
(Adnkronos) - Il Palazzo dell’Immacolatella sarà il quartier generale di Sport e Salute in vista dell’America’s Cup 2027. È stato presentato a Napoli l’accordo attuativo con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, guidata da Eliseo Cuccaro, alla presenza dei vertici di Sport e Salute: il Presidente Marco Mezzaroma e l’Amministratore Delegato Diego Nepi Molineris. All’incontro hanno partecipato anche Roberto Petri, Presidente di Assoporti, e l’Ammiraglio Ispettore Giuseppe Aulicino, Comandante della Capitaneria di Porto di Napoli e Direttore Marittimo della Campania. Lo storico edificio del porto diventerà un punto di riferimento operativo per accompagnare il percorso verso l’America’s Cup, a partire dalla regata preliminare in programma a Napoli dal 24 al 27 settembre prossimi. Una sede condivisa che unisce sport e cultura del mare nel cuore della città.
In occasione dell’America’s Cup, il piano terra dell’Immacolatella ospiterà mostre ed esposizioni dedicate alla storia marittima di Napoli e all’emigrazione italiana, con un percorso di valorizzazione pensato per cittadini e visitatori da tutto il mondo. Costruito tra il 1743 e il 1747 su progetto di Domenico Antonio Vaccaro per volontà di Carlo III di Borbone, il Palazzo dell’Immacolatella nacque come sede della Deputazione della Salute, l’ente incaricato dei controlli sanitari sulle navi in arrivo nel porto. Con la sua pianta ottagonale e la statua dell’Immacolata, è uno dei simboli del porto storico napoletano. Tra fine Ottocento e inizio Novecento divenne il punto di raccolta degli emigranti verso le Americhe, guadagnandosi il nome di “Casa dei Migranti”. Restaurato nel 2022, oggi è un luogo rinnovato, restituito alla città e aperto a nuove opportunità. Un simbolo storico che guarda al domani: per l’America’s Cup 2027 l’Immacolatella diventerà il ponte tra la grande tradizione marittima della città e la più antica competizione sportiva al mondo.
“L’Immacolatella è un luogo straordinario, simbolo della storia marittima di Napoli e della sua vocazione internazionale -ha sottolineato il presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma-. Scegliere questo spazio come sede di Sport e Salute per l’America’s Cup significa valorizzare un patrimonio della città che guarda al futuro, rafforzando il legame tra Napoli, il mare e lo sport. Ringraziamo il Governo, a partire dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, per la visione e il sostegno che stanno accompagnando questo storico evento. E l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e il Presidente Eliseo Cuccaro per aver condiviso con noi un percorso che valorizza il rapporto tra istituzioni, comunità e territorio. L’America’s Cup è molto più di una competizione sportiva: è un’opportunità per lasciare un’eredità concreta, generando nuove connessioni, crescita e prospettive per l’Italia, Napoli e la Campania. Desidero inoltre rivolgere un ringraziamento al Commissario straordinario Gaetano Manfredi, al Comune di Napoli e alla Regione Campania per la preziosa collaborazione istituzionale e il contributo importante che stanno offrendo alla realizzazione di questo importante progetto. Attraverso l’Immacolatella vogliamo raccontare una storia che nasce dal mare e arriva al futuro, lasciando alla città un patrimonio di partecipazione, identità e nuove opportunità”.

(Adnkronos) - Oggi primo luglio in campo alle 18 Inghilterra e Repubblica Democratica del Congo al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta nel primo dei sedicesimi di finale del mondiale 2026 previsti in giornata. Alle 22 in campo Belgio e Senegal a Seattle e alle 2 di notte Stati Uniti e Bosnia a San Francisco. La sfida tra Inghilterra e Repubblica Democratica del Congo è in diretta tv su Dazn e sull'App di Dazn.
La vincente di questa sfida affronterà agli ottavi di finale il Messico.

(Adnkronos) - Roberto Benigni tornerà in autunno su Rai1 con una prima serata evento dedicata a San Francesco, in occasione dell'ottavo centenario della morte del patrono d'Italia. È quanto apprende l'Adnkronos in merito al palinsesto autunno-inverno 2026, illustrato oggi in Consiglio di Amministrazione e che verrà presentato ufficialmente agli investitori pubblicitari e alla stampa il prossimo 3 luglio ad Ancona.
Tra le novità annunciate per la prossima stagione televisiva, spicca il passaggio di testimone alla guida di 'Far West': dopo i rumors dei giorni scorsi, è stata ufficializzata la presenza di Antonino Monteleone alla conduzione delle nove puntate nella prima serata prevista per il martedì in autunno. Come già anticipato nei giorni scorsi, tra gli highlights del prime time del mercoledì di Rai2 Roberto Inciocchi, che torna protagonista con un nuovo programma di approfondimento informativo, e il ritorno di 'Petrolio' su Rai3 condotto da Duilio Giammaria.

(Adnkronos) - Il sovraffollamento carcerario e le misure per contrastarlo, l'ondata di caldo eccezionale in tutta Europa e gli interventi negli istituti penitenziari, il sequestro disposto dal gip del Tribunale di Firenze di sei sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano: ne parla in un'intervista all'Adnkronos Riccardo Turrini Vita, presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl).
Tra i motivi di allarme in tutta Europa in questi giorni c’e’ il caldo. E, come tutti gli anni, quest’anno ancora di più si pone il tema di come affrontare l’estate nelle carceri. C’e’ un’emergenza di questo tipo negli istituti?
Quando usiamo la parola emergenza noi intendiamo in genere due cose diverse: emergenza in senso etimologico - ciò che appare, emerge e quindi una cosa che prima non era conosciuta o che si voleva ignorare o che non esisteva - emergenza è poi anche utilizzata per indicare un fatto che crea una immediata preoccupazione alla quale bisogna rispondere. Questa è l'accezione in cui parliamo di un'emergenza caldo in Italia, in Europa, nelle carceri. Il fatto è noto e tende a ripetersi e, da un decennio circa, è anche più pesante che nel solito. Certamente nelle carceri l'emergenza è accresciuta dalla calura estiva, dal fatto che è più penoso perché le persone hanno modesti spazi per muoversi, gli istituti sono fatti tutti in cemento e sono storicamente privi di climatizzazione, come per la verità la gran parte degli edifici pubblici. E poi sono molto affollate.
Come si sta intervenendo?
Permettendo la distribuzione di acqua fredda, maggior ariosità attraverso l'apertura dei cosiddetti 'blindi' che non sempre è possibile ma che è sicuramente uno degli strumenti minimali. Poi con la distribuzione di ventilatori, nelle zone più delicate come le infermerie invece da sempre ci sono i climatizzatori. Questo va contemperato con le capacità elettriche del sistema perché ovviamente un attingimento maggiore di elettricità comporta qualche difficoltà. Lo scorso anno abbiamo fatto come Garante una raccomandazione nel senso di accordare tutto quello che era possibile ed è stata rinnovata, in maniera informale, già 2-3 mesi fa. Questo è quello che materialmente si può fare.
E per il futuro?
Nell'ambito del piano di edilizia penitenziaria che il governo ha promosso in questi anni bisognerà pensare anche a un adeguamento delle condizioni edilizie. La scelta di costruire tutto in cemento, come è proprio del tempo nostro, ha aggravato la situazione.
La relazione del Garante è stata inviata al parlamento nei giorni scorsi. Emerge un tasso di affollamento pari al 132% ma i dati sono del 2024 e altri rapporti lo certificano gia’ al 139%. Come commenta queste cifre?
Le percentuali sono una buon elemento di cognizione, ma possono anche essere ingannevoli. Prendiamo i fatti puri e semplici, a fine maggio 2025 l'amministrazione penitenziaria registrava oltre 64.000 detenuti presenti e dichiarava 51.269 posti disponibili. I posti regolamentari hanno un abbattimento in genere fra il 5 e il 10%, perché ci sono lavori, ci sono spostamenti. È evidente che stabilmente lo Stato mette più persone in meno posti: sappiamo che oltre un certo limite c'è una tutela risarcitoria che consegue alle famose vicende della condanna della Corte europea e che a questo si cerca di provvedere appunto con vari strumenti. Il sovraffollamento esiste, è pesante e incide non solo sulla vivibilità, ma anche su tutto ciò che può rendere il percorso della detenzione, un tempo utile per il dopo. C'è una situazione di sovraffollamento che rende più penoso l'attuale momento di grande calura e pone in crisi tutto il sistema penitenziario.
C'è chi, proprio contro il sovraffollamento, invoca la necessità di un provvedimento di amnistia o di indulto. Il governo spesso ha detto che non è disponibile a una misura di questo tipo, ma sta studiando altri interventi, ad esempio puntando sulle misure alternative per i tossicodipendenti. Lei come ritiene si debba affrontare il problema?
Le azioni che ha dichiarato il governo di voler svolgere godono tutte di una nostro apprezzamento. Occorre sicuramente ampliare il numero dei posti disponibili in carcere, perché sistematicamente la popolazione tende ad arrivare a oltre 60mila persone. Quindi l'ideale, poiché occorre avere un margine superiore, sarebbe per la situazione odierna avere 70.000 posti detentivi. Questo però, come per qualunque lavoro pubblico e per le carceri più di altri, richiede dei tempi. Pieno plauso alla recente disposizione che amplia, soprattutto per i soggetti affetti da tossicodipendenza, i termini per l'affidamento in prova o per l'assegnazione a comunità residenziali. E' importante comunque ribadire che il sistema dell'esecuzione penale esterna in Italia ormai è dominante rispetto all'esecuzione detentiva. Due-tre giorni fa avevamo 101.897 persone seguite in pene non detentive, mentre le persone in esecuzione pena in carcere erano 49.300.
Altre criticità?
Esistono positivi disegni di legge ed azioni aministrative per ampliare le capacità detentive, per agevolare l'espiazione della pena in comunità terapeutiche e vanno salutati con favore. Constatiamo un persistente ritardo nella concessione delle liberazioni anticipate e probabilmente, data ormai la consolidata superiorità delle presenze rispetto agli spazi disponibili, dovrebbe essere pensato un provvedimento legislativo che contenga la durata delle pene. L'ideale, il piu rapido strumento tecnico è l'indulto ma se ne possono trovare anche piu' indiretti purché la celerità del procedimento giurisdizionale collegato sia garantita.
E' d'accordo con chi ritiene che la soluzione sia l'indulto o l'amnistia?
Io personalmente - non impegno però tutto il Garante - sono favorevole ad un indulto anche per ambito culturale. Sull'amnistia non mi pronuncio perché è un problema più di processo che di pena quindi esula dalla mia competenza.
Nel rapporto emergono carceri senza adeguata areazione di estate e riscaldamento di inverno, in alcuni casi senza acqua potabile. Come intervenire?
Il Garante constata la violazione e interviene per prevenire, la scelta tecnica con la quale intervenire supera le nostre competenze. Non si può che fare manutenzione. Va detto che la manutenzione ordinaria degli stabilimenti penitenziari, che sono 189 in Italia, è imponente e ha subito nei decenni molte decurtazioni nell'ambito della riduzione generale della spesa pubblica.
Quindi?
Mi sentirei di consigliare di trovare le soluzioni amministrative degli appalti più rapide possibili. Abbiamo avuto esperienze di successo per le ricostruzioni di casi particolari.
Come commenta la notizia del sequestro di alcune sezioni nel carcere di Sollicciano?
Essendo in corso un'indagine, il Garante non può fare commenti nel merito. Possiamo dire che il Garante nel 2024 due volte e nel 2025 io personalmente ha fatto accessi, ha chiesto aggiornamenti sull'ordine dei lavori, ha sollecitato lo sviluppo e l'assegnazione. Personalmente andai nel maggio 2025 e trovai una sezione in cui pioveva dentro: feci un'immediata raccomandazione di chiusura e trasferimento di quei detenuti e in effetti, per una quarantina di persone almeno, si poté fare perché era in via di consegna un'altra sezione. Quanto poi all'idea che, sequestrando una parte del carcere, i detenuti possano andare altrove e star meglio, bisogna capire che si ledono, se le hanno, relazioni col territorio o percorsi. E poi vanno a comprimere altre realtà.
C'è un rischio simile per altri istituti?
Questo non lo posso dire perché riguarda iniziative delle procure della Repubblica. Quando noi abbiamo presenti queste situazioni ovviamente facciamo le nostre raccomandazioni.
Qual è il panorama della rieducazione e formazione lavorativa per il reinserimento dei detenuti?
Mi risulta che erano stati banditi i concorsi per completare la pianta organica degli educatori - dal 2010 funzionario giuridico-pedagogico - e questo serve a permettere un'analisi della personalità e lo sviluppo dei programmi. Il resto dipende molto dall' interazione con la società civile, che è quella dove poi le persone torneranno. Nelle singole strutture esistono molte iniziative, è da vedersi quanta parte della popolazione detenuta in esecuzione pena può essere interessata. Probabilmente il punto più delicato - ma dipende anche dalla infrastruttura penitenziaria che è una struttura di sicurezza - è la possibilità di lavoro che non sia soltanto il lavoro alle dipendenze dell'amministrazione. Questo dipende moltissimo dalla società che c'è fuori: in Lombardia e in Veneto si trovano offerte, in altre regioni se ne trovano molte di meno.
E' un discorso culturale?
Culturale ma che risponde anche al tessuto socio-economico.
Qual è la situazione degli Istituti per i minorenni (Ipm) anche alla luce dell’incremento della popolazione dei minori -specie stranieri -detenuta?
C'è un mutamento dei comportamenti di questi giovani, soprattutto adolescenti ormai preoccupanti anche al di sotto dell'età della imputabilità. Comportamenti molto violenti, al punto che in alcuni casi è stato sollecitato da parte delle stesse procure minorili il trattenimento per queste persone non essendo idonee alle strutture comunitarie generali. C'è poi il problema di quale modello educativo si offre, ma questo è un problema di tutta la società. Il mio pensiero è che in generale, da molti decenni, l'idea della formazione dei minori, dei giovani, non è ancorata al principio di responsabilità individuale e si è pertanto restii a trattare un comportamento negativo come deve essere trattato.
Ciò cosa comporta?
Anche obblighi basilari di un minore negli istituti penali minorili vengano tranquillamente omessi senza che lui ne senta nessuna conseguenza. Questo è un elemento che lo conferma in una scelta di non adeguamento all'ordinamento. La verità è che non abbiamo mai avuto una statistica realistica su quante delle persone che vanno in esecuzione penale minorile, con questi canoni finora utilizzati, si siano poi allontanati dal mondo del crimine.
E perché mancano questi dati?
C'è la riservatezza dei dati sui minori e probabilmente anche perchè non c'è il desiderio di mostrare che quello che passa per un modello ottimo abbia anch'esso le sue falle. Con tutto ciò bisogna comunque ricordare che, come deve essere, nel nostro sistema è estremamente minoritario il ricorso alla detenzione: al 28 giugno c'erano 581 detenuti negli Ipm, nelle comunità 1.154 e se si guardano i minori seguiti dalla giustizia minorile - con misure che si vivono sul territorio anche congiuntamente all'ente locale - erano 16.614.
Cosa ne pensa delle notizie, che si susseguono frequentemente, di ritrovamento e sequestri di droga e cellulari entrati in carcere?
Questo costituisce oggetto di procedimento penale e testimonia una da un lato una continua attività di vigilanza da parte del personale del corpo di polizia penitenziaria e dall'altro le difficoltà di filtrare attraverso tutte le porosità che il nostro sistema penitenziario ha e che non può non avere perché è un sistema aperto alla società. Il fenomeno va ovviamente controllato e represso come tutte le violazioni di legge.
Ci sono state diverse polemiche sulla relazione del Garante al parlamento per il ritardo con cui e’ stata pubblicata e per l’assenza di dati aggiornati. C'è chi ha denunciato poca trasparenza rispetto ai rapporti sulle visite effettuate. Come replica a queste critiche?
Le vicende di questo organo che hanno portato a elaborare la relazione al Parlamento più tardi nel 2024 e a presentarla solo qualche mese fa, sono conosciute. La Relazione, riferita al 2024 è stata integrata dai dati del 2025 e si collega alla più ampia e costante azione di reporting svolta dal Gnpl al termine di ognuna delle attività di sua pertinenza e inviata riservatamente alle amministrazioni competenti. Un tema diverso è la questione sul rapporto fra le visite effettuate e la pubblicazione dei rapporti: noi abbiamo fatto una ricognizione dalla fondazione di quest'organo in poi, facendo notare che in realtà questa prassi c'è sempre stata. Abbiamo molte visite negli istituti che poi non si concludevano con nessuna raccomandazione, nulla da pubblicarsi. Va pure detto che alcune delle visite si concludono con interventi individuali che ovviamente non hanno ragione di essere pubblicati per la stessa riservatezza della questione. Comunque possiamo sperare che vi sia una più rapida emanazione della raccomandazione: il lavoro interno che occorre fare per arrivare a una relazione, a una raccomandazione ben gestita e alla sua pubblicazione non è poco e le risorse qui presenti sono piuttosto poche.
Sono aumentate le competenze del garante anche rispetto al tema immigrazione e ai rimpatri forzati.
Il Garante è incaricato del monitoraggio dei rimpatri forzati e per questo già da alcuni anni ha seguito una serie di progetti 'Fami', con l'ultimo 'Rimpatri forzati e tutela dei diritti', ha curato la formazione di un numero piuttosto elevato di monitor esterni che possono accompagnare i voli aumentando la potenza di monitoraggio al fine di prevenire e verificare che queste operazioni si svolgano nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone espatriate. Questo è il nostro compito, l'organo sta cercando di coprire la totalità dei voli e devo dire che sotto questo profilo il ministero dell'Interno è particolarmente interessato alla nostra presenza, della quale anzi ci è assai grato. (di Sara Di Sciullo)

(Adnkronos) - “La prevenzione vaccinale negli anziani è estremamente importante perché consente, da una parte, di migliorare la qualità della vita e, dall'altra, abbattere i costi del Servizio sanitario nazionale. A livello teorico in Italia abbiamo tutto ciò che è necessario per poter affrontare in maniera positiva e anche scientificamente corretta la prevenzione, ma nella realtà abbiamo una serie di difficoltà”. Lo ha detto Anna Maria Foresi, segretario nazionale Fnp Cisl, in occasione dell’Assise nazionale sulla prevenzione delle malattie infettive nell’Anziano, tenutasi a Roma a Palazzo Baldassini, su iniziativa di HappyAgeing - Alleanza italiana per l'invecchiamento attivo.
Oltre al fatto che "il tema viene trattato a livello regionale, determinando forti disomogeneità - ha spiegato Foresi - c'è un altro aspetto legato alla percezione che le persone hanno della prevenzione, ossia l’esitazione vaccinale: alcune persone si sentono in difficoltà ad affrontare i vaccini, per paura, per disaffezione verso l'istituzione o perché non riescono a percepire il rischio vero di non vaccinarsi. In questo gioca un ruolo la disinformazione che passa attraverso i social”.
“Dovremmo quindi intervenire su tre livelli: della salute, sociale e culturale - ha elencato - Un passo importante è poi quello di tener conto delle disuguaglianze sociali ed economiche, fattori che possono determinare una disaffezione verso la prevenzione vaccinale. Noi, come sindacato dei pensionati della Cisl ci siamo mossi attraverso la Carovana della salute, con la quale giriamo le città, dal momento che siamo fortemente radicati nel territorio, e aiutiamo gli anziani attraverso visite gratuite e momenti informativi. Questo - ha concluso - sta generando la consapevolezza che porta ad avere fiducia nel Sistema sanitario nazionale. HappyAgeing è per noi straordinariamente utile e continueremo sicuramente a lavorare con loro”.

(Adnkronos) - Le istituzioni regionali possono contribuire a migliorare le performance del sistema sanitario “prendendo atto che abbiamo una popolazione sempre più anziana e complessa, e tentando di lavorare sul territorio tramite le Case di comunità, gli ospedali di comunità e gli hospice, per evitare che i pazienti vadano in ospedale. Infatti, è necessario gestire la cronicità fuori dallo stesso e portare all’interno solo le acuzie”. Così Giancarlo Ruscitti, direttore generale Sanità e sociale della Regione Veneto, intervenendo alla presentazione, oggi a Roma, del XIV Rapporto sulle performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato dal Crea Sanità - Centro per la ricerca economica applicata. Il rapporto offre una fotografia dettagliata sulle Performance a livello regionale in tema di opportunità di tutela della Salute.
“La nostra Regione - continua Ruscitti - ha sempre avuto due pilastri: la sanità e il sociale, intersecati dalla stessa struttura tecnica. Questo ci consente di lavorare insieme a colleghi che hanno estrazioni professionali diverse, e poter ‘aggredire’ le nuove patologie e le nuove esigenze che hanno i veneti, dalla montagna al Delta del Po”, conclude.

(Adnkronos) - "Sono circa cinque anni che, con Antonio Magi", presidente dell'Ordine dei medici di Roma, "facciamo consigli direttivi congiunti. Le proposte che insieme abbiamo avanzato alla Regione Lazio si sono trasformate in una delibera di giunta, perché crediamo nella prevenzione e, soprattutto, nella proattività”. Così Maurizio Zega, presidente dell’Ordine degli Infermieri di Roma, partecipando alla presentazione del progetto ‘Un consiglio in salute’, promosso dal Consiglio regionale del Lazio in occasione del Rally di Roma Capitale, in programma dal 3 al 5 luglio.
“Il futuro sarà nella proattività, cioè nell’anticipare il danno clinico - ha spiegato Zega - Io so che un paziente con uno scompenso cardiaco tornerà in ospedale, ma meglio lo gestisco sul territorio, più tardi quel paziente vi tornerà. C’è quindi una vera e propria trasformazione nella visione del percorso del paziente: se fino ad oggi è stato lineare - salute, malattia, cura, ritorno in società - con l’invecchiamento della popolazione, il quadro cambia. Dobbiamo quindi immaginare non più un percorso lineare, ma circolare, di ritorno all’ospedale, il cui diametro sarà rappresentato dal lavoro congiunto dello specialista clinico e dell’infermiere che lo assiste. In estrema sintesi - ha concluso - quello che proponiamo è la riproposizione sul territorio di quanto già avviene in ospedale: un’insufficienza cardiaca stabilizzata in ospedale, una volta riportata sul territorio, deve ricevere la stessa identica risposta, sia dal punto di vista assistenziale che clinico”.

(Adnkronos) - La sindrome di Rett resta una delle malattie neurologiche rare più complesse e meno conosciute, ma anche una delle condizioni che richiedono con maggiore urgenza un approccio integrato tra ricerca, assistenza e politiche sanitarie. È quanto emerso dal digital talk ‘Sindrome di Rett: bisogni, prospettive e priorità emergenti dall’Europa all’Italia’, promosso da Adnkronos in collaborazione con Acadia, che ha riunito clinici, associazioni di pazienti e comunità scientifica per fare il punto su criticità e prospettive. Al centro del confronto - disponibile sui canali web e social di Adnkronos - i contenuti del Libro Bianco europeo sulla sindrome di Rett, presentato al Parlamento europeo con il contributo di esperti e associazioni. Il documento individua le principali priorità per migliorare diagnosi, presa in carico, ricerca e accesso alle cure, evidenziando criticità come la scarsa conoscenza della malattia, la disomogeneità dei centri di riferimento e la necessità di percorsi assistenziali continui lungo tutto l’arco della vita.
La sindrome di Rett interessa prevalentemente il sesso femminile e in Italia coinvolge circa 1.500-2.000 bambine e donne. È una patologia genetica rara caratterizzata da bisogni assistenziali complessi e da una compromissione progressiva delle funzioni neurologiche e motorie. Le pazienti vengono spesso definite ‘le bimbe dagli occhi belli’ per la capacità di comunicare emozioni attraverso lo sguardo, anche in presenza di gravi difficoltà motorie e comunicative.
Sul fronte assistenziale, l’Italia presenta una rete di centri di riferimento relativamente strutturata, ma con forte disomogeneità territoriale. “Come per altre malattie rare, esistono centri individuati a livello regionale e riconosciuti istituzionalmente, con competenze specifiche sia nella diagnosi sia nel follow-up dei pazienti”, spiega Aglaia Vignoli, professore associato di Neuropsichiatria infantile dell'Università Statale di Milano, direttore del dipartimento di Neuropsichiatria infantile Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano. “Tuttavia, la loro distribuzione sul territorio resta disomogenea”. I centri sono concentrati soprattutto al Nord, con minore presenza nel Centro-Sud, costringendo molte famiglie a spostamenti complessi”. La patologia si manifesta nei primi anni di vita e richiede una presa in carico multidisciplinare. “I primi sintomi compaiono nel primo anno di vita e il quadro clinico si manifesta pienamente entro i primi 2-3 anni”, chiarisce Vignoli. Oggi le terapie sono soprattutto sintomatiche, ma la ricerca sta esplorando approcci innovativi capaci di agire anche sui meccanismi biologici della malattia.
Un nodo centrale riguarda l’evoluzione dei bisogni nel tempo. “Nei primi anni assumono rilievo sonno, epilessia e nutrizione; successivamente diventano centrali la componente motoria e la deambulazione”, precisa Giulia Prato, neuropsichiatra Uoc Neuropsichiatria infantile Istituto Giannina Gaslini, Genova. La malattia richiede quindi un’équipe multidisciplinare e percorsi di cura flessibili. Critico anche il passaggio all’età adulta, dove la continuità assistenziale spesso si interrompe: “Servirebbero percorsi strutturati di transizione programmata”, sottolinea Prato. Tre le priorità indicate dall’esperta: rafforzare le competenze cliniche, migliorare l’organizzazione dei percorsi territoriali e sostenere le famiglie e i caregiver, spesso sottoposti a un carico assistenziale elevato.
Le associazioni che hanno partecipato hanno evidenziato l’importanza di fornire supporto alle famiglie, ma anche all’evoluzione dei trattamenti. Per Salvatore Franzè, residente Pro Rett Ricerca ente filantropico, “la ricerca rappresenta la strada per cambiare il futuro delle nostre figlie. Studi preclinici hanno mostrato la possibile reversibilità di alcuni aspetti della sindrome nei modelli animali, aprendo nuove prospettive terapeutiche”.
Cristiana Mantovani, presidente di AIRett, ha ricordato l’impegno dell’associazione nel sostegno alla ricerca applicata e nello sviluppo di progetti finalizzati a “migliorare la quotidianità delle persone con sindrome di Rett, compresi strumenti innovativi per la comunicazione”. Simona Piccolo, presidente di ConRett Ets, ha invece sottolineato il valore delle associazioni nell’accompagnare le famiglie lungo tutto il percorso della malattia. “Le associazioni - evidenzia - sono ponti verso la ricerca, verso le nuove frontiere terapeutiche e verso i centri competenti per la presa in carico”. Infine, Adriana Russo, presidente di Noi Insieme Rett, ha richiamato l’attenzione sulla complessità della vita quotidiana delle famiglie e sulla necessità di costruire percorsi assistenziali che accompagnino le persone con sindrome di Rett lungo tutto l’arco della vita. In particolare, nella transizione all’età adulta, che resta una delle fasi più delicate e meno strutturate del percorso assistenziale.

(Adnkronos) - "Welfare Index PMI compie 10 anni. Dieci anni in cui questo progetto è diventato molto più di una ricerca. Dal 2016, anno del suo lancio da parte di Generali, a oggi è lo specchio dell'Italia che cambia, dell’Italia che innova e che sa stare al passo con i tempi. Un'Italia in cui le piccole e medie imprese, grazie anche a uno strumento come questo, hanno compreso una verità fondamentale: il welfare non è un costo. È un investimento. Un investimento sulle persone. E oggi investire sulle persone non è soltanto una scelta etica. È una scelta strategica che alimenta la fiducia collettiva, migliora la qualità della vita e, con esse, rafforza anche la produttività e la crescita economica. Perché il capitale più importante di ogni impresa non è finanziario. È il capitale umano". Lo ha detto la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati, intervenendo alla presentazione del Welfare Index PMI di Generali, in corso a Roma.
"Welfare Index PMI non si è limitato a misurare il cambiamento e a fotografare la realtà esistente. Ha contribuito a produrlo. Attraverso il confronto tra le imprese e il valore reputazionale associato ai risultati raggiunti, ha promosso una competizione virtuosa che ha spinto molte aziende a investire di più nel benessere dei propri lavoratori. E come confermano i dati, le imprese che investono in questo ambito sono anche quelle più capaci di innovare, di attrarre talenti, di trattenere i cervelli e di competere sui mercati globali. È lo stesso Rapporto Welfare Index PMI 2024 a dirlo: le aziende con un welfare più evoluto registrano tassi di crescita del fatturato pari al 46,5%, significativamente superiori a quelli delle imprese che investono meno nel benessere dei propri lavoratori", ha detto la ministra per le Riforme.
"Le imprese più forti, dunque, sono quelle che mettono al centro la persona. Oggi i giovani, ad esempio, non scelgono un'impresa soltanto in base alla retribuzione. Guardano alla qualità del lavoro, alle opportunità di crescita, all'equilibrio tra vita e lavoro, ai servizi e ai benefit offerti. In sintesi: guardano al progetto di vita legato a un posto di lavoro. Per attrarre e trattenere i talenti non bastano più gli stipendi. Servono imprese che investano sulla persona prima ancora che sul lavoratore. Imprese capaci di guardare ai bisogni e alle aspirazioni dei propri dipendenti, non soltanto alla loro produttività. Il welfare, dunque, fa bene ai lavoratori, ma fa bene anche alle imprese".
"L'eccesso di burocrazia costa oggi al nostro Paese 225 miliardi di euro l'anno. Per le sole PMI il costo è stimato in 80 miliardi. È un peso che non possiamo più permetterci. Per questo -ha sottolineato- abbiamo introdotto la legge annuale di semplificazione, entrata in vigore lo scorso novembre, che consente di contrastare in modo strutturale la proliferazione normativa e affida al Governo dieci deleghe per la realizzazione di Testi Unici nei settori strategici. La prossima legge annuale sarà dedicata in particolare alla riduzione del carico burocratico e al miglioramento del rapporto tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione. Perché semplificare non è un esercizio amministrativo. È una leva di crescita. Ed è una leva a costo zero".

(Adnkronos) - È stato sottoscritto oggi il Protocollo d’intesa tra il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Matteo Maria Zuppi, per promuovere la realizzazione e la riqualificazione di spazi dedicati allo sport negli oratori situati nelle aree urbane caratterizzate da maggiori fragilità sociali e educative. A seguito dell’assegnazione di 50 milioni di euro a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027 destinati agli oratori, con questa intesa si vogliono definire le modalità di cooperazione per la realizzazione di questi spazi. Le risorse, infatti, saranno impiegate per la realizzazione di nuovi playground, la riqualificazione di impianti sportivi esistenti e l’allestimento di spazi polifunzionali destinati alle attività sportive, ludiche e ricreative all’interno degli oratori ubicati nelle aree più svantaggiate. I beneficiari contribuiranno con una quota minima di cofinanziamento pari al 15%.
L’intesa rafforza, quindi, la collaborazione tra le istituzioni con l’obiettivo di valorizzare gli oratori quali presìdi educativi, sociali e aggregativi, riconoscendone il ruolo strategico nel contrasto alla dispersione scolastica, alla povertà educativa e al disagio giovanile, attraverso la promozione della pratica sportiva e dei corretti stili di vita. Il Protocollo prevede inoltre l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente tra gli uffici del Ministro per lo Sport e i Giovani e la CEI, con il compito di coordinare, monitorare e accompagnare l’attuazione degli interventi, favorendo lo scambio di competenze e buone pratiche.
Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha commentato che “con questo Protocollo, per il quale ringrazio il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Matteo Zuppi, rispettiamo un altro impegno che il Governo ha assunto per contribuire al consolidamento del modello sportivo italiano, riaffermando la centralità degli oratori, autentici presìdi educativi, sociali e di comunità. Per la prima volta nella storia repubblicana destiniamo risorse così significative a questo patrimonio della nostra Nazione: ai 19,5 milioni di euro nel quadriennio (2025-2028) per sostenere le attività sportive e valorizzare la funzione educativa degli oratori, affianchiamo altri 50 milioni in un bando che verrà pubblicato entro il prossimo mese, per realizzare e riqualificare spazi sportivi nelle aree più fragili. Investire negli oratori significa investire nei bambini, negli adolescenti e nei giovani, offrendo loro luoghi sicuri e gratuiti dove crescere attraverso lo sport, costruendo relazioni e alimentando il senso di comunità. Insieme alla Conferenza Episcopale e alla rete delle Diocesi trasformiamo il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dello sport, riconosciuto dalla nostra Costituzione, in opportunità concrete per il presente e il futuro delle giovani generazioni e per la coesione nei territori”.
“La firma di questa intesa rappresenta un ulteriore segno di attenzione verso i giovani, in particolare quelli più esposti al disagio. Investire negli impianti sportivi degli oratori, soprattutto nelle periferie, significa offrire nuove e reali opportunità di crescita e contribuire a ricucire le fratture delle nostre città, nel solco di un impegno continuo delle nostre comunità ecclesiali. L’accordo esprime una collaborazione tra Chiesa e istituzioni, nel rispetto del principio di sussidiarietà e nella valorizzazione della rete degli oratori come presìdi educativi e di legalità. Insieme si promuovono spazi di incontro e di futuro, capaci di generare speranza e inclusione per le nuove generazioni. In questi mesi estivi è ancora più evidente quanto siano importanti questi luoghi, sostenuti da parroci, educatori, animatori, associazioni sportive, senza dimenticare i doposcuola. A tutti loro un sentito ringraziamento”, ha sottolineato il Cardinale Zuppi.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno del Governo per promuovere lo sport come strumento di inclusione, crescita personale e coesione sociale, riconoscendo negli oratori un punto di riferimento fondamentale per le comunità, in particolare nei contesti più vulnerabili.

(Adnkronos) - “Le vaccinazioni nell'adulto over 60 rappresentano un aspetto strategico per il nostro Paese e per il nostro sistema sanitario nazionale, perché vaccinare significa far vivere in salute più a lungo”. Così Caterina Rizzo, professoressa di Igiene generale e applicata all’Università degli studi di Pisa, intervenendo all’Assise nazionale sulla prevenzione delle malattie infettive nell’Anziano, organizzata a Roma, presso Palazzo Baldassini, su iniziativa di HappyAgeing - Alleanza italiana per l'invecchiamento attivo.
“Mi riferisco - prosegue Rizzo - sia ad alcuni vaccini che sono già inseriti all'interno del calendario vaccinale per l'adulto, come quelli stagionali contro l’influenza, il Covid-19 e lo pneumococco, che possono determinare complicanze e sovrainfezioni, e ad altri che sono disponibili in commercio ma non ancora inseriti nel calendario vaccinale. Anche durante l’estate, con il caldo, possono esserci riacutizzazioni di queste malattie”, che possono aggravarsi e “causare polmoniti. Inoltre, durante queste ondate di calore spesso” possono manifestarsi “anche altre tipologie di malattie, come il fuoco di Sant'Antonio, causato dal virus dell'Herpes zoster. È quindi importante proteggersi per affrontare tutte le stagioni, poiché ciascuna può determinare delle criticità per le persone anziane”.
“È importantissimo mettere in evidenza il ruolo di questi vaccini - aggiunge l'esperta - Dagli studi della letteratura scientifica internazionale emerge chiaramente come questi determinino valore nella popolazione anziana. E questo valore si esprime non soltanto nel risparmio di ospedalizzazioni e nella riduzione della mortalità per le patologie prevenibili da vaccino, ma anche attraverso il loro valore sociale - conclude - perché permettono di vivere in salute più a lungo”.

(Adnkronos) - Philip Morris International ha annunciato che la Food and Drug Administration (Fda) statunitense ha autorizzato 20 varianti delle bustine di nicotina Zyn come Prodotto del tabacco a rischio modificato (Mrtp). Si tratta - informa una nota - dei primi provvedimenti Mrtp concessi per la categoria delle bustine di nicotina, che consentono al Gruppo di commercializzare, per i prodotti Zyn autorizzati, con la seguente affermazione: 'Utilizzare Zyn, invece delle sigarette, comporta un rischio inferiore di cancro orale, malattie cardiache, cancro ai polmoni, ictus, enfisema e bronchite cronica'.
“La decisione della Fda rappresenta un momento importante per gli oltre 45 milioni di consumatori di nicotina in età legale negli Stati Uniti - ha dichiarato Stacey Kennedy, Ceo di Pmi Us - La notizia di oggi garantisce che questi adulti abbiano accesso a informazioni accurate e basate sulla scienza, inclusa l’evidenza autorizzata da Fda secondo cui il passaggio dalle sigarette a Zyn riduce il rischio di malattie legate al fumo, come le malattie cardiache e il cancro ai polmoni. Più in generale - ha aggiunto - questa decisione rafforza l’approccio scientifico dell’Agenzia sulla valutazione dei prodotti e sulla comunicazione trasparente dei risultati”.
Il provvedimento di Fda evidenzia un netto contrasto - si legge nella nota - Negli Stati Uniti, prima di essere autorizzati i prodotti a base di nicotina sono sottoposti a un’approfondita revisione scientifica, mentre in molti Paesi i decisori politici optano per divieti anziché per un’attenta valutazione. Nel gennaio 2025, Zyn è stato il primo brand di bustine di nicotina autorizzato alla vendita negli Stati Uniti a seguito di una rigorosa valutazione scientifica. Con la decisione odierna, Pmi detiene autorizzazioni Mrtp per Zyn per alcune versioni dei dispositivi Iqos e per i loro appositi stick di tabacco, e per 8 varianti dello snus General.

(Adnkronos) - inquanta membri del Parlamento europeo hanno inviato ieri una lettera alla Fifa chiedendo l’apertura di un’indagine sul presidente Gianni Infantino per “le decisioni di introdurre un Premio per la Pace Fifa annuale e poi di assegnare il premio al presidente statunitense Donald Trump”. La lettera è indirizzata a Infantino stesso e al Consiglio Fifa, il principale organo decisionale dell’organizzazione.
L’iniziativa, guidata dall’eurodeputato irlandese Barry Andrews, del gruppo Renew Europe, insieme a Lara Wolters dei Paesi Bassi e Niels Fuglsang della Danimarca, entrambi socialdemocratici, sollecita un’indagine “a fondo” e “con la massima rapidità e sincerità” da parte del Comitato Etico della Fifa.
Dubbi sulla neutralità politica
Il riconoscimento per la Pace era stato annunciato nel novembre 2025 e consegnato da Infantino a Trump il successivo 5 dicembre, durante il sorteggio dei Mondiali a Washington. Secondo gli eurodeputati, l’assegnazione ha sollevato dubbi sulla neutralità politica della federazione calcistica, soprattutto alla luce dei rapporti pubblici tra Infantino e il presidente degli Stati Uniti.
Ma la richiesta riguarda anche il processo decisionale che ha portato, a monte, all’istituzione del riconoscimento, perché non è chiaro se il Consiglio Fifa sia stato adeguatamente informato o coinvolto prima della creazione del Premio, né sono chiari i criteri dell’assegnazione, né, in definitiva, se sia stata un’iniziativa unilaterale di Infantino.
Secondo gli eurodeputati firmatari della lettera, le dichiarazioni e il comportamento del presidente della Fifa rischiano di entrare in contrasto con lo statuto della Federazione, che ne stabilisce “la neutralità in materia politica e religiosa”, obbligo che riguarda anche i dirigenti e che prevede sanzioni.
La lettera descrive i Mondiali del 2026 come un torneo già segnato da diverse controversie, dai prezzi elevati dei biglietti e dai problemi legati ai visti. E afferma che la consegna del primo Fifa Peace Prize a Trump ne rappresenta “forse l’evento più preoccupante“.
Il reclamo della ong FairSquare
Già tre giorni dopo la consegna del Premio, l’8 dicembre 2025, l’ong per i diritti umani FairSquare aveva presentato un reclamo al Comitato etico della Fifa. Nel reclamo, che la lettera firmata dagli eurodeputati sostiene, si afferma che Infantino abbia “ripetutamente” violato le norme della Federazione sulla neutralità politica e si chiede di procedere a un’indagine per violazione del codice etico.
FairSquare contesta in particolare quattro dichiarazioni pubbliche del presidente Fifa a favore del tycoon. Tra queste, un’intervista all’American Business Forum di Miami, nel novembre 2025, in cui Infantino aveva affermato di considerare il capo della Casa Bianca “un amico davvero stretto” e si era detto “a volte sorpreso di leggere alcuni commenti negativi” sul suo conto. Per poi aggiungere che “dovremmo tutti sostenere ciò che Trump sta facendo” negli Stati Uniti, e che il tycoon stava andando “piuttosto bene”. Affermazioni che, secondo l’ong, rivelano come il dirigente abbia “assunto una posizione politica molto chiara, in violazione del suo dovere di rimanere politicamente neutrale”.
“Mancanza di neutralità getta discredito sulla Fifa e sui Mondiali”
Il reclamo di FairSquare richiama anche episodi successivi alla consegna del premio. In particolare, l’accordo firmato nel febbraio 2026 tra la Fifa e il ‘Board of Peace‘, l”Onu alternativa’ promossa da Trump. L’intesa prevede che la Fifa lavori per “cercare attivamente investimenti da leader e istituzioni internazionali che sfruttino il potere del calcio per sostenere la ripresa, la stabilità e lo sviluppo a lungo termine nelle regioni colpite da conflitti”.
Ma secondo FairSquare non vi sono riscontri di un’approvazione formale da parte del Consiglio Fifa di una tale intesa. L’ong cita inoltre un video pubblicato da Infantino su Instagram durante la riunione inaugurale del Board of Peace, in cui il presidente della Fifa compare con un cappellino rosso con la scritta ‘Usa’ e i numeri ’45-47′, ovvero le due presidenze di Trump.
Allo stesso modo, l’ong ritiene che Infantino non abbia informato il Consiglio Fifa prima di creare il Premio per la Pace, premio che secondo i critici doveva servire a ingraziarsi il capo della Casa Bianca, che era appena rimasto a bocca asciutta del Premio Nobel che tanto desiderava.
“Quando il presidente della Fifa favorisce un presidente rispetto a un altro, questo porta la Fifa e l’intero torneo in discredito”, sottolinea la lettera degli eurodeputati, aggiungendo che, con l’attenzione internazionale puntata sulla Federazione e su Infantino durante l’estate dei Mondiali, un’indagine approfondita rappresenterebbe “un’opportunità”, per l’organizzazione calcistica, “di dimostrare il proprio impegno verso la neutralità politica, la trasparenza e la responsabilità”.

E' operativo di oggi il nuovo collegamento aereo operato da Wizz
Air fra Alghero e l'aeroporto Marco Polo di Venezia. La nuova
rotta, attiva dall'1 luglio al 4 settembre prossimo, è servita tre
volte la settimana, ogni lunedì, mercoledì e venerdì.
Salgono così a 11 le destinazioni operate da
Wizz Air dal Nord Sardegna nell'estate 2026: otto sono i voli su
Alghero (Budapest, Bucarest, Sofia, Belgrado, Varsavia Modlin,
Tirana, VEnezia e Skopje) e tre su Olbia (MIlano Malpensa, Roma
Ciampino e Varsavia Chopin).
Nel complesso, il vettore mette a disposizione
oltre 439 mila posti nella stagione 2026, con un incremento, nello
scalo di Alghero, del 253% rispetto all'estate precedente. Wizz Air
consolida così la sua posizione come terza compagnia aerea
dell'aeroporto Riviera del Corallo.
"L'investimento della compagnia Wizz Air sullo
scalo di Alghero continua a produrre risultati concreti, con
un'offerta di collegamenti sempre più ampia e competitiva che
contribuisce alla crescita dell'attrattività del territorio del
Nord Sardegna producendo, inoltre, una positiva diversificazione
del network", dichiara Silvio Pippobello, ad degli aeroporti del
Nord Sardegna.
"L'avvio del nuovo collegamento tra Alghero e
Venezia conferma l'estrema importanza della Sardegna nella
strategia di crescita di Wizz Air in Italia", sottolinea Salvatore
Gabriele Imperiale, corporate communications manager Wizz Air. "A
pochi giorni dal lancio della rotta per Tirana da Alghero,
continuiamo a investire su un territorio dal forte potenziale
turistico ed economico, offrendo ai passeggeri sardi più
opportunità di viaggio a tariffe accessibili e contribuendo allo
sviluppo della connettività dell'isola".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Da non perdere...
prevPageLabel nextPageLabel
Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Il Pantheon si trova ad Atene, Ungaretti è nato a Recanati, Verga ha scritto la Coscienza di Zeno: non sono allucinazioni di intelligenze artificiali ma prodotti di intelligenze umane (sempre nostrane) alle prese con l’atto finale del loro percorso di studi. Ma la colpa non è dell’Ia, con cui oltre la metà dei maturandi - secondo i dati di Skuola.net - quest’anno ha fatto coppia fissa come partner di studio, visto che la 'fabbrica degli sfondoni' era operativa anche una decina di anni fa. Il 2026 non fa eccezione. L’Osservatorio Strafalcioni Maturità di Skuola.net è tornato, alimentato da delazioni e persino auto-denunce dei diretti interessati, con tanto di post su TikTok, per alimentare un bestiario, suddiviso per materie, degno delle risposte allucinate e allucinanti di Emma, l’Ia italiana divenuta un meme solo qualche giorno fa.
Iniziamo col botto sul fronte degli autori classici, dove i rimescolamenti anagrafici e lessicali dominano la scena. Su Luigi Pirandello, ad esempio, si sono consumati vari drammi riguardo l'identità dei suoi personaggi. Il povero Vitangelo Moscarda (protagonista del romanzo 'Uno, nessuno e centomila'), per dirne una, è stato ribattezzato Vitangelo Mostarda. Mentre per l'antieroe Mattia Pascal (al centro de 'Il fu Mattia Pascal') l'evoluzione è stata molteplice: c'è chi lo ha trasformato ne Il Fu Mattia Pasquale, chi lo ha omaggiato musicalmente chiamandolo Il Fu Mattia Bazar (come il celebre gruppo) e chi, proiettato verso le serie TV, ha parlato di Pedro Pascal (attore, tra gli altri, di 'Narcos', 'Il Trono di Spade', 'The Last of Us').
Non è andata meglio a Giovanni Pascoli, la cui soave poetica del "Fanciullino" è stata declassata a 'fanciullaggine' e la cui celebre lirica 'X Agosto' è stata letta brutalmente come 'Ics Agosto'. Addirittura, poi, la sua nota poetica dell'assiuolo ha scatenato il panico in commissione, dopo essere diventata la 'poetica dell'uccello'. Sul fronte dei Promessi Sposi - altro pilastro del programma di Italiano - la situazione è degenerata. L'autore per qualcuno sarebbe Alberto Manzoni (un mix letale con Alberto Angela?), ma soprattutto il Manzoni (Alessandro) è stato ricordato come 'quello che canta L'Essenziale', confondendolo (forse giocosamente) con Marco Mengoni. E i suoi personaggi? Don Rodrigo è stato descritto come un prete che vuole farsi Lucia, mentre la povera Lucia si è ritrovata catapultata a fare la protagonista della Divina Commedia. E se Giovanni Verga è stato definito un fiero 'Espositore del Verismo' (invece di esponente), la sua celebre opera 'La Lupa' è stata interpretata da un maturando calciofilo in preda all'ansia come un brano legato alla squadra della Roma. Mentre per qualcuno lo stesso scrittore siciliano avrebbe creato 'La Coscienza di Zeno' (che però è di Svevo). Italo Svevo che, invece, per l'occasione è diventato - per assonanza del cognome - di origini svedesi e, come se non bastasse, gli sono state appioppate le paternità de 'La Ginestra' (celebre testamento poetico di Giacomo Leopardi) e de 'Le ultime lettere di Jacopo Ortis' (capolavoro di Ugo Foscolo). Nel frattempo, Leopardi si è consolato con quello studente che gli ha regalato sia il '5 maggio' (di Manzoni) che 'Il fanciullino' (di Pascoli). Passando ai poeti più moderni, Giuseppe Ungaretti ha perso i natali africani - nacque ad Alessandria d’Egitto - per rinascere comodamente a Bologna o a Recanati. Mentre Eugenio Montale è stato definito 'genoano' (cioè tifoso della squadra di calcio del Genoa) anziché genovese (ma nulla esclude che lo fosse, volendo essere onesti e clementi).
Non poteva certo mancare il classico dei classici: quel Gabriele D'Annunzio fedele al suo ruolo di "estetista". A questo punto chissà se davvero, tra un'opera e l'altra, il Vate non si dedicasse a fare cerette e a sistemare sopracciglia ad ala di gabbiano. Mentre il suo alter ego Andrea Sperelli (protagonista de 'Il Piacere') è diventato uno 'stupefacente' Andrea Spinello. A chiudere il cerchio letterario, ecco pure degli svarioni sull'attualità delle tracce ministeriali di quest'anno, poi riprese durante gli orali: lo scrittore siciliano Vitaliano Brancati - presente tra gli spunti di analisi del testo - è stato storpiato in Brancale (con la mente rivolta, forse, alla celebre cantante Serena Brancale e alla sua hit estiva 'Al mio paese'). Mentre Cesare Pavese è diventato magicamente Pavesi (quelli dei famosi biscotti). Meraviglioso, infine, l'impegno teatrale di un candidato che, invitato ad analizzare il romanzo 'Con gli occhi chiusi' di Federigo Tozzi, ha iniziato a esporre parlando fisicamente a palpebre serrate. Mentre, per quanto riguarda la narrativa straniera, Mr. Hyde e Dr. Jekyll per uno studente erano 'amici'.
Anche il revisionismo storico raramente è stato così audace. Partendo dal Risorgimento e dal processo di unificazione dell'Italia, le Leggi Siccardi - i celebri provvedimenti che nel 1850 abolirono i privilegi del clero nel Regno sabaudo - sono state ribattezzate 'Leggi Siffredi', dando un taglio decisamente hard alla storia del nostro Paese. Al Comando Supremo delle Forze Armate durante la Seconda Guerra Mondiale, invece, non ci sarebbe il Generale Badoglio bensì il Generale 'Campidoglio'. Facendo un salto indietro, la Guerra dei 7 anni - il primo grande conflitto globale che nel XVIII secolo vide contrapposte le principali potenze europee - si è trasformata magicamente nella Guerra dei 7 nani (che probabilmente partivano all’assalto al grido: Ehi-Hooooo!). La memoria ha vacillato spesso anche sull'Educazione Civica: Giuseppe Saragat è stato indicato più volte come primo presidente della Repubblica, quando in realtà fu Presidente dell’Assemblea Costituente e, poi, quinto Capo dello Stato (forse gli studenti si sono lasciati fuorviare dalla traccia di prima prova su di lui). Mentre Antonio Salandra, Primo Ministro a inizio ‘900, è diventato Antonio Salamandra.
Oggi, invece, per qualcuno l'Italia sarebbe una Repubblica democratica 'fondata sulla Costituzione' (un cortocircuito logico bellissimo, al posto del 'lavoro'). Mentre per un altro studente da noi vige ancora la Monarchia: ne discende che Sergio Mattarella sia il Re (Sergio I, però, suonerebbe bene). Sempre all'interno della Carta Costituzionale, secondo una diplomanda, ci sarebbero nientemeno che i 10 comandamenti. E per un’altra ragazza le leggi sarebbero approvate dalla 'Camera dei Detenuti' (anziché dei Deputati: lapsus o provocazione?). Infine, se vi state chiedendo cosa significhi PD, la risposta è semplice: Partito Destro. L'epoca dei totalitarismi, invece, si tinge di scenari distopici. Da una parte lo scambio di ruoli in cui Hitler guidò le Camicie Nere mentre Mussolini era a capo del Terzo Reich; dall'altra un capolavoro assoluto in salsa gaming, secondo cui Hitler è l’autore del 'Minecraft' (con il famoso gioco dei 'cubi pixelati' confuso col tragico Mein Kampf). Restando in tema totalitarismi, c’è pure chi ha detto che lo stesso Mussolini si scontrò con le Brigate Rosse. E che a guidare la Rivoluzione Russa fu Stalin (e non Lenin).
A dimostrazione che l'ansia colpisce a 360 gradi, le 'divagazioni' hanno intaccato anche il resto del programma. In Scienze, la nostra Astro-Samantha Cristoforetti è stata insignita di un titolo di cui non andare proprio fieri: per un maturando, infatti, è stata la prima donna capitano dell'ISIS, l’oscura organizzazione terroristica, anziché della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Sempre in ambito scientifico, abbiamo poi scoperto che la forma della Terra non è geoidale, bensì è un rombo. In geografia, invece, alcune capitali d’Europa hanno subito un pesante restyling: un candidato ha raccontato ampiamente del viaggio di istruzione in Grecia, con la visita al Pantheon di Atene (al posto dell'Acropoli, spostando un po’ più ad Est il tempio romano), mentre si è scoperto che a Parigi non si passeggia sui larghi boulevard, ma tra i 'bungalow'. Anche in storia dell'arte non sono mancati i colpi di scena. Partiamo dalle origini di Leonardo Da Vinci: per una diplomanda in realtà proveniva da Vicenza, ma per comodità la gente abbreviava in 'Vinci' e il nome gli è poi rimasto attaccato addosso. Restando nel Rinascimento, uno studente ha rivelato che La Venere de 'La Primavera' di Botticelli è chiaramente incinta. Sulle discipline artistiche, però, il momento clou è stato quello durante il quale il commissario ha chiesto di nominare un importante pittore spagnolo, suggerendo: 'Se le dico Pablo...?'. Il candidato, senza esitare, ha detto: 'Escobar' anziché Picasso. E ancora in un orale il professore chiede un pittore astrattista: il candidato spara Van Gogh; l'insegnante fa 'no' con la testa per suggerirgli di cambiare... e lui ribatte fiero: 'Gauguin!'. A sigillare questa indimenticabile Maturità 2026, infine, l'aforisma musicale perfetto per la prova d'inglese: 'E come disse Neil Armstrong: What a wonderful world!'. Peccato che Neil sia l'astronauta che passeggiò sulla Luna, mentre a scrivere questa iconica frase fu Louis Armstrong, leggendario trombettista jazz.

(Adnkronos) - “La nostra percezione è che oggi il sistema si regge sui professionisti sanitari. Tutte le situazioni di complessità legate alla carenza di risorse umane, ma anche economiche, di fatto, danno ai professionisti sanitari, e soprattutto ai medici, la responsabilità di dare comunque risposte ai bisogni di salute della popolazione, che sono sempre maggiori”. Lo ha detto Nicola Calabrese, vice segretario nazionale Fimmg - Federazione italiana medici di medicina generale, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del XIV rapporto sulle performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato dal Crea Sanità - Centro per la ricerca economica applicata in sanità.
“Il tema del finanziamento è importante - ha continuato Calabrese - su esso si gioca una partita decisiva per il futuro del Sistema sanitario nazionale. Senza le adeguate risorse che valorizzino l'attività dei medici e degli altri professionisti sanitari, crediamo che sarà davvero difficile continuare a garantire i Lea- Livelli essenziali di assistenza, e soddisfare i bisogni di salute emergenti della popolazione italiana. Le criticità maggiori percepite dai cittadini rispetto al Sistema sanitario nazionale riguardano senza dubbio le liste d'attesa".
"Anche la gestione della cronicità - ha sottolineato - è un tema essenziale, visto che l'80% delle risorse serve a curare il 40% della popolazione che è affetta da cronicità, un dato che, nel prossimo futuro, tenderà ad aumentare. Si deve riorganizzare il sistema partendo dall'ascolto dei professionisti, per una riforma del sistema sanitario nazionale che metta sì al centro il paziente, ma in cui i medici possano avere un ruolo nei processi organizzativi”.

(Adnkronos) - Con una temperatura media annuale dei mari italiani di 20°C e punte di oltre 26°C a luglio (26,64°C) e agosto (26,48°C), il 2025 fa registrare valori superiori al riferimento climatologico 1991-2020 di **+1,18°C** e si attesta come il secondo più caldo dal 1982. È quanto emerge dal Rapporto 'Il clima in Italia nel 2025' del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), composto da Ispra e dalle Agenzie per l'ambiente di Regioni e Province autonome (Arpa/Appa). Il documento fornisce una descrizione dello stato del clima e della sua evoluzione nel nostro Paese, con analisi e valutazione a scala nazionale, regionale e locale. Il Rapporto contiene alcuni approfondimenti sugli eventi più critici che si sono verificati nel corso dell’anno.
Per quanto riguarda le temperature atmosferiche, dal 2000 in poi, in quasi tutti gli anni, si sono registrati in Italia valori più alti della media e il 2025 conferma questa tendenza, con un’anomalia di temperatura media di +1,03°C rispetto al valore climatologico 1991-2020. Tutti i mesi, tranne ottobre e novembre, risultano più caldi del normale; il mese di giugno, con il picco di 3,23°C sopra la media, è stato il secondo della serie, dopo il record del 2003. Anche tutte le stagioni chiudono con valori superiori alla media. In particolare, l’estate, con +1,46°C, si colloca al quarto posto tra le più calde dal 1961; l’inverno, con +1,21°C, e la primavera, con +0,86°C rientrano tra le più calde della serie, mentre l’autunno mostra un aumento più contenuto, pari a +0,16°C.
Il 2025 è segnato anche da diversi eventi estremi. Tra il 15 e il 17 aprile, un’ondata di maltempo ha colpito la Valle d’Aosta sud orientale e il Piemonte nord occidentale con piogge eccezionali in 24 ore e cumulate di evento che hanno raggiunto i 600 millimetri. Le precipitazioni intense, insieme alla saturazione del suolo e a nevicate molto abbondanti in quota, hanno provocato frane, allagamenti, valanghe e causato una vittima. Tra il 16 e il 17 novembre, nel sud est del Friuli-Venezia Giulia, un sistema temporalesco rimasto fermo per quasi 12 ore ha scaricato oltre 200 mm di pioggia. Il torrente Judrio è esondato, allagando il paese di Versa con uno strato d’acqua e fango alto fino a due metri e una frana ha colpito il centro di Brazzano di Cormòns, causando due vittime e la distruzione di tre abitazioni.
"Sono due gli ambiti di intervento fondamentali per combattere il mutamento del clima: la mitigazione e l’adattamento. Da un lato, è essenziale limitare le emissioni di gas serra, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica, attraverso la transizione verso fonti energetiche rinnovabili, l’efficienza energetica e modelli produttivi più sostenibili. Dall’altro, è altrettanto necessario promuovere misure di adattamento, per rendere territori, infrastrutture e comunità più resilienti agli impatti della crisi climatica", segnala il report.
“I dati del monitoraggio del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente confermano che il cambiamento climatico non è più una sfida del futuro, ma una realtà con cui siamo già chiamati a confrontarci – ha dichiarato Maria Alessandra Gallone, presidente di Ispra ed Snpa - Gli scenari elaborati da Ispra dimostrano che il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni è possibile, a condizione di accelerare il percorso con scelte fondate sulla conoscenza scientifica, sulla qualità dei dati e sulla capacità di prevenire e adattarsi ai cambiamenti. La transizione ecologica ed energetica si costruisce con la collaborazione di istituzioni, imprese e cittadini perché trasformando la conoscenza in azione potremo rendere il nostro Paese più sicuro, resiliente e competitivo”.
Secondo le più recenti valutazioni di Ispra, il sistema Ets (Emission Trading System), la crescita delle energie rinnovabili e l’innovazione industriale stanno contribuendo alla riduzione delle emissioni di gas serra. Persistono tuttavia criticità nel settore dei trasporti e del riscaldamento, nei quali, in assenza di tempestive ed efficaci politiche settoriali, l’Italia rischia di non conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti per il 2030.

(Adnkronos) - Dodici anni di reclusione per ciascuna delle sette ex clarisse scismatiche di Belorado, in Spagna. E' quanto ha chiesto la procura spagnola e la parte civile, secondo quanto reso noto dallo stesso gruppo di religiose in un comunicato, nel quale respinge ogni accusa e denuncia quella che definisce una "caccia alle streghe". Le suore, note per i loro pregiati cioccolatini artigianali prodotti nel monastero con il supporto del celebre maestro pasticcere Paco Torreblanca e venduti in negozi gourmet e ristoranti stellati, sono accusate di aver maltrattato e abbandonato cinque consorelle anziane.
Secondo l'ordinanza del Tribunale d'istruzione n. 5 di Bilbao, citata dai media spagnoli, le imputate avrebbero "manipolato, maltrattato e umiliato le consorelle più anziane", approfittando della loro particolare vulnerabilità per farle aderire allo scisma. Le accuse comprendono coercizione, trattamento degradante, abbandono di persone incapaci, omissione di soccorso e reati contro il patrimonio ecclesiastico.
La giudice aveva chiuso a maggio la fase istruttoria, disponendo il rinvio alle parti per la presentazione degli atti d'accusa e l'apertura del processo.
La vicenda nasce dalla clamorosa rottura con la Chiesa cattolica annunciata nel maggio 2024 a seguito del rifiuto della Chiesa di concedere loro l'acquisizione di un convento a Orduña (Bizkaia). Le suore, denunciando "persecuzioni", ruppero con Roma e aderirono alla Pia Unione dell'Apostolo San Paolo, considerata una setta dalla Chiesa Cattolica, coordinata da Pablo de Rojas Sánchez-Franco, scomunicato nel 2019. La ribellione fu guidata da Suor Isabel de la Trinidad, Madre Badessa delle Clarisse, che all'epoca dichiarò di non riconoscere più l'autorità del Papa, definendolo "usurpatore della Santa Sede", e difese le sue azioni: "Ci chiameranno eretiche e scismatiche, pazze e con molte altre calunnie e cose spiacevoli. Non credetegli, almeno non questa volta; non lasciatevi ingannare".
Secondo il provvedimento giudiziario, le cinque religiose anziane, di età compresa tra 87 e 101 anni, non sarebbero mai state adeguatamente informate della decisione di rompere con Roma, anche a causa del loro stato di salute. Quattro di loro soffrivano di diversi gradi di deterioramento cognitivo, mentre una quinta presentava gravi difficoltà di linguaggio in seguito a un ictus.
Le indagini descrivono inoltre condizioni igienico-sanitarie precarie all'interno del monastero di Orduña, nei Paesi Baschi, dove le religiose si erano trasferite dopo lo sfratto dal convento di Belorado. I consulenti incaricati dalla magistratura hanno rilevato scarsa igiene diffusa, una cucina sporca e alimenti conservati in condizioni ritenute dubbie.
Per la giudice istruttrice, le imputate sarebbero venute meno al dovere di assistenza verso le consorelle più fragili, sottoponendole a un trattamento lesivo della dignità personale e sfruttandone la vulnerabilità psicofisica. Nell'ordinanza si sostiene inoltre che le religiose esercitassero un forte controllo sulle anziane, inducendole ad accettare decisioni che non erano in grado di comprendere pienamente per timore delle conseguenze. La magistrata ipotizza anche che il trasferimento delle consorelle più anziane fosse finalizzato a ritardare l'esecuzione dello sfratto, evitando che venisse eseguito in presenza di persone particolarmente vulnerabili.
Inoltre, sono accusate di reati contro il patrimonio, poiché si presume che abbiano sottratto o tentato di vendere beni ecclesiastici legati al monastero, motivo per cui un antiquario e l'ex badessa di Belorado sono stati arrestati alcuni mesi fa.
Le imputate, che oggi vivono tra La Puebla de Montalbán, nella provincia di Toledo, e il monastero di Orduña, si dichiarano "pienamente innocenti" e affermano di affrontare il procedimento "con la serenità di chi sa di non aver commesso i fatti contestati". Nel loro comunicato sostengono che la pressione nei confronti della comunità "non ha smesso di aumentare", paragonando la vicenda a "una caccia alle streghe come ai tempi dell'Inquisizione". A loro giudizio, il procedimento rappresenterebbe "una persecuzione e una punizione" per aver "sfidato l'autorità ecclesiastica".
Lo scorso 18 giugno il Tribunale Supremo spagnolo ha reso definitiva la sentenza che conferma lo sfratto delle ex clarisse dal monastero di Belorado, dichiarando inammissibile il loro ricorso e condannandole anche al pagamento delle spese processuali. Parallelamente, il Tribunale di Briviesca ha trasferito ai giudici di Burgos un'altra indagine relativa alla vendita di 1,73 chilogrammi d'oro del valore di circa 130 mila euro, ritenendo competente il foro del capoluogo castigliano.

(Adnkronos) - In vendita 253 terreni, per una superficie complessiva di 8.863 ettari e un valore a base d'asta di oltre 121 milioni di euro. Sono queste le principali novità della nona edizione della Banca nazionale delle Terre Agricole (Bta), lo strumento con cui Ismea valorizza il proprio patrimonio fondiario, favorisce il ricambio generazionale e sostiene lo sviluppo dell'agricoltura italiana, in attuazione degli indirizzi del Governo Meloni e del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. A questi si aggiungono 266 terreni appartenenti al lotto permanente, pari a 5.271 ettari, portando così a oltre 14.000 ettari il patrimonio fondiario complessivamente disponibile attraverso la Banca nazionale delle Terre Agricole.
L'iniziativa consente di favorire l'incontro tra domanda e offerta di terreni agricoli attraverso procedure di vendita all'asta improntate a trasparenza, semplicità e accessibilità, con un'attenzione particolare ai giovani che intendono avviare o consolidare un'impresa agricola. Come nelle precedenti edizioni, la Bta è articolata in due lotti: il lotto periodico, che comprende i terreni fino al terzo tentativo di vendita e per il quale è prevista una finestra temporale dedicata alla presentazione delle offerte, e il lotto permanente, per i quali è sempre possibile presentare una proposta di acquisto.
Tra le principali innovazioni di quest'anno figura l’introduzione della cosiddetta fase vetrina. Dal 1° luglio al 31 agosto 2026 gli interessati potranno consultare online tutte le schede dei terreni disponibili senza dover presentare alcuna manifestazione di interesse. Le offerte potranno essere presentate esclusivamente nel periodo compreso tra il 14 settembre e il 14 novembre 2026.
Qualora venga presentata una prima offerta valida su uno stesso terreno, gli altri soggetti interessati potranno prenotarsi per partecipare alla successiva fase dei rilanci davanti al notaio. I terreni sono distribuiti su tutto il territorio nazionale, con una significativa concentrazione nelle regioni del Mezzogiorno. La Sicilia rappresenta il 27% della superficie complessivamente messa in vendita, seguita da Puglia (12%), Toscana (10%), Basilicata (9%) e Umbria (8%).
L'edizione 2026 introduce inoltre un'importante misura a tutela della legalità: saranno esclusi dalla procedura di acquisto i soggetti condannati per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (articolo 603-bis del Codice penale), il cosiddetto caporalato, rafforzando così l'impegno di ISMEA nella promozione di un'agricoltura fondata sul rispetto dei diritti dei lavoratori e delle regole del mercato. Oltre alla conferma della possibilità di acquistare i terreni con pagamento rateale garantito da ipoteca, viene introdotta una nuova agevolazione che prevede la riduzione di un punto percentuale del tasso di interesse per chi sottoscrive una polizza assicurativa. Agli enti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts) ai quali siano stati affidati in custodia i terreni oggetto di vendita sarà riconosciuto un diritto di prelazione per l'acquisto.
Con questa nuova edizione, Ismea conferma il ruolo della Banca nazionale delle Terre Agricole come strumento strategico per favorire l'accesso alla terra, sostenere il ricambio generazionale, valorizzare il patrimonio fondiario pubblico e promuovere uno sviluppo agricolo sempre più competitivo, sostenibile e orientato alla legalità.

(Adnkronos) - E' di diversi morti e feriti, alcuni dei quali versano in gravi condizioni, il bilancio di un vasto incendio scoppiato in un palazzo di dieci piani ad Anversa. Lo riferisce il sito di Le Soir, precisando che le fiamme sono divampate all'ottavo piano del condominio situato nel quartiere di Linkeroever. La polizia belga ha confermato la presenza di diverse vittime, ma il numero esatto dei morti e dei feriti non è stato ancora reso noto, mentre le squadre di soccorso stanno continuando a perlustrare l'edificio alla ricerca di eventuali dispersi.
"L'edificio è stato completamente evacuato", ha dichiarato Marie De Clercq, portavoce dei vigili del fuoco di Anversa. "Ora le nostre squadre sono impegnate nello spegnimento dell'incendio e nella ricerca di eventuali altre vittime. Si tratta di un'operazione di vasta portata: sul posto sono intervenuti oltre dieci mezzi dei vigili del fuoco", ha aggiunto.
Alle operazioni partecipano anche squadre provenienti dalle zone di Waasland, Rand e Rivierenland, oltre alla Protezione civile belga. Sul luogo dell'incendio è operativa anche un'unità con droni per supportare le ricerche e monitorare l'evoluzione del rogo dall'alto. A causa dell'intensa colonna di fumo, le autorità hanno inviato un messaggio di allerta ai residenti della zona, invitandoli a rimanere in casa, tenere chiuse porte e finestre e, se necessario, spegnere gli impianti di ventilazione per limitare l'esposizione ai fumi dell'incendio. Le cause del rogo non sono ancora state accertate.

(Adnkronos) - Sono stati completati i lavori di costruzione degli impianti di produzione e distribuzione di idrogeno di Iseo e Edolo, realizzati da Ferrovienord nell’ambito del progetto H2iseO. Il Gruppo Fnm ha dunque pienamente centrato gli obiettivi necessari per ottenere, tramite Regione Lombardia, i finanziamenti del Pnrr per il progetto. I fondi assegnati sono pari a 97,2 milioni di euro, su un totale di 362,4 milioni, e sono relativi a questi due impianti e all’impianto di rifornimento di idrogeno di Rovato, in servizio dal 2025. L’effettiva erogazione dei finanziamenti era vincolata al rispetto di alcune scadenze: la prima “milestone” riguardava la cosiddetta “Obbligazione giuridicamente vincolante”, ossia la sottoscrizione dei contratti necessari per la realizzazione degli impianti, entro il 31 dicembre 2023; l’ultima riguardava appunto la “Conclusione dei lavori” entro il 30 giugno 2026. La messa in servizio degli impianti avverrà a seguito delle attività di collaudo che verranno effettuate e completate nelle prossime settimane e sarà allineata all’esecuzione dei test dinamici dei nuovi treni a idrogeno.
A tal riguardo, infatti, a seguito del rilascio da parte di Ansfisa dell’Autorizzazione di Messa in Servizio (Amis) per la circolazione dei nuovi treni lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo gestita da Ferrovienord, sono in programma una serie di attività, in vista dell’avvio del servizio commerciale dall’inizio del 2027, tra cui l’effettuazione di test dinamici di accettazione dei treni presso il sito di Rovato e lungo la linea Brescia-Edolo e un ulteriore ciclo di corse di test lungo la linea, che simuleranno possibili differenti condizioni di utilizzo commerciale dei treni. L’impianto di Iseo è sviluppato integralmente su un’area in concessione a Ferrovienord (fatta eccezione per una piccola area acquisita da privati), nelle immediate vicinanze dell’esistente deposito di Trenord. L’impianto produrrà idrogeno a partire dal biometano, recuperando la CO2 prodotta. L’idrogeno verrà successivamente stoccato e distribuito tramite 2 erogatori in grado di rifornire due treni su due differenti binari alla pressione di 350 bar.
L’impianto, progettato e realizzato nel rispetto delle norme tecniche relative agli impianti di rifornimento di idrogeno di cui al D.M. 23 ottobre 2018 che disciplinano gli aspetti e le dotazioni di sicurezza, dispone di un impianto di produzione di idrogeno tramite steam reforming con una capacità produttiva nominale pari a 1.150 kg/giorno di idrogeno (ovvero 420 tonnellate/anno), una baia per la ricezione di eventuali carri bombolai e stoccaggi per l’idrogeno per una capacità complessiva pari a 1.450 kg. “Il completamento degli impianti di Iseo e Edolo e la conseguente conferma dei finanziamenti del Pnrr, reso possibile attraverso il determinante supporto di Regione Lombardia, rappresentano un’ulteriore tappa decisiva verso la piena realizzazione del progetto H2iseO", commenta il presidente di Fnm Andrea Gibelli.
"Abbiamo sempre creduto - aggiunge Gibelli - in questa iniziativa che porterà a breve all’entrata in servizio di nuovi treni capaci di ridurre in modo significativo le emissioni, nel segno dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità e dello sviluppo. H2iseO si conferma oggi come un progetto industriale e ambientale concreto, nato per decarbonizzare una linea non elettrificata e capace di diventare un modello replicabile a livello nazionale. Un ringraziamento va a tutti i professionisti del Gruppo Fnm e ai partner tecnici e istituzionali che hanno contribuito a questo risultato, in particolare a Regione Lombardia per il costante sostegno”. “La realizzazione degli impianti di Iseo e Edolo – afferma il consigliere delegato di Fnm Fulvio Caradonna – rappresenta un passaggio decisivo che conferma la solidità di un percorso industriale e amministrativo lungo e complesso, portato avanti dal Gruppo con determinazione e professionalità. Questo traguardo ci avvicina ulteriormente all’obiettivo di trasformare il sistema di mobilità della Valcamonica e della provincia di Brescia. Desidero rinnovare il mio sincero ringraziamento a tutte le persone del Gruppo FNM e ai partner tecnici e istituzionali, in particolare a Regione Lombardia. L’impegno condiviso di tutti ha reso possibile fare un altro passo in avanti molto importante verso l’esercizio commerciale”.
“Ferrovienord è all’opera da tempo nella realizzazione degli impianti per la produzione e distribuzione dell’idrogeno, negli interventi di adeguamento tecnico e infrastrutturale e nella predisposizione dei siti di deposito e manutenzione – sottolinea il presidente di Ferrovienord Pier Antonio Rossetti -. Va ancora una volta sottolineata la professionalità e la dedizione dei tecnici e dei professionisti che continuano a lavorare con grande impegno per portare a compimento un progetto all’avanguardia, di rilevante valore ambientale e sociale, che permetterà di sostituire i treni diesel con convogli ecologici”.
Il progetto - Promosso da Fnm, Ferrovienord, Trenord, con il supporto di Regione Lombardia, il progetto H2iseO ha l’obiettivo di sviluppare in Valcamonica una filiera economica e industriale dell’idrogeno, a partire dal settore della mobilità, avviare la conversione energetica del territorio, contribuire alla decarbonizzazione di una parte significativa del trasporto pubblico locale. Il progetto H2iseO prevede la messa in servizio di 14 nuovi treni a idrogeno destinati a sostituire l’intera flotta diesel oggi impiegata sulla linea, la realizzazione di impianti per la produzione e distribuzione dell’idrogeno, l’adeguamento tecnico e infrastrutturale delle stazioni interessate, la realizzazione del deposito e del sito per la manutenzione dei treni a idrogeno. H2iseO nasce da un’esigenza concreta: sostituire progressivamente una flotta diesel su una linea non elettrificata, evitando soluzioni che avrebbero comportato cantieri estesi, interferenze prolungate con il servizio e impatti significativi sul territorio.
Pagina 90 di 332
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it