguenza dei cambiamenti sociali che il mondo ha subito in seguito all’emergenza Coronavirus il contatto online è diventato all’ordine del giorno, molte cose che prima si facevano in modo diretto ora sono state sostituite dai servizi offerti in rete, come per esempio alcune consulenze. In particolare alcuni consulti legati all’astrologia in linea hanno subito in questi ultimi tempi un vero picco di crescita, ormai i tanti appassionati di risposte su cartomanzia o anche oroscopo si sono rivolti ad alcune piattaforme accreditate in grado di offrire servizi garantiti, seri e non speculativi in merito a questo tipo di servizio. L’astrologia viaggia online oggi, in tempi di Covid-19 più di ieri e il sito Giupiter.com non si è fatto trovare impreparato e ha selezionato fra i vari operatori quelli che più meritano per professionalità ma anche per esperienza. L’astrologia in linea può essere considerata l’alternativa ad una prestazione offline, un servizio reale che offre consigli sul futuro e non solo finora attuato in forma diretta, che è riuscito oggi a trovare un suo spazio credibile ma soprattutto attendibile nella rete.
Cosa offre di più internet oggi
L’astrologia in linea permette di conoscere qualcosa di più sulle stelle, ma anche sul proprio oroscopo chiedendone uno più personalizzato realizzato da persone competenti in grado, anche se a distanza, di percepire le caratteristiche di ogni singolo utente. Conoscere come i pianeti e le stelle influenzano il nostro quotidiano ma anche un futuro prossimo può essere solo una semplice curiosità d’appagare consultando un sito online come Giupiter ma anche una vera e propria passione di cui non si può fare a meno e anche in questo caso la piattaforma di riferimento ha la possibilità di mettere a disposizione a prezzi veramente irrisori personalità all’altezza del servizio richiesto ma soprattutto professionisti appassionati dell’argomento. Interessante è anche conoscere la propria carta del cielo o le semplificazioni reali di alcune divinazioni riconosciute proprio nell’ambito dell’astrologia.
Lettura dei tarocchi e cartomanzia online
Specifici e più diretti servizi sono la lettura dei tarocchi e l’interpretazione dei sogni che possono aiutare chi ne ha bisogno a prendere una decisione piuttosto che un’altra condizionando il prossimo futuro. Le consulenze online soprattutto nell’ambito dell’astrologia sono ormai una frontiera riconosciuta soprattutto in rete dove l’approccio verso qualcosa che sembra lontano è sicuramente più facile e in alcuni casi anche meno esposto rispetto al contatto reale. Inoltre, tra i numerosi vantaggi offerti dalla consulenza online, soprattutto sul sito di Giupiter, c’è quello che i professionisti sono a disposizione h24, sempre molto gentili e predisposti ad ascoltare con attenzione e cura le richieste degli utenti che nella maggior parte dei casi non desiderano solo risposte tecniche ma un sostegno, un consiglio ispirato dalle stelle, dalle congetture astrali ma anche da un più umano appoggio. Sulla piattaforma sopra citata è possibile richiedere consulenze immediate o anche su appuntamento ed inoltre attuare una connessione con altri servizi simili per avere risposte più complete oltre che personalizzate. La consulenza online è ormai una realtà accertata da cui non si può prescindere fermo restando che il tema dell’astrologia in linea, così come la lettura dei tarocchi e, più in generale la cartomanzia, sono decisamente molto delicati.

Lo stile di vita sardo batte quello lombardo e il risultato è evidente: sul volto degli isolani regna molto più spesso il sorriso
Chi vive in Sardegna è dotato delle armi adatte per combattere la depressione.
A svelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Applied Research in Quality of Life da Maria Chiara Fastame e Maria Pietronilla Penna, ricercatrice dell'Università di Cagliari, insieme a Paul Hitchcott, esperto della britannica Southampton Solent University, secondo cui gli abitanti più anziani della Sardegna godono di uno stato di salute psicologico migliore rispetto ai coetanei residenti in Lombardia.
Lo studio ha coinvolto 191 individui di età compresa tra i 60 e i 99 anni residenti a Sassari, nella Barbagia, nell'Ogliastra o in zone rurali della Lombardia. I suoi autori avevano già dimostrato che gli abitanti dell'Ogliastra godono di una migliore salute psicologica rispetto a quelli della Lombardia. Le nuove ricerche hanno previsto di valutare il benessere psicologico e le capacità mentali dei partecipanti per capire quali fattori influenzano la comparsa della depressione.
Ne è emerso che lo stile di vita sardo vince su quello lombardo. In particolare, chi vive nell'Ogliastra rimane fisicamente attivo anche in età molto avanzata e si sente più considerati, più rispettato e più aiutato dalle giovani generazione rispetto agli altri anziani.
Gli abitanti di Sassari godono invece di altri vantaggi, in particolare un maggiore benessere fisico e psicologico, più servizi sanitari e la possibilità di essere coinvolti in attività sociali, ricreative e culturali. Le conseguenze sono in entrambi i casi minori livelli di depressione e una maggiore soddisfazione personale.
Al contrario, gli anziani che vivono i Lombardia si trovano più spesso a dover combattere contro la depressione.
La tendenza ad invecchiare in modo più positivo è più evidente in Sardegna, soprattutto nelle aree rurali, dove il mantenimento di uno stato sociale adeguato e dell'attività fisica aiuta a garantire un livello positivo di salute mentale da anziani.
Secondo i ricercatori questi risultati indicano la necessità di migliorare i programmi di intervento per il benessere psicologico per migliorare la qualità della vita degli anziani residenti in zone come la Lombardia. (Ansa)
*Nella Foto (di Franco Monni) una vista panoramica di Solanas - Sinnai (CA)

Investire da casa nel mercato delle azioni: una tendenza sempre più battuta da migliaia di utenti anche qui in Italia e che prevede un approccio facilitato al mercato delle azioni. Niente più lunghe attese da intermediari fisici, banche o promotori vari, ma possibilità di fare tutto in piena autonomia semplicemente sfruttando la rete e una piattaforma online di trading.
Per alcuni questo potrà andare a far perdere un po’ del tradizionale fascino che l’immagine dell’investitore in Borsa ha da sempre avuto, ma a guadagnarci è la semplicità oltre che la rapidità di portare a termine le operazioni. Come funziona tecnicamente il mondo della borsa online? Ce lo chiarisce il portale Investireinborsa.me che si occupa proprio di investimenti multimediali sul mercato delle azioni.
“Indubbiamente si tratta di una opportunità che nasce dall’evoluzione delle tecnologie multimediali e che consente oggi di avere accesso ai principali mercati azionari direttamente tramite il proprio pc o altro supporto. In Italia questo strumento è arrivato un po’ più tardi rispetto ad altri paesi, ma negli ultimi mesi sta iniziando ad espandersi.”
Quali sono gli strumenti che si utilizzano per investire in Borsa dalla rete?
“Le piattaforme di trading, le stesse che vengono utilizzate per fare trading online su altri strumenti finanziari. Ce ne sono tantissime e l’utente può scegliere liberamente quella che preferisce in base a caratteristiche e sevizi offerti. Ovviamente facendo sempre attenzione a scegliere un intermediario autorizzato.”
Cosa sono i Cfd e perché sono legati al concetto di Borsa online?
“Si parla dei cosiddetti Contract for Difference, ovvero Contratto per Differenza. Una tipologia particolare di contratti che prevede l’utilizzo di strumenti derivati e c he consente all’utente di investire in modo semplificato. Questo perché i Cfd sono legati ad altri strumenti e consentono di avere perdite eventuali ammortizzate.”
Quindi a monte vi è sempre un discorso di semplificazione che sta rendendo la Borsa online appetibile?
“Si parte tutto da lì. Se un tempo investire in Borsa era visto come un qualcosa cui si rivolgevano esclusivamente addetti ai lavori o persone benestanti oggi si parla di un investimento molto più popolare, alla portata di chiunque. Si può raggiungere il mercato delle azioni con un click ed iniziare a investire. Ovviamente sempre cercando di non farsi prendere la mano proprio in virtù di questa semplicità: investire resta comunque un qualcosa di molto serio da gestire con la massima cautela.”

Da qualche anno è diventato il portale di riferimento a livello mondiale in materia di compravendite online di beni e servizi di ogni genere: chiunque navighi con frequenza in rete si sarà trovato almeno una volta a portare a termine un acquisto su questo portale.
Si parla di oltre 100 milioni di utenti in tutto il mondo calcolando soltanto gli iscritti ad Amazon Prime, lo strumento particolare ed esclusivo messo a disposizione dal gigante creato da Jeff Bezos, tra gli uomini più ricchi del mondo. Ad oggi Amazon è un colosso che sta completando una ascesa in Borsa tra le più imponenti mai registrate: si parla di un valore di 890,3 miliardi di dollari, cifra che va a mettere nel mirino l’obiettivo di superare i 1.000 miliardi di dollari in una gara tra giganti della rete, visto che tale obiettivo lo sta cercando di perseguire anche Apple. Una sfida per capire quale dei due colossi taglierà per primo il prestigioso traguardo dei mille miliardi di valore in Borsa.
Fatto sta che negli ultimi mesi sono tantissimi gli utenti che decidono di acquistare azioni Amazon in Borsa che nel frattempo sono arrivate a valere 1.700 dollari; e se si conta che nel 1997 erano partite da una cifra di 1,50 dollari si comprende.
Ecco perché sono moltissimi coloro i quali decidono di rivolgersi alla Borsa per acquistare azioni del più grande rivenditore online al mondo. Una tendenza sulla quale influisce anche il fatto che oggi investire tramite la rete è un qualcosa di estremamente semplice grazie alle piattaforme di trading online: intermediari virtuali, nel concreto semplici portali tramite i quali è possibile investire su strumenti finanziari di ogni genere. Comprese le azioni quotante sulle principali borse mondiali, come nel caso di Amazon.
Un colosso che per continuare la sua ascesa sta proseguendo ad investire acquisendo sempre più aziende affini, come nel caso di Whole Foods Market che è un portale per la vendita al dettaglio di generi alimentari. Ecco allora che nella pratica Amazon si propone come una di quelle realtà nel campo della tecnologia in grado di alimentare, negli ultimi anni, i flussi di Wall Street; come Netflix ad esempio o come Apple, azienda che nel 2011 era diventata la più importante per valore in Borsa e che ora vede questo primato minacciato proprio dal gigante delle compravendite online di proprietà di Jeff Bezos.
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