'Poche aziende che rifiutano vaccino condizionano intero comparto'... 
"È molto difficile per me scrivere questo post... Dopo più di sette anni Juanki ed io abbiamo deciso di concludere il nostro periodo insieme come allenatore e giocatore". Così su Instagram il numero uno del mondo Carlos Alcaraz ha annunciato oggi, mercoledì 17 dicembre, la separazione dal suo storico allenatore Juan Carlos Ferrero.
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Un post condiviso da Carlos Alcaraz Garfia (@carlitosalcarazz)[1]
"Grazie per aver trasformato i miei sogni d'infanzia in realtà - ha aggiunto il 22enne spagnolo -. Abbiamo iniziato questo viaggio quando ero solo un bambino e in tutto questo tempo mi avete accompagnato in un'avventura incredibile, dentro e fuori dal campo. Mi sono goduto ogni passo con te. Abbiamo raggiunto la vetta e sento che se i nostri percorsi sportivi dovessero divergere, dovrebbe farlo proprio da lassù. Dal luogo per cui abbiamo sempre lottato e a cui abbiamo sempre aspirato".
"Sono così tanti i ricordi che mi tornano in mente che sceglierne solo uno non sarebbe giusto - ha continuato il vincitore di sei titoli del Grande Slam -. Mi avete aiutato a crescere come atleta, ma soprattutto come persona. E c'è una cosa a cui tengo immensamente: mi sono goduto il percorso. Questo è ciò che porterò con me, il viaggio che abbiamo condiviso".
"Ora, per entrambi è arrivato un momento di cambiamento, nuove avventure e nuovi progetti ma sono certo che li affronteremo nel modo giusto, dando il massimo, come abbiamo sempre fatto. Aggiungendo sempre valore. Ti auguro sinceramente il meglio per tutto ciò che ti accadrà. Mi conforta sapere che abbiamo dato tutto, che ci siamo offerti tutto l'uno all'altro. Grazie di tutto, Juanki!", ha concluso Alcaraz.

"È molto difficile per me scrivere questo post... Dopo più di sette anni Juanki ed io abbiamo deciso di concludere il nostro periodo insieme come allenatore e giocatore". Così su Instagram il numero uno del mondo Carlos Alcaraz ha annunciato oggi, mercoledì 17 dicembre, la separazione dal suo storico coach Juan Carlos Ferrero, che, dal canto suo, non sembra averla presa molto bene. Chi sarà il nuovo allenatore?
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"Grazie per aver trasformato i miei sogni d'infanzia in realtà - ha aggiunto il 22enne spagnolo -. Abbiamo iniziato questo viaggio quando ero solo un bambino e in tutto questo tempo mi avete accompagnato in un'avventura incredibile, dentro e fuori dal campo. Mi sono goduto ogni passo con te. Abbiamo raggiunto la vetta e sento che se i nostri percorsi sportivi dovessero divergere, dovrebbe farlo proprio da lassù. Dal luogo per cui abbiamo sempre lottato e a cui abbiamo sempre aspirato".
"Sono così tanti i ricordi che mi tornano in mente che sceglierne solo uno non sarebbe giusto - ha continuato il vincitore di sei titoli del Grande Slam -. Mi avete aiutato a crescere come atleta, ma soprattutto come persona. E c'è una cosa a cui tengo immensamente: mi sono goduto il percorso. Questo è ciò che porterò con me, il viaggio che abbiamo condiviso".
"Ora, per entrambi è arrivato un momento di cambiamento, nuove avventure e nuovi progetti ma sono certo che li affronteremo nel modo giusto, dando il massimo, come abbiamo sempre fatto. Aggiungendo sempre valore. Ti auguro sinceramente il meglio per tutto ciò che ti accadrà. Mi conforta sapere che abbiamo dato tutto, che ci siamo offerti tutto l'uno all'altro. Grazie di tutto, Juanki!", ha concluso Alcaraz.
La replica di Ferrero
Ferrero non sembra aver preso troppo bene la separazione da Alcaraz. Lo storico coach dello spagnolo ha lasciato intendere, con un post pubblicato su Instragram, che la decisione sarebbe tutta del numero unod el mondo: "Oggi è un giorno difficile. Uno di quelli in cui è difficile trovare le parole giuste. Dire addio non è mai facile, soprattutto quando dietro ci sono così tante esperienze condivise", ha scritto sul suo profilo.
"Abbiamo lavorato sodo, siamo cresciuti insieme e abbiamo condiviso momenti indimenticabili. Voglio ringraziare per il tempo, la fiducia, l'apprendimento, tutte le persone che mi hanno circondato durante questo percorso. Porto con me risate, sfide superate, conversazioni, supporto nei momenti difficili e la soddisfazione di aver fatto parte di qualcosa di veramente unico", ha continuato.
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"Oggi si conclude un capitolo molto importante della mia vita. Chiudo con nostalgia, ma anche con orgoglio ed eccitazione per quello che verrà dopo. So che tutto quello che ho vissuto mi ha preparato ad essere migliore". Poi un messaggio ad Alcaraz: "grazie, Carlos, per la fiducia, l'impegno e per aver reso il tuo modo di competere mi fanno sentire così speciale. Vi auguro il meglio, sia professionalmente che personalmente.
"Ringrazio anche tutto il team per aver reso il mio lavoro più facile in tutti questi anni. Con te ho imparato che il lavoro non è solo fatto di compiti o risultati, ma anche di persone che ti camminano accanto. Ognuno di voi mi ha lasciato un segno che non dimenticherò mai. Siamo stati una squadra incredibile nonostante le difficoltà, e sono sicuro che continuerete a raggiungere grandi successi", ha concluso Ferrero, che poi ha lanciato una velata frecciatina, "avrei voluto poter continuare. Sono convinto che i bei ricordi e le brave persone trovano sempre il modo di incrociarsi. Grazie di cuore".
Chi sarà il nuovo allenatore
Per ora non sembrano essere previsti nuovi inserimenti nello staff di Alcaraz. Stando a quanto riportato da Marca, ad allenare lo spagnolo rimarrà Samuel Lopez, mentre potrebbe avere sempre più risalto nel team la figura di Alvaro Alcaraz, fratello di Carlos finora sparring partner.

"Confapi sostiene con convinzione l’obiettivo del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di raggiungere i 700 miliardi di euro di esportazioni, attraverso il Piano d’azione per l’export italiano. Un traguardo ambizioso ma realistico, che può essere raggiunto solo valorizzando il ruolo delle piccole e medie industrie private. In questa direzione accogliamo con favore la riforma del Ministero che permetterà alle nostre imprese di essere maggiormente supportate tramite la rete diplomatica nel mondo". Lo ha detto il presidente di Confapi, Cristian Camisa, intervenendo alla Conferenza nazionale dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese presso la Fiera di Milano.
"Le Pmi industriali - ha spiegato - rappresentano il fulcro del Made in Italy e la spina dorsale del sistema produttivo nazionale. Per questo Confapi sta lavorando affinché le misure del Piano siano davvero accessibili e operative per le imprese. Soltanto attraverso un’azione congiunta tra Ministero, rete diplomatico-consolare, Ice, Sace, Simest e associazioni imprenditoriali sarà possibile accompagnare le Pmi industriali verso quei mercati che oggi appaiono più complessi ma che rappresentano le opportunità di crescita più rilevanti per il futuro".
"I dati di una nostra indagine – ha aggiunto Camisa - confermano la vocazione internazionale delle imprese che rappresentiamo: il 60% è già presente all’estero e cresce l’interesse verso nuovi mercati strategici, dall’area del Golfo al Nord America. Per sostenere questo percorso, Confapi sta sviluppando un piano operativo che prevede servizi di matching internazionale, una presenza diretta in Paesi chiave e un progetto pilota di un hub logistico per le pmi industriali negli Stati Uniti. Uno strumento pensato per garantire la disponibilità di ricambistica e campionature in loco e aumentare la competitività delle aziende italiane in un mercato complesso e sempre più selettivo". "Per Confapi – ha aggiunto - resta centrale l’attenzione sugli accordi di libero scambio, in particolare con Mercosur, strategici per ampliare le opportunità di export. Oggi, la sfida fondamentale è dunque accompagnare sempre più le pmi industriali verso mercati lontani e complessi, attraverso una programmazione condivisa. Solo così – ha concluso - sarà possibile rafforzare la competitività del Made in Italy nel mondo".

È il giorno della finale di Coppa Intercontinentale 2025. Oggi, mercoledì 17 dicembre, il Paris Saint-Germain sfida il Flamengo - in diretta tv e streaming - allo stadio Ahmed bin-Ali di Al Rayyan, in Qatar. I francesi di Luis Enrique arrivano all'appuntamento dopo aver trionfato, nella scorsa stagione, in Champions League, battendo l'Inter in finale con un netto 5-0, mentre i brasiliani hanno sollevato la Copa Libertadores.
Il Psg è reduce dalla vittoria esterna contro il Metz, battuto 3-2 nell'ultima giornata di Ligue 1, mentre il Flamengo, nella Coppa Intercontinentale, ha già battuto Cruz Azul e Pyramids in semifinale.
Psg-Flamengo, orario e probabili formazioni
La finale tra Paris Saint-Germain e Flamengo è in programma oggi, mercoledì 17 dicembre, alle 18 ora italiana. Ecco le probabili formazioni:
Psg (4-3-3): Chevalier; Zaire-Emery, Pacho, Marquinhos, Mendes; Fabian Ruiz, Vitinha, Neves; Kvaratskhelia, Doué, Barcola. All. Luis Enrique
Flamengo (4-2-3-1): Rossi; Varela, Danilo, Pereira, Alex Sandro; Pulgar, Jorginho; Carrascal, De Arrascaeta, Samuel Lino; Bruno Henrique. All. Filipe Luis
Psg-Flamengo, dove vederla in tv
Psg-Flamengo sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, che la trasmetterà gratis e sarà quindi visibile anche per i non abbonati. La partita sarà inoltre disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn, sempre in modo gratuito.

Sebbene re Carlo abbia allentato le regole del giorno di Natale dopo la scomparsa della regina Elisabetta, ci sono ancora molte cose da fare (e da non fare) che i reali devono rispettare. Naturalmente, le regole non si applicheranno, giocoforza, ai principi Harry e Meghan, grandi assenti a Sandringham assieme allo zio reietto Andrew Mountbatten-Windsor e alla ex moglie Sarah Ferguson. Tutti gli altri invitati, a partire dai principi William, Kate e figli, dovranno osservare un protocollo ben preciso: guai a immaginarli dopo pranzo distesi in pantofole sui divani. "È comunque richiesto un certo grado di decoro", soprattutto a Natale, secondo l'esperta reale Jennie Bond, che lo scorso anno raccontò al Sun che anzitutto nessuno può andare a letto prima del re (abituato a tirare fino a tardi, per la 'gioia' di chi ha sonno) e che per il sovrano conta moltissimo la puntualità: "Non ci si presenta a Sandringham quando si ha voglia. Gli ospiti devono arrivare all'orario previsto, né prima né dopo".
Per la famiglia reale esiste un rigido dress code, che vale anche in occasione delle feste natalizie. Banditi, dunque, abiti larghi e persino pigiami: "Ogni anno, la vigilia di Natale la famiglia reale organizza una cena in abito da sera, quindi gli ospiti devono essere preparati", racconta la Bond. "Quindi il giorno di Natale, i reali dovrebbero vestirsi in modo appropriato per andare in chiesa e poi per il pranzo nella sala da pranzo. Sebbene non si tratti di un abito da sera, non aspettatevi che la famiglia reale indossi abiti da casa!".
Anche per quanto riguarda i regali, la parola d'ordine è 'moderazione': sono infatti malvisti i regali costosi e in famiglia si scambiano regali scherzosi. Una volta Kate, quando era single, regalò a Harry il kit "Crea la tua ragazza", mentre la principessa Anna regalò al fratello maggiore Carlo un sedile per il water in pelle. L'ex portavoce della famiglia reale Dickie Arbiter ha spiegato perché questo regalo fosse particolarmente appropriato, dicendo: "Come si chiamava il bagno? Lo chiamavamo trono. Ci si va e ci si siede sul trono. Quindi, acquistare un sedile del water rivestito in pelle è stato in realtà il modo della principessa Anna di dire: 'Ecco, hai il tuo trono personale!'".
Dopo la vigilia, non si può rinunciare, il 25, alla messa mattutina, nemmeno se si hanno i postumi della cena di Natale! Si prevede che tutti i membri della famiglia reale che trascorreranno i festeggiamenti a Sandringham saranno presenti alla funzione del giorno di Natale presso la chiesa di St Mary Magdalene, situata nella tenuta di Norfolk. A proposito del pranzo, l'ex chef reale Darren McGrady, che ha lavorato sia per la defunta regina che per la principessa Diana, ha spiegato che ai bambini "non è permesso sedersi con gli adulti finché non hanno imparato l'arte della conversazione educata". E poi, guai a giocare a certi giochi come il Monopoly: "È proibito!" afferma la Bond, spiegando che "la defunta regina pensava che fosse troppo feroce" e invece i reali preferiscono un gioco di quiz che è "uno dei preferiti della famiglia oppure Racing Demon".
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"Vola alto cuore mio". Con queste parole, Raffaella Fico rompe il silenzio sui social dopo la perdita del bambino che aspettava insieme ad Armando Izzo. La coppia, in attesa del figlio da 5 mesi, aveva annunciato la tragedia lo scorso 15 dicembre[1].
A comunicare la notizia era stato lo stesso difensore del Monza, che sui social aveva scritto: "Prima che si creino false speculazioni, io e la mia compagna, Raffaella Fico, desideriamo comunicare che abbiamo avuto una grave perdita, purtroppo il nostro bambino di 5 mesi ci ha lasciati troppo presto e resterà per sempre nei nostri cuori. In questo momento di immenso dolore chiediamo rispetto, silenzio e sensibilità, evitando qualsiasi forma di speculazione su una perdita così delicata. L'unica forza che ci permette di andare avanti in questo momento è il nostro amore. Grazie".
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Fico nelle ultime ore ha condiviso un video in cui riprende lo schermo del televisore, sul quale va in onda una scena di due genitori che giocano con il loro bambino. Un'immagine simbolica che richiamava il futuro che Raffaella tanto sognava per la sua famiglia. Sotto al post l'influencer ha scritto: "Vola alto cuore mio".

Cosa rende davvero speciale un regalo di Natale? Gli italiani sembrano avere le idee chiare, anche se non tutti sono d'accordo.
Secondo l'ultimo Consumer insight report di AliExpress, lo shopping natalizio nel 2025 è un delicato mix di intuizione, praticità e tradizioni senza tempo. Il rituale dello scambio dei regali rimane solido: quasi due terzi degli italiani intervistati (64%) ha intenzione di acquistare regali per lo stesso numero di persone dell'anno scorso, a conferma che la dimensione emotiva del Natale non è cambiata, anche se le abitudini e i budget si evolvono.
La ricerca rivela un ritratto inaspettato degli italiani che fanno regali. Un quarto si descrive come “pratico” (25%), scegliendo regali utili e destinati a durare, mentre una percentuale simile preferisce un approccio più istintivo: dallo shopper spontaneo (14%) al sentimentale premuroso (9%), colui che passa il tempo a cercare qualcosa che semplicemente “sembra giusto”. C'è anche chi opta per la “scelta sicura”, quello che preferisce non rischiare (11%), e chi ama sorprendere gli altri (7%). Un piccolo ma crescente gruppo afferma di acquistare i propri regali principalmente online (6%), un segnale di come le piattaforme digitali siano diventate un punto di riferimento nella ricerca di idee. Ciò ci ricorda che, in Italia, fare regali non è un semplice acquisto, ma un tratto della personalità.
Ma anche chi è esperto nel fare regali ammette che non è sempre facile. La parte più difficile non è lo shopping in sé, ma la psicologia che c'è dietro. Le principali preoccupazioni di chi fa regali includono capire cosa piace davvero alle persone (31%) o cosa desiderano (29%) e trovare qualcosa di unico senza sforare il budget, una sfida citata da oltre un italiano su quattro (27%). C'è anche il timore condiviso di “sbagliare”, una sorta di “ansia festiva” espressa dal 24% degli intervistati, mentre uno su cinque ha difficoltà perché non conosce abbastanza bene il destinatario (20%). In breve: gli italiani vogliono fare un buon regalo – pensato, significativo – e la pressione si sente.
Parallelamente, gli italiani continuano a custodire un’idea di Natale calda, familiare e profondamente legata alla tradizione. La maggior parte dichiara di preferire i piatti natalizi cucinati in casa (76%), stare a casa piuttosto che viaggiare (69%) e festeggiare in compagnia di pochi intimi (57%). Anche il semplice gesto di incartare i regali diventa un piccolo rituale: quasi la metà (48%) ama farlo da sé, aggiungendo un tocco personale prima ancora che il regalo arrivi sotto l’albero. La pianificazione finanziaria varia ampiamente. Alcuni iniziano a mettere soldi da parte già tra settembre e ottobre (36% complessivamente), altri si affidano a un budget chiaro (43%) o vanno a caccia di offerte online (37%) – mentre un quarto degli italiani ammette di non risparmiare affatto per il Natale (25%), abbracciando uno spirito decisamente più “last-minute”.
Un gruppo più ristretto distribuisce lo sforzo durante tutto l’anno, acquistando regali in anticipo (15%) o accantonando piccoli risparmi dedicati (10%), a dimostrazione che per alcune famiglie la pianificazione finanziaria è tradizione quanto il pranzo delle feste. Ciò che emerge è un Paese che vive le festività con cuore, ma anche con strategia: meno regali, ma più significativi; attenzione al valore; scelte che contano.
“I risultati di quest’anno mostrano quanto gli italiani tengano a fare il regalo giusto, uno che rifletta attenzione e autenticità”, ha dichiarato Sara Zheng, marketing director per Italia e Spagna di AliExpress. “Dalle scelte pratiche ai gesti spontanei, i regali di Natale rimangono un momento in cui le persone esprimono il proprio affetto in modi molto personali. Le piattaforme online come AliExpress contribuiscono a semplificare questo processo, offrendo ispirazione a chiunque desideri fare un regalo”, ha continuato.

In Italia quasi una donna su 4 con tumore del seno potrebbe trarre benefici dall’esecuzione dei test genomici, consentono la personalizzazione del trattamento post operatorio e limitano la somministrazione di farmaci inappropriati. È necessario rendere ancora più estesamente accessibili questi esami attraverso un ampliamento del fondo di 20 milioni di euro istituito nel 2020. Lo sostiene Giampaolo Bianchini, responsabile Oncologia mammaria nel dipartimento di Oncologia Medica dell’Irccs Ospedale San Raffaele e professore Università Vita-Salute San Raffaele. "Secondo alcune stime dovrebbero essere aggiunti altri 5 milioni alle risorse attualmente previste - afferma Bianchini - Ammontano infatti a 13 mila le donne che ogni anno potrebbero eseguire il test per la scelta della terapia adiuvante più adeguata, qualora questi test fossero usati ovunque nel Paese. Cinque anni fa erano state calcolate solo 10 mila pazienti. Oggi - spiega - le nuove stime hanno identificato un maggior numero di pazienti potenzialmente eleggibili con gli attuali criteri di rimborsabilità". Secondo l’esperto, "ciò è dovuto anche a un maggiore utilizzo nei centri oncologici più piccoli". Si tratta di "test validi nei tumori mammari in stadio precoce positivi ai recettori ormonali (Hr+) e negativi a Her2 - precisa - Complessivamente, fino a 6 mila pazienti ogni anno solo in Italia potrebbero evitare la chemioterapia, che rimane una cura farmacologica che presenta effetti collaterali importanti per le pazienti e costi rilevanti per il servizio sanitario nazionale".
Nuove evidenze scientifiche sui test genomici arrivano dal congresso internazionale San Antonio Breast Cancer Symposium - informa una nota - Nella città texana, nei giorni scorsi, è stato presentato un nuovo studio sul test genomico Oncotype Dx condotto in 5 centri oncologici irlandesi. L’esame per identificare le pazienti con linfonodi positivi che potrebbero evitare la chemioterapia, in un periodo di 11 anni, ha portato a un risparmio di oltre 60 milioni di euro associato all’uso della chemioterapia. Sempre nello stesso meeting è stato annunciato anche l’avvio di uno studio clinico randomizzato di fase III che verrà condotto dal Japan Clinical Oncology Group (Jcog). L’obiettivo è ottimizzare il trattamento adiuvante per le donne in premenopausa affette da cancro al seno Hr+ e Her2-negativo.
"Sono solo 2 esempi delle grandi opportunità offerte dai test genomici in tutto il mondo - prosegue Bianchini - Nel nostro Paese sono stati introdotti nella pratica clinica relativamente tardi anche se da molti anni sono inseriti nelle principali linee guida internazionali. Il fondo è stato creato nel 2020 e le risorse previste sono effettivamente diventate disponibili in tutti i 21 sistemi sanitari italiani solo dopo molti mesi. Ora a distanza di 5 anni - evidenzia - il fondo deve essere quanto prima incrementato per consentire a tutte le pazienti di avere le medesime opportunità. La medicina di precisione è una realtà consolidata nel tumore mammario dove diagnosi e terapie sono più personalizzate. È questo uno dei principali motivi dei grandi successi che abbiamo ottenuto nella gestione di questa neoplasia. Le opportunità di cura e di guarigione aumentano quanto più la diagnosi è precoce e il tumore è in uno stadio iniziale - rimarca l’oncologo - I farmaci innovativi di ultima generazione agiscono selettivamente su singole mutazioni oppure sono efficaci solo su alcuni sottogruppi di malattia. Tutti gli strumenti a nostra disposizione in grado di rendere più precise le diagnosi sono perciò fondamentali e il loro uso va incentivato e favorito il più possibile".
Accelerata nelle indagini dopo nuova inchiesta della Procura
generale... 
La manovra "va nella giusta direzione: per essere competitivi dobbiamo fare investimenti per aiutare le medie e grandi imprese a crescere e quindi questa è la via". Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine della Conferenza nazionale dell'Export e dell'internazionalizzazione delle imprese a Fiera Milano a Rho.
"Noi siamo ben contenuti di fare investimenti", sottolinea. "La capacità di portare avanti i nostri prodotti è fondamentale perché il Made in Italy è apprezzato".
"Serve un'Europa che sia più veloce nelle decisioni. Siamo europeisti convinti ma serve velocità nelle decisioni", sottolinea Orsini evidenziando che "ciò che è stato fatto" sull'automotive in questi giorni "non basta: abbiamo bisogno di avere certezze, e l'unico modo per essere competitivi con gli altri continenti è avere certezze".
"Sono un europeista convinto, ma quest'Europa non serve alle imprese europee e italiane.Stiamo distruggendo l'industria di base del continente europeo", rimarca Orsini sottolineando che "per poter essere forti e fare i nostri prodotti abbiamo bisogno di non deindustrializzare la nostra Europa e soprattutto la nostra Italia. Abbiamo bisogno, con la sana politica, di combattere quei burocrati che tornano indietro sulle scelte fatte, che stanno fermando la crescita dell'Europa", conclude.

“Il Mercosur è un buon accordo, ma può diventare ottimo se dopo 25 anni si riesce a fare un passo definitivo sulla reciprocità. Quello che viene imposto ai nostri produttori europei, che a nostro avviso è corretto, deve essere anche garantito sui prodotti che arrivano. Riteniamo che questo passo in avanti si possa fare”. Lo ha detto oggi il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, a margine della Conferenza Nazionale dell'export dell'internazionalizzazione delle imprese, in corso a Milano.
Un secondo elemento “è cercare di ricomporre quella che è una frattura all'interno dell'Europa che vede nazioni importanti, come Francia, Polonia, Austria, Irlanda, attualmente contrari al Mercosur". "Noi crediamo - ha sottolineato il ministro - che si possa invece ricomporre un quadro che rafforzi l'Europa”.
Come Italia “possiamo pragmaticamente di lavorare su questo: trasformare un potenziale buon accordo in un ottimo accordo, che garantisca ogni settore produttivo. Ovviamente come paesi esportatori siamo d'accordo a riuscire a limitare al massimo le barriere tariffarie e non tariffarie, però la salvaguardia e la tutela della salute dei cittadini è un elemento fondamentale”.

I dati dell'export "sono molto positivi, continuiamo a crescere in tanti Paesi, ma complessivamente cresce l'export durante quest'anno. Funziona il nostro piano d'azione, l'obiettivo è quello di arrivare a 700 miliardi di export alla fine del 2027". Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, alla Conferenza Nazionale dell'export dell'internazionalizzazione delle imprese, in corso a Milano.
In crescita le esportazioni in quasi tutti i Paesi del mondo: "Vuol dire che il prodotto italiano piace, nonostante i dazi e le difficoltà - ha sottolineato -. L'export rappresenta quasi il 40% del prodotto interno lordo, partiamo da Milano, che è la capitale economica del Paese, per lanciare un messaggio: il governo crede nell'export, punta sull'export e punta sulle imprese che rappresentano il tessuto connettivo della nostra economia".
"Nessun imprenditore italiano che lavorerà fuori dai confini nazionali sarà mai solo, questo è il messaggio che vogliamo dare”.
"Noi siamo favorevoli a firmare l'accordo" sul Mercosur, ma "c'è da vedere cosa si può e si deve correggere per le clausole di salvaguardia per alcuni settori del mondo agricolo. Risolto questo, noi firmeremo, sarà adesso o sarà gennaio".
Iniziativa a Cagliari dell'associazione I Sardi soccorso... 
Stasera, mercoledì 17 dicembre, torna Chi l'ha visto con un nuovo appuntamento. I genitori di Marianna Cendron - la ragazza sparita nel nulla 12 anni fa a Paese, in provincia di Treviso - saranno in studio in diretta. All'epoca aveva 18 anni. Una scomparsa definita, all'inizio, come allontanamento volontario, il caso è stato poi archiviato, ma di lei non si sa più nulla, e non è stata ritrovata neanche la bicicletta bianca con cui si spostava abitualmente.
E poi: cosa succede ai ragazzi? Il papà di Alessandro Venturelli scomparso da quattro anni lancia un appello anche alle istituzioni: “Quando un genitore si rivolge allarmato alle forze dell'ordine, dovrebbero credergli e iniziare subito le ricerche... non pensare a un allontanamento volontario”. Stessa richiesta dalla madre di Nicola Salinetti che ha lasciato tutte le sue cose ed è sparito.
Torna uno dei due cani di Karol, il turista polacco scomparso tra le nevi del Gran Sasso. Dell’uomo nessuna traccia, si è rifugiato in una grotta? La speranza e l’appello della sorella a Chi l’ha visto?. E come sempre gli appelli, le richieste di aiuto e le segnalazioni di persone in difficoltà.

Stasera, mercoledì 17 dicembre, in prima serata su Canale 5, andrà in onda 'Sal Da Vinci - Stasera... che sera!', il concerto evento con Sal Da Vinci. Una festa per i suoi oltre quarant’anni di carriera - tra teatro, concerti e tv - e un grande omaggio alla città di Napoli. Una serata speciale per celebrare l’artista partenopeo che, per l’occasione, sale per la prima volta sul palco di un luogo simbolo del capoluogo campano: Piazza del Plebiscito.
Insieme a Sal Da Vinci, tra nuove hit e classici della canzone italiana e napoletana, si esibiscono ospiti eccezionali: tra questi Renato Zero, Gigi D’Alessio, Paolo Bonolis Serena Brancale, Raf, Fausto Leali, Clementino, Martina Stella e Fabio Esposito, Federica Abbate, Francesco Da Vinci e tante altre sorprese.

La giudice di Milano Maria Beatrice Parati ha ritenuto congruo il risarcimento offerto da Leonardo Apache La Russa, accusato di revenge porn, e ha stabilito che per lui non è necessaria la giustizia riparativa. Un provvedimento che di fatto estingue il reato. Condannato a un anno (pena sospesa) l’amico deejay Tommaso Gilardoni per aver inviato a un’altra persona il video registrato la notte tra il 18 e il 19 maggio 2023 a Milano dove si mostra un rapporto con una ragazza. Entrambi lo scorso ottobre erano stati definitivamente archiviati dal gip per violenza sessuale.
Le statue torneranno a Cabras e saranno esposte in un unico
complesso museale... 
Nel cuore delle festività natalizie, la campagna ‘Sì, donare rende felici!’ si chiude con un risultato straordinario che porta un unico, grande protagonista al centro del racconto: i clienti ODStore. In 4 settimane, la partecipazione diffusa e i gesti quotidiani di moltissimi hanno permesso di raccogliere 122.781 euro, destinati ai Centri Clinici Nemo per un progetto a sostegno dei bambini e dei ragazzi con malattie neuromuscolari e delle loro famiglie. Si tratta di un risultato reso possibile da migliaia di gesti di fiducia e generosità nei punti vendita ODStore di tutta Italia - si legge in una nota - a conferma di come la felicità cresca quando viene condivisa. Ogni euro donato alla cassa, gratificato da una pralina Lindor al latte, si è tradotto in un sostegno concreto, con un impatto reale sulla qualità di vita di molte famiglie.
Come da tradizione, la consegna dell’assegno rappresentativo dell’importo complessivo raccolto ha sancito la conclusione ufficiale dell’iniziativa di solidarietà. Con questa edizione la campagna promossa dalla catena di prodotti dolciari e salati, grazie alla partecipazione fondamentale di Lindt & Sprüngli, consolida un impegno che negli anni ha garantito un sostegno continuativo all’Ambulatorio dell’affettività dei Centri Nemo. "Questa campagna dimostra quanto il valore delle persone possa fare la differenza - afferma Marco Rasconi, presidente dei Centri clinici Nemo - Ogni cliente ODStore che ha scelto di donare ha offerto un contributo concreto al sostegno delle nostre attività e delle famiglie che nei Centri Nemo trovano accoglienza, supporto e competenze per accompagnare bambini e ragazzi nel loro percorso di crescita. A tutti loro va il nostro profondo ringraziamento, insieme a quello rivolto a Mauro Tiberti, al suo entusiasmo e alla visione che ebbe 7 anni fa nel dare valore e bellezza alla felicità di donare, al suo staff di tutti i punti vendita ODStore e a Lindt & Sprüngli".
Grazie alla raccolta di quest’anno - riferisce la nota - è possibile continuare ad accompagnare oltre 600 famiglie nei passaggi più delicati della crescita: dalla comunicazione della diagnosi, alla gestione emotiva delle nuove terapie e degli studi clinici, fino alle sfide quotidiane legate alla scuola, alle relazioni, all’autonomia e all’inclusione sociale. In concreto, i fondi raccolti vengono investiti interamente in ore di psicoterapia e consulenza specialistica per i ragazzi e i familiari, in incontri educativi e di accompagnamento durante i lunghi ricoveri ospedalieri, oltre che in visite ambulatoriali e incontri da remoto. Si tratta di uno spazio sicuro in cui affrontare tematiche particolarmente impegnative: dalla gestione quotidiana delle difficoltà di movimento, respiro e di comunicazione, alla scelta degli ausili, come sedie a rotelle, deambulatori, comunicatori oculari, macchina della tosse, respiratori e altri supporti, fino alle decisioni cruciali legate alle nuove terapie, frutto dell’impegno della rete NeMO nella ricerca scientifica. Un percorso che comprende anche la gestione delle aspettative dei genitori, la riabilitazione continuativa e l’accompagnamento nei momenti più complessi, come le fasi di acuzie, gli interventi chirurgici e, talvolta, l’elaborazione del lutto.
Quella per la pace in Ucraina "è chiaramente una trattativa estremamente complessa, che per arrivare a compimento non può, però, prescindere dalla volontà della Russia di contribuire al percorso negoziale in maniera equa, credibile e costruttiva. Purtroppo, ad oggi, tutto sembra raccontare che questa volontà non sia ancora maturata. Lo dimostrano i continui bombardamenti su città e infrastrutture ucraini, nonché sulla popolazione inerme, e lo confermano le pretese irragionevoli che Mosca sta veicolando ai suoi interlocutori. La principale delle quali riguarda la porzione di Donbass non conquistata dai russi". Lo ha detto in Aula alla Camera la premier Giorgia Meloni, nel corso delle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre.
Per quanto riguarda le garanzie di sicurezza per Kiev "sono tre gli elementi dei quali si sta discutendo. La garanzia di un solido esercito ucraino; l'ipotesi di dispiegamento di una forza multinazionale, in Ucraina, per la rigenerazione delle forze armate, guidata dalla cosiddetta coalizione dei volenterosi, ma con partecipazione volontaria di ciascun Paese (e approfitto per ribadire che l'Italia non intende inviare soldati in Ucraina); e garanzie da parte degli alleati internazionali - a partire dagli Stati Uniti - sul modello dell’articolo 5 del patto atlantico, opzione che tutti ricordate essere stata proposta proprio dall'Italia, a dimostrazione del contributo fattivo della nostra Nazione all'obiettivo di una pace giusta e duratura".
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