(di Marzia Piga) Prima volta per il Comune di Tempio Pausania,
capoluogo di Provincia della Gallura - Nord Est Sardegna insieme a
Olbia, alle prese con un turno di ballottaggio alle elezioni
comunali e prima volta per una donna alla guida
dell'amministrazione civica. Dopo uno scrutinio veloce, la storica
cittadina del Nord Sardegna ha scelto di cambiare passo, eleggendo
l'outsider Gianna Masu alla carica di prima cittadina, al posto
dell'uscente, amministratore di lungo corso, Giovanni Antonio
Giuseppe Addis, noto Giannetto, avversario al secondo turno che si
è tenuto ieri e oggi.
(Adnkronos) - “I rapporti bilaterali tra gli Stati Uniti e l’Italia si estendono ben oltre le dichiarazioni dell’attuale amministrazione Trump, e sia Roma che Washington non possono ‘rompere’ con l'altro. Quella di oggi è una crisi temporanea tra la premier italiana e il presidente americano, che evidenzia, in realtà, un problema di dipendenza strutturale più profondo che affligge le relazioni transatlantiche da due decenni ormai”. E' l'analisi fatta con l'Adnkronos da Jacopo Pastorelli, analista dell’Atlantic Council e membro dell’Europe Center presso il think tank della capitale americana, parlando della 'rottura' tra Roma e Washington, con gli scambio di fuoco tra Donald Trump e Giorgia Meloni.
Ma, "nonostante gli attacchi, Roma rimane saldamente ancorata nel suo orientamento atlantista in quanto paese fondatore dell’Alleanza Atlantica, protetto dall’ombrello nucleare americano con armamenti nucleari stazionati sul nostro territorio ed unico paese al mondo (assieme al Giappone) autorizzato ad assemblare gli F-35 americani e recentemente abilitato ad addestrare i piloti sui veicoli aeronautici di ultima generazione”, sottolinea l'analista.
Secondo Pastorelli, i commenti di figure vicine all’amministrazione Trump – come l’inviato speciale Paolo Zambolli che ha parlato di una rottura della relazione – sono semplicemente l’adozione della linea dura del presidente a qualunque costo. Nel frattempo, Roma e Washington sono legate non solo da un interscambio totale del valore di circa 110 miliardi di euro, ma soprattutto da un legame storico e culturale vastissimo, con una comunità di italoamericani di quasi 20 milioni di persone tra i 50 stati, che “semplicemente impedisce politicamente un distacco tra Italia e Stati Uniti”, spiega l'analista.
Durante il fine settimana, dalla Farnesina, dall’Ambasciata italiana a Washington e dai consiglieri stretti della presidente del Consiglio è arrivata la spinta ad abbassare i toni ed interrompere la spirale retorica di escalation. Inoltre, il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è sentito brevemente al telefono con il segretario di Stato Marco Rubio per cercare di chiarire e coordinare la cancellazione del Business Forum Italia-Stati Uniti (evento che era previsto per oggi a Miami), incominciando così il processo di mediazione diplomatica. In tutto ciò, Pastorelli non sottostima comunque gli attacchi verbali di Trump ai vari alleati, come quello contro la Meloni degli ultimi giorni. E per una chiara ragione: “Gli attacchi verbali contano molto, specie se riservati agli alleati, dato che indeboliscono la fiducia reciproca tra membri di governo, riducono i margini di manovra, la disponibilità al coordinamento internazionale e ledono l’immagine pubblica nei confronti di Washington, ripercuotendosi nelle elezioni domestiche di paesi alleati”.
L’analista dell’Atlantic Council ritiene che la strategia comunicativa di Trump, spesso aggressiva e diretta, non sia una novità, ma si colloca anche nel contesto di due dimensioni d’azioni: da un lato aumentare la pressione in vista del summit della Nato in Turchia del 7-8 Luglio, al quale l’Italia arriva in una posizione di debolezza ed inadempienza, mancando di molto i target di spesa del 5% sulla difesa; dall’altro l’animosità del presidente verso l’Unione Europea come istituzione ed attore globale forte, con l’intenzione di indebolirla dall’interno attaccandone gli stati membri in maniera individuale.
“È il classico ‘divide et impera’ del presidente. Certe volte gli attacchi e le minacce si rivelano efficaci – vedasi sul fronte commerciale – forzando l’Ue ad accettare il patto di Turnberry sui dazi, mentre altre volte meno, come gli attacchi agli europei a Davos sulla Groenlandia, che hanno rafforzato l’unità e la controrisposta europea”, afferma Pastorelli. Tuttavia, l’analista non ha dubbi che i rapporti Italia-Stati Uniti supereranno assolutamente anche questa crisi: “Basti pensare che entrambi i leader si apprestano ad avere all’orizzonte delle elezioni fondamentali, le Midterm a novembre e le elezioni nazionali nel 2027, e quindi inevitabilmente l’attenzione si sposterà dentro i confini domestici”. Allo stesso tempo, è stato distrutto definitivamente il ruolo di “ponte” che la premier Meloni dichiarava di svolgere: “La presidente del Consiglio ne uscirà ridimensionata e dovrà ritornare a prioritizzare il suo ruolo all’interno dell’Europa”, sostiene Pastorelli.
Vari analisti transatlantici che avevano seguito la campagna presidenziale di Trump fin dall’inizio anticipavano molti punti di frizione tra Usa ed Europa e che un potenziale ruolo di “ponte” fosse altamente instabile, se non insostenibile. “Nonostante una relazione personale forte ed un orientamento politico allineato tra Meloni e Trump, le richieste americane si sono sempre imposte a scapito degli interessi nazionali italiani (ed europei), dal 15% dei dazi, all’aumento della spesa della difesa, all’interruzione di forniture militari dirette all’Ucraina, a pressioni sempre più forti per modificare la legislazione vigente europea in materia digitale”, spiega Pastorelli. “Sui vari dossier che sono in conflitto con le priorità strategiche dell’amministrazione Trump, l’Italia, soprattutto per difendere i propri interessi nazionali, dipende dalle istituzioni europee in quanto le competenze sono di esclusiva competenza di Bruxelles, e non ha potuto agire da sola né svolgere un ruolo di ponte efficace”, è la chiosa dell'analista. (di Iacopo Luzi)

(Adnkronos) - Proteste e colpo di scena in Argentina-Austria. Oggi, lunedì 22 giugno, l'Albiceleste ha sfidato la Nazionale austriaca nella seconda giornata della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, in una partita che ha vissuto una possibile svolta dopo pochi minuti. L'arbitro dopo revisione al Var, ha assegnato un contestato calcio di rigore all'Argentina, sbagliato clamorosamente da Lionel Messi.
Succede tutto al 4'. Messi riceve palla sulla trequarti e inventa un assist per Lautaro Martinez, che si ritrova in area di rigore e corre verso il portiere austriaco. L'attaccante dell'Inter controlla il pallone, ma viene travolto da due difensore austriaci nel momento in cui stava caricando la conclusione. La squadra di Scaloni chiede subito calcio di rigore, mentre l'arbitro lascia giocare.
Il direttore di gara viene però richiamato dal Var e va al monitor. Dopo revisione indica il dischetto tra le proteste dell'Austria. Della battuta del calcio di rigore si incarica, ovviamente, Messi, che però incrocia il sinistro ma calcia clamorosamente fuori.

(Adnkronos) - "Starmer ha pagato lo scotto di essere stato eletto non perché popolare, ma perché unica alternativa ai disastri compiuti negli anni precedenti dai Conservatori. Forse ora con Burnham le cose per i laburisti potrebbero cambiare in meglio". Ad analizzare in un'intervista all'Adnkronos l’attuale momento politico nel Regno Unito è Paul Sinclair, ex consigliere personale del primo ministro Gordon Brown, a Downing Street dal 2007 al 2010, stratega di diverse campagne elettorali, con ancora diversi ruoli all’interno del partito. Dopo l’annuncio di Keir Starmer di dimettersi da primo ministro, il principale obiettivo del partito di maggioranza è quello di cercare di portare avanti una transizione che permetta di continuare ad essere al potere fino alla scadenza naturale del mandato prevista per l’estate del 2029.
Andy Burnham, l’attuale sindaco di Manchester, ha confermato la propria intenzione di candidarsi: gode di un sostegno tra i deputati laburisti ampiamente sufficiente a garantirgli l'inserimento nella lista dei candidati e, soprattutto, al momento nessun altro deputato laburista ha annunciato la propria candidatura. “Burnham potrebbe risolvere i grandi problemi che ha generato Starmer e il suo esecutivo in questi due anni di governo - commenta Sinclair - Starmer non era come Blair, che ha affascinato una nazione. E’ stato eletto perché la gente odiava i Conservatori nello stesso modo in cui il presidente Hollande è stato eletto in Francia perché la gente voleva sbarazzarsi di Sarkozy. Il vero fallimento di Starmer e della Cancelliera Rachel Reeves, responsabile delle strategie finanziarie ed economiche del Governo, risiede nell'assenza di visione. Il loro problema è che non avevano una storia, né una narrazione e neppure un obiettivo preciso da raggiungere. Mentre Gordon Brown presentò un bilancio in sole sei settimane dal suo insediamento, a Starmer e Reeves sono servite sedici settimane senza fornire una rotta chiara”.
Ora il testimone sembra destinato ad andare ad Andy Burnham, il quale ha ottenuto un importante successo alle recenti elezioni suppletive per un seggio vacante di deputato alla Camera dei Comuni, svoltesi a Makerfield. “Il fatto che Burnham abbiamo ottenuto più del 50% dei voti è un segnale chiaro che la gente vuole votare Labour, se Labour fornisce loro il messaggio giusto. Però, una cosa è vincere un seggio da deputato, un’altra le primarie che lo porterebbero dritto a Downing Street. Burnham ora deve fare accordi su più fronti e su più territori, e cercare molti più consensi di quei 25mila che gli hanno permesso di battere di gran lunga a Makerfield l’avversario più temuto, Robert Kenyon, candidato di Reform Uk, che invece ne ha ottenuti appena 9mila".
Nonostante Burnham sia stato definito l’uomo del momento, soprattutto ora che il Labour Party necessita di figure solide a seguito delle dimissioni di Starmer, i dubbi sulla sua futura leadership non mancano. “Ad oggi abbiamo con Burnham lo stesso problema che avevamo con Starmer - continua Sinclair - non ha un piano. Si è spostato a sinistra per attirare sostegno all’interno del Partito Laburista, risultando un’alternativa a Starmer, ma il timore è che possa cambiare rotta appena i mercati non risponderanno bene alle sue scelte. Se non ha una visione chiara, il rischio è che anche lui verrà abbandonato da coloro che oggi gli stanno dando fiducia”.
C’è inoltre una forte preoccupazione per la squadra che lo affiancherà a Downing Street: “E’ probabile che sia una squadra di persone che non conoscono bene Whitehall. Probabilmente porterà giù i suoi da Manchester, una mossa che rischia di far fallire il governo se non si sa esattamente con cosa si ha a che fare. Per avere successo il nuovo leader avrà disperatamente bisogno di qualche rapida vittoria economica. Potrebbe spingere ancora di più verso nuove partnership con la Cina oppure ripristinare il progetto sui bond europei per la difesa che incomprensibilmente era stato ostacolato in passato proprio da Starmer, il quale ha fatto naufragare i negoziati con Bruxelles”. Per Sinclair, inoltre, le prossime sfide di Burnham saranno sia all’interno del suo partito, che all’esterno. Il riferimento non è solo alla destra di Nigel Farage che, per Sinclair, “è la sua stessa minaccia con quelle reazioni politiche ripetitive che hanno generato un soffitto di cristallo razzista che non li condurrà da nessuna parte”. Al contrario, l'avvertimento più serio secondo Sinclair riguarda i Conservatori.
Parlando dell'attuale leader conservatrice Kemi Badenoch, Sinclair la paragona all'ascesa di Margaret Thatcher nel 1975: “Penso che la Badenoch stia recitando un copione molto simile. Non ci si aspettava che vincesse, è stata molto debole nei primi mesi, ma ora sta elaborando una visione. Ad oggi i Tory stanno dimostrando di essere più portati a fare quel lavoro intellettuale e organizzativo di cui necessita il Paese, rispetto al Partito Laburista che non ha mai trovato nel corso degli ultimi anni una vera e propria strada da percorrere”. (di Alessandro Allocca)

(Adnkronos) - "Ho una paralisi facciale, probabilmente una paralisi di Bell. Dopo un mese e mezzo e tanta insistenza visti i non miglioramenti riesco a farmi prescrivere una risonanza magnetica. Sono obeso, ma ho anche le spalle larghe. L'unico ospedale pubblico su Siena che ha il macchinario adatto al mio peso è a Campo Staggia (Poggibonsi); per saperlo ho dovuto telefonare personalmente ad ogni reparto di radiologia della provincia. Vado a fare la risonanza. Mettono la cannula, mi spoglio, entro in sala ma le mie spalle sono troppo larghe per la macchina. Non posso fare la risonanza magnetica (di cui comunque dovrò pagare il ticket, ma vabbè). Stato attuale? Ho una paralisi facciale. Sono un attore, con questa paralisi non posso lavorare". E' il racconto dell'attore Francesco Chiantese, affidato alla sua pagina Facebook qualche giorno fa.
Un racconto condiviso sui social "non per avere una valvola di sfogo personale", ma "perché trovo politicamente necessario farlo. Lo stigma sociale colpevolizza spesso gli obesi, e comunque questo genere di disservizi capita costantemente. Possibile che la sanità pubblica debba demandare alla volontà o alla possibilità del malato di curarsi? Io sono certo che con 400-500 euro troverei molto più facilmente nel privato una soluzione, ma possibile che i Cup non sappiano dove mandarti e sia tu a dover trovare con vari espedienti una soluzione? Almeno lamentarsi, se non si può fare altro, va fatto ad alta voce. Non voglio privilegi, ma il riconoscimento di un diritto basilare per tutti". Senza diagnosi, incalza, "non posso curarmi, quindi non posso guarire, quindi non posso lavorare". "Di certo in Italia c'è un macchinario che va bene per me, me lo hanno garantito; devo solo telefonare autonomamente a tutti i reparti (non i centralini, ma i reparti) dei vari ospedali d'Italia per sapere dove posso provare. Viaggio ovviamente a mie spese. Oppure andare da qualche privato. Non esiste un servizio che lo fa per il malato. Dicono più probabile nelle grandi città - Bologna, Milano - ma devo trovarmi i numeri e chiedere. Facile. Fine della storia".
La vicenda di Chiantese intanto viaggia veloce, e rimbalza dai social alla ribalta delle cronache. L'attore ne fa una piccola lotta anche per altri pazienti che potrebbero trovarsi nella sua stessa situazione. E aggiorna sugli sviluppi: uno positivo è che "l'ospedale di Campo Staggia ha provveduto ad annullare la prestazione e non dovrò pagare alcun ticket", dice. Ma nel frattempo la ricerca continua, "al momento senza esiti. Nessuno dei posti" segnalati da alcuni utenti social "o raggiunti telefonicamente da me ha un macchinario adatto. Oggi comincio a chiamare in zona Bologna-Modena", scriveva il 19 giugno Chiantese. "Attendo la possibilità di andare a 'provare' un macchinario a Pistoia che non dovrebbe andare bene per me per due centimetri (larghezza spalle) ma andiamo a vedere da vicino se si riesce a trovare una posizione del corpo che consenta di superare il problema. Intanto nessuna risposta dalla Regione, ma sono passati solo due giorni ed insisterò". Ieri, poi, in un altro post, Chiantese ringrazia tutti "per la vicinanza". "L'umore non è dei migliori", ma "si va avanti e si cerca di cambiare anche di poco (perché poco ci vuole) le cose. Sto trovando medici, infermieri e tecnici estremamente gentili e disponibili anche nel dare sostegno a questa piccola lotta. Proviamo a sbloccare questa situazione". Basterebbe, fa notare, "pagare qualcuno o prendere un dipendente di chi gestisce il Cup e tenerlo a telefono per una decina di giorni a raccogliere dati ed informazioni per farne un archivio. Così che il malato non debba farsi carico dell'assurda ricerca. Confesso che mi fa un certo effetto vedere il mio peso messo per iscritto in un articolo e reso pubblico", ma "il nostro corpo è il primo strumento di azione politica che abbiamo. Ed in effetti si può dire che in generale è l'unico strumento che abbiamo".

(Adnkronos) - Jannik Sinner è pronto per Wimbledon 2026 e racconta come sta dopo il malessere che lo ha colpito al Roland Garros. Il tennista azzurro è arrivato a Londra, dopo un periodo lontano dai campi, per allenarsi in vista del primo turno dello Slam inglese, a cui arriva da campione in carica dopo il trionfo dello scorso anno contro Carlos Alcaraz.
Sinner torna in campo con un po' di apprensione da parte di tifosi e appassionati, preoccupati dopo il colpo di calore che lo ha portato all'eliminazione al secondo turno di Parigi: "Mi sento bene. Abbiamo lavorato molto nelle ultime settimane, quindi fisicamente sono in ottima forma", ha detto Sinner a Vogue, presentando la nuova campagna di Gucci 'Made in Italy, "ho giocato molto negli ultimi mesi, quindi un buon periodo di allenamento era fondamentale per far tornare il mio corpo più forte, e mi sono ripreso bene. Ma la cosa più importante per me è essere in un buon stato mentale, e sono molto felice di essere qui a Londra. Spero di poter competere al meglio".
Il periodo lontano dai campi è stato quindi fondamentale per Sinner: "Mi sono preso una settimana di pausa e ho trascorso del tempo con amici e familiari, cosa che è stata davvero importante per me. Dopodiché, siamo tornati subito ad allenarci, perché ora ci aspetta un periodo impegnativo: Wimbledon, ovviamente, ma abbiamo anche lavorato molto per la tournée americana che seguirà", ha raccontato il numero 1 del mondo, "di solito non abbiamo molto tempo per allenarci per quel periodo".
"Cerco sempre di vedere il lato positivo delle situazioni, e l'aspetto positivo dell'essere stata eliminato così presto dal Roland Garros, anche se ovviamente avrei preferito arrivare più lontano, è stato quello di avere più tempo a disposizione", ha continuato Sinner, "cerchiamo di sfruttare al massimo ogni giorno, quindi ci sono state sessioni di allenamento molto lunghe, e sono molto contento della mia forma fisica e del mio stato mentale in questo momento".
Sinner arriverà a Wimbledon da campione in carica, una situazione che però non gli mette più pressione: "Affronto tutto allo stesso modo. Dico sempre che non ci difendiamo, cerchiamo sempre di attaccare, e spero che ci riusciremo. So che è un torneo lungo", ha detto l'azzurro, "il modo in cui inizierò sarà molto importante. Non ho giocato nessuna partita sull'erba, quindi la prima partita, o le prime partite, saranno difficili. Ma se riuscirò a superarle, so che la fiducia sull'erba tornerà, e anche le buone sensazioni. Al momento, stiamo solo cercando di trovare un buon ritmo sull'erba, e poi vedremo come andrà il torneo".
Poi sull'assenza di Alcaraz: "Come ho già detto molte volte, il tennis ha bisogno di Carlos. Gli auguro una pronta guarigione e so che ha un'ottima squadra al suo fianco che lo sosterrà e lo aiuterà nel suo percorso di ritorno".
Sinner ha commentato la nuova campagna di Gucci ribandendo il suo orgoglio di rappresentare l'Italia: "Sono molto orgoglioso di essere italiano. Mi sono sempre sentito fortunato ad essere nato in un paese così bello. Sono cresciuto in montagna, ma amo anche i laghi, il mare, le isole e le pittoresche città che abbiamo. Lo sport è molto importante nella nostra cultura e apprezzo sempre l'entusiasmo del popolo italiano quando gioco in casa".
Sui suoi hobby fuori dal campo: "Quando sono qui la mia routine è molto rigida: tennis, ritorno a casa, sonno, e si ricomincia. Ma credo sia molto importante staccare la spina, quindi quando ho tempo vado a giocare a golf, a costruire con i Lego o a guardare la Formula 1. Ora ci sono anche i Mondiali di calcio, quindi seguo anche quelli. Il tennis è importante, certo, ma lo è anche staccare la spina".
L'azzurro ha poi ripercorso la sua infanzia tra i monti dell'Alto-Adige: "È uno stile di vita molto semplice. Ci sono tanti piccoli paesi e siamo circondati da tanta natura. Tutti hanno gli stessi amici e quando succede qualcosa, lo sanno tutti in zona", ha raccontato Sinner ridendo, "sono molto felice di avere ancora lì il mio gruppo di amici più cari. Ora, grazie a tutti i miei viaggi, so quanto sia diversa la vita nelle grandi città, ma sono molto felice di essere cresciuto dove sono cresciuto, perché ho avuto molta libertà, molto tempo all'aria aperta e molta sicurezza. Potevamo andare a scuola da soli, poi ci cambiavamo e facevamo sport: era un posto molto attivo. È stata un'infanzia fantastica e ogni volta che torno a trovare i miei genitori e i miei amici è una sensazione meravigliosa".

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Tredici comuni e 25 luoghi suggestivi del sud della Sardegna
ospiteranno dal 26 giugno al 26 agosto la XV edizione di
'Liberevento', festival letterario che coinvolge oltre 40 autori in
60 appuntamenti culturali. Nei luoghi più iconici dell'isola, oltre
15mila persone potranno assistere a eventi stimolanti in cui gli
autori, scelti tra i più noti scrittori del panorama letterario e
giornalistico nazionale, sono invitati a presentare le proprie
opere e a dialogare sulle tematiche da loro trattate. Tra gli
ospiti Cathy La Torre, Antonio Caprarica, Alessandro Orsini, Luca
Sommi, Viola Ardone, Teresa Manes, Serena Bortone, Elena Testi,
Paolo Kessisoglu, Franco Berrino, GioEvan, Mauro Biglino,
Mariangela Pira, PegahMoshir Pour.
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(Adnkronos) - Razzismo ai Mondiali 2026. L'ex calciatore Rade Bogdanovic, oggi opinionista per il canale televisivo serbo RTS, ha espresso commenti giudicati come razzisti per commentare lo 0-0 con cui il Belgio ha pareggiato contro l'Iran nella seconda giornata del gruppo G della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada.
Commentando l'espulsione del giocatore belga Nathan Ngoy, che ha inevitabilmente compromesso la partita dei Diavoli Rossi nella ripresa, Bogdanovic si è lasciato andare a una considerazione molto più ampia che ha provocato indignazione: "A questo livello, da ultimo difensore mancare un pallone fermo e poi essere espulso...", ha iniziato l'ex attaccante, tra le altre, dell'Atletico Madrid, "l'ho sempre detto, e non sono razzista, ma i giocatori di colore non hanno la concentrazione per resistere più di 60-80 minuti".
"Ho giocato con loro. A volte dovevamo proteggere i nostri giocatori dai loro errori. Il calcio moderno non permette questo tipo di errori in Coppa del Mondo", ha continuato, "se volessimo entrare nei dettagli, potremmo. Ovviamente non sto generalizzando, ma la maggior parte di loro manca di concentrazione e poi accadono situazioni come questa."

(Adnkronos) - “L’entrata in servizio dei nuovi treni lungo la nostra linea rappresenta un’opportunità unica per offrire al territorio nuovi treni ecologici". Lo dichiara il presidente di FerrovieNord Pier Antonio Rossetti, dopo che Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa) ha rilasciato l'autorizzazione di messa in servizio (Amis) per la circolazione dei nuovi treni a idrogeno H2iseO.
"L’idrogeno si è rivelata la soluzione che meglio si adatta alla conformazione di una linea complessa dal punto di vista infrastrutturale, che serve un territorio di particolare valore ambientale e paesaggistico come il Sebino e la Valcamonica", evidenzia Rossetti, spiegando che "FerrovieNord è impegnata nella realizzazione degli impianti per la produzione e distribuzione dell’idrogeno, nelle opere di adeguamento tecnico e infrastrutturale delle stazioni interessate e nella realizzazione del deposito e del sito per la manutenzione, già completati da tempo".
"La scelta dell’idrogeno - ricorda in conclusione il presidente di FerrovieNord - non è stata assunta come gesto simbolico, ma come risposta tecnologica a un contesto specifico, nel quale la decarbonizzazione deve misurarsi con le caratteristiche reali dell’infrastruttura, dell’orografia e del servizio. Mi unisco ai ringraziamenti a tutti i tecnici che continuano senza sosta a lavorare per finalizzare un progetto all’avanguardia, dal grande valore ambientale e sociale”.

(Adnkronos) - L'Argentina torna in campo ai Mondiali 2026. Oggi, lunedì 22 giugno, i campioni del mondo in carica affrontano l'Austria nella seconda gara del gruppo J. L'Albiceleste arriva dal brillante successo all'esordio contro l'Algeria, firmato dalla tripletta di Messi, mentre la nazionale di Rangnick ha battuto la Giordania al debutto.
Alle 23 in campo la Francia contro l'Iraq.

(Adnkronos) - Il nuovo caso doping che ha travolto Alex Schwazer suscita reazioni nel mondo dell'atletica e della marcia azzurra. Tra i primi atleti a esporsi contro l'oro olimpico nella 50 chilometri di marcia a Pechino 2008 c'è Massimo Stano. Il campione olimpico della 20 km a Tokyo 2020 e campione mondiale della 35 km a Oregon 2022 ha commentato la notizia della conferenza stampa indetta da Schwazer con sarcasmo: "Cosa sarà stato contaminato?" chiede l'atleta in una storia su Instagram, dando poi tre opzioni: "Pomata, bistecca, asciugamano in palestra".
Una reazione abbastanza dura da parte dell'azzurro, comunque non isolata. Allusioni alla vicenda di Schwazer si leggono anche nelle storie Instagram della campionessa olimpica di Tokyo Antonella Palmisano (anche lei nella 20 chilometri), che non entra nel merito limitandosi a una serie di emoji, con un riferimento a Netflix per alludere forse alla docuserie sulla storia di Schwazer prodotta dalla piattaforma.
Qualche mese fa, tra l'altro, Palmisano aveva parlato così in un'intervista a Vanity Fair: "Ritengo che chi tradisce i valori dello sport debba essere allontanato in maniera definitiva".
Durante la conferenza stampa di oggi, Schwazer ha risposto anche a una domanda sul tema: "Cosa dico? In bocca al lupo per gli Europei. Non ho altro da aggiungere".

(Adnkronos) - Non solo il colpo di calore con mal di testa, vertigini e svenimento. La disidratazione, favorita dal caldo, in particolare per un anziano, "può presentarsi con sintomi diversi che possono essere scambiati per altri problemi. Per esempio possono esserci disturbi che sembrano cognitivi. La persona comincia ad avere un il cosiddetto delirium, spesso scambiato per un sintomo di demenza, soprattutto quando chi accusa questi disturbi è molto avanti con gli anni. Ma si possono avere anche problemi di memoria, allucinazioni visive o uditive e persino l'ipovisus, un abbassamento della vista in situazioni di particolare spostatezza". A spiegarlo all'Adnkronos Salute Francesco Landi, direttore Scienze dell'invecchiamento del Policlinico Gemelli di Roma, evidenziando che "non bisogna sottovalutare questo tipo di informazioni. Quando dicono 'ogni anno i soliti soliti consigli anti afa per gli anziani!' non posso fare a meno di pensare come, nelle loro semplicità, sono importantissimi, salvavita".
Serve , quindi, ricordarli perché purtroppo "ogni anno, soprattutto durante le ondate di calore, le persone più fragili soffrono le maggiori conseguenze. E' il primo consiglio, per quanto sia assolutamente banale, è bere. Durante questo periodo dobbiamo ribadire fino alla noia che almeno un litro e mezzo di acqua va assolutamente assunto durante il giorno. È chiaro che gli anziani fanno più fatica, quindi servono strategie. Le persone che stanno vicino agli anziani devono proporre l'acqua, in piccole quantità ma frequantemente: ogni mezz'ora una tazzina d'acqua. È inutile portare a un anziano un bicchiere pieno perché non lo berrà , ma portartando una piccola tazzina costantemente si arriva al litro e mezzo d'acqua a fine giornata", evidenzia Landi.
Un supplemento di attenzione, consiglia Landi, va alle persone che hanno malattie croniche "in particolare l'ipertensione arteriosa e il diabete. Questo perché durante questo periodo dobbiamo essere molto attenti ad adattare la terapia per queste patologie. Per esempio per le persone che usano i diuretici bisogna stare particolarmente attenti perché questo aumenta la disidratazione. Chi ha il diabete può avere un minore fabbisogno dei farmaci perché si mangia di meno, la calura crea anche inappetenza". Un consiglio, però, è indirizzato anche ai più giovani che "molto spesso pensano di essere immortali rispetto al caldo. Andare a correre a 40 gradi a mezzogiorno non va bene, soprattutto nelle persone che non hanno fatto controlli. Quindi non rischiamo inutilmente. Anche se si è forti e sani il caldo ci pone veramente di fronte alla necessità di un adattamento importante", conclude.

(Adnkronos) - L'ondata di caldo che ha colpito l'Europa, ma anche l'Italia, ha come conseguenza - soprattutto nelle grandi città - l'aumento per ora ancora leggero degli accessi ai pronto soccorso. "Non c'è nessun allarme, possiamo stimare questo aumento in un 10-15% nei dipartimento Emergenza-urgenza delle grandi città". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Fabio De Iaco, ex presidente nazionale della Simeu (Società italiana di medicina d'emergenza urgenza). L' Europa occidentale è sotto la morsa di un caldo eccezionale che sta interessando Francia e Spagna, in modo particolare, con temperature anche molto sopra la media stagionale. In Italia l'ultimo weekend è stato rovente ma ancora il Servizio sanitario nazionale non ha registrato un'impennata di accessi nei pronto soccorso. "Vediamo tanti anziani, soprattutto chi ha più patologie croniche che sono la fascia della popolazione più a rischio con le temperature in risalita - prosegue De Iaco - Ma ultimamente assistiamo anche alle richieste d'aiuto di persone con difficoltà psichiatriche. Il pronto soccorso sopperisce spesso alla mancanza di una rete di sostegno per queste persone che trovano le nostre strutture sempre aperte, giorno e notte".
Con le ondate di calore gli ospedali attivano anche i codici calore, "un percorso assistenziale preferenziale e differenziato, destinato a tutti coloro che manifestano segni e sintomi causati da malesseri e malori legati alle elevate temperature, di gravità ed intensità variabili". Secondo De Iaco, oggi nell'ufficio di presidenza della Simeu, "i codici calore vanno bene, ma non cambiano molto l'organizzazione di un pronto soccorso - spiega - I picchi di accessi per il caldo colpiscono soprattutto gli ospedali e i pronto soccorso delle grandi città, dove l'afa è più sentita per fattori ambientali e urbanistici".

(Adnkronos) - Un cantiere in pieno fermento, ma a bocche cucite. A Mediaset si lavora sui palinsesti della prossima stagione e, stando a fonti come CinguettaTv e DavideMaggio.it, si stanno testando diversi programmi, tra cui 'Passaparola', 'Jeopardy' e 'The Money Drop'. Sebbene tutto sia ancora da confermare in attesa della presentazione ufficiale, un'indiscrezione si fa sempre più concreta: il ritorno di 'Ok, il prezzo è giusto'. Tra i nomi che potrebbero guidare lo storico show, reso celebre da Iva Zanicchi, secondo quanto apprende l'Adnkronos, c’è quello di Max Giusti, anche se al momento non vi è alcuna ufficialità. Come non è chiaro quando il programma approderà sulla rete ammiraglia Mediaset e in quale fascia oraria.
A suscitare la curiosità del web è anche il possibile ritorno di ‘Jeopardy!’, il quiz americano che ispirò il leggendario 'Rischiatutto' di Mike Bongiorno. Come riportano alcune testate, Mediaset avrebbe realizzato tre puntate zero affidando la conduzione a tre volti diversi per testarne l'efficacia: Enrico Papi, Max Giusti e Michelle Hunziker. Il progetto, tuttavia, risulta ancora in fase di valutazione. L'operazione nostalgia, del resto, non è un'esclusiva di Mediaset, ma una strategia consolidata in tutto il panorama televisivo. Anche Rai1, pur con una formula totalmente rinnovata, ha puntato sul brand di 'Canzonissima', storica trasmissione andata in onda dal 1956 al 1975, affidandone la nuova versione a Milly Carlucci che tornerà anche nella prossima stagione televisiva.
Un altro esempio lampante è 'La Corrida - Dilettanti allo sbaraglio'. Il format ideato dai fratelli Mantoni ha attraversato decenni e reti: dopo i successi con Corrado e Gerry Scotti su Mediaset e il passaggio su Rai1 con Carlo Conti, ha ritrovato nuova vita sul Nove grazie alla conduzione di Amadeus. A dimostrare che il vintage funziona sono i numeri. Ne è la prova 'La Ruota della Fortuna': tornata l'anno scorso nell'access prime time di Canale 5 con Gerry Scotti e Samira Lui, ha riportato la rete a essere competitiva in quella fascia oraria, dimostrando come una formula iconica possa ancora riscuotere un grande successo.

(Adnkronos) - ''Raccomandiamo sempre a tutti i ragazzi, di fare mente locale sul fatto che la strada non è un videogame dove persa una vita se ne può inserire un'altra e ripartire da capo senza che succeda nulla e di non pensare che le cose brutte possano capitare sempre solo agli altri, in una sorta di 'sindrome dell'immortalità', che a volte i ragazzi hanno, pensando che l'evento negativo sia sempre lontano''. A lanciare l'appello, attraverso l'Adnkronos, dopo i numerosi incidenti che si sono verificati negli ultimi giorni di cui sono stati vittime i giovani è Vincenzo Orgini, commissario capo della Polizia del Servizio di polizia stradale. ''Ai giovani chiediamo di guidare senza aver bevuto, allacciare le cinture di sicurezza e non correre - precisa - Sembrano raccomandazioni un po' ripetitive e banali, ma purtroppo l'eccesso di velocità, la distrazione, l'alcol sono le principali cause di incidente e ricordiamo che tra i 14 e 25 anni la prima causa di mortalità è proprio l'incidente stradale. I giovani non devono pensare di diventare, una volta presa la patente, automaticamente dei provetti piloti ma devono muoversi sempre con calma: soprattutto di notte alle 3 o alle 4 di mattina, dopo una settimana magari stancante per lo studio o per altro se si è bevuto, è difficile essere reattivi''.
Il commissario capo poi consiglia ai giovani una ''pratica, ormai diventata consuetudine in tutti i paesi europei e in tutto il mondo, in cui c'è un conducente designato''. ''Tra i quattro o i cinque ragazzi in macchina - spiega Orgini - se ne sceglie uno che quella sera di regola non fa uso di sostanze stupefacenti e non beve e riporta tutti quanti a casa sani e salvi: in modo che dopo la festa di oggi ce ne sia un'altra domani e si passi tutta l'estate in allegria. Quando questo non è possibile, si pensa a un taxi o a una navetta con conducente. Bisogna muoversi sempre in sicurezza e non è certo il costo del taxi che manda fuori budget se lo si prende in condivisione. E' necessario che i ragazzi pensino che un momento di sbadataggine non deve costare la vita di nessuno''.
''I giovani - ricorda - devono anche pensare che oltre al danno che recano a sé stessi e agli amici, come nei tristi casi di questi giorni, ci sono famiglie distrutte, con genitori distrutti, sorelle, fratelli o sorelle distrutti''. ''Noi con facciamo diverse campagne di comunicazione - spiega - 'Icaro' è la più famosa e viene fatta in tutte le scuole, soprattutto le secondarie superiori. In una maniera empatica, comunicativa, non con la classica lezione frontale, ma con con degli attivatori emozionali come video o testimonianze di ragazze vittime di incidenti o genitori che hanno perso i figli, cerchiamo di far capire quanto sia importante, anche dopo una festa, nei momenti di divertimento, essere presenti sul momento attuale e guidare in sicurezza. Ora con il mese di giugno abbiamo attivato una campagna estiva che si chiama 'E...state con noi', un gioco di parole per dire state con noi. Si tratta di una campagna itinerante articolata nelle principali località turistiche. Di giorno c'è il nostro personale con il pullman azzurro che ha un'aula multimediale con un simulatore di guida e personale formato che fa comunicazione e ricorda le regole di condotta. Nella stessa località, ma dove c'è la movida, sera e notte, facciamo i controlli su alcol e droga. Quindi prevenzione e contrasto. Ogni fine settimana siamo in una località diversa''. (di Giorgia Sodaro)

(Adnkronos) - Chi in queste settimane ha avuto modo di trascorrere serate all'aperto, per esempio nei parchi soprattutto del Nord Italia, ha potuto sperimentarlo 'sulla propria pelle': le zanzare sono già in azione e hanno cominciato a farsi sentire in anticipo rispetto alle attese. E, più che il caldo rovente di questi giorni, a favorirle è stato l'inverno mite di quest'anno. A fare il punto su cosa ci aspetta nell'estate 2026 è Sara Epis, professore associato di parassitologia all'università degli Studi di Milano e nel direttivo della Società italiana di parassitologia. "Quando è estremamente caldo e molto secco, l'andamento delle zanzare è abbastanza eterogeneo e dipende molto dalle aree - spiega l'esperta all'Adnkronos Salute - Ed è vero che adesso è molto caldo, ma abbiamo avuto nelle ultime settimane condizioni di umidità e piogge, un'alternanza di pioggia e caldo. Quindi quest'anno, da quello che possiamo vedere ad oggi, potrebbe essere un anno favorevole alle zanzare. Principalmente perché abbiamo avuto un inverno che è stato relativamente mite, non ha fatto un gran freddo, e questo in molte zone d'Italia ha aiutato la sopravvivenza delle uova della zanzara tigre, per esempio. Poi abbiamo avuto una primavera precoce e con temperature elevate, che hanno anche anticipato la schiusa delle uova e di conseguenza l'attività delle zanzare tigre. Tant'è che abbiamo cominciato a vederle già in primavera, in mesi come marzo o aprile, quindi molto molto presto" rispetto alla norma. Adesso, poi, "questo alternarsi di caldo e di piogge fa sì che possano esserci numerosi focolai larvali, sia urbani che periurbani".
In quale parte d'Italia in particolare soffriremo di più a causa di ronzii molesti che disturbano il sonno nelle case o rovinano tramonti all'aria aperta? "Come sempre - evidenzia Epis - le regioni in cui si registra una maggior presenza di zanzare in questo momento sono al Centro-Nord: la Lombardia, l'Emilia Romagna, il Veneto, dove per fortuna sono già stati avviati tutti i piani di sorveglianza e di trattamento. Però, tendenzialmente, l'area della Pianura Padana è sempre quella maggiormente attiva dal punto di vista entomologico". Quindi di zanzare ce ne sono parecchie e hanno iniziato presto la loro attività. "Poi in realtà" questa circolazione in atto "non coincide subito con una casistica legata a virus trasmessi da zanzare. Per quello è ancora presto, e infatti l'Istituto superiore di sanità (Iss) non riporta ad oggi casi autoctoni".
C'è però un elemento che può essere considerato un po' allarmante, avverte Epis: "Quest'anno abbiamo avuto tanti casi confermati di Dengue e di Chikungunya di importazione". Secondo la dashboard dell'Iss sulle arbovirosi, la situazione epidemiologica aggiornata al 9 giugno 2026 riporta già 155 casi confermati di Dengue tutti associati a viaggi all'estero (77% con luogo di esposizione Maldive), e nessun decesso. In tutto il 2025 erano stati 223. E ci sono poi 13 casi confermati di Chikungunya, anch'essi associati a viaggi all'estero (77% casi con luogo di esposizione Seychelles) e nessun decesso. "In particolare, dunque, abbiamo già avuto tanti casi importati di Dengue, che si sono verificati soprattutto nel periodo da gennaio a marzo, legati a viaggi internazionali e a persone rientrate con il virus. In quei mesi le zanzare ancora non circolavano e quindi per fortuna non abbiamo avuto un seguito di casi autoctoni. Ma il fatto che entrino nel Paese sempre più casi di persone infettate in Paesi dove questi virus sono endemici o altamente endemici, è un po' preoccupante", perché ora, con le zanzare in circolazione, il rischio che si possa innescare un focolaio locale aumenta. Ed essendo tempo di ferie "ci saranno persone che vanno in vacanza in queste aree, soprattutto nel Sud America e nel Sud-Est asiatico" dove il virus è presente, "ed è un fattore di rischio". Chi viaggia verso aree endemiche, suggerisce l'esperta, "deve partire informato, utilizzare i repellenti realmente efficaci e tutte le misure di protezione del caso. Per Dengue e per Chikungunya esistono anche vaccini che funzionano molto bene".

(Adnkronos) - La premier Giorgia Meloni, parte civile insieme al deputato di FdI Manlio Messina nel processo milanese a carico di Fabrizio Corona e di Luca Arnau, direttore della testata giornalistica online 'Dillingernews', accusati di diffamazione aggravata per aver diffuso, il 20 ottobre 2023, la fake news sulla presunta relazione tra la presidente del Consiglio e l'onorevole siciliano sarà sentita come testimone nell'udienza del prossimo 28 settembre. "La persona offesa è disposta a venire a Milano la prossima udienza", ha esclamato a sorpresa in aula l'avvocata Giulia Bongiorno dopo che il pubblico ministero Giovanni Tarzia ha insistito nella richiesta di sentirla come testimone dell'accusa. Nella stessa udienza verrà sentito l'imputato Corona.

(Adnkronos) - In Francia, dove si registra un'ondata di calore estremo, due bambini di 2 e 4 anni sono stati trovati morti in auto, ''in arresto cardiaco'', dai vigili del fuoco. L'auto di famiglia dove si trovavano era in un parcheggio residenziale a Carpentras (Vaucluse), come ha riferito la procura.
"Le cause del decesso non sono ancora state accertate, ma l'ipotesi prevalente è l'ondata di calore", ha dichiarato Helene Mourges, procuratrice della città di Carpentras, dove le temperature hanno toccato i 39 gradi centigradi. La madre dei bambini è stata presa in custodia dai servizi di emergenza e non è stata ancora interrogata, ha dichiarato il magistrato.

ARZACHENA – Un prelievo illegittimo di acqua di mare per riempire le piscine di alcune strutture ricettive. La Guardia Costiera di La Maddalena ha notificato un decreto di sequestro preventivo sul demanio marittimo pubblico nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura di Tempio Pausania, che vede tre persone indagate a vario titolo per abusi edilizi e demaniali.
Il Sistema di Prelievo
Secondo quanto ricostruito, attraverso dei tubi installati sulla battigia, i responsabili prelevavano l'acqua marina per le piscine dei resort adiacenti alla spiaggia di Cala Bitta, ad Arzachena.
Il Sequestro e le Opere
Con il decreto emesso dal Gip di Tempio, la Guardia Costiera ha messo i sigilli:
Le opere, secondo gli accertamenti, risultavano sprovviste delle autorizzazioni edilizie necessarie.
I Sigilli
Un'operazione che tutela il demanio marittimo e l'ambiente costiero, contrastando abusi che compromettono la legalità e la salvaguardia delle risorse pubbliche. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità.
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