(Adnkronos) - Carlos Alcaraz e Jannik Sinner non sono amici. A dirlo oggi è stato proprio il tennista spagnolo, che ha parlato dell'azzurro in un'intervista a Vanity Fair: "Quando si compete a questi livelli, è difficile avere un rapporto di amicizia. i può fare, ovviamente, e io sarei favorevole all'idea".
Per ora però il loro rapporto è di rivalità: "Le grandi rivalità si costruiscono nel tempo, non siamo ancora al livello di chi ha fatto la storia del tennis. Abbiamo tutti e due tanti anni ancora davanti, quindi se tutto andrà per il meglio ci affronteremo ancora in molte finali e ci divideremo le vittorie".
"Noi vogliamo dimostrare al mondo che possiamo dare il nostro massimo in campo, cercando di infliggere più danni possibili all'avversario e batterci a vicenda, per poi essere però semplicemente due ragazzi che vanno tanto d'accordo anche fuori dal campo", ha continuato Alcaraz, "noi ci aiutiamo a vincenda a dare il meglio, lottiamo per lo stesso obiettivo ma non c'è bisogno di odiarsi soltanto perché vogliamo la stessa cosa".
Alcaraz ha anche ammesso di subire un po' le pressioni e la vita frenetica del tennista: "Sono consapevole che sto vivendo una vita da sogno. Dopotutto è la vita che ho sempre sognato", ha rivelato lo spagnolo, numero due del mondo, "a volte però vorrei avere più momenti per me, fare le cose che fanno i ragazzi di 22 anni".

(Adnkronos) - "L'iniziativa di oggi rappresenta un esempio concreto di come si possa rafforzare il collegamento tra il territorio regionale della Lombardia - la più grande regione italiana, con oltre 10 milioni di abitanti - e le istituzioni nazionali, lavorando insieme in una logica di squadra. E' lo stesso approccio che emerge anche dal paper di approfondimento di Alfasigma presentato oggi, che mette in evidenza le forti disuguaglianze territoriali ancora presenti nel nostro Paese. L'encefalopatia epatica è una complicanza molto diffusa, ma ancora largamente sottodiagnosticata. Per questo è fondamentale favorire una diagnosi precoce e far emergere il sommerso, superando le differenze territoriali nell'accesso alle cure e nella presa in carico dei pazienti. Lo studio offre strumenti utili per individuare azioni concrete su cui costruire una strategia condivisa tra Stato e Regioni, valorizzando la collaborazione sul territorio come elemento chiave". Così Emanuele Monti, presidente Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia, Regione Lombardia, a Roma alla presentazione della campagna 'Encefalopatia epatica: riEEsci a vederla?', promossa da Alfasigma in collaborazione con associazione EpaC Ets e con il patrocinio di Aigo - Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri, Aisf - Associazione italiana per lo studio del fegato, Cleo - Club degli epatologi ospedalieri, Fadoi - Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti e Simg - Società italiana di medicina generale e delle cure primarie.
"Parliamo di una patologia in cui esiste un'ampia area di casi sottodiagnosticati - sottolinea Monti - ma anche di segnali precoci che possono aiutare a intervenire tempestivamente: confusione mentale, disturbi del linguaggio, sonnolenza e alterazioni comportamentali. Sono aspetti che richiedono una forte integrazione tra ambito sanitario e sociale, perché solo attraverso un approccio coordinato è possibile definire strategie efficaci".
"Importante - aggiunge - anche il focus sulla 'caregiver academy'. Le persone che assistono e si prendono cura sono figure fondamentali nella gestione di questa patologia. I caregiver devono essere formati, accompagnati e supportati, perché rappresentano un elemento centrale nella presa in carico complessiva del paziente. La comunicazione, infine, resta un aspetto decisivo: viviamo in un'epoca in cui informare correttamente e raggiungere le persone nel modo giusto è essenziale per migliorare consapevolezza, diagnosi e assistenza", conclude Monti.

(Adnkronos) - "Molti pazienti con encefalopatia epatica arrivano alla diagnosi tardi, spesso già in fase avanzata. Il ritardo diagnostico è uno dei determinanti più importanti dell'evoluzione prognostica e funzionale dei pazienti con cirrosi epatica".
Così Giacomo Germani, segretario dell'Associazione italiana per lo studio del fegato (Aisf), alla presentazione - oggi a Roma - della campagna 'Encefalopatia epatica: riEEsci a vederla?', promossa da Alfasigma in collaborazione con associazione EpaC Ets e con i patrocini di Aigo - Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri, Aisf, Cleo - Club degli epatologi ospedalieri, Fadoi - Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti e Simg - Società italiana di medicina generale e delle cure primarie.
L'encefalopatia epatica, spiega lo specialista, "è una complicanza neurologica della cirrosi che può manifestarsi inizialmente in forme lievi, definite 'encefalopatia minima', ma evolvere progressivamente in forme più gravi e conclamate. In questi casi il paziente può sviluppare importanti alterazioni neurologiche, fino al coma, con conseguente necessità di ricovero ospedaliero. Per questo - avverte Germani - è fondamentale riconoscere tempestivamente non solo i fattori che possono scatenare la patologia, come infezioni, disidratazione o stipsi, ma anche i sintomi più precoci e lievi. Tra questi rientrano alterazioni del ritmo sonno-veglia, difficoltà di concentrazione o lievi problemi motori, segnali che spesso vengono sottovalutati o confusi altre alterazioni neurologiche associate magari all'età del paziente o ad altre comorbidità".
"Una diagnosi precoce e una presa in carico adeguata già nelle fasi iniziali della malattia possono fare la differenza, migliorando prognosi, qualità di vita e gestione clinica dei pazienti con cirrosi epatica ed encefalopatia", conclude l'esperto.

(Adnkronos) - Si terrà il prossimo 27 maggio alle 11, presso la Casa circondariale di Castrovillari, 'Oltre', l’evento moda promosso dall’Associazione Jole Santelli con il sostegno della Regione Calabria e la direzione artistica di Claudio Greco. Una manifestazione pensata per celebrare inclusione, diversità e valorizzazione della persona attraverso il linguaggio universale della moda, trasformando la passerella in uno spazio di partecipazione, sensibilità e bellezza autentica. Testimonial dell’evento sarà Francesca Pascale, che ha voluto accompagnare la sua presenza con un ricordo intenso e profondo dedicato a Jole Santelli.
"Sostenere l’iniziativa “Oltre” significa dare concretezza al principio che nessuno debba essere lasciato indietro. Trasformare la solidarietà in azioni tangibili significa creare opportunità reali di inclusione e riscatto -ha detto il presidente della regione Calabria Roberto Occhiuto-. Vedere le detenute della Casa Circondariale di Castrovillari impegnate nel laboratorio sartoriale e i ragazzi autistici del progetto “Modelli si nasce” sfilare con orgoglio e professionalità rappresenta la prova che la Calabria può essere un modello avanzato di civiltà, integrazione e umanità. È un messaggio potente: il diritto al riscatto per chi ha sbagliato e il diritto all’inclusione per chi vive condizioni di fragilità devono diventare pilastri di una società più giusta e consapevole".
"Il ricordo di Jole Santelli continua a vivere attraverso iniziative come questa. Jole è stata una donna straordinaria, che ha amato profondamente la Calabria, la sua sensibilità e la sua visione restano ancora oggi un esempio autentico di politica fatta con passione, vicinanza e umanità -ha aggiunto Occhiuto-. Ringrazio l’Associazione Jole Santelli per l’impegno costante e per la sensibilità dimostrata. Crediamo che la dignità delle persone non sia definita dagli errori o dalle fragilità, ma dalla possibilità di riappropriarsi del proprio futuro attraverso il talento, la creatività e il lavoro”.
(Adnkronos) - “Ricordare Jole Santelli significa ricordare una donna che ha donato tutta sé stessa alla sua terra, alla sua gente e alla politica vissuta come servizio. Ha affrontato il suo percorso con forza, determinazione e amore profondo per la Calabria, senza mai perdere il sorriso, il coraggio e la dignità, anche nei momenti più difficili. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto umano e politico enorme, perché Jole non rappresentava soltanto un’istituzione: rappresentava una presenza autentica, vicina alle persone, capace di parlare con il cuore prima ancora che con i ruoli -ha detto Pascale, vicepresidente di 'Diritti e Libertà' e presidente onoraria di 'Gay conservatori liberali'-. L’Associazione nata nel suo nome non è soltanto un ricordo, ma un impegno concreto affinché i valori in cui ha creduto continuino a vivere: attenzione verso gli altri, amore per la propria terra, libertà, solidarietà e senso delle istituzioni. Ricordarla significa non lasciare spegnere ciò che ha seminato. E significa dire, con riconoscenza e affetto, che la Calabria non dimenticherà mai una donna che le ha dedicato tutta l’anima".
"Con “Oltre il confine” vogliamo lanciare un messaggio chiaro: ogni persona ha il diritto di esprimere sé stessa liberamente, oltre ogni etichetta, oltre ogni pregiudizio e oltre gli errori del passato. In questi anni, come Associazione Jole Santelli, abbiamo realizzato numerosi progetti dedicati al mondo del carcere e alle neurodivergenze, ma questa iniziativa vuole andare ancora oltre: vuole essere un inno concreto all’inclusione, alla dignità e alla possibilità, per ognuno di noi, di trovare il proprio spazio nella società attraverso il talento, la creatività e la libertà di espressione -ha detto Paola Santelli, presidente dell’Associazione Jole Santelli-. Ringrazio di cuore Francesca Pascale, alla quale ci lega un rapporto di profonda amicizia e tanti bellissimi ricordi con Jole, per essere la testimonial di questa iniziativa. Un grazie speciale anche alla giornalista Paola Severini Melograni che ha aderito sin da subito e con grande sensibilità al progetto, condividendone pienamente lo spirito e i valori. Un ringraziamento particolare va inoltre al presidente Roberto Occhiuto, grazie al quale tutto questo ha potuto prendere forma. È stata infatti fortemente voluta da lui la legge regionale che ha previsto un finanziamento a sostegno delle attività dell’Associazione Jole Santelli, consentendoci di realizzare progetti concreti dedicati all’inclusione, al sociale e alla valorizzazione delle fragilità».

(Adnkronos) - "Oggi è un giorno storico perché finalmente si dà voce ai pazienti e alle loro famiglie, persone che troppo spesso non sono state ascoltate. L'encefalopatia epatica, infatti, è una complicanza della cirrosi epatica ancora accompagnata da un forte stigma, perché questa malattia viene spesso associata esclusivamente al consumo di alcol. In realtà la cirrosi può avere molte altre cause: infettive, metaboliche, autoimmuni e non solo. L'encefalopatia epatica provoca inoltre importanti difficoltà cognitive e psicologiche: problemi di memoria, alterazioni del comportamento e azioni incontrollate che possono disorientare profondamente anche i familiari e i caregiver. Questa campagna rappresenta quindi l'inizio di un percorso di corretta informazione, nato proprio dall'esperienza concreta di una paziente e della sua famiglia. Insieme alle società scientifiche vogliamo diffondere nei prossimi mesi strumenti e informazioni utili per aiutare pazienti e caregiver a gestire meglio questa condizione. Le persone devono sapere che non sono più sole".
Così Massimiliano Conforti, presidente dell'associazione EpaC Ets, alla presentazione - oggi a Roma - della campagna 'Encefalopatia epatica: riEEsci a vederla?', promossa da Alfasigma in collaborazione con EpaC e con il patrocinio di Aigo - Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri, Aisf - Associazione italiana per lo studio del fegato, Cleo - Club degli epatologi ospedalieri, Fadoi - Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti e Simg - Società italiana di medicina generale e delle cure primarie.

(Adnkronos) - Confusione, disorientamento, sonnolenza, cambiamenti di umore, difficoltà di concentrazione e memoria, fino ad arrivare, nei casi più gravi, a coma e danni neurologici permanenti: sono i sintomi di grave impatto sulla vita quotidiana dell'encefalopatia epatica (Ee), la seconda manifestazione più grave e frequente della cirrosi scompensata, dopo l'ascite, con il 30-45% dei pazienti cirrotici che sviluppa almeno un episodio. Una complicanza a elevata complessità clinica, andamento cronico recidivante, sottodiagnosticata o riconosciuta tardivamente, causata dall'incapacità del fegato di eliminare tossine, come l'ammoniaca, che si accumulano nell'organismo e raggiungono il cervello. Dopo un primo episodio il rischio di recidiva a 1 anno è del 40% e la sopravvivenza fortemente compromessa. L'Ee è responsabile di 10.000-14.000 ricoveri ordinari l'anno con costi complessivi di gestione ospedaliera che assorbono oltre 200 milioni l'anno di risorse pubbliche. L'encefalopatia epatica, gravata da una carenza di diagnosi precoce, da un significativo sommerso clinico e dalle fragilità del continuum di cura nella fase di post-dimissione, con evidenti criticità in termini di appropriatezza e aderenza terapeutica, rappresenta una priorità. Eppure, ad oggi questa grave sindrome continua a essere gestita solo come evento acuto in emergenza, vittima di limiti clinici, strutturali e organizzativi. E' il quadro tracciato dai promotori di una campagna sull'Ee.
Per rendere 'visibile' e riconoscibile questa seria condizione, difficile da individuare nelle fasi iniziali, è stata presentata a Roma 'Encefalopatia epatica: riEEsci a vederla?', campagna promossa da Alfasigma in collaborazione con Associazione EpaC Ets e con i patrocini di Aigo - Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri, Aisf - Associazione italiana per lo studio del fegato, Cleo - Club degli epatologi ospedalieri, Fadoi - Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti e Simg - Società italiana di medicina generale e delle cure primarie. Dal momento che l'Ee, per le sue caratteristiche fisiopatologiche, le criticità del percorso di cura e i tanti bisogni assistenziali dei pazienti fragili, rappresenta un paradigma della cronicità, l'iniziativa - spiega una nota - vuole essere un richiamo forte a guardare 'oltre il sintomo' e non banalizzare i segnali della complicanza, a rafforzare la centralità della persona, a sostenere pazienti e caregiver, attraverso un sito web dedicato (www.encefalopatiaepatica.it), strumenti di patient empowerment come opuscoli informativi e pillole formative, eventi istituzionali regionali e una 'caregiver academy'.
"Il valore della campagna 'Encefalopatia epatica: riEEsci a vederla?' sta nel voler enfatizzare la persona ponendola al centro di un percorso di presa in carico globale, costruire intorno alla persona/paziente un supporto concreto attraverso l'integrazione ospedale-territorio, ma più ancora una consapevolezza a riconoscere la patologia, a non banalizzare i segnali che nelle fasi iniziali possono essere sfumati e costruire una rete attorno ai molteplici bisogni clinici e di vita quotidiana - afferma Massimiliano Conforti, presidente EpaC Ets - Le evidenze dimostrano che circa il 20% dei pazienti con epatopatia cronica avanzata necessita di un'assistenza continuativa: pertanto, diventa indispensabile riconoscere il ruolo strategico del caregiver, che a sua volta andrebbe supportato da un care manager, una figura intermedia tra i medici curanti e il paziente, alla quale il caregiver può rivolgersi nella fase di post-dimissione. In questo modo si ridurrebbero gli accessi al pronto soccorso e si migliorerebbe la qualità di vita del paziente, che spesso è una persona anziana".
La diagnosi di Ee avviene quasi sempre nelle fasi manifeste, generando un 'effetto domino' che produce devastanti ricadute cliniche ed economiche, sottolineano gli esperti. Raggiungere il paziente prima dello scompenso, attraverso una diagnosi tempestiva e l'identificazione del sommerso, è la leva strategica per spostare il baricentro da una gestione dell'episodio acuto in emergenza a una logica di presa in carico precoce e continuativa per trasformare una condizione ad alto tasso di recidive in una cronicità gestibile, in cui la prevenzione secondaria è cruciale. "Il ritardo diagnostico dell'encefalopatia epatica ha un peso significativo; il punto critico sta nel fatto che molti pazienti non arrivano alla diagnosi quando compaiono i primi segni, ma quando sviluppano l'encefalopatia clinicamente manifesta - dice Giacomo Germani, segretario Aisf - Se l'encefalopatia non viene diagnosticata precocemente, si rischia di arrivare a un punto in cui il paziente è gestibile solo in ospedale, e gli studi evidenziano che dopo un primo ricovero circa il 40% dei pazienti va incontro a una riospedalizzazione. Oggi abbiamo una serie di strumenti disponibili e validati da un punto di vista scientifico, il cui utilizzo congiunto deve permetterci di intercettare una quota significativa di pazienti con encefalopatia epatica non diagnosticata e agire preventivamente affinché non diventi conclamata".
Il momento di maggiore fragilità di sistema, dove la tenuta del continuum di cura è messa a dura prova e il paziente spesso si perde - si evidenzia nella nota - è quello del post-dimissione, quando la persona torna a casa e vengono meno sia terapie adeguate già al momento di lasciare l'ospedale, sia il follow-up ravvicinato a partire dalle prime settimane, che il coordinamento tra ospedale e territorio. In questa fase il rischio di isolamento, recidive e riospedalizzazioni è molto alto. "Certamente il confine ospedale-territorio e territorio-ospedale è da presidiare con grande attenzione. La medicina interna, essendo una disciplina ospedaliera, ha un volume di quasi 1 milione di ricoveri l'anno ed è particolarmente attenta a questo passaggio; soprattutto per i pazienti che presentano una o più cronicità, questa attenzione speciale è ancora più importante - interviene Andrea Montagnani, presidente nazionale Fadoi - Nel caso del paziente con Ee l'attenzione deve essere ancora più stringente, in quanto una transizione appropriata dall'ospedale al territorio può ridurre le ricadute di questa complicanza. Perché questo avvenga, è necessaria una stretta sinergia e un dialogo tra la medicina internistica dell'ospedale e la medicina generale del territorio, che deve seguire il paziente dopo la dimissione in tutte le possibili criticità del percorso di cura e i suoi bisogni clinici, ma anche nell'eventuale evoluzione della patologia e nel contesto sociale in cui vive".
L'efficace presa in carico del paziente con encefalopatia epatica - viene rimarcarto - deve avvalersi di un modello a rete integrata e multidisciplinare: la complessità del quadro clinico richiede l'attivazione sinergica di diverse figure professionali, tra cui nodale la necessaria collaborazione bidirezionale tra il medico di medicina generale (territorio) e la medicina specialistica (ospedale). "Il medico di medicina generale è una figura professionale centrale e determinante quando compare un sintomo o un segno che possono indurre un sospetto di encefalopatia epatica - commenta Ignazio Grattagliano, vicepresidente nazionale Simg - Il medico deve 'fermare il tempo', nel senso che deve riesaminare tutta la situazione generale e sottoporre il paziente a ulteriori accertamenti di laboratorio per valutare la presenza o meno di squilibri elettrolitici. Poi, attraverso precise domande al caregiver sulle condizioni del paziente, il Mmg deve arrivare a un nuovo inquadramento della patologia, per prendere in considerazione tutte le possibili cause che stanno facendo precipitare la situazione verso un'encefalopatia epatica e, se il sospetto viene confermato, inviare subito il paziente all'internista ospedaliero. E' questo il momento in cui si verifica l'aggancio alla medicina specialistica da parte della medicina territoriale, per una valutazione più approfondita di un paziente che diventa sempre più complesso".
La malattia come conseguenza di una cirrosi scompensata, osservano i promotori della campagna, non può essere intercettata solo quando diventa emergenza: in questo senso è fondamentale il coinvolgimento sul territorio dei Mmg. Fondamentale, inoltre, una programmazione chiara, che consenta ai clinici di arrivare prima. E' quanto si propone il Policy paper presentato durante l'evento istituzionale. "Le istituzioni devono prestare la massima attenzione a patologie complesse come gli stati avanzati di cirrosi e l'insufficienza epatica, rafforzando la capacità del Ssn di intervenire prima fuori dall'ospedale e poi dentro l'ospedale - afferma il senatore Guido Quintino Liris, componente V Commissione Bilancio del Senato - Servono organizzazione, assistenza domiciliare, collegamento tra medici di medicina generale e specialisti, coinvolgimento del personale sanitario e supporto concreto ai caregiver e alle famiglie. Oggi diagnosi e terapie consentono di gestire meglio queste patologie, ma è centrale costruire percorsi chiari, protocolli condivisi e una presa in carico continua del paziente, dal territorio fino alle strutture ospedaliere".
Il documento - dettaglia la nota - è il risultato di un confronto che ha coinvolto istituzioni nazionali e regionali, clinici, società scientifiche, associazioni dei pazienti ed economisti sanitari. Politici ed esperti, riuniti in 3 gruppi di lavoro, hanno analizzato evidenze cliniche ed esperienze organizzative, individuando le principali criticità della presa in carico del paziente con Ee. Ne sono emerse 6 priorità operative, replicabili nei diversi contesti regionali: 1) Promuovere il riconoscimento istituzionale dell'area delle malattie epatiche attraverso l'attivazione di un Piano nazionale e l'inclusione nei Lea di percorsi e standard uniformi, sviluppando e rendendo operativi Pdta specifici per la cirrosi e l'encefalopatia epatica, per garantire continuità, appropriatezza e omogeneità delle cure sul territorio nazionale; 2) Integrare strumenti come lo score Fib-4 per l'identificazione precoce dei pazienti a rischio e l'emersione del sommerso, rafforzando al contempo la prevenzione secondaria nei pazienti già diagnosticati per ridurre recidive e riospedalizzazioni; 3) Potenziare l'integrazione ospedale-territorio attraverso modelli Hub&Spoke, per assicurare continuità assistenziale e presa in carico multidisciplinare; 4) Valorizzare il ruolo del caregiver, promuovendone formazione e riconoscimento come parte attiva nel percorso di cura; 5) Garantire continuità terapeutica e aderenza, riducendo le barriere logistiche e favorendo modelli di distribuzione dei farmaci più vicini al domicilio, anche tramite Dpc; 6) Migliorare il post-dimissione con una regia chiara e condivisa tra i diversi attori del sistema, per ridurre discontinuità assistenziale, migliorare l'aderenza e limitare riospedalizzazioni potenzialmente evitabili.
Secondo Emanuele Monti, presidente Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia, Regione Lombardia, "per rendere più efficace la presa in carico dell'encefalopatia epatica serve passare da interventi episodici a percorsi strutturati, capaci di intercettare prima il sommerso e garantire continuità nel post-dimissione, con un sostegno reale a famiglie e caregiver. La differenza la fanno azioni concrete e tempestive: percorsi e Pdta aggiornati, reti integrate ospedale-territorio, tavoli tecnici e indicatori che consentano di misurare l'impatto e ridurre le disuguaglianze tra territori. Il raccordo con il livello nazionale è decisivo per accelerare l'adozione di standard comuni, mantenendo al tempo stesso l'aderenza alle specificità regionali. In questa prospettiva, la Lombardia è pronta a fare la propria parte anche valorizzando iniziative di awareness e patient activation come la campagna presentata oggi". Tutto questo finalizzato a garantire continuità, accesso e aderenza terapeutica, migliorare il post-dimissione e gli esiti clinici, abbattere i costi.
"La campagna 'RiEEsci a vederla?' è per Alfasigma un'esperienza positiva perché ci ha permesso di collaborare con l'organizzazione dei pazienti in un’ottica di partnership e di co-creazione di contenuti, strumenti e servizi - dichiara Stefania Bassanini, VP, Medical Affairs, Alfasigma Italia - Il progetto è basato sulla volontà di offrire a pazienti e caregiver strumenti che ne migliorino la consapevolezza nella gestione della malattia e l'aderenza al proprio percorso di cura, che sono la chiave di volta della prevenzione dell'encefalopatia epatica, una condizione che se non viene adeguatamente trattata può determinare esiti fatali. Crediamo molto nell'health literacy, che è una risorsa fondamentale per il paziente cronico, e la nostra campagna offrirà a pazienti e caregiver momenti formativi sul territorio, in cui grazie alla collaborazione con l’associazione EpaC e con i clinici offriremo informazioni sulla patologia e su tutti gli aspetti legati alla migliore gestione della stessa: dal counseling nutrizionale fino all'elenco ragionato dei sintomi da monitorare per evitare ricadute pericolose per il paziente".
Con il supporto a questa iniziativa - conclude la nota - Alfasigma rinnova il proprio impegno al fianco dei pazienti, dei caregiver e della comunità medico-scientifica, confermando la centralità dell'area gastroenterologica nel proprio percorso di sviluppo e innovazione. Un impegno che si riflette anche nei recenti investimenti annunciati negli stabilimenti produttivi di Pomezia e Alanno, a sostegno della crescita industriale e della capacità di rispondere ai bisogni di salute dei pazienti.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

A undici anni dalla scomparsa di Ornette Coleman, sassofonista
statunitense considerato il padre del movimento del free jazz, due
tra i più illustri musicisti del panorama jazzistico italiano,
Rosario Giuliani al sax alto e Fabrizio Bosso alla tromba, si
uniscono sulla scena per rendere omaggio a uno dei musicisti più
rivoluzionari del Novecento.
Giovedì 14 maggio, al Teatro Massimo (ore 21), e
venerdì 15 maggio a Il Vecchio Mulino (ore 20.30), il quartetto
formato da Fabrizio Bosso alla tromba, Rosario Giuliani al sax
alto, Giulio Scianatico al contrabbasso e Sasha Mashin alla
batteria, sarà tra i protagonisti della nona edizione di Jazz Club
Network, il circuito di concerti organizzato da CeDAC, Circuito
Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna, in
collaborazione con l'Associazione culturale Il Jazzino.
Sul palcoscenico la band presenterà
"Ornettology", viaggio sonoro nello spirito del celebre
sassofonista passato alla storia per essere riuscito a rompere le
convenzioni del jazz tradizionale.
Bosso e Giulini, accompagnati dal talento di
Sasha Mashin alla batteria e dalla solida presenza di Giulio
Scianatico al contrabbasso, offrono un tributo emozionante e
intenso al compositore texano con un repertorio che include alcuni
dei brani più iconici di Coleman, come "Lonely Woman", "Ramblin",
"Blues Connotation", "Free" e "Congeniality". Pezzi tratti da album
storici come "The Shape of Jazz to Come," "Tomorrow is the
Question!", "Something Else!!!!," che rappresentano la quintessenza
del pensiero musicale di Coleman.
Un live capace di celebrare la tradizione
guardando con audacia al futuro del jazz, mantenendo vivo lo
spirito di innovazione e libertà che Coleman ha instillato nel
genere.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Da non perdere...

(Adnkronos) - Né perfetto, né infallibile, ma indispensabile. L'indice di massa corporea (Bmi) resta oggi l'unico strumento di screening rapido, universale e a costo zero che abbiamo per l'obesità, nonostante in Italia l'83% dei pazienti ne sia ancora sprovvisto, perché manca nella loro cartella del medico di famiglia. In assenza di parametri migliori e ugualmente accessibili, non possiamo permetterci di mandarlo 'in pensione'. Il rischio è di ritardare la diagnosi e il trattamento dei pazienti. A schierarsi in difesa del Bmi come strumento di screening è la Società italiana dell'obesità (Sio), dall'European Congress on Obesity (Eco 2026) in corso a Istanbul fino al 15 maggio.
"Vogliamo mandare in pensione il Bmi? Prima troviamo un'alternativa che non sia un ostacolo per i pazienti", dichiara Silvio Buscemi, presidente Sio. "Oggi - continua - assistiamo a un paradosso pericoloso: da un lato la Lancet Commission propone criteri diagnostici basati sul danno d'organo che complicano e rallentano l'accesso ai trattamenti; dall'altro, i dati reali ci dicono che in Italia non riusciamo nemmeno a pesare e misurare i pazienti. Sposiamo la linea di pragmatismo: lo screening e la diagnosi devono restare semplici e immediati, o l'obesità resterà una malattia invisibile".
Secondo la Sio, il Bmi resta lo strumento di orientamento iniziale insostituibile. "E' vero che non è un parametro perfetto e che esistono falsi positivi o negativi - continua Buscemi - ma è un riferimento che la popolazione e i medici hanno impiegato 40 anni a metabolizzare. Chiedere oggi di sostituirlo con ecografie o analisi approfondite del danno d'organo per ogni sospetto caso di obesità è insostenibile soprattutto dal punto di vista organizzativo. Non dobbiamo aspettare che la malattia manifesti le sue 200 possibili complicanze per intervenire. Il Bmi ci permette di fare lo screening subito".
A conferma della necessità di semplificare anziché complicare, Buscemi cita lo studio Itros, condotto su un campione di 1,8 milioni di pazienti italiani. I risultati sono emblematici: solo il 17% dei pazienti presenta il dato del Bmi registrato nelle cartelle dei medici di medicina generale. Nonostante sia il parametro più semplice (richiede solo peso e altezza), viene rilevato raramente a causa di barriere burocratiche e mancanza di tempo. "Siamo ancora all'alba della misurazione di base e c'è chi vorrebbe già imporre parametri d'élite", sottolinea Buscemi. "Se non riusciamo a ottenere un dato banale come il Bmi nell'83% dei casi, come possiamo pensare di rivoluzionare le linee guida con criteri più complessi? Significherebbe rendere l'obesità una malattia fantasma per il sistema sanitario".
La Sio denuncia, inoltre, come la legge sulla privacy stia ostacolando la ricerca e la prevenzione, impedendo la creazione di un registro epidemiologico efficace. "E' assurdo che i medici di base non possano conferire dati anonimizzati per scopi di ricerca scientifica a causa di interpretazioni burocratiche della privacy", dice il presidente della società scientifica. "Affrontare l'obesità, che colpisce 6 milioni di italiani - conclude - richiede un sistema di monitoraggio costante. Senza una misurazione semplice e applicabile, come il Bmi, e senza la possibilità di raccogliere questi dati, restiamo al buio, impossibilitati a valutare l'efficacia delle cure e delle politiche sanitarie. E' come voler ridurre i consumi elettrici di un Paese senza poter leggere i contatori. Chiediamo alle Istituzioni di intervenire: meno burocrazia, più misurazioni".

(Adnkronos) - Andrej Rublev 'teme' Jannik Sinner. Il tennista russo sfiderà domani, giovedì 14 maggio, l'azzurro nei quarti di finale degli Internazionali d'Italia 2026, dopo aver passato il turno battendo il georgiano Basilashvili in rimonta. Al termine della partita, inevitabile per Rublev parlare del match contro il numero 1 del mondo, affrontato in dieci precedenti con sette sconfitte.
"Quanti Masters 1000 ha vinto di fila? Cinque? Quante partite consecutive? Venti?", ha detto ridendo Rublev a TennisTv elencando i record di Sinner, "si sta avvicinando alla sconfitta. Più vince e più si avvicina".
"Io sto bene, non sono emozionato per la partita contro Jannik, non sto male", ha raccontato il russo, "se mi chiedi se preferirei giocare contro qualcun altro, ovviamente risponderei 'certo che preferirei qualcun altro'. Quella con Sinner però è anche una sfida con me stesso. Voglio sfidare me stesso contro Jannik".

(Adnkronos) - La rigenerazione urbana richiede un cambio di passo sul piano dei processi decisionali e dei tempi di attuazione. È quanto ha sottolineato Gianluca Capri, responsabile del Centro ricerca e sviluppo dell'Agenzia del Demanio, intervenendo a Rebuild 2026.
Capri ha evidenziato la complessità che caratterizza il coinvolgimento congiunto di soggetti pubblici e operatori privati nei progetti di trasformazione urbana, richiamando la necessità di una maggiore continuità nella visione e nella capacità di risposta del sistema pubblico. Un nodo centrale riguarda i tempi di realizzazione degli interventi e gli iter autorizzativi, spesso percepiti come troppo lunghi.
"Occorre una visione continua e una capacità di risposta del sistema pubblico in tempi più rapidi. I tempi autorizzativi sono spesso troppo dilatati", ha sottolineato.

(Adnkronos) - "Siamo qui a Rebuild 2026 come Federcasa, che riunisce 85 aziende pubbliche, per parlare di Piano casa. Il governo, infatti, ha varato la settimana scorsa questo imponente piano, che è in fase di attuazione perché è stato assegnato alla Camera dei deputati per la discussione alla Commissione ambiente e noi commenteremo le dotazioni e le opportunità per le nostre aziende e per il sistema casa in generale". A dirlo Marco Buttieri, presidente Federcasa, alla dodicesima edizione di Rebuild, l'evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni in corso al Centro congressi di Riva del Garda (Tn).
"Avevamo partecipato all’edizione di Rebuild di due anni fa e, personalmente, l'ho vista molto implementata e attiva: complimenti all'organizzazione e a tutti i partecipanti", conclude.

(Adnkronos) - Fino al 50% degli esami di imaging negli anziani potrebbe essere considerato non necessario o a basso valore clinico: un fenomeno che incide direttamente sulle liste d'attesa, sulla sostenibilità del Ssn, sulla qualità dell'assistenza ai pazienti più fragili. In Italia gli over 70 sono oggi oltre 10 milioni e il progressivo invecchiamento della popolazione sta determinando un aumento costante della domanda di prestazioni diagnostiche e radiologiche. In questo scenario, l'intelligenza artificiale può diventare uno strumento strategico non solo per supportare il lavoro dei radiologi, ma anche per migliorare l'appropriatezza prescrittiva e contribuire concretamente a ridurre gli esami inutili. Negli ultimi anni numerosi studi scientifici hanno evidenziato il potenziale dell'Ia nella gestione dei flussi diagnostici e nella selezione degli esami realmente necessari. Sistemi avanzati di supporto decisionale possono contribuire a ridurre gli esami inappropriati, ottimizzare i percorsi radiologici e migliorare l'efficienza delle strutture sanitarie, liberando risorse per i pazienti che necessitano realmente di approfondimenti diagnostici. Particolare attenzione viene oggi rivolta alla popolazione geriatrica, dove fragilità clinica, pluripatologie e invecchiamento fisiologico rischiano talvolta di determinare un eccesso di prescrizioni diagnostiche. Di questi temi si è discusso al convegno 'Attualità in Radiologia: tra nuove strategie organizzative e gestionali ed imaging geriatrico', promosso dalla Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica) nell'ambito del raduno annuale dei gruppi regionali Emilia Romagna e Marche, organizzato a Fermo nei giorni scorsi.
Il programma scientifico ha dedicato ampio spazio al rapporto tra Ai, appropriatezza prescrittiva e imaging geriatrico, con sessioni specifiche sulla gestione delle criticità organizzative, sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nei percorsi diagnostici e sulle nuove sfide legate alla presa in carico del paziente anziano. "Un convegno voluto da Sirm per confrontarci sulla radiologia nei pazienti geriatrici anche in relazione alla questione delle liste di attesa - spiegano Gianluca Valeri, presidente sezione regionale Marche, e Marco Miceli, presidente sezione regionale Emilia Romagna - L'età non è una malattia e porta con sé alcune problematiche che non sono patologie. Per questo dobbiamo dialogare anche con i medici di medicina generale sul tema delle prescrizioni di esami diagnostici, non sempre indispensabili. Il problema delle liste di attesa non si risolve aumentando l'offerta, ma scremando quelle davvero necessarie ai pazienti, attraverso una collaborazione fattiva con i medici prescrittori. In questo senso ci viene incontro anche l'Ia, che in alcuni Paesi come l'Inghilterra è stata introdotta per valutare la reale necessità di effettuare esami in una persona anziana".
"La radiologia geriatrica rappresenta oggi una priorità per Sirm - sottolinea Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale e direttore del Dipartimento Immagini dell'azienda metropolitana ospedaliera di Genova - L'invecchiamento della popolazione impone un cambio di paradigma culturale e organizzativo: dobbiamo garantire ai pazienti anziani percorsi diagnostici appropriati, sostenibili e realmente utili. La Sirm è impegnata da tempo nella promozione di una radiologia sempre più orientata alla personalizzazione delle cure, alla multidisciplinarietà e all'utilizzo responsabile delle nuove tecnologie, compresa l'intelligenza artificiale, che può supportare il medico nelle decisioni cliniche senza mai sostituire il rapporto umano con il paziente". Anche Andrea Giovagnoni, past president Sirm, spiega il valore strategico dell'innovazione tecnologica applicata alla popolazione anziana: "L'Ia può rappresentare un'opportunità concreta per migliorare l'efficienza del sistema sanitario e la qualità dell'assistenza ai pazienti geriatrici. Gli algoritmi possono aiutare a individuare priorità cliniche, a valutare l'appropriatezza degli esami e a supportare il radiologo nell'interpretazione delle immagini. Tuttavia, è fondamentale che queste tecnologie vengano integrate all'interno di percorsi clinici ben definiti, con una supervisione medica costante e con particolare attenzione agli aspetti etici, organizzativi e relazionali della cura". L'obiettivo, sottolineano gli esperti, "non è ridurre le prestazioni sanitarie, ma renderle più appropriate, tempestive ed efficaci. In una popolazione sempre più anziana, l'innovazione tecnologica può infatti contribuire a costruire un modello di sanità più sostenibile, capace di coniugare qualità delle cure, umanizzazione dell'assistenza e migliore gestione delle risorse disponibili".

(Adnkronos) - Dal 13 maggio al 16 maggio si tiene a Milano il Transpotec Logitec, la più importante manifestazione in Italia per il trasporto merci e la logistica. Per la giornata inaugurale è previsto il convegno 'Trasporti passeggeri e merci, politiche pubbliche e transizione: il sistema si confronta', all’interno del quale si terrà il tavolo trasporto merci-logistica organizzato dal comitato centrale per l’albo nazionale degli autotrasportatori per conto di terzi e incentrato sul settore del trasporto su strada e della logistica, le relative problematiche e prospettive e gli interventi in corso da parte del comitato centrale. Si tratterà di un momento per fare il punto della situazione anche in vista degli Stati Generali dell’Autotrasporto che si terranno all’inizio di ottobre.

(Adnkronos) - Tra i più importanti fattori di rischio per infarto, ictus e insufficienza cardiaca, l'ipertensione si stima colpisca a livello globale oltre 1,28 miliardi di persone tra i 30 e i 79 anni. Circa la metà, però, non è consapevole della propria condizione e solo una minoranza riesce a mantenere valori pressori adeguatamente controllati. Anche in Italia la diffusione della patologia è molto elevata. Secondo i dati della Società italiana dell'ipertensione arteriosa (Siia), circa 1 italiano su 3 è iperteso, una condizione che aumenta significativamente con l'età e rappresenta una delle principali sfide per la salute pubblica. Per sensibilizzare la popolazione sull'importanza del controllo della pressione arteriosa, in occasione della Giornata mondiale dell'ipertensione che si celebra il 17 maggio la Siia promuove iniziative di prevenzione con gazebo e punti di misurazione gratuita della pressione su tutto il territorio nazionale.
In alcuni pazienti - spiega Siia in una nota - nonostante le modifiche dello stile di vita e le cure farmacologiche, i valori pressori possono rimanere elevati, configurando quadri di ipertensione difficile da controllare (situazione clinica identificata da valori pressori superiori a 140/90 mmHg, nonostante l'impiego di più farmaci antipertensivi). Si tratta di una condizione particolarmente rilevante perché associata a un aumento significativo del rischio di eventi cardiovascolari maggiori.
Negli ultimi anni - informano gli esperti - si è progressivamente affermata un’opzione terapeutica innovativa per questi pazienti: la denervazione renale, una procedura endovascolare mini-invasiva che agisce sul sistema nervoso simpatico a livello delle arterie renali e consente di ottenere una riduzione duratura dei valori pressori. La tecnica prevede l'introduzione di un catetere molto sottile attraverso l'arteria femorale, guidato fino alle arterie renali. Attraverso l'erogazione di energia a radiofrequenza, il dispositivo consente di disattivare selettivamente parte delle terminazioni nervose simpatiche coinvolte nei meccanismi di regolazione della pressione arteriosa. Al termine della procedura il catetere viene rimosso e non viene impiantato alcun dispositivo nel paziente. Le più recenti linee guida della Società europea dell'ipertensione (European Society of Hypertension - Esh) hanno riconosciuto la denervazione renale come terzo pilastro nel trattamento dell'ipertensione non controllata, accanto ai cambiamenti dello stile di vita e alla terapia farmacologica. Le raccomandazioni sottolineano come questa procedura rappresenti un'opzione terapeutica sicura ed efficace nei pazienti nei quali i farmaci non consentono di ottenere un adeguato controllo dei valori pressori.
Accanto ai progressi terapeutici, la prevenzione resta uno strumento fondamentale per contrastare la diffusione dell'ipertensione. "Il controllo della pressione arteriosa è un elemento chiave nella prevenzione delle malattie cardiovascolari - rimarca Agostino Virdis, presidente Siia - La denervazione renale, accanto alla terapia farmacologica e al corretto stile di vita, rappresenta un'opzione terapeutica innovativa che consente un approccio più mirato e amplia le possibilità di trattamento per i pazienti".
L'iniziativa proposta per la Giornata mondiale dell'ipertensione - appuntamento internazionale dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione riguardo una delle principali cause di malattie cardiovascolari - contiene un messaggio preciso: la diagnosi precoce è fondamentale, insiste la Siia. L'ipertensione è infatti spesso definita 'killer silenzioso', perché può rimanere a lungo asintomatica mentre aumenta progressivamente il rischio cardiovascolare.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....
Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - La replica de Il Commissario Montalbano, in onda su Rai1, vince la prima serata di ieri martedì 12 maggio con 2.762.000 spettatori e il 16,9% di share. Medaglia d'argento per il Grande Fratello Vip su Canale 5 che ha interessato 2.052.000 spettatori raggiungendo uno share maggiore (18,2%) dovuto alla messa in onda più lunga. Terzo posto per la prima semifinale dell'Eurovision Song Contest 2026 su Rai2 con 1.856.000 spettatori e il 10,1% di share.
Fuori dal podio troviamo La7 con 'DiMartedì' che ha incollato allo schermo 1.386.000 spettatori (9,2% share) mentre 'Indovina Chi Viene a Cena' su Rai3 ha interessato 874.000 spettatori (4,8% share). Seguono: Italia 1 con 'Le Iene presentano: Inside' (780.000 spettatori, 6,7% share); Rete 4 con 'È Sempre Cartabianca' (657.000 spettatori, 5,4% share); Nove con 'Michael Jackson - Anatomia di una Caduta' (246.000 spettatori, 1,5% share) e Tv8 con 'Italia's Got Talent' (244.000 spettatori, 2% share).
In access prime time testa a testa tra Rai1 e Canale 5. 'Affari tuoi' ha registrato 4.560.000 spettatori (22,3% share) mentre 'La Ruota della Fortuna' ha raccolto 4.517.000 (22,1% share).

(Adnkronos) - “E’ sempre un piacere per noi tornare a presenziare a questo evento di Rebuild; quest'anno, in particolare, in cui si parla della abitabilità dell'abitare, che è comune con quanto sviluppiamo come azienda nello spazio, Thales Alenia Space, infatti, è leader internazionale europeo e mondiale sullo sviluppo dei sistemi abitabili e abitati nello spazio. Pertanto, è piacevole discutere e verificare quanto c’è in comune tra gli sviluppi terrestri e gli sviluppi spaziali e quanto si può essere di trasferimento tecnologico tra un dominio e l'altro”. Lo ha detto Walter Cugno, Senior Advisor Esplorazione e Scienza - Thales Alenia Space, intervenendo al panel ‘Quando le tecnologie digitali cambiano la vita delle città e dei territori’, nella seconda giornata di lavori della dodicesima edizione di Rebuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni in corso al Centro Congressi di Riva del Garda (Tn).
“All’interno del panel abbiamo parlato proprio di questo ed è stato veramente interessante capire soprattutto come corre la tecnologia, in questi ultimi tempi, spinta dalle potenzialità dell'intelligenza artificiale che comunque ha un impatto significativo sia su quanto viene fatto e sviluppato per le applicazioni spaziali, parimenti quanto viene fatto e sviluppato nell'applicazione terrestre”, conclude.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....
Pagina 89 di 141
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it