
CAGLIARI – La Capitaneria di porto di Cagliari ha sottoposto a fermo amministrativo una motonave portacontainer battente bandiera liberiana, giunta da un porto del Nord Africa. L'ispezione ha rivelato gravi irregolarità nei sistemi di sicurezza e nella gestione dell'equipaggio.
Le Irregolarità Rilevate
Gli Ispettori del Nucleo PSC (Port State Control) hanno riscontrato:
Il Provvedimento
Al termine dei controlli, è stato notificato al comandante il provvedimento formale di detenzione, che ha impedito alla nave di riprendere il mare.
La Ripresa della Navigazione
"L'unità ha potuto riprendere la navigazione esclusivamente dopo il completo ripristino delle condizioni di sicurezza – precisa una nota della Capitaneria – e dopo essere stata sottoposta a una seconda ispezione sia da parte degli Ispettori PSC che delle competenti Autorità dello stato di bandiera".
Un Controllo Stringente
Si tratta della quinta nave fermata nel 2026 dagli Ispettori PSC della Capitaneria di porto di Cagliari, a conferma del rigoroso controllo sulle navi che transitano nei mari sardi. L'obiettivo è garantire la sicurezza della navigazione e la tutela dell'ambiente marino.

Alghero, Fuga di Gas da un Bombolone Interrato: Intervento dei Vigili del Fuoco per 4 Ore
ALGHERO – Mattinata di paura a Largo dello Sperone, dove una fuga di gas da un bombolone interrato ha richiesto l'intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco. L'allarme è scattato intorno alle 10:30 di oggi, quando la squadra del distaccamento di Alghero è stata attivata per una perdita di GPL.
La Perdita e l'Intervento
I vigili, giunti sul posto, hanno individuato la fuoriuscita di gas dal manometro di un bombolone interrato, in disuso da diverso tempo ma ancora contenente prodotto. Data la pericolosità della situazione, la sala operativa ha inviato sul posto una squadra Nbcr (Nucleo Biologico, Chimico e Radiologico), specializzata per lo svuotamento del GPL.
La Bonifica e la Messa in Sicurezza
Per risolvere l'emergenza, i pompieri hanno utilizzato una "torcia" per far bruciare il gas fino al suo esaurimento. Successivamente, il bombolone è stato inertizzato riempiendolo con acqua per eliminare ogni residuo pericoloso.
Nessun Ferito
Fortunatamente, non si registrano feriti o intossicati. L'intervento, complesso e delicato, ha avuto una durata complessiva di 4 ore, durante le quali l'area è stata messa in sicurezza.
Un intervento che ha scongiurato il peggio, evitando che la fuga di gas potesse provocare conseguenze più gravi.

Decimomannu-Villasor, Bus Arst Colpito Dalla Benna di un Trattore: "Solo per Miracolo Nessun Ferito"
SARDEGNA – Momenti di paura ieri mattina lungo la strada che collega Decimomannu e Villasor. Un pullman dell'Arst, con a bordo numerosi passeggeri, è stato urtato violentemente dalla benna di un trattore. L'incidente è avvenuto intorno alle 7 al chilometro 5,400, per cause ancora in fase di accertamento.
La Denuncia della UilTrasporti
"L'autobus è sventrato ad altezza uomo dalla benna del mezzo agricolo", denuncia Nicola Contini, segretario regionale della UilTrasporti Sardegna. "Le immagini interne ed esterne sono agghiaccianti. Uno scostamento anche minimo della traiettoria avrebbe potuto determinare conseguenze ben più gravi. È solo per miracolo che nessuno abbia riportato ferite, questo è l'unico elemento positivo di una vicenda estremamente preoccupante".
Lavoratori a Rischio
A bordo del pullman viaggiavano numerosi passeggeri, per la maggior parte lavoratori di rientro dai turni notturni negli stabilimenti industriali di Macchiareddu, della Saras e di altre importanti realtà produttive del territorio.
Strade Pericolose: L'Appello del Sindacato
Il sindacato denuncia da tempo la pericolosità di tratte extraurbane che costringono a una "coesistenza forzata tra mezzi di trasporto pubblico locale e mezzi pesanti o agricoli su arterie stradali spesso troppo strette, prive di banchine adeguate e non sufficientemente monitorate".
Per la UilTrasporti Sardegna si rendono imprescindibili e urgenti:
"Garantire la sicurezza negli spostamenti quotidiani dei lavoratori è un diritto inalienabile – conclude Contini –. Seguiremo con attenzione gli sviluppi delle indagini e l'adozione delle misure di prevenzione, indispensabili per tutelare il personale e l'utenza".

(Adnkronos) - Margherita Agnelli, figlia di Marella, vedova dell’avvocato Giovanni ha chiesto di costituirsi parte civile nell’ambito del processo sull’eredità Agnelli. E’ quanto emerso questa mattina in tribunale a Torino nel corso dell’udienza preliminare su presunte irregolarità fiscali relative alla residenza di Marella. Chiamati in causa nel procedimento il figlio di Margherita, John Elkann, il commercialista Gianluca Ferrero. Si è trattata della prima udienza nella quale sono stati riuniti tutti i diversi filoni dell’inchiesta della procura di Torino. L'udienza è stata rinviata al prossimo 11 settembre per permettere alle difese di valutare la richiesta ed esprimersi nel merito.
“Margherita Agnelli ha depositato il proprio atto di costituzione di parte civile anche nei confronti di John Elkann per il danno morale e di immagine in quanto è stata vittima di un articolato piano fraudolento ai suoi danni, oltreché degli interessi pubblici volti a escluderla dalla successione dei suoi genitori nonché dalla titolarità di partecipazioni rilevanti e di controllo della società Dicembre, la cassaforte di famiglia”. Così l’avvocato Dario Trevisan del team legale di Margherita Agnelli al termine dell’udienza preliminare di oggi nell’ambito della vicenda legata all’eredità della madre, Marella Caracciolo, deceduta nel febbraio 2019.
“Margherita Agnelli chiede di costituirsi parte civile per chiedere danni morali al figlio. Io ritengo che obiettivamente ci sia poco di morale in questa richiesta, considerato che Margherita Agnelli, non è stata esclusa dalla successione dei genitori, ma sostanzialmente è uscita in un momento molto critico per il gruppo, lasciando a John Elkann l'onere di risanare e tenere in piedi una realtà industriale compromessa”. Così l’avvocato Paolo Siniscalchi, legale di John Elkann, al termine dell’udienza preliminare.
“Quindi - ha proseguito il legale - mentre Margherita Agnelli è diventata miliardaria ed è scappata dal Gruppo che aveva guidato suo padre, John Elkann si è assunto l'onere e la responsabilità di portarlo avanti con dei risultati che unanimemente sono considerati lusinghieri. Per quanto riguarda poi il tema della Dicembre (cassaforte della famiglia Agnelli, nrd) , che ho visto anche è stato accennato nella costituzione di parte civile, ricordiamo che Margherita Agnelli in sede civile è stata dichiarata priva di legittimazione, cioè non può fare delle domande perché ha perso la qualità di socia della Dicembre già nel 2004 nell'ottica di questa soluzione che lei ha fortemente voluto. È uscita quindi dalla compagine societaria della Dicembre e ad oggi è solo un ex socio che non ha nessuna legittimazione ad agire e a chiedere l'assetto proprietario della Dicembre, quindi ormai cristallizzato da moltissimo tempo ed è immodificabile”.
A chi domandava se il patrimonio nel 2004 era del tutto evidente, quando è stato sottoscritto l’accordo, Siniscalchi ha precisato: “Margherita Agnelli ha sottoscritto delle transazioni che prescindevano completamente dalla composizione del patrimonio dei genitori. Ha ricevuto dalla successione dei genitori degli importi enormi, rilevantissimi, molto superiori a quelli ricevuti in eredità dai suoi figli di primo letto. Questo è un dato di fatto, un dato matematico e come pure un dato di fatto che il ruolo di John Elkann come successore del nonno è stato fortemente voluto da tutta la famiglia, accettato da tutti e accettato soprattutto anche da Margherita Agnelli e quindi non so di che cosa si possa oggi lamentare”

(Adnkronos) - "Non mi difenderò più, non ho più le forze e l’energia per farlo. Non ce la faccio più, ho 41 anni, una bellissima famiglia e un lavoro che non ha niente a che fare con la mia attività agonistica". Così il marciatore italiano Alex Schwazer ha commentato - in conferenza stampa oggi, lunedì 22 giugno - la notizia della sua positività all'Epo in un controllo eseguito a Francoforte dopo la maratona dei campionati tedeschi dello scorso 26 aprile, chiusa con il terzo tempo al mondo e il record italiano di 3h01’55”.
Schwazer, oro olimpico a Pechino 2008 nella 50 km di marcia, ha aggiunto: "A livello difensivo non faremo più nulla. Possono fare quello che vogliono, tanto lo fanno comunque. È troppo importante la mia vita. Chiederemo solo la controanalisi, a patto che venga analizzato anche un residuo dell’urina che Sandro (Donati, il suo allenatore, ndr) si è portato a casa. Se rifiutano, non faremo nemmeno le controanalisi. Prendo atto che nello sport non ci posso più stare, ma sono contento della mia vita e ho la coscienza a posto. Sono un innocente molto fortunato nella vita”.
Schwazer ha aggiunto: "Lo sport è bello, ma non ho più fiducia nel sistema. Questo è. Qui parliamo in pochi minuti di ciò che c’è stato dopo Rio, ma sono stati 5 anni di nottate per leggersi le memorie e cercare di controbattere, sfinirsi. Non sapete ciò che si passa in un periodo così, io questa roba non la voglio più fare". E ancora: "Non voglio mettere a rischio la mia vita. Da persona, da uomo, da marito e da padre. Dello sportivo non me ne frega più nulla, possono fare ciò che vogliono. Ognuno ha un limite di sopportazione. Io ho vissuto situazioni molto snervanti e non le voglio più rivivere, chiudo qui”.
"Posso solo esprimere sorpresa, incredulità e amarezza per la nuova positività di Alex. Ho allenato Schwazer fino al 2016, quando ha chiuso la sua attività. Sono sempre rimasto in buoni rapporti con lui, anche quando ha ripreso con un altro allenatore. Ero presente alla gara di Francoforte e sono riuscito a ottenere una terza provetta di urina, spero si voglia procedere all'esame di questa urina". Così Sandro Donati, storico allenatore di Schwazer, in una dichiarazione letta dalla manager del marciatore Giulia Mancini durante la conferenza stampa indetta dopo la positività all'Epo, ufficializzata oggi dall’Agenzia Nazionale Antidoping tedesca.
La notizia della positività di Schwazer era stata ufficializzata in mattinata da un comunicato della Nada, l’Agenzia Nazionale Antidoping della Germania: "Nada - si legge - ha avviato un procedimento di gestione dei risultati in bse al Codice Mondiale Antidoping (WADC21)/Codice Nazionale Antidoping della Germania (NADC21) e al regolamento antidoping della Federazione Tedesca di Atletica Leggera (DLV) nei confronti del marciatore italiano Alex Schwazer a causa di una possibile violazione delle norme antidoping. La Nada ha disposto una sospensione temporanea nei confronti dell’atleta e ha inoltre presentato una denuncia presso la procura competente ai sensi della legge antidoping. In occasione dei Campionati tedeschi di marcia su strada, la sostanza eritropoietina (classe S.2 della Lista delle sostanze proibite dell’Agenzia mondiale antidoping), abbreviata in EPO, è stata rilevata sia nei campioni di urina che in quelli di sangue dell’atleta".

Sarà inaugurato domani, martedì 23 giugno, alle ore 10.30, in viale Ellittico 31, a Caserta, il Centro di ateneo dei servizi clinici universitari psicologici (Scup) dell’Ateneo Vanvitelli. Lo comunica una nota dell'università. Il Centro - si legge - "nasce con un obiettivo chiaro: trasformare le competenze psicologiche in una risorsa concreta, accessibile e integrata per l’intera collettività. Non soltanto un presidio accademico, ma un polo strategico capace di coniugare clinica, ricerca e formazione in un’unica visione orientata al benessere mentale e all’inclusione". Dopo i saluti del rettore dell’Ateneo Vanvitelli, Gianfranco Nicoletti, interverrà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega di funzioni in materia di Politiche per il Sud, Luigi Sbarra, cui seguiranno gli interventi di Francesca D’Olimpio, direttrice del Dipartimento di Psicologia, Armida Mucci, direttrice del Dipartimento di Salute Mentale e Fisica e di Medicina Preventiva, e di Barbara Morgillo, direttrice dello Scup.
Lo Scup - dettaglia la nota - si configura come catalizzatore di sinergie tra Università, enti territoriali e realtà sociosanitarie, promuovendo una rete strutturata di collaborazione volta a garantire risposte tempestive, qualificate e coordinate ai bisogni delle persone. Il Centro coordina i servizi psicologici, diagnostici e clinici dell’Ateneo all’interno di una struttura unitaria, assicurando appropriatezza e continuità delle prestazioni. L’integrazione tra competenze e la collaborazione con le eccellenze del territorio permettono di offrire percorsi di consulenza e supporto fondati su evidenze scientifiche.
Il Centro - spiegano dall'università - "coordina i servizi psicologici, diagnostici e clinici dell’ateneo all’interno di una struttura unitaria, assicurando appropriatezza e continuità delle prestazioni. L’integrazione tra competenze e la collaborazione con le eccellenze del territorio permettono di offrire percorsi di consulenza e supporto fondati su evidenze scientifiche. Non solo, lo Scup promuove una cultura dell’inclusione attiva, con particolare attenzione alla disabilità e ai Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa). L’obiettivo è garantire il pieno diritto allo studio, prevenire fenomeni di emarginazione e favorire una partecipazione consapevole alla vita universitaria e sociale. Attraverso interventi di prevenzione primaria e secondaria, il Centro opera per intercettare precocemente situazioni di disagio e contrastare fenomeni come il drop-out accademico. La promozione del benessere psicologico e il potenziamento delle risorse individuali e collettive costituiscono il fulcro di questa area strategica".
E ancora: "Lo Scup si pone anche l’obiettivo di potenziare la ricerca attraverso la promozione di progetti innovativi nell’ambito della salute mentale e partecipa a network nazionali e internazionali, con l’obiettivo di trasferire conoscenze e metodologie scientificamente fondate alla comunità e al sistema sociosanitario. Il Centro sostiene le attività didattiche dei Corsi di Laurea, delle Scuole di Specializzazione, dei Dottorati e dei Master, offrendo un contesto di apprendimento pratico per tirocinanti e giovani professionisti. Promuove inoltre percorsi di formazione avanzata, come corsi Ecm e Summer School, per mantenere elevati gli standard di competenza nel settore psicologico. Il Centro Scup rappresenta un modello integrato in cui clinica, ricerca, formazione e territorio dialogano in modo sinergico. La sua identità si fonda sull’idea che la salute mentale non sia un tema marginale, ma una dimensione centrale della qualità della vita individuale e collettiva".
Con uno sguardo rivolto all’innovazione e un radicamento concreto nel territorio, "lo Scup si propone come punto di riferimento stabile per studenti, personale universitario e comunità, contribuendo a costruire un ambiente inclusivo, competente e orientato al benessere", conclude la nota.

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Si è chiusa con un grande abbraccio di pubblico la 24/a edizione
del Marina Cafè Noir. Tre giornate tra parole esplorazioni sonore e
un filo condutture, cambiare rotta "un invito a ripensare il nostro
tempo attraverso la letteratura e il confronto, interrogandosi su
guerre, confini, migrazioni, diritti, trasformazioni dell'identità
e possibilità di immaginare nuovi approdi collettivi", hanno
sottolineato gli organizzatori Giacomo Casti, Donatella Mendolia e
Francesco Scanu. La borgata di Giliácquas, a Elmas, si è
trasformata in un crocevia di storie, linguaggi e visioni,
accogliendo migliaia di persone giunte per condividere incontri,
concerti, reading e momenti di riflessione.
(Adnkronos) - Il calcio italiano ha scelto. Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Figc. Oggi, lunedì 22 giugno, l’ex presidente del Coni ha ricevuto il 68,58% dei consensi dall'Assemblea elettiva a Roma. Tra gli uomini più influenti dello sport italiano, Malagò avrà ora il compito di rimettere in piedi un sistema in difficoltà, dopo la terza assenza consecutiva della Nazionale azzurra dai Mondiali.
Nato a Roma il 13 marzo 1959, Malagò appartiene a una famiglia legata in maniera profonda al mondo dello sport e dell’imprenditoria. Suo padre Vincenzo fu a lungo vicepresidente della Roma, squadra di cui il nuovo presidente della Figc è noto tifoso, oltre che fondatore del gruppo Samocar, realtà di riferimento nel settore automobilistico.
Laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Siena, insieme al percorso accademico Malagò è un grande sportivo e in passato si è distinto soprattutto nel calcio a 5, vincendo tre Scudetti con la Roma Rcb e quattro Coppe Italia. Ha fatto anche parte della nazionale italiana di futsal, partecipando al Campionato del Mondo del 1986 in Brasile. Terminata l'attività agonistica, ha costruito la sua carriera tra impresa, sport e relazioni istituzionali. Un percorso favorito anche dai solidi legami sviluppati negli ambienti dell'imprenditoria italiana, a partire dall'amicizia con Luca Cordero di Montezemolo e dalla vicinanza a Giovanni Agnelli, figure che hanno contribuito a plasmare il suo profilo pubblico e professionale.
Alla guida della Samocar, l'azienda fondata dal padre e specializzata nella distribuzione di automobili di lusso, Malagò ha affiancato una crescente presenza in posizioni di vertice dello sport italiano, a cominciare da incarichi di prestigio come la presidenza del Circolo Canottieri Aniene e la guida del comitato organizzatore degli Internazionali d'Italia di tennis.
Nel 2013 diventa presidente del Coni, superando - contro pronostico - il più quotato Raffaele Pagnozzi. Inizia così una stagione che lo porta a diventare una delle figure più riconoscibili e influenti dello sport nazionale, capace di attraversare governi, maggioranze e cambiamenti di scenario mantenendo intatto il proprio peso istituzionale. Sotto la sua guida, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano raggiunge traguardi storici, come le quaranta medaglie alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021 (risultato bissato a Parigi, nel 2024). Nel 2019 diventa anche membro del Comitato Olimpico Internazionale, testimonianza della sua credibilità a livello globale: un incarico che rafforza il suo ruolo nei principali dossier dello sport mondiale. Tra questi, le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Malagò, tra i principali promotori della candidatura italiana, accompagna il progetto da presidente della Fondazione Milano Cortina, riportando i Giochi nella penisola a vent'anni dall'edizione di Torino 2006.
La sua esperienza si intreccia più volte anche con le vicende del calcio. Nel 2018, all'indomani della mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali in Russia e della conseguente crisi della Figc, il Coni viene chiamato a svolgere un ruolo di supplenza istituzionale e in quei giorni Malagò diventa uno dei punti di riferimento del sistema, assumendo anche – in via temporanea - la guida commissariale della Lega Serie A. Proprio per la sua carriera e per i rapporti sempre vivi con il mondo del calcio, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina è diventato presto il candidato della Lega Calcio per la presidenza. Fino al trionfo di oggi in Assemblea.
Cagliari polo mondiale per l'Oftalmologia. Sessioni di trapianti di
cornea lamellari in diretta, esercitazioni pratiche per i giovani
chirurghi e speech di nomi illustri della chirurgia corneale
provenienti da tutto il mondo. Questo è l'intenso programma della
24esima edizione del Congresso Internazionale Sicsso (The
International Society of Cornea, Stem Cells and Ocular Surface) che
si svolgerà al THotel di Cagliari, in via dei Giudicati, giovedì
25, venerdì 26 e sabato 27 giugno 2026.
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(Adnkronos) - "Negli ambulatori pubblici specialistici delle Asl della Capitale l’attività prosegue a ritmi molto intensi per garantire migliaia di prestazioni ogni settimana, dalle visite cardiologiche a quelle endocrinologiche, diabetologiche, pneumologiche, neurologiche e di numerose altre branche specialistiche. In un periodo in cui il Servizio sanitario nazionale è chiamato a uno sforzo straordinario per cercare diridurre le liste d’attesa e assicurare la continuità dell’assistenza, emerge però una criticità che rischia di compromettere la qualità dell’erogazione delle cure: in alcuni ambulatori della Asl Roma, fortunatamente dalle segnalazioni, solo in sette, manca un adeguato sistema di climatizzazione o malfunziona. Tra i medici e gli operatori sanitari ci cresce quindi il malcontento". A denunciare la situazione è il presidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Roma, Antonio Magi
Magi spiega all'Adnkronos Salute che: "l'ondata di caldo di questi giorni, con temperature particolarmente elevate, rende gli ambienti di lavoro difficilmente vivibili sia per il personale sanitario sia per i cittadini, molti dei quali anziani, fragili o affetti da patologie croniche e cardiovascolari. Condizioni microclimatiche non adeguate incidono infatti sul benessere psicofisico, aumentano lo stress lavorativo, riducono la concentrazione degli operatori e possono rappresentare un rischio anche per la sicurezza delle prestazioni assistenziali".
"Non è accettabile - prosegue Magi - che nel 2026 vi siano ancora strutture sanitarie pubbliche nelle quali medici, infermieri, personale sanitario e amministrativo siano costretti a lavorare per ore in ambienti privi di aria condizionata, con temperature che in alcuni casi superano ampiamente i livelli di comfort e sicurezza. È una situazione che crea enormi disagi agli operatori, ma soprattutto ai pazienti, molti dei quali anziani, fragili o affetti da patologie croniche, che si recano negli ambulatori per visite, controlli e follow-up. Garantire condizioni ambientali adeguate significa tutelare il diritto alla salute di chi cura e di chi viene curato".
Magi sottolinea inoltre come il problema "non possa essere considerato un semplice disagio logistico", ma rappresenti una "questione di organizzazione sanitaria e di sicurezza" sul lavoro. "Mentre si chiede agli operatori un impegno sempre maggiore per ridurre le liste d’attesa e incrementare il numero delle prestazioni, è indispensabile assicurare condizioni di lavoro dignitose e ambienti idonei allo svolgimento dell’attività clinica. Il rispetto delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro vale anche per le strutture sanitarie. È necessario intervenire con la massima urgenza per ripristinare gli impianti di climatizzazione e prevenire il ripetersi di situazioni analoghe, soprattutto in considerazione del fatto che le ondate di calore saranno sempre più frequenti e intense per effetto dei cambiamenti climatici" osserva.
Il presidente di Fnomceo Roma conclude con un appello alle aziende sanitarie "affinché vengano predisposti interventi strutturali e programmi di manutenzione preventiva degli impianti tecnologici, evitando che guasti o ritardi negli interventi possano compromettere la qualità dell’assistenza e il benessere di pazienti e professionisti. La sanità pubblica - chiosa - deve essere messa nelle condizioni di funzionare al meglio: questo significa investire non solo nelle risorse umane, ma anche nelle infrastrutture e negli ambienti di cura, che rappresentano parte integrante della qualità del servizio sanitario".

In un momento storico in cui il settore dell’ospitalità si confronta con una delle sfide più complesse degli ultimi anni, dalla difficoltà nel reperire personale qualificato all’elevato turnover, fino alla necessità di costruire ambienti di lavoro più attrattivi e sostenibili, Icon Collection sceglie di andare in controtendenza, trasformando il capitale umano nel cuore strategico dell’azienda e investendo concretamente in ascolto, benessere, formazione e crescita delle persone. A raccontarlo è Dalila Verardi, Hr Specialist del Gruppo insieme a Gianmarco Tani, protagonista di un percorso che negli ultimi anni ha ridefinito profondamente il ruolo dell’ufficio Hr, evolvendolo da funzione amministrativa a vero motore culturale e organizzativo.
“Abbiamo sentito sempre più forte l’esigenza di dare all’ufficio Umane Risorse un ruolo che andasse oltre gli aspetti tradizionali legati alla selezione o all’amministrazione. Nel nostro settore le persone hanno bisogno non solo di organizzazione, ma anche di ascolto, dialogo e punti di riferimento chiari”, spiega Dalila Verardi. Una visione che si riflette già nella scelta simbolica , ma estremamente identitaria, di ribaltare la tradizionale definizione di 'Risorse Umane' in 'Umane Risorse'. “Non è solo una scelta linguistica - sottolinea la Hr Specialist - “ma un orientamento culturale: volevamo mettere al centro l’essere umano, riconoscendo che il vero valore nasce prima di tutto dalla dimensione umana delle persone: la gentilezza, l’attenzione, il modo di relazionarsi agli altri”.
Una filosofia che Icon Collection ha trasformato in azioni concrete, investendo in nuovi strumenti di ascolto, formazione e valorizzazione interna. Tra questi il nuovo Employee Handbook, concepito non solo come manuale operativo ma come strumento identitario per condividere valori, cultura aziendale e visione dell’ospitalità. Parallelamente, il Gruppo ha avviato il percorso verso la certificazione Uni/PdR 125 sulla parità di genere, coinvolgendo diverse strutture del network (The Sense Experience Resort, Park Hotel Marinetta e Hotel Botticelli) e rafforzando l’impegno verso una cultura del lavoro più equa, inclusiva e attenta alle persone.
Tra gli aspetti più innovativi emerge anche il concetto di 'ospiti interni', definizione con cui Federico Ficcanterri, Ceo di Icon Collection, insieme al cugino Riccardo, interpreta e applica in modo evoluto la propria idea di ospitalità all’interno del gruppo. Una visione che nasce da un principio chiaro e profondamente identitario: l’ospitalità non può essere autentica verso l’esterno se non lo è prima di tutto all’interno dell’organizzazione. Per questo i collaboratori vengono riconosciuti come 'ospiti interni', persone da accogliere, ascoltare e valorizzare con la stessa cura riservata agli ospiti delle strutture. “Così come ci prendiamo cura degli ospiti che soggiornano nelle nostre strutture, vogliamo che anche chi lavora con noi si senta visto, ascoltato e accolto. Un ospite non può vivere un’esperienza autenticamente positiva se prima non esiste un collaboratore sereno, motivato e valorizzato”, racconta Verardi.
Da questa consapevolezza nasce un modello organizzativo profondamente innovativo per il comparto alberghiero, sostenuto anche dalla collaborazione con Alessandro Guidi, figura introdotta per accompagnare il Gruppo in un percorso di riflessione sul significato del lavoro, sulla qualità delle relazioni e sulla crescita culturale delle persone. “La presenza di un filosofo aziendale rappresenta un elemento distintivo. Ci ha aiutato a sviluppare un approccio più umano, partecipativo e consapevole”, spiega l'Hr Specialist.
Un investimento che si traduce quotidianamente in progetti concreti come 'Ti ascolto', 'Ti vengo a trovare' e il form anonimo 'Tutela & Benessere', strumenti creati per rafforzare la vicinanza dell’ufficio Umane Risorse alle persone e superare una gestione esclusivamente 'da ufficio'. “In qualche modo abbiamo smesso di essere ‘antropologi da salotto'. Abbiamo scelto di entrare davvero nelle strutture, condividere la quotidianità dei team e comprendere le persone vivendo il loro contesto”, racconta Dalila Verardi. Accanto all’ascolto, Icon Collection sta investendo fortemente anche nella crescita professionale e nella formazione continua. Nel 2026 il Gruppo ha attivato percorsi immersivi dedicati ai reparti di Ricevimento, Booking e Sala, oltre a nuovi progetti di micro e-learning per rendere la formazione più accessibile, pratica e continuativa.
Grande attenzione viene dedicata anche ai temi della sostenibilità, dell’inclusione e della consapevolezza culturale, con percorsi legati alle certificazioni Gstc e Uni/PdR 125 e attività 'on the job' come le visite nelle cantine del territorio di Bolgheri dedicate al personale di sala. I risultati iniziano già a essere evidenti anche nei numeri. Nel 2025 Icon Collection ha registrato il 60,8% di collaboratori riconfermati e 22 avanzamenti interni. Per il 2026 il trend è già salito al 64%, con l’obiettivo di raggiungere progressivamente il 70%. “Nel nostro settore riuscire a far tornare le persone anno dopo anno significa aver costruito un ambiente in cui si sono sentite bene e valorizzate. La continuità è un valore strategico: significa competenze consolidate, qualità operativa e senso di appartenenza”, sottolinea Verardi.
Determinante anche la sinergia tra il team Umane Risorse e i direttori delle singole strutture, considerata oggi “un elemento strategico imprescindibile”, assicura, per garantire coerenza tra cultura aziendale, qualità dell’esperienza lavorativa e servizio agli ospiti. In un mercato sempre più competitivo sul fronte del recruitment, Icon Collection punta, quindi, su autenticità, relazioni umane e coinvolgimento diretto delle persone come principali leve di attrazione e fidelizzazione dei talenti.
“Le persone percepiscono subito quando un’azienda vive davvero i valori che comunica. Per questo, in occasione della campagna di Recruiting 2026, abbiamo scelto di lasciare spazio direttamente ai racconti dei nostri ospiti interni, trasformandoli in una voce autentica e diretta della cultura aziendale. Sono loro i testimoni più credibili della realtà che si vive quotidianamente all’interno delle nostre strutture, attraverso esperienze di appartenenza, crescita e relazioni umane", conclude l’Hr Specialist. Ascolto, continuità ed evoluzione: sono queste le tre parole che oggi guidano il percorso delle 'Umane Risorse' di Icon Collection. Una direzione che guarda al futuro dell’ospitalità partendo da ciò che, per il Gruppo, rappresenta il vero valore: le persone.

Metti un orologio a scandire il ritmo del cambiamento climatico e lascia all’immaginazione il tempo fra il tic e il toc. In una delle interminabili giornate della midsummer, quando il sole h24 riscatta il lungo e buio inverno. In una terra ai confini del Circolo polare artico, dove la natura sembra non finire mai, e invece presenta anche qui, inesorabile, il suo conto. Un invito a riconnettersi con i suoi tempi, con l’ambiente che ci circonda, e a rallentare, a riprendersi il proprio tempo. E’ ‘Climate Clock’, un ambizioso progetto artistico inaugurato nei giorni scorsi, che è uno dei più significativi di Oulu2026, claim della città finlandese di Oulu che detiene il titolo di Capitale europea della cultura (Ecoc), insieme alla slovacca Trencin.
Sesta città del paese, con 200mila abitanti, a 600 chilometri dalla capitale, affacciata sul Golfo di Botnia, è ben collegata anche dall’Italia con i voli Finnair via Helsinki. E’ considerata la Silicon Valley della Finlandia: qui ha sede la Nokia che ne ha segnato lo sviluppo più recente e la vocazione verso l’Ict. Un passato che affonda le radici nel 1600, sotto il Regno di Svezia, più volte cancellato da incendi devastanti e dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale, eppure ancora visibile nelle antiche casette in legno sopravvissute e nella maestosa cattedrale, una delle più grandi del paese realizzata in muratura e per questo in gran parte salvatasi. Oggi, Oulu - nome che deriva dalla lingua dei Sami, il popolo che abita il Nord del mondo - è la porta della Lapponia, nota soprattutto per le attrazioni naturalistiche e per gli sport che, in ogni stagione, dal ghiaccio al bosco, è in grado di offrire.
E’ per andare oltre e scommettere su un appeal anche culturale, su cui in pochi avrebbero creduto, che è nata l’idea di candidarsi come Ecoc. Una scommessa vinta due volte: la prima ottenendo il titolo e la seconda con il successo registrato in questa prima metà dell’anno. Solo alla grande cerimonia di apertura a gennaio sono intervenute 250mila persone e in 17mila hanno visitato le mostre nel primo mese. Un record per una città che non ha nel suo Dna arte e cultura ma che, insieme ad altre 39 municipalità della regione che arriva fino al confine con la Russia, ha unito le forze per fare il grande salto all’insegna del ‘cambiamento climatico culturale’. L’obiettivo, e il messaggio, infatti, è quello di un cambiamento culturale permanente, dove cultura, arte e tecnologia si incontrano e si fondono e dove lo sguardo è rivolto alla natura, che detta i suoi tempi.
“Quando abbiamo pensato al tema di Oulu2026 - afferma Piia Rantala-Korhonen, Ceo di Oulu2026 - l’idea era di esprimere il concetto della riconnessione: avevamo la sensazione che in quel momento in Europa qualcosa si fosse rotto e fosse indispensabile riconnettere le persone. Per farlo, abbiamo voluto usare la cultura e la partecipazione. Da qui sono nati progetti volti anche a riconnettere diversi tipi di talenti e anime della società, collegando tecnologia e arte, scienza e cultura. E’ stata una grande sfida, in una città come Oulu, rendere la cultura attrattiva. E questo fin dall’inizio, da quando abbiamo cominciato a pensare a cosa avremmo potuto fare in una diversa maniera per rendere Oulu una città culturalmente attrattiva. Dovevamo rafforzare gli aspetti culturali della città e questo è quello che abbiamo cercato di fare”.
E i numeri danno ragione agli organizzatori. “Abbiamo registrato un aumento del turismo del 20 per cento solo a inizio anno. Ed è molto importante, rispetto a un trend che vedeva decrescere il turismo business, che ci sia stato un aumento del turismo leisure, di persone che vengono qui in vacanza: questo segmento è cresciuto del 40 per cento ed è davvero notevole”, sottolinea.
“La cultura ora è entrata nell’agenda politica, nel processo decisionale politico, ora la cultura - prosegue - non appartiene più solo alle persone di cultura e questo è una grande cosa in una città come Oulu. Le persone hanno capito che se investiamo denaro nella cultura otteniamo attrazioni per turisti e residenti e un ritorno economico. Come si è visto anche in altre Capitali europee della cultura, nella stessa Matera, la città poi resta nella ‘mappa’ e questo gli abitanti lo percepiscono. Quindi, il vero heritage che rimarrà dopo il 2026 è proprio l’eredità mentale, oltre al patrimonio culturale di opere come quelle del ‘Climate Clock’ che rimarranno”.
‘Climate Clock’ è un percorso artistico composto da sette opere di artisti finlandesi e internazionali, dislocate in diversi siti nei dintorni di Oulu che ben esprimono il significato del progetto. Comune denominatore è la relazione con la natura, il ritmo del cambiamento climatico e i diversi modi in cui possiamo sperimentare il tempo. L’intento è quello di creare un nuovo genere di esperienza dell’arte attraversando foreste, fiumi, tratti di costa, siti archeologici e contesti urbani. Opere dove materie e tecniche usate, dalla ceramica al legno, dalla cinetica ai suoni, connettono arte e scienza per offrire una riflessione sui ritmi che cambiano nel mondo della natura. Per realizzarle, infatti, gli artisti hanno lavorato fianco a fianco con scienziati del clima, idrologi, glaciologi e persino un biologo del lichene.
Così ci sono i blocchi di pietra che richiamano pezzi di iceberg realizzati da Rana Begum (Uk/Bangladesh), nell’isola pedonale al centro di Oulu; la grande botte che racchiude fiochi di neve luminosi di Takahiro Iwasaki (Giappone) nella spiaggia di Kirkkosuvanno a Ylikiiminki, non lontano da una delle rare chiese settecentesche in legno ancora rimanenti nella zona; le sculture in argilla di Ranti Bam (Uk/Nigeria) a Yli-Ii, che spuntano dal bosco intorno al Kierikki Stone Age Centre, importante centro scientifico e museo archeologico, che custodisce una raccolta di reperti dall’età della pietra; le installazioni realizzate con i materiali della foresta e sparse nel parco che circonda le rapide di Koitelia a Kiiminki del finlandese Antti Laitinen, cresciuto proprio in questi luoghi, e intitolate ‘Tu sei qui’; una gigante porta-finestra in marmo rosa che guarda il fiume realizzata da Superflex (Danimarca) nel porto turistico di Kiviniemi a Kello; una serie di lampioni colorati nel sobborgo di Oulunsalo, proprio vicino al museo di storia locale, ideati da Gabriel Kuri (BelgioMessico) come ideale parametri di misurazione del rischio.
E poi c’è una settima opera, trasversale a tutte le altre e che riassume il senso di tutto il progetto: l’orologio gigante creato dai finlandesi Tellervo Kalleinen e Oliver Kochta-Kalleinen, composto da un meccanismo a vista in legno e pietra e da un cubo di schermi su cui scorrono le immagini dell’ambiente nordico. Dopo l’esposizione inaugurale a Kierikki, sarà in mostra al Centro culturale Valve dal 23 giugno al 19 luglio. Tutte le opere, poi, resteranno come una delle eredità di Oulu2026 e diventeranno parte della collezione del Museo d’arte di Oulu (dove è in corso una personale, per la prima volta in Finlandia, dello stilista di moda giapponese Yuima Nakazato).
Un percorso artistico, quindi, ‘Climate Clock’ - ora aperto al pubblico e raggiungibile facilmente in auto o con i mezzi e persino lungo piste ciclabili - dove ogni pezzo è una tappa che invita a riflettere, a riconnettersi con l’ambiente e a riprendere coscienza dei tempi della natura, come spiega la curatrice del progetto Alice Sharp, che è direttore artistico dell’inglese Invisible Dust: “Il ‘Climate Clock’ scandisce il tempo che passa, percepito ad esempio guardando la neve sciogliersi, e noi stiamo imparando di nuovo ciò che i nostri avi sapevano bene, cioè che il tempo non possiamo controllarlo e che la natura ha e mantiene il suo proprio ritmo. Ma nello spazio tra il tic e il toc dell’orologio c’è il tempo dell’immaginazione e queste opere riconnettono con il tempo della natura e con quello dell’immaginazione”.
“‘Climate Clock invita a riconnettersi con il mondo della natura attraverso le prospettive di un gruppo di artisti, le cui opere creano nuovi modi di sperimentare la nostra relazione con l’ambiente, incoraggiandoci a rallentare e a prestare attenzione ai ritmi e ai cambiamenti intorno a noi. Ed è esattamente ciò che volevamo rendere possibile con questo progetto ed è stato fantastico vedere come le persone abbiano scoperto le opere e come le comunità della regione le abbiano adottate”, dice Ulla Viskari-Perttu, produttrice esecutiva per le arti visive di Oulu2026.
Il progetto, infatti, ha fortemente coinvolto le comunità locali come parte del suo stesso significato, come spiega la produttrice internazionale Claudia Woolgar: “Volevamo che la comunità fosse coinvolta perché il progetto riflette la concezione della popolazione sul cambiamento climatico e sulla fragilità della natura che è la stessa in tutto il mondo. Sei opere che possono essere viste come un’unica opera e l’intera regione come una enorme galleria. Con progetti come questo, la città ha l’occasione di cambiare e di cambiare anche i cittadini. E il titolo di Capitale europea della cultura è un’occasione straordinaria per mettere Oulu nella ‘mappa’”.
Il tema dell’interconnessione con la natura e del rapporto tra arte, tecnologia e scienza, si ritrova anche in un altro progetto inaugurato, negli stessi giorni, in un centro a pochi chilometri da Oulu, che ha il nome più piccolo che esista: Ii (solo due ‘i’), che nella lingua Sami vuol dire ‘notte’, forse a ricordare l’oscurità dell’inverno o forse per un significato ancora più arcano. Sta di fatto che in questa cittadina si tiene ogni due anni un evento, dal nome altisonante di ‘Art Ii Biennale’, che quest’anno è sotto l’egida di Oulu2026 ed è intitolato ‘Solastalgia’. Fino a fine luglio sono esposte opere di artisti finlandesi e internazionali (tra cui gli estoni di Wild bits che le riproporranno l’anno prossimo nel loro paese), tra sculture, fotografie, dipinti e installazioni, sotto la direzione artistica di Heta Kaisto. A fare da cornice tre location: il Centro d’arte Kauppila, il Parco artistico ambientale e la Casa dei lavoratori. Quest’ultima è un vecchio edificio in legno che, dopo anni di abbandono, è stato restaurato e restituito alla comunità come spazio culturale per mostre e concerti; al suo interno, infatti, c’è anche una sala-teatro, dove non è raro vedere esibirsi pure uno dei vanti di Ii, il coro cosiddetto degli ‘strillatori’ (Huutajat), ormai divenuti star internazionale.
Visitare la ‘Art Ii Biennale’ è un’occasione anche per scoprire questa parte della regione di Oulu, proprio alla foce dell’Iijoki, uno dei più importanti fiumi del paese, un tempo principale via di navigazione utilizzata per il trasporto di beni tra la Russia e il Golfo di Botnia, dal legno al catrame, e molto ricco per la pesca del salmone. Ancora oggi, percorrendolo con una gita in barca accompagnati da una guida naturalistica, si possono vedere le reti dei pescatori fissate in strutture di legno e tutto intorno i numerosi cottage, le seconde case tanto amate dai finlandesi per trascorre il tempo libero a contatto con la natura.
E non mancano le soluzioni per pernottare a Ii. Proprio lungo l’Iijoki c’è il Iin Paviljonki, una struttura articolata in più corpi di legno, con a disposizione sala meeting, grande cucina e l’immancabile sauna con accesso diretto al fiume, di proprietà di una coppia di imprenditori innamorati dell’Italia che la curano personalmente. Poi c’è uno dei pochi B&B della zona, Villa Kauppila, gestito al femminile da due socie e nato dalla ristrutturazione di una antica casa di famiglia, in legno, che offre una colazione a base di prodotti locali. Per una sistemazione decisamente luxury c’è invece una delle sorprese che riserva questo angolo nordico: la Akola Manor, storica casa padronale in legno del 1796, di 700 metri quadrati, raro esempio di architettura in stile ‘Gustaviano’, oggi protetta come patrimonio storico. Con spiaggia privata e accesso diretto al fiume e giardino con sauna e area relax open air, la dimora è stata restaurata nel 2022 dallo studio di architettura Jkmm personalmente per il socio fondatore Teemu Kurkela, che ha trascorso qui le estati della sua infanzia. Atmosfera minimalista, materiali locali e spazi riconfigurati danno vita a una serie di ambienti contigui con un unico filo conduttore. A disposizione sei camere, preferibilmente affittabili in blocco per mille euro a notte, per chiunque voglia entrare a far parte della community ‘Akola Friends’.
Un connubio di antico e moderno, raro a queste latitudini, si può trovare anche in alberghi urbani come il Lapland Hotels di Oulu, recentemente rinnovato e ampliato. La struttura ingloba una antica casa in legno, dove sono state ricavate sale per banchetti e meeting, compresa una in una sorta di grotta. Dall’unione dei due nuovi corpi è nato un cortile coperto, che spicca per la colorazione completamente bianca e le decorazioni pendenti dell’artista locale Anu Pentik, che ha disegnato anche la collezione di vasellame usata per la colazione, una delle più gettonate in città essendo aperta anche ai non ospiti dell’albergo e che si affianca alla proposta del ristorante ‘Il Puro’ aperto a inizio 2026, un incontro tra ispirazione italiana e ingredienti nordici.
Il Lapland Hotels di Oulu è un buon punto di partenza per una visita della città in questo anno tanto speciale. Si trova infatti proprio affianco alla cattedrale, costruita nel 1777 in muratura gialla con grande campanile e intitolata a Sofia Maddalena, moglie dell’allora re di Svezia Gustavo; tra le varie ristrutturazioni che si sono succedute anche quella ad opera del famoso architetto Carl Ludvik Engel. Di fronte si apre il parco Ainola, grande polmone verde che al suo interno custodisce un teatro per gli spettacoli estivi e che si estende fino a incontrare il fiume, lì dove per quest’anno è stata posta l’iconica scritta a fiori Oulu2026.
Il cuore della vita cittadina - e non poteva essere diversamente in una città di mare - è la piazza del mercato, Kauppatoori. Qui sorge il vecchio Mercato coperto del 1901, il Kauppahalli, dove si possono trovare prodotti freschi e d’artigianato e anche l’Ufficio del turismo di Oulu (https://visitoulu.fi/en/[1]). Di fronte la simpatica statua in bronzo del Toripolliisi, il poliziotto del mercato che veglia sulla piazza, diventata simbolo della città. E, ancora, al centro della piazza, i caratteristici granai in legno dipinti di rosso che oggi ospitano caffè all’aperto. Affacciati sull’acqua ci sono poi il Teatro moderno e la biblioteca, separati dal ponte pedonale che porta all’isoletta di Pikisaari, nucleo antico della città, con casette di legno un tempo abitate da pescatori e marinai, oggi da artisti; una di queste ospita un museo che illustra come si viveva all’epoca. Ma una visita di Oulu non può dirsi completa se non si vedono anche le opere che in questa città, come in molte altre della Finlandia, ha lasciato il celebre architetto Alvar Aalto. Una su tutte è l’Aaltosilo, primo edificio industriale disegnato da Aalto, nel 1931, per una fabbrica di cellulosa, alto 28 metri. Dopo la dismissione e un periodo di abbandono, oggi è stato riportato a nuova vita come spazio culturale e ospita alcune delle mostre di Oulu2026.
E sono molti ancora i progetti e le iniziative che andranno in scena nella seconda metà dell’anno di Oulu2026 (per informazioni https://oulu2026.eu/en/[2]). Proprio in questi giorni si celebra, come in tutta la Finlandia, il Midsummer, la festa che dà il benvenuto all’estate, con una settimana ricca di eventi.
Clou dell’estate sarà la Summer Night's Dinner, il 15 agosto, una gigantesca cena aperta a tutti e gratuita (ma ognuno potrà portare qualcosa), con una tavolata comune lunga un chilometro che sarà allestita nel centro di Oulu. Quello del cibo, infatti, è uno dei temi portanti di Oulu2026, sviluppato con ‘Arctic Food Lab’, un progetto che mira a far conoscere i sapori nordici, fra tradizioni sostenibili e prodotti della natura, in un racconto esperienziale dalla foresta alla tavola. Un altro modo per favorire un vero cambiamento climatico culturale, che passa anche da un diverso approccio al cibo e che riconnette le persone attraverso quei sapori profondamente radicati nell’ambiente nordico e connessi con il ritmo della natura.
Chiuderà gli eventi di agosto il ‘Delta Life Grand Finale, uno dei più grandi eventi outdoor dell’anno. A novembre è in programma il Lumo Art and Tech Festival, edizione speciale del Festival delle luci, che combina arte e tecnologia e che comprende anche il nuovo Fetival del suono subartico Tar. Tra i progetti che durano tutto l’anno, invece, ‘Layers in the peace machine’, installazione dedicata alla pace come processo dinamico presso la sede del Comune di Oulu; la mostra di video-opere ‘Earworm - Media Art from Kiasma’, sempre al Comune; la fotogtafica ‘Play - Fotografiska Tallinn’ al Centro commerciale Pekuri; ‘The Logos’, installazione immersiva sonora all’interno della Cattedrale. Per finire con il closing a dicembre, la cerimonia di chiusura che segnerà la fine di questo speciale anno per Oulu e, soprattutto, un nuovo inizio restando nella ‘mappa’.
(di Alessia Trivelli)
(Adnkronos) - Mancano meno di tre giorni all’apertura del World Tech Conference, l’appuntamento internazionale, organizzato da Micromegas Comunicazione, che dal 24 al 27 giugno trasformerà Milano e la Lombardia nella capitale europea dell’innovazione, del quantum e delle tecnologie strategiche del prossimo decennio. All’Allianz MiCo di Milano, governi, Big Tech, hyperscaler, grandi gruppi industriali, centri di ricerca e alcuni dei più autorevoli scienziati mondiali si confronteranno sul futuro di Quantum Computing, Artificial Intelligence, High Performance Computing ed energia, in una fase storica in cui la domanda di capacità computazionale, infrastrutture digitali ed efficienza energetica sta crescendo a un ritmo senza precedenti.
Tra gli oltre 200 speaker attesi, interverrà Henna Virkkunen, Vicepresidente Esecutiva della Commissione Europea per Tech Sovereignty, Security and Democracy, insieme ad alcuni dei maggiori fisici e matematici contemporanei, tra cui Alain Connes, Medaglia Fields e Premio Crafoord, Michele Parrinello del Politecnico di Zurigo, Gian Francesco Giudice del Cern, Thibault Damour dell’Ihés, Jürg Fröhlich dell’Eth Zürich, Dr. Alan Baratz di D-Wave Quantum Inc. e Hidetoshi Nishimori, considerato uno dei padri teorici del quantum annealing. È inoltre previsto un contributo speciale del Premio Nobel Giorgio Parisi. Al centro della conferenza ci sarà la convergenza tra quantum computing, intelligenza artificiale ed energia, tre ambiti sempre più interconnessi e decisivi per la competitività industriale, la sovranità tecnologica europea e lo sviluppo di nuove infrastrutture computazionali.
Il programma affronterà il ruolo delle nuove architetture computazionali nei principali settori strategici, dalla finanza alla logistica, dalle reti energetiche intelligenti alla ricerca farmaceutica, dalla cybersecurity alla gestione di infrastrutture critiche. Tra i temi chiave anche il contributo del quantum computing all’ottimizzazione di sistemi industriali complessi, con l’obiettivo di ridurre tempi computazionali, costi energetici e inefficienze infrastrutturali. L’obiettivo del World Tech Conference è creare a Milano un grande punto di convergenza europeo tra governi, industria e ricerca avanzata, favorendo il dialogo tra i principali player mondiali del settore e rafforzando il posizionamento dell’Italia nello scenario tecnologico internazionale. Dal 24 al 27 giugno, Milano si prepara così ad accogliere uno dei più importanti appuntamenti europei dedicati alle tecnologie che guideranno il futuro dell’industria, della ricerca e dell’innovazione.Il programma completo è disponibile sul sito worldtechconference.ai

(Adnkronos) - I Mondiali regalano anche divertenti momenti da ricordare. Come un inaspettato 'torello' con le leggende del Brasile e il presidente della Fifa Gianni Infantino. Come raccontato da un video diventato presto virale sui social, qualche giorno fa negli Stati Uniti il numero uno del calcio mondiale è stato coinvolto in un divertente siparietto con diversi campioni verdeoro. Dagli ex milanisti Kakà a Cafù, passando per Roberto Carlos e l'ex portiere dell'Inter Julio Cesar, i brasiliani hanno predisposto un cerchio, mandando al centro il presidente della Fifa.
Poi, dopo qualche tocco 'nascondendogli' la palla, sono andati a chiamare un altro pezzo da novanta, Ronaldo il Fenomeno, fino a quel momento spettatore disinteressato.
Cafù, storico ex capitano del Brasile, è corso da Ronaldo per convincerlo a giocare. L'ex attaccante ci ha messo un po' per accettare, ma poi ha finito per entrare anche lui nel 'torello' con i suoi ex compagni di squadra. Tra gli applausi del pubblico presente.

(Adnkronos) - E' morto a 100 anni Alan Greenspan, l'influente economista che ha guidato la politica monetaria statunitense durante i suoi cinque mandati come presidente della Federal Reserve sotto quattro presidenti. Lo ha reso noto la moglie Andrea Mitchell a NBC News. Greenspan ha presieduto la Federal Reserve durante una delle più lunghe espansioni economiche della storia degli Stati Uniti, un periodo di boom che si è protratto dal 1991 al 2001.
Tuttavia, Greenspan è stato anche criticato per decisioni che, secondo i detrattori, hanno creato le condizioni per la crisi finanziaria globale del 2007-2008, come ad esempio la sua promozione della deregolamentazione del settore finanziario. Mitchell, corrispondente capo da Washington e responsabile degli affari esteri per la NBC News, ha annunciato la morte del marito con un comunicato. Erano sposati da 29 anni.
"Alan è scomparso questa mattina nella nostra casa all'età di 100 anni a causa di complicazioni legate al morbo di Parkinson", ha dichiarato. "Era un uomo di grande statura che ha contribuito a plasmare l'economia statunitense per decenni, sotto presidenti di entrambi i partiti, ma è sempre stato onesto nell'ammettere i propri errori", ha aggiunto. “Per me era mio marito, colui che ha plasmato la mia vita fin dal nostro primo appuntamento nel 1984. Aveva un entusiasmo smodato per il baseball, i Washington Commanders, il tennis, il golf e la musica, soprattutto il jazz”, ha detto ancora. “Sarà ricordato per la sua intelligenza e la sua gentilezza. Essere la sua compagna di vita è stata la gioia più grande della mia esistenza”.

(Adnkronos) - Keir Starmer si dimette. Il primo ministro britannico lascia dopo meno di 2 anni alla guida del governo. Starmer è arrivato a Downing Street con un'ampia maggioranza nel luglio del 2024. Il 22 giugno 2026 segna la fine della sua avventura. Il premier britannico, nel corso del breve mandato, ha visto rapidamente la sua popolarità diminuire e, con questa, il sostegno all'interno del partito laburista. Ecco quali sono le cinque questioni chiave che hanno minato il suo mandato.
- Tagli ai sussidi e aumenti delle tasse. Starmer, che si era impegnato a ridurre l'onere di bilancio dell'assistenza sociale, ha ridotto fin dall'inizio alcuni sussidi, a cominciare dall'indennità per il riscaldamento per 10 milioni di pensionati. Numerose le proteste che ne sono seguite, in particolare da parte della sinistra laburista, che hanno portato Starmer a ripristinare parte di quei sussidi nel maggio 2025. Un’altra misura impopolare è stata la decisione, da parte del ministro delle Finanze Rachel Reeves nel suo primo bilancio, di aumentare alcune tasse, inclusa l’assicurazione nazionale. E questo nonostante il partito laburista aveva promesso di non aumentare le tasse.
- Affare Mandelson. C'è stato poi il caso di Peter Mandelson, nominato da Starmer nel dicembre del 2025 ambasciatore a Washington. Nel settembre del 2025, a causa dei suoi legami con il finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein, Starmer ha licenziato Mandelson, ma i veleni sono continuati. Di fronte a questo scandalo, Mandelson è stato posto sotto inchiesta giudiziaria e il capo di gabinetto di Starmer si è dimesso a febbraio. Ad aprile si è dimesso anche Olly Robbins, il più alto funzionario del ministero degli Esteri. Starmer si è difeso sostenendo che Mandelson ha mentito sui suoi legami con Epstein e che non era stato informato che il ministero degli Esteri gli aveva concesso il nulla osta di sicurezza nonostante il parere sfavorevole del servizio interessato.
- Ascesa di Reform Uk. Dalla primavera del 2025 il partito anti-immigrazione Reform Uk di Nigel Farage, che continua a denunciare l’incapacità del governo di ridurre gli arrivi di migranti attraverso la Manica, risale nei sondaggi nazionali, arrivando all'apice. Nonostante il governo Starmer abbia inasprito la politica di asilo e le condizioni per una residenza permanente, gli arrivi degli immigrati supereranno comunque i 41mila nel 2025, vicini al record di 45.774 registrato nel 2022, secondo il ministero dell’Interno. Nella prima metà del 2026, invece, si è registrato un calo. Nelle elezioni locali del 7 maggio, Reform UK è uscito vincitore con quasi 1.500 seggi vinti e quasi altrettanti persi per i laburisti. Ne è seguita una crescente richiesta di dimissioni per Starmer all'interno del partito, con il ministro della Sanità Wes Streeting che ha rinunciato all'incarico per provare a scalare la leadership.
- "Incapace" in Difesa. Il governo Starmer ha continuato a sottolineare la crescente minaccia russa e a sostenere un aumento della spesa per la difesa, ma ad oggi non ha ancora pubblicato il piano di investimenti nella difesa, inizialmente previsto per la fine del 2025. Insoddisfatto delle decisioni di bilancio, il Segretario di Stato per la Difesa John Healey ha annunciato le sue dimissioni l'11 giugno, seguito dal suo segretario di Stato per le forze armate Al Carns. ''Non siete stati in grado, e il Tesoro si è rifiutato, di mobilitare le risorse di cui la nazione ha bisogno per difendere il Paese in questo momento di crescenti minacce'', ha scritto Healey nella sua lettera di dimissioni, indebolendo ulteriormente Starmer.
- Litigio con Trump. All'inizio del secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca, Starmer sembrava beneficiare di un rapporto speciale con il presidente americano, ottenendo dazi doganali limitati al 10%. Ma i loro rapporti si sono deteriorati con lo scoppio della guerra israelo-americana contro l’Iran il 28 febbraio. Di fronte alle riserve espresse da Starmer e al suo iniziale rifiuto di consentire alle forze americane di utilizzare le basi militari britanniche, Donald Trump lo ha attaccato duramente. ''Non abbiamo a che fare con Winston Churchill'', aveva sbottato all’inizio di marzo, prima di costringere il governo britannico a sospendere la convalida di un accordo a lungo negoziato che prevedeva la restituzione delle Isole Chagos, sede della base anglo-americana di Diego Garcia, alle Mauritius. Ultima umiliazione: Donald Trump ha annunciato ieri, sul suo Truth Social, le dimissioni di Starmer, che le ha confermate solo oggi.

(Adnkronos) - C'è un'Italia che questo fine settimana "si è svegliata all'alba e si è addormentata al tramonto con lo stesso colore negli occhi. Il blu del fiordaliso, colore che in tutto il mondo accompagna la Giornata mondiale sulla Sla celebrata il 21 giugno da milioni di persone nei cinque continenti". Lo ricorda in una nota Aisla, Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica. "Non è un caso che accada nel giorno del solstizio d'estate, quando la luce raggiunge il suo massimo splendore. Perché il Global Day è prima di tutto questo: una comunità mondiale che sceglie di esserci. Dalla Liguria alla Toscana, dalla Lombardia alla Puglia, dal Lazio alla Sicilia - si legge - passando per ospedali, piazze, porti, teatri, centri clinici, percorsi di cammino e incontri online, l'Italia ha scelto di esserci. Non per celebrare una malattia. Ma per affermare un'idea di comunità".
"La tredicesima Fiascolata di Dego, lo spettacolo benefico di Terlizzi, gli Slanci solidali di Fragagnano, la Cena di gala di Firenze, la sesta edizione dello Yoga per la Sla di Ceccano, lo Street food solidale di Inveruno - dettaglia la nota Aisla - gli incontri informativi del Centro clinico NeMo di Arenzano, la Camminata al chiaro di luna di Brignano Gera d'Adda, il Concerto Opificio all’opera ad Agliana, il Concerto all’alba a Percoto, il webinar nazionale dedicato all'approccio interdisciplinare e la partita 'Un calcio alla Sla' che nei prossimi giorni chiuderà idealmente il calendario del Global Day a Palermo. Un mosaico di iniziative differenti per linguaggio, territorio e protagonisti, ma unite dallo stesso messaggio: nessuno deve affrontare la Sla da solo. L'evento simbolo di questa edizione arriva da Piombino. Nel giorno del Global Day, decine di imbarcazioni hanno preso il largo per la 18esima edizione di 'Thalas – Mare e vento. Il Grande abbraccio', trasformando il mare in uno spazio di incontro, libertà e partecipazione. Accanto alle persone con SLA e alle loro famiglie, centinaia di volontari, operatori, cittadini e istituzioni hanno condiviso una giornata che ha restituito il significato più autentico della parola comunità".
Particolarmente significativa - rende noto Aisla - la presenza dei cinque ragazzi protagonisti di "Estate Insieme", il progetto Aisla dedicato ai figli delle persone con Sla Per la prima volta hanno vissuto insieme una settimana di mare, vento, autonomia e amicizia, diventando il simbolo di una generazione che continua a guardare avanti senza lasciare che la malattia definisca il proprio orizzonte. "A testimoniare il valore dell'iniziativa è giunto anche il messaggio del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che ha definito Thalas "un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni, associazionismo e comunità possa generare occasioni vere di inclusione, sensibilizzazione e solidarietà», sottolineando come queste esperienze contribuiscano a «dare visibilità e voce alle persone con Sla e alle loro famiglie, promuovendo una cultura della partecipazione e della vicinanza capace di abbattere barriere e costruire legami".
Il Global Day 2026 - conclude la nota - "lascia così l'immagine di un Paese che, insieme al resto del mondo, ha scelto di fermarsi, ascoltare e camminare nella stessa direzione. Nel giorno in cui la luce raggiunge il suo massimo splendore, migliaia di persone hanno scelto di condividere la stessa luce: quella della partecipazione, della vicinanza e della responsabilità reciproca. Da Nord a Sud il colore predominante è stato quello del fiordaliso blu, simbolo internazionale della Sla e della comunità che ogni giorno trasforma la fragilità in relazione, la cura in partecipazione, la speranza in impegno concreto". "Quando comunità diverse si riconoscono parte della stessa storia, accade qualcosa di straordinario. In questo fine settimana abbiamo visto famiglie, volontari, professionisti, istituzioni, imprese e cittadini unirsi attorno alle persone con Sla. È questa la forza della nostra comunità: trasformare la vicinanza in partecipazione e la partecipazione in speranza - dichiara Fulvia Massimelli, presidente nazionale Aisla - Oggi siamo milioni di persone nel mondo ma una sola comunità".
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