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(Adnkronos) - Una capsula di caffè può avere una nuova vita. A ReNest, percorso esperienziale e multisensoriale dedicato alla scoperta di un sistema alimentare più sostenibile, realizzato a Milano in CityLife dal Gruppo Nestlé in Italia, il progetto Recap racconta in modo integrato l’intera filiera del recupero delle capsule di caffè in plastica.
Recap nasce nel 2021 come progetto pilota in Friuli-Venezia Giulia, da un’idea condivisa tra Nestlé Italiana e illycaffè. Due aziende produttrici di capsule di caffè, un obiettivo comune: costruire un sistema strutturato per raccogliere e valorizzare le capsule in plastica esauste, recuperando sia la componente plastica sia il caffè esausto contenuto al loro interno. Nel tempo, all’alleanza hanno aderito anche Essse Caffè e Caffè Borbone e la raccolta si è ampliata in 32 comuni tra il Friuli-Venezia Giulia, l’Emilia-Romagna e il Veneto.
Il percorso di una capsula raccolta attraverso Recap inizia con il conferimento nel contenitore. Il caffè esausto estratto diventa fertilizzante, seguendo una filiera dedicata gestita da partner come Fomet. La plastica, invece, viene avviata al riciclo meccanico in impianti come quelli di Montello e trasformata in nuova materia prima. A rendere possibile tutto questo è una rete capillare che coinvolge anche istituzioni territoriali - tra cui le Regioni Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna e il Consiglio di Bacino Padova Centro - municipalizzate e ovviamente i cittadini.
"Recap dimostra concretamente che la collaborazione è un elemento chiave per sviluppare soluzioni efficaci di economia circolare. Solo mettendo a sistema competenze diverse, aziende, istituzioni e operatori della filiera, è possibile affrontare sfide complesse come il riciclo delle capsule di caffè e generare un impatto reale, anche grazie al ruolo fondamentale dei consumatori. Ruolo che continuerà ad essere significativo anche con l’avvio della raccolta differenziata delle capsule di plastica in tutta Italia, rispetto alla quale le sinergie con i consorzi e gli altri attori sul territorio restano fondamentali", osserva Marta Schiraldi, responsabile Sostenibilità, Salute e Sicurezza di Nestlé Italia e Malta.
Al talk si è anche parlato insieme a Davide Pollon, responsabile R&S di Corepla, della svolta attesa dal settore: a partire dal 12 agosto 2026, le capsule di plastica saranno qualificate come imballaggio e potranno essere conferite nella raccolta differenziata domestica della plastica. Un passo che richiede coordinamento, test e analisi: in Lombardia è già attivo un progetto pilota che coinvolge circa 170 comuni, avviato da Corepla insieme ai partner territoriali.
Recap proseguirà il proprio percorso di raccolta e riciclo, mantenendo centrale uno dei suoi elementi più distintivi: la valorizzazione del caffè esausto attraverso una filiera dedicata, capace di trasformarlo in nuove risorse.

(Adnkronos) - "Non siamo qui per chiedere di autorizzare una nuova missione militare nel Golfo. L’intento è condividere con il Parlamento, nel quadro di un confronto aperto e trasparente, l’impegno del Governo per la pace e, in questo quadro, il percorso che potrebbe portare a un nostro impegno nella coalizione internazionale per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani "sgombera il campo dagli equivoci" nell'audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, ribadendo ancora una volta che "un impegno che potrà concretizzarsi, lo sottolineo con chiarezza, solo dopo la cessazione definitiva delle ostilità".
"Tutti concordano sul fatto che un accordo credibile deve prevedere la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Che non può essere tenuto in ostaggio con la forza militare, o attraverso l’imposizione di pedaggi", ha ribadito aggiungendo: "La sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono priorità assolute. Hormuz deve tornare a essere uno Stretto internazionale libero e aperto: è nell'interesse dell'Italia, è nell'interesse dell'Europa, è nell'interesse del mondo".
Tajani ha quindi ricordato che il nostro Paese "ha interessi vitali nel Golfo: energetici, commerciali, strategici" e per questo "non possiamo essere spettatori". "Questo è il nostro impegno. Un impegno che portiamo avanti sempre in stretto raccordo con i partner, in Europa e nel G7, e con le organizzazioni multilaterali", ha affermato ribadendo "ancora una volta che nessuna nave sarà impiegata a Hormuz senza che questo Parlamento lo abbia autorizzato, nessun nostro militare sarà dislocato in un teatro che non offra adeguate garanzie di sicurezza, e senza che vi sia un quadro giuridico internazionale preciso". Ma è necessario non farsi trovare impreparati, nel momento in cui si verificheranno le condizioni necessarie".
E dopo aver risposto sulla posizione dell'Italia sulla guerra all'Iran ("La risposta viene dallo stesso presidente americano, che non ha gradito alcune posizioni" del nostro Paese, ha ricordato che "quanto sta avvenendo nello Stretto di Hormuz non può essere ridotto a una crisi regionale da cui, come vorrebbero alcuni, stare alla larga. Si tratta di uno choc globale. Una crisi che incide direttamente sulla sicurezza nazionale e sulla competitività del nostro sistema produttivo".
"Teheran deve impegnarsi a negoziare in buona fede, e con flessibilità, per una soluzione costruttiva, a riprendere la collaborazione con l'Agenzia dell’Onu per il nucleare e a ristabilire le relazioni con i Paesi del Golfo", è stato quindi il monito ribadito dal ministro degli Esteri, che ha detto di aver consegnato questo stesso messaggio al ministro degli Esteri cinese Wang Yi, "quando il mese scorso sono stato in missione a Pechino". "La Cina - ha sottolineato - gode di un’indubbia influenza sull’Iran ed è uno dei Paesi più interessati al ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". "L’impegno di Pechino per la pace è fondamentale", ha riaffermato ancora, a poche ore dalla visita di Donald Trump in Cina.
"Il momento è complesso, e richiede compattezza, senso di responsabilità, gioco di squadra. È un appello che voglio rinnovare anche in questo passaggio", ha detto ancora il vicepremier aggiungendo: "Non siamo qui per chiedere di autorizzare una nuova missione militare nel Golfo. L’intento è condividere con il Parlamento, nel quadro di un confronto aperto e trasparente, l’impegno del governo per la pace e, in questo quadro, il percorso che potrebbe portare a un nostro impegno nella coalizione internazionale per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". E "sgombera il campo dagli equivoci" nell'audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, ribadendo ancora una volta che "un impegno che potrà concretizzarsi, lo sottolineo con chiarezza, solo dopo la cessazione definitiva delle ostilità".
"Teheran non può dotarsi di armi nucleari né di sistemi missilistici in grado di minacciare la regione", è la posizione ribadita dal ministro degli Esteri, ricordando che "il regime iraniano è ancora quello che ha represso con la violenza, solo pochi mesi fa, i propri giovani che chiedevano libertà e democrazia. E continua a farlo anche oggi, con le esecuzioni capitali di chi ha osato opporsi". "È il regime che ha attaccato in maniera indiscriminata aree residenziali, alberghi, ospedali, infrastrutture energetiche in tutti i Paesi del Golfo", accusa il ministro in un'audizione in Parlamento, che torna a ribadire "la solidarietà agli Emirati Arabi Uniti per i continui attacchi, anche di questi giorni, che mettono a repentaglio la vita di tanti innocenti".
"Al netto di una tregua che appare fragile e precaria, è indispensabile mantenere un raccordo continuo, serio e responsabile, sia con i nostri alleati internazionali, sia nel necessario e imprescindibile rapporto tra Governo e Parlamento. Vorrei chiarire, sin da subito, un punto essenziale. Non siamo qui, oggi, per chiedervi di autorizzare una nuova missione militare, che prevede prima una vera tregua, poi una cornice giuridica e infine l’autorizzazione del Parlamento, né un ampliamento del perimetro operativo di quelle in essere, già definito dal Parlamento. Ci muoviamo, cioè, vorrei fosse chiaro, all’interno delle prerogative attribuite al ministro della Difesa e nel quadro delle missioni militari all’estero già autorizzate dalle Camere. Proprio ieri ho avuto un ulteriore colloquio con i ministri della Difesa di nostri Paesi partner con cui abbiamo registrato la piena convergenza su alcuni principi fondamentali: la necessità di garantire la sicurezza della navigazione in uno dei punti strategicamente più sensibili del mondo e, al tempo stesso, la volontà di mantenere ogni iniziativa rigorosamente separata dal conflitto in corso", ha detto dal canto suo il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in audizione ala Camera.
"L’obiettivo condiviso - ha ribadito - resta quello di favorire, il più velocemente possibile, attraverso un’azione coordinata della comunità internazionale, un ritorno a condizioni di stabilità e normalità nella navigazione marittima dell’area. Spero venga largamente condivisa la necessità che eventuali future iniziative – di natura esclusivamente difensiva - possano effettuarsi solo qualora siano rispettate alcune condizioni essenziali e non derogabili: per primo, non un temporaneo ‘cessate il fuoco’ ma una tregua vera credibile e stabile, meglio ancora se una pace definitiva; una legittima cornice giuridica internazionale; l’accordo di tutte le parti interessate".
"Il tema subito emerso tra le nazioni coinvolte a livello multilaterale è quello dei tempi di reazione. Laddove 'scoppiasse' la pace, servirebbe quasi un mese di navigazione, a tutte le unità delle nazioni alleate indicate, per raggiungere il Golfo Persico. Ecco perché ci stiamo organizzando anche noi per avvicinarci a quell’area, pur rimanendo a distanza di sicurezza. Infatti, per quanto riguarda l’Italia, quando e se le condizioni e i paletti si verificheranno, sarà il Parlamento a valutare e decidere o meno di contribuire all’iniziativa internazionale e in che modo. L’eventuale contributo nazionale farebbe leva principalmente sulle capacità altamente qualificate della Marina Militare italiana, in particolare nel settore del contrasto alle mine; si dovrà valutare l’impiego o meno del supporto aereo, ambiti nei quali l’Italia dispone di eccellenze riconosciute a livello internazionale. Sappiamo infatti che il tema delle mine navali nello Stretto di Hormuz sarà da affrontare prima o poi", ha aggiunto.
"Pertanto, come detto, in via esclusivamente precauzionale, considerando i tempi necessari al trasferimento e al rischieramento degli assetti, stiamo predisponendo che due unità cacciamine si posizionino relativamente più vicine allo Stretto - ha spiegato - inizialmente nel Mediterraneo Orientale e successivamente nel Mar Rosso, nell’ambito delle missioni già in corso, Mediterraneo Sicuro e Aspides, e sempre rigorosamente all’interno del quadro autorizzato delle missioni internazionali dell’Italia. Si tratta di assetti specialistici, altamente tecnologici, che richiedono settimane per essere trasferiti nell’area. Ed è proprio per questo che una pianificazione anticipata e un pre-posizionamento diventano elementi essenziali. Prepararsi a intervenire oggi per intervenire domani se sarà possibile. Una scelta di responsabilità come quella di altri Paesi europei. La Francia, di fatto, si è già mossa, mentre Regno Unito, Germania, Belgio e altri partner stanno sviluppando analoghe attività di pianificazione e predisposizione prudenziale di assetti specialistici. Questo approccio, meramente funzionale, consentirà all'Italia, qualora maturassero finalmente le condizioni per una stabilizzazione dell’area, e fatte salve le valutazioni e le decisioni del Parlamento, di poter contribuire, senza ulteriori ritardi, a eventuali iniziative internazionali volte al ripristino della sicurezza della navigazione. I principi del diritto internazionale, a partire dal diritto del mare e della libertà di navigazione, il più antico diritto al Mondo, e della cooperazione internazionale, cardine di legittimità internazionale troppo spesso violato, ci portano a doverci preparare e organizzare per interventi cautelativi, comunque e in ogni caso di carattere difensivo e conformi alle necessità".
"E' vero che Hormuz non era un problema prima della guerra, lo è diventato per una tattica dell'Iran, che ha cambiato la tattica di guerra, che non ha risposto agli aggressori come aveva fatto nella prima guerra, ma ha allargato il caos, attaccando paesi che non l'avevano attaccato perché i paesi del golfo che non l'avevano attaccato sono stati coinvolti in questa guerra. La tregua è possibile? Non lo so, non penso,oggi e questa settimana penso sia meno facile di quanto pensavo una settimana fa. Ciò detto, ci stiamo preparando a farla? Sì, ci stiamo preparando perché speriamo che alla fine prevalga il buonsenso", ha concluso.

(Adnkronos) - Avrebbe tentato di avvelenare la moglie mettendole della candeggina nel caffè. Per questo, con l'accusa di lesioni gravissime, martedì 12 maggio, è stato arrestato dai carabinieri a Pistoia un operaio di 55 anni. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri coordinate dalla Procura della città toscana, sabato 9 maggio l'uomo avrebbe offerto alla moglie un caffè 'allungato' con la candeggina. La notizia è pubblicata oggi dal quotidiano 'La Nazione' nell'edizione della cronaca di Pistoia.
La donna avrebbe accusato un malore subito dopo aver bevuto il caffè preparato in casa ma è riuscita a chiedere aiuto ed è stata soccorsa dai sanitari del 118. Attualmente si trova ricoverata in osservazione all’ospedale San Jacopo di Pistoia.
L’uomo, padre di due bambini, si trova nel carcere di Pistoia, in attesa di comparire davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia.

(Adnkronos) - Delusione per San Marino, tensione per la qualificazione di Israele e una caldissima accoglienza per l'Italia con Sal Da Vinci. Primi verdetti dalla Wiener Stadthalle di Vienna per l'Eurovision Song Contest 2026, che quest'anno celebra i suoi 70 anni. Ieri sera si è tenuta la prima delle due semifinali e sono stati annunciati i primi dieci Paesi che accedono alla finalissima di sabato 16 maggio.
In ordine casuale, hanno staccato il pass per la finale: Grecia, Finlandia, Belgio, Svezia, Moldavia, Israele, Serbia, Croazia, Lituania e Polonia. La serata ha riservato diverse sorprese, come la qualificazione della Polonia e del Belgio. Tornano in finale dopo alcuni anni di assenza anche Moldavia, Serbia e Croazia. La Lituania, invece, prosegue la sua striscia positiva, centrando la sesta qualificazione consecutiva dal 2021.
Delusione per San Marino: la coppia formata da Senhit e la star internazionale Boy George con il brano 'Superstar' non è riuscita a superare il turno. Si interrompe così il sogno del Titano, che negli ultimi anni aveva puntato molto sulla sua selezione nazionale, prima 'Una Voce per San Marino' e dal 2025 'San Marino Song Contest', portando sul palco artisti come Achille Lauro e Gabry Ponte. Si fermano anche Portogallo ed Estonia, sempre qualificatisi rispettivamente dal 2021 e 2022, e prosegue il digiuno dalla finale per il Montenegro.
La qualificazione di Israele con Noam Bettan era attesa, ma è avvenuta in un clima di forte tensione. Già prima dell'esibizione, l'artista è stato fischiato dal pubblico presente in arena, da cui si sono levati cori 'Stop the genocide'. La partecipazione israeliana è stata al centro di polemiche per mesi, portando al boicottaggio della competizione da parte di cinque Paesi: Spagna, Islanda, Slovenia, Irlanda e Paesi Bassi. Nonostante le proteste, Israele, forte di un secondo posto nel 2025 e un terzo nel 2023, si conferma una delle nazioni più competitive.
Durante la serata si sono esibiti anche i rappresentanti di Italia e Germania, già qualificati di diritto alla finale. Sal Da Vinci per l'Italia ha presentato 'Per sempre sì' in una performance che ha incluso un abito da sposa con il tricolore e fuochi d'artificio, ricevendo un'ottima accoglienza. Al termine della semifinale si è svolto il sorteggio per la composizione dell'ordine di esibizione della finale.
Per Sal Da Vinci, così come per Croazia, Moldavia, Finlandia, Germania e Israele, è stata estratta la 'Producer's choice': saranno quindi gli organizzatori (Orf ed Ebu) a decidere la loro posizione in scaletta. Svezia, Lituania e Polonia sono state sorteggiate per la seconda metà della finale, mentre Serbia, Grecia e Belgio si esibiranno nella prima metà. L'ordine di uscita definitiva sarà reso noto dopo la seconda semifinale di giovedì.

(Adnkronos) - Amway, l'azienda numero 1 al mondo nel settore della vendita diretta , annuncia il lancio di Amway Tracing Tool in Italia. Questa piattaforma interattiva, ottimizzata per i dispositivi mobili, segna un importante traguardo nell'ambito dell'impegno globale di Amway verso la trasparenza, consentendo ai consumatori di esplorare il percorso completo di numerosi prodotti Amway, dal seme agli integratori e ai prodotti per la cura della pelle. Oggi i consumatori si aspettano dai marchi sempre più trasparenza e responsabilità per questo la richiesta di informazioni credibili e accessibili sui prodotti è in continuo aumento.
La trasparenza è un impegno di lunga data per Amway. Fin dalla sua fondazione nel 1959, Amway ha tracciato gli ingredienti di origine vegetale, dalla coltivazione, nelle fattorie di sua proprietà e nelle aziende agricole partner certificate, fino ai prodotti finiti, rispettando rigorosi standard scientifici e di qualità in ogni fase. Gli scienziati Amway sottopongono infatti gli ingredienti botanici a valutazioni dettagliate di sicurezza, sulla base delle risorse messe a disposizione dalle massime autorità sanitarie, nonché dai comitati di revisione scientifica a livello internazionale.
“Il lancio di Amway Tracing Tool nell'area ESAN è un passo decisivo che consente ai clienti di effettuare scelte consapevoli”, ha dichiarato Ahmed Shehata, chief marketing officer, Amway ESAN (Europa, Africa Australe, Australia e Nuova Zelanda). “Al giorno d'oggi la trasparenza costituisce le fondamenta della fiducia. Mettendo il percorso dei nostri prodotti direttamente nelle mani degli Amway Partner e dei loro clienti, non ci limitiamo a raccontare la nostra storia, ma forniamo dettagli che illustrano chiaramente il processo di creazione dei nostri prodotti, passo dopo passo”.
Questo impegno per la qualità continua ancora oggi nelle migliaia di ettari di terreni agricoli di Amway certificati come biologici negli Stati Uniti, in Messico e in Brasile e nelle aziende agricole partner in tutto il mondo che devono attenersi a rigorosi standard di tracciabilità e qualità nella coltivazione delle piante che vengono poi utilizzate nei prodotti Amway. Vengono tenuti registri meticolosi che descrivono in dettaglio l'intero ciclo di vita di queste piante, da chi le ha seminate, a chi le ha raccolte e quando. Grazie a questo processo, ogni pianta proveniente da coltivazioni Nutrilite, è accompagnata da un "certificato di nascita" che ne traccia la storia, dalla farm al prodotto finale, garantendo la massima trasparenza in ogni fase.
Amway Tracing Tool offre un accesso senza precedenti ai processi scientifici, di approvvigionamento e di produzione alla base di specifici prodotti Nutrilite e Artistry. Dall'origine degli ingredienti alla formulazione, ai test e al confezionamento, lo strumento offre ai consumatori informazioni dettagliate su tutti i passaggi di realizzazione dei prodotti Amway, rafforzando la fiducia attraverso la trasparenza.
Questa nuova piattaforma consente di seguire il processo di creazione dei prodotti in cinque semplici passaggi. 1) Scienza: Amway consente di conoscere i fornitori delle materie prime grazie a una rigorosa documentazione delle ricerche scientifiche effettuate. 2) Ingredienti: gli ingredienti chiave vengono selezionati e acquistati attentamente, tenendo conto dell'origine e delle condizioni di coltivazione. 3) Produzione: i prodotti vengono realizzati a livello globale con processi tracciabili, dalle materie prime al confezionamento finale. 4) Test e controlli: ogni lotto deve superare rigorosi test prima del rilascio. Ogni anno, Amway esegue circa 30.000 test di qualità, a cui si aggiungono altri 12.000-14.000 test condotti dai laboratori di confezionamento dell'azienda. 5) Progettazione e smaltimento: il packaging è progettato in modo attento e consapevole.
Per la prima volta, i consumatori possono ottenere informazioni trasparenti sui prodotti di diversi marchi Amway all'interno di un'unica piattaforma digitale unificata. Per iniziare, gli utenti devono semplicemente selezionare un prodotto da un menu a discesa. Con una serie di passaggi è possibile accedere a informazioni dettagliate sulla creazione del prodotto quali: i principi scientifici, gli ingredienti, i luoghi di produzione e il confezionamento. Man mano che si procede viene visualizzata una mappa interattiva che evidenzia dove si svolge ogni fase, mostrando le origini degli ingredienti e il processo di creazione del prodotto, sottolineando l'impegno di Amway verso prodotti puliti, sicuri, di alta qualità e realizzati in modo responsabile.
Amway Tracing Tool è attualmente disponibile in Italia, Australia, Austria, Germania, Irlanda, Nuova Zelanda, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Turchia e Ungheria.

(Adnkronos) - Luciano Darderi a caccia della semifinale agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, mercoledì 13 maggio, il tennista azzurro sfida lo spagnolo Rafael Jodar - in diretta tv e streaming, anche in chiaro - nei quarti di finale del Masters 1000 di Roma. Darderi arriva al match dopo aver eliminato Hanfmann all'esordio, Paul al terzo turno e Zverev negli ottavi. Jodar invece ha superato Borges, Arnaldi e Tien.
La sfida tra Darderi e Jodar è in programma oggi, mercoledì 13 maggio, non prima delle ore 20.30, essendo fissata come secondo match del programma serale del campo Centrale. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quella di Roma che sarà la loro prima sfida.
Darderi-Jodar sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali SkySport, ma visibile anche in chiaro su Tv8. La sfida sarà inoltre disponibile in streaming sull'app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma web di Tv8.

(Adnkronos) - C’è un calcio che nasce nei centri sportivi tirati a lucido e un altro che profuma di provincia e fatica, di porte sbattute in faccia e ripartenze. Massimiliano Alvini, 56 anni, viene da qui. Prima della panchina e della promozione in A con il Frosinone, ci sono stati anni da allenatore part-time, su e giù per le strade tortuose della Toscana. Sempre in giro, con la macchina carica di suole di scarpe da vendere e mille clienti da convincere: “Io e mio fratello Walter – racconta all’Adnkronos - ci dividevamo le zone. Cercavo sempre di andare dove poteva esserci un po’ di calcio. ‘Oggi vado ad Arezzo, voglio studiare gli allenamenti di Conte. Domani a Empoli per vedere Sarri al lavoro’ gli dicevo. Di mattina così, nel pomeriggio solo pallone. L’ho fatto per una quindicina d’anni”. Fino al 2013.
Nel mezzo, tanta gavetta attraverso tutti i campionati possibili. Dai dilettanti ai professionisti: "È una cosa bella. Fa capire che c’è una realtà da affrontare per raggiungere certi traguardi. In Promozione ci allenavamo la sera alle 19, sa che fatica a fine giornata? Io sfruttavo il pomeriggio per studiare, aggiornarmi, rubare con gli occhi ciò che poteva farmi migliorare sul campo”.
Questo spirito l’ha portata in Serie A. Si è ripreso dalla festa promozione?
"Ci sarà da festeggiare ancora un po’ “. E se la ride. “Faccio fatica a rispondere a tutti i messaggi ricevuti, sono più di duemila. Ci tengo però a ringraziare ogni persona per il pensiero. Lo farò nei prossimi giorni. Mi porterà via un po’ di tempo, ma ne vale la pena”.
Quando ha capito che il sogno era possibile?
“La stagione è partita bene perché la società e il direttore sportivo Castagnini hanno dato un indirizzo di lavoro, in ogni cosa c’è stato un ordine e tutto ciò ha contribuito all’organizzazione della squadra. Dagli orari, sempre rispettati, all’impegno negli allenamenti. I ragazzi si sono adattati bene e poi, pian piano, sono stati reattivi sul campo. Dovessi individuare una parola chiave di questa fantastica stagione, direi ‘disciplina’. Senza dubbio”.
Torna nella massima serie dopo la breve esperienza del 2022 con la Cremonese. Cosa le hanno lasciato quei mesi?
“L’idea di quella Cremonese era straordinaria, ma i primi risultati non sono stati positivi ed è arrivato l’esonero dopo poche giornate. È stata un’esperienza indimenticabile, ma forse non ero ancora pronto e avevo bisogno di fare un ulteriore passaggio. Tornato in Serie B, mi sono subito posto l’obiettivo di risalire con una promozione. È successo, si è chiuso un percorso da film. Ho inseguito un sogno e me lo sono preso”.
E adesso?
“Rispetto a quell’esperienza, mi sento più tosto. Abbiamo intenzione di costruire una squadra giovane per l’anno prossimo, cercando di portare avanti il nostro metodo. Il Frosinone ha fatto per tre volte la Serie A ed è sempre retrocesso l’anno dopo la promozione. Ora puntiamo alla salvezza. E vogliamo conquistarla con idee e un’identità precisa, cercheremo di giocarcela con tutti”.
Ha centrato la promozione assemblando un Frosinone con l’età media più bassa di tutta la B. È un modello replicabile anche nella prossima stagione?
"Penso di sì, per me si può fare. Con giocatori giovani, italiani ma anche stranieri, che hanno voglia di migliorare”.
Devono poi allinearsi le situazioni...
“C’entra la famosa disciplina, che ho già citato. Parte tutto dall’alto, dalla società. In Italia si giudica sempre il risultato, quasi mai il percorso. Oggi Alvini è forte perché è stato promosso, ma fare l’allenatore non è solo questo. Deve esserci la possibilità di sbagliare, per uscirne migliori”.
Nella presentazione che fa sul suo profilo Linkedin segnala anche quattro esoneri, una cosa non da tutti. Perché?
"Sa, alleno da 25 anni. Sono riuscito a salire tutte le categorie con le vittorie sul campo, ma in alcune stagioni le cose non sono andate bene. Ci sta, fa parte del gioco e del lavoro. Un esonero non è per forza di cose da collegare a un fallimento, ci sono tante situazioni da considerare e ogni esperienza va contestualizzata. Certe cicatrici mi hanno reso un allenatore migliore. Le difficoltà mi hanno fatto diventare più forte, un esonero può aiutare a crescere più di una vittoria. Fino a cinque anni fa ho avuto un percorso fatto quasi soltanto di campionati positivi. Ecco, la realtà forse non era quella. Qualche situazione complicata, ogni tanto, può far bene”.
È vero che nei suoi anni al Tuttocuoio (2008-2015) disegnava schemi con lo shampoo negli spogliatoi?
“È capitato (sorride). A volte, preso dall’euforia di un momento, andavo dai giocatori per spiegare ciò che dovevano fare in campo. Ma non è tanto diverso da ciò che faccio oggi. Nei pranzi del giovedì, quando il presidente Stirpe, il ds Castagnini o il dg Doronzo mi chiedono qualcosa sulla squadra, prendo manciate di bustine di zucchero di colori diversi, le butto sul tavolo e ragioniamo di calcio e situazioni di gioco. Io vivo lo sport così. Venerdì, negli ultimi minuti della partita contro il Mantova, ho ripensato al punto di partenza e ai sacrifici fatti. Ho rivisto un po’ il film della mia vita. Mi sono emozionato”.
Adesso però può godersi il meritato traguardo nella sua Fucecchio...
“Il lavoro mi porta da anni in giro per l’Italia, ma cerco sempre di tornare un po’ a casa quando posso. Io e i miei amici facciamo le stesse cose da sempre. Lunedì sono stato a Empoli a vedere la Ferruzza, la squadra del mio quartiere. Ha appena vinto il campionato amatori per la settima volta, un’altra bella gioia dopo la promozione con il Frosinone. Tra un po’ di giorni qui ci sarà il Palio, non lo vinciamo dal 1981. Per me è un vero cruccio, speriamo di cambiarla questa storia”. Di solito, non c’è due senza tre. (di Michele Antonelli)

(Adnkronos) - Torna la Coppa Italia. Oggi, mercoledì 13 maggio, è il giorno della finale Lazio-Inter. Le due squadre sono curiosamente affrontate anche in campionato qualche giorno fa: ad avere la meglio sono stati i nerazzurri, con un 3-0 in trasferta firmato da Lautaro Martinez, Sucic e Mkhitaryan. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Lazio-Inter, in campo alle 21:
Lazio (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Basic, Patric, Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni. All. Sarri
Inter (3-5-2): Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Dumfries, Barella, Zielinksi, Sucic, Dimarco; Lautaro Martinez, Thuram. All. Chivu
La finale di Coppa Italia Lazio-Inter sarà trasmessa in chiaro su Canale 5. L’ultimo atto del torneo sarà visibile in streaming su SportMediaset e Infinity.

(Adnkronos) - Si svolge oggi, mercoledì13 maggio, alle 15, il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall’Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, risponde a una interrogazione sull'assegnazione delle risorse a favore degli enti locali per opere compensative connesse alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione (Ruffino – AZ-PER-RE).
Il ministro dell’Economia e Finanze, Giancarlo Giorgetti, risponde a interrogazioni in merito ad iniziative per l'introduzione di un meccanismo di indicizzazione dei parametri Irpef al fine di contenere il cosiddetto drenaggio fiscale (Guerra – PD-IPD); sugli impegni assunti a livello europeo e internazionale in materia di spese per la difesa, alla luce del peggioramento del quadro macroeconomico (Alifano – M5S); sull'esenzione Imu per le scuole paritarie, al fine di favorirne un'applicazione omogenea sul territorio nazionale (Gusmeroli – LEGA).
La ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone, risponde a interrogazioni sulle iniziative volte a garantire l'accesso alla cosiddetta isopensione ai lavoratori in regime pensionistico interamente contributivo (Tenerini – FI-PPE); sulle iniziative normative volte a scongiurare disparità di trattamento ai danni di lavoratori in regime pensionistico misto per l'accesso alla pensione di vecchiaia al compimento di 71 anni (Della Vedova – MISTO-+EUROPA); sulle iniziative relative ai finanziamenti e ai controlli in materia di salute e sicurezza sul lavoro (Mari – AVS); sul cosiddetto salario giusto e le connesse prospettive in termini di contrasto al lavoro povero (Bignami - FDI); sugli effetti del decreto-legge n. 62 del 2026, con riferimento agli obiettivi di un salario giusto e dell'adeguamento delle retribuzioni al costo della vita (Lupi - NM(N-C-U-I)M-CP). Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, risponde a una interrogazione in merito ai rischi di diffusione dell'Hantavirus in Italia e all'efficacia del nuovo piano pandemico e del Servizio sanitario nazionale rispetto alla possibile evoluzione dei contagi (Boschi – IV-C-RE).

(Adnkronos) - E' morta nella notte la piccola Alessia La Rosa, la bambina di 8 anni, che da anni lotta contro un tumore e che, nonostante la malattia aggressiva, ha continuato a frequentare lo stadio del Palermo. Diversi gli ingressi in campo con il centrocampista rosanera Jacopo Segre. Quando non era ricoverata, la bimba si recava in Curva Nord a tifare per la sua squadra del cuore.
"Il Palermo FC, con il presidente Dario Mirri e tutta la famiglia City Football Group, piange la prematura scomparsa di Alessia La Rosa, piccola tifosa rosanero di soli 8 anni che ha lottato con straordinaria forza contro una terribile malattia - si legge in una nota pubblicata dal Palermo sul sito ufficiale - Scesa in campo più volte al 'Renzo Barbera' al fianco dei calciatori rosanero, e in particolare di Jacopo Segre, in occasione delle partite ufficiali, Alessia ha costruito con il Palermo un legame capace di andare oltre il calcio. Per il suo amore per il Palermo, vissuto dagli spalti della Curva Nord, e per la sua straordinaria capacità di incarnare la passione più genuina per i nostri colori, il ricordo di Alessia resterà per sempre vivo nei ricordi del Club e della grande famiglia rosanero".
E sul profilo Facebook della squadra: "Esiste un finale diverso. Uno in cui tu non te ne sei mai andata. E sei rimasta con noi, con le luci dello stadio riflesse negli occhi mentre entri in campo coi ragazzi, o lassù in curva mentre canti con tutto il fiato che hai. Questo finale, se vogliamo, è ancora possibile, finchè ognuno di noi porterà il tuo sorriso nel cuore. Ci vediamo allo stadio Ale, come sempre e per sempre".
Sul profilo Facebook della Curva Nord oggi si legge: "Addio guerriera".
La camera ardente sarà allestita allo stadio Renzo Barbera.

(Adnkronos) - “Per il Comune di Milano è importante essere presenti a REbuild per condividere esperienze con esperti, operatori e studiosi impegnati sui temi della sostenibilità nell’ambiente costruito”. Lo ha dichiarato Fabio Bottero, assessore all’Edilizia residenziale pubblica del Comune di Milano, intervenendo nel corso della dodicesima edizione di REbuild 2025, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile nel settore delle costruzioni, in programma dal 12 al 13 maggio al Centro Congressi di Riva del Garda.
“Negli ultimi anni abbiamo investito, anche attraverso fondi europei, in importanti operazioni di riqualificazione edilizia, arrivando in alcuni casi all’abbattimento e ricostruzione degli edifici”, ha spiegato Bottero, citando tra gli interventi il progetto di via dei Georgofili nel quartiere Lorenteggio di Milano. “Si tratta di quasi 200 alloggi ricostruiti con tecnologie nZeb (Nearly Zero Energy Buildings), quindi con consumi energetici prossimi allo zero, accompagnati anche dalla riqualificazione degli spazi esterni e delle aree dedicate non solo agli abitanti ma all’intero quartiere”.
Secondo l’assessore, l’obiettivo è promuovere “un approccio alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, sia per chi vive questi spazi sia per la comunità circostante”.

(Adnkronos) - Stasera, mercoledì 13 maggio, torna in prima serata su Rai 3 'Chi l'ha visto?' con Federica Sciarelli. La puntata sarà in diretta dai luoghi in cui è scomparsa Sonia Bottacchiari con i suoi due figli.
Spazio poi al caso Garlasco e alle indagini sulla morte di Chiara Poggi: per la Procura il quadro accusatorio contro Sempio è solido, mentre per la difesa - che ha fatto fare anche una consulenza "personologica" per rispondere a quella del Racis - gli indizi sono stati cuciti addosso a Sempio per confezionare un mostro. Sempio avrebbe mentito per vent'anni? Tutte le novità in diretta.
Continua il mistero della morte di mamma e figlia a Campobasso: il giorno in cui avrebbero ingerito il veleno forse non è il 23 dicembre - come ipotizzato all'inizio - bensì il 24: e allora chi c'era in quella casa e chi avrebbe portato il veleno? La sostanza era in uno dei cibi preparati per la Vigilia?
E poi, come sempre, gli appelli dei familiari e le segnalazioni dei telespettatori.

(Adnkronos) - Sono risultati negativi al test per l'hantavirus il turista inglese in quarantena all'ospedale Sacco di Milano e il suo accompagnatore. Lo ha confermato in una nota l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso.
"Il cittadino britannico sottoposto nella serata di ieri ad accertamenti virologici è risultato negativo" all'hantavirus, "così come il suo accompagnatore", si legge.
Il turista britannico, di circa 60 anni - ha spiegato Palazzo Lombardia - è attualmente in quarantena presso l'ospedale Sacco di Milano in quanto contatto di un caso confermato di hantavirus. L'uomo si trovava a bordo del volo Sant’Elena-Johannesburg del 25 aprile scorso, sul quale viaggiava anche la donna successivamente deceduta nella città sudafricana a causa dell'infezione da hantavirus. A seguito delle indicazioni diffuse dal ministero della Salute (circolare ministeriale dell'11 maggio ) che prevedono la quarantena per tutti i passeggeri presenti sul volo interessato, al cittadino inglese è stato notificato l'obbligo di isolamento. Poiché il turista non dispone di una sistemazione privata idonea (alloggiava in B&B), si è reso necessario il trasferimento al Sacco, dove trascorrerà il periodo di quarantena.
Sempre ieri sera, il ministero della Salute ha informato che in serata è stato richiesto ed effettuato un test per hantavirus su una turista argentina partita da una zona endemica il 30 aprile scorso e arrivata in Italia con un volo Buenos Aires-Roma. La turista si è successivamente recata a Messina dove è stata ricoverata per una polmonite e ieri è stato richiesto dalle autorità sanitarie locali di effettuare il test per hantavirus. Il campione relativo alla turista è stato trasportato dai Nas allo Spallanzani di Roma dove sarà analizzato insieme al campione prelevato al 25enne calabrese in isolamento fiduciario.
La direttrice dello Spem, il Servizio epidemiologia e medicina preventiva, dell’Asp di Messina, Mariella Santoro ha reso noto che "la paziente turista argentina è tuttora ricoverata in isolamento in terapia intensiva al Policlinico di Messina". Era ricoverata per una polmonite. "Non c’è la certezza di Hantavirus - dice - lo dirà lo Spallanzani di Roma. Per ora non è sicuro, é solo un sospetto". Intanto, salgono a sei i casi sospetti di Hantavirus in Italia. Dopo i quattro che erano sul volo Klm, sono scattati gli accertamenti proprio su una turista argentina ricoverata per una polmonite a Messina dopo essere arrivata in Italia, lo scorso 30 aprile, con un volo Buenos Aires-Roma . E' stato effettuato un test per l'hantavirus e il campione è stato trasportato dai Nas allo Spallanzani di Roma dove sarà analizzato insieme a quello prelevato al venticinquenne calabrese, che si trova ora in isolamento fiduciario.
Oggi il ministro della Salute, Orazio Schillaci, risponderà alla Camera a una interrogazione in merito ai rischi di diffusione dell'Hantavirus in Italia e all'efficacia del nuovo piano pandemico e del Servizio sanitario nazionale rispetto alla possibile evoluzione dei contagi.

(Adnkronos) - È morto Jason Collins, il primo giocatore della Nba a fare coming out e a dichiarare pubblicamente la propria omosessualità. Collins, 47 anni, era stato colpito da un glioblastoma, un tumore al cervello. A novembre dello scorso anno aveva reso nota la diagnosi ed era volato a Singapore per sottoporsi a terapie sperimentali non ancora autorizzate negli Stati Uniti. Si era ritirato nel 2014 dopo una carriera di 11 stagioni cominciata e poi terminata con la maglia dei Nets, prima in New Jersey e poi a Brooklyn. “Quando ho fatto coming out non c’è stato nessuno scandalo. Era un po’ come dire ‘sono abbastanza forte per giocare nella Nba e sono gay’. Si trattava di mettere tutte le carte sul tavolo”, aveva detto a novembre in un’intervista a ESPN.

(Adnkronos) - Dieci persone, tutte italiane, sono state arrestate dai Carabinieri per associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione nella forma aggravata. L’indagine è partita dopo l’ennesima truffa ai danni di un anziano. Quando i militari di Tivoli hanno sequestrato cellulari e schede sim a uno degli indagati, è apparso subito chiaro che dietro quel singolo episodio si nascondeva qualcosa di molto più grande.
Analisi dopo analisi, telefonata dopo telefonata, ha preso forma il quadro di una vera e propria organizzazione criminale, con base nel cuore di Napoli e ramificazioni in tutta Italia. Gli elementi raccolti dagli investigatori fanno ipotizzare non un gruppo improvvisato, ma una struttura solida e gerarchica, con vertici che coordinavano le operazioni da una sorta di 'centrale telefonica' nascosta in un appartamento del centro storico.
Quando i Carabinieri sono riusciti a individuare il covo, i truffatori erano ancora in piena attività. Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati cellulari, elenchi telefonici, appunti e persino fogli parzialmente bruciati nel tentativo di eliminare le prove. Soprattutto, decine di truffe in corso sono state bloccate prima che venissero portate a termine. Gli investigatori ipotizzano 116 truffe commesse in diverse regioni italiane, tra febbraio 2022 e marzo 2023, per un valore complessivo superiore ai 500mila euro.

(Adnkronos) - Donald Trump oggi in Cina per l'atteso summit con Xi Jinping. Tuttavia, dopo il volo a bordo dell'Air Force One partito nel pomeriggio di ieri da Washington, nel programma diffuso dalla Casa Bianca non viene indicato nessun impegno ufficiale per il presidente nella sua prima giornata a Pechino. Come anticipato, infatti, l'intero programma del vertice sarà concentrato tra domani e venerdì.
Per il presidente degli Stati Uniti, al suo secondo mandato alla Casa Bianca, è la prima volta dal 2017. Il leader cinese nel frattempo ha consolidato il suo potere, con un terzo mandato senza precedenti. Mentre il mondo attende il vertice, che si sarebbe dovuto tenere a marzo, intanto l'Asia teme un rafforzamento del gigante asiatico.
Alle 10 del mattino di giovedì, ora di Pechino, Trump verrà accolto da Xi nella Grande Sala del Popolo e a seguire, alle 10.15, inizieranno i colloqui bilaterali tra i due leader. In serata poi, alle 18, Trump parteciperà al banchetto di Stato offerto in suo onore da Xi.
Venerdì 15 il secondo round di incontri tra Trump e Xi, preceduto, alle 11.30, dallo scatto di una "friendship photo" una foto dell'amicizia tra i due presidenti. Il programma diffuso dalla Casa Bianca prevede quindi alle 11.40 un "bilateral tea", in cui è prevista la presenza dei giornalisti al seguito, e poi un "bilateral lunch", chiuso alla stampa. A seguire la partenza per il rientro a Washington.
Trump chiederà al suo omologo cinese Xi Jinping di "aprire" la Cina alle imprese americane. "Chiederò al presidente Xi - leader senza pari - di aprire la Cina affinché queste persone brillanti possano operare la loro magia e contribuire ad elevare la Repubblica Popolare a un livello ancora più alto!", ha scritto il presidente americano sui social media riferendosi agli imprenditori americani che lo accompagnano durante la sua visita.
Intanto il Dragone, in vista dell'incontro, si è detto pronto a collaborare con gli Stati Uniti per perseguire una "maggiore stabilità" a livello globale. "La diplomazia di alto livello svolge un ruolo strategico insostituibile nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun durante una conferenza stampa. "La Cina è disposta a collaborare con gli Stati Uniti nello spirito di uguaglianza, rispetto e mutuo vantaggio, per ampliare la cooperazione, gestire le divergenze e infondere maggiore stabilità e certezza in un mondo volatile e interconnesso", ha aggiunto Guo.
Resta l'ombra del 'dossier' Iran su un appuntamento a cui Xi, dicono gli osservatori, si avvicina con poche aspettative. La Cina ha ribadito che le sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro tre società con sede nel Paese, accusate da Washington di sostenere le attività militari iraniane, sono "illegali e unilaterali", avvertendo che Pechino tutelerà gli interessi delle aziende coinvolte. "Abbiamo sempre richiesto alle imprese cinesi di condurre le proprie attività nel rispetto delle leggi e dei regolamenti", ha dichiarato Guo aggiungendo che "la Cina salvaguarderà con fermezza i diritti e gli interessi legittimi delle imprese cinesi". Le sanzioni erano state annunciate nei giorni scorsi dal Dipartimento di Stato americano nei confronti di dieci individui e società, tra cui entità con sede in Cina e a Hong Kong, accusati dagli Stati Uniti di sostenere gli sforzi militari dell’Iran. La decisione è arrivata proprio a ridosso della visita di Trump a Pechino. "La priorità urgente è impedire in ogni modo una ripresa dei combattimenti, piuttosto che usare la guerra per associare e screditare maliziosamente altri Paesi", ha aggiunto Guo.
Intanto in Asia, fra gli altri Paesi, ci sarebbe una forma di cautela che nasconderebbe non pochi timori. Non passa inosservata a un'analisi del New York Times una serie di accordi conclusi di recente. Il giornale li elenca: la Polonia ospiterà presto linee di produzione di tank sudcoreani, l'Australia sta acquistando navi da guerra dal Giappone, il Canada fornirà uranio in India, mentre l'India offre missili da crociera al Vietnam e il Brasile costruisce aerei cargo militari per gli Emirati Arabi Uniti. Ogni accordo, secondo l'analisi, rappresenta un "tentativo" da parte delle cosiddette 'Middle powers' di "proteggersi" nel mezzo delle ripercussioni del conflitto in Iran e in vista del vertice.
Molti, scrive il giornale, ritengono il summit porti con sé più rischi che benefici e per mesi funzionari in Asia hanno temuto Trump potesse essere troppo impulsivo nel voler arrivare a un accordo con Xi, tanto da porre fine alle vendite di armamenti a Taiwan o da accettare un ammorbidimento del linguaggio della politica determinando un vantaggio per la Cina che punta alla "riunificazione" di quella che è un'isola di fatto indipendente, con la sua democrazia.
"Sarebbe l'incubo peggiore", ha ammesso un funzionario di Taiwan, coperto da anonimato, che ha comunque detto di ritenere improbabile una limitazione del sostegno da parte degli Usa all'isola con una manciata di alleati nel mondo e che ha da sempre negli Stati Uniti il suo principale sostenitore a livello internazionale. Qualsiasi concessione su Taiwan, prosegue l'analisi del Nyt, potrebbe indurre altri partner degli Usa a temere l'abbandono. Per il gigante asiatico non mancano rivendicazioni nel Mar cinese meridionale e dispute territoriali. In Vietnam, prosegue il giornale, ci sono funzionari che ritengono che se da Trump arrivassero un gesto conciliatorio o persino lodi per Xi, anche senza grandi compromessi, la Cina ne trarrebbe vantaggio con un margine di manovra maggiore per un pressing più intenso su Paesi più piccoli.
L'altro punto dolente, l'altro timore nella regione, continua l'analisi del Nyt, è che in cambio di condizioni economiche più favorevoli con la Cina, 'novità' di Trump possano ricadere su sicurezza e difesa sul lungo periodo. In passato il tycoon ha minacciato il ritiro di truppe dal Giappone, dove al potere c'è Sanae Takaichi e i soldati americani sono circa 53.000, e dalla Corea del Sud, dove i militari Usa sono 24.000. E ci sono i 'progetti' che non piacciono a Pechino, che - secondo gli analisti citati dal giornale - potrebbero saltare. Il pensiero corre ad Aukus, il patto tra Australia, Regno Unito e Usa pensato per contrastare l'influenza di Pechino e rafforzare la sicurezza nell'Indo-Pacifico dotando l'Australia di sottomarini a propulsione nucleare. "E' molto concreta la sensazione che alleati degli Usa debbano fare affidamento gli uni sugli altri perché non possono più guardare all'America", ha commentato Hugh White, con un passato nell'intelligence australiana, oggi docente di studi strategici all'Australia National University.
Takaichi, che a marzo era da Trump alla Casa Bianca, si è mostrata - osserva il Nyt - più audace nel tentativo di promuovere relazioni più solide con altri Paesi e in Giappone c'è chi teme per le sue 'operazioni'. Conservatrice convinta, poco dopo l'arrivo al potere, si è presto 'scontrata' con Pechino su Taiwan. Molti Paesi, anche alcuni che stanno beneficiando del rafforzamento di legami tra 'Middle powers', stanno attenti a non suscitare le ire di Pechino. L'Indonesia, è l'esempio del quotidiano, ha fatto meno di quanto qualcuno a Tokyo avrebbe gradito per sostenere il Giappone durante le scintille tra Tokyo e Pechino su Taiwan innescate dalla parole di Takaichi che non ha escluso un intervento militare del Giappone in caso di attacco cinese a Taiwan. Così, secondo fonti diplomatiche del Nyt, funzionari vietnamiti avrebbero fatto pressioni su Takaichi affinché evitasse di criticare in modo diretto la Cina durante la visita a Hanoi di inizio mese.

(Adnkronos) - E' Lucia Ilardo la terza finalista del Grande Fratello Vip 2026. La 28enne l'ha spuntata su Raul, Renato, Raimondo e Adriana nella puntata di ieri, martedì 12 maggio.
Tra accuse, strategie messe in discussione, nuove alleanze e rivalità sempre più evidenti, i concorrenti si sono trovati faccia a faccia in dinamiche che hanno cambiato ancora una volta gli equilibri del reality. Non sono mancati momenti emozionanti, sorprese speciali per le finaliste, sfide di talento e il televoto decisivo per il terzo finalista del gioco reality da Ilary Blasi.
Francesca Manzini è finita al centro delle polemiche dopo un gioco fatto durante un party con Raul Dumitras. Raimondo Todaro è stato accusato nella Casa di essere un concorrente molto strategico. Grande sorpresa per Antonella: nella Casa è entrata Vera Gemma, sua grande amica.
Alessandra, seconda finalista, ha raccontato il lato più fragile della sua vita, segnato da una famiglia complicata e dal difficile rapporto con la nonna Romilda. Parlando della madre, invece, si è emozionata ricordando i sacrifici fatti per la famiglia e il forte legame che ancora le unisce.
Classe 1997, nata a Totte del Greco (Napoli), Lucia Ilardo è vissuta a Vignola, in provincia di Modena. Lavora come consulente amministrativa in un'agenzia di marketing e comunicazione e studia per diventare speaker radiofonica. Fidanzata con Rosario, ha voluto mettere alla prova la loro relazione a distanza partecipando a Temptation Island ma, nonostante avessero concluso il percorso nel programma salvando il loro rapporto e uscendone ancora come coppia, la storia si è poi chiusa dopo la fine della trasmissione si legge nella sua scheda pubblicata ufficiale del Grande Fratello.
Le votazioni sono avvenute in modo palese nella Mystery Room. Raimondo ha scelto Francesca, spiegando di aver seguito il cuore e di voler premiare l'amicizia nata nella Casa. Francesca ha ricambiato nominando Raimondo, definendolo un punto di riferimento importante durante il percorso.
Adriana ha votato Renato, che considera un amico sincero e capace di portare leggerezza nel gruppo. Anche Raul ha scelto Renato, sottolineando il legame nato fin dall'inizio dell'avventura. Renato, invece, ha deciso di nominare Raul, spiegando di voler condividere con lui il traguardo della finale.
Successivamente sono intervenute le finaliste Antonella, Alessandra e Lucia, chiamate a indicare chi vorrebbero accanto a loro in finale. Antonella ha puntato su Adriana, Alessandra ha scelto Raul definendolo generoso e autentico, mentre Lucia ha votato Renato, considerandolo una presenza fondamentale nel suo percorso. Al termine delle Nomination, i più votati risultano Renato e Raul: saranno quindi loro due a sfidarsi al televoto per conquistare il posto da quarto finalista del reality.

(Adnkronos) - "L'Iran è stato annientato". Parola di Donald Trump. L'intelligence, però, smentisce il presidente degli Stati Uniti e delinea un quadro totalmente diverso. Teheran è ancora una minaccia perché dispone di missili in abbondanza. Trump, nelle ultime settimane, ha descritto un nemico in ginocchio: "L'Iran non ha più la Marina, non ha l'Aeronautica, le scorte di missili sono quasi esaurite", ha detto e ripetuto il presidente americano. Le informazioni fornite dalle agenzie di intelligence ai membri del Congresso, in sedute a porte chiuse, sono nettamente differenti.
La Repubblica islamica, come scrive il New York Times, ha ripristinato l'accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici lungo lo Stretto di Hormuz: i pasdaran quindi sono in grado di minacciare, e in teoria, colpire, le navi da guerra degli Stati Uniti e le petroliere americane che attraversano il braccio di mare, decisivo per il commercio del 20% del greggio mondiale. L'Iran, secondo le informazioni citate dal quotidiano, può utilizzare rampe di lancio mobili all'interno dei siti ed è in grado di spostare i missili. Solo tre siti missilistici lungo lo stretto sono totalmente inaccessibili. Nel complesso, secondo le stime, Teheran può contare ancora su circa il 70% dei dispositivi mobili di lancio sul territorio nazionale e conserva all'incirca il 70% del suo arsenale: tale dotazione comprende sia missili balistici, in grado di colpire altri Paesi della regione, sia una minore quantità di missili da crociera, utilizzabili contro obiettivi a distanza inferiore, sia terrestri che navali. Immagini satellitari e informazioni acquisite con altre tecnologie di sorveglianza autorizzano a ritenere, inoltre, che l'Iran abbia riacquistato l'accesso a circa il 90% delle sue basi sotterranee per lo stoccaggio e il lancio di missili: le strutture ora risultano "parzialmente o completamente operative", come affermano fonti citate dal New York Times.
I dati delineano uno scenario non coerente con le affermazioni di Trump. Già il 9 marzo, appena 10 giorni dopo l'inizio dell'operazione Epic Fury, il presidente alla Cbs dichiarava che i missili iraniani erano "ridotti a pochi esemplari" e che il Paese non aveva "più nulla in termini militari". Sulla stessa linea le parole di Pete Hegseth: il segretario alla Difesa l'8 aprile sottolineava in conferenza stampa al Pentagono che gli attacchi di Usa e Israele avevano "decimato l'esercito iraniano, rendendolo inefficace in combattimento per gli anni a venire".
Secondo i media americani, sono gli Stati Uniti a dover fare i conti con una gestione complicata di armi e munizioni. Trump e i suoi consiglieri hanno ripetutamente negato che le scorte siano state ridotte a livelli pericolosamente bassi dalla guerra contro Teheran. Il Pentagono avrebbe anche rassicurato i partner europei, che hanno acquistato miliardi di dollari di munizioni dagli Stati Uniti per conto dell'Ucraina. "Abbiamo munizioni sufficienti per quello che ci è stato assegnato in questo momento", ha detto il generale Dan Caine, comandante degli Stati maggiori congiunti, in un'audizione davanti ad una sottocommissione della Camera dei Rappresentanti.
Secondo il New York Times, gli Stati Uniti hanno utilizzato cirrca 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio durante la guerra, un numero vicino alla quantità totale di missili ancora presenti nell'arsenale americano. Gli Usa hanno anche lanciato più di 1.000 missili Tomahawk, circa 10 volte il numero che il Pentagono acquista in un anno. Inoltre, sono stati impiegati più di 1.300 missili intercettori Patriot durante la guerra: la quantità corrisponde circa alla produzione totale di 2 anni. Per riempire i magazzini serviranno anni, scrive il NYT. Lockheed Martin, evidenzia il quotidiano, produce attualmente circa 650 intercettori Patriot all'anno. L'azienda ha annunciato l'intenzione di aumentare la produzione fino a 2.000 unità all'anno. Basterà per soddisfare Trump?

(Adnkronos) - Quando gioca Jannik Sinner agli Internazionali 2026? Giovedì 14 maggio il tennista azzurro sfida Andrej Rublev - in diretta tv e streaming - nei quarti di finale del Masters 1000 di Roma per un posto in semifinale. Sinner arriva al match dopo aver eliminato Ofner all'esordio, Popyrin al secondo turno e Pellegrino nel derby italiano del terzo. Rublev invece ha superato Kecmanovic, Davidovich Fokina e Basilashvili.
La sfida tra Sinner e Rublev è in programma domani, giovedì 14 maggio, con orario ancora da definire. I due tennisti si sono affrontati in ben dieci precedenti, con l'azzurro che conduce con un parziale di 7-3. L'ultimo incrocio risale agli ottavi di finale del Roland Garros 2025, quando Sinner si impose in tre set.
Sinner-Rublev sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match sarà visibile anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

(Adnkronos) - Farmaci anti-obesità in menopausa: oltre alla perdita di peso, possono essere protettivi per i cuore e per gli attacchi di emicrania. Sono stati presentati oggi da Novo Nordisk all'European Congress on Obesity (Eco), in corso a Istanbul, nuovi dati che mostrano come semaglutide, ai dosaggi 2,4 mg e 7,2 mg, favorisca una perdita di peso significativa e costante nelle donne con obesità in tutte le fasi della vita riproduttiva, dal periodo premenopausale alla transizione verso la menopausa e oltre. I risultati derivano da un'analisi integrata che include lo studio clinico sulla gestione del peso Step up, lo studio di riferimento nel campo cardiovascolare Select e un ampio studio osservazionale basato su dati real-world, tutti presentati al congresso Eco.
La perdita di peso con semagludite nelle donne, indicano i dati, si associa a un miglioramento della composizione corporea con riduzione della circonferenza vita, indicativa di una minor quantità di grasso viscerale, principale responsabile del rischio cardiometabolico. Infatti, parallelamente al calo ponderale, le pazienti hanno registrato una riduzione del rischio di infarti e ictus e un miglioramento della qualità di vita, con benefici che spaziano dalla riduzione del carico dell'emicrania e dei sintomi depressivi fino alla mitigazione dei disturbi legati alla menopausa.
Nello specifico, i risultati dell'analisi post hoc dello studio Step up hanno mostrato, nelle donne in premenopausa con obesità, una perdita di peso media del 22,6% e una media della circonferenza vita del 17,5%, in seguito al trattamento settimanale con semaglutide 7,2 mg. Inoltre, oltre 4 donne su 10 (41,4%) hanno ottenuto una perdita di peso pari o superiore al 25%, rispetto al placebo. Le donne in perimenopausa e in postmenopausa hanno ottenuto, invece, una perdita di peso rispettivamente del 19,7% e del 19,8% e una riduzione della circonferenza vita del 15,6% e del 15,3%, indice di una significativa perdita di grasso viscerale. Al termine delle 72 settimane di studio, quasi la metà delle donne in tutti i gruppi era passata dalle categorie di obesità alle categorie di sovrappeso o di normopeso.
Per Mette Thomsen, group vice president e head of global medical affairs di Novo Nordisk, "le nuove evidenze presentate all'European Congress on Obesity di quest'anno dimostrano che l'efficacia di semaglutide nelle donne nelle diverse fasi della menopausa va oltre la perdita di peso, agendo anche sulle complicanze correlate all'obesità come malattie cardiovascolari e disfunzione metabolica. Ma può anche aiutare ad affrontare i disturbi quotidiani, quali emicrania, depressione e sintomi della menopausa. Siamo orgogliosi di condividere questi risultati che potrebbero portare benefici alle tante donne che convivono con l'obesità". (Dall'inviata dell'Adnkronos Salute Raffaella Ammirati)

(Adnkronos) - C'è ancora troppo sale sulle tavole degli italiani. "Nonostante i progressi degli ultimi anni, il consumo di sale in Italia in media resta superiore ai livelli raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità", segnala l'Istituto superiore di sanità in base ai dati preliminari dell'indagine nazionale 'Italian Health Examination Survey - Progetto Cuore 2023-2025', diffusi in occasione della Settimana mondiale di sensibilizzazione per la riduzione del consumo alimentare di sale (Salt Awareness Week 2026, 11-17 maggio). "Secondo l'indagine - riporta l'Iss - tra i 35 e i 74 anni gli uomini consumano in media 9,3 grammi di sale al giorno, mentre le donne arrivano a 7,1 grammi. Valori oltre il limite consigliato dall'Oms, che raccomanda di consumarne meno di 5 grammi quotidiani. Solo l'11% degli uomini e il 24% delle donne riescono infatti a mantenersi entro la soglia raccomandata": in media il 17,5% dei connazionali, appunto 1 su 6.
"I dati preliminari, raccolti in 17 regioni italiane, confermano una situazione sostanzialmente stabile rispetto al periodo 2018-2019 - sottolinea l'Iss - In 10 anni, però, sono stati registrati dei miglioramenti: tra il 2008-2012 e il 2018-2019 il consumo medio di sale nella popolazione adulta italiana è infatti diminuito di circa il 12%. Un risultato attribuito anche alle campagne promosse dal ministero della Salute attraverso il programma 'Guadagnare salute' e il Piano nazionale della prevenzione".
Gli esperti Iss ricordano che "ridurre il sale nell'alimentazione è fondamentale per prevenire ipertensione, malattie cardiovascolari e altre condizioni come i tumori, le patologie renali e l'osteoporosi". E indicano "5 azioni concrete, raccomandate anche dalla World Action on Salt, Sugar and Health, per ridurre il consumo di sale a meno di 5 grammi al giorno". Eccole:
1) Usare erbe, spezie, aglio, erbe aromatiche e agrumi al posto del sale;
2) Scolare e risciacquare verdure e legumi, oltre a mangiare più frutta e verdura fresca;
3) Controllare le etichette per scegliere i prodotti alimentari meno salati;
4) Ridurre il sale nella preparazione dei cibi;
5) Non mettere a tavola sale e salse salate.
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