
(Adnkronos) - Le dimissioni di Keir Starmer aprono una fase di transizione che potrebbe concludersi nel giro di poche settimane con l'arrivo di Andy Burnham a Downing Street. Il primo ministro uscente resterà in carica fino alla scelta del nuovo leader laburista, ma gli sviluppi delle ultime ore rendono sempre più probabile un rapido passaggio di poteri all'ex sindaco della Greater Manchester.
Starmer ha annunciato la decisione dopo mesi di difficoltà politiche, segnati dal crollo dei consensi, da tensioni interne al Labour e da una serie di battute d'arresto elettorali. A determinare l'epilogo è stata la vittoria ottenuta da Burnham alle elezioni suppletive di Makerfied, che gli ha consentito di tornare alla Camera dei Comuni e quindi di concorrere per la leadership del partito.
L'iter per la successione si aprirà formalmente il 9 luglio, con la raccolta delle candidature che si chiuderà una settimana più tardi. Per entrare nella corsa servirà il sostegno di almeno 81 deputati laburisti. Se dovessero esserci più candidati, la scelta finale verrebbe affidata agli iscritti nel corso dell'estate, con l'obiettivo di avere un nuovo leader entro il primo settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva.
Ma questo scenario appare sempre meno probabile. Wes Streeting, ex ministro della Sanità e considerato fino a oggi il principale potenziale rivale di Burnham, ha infatti rinunciato a candidarsi e ha annunciato il proprio sostegno all'ex sindaco di Manchester. La sua decisione riduce drasticamente le possibilità di una vera competizione interna e apre la strada a una nomina del nuovo leader in tempi rapidi.
Se nessun altro esponente riuscirà a raccogliere l'appoggio necessario, Burnham potrebbe essere proclamato leader del Labour già il 17 o 18 luglio, pochi giorni dopo la chiusura delle candidature, diventando immediatamente primo ministro senza passare attraverso una consultazione degli iscritti.
L'ascesa di Burnham avrebbe anche un valore storico da un certo punto di vista. Se dovesse varcare la soglia di Downing Street, infatti, diventerebbe il primo ministro cattolico nella storia britannica. Nel 2015 aveva dichiarato di non essere "particolarmente religioso", pur sottolineando come la "dottrina sociale cattolica" rappresenti uno dei pilastri della sua visione politica. Tony Blair si convertì al cattolicesimo soltanto nel 2007 dopo aver lasciato l'incarico di primo ministro, mentre Boris Johnson, battezzato cattolico da bambino, aderì successivamente alla Chiesa anglicana.

(Adnkronos) - Per due settimane avrebbero vissuto chiuse in una stanza, senza poter uscire né aprire le persiane. "Potevano soltanto guardare la televisione", ha raccontato il procuratore capo di Sulmona Luciano D'Angelo, descrivendo le condizioni in cui sono state trovate Alisya e Sarah Di Giacinto, le sorelle di 16 e 12 anni scomparse dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila, nella notte tra il 6 e il 7 giugno e ritrovate domenica sera a Formia, nel Lazio.
Il blitz dei carabinieri è scattato all'interno di un'abitazione popolare dove le due minorenni erano ospitate da una parente della madre, un'anziana di circa 80 anni che le ragazze chiamavano "zia". "Eravamo pronti a trovarci davanti alla porta delinquenti o pazzi, abbiamo trovato una signora di 80 anni", ha raccontato il procuratore.
A colpire gli investigatori è stata anche la reazione delle due ragazze al momento del ritrovamento. "Quando le abbiamo trovate, le bambine non hanno fatto salti di gioia", ha spiegato D'Angelo. "Si sono chiuse per un lungo periodo di tempo all'interno della stanza nella quale hanno vissuto tutti questi giorni". Un episodio che il magistrato ha definito particolarmente doloroso: "Porterò dentro di me il piacere di averle trovate, ma anche il dolore del colloquio che ho avuto con loro".
La svolta investigativa è arrivata dopo due settimane di ricerche coordinate dalla Procura di Sulmona, con il supporto dei carabinieri dei Comandi provinciali dell'Aquila e di Latina e dei Ros. Determinante, secondo gli inquirenti, sarebbe stata una videochiamata effettuata dalla madre delle ragazze verso un numero già monitorato. "Avevamo un profilo psicologico", ha spiegato D'Angelo. "Sapevamo che la mamma, tra i tanti difetti che aveva, aveva la necessità di mantenere il controllo. Se fosse stata la responsabile di questo fatto, non era pensabile che potesse rimanere per giorni e giorni senza avere contatti e notizie".
Nelle prime ore di lunedì mattina la Procura di Sulmona ha disposto il fermo di tre persone con l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso: la madre delle due ragazze, Valentina Dacunto, il compagno della donna, Vincenzo Esposito, e il padre di lei, Marco Dacunto, nonno delle minorenni. I tre sono stati interrogati dal procuratore capo Luciano D'Angelo e successivamente trasferiti in carcere. I due uomini sono stati condotti nella casa circondariale di Sulmona, mentre la donna è stata trasferita nel carcere di Teramo.
Nel corso della conferenza stampa, il procuratore ha invitato media e opinione pubblica a spostare l'attenzione dalle ragazze. "Qui non stiamo per festeggiare e magnificare degli arresti, delle catture, ma la liberazione di due ragazze che, per un periodo di tempo, abbiamo temuto anche di non poter rivedere mai più", ha affermato. "Quello che mi preme chiedere è che d'ora in avanti su questa vicenda vi disinteressiate delle ragazze".
Secondo D'Angelo, la vicenda non sarebbe riconducibile a dinamiche criminali tradizionali. "Questa è una vicenda che non ha nulla a che vedere con la criminalità, ma solo e soltanto con un amore genitoriale malato", ha detto. "Quelle bambine hanno due genitori che hanno rinunciato al primo dovere di chi ha la fortuna e l'onere di diventare genitore: essere portatori di un amore disinteressato e mettere al primo posto l'interesse dei minori".
La conclusione della vicenda ha suscitato grande emozione anche nel padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto. In un messaggio pubblicato sui social ha scritto: "Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia e preoccupazione, ma mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita, si riparte da zero". E ancora: "Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere. Papà c'è. Vi amo".
Il padre ha inoltre ringraziato le forze dell'ordine, i reparti speciali, il proprio avvocato Francesco Riccardi, la compagna, amici e parenti: "Siete stati tantissimi a darmi la forza di andare avanti e di non mollare mai".
Anche il legale di Di Giacinto ha raccontato i momenti successivi al ritrovamento. "Le abbiamo salvate due volte. Sono arrabbiato e felice insieme. Non si doveva arrivare a questo punto", ha dichiarato Francesco Riccardi. L'avvocato ha sostenuto che la vicenda si inserisce in una lunga battaglia giudiziaria che ha coinvolto il Tribunale per i minorenni di Roma e successivamente il Tribunale di Cassino. Secondo il legale, con un provvedimento del 28 maggio scorso la madre sarebbe stata privata della responsabilità genitoriale e condannata al risarcimento dei danni morali e psicologici nei confronti del padre e delle figlie. "Una sentenza storica", l'ha definita.
Riccardi ha inoltre raccontato il momento in cui ha comunicato al padre la notizia del ritrovamento: "Ho avvisato io Stefano. Io e il mio assistito abbiamo pianto insieme. È stato un momento di forte emozione, dopo tanta tensione e sofferenza". Successivamente, ha spiegato, l'uomo avrebbe accusato un malore per la forte emozione e sarebbe stato accompagnato in ospedale.
Sulla gestione della struttura di accoglienza da cui le due sorelle si sono allontanate, il legale ha espresso perplessità: "Non è possibile che due minori possano allontanarsi di notte da una struttura senza che emergano responsabilità. In una casa famiglia devono essere garantite sicurezza e una vita serena e protetta".
Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e accertare le responsabilità delle persone coinvolte. Nel frattempo, le due sorelle si trovano in una struttura protetta e restano sotto la tutela del sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli.
Tra le immagini più forti emerse dopo il ritrovamento di Alisya e Sarah c'è il messaggio pubblicato sui social dal padre, Stefano Di Giacinto, che ha affidato a poche parole tutto il sollievo e l'emozione accumulati durante i 14 giorni di ricerche.
"Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia e preoccupazione, ma mai ho pensato in negativo", ha scritto. "Si inizia una nuova vita, si riparte da zero. Dieci anni di battaglie con lieto fine".
Nel lungo post, il padre ha ringraziato tutte le persone che gli sono state vicine durante la scomparsa delle figlie: "Voglio fare un ringraziamento a tutti quelli che ci sono stati vicino, alle forze dell'ordine, ai corpi speciali, al mio super avvocato Francesco Riccardi, alla mia compagna, ai miei parenti tutti, amici, colleghi ed ex colleghi. Siete stati tantissimi a darmi la forza di andare avanti e di non mollare mai".
Di Giacinto ha poi rivolto un pensiero alle due ragazze, chiedendo che venga loro dato il tempo necessario per superare quanto accaduto: "Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere".
Il messaggio si conclude con una dedica che racchiude il senso di una vicenda familiare e giudiziaria durata anni: "Grazie amori miei. Papà c'è. Vi amo".
Parole scritte poche ore dopo il ritrovamento delle due sorelle a Formia. Secondo quanto riferito dal suo legale, Francesco Riccardi, il padre ha accusato un malore per la forte emozione ed è stato accompagnato al pronto soccorso subito dopo aver appreso la notizia della liberazione delle figlie.

(Adnkronos) - Il caldo anomalo non dà tregua in Italia, con un inizio settimana dominato dall'afa in buona parte del paese: da Milano a Roma, da Firenze a Pescara temperature 'top'. Come atteso, si entra nel vivo dell'ondata di calore in corso e il numero di città che saranno contrassegnate dal bollino rosso è destinato a crescere di giorno in giorno.
Ieri, lunedì 22 giugno, le città da bollino rosso sono state 12. Oggi, martedì 23 giugno, salgono a 15. L'allerta massima (livello 3) indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute anche di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche. E tanto più prolungata è l'ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute, si ricorda nel portale del ministero della Salute dove è stato pubblicato l'ultimo bollettino aggiornato.
I capoluoghi più caldi oggi saranno Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Restano con bollino arancione (Allerta 2) Bari e Latina. In giallo (Allerta 1) ci sono Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste.
Domani, mercoledì 24 giugno, si sale ancora: i capoluoghi col bollino rosso diventano 16 con l'aggiunta di Latina, e completano il quadro i bollini arancioni previsti per Trieste e Bari. Rimarranno infine contrassegnate dal bollino giallo solo 9 città: Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo e Reggio Calabria.

(Adnkronos) - Francia-Iraq sospesa ai Mondiali 2026. Oggi, lunedì 22 giugno, la Nazionale transalpina ha sfidato quella mediorientale nella seconda giornata della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, in una partita che è stata interrotta per 'pericolo fulmini' a fine primo tempo.
A Philadelphia c'era allerta meteo per tutta la giornata, con la pioggia che è caduta copiosa durante la prima frazione, ma la situazione è peggiorata durante l'intervallo. Nel cielo americano sono spuntati dei fulmini ed è entrato quindi in vigore il rigido protocollo statunitense, che prevede la sospensione immediata della partita, con lo stadio che è stato evacuato.
"Una tempesta di fulmini si sta avvicinando", è stato l'avviso spuntato sul maxischermo dello stadio di Philadelphia, che ha preceduto l'evacuazione dell'impianto. Ma quando ricomincerà la partita? Secondo il protocollo il match ricomincerà a 30 minuti dall'ultimo 'avvistamento' di fulmini in cielo.

(Adnkronos) - Il primo gol di Lionel Messi in Argentina-Austria andava annullato, parola di Peter Schmeichel. L'ex portiere del Manchester United, oggi opinionista tv per Fox, dove commenta i Mondiali 2026 in compagnia di Clarence Seedorf, ha parlato di una chiara svista arbitrale nel match vinto dall'Albiceleste per 2-0 e deciso proprio da una doppietta di Messi.
Al 39', dopo aver sbagliato un calcio di rigore, Messi riceve un pallone a rimorchio, apre il destro e batte il portiere dell'Austria, portando avanti l'Albiceleste e diventando l'attaccante con più gol della storia dei Mondiali, staccando Miroslav Klose a quota 18.
Tutto però nasce da un duro contrasto a centrocampo, con Mac Allister che strappa il pallone a un giocatore austriaco, che rimane a terra dolorante. "Non risparmierò critiche a Messi", ha esordito Schmeichel nel post partita rivedendo l'azione, "questo doveva essere calcio di punizione per l'Austria. Si tratta di un chiaro ed evidente errore da parte dell'arbitro".

(Adnkronos) - Lionel Messi l'ha fatto ancora. Il numero 10 dell'Argentina ha deciso la sfida contro l'Austria, valida per la seconda giornata dei Mondiali 2026, con una doppietta valsa il 2-0 con cui l'Albiceleste ha staccato il pass per i sedicesimi di finale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. Il primo gol della sfida però, a più di qualcuno, ha ricordato quello che ha deciso un Real Madrid-Barcellona del 2017.
Al 39', dopo aver sbagliato un calcio di rigore, Messi riceve un pallone a rimorchio, apre il destro e batte il portiere dell'Austria, portando avanti l'Albiceleste e diventando l'attaccante con più gol della storia dei Mondiali, staccando Miroslav Klose a quota 18.
Una rete fotocopia a quella segnata al Bernabeu, da cui è nata una delle esultanza più iconiche della sua carriera. Jordi Alba scende sulla sinistra e mette un pallone arretrato che trova a centro area Messi. L'argentino è smarcato, apre il sinistro e batte Keylor Navas. È il 93' minuto, Cristiano Ronaldo si dispera e il tabellone segna Real Madrid-Barcellona 2-3. Il Bernabeu comincia a fischiare e Messi esulta togliendosi la maglia ed esponendo il suo numero 10 davanti ai tifosi avversari.

(Adnkronos) - "L'Italia si è comportata molto male, l'Italia si è comportata molto male". Donald Trump insiste. Il presidente degli Stati Uniti continua a puntare il dito contro l'Italia, accusata - come altri paesi - di non aver sostenuto lo sforzo degli Usa nel conflitto con l'Iran. "Italy was very bad, Italy was very bad", ripete nello Studio Ovale, rispondendo alle domande dei cronisti.
Trump stavolta non nomina la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, oggetto di attacchi negli ultimi 3 giorni. Il numero 1 della Casa Bianca punta il dito contro i membri della Nato che non hanno offerto la propria collaborazione nella crisi dello Stretto di Hormuz. L'Italia, oggi, fa parte di un elenco che comprende in particolare Gran Bretagna e Germania. "Abbiamo pagato trilioni di dollari per proteggere l'Europa. Ero curioso di vedere se ci avrebbero aiutato, anche se non ne avevamo bisogno. Ho chiamato il premier britannico Keir Starmer, mi ha detto 'ci saremo appena vincerete'. L'Italia si è comportata molto male, l'Italia si è comportata molto male. Anche la Germania. Spendiamo cifre pazzesche per la Nato e loro non c'erano quando avevamo bisogno", dice Trump.
Gli Stati Uniti, scandisce il presidente, spendono "600 miliardi di dollari l'anno" per la Nato e per la difesa degli alleati, con costi definiti "folli" e non sempre ricambiati in termini di cooperazione. "Direi che il numero reale è questo. Pensateci: le cifre che spendiamo sono così assurde per la Nato, e loro non erano lì per noi", aggiunge, sottolineando come Washington sostenga gran parte dei costi per la protezione dei Paesi alleati "dalla Russia, soprattutto". Quindi, riferendosi sempre agli alleati dell'Alleanza, carica ancora: "Quando chiediamo aiuto su piccole cose… queste sono piccole cose, non le grandi questioni… ci dicono no, preferiamo non aiutare. E' una cosa stupida da dire - conclude - perché potremmo dirlo anche noi a loro, e potremmo farlo".
Gli attacchi di Trump, secondo quanto riferito da fonti di governo, sarebbero stati un tema nella riunione del Consiglio dei ministri di oggi. Meloni avrebbe ribadito ai suoi ministri che lo scambio di dichiarazioni con il tycoon non deve in alcun modo compromettere le relazioni tra Roma e Washington. Il messaggio 'distensivo' della premieravrebbe anche esortato i componenti del governo a partecipare al ricevimento previsto per il 2 luglio a Villa Taverna, spendendo parole di apprezzamento per l'ambasciatore Tilman J. Fertitta.
Sull'argomento si esprime il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, prima dell'ultima sortita di Trump. L'attacco a Giorgia Meloni "è inspiegabile, sembra un diversivo perché si parli di altre cose. Speriamo che siano cose non vere. Noi abbiamo dovuto rispondere perché è giusto che l'Italia, che è la seconda potenza industriale europea, la quarta potenza commerciale mondiale, un Paese che ha il maggior numero di militari Nato impegnati in giro per il mondo, merita rispetto e noi ci dobbiamo far rispettare", dice Tajani a Quarta Repubblica, su Rete4.

(Adnkronos) - La Giordania sfida l'Algeria ai Mondiali 2026. Martedì 23 giugno la Nazionale giordana sfida quella africana - in diretta tv e streaming - nella seconda giornata della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. La Giordania è stata battuta dall'Austria all'esordio per 3-1, mentre l'Algeria è stata superata dall'Argentina per 3-0.
La sfida tra Giordania e Algeria è in programma martedì 23 giugno alle 5 ora italiana. Ecco le probabili formazioni:
Giordania (3-4-2-1): Abulaila; Nasib, Alarab, Abualnadi; Haddad, Al Rashan, Al Rawabdeh, Abu Taha; Fakoury, Tamari; Olwan. Ct. Sellami.
Algeria (4-3-3): Zidane; Belghali, Mandi, Bensebaini, Ait Nouri; Boudaoui, Bentaleb, Maza; Hadji Moussa, Gouiri, Chaibi. Ct. Petkovic.
Giordania-Algeria sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - Gli attacchi di Donald Trump 'fanno bene' a Giorgia Meloni. Il botta e risposta prolungato con il presidente degli Stati Uniti giova alla fiducia degli italiani nella presidente della Consiglio. Il dato risale di due punti, dal 38% del mese di maggio al 40% odierno: è quanto emerge dal sondaggio dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.
Nel contempo, con un dato senza precedenti, la stima dell’opinione pubblica italiana nel presidente Trump è crollata in poco meno di un anno e mezzo dal 42 all’11%. Lo conferma il trend Demopolis sugli ultimi 18 mesi, dall’elezione di Trump alla Casa Bianca sino a oggi.
I riflessi del referendum costituzionale e della situazione economica, conseguente alla guerra in Medio Oriente con la chiusura dello Stretto di Hormuz, avevano ridotto nelle ultime settimane la fiducia nella premier. Lo scontro con il presidente americano determina un’inversione di tendenza con una risalita di due punti della fiducia nelle ultime 48 ore.

(Adnkronos) - La Francia torna in campo ai Mondiali 2026. Oggi, lunedì 22 giugno, la Nazionale transalpina sfida l'Iraq - in diretta tv e streaming - nella seconda giornata del girone I della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. La squadra di Deschamps è reduce dalla vittoria per 3-1 contro il Senegal, mentre l'Iraq è stata battuta 4-1 dalla Norvegia.
Alle 2 Norvegia-Senegal.

(Adnkronos) - Una donna 70enne di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, è stata ricoverata all’ospedale di Conegliano per un colpo di calore. I medici, all’arrivo, le hanno riscontrato una temperatura corporea di ben 42 gradi. Le condizioni della signora sono gravi ed è stata ricoverata in rianimazione ed è in prognosi riservata. L’allarme è scattato verso le 18.30. ad allertare il Suem 118 un’amica dell’anziana che, stando ad una prima ricostruzione, era seduta con lei da qualche ora in un parco pubblico. A un certo punto la settantenne si è accasciata e l’amica ha chiamato i soccorsi. Sul posto è immediatamente intervenuto il Suem 118 che, vista la gravità delle condizioni, l’ha immediatamente portata al Pronto soccorso di Conegliano.

(Adnkronos) - E' di tre morti il bilancio di una sparatoria avvenuta nel quartiere Cote-des-Neiges a Montreal. Lo riferiscono i media locali, citando la polizia della città canadese (Spvm), secondo la quale tra le vittime figurano una poliziotta, un civile ed il sospetto autore dell'attacco.
Poco dopo mezzogiorno, ora locale, le autorità avevano emesso un'allerta d'emergenza per segnalare la presenza di un individuo "armato e pericoloso", invitando i residenti della zona a restare al chiuso, chiudere porte e finestre e seguire le indicazioni delle forze dell'ordine.

(Adnkronos) - Sulla relazione diplomatica tra Stati Uniti e Italia continuano ad addensarsi alcune nubi, anche se già questa settimana potrebbe aprirsi uno spiraglio di sereno. L'occasione sarà la riunione inaugurale della 'Pax Silica', in programma il 25 e 26 giugno a Washington, quando il Dipartimento di Stato riunirà i Paesi interessati a costruire una catena di approvvigionamento globale per materiali e hardware strategici nell'era dell'intelligenza artificiale e dei semiconduttori. All'iniziativa hanno aderito diversi Paesi, tra cui Germania, Olanda e Svezia, oltre alla Commissione europea in rappresentanza degli Stati membri dell'Ue. Anche l'Italia, che aveva sostenuto fin dall'inizio la creazione della 'Pax Silica', ha confermato la propria partecipazione attraverso le parole del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Rete4.
Per il governo italiano l'alleanza rappresenta infatti un tassello centrale del dialogo con Washington, mentre la cooperazione con gli Stati Uniti sui temi dell'innovazione e delle filiere digitali è da tempo una priorità strategica. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, sulle due sponde dell'Atlantico si continua a lavorare affinché la presenza italiana venga confermata. Sono ancora in corso alcune valutazioni, ma nelle prossime ore potrebbero arrivare indicazioni definitive. La volontà, da quanto si apprende, è quella di proseguire sui dossier condivisi che non dovrebbero subire battute d'arresto a causa del dissidio tra Donald Trump e Giorgia Meloni. L'obiettivo resta portare avanti e formalizzare le iniziative già concordate, individuando le modalità più opportune. In quest'ottica, la tensione tra la premier e il presidente americano viene letta soprattutto come una questione personale tra i due leader e non dovrebbe compromettere la partecipazione italiana al summit. A Washington il rapporto bilaterale viene considerato solido e il recente attrito è visto come un contrattempo, non come un ostacolo strutturale alla cooperazione.
Per il vertice sarà presente l'ambasciatore Armando Varricchio, inviato speciale del ministro Tajani per l'innovazione e le nuove tecnologie. Un portavoce del Dipartimento di Stato ha intanto ribadito all'Adnkronos che la 'Pax Silica' resta "aperta a chiunque voglia farne parte". Nel frattempo, il dissidio tra Meloni e Trump aveva già avuto ripercussioni sul forum Usa-Italia previsto a Miami, dove era in programma un incontro tra il segretario di Stato Marco Rubio e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. L'appuntamento è stato cancellato insieme all'intero forum. In quella sede i due avrebbero dovuto firmare un memorandum d'intesa sui minerali critici. Nonostante il rinvio, Tajani ha mantenuto i contatti con Rubio e non ha mai messo in dubbio che l'intesa possa essere siglata in un secondo momento. Alla Farnesina si valutano diverse opzioni, tra cui una nuova cerimonia ufficiale o una firma affidata all'ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci. Per il momento, tuttavia, restano in corso le riflessioni sui prossimi passi da compiere. (di Iacopo Luzi)

(Adnkronos) - Tutti giù. Fratelli d'Italia, Pd e Movimento 5 Stelle in calo secondo il sondaggio Swg che per il Tg La7 fotografa le intenzioni di voto oggi, 22 giugno, in caso di elezioni. I primi 3 partiti fanno segnare un risultato negativo rispetto alle rilevazioni di una settimana fa. Fratelli d'Italia cede lo 0,2% e scende al 27,7%. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni aumenta comunque il vantaggio sul Pd. I dem della segretaria Elly Schlein lasciano sul terreno lo 0,3% e ora valgono il 21,8%. Passo indietro anche per il M5S di Giuseppe Conte (- 0,1%), ora al 13,2%.
In crescita Forza Italia, che guadagna lo 0,2% e sale al 7,4%. Segno positivo anche per Verdi e Sinistra, che passano dal 6,5 al 6,6%. Identico progresso per la Lega di Matteo Salvini, ora al 5,4%. Il Carroccio stacca Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, fermo al 5,3%.
Più indietro Azione di Carlo Calenda (3,7%), Italia Viva di Matteo Renzi (2,5%), +Europa (1,6%), Noi Moderati (1%) e Ora! (1%).

(Adnkronos) - IShowSpeed 'sfotte' Lionel Messi ai Mondiali 2026. Oggi, lunedì 22 giugno, l'Argentina ha sfidato l'Austria nella seconda giornata della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. Sugli spalti di Arlington, c'è anche il noto youtuber americano, grande tifoso di Cristiano Ronaldo.
Speed, che per l'occasione indossava una maglia dell'Austria, ha trasmesso la partita sul proprio canale ufficiale, inquadrandosi per l'intera durata del match regalando reazioni in tempo reale ai suoi tanti follower. L'apice della diretta si è raggiunta all'ottavo minuto di gioco, quando Messi ha sbagliato un calcio di rigore.
Speed prima ha seguito l'esecuzione con ansia e poi ha esultato iniziando a saltare e urlare: "Let's go Austria!", è stata l'esultanza, zittita però, poco dopo, dal gol del vantaggio argentino firmato proprio da Messi.

(Adnkronos) - Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi il decreto legge recante "disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza". La bozza del provvedimento, visionata dall'Adnkronos, interviene su opere ferroviarie e stradali, affida a Sogin le attività di trattamento e smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dalla disattivazione del reattore nucleare "RTS-1 G. Galilei" della Marina militare, introduce un commissario straordinario per garantire la continuità degli approvvigionamenti energetici degli impianti strategici e introduce nuove misure per l'attuazione della riforma della contabilità pubblica prevista dal Pnrr. Il decreto contiene inoltre una norma che stanzia fino a 100 milioni di euro per l'attuazione di misure in materia di intelligenza artificiale nelle scuole.
Nel dettaglio, il primo articolo proroga e aggiorna alcuni termini relativi agli investimenti infrastrutturali. Tra le modifiche, viene fissato al 31 dicembre 2026 il termine entro il quale il Ministero delle Infrastrutture avvia le procedure previste dalla legge e si chiarisce che gli interventi "possono essere suddivisi in uno o più lotti". Viene inoltre prorogato dal 3 agosto 2026 al 3 agosto 2028 il termine per l'adozione dei decreti di esproprio relativi al completamento del collegamento intermodale Roma-Latina e del collegamento autostradale Cisterna-Valmontone.
Sul fronte del nucleare, il decreto stabilisce che "la realizzazione delle attività di trattamento, condizionamento e smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dalla disattivazione del reattore nucleare 'RTS - 1 G. Galilei' della Marina Militare è affidata alla Sogin S.p.A.". Le attività saranno autorizzate dal Ministero della Difesa, sentito il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, sulla base di un piano operativo presentato da Sogin comprensivo di cronoprogramma e quadro di spesa. Per la sicurezza energetica, il provvedimento prevede che, "al fine di garantire, in condizioni di contingente criticità del sistema energetico nazionale, la sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti, nonché la resilienza funzionale di infrastrutture strategiche", venga nominato entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto un Commissario straordinario di Governo per gli impianti che continuano a operare ai sensi dell'articolo 9, comma 5, del decreto-legge n. 32 del 2026.
Il secondo capo del decreto è dedicato all'attuazione del Pnrr e disciplina il passaggio al sistema unico di contabilità economico-patrimoniale delle amministrazioni pubbliche. Le amministrazioni coinvolte nella fase pilota della riforma dovranno adottare il nuovo quadro di principi e regole contabili "entro l'esercizio finanziario di competenza 2030 e a decorrere dal medesimo", mentre dal 2026 prenderà il via la fase di sperimentazione del nuovo sistema. Il testo introduce anche un programma di formazione pluriennale del personale e dispone che, dal 1° gennaio 2027, l'Istat elabori stime trimestrali del saldo delle amministrazioni pubbliche disaggregate per sottosettore.
In materia di intelligenza artificiale, il decreto modifica la legge n. 132 del 2025 prevedendo che "Per l'adozione delle misure relative all'attuazione del criterio di cui al comma 2, lettera c), può provvedersi nel limite complessivo di 100 milioni di euro a valere sulle risorse del programma nazionale 'PN scuola 2021-2027'".

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(di Marzia Piga) Prima volta per il Comune di Tempio Pausania,
capoluogo di Provincia della Gallura - Nord Est Sardegna insieme a
Olbia, alle prese con un turno di ballottaggio alle elezioni
comunali e prima volta per una donna alla guida
dell'amministrazione civica. Dopo uno scrutinio veloce, la storica
cittadina del Nord Sardegna ha scelto di cambiare passo, eleggendo
l'outsider Gianna Masu alla carica di prima cittadina, al posto
dell'uscente, amministratore di lungo corso, Giovanni Antonio
Giuseppe Addis, noto Giannetto, avversario al secondo turno che si
è tenuto ieri e oggi.
(Adnkronos) - “I rapporti bilaterali tra gli Stati Uniti e l’Italia si estendono ben oltre le dichiarazioni dell’attuale amministrazione Trump, e sia Roma che Washington non possono ‘rompere’ con l'altro. Quella di oggi è una crisi temporanea tra la premier italiana e il presidente americano, che evidenzia, in realtà, un problema di dipendenza strutturale più profondo che affligge le relazioni transatlantiche da due decenni ormai”. E' l'analisi fatta con l'Adnkronos da Jacopo Pastorelli, analista dell’Atlantic Council e membro dell’Europe Center presso il think tank della capitale americana, parlando della 'rottura' tra Roma e Washington, con gli scambio di fuoco tra Donald Trump e Giorgia Meloni.
Ma, "nonostante gli attacchi, Roma rimane saldamente ancorata nel suo orientamento atlantista in quanto paese fondatore dell’Alleanza Atlantica, protetto dall’ombrello nucleare americano con armamenti nucleari stazionati sul nostro territorio ed unico paese al mondo (assieme al Giappone) autorizzato ad assemblare gli F-35 americani e recentemente abilitato ad addestrare i piloti sui veicoli aeronautici di ultima generazione”, sottolinea l'analista.
Secondo Pastorelli, i commenti di figure vicine all’amministrazione Trump – come l’inviato speciale Paolo Zambolli che ha parlato di una rottura della relazione – sono semplicemente l’adozione della linea dura del presidente a qualunque costo. Nel frattempo, Roma e Washington sono legate non solo da un interscambio totale del valore di circa 110 miliardi di euro, ma soprattutto da un legame storico e culturale vastissimo, con una comunità di italoamericani di quasi 20 milioni di persone tra i 50 stati, che “semplicemente impedisce politicamente un distacco tra Italia e Stati Uniti”, spiega l'analista.
Durante il fine settimana, dalla Farnesina, dall’Ambasciata italiana a Washington e dai consiglieri stretti della presidente del Consiglio è arrivata la spinta ad abbassare i toni ed interrompere la spirale retorica di escalation. Inoltre, il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è sentito brevemente al telefono con il segretario di Stato Marco Rubio per cercare di chiarire e coordinare la cancellazione del Business Forum Italia-Stati Uniti (evento che era previsto per oggi a Miami), incominciando così il processo di mediazione diplomatica. In tutto ciò, Pastorelli non sottostima comunque gli attacchi verbali di Trump ai vari alleati, come quello contro la Meloni degli ultimi giorni. E per una chiara ragione: “Gli attacchi verbali contano molto, specie se riservati agli alleati, dato che indeboliscono la fiducia reciproca tra membri di governo, riducono i margini di manovra, la disponibilità al coordinamento internazionale e ledono l’immagine pubblica nei confronti di Washington, ripercuotendosi nelle elezioni domestiche di paesi alleati”.
L’analista dell’Atlantic Council ritiene che la strategia comunicativa di Trump, spesso aggressiva e diretta, non sia una novità, ma si colloca anche nel contesto di due dimensioni d’azioni: da un lato aumentare la pressione in vista del summit della Nato in Turchia del 7-8 Luglio, al quale l’Italia arriva in una posizione di debolezza ed inadempienza, mancando di molto i target di spesa del 5% sulla difesa; dall’altro l’animosità del presidente verso l’Unione Europea come istituzione ed attore globale forte, con l’intenzione di indebolirla dall’interno attaccandone gli stati membri in maniera individuale.
“È il classico ‘divide et impera’ del presidente. Certe volte gli attacchi e le minacce si rivelano efficaci – vedasi sul fronte commerciale – forzando l’Ue ad accettare il patto di Turnberry sui dazi, mentre altre volte meno, come gli attacchi agli europei a Davos sulla Groenlandia, che hanno rafforzato l’unità e la controrisposta europea”, afferma Pastorelli. Tuttavia, l’analista non ha dubbi che i rapporti Italia-Stati Uniti supereranno assolutamente anche questa crisi: “Basti pensare che entrambi i leader si apprestano ad avere all’orizzonte delle elezioni fondamentali, le Midterm a novembre e le elezioni nazionali nel 2027, e quindi inevitabilmente l’attenzione si sposterà dentro i confini domestici”. Allo stesso tempo, è stato distrutto definitivamente il ruolo di “ponte” che la premier Meloni dichiarava di svolgere: “La presidente del Consiglio ne uscirà ridimensionata e dovrà ritornare a prioritizzare il suo ruolo all’interno dell’Europa”, sostiene Pastorelli.
Vari analisti transatlantici che avevano seguito la campagna presidenziale di Trump fin dall’inizio anticipavano molti punti di frizione tra Usa ed Europa e che un potenziale ruolo di “ponte” fosse altamente instabile, se non insostenibile. “Nonostante una relazione personale forte ed un orientamento politico allineato tra Meloni e Trump, le richieste americane si sono sempre imposte a scapito degli interessi nazionali italiani (ed europei), dal 15% dei dazi, all’aumento della spesa della difesa, all’interruzione di forniture militari dirette all’Ucraina, a pressioni sempre più forti per modificare la legislazione vigente europea in materia digitale”, spiega Pastorelli. “Sui vari dossier che sono in conflitto con le priorità strategiche dell’amministrazione Trump, l’Italia, soprattutto per difendere i propri interessi nazionali, dipende dalle istituzioni europee in quanto le competenze sono di esclusiva competenza di Bruxelles, e non ha potuto agire da sola né svolgere un ruolo di ponte efficace”, è la chiosa dell'analista. (di Iacopo Luzi)

(Adnkronos) - Proteste e colpo di scena in Argentina-Austria. Oggi, lunedì 22 giugno, l'Albiceleste ha sfidato la Nazionale austriaca nella seconda giornata della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, in una partita che ha vissuto una possibile svolta dopo pochi minuti. L'arbitro dopo revisione al Var, ha assegnato un contestato calcio di rigore all'Argentina, sbagliato clamorosamente da Lionel Messi.
Succede tutto al 4'. Messi riceve palla sulla trequarti e inventa un assist per Lautaro Martinez, che si ritrova in area di rigore e corre verso il portiere austriaco. L'attaccante dell'Inter controlla il pallone, ma viene travolto da due difensore austriaci nel momento in cui stava caricando la conclusione. La squadra di Scaloni chiede subito calcio di rigore, mentre l'arbitro lascia giocare.
Il direttore di gara viene però richiamato dal Var e va al monitor. Dopo revisione indica il dischetto tra le proteste dell'Austria. Della battuta del calcio di rigore si incarica, ovviamente, Messi, che però incrocia il sinistro ma calcia clamorosamente fuori.

(Adnkronos) - "Starmer ha pagato lo scotto di essere stato eletto non perché popolare, ma perché unica alternativa ai disastri compiuti negli anni precedenti dai Conservatori. Forse ora con Burnham le cose per i laburisti potrebbero cambiare in meglio". Ad analizzare in un'intervista all'Adnkronos l’attuale momento politico nel Regno Unito è Paul Sinclair, ex consigliere personale del primo ministro Gordon Brown, a Downing Street dal 2007 al 2010, stratega di diverse campagne elettorali, con ancora diversi ruoli all’interno del partito. Dopo l’annuncio di Keir Starmer di dimettersi da primo ministro, il principale obiettivo del partito di maggioranza è quello di cercare di portare avanti una transizione che permetta di continuare ad essere al potere fino alla scadenza naturale del mandato prevista per l’estate del 2029.
Andy Burnham, l’attuale sindaco di Manchester, ha confermato la propria intenzione di candidarsi: gode di un sostegno tra i deputati laburisti ampiamente sufficiente a garantirgli l'inserimento nella lista dei candidati e, soprattutto, al momento nessun altro deputato laburista ha annunciato la propria candidatura. “Burnham potrebbe risolvere i grandi problemi che ha generato Starmer e il suo esecutivo in questi due anni di governo - commenta Sinclair - Starmer non era come Blair, che ha affascinato una nazione. E’ stato eletto perché la gente odiava i Conservatori nello stesso modo in cui il presidente Hollande è stato eletto in Francia perché la gente voleva sbarazzarsi di Sarkozy. Il vero fallimento di Starmer e della Cancelliera Rachel Reeves, responsabile delle strategie finanziarie ed economiche del Governo, risiede nell'assenza di visione. Il loro problema è che non avevano una storia, né una narrazione e neppure un obiettivo preciso da raggiungere. Mentre Gordon Brown presentò un bilancio in sole sei settimane dal suo insediamento, a Starmer e Reeves sono servite sedici settimane senza fornire una rotta chiara”.
Ora il testimone sembra destinato ad andare ad Andy Burnham, il quale ha ottenuto un importante successo alle recenti elezioni suppletive per un seggio vacante di deputato alla Camera dei Comuni, svoltesi a Makerfield. “Il fatto che Burnham abbiamo ottenuto più del 50% dei voti è un segnale chiaro che la gente vuole votare Labour, se Labour fornisce loro il messaggio giusto. Però, una cosa è vincere un seggio da deputato, un’altra le primarie che lo porterebbero dritto a Downing Street. Burnham ora deve fare accordi su più fronti e su più territori, e cercare molti più consensi di quei 25mila che gli hanno permesso di battere di gran lunga a Makerfield l’avversario più temuto, Robert Kenyon, candidato di Reform Uk, che invece ne ha ottenuti appena 9mila".
Nonostante Burnham sia stato definito l’uomo del momento, soprattutto ora che il Labour Party necessita di figure solide a seguito delle dimissioni di Starmer, i dubbi sulla sua futura leadership non mancano. “Ad oggi abbiamo con Burnham lo stesso problema che avevamo con Starmer - continua Sinclair - non ha un piano. Si è spostato a sinistra per attirare sostegno all’interno del Partito Laburista, risultando un’alternativa a Starmer, ma il timore è che possa cambiare rotta appena i mercati non risponderanno bene alle sue scelte. Se non ha una visione chiara, il rischio è che anche lui verrà abbandonato da coloro che oggi gli stanno dando fiducia”.
C’è inoltre una forte preoccupazione per la squadra che lo affiancherà a Downing Street: “E’ probabile che sia una squadra di persone che non conoscono bene Whitehall. Probabilmente porterà giù i suoi da Manchester, una mossa che rischia di far fallire il governo se non si sa esattamente con cosa si ha a che fare. Per avere successo il nuovo leader avrà disperatamente bisogno di qualche rapida vittoria economica. Potrebbe spingere ancora di più verso nuove partnership con la Cina oppure ripristinare il progetto sui bond europei per la difesa che incomprensibilmente era stato ostacolato in passato proprio da Starmer, il quale ha fatto naufragare i negoziati con Bruxelles”. Per Sinclair, inoltre, le prossime sfide di Burnham saranno sia all’interno del suo partito, che all’esterno. Il riferimento non è solo alla destra di Nigel Farage che, per Sinclair, “è la sua stessa minaccia con quelle reazioni politiche ripetitive che hanno generato un soffitto di cristallo razzista che non li condurrà da nessuna parte”. Al contrario, l'avvertimento più serio secondo Sinclair riguarda i Conservatori.
Parlando dell'attuale leader conservatrice Kemi Badenoch, Sinclair la paragona all'ascesa di Margaret Thatcher nel 1975: “Penso che la Badenoch stia recitando un copione molto simile. Non ci si aspettava che vincesse, è stata molto debole nei primi mesi, ma ora sta elaborando una visione. Ad oggi i Tory stanno dimostrando di essere più portati a fare quel lavoro intellettuale e organizzativo di cui necessita il Paese, rispetto al Partito Laburista che non ha mai trovato nel corso degli ultimi anni una vera e propria strada da percorrere”. (di Alessandro Allocca)

(Adnkronos) - "Ho una paralisi facciale, probabilmente una paralisi di Bell. Dopo un mese e mezzo e tanta insistenza visti i non miglioramenti riesco a farmi prescrivere una risonanza magnetica. Sono obeso, ma ho anche le spalle larghe. L'unico ospedale pubblico su Siena che ha il macchinario adatto al mio peso è a Campo Staggia (Poggibonsi); per saperlo ho dovuto telefonare personalmente ad ogni reparto di radiologia della provincia. Vado a fare la risonanza. Mettono la cannula, mi spoglio, entro in sala ma le mie spalle sono troppo larghe per la macchina. Non posso fare la risonanza magnetica (di cui comunque dovrò pagare il ticket, ma vabbè). Stato attuale? Ho una paralisi facciale. Sono un attore, con questa paralisi non posso lavorare". E' il racconto dell'attore Francesco Chiantese, affidato alla sua pagina Facebook qualche giorno fa.
Un racconto condiviso sui social "non per avere una valvola di sfogo personale", ma "perché trovo politicamente necessario farlo. Lo stigma sociale colpevolizza spesso gli obesi, e comunque questo genere di disservizi capita costantemente. Possibile che la sanità pubblica debba demandare alla volontà o alla possibilità del malato di curarsi? Io sono certo che con 400-500 euro troverei molto più facilmente nel privato una soluzione, ma possibile che i Cup non sappiano dove mandarti e sia tu a dover trovare con vari espedienti una soluzione? Almeno lamentarsi, se non si può fare altro, va fatto ad alta voce. Non voglio privilegi, ma il riconoscimento di un diritto basilare per tutti". Senza diagnosi, incalza, "non posso curarmi, quindi non posso guarire, quindi non posso lavorare". "Di certo in Italia c'è un macchinario che va bene per me, me lo hanno garantito; devo solo telefonare autonomamente a tutti i reparti (non i centralini, ma i reparti) dei vari ospedali d'Italia per sapere dove posso provare. Viaggio ovviamente a mie spese. Oppure andare da qualche privato. Non esiste un servizio che lo fa per il malato. Dicono più probabile nelle grandi città - Bologna, Milano - ma devo trovarmi i numeri e chiedere. Facile. Fine della storia".
La vicenda di Chiantese intanto viaggia veloce, e rimbalza dai social alla ribalta delle cronache. L'attore ne fa una piccola lotta anche per altri pazienti che potrebbero trovarsi nella sua stessa situazione. E aggiorna sugli sviluppi: uno positivo è che "l'ospedale di Campo Staggia ha provveduto ad annullare la prestazione e non dovrò pagare alcun ticket", dice. Ma nel frattempo la ricerca continua, "al momento senza esiti. Nessuno dei posti" segnalati da alcuni utenti social "o raggiunti telefonicamente da me ha un macchinario adatto. Oggi comincio a chiamare in zona Bologna-Modena", scriveva il 19 giugno Chiantese. "Attendo la possibilità di andare a 'provare' un macchinario a Pistoia che non dovrebbe andare bene per me per due centimetri (larghezza spalle) ma andiamo a vedere da vicino se si riesce a trovare una posizione del corpo che consenta di superare il problema. Intanto nessuna risposta dalla Regione, ma sono passati solo due giorni ed insisterò". Ieri, poi, in un altro post, Chiantese ringrazia tutti "per la vicinanza". "L'umore non è dei migliori", ma "si va avanti e si cerca di cambiare anche di poco (perché poco ci vuole) le cose. Sto trovando medici, infermieri e tecnici estremamente gentili e disponibili anche nel dare sostegno a questa piccola lotta. Proviamo a sbloccare questa situazione". Basterebbe, fa notare, "pagare qualcuno o prendere un dipendente di chi gestisce il Cup e tenerlo a telefono per una decina di giorni a raccogliere dati ed informazioni per farne un archivio. Così che il malato non debba farsi carico dell'assurda ricerca. Confesso che mi fa un certo effetto vedere il mio peso messo per iscritto in un articolo e reso pubblico", ma "il nostro corpo è il primo strumento di azione politica che abbiamo. Ed in effetti si può dire che in generale è l'unico strumento che abbiamo".
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