
(Adnkronos) - "Se il Parlamento indebolisce il ruolo di enti sussidiari che lo Stato ha affidato agli Ordini professionali si apre una frattura istituzionale che non reca giovamento a nessuno, men che meno alla salute dei cittadini che ogni giorno tuteliamo". Così la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), in una nota, commenta l'emendamento approvato ieri in Commissione Affari sociali della Camera che, pur non disponendo un reintegro automatico dei professionisti radiati, apre una finestra temporale per presentare istanza di reiscrizione, subordinandola a precisi requisiti procedurali e, nei casi di condanna penale, all'ottenimento della riabilitazione.
Il testo approvato - continua la nota - fa riferimento ai "fatti non dolosi connessi alla pandemia", lasciando intravedere una sorta di "sanatoria" per gli infermieri che, per le loro posizioni apertamente antiscientifiche e contrarie alla deontologia, furono oggetto di sanzioni disciplinari, fino ad arrivare alla estromissione dalla comunità professionale. "Non si trattò di decisioni prese con leggerezza - precisa la Fnopi - in molti casi rappresentano ferite ancora aperte. Se lo abbiamo fatto, è per onorare il nostro ruolo di garanzia presso la collettività", sottolinea la Federazione. "Il codice deontologico degli infermieri - ricorda - fonda l'esercizio della professione sull'adesione alle migliori evidenze scientifiche, sul continuo aggiornamento professionale, sul rispetto degli standard etici della ricerca e sulla tutela della salute pubblica".
La Fnopi chiede dunque che "il Parlamento tenga conto del ruolo che la legge assegna agli Ordini, anche in termini di autonomia decisionale nella tenuta dell'Albo, e che voglia riconsiderare una scelta che rischia di riaprire ferite dolorose, peraltro anche oggetto di procedimenti giudiziari".
(di Marzia Piga) Arriverà a oltre un miliardo e mezzo di euro la
mole di risorse che il Consiglio si troverà a dover destinare nelle
prossime manovrine di bilancio attese in Aula tra la fine di luglio
e i primi di agosto. Questo pomeriggio la terza commissione
presieduta da Alessandro Solinas ha approvato a maggioranza, con i
voti contrari del centrodestra, la variazione di bilancio triennale
e ha rimandato all'Aula i 260 emendamenti al testo, tutti
presentati dalla minoranza di centrodestra e soppressivi. Il
documento potrebbe arrivare in Aula per l'esame finale il 28
luglio, ma nel frattempo agli uffici del Consiglio regionale oggi è
approdato anche il disegno di legge di assestamento di bilancio,
approvato nei giorni scorsi dalla giunta dopo la parifica del
rendiconto 2025 da parte della Corte dei Conti. Un assestamento che
prevede i circa 510 milioni di avanzo certificato, di cui però
oltre 200 serviranno a coprire il disavanzo delle Asl.
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(Adnkronos) - "Io sto, in tanti stiamo con Mario Roggero. Un padre, un nonno, un marito e un lavoratore per una vita, che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un’aggressione, a un furto, a una rapina nel suo negozio, nel negozio di famiglia, con moglie e figlia presenti e a rischio. Per la giustizia italiana ha esagerato". Così in un video su Instagram il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini dopo la conferma della Cassazione della condanna per il gioielliere che uccise due rapinatori dopo la rapina nel suo negozio.
"Io non auguro a nessuno dei commentatori da tastiera di trovarsi in un contesto drammatico come quello e non auguro a nessuno di poter cercare di capire cosa ti dice la tua mente. Non entro nel merito della sentenza, ritengo ingiusta questa condanna. Spero di far arrivare la voce ovunque per chiedere 'grazia per Roggero'. Una grazia per un lavoratore onesto, tranquillo, perbene, per un marito, per un padre, per un nonno che a 72 anni non merita sicuramente il carcere", conclude Salvini.

(Adnkronos) - Robert Lewandowski 'prende in giro' gli americani. Il centravanti polacco ha lasciato il Barcellona per volare negli Stati Uniti e firmare con i Chicago Fire. Proprio mentre nel Paese si stanno giocando le semifinali dei Mondiali 2026, con l'Argentina che affronterà l'Inghilterra per raggiungere la Spagna nella finale di New York, Lewandowski ha fatto una battuta che si è trasformata in un vero e proprio sfottò.
Lewandowski, in conferenza stampa, ha risposto a una domanda di un giornalista che, come è normale che sia da quelle parti, aveva chiamato il calcio 'soccer' invece di 'football.
Il polacco si è così lasciato andare a una breve, ma necessaria, digressione linguistica: "Prima di tutto devo imparare il 'soccer'", ha detto Lewandowski ridendo, "non capisco perchè lo chiamate 'soccer' e non 'football'. è 'foot' (piede, ndr)-ball (palla, ndr), non si gioca con le mani. Ma ok".

(Adnkronos) - Era arrivato a Genova da appena dieci giorni il 24enne francese P.T.B. trovato morto ieri mattina nel letto dell'appartamento di via Gramsci 1 dove aveva trovato alloggio per tre settimane, il tempo necessario a completare un progetto Erasmus+.
Il giovane era originario di Marsillargues, piccolo comune dell'Occitania, nel sud della Francia. In Liguria era arrivato per conto dell'associazione francese 'Viramonde', con sede a Montpellier, nell'ambito di uno scambio che coinvolgeva diverse realtà, tra cui anche l'Arci Solidale di Genova.
Il 24enne avrebbe dovuto terminare il proprio stage il prossimo 25 luglio, ma il percorso si è interrotto bruscamente con la sua morte. La responsabile di 'Viramonde', contattata dall'Adnkronons per avere informazioni sul progetto e sul ragazzo, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
Intanto proseguono le indagini dei carabinieri per chiarire le cause del decesso. La pm Paola Crispo ha disposto l'autopsia e aperto un fascicolo contro ignoti con l'ipotesi di reato di morte come conseguenza di altro delitto, un atto che consente agli investigatori di effettuare tutti gli accertamenti necessari senza escludere alcuna ipotesi.
Gli inquirenti stanno ricostruendo le ultime ore di vita del giovane. Secondo quanto emerso, il 24enne aveva partecipato a una festa. Nell'appartamento sarebbero stati trovati farmaci e un diario o un appunto, elementi ora al vaglio degli investigatori. Non viene esclusa neppure l'ipotesi del gesto volontario, ma la Procura vuole approfondire ogni elemento per chiarire quanto accaduto.

(Adnkronos) - "L'Europa vincola i suoi aiuti economici alle ideologie del gender per costringere nazioni sovrane a rinnegare la propria cultura. Questa una contraddizione palese e paurosa". Questo il monito del presidente di Pro Vita & Famiglia, Antonio Brandi, durante la conferenza 'Europa e Africa', organizzata al Parlamento europeo, a Bruxelles dal gruppo Ecr in collaborazione con Pro Vita & Famiglia su iniziativa degli eurodeputati Paolo Inselvini (FdI) e Nicolas Bay.
"Questa è una modalità neocoloniale che ricorda i tempi bui del passato e risveglia un vero e proprio pregiudizio razzista, come se dovessimo civilizzare i popoli africani -ha continuato Brandi-. Attraverso questa colonizzazione ideologica, la Commissione europea diffonde le istanze Lgbt e l'ideologia gender. I dati della pressione sull'Africa sono incontestabili e sono raccolti nel nostro rapporto".
Il riferimento è al dossier di Pro Vita & Famiglia 'Aiuti condizionati', che citando fonti ufficiali degli ultimi vent'anni documenta gli strumenti finanziari, giuridici e commerciali, come l'Accordo di Samoa siglato ad Apia nel 2023, con cui l'Ue condiziona la cooperazione per lo sviluppo a politiche progressiste su aborto, diritti Lgbtiq+ ed educazione sessuale. Ha concluso: "Migliaia e migliaia di nostri sostenitori ci hanno scritto per protestare contro questa imposizione".

(Adnkronos) - "Le nostre radici europee risiedono nei Cieli, nella tradizione spirituale che qui non solo qualcuno non riconosce e prova a negare, ma cerca anche di combattere". Così l'eurodeputato di Fratelli d’Italia, Paolo Inselvini, in apertura alla conferenza 'Europa e Africa', organizzata dal gruppo Ecr in collaborazione con Pro Vita & Famiglia al Parlamento europeo di Bruxelles, su sua iniziativa e del collega eurodeputato Nicolas Bay.
Inselvini ha spiegato: "Quello di oggi è un contronto importante che abbiamo voluto fortemente. In Europa stiamo vivendo una crisi profonda che vediamo esplicarsi sul piano economico, politico ed industriale, nonché antropologico e culturale. Abbiamo l'obbligo e il dovere di provare a cambiare rotta e riportare al centro le nostre radici. Dobbiamo avere il coraggio di dire la verità sulla nostra natura, sulla nostra identità e verità". Al centro dell'incontro, la presentazione del dossier di Pro Vita & Famiglia 'Aiuti condizionati', che citando fonti ufficiali degli ultimi vent'anni documenta gli strumenti finanziari, giuridici e commerciali, come l'Accordo di Samoa siglato ad Apia nel 2023, con cui l'Ue condiziona la cooperazione per lo sviluppo a politiche progressiste su aborto, diritti Lgbtiq+ ed educazione sessuale.
"Oltre che sulle verità antropologiche, il confronto di oggi verte anche sull'Africa, un continente grandissimo e in crescita, spesso strumentalizzato -ha continuato l'eurodeputato-. Noi invece lo vogliamo un confronto schietto e alla pari partendo da dati di verità. Segno che stiamo dando oggi è qualcosa di rivoluzionario nel senso originario della parola rivoluzione". E ha concluso: "Stiamo cercando di riportare l'Europa alle sue radici".

(Adnkronos) - Soren Waerenskjold vince l'undicesima tappa del Tour de France, la Vichy-Nevers di 161 km. Il norvegese del team Uno-X Mobility si impone allo sprint davanti all'olandese Olav Kooij (Decathlon Cma Cgm) e al belga Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech). Lo sloveno Tadej Pogacar (Uae team Emirates) conserva la maglia gialla di leader della classifica generale con 3'36" sul danese Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike) e 4'06" sul belga Remco Evenepoel (Red Bull-Bora Hansgrohe). Domani dodicesima frazione con partenza dal circuito Nevers Magny Cours e arrivo a Chalon-sur-Saône dopo 179 km.

(Adnkronos) - Paolo Belli è "sotto shock" per l'esito tragico dell’incidente avvenuto nei giorni scorsi in provincia di Reggio Emilia, costato la vita ad Alessandro Magnani, 41 anni. Il cantante e conduttore televisivo, coinvolto nello scontro mentre era in sella alla sua bicicletta, è profondamente provato per quanto accaduto.
A quanto apprende l’Adnkronos, Belli al momento non riesce a rilasciare dichiarazioni: l’artista è devastato e sconvolto dall’accaduto e sta cercando di elaborare una vicenda che lo ha colpito profondamente. Belli è stato il primo a soccorrere il pedone prima dell'arrivo delle ambulanze e dell'elisoccorso e la sua unica sua preoccupazione nelle ore successive è stata quella di conoscere le condizioni del 41enne, poi deceduto a seguito delle gravi conseguenze riportate nell’impatto. Le condizioni di Magnani erano apparse subito molto gravi tanto che i sanitari hanno deciso di trasportarlo in elisoccorso all'ospedale Maggiore di Parma, dove è morto dopo un giorno di agonia. Lo stesso Belli era stato trasferito in ambulanza al pronto di soccorso di Guastalla, per accertamenti sui lievi traumi riportati e per lo stato di shock.
Secondo le prime ricostruzioni, ancora al vaglio degli inquirenti, l’uomo si trovava nella zona di Cognento, nel Reggiano, quando sarebbe avvenuto l’impatto con la bicicletta condotta da Belli. Tra le ipotesi emerse, quella secondo cui il 41enne sarebbe uscito improvvisamente da un cancello mentre stava tornando verso la propria auto. Saranno gli accertamenti a chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. Sulla vicenda sono in corso le indagini della polizia locale. La magistratura dovrà valutare tutti gli elementi raccolti e si attende l’esito dell’autopsia per fare piena luce sulle cause del decesso e sulle circostanze che hanno portato alla tragedia.
(di Alisa Toaff)

(Adnkronos) - "Ascoltate l'Africa. Rispettate la sovranità culturale. Offrite una cooperazione libera, non condizionata da agende ideologiche". Con questo appello ai parlamentari europei il cardinale Robert Sarah è intervenuto oggi pomeriggio, nella Sala Spaak 5B1 del Parlamento europeo, alla conferenza 'Europe and Africa. In conversation with cardinal Robert Sarah', organizzata dal gruppo Ecr in collaborazione con Pro Vita & Famiglia, su invito degli eurodeputati Paolo Inselvini (FdI) e Nicolas Bay. L'incontro ha riunito parlamentari europei, rappresentanti istituzionali e delegazioni della società civile per discutere degli strumenti con cui l'Unione europea condiziona la cooperazione per lo sviluppo dell'Africa all'adozione di agende in materia di aborto, ideologia di genere ed educazione sessuale.
I lavori si sono aperti con gli interventi di Paolo Inselvini e Nicolas Bay, seguiti dai saluti istituzionali della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna (FdI) e del nunzio apostolico presso l'Unione europea, mons. Bernardito Cleopas Auza. Al centro dell’incontro, Pro Vita & Famiglia ha presentato un proprio dossier dal titolo 'Aiuti condizionati - L'Unione europea e l'Africa: strumenti finanziari, giuridici e commerciali in materia di aborto, agenda Lgbtiq+ ed educazione sessuale': una ricostruzione basata su fonti ufficiali che copre il periodo 2000-2026 e raccoglie tredici schede su trattati, regolamenti, risoluzioni parlamentari e programmi di finanziamento dell'Unione, insieme alle prese di posizione ufficiali di Stati e parlamenti africani.
Il dossier documenta cinque elementi principali. Innanzitutto il cosiddetto 'Samoa agreement', ovvero un trattato internazionale vincolante che contiene impegni in materia di salute sessuale e riproduttiva per l'Africa e, soprattutto, una clausola secondo la quale nessun accordo tra Stati membri Ue e Stati Oacps (Africa, Caraibi, Pacifico) può ostacolarne l'attuazione, quindi nemmeno una legge nazionale africana. Dopodiché c’è lo strumento Ndici–Global Europe che, come una vera e propria leva finanziaria, destina all'Africa subsahariana almeno 29,18 miliardi di euro per il 2021-2027, con l'obiettivo di arrivare a circa 60,5 miliardi per il periodo 2028-2034, il tutto sostituendo gli obiettivi quantitativi vincolanti in materia di genere con un approccio di 'mainstreaming' trasversale.
Il dossier di Pro Vita denuncia le risoluzioni del Parlamento europeo di questi anni che, pur non essendo vincolanti, sono mandati formali di indirizzo verso Commissione e Seae (Servizio europeo per l'azione esterna), le quali hanno chiesto, nel 2022, di dare priorità all’accesso universale all'aborto sicuro e legale nelle relazioni esterne dell'Unione. Viene poi denunciato un apparato operativo capillare per arrivare a tali obiettivi, come dimostra il Gender action plan III, che impegna l'85% delle nuove azioni esterne Ue a contribuire all'uguaglianza di genere, mentre in ultimo il dossier di Pro Vita documenta la resistenza africana, come nel caso dell'Uganda, che ha depositato una dichiarazione interpretativa formale che esclude l'aborto dai riferimenti alla salute riproduttiva, e delle due conferenze interparlamentari di Entebbe (2023 e 2025) che hanno proposto una Carta africana per la sovranità culturale.
Il momento centrale della conferenza è stata la lectio magistralis del cardinale Robert Sarah, incentrata sulla crisi del linguaggio nei rapporti tra le istituzioni europee e il continente africano. Rilanciando la celebre denuncia di Papa Francesco sulle "colonizzazioni ideologiche" imposte dall'esterno ai Paesi in via di sviluppo, spesso in cambio di aiuti economici, il cardinale ha affermato che "la mancanza di accesso all'aborto viene definita come 'violenza', mentre il concepito -il più debole, il più innocente fra noi- è privato di qualunque parola, di qualunque rappresentanza, di qualunque diritto", sostenendo che un'educazione sessuale imposta "senza consultazione reale dei popoli interessati" costituisce essa stessa una forma di ingerenza esterna. Il cardinale ha inoltre ricordato l'appello di Papa Leone XIV al Corpo diplomatico dello scorso gennaio: "Abbiamo bisogno che le parole tornino ad esprimere in modo inequivoco realtà certe. Solo così può riprendere un dialogo autentico e senza fraintendimenti".
Il porporato ha infatti richiamato l'esempio delle Costituzioni africane, ricordando che quella del Kenya stabilisce che "la vita della persona ha inizio al concepimento" e quella dell'Uganda dispone che "nessuna persona ha il diritto di porre fine alla vita di un nascituro, salvo quanto autorizzato dalla legge", definendole non un residuo arretrato ma "un frammento di saggezza giuridica… che l'Occidente farebbe bene a riconsiderare invece di correggere".
Parlando come "figlio dell’Africa", il cardinale ha denunciato un episodio concreto: "In alcuni Paesi africani sono stati creati veri e propri ministeri dedicati alla teoria del gender in cambio di sostegno economico". E ha ricordato la propria replica a un Segretario generale delle Nazioni unite giunto in Africa a chiedere la depenalizzazione dell'omosessualità come condizione di civiltà: non si può imporre ai poveri questo genere di richieste, ha osservato, mentre a mancare sono ospedali, scuole e acqua potabile.
Il presidente di Pro Vita & Famiglia, Antonio Brandi, ha poi denunciato senza mezzi termini quella che ha definito una "condizionalità ideologica", ovvero "il meccanismo con cui le istituzioni europee vincolano gli aiuti economici all'accettazione di istanze radicali, ovvero il piegarsi all'Agenda Lgbt e alle pressioni per accettare o introdurre, culturalmente e legalmente, strumenti per facilitare l'aborto, la propaganda gender e l’educazione sessuale". Anche Brandi ha citato i piani di azione dell'Europa che condizionano decine di miliardi di euro destinati all'Africa all'adozione di politiche ideologiche. Durissimo, inoltre, il giudizio di Brandi sul metodo: "Trattare nazioni sovrane come soggetti immaturi da guidare con il guinzaglio del denaro significa risvegliare un pregiudizio razzista, che nega all'altro pari dignità umana e morale".
Brandi ha inoltre ricordato l'impegno diretto dell'associazione contro la Strategia Lgbtiq+ 2026-2030 della Commissione europea, oggetto di una petizione promossa da Pro Vita & Famiglia che ha raccolto oltre 33.000 firme, e ha reso omaggio alla resistenza di Paesi come Uganda, Nigeria e Guinea Equatoriale di fronte alle pressioni di Bruxelles, chiudendo anch'egli con un appello diretto alle istituzioni europee: "Cessino i loro diktat ideologici. Si rispettino la Carta delle Nazioni unite, che sancisce il diritto all’autodeterminazione dei popoli -oggi invece calpestato dall'Ue- e la libertà dei popoli africani di vivere secondo le proprie usanze, le proprie tradizioni e la propria fede". Al dibattito ha preso parte anche Jean Valier, in rappresentanza di Sos Chrétiens d'Orient, con un contributo dal punto di vista della società civile impegnata sul terreno.

(Adnkronos) - Jannik Sinner avrebbe vinto anche nell'era dei Big Three? Secondo Marat Safin, no. L'azzurro è reduce dal trionfo di Wimbledon, il secondo consecutivo, dopo aver battuto Alexander Zverev in finale, eppure, stando a quanto dichiarato dall'ex tennista russo, oggi allenatore, non avrebbe il livello per competere con il 'prime' di Djokovic, Federer e Nadal.
"Sinner e Alcaraz nell'era di Nole, Roger e Rafa non sarebbero numero uno e due del mondo", ha detto Safin al podcast Dinara Safina, "il livello del tennis è molto calato. Prima c'erano tanti giocatori di altissimo livello, mentre oggi al massimo sono dieci".
Critiche che si uniscono a quelle già palesate da Jim Courier: "A parte la semifinale, non penso che Sinner abbia giocato il suo miglior tennis durante il torneo", ha detto l'ex tennista americano, oggi commentatore televisivo, "è stato comunque abbastanza bravo da vincerle. La storia della partita è cambiata quando Sinner è riuscito a entrare negli scambi e trovare più ritmo. Nei primi set non ci sono stati scambi lunghi, ma soltanto servizi".
"Sono stati set fantastici, ma senza ritmo e questo non ti dà la confidenza necessaria per importi negli scambi", ha continuato Courier, "nel momento in cui Zverev ha rallentato con la prima, giocando qualche slice in più... era tutto quello che serviva a Sinner".

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(Adnkronos) - Le micro e nanoplastiche potrebbero rappresentare un nuovo fattore di rischio per la salute del cuore, soprattutto quando si combinano con il fumo di sigaretta e l'esposizione all'inquinamento atmosferico. È quanto emerge da una ricerca italiana pubblicata sull''European Heart Journal', rivista scientifica della Società europea di cardiologia. Lo studio, realizzato da ricercatori della Sapienza università di Roma coordinati da Emanuele Barbato, dell'università di Verona e del Centro di ricerca sull'inquinamento ambientale e le malattie cardiovascolari dell'università degli Studi della Campania 'Luigi Vanvitelli', diretto da Giuseppe Paolisso insieme a Raffaele Marfella, evidenzia come le concentrazioni di micro e nanoplastiche nel sangue coronarico siano significativamente più elevate nei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto rispetto a chi soffre di cardiopatia ischemica cronica o presenta coronarie sane.
L'indagine - riferisce una nota - ha coinvolto 61 pazienti, dai quali sono stati raccolti campioni di sangue coronarico e periferico, oltre a informazioni sulle abitudini di fumo e sull'esposizione all'inquinamento atmosferico sia nel giorno del prelievo sia nei 2 anni precedenti. Le analisi delle particelle plastiche sono state effettuate presso il centro di ricerca dell'università Vanvitelli. I risultati mostrano che micro e nanoplastiche erano presenti nell'84% dei pazienti con infarto, contro il 40% dei soggetti con cardiopatia ischemica cronica e il 32% di quelli con arterie coronarie normali. Nei pazienti infartuati è stata inoltre riscontrata una maggiore varietà di polimeri, con una prevalenza del polietilene, materiale largamente impiegato negli imballaggi e nei prodotti di uso quotidiano. La ricerca conferma anche il ruolo determinante dei fattori ambientali. "Chi vive in aree caratterizzate da elevate concentrazioni di Pm2,5, il particolato fine capace di penetrare nel circolo sanguigno, presenta una probabilità maggiore di accumulare microplastiche nel sangue", rilevano gli esperti. Ancora più marcato è il dato relativo ai fumatori, che mostrano "un rischio circa 6 volte superiore rispetto ai non fumatori". Secondo gli autori, fumo, inquinamento e microplastiche sembrano esercitare un effetto sinergico che aumenta il danno cardiovascolare. Le micro e nanoplastiche sono ormai diffuse in tutti gli ecosistemi: si ritrovano nell'aria, nell'acqua e negli alimenti, e negli ultimi anni sono state individuate anche in diversi organi e tessuti umani. La loro presenza nell’organismo è oggetto di crescente attenzione da parte della comunità scientifica.
Ad accompagnare lo studio un editoriale firmato dal gruppo di Andreas Daiber dell'università Johannes Gutenberg di Magonza (Germania), che richiama l'attenzione sulla progressiva frammentazione delle plastiche nell'ambiente e sulla loro diffusione ormai ubiquitaria. Un ulteriore elemento emerso dalla ricerca riguarda l'infiammazione sistemica. Nei pazienti con maggiori concentrazioni di microplastiche sono stati rilevati livelli più elevati di marcatori infiammatori, tra cui il fattore di necrosi tumorale alfa (Tnf-α) e l'interleuchina-6 (Il-6), suggerendo un possibile legame tra esposizione alle particelle plastiche e processi infiammatori coinvolti negli eventi cardiovascolari acuti.
"Pur trattandosi di uno studio condotto su un campione numericamente limitato - conclude la nota - va sottolineato che i risultati rappresentano una delle prime evidenze cliniche di una possibile associazione tra presenza di microplastiche nell'organismo e maggiore gravità di infarto del miocardio, aprendo nuovi scenari di ricerca sul rapporto tra inquinamento ambientale e salute cardiovascolare".

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(Adnkronos) - Matteo Bassetti, Pier Luigi Lopalco e Roberto Burioni contro l'emendamento approvato in Commissione Affari sociali della Camera che prevede il reintegro negli Ordini professionali dei sanitari radiati durante la pandemia di Covid-19 per non essersi vaccinati. Gli esperti parlano di una norma che rischia di delegittimare gli Ordini professionali e di rappresentare un segnale contrario ai principi della medicina basata sulle evidenze.
"L'emendamento che prevede il reintegro nell'albo del personale sanitario radiato durante la pandemia di Sars-CoV-2 è una vergogna, un affronto alle vittime del Covid. E' veramente uno dei punti più bassi mai toccati sulla salute in questo Paese. D'altronde negli ultimi 5 anni di punti davvero bassi ne abbiamo toccati tanti e questo dal punto di vista sanitario è forse uno dei peggiori. Devo dire che sono dispiaciuto, amareggiato e anche un po' arrabbiato per questo atteggiamento che francamente non mi aspettavo", afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova.
"Credo che sia la dimostrazione lampante che il partito di maggioranza relativa di questo Paese è un partito molto vicino al pensiero no-vax - aggiunge - L'emendamento è di Fratelli d'Italia, quindi credo che sia importante che Fdi prenda una posizione chiara e netta sulle vaccinazioni: è pro o contro i vaccini il partito del presidente del Consiglio? Questo continuo 'ondivaghismo' - un giorno sono dalla parte dei vaccini e un giorno contro - non giova a nessuno". E conclude: "Il reintegro di medici no-vax è uno sputo in faccia a chi è morto di Covid e a chi tra i medici si è vaccinato e si è speso per la campagna vaccinale che ha salvato la vita a molte persone".
Sulla stessa linea Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e docente di Igiene all'Università del Salento, secondo cui l'emendamento "è una pessima norma prima di tutto perché entra a gamba tesa in una materia che lo Stato delega agli Ordini dei medici. Delegittimare l'Ordine significa ridurre un importante livello di garanzia per i cittadini. Poi c'è la questione di merito, perché si legittima un atteggiamento antiscientifico e di cattiva pratica medica etichettandolo come 'libertà di scelta'. Un medico no vax è semplicemente un medico ignorante e, pertanto, pericoloso per coloro che si affidano alle sue cure".
"Ho sempre affermato - ricorda Lopalco - che il maggior problema legato ai medici no vax non è il fatto che non si vaccinino o non facciano vaccinare i loro assistiti, il vero problema è che sono profondamente ignoranti. Se un medico non comprende il valore scientifico della vaccinazione e si fa affascinare da teorie strampalate, vuol dire che non ha studiato oppure che non ha capito quello che gli hanno fatto studiare". Per l'epidemiologo, "il medico no-vax è una bomba ad orologeria che prima o poi danneggerà seriamente qualche suo paziente con una diagnosi mancata o una terapia fantasiosa".
Anche Roberto Burioni interviene sulla vicenda, criticando l'ipotesi di reintegro dei sanitari radiati durante la pandemia. Il virologo su X in maniera ironica fa i "complimenti alla deputata Alice Buonguerrieri", prima firmataria dell'emendamento, "per la sua lotta a favore dei virus e a danno della salute pubblica". "Vergognatevi. Vergognatevi. Vergognatevi", tuona il virologo.

(Adnkronos) - "Se tu dopo quattro anni ti concentri e blocchi il Parlamento per la legge elettorale a pochi mesi dal voto, perché ti vuoi accroccare un obbrobrio giuridico per cercare di salvaguardare il tuo posto e vieni pure bocciata, devi andare a casa". Così il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in collegamento con L'aria che tira, su La7.
"Noi non possiamo tradire Giorgia Meloni, perché non ha mai avuto la nostra fiducia. Nelle nostre dichiarazioni di voto abbiamo spiegato che non potevamo votare un emendamento farlocco. Fratelli d'Italia sta facendo una grancassa, una caciara dicendo che loro volevano le preferenze, ma su questo hanno subito una sconfitta. Non una sconfitta degli elettori, chiariamo questo. Meloni ci ha messo la faccia e ha detto 'io voglio le preferenze', ma quell'emendamento prevedeva nomi prestampati con capilista bloccati. Queste non sono preferenze perché come prevedeva il nostro emendamento, che è stato bocciato, gli elettori devono essere liberi di scrivere il nome del candidato. Giorgia Meloni si è inventata la solita furbata per prendere in giro gli italiani", ha sottoloineato.
Nel merito, poi, dell'emendamento presentato da Futuro nazionale per Vannacci sempre sulle preferenze, Conte ha dichiarato che il Movimento 5 stelle non lo voterà "perché non è accettabile in un contesto inaccettabile. E' una partita tra Fn e la maggioranza, se la giochino tra di loro".
Sulla legge elettorale e ciò che sta accaddendo in Aula, Conte ironizzando ha anche lanciato un quiz sui social: "Secondo voi una premier che ha bloccato il Parlamento sulla legge elettorale anziché su stipendi e sanità e che è stata appena sfiduciata dalla sua stessa maggioranza, dove dovrebbe essere oggi? 1. Al Quirinale per dimettersi. 2. A un vertice di maggioranza per uscire dalla palude in cui sono precipitati e hanno precipitato l’Italia. 3. Alla cerimonia di premiazione dei Maestri della cucina. Vi metto la risposta esatta nei commenti".
"Noi abbiamo fatto da mesi un processo interno con i cittadini e l'abbiamo pressoché terminato. Ci confronteremo con le altre forze...se dobbiamo anticipare, lo facciamo dalla settimana prossima, solo ci dicano che finalmente vogliono rispettare la volontà degli elettori e in queste condizioni si va a votare e noi in pochissimo tempo condivideremo un programma e anche il criterio per dare un'indicazione del candidato premier se imposto dalla legge elettorale", ha detto ancora in collegamento con L'aria che tira, su La7. E ha aggiunto: "In questi quattro anni di opposizione abbiamo già lavorato, definito un programma che è molto più dettagliato del niente che sta facendo questo governo Meloni". Sulla politica estera "non c'è nessuna maretta - ha detto ancora Conte - Le forze di opposizione" sono "molto più convergenti di quanto non lo sia questa maggioranza di governo, che sono sfaldati su tutto. Siamo molto più uniti sulla politica estera, il nostro primo punto, e ci accomuna tutti, è ripristinare il diritto internazionale e lavorare per la pace".
Io ho parlato "di minaccia di invasione dell'Europa" da parte della Russia. "Non ho mai detto che non ci sono le guerre ibride, gli attacchi cibernetici di Russia e tanti altri player. Il tema è un altro: far credere per giustificare il riarmo che c'è la minaccia di invadere l'Europa è smentito da ufficiali della Nato, strateghi militari, esponenti dell'esercito e tutti gli esperti. Ho detto che non possiamo buttare soldi per noi insostenibili, senza costrutto, nel riarmo", ha spiegato infine.

(Adnkronos) - Allerta massima per Inghilterra-Argentina. Oggi, mercoledì 15 luglio, la Nazionale dei Tre Leoni sfida l'Albiceleste nella semifinale dei Mondiali 2026, in quella che, per alcuni, è molto più di una partita. Sebbene il ct Lionel Scaloni abbia provato a gettare acqua sul fuoco, la sfida si è caricata di ricorsi storici e un forte significato politico, che richiama alla guerra delle Falkland, o Malvinas. Una ferita ancora aperta nei cuori argentini e che ha fatto alzare l'allerta sicurezza ad Atlanta.
Se i ricordi di campo vanno al 1986, quando Diego Maradona 'beffò' i Tre Leoni con l'iconica 'Mano de Dios' e il gol del secolo, ci sono infatti anche motivi politici dietro la rivalità. Nel 1982 Argentina e Inghilterra combatterono la guerra delle Isole Falkland, o Malvinas per gli argentini, una ferita ancora aperta nei cuori sudamericani, tanto da essere citate nell'ormai iconica canzone 'La quarta stella', colonna sonora dei Mondiali dell'Albiceleste creata dall'influencer Palmito: "Per le Malvinas, per Diego, per l'ultima di Leo".
Proprio la carica storica che si porta dietro la sfida ha, come detto, ha innalzato l'allarme sicurezza al massimo, con la città di Atlanta che schiererà una fitta schiera di polizia anche a cavallo. Inglesi e argentini saranno divisi per evitare ogni punto di contatto ed entreranno da settori diversi dell'Atlanta Stadium, ma le misure preventive potrebbero andare oltre il semplice schieramento di forze di polizia.
Ai controlli all'ingresso dello stadio, come riferito dal Clarin, infatti potrebbero essere bloccate ogni bandiera o maglietta raffigurante le Malvinas: "Se lo interpreteranno come una provocazione, permetteranno l'ingresso alle persone, ma non agli oggetti con presunti messaggi politici", hanno confermato fonti negli Stati Uniti al giornale argentino.
(Adnkronos) - Prende il via 'Parola alla medicina', il nuovo progetto editoriale realizzato da Adnkronos in collaborazione con Fism - Federazione delle società medico-scientifiche italiane, per raccontare attraverso la voce delle società scientifiche le priorità della salute pubblica e le trasformazioni del Servizio sanitario nazionale. "'Parola alla medicina' nasce per rendere più accessibile il contributo della comunità medico-scientifica italiana al dibattito pubblico sulla salute - dichiara Loreto Gesualdo, presidente Fism - Le società scientifiche esprimono competenze, ricerca ed esperienza clinica: un patrimonio fondamentale per leggere le trasformazioni della sanità e promuovere una cultura della salute fondata su evidenze, responsabilità e innovazione".
A questo obiettivo si affianca il ruolo dell'informazione, chiamata a tradurre la complessità scientifica in contenuti chiari, accessibili e verificati, capaci di orientare cittadini, decisori e professionisti. "L'informazione scientifica e sanitaria richiede rigore, chiarezza e capacità di rendere comprensibili temi complessi - afferma Davide Desario, direttore responsabile dell'agenzia Adnkronos - Con 'Parola alla medicina', Adnkronos mette a disposizione un progetto editoriale per offrire contenuti affidabili e verificati su un tema centrale per la vita delle persone e per il futuro del Paese".
La piattaforma - informa una nota - raccoglie oltre 60 video-interviste offrendo una lettura ampia e qualificata delle principali sfide della sanità contemporanea: prevenzione, diagnosi precoce, cronicità, innovazione terapeutica e diagnostica, salute mentale, medicina del territorio, emergenza-urgenza, salute della donna, medicina di laboratorio, ricerca, sicurezza delle cure e sostenibilità del sistema sanitario. Le testimonianze restituiscono una visione comune orientata alla costruzione di modelli di cura sempre più integrati, multidisciplinari e centrati sulla persona, capaci di rafforzare il dialogo tra comunità scientifica, cittadini e istituzioni e di contribuire all'evoluzione delle politiche sanitarie del Paese. Nei prossimi mesi sono previste nuove sessioni di registrazione per ampliare il numero delle realtà coinvolte e arricchire ulteriormente i contenuti della piattaforma. Le video-interviste e informazioni sul progetto sono su adnkronos.com/parola-alla-medicina/.

(Adnkronos) - La Corte di Cassazione si esprime oggi sul ricorso presentato dalla difesa di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo la rapina avvenuta nel suo negozio il 28 aprile 2021. Secondo quanto si apprende, la procura generale ha chiesto la conferma della condanna.
Il gioielliere ha sempre sostenuto di aver reagito per proteggere se stesso e la propria famiglia presente in quel momento in negozio mentre secondo l’accusa i colpi sarebbero stati esplosi quando il pericolo era cessato, poiché i rapinatori erano in fuga.
Lo scorso dicembre la Corte d’Assise d’Appello di Torino lo aveva condannato a 14 anni e nove mesi di carcere rivedendo in parte la sentenza emessa in primo grado ad Asti che aveva previsto una pena di 17 anni. A marzo la difesa di Mario Roggero aveva depositato il ricorso in Cassazione contro la sentenza sostenendo che ‘fu legittima difesa’. Ora i giudici si sono riuniti in camera di consiglio e la sentenza e’ attesa per il pomeriggio.
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