
Oltre quindici eventi nelle principali città di sette Paesi: Francia, Germania, Belgio, Olanda, Inghilterra, Austria e Svizzera. Si è concluso con successo il tour di promozione in Europa per diffondere lo stile di vita italiano e il gusto autentico del made in Italy, organizzato dal Consorzio di tutela della mozzarella di bufala Campana Dop, in sinergia con il Consorzio di tutela della ricotta di bufala Campana Dop e con il Consorzio del prosciutto di San Daniele Dop. La Campagna d’Europa ha puntato a rafforzare l’export nel vecchio Continente attraverso un piano di promozione ambizioso, con l’obiettivo di guardare al futuro, alle nuove generazioni di consumatori, raccontando come nascono prodotti unici al mondo e anche come saperli esaltare al meglio.
Il progetto congiunto dei consorzi, co-finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, ha previsto una campagna di digital advertising, accanto a una campagna outdoor con affissioni e totem installati nei malls e nelle stazioni delle metropolitane. A consolidare la presenza dei consorzi nei diversi Paesi sono stati una serie di eventi, che si sono svolti da settembre a novembre tra sedi istituzionali, come ambasciate e istituti di cultura, ristoranti e locali di tendenza, per intercettare tutte le tipologie di consumatori. Si sono tenute masterclass dedicate agli stakeholders esteri, seguite da degustazioni guidate per i mozzarella-lover. E tutti gli appuntamenti hanno registrato il 'sold out', segnale del successo crescente della Bufala Campana Dop all’estero.
“In un anno caratterizzato da grandi incertezze – commenta il presidente del Consorzio di tutela mozzarella di Bufala Campana Dop, Domenico Raimondo – abbiamo scelto di rinsaldare la nostra presenza nei mercati più significativi per l’export e l’accoglienza registrata ci conferma il grande apprezzamento all’estero per il made in Italy. L’obiettivo strategico ora è continuare a garantire la massima trasparenza e qualità, due direttrici fondamentali del lavoro del nostro Consorzio”.

L'annuncio dei 30 Big in gara al prossimo Festival di Sanremo da parte di Carlo Conti ha dato il via ufficiale al conto alla rovescia più atteso dagli appassionati: quello per il FantaSanremo. Sebbene il regolamento non sia ancora stato svelato, l'entusiasmo tra gli stessi artisti è già palpabile sui canali social ufficiali del gioco, che negli ultimi anni ha registrato numeri da capogiro.
A commentare il post con l'elenco dei cantanti sono stati in molti. "Ci sarà da divertirsi", scrive Leo Gassmann che viene commentato dal collega e amico Eddie Brock: "Te amo". Gli fa eco LDA, che preannuncia una sfida interna con l'amico e collega Aka7even: "Io e Luca siamo pronti". La risposta di Aka7even non si è fatta attendere: "Ci divertiremo". Si aggiungono al coro Le Bambole di pezza ("Siamo pronte"), Samurai Jay con un eloquente "è tutto giusto" ed Enrico Nigiotti, che promette: "Io potrei regalare emozioni". Non manca un tocco di gossip, con il cuore postato da Francesco Renga in un commento che tagga Ambra Angiolini.
L'attesa è altissima, alimentata dai numeri record dell'ultima edizione, che hanno polverizzato ogni primato precedente. Il gioco parallelo al Festival ha registrato ben 5,1 milioni di squadre iscritte e oltre 3,5 milioni di utenti unici. Cifre che hanno frantumato i risultati, già straordinari, dell'edizione precedente, quando le squadre furono 4,2 milioni e gli utenti 2,8 milioni.
E per il prossimo anno, il gioco potrebbe guardare alla storia del Festival. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, infatti, la prossima edizione del FantaSanremo sarà anche un omaggio alla tradizione della kermesse. Tra le indiscrezioni circolano quelle relative a bonus e omaggi speciali dedicati a icone come Pippo Baudo, il maestro Peppe Vessicchio e Ornella Vanoni, in un connubio perfetto tra il fenomeno social più recente e la storia della televisione italiana.

Maggiore sicurezza durante i trattamenti, degenze più brevi in ospedale e recupero più rapido per i pazienti dopo l'intervento. Sono alcuni dei risultati che hanno portato la Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma a ottenere l'accreditamento internazionale Iasios (International Accreditation System for Interventional Oncology Services), primo e unico programma a livello mondiale dedicato all'oncologia interventistica. Un successo che rafforza il Policlinico Campus Bio-Medico come uno dei centri italiani ed europei di riferimento per il trattamento dei tumori e che testimonia l'impegno nell'innovazione clinica al servizio della persona.
Il percorso di accreditamento è iniziato a marzo dello scorso anno, grazie al lavoro dell'équipe medica dell'Unità operativa semplice di Radiologia interventistica guidata da Rosario Francesco Grasso. Il programma si basa sui criteri stabiliti dalla Cirse (Cardiovascular and Interventional Radiological Society of Europe), con l'obiettivo di migliorare l'assistenza ai pazienti oncologici, promuovere la sicurezza degli interventi e garantire percorsi terapeutici di alto livello mediante l'adesione a standard globali. Tra i diversi aspetti considerati rientrano anche la trasparenza nella comunicazione con i pazienti e il monitoraggio di ogni fase del trattamento, a garanzia della qualità e tracciabilità delle cure e della riduzione dei rischi clinici.
"L'accreditamento Iasios è un riconoscimento importante che riflette la capacità del nostro policlinico di trasformare l'innovazione in un beneficio concreto per le persone", commenta l'amministratore delegato e direttore generale del Policlinico Campus Bio-Medico Paolo Sormani. "L'adozione di protocolli rigorosi e l'impiego di tecniche mini-invasive di ultima generazione - aggiunge - consentono ai pazienti oncologici di accedere a percorsi di cura più sicuri ed efficaci. Un ruolo fondamentale è giocato dai nostri professionisti sanitari, che riescono a fornire informazioni chiare e supporto costante lungo l'intero percorso, dall'accoglienza al rientro a casa, per aiutare i pazienti ad affrontare il trattamento con maggiore consapevolezza e fiducia". Evidenzia Grasso: "Grazie alle tecniche ablative è oggi possibile trattare numerosi tumori senza ricorrere a procedure chirurgiche, agendo soltanto attraverso sottilissime sonde guidate da sistemi di navigazione ad alta precisione, con un impatto minimo sui tessuti circostanti. Questo approccio permette di ridurre considerevolmente le complicanze e di accelerare i tempi di recupero, in linea con gli standard di sicurezza e di qualità certificati dall'accreditamento Iasios".

Nicola Pietrangeli, morto oggi, lunedì 1 dicembre, all'età di 92 anni, ha sempre avuto un rapporto 'complicato' con Jannik Sinner, fatto di elogi ma anche qualche polemica. L'ex tennista, il primo italiano a vincere uno Slam, è stato infatti protagonista di alcune uscite giudicate 'infelici' dai tifosi del numero due del mondo, che non si è mai espresso a riguardo, preferendo, come suo solito, lasciar parlare il campo.
Il no di Jannik Sinner alla Coppa Davis 2025, vinta comunque dall'Italia battendo la Spagna nella finale di Bologna, ha fatto scalpore e (ri)scatenato le polemiche intorno al numero due del mondo. A esprimersi criticando apertamente Sinner è stato anche Pietrangeli[1]: "Mi dispiace molto, anche per lui. Si mette in fila dietro a quelli che pensano solo ai soldi e non ai tifosi", aveva detto intervistato da 'Repubblica'.
E non c'entra la classifica Atp: "Sinceramente non capisco. Rimane comunque numero due, potrà tornare numero uno, ha molti punti, ha molto tempo, molti tornei, cosa cambia? Una scelta incomprensibile, non è una cosa buona rinunciare alla maglia azzurra. Può farlo, nessuno è obbligato. Una volta si faceva, magari qualcuno mandava un certificato medico. Non so per quale motivo ha preso questa decisione, ma avrebbe dovuto comunicarla a inizio stagione. Dire: sento pressione, devo pensare a me, non me la sento. Non farlo sapere all’ultimo, meno di un mese prima. È una questione di coscienza. Neanche di soldi. Ormai gli zeri ai suoi livelli non bastano più. Ha guadagnato milioni e milioni".
Nicola Pietrangeli aveva commentato il trionfo di Sinner agli ultimi Australian Open[2], subito dopo la vittoria nella finale contro Zverev, quando Jannik era diventato il tennista italiano con più titoli Slam di sempre, superando proprio Pietrangeli: ""È giusto che mi abbia sorpassato, i record sono fatti per essere battuti", aveva detto all'Adnkrono, "i conti però si fanno alla fine, gli auguro con tutto il cuore di fare ancora meglio. Io facevo paura in campo, ma non a tutti come lui".
Nessuna incoronazione come miglior tennista italiano di sempre però, per il momento, per Sinner: "Non so se sia il tennista italiano più forte di sempre, ha 23 anni. Vedremo quando ne avrà 30. Ora parlano tutti di Sinner, ma fino a due anni fa non si sapeva nemmeno chi fosse. A fine carriera vedremo se sarà stato il miglior tennista italiano di sempre, può succedere ancora qualunque cosa".
Complimenti, seppur a modo suo, erano arrivati da Pietrangeli anche dopoil trionfo di Wimbledon[3]: "Sinner è imbattibile. In questo momento non c'è nessuno che può batterlo, solo Alcaraz poteva. Jannik può giocare dando il vantaggio".
"Sono contento, è bello, anche perché è un ragazzo pulito e perbene", ha continuato l'ex tennista azzurro, "più di vincere Wimbledon ed essere primo tennista al mondo cosa c'è? Se fa il Career Grand Slam non vedo il miracolo", aveva concluso Pietrangeli.

Una nuova mappa per leggere l'essere umano; un invito a superare la vecchia separazione tra ragione ed emozione, tra scienza e vita. E' il libro 'Il cervello nel cuore' (Cacucci Editore) scritto dal medico cardiologo Massimo Fioranelli. L'autore guida il lettore nell'esplorazione di un asse biologico e simbolico che la medicina moderna aveva troppo spesso ignorato: il dialogo continuo e bidirezionale tra cuore e cervello. Il professor Stefano Bastianello, nella prefazione, definisce questo legame come "un autentico sistema integrato che modula fisiologia, emozioni e coscienza. E' una definizione che riassume il senso profondo dell'opera: capire che il cuore non è solo un muscolo, ma un organo dotato di una sua intelligenza e di una sua memoria; riconoscere che ogni battito contiene un messaggio, e che la biologia non si limita a mantenere la vita, ma a darle forma".
Il libro attraversa l'anatomia, le neuroscienze, le tecniche mente-corpo, la neurofisiologia, l'immunologia, la cardiologia e la filosofia della mente, senza mai perdere la chiarezza divulgativa e la solidità clinica. Dalla complessità dell'asse cuore-cervello alla teoria polivagale, dalla variabilità della frequenza cardiaca alla neuroinfiammazione, ogni capitolo ricostruisce un tassello di quella "sinfonia biologica che unisce mente e cuore", sottolinea l'autore. Uno dei meriti maggiori dell'opera è mostrare come le emozioni, la memoria corporea, la resilienza e persino l'identità personale trovino un correlato fisiologico nel ritmo cardiaco e nelle sue modulazioni. Le trasformazioni dei pazienti dopo un trapianto cardiaco, la vulnerabilità autonoma della sindrome di takotsubo, il ruolo delle neurotrofine come il Bdnf, la progettazione di terapie che integrano respirazione, neuromodulazione vagale, biofeedback e meditazione: tutto confluisce in una visione unitaria della salute.
La medicina che emerge da queste pagine non è dualistica né meccanicistica. E' una medicina relazionale, integrata, profondamente umana. Una medicina che vede nel cuore non un semplice collettore emodinamico, ma un organo di regolazione emozionale e cognitiva. Il libro invita il lettore, medico, ricercatore o semplice curioso, a guardare il proprio corpo come un tutto armonico, dove ogni battito cardiaco e ogni pensiero sono parte di un dialogo che ci definisce e ci umanizza. Ed è un invito anche a ripensare la medicina: a integrare fisiologia e cultura, biologia ed esperienza, scienza e consapevolezza. 'Il cervello nel cuore' è un testo che lascia una traccia. E' una guida per comprendere il presente della medicina e per intuire il suo futuro. E' un libro che parla alla mente, ma arriva dritto al cuore.

All'età di 92 anni è morto Nicola Pietrangeli, unico tennista italiano inserito nella Hall of Fame del tennis mondiale. La sua vita privata è stata segnata da grandi amori, tre figli, delusioni e il terribile lutto dello scorso luglio.
Il matrimonio e i tre figli
Pietrangeli è stato sposato per 15 anni con l'indossatrice Susanna Artero, dalla quale ha avuto tre figli: Marco, Giorgio e Filippo. Si conobbero giovanissimi quando lui aveva 21 anni e lei 18, poi lei lo lasciò perché innamorata di un altro uomo, più giovane. Pietrangeli raccontava che aveva provato a trattenerla ma che non c'era stato niente da fare.
L'amore con Licia Colò
Dopo la separazione ha avuto una relazione, dal 1987 al 1994, con la conduttrice televisiva Licia Colò. In un'intervista nel 2023 a 'D - la Repubblica' aveva ammesso di essere stato molto male quando la storia finì. "Con Licia pensavo sarebbe stata la storia definitiva. Pensi che per lei mi ero trasferito a vivere a Casal Palocco: tanto carino, per carità, ma per uno come me abituato a Roma nord, è stata una grande prova d’amore. Mi dicevano tutti all’epoca 'Ma dai che ci vuole? In 20 minuti sei a Palocco'. Sì, magari… alla fine ho comprato casa e mi sono trasferito a un passo dal mare, in mezzo al verde", raccontava. "Party, viaggi, premiazioni ci sono sempre stati. Ma Licia era diversa. Mi diceva scherzando: 'Certo che ti faccio risparmiare un sacco di soldi. Non mi piacciono i gioielli e detesto pure le pellicce'. In compenso faceva degli spaghetti con i capperi di Pantelleria, di-vi-ni", diceva.
In un'intervista al settimanale 'Oggi', sempre nel 2023, invece ammetteva: "Una parte di me spera ancora che torneremo assieme. Non ho paura di rimanere da solo. È che ho voglia di Licia".
Oggi la conduttrice lo ha ricordato all'Adnkronos[1]: "Nicola è stato un campione nella vita e nello sport, un esempio di grande coraggio. È sempre stata una persona che ha diviso, nel senso che alcuni lo amavano e altri non lo sopportavano, proprio perché era coraggioso, trasparente e non ha mai avuto paura di prendere posizioni scomode, anche fino all'ultimo. E io proprio di questo mi sono innamorata a suo tempo".
La morte del figlio Giorgio
Lo scorso luglio il terribile lutto. Nicola Pietrangeli apprese, mentre si trovava ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma per accertamenti, della morte di suo figlio Giorgio Pietrangeli, a causa di un male incurabile[2]. Aveva 59 anni.
Il figlio del leggendario tennista era stato uno dei primi campioni italiani di surf negli anni Ottanta: aveva partecipato con la Nazionale ai Mondiali del 1988 a Portorico e agli Europei in Portogallo l'anno successivo.

Ajax-Groningen sospesa e rimandata per... fumogeni e fuochi d'artificio sugli spalti. La partita di Eredivisie andata in scena nella serata di domenica 30 novembre è stata interrotta al quinto minuto di gioco per l'accensione e il lancio, dalla curva dei lancieri, di fumogeni che hanno colorato di rosso il cielo della Amsterdam Arena.
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Poi i tifosi hanno lanciato veri e propri fuochi d'artificio verso il terreno di gioco, costringendo l'arbitro a sospendere la partita dopo soli cinque minuti di gioco. Dopo quaranta minuti d'attesa il gioco è ripreso, ma il comportamento nuovamente sopra le righe dei tifosi dell'Ajax ha portato il direttore di gara a una nuova interruzione, questa volta definitiva del match, rinviato a data da destinarsi sul punteggio di 0-0.

Emma Bonino, ricoverata da ieri sera all'ospedale Santo Spirito di Roma, è vigile e le sue condizioni sono stabili. A quanto si apprende sono attesi ulteriori accertamenti prima della diramazione del bollettino medico. La storica leader radicale, fondatrice di +Europa, è arrivata nella serata di domenica 30 novembre al pronto soccorso dell'ospedale romano[1], ed è stata ricoverata in terapia intensiva.
Emma Bonino ha 77 anni e in passato era guarita da un tumore al polmone. Era già stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva del Santo Spirito di Roma nell'ottobre del 2024 per problemi respiratori. Pochi giorni dopo le dimissioni dall'ospedale, l'inaspettata visita a sorpresa di Papa Francesco, che la leader radicale volle celebrare con una foto su Instagram che li ritraeva al sole, sulla terrazza di casa Bonino, uno di fronte all'altro, entrambi accomodati sulla sedia a rotelle.

Nicola Pietrangeli è morto oggi, lunedì 7 dicembre, all'età di 92 anni. L'ex tennista azzurro, il primo italiano a vincere uno Slam trionfando per due volte al Roland Garros e l'unico, almeno finora, inserito nella Tennis Hall of Fame. Pietrangeli ha unito il suo nome alla Coppa Davis, trascinando da capitano l'Italia alla storica vittoria del 1976.
Da tennista professionista Pietrangeli vinse 67 titoli complessivi, 44 in singolare, conquistando per due volte il Roland Garros (1959 e 1960), ma è stata la Coppa Davis, appena conquistata dall'Italia per il terzo anno consecutivo, a consacrarlo come simbolo del tennis azzurro. Con 164 incontri disputati e 120 vittorie, detiene tuttora il record mondiale per match giocati e vinti in questa storica competizione. Le sfide più memorabili rimangono quelle contro Francia, Stati Uniti e Australia, dove la sua calma e determinazione furono decisive.
Il 1976 rappresenta il culmine della sua carriera da capitano non giocatore: in Cile guidando la squadra composta da Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli, Pietrangeli porta per la prima volta l'Italia alla vittoria della Coppa Davis. Il gesto di consegnare il trofeo ai suoi ragazzi è emblematico: un maestro e mentore che, pur lontano dalla racchetta, resta protagonista della gloria azzurra.
Anche la vita fuori dal campo è piena di episodi curiosi: negli anni Sessanta, Pietrangeli rifiutò ingaggi professionistici milionari e continuare a difendere i colori dell'Italia in Coppa Davis, un gesto di lealtà che ancora oggi viene ricordato come esempio di dedizione e patriottismo sportivo.

E' drammatico il bilancio delle inondazioni che hanno colpito in questi giorni Sri Lanka, Indonesia, Thailandia e altri paesi del Sud‑Est asiatico. I numeri ufficiali parlano di oltre 1000 morti, con milioni di persone coinvolte e vaste aree devastate.
Indonesia
In Indonesia è stata colpita soprattutto
sull’isola di Sumatra, dove si registrano almeno 442 morti, con
centinaia di dispersi e migliaia di sfollati. Interi paesi
risultano isolati a causa di frane, strade distrutte e
infrastrutture compromesse.
In totale, riferisce l'agenzia nazionale indonesiana che si occupa
della gestione dei disastri, sono 502 le morti accertate per le
inondazioni causate da piogge torrenziali. A questo dato si
aggiungono almeno 508 dispersi, riferisce l'agenzia.
Il Presidente indonesiano Prabowo Subianto, giunto nel Sumatra settentrionale, ha dichiarato che "il peggio è passato, si spera". Ha aggiunto che "la priorità del governo ora è come inviare immediatamente gli aiuti necessari", con un'enfasi particolare su diverse aree che risultano isolate. Il governo ha inviato tre navi da guerra equipaggiate con aiuti e due navi ospedale verso alcune delle zone più colpite, dove numerose arterie stradali rimangono impraticabili.
Sri Lanka
Nello Sri Lanka, nell'Asia meridionale, il bilancio delle vittime delle inondazioni e delle frane causate dal ciclone Ditwah è aumentato drasticamente domenica, raggiungendo quota 334, con molti altri dispersi e zone basse della capitale Colombo sommerse, hanno affermato le autorità.
Si tratta del peggior disastro naturale che abbia colpito l'isola negli ultimi due decenni, dopo il devastante tsunami del 2004 che uccise circa 31.000 persone e lasciò più di un milione di senzatetto.
Il presidente Anura Kumara Dissanayake, che ha dichiarato lo stato di emergenza, ha promesso di ricostruire con il sostegno internazionale. "Stiamo affrontando il disastro naturale più grande e difficile della nostra storia", ha affermato in un discorso alla nazione. "Certamente, costruiremo una nazione migliore di quella che esisteva prima".
Monsoni e tempeste
Gran parte dell'Asia si trova nella sua stagione monsonica annuale, caratterizzata da piogge intense che frequentemente innescano frane e inondazioni improvvise. Tuttavia, le inondazioni che hanno interessato Indonesia, Thailandia e Malesia sono state ulteriormente aggravate da una rara tempesta tropicale che ha scaricato piogge intense, in particolare sull'isola di Sumatra. Il cambiamento climatico ha altresì incrementato l'intensità delle tempeste e la frequenza di eventi piovosi estremi, poiché un'atmosfera più calda trattiene una maggiore quantità di umidità.
Le ondate di pioggia hanno provocato inondazioni che hanno causato la morte di almeno 176 persone nel sud della Thailandia, secondo quanto riferito lunedì dalle autorità, configurandosi come uno degli eventi di inondazione più letali nel paese nell'ultimo decennio. Oltre confine, in Malesia, dove le piogge intense hanno allagato ampi tratti di territorio nello stato di Perlis, due persone hanno perso la vita.

"Nicola è stato un campione nella vita e nello sport, un esempio di grande coraggio. È sempre stata una persona che ha diviso, nel senso che alcuni lo amavano e altri non lo sopportavano, proprio perché era coraggioso, trasparente e non ha mai avuto paura di prendere posizioni scomode, anche fino all'ultimo. E io proprio di questo mi sono innamorata a suo tempo". Così Licia Colò ricorda con l'Adnkronos Nicola Pietrangeli, con il quale ha avuto una relazione di sette anni, dal 1987 al 1994.
"In una società dove tutti fanno gli equilibristi, Nicola è stato un grandissimo maestro di vita", prosegue la conduttrice. "Con lui ho condiviso un bellissimo momento della mia vita. E il nostro rapporto ha continuato a essere bello anche dopo, perché il nostro legame si è trasformato. L'amore può cambiare, e quando c'è un sentimento che merita, si trasforma in una grande stima e in un grande affetto, che ho sempre conservato per lui. Per me è stato un maestro".
Il ricordo si fa poi più intimo e recente: "L'ho visto l'ultima volta solo cinque giorni fa. Sono andata a trovarlo, stava molto male, ma continuava a fare battute, lamentandosi di essere 'stanco di essere stanco'. Stava male da tempo, adesso si è liberato. Probabilmente, ora ha finito di essere stanco". Infine, un pensiero di addio: "Voglio ricordarlo così e mi auguro che da lassù possa continuare a divertirsi, a sorridere e a fare battute con le persone che non ci sono più".
Dopo il conseguimento ottenuto lo scorso anno della certificazione Uni/pdr 125:2022 per la parità di genere da parte della capogruppo Agsm Aim, il percorso di valorizzazione delle persone e di promozione di una cultura aziendale equa e inclusiva ha compiuto un passo in avanti. La certificazione è stata infatti estesa e integrata anche alle società Agsm Aim Energia e Agsm Aim Smart Solutions.
Si tratta di un risultato frutto di un processo strutturato che ha previsto l’adozione di un sistema di gestione condiviso, volto a garantire coerenza e obiettivi comuni nelle politiche di diversity, equity & inclusion delle società del Gruppo. Un riconoscimento che conferma la volontà del Gruppo di continuare a migliorare e di rispondere alle esigenze di un contesto sociale e lavorativo in costante cambiamento.
L’estensione della certificazione si inserisce in modo naturale all’interno degli obiettivi definiti dal piano industriale 2025-2030, che pone le persone al centro del percorso. Tra gli obiettivi indicati in materia di inclusione e valorizzazione dei talenti: 4 società certificate per la parità di genere (raggiunta ad oggi da tre società); gender pay gap pari a zero; 46% di personale femminile all’interno dell’organico aziendale; 80% della popolazione aziendale coinvolta in percorsi di change management e formazione in ambito di intelligenza artificiale.
Federico Testa, presidente di Agsm Aim: "L’estensione della certificazione per la parità di genere ad altre due società del Gruppo conferma un percorso che non nasce oggi, ma che stiamo costruendo con continuità, grazie ad attività quotidiane di formazione e comunicazione. La parità di genere, per un Gruppo pubblico come il nostro, è un valore che incide sulla qualità del lavoro, sull’organizzazione e sulla capacità di attrarre e valorizzare le competenze delle nostre persone".
Secondo Alessandro Russo, consigliere delegato di Agsm Aim: "L’ottenimento della certificazione da parte di Agsm Aim Energia e Agsm Aim Smart Solutions dimostra la centralità delle persone nel nostro progetto industriale. La sostenibilità passa anche attraverso politiche inclusive e una cultura organizzativa capace di valorizzare talenti e differenze. Con il nuovo piano industriale abbiamo scelto di investire in modo strutturale su questi temi: la certificazione è un impegno concreto che ci accompagnerà nei prossimi anni".

L’Italia del tennis dice addio a Nicola Pietrangeli, morto oggi a 92 anni, l’uomo che ha cambiato per sempre la storia di questo sport. Dal presidente Fitp Angelo Binaghi all'ex tennista azzurro Corrado Barazzutti, tanti i messaggi per il primo italiano a vincere uno Slam.
Il messaggio di Binaghi
Angelo Binaghi lo ricorda come molto più di un campione: "È stato il primo a insegnarci cosa volesse dire vincere davvero, dentro e fuori dal campo. È stato il punto di partenza di tutto quello che il nostro tennis è diventato. Con lui abbiamo capito che anche noi potevamo competere con il mondo, che sognare in grande non era più un azzardo".
"Quando si parla di Nicola, si pensa subito ai record, alle Coppe Davis, ai titoli e ai trionfi che resteranno per sempre nella nostra storia. Ma la verità è che Nicola era molto di più. Era un modo di essere. Con la sua ironia tagliente, il suo spirito libero, la sua voglia inesauribile di vivere e di scherzare, riusciva a rendere il tennis qualcosa di umano, di vero, di profondamente italiano", ha aggiunto Binaghi. "Parlare con lui era sempre un piacere e una sorpresa: potevi uscire da una conversazione ridendo a crepapelle o con una riflessione che ti restava dentro per giorni. Nel mio ufficio c’è una foto a cui tengo moltissimo: io bambino, raccattapalle in una sfida di Coppa Davis a Cagliari, e davanti a me proprio lui, Nicola Pietrangeli[1]. Ogni volta che la guardo, mi sembra di tornare a quel giorno. E mi rendo conto che, in fondo, tutto per me è cominciato lì. Quella foto non è solo un ricordo: è un simbolo. Il simbolo di come un bambino possa innamorarsi di uno sport grazie a chi lo incarna in modo così pieno e naturale. Per me Nicola non era solo il più grande giocatore della nostra storia. Era il tennis, nel senso più profondo del termine", ha proseguito Binaghi nel suo racconto di una icona del tennis mondiale.
"Gli devo molto, come uomo e come presidente. Non solo per quello che ha fatto per la Federazione e per tutti noi, ma per come lo ha fatto: con stile, con coraggio, con quella sua irriverenza che era il segno dei veri fuoriclasse. A modo suo, Nicola non è mai cambiato: diretto, sincero, incapace di essere banale. Anche quando provocava, lo faceva con un’intelligenza che nasceva dall’amore profondo per il nostro sport. Oggi ci piace pensare che abbia raggiunto in cielo Lea, e che insieme stiano già giocando uno straordinario doppio misto, divertendosi come solo loro sapevano fare. Due icone del tennis italiano, inseparabili anche lassù". ha sottolineato Binaghi.
"Ma per noi che restiamo, è un colpo durissimo. Nel giro di poco più di un anno abbiamo perso due pezzi della nostra anima. Due persone che hanno scritto la nostra storia e che continueranno a ispirarci, ogni giorno, dentro e fuori dal campo. Ci mancherà la sua voce, ci mancherà il suo sorriso, quella sua capacità di dire sempre quello che pensava, senza paura e senza filtri. Oggi salutiamo un monumento del nostro sport, ma anche un amico vero. Uno di quelli che ti dicono le cose in faccia, che sanno farti arrabbiare e poi ridere un secondo dopo. E questo, nel mondo di oggi, vale più di mille trofei. Grazie, Nicola. Per tutto quello che ci hai dato, e per tutto quello che continuerai a rappresentare per il tennis italiano", ha concluso Binaghi.
Il ricordo di Barazzutti
"Sono molto dispiaciuto per la comparsa di Nicola, perché prima di tutto era una persona di famiglia. Abbiamo praticamente vissuto una vita insieme, per quanto mi riguarda da quando ero ragazzino lo vedevo giocare in televisione, era un po' il mio idolo, l'ho incontrato come giocatore in campo, è stato compagno mio di Coppa Davis, quando io ero un ragazzino, è stato il mio capitano quando abbiamo vinto la Coppa Davis e in questi ultimi 20 anni siamo sempre stati insieme, abbiamo condiviso tante cose". Questo il ricordo di Corrado Barazzutti all'Adnkronos.
"Nicola era un amico, era una persona alla quale ero molto vicino e un grande personaggio sportivo. Eta un ambasciatore nel mondo del tennis e dello sport, un ambasciatore di principi e di valori, un grande personaggio sportivo che ha dato tantissimo al tennis e allo sport italiano", ha concluso l'ex capitano di Coppa Davis.
L'addio di Buonfiglio
“La scomparsa di Nicola Pietrangeli addolora profondamente tutto lo sport italiano - sono state le parole del Presidente del Coni Luciano Buonfiglio -. Con lui perdiamo non solo un campione straordinario, ma un’icona, un simbolo eterno della sua disciplina. Pietrangeli ha incarnato il tennis italiano: il suo talento, il suo carisma e le sue vittorie hanno attraversato indissolubilmente intere generazioni".
"Con i suoi successi ha portato l’Italia sulla ribalta internazionale, aprendo la strada a una tradizione che oggi continua a brillare grazie anche al solco da lui tracciato. Oggi perdiamo un punto di riferimento assoluto, un ambasciatore autentico dei valori che accomunano il nostro mondo. Alla sua famiglia, al Presidente Angelo Binaghi e all’intero movimento del tennis italiano va il cordoglio più sincero mio e del Coni", ha concluso il Presidente.

Ammonterebbe a due milioni di euro il bottino trafugato dai malviventi che, all'alba di questa mattina, hanno assaltato un portavalori lungo l'autostrada A2, tra gli svincoli di Scilla e Bagnara, vicino Reggio Calabria. Ad agire sarebbe stato un commando che, secondo una prima ricostruzione, sarebbe riuscito a isolare la zona spargendo chiodi sull'asfalto e dando alle fiamme due auto in mezzo alle corsie per interdire l'accesso agli altri veicoli. L'assalto al portavalori è stato compiuto all'interno della galleria. Esplosi anche alcuni colpi d'arma da fuoco, fortunatamente senza feriti. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco intervenuti a domare le fiamme, carabinieri e polizia, che indagano sull'accaduto. La circolazione autostradale è rimasta bloccata per oltre un'ora in direzione Salerno.

Ammonterebbe a due milioni di euro il bottino trafugato dai malviventi che, all'alba di questa mattina, hanno assaltato un portavalori lungo l'autostrada A2, tra gli svincoli di Scilla e Bagnara, vicino Reggio Calabria. Ad agire sarebbe stato un commando che, secondo una prima ricostruzione, sarebbe riuscito a isolare la zona spargendo chiodi sull'asfalto e dando alle fiamme due auto in mezzo alle corsie per interdire l'accesso agli altri veicoli. L'assalto al portavalori è stato compiuto all'interno della galleria. Esplosi anche alcuni colpi d'arma da fuoco, fortunatamente senza feriti. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco intervenuti a domare le fiamme, carabinieri e polizia, che indagano sull'accaduto. La circolazione autostradale è rimasta bloccata per oltre un'ora in direzione Salerno.

Una donna, soprannominata 'langoustine lifter', è ricercata a Londra dalla polizia per una serie di furti piuttosto bizzarri che coinvolgono aragoste, carne di manzo da sirloin e persino fiori da aziende di tutta Londra.
La ladra è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza mentre rubava una cassa di langoustine (aragoste norvegesi) del valore di circa 300 sterline davanti al ristorante stellato Michelin Elystan Street.
Nelle successive indagini, è emerso che la stessa donna sarebbe coinvolta anche nel furto di circa 800 sterline di sirloin beef (controfiletto di carne bovina) da un altro ristorante, Galvin La Chapelle.
Ma non solo: anche un fiorista di Londra ha denunciato il furto di orchidee rare, per un valore stimato attorno alle 400 sterilne, attribuendo alla stessa persona l’azione, osservata dalle telecamere di sorveglianza. E un altro ristorante, 104 Restaurant a Notting Hill, avrebbe subito il furto di un secondo box di langoustine.
Azione sistematica
Secondo i proprietari dei locali, il modus operandi suggerisce che non si tratti di furti “casuali”, ma piuttosto di un’azione sistematica e consapevole: rubare ingredienti costosi o “lusso” (carne pregiata, pesce costoso, fiori rari) per poi forse rivenderli a ristoranti, pub o altri acquirenti all’ingrosso.
La polizia metropolitana di Londra ha confermato di essere intervenuta su più segnalazioni e di aver aperto un’indagine, chiedendo a chiunque avesse informazioni di contattarli.
I furti
Il primo furto della cassa di langoustine è avvenuto la mattina di martedì 25 novembre davanti a Elystan Street, stellato Michelin, a Chelsea intorno alle 8 del mattino.
Subito dopo la pubblicazione del video da parte del proprietario del ristorante Phil Howard, altri ristoratori e un fiorista hanno riconosciuto la donna come la stessa persona, portando ad una catena di segnalazioni in città.
Con l’aumentare delle segnalazioni, gli chef londinesi hanno iniziato a scambiarsi messaggi frenetici su WhatsApp in quella che — secondo alcuni — assomiglia ad un “whodunnit natalizio”.

Cosmoprof Worldwide Bologna consolida il suo ruolo di guida nell’industria cosmetica internazionale e si prepara alla 57ª edizione, in programma dal 26 al 29 marzo 2026. L’appuntamento rinnova il suo impegno verso il networking B2B, grazie a nuovi spazi dedicati a pitch commerciali e presentazioni istituzionali, ambienti di networking ampliati e un’attenzione privilegiata ai trend emergenti e ai mercati ad alto potenziale. Su oltre 170.000 mq espositivi si incontreranno più di 3.000 aziende provenienti da oltre 60 Paesi e oltre 255.000 operatori internazionali, confermando ancora una volta Bologna come capitale mondiale della bellezza professionale.
"L'abilità unica di Cosmoprof Worldwide Bologna di combinare un'ampia portata globale, networking di alto livello e una previsione dei trend la rende un evento irrinunciabile anno dopo anno", ha dichiarato Enrico Zannini, Direttore Generale di BolognaFiere Cosmoprof. "Per i nuovi operatori, è un trampolino di lancio; per i nomi già affermati, rimane un punto di riferimento nel calendario internazionale della bellezza. Esporre a Cosmoprof significa entrare in un ecosistema di business internazionale dove convergono acquirenti strategici, distributori di alto livello e mercati emergenti. Per qualsiasi azienda che miri a un’espansione globale, Cosmoprof offre una visibilità senza pari, l'accesso a nuovi canali di distribuzione e l'opportunità di allinearsi con gli attori più innovativi e influenti del mondo", ha affermato Zannini. Tutto questo assume un'importanza ancora maggiore, dato che l'industria internazionale della bellezza continua a crescere in un contesto sempre più agguerrito e su un palcoscenico globale in continua evoluzione. Partnership solide, collaborazione tra le aziende del settore e sinergia commerciale sono pertanto cruciali per il successo nell'anno a venire.
Le previsioni di Euromonitor International confermano una crescita costante del settore: nel 2025 il mercato cosmetico mondiale raggiungerà un valore di 610,4 miliardi di dollari, con un incremento del 2,9% sul 2024. La crescita media annua prevista fino al 2029 è del 3%, con Stati Uniti, Cina e Brasile che continuano a rappresentare i mercati più forti, affiancati da economie europee consolidate come Germania, Francia, Regno Unito e Italia. Quest’ultima si conferma anche tra i principali esportatori mondiali, con un valore export di 8,4 miliardi di dollari nel 2024. Skincare, haircare, fragranze e make-up continueranno a guidare la domanda, mentre nuove aree ad alto potenziale come benessere, solari e haircare specialistico contribuiranno a ridefinire le dinamiche competitive. Sarà quindi importante per le aziende costruire un portafoglio ampio e variegato per rimanere competitive e accessibili. Cosmoprof Worldwide Bologna rappresenta quindi la piattaforma ideale per investire in questi sforzi. “Nell'attuale contesto globale, con incertezze in alcuni mercati maturi, Cosmoprof rappresenta un'opportunità strategica per i brand di diversificare le esportazioni ed esplorare i mercati emergenti e altre aree del settore in forte crescita” ha affermato Enrico Zannini.
Anche la qualità dei visitatori continua a crescere ogni anno, ha detto Zannini, aprendo eccezionali opportunità di business per gli espositori. Nel 2025, Cosmoprof Worldwide Bologna ha registrato un aumento del 4,5% delle presenze rispetto al 2024, con partecipanti da oltre 150 Paesi e il 21% al primo ingresso. "Per il 2026, ci aspettiamo che la partecipazione continui a crescere, in linea con il trend positivo delle recenti edizioni. L'interesse da parte dei mercati internazionali rimane robusto, specialmente tra retailer, category e merchandiser manager, importatori e distributori in cerca di innovazione e di una prospettiva globale sui brand di bellezza", ha detto Zannini. La tempistica della fiera – al di fuori del Ramadan – favorisce anche una maggiore partecipazione dai Paesi del Medio Oriente.
Il canale retail dedicato al beauty sta vivendo una trasformazione profonda e trasversale, spinta da tre grandi forze: il benessere come leva principale di acquisto, il ruolo dell’esperienza come elemento decisivo nella scelta del consumatore e la convergenza tra fisico e digitale che sta ridefinendo il concetto stesso di negozio.
Il benessere e la cura di sé stanno assumendo un ruolo determinante nelle decisioni di acquisto. Il consumatore contemporaneo non cerca più solo un prodotto, ma una risposta a bisogni specifici che coinvolgono salute, benessere mentale, prevenzione e personalizzazione. La cosiddetta “joy economy”, come la definisce l’agenzia Outform, sta orientando i comportamenti verso prodotti e servizi capaci di portare beneficio, equilibrio e gratificazione emotiva. Questa tendenza è particolarmente evidente nei segmenti skincare, haircare avanzato, fragranze evocative e beauty supplement, dove crescita e innovazione procedono in parallelo.
L’esperienza in-store sta diventando un fattore competitivo centrale. Secondo Outform, sette consumatori su dieci considerano il testing fondamentale nel processo d’acquisto, e quasi l’80% è più propenso a finalizzare l’acquisto dopo aver provato il prodotto in negozio. Demo zone, consulenze personalizzate, trattamenti espressi e un design immersivo contribuiscono a trasformare il punto vendita in un luogo di scoperta e relazione, dove il brand si racconta attraverso tutti i sensi. Retailer come Rituals e Holland Barrett stanno già tracciando la strada, integrando servizi di benessere, rituali esperienziali e nuove formule di consulenza.
Accanto all’esperienzialità, l’integrazione tra fisico e digitale sta dando vita al “retail unificato”, un modello in cui il consumatore si muove senza soluzione di continuità tra canali. L’online fornisce comodità, informazioni e personalizzazione, mentre il negozio fisico offre relazione, autenticità e prova diretta: due elementi che si completano e che rappresentano, insieme, il percorso decisionale contemporaneo. L’uso dello smartphone durante lo shopping, gli strumenti di realtà aumentata, l’intelligenza artificiale applicata alla ricerca dei prodotti e la crescita di player come TikTok Shop stanno ridisegnando profondamente il panorama dell’acquisto beauty.
Anche i retailer dovranno dunque investire in supply chain più veloci, flessibili e resilienti. L'accorciamento delle catene di fornitura, la diversificazione dei partner e la capacità di adattarsi rapidamente alle oscillazioni della domanda saranno fattori chiave per mantenere prezzi competitivi e rispondere con tempestività alle aspettative del pubblico. In questo scenario, Cosmoprof Worldwide Bologna si conferma luogo privilegiato per analizzare trend, incontrare nuovi player, valutare opportunità di espansione e individuare soluzioni innovative per i punti vendita del futuro. Qui, aziende e retailer potranno confrontarsi sulle strategie più efficaci per rispondere a un consumatore sempre più consapevole, esigente e desideroso di esperienze.
L’edizione 2026 di Cosmopack, da giovedì 26 a sabato 28 marzo, rappresenterà un viaggio completo attraverso l’intera filiera produttiva. Cinque padiglioni ospiteranno i principali player globali dei settori ingredienti, fragranze, macchinari, automazioni, packaging e produzione conto terzi, in un percorso espositivo pensato per offrire ai professionisti un’esperienza intuitiva e densa di opportunità. La Fragrances Ingredients Zone accoglierà produttori di materie prime e startup orientate alla sostenibilità, mentre il Padiglione 19 offrirà uno sguardo privilegiato sulle tecnologie più avanzate per la produzione e il confezionamento. Le aree dedicate ai servizi full service, alle formulazioni e al packaging offriranno ai visitatori una panoramica sulle innovazioni più recenti in termini di texture, materiali, sistemi di erogazione e soluzioni turnkey. Il Cosmopack Stage ospiterà un programma formativo dedicato alle tecnologie del futuro, mentre i Cosmopack Awards celebreranno l’eccellenza della filiera con una cerimonia dal vivo.
Per le aziende che operano nel mondo del prodotto finito, da giovedì 26 a sabato 28 marzo, Cosmo Perfumery Cosmetics sarà ancora una volta l’appuntamento irrinunciabile per presentare novità, consolidare relazioni e incontrare buyer da tutti i principali canali retail globali. Skincare, make-up, fragranze, personal care e prodotti lifestyle troveranno spazio in aree espositive rinnovate e pensate per facilitare un percorso di visita fluido e coerente. Debutta quest’anno il Cosmetics Stage nel Padiglione 36, un nuovo hub di contenuti dedicato a pitch commerciali, lanci di prodotto, presentazioni istituzionali e momenti di confronto tra brand, retailer e media. Le aree di networking saranno completamente riprogettate per accogliere incontri strategici in un ambiente dinamico e confortevole. Iniziative consolidate come Cosmoprime, Extraordinary Gallery, Beauty Tech, CosmoTalks e i Cosmoprof Cosmopack Awards continueranno a valorizzare innovazione e creatività. Nell’attesa della manifestazione, il nuovo hub editoriale “Cosmoprof Insights” accompagnerà il pubblico con rubriche, interviste e approfondimenti sui trend più rilevanti del settore.
A completare l’offerta della manifestazione, da giovedì 26 a domenica 29 marzo, Cosmo Hair Nail Beauty Salon accoglierà il mondo della bellezza professionale con le proposte più avanzate dedicate a saloni, centri estetici, spa, barber shop e nail salon. Dalle apparecchiature hi-tech alle soluzioni di skincare professionale, dagli arredi all’accessoristica, fino ai servizi di formazione e aggiornamento, la fiera offrirà un percorso completo e sinergico con le altre aree della manifestazione. Il settore Beauty Spa presenterà tecnologie per viso e corpo, sistemi di epilazione e laser, soluzioni per aromaterapia e benessere quotidiano, mentre l’area Nail Lashes metterà in scena le ultime tendenze in nail art, ricostruzione e prodotti professionali. Il comparto haircare occuperà i padiglioni dedicati ai grandi brand internazionali, con trattamenti, colorazioni, extension, strumenti professionali e soluzioni per barber shop. Il Padiglione 37 ospiterà l’On Hair Show, mentre nel Main Stage al centro servizi avrà luogo la seconda edizione di On Hair Education, il palco dedicato ai look&learn e alla formazione nel mondo dell’hairstyling. Il Mall Stage accoglierà i due eventi dedicati all'estetica professionale: il World Massage Meeting e il Cosmo OnStage. Completa l’offerta il premio Beauty Stars, che celebra l’eccellenza degli operatori dell’estetica professionale. Con un mix unico di innovazione, contenuti, visione strategica e opportunità di business, Cosmoprof Worldwide Bologna 2026 si prepara a riunire ancora una volta l’intera community internazionale della bellezza. Dal 26 al 29 marzo, Bologna si conferma capitale globale del beauty, un luogo dove il futuro del settore prende forma attraverso idee, prodotti, tecnologie e nuove connessioni.

E' morto Nicola Pietrangeli. La leggenda del tennis azzurro aveva 92 anni. Nella sua straordinaria carriera, ha vinto due volte il Roland Garros (1959 e 1960) diventando il primo azzurro a conquistare un titolo dello Slam e da capitano ha guidato l'Italia al primo trionfo in Coppa Davis nel 1976.
Pietrangeli, ad oggi unico tennista italiano inserito nella Hall of Fame del tennis mondiale, è il primatista mondiale di ogni epoca in Coppa Davis per partite giocate (164), incontri vinti in singolare (78-32) e in doppio (42-12). Nella manifestazione, per anni ha composto con Orlando Sirola il doppio più vincente del torneo (34 vittorie su 42 match).
In un'epoca in cui il ranking non esisteva e le classifiche erano stilate dalla stampa, Pietrangeli è arrivato fino al numero 3 del mondo nel biennio 1959-1960. Tra il 1957 e il 1964 il suo nome è stato sistematicamente inserito nella top ten. Il suo palmares comprende complessivamente 48 titoli, comprese 2 edizioni degli Internazionali d'Italia. In una straordinaria bacheca, anche l'oro in singolare ai Giochi del Mediterraneo 1963 e il bronzo alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968, dove il tennis sbarcò con un torneo di esibizione.

E' allarme per gli allevamenti di carne bovina in Italia, "negli ultimi 10 anni hanno chiuso 19.000 stalle, un calo che corrisponde a - 23%, e addirittura quelli da latte misti sono calati del 30%". E' quanto denuncia Serafino Cremonini, presidente di Assocarni, intervistato dall'Adnkronos, sulla dinamiche del settore zootecnico. "Tuttavia i capi in stalla sono diminuiti molto meno per effetto di una concentrazione di allevamenti più grandi. Quindi in 10 anni i capi da carne sono calati del 2,9%, mentre quelli del latte del 4,9%. Quindi abbiamo perso purtroppo gli allevatori di piccole dimensioni" spiega l'imprenditore.
Del resto i produttori italiani di carne bovina sono preoccupati dal calo della produzione bovina in quanto siamo ancora tropo dipendenti dall'estero anche a livello europeo. "Negli ultimi dieci anni Paesi emergenti come la Cina - spiega - hanno aumentato i consumi di carne bovina in modo sensibile e hanno scombussolato quelli che sono gli equilibri mondiali, diventando concorrenti della stessa Europa. I nostri principali fornitori dall'estero, soprattutto il Sudamerica, oggi trovano alternative allì'export di carne bovina ed più che mai importante tutelare la nostra filiera bovina".
Uno scenario preoccupante in quanto "la carne prodotta dagli allevatori italiani soddisfa il 37% del consumo di carne del popolo italiano mentre l'altro 63% lo importiamo dall'Europa e dai paesi extra Ue" sostiene Cremonini che sottolinea: "dobbiamo implementare il tasso di autosufficienza". Inoltre, rimarca l'imprenditore "dobbiamo fare una battaglia in Europa affinché le risorse per l'agricoltura europea, e quindi anche per gli allevatori siano difese, a fronte della prevista riduzione dei contributi Pac del 22% dal 2028 al 2034. Non preoccupa invece, Cremonini la riduzione dei consumi di carne che negli ultimi 30 anni è arrivata a -3/4% e ora si sta stabilizzando. "Abbiamo più problemi a produrre che a consumare", basti pensare che in Italia, 30 anni fa, "c'erano 8 milioni e 200 mila bovini adesso ce ne sono meno di 6 milioni" conclude Cremonini.

Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha fatto la sua prima apparizione in pubblico dopo giorni a Caracas, mettendo fine alle speculazioni secondo le quali sarebbe fuggito dal Paese in seguito alle tensioni con gli Stati Uniti. Lo riporta la Cnn, affermando che Maduro ha partecipato alla cerimonia annuale di premiazione dei migliori caffè che si è svolta ieri nella zona orientale della capitale. Maduro, che solitamente è presente sulla tv venezuelana più volte durante la settimana, non appariva in pubblico da mercoledì, quando ha condiviso su Telegram un video in cui il presidente guidava per le strade di Caracas.
Nelle immagini trasmesse online, durante la sua apparizione di ieri il presidente venezuelano era seduto davanti a una folla e consegnava medaglie ai produttori di caffè che presentavano i loro prodotti migliori. Maduro ha poi sorseggiato diversi caffè e pronunciato brevi discorsi, nessuno dei quali ha affrontato apertamente l'attuale crisi con gli Stati Uniti. Al termine dell'evento, il presidente ha gridato che il Venezuela è "indistruttibile, intoccabile, imbattibile", parlando dell'economia del Paese. L'apparizione in pubblico di Maduro segue la conferma, da parte del presidente americano Donald Trump, di un colloquio telefonico tra i due[1].

Qualche pioggia e rialzo delle temperature in questo inizio mese. L'attesa per un freddo dicembre, carico di neve e con atmosfere tipicamente invernali, sembra destinata a scontrarsi con la realtà meteorologica in buona parte del Continente Europeo. Dopo una fase fredda e localmente nevosa nei giorni scorsi che aveva acceso le speranze degli amanti dell'inverno, l'assetto atmosferico sta subendo una rapida, e per alcuni deludente, conversione.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it[1], conferma che dicembre inizierà sotto la spinta di correnti più miti di origine atlantica su buona parte d’Europa e sull’Italia. Già in queste ore si sta sperimentando questo cambio di circolazione con un graduale rialzo termico ovunque.
Nella settimana inaugurale di dicembre, il tempo sarà spesso grigio e monotono, con la nebbia e la nuvolosità bassa che torneranno a essere protagoniste indiscusse sul nostro Paese.
Tra lunedì e martedì avremo anche la presenza di un fronte perturbato che porterà delle piogge localmente moderate sulle regioni centrali tirreniche, in Liguria e localmente sulla Val Padana. Ancora incertezza invece riguardo al ponte dell’Immacolata sebbene alcuni modelli mostrino una tendenza al ritorno di correnti più “fredde” che potrebbero riportare nevicate abbondanti sulle Alpi. Niente a che vedere comunque con quanto accaduto intorno al 20-22 novembre.
L'aspetto più evidente di questo cambio di regime è l'andamento termico. Le temperature non saranno più così rigide come quelle registrate nei giorni passati. L'aria fredda ha già lasciato spazio a masse d'aria più miti.
Se l'Europa si prepara a un inizio dicembre "anziano" e poco emozionante, il quadro è radicalmente diverso dall'altra parte dell'Oceano Atlantico. Tra gli Stati Uniti e il Canada, l'inverno sembra voler mostrare subito i muscoli con una prepotenza eccezionale.
Le temperature raggiungeranno valori polari, soprattutto verso il prossimo weekend. Città come Montréal, Ottawa e Chicago potrebbero vedere le colonnine di mercurio precipitare fino a sfiorare i -20°C.
Lunedì 1. Al Nord: perturbazione con piogge, specie al mattino. Al Centro: rovesci su Toscana e Lazio, variabile altrove. Al Sud: nubi sparse e schiarite.
Martedì 2. Al Nord: molto nuvoloso. Al Centro: piogge su Lazio, Abruzzo e Molise. Al Sud: piogge sparse in Campania e in Puglia.
Mercoledì 3. Al Nord: peggiora con piogge su Piemonte e Liguria. Al Centro: generalmente nuvoloso. Al Sud: piovaschi su Salento e Calabria ionica, schiarite altrove.
Tendenza: giovedì con intenso maltempo su Basilicata e Puglia, migliora nel weekend.

Unità immobiliari e disponibilità finanziarie per oltre 3 milioni di euro sono state confiscate a un romano di 83 anni, accusato di attività usurarie e di riciclaggio di capitali illeciti fin dagli anni '70 per conto di diverse organizzazioni mafiose e in particolare nell'interesse della Banda della Magliana. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Roma, è stato eseguito dal personale della Divisione Anticrimine della questura di Roma dopo la pronuncia della Cassazione. L'uomo svolgeva attività di usura anche per conto di ‘ndrangheta, camorra e di Cosa Nostra.
L’attività costituisce il parziale epilogo dell’operazione 'Ragnatela' del 2021, nel cui ambito gli specialisti della Divisione Anticrimine avviarono le indagini, ricostruendo la carriera criminale e analizzando la posizione economico-patrimoniale di due persone, il romano di 83 anni e un calabrese della zona dei Castelli Romani, inserito in pericolosissimi contesti di criminalità organizzata di matrice ‘ndranghetista, operante nel mandamento tirrenico, che fece capo alla cosca Piromalli di Gioia Tauro, e quella dei loro nuclei familiari.
Il romano durante un interrogatorio si era definito 'uomo liquido', cioè a disposizione di diverse organizzazioni criminali, con il compito di riciclarne gli enormi proventi illeciti. Nella sua attività di usura era solito vantarsi con le vittime dei suoi intimi rapporti con i vertici della Banda della Magliana e della mafia siciliana.
Tra i beni irrevocabilmente confiscati, entrati a far parte del patrimonio dello Stato, ci sono un complesso immobiliare nel Comune di Rocca di Papa, adibito ad albergo-ristorante, assegnato alla Protezione Civile, una unità immobiliare nel Comune di Roma, nella zona urbanistica della Magliana, disponibilità finanziarie giacenti su diversi rapporti creditizi per un valore complessivo di oltre 300.000 euro. L'uomo, colpito da confisca, non risulta colpito da provvedimenti limitativi della libertà personale e vive nella Capitale.
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