(Adnkronos) - Una bimba di 4 anni è morta annegata nella piscina dell'albergo a Milano Marittima. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che indagano sul caso e i sanitari del 118. "Oggi siamo colpiti da una tragedia che segna profondamente la nostra città. Una bambina di soli quattro anni ha perso la vita in un tragico incidente a Milano Marittima - scrive sui social il sindaco di Cervia Mirko Boschetti - In questo momento di grande dolore, desidero esprimere le mie più sincere condoglianze ai genitori e a tutti i familiari. È difficile trovare parole che possano alleviare il dolore di una perdita così immensa, ma a nome personale e dell’intera città esprimo tutta la vicinanza possibile ai familiari".

(Adnkronos) - "I plurimi processi celebrati per la vicenda di Stefano Cucchi hanno disvelato prima ancora che singole condotte delittuose una mentalità tanto radicata quanto rudimentale che ha ostato alla stigmatizzazione pura e semplice di indicibili fatti di violenza, posti in essere nei confronti di un soggetto vulnerabile, con la pretesa di legittimare condotte delittuose finalizzate a negare quelle violenze, evidentemente permanendo il disvalore delle une e delle altre offuscato da soggettive convinzioni, prima ancora che da malinteso spirito di corpo". E' quanto scrive il giudice monocratico di Roma Carmela Foresta nella sentenza con cui il 16 luglio dello scorso anno ha condannato due carabinieri accusati di falso e depistaggio per le testimonianze rese nel corso del procedimento Cucchi-ter.
Secondo l’accusa, con le loro dichiarazioni hanno ostacolato la ricostruzione dei fatti durante il processo relativo ai depistaggi seguiti al pestaggio e alla morte di Stefano Cucchi, il 31enne romano, arrestato il 15 ottobre del 2009 e deceduto sette giorni dopo all'ospedale Sandro Pertini. In particolare, il giudice con la sentenza aveva condannato il maresciallo Giuseppe Perri a tre anni e sei mesi e a 4 anni Prospero Fortunato, all’epoca capitano e comandante della sezione infortunistica e polizia giudiziaria presso il nucleo Radio Mobile di Roma, che aveva optato per il rito abbreviato. Era stato invece assolto con la formula “perché il fatto non sussiste” Maurizio Bertolino, all'epoca dei fatti maresciallo presso la stazione di Tor Sapienza. Le accuse contestate dal pm Giovanni Musarò, a seconda delle posizioni, sono di depistaggio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
Per il giudice, Perri avrebbe mentito in merito ai fatti a carico del carabiniere Luca De Cianni, condannato in via definitiva in Cassazione a 2 anni e mezzo, il quale nel 2018 aveva redatto una falsa annotazione di servizio in cui accusava il collega Riccardo Casamassima di aver chiesto soldi in cambio del racconto della verità sul pestaggio del fratello. "I mesi di settembre-ottobre 2018 erano stati particolarmente impegnativi per l'Arma dei Carabinieri rispetto ad una vicenda giudiziaria che benché avrebbe dovuto riguardare soltanto tre militari infedeli, di fattoaveva coinvolto alti Ufficiali che avevano volontariamente deciso di alterare il corso della storia" sottolinea il giudice nelle motivazioni di 212 pagine depositate ieri.
"L'analisi del contenuto obiettivo di quella nota infedele, le modalità con le quali la stessa è stata confezionata, secondo l'incongruo racconto degli stessi protagonisti del fatto - si legge - consentono di metterne in luce l'univoca finalità: si trattava di un atto che creava realtà inesistenti al solo fine di attutire l'impatto dirompente che le dichiarazioni di Raffaele Tedesco, da un lato, e quelle di Colombo Labriola, dall'altro, avrebbero certamente sortito sugli esiti processuali in corso. In definitiva, una finalità depistante la verità dei fatti oggetto di processo e procedimento in corso". Per il giudice, “deve quindi concludersi che il delitto contestato a Perri deve ritenersi integrato e provato in tutti gli elementi costitutivi avendo avuto il mendacio dallo stesso realizzato sicura idoneità ingannatoria per l'accertamento dei fatti a carico di De Cianni, all'occultamento dei quali era invece finalizzato”.
Durante il processo il pm Musarò aveva sottolineato come nel caso Cucchi “abbiamo assistito ad una attività ossessiva di depistaggio andata avanti per 9 anni: dall’ottobre del 2009 e fino all’ottobre del 2018. Questa attività illecita è poi proseguita in maniera inaudita fino al 2021: spero che questa sia l’ultima puntata di una saga durata 15 anni” aveva detto nella sua requisitoria. Proprio dalla falsa annotazione su Casamassima, parte civile nel processo insieme tra gli altri a Nicola Minichini uno dei tre agenti della Polizia Penitenziaria finiti sul banco degli imputati nel primo processo Cucchi e poi assolti in via definitiva per non aver commesso il fatto, potrebbe però nascere un nuovo procedimento nei confronti di un ulteriore carabiniere, “da ritenersi coautore materiale dell’atto a firma di De Cianni che, salvo altro, istigava a redigere quella falsa annotazione di servizio sul malinteso e chiaramente falso presupposto che questi fosse costretto a dire la verità (‘bello mio’) perché altri, che la verità non l'avevano detta, erano in cerca di problemi”. Per il militare il giudice ha disposto la trasmissione degli atti alla procura "per tutte le determinazioni di competenza".
“La motivazione della sentenza è ampia, articolata. Approfondisce i gravi reati e soprattutto l’ambiente in cui sono maturati. Non solo stigmatizza un malinteso spirito di corpo da parte di appartenenti all’Arma, ma parla apertamente di un ‘contesto culturale’ che ha favorito falsi atti, false testimonianze, depistaggi, con una regia occulta superiore, in questi ormai 17 anni di storia processuale. Un percorso doloroso per le parti civili che però non accenna a fermarsi”. Così all’Adnkronos l’avvocato Diego Perugini, legale di parte civile di Nicola Minichini, uno dei tre agenti della Polizia Penitenziaria finiti sul banco degli imputati nel primo processo Cucchi e poi assolti in via definitiva per non aver commesso il fatto, dopo il deposito delle motivazioni della sentenza di condanna per due carabinieri accusati di falso e depistaggio per le testimonianze rese nel corso del procedimento Cucchi-ter.
“Condanne passate in giudicato e ormai 4 processi non sono bastati per avere dalle Istituzioni una parola di scusa per il calvario che fedeli servitori dello Stato stanno passando. Mentre si profila un nuovo processo contro chi ha continuato a mentire e depistare a distanza di anni dai fatti, chiedo a gran voce un intervento netto dei vertici dell’Arma e dello Stato. Perché mentre nelle aule di giustizia si continua ad accertare la verità e ci sono alcuni che tentano pervicacemente di ostacolarla, nessuna risposta di risarcimento - sottolinea il penalista - è ancora stata ricevuta dalle vittime di questi reiterati delitti. Sento parole come onore e decoro, ma non vedo che comportamenti oltre il limite della decenza. È tempo di risposte nette. È tempo che chi ha responsabilità politica, se ne assuma il peso. Mi pare sempre la solita solfa di uno Stato ‘forte’ solo con i deboli”.

CAGLIARI – Un giovane è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto dai Carabinieri della Compagnia di Ghilarza, con il supporto della Compagnia di Cagliari, per un'estorsione aggravata ai danni di una donna di 80 anni. L'uomo, con la tecnica del "finto Carabiniere" , ha messo in scena una falsa emergenza per estorcere oro e denaro. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Oristano.
L'Inganno: "Il Nipote Rischi l'Arresto"
La vittima, residente nel Cagliaritano, è stata contattata telefonicamente da un sedicente appartenente all'Arma, che le ha falsamente riferito che il nipote rischiava di essere arrestato perché responsabile dell'investimento con la propria auto di una donna in gravidanza. Facendo leva sullo stato di forte turbamento della donna, il finto carabiniere l'ha costretta a consegnare denaro e preziosi a un complice, presentatosi a casa sua come "Carabiniere incaricato". La pressione psicologica e le minacce hanno reso la vicenda un'estorsione aggravata.
Il Fermo e il Ritrovamento
La denuncia immediata della vittima ha permesso ai Carabinieri di individuare il presunto autore in una struttura ricettiva del capoluogo. Durante la perquisizione, i militari hanno rinvenuto numerosi monili in oro, abilmente occultati sotto la suola delle scarpe indossate dall'indagato, per un valore complessivo di oltre 13.000 euro, e 870 euro in contanti. I gioielli sono stati riconosciuti dalla vittima.
L'Operazione e l'Invito alla Prudenza
L'operazione conferma l'efficacia del modello operativo dei Carabinieri di Oristano, che ha già permesso di contrastare gruppi criminali "trasfertisti". L'Arma rinnova l'invito a diffidare di richieste di denaro da parte di presunti appartenenti alle Forze dell'Ordine e a contattare immediatamente il 112. Il fermo è una misura precautelare. La persona è presunta innocente fino a sentenza definitiva. Le indagini proseguono.

(Adnkronos) - Novak Djokovic 'punge' Jannik Sinner dopo Wimbledon 2026. Il tennista serbo è tornato a parlare della semifinale dello Slam di Londra, persa contro il tennista azzurro, che è poi riuscito a battere anche Alexander Zverev in finale conquistando così il suo secondo titolo consecutivo.
Sinner si è imposto in tre set con un triplo 6-4, 'vendicando' così la sconfitta nella semifinale degli Australian Open, quando a Melbourne Djokovic era riuscito a imporsi al termine di una partita-maratona terminata al quinto set. Il serbo però, a Londra, non è riuscito a ripetersi anche a causa della stanchezza accusata contro Felix Auger-Aliassime ai quarti d finale.
"Non per sminuire Sinner in alcun modo, ma non mi sono ripreso fisicamente dopo il mio precedente quarto di finale di 5 ore e 15 minuti", ha detto in un'intervista concessa a Cbs, "il mio corpo risponde in maniera diversa rispetto al passato, è pura biologia. Non voglio togliere alcun merito a Sinner, che ha vinto il torneo con pieno merito, ma ora è tutto diverso per me".

(Adnkronos) - Federico Pizzarotti, ex sindaco di Parma, è stato assolto dall'accusa di truffa ai danni dello Stato e falso ideologico, che riguardava il numero di professori d'orchestra impiegati in tre rappresentazioni de 'I Masnadieri' e del 'Rigoletto' al Teatro Verdi di Busseto, nel 2016 e nel 2017. E' stato lui stesso, in un lungo post su Facebook, pubblicato ieri, a rendere nota la notizia.
"L'avviso di garanzia - ha spiegato - era arrivato nel novembre del 2021, il rinvio a giudizio nel novembre del 2022, il processo si è aperto nel maggio del 2023. Cinque anni. È la sesta volta che questo accade, e per la sesta volta finisce così. Provo sollievo, sarebbe disonesto dire il contrario. Ma non è di questo che voglio scrivere. Prima però un ringraziamento che non è di forma. All'avvocato Matteo Manici e all'avvocato Fulvio Villa, dello studio Villa & Partners, che mi hanno assistito in questi anni con competenza e con una pazienza che chi non ha mai attraversato un processo non può immaginare. Difendersi bene è un privilegio, e va detto. Il sollievo più grande, però, è per Anna Maria Meo, direttrice generale del Regio all'epoca dei fatti, assolta anche lei. In quegli anni ha portato a Parma risultati che la città ha visto e riconosciuto, e ha attraversato lo stesso procedimento senza avere una fascia tricolore addosso a fare da scudo. Se lo merita, e merita di poter portare altrove, ora, quel lavoro con la serenità che le è stata tolta per cinque anni".
"In dieci anni da sindaco sono stato indagato per turbativa d'asta nella vendita delle quote di Stu Pasubio, per disastro colposo per l'alluvione del Baganza, due volte per abuso d'ufficio, e infine per truffa allo Stato. Ogni volta l'oggetto della contestazione era un atto di gestione ordinaria: una gara decisa da un commissario prefettizio, la nomina di dirigenti fiduciari, il conteggio degli orchestrali in una rendicontazione ministeriale. Ogni volta il procedimento si è chiuso con un'archiviazione, un proscioglimento o un'assoluzione. Non è una mia particolarità. È la norma statistica di chi amministra un Comune in Italia. Il punto non è la malafede di qualcuno. Non credo che i magistrati che si sono occupati di me abbiano agito in modo diverso da come la legge impone loro di agire. Il punto è il meccanismo", ha argomentato ancora Pizzarotti, che poi ha aggiunto: "Abbiamo costruito un sistema in cui la responsabilità penale personale è diventata lo strumento ordinario di controllo sull'attività amministrativa. Un sindaco firma migliaia di atti l'anno, molti dei quali su materie tecniche che nessuna persona può padroneggiare per intero, e ognuno di quegli atti è una potenziale contestazione individuale. La conseguenza non è più legalità. La conseguenza è che l'atto non si firma, la decisione non si prende, il rischio si scarica sull'ufficio successivo. La paralisi amministrativa italiana non nasce dalla burocrazia, nasce da qui".
"E poi c'è la parte di cui si parla meno. Io ho avuto la fortuna di avere una città che mi ha creduto, che mi ha rieletto mentre ero sotto inchiesta, che non ha mai confuso un avviso di garanzia con una condanna. Ho avuto il tempo, e a un certo punto anche la freddezza, per attraversare tutto questo senza esserne distrutto. Ma questa è una fortuna, non un diritto. La maggior parte delle persone che finiscono in una vicenda simile non ha nulla di tutto ciò. Ha un titolo di giornale in prima pagina il giorno dell'indagine e un trafiletto in fondo alla cronaca cinque anni dopo, il giorno dell'assoluzione. Ha una famiglia che legge quel titolo, un lavoro che non torna, una reputazione che nessuna sentenza ricostruisce. La gogna non ha bisogno di una condanna per funzionare. Le basta il sospetto, e il tempo", ha scritto ancora l'ex sindaco di Parma.
"Per questo non festeggio. Un sistema in cui un amministratore pubblico viene assolto sei volte su sei non è un sistema che funziona bene perché alla fine la verità emerge. È un sistema che ha sbagliato sei volte la domanda iniziale, e che ha fatto pagare a qualcuno, ogni volta, cinque anni di vita per arrivarci", ha concluso Pizzarotti.

Settimo San Pietro, Carabinieri Sfondano il Portone con l'Auto e Salvano un Giovane dal Suicidio
SETTIMO SAN PIETRO – La vita di un uomo è stata salvata nella notte scorsa grazie al sangue freddo e al quotidiano eroismo dei Carabinieri della Stazione di Maracalagonis. L'uomo, in preda a un forte intento suicida, era stato segnalato al 112. La pattuglia, già in perlustrazione, è arrivata in pochissimi minuti.
La Scena e la Corsa Contro il Tempo
I militari hanno trovato il giovane in piedi su una sedia sotto una tettoia, con una corda al collo. I tentativi di mediazione sono durati pochi istanti: l'uomo ha scalciato la sedia, rimanendo sospeso nel vuoto. Il cancello pedonale era sbarrato e il muro troppo alto per essere scavalcato rapidamente.
La Manovra Disperata
Per aprirsi un varco immediato, i Carabinieri hanno utilizzato l'autovettura di servizio come un ariete, sfondando il portone d'accesso principale. Una volta nel cortile, si sono lanciati sul trentaseienne, sollevandolo per interrompere la trazione e liberarlo.
Il Salvataggio e il Ricovero
L'uomo, che aveva già perso i sensi per il principio di soffocamento, ha ripreso miracolosamente a respirare e ha riaperto gli occhi poco dopo. Sul posto è poi intervenuto il personale sanitario del 118, preallertato dalla centrale operativa. Il giovane è stato trasportato d'urgenza all'ospedale Santissima Trinità di Cagliari, dove è ricoverato. Fortunatamente, è fuori pericolo di vita.
L'intervento dimostra il ruolo insostituibile dell'Arma, capace di abbinare fermezza operativa e umanità, pronta a rischiare tutto per proteggere i cittadini nei momenti di maggiore vulnerabilità. Il numero verde per l'ascolto e il supporto psicologico è sempre attivo. La solidarietà della comunità va al giovane e alla sua famiglia. La vita è stata salvata.

(Adnkronos) - Il sindaco di New York Zorhan Mamdani ha intenzione di chiedere l'arresto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu quando verrà a New York, a settembre, per partecipare all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo ha detto Mamdani oggi, sabato 18 luglio, al New York Times, precisando che non è ancora chiaro se abbia l'autorità legale per ordinare al Dipartimento di polizia di New York, di cui è capo, di fermare un leader straniero come Netanyahu. Mamdani ha aggiunto di essere in "trattative attive" con l'ufficio legale della città.
"Credo che il primo ministro Netanyahu debba essere processato all'Aia", ha affermato Mamdani riferendosi alla sede della Corte penale internazionale (Cpi), che ha emesso un mandato di arresto nei confronti di Netanyahu per presunti crimini di guerra a Gaza. "E' un criminale di guerra incriminato dalla Corte penale internazionale", ha detto Mamdani.

Oltre 45 gradi a Orani, e 42,4 a Ottana, dove la macchina regionale antincendi sta cercando di avere la meglio su un vasto incendio che ha raggiunto la zona industriale.
Il Nuorese e, in generale, l'interno della Sardegna, si conferma tra le zone più roventi d'Italia, in questi giorni da bollino rosso.
I dati sono stati diffusi alle 17 dalla rete delle stazioni dell'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente.
Non mancano punte sopra i 40 gradi nell'Oristanese, in Gallura e nel Sulcis.
In vari territori, secondo i dati di Sardegna Clima, si registrano notti tropicali con temperature al di sopra dei 23 gradi ed escursioni termine tra le minime e le massime con punte di 20-21 gradi.

Ha raggiunto la zona industriale di Ottana interessando anche un parco fotovoltaico privato, il rogo che da ieri sta bruciando centinaia di ettari di territorio tra Nuorese e Oristanese, nei territori di Noragugume, Ottana e Sedilo.
Dalle 8 di questa mattina la protezione civile è in campo con decine di uomini e mezzi a terra e col supporto, attualmente, di un Canadair, tre elicotteri leggeri e il Super Puma.
Le operazioni di spegnimento sono rese particolarmente difficili a causa della ripartenza delle fiamme in più punti e delle forti raffiche di vento.
Un nuovo fronte di fuoco è divampato, poche decine di chilometri più a est, in località "Badu de Carru" a Olzai, dove sta bruciando un bosco
Sul posto stanno operando due elicotteri leggeri, il secondo Super Puma e un Canadair. Il terzo velivolo della flotta nazionale di stanza in Sardegna, impegnato sinora nel rogo innescato dalle auto in fiamme dopo il grave incidente stradale nel Cagliaritano - dove hanno perso la vita 2 persone e sono 12 i feriti - dovrebbe raggiungere Olzai subito dopo il rifornimento.

Un 85enne di Cagliari ha perso la vita in una spiaggia del litorale di Quartu Sant'Elena (città metropolitana di Cagliari).
Secondo quanto ricostruito grazie alle testimonianze dei familiari che si trovavano sul posto, l'anziano sarebbe caduto accidentalmente in acqua dopo aver accusato un improvviso malore, perdendo istantaneamente i sensi prima di affogare.
I soccorsi sono scattati tempestivamente con l'arrivo del personale sanitario del 118.

(Adnkronos) - Delude la Juventus di Luciano Spalletti, che chiude in parità, senza reti, la prima amichevole stagionale. Oggi, sabato 18 luglio, finisce 0-0 al St. Jakob-Park contro il Basilea guidato dall'ex bianconero Lichtsteiner. Bene il portiere Perin che para un calcio di rigore ma per i bianconeri la cattiva notizia è l'infortunio del neo acquisto Ekhator, costretto a lasciare il posto a Openda alla mezz'ora per un problema muscolare.
Nella ripresa a sette minuti dalla fine Salvi stende Openda fuori dall'area e lascia i suoi in dieci nel finale ma i bianconeri non ne approfittano. La prossima amichevole della Juventus si giocherà il 25 luglio a Liegi contro lo Standard.

(Adnkronos) - Beffa Ferrari nelle qualifiche del Gran Premio del Belgio di Formula 1 e mistero bandiera gialla. Oggi, sabato 18 luglio, Andrea Kimi Antonelli ha conquistato la pole position sul circuito di Spa davanti a Max Verstappen, con il Q3 che è stato però condizionato da una bandiera gialla sventolata verso la pit lane, in direzione di Isack Hadjar, che ha però 'confuso' la Ferrari Charles Leclerc.
Succede tutto nel Q3. Negli ultimi giri che assegnano la pole position, una bandiera gialla 'appare' a lato del circuito proprio quando stava transitando la Ferrari di Charles Leclerc, che l'ha vista e ha alzato leggermente il piede dall'acceleratore, immaginando fosse successo qualcosa in pista. In realtà però la bandiera gialla era rivolta verso la pit lane dove stava transitando la Red Bull di Hadjar.
Il regolamento stabilisce chiaramente che la bandiera gialla "rivolta verso il lato sinistro, quello della pit lane, segnala un incidente nella stessa e non è rivolta ai piloti in pista". Nonostante le regole siano piuttosto chiare però, c'è amarezza in casa Ferrari: "Difficile dire se avremmo conquistato la pole, ma bisogna considerare che ci sono dei distacchi minimi", ha detto il team manager Frederic Vasseur a SkySport, "non so cosa sia successo ma i nostri hanno alzato il pedale quel minimo che basta per finire una posizione indietro".
Furioso invece Leclerc, che partirà quarto: "Sono molto arrabbiato, è un peccato perché non eravamo lontani dalla pole".

(Adnkronos) - Maurizio Gasparri spegne oggi 70 candeline. Il senatore di Forza Italia, già ministro delle Comunicazioni nel secondo governo Berlusconi, sceglie di festeggiare il suo compleanno nella sua amata Marettimo, isoletta delle Egadi, insieme alla moglie Amina, la figlia Gaia e a un gruppo di amici strettissimi, mentre i suoi collaboratori sui social già in mattinata lo omaggiano con un album di fotografie dal sapore amarcord. Eccolo, quindi, il Gasparri privato e pubblico, che appena conseguita la maturità classica al Torquato Tasso di Roma si butta anima e corpo nella politica.
Nato a Roma, da genitori originari di Roscigno, piccolo borgo ora abbondato in provincia di Salerno, già negli anni '70 Gasparri diviene segretario provinciale del Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano. Lì si fa notare da Gianfranco Fini, che nel 1979 lo sceglie come suo vice nel Fronte. Nel partito Gasparri muove i primi passi anche come giornalista, arrivando come praticante al Secolo d'Italia, testata di cui nel 1991 diventa condirettore. L'anno dopo, nel '92, l'approdo alla Camera da deputato. Sono gli anni di Mani pulite, che il movimento sociale saluta positivamente, conducendo una dura campagna contro il sistema dei partiti finiti nell'inchiesta di Tangentopoli. Nel 1994 viene rieletto alla Camera con Alleanza nazionale, diventando dall'11 maggio sottosegretario al ministero dell'Interno. L'esperienza al Viminale non dura tantissimo, complice soprattutto il ribaltone di Umberto Bossi, ma la carriera di Gasparri procede spedita.
Nel 1995 eccolo a fianco del segretario Fini per la svolta di Fiuggi, che porta allo scioglimento dell'Msi. Dentro Alleanza nazionale Gasparri si muove nell'area di Pinuccio Tatarella, artefice dell'alleanza con Berlusconi. Gasparri e La Russa diventano per la cronaca i 'Berluscones'. Nel 2001 entra nel governo come ministro. E' il titolare del dicastero chiave delle Comunicazioni del secondo esecutivo Berlusconi. Con il nuovo incarico, Gasparri ha il compito di firmare una legge per il riordino del sistema televisivo, nota, appunto, come 'legge Gasparri'. Legge che dopo un iter complicato porta al riassetto del sistema delle tv del Belpaese. Il testo viene approvato in via definitiva il 29 aprile del 2004 (dopo 130 sedute e la presentazione di 14mila emendamenti).
Nel 2008 Gasparri lascia Montecitorio e viene eletto in Senato, divenendo capogruppo del Popolo della Libertà. Dopo la rottura tra Fini e Berlusconi decide di passare con gli azzurri, assumendo nel tempo vari incarichi, tra cui la presidenza della Giunta per le immunità di palazzo Madama. In questa legislatura Gasparri è vicepresidente del Senato, prima capogruppo degli azzurri e oggi presidente della commissione Esteri e Difesa di palazzo Madama al posto della collega Stefania Craxi, che invece prende il suo posto come presidente dei senatori di Forza Italia. Al di fuori dei recinti del Parlamento, Gasparri è famoso per essere un grande tifoso della Roma. Inoltre, tra un intervento e l'altro in Aula, non disdegna l'ironia in versi. Le ormai note 'odi' di Maurizio Gasparri, composizioni satiriche in rima che il senatore recita, ad esempio, ai microfoni della trasmissione cult di Radio 1 Rai 'Un Giorno da Pecora'.

(Adnkronos) - "Sono amareggiati" i parenti di Giuseppe Mazzarino, uno dei due rapinatori uccisi a colpi di pistola il 28 aprile 2021 a Grinzane Cavour da Mario Roggero. A raccontare all'Adnkronos lo stato d'animo della famiglia, in questi giorni in cui l'attenzione pubblica è tutta rivolta al caso del gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione, è l'avvocato Angelo Panza, che assiste la madre e i quattro fratelli del 58enne.
Nel 2023 in primo grado il Tribunale di Asti aveva stabilito per loro una provvisionale di 115mila euro (35mila alla madre, 20mila a testa ai quattro fratelli e sorelle). "Roggero non l'ha mai pagata", riferisce il legale di parte civile. Tuttavia negli ultimi tre anni i parenti di Mazzarino "non hanno attivato alcuna procedura di recupero del risarcimento del danno". Un particolare che dimostra come "nella maniera più assoluta" non siano animati da alcuna 'sete di vendetta' nei confronti del gioielliere di Grinzane Cavour.
"I miei assistiti sono persone perbene, non hanno nulla a che fare" con la rapina "e con fatti di criminalità in generale. Sono sempre stati molto riservati e al loro posto. Hanno solo partecipato al processo penale, costituendosi parte civile, come era loro diritto fare. Si sono messi nelle mani della magistratura e della giustizia, non hanno fatto altro", evidenzia l'avvocato Panza.
Stessa postura che la famiglia del rapinatore ucciso ha intenzione di mantenere rispetto al dibattito sull'eventuale grazia da concedere a Roggero. "Le prerogative del Presidente della Repubblica sono prerogative del Presidente della Repubblica", taglia corto il legale.
E anche sulle "questioni politiche" sollevate dal 'caso Roggero' i familiari dell'uomo a cui ha sparato "non entrano". Certo, però, "sono amareggiati dal fatto di venire in qualche modo assimilati ai rapinatori", mentre "loro non c'entrano nulla con la rapina. Si sono costituiti parte civile per una semplice questione: si chiama danno da perdita parentale ed è previsto dalla legge e dalla giurisprudenza".
Per quantificarlo, ora che la condanna è diventata definitiva, la parte civile potrà intraprendere un'azione civile contro Roggero. E nel frattempo, a fronte del mancato pagamento della provvisionale, c'è anche la possibilità di richiedere un pignoramento dei beni del gioielliere.

FLUMINI DI QUARTU – Una tragedia si è consumata nel primo pomeriggio di oggi sulla spiaggia di Flumini, nel litorale di Quartu Sant'Elena. Un uomo di 85 anni, residente a Cagliari, ha perso la vita dopo essere caduto in mare a seguito di un improvviso malore. Le temperature eccezionalmente elevate di questi giorni potrebbero aver contribuito al malessere.
La Dinamica
Secondo una prima ricostruzione basata sulle testimonianze dei familiari presenti sulla spiaggia, l'anziano avrebbe accusato un malessere improvviso mentre si trovava sul litorale, perdendo i sensi e cadendo in acqua. L'allarme è scattato immediatamente. L'ondata di caldo che sta interessando la Sardegna in questi giorni, con picchi di temperatura che superano i 40°C, può aver rappresentato un fattore di rischio per la salute dell'uomo.
I Soccorsi
Sul posto sono arrivati gli operatori del 118. I sanitari hanno tentato a lungo di rianimare l'uomo, con le manovre di soccorso proseguite per circa trenta minuti, ma ogni tentativo si è rivelato inutile.
Le Indagini
Sul luogo della tragedia sono intervenuti i Carabinieri della Stazione locale, impegnati negli accertamenti e nella raccolta delle testimonianze, oltre che nell'assistenza ai familiari dell'anziano, sconvolti dall'accaduto. Le temperature elevate e il caldo record di questi giorni potrebbero essere state una concausa del malore che ha portato alla caduta in acqua e al conseguente decesso.
La comunità è sotto shock per la tragedia, che richiama l'attenzione sui rischi legati ai malori improvvisi, soprattutto per le persone anziane, durante le giornate più calde. La dinamica è al vaglio degli inquirenti.

(Adnkronos) - E' ancora di Kimi Antonelli la pole position. Il pilota italiano della Mercedes conquista il primo posto nella griglia di partenza del Gp del Belgio di F1, decima tappa del Mondiale. Antonelli con il tempo di 1.44.361, si prende la sesta pole in carriera, tutte quest’anno, eguaglia il record italiano di Ascari nel 1953 ed è il primo italiano in pole a Spa dal 2009 con Fisichella.
La Mercedes del pilota italiano precede la Red Bull di Max Verstappen, che usa la scia di Hadjar ma non basta, poi la Mercedes di George Russell e le due Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton con il mistero della bandiera gialla nel finale. La McLaren di Lando Norris chiude 3° ma scatterà 13° per la penalità di 10 posizioni, mentre la Red Bull di Isak Hadjar scatterà dal fondo della griglia nel Gp in programma domenica alle 15.
La McLaren di Oscar Piastri partirà sesta seguita da Arvid Lindblad (Racing Bulls), Gabriel Bortoleto (Audi), Liam Lawson (Racing Bulls) e Pierre Gasly (Alpine).
La griglia di partenza del Gd del Belgio di F1 2026:
1. Kimi Antonelli (Mercedes)
2. Max Verstappen (Red Bull)
3. George Russell (Mercedes)
4. Charles Leclerc (Ferrari)
5. Lewis Hamilton (Ferrari)
6. Oscar Piastri (McLaren)
7. Arvid Lindblad (Racing Bulls)
8. Gabriel Bortoleto (Audi)
9. Liam Lawson (Racing Bulls)
10. Pierre Gasly (Alpine)
11. Franco Colapinto (Alpine)
12. Nico Hulkenberg (Audi)
13. Lando Norris (McLaren), (penalizzato di dieci posizioni per sostituzione di componenti)
14. Carlos Sainz (Williams)
15. Oliver Bearman (Haas)
16. Alexander Albon (Williams)
17. Esteban Ocon (Haas)
18. Valtteri Bottas (Cadillac)
19. Sergio Perez (Cadillac)
20. Isack Hadjar (Red Bull), penalizzato e parte in fondo allo schieramento
21. Fernando Alonso (Aston Martin), penalizzato e parte in fondo allo schieramento.
22. Lance Stroll (Aston Martin), (penalizzato di dieci posizioni).

La situazione è nuovamente peggiorata a causa di repentine ripartenze del fuoco sul fronte del rogo tra Noragugume, Ottana e Sedilo, tra il Nuorese e l'Oristanese, dove sono andati in fumo oltre 500 ettari di territorio e sono state danneggiate oltre una ventina di aziende agrozootecniche.
Per contrastare la ripresa delle fiamme, si sono alzati in volo due Canadair, il Super Puma della base di Fenosu (Oristano) e tre elicotteri della flotta regionale.

(Adnkronos) - “I miei bambini sono quelli che più mi hanno insegnato nella vita e quando ho chiesto loro cosa volevano che scrivessi nel libro mi hanno detto ‘il fatto che siamo sempre insieme’”. Lo ha detto Catherine Birmingham, la madre della ‘famiglia nel bosco’ intervenendo alla presentazione del libro ‘La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco’ che si è tenuta al TCI – Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale, la scuola fondata dal professor Tonino Cantelmi.
All’incontro hanno partecipato tra gli altri la scrittrice Susanna Tamaro, la professoressa Anna Maria Giannini, ordinaria di Psicologia Generale presso Sapienza Università di Roma, e l’avvocato Simone Pillon, che assiste Catherine nella vicenda giudiziaria. “Siamo molto nervosi per lunedì, la prossima settimana sarà importante” ha aggiunto Catherine facendo riferimento alla consegna delle memorie difensive e all’allontanamento dei figli.
Durante l’incontro ha preso la parola anche Nathan, il papà. “Per noi era una scelta facile, noi abbiamo vissuto tutta la vita nelle grandi città e per i nostri figli non vogliamo questo. I problemi nelle città stanno aumentando, con i social, il bullismo. Noi vogliamo cambiare il nostro mondo e ci sono tantissime persone che stanno facendo la stessa scelta lasciando la città per vivere nell’autosufficienza” ha detto.
Catherine ha concluso spiegando che “se prima la vita era dominata da stress e paura, oggi invece i sentimenti principali sono amore, libertà e scelta".

(Adnkronos) - "Dieci anni di collaborazione, due continenti, migliaia di chilometri di distanza e un obiettivo comune: rafforzare la capacità di cura di un centro cardiologico destinato a diventare un riferimento per l'Africa occidentale". Così l'ospedale San Camillo Forlanini di Roma riassume la storia di cooperazione che vede protagonista l'azienda ospedaliera, impegnata in Mauritania con un programma sanitario che negli anni ha accompagnato lo sviluppo del Centre National de Cardiologie (Cnc) di Nouakchott attraverso la formazione dei professionisti locali, il trasferimento di competenze e l'introduzione di modelli organizzativi e assistenziali all'avanguardia. Oggi questa collaborazione raggiunge un nuovo traguardo: "Presso il Centro cardiologico mauritano - informa l'Ao capitolina - è stata eseguita per la prima volta una procedura di Tavi (impianto transcatetere della valvola aortica) grazie al lavoro congiunto tra il personale sanitario locale e il team multidisciplinare del San Camillo Forlanini, secondo un modello di formazione sul campo (training on the job)".
L'intervento - spiega una nota del San Camillo - si inserisce nel Programma di cooperazione sanitaria Italia-Mauritania, sostenuto dall'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) in collaborazione con Icu (Istituto di cooperazione sanitaria) e in accordo con la Regione Lazio, e punta a rafforzare la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle patologie cardiovascolari e delle malattie non trasmissibili attraverso attività cliniche, formazione e innovazione organizzativa. L'équipe italiana è composta da: Mariano Feccia, cardiochirurgo; Marco Nazzaro, cardiologo; Sandro Petrolati, cardiologo; Valentina Coltelli, anestesista; Barbara Urso, infermiera di pronto soccorso e formazione Bls (supporto vitale di base); Vanessa Palombi, infermiera emodinamica; Chiara Bussone, infermiera esperta in accessi vascolari; Sonia Ramacci, infermiera istruttrice Bls e broncoscopia; Alessandro Pingitore, cardiologo e ricercatore Cnr; Sara Cambiati, specialist Tavi; Federica Pala, tecnico emodinamica; Fabrizio Clemente, ingegnere informatico.
La missione attuale rappresenta una nuova tappa di un percorso di collaborazione avviato già nel triennio 2012-2015, che negli anni ha accompagnato lo sviluppo della cardiologia e della cardiochirurgia del Cnc di Nouakchott. Il lavoro congiunto ha riguardato diversi ambiti, ricorda il San Camillo: dall'emodinamica alla cardiochirurgia, fino al rafforzamento dei modelli organizzativi e dei percorsi assistenziali. Il tutto grazie a formazione sul campo, confronto quotidiano tra professionisti, trasferimento progressivo di competenze. L'obiettivo è contribuire a fare del centro di Nouakchott l'hub di riferimento per la cura delle patologie cardiovascolari nell'Africa occidentale. Il nuovo triennio di collaborazione punta al rafforzamento delle procedure di cardiologia interventistica e cardiochirurgia, allo sviluppo dei percorsi per la gestione dello shock cardiogeno e dello scompenso cardiaco avanzato, a programmi di telemedicina, attività gestionali di terapia intensiva e di controllo delle infezioni, uno studio epidemiologico sulle malattie cardiometaboliche realizzato in collaborazione con il Cnr di Pisa, fino alla creazione di un programma di cardiologia e cardiochirurgia pediatrica e un programma di studio immunologico e trapianto d'organo da vivente (rene e fegato).
Il training on the job - approfondisce la nota - rappresenta uno degli elementi centrali del progetto: un modello di affiancamento operativo direttamente integrato nella pratica clinica quotidiana. Gli specialisti del San Camillo hanno affiancato il personale mauritano in procedure coronariche e cardiochirurgiche complesse, con l'obiettivo di condividere tecniche e competenze. Parallelamente, sono state portate avanti attività formative sulla rianimazione cardiopolmonare rivolte a medici, infermieri, specializzandi e operatori del Service d'Aide Médicale Urgente (Samu) mauritano. Circa 30 professionisti hanno partecipato ai corsi base Blsd/Bls e avanzati Als-Acls, secondo le modalità formative adottate dal San Camillo Forlanini in conformità alle linee guida dell'Italian Resuscitation Council.
La collaborazione ha riguardato anche l'organizzazione interna del centro. Gli specialisti italiani hanno contribuito alla riorganizzazione del Pronto soccorso del Cnc attraverso un intervento sui flussi di lavoro e sugli spazi, ispirato ai modelli organizzativi dei pronto soccorso italiani: dalla nuova area di accoglienza alla revisione del triage, fino all'ottimizzazione della gestione della sala codice-colore. Accanto all'introduzione di checklist dedicate alla sicurezza in sala operatoria e ai momenti di formazione teorica e pratica, gli operatori locali sono stati affiancati nella riorganizzazione degli spazi della cardiologia, della cardiochirurgia e terapia intensiva, con particolare attenzione a ordine, sicurezza e qualità dei percorsi.
La collaborazione tra San Camillo Forlanini e Centre National de Cardiologie - conclude l'Ao romana - nasce da una prospettiva di lungo periodo: non soltanto offrire supporto specialistico, ma contribuire alla crescita delle competenze locali attraverso formazione continua, innovazione e condivisione di conoscenze. Un percorso che conferma il valore della cooperazione sanitaria come strumento di trasferimento di competenze, crescita professionale e sviluppo di modelli organizzativi sostenibili e capaci di rafforzare, nel tempo, l'autonomia del sistema sanitario locale.

(Adnkronos) - "Il caso di Mario Roggero è complesso e controverso". Ha esordito così Enrico Ruggeri sul suo profilo X intervenendo sulla vicenda del gioielliere, detenuto da ieri nel penitenziario del milanese dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo.
"Qualsiasi opinione è lecita, anch’io ascolto e rifletto. Ma che quelli che difendevano il green pass si appellino allo 'stato di diritto' mi sembra quantomeno ridicolo", ha scritto il cantante di 'Mistero'.
Alle sue parole ha replicato senza mezzi termini Luisella Costamagna: "Se quelli che scrivono queste cose non avessero fatto 'Quello che le donne non dicono' o 'Il mare d’inverno' mi vergognerei per loro. O forse mi vergogno per loro lo stesso". Un attacco diretto al quale Ruggeri ha replicato accusando la giornalista di offese gratuite: "Solita procedura, offese senza entrare nel merito".
Il cantautore spiega: "Io ho difeso le mie idee pagando un prezzo molto alto, mentre c’è chi per aver fatto da cassa di risonanza a quel sistema ha avuto in cambio ingaggi, trasmissioni, ospitate... siamo sicuri che devo vergognarmi io?".

(Adnkronos) - Volodymir Zelensky sta studiando la possibilità di licenziare anche il capo di stato maggiore Oleksandr Syrsky, coinvolto nel braccio di ferro con il ministro della Difesa uscente, Mikhailo Fedorov, che ha aperto una delle crisi politico-militari più gravi dall'inizio della guerra. Una fonte dell'Amministrazione ucraina citata dal Financial Times spiega che da ieri il presidente ucraino ha iniziato a incontrare comandanti delle forze militare per valutare le loro idee sulla situazione al fronte e anche per condurre interviste su possibili candidati a sostituire Syrsky, uno scenario a cui è aperto a patto di individuare la persona in grado di garantire il passaggio ordinato di poteri, senza indebolire la linea del fronte.
Il presidente ha compreso di dover fare qualcosa sul dossier, dopo che da ieri le proteste per il licenziamento del modernizzatore Fedorov si sono estese a una campagna contro il capo di stato maggiore, che viene chiamato 'il macellaio' per la sua indifferenza al numero delle vittime sostenute in un'operazione militare. Sysrky aveva assunto la carica nel febbraio del 2024, dopo il licenziamento di Valery Zaluzhny, inviato a fare l'ambasciatore a Londra per la troppa popolarità raggiunta in patria, ora rivale politico di Zelensky.
(di Agnese Ferrara) All'interno del programma Nivola 'vis-à-vis',
nato per mettere in dialogo l'artista e scultore Costantino Nivola
(1911-1988) con le figure cruciali nel panorama artistico del suo
tempo, il Museo Nivola di Orani a lui dedicato presenta, dal 24
luglio al 25 ottobre 2026, la mostra "Nivola, Colombo e lo spazio
intorno" dedicata al tema dello spazio e dell'ambiente da
attraversare, sperimentare e vivere.Pagina 86 di 402
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