
(Adnkronos) - "Sono arrivati alle 3 del mattino, tutti in borghese. Parcheggiato sulla strada un furgone a nove posti dove avrebbero dovuto farmi salire. Il mio padrone di casa, che è un ex militare, si è però imposto e dopo una trattativa è riuscito a convincere gli agenti che sarebbe stato lui ad accompagnarci". Inizia così il drammatico racconto di Nessy Guerra all'Adnkronos. La 27enne ligure è stata prelevata la scorsa notte insieme alla sua bambina di 3 anni e portata in caserma a Il Cairo. Inizialmente le è stato detto che si trattava di un ordine della procura che avrebbe disposto l'accompagnamento coatto della donna e della figlia per permettere all'ex marito di Nessy, Tamer Hamouda, di vedere la figlia, ma Nessy ha presto capito che si trattava di un pretesto.
"Non esiste nessun documento che attesti il fatto che il mio ex debba vedere la bambina - racconta Nessy, difesa in Italia dall'avvocata Agata Armanetti -, nel 2024 è stata affidata a mia madre, ora siamo in attesa della sentenza di appello che potrebbe ribaltare il verdetto in primo grado e affidarla alla madre del mio ex, ma fino ad allora è affidata a mia madre". La 27enne e la figlia sono state ore in caserma, "mia figlia provava a dormire tra le urla dei detenuti. Ci hanno chiuse in uno stanzino per tre ore, hanno fotografato la bambina senza darmi una spiegazione sul perché. Poi mi hanno detto che il mio ex stava per arrivare, ma sapevo che non era vero".
Mentre Nessy Guerra e la figlia erano a Il Cairo, a Holgada, cittadina distante circa 500 chilometri, era in corso un'udienza che vede coinvolto il padre della donna e l'ex marito. "Il mio avvocato era a Holgada e mi ha detto che Tamer era lì, non era vero che stava arrivando, così ho capito che in realtà volevano arrestarmi per la vicenda dell'adulterio".
Nessy Guerra era infatti latitante in Egitto perché condannata in appello a sei mesi di lavori forzati per l'accusa di avere commesso adulterio nei confronti di Hamouda, accusa che Nessy ha sempre respinto e insieme ai suoi legali nei giorni scorsi ha depositato ricorso in Cassazione. Dopo ore di panico è arrivato l'ambasciatore, accompagnato dal console. "Ho chiamato l'ambasciatore più volte prima che mi rispondesse. Quando sono arrivati hanno parlato per un paio d'ore con un ufficiale di polizia, al termine della trattativa è stato disposto il nostro rilascio, ma ho dovuto firmare un impegno a non lasciare l'abitazione in cui mi hanno trovata. Quindi bene da un lato, dall'altro vivo con l'ansia che possa succedere di nuovo". La donna si appella nuovamente alle istituzioni, "devono fare qualcosa perché mi sento vulnerabile - spiega -. Prima avevo la speranza che non sarebbe mai venuto nessuno a bussarci, ma adesso so che sanno dove sono, il mio ex, come ha già fatto altre volte potrebbe pagare qualcuno e scoprire dove abitiamo. Chiedo che mi ospitino almeno in Ambasciata, è insano quello che sta succedendo". "La mia preoccupazione - conclude - è per mia figlia, se mi arrestano che fine fa la bambina? E' affidata a mia madre, ma se la sentenza in appello viene ribaltata? Se lui la rapisce?".

(Adnkronos) - Torna in campo Novak Djokovic a Wimbledon. Oggi, 1° luglio, il sette volte campione ai 'Championships' affronta Stefanos Tsitsipas al 2° turno, come terzo match sul campo centrale. La sfida tra il serbo e il greco è stato per due volte una finale Slam. Nel 2021 al Roland Garros e nel 2023 all'Australian Open. In entrambi i casi a prevalere è stato Djokovic. Al primo turno il vincitore di 24 Slam ha sconfitto in 4 set il cinese Yibing Wu, mentre Tsitsipas ha superato in tre set il francese Hugo Gaston. La partita è trasmessa in diretta tv in esclusiva sui canali SkySport.
Nel primo match sul campo centrale Jannik Sinner si è qualificato per il terzo turno superando il portoghese Nuno Borges in tre set.

(Adnkronos) - Il giacimento offshore di Zuluf, nell’est dell’Arabia Saudita, ha avviato la produzione della prima acqua utilizzabile dal nuovo impianto di trattamento delle acque di falda, realizzato da Fisia Italimpianti, società controllata dal gruppo Webuild, per conto del colosso energetico Saudi Aramco. Questo passaggio, noto nel settore come First Water, sancisce ufficialmente la transizione dalla fase di cantiere a quella operativa, con le linee in pressione e tutti i parametri allineati ai requisiti richiesti per il successivo avvio dell’esercizio commerciale, previsto nei prossimi mesi.
L'infrastruttura risponde a una sfida ingegneristica complessa, poiché è progettata per trasformare un'acqua di falda caratterizzata da elevata salinità e forte presenza di minerali, gas e idrocarburi, in un fluido idoneo alla reiniezione nei pozzi offshore, un processo fondamentale per sostenere la pressione dei giacimenti e garantire la continuità della produzione di greggio nel Golfo Arabico. A pieno regime, l'impianto sarà in grado di trattare fino a 185.000 metri cubi di acqua al giorno grazie a soluzioni tecnologiche avanzate che purificano il liquido, gestiscono i gas estratti e riducono al minimo i residui di scarto.
Fisia Italimpianti ha curato l'intero ciclo di vita del progetto, dalla progettazione alla costruzione, e manterrà la gestione operativa e la manutenzione del sito per i prossimi 25 anni. Con il progetto di Zuluf, il Gruppo Webuild fa il suo ingresso nel segmento ad alto valore aggiunto dell’Oil & Gas e consolida il proprio posizionamento nei servizi a lungo termine, valorizzando l'esperienza secolare della sua controllata nel trattamento e nella dissalazione delle acque e confermandosi un partner strategico globale anche nel settore energetico.
L'estate musicale in Sardegna è pronta a riaccendere i riflettori
su uno dei suoi appuntamenti più longevi: anche in questo 2026 il
festival Rocce Rosse Blues tornerà ad attraversare il territorio
dell'Ogliastra con un programma capace di intrecciare rock, blues,
canzone d'autore, folk, teatro musicale. Lanusei e Santa Maria
Navarrese, la frazione costiera del comune di Baunei, saranno i
poli di un lungo itinerario artistico che dal 5 luglio al 19
settembre accompagnerà il pubblico attraverso concerti, spettacoli
e produzioni originali.
(Adnkronos) - “La sostenibilità di Maldini dt e Conte ct? Non mi sono posto il problema. Devo chiudere ma non è detto ci sia questa direzione. Ci sono molte variabili che incidono e consiglio di non battere una sola pista. Date entro le quali si può chiudere? Nell’arco di una settimana è tutto chiuso. Poi c’è anche il discorso del team manager e del direttore tecnico. Sono diverse le cose da sistemare”. Lo ha detto il presidente della Figc Giovanni Malagò in conferenza stampa post Consiglio federale sulle scelte del commissario tecnico e del direttore tecnico.
“Sul ct posso ribadire che non ho parlato al telefono, nè ho visto, né ho contattato nessuna persona fino adesso. Mi sono imposto che debba avvenire solo dopo che si è chiusa la casella del dt che potrebbe essere congiunta, abbinata, con quella del presidente del club Italia, visto che hanno dinamiche di competenze molto similari. E’ la dimostrazione che ho anche un grossa responsabilità politica e c’è voglia da parte degli italiani, quanto meno condivisa con il presidente della federazione, della scelta del ct”.
Invece in merito alla decisione sul direttore tecnico, con Paolo Maldini che viene da molti indicato come favorito, Malagò ha spiegato: “non so dire se sono vicinissimo o lontano ma ci sto lavorando molto. Può essere questione ore oppure no, ci sono tante variabili. Ho letto diversi nomi, non mi sento di smentirli ma neanche si confermarli. Possono creare problemi ad alternative o piani B”.
"Il supporto della Serie A? Oggi Marotta ha detto che la Lega di Serie A - in considerazione del suo interesse verso la nazionale -, cercherà di individuare una forma di sostegno per le finalità di alto livello della Figc, una proposta da portare in assemblea di A il prossimo 23 luglio, anche per il budget federale che non permette di fare voli pindarici. Ho molto apprezzato", ha aggiunto Malagò che sul possibile supporto di sponsor privati per pagare il ct, ha spiegato che “c’è molto da lavorare sotto il profilo di partner e sponsor, non penso che uno sponsor indirizzi un sostegno per prendere uno piuttosto che un altro, ma penso che ti può dire che anche se non c’è budget se serve il mio investimento valutate se indirizzarlo in questa direzione”. Poi sulla questione del ct da filiera, Malagò ha detto: “non lo fa quasi più nessuno, scegliere un allenatore di filiera, che sa tutto, ha un ingaggio diverso ma è formato”.

(Adnkronos) - Secondo quanto si apprende da fonti governative, è in corso a Palazzo Chigi una riunione: partecipano, oltre alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti.
L'incontro, secondo quanto riferito dalle stesse fonti, è stata convocato per fare il punto della situazione in vista del vertice Nato di Ankara del 7-8 luglio.
Sempre in vista del summit in Turchia, il 24 giugno scorso la premier ha intanto partecipato al vertice dei Paesi E5, ossia Francia, Germania, Italia, Polonia e Gran Bretagna, le cinque principali potenze militari europee i cui leader Macron, Merz, Meloni, Tusk e Starmer si sono riuniti alla sede della cancelleria di Berlino per coordinarsi in vista dell'appuntamento di inizio luglio.
Nel corso della conferenza stampa congiunta di fine lavori, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha illustrato i cinque punti poi apparsi in una dichiarazione congiunta.
In testa, l'impegno dei leader E5 a rafforzare il ruolo dell'Europa nella Nato, con il Vecchio Continente chiamato ad assumersi maggiori responsabilità per la sicurezza transatlantica condivisa, seppur in stretto coordinamento con gli Stati Uniti. I cinque hanno accolto con favore i progressi compiuti dagli alleati nell'attuazione degli obiettivi di investimento concordati al vertice Nato dello scorso anno all'Aia e convenuto di sviluppare congiuntamente percorsi per rafforzare i contributi europei alle capacità dell'alleanza.
Secondo, i cinque leader hanno concordato di rafforzare in modo proattivo la postura di deterrenza e difesa dell'Alleanza, anche aumentando i contributi in tal senso, "al fine di rispondere e scoraggiare la minaccia più significativa e diretta, proveniente dalla Russia", oltre alla minaccia asimmetrica del terrorismo, in linea con l'approccio a 360 gradi dell'Alleanza. Hanno anche riaffermato il loro impegno fondamentale per la sicurezza dell'area euro-atlantica e la determinazione ad agire tempestivamente e congiuntamente qualora tale sicurezza fosse minacciata.
Terzo, i leader hanno riconosciuto l'importanza di una più stretta cooperazione industriale nel settore della difesa per garantire capacità, prontezza operativa e resilienza alla velocità, scala e valore necessari. I cinque hanno concordato di rafforzare tale cooperazione con un focus su difesa aerea, sistemi senza pilota, intelligenza artificiale e capacità di fuoco a lungo raggio, accelerando in particolare lo sviluppo e l'acquisizione congiunti europei di capacità di attacco di precisione a lungo raggio. I leader hanno sottolineato l'importanza di sfruttare le tecnologie emergenti attraverso meccanismi finanziari in grado di attrarre capitali e investimenti, anche per colmare lacune critiche nelle capacità e aumentare l'interoperabilità.
Quarto, i Paesi E5 si sono impegnati a continuare a sostenere in modo sostanziale l'Ucraina nella sua difesa contro l'aggressione russa, anche attraverso sanzioni e pressioni economiche su Mosca e attraverso il sostegno alla resilienza del settore energetico ucraino. I cinque leader hanno espresso supporto agli impegni di aiuto militare che verranno formalizzati al vertice Nato e all'intensificazione della cooperazione con Kiev attraverso le iniziative dell'Alleanza, incluse Jatec e Nsatu, rispettivamente il centro congiunto Nato-Ucraina che analizza le lezioni apprese dal conflitto per trasformarle in dottrine e programmi di addestramento per l'Alleanza e il braccio operativo della Nato che coordina forniture militari e addestramento immediato per le forze armate ucraine. In più i leader si sono detti allineati sulle condizioni per una pace giusta e duratura e sostengono proposte per un dialogo diretto tra Ucraina e Russia, con la partecipazione attiva di Usa ed Europa.
Il quinto e ultimo punto è dedicato all'Iran, con i cinque leader che hanno accolto con favore il memorandum d'intesa Usa-Iran, "raggiunto sotto la guida del presidente Trump con il supporto dei Paesi mediatori", concordando che si tratta di un "momento di opportunità per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l'economia globale". Hanno ribadito l'impegno a sostenerne l'attuazione nell'ambito di un "seguito urgente" che garantisca una pace duratura, sottolineando che l'Iran non dovrà mai dotarsi di armi nucleari. Gli E5 hanno anche riaffermato l'importanza della libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni nello Stretto di Hormuz, confermando l'intenzione di partecipare alla missione militare multinazionale guidata da Gran Bretagna e Francia non appena le condizioni lo consentiranno, nel rispetto dei rispettivi requisiti costituzionali.
E’ in corso di svolgimento, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, una conferenza sulla responsabilità del professionista contabile, anche nella sua funzione di intermediario fiscale, e sulla responsabilità etica della consulenza, organizzata dall'Osservatorio nazionale sulla fiscalità di Confassociazioni e dal Centro studi dell’Istituto nazionale tributaristi (Int). Relativamente alla prima tematica affrontata, la responsabilità del professionista contabile, gli intervenuti hanno offerto spunti di riflessione e indicazioni al legislatore, al fine di dare chiarezza alle prescrizioni normative sulla responsabilità.
Riccardo Alemanno, presidente dell’Istituto nazionale tributaristi e dell’Osservatorio sulla fiscalità di Confassociazioni, ha ribadito che “il tributarista qualificato ex lege 4/2013 si assume già le proprie responsabilità, non occorrono decaloghi sulla correttezza professionale, basta che segua e rispetti le norme del codice deontologico, ma occorre stabilire una linea di demarcazione certa e questo chiediamo al legislatore, altrimenti si creerebbe il caos interpretativo, con grave danno per i professionisti contabili ed un’ulteriore sconfitta della certezza del diritto”.
Salvatore Cuomo, consigliere nazionale e membro del Centro studi Int, ha sottolineato che "le recenti ordinanze della Cassazione rischiano di trasformare l’intermediario fiscale in un controllore stravolgendo così la natura dell’incarico professionale. Questo incontro alla Camera è l’occasione per ascoltare le riflessioni dei relatori e proporre un nostro contributo al Legislatore per giungere ad una soluzione condivisa”.
Laura Ambrosi, partner dello Studio Di Tanno e associati, ha dichiarato: “Le recenti pronunce della Cassazione, modificando il precedente orientamento, hanno fissato più stringenti principi di diritto per la responsabilità a titolo di concorso del consulente negli illeciti fiscali del proprio cliente. Certamente la Suprema Corte è intervenuta in vicende di particolare gravità, ma trattandosi di principi generali potrebbe essere utile circoscrivere normativamente i casi di responsabilità del consulente. A tal fine si potrebbe valutare la tipizzazione della figura dell’intermediario diligente e valorizzare il contenuto del mandato professionale. Tali modifiche, oltre a conferire maggiore certezza del diritto nello svolgimento dell’attività professionale, porterebbero maggiore tranquillità agli operatori del settore”.
La conferenza ha pertanto offerto spunti e indicazioni al legislatore, si auspica un rapido intervento legislativo in materia e su ciò gli organizzatori contano sul supporto di Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera, che è intervenuto alla conferenza dichiarando: “Garantisco il massimo impegno nel delineare un confine alla responsabilità del professionista contabile e posso affermare che anche il vice ministro Leo è attento alla problematica e vuole trovare una soluzione all’attuale situazione”.
In conclusione, ha dichiarato Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni: “Questo tema della responsabilità è un tema strategico perché attiene ad un tema di terzietà del professionista rispetto all’incarico ricevuto. Qualsiasi attribuzione ulteriore di verifica e controllo dovrebbe essere esplicitata su base normativa e imputata in termini sia di responsabilità stessa sia di possibile sanzione/supporto all’amministrazione competente. Magari con relativo compenso”.

(Adnkronos) - E' Lionel Mpasi il protagonista assoluto del primo tempo di Inghilterra-Repubblica Democratica del Congo. Il portiere della nazionale africana compie tre interventi prodigiosi per fermare due volte Bellingham e una volta Kane e conservare il gol di vantaggio firmato dal suo compagno di Nazionale Cipenga.
Mpasi ha 31 anni e la sua carriera trascorre per lo più nelle serie minori francesi. Cresce nel settore giovanile del Paris Saint Germain per passare al Tolosa nel 2012 che lo impiega principalmente nella seconda squadra. Nel 2015 il passaggio al Rodez dove resta nove anni contribuendo a due promozioni del club fino alla seconda serie. Nel 2024 segna anche il gol del 3-3 in un match con il Lorient. Nel 2025 l'approdo a 31 anni nella serie A francese con la maglia del Le Havre dove gioca da riserva.
Più fortunata la carriera in nazionale dove fa il suo esordio nel 2021 e presto diventa titolare, collezionado 32 presenze.

(Adnkronos) - L'ex attaccante della Nazionale italiana, Mario Balotelli, ha regalato una maglia del Ghana al sindaco di New York, Zohran Mamdani. 'Super Mario', che si trova in vacanza negli Usa durante i Mondiali, nei giorni scorsi aveva dichiarato di tifare per il Ghana, Paese d'origine dei suoi genitori, vista l'assenza dell'Italia dalla competizione. "Non c'è l'Italia ai Mondiali, quindi tifo il Ghana. Sono del Ghana e ne sono orgoglioso", aveva affermato, indicando l'attaccante Antoine Semenyo tra i suoi giocatori preferiti e definendo la nazionale ghanese del 2010 "la migliore".
Secondo i media ghanesi, Balotelli e Mamdani hanno seguito insieme una partita del Mondiale nella residenza del sindaco. Al termine dell'incontro, l'ex attaccante del Manchester City e del Milan, accompagnato dal fratello Enoch, ha consegnato a Mamdani una maglia del Ghana personalizzata con il suo nome.
Il gesto arriva al termine di un rapporto che si è rafforzato negli ultimi mesi. Poco prima dell'inizio del Mondiale, infatti, Mamdani aveva citato una delle frasi di Balotelli durante un discorso dedicato all'organizzazione della competizione, promettendo che New York avrebbe "fatto il suo lavoro". Il riferimento era alla famosa dichiarazione dell'attaccante italiano, che spiegò perché non esultava dopo aver segnato: "Quando faccio gol non festeggio perché sto semplicemente facendo il mio lavoro. Un postino festeggia quando consegna una lettera?". Riprendendo quella frase, il sindaco aveva aggiunto: "Quando New York organizzerà un Mondiale sicuro, ben organizzato e senza intoppi, non festeggeremo. Avremo semplicemente fatto il nostro lavoro".

(Adnkronos) - "La povertà educativa è strettamente connessa alla povertà economica. Sappiamo tutti che in una situazione di difficoltà economica minore l'attenzione che la famiglia può dare all'educazione dei ragazzi. Un ragazzo che non riceve un'educazione piena, è un ragazzo che parte con un handicap nel suo percorso di vita. Per spezzare questo ciclo negativo noi interveniamo sulla parte educativa, cercando di fornire ai più giovani in contesti meno favoriti come questo, quel supporto, quello stimolo, quel sostegno necessario affinché ognuno di loro possa esprimere il suo talento e guardare al futuro in maniera più luminosa". Così Claudio Tesauro, presidente di Save the Children Italia, durante la visita al Punto Luce di Marghera, il presidio educativo gratuito di Save the Children attivo nel quartiere veneziano dal 2016. La visita celebra una collaborazione che da oltre quindici anni vede Ovs, insieme ai suoi dipendenti e clienti, al fianco di Save the Children a sostegno dei diritti dell’infanzia e dell'adolescenza.
"È importante celebrare una partnership che dura da più di 15 anni -prosegue Tesauro- con un'azienda che ha dimostrato una grande sensibilità nel sostegno ai più piccoli sia nelle emergenze che nella quotidianità. Per chi fa il lavoro di Save the Children, avere un partner dedicato e consapevole è di fondamentale importanza. Il percorso che abbiamo fatto con Ovs è la testimonianza di come due realtà insieme possono davvero fare la differenza nel futuro dei più piccoli".

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(Adnkronos) - “In occasione del Rally di Roma Capitale, ci saranno giornate dedicate alla prevenzione, che rientrano in 'Un consiglio in salute”, il programma gratuito di prevenzione promosso dal Consiglio regionale, che stiamo portando avanti da anni. L’importanza di unire questa manifestazione sportiva alla prevenzione ribadisce la valenza dello sport come straordinario mezzo di comunicazione". Così il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione, oggi a Roma, delle attività di prevenzione che si svolgeranno in occasione dell'evento in calendario da giovedì 2 a domenica 5 luglio.
"Le attività di prevenzione - illustra Aurigemma - saranno effettuate grazie alla collaborazione con gli attori protagonisti del sistema salute, tra cui Asl rm1, Asl rm2, Asl rm6, Ordine dei medici, dei farmacisti, dei fisioterapisti e delle professioni infermieristiche, che ringrazio per la disponibilità e la sensibilità dimostrate. È fondamentale - continua - entrare nei luoghi di ritrovo, di studio, di lavoro, come stiamo facendo con 'Un consiglio in salute', per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione, per la salute e il benessere delle persone, educando allo stesso tempo a sani e corretti stili di vita".
Nell'occasione "si potranno svolgere, tra gli altri - chiarisce - vari screening: mammella, collo dell’utero, colon retto, colesterolo, vitamina d, posturale e fisioterapia. Si potranno effettuare, inoltre, la vaccinazione Hpv". Tra le prestazioni previste "ci sono: pressione e glicemia; consulenza nutrizionale; ecg; informazione su antibiotico-resistenza". Le visite, come da programma, si effettueranno a Roma presso il Rally Arena - Palazzo dei Congressi all’Eur (da giovedì a sabato dalle 10 alle 20), a Viale Europa (giovedì dalle 10 alle 18), a Largo G.Agnesi - Colosseo ( venerdì dalle 18 alle 21), a Via della Conciliazione (domenica dalle 17,30 alle 20); a Frascati, presso Piazza G.Marconi (venerdì dalle 9 alle 13).

(Adnkronos) - Carlos Alcaraz è meglio di Jannik Sinner... a golf. A rivelarlo è proprio il tennista azzurro, che oggi, mercoledì 1 luglio, ha battuto il portoghese Nuno Borges nel secondo turno di Wimbledon 2026, davanti ad alcuni golfisti professionisti tra cui Rory McIlroy. Nell'intervista post partita Sinner ha parlato proprio delle sue abilità sul green, decisamente da affinare.
"Non sono bravo come Carlos a golf, questo è sicuro", ha detto Sinner chiamando in causa Alcaraz, "sono abbastanza sicuro che se mi mettessi davanti una pallina da golf, colpirei tutto tranne la pallina. Devo ancora migliorare. Molti tennisti giocano tanto a golf. Io gioco solo per divertirmi, alcuni lo prendono più sul serio".
"Il secondo set è stato molto molto duro, nei primi due set servivamo entrambi molto bene", ha detto Sinner parlando della partita, "non ci sono stati molti scambi. Nel complesso, questo tipo di partite in cui non hai molto controllo sono impegnative e sono molto felice di aver vinto. Soprattutto qui su questa superficie, c'è qualche aspetto che dobbiamo migliorare".
"Nella prima partita ho sentito un po' l'assenza di partite nell'ultimo pariodo", ha spiegato Sinner, "anche oggi in un paio di momenti sentivo che dovevo ritrovare il ritmo. Nel complesso è stata una partita molto molto combattuta e questi match mi aiutano tanto", ha spiegato Sinner, "sicuramente puntiamo a migliorare".

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti tornano in campo ai Mondiali 2026. Nella notte tra oggi, mercoledì 1 luglio, e domani, giovedì 2, la Nazionale americana sfida la Bosnia - in diretta tv e streaming - nei sedicesimi di finale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. La vincente della sfida affronterà agli ottavi una tra Belgio e Senegal.
La sfida tra Stati Uniti e Bosnia è in programma giovedì 2 luglio alle 2 ora italiana. Ecco le probabili formazioni:
Stati Uniti (4-3-3): Freese; Dest, Richards, Ream, Robinson; Adams, McKennie, Reyna; Weah, Balogun, Pulisic. Ct. Pochettino.
Bosnia (4-4-2): Vasilj; Dedic, Muharemovic, Katic, Kolasinac; Bajraktarevic, Basic, Memic, Alajbegovic; Demirovic, Dzeko. Ct. Barbarez
Stati Uniti-Bosnia sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - E' stata ufficialmente attivata la tratta Napoli–Cancello, primo segmento dell'alta velocità-alta capacità Napoli–Bari, realizzata da Webuild per Rfi (Gruppo Fs Italiane). L’entrata in funzione della tratta segna un netto miglioramento degli standard di efficienza dell'intera direttrice ferroviaria, collegando direttamente la linea Napoli-Bari alla rete dell'alta velocità nazionale attraverso la stazione di Afragola e riducendo i tempi di viaggio per oltre 5 milioni di persone.
Grazie anche all’attivazione della Napoli-Cancello, infatti, Trenitalia ha istituito da oggi il nuovo collegamento diretto Napoli-Lecce che unisce le due città in circa 5 ore senza cambi intermedi, mentre il viaggio tra Bari e Napoli scende a circa tre ore e mezza. Si tratta di primo un salto di qualità concreto per i collegamenti lungo l’asse adriatico–tirrenico, destinato a unire Napoli e Bari in sole due ore e a rafforzare il ruolo del Sud nei corridoi europei dei trasporti, fa sapere Webuild.
La tratta Napoli–Cancello, lunga 15,6 chilometri, si sviluppa in un contesto ad alta densità urbana nell’area metropolitana di Napoli, rappresentando un nodo chiave per il riassetto dei collegamenti metropolitani, regionali e a lunga percorrenza. La tratta permette infatti l’accesso diretto della linea Napoli-Bari alla stazione di Napoli–Afragola, destinata a diventare la nuova 'Porta del Sud' verso la dorsale Torino-Milano-Roma-Salerno. Un ruolo di hub intermodale che sarà ulteriormente potenziato dalla futura Linea 10 della metropolitana di Napoli, la cui realizzazione è affidata a un consorzio guidato da Webuild, completando così l'integrazione tra la rete regionale e il sistema dell'alta velocità nazionale.
Con l’attivazione del lotto entra in funzione anche la nuova stazione di Acerra, migliorando l’accessibilità alla rete ad alta velocità nazionale per gli abitanti della zona. Potenziata anche la viabilità, con la realizzazione di 12 nuovi collegamenti stradali e l’eliminazione dei passaggi a livello lungo la linea storica. Dal punto di vista tecnico il progetto Napoli–Cancello ha richiesto, tra l’altro, la posa di oltre 60 km di rotaie, 182.000 tonnellate di pietrisco e circa 65.000 traverse, oltre alla costruzione di 4 viadotti per una lunghezza complessiva di circa 4 km, che hanno permesso di scavalcare le principali arterie locali e minimizzare l'impatto su un territorio densamente popolato.
Principale sfida ingegneristica dell'opera è stata la galleria Casalnuovo: circa 650 metri sono stati realizzati da Webuild con la tecnica dello scavo in atmosfera iperbarica, primo esempio di utilizzo in Italia e una delle poche applicazioni a livello europeo nell’ambito della costruzione di gallerie in presenza di falda acquifera. La linea Av/Ac Napoli–Bari, parte del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete Ten-T, è tra principali interventi infrastrutturali in corso nel Paese e rappresenta un tassello fondamentale per il miglioramento della mobilità sostenibile nel Mezzogiorno. In totale, la futura linea avrà una lunghezza di 145 km di nuova ferrovia, con 15 gallerie e 25 viadotti, e servirà 32 Comuni con 20 tra stazioni e fermate lungo il tracciato.
Il Gruppo Webuild è impegnato su quattro lotti della direttrice Av/Ac Napoli–Bari - Napoli–Cancello, Apice–Hirpinia, Hirpinia–Orsara e Orsara–Bovino – che rientrano tra i 21 progetti che il Gruppo sta realizzando nel Sud Italia per un valore complessivo aggiudicato di oltre 16 miliardi di euro. Un impegno industriale che si traduce in termini occupazionali, con 10.200 persone impiegate, tra diretti e di terzi, e il coinvolgimento di una filiera di 7.500 imprese coinvolte da inizio lavori.
e.

(Adnkronos) - Qual è la più grande paura per il futuro? "Scoprire che Trump ce l'ha fatta a vincere un altro mandato". Così Giorgio Panariello svela all'Adnkronos uno dei suoi timori più grandi per il domani. Un tema, quello del futuro, che è anche il cuore pulsante del suo spettacolo 'E se domani..', un fenomeno teatrale che, con oltre 70 date di successo alle spalle, si prepara a continuare il suo viaggio anche per tutto il tour estivo del 2026. Il segreto di questo successo, secondo Panariello, risiede proprio nell'argomento: "Ho inventato questa piccola favola: dico che sono stato scelto per andare nel futuro. E questo, inevitabilmente, incuriosisce il pubblico, che vuole capire dove porta la storia", spiega. Lo spettacolo, infatti, inizia proprio con Panariello che viene ricatapultato al giorno d’oggi dopo essere stato scelto insieme ad altri personaggi (solo al pubblico in teatro svelerà chi sono) per andare a scoprire cosa riserva il futuro di cui tanto si parla. Ma il tema del futuro è un pretesto per parlare dell'oggi, un presente che corre a una velocità da rendere quasi obsoleto ciò che solo pochi mesi fa sembrava avveniristico. "Quando abbiamo iniziato a scriverlo, sei, sette mesi fa, si parlava di cose future. Ma è talmente rapido il progresso che in effetti rischia che quel futuro che racconto nello spettacolo sia più presente che mai". Questo viaggio nel tempo diventa così un modo per "saltare a piè pari il presente, perché insomma, c'è un disastro ovunque guardi".
Se potesse davvero sbirciare nel domani, cosa vorrebbe sapere e cosa lo spaventerebbe? Le risposte di Panariello spaziano dal futile al profondamente serio. Da un lato, cederebbe a curiosità quasi da gossip: "Voglio sapere chi ha vinto lo scudetto, immediatamente. Se la Meloni tornerà ad essere il Capo del Governo. Come andrà il festival di De Martino? Belen con chi si mette? Quelle bischerate lì". Dall'altro lato, emerge una paura concreta e radicata: "Mi spaventerebbe scoprire che, per esempio, Trump ce l'ha fatta a vincere un altro mandato". Teme che il presidente Usa possa "provocare una scintilla da qualche parte per poter dire 'siamo in guerra, io continuerò con il mio mandato'". E aggiunge: "Ogni giorno accendiamo la televisione e sentiamo parlare di lui. Abbiamo capito che le sorti del mondo, in questo momento, sono un po' legate al suo umore e a come si alza mattina. C'è bisogno di un cambiamento".
In un contesto così incerto, specialmente per i giovani, Panariello rivendica con forza il ruolo del comico: sdrammatizzare. "Benigni c'è riuscito addirittura sull'Olocausto. La missione del comico è questa: sdrammatizzare qualsiasi cosa". Per questo, il futuro che porta in scena è volutamente positivo: "Cerco di trovare il buono anche dove forse apparentemente non c'è". Un futuro dove i robot ci aiutano, l'intelligenza artificiale è al servizio dell'uomo e la tecnologia unisce anziché isolare. È una scelta consapevole per "sollevare le truppe": chi va a teatro cerca due ore di risate, "è inutile ricordargli che c'è una guerra intorno". Nello spettacolo trovano spazio nuovi personaggi, come 'AU', un complottista che vede trame oscure dietro le banalità quotidiane, dal cartello 'Non parlare al conducente' alle fette di formaggio che si rompono. Questo personaggio, però, offre anche uno spunto di riflessione, suggerendo che i veri "alieni" tra noi sono stati i grandi geni dell'umanità, da Leonardo a Madre Teresa.
Ma la riflessione si fa più profonda quando, nello spettacolo, mette a confronto l'uomo con i robot. Questi ultimi, a differenza nostra, non ripetono gli stessi errori. "Quello che ci ha insegnato la Seconda Guerra Mondiale noi non l'abbiamo imparato, infatti continuiamo a ripetere questo errore. C'è chi ha paura dei robot, io ho paura dell'essere umano", osserva. Oltre il palco, c'è un sogno nel cassetto inaspettato: "Mi piacerebbe aprire un negozio di abbigliamento per uomo che non sia troppo da pischello o troppo da cummenda". Insomma, vorrebbe creare uno spazio con uno stile "un po' creativo. Ma non troppo".
Sul fronte professionale, però, il futuro è a Mediaset. "Quello che mi serviva adesso era un progetto da poter sviluppare", afferma. Il piano include una serie di spettacoli-evento, a partire da questo Natale, e lo sviluppo di una serie televisiva di cui sarà anche autore. Una condizione, ammette, che non trovava più in Rai, dove "non c'è stato qualcuno che abbia detto: 'Hai un progetto? Lo vogliamo fare insieme?'". E gli amici di sempre? Come ha preso Carlo Conti il suo addio come giurato a 'Tale e Quale Show'? Panariello scherza con affetto: "Ma cosa gli importa a Carlo? Lui sta là, è in pensione, a pescare col figliolo. Mentre quell'altro (Pieraccioni, ndr) sta a Firenze, ora fa un film ogni quattro anni e poi sta su Instagram dalla mattina alla sera. Vivono così". E su un possibile ritorno del trio con Conti e Pieraccioni dice: "Ci si vuole talmente bene che ogni volta che ci vediamo diciamo 'Ma allora, che si fa? Si rifà?'" ma "è difficile far conciliare un periodo di assoluto riposo per tutti e tre in modo da metterci la testa". Ma mai dire mai: "A 80 anni o a 90 anni magari saremo sul palco insieme e non ci ricordiamo le battute". Nel frattempo, conferma la sua partecipazione nel prossimo film di Pieraccioni dal titolo 'Un weekend artificiale’: "Sì, c'è un cameo. Faccio la mia parte, la mia sporca figura".
Infine, uno sguardo sul futuro della comicità: "Lo vedo positivo. C'è stata un'evoluzione notevole da quando ho iniziato: ai miei tempi, se dicevo 'culo' in scena rischiavo di essere accompagnato all'uscita. Oggi c'è una libertà di linguaggio impensabile". Panariello apprezza la nuova generazione di comici anche se per lui, l'originalità assoluta è impossibile, "ormai si è fatto tutto". La differenza, oggi come ieri, la fa il talento individuale: "Anche senza fare una battuta, con un semplice sguardo, con una smorfia, con una pausa, si può far ridere lo stesso". Il tour estivo partirà da Arezzo con due date (10 luglio e 12 luglio alla Fortezza Medicea) per poi proseguire nel resto Italia (nuova data il 26 agosto a Marina di Pietrasanta) fino al 7 settembre a Castello Sforzesco di Vigevano (Pv). (di Loredana Errico)

(Adnkronos) - “La nostra metodologia, che applichiamo ormai da diversi anni, prova a fare una valutazione dei livelli di tutela della salute nelle diverse regioni, tenendo conto delle prospettive di tutti gli stakeholder. Anche quest'anno si conferma la presenza di un importante divario tra le regioni più performanti, come il Veneto, che raggiunge il 64% della performance massima e regioni meno performanti, come la Calabria, che raggiunge un 36%. È un divario che, nel tempo, si sta riducendo perché le regioni del Centro e del Sud, che partivano da un livello peggiore, stanno progressivamente migliorando, un dato assolutamente positivo”. Lo ha detto Daniela d'Angela, presidente Crea Sanità, alla presentazione, oggi a Roma, del XIV Rapporto sulle performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato dal Centro per la ricerca economica applicata in sanità.
“Quest'anno - continua d'Angela - abbiamo voluto affiancare a questa valutazione di livelli di tutela della salute anche la percezione del cittadino e i miglioramenti che ha percepito. E' emerso è che nelle aree più consolidate, come l'assistenza ospedaliera, piuttosto che la specialistica ambulatoriale, sembra esserci una miglior soddisfazione rispetto al miglioramento dei livelli di tutela della salute che si sono registrati in quelle regioni. Lo stesso non si osserva invece in tema di assistenza domiciliare e non autosufficienza - osserva - dove ci sarebbe più bisogno, perché sappiamo bene che andiamo incontro a una popolazione e a un quadro epidemiologico di cronici e non autosufficienti”.
“È proprio su queste aree - sottolinea l'esperta - che anche le regioni più performanti fanno fatica a decollare e peraltro c'è una bassa percezione di miglioramenti da parte dei cittadini. Quindi, si tratta di campi sui quali bisogna mettersi intorno a un tavolo e avanzare proposte operative di miglioramento di tipo strutturale e sono una condizione imprescindibile per garantire la sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale nei prossimi anni”.

(Adnkronos) - “Miglioramento è la chiave di lettura che tutti gli stakeholders hanno dato della interpretazione dei dati, che stanno migliorando sia dal punto di vista del valore oggettivo, ma anche della crescita della performance. Questo è ciò che dobbiamo fare anche noi, manager nelle nostre aziende, coinvolgendo le persone e modificando le organizzazioni in modo non solo più resiliente, ma anche più innovativo e capace di essere sostenibile”. Così Paolo Petralia, direttore generale Azienda ospedaliera universitaria di Verona, intervenendo alla presentazione, oggi a Roma, del XIV Rapporto sulle performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato dal Crea Sanità - Centro per la ricerca economica applicata. Il rapporto offre una fotografia dettagliata sulle Performance a livello regionale in tema di opportunità di tutela della Salute.
“Tutto questo significa costruire orizzontalità - continua Petralia - spostandosi dai silos e da quelle verticalità segmentarie che siamo abituati a trovare nell'ospedale, nel territorio, nel sanitario e sociale e costruire, invece, ponti, orizzontalità e capacità di mettere davvero la persona al centro in una logica in cui sono i setting erogativi, le prestazioni e i servizi a muoversi, a modificarsi e a rendersi fruibili verso quella persona che è sempre la stessa, nonostante abbia bisogno, prima di una cosa, e poi di un’altra, dalla casa all'ospedale”.
Secondo Petralia, una strategia per l’allocazione delle risorse che potrebbero essere adottate per migliorare le performance di quelle Regioni che hanno risultati inferiori al 40% del valore massimo teorico è “la comunità di pratica, cioè quella del luogo in cui aziende, cittadini e operatori - aggiunge - piuttosto che i vari livelli di partecipazione, si possono incontrare, scambiare esperienze, condividere buone prassi e ripartire non più da una somma di singoli elementi, ma dalla costruzione di un nuovo prodotto, che può essere il risultato di un miglioramento atteso”.
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