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(Adnkronos) - Un drone con 100 chili di esplosivo è stato ritrovato e fatto esplodere al largo della costa occidentale della Grecia, vicino a Lefkada. Atene ha aperto una inchiesta che coinvolge militari. Il ministro della Difesa, Nikos Dendias, ha anticipato che il drone sembra essere di origine ucraina. Quasi certamente, ha aggiunto, proviene da "un Paese straniero".
"Sappiamo di che cosa si tratta e più o meno che cosa contiene. Stiamo lavorando perché il nostro Paese equipaggi la sua marina con i droni e i sistemi anti drone più moderni che esistano al momento", ha detto.
Il drone esplosivo a lungo raggio era stato ritrovato da un pescatore in una grotta giovedì della scorsa settimana. I rottami del drone sono stati portati in una base navale sulla terraferma per ulteriori verifiche.

(Adnkronos) - Sono due settimane intense quelle che la difesa di Andrea Sempio, indagato per il delitto di Chiara Poggi a Garlasco, sta affrontando dopo la discovery degli atti dell'inchiesta di oltre un anno. Il pool è a lavoro su "una consulenza medico-legale" per determinare le cause e l'orario della morte, "una antropometrica" relativa alla misura dell'impronta delle scarpa lasciata dall'assassino la mattina del 13 agosto 2007, quindi sul "ripulire i poco comprendibili e difficilmente ascoltabili audio delle intercettazioni, o di alcune delle intercettazioni" spiega l'avvocato Liborio Catalietti che rappresenta, con la collega Angela Taccia, l'indagato.
E ancora: i consulenti della difesa Sempio sono impegnati in "una replica della Bpa" ossia sulla dinamica del delitto nella villetta di Garlasco, "un supplemento di indagine dattiloscopica sull'impronta 33 e sui rapporti con la 45", la traccia presente poco più sotto della palmare presente sul muro di destra del vano delle scale che portano in cantina, dove fu trovato il corpo della ventiseienne.
Inoltre, proseguiranno fino a stasera "i colloqui con la nostra psicologa, psicoterapeuta e criminologa volti a tratteggiare la personalità del nostro cliente - conclude Cataliotti -. Sarà utile per contrapporla o accompagnarla a quella del Racis". Da codice di procedura penale, dopo la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini, la difesa ha 20 giorni di tempo per visionare gli atti, presentare memorie, produrre documenti o chiedere l'interrogatorio dell'indagato.

(Adnkronos) - "Cento anni di sapere infermieristico non sono una linea del tempo, sono una presenza continua, discreta, essenziale, perché la differenza tra essere curati e sentirsi davvero al sicuro è nel vostro volto. L'infermiere è la soglia, il punto di equilibrio tra tecnica e ascolto". Lo ha detto Anna Maria Bernini, ministro dell'Università e della Ricerca, in un videomessaggio inviato alla presidente della Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche (Fnopi), Barbara Mangiacavalli, per le celebrazioni della Giornata internazionale dell'infermiere in corso all'Auditorium Antonianum di Roma, dal titolo 'Un secolo di sapere infermieristico - Nati per prendersi cura, formati per eccellere'. "E' la medicina che diventa relazione, è chi traduce la complessità della scienza in qualcosa che un paziente può capire, sentire e quindi affrontare - sottolinea Bernini - Non è solo assistenza, è orientamento dentro i momenti più fragili della vita. E oggi questa vostra responsabilità cresce, diventa ancora più nitida, più forte, più riconosciuta".
"Con le nuove lauree magistrali specialistiche abbiamo dato all'infermieristica proprio lo spazio che merita - ricorda il ministro - Più competenze, più autonomia, più capacità di incidere davvero nei percorsi di cura. Dal sostegno in famiglia all'emergenza, fino alle specializzazioni più avanzate, stiamo costruendo un modello che non rincorre i bisogni, ma li anticipa". "Un modello in cui il sapere non si accumula, ma si trasforma in risposte. Perché la sanità non si misura solo in posti letto o nuove tecnologie, ma in presenza - precisa Bernini - E la vostra presenza fa la differenza tra una persona che si sente sola e un sistema che funziona". "Cent'anni lo dimostrano, ma soprattutto - ha concluso il ministro - ci dicono chiaramente che quando tutto vacilla c'è sempre qualcuno che resta. E quel qualcuno siete voi, con la vostra professionalità e con quell'umanità che non si insegna e non si improvvisa".

(Adnkronos) - Quella di oggi "è una giornata che segna un passaggio storico per la professione infermieristica italiana. Festeggiamo cento anni di sapere infermieristico: un secolo di studio, dedizione, assistenza, crescita civile e professionale. Quest’anno, le celebrazioni italiane della Giornata internazionale dell’Infermiere coincidono con una riforma accademica di portata epocale per i nostri 462mila infermieri e infermieri pediatrici, sancita dai recenti decreti che non sono semplici passaggi burocratici, ma il sigillo su un’identità professionale ormai matura, autonoma e scientificamente solida". Così Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale ordini professioni infermiersitiche (Fnopi) nel suo intervento per le celebrazioni della Giornata internazionale dell'infermiere all'Auditorium Antonianum di Roma dal titolo "Un secolo di sapere infermieristico - Nati per prendersi cura, formati per eccellere".
"Con l’istituzione delle nuove lauree specialistiche in Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità, Cure neonatali e pediatriche, e Cure intensive e nell’Emergenza - sottolinea Mangiacavalli - rispondiamo finalmente con competenza avanzata alle sfide di un sistema salute che cambia. Questo risultato straordinario è simbolicamente rappresentato dal numero 100 che domina la veste grafica di questa giornata. Un numero che è simbolo del tempo trascorso, della profondità delle radici su cui fondiamo il nostro agire. Un numero che, non a caso, accoglie al suo interno il volto di Florence Nightingale, nata proprio il 12 maggio, in Italia, nel 1820. Una figura che appartiene alla storia, ma continua a parlare al presente. Come lei, prima infermiera dell’era moderna, quotidianamente garantiamo assistenza, intesa come 'care'. Verbo che le era particolarmente caro nella sua accezione di prendersi cura: un’azione che è un modo di stare al mondo".
Per comprendere "la portata del traguardo che stiamo celebrando, dobbiamo infatti guardare a quel cammino iniziato poco più di 100 anni fa, con il regio decreto del 15 agosto 1925, quando nacquero le prime Scuole convitto professionali, gettando i semi di quella che sarebbe diventata la nostra disciplina - ricorda la presidente di Fnopi -. Nel 1929, con l'istituzione dei percorsi per le funzioni direttive, nasceva la figura della caposala. Abbiamo quindi attraversato anni difficili in cui le libertà associative furono soffocate e gli ordini professionali sciolti, in un contesto molto provante, specialmente per le donne che rappresentavano e rappresentano ancora l'anima di questa professione. È stata la nascita della Repubblica a rianimare quel desiderio di confronto e crescita".
"Dalle scuole convitto per le vigilatrici d’infanzia fino alla creazione delle scuole universitarie per dirigenti nel 1965, ogni tappa è stata una conquista. Eppure - rimarca Mangiacavalli - la vera rivoluzione culturale è avvenuta quando l'infermieristica italiana ha varcato ufficialmente la soglia delle Università, nell'anno accademico 1992/93. In quel momento abbiamo cambiato paradigma. Non più professione ausiliaria, ma disciplina accademica con un oggetto di studio esclusivo e una dignità scientifica riconosciuta".
I bisogni di salute di oggi - secondo Mangiacavalli - "non sono più quelli di ieri e, di conseguenza, anche le risposte devono evolvere. Un sistema sanitario chiamato a confrontarsi con una complessità crescente non può limitarsi a replicare modelli superati, ma deve riorganizzarsi, valorizzando la presenza professionale infermieristica. La pandemia ha evidenziato la necessità di rafforzare i modelli territoriali e la prossimità, senza sminuire l'ospedale, investendo in formazione, carriera e riconoscimento economico adeguato. Una comunicazione sanitaria efficace è inoltre strumento essenziale per orientare i cittadini e contrastare la violenza verso gli operatori".

(Adnkronos) - "La professione infermieristica è oggi una delle figure chiave per garantire equità nell’accesso alle cure, presa in carico dei pazienti, continuità assistenziale e risposte concrete ai bisogni di salute delle persone. Per questo guardiamo con grande fiducia ai nuovi percorsi formativi appena avviati, che dovranno essere accompagnati anche da adeguati sviluppi sul piano giuridico, contrattuale ed economico. Il tema delle retribuzioni e degli inquadramenti professionali, infatti, non riguarda soltanto gli infermieri, ma molte professioni in Italia: stipendi e dinamiche contrattuali oggi non sono più adeguati nemmeno all’aumento del costo della vita. È necessario dare un impulso concreto al sistema". Lo ha detto Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi) a margine delle celebrazioni della Giornata internazionale dell'infermiere all'Auditorium Antonianum di Roma dal titolo "Un secolo di sapere infermieristico - Nati per prendersi cura, formati per eccellere".
"Attualmente circa 40mila infermieri formati in Italia lavorano all’estero - ha ricordato Mangiacavalli -: professionisti preparati nelle nostre università, spesso in modo eccellente, che scelgono altri Paesi perché lì vedono riconosciute le proprie competenze, la formazione specialistica e anche il valore economico del loro lavoro". L’obiettivo, per la presidente di Fnopi è duplice: "da un lato riportare in Italia questi professionisti grazie ai nuovi sviluppi nella formazione e negli inquadramenti; dall’altro incentivare sempre più giovani a scegliere la professione infermieristica. In un Paese in cui i giovani sono sempre meno e il calo delle nascite è costante, diventa fondamentale rendere questa professione più attrattiva e valorizzata" ha poi concluso.

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(Adnkronos) - Nuova fase di tensione politica nel Regno Unito dopo le dimissioni di Miatta Fahnbulleh, ministra per le Comunità, che ha lasciato l’esecutivo guidato dal premier Keir Starmer, chiedendo contestualmente al primo ministro di lasciare la guida del Paese. Si tratta della prima esponente del governo a dimettersi dopo la pesante debacle elettorale che ha colpito il Partito Laburista e nel pieno di una crescente pressione interna sulla leadership di Starmer.
In una lettera indirizzata a Starmer e condivisa su 'X', Fahnbulleh ha scritto di essere orgogliosa di quanto il governo ha fatto finora, ma ha aggiunto che "non abbiamo agito con la visione, il ritmo e l'ambizione che il nostro mandato di cambiamento ci impone".
Fahnbulleh ha aggiunto che "il nostro Paese si trova ad affrontare sfide enormi e la gente chiede a gran voce un cambiamento di tale portata''. Rivolgendosi a Starmer, ha detto che "l'opinione pubblica non crede che tu possa guidare questo cambiamento, e nemmeno io lo credo. Pertanto, ti esorto a fare ciò che è giusto per il Paese e per il partito e a stabilire un calendario per una transizione ordinata, in modo che una nuova squadra possa realizzare il cambiamento che abbiamo promesso al Paese".
Nel frattempo, il primo ministro ha cercato di raffreddare le tensioni interne. Aprendo una riunione di gabinetto, Starmer ha assicurato che “all’interno del Partito Laburista non è stata avviata alcuna procedura formale per mettere in discussione la mia leadership” e ha invitato i ministri a "continuare a governare".
“Mi assumo la responsabilità dei risultati elettorali e del cambiamento che abbiamo promesso”, ha dichiarato il premier, secondo quanto riferito da Downing Street. Starmer ha inoltre definito le ultime 48 ore “destabilizzanti per il governo”, sottolineando che questa instabilità “ha un costo economico reale per il Paese e per le famiglie”.
Il premier ha ribadito che il partito dispone di regole precise per contestare la leadership, ma ha precisato che tali meccanismi non sono stati attivati. Per avviare formalmente una sfida alla leadership, un deputato deve notificare l'intenzione all'organo che guida il partito, il National Executive Committee, e raccogliere il sostegno del 20% del gruppo parlamentare laburista, pari attualmente a 80 deputati. Secondo Sky News, sebbene 78 parlamentari abbiano chiesto pubblicamente le dimissioni di Starmer, tali richieste non fanno scattare automaticamente alcun meccanismo interno per aprire una corsa alla

(Adnkronos) - Trade Republic, banca tedesca e tra le più grandi piattaforme di risparmio europee, lancia una nuova campagna di fidelizzazione, e lo fa con il volto di Brad Pitt. L’attore americano, infatti, è il nuovo brand ambassador della “più grande campagna di sempre” con cui la piattaforma introduce “un conto corrente gratuito con carta, il 3% di interesse per ogni nuovo cliente e la possibilità di investire a partire da un euro”, si legge in una nota; anche i clienti esistenti possono ricevere il 3% di interesse sulla propria liquidità. Per ogni referral andato a buon fine, i clienti sbloccano il 3% di interesse per tre mesi.
"La maggior parte degli Europei è ancora cliente di una banca che applica commissioni troppo alte e offre tassi di interesse troppo bassi. Trade Republic offre alle persone più valore per il proprio denaro. È esattamente ciò che vogliamo comunicare nel modo più semplice e diretto possibile”, afferma Christian Hecker, co-fondatore di Trade Republic. “Nessuna promessa vuota, nessun messaggio complicato, ma vantaggi di prodotto chiari e concreti che milioni di persone colgono immediatamente e che le portano a mettere in discussione la propria banca attuale”.
La campagna parte immediatamente su televisione, piattaforme streaming e tutti i principali canali digitali e “segna la prossima fase di crescita dell’azienda”.
Il Salone del Rispamio “si è chiuso in un momento particolare. Le turbolenze internazionali – penso in primis alle tensioni nel Golfo e ai loro riflessi sul prezzo del petrolio e dei derivati – incidono inevitabilmente sulla vita quotidiana di risparmiatori e investitori italiani, alimentando incertezza. Il rischio più concreto che oggi intravedo è quello di una nuova ondata inflazionistica, scenario plausibile proprio in un contesto di pressione sui costi energetici e sulle catene di approvvigionamento”. Lo ha detto all’Adnkronos Luca Carabetta, country manager Italia di Trade Republic.
“Ed è qui che si apre il tema centrale emerso al Salone: la liquidità ferma. In Italia ci sono circa 1.600 miliardi di euro depositati sui conti correnti, una cifra enorme. Se applichiamo un'inflazione anche solo del 2%, otteniamo una perdita di potere d'acquisto superiore ai 30 miliardi di euro all’anno, più di una legge di bilancio. Se la pressione inflazionistica dovesse intensificarsi – ha spiegato – il costo dell'inerzia diventerà ancora più pesante. È plausibile, in effetti, che in uno scenario simile gli italiani riducano sia i consumi sia i volumi investiti, ma proprio per questo la vera domanda da porsi oggi è un'altra: il denaro fermo è davvero al sicuro?”.
“Partiamo da una verità scomoda che pesa sulle spalle di tutti gli italiani: le banche tradizionali costano troppo e offrono troppo poco. Mediamente un conto corrente costa oltre 100 euro l'anno tra canoni e commissioni, e in cambio non riconosce alcuna remunerazione sulla liquidità depositata. È un sistema in cui il cliente paga per non ricevere nulla. È in questo contesto che si spiega la nostra crescita. In poco più di un anno siamo passati da mezzo milione a un milione di clienti in Italia, e oggi superiamo i 10 milioni in tutta Europa: numeri che raccontano un trend molto chiaro”.
“Le nuove generazioni stanno spingendo per costruirsi un futuro in modo più consapevole, perché hanno ben presenti sia la perdita di potere d'acquisto nei periodi di alta inflazione sia i limiti strutturali dei sistemi pensionistici pubblici che non potranno garantire loro un futuro solido. È in questo quadro che osserviamo la diffusione dei piani di accumulo mensili, prevalentemente su Etf – gli strumenti più economici e diversificati disponibili – con una logica di lungo periodo che segna una vera evoluzione culturale del mercato italiano”, ha spiegato Carabetta.
Trade Republic si pone “in maniera diametralmente opposta rispetto alla banca tradizionale: noi restituiamo valore al cliente. Ed è esattamente quello che facciamo oggi: oltre ad avere un conto corrente italiano gratuito e investimenti a partire da un euro, lanciamo un'offerta unica sul mercato italiano: un interesse del 3% lordo annuo sulla liquidità depositata”.
“È un cambio di paradigma reale: la liquidità smette di essere un costo per il cliente e inizia a lavorare per lui. Proprio per questo il messaggio al centro del lancio è una provocazione diretta: e la tua banca, cosa offre? Per accompagnare un passaggio così importante per noi, siamo onorati di condividere il percorso con Brad Pitt: un attore senza tempo, apprezzato in tutto il mondo e noto per essere estremamente selettivo nelle collaborazioni”, ha detto Carabetta, parlando del brand ambassador scelto per la campagna. “La sua presenza dà al messaggio la portata che merita. Quello che vogliamo raccontare, in fondo, è semplice: oggi esiste un'alternativa concreta che mette al centro i vantaggi per il cliente; vantaggi che, nel mercato italiano, le banche tradizionali semplicemente non offrono”, ha concluso.
Ottantatre anni dopo i bombardamenti su Cagliari, Cada Die Teatro
propone due giornate di appuntamenti per mantenere viva la memoria
sulle follie della guerra e del fascismo, che portarono alla
distruzione della città capoluogo e non solo, e promuovere la pace
in tempi ancora di guerre e devastazione: il 13 maggio dalle 17 a
la Vetreria di Pirri, il 14 a Selargius, Teatro Comunale Si 'e Boi,
alle 19. Il 14 Ritorna in scena a Selargius Paola Ferro, 93 anni,
testimone diretta di quei giorni di cielo nero e pioggia di bombe.
È tra le protagoniste di 'Cagliari 1943: la guerra dentro casa',
drammaturgia e regia di Pierpaolo Piludu, nato da un laboratorio
teatrale diretto nel 2006 da Piludu, autore del testo con la
collaborazione degli allievi over della Scuola di Arti Sceniche del
Cada Die.
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(Adnkronos) - Il mercato immobiliare italiano accelera e ritrova nel credito il suo principale volano di crescita. Il 2025 segna la svolta per le compravendite di abitazioni, che registrano un’espansione del +6,6% su base annua, consolidando definitivamente il trend di ripresa avviato nel 2024. E' quanto emerge dai Dati Statistici Notarili (Dsn) 2025 elaborati anche in serie storica 2016-2025, pubblicati oggi e disponibili sul sito: https://dsn.notariato.it/dsn. I Dsn vengono raccolti ed elaborati sulla base dell’attività di tutti gli studi notarili sul territorio nazionale e sono da considerare dati reali, in quanto rappresentano le effettive transazioni effettuate in Italia nel corso dell’anno.
A trainare la crescita è il comparto dei mutui, protagonista di una decisa inversione di tendenza rispetto alla contrazione del biennio precedente. Con un balzo del +18,8%, il numero di finanziamenti erogati sale a quota 404.530, con un incremento del 30,4% del capitale erogato, confermando il progressivo adattamento delle famiglie al nuovo costo del credito e una rinnovata disponibilità degli istituti verso il mercato. Sotto il profilo delle transazioni, si registra infine la netta prevalenza di quelle tra privati, sia per l’acquisto di prime e seconde case, a fronte di una contestuale flessione degli acquisti effettuati dalle imprese e si segnala un aumento dei valori economici del 4,3%.
Il 2025 segna un anno di espansione per il mercato delle compravendite di abitazioni in Italia consolidando il trend di ripresa già timidamente avviato nel 2024: gli immobili ad uso abitativo, adibiti a prima e seconda casa, registrano un aumento del 6,6% delle compravendite. Si conferma la netta prevalenza delle transazioni tra privati sia per le “prime” che per le 'seconde case' (pari all’89,4% del totale degli acquisti), a fronte di una contrazione degli acquisti effettuati presso le imprese in entrambi i segmenti. Tra il 2024 e il 2025 per le compravendite di prima casa tra privati si registra un incremento del 11,6% (il numero passa da 326.066 nel 2024 a 363.805 nel 2025). Per la prima casa da impresa si registra un calo del 18,5% (le transazioni scendono da 24.875 nel 2024 a 20.277 nel 2025). Mentre per l’acquisto di seconda casa tra privati si registra un incremento del 5,4% (aumentano da 228.843 nel 2024 a 241.184 nel 2025) a fronte di un calo del 6,3% degli acquisti di seconda casa da impresa. Ad acquistare sono prevalentemente i soggetti nella fascia 18-35 anni, che rappresentano il 25,6% degli acquirenti totali. La fascia 36-45 segue con il 21,9%. Al contrario, i venditori si concentrano nelle fasce più mature: il 27,1% ha tra i 56 e i 65 anni, mentre il 21,3% appartiene alla fascia 66-75. L’agevolazione fiscale per l’acquisto della prima casa rimane il principale driver del mercato residenziale. Nel 2025 sono stati effettuati 437.305 acquisti agevolati, con una crescita del 7,5% rispetto al 2024. L’agevolazione è richiesta principalmente dai giovani (la fascia 18-35 rappresenta il 35,80% dei casi).
Il 2025 segna in generale un anno di espansione per il mercato delle compravendite immobiliari in Italia (residenziale, non residenziale e terreni) con una crescita del +5,2%, consolidando il trend di ripresa già timidamente avviato nel 2024. Sono state rilevate 1.456.433 transazioni di beni immobili, un dato che evidenzia una ritrovata fiducia degli investitori e delle famiglie. I fabbricati (ad uso abitativo e commerciale e relative pertinenze) costituiscono la colonna portante del mercato immobiliare italiano, con 1.105.367 transazioni, pari al 75,9% dell’intero comparto. Il mercato dei terreni agricoli (188.043, pari al 12,91%) continua a prevalere nettamente su quello dei terreni edificabili (42.146, pari al 2,89%). Per entrambe le tipologie di terreni si è registrato nel 2025 un incremento delle transazioni: +3,7% per quelli agricoli e +3,3% per quelli edificabili.
Il 2025 si chiude con un dato economico di notevole rilievo per il mercato immobiliare nazionale: il valore complessivo delle transazioni ha raggiunto la cifra di 145.406.811.514 euro segnando un incremento significativo rispetto ai 139.394.621.914 euro registrati nel 2024. In termini assoluti, si tratta di una crescita di oltre 6 miliardi di euro (+4,3% su base annua). L’analisi dei valori mediani conferma e accentua il divario strutturale tra le compravendite effettuate tra privati e quelle che vedono come venditore un’impresa, riflesso della differente dotazione tecnologica ed energetica degli immobili.
Prima casa da privati: il valore mediano si attesta a 125.000 euro del 2025, segnando una crescita rispetto ai 119.000 euro del 2024 e ai 113.000 euro del 2023. La distribuzione per fasce di prezzo rileva uno spostamento della domanda verso fasce di prezzo superiori: la quota di prime case vendute sotto i 100.000 € è scesa dal 41,2% al 38,2%, mentre la fascia tra 200.000 e 299.999 euro è salita dal 13,1% al 14,4%. In generale il 76,4% degli immobili acquistati da privati ha un valore inferiore ai 200.000 euro confermando la centralità di questo segmento per le famiglie italiane. Prima casa da impresa: il valore mediano è pari a 252.000 euro nel 2025 registrando un calo rispetto ai 260.000 euro del 2024 e ai 255.000 euro del 2023. Quasi la metà degli acquisti da impresa (47,7%) si colloca nella fascia di prezzo tra 200.000 e 400.000 euro.
L’investimento nella seconda casa continua a mostrare dinamiche differenziate a seconda del soggetto venditore. Negli scambi tra privati il 68,6% delle transazioni avviene sotto la soglia dei 99.000 euro, indicando un mercato spesso rivolto a immobili situati in aree non metropolitane o da ristrutturare. In generale, l’87% delle transazioni è sotto i 200.000 euro di valore. Seconde case da impresa: in linea con il mercato delle prime case da impresa, calano anche gli acquisti di seconde case da impresa, il valore mediano nel 2025 scende a 153.450 euro rispetto ai 170.000 nel 2024. Il 39,2% delle transazioni avviene sotto la soglia dei 99.000 euro. Il segmento del lusso mantiene la sua attrattività: gli immobili con valore superiore a 1 milione di euro crescono negli acquisti sia di prima casa da privati, sia da impresa, così di seconde case da privati. Scendono solo gli acquisti di seconde case di lusso da impresa.
Il comparto dei mutui nel 2025 evidenzia un segnale di netta ripresa, consolidando l’inversione di tendenza già intravista nel corso del 2024. Dopo il biennio di forte contrazione dovuto al verticale innalzamento dei tassi di interesse, le rilevazioni mostrano un aumento del numero totale di finanziamenti erogati, che raggiunge quota 404.530, rispetto ai circa 340.000 del 2024. L’incremento annuo, pari al +18,8%, riflette una rinnovata fiducia da parte delle famiglie e un progressivo adattamento al nuovo contesto del costo del credito. Il capitale complessivo erogato per finanziamenti ipotecari su immobili segna una crescita significativa, attestandosi a circa 75,6 miliardi di euro, con un incremento del +30,4% rispetto al 2024. Tale dinamica è accompagnata da un aumento del valore medio del singolo mutuo, che sale a 195.227 euro rispetto ai 178.247 del 2024 (+ 9,5%) riflettendo la pressione inflattiva sui prezzi degli immobili e la progressiva selezione verso profili di mutuatari con maggiore solidità finanziaria. Sotto il profilo delle tipologie di finanziamento: i mutui ipotecari rappresentano la quasi totalità delle operazioni (94,8%); le surroghe, pur rimanendo su livelli storicamente bassi, incidono per il 4,5% del totale (18.616 atti), mostrando una sostanziale stabilità rispetto al 4,8% dell'anno precedente.
Per quanto riguarda l’importo dei mutui, la fascia più rappresentativa è quella dei finanziamenti compresi tra 50.000 e 199.999 euro che coprono il 79% del totale. Tutte le altre fasce di finanziamento sono in crescita rispetto al 2024.A livello geografico, il Nord continua a trainare il mercato creditizio, assorbendo oltre il 58% del totale nazionale (Nord-Ovest 33,70% e Nord-Est 24,53%). La Lombardia si conferma la regione con il maggior volume in termini assoluti (94.376, pari al 23,33% nazionale). Il dato demografico più rilevante è la centralità della fascia under 35, che rappresenta il 40,7% dei contraenti totali (473.102 soggetti). Questo dato sottolinea come le politiche di sostegno ai giovani continuino a essere il vero motore del settore. Segue la fascia 36-45 anni, che copre il 29,6% delle operazioni.

(Adnkronos) - Sono gravissime le condizioni di Stefano Addeo, il docente 61enne di Marigliano, in provincia di Napoli, finito nuovamente in ospedale dopo un nuovo tentativo di suicidio. L’uomo, sospeso un anno fa dall’Ufficio scolastico regionale dopo un controverso post pubblicato su Facebook contro la figlia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si è lanciato dal balcone della sua abitazione al secondo piano. Secondo quanto riferito da fonti dell’Ospedale del Mare di Napoli, Addeo è ricoverato in terapia intensiva ed è “politraumatizzato in neuroprotezione”. La prognosi resta riservata.
Il caso del professore aveva fatto discutere in tutta Italia nel 2025, quando il docente di un istituto linguistico di Cicciano pubblicò sui social un messaggio in cui augurava alla figlia di Giorgia Meloni di subire la stessa sorte di Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola uccisa dall’ex fidanzato. Dopo le polemiche e l’indignazione pubblica, Addeo aveva chiesto scusa, sostenendo inizialmente che il contenuto fosse stato generato dall’intelligenza artificiale.
Travolto dalle critiche e dall’isolamento sociale, il professore aveva già tentato il suicidio nei mesi successivi ingerendo un’overdose di farmaci. Anche allora era stato ricoverato d’urgenza.
A parlare del suo stato emotivo è stato don Luigi Merola, fondatore dell’associazione 'A Voce de Creature' e padre confessore del docente. "Ci siamo sentiti via telefono più volte nel corso di quest'anno, l'ultima volta è accaduta ad aprile, in occasione della Pasqua. A distanza di tempo, Stefano continua ad ammettere di aver sbagliato, per lui non c'è stato perdono, portava addosso lo stigma sociale, non tutti riconoscono che negli esseri umani ci può essere una conversione, a tutti va data una seconda possibilità", afferma all'Adnkronos.
Don Merola ha descritto Addeo come un uomo fragile, segnato dal peso mediatico e dal giudizio pubblico: “È finito nel tritacarne dei social, in un sistema dove tutti puntano il dito e nessuno ascolta davvero il dolore degli altri”. "E' stato isolato dalla sua famiglia, dalla comunità scolastica, l'unico suo interesse di vita era la cura della mamma, anziana ed ammalata, il suo grande dolore è sentirsi solo, lontano da tutti. Viveva un momento di grande disperazione, l'ho assistito a distanza, l'ho ascoltato a lungo, è anche il compito di noi parroci", ha aggiunto don Merola, "Stefano è vittima di un mondo che corre troppo veloce, incapace di ascoltare le grida d'aiuto, lui viene da famiglia estremamente cattolica ed anche la Chiesa è stata assente. In lui c'è stata una grave debolezza, l'ha pagata caramente".

(Adnkronos) - L'Albania probabilmente non rinnoverà l'accordo stretto con l'Italia per ospitare dei centri destinati ad accogliere migranti. Lo ha dichiarato ad Euractiv il ministro degli Esteri albanese Ferit Hoxha. "Innanzitutto - ha detto - l'accordo è di cinque anni e non sono sicuro che ci sarà una proroga. In secondo luogo, non ci sarà alcuna proroga perché saremo membri dell'Unione Europea".
"Tutti hanno fatto lo stesso calcolo", ha affermato Hoxha, riferendosi alla scadenza del 2030 a cui l'Albania punta per l'adesione. "Una volta che l'Albania entrerà a far parte dell'Ue, non sarà più territorio extraterritoriale, ma territorio dell'Unione Europea", ha concluso.

(Adnkronos) - Lorenzo Musetti torna in campo agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, martedì 12 maggio, il tennista azzurro sfida il norvegese Casper Ruud - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale del Masters 1000 di Roma. Musetti arriva al match dopo aver battuto il francese Giovanni Mpetshi-Perricard all'esordio e l'argentino Francisco Cerundolo nel terzo turno e in caso di passaggio ai quarti troverà il vincente della sfida tra Khachanov e Prizmic, mattatore di Novak Djokovic.
Oggi in campo anche Jannik Sinner, non prima delle 15 contro Andrea Pellegrino.

(Adnkronos) - In calo i prezzi dei carburanti, con il gasolio che questa mattina scende sotto quota due euro/litro per la prima volta dal 23 marzo, all’indomani del primo taglio delle accise. Giù anche la benzina, nonostante il secondo deciso aumento consecutivo della quotazione internazionale (e nuovi segnali di rialzo sui prezzi consigliati). Questa mattina 12 maggio la benzina self service sulla rete stradale è a 1,929 euro/litro (-1 millesimo rispetto a ieri), gasolio a 1,997 euro/litro (-10). Il Gpl è a 0,812 euro/litro (-3), il metano a 1,567 euro/kg (-1). In autostrada, la benzina self è a 1,999 euro (-1), il diesel a 2,073 euro (-5), il Gpl a 0,919 euro (-2) e il metano a 1,596 euro (-2). Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni ha ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati del gasolio. Per Q8 registriamo un rialzo di un centesimo sulla benzina e un ribasso di due centesimi sul gasolio.
Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 1,932 euro/litro (compagnie 1,934, pompe bianche 1,927), diesel self service a 2,009 euro/litro (compagnie 2,011, pompe bianche 2,005). Benzina servito a 2,069 euro/litro (compagnie 2,108, pompe bianche 1,995), diesel servito a 2,150 euro/litro (compagnie 2,190, pompe bianche 2,075). Gpl servito a 0,821 euro/litro (compagnie 0,833, pompe bianche 0,808), metano servito a 1,568 euro/kg (compagnie 1,568, pompe bianche 1,568), Gnl 1,468 euro/kg (compagnie 1,483 euro/kg, pompe bianche 1,457 euro/kg).
Sulla benzina self service Eni è a 1,944 euro/litro (2,149 il servito); IP a 1,935 (2,102 servito); Q8 a 1,928 (2,096 servito); Tamoil a 1,922 (2,000 servito); sul gasolio self service Eni è a 1,995 (2,214 servito); IP a 2,025 (2,192 servito); Q8 a 2,014 (2,188 servito) e Tamoil a 2,004 (2,090 servito).

(Adnkronos) - Jannik Sinner 'terrorizzato' agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, martedì 12 maggio, il tennista azzurro scende in campo contro Andrea Pellegrino nel derby italiano degli ottavi del Masters 1000 di Roma, nel giorno in cui le frecce tricolori sorvoleranno il Foro Italico. Uno spettacolo previsto tra le 12, quando sul Centrale sarà in campo Lorenzo Musetti, e le 13, che ieri ha spaventato proprio Sinner.
Durante i voli di esercitazione infatti, l'azzurro si è preso un bello spavento. Più volte gli aerei hanno sorvolato il Foro per prepararsi all'esibizione di oggi, facendo 'prendere un colpo' a Sinner. Il numero 1 de mondo è stato ripreso, mentre attendeva di scendere in campo con Popyrin, nella pancia del Centrale dalle telecamere di TennisTv, che lo hanno mostrato sobbalzare e poi mettersi una mano sul petto.
Proprio dopo il match con l'australiano, Sinner ha parlato con il suo team raccontando di avere una certa paura in volo: "Le frecce mi invitano sempre, ma io...", ha detto l'azzurro facendo il gesto, tipicamente italiano, di avere paura. Poi il numero 1 ha raccontato proprio di quando l'anno scorso è salito su una freccia, che di colpo ha fatto una manovra piuttosto brusca ed è sceso in picchiata: "In quel momento volevo morire", ha ricordato con un sorriso, "ti dico, mi stavo proprio cag***o addosso... ho detto 'Minchia mai più'".

(Adnkronos) - Catturato oggi dai carabinieri il marito della donna presa a martellate sull’autobus in provincia di Terni. L’uomo, in fuga da due giorni, come apprende il Tg1 si nascondeva in un bosco non lontano dal luogo dell’aggressione.
Il 43enne di origini marocchine il 9 maggio scorso aveva aggredito con un martello la moglie, una connazionale di 44 anni, a bordo di un autobus di linea a Stroncone. La donna è ricoverata all'Ospedale Santa Maria di Terni.

(Adnkronos) - "La fibromialgia non si vede. Non lascia segni sul viso, non appare nelle analisi del sangue. Eppure brucia. Dentro. Ogni giorno, ogni notte, ogni mattina in cui ti alzi e fai finta che vada bene. In Italia ne soffrono oltre 2 milioni di persone. Sole con il loro dolore. Sole con le loro spese. Sole davanti a un sistema che le ignora". Fabio Maria Salvatore — scrittore, autore del romanzo autobiografico 'Cenere Zero' (edito da Love per Aliberti) — è uno di loro. Oggi sceglie di dirlo ad alta voce: "Oltre 500 euro al mese. Senza rimborsi. Senza esenzioni. Senza tutele". Il decreto che inserisce la fibromialgia nei Lea esiste. Ma senza pubblicazione in 'Gazzetta Ufficiale' resta un pezzo di carta. Nessun codice di esenzione. Nessuna cura gratuita. L’invalidità ancora un miraggio. Lo Stato riconosce la malattia ma nega le tutele. La salute di oltre 2 milioni di persone non può essere ostaggio della burocrazia. "Mi sveglio la mattina e il primo pensiero è il corpo. Come sta oggi. Cosa concederà. Cosa negerà. So cosa significa sentirsi dire che stai bene quando stai male. So cosa significa cercare le parole giuste per spiegare un dolore che gli altri non vedono. So cosa significa sentirti rispondere con uno sguardo di dubbio - denuncia lo scrittore - Ho la fibromialgia. Lo dico con il mio nome perché so che là fuori ci sono migliaia di persone che la vivono nell’ombra, con la paura di non essere credute, con la stanchezza di chi combatte su due fronti: la malattia e l’incredulità degli altri. A chi soffre in silenzio voglio dire: non sei solo. Quello che senti è reale. La tua fatica è reale. E meriti di essere curato degnamente".
"A chi ancora dubita voglio dire: il dolore che non si vede non è un dolore che non esiste. È solo un dolore che non avete ancora imparato a guardare. Io spendo oltre 500 euro al mese per curarmi. Da solo. Soldi sottratti ad altro, ogni mese, perché un decreto approvato dorme in un cassetto mentre noi paghiamo. Mentre noi resistiamo. Ho scritto 'Cenere Zero' perché il dolore aveva bisogno di diventare parola. Ma le parole non pagano le visite. E la scrittura non sostituisce i diritti. Esco allo scoperto oggi non solo per me. Lo faccio per chi non riesce ancora a dirlo. Per chi ogni mattina si alza e trova la forza, senza che nessuno lo sappia. Noi non vogliamo essere eroi. Vogliamo solo smettere di pagare per esistere".
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