
(Adnkronos) - Le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la principale causa di morte in Italia e in Europa, con un impatto crescente sulla salute pubblica, sulla qualità della vita dei cittadini e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. Nel nostro Paese provocano 25 morti ogni ora, oltre 220mila ogni anno, e sono responsabili del 30,9% di tutti i decessi. A livello europeo coinvolgono oltre 62 milioni di persone nei 27 Stati membri, generando un costo economico stimato in più di 280 miliardi di euro l'anno tra spesa sanitaria, assistenza e perdita di produttività. Il dato più significativo resta tuttavia quello legato alla prevenzione: secondo l'Iss fino all'80% delle morti cardiovascolari potrebbe essere evitato attraverso diagnosi precoce, corretti stili di vita e percorsi di cura tempestivi ed efficaci. E' partendo da questa emergenza che questa mattina, nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, sede del Senato, si è tenuto il convegno nazionale dedicato al 'Safe hearts plan', il Piano europeo per la salute cardiovascolare pubblicato dalla Commissione europea nel dicembre 2025. Il piano, promosso dall'Ue per affrontare in modo coordinato quella considerata la più grande emergenza sanitaria del continente, individua tre direttrici prioritarie di intervento - prevenzione, diagnosi precoce e screening, miglioramento delle cure - e definisce un obiettivo ambizioso, ma preciso: ridurre del 25% la mortalità cardiovascolare prematura entro il 2035.
Il convegno, organizzato con il supporto scientifico dell'Inrc - Istituto nazionale ricerche cardiovascolari, ha riunito rappresentanti del ministero della Salute, presidenti di federazioni sanitarie nazionali, cardiologi, medici di medicina generale e associazioni di pazienti, con l'obiettivo di tradurre gli obiettivi europei in una proposta operativa concreta per rafforzare il sistema sanitario italiano. "Portare il Safe hearts plan al Senato non è un atto simbolico: è il primo passo per trasformare un documento europeo in politica sanitaria nazionale - ha detto Francesco Fedele, direttore dell'Inrc - Sappiamo che la maggior parte di queste morti è prevenibile. Oggi disponiamo delle conoscenze scientifiche, degli strumenti clinici e di un quadro programmatico chiaro. La vera sfida è tradurre tutto questo in azioni strutturali e coordinate, capaci di incidere realmente sulla prevenzione e sulla mortalità cardiovascolare nel nostro Paese".
Le conclusioni della giornata - si legge in una nota - confluiranno in un documento programmatico che verrà sottoposto alle competenti commissioni parlamentari e alle autorità sanitarie nazionali, con l'obiettivo di definire standard condivisi e percorsi diagnostico-terapeutici applicabili uniformemente su tutto il territorio nazionale, a partire dal Mezzogiorno dove il divario nella mortalità cardiovascolare rispetto al resto del Paese si è allargato anziché ridursi.

(Adnkronos) - C’è un momento, nelle parole di Giuliano Martinelli, il fondatore di Giuliano Tartufi, in cui il tartufo smette di essere soltanto un ingrediente d’eccellenza e torna ad essere quello che è sempre stato: un pezzo di terra italiana, di cultura contadina e di tradizione tramandata nei boschi. A Tuttofood 2026, la grande manifestazione dedicata al food in corso a Fiera Milano-Rho, Martinelli porta un’azienda diventata negli anni una delle realtà italiane più conosciute nel settore, ma soprattutto una storia che parte molto lontano dalle logiche del marketing internazionale. Parte dai boschi di Pietralunga, in Umbria, dove oltre quarantacinque anni fa iniziava a cercare tartufi con il suo cane.
“All’epoca il tartufo era ancora sottovalutato”, racconta Martinelli. “Io però avevo capito quanto fosse straordinario il suo sapore e quanto potenziale avesse”. Una visione che negli anni si è rivelata corretta: oggi il tartufo italiano è diventato protagonista dell’alta cucina mondiale, ingrediente ricercato e simbolo del Made in Italy gastronomico. Ma dietro la crescita del mercato, Martinelli rivendica soprattutto il valore culturale e territoriale del prodotto. “Ancora oggi continuo ad andare nei boschi”, spiega. “Perché quella è la vera tradizione delle nostre terre. In certe zone non cresce quasi nulla, ma il tartufo è il tesoro che la terra ci restituisce”.
Un legame con il territorio che, secondo il fondatore di Giuliano Tartufi, rischia però di perdersi se il tartufo viene raccontato solo come prodotto di lusso. Per questo insiste molto sul tema della cultura del prodotto, della trasparenza e della conoscenza della filiera. “Quando si ordina un piatto al tartufo bisognerebbe sapere quale tartufo viene utilizzato, in che quantità e da dove arriva”, sottolinea. Oggi il settore vive infatti una fase di trasformazione importante. Se un tempo il mercato era quasi interamente legato alla raccolta locale, oggi le aziende lavorano su scala internazionale e selezionano prodotto anche da altre aree del mondo. “Siamo diventati selezionatori globali”, spiega Martinelli. “Ma il tartufo bianco perfetto continua a nascere in Italia”.
A Milano l’azienda umbra ha presentato anche il nuovo percorso di rebranding sviluppato con Robilant: un aggiornamento dell’identità visiva pensato per rafforzare la presenza internazionale del marchio senza perdere il legame con le origini. Un passaggio che lo stesso Martinelli ammette di aver affrontato con prudenza. “Ero molto legato alla vecchia immagine, perché raccontava la mia storia”, dice. “Poi ho capito che era arrivato il momento di evolvere”.
Il tema del rapporto tra tradizione e innovazione attraversa oggi tutto il comparto del tartufo italiano. Da una parte la necessità di parlare ai mercati internazionali e ai nuovi consumatori; dall’altra la volontà di preservare un patrimonio fatto di conoscenze, territorio e lavoro spesso invisibile.
Un concetto condiviso anche dallo chef Carlo Cracco, presente accanto all’azienda alla serata di presentazione. “La cultura del tartufo è fondamentale”, spiega. “Dietro questo prodotto ci sono territori, persone e competenze che devono essere raccontate”. La vera sfida del tartufo italiano sarà quella di continuare a crescere nel mondo senza perdere il contatto con il territorio da cui tutto è partito.

(Adnkronos) - “Quando si lavorano le materie prime si impara a conoscerle, valorizzarle e rispettare chi le porta sulle nostre tavole”. Carlo Cracco racconta così il valore della collaborazione con realtà specializzate come Giuliano Tartufi, protagonista nella serata di presentazione del nuovo logo dell'azienda di Pietralunga. Per lo chef, il tartufo rappresenta non soltanto un ingrediente d’eccellenza ma anche un patrimonio culturale e territoriale da raccontare e preservare. “La valorizzazione del tartufo passa attraverso la cultura del tartufo: bisogna far conoscere il territorio, le persone e tutto ciò che c’è dietro questo prodotto”, afferma.
Cracco evidenzia inoltre quanto sia fondamentale poter contare su una filiera affidabile e su fornitori capaci di garantire qualità costante, sostenibilità e continuità nel tempo. “Il rapporto con il fornitore è essenziale: si costruisce sulla fiducia, sul rispetto reciproco e sulla possibilità di crescere insieme”, spiega.
Secondo lo chef, il futuro del tartufo passa proprio dalla capacità di fare cultura attorno al prodotto, valorizzando il lavoro di chi ogni giorno opera nei territori di raccolta e nella selezione della materia prima.

(Adnkronos) - “Ho visto nel tartufo un potenziale enorme quando ancora era un prodotto poco valorizzato”. Così Giuliano Martinelli, fondatore di Giuliano Tartufi, racconta la nascita dell’azienda protagonista a Tuttofood 2026. Partito nei primi anni ’80 come giovane tartufaio nei boschi di Pietralunga, Martinelli ha trasformato una passione personale in una realtà internazionale specializzata nella produzione e commercializzazione di specialità a base di tartufo.
“La soddisfazione più grande non è che il tartufo sia arrivato ovunque, ma che oggi tutti possano apprezzarne sapore e aroma”, spiega l’imprenditore umbro. Per Martinelli il tartufo resta soprattutto simbolo di tradizione e identità territoriale. “Ancora oggi continuo ad andare nei boschi con i miei cani. Questa è la vera tradizione delle nostre terre”, sottolinea.
Fondamentale anche il lavoro sulla filiera e sulla selezione delle materie prime. “Oggi siamo diventati selezionatori internazionali: andiamo a cercare il prodotto perfetto ovunque si trovi. Ma il miglior tartufo bianco nasce ancora in Italia”, conclude.

(Adnkronos) - L'Agenzia europea del farmaco Ema sta "monitorando attivamente l'epidemia di hantavirus in corso, collegata alla nave da crociera" Mv Hondius, "in coordinamento con gli altri organismi dell'Ue". Lo riferisce in una nota l'ente regolatorio oggi, martedì 12 maggio, ricordando che il virus è stato "identificato come Andes, l'unico hantavirus che può essere trasmesso da persona a persona, in genere tramite contatto stretto e prolungato", e che, "sulla base delle evidenze disponibili finora, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) classifica il rischio per la popolazione generale in Europa come molto basso".
Attualmente "non ci sono trattamenti antivirali o vaccini autorizzati contro l'hantavirus, la gestione clinica" dei pazienti "si basa su cure di supporto e sull'accesso tempestivo a strutture di terapia intensiva". Ma l'Ema "si tiene pronta, attraverso la sua Emergency Task Force (Etf), a supportare lo sviluppo e la valutazione regolatoria di vaccini e terapie per gli hantavirus. Nell'ambito delle sue attività di preparazione", l'agenzia "ha mappato i produttori di farmaci, in particolare antivirali, anticorpi monoclonali e vaccini contro gli hantavirus". E "continuerà a scambiare informazioni con l'Ecdc, con la Commissione europea e con la Rete europea di regolamentazione dei medicinali nei prossimi giorni e settimane fornendo aggiornamenti secondo necessità".
L'Ema, inoltre, "mette in guardia contro la disinformazione che circola online", fenomeno che è tornato a farsi sentire più intensamente con il crescere dell'attenzione internazionale sul focolaio di hantavirus legato alla nave da crociera Mv Hondius. E' l'alert lanciato in una nota dall'ente regolatorio Ue che spiega come stiano circolando fake news che "collegano falsamente l'infezione da hantavirus alla vaccinazione anti-Covid". "Non vi è alcuna prova scientifica a sostegno di tali affermazioni", rimarca l'Ema.

(Adnkronos) - Un nuovo volto per rafforzare il posizionamento internazionale senza perdere autenticità e radici territoriali. Giuliano Tartufi presenta a Tuttofood 2026 il nuovo progetto di rebranding sviluppato in collaborazione con Robilant. “È un progetto maturato negli anni. All’inizio ero molto legato alla vecchia immagine dell’azienda, poi ho capito che era arrivato il momento di evolvere”, racconta Giuliano Martinelli, fondatore dell’azienda umbra.
La nuova identità visiva punta a valorizzare l’eccellenza del brand mantenendo intatti i valori storici costruiti in oltre quarant’anni di attività. “Oggi vedere l’entusiasmo dei clienti davanti al nuovo progetto mi ha fatto capire che la scelta è stata giusta”, spiega Martinelli.
Al centro della filosofia aziendale restano qualità, verità e trasparenza. “Quando si parla di tartufo bisogna dire sempre la verità: che prodotto viene utilizzato, in quale quantità e con quale qualità”, sottolinea. Guardando al futuro, l’obiettivo dell’azienda è continuare a innovare senza snaturare il prodotto. “Il tartufo è il tartufo e non va mai alterato. Bisogna trasmettere cultura, passione e tutto il lavoro che c’è dietro ogni raccolta”, conclude Martinelli.

(Adnkronos) - Asstel e NoiD Telecom Aps alleate per promuovere iniziative congiunte sui temi dell’equità di genere, dello sviluppo delle competenze e della valorizzazione delle persone nei settori delle telecomunicazioni e dell’Ict. Il protocollo siglato oggi, si legge in una nota, è stato pensato per affrontare il tema della parità di genere nella sua accezione più ampia, attraverso attività dedicate alla leadership inclusiva, alla diffusione di buone pratiche organizzative e al confronto tra imprese e professioniste e professionisti del comparto. Il mondo delle telco, rappresentato da Asstel e NoiD – community di donne manager e professioniste del mercato Tlc e Ict impegnate a contribuire alla crescita e all’evoluzione del settore – saranno da ora fianco a fianco per estendere il campo d’azione e valorizzare quanti lavorano nel comparto, a tutti i livelli.
Quello che ci ha spinto a questa intesa, sottolinea Laura Di Raimondo, direttore Asstel, a margine della firma, "è l’idea che non c’è futuro per la nostra società e per le nostre imprese senza l’energia, il talento e l’intelligenza dei giovani e delle donne. La vera sfida del nostro tempo è avere il coraggio del futuro: costruire contesti in cui ciascuno possa competere alla pari, con le stesse opportunità di crescita, di retribuzione e di accesso ai ruoli di responsabilità. Le politiche di genere – ha aggiunto - non possono essere considerate un tema secondario o solo formale. Devono diventare una scelta concreta di inclusione, capace di incidere sulla cultura organizzativa e sulla visione strategica delle imprese. Nessuna organizzazione può permettersi di sprecare talento, passione e competenze. Per questo serve un approccio culturale forte, accompagnato da politiche progettuali chiare, strutturate e orientate al lungo periodo. Asstel rappresenta una filiera strategica per il Paese: le telecomunicazioni sostengono non solo infrastrutture e servizi digitali, ma anche occupazione qualificata, innovazione e competenze indispensabili per la competitività dell’Italia. Difendere e rafforzare il settore significa investire nelle professionalità e sul talento, che non ha genere, ma ha bisogno soltanto di essere riconosciuto, valorizzato e messo nelle condizioni di esprimersi pienamente”.
Per l’avvio della collaborazione, rileva Di Raimondo, "abbiamo elaborato un programma di iniziative congiunte che si svilupperanno lungo tre direttrici principali: allargamento dell’Osservatorio di NoiD sul gender gap all’intero settore Tlc; attività di formazione e sviluppo delle competenze, con focus sulla leadership inclusiva; iniziative di affiancamento e learning tour, pensate come momenti di confronto diretto tra imprese e professioniste”.
"Per NoiD la collaborazione con Asstel è la naturale continuazione dell’impegno decennale intrapreso nel settore Telco/Ict per promuovere modelli manageriali orientati al merito, al talento e al superamento del gender gap. La collaborazione fra le nostre associazioni porta valore alle nostre iniziative e contribuisce allo sviluppo di una leadership evoluta, che valorizzi le donne e renda possibile per il settore raggiungere livelli di eccellenza, e al contempo sostenibili", conclude Cristina Carollo, presidente di NoiD.

(Adnkronos) - Omega-3 sì, ma senza eccessi e soprattutto con le giuste fonti. Sempre più studi confermano i benefici di questi grassi essenziali per cuore, cervello e infiammazione, ma gli esperti avvertono: non tutti gli integratori sono davvero utili e, in alcuni casi, possono persino risultare controproducenti.
Come spiega all'Adnkronos Salute l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro, l'interesse crescente per gli acidi grassi Omega-3 "non rappresenta una semplice tendenza nutrizionale, ma riflette l'evoluzione di una ricerca scientifica orientata alla comprensione profonda della biochimica umana. Questi composti, in particolare l'acido eicosapentaenoico (Epa) e il docosaesaenoico (Dha), sono pilastri della nostra salute definiti 'essenziali' poiché il corpo non è in grado di produrli autonomamente in quantità sufficienti. La loro azione coinvolge direttamente le membrane cellulari, favorendo la comunicazione tra le cellule e contribuendo alla regolazione dei processi infiammatori.
Secondo l’immunologo Mauro Minelli, gli Omega-3 svolgono un ruolo importante nella riduzione dei trigliceridi, nel controllo della pressione arteriosa e nel supporto dello sviluppo neuro-cognitivo. Tuttavia, i benefici reali dipendono infatti dalle condizioni metaboliche del singolo individuo e dalla qualità delle fonti utilizzate.
"Il concetto che gli Omega-3 facciano 'sempre bene' merita un'analisi più rigorosa e meno semplicistica. Se da un lato è accertata la loro capacità di ridurre i trigliceridi, modulare la pressione arteriosa e sostenere lo sviluppo neuro-cognitivo, dall'altro l'efficacia di una loro integrazione dipende strettamente dal contesto biologico del singolo individuo. Recenti evidenze suggeriscono, infatti, che in soggetti già in equilibrio metabolico l'aggiunta di supplementi non porti benefici incrementali significativi. Inoltre, la qualità della fonte è determinante: gli Omega-3 sono molecole estremamente instabili e sensibili all’ossidazione. L'assunzione di oli mal conservati può risultare paradossalmente dannosa, innescando processi di stress ossidativo anziché contrastarli".
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il delicato equilibrio tra Omega-3 e Omega-6. "Entrambe le famiglie di grassi polinsaturi sono necessarie, ma competono negli stessi processi metabolici. Mentre gli Omega-3 promuovono la risoluzione dell'infiammazione, un eccesso di Omega-6 tende a favorire uno stato pro-infiammatorio. Nelle diete occidentali contemporanee questo equilibrio è spesso gravemente compromesso - sottolinea Minelli - con una presenza di Omega-6 sproporzionata rispetto a quella dei loro antagonisti benefici. Non basta dunque incrementare l'apporto di Omega-3; la vera sfida clinica consiste nel ridurre contestualmente le fonti eccessive di Omega-6 per permettere al metabolismo di funzionare correttamente".
Dal punto di vista alimentare, le migliori fonti di Omega-3 restano i pesci azzurri di piccola taglia, come alici, sarde e sgombri, particolarmente ricchi di Epa e Dha e con un minor rischio di accumulo di metalli pesanti. Esistono anche fonti vegetali come semi di lino, semi di chia e noci, che apportano Ala, un precursore degli Omega-3 che però il nostro organismo converte con efficienza limitata. "In definitiva, la via verso il benessere non passa attraverso l'assunzione indiscriminata di integratori, ma si costruisce ristabilendo un’armonia biochimica complessiva, preferendo alimenti freschi e integrali inseriti in un percorso nutrizionale personalizzato che rispetti le reali necessità dell'organismo", conclude Minelli.

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Ritorna per il secondo anno il Festival dei ragazzi a Perdasdefogu,
in programma dal 13 al 15 maggio.
Il Pecorino Romano DOP si conferma tra i protagonisti assoluti di
Tuttofood, a Milano e i dati aggiornati alla campagna casearia
2024/2025 confermano una filiera solida e dinamica con oltre 8.500
allevamenti coinvolti, 46 caseifici, 12 stagionatori e 75
confezionatori e grattugiatori. Sono più di 230 i milioni di litri
di latte trasformati e oltre 1,39 milioni di forme prodotte, 44
produttori attivi tra Sardegna, Lazio e Grosseto, e 25.000 addetti
impiegati lungo l'intera catena del valore.
(Adnkronos) - "È un grande attore che amo e amerò sempre". Si chiude così il caso tra Rino Barillari, il 'King' dei paparazzi, e l'attore francese Gerard Depardieu, accusato di averlo aggredito a Roma il 21 maggio del 2024.
Il paparazzo ospite oggi nel salotto de 'La volta buona', su Rai1, ha spiegato di aver ritirato la querela: "Abbiamo trovato un accordo. Perché i paparazzi hanno anche un cuore e sanno perdonare", ha detto.
Barillari ospite in passato, sempre nel programma di Caterina Balivo, aveva raccontato l'accaduto: "Era in compagnia di una donna a Roma, in Via Veneto. Arrivo, faccio le foto: lui che tira il ghiaccio. Aspetto che si alzino, arriva lei come una tigre che voleva la macchina fotografica. Arriva lui, tre cazzotti e finisco in ospedale", aveva raccontato.
E non era finita così... "Mi guarda e mi dice 'Italian m...'", aveva aggiunto Barillari senza completare la frase. Il paparazzo lo aveva denunciato e pubblicamente aveva fatto una specifica richiesta: "Deve chiedere scusa a tutti gli italiani, perchè ai francesi abbiamo dato il cuore".
Le scuse, a quanto pare, sono arrivate: "La cosa più importante è che lui sia tornato in Italia, nello stesso locale della discordia e ha chiesto scusa perché ha capito di aver sbagliato", ha concluso.
(Adnkronos) - Hydrogen-expo e Cybsec-expo tornano a Piacenza Expo dal 9 all’11 giugno 2026. Organizzate da Mediapoint & exhibitions di Fabio Potestà, le due manifestazioni giungono rispettivamente alla quinta e alla terza edizione, consolidando il proprio ruolo di appuntamenti di riferimento per le filiere dell’idrogeno e della cybersecurity a livello nazionale e internazionale. Un percorso di crescita che si inserisce in un momento di straordinaria accelerazione per entrambi i settori, con la transizione energetica e la sicurezza digitale sempre più al centro dell’agenda industriale e istituzionale del Paese.
Sul fronte idrogeno, il decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 27 marzo 2026 recepisce la direttiva europea sui mercati dell’idrogeno e del gas, introducendo una cornice organica per regolazione, trasporto e stoccaggio. Parallelamente, le Hydrogen Valleys finanziate dal Pnrr stanno entrando nella fase operativa, mentre resta aperta la sfida della diffusione dell’idrogeno rinnovabile, oggi ancora marginale rispetto a una produzione prevalentemente fossile. Sul fronte cybersecurity, il Rapporto Clusit 2026 indica che il 2025 è stato l’anno peggiore mai registrato in Italia per numero di incidenti informatici gravi: 507 attacchi critici, in crescita del 42% rispetto all’anno precedente. Un quadro che conferma come automazione e intelligenza artificiale stiano rendendo le minacce sempre più rapide e sofisticate, imponendo investimenti strutturali in resilienza digitale e protezione delle infrastrutture critiche.
Hydrogen-expo si è affermata come la principale manifestazione italiana e tra le più rilevanti in Europa dedicata alla filiera dell’idrogeno. La quinta edizione si svolge in un contesto ormai evoluto: i primi impianti sono operativi, le infrastrutture di distribuzione crescono e la domanda industriale si sta consolidando. L’idrogeno è quindi passato dalla fase di promessa a quella di filiera in costruzione. A Piacenza Expo saranno presenti espositori nazionali e internazionali lungo tutta la catena del valore — produzione, stoccaggio, distribuzione e applicazioni industriali (inclusa mobilità pesante e usi domestici). Completano l’evento convegni e workshop realizzati con H2IT, associazione di riferimento del settore. Cybsec-Expo è giunta alla terza edizione in un contesto di crescente complessità della sicurezza digitale, con attacchi sempre più frequenti e sofisticati contro infrastrutture critiche come energia, acqua, trasporti e pubbliche amministrazioni.
Il quadro normativo europeo, in particolare la Direttiva NIS2, ha introdotto nuovi obblighi e responsabilità per gli operatori, mentre resta un forte gap nelle Pmi: solo una minoranza adotta infatti un approccio strutturato alla cybersecurity. L’evento nasce proprio per colmare questo divario, creando una piattaforma di confronto tra imprese, Pa, mondo accademico e forze dell’ordine. A Piacenza Expo si discuterà di temi chiave come protezione delle infrastrutture OT/IT, governance della sicurezza nelle filiere industriali, competenze digitali e impatti della NIS2.
Entrambe le manifestazioni saranno affiancate da un fitto programma di convegni qualificati, conferenze, tavoli tecnici e sessioni tematiche, pensati come spazi reali di confronto, scambio e networking tra i protagonisti delle rispettive filiere. La formula che ha contraddistinto le edizioni precedenti – contenuti ad alto profilo, relatori istituzionali e industriali, dibattito aperto tra tutti gli attori della catena del valore – si conferma anche per il 2026, con l’obiettivo di offrire non solo visibilità espositiva, ma valore concreto per chi opera nei due settori. Il programma congressuale di entrambe le manifestazioni riflette la maturità raggiunta dai rispettivi settori. È la direzione che confermano i protagonisti della filiera.
“Quando abbiamo lanciato Hydrogen-Expo, l’idrogeno era ancora un tema di nicchia per addetti ai lavori. Oggi è al centro delle politiche energetiche europee e di piani industriali concreti. Lo stesso vale per la cybersecurity: con la NIS2, la protezione delle infrastrutture critiche è diventata un obbligo di sistema, non una scelta facoltativa. Queste due evoluzioni parallele ci hanno convinto che Hydrogen-Expo e Cybsec-Expo non siano due fiere affiancate per convenienza organizzativa, ma due risposte complementari alla stessa domanda: come costruire un sistema-Paese sovrano, resiliente e competitivo. Piacenza, dal 9 all’11 giugno, sarà il luogo dove questa domanda trova risposte concrete”. Ha commentato Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & Exhibitions.
Sul fronte dell’idrogeno, il salto di qualità tra questa edizione e le precedenti è tangibile: si passa dal dibattito sui modelli al confronto sui progetti operativi, dalle ipotesi agli investimenti. “Hydrogen Expo rappresenta un momento di confronto strategico per l’intero ecosistema dell’idrogeno, in una fase in cui il settore sta evolvendo rapidamente da ambito di sperimentazione a componente sempre più concreta delle politiche industriali ed energetiche europee. Negli ultimi anni sono stati avviati numerosi progetti dimostrativi, anche grazie al supporto del PNRR, che hanno permesso di gettare le basi per uno sviluppo più strutturato. Oggi la sfida è fare un passo ulteriore: accompagnare la crescita della filiera verso un mercato pienamente operativo, capace di generare investimenti, scala industriale e competitività. In questo percorso diventa essenziale un dialogo continuo tra istituzioni, imprese e attori tecnologici, insieme a un quadro regolatorio chiaro e coerente a livello europeo. In questo senso, Hydrogen Expo è un’occasione preziosa per allineare visioni e accelerare lo sviluppo del settore in Italia e in Europa”. Ha specificato Alberto Dossi, Presidente di H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile. A dare la cornice scientifica e istituzionale a entrambe le manifestazioni è Enea, che sarà presente con i propri esperti tanto sul versante energetico quanto su quello digitale — a conferma che la transizione non può essere affrontata per compartimenti stagni, ma richiede un approccio integrato che coniughi decarbonizzazione e innovazione tecnologica.
“Hydrogen Expo è un’importante occasione per mostrare le attività di ricerca Enea nel settore idrogeno e in tutti gli altri che afferiscono all’energia rinnovabile. È ormai opinione condivisa che l’idrogeno, come vettore energetico pulito, contribuirà al mix energetico del futuro, insieme alle fonti rinnovabili, rappresentando una soluzione alla crisi climatica e al tempo stesso un’opportunità per l’autonomia e la sicurezza energetica del Paese. Anche a Cybsec-Expo Enea darà prova del suo know-how nel campo della transizione digitale. Oggi infatti si parla di transizione gemella che individua nell’integrazione tra tecnologie digitali e tecnologie per la decarbonizzazione la migliore strategia per raggiungere gli obiettivi ambientali tutelando al contempo la competitività dell’industria europea. La neutralità climatica entro il 2050, priorità per l’Europa, deve quindi essere accompagnata da percorsi abilitanti che rendano sostenibile la transizione energetica”. Così, Giulia Monteleone, Direttrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili di Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.
Hydrogen-expo e Cybsec-expo hanno ottenuto il sostegno di un’ampia rete di patrocini istituzionali e associativi, a conferma della rilevanza strategica delle due manifestazioni per il sistema-Paese. Tra gli enti patrocinanti: Aeronautica Militare, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Regione Emilia-Romagna, Regione Liguria, Comune di Piacenza, Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, insieme alle principali associazioni di categoria dei rispettivi comparti.
Mercoledì 10 giugno, durante Hydrogen-expo, dalle ore 18.15 a Piacenza Expo è inoltre prevista la 4ª edizione degli Ihta–italian hydrogen technology awards, i riconoscimenti ideati per dare visibilità internazionale al lavoro delle imprese che operano sia in Italia che all’estero nella filiera tecnologica dell’idrogeno, riconoscendone la professionalità, il know-how, lo sviluppo e il ruolo strategico: fattori che costituiscono un vero capitale a beneficio di tutta l’economia, nazionale ed europea. Come da tradizione per tutti gli eventi firmati Mediapoint & exhibitions, anche la quinta edizione di Hydrogen-expo e la terza di Cybsec-expo prevedono esclusive cene di gala riservate agli espositori, ai partecipanti e ai loro ospiti, nella splendida cornice della Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni di Piacenza: un momento di networking di alto profilo in un contesto di straordinario pregio storico e culturale.
Hydrogen-expo e Cybsec-expo si svolgeranno in concomitanza con Nuclear power-expo, la manifestazione dedicata alla filiera nucleare italiana, anch’essa organizzata da Mediapoint & Exhibitions e giunta alla sua seconda edizione. Le tre iniziative, che condividono il medesimo quartiere fieristico di Piacenza Expo, offrono ai visitatori professionali un’esperienza integrata sui grandi temi dell’energia e della sicurezza del futuro: idrogeno, nucleare e cybersecurity come tre facce di una stessa sfida sistemica, quella della sovranità energetica e digitale del Paese.

(Adnkronos) - “In Italia viviamo una situazione paradossale: da un lato si discute di piano casa, dall’altro non siamo ancora in linea con la direttiva europea sulle case verdi”.
A dichiararlo è Sergio Andreis, direttore esecutivo del Kyoto Club, intervenendo alla dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni in corso al Centro Congressi di Riva del Garda (Tn).
Il direttore esecutivo del Kyoto Club ha richiamato il rischio di nuove procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea per il mancato recepimento della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici. “Se non verrà recepita entro i termini, l’Italia non solo perderà le opportunità previste, ma rischierà anche sanzioni economiche rilevanti”, ha spiegato.
La direttiva, ha ricordato il direttore esecutivo del Kyoto Club, interviene su un patrimonio edilizio europeo in larga parte datato ed energivoro. “L’85% degli edifici europei è stato costruito prima del 2000 e una quota molto elevata presenta scarse prestazioni energetiche, con un impatto significativo sulle emissioni di gas serra”, ha precisato in chiusura del suo intervento.

(Adnkronos) - "Siamo di fronte a un'emergenza casa e questo in modo quasi paradossale, perché la popolazione italiana non cresce e abbiamo un vasto numero, diversi milioni, di immobili non utilizzati. Come conciliare questi dati apparentemente discordanti e dare senso a questo tema dell'emergenza casa? In realtà la popolazione italiana tende, ormai, a muoversi sempre verso le stesse località, sempre verso grandi sistemi metropolitani, in particolare nel centro-nord, lasciando indietro tante altre aree". Lo ha detto Ezio Micelli, presidente comitato scientifico - Rebuild, professore dell'università Iuav di Venezia e membro Eu housing advisory board, partecipando alla dodicesima edizione Rebuild, l'evento dedicato all'innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni, in svolgimento dal 12 al 13 maggio al Centro congressi di Riva del Garda (Tn): due giorni, 22 conferenze, 80 speaker, 3 workshop per affrontare le sfide del settore più urgenti dei prossimi anni.
"In questo modo teniamo insieme un quadro che ci spiega i valori esorbitanti di parte del mercato immobiliare, per esempio delle grandi città come Milano, e, invece, abitazioni abbandonate in tante regioni, in particolare dell'Appennino e delle isole, che non hanno praticamente più valore -afferma Micelli-. L'emergenza si spiega a partire da questi movimenti lenti che caratterizzano la demografia del nostro Paese. Da questo punto di vista, dobbiamo pensare che le politiche per la casa richiedono un investimento di medio-lungo periodo: le case non si fanno in una mattina, hanno bisogno di tempo e dobbiamo essere in grado di coniugare diversi strumenti -spiega-. La prima famiglia di strumenti riguarda la finanza: dobbiamo essere in grado, infatti, di reperire capitali che diano valore a questi nuovi interventi, con rendimenti commisurati al rischio: più basso è il rischio, più basso è il rendimento. Ma non solo, è necessario avere capitali pazienti che non abbiano bisogno di essere immediatamente remunerati. Da questo punto di vista, il modello finanziario fa leva su una vasta platea di investitori che accettano le regole del gioco appena descritto".
"Il secondo pilastro riguarda gli strumenti di natura regolativa: i piani urbanistici per molti anni si sono occupati di casa, ma oggi devono occuparsi di nuovo di casa e devono concorrere sia alla organizzazione di quartieri desiderabili, abitabili e sostenibili -sottolinea Micelli- ma devono essere anche in grado di recuperare aree dal costo nullo o molto contenuto, e questo è fondamentale per poter poi, successivamente, alimentare una produzione che non faccia ricadere il valore dei suoli sulle spalle degli affittuari o sugli acquirenti finali. Questo è un gioco impegnativo e difficile che le amministrazioni devono tornare a saper giocare per dare concretezza ai propri piani".
“Il terzo aspetto è legato a costruzioni che devono essere, grazie alle nuove tecnologie e all’uso del digitale, allo stesso tempo più efficienti e maggiormente capaci di generare valore. Proprio perché ibridano produzione manifatturiera e produzione in cantiere, devono essere più precise, più accurate, di maggiore qualità e devono costare meno. Anche in questo caso, siamo di fronte a un risparmio che si riverbera in costi minori per le famiglie e per i cittadini che magari si vanno a insediare in questi interventi di affordable house - continua - Questi tre diversi pilastri non devono essere visti come luoghi di innovazione separata. In realtà, dobbiamo immaginare che l'autentica innovazione sia sempre di natura sistemica, ovvero questi livelli di innovazione devono integrarsi, se non si integrano abbiamo innovazioni parziali, su cui possiamo ragionare, ma non daranno risposte a quelle aspettative che, invece, vediamo molto ben radicate nell'opinione pubblica”.
“Quartieri di qualità, quartieri abbordabili, quartieri che hanno costi contenuti sono l'esito di una riflessione sistemica sul cambiamento e solo a queste condizioni potremmo davvero incrociare una domanda che inizia a farsi urgente in particolare in tutte le nostre grandi città”, conclude Micelli.
(Adnkronos) - “La questione abitativa oggi è apertissima: c’è bisogno di case, ma soprattutto di case a costi ragionevoli. E per acquistare una casa servono strumenti di credito sostenibili e accessibili”. Lo ha dichiarato Augusto Dell’Erba, Presidente di Federcasse, intervenuto in collegamento nel corso della dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile nel mondo delle costruzioni, in svolgimento dal 12 al 13 maggio al Centro Congressi di Riva del Garda (Tn).
Secondo Dell’Erba, la crescente finanziarizzazione del sistema bancario rischia di ridurre l’attenzione verso il credito destinato all’acquisto delle abitazioni. “I mutui per la casa richiedono tempi lunghi e una logica di investimento orientata al lungo periodo. Non sempre questo tipo di operazioni viene premiato dai mercati finanziari, ma si tratta di investimenti essenziali per la società”, ha sottolineato.
Nel suo intervento, il presidente di Federcasse ha ribadito il ruolo centrale delle banche di credito cooperativo nel sostenere famiglie e territori. “Le banche di comunità hanno un patrimonio costruito nel tempo che appartiene ai territori di riferimento. Per questo possono svolgere una funzione sistemica nell’accesso alla proprietà della casa, che resta un bene primario”, ha affermato.

(Adnkronos) - L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di tislelizumab, farmaco immunoncologico, in 3 tumori difficili da trattare e che, nella maggior parte dei casi, vengono individuati in fase avanzata: i carcinomi dello stomaco, dell'esofago e del polmone. Lo comunica BeOne. Tislelizumab ha già ricevuto il via libera da parte dell'agenzia regolatoria europea per 9 indicazioni ed è l'asset fondamentale della pipeline dell'azienda per i tumori solidi. Con l'approvazione di Aifa - è stato ricordato nel corso di un incontro con la stampa, oggi a Milano - anche i pazienti del nostro Paese colpiti dalle 3 neoplasie in stadio metastatico possono beneficiare degli importanti progressi dell'innovazione.
Ogni anno in Italia sono stimati circa 2.350 nuovi casi di tumore dell'esofago. Aifa - spiega BeOne in una nota - ha approvato tislelizumab in combinazione con chemioterapia a base di platino per il trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma a cellule squamose dell’esofago non resecabile, localmente avanzato o metastatico, i cui tumori esprimono Pd-L1 con un punteggio di positività dell'area tumorale (Tap) ≥ 5%. "Il consumo di alcol e l'abitudine al fumo di sigaretta sono strettamente connessi alla forma squamosa, la più frequente - afferma Filippo Pietrantonio, responsabile dell'Oncologia medica gastroenterologica della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano - I due fattori di rischio si potenziano a vicenda con un effetto sinergico, tanto che la probabilità di ammalarsi aumenta fino a 100 volte in chi beve e fuma. In troppi pazienti, pari a circa due terzi, la malattia è individuata in stadio già avanzato, non più operabile. E sono persone molto fragili, spesso colpite anche da altre malattie. Da qui la necessità di nuove opzioni efficaci. Nei pazienti con espressione del biomarcatore Pd-L1, la combinazione di tislelizumab più chemioterapia ha mostrato un beneficio davvero impressionante, perché ha quasi raddoppiato la sopravvivenza globale nel confronto con la sola chemioterapia". Nello studio di fase 3 Rationale-306, la sopravvivenza a 3 anni nella popolazione con espressione di Pd-L1 ≥ 5% ha raggiunto 19,1 mesi con tislelizumab più chemioterapia rispetto a 10 mesi con la sola chemioterapia, dimostrando una riduzione del rischio di morte del 38%.
L'approvazione di Aifa - sottolinea BeOne - riguarda anche l'impiego in monoterapia, per pazienti con carcinoma squamoso dell'esofago non resecabile, localmente avanzato o metastatico, dopo precedente chemioterapia a base di platino. Nello studio Rationale-302, tislelizumab ha fatto registrare un tasso di sopravvivenza globale mediana statisticamente significativo di 8,6 mesi, rispetto ai 6,3 mesi con la chemioterapia. E' emersa una riduzione del 30% del rischio di morte. Il trattamento con tislelizumab è stato associato a un tasso di risposta obiettiva più elevato (20,3% contro 9,8%) e a una risposta antitumorale più duratura (mediana di 7,1 mesi contro 4 mesi) rispetto alla chemioterapia.
Nella neoplasia dello stomaco - prosegue la nota - l'Agenzia italiana del farmaco ha approvato tislelizumab in combinazione con chemioterapia a base di platino e fluoropirimidina per il trattamento di prima linea di pazienti con adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea (G/Gej) Her2-negativo, non resecabile, localmente avanzato o metastatico, i cui tumori esprimono Pd-L1 con Tap ≥ 5%. "Nel 2025 in Italia sono stati stimati 12.370 nuovi casi di carcinoma gastrico. Meno del 20% è individuato in fase iniziale, con la conseguenza che la sopravvivenza a 5 anni è pari soltanto al 32% - riferisce Pietrantonio - Gli adenocarcinomi gastroesofagei, in fase avanzata o metastatica, hanno ricevuto lo stesso trattamento sistemico con la chemioterapia e per oltre 20 anni non ci sono stati reali progressi, soprattutto nelle forme che non esprimono la proteina Her2. Lo scenario sta cambiando grazie all'immunoterapia e la disponibilità di tislelizumab in prima linea amplia le opportunità di cura. L'immunoterapia è più efficace quando un biomarcatore, la proteina Pd-L1, è espresso a livelli elevati. E' quindi necessario, al momento della diagnosi di malattia avanzata, determinarne immediatamente il livello di espressione". Nello studio di fase 3 Rationale-305, nella popolazione con Pd-L1 ≥ 5%, la sopravvivenza globale mediana ha raggiunto 16,4 mesi con tislelizumab più chemioterapia rispetto a 12,8 mesi con la sola chemioterapia, con una riduzione del rischio di morte del 29%.
L'immunoterapia negli ultimi 10 anni ha cambiato anche la cura del tumore del polmone, la seconda neoplasia più frequente nel nostro Paese con 43.500 nuove diagnosi stimate nel 2025. L'Aifa ha approvato tislelizumab in monoterapia per pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) localmente avanzato o metastatico, dopo precedente chemioterapia a base di platino. "L'immunoterapia rappresenta una pietra miliare nella storia dell'oncologia toracica - evidenzia Federico Cappuzzo, direttore dell'Oncologia medica 2 dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma - L'approvazione di tislelizumab da parte di Aifa rende disponibile un'ulteriore offerta terapeutica immunoterapica in pazienti che hanno forti necessità di disporre di più opzioni. Nello studio di fase 3 Rationale-303 tislelizumab, in seconda o terza linea, ha determinato un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo della sopravvivenza globale, raggiungendo 16,9 mesi rispetto a 11,9 mesi con la chemioterapia con docetaxel. Inoltre, nei pazienti con mutazioni dei geni Notch1-4, di solito associate a una maggiore aggressività, resistenza alle terapie e prognosi peggiore, il vantaggio ottenuto con tislelizumab è stato ancora più rilevante, perché la sopravvivenza è stata pari a 14 mesi rispetto a 2 mesi con la chemioterapia. Va ricordato che i benefici ottenuti con tislelizumab sono indipendenti dai livelli di espressione del biomarcatore Pd-L1 e dall'istologia, squamosa o non squamosa. Il miglior controllo della malattia si traduce in una riduzione dei sintomi e, quindi, in una migliore qualità di vita, aspetto molto importante nei pazienti colpiti da neoplasia metastatica".
"Purtroppo, più del 50% delle diagnosi di tumore del polmone avviene ancora oggi in stadio avanzato, da qui la necessità di terapie sempre più efficaci - rimarca Silvia Novello, presidente di Women Against Lung Cancer in Europe (Walce), direttore dell'Oncologia medica dell'ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano e professore ordinario di Oncologia medica all'università degli Studi di Torino - La chemioterapia ha assolutamente ancora un ruolo nel trattamento di questa neoplasia: per molti pazienti svolge tuttora un ruolo decisivo. L'immunoterapia con tislelizumab consente di ottenere risultati importanti in diversi setting. L'integrazione corretta dei vari approcci e le giuste valutazioni delle sequenze di cura rendono mandatorio il giudizio del team multidisciplinare. La figura dello psiconcologo poi non può esser considerata come ancillare nella presa in carico del paziente affetto da tumore polmonare, poiché è stato dimostrato come ansia e depressione possano peggiorare la risposta alle cure, impattando negativamente sui tempi di sopravvivenza".
“Anche la presa in carico delle persone con tumore dello stomaco richiede, a partire dalla diagnosi, un approccio multidisciplinare - osserva Claudia Santangelo, presidente di 'Vivere senza stomaco, si può Odv' - Si stima che circa il 50% dei pazienti colpiti da carcinoma gastrico sia malnutrito, condizione che determina gravi conseguenze, come ridotta tolleranza alle terapie, peggiore sopravvivenza e minore qualità di vita. Per questo, è fondamentale che siano sempre offerti al paziente una valutazione dello stato nutrizionale e piani dietetici da parte dei nutrizionisti, che devono essere inclusi nel team multidisciplinare. Da tempo chiediamo che gli alimenti a fini medici speciali, ancora spesso a carico dei pazienti, siano inclusi nei livelli essenziali di assistenza e, quindi, garantiti a tutti. Accanto a una corretta presa in carico nutrizionale, è altrettanto importante garantire ai pazienti un accesso tempestivo alle innovazioni terapeutiche: nuove opzioni efficaci in prima linea nella malattia metastatica devono essere rese subito disponibili. In questo senso, l’approvazione di tislelizumab rappresenta un passo avanti importante".
"La disponibilità di tislelizumab anche per i pazienti italiani, dopo l'approvazione europea in 9 indicazioni, segna un passaggio strategico fondamentale per BeOne - conclude Marco Sartori, General Manager di BeOne Medicines Italia - L'ampliamento del nostro impegno nei tumori solidi rafforza il nostro contributo già presente in oncoematologia e riflette la qualità della nostra ricerca e di una pipeline ampia e diversificata. E' l'espressione concreta della nostra visione di lungo periodo; quella di consolidare sinergie con la comunità scientifica, le istituzioni e le associazioni di pazienti: un processo già in atto per abilitare l'innovazione e trasformare i modelli di cura".

(Adnkronos) - "Sull'hantavirus esistono già molte conoscenze scientifiche. Non siamo quindi di fronte a uno scenario simile a quello vissuto con il Covid, allora un virus completamente nuovo. Certo, questo rappresenta comunque un primo stress test internazionale dopo la pandemia e qualche criticità, soprattutto sul piano della comunicazione, mi sembra sia emersa. Noi stiamo seguendo tutte le procedure di allerta previste. Ma questa vicenda dimostra ancora una volta il ruolo fondamentale dell'Organizzazione mondiale della sanità e del coordinamento internazionale nella gestione delle emergenze sanitarie". Lo ha detto Beatrice Lorenzin (Pd), a margine del convegno organizzato a Roma da Fnopi per la Giornata internazionale dell'infermiere, che si celebra oggi 12 maggio.
"A mio avviso - ha spiegato - è stato un errore prendere le distanze dal piano pandemico, così come è stato un errore non effettuare le necessarie esercitazioni. Mi auguro che questa situazione possa portare a ripensare alcune scelte compiute dall'Italia negli ultimi anni", ha concluso Lorenzin.

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(Adnkronos) - "Oggi, in un sottogruppo di pazienti" con cancro gastrointestinale "piuttosto ampio, identifichiamo una specifica caratteristica biologica di responsività all'immunoterapia, rilevabile attraverso il test del biomarcatore Pd-L1 sul tessuto tumorale. Questa analisi ci permette di selezionare i pazienti che possono beneficiare di un trattamento personalizzato: la chemio-immunoterapia. Nello specifico, si tratta dell'associazione di tislelizumab - un immunoterapico di nuova generazione - con la chemioterapia standard, garantendo così l'opzione terapeutica più efficace per il profilo del paziente". Lo ha detto Filippo Pietrantonio, responsabile dell'Oncologia medica gastroenterologica alla Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano, intervenendo oggi nel capoluogo lombardo all'incontro con la stampa organizzato in occasione del rimborso di tislelizumab in combinazione con chemioterapia in prima linea nel carcinoma gastrico ed esofageo, e in monoterapia in seconda linea nelle neoplasie di esofago e polmone.
"Il carcinoma gastrico è una patologia estremamente aggressiva - spiega l'oncologo - Circa l'80% dei casi viene diagnosticato in fase avanzata o evolve verso una condizione metastatica. In questo scenario, l'approccio terapeutico iniziale è fondamentale, poiché condiziona sensibilmente il decorso successivo della malattia".
Nell'ambito dei tumori gastrointestinali, i fattori di rischio "sono molteplici e riconducibili sia alla familiarità, sia allo stile di vita e a fattori ambientali - chiarisce Pietrantonio - Se ci concentriamo sul tumore gastro-esofageo, tra le cause più rilevanti figura l'infezione da Helicobacter pylori, che può essere eradicata agevolmente tramite terapia antibiotica. Tuttavia, pesano in modo significativo anche le abitudini quotidiane: un'alimentazione povera di frutta e verdura, l'elevato consumo di carni processate o cotte ad alte temperature, il fumo e l'alcol. Non va sottovalutata inoltre l'obesità. La vita sedentaria e il reflusso gastroesofageo protratto per anni, tipici dello stile di vita occidentale, rappresentano fattori di rischio determinanti", conclude.

(Adnkronos) - "L'ingresso di BeOne nell'oncologia solida rappresenta un momento cruciale. Abbiamo iniziato circa 5 anni fa nell'oncoematologia e oggi ci muoviamo verso i tumori solidi, patologie estremamente gravi e rilevanti. Il nostro impegno, che si apre ufficialmente oggi, è destinato a protrarsi negli anni a venire: disponiamo infatti di una pipeline ricca, in fase di sviluppo negli ambiti polmonare, gastrointestinale, mammario e ginecologico. Questo è per noi solo l'inizio di un percorso che condivideremo con le comunità scientifiche e con i pazienti, con l'obiettivo di introdurre terapie innovative first-in-class o best-in-class". Così Marco Sartori, General Manager di BeOne Medicines Italia, intervenendo oggi a Milano all'incontro con la stampa organizzato per fare il punto sui passi avanti nella cura dei tumori dello stomaco, dell'esofago e del polmone, alla luce dell'approvazione da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) della rimborsabilità di tislelizumab per il trattamento di queste neoplasie.
"Il nome stesso dell'azienda, BeOne - spiega Sartori - racchiude l'idea di un'unione a 360 gradi con le associazioni dei pazienti, le comunità scientifiche, le università e le istituzioni. L'integrazione è fondamentale perché la cura non si esaurisce con il solo trattamento farmacologico. Siamo partner di istituti di ricerca, atenei e organizzazioni di pazienti: un impegno che intendiamo continuare a portare avanti con determinazione", conclude.

(Adnkronos) - La disponibilità di tislelizumab nel cancro al polmone è "un'indicazione importante poiché permette a questo immunoterapico di entrare nella nostra pratica clinica, confermando ulteriormente il ruolo centrale dell'immunoterapia nel trattamento" di questa neoplasia. "Le prospettive evolvono nella misura in cui questo farmaco verrà impiegato non solo per l'attuale indicazione, ma anche in altri ambiti. Mi riferisco in particolare alla prima linea nel tumore al polmone e, soprattutto, alla fase pre-operatoria, che rappresenta oggi la vera rivoluzione nel trattamento di questa patologia". Lo ha detto Federico Cappuzzo, direttore dell'Oncologia medica 2 all'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, intervenendo oggi a Milano all'incontro con la stampa organizzato da BeOne per fare il punto sui progressi nella cura dei tumori dello stomaco, dell'esofago e del polmone, in occasione del via libera di Aifa - Agenzia italiana del farmaco al rimborso di tislelizumab anche per il trattamento di queste 3 patologie oncologiche.
"Il farmaco sta dimostrando efficacia in modo trasversale su tutti i pazienti, indipendentemente dalle loro caratteristiche cliniche o biologiche - spiega Capuzzo - Si tratta, dunque, di un'indicazione estesa: la validità del trattamento è confermata da molteplici studi clinici. L'elemento di maggiore rilievo - precisa - è l'impiego sempre più precoce dell'immunoterapia", dato che "è proprio nella gestione della malattia agli stadi iniziali che si registra il punto di utilizzo più significativo per questi farmaci".
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