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(Adnkronos) - E’ morto oggi, giovedì 6 agosto, Francesco Guccini: aveva 86 anni. A renderlo noto la famiglia.Cantastorie principe della canzone d'autore, è stato saldamente ancorato alle proprie matrici culturali e con una vocazione da poeta, con brani entrati nella memoria collettiva che sono espressione di impegno politico e sociale oltre che artistico.
"Questa mattina, a Pavana, circondato dall’affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari si è spento, a 86 anni, Francesco Guccini. Nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata. La famiglia, nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringrazia anticipatamente tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre", scrive la famiglia.
Guccini è stato considerato a lungo il cantautore 'politicizzato' per eccellenza, un giudizio a cui hanno di certo contribuito le risonanze che si sono sempre colte fra le parole delle sue canzoni e le vicende e le occasioni storiche e politiche di decenni cruciali della vita civile. Il suo impegno politico consisteva, in realtà, a suo dire, nel suo modo di raccontare storie particolari elevandole a significati generali, per non dire universali. "Non sono mai stato comunista. Tutti credono che lo sia; ma non è vero. Lo stalinismo non poteva piacere a uno come me: libertario, azionista. Semmai, lo dico con grande ritegno, mi sentivo anarcoide. Avvertivo il fascino dell'anarchia, dal punto di vista romantico più che reale", ha detto nel 2020 in una lunga intervista concessa ad Aldo Cazzullo per il 'Corriere della Sera'. Certo, il suo cuore ha sempre battuto a sinistra e da quando c'è il Partito democratico ha sempre ottenuto il suo voto.
'Politico' è stato Guccini anche nel suo perenne invito al dubbio, alla possibilità di osservare la realtà e il mondo da un altro punto di vista, come rivela anche il ricorso frequente all'ironia e all'autoironia, che sono fra le caratteristiche più costitutive e interessanti della sua fisionomia d'artista: il ma, il forse, l'oppure che attraversano molti dei suoi testi servono così a mitigare, a togliere ogni enfasi alle sue affermazioni, proponendole, al contrario, come pensieri sempre suscettibili di nuove e diverse interpretazioni.
Nato a Modena il 14 giugno 1940, a causa della guerra trascorre l'infanzia e parte dell'adolescenza nel paese dei nonni paterni, Pàvana, località dell'Appennino pistoiese al confine con il territorio bolognese. Frequenta l'Istituto magistrale a Modena negli anni '50 ed è nel 1957 che inizia a suonare la chitarra, sull'onda dell'avvento in Italia del rock'n'roll, e a scrivere le prime canzoni. Si iscrive all'Università, una prima volta, nel 1958-59: Facoltà di Magistero, indirizzo Lingue e Letterature straniere. Nell'ottobre 1958 diventa istitutore presso un collegio di Pesaro: viene licenziato, nel dicembre dello stesso anno, per incompatibilità con il ruolo richiestogli dalla direzione.
Dal 1959 al '60 lavora come giornalista alla 'Gazzetta di Modena'; lascia la professione, amata ma poco remunerativa, per approdare alle orchestre da balera. Nel 1961 si trasferisce con la famiglia a Bologna e si unisce ad un gruppo di musica da ballo (I Marinos diventati poi I Gatti); continua a suonare fino al 1962, quando è costretto a partire per il servizio militare. Al ritorno, nell’ottobre del 1963, decide di tornare a studiare all'Università, Facoltà di Magistero con indirizzo in Materie Letterarie, rinunciando così ad entrare a far parte dell'Equipe 84.
Nel 1965 inizia l'esperienza di docente di lingua italiana presso la sede bolognese dell'università americana Dickinson College, attività che proseguirà fino al 1985; collabora con l'agenzia pubblicitaria dell'amico Guido De Maria scrivendo, tra le altre, le sceneggiature di "Salomone pirata pacioccone", per Amarena Fabbri; assieme al disegnatore di fumetti Franco Bonvicini, nel 1969, concepisce e realizza i primi quattro episodi delle "Storie dello spazio profondo".
La carriera come cantautore avrà però il sopravvento, portando Francesco Guccini alla realizzazione di 18 album in più di quarant'anni di attività. Nel 1966 egli inizia ad imporsi come autore per l'Equipe 84 (L'Antisociale, Auschwitz, E' dall'amore che nasce l'uomo), per I Nomadi (Noi non ci saremo, Dio è morto, Per fare un uomo e molti altri) e per Caterina Caselli.
Il debutto in proprio, Folk Beat n°1, avviene nel 1967 a nome Francesco, senza il cognome Guccini, ma con canzoni che si presentano da sole, a partire da Noi non ci saremo e Auschwitz (La canzone del bambino nel vento), e con le quali egli entra nella storia della musica italiana dalla porta principale; altri pezzi degni di nota sono Statale 17, Il Sociale e l'Antisociale e Canzone per un'amica (In morte di S.F.). Nel 1970 è la volta di Due anni dopo, album dai toni inquieti ed esistenziali: il centro narrativo del disco è il tempo che passa e la vita quotidiana è così analizzata nella dimensione dell'ipocrisia borghese. Sempre nel 1970 viene pubblicato L'isola non trovata. In questo album collaborano per la prima volta con lui il pianista Vince Tempera, il batterista Ellade Bandini e il bassista Ares Tavolazzi.
Il vero salto artistico e qualitativo arriva nel 1972 con Radici. Il filo conduttore dell'album è l'eterna ricerca delle proprie radici, testimoni della continuità della vita. Tra i brani più noti si segnalano Radici, Piccola città, Incontro, Canzone dei dodici mesi, Canzone della bambina portoghese, Il vecchio e il bambino e la mitica Locomotiva, il brano che per molti anni ha chiuso ogni suo concerto. Nel 1973 è la volta di Opera buffa, live registrato all'Osteria delle Dame e denso di scherzi musicali. Francesco Guccini mostra qui per la prima volta il lato fortemente ironico della sua personalità, esibito soltanto al pubblico dei concerti dal vivo. Stanze di vita quotidiana (1974) torna a puntare l'attenzione sulla riflessione e sull'intimismo.
Il successo commerciale arriva nel 1976. È l'anno di Via Paolo Fabbri 43, disco che entusiasma e commuove: L'avvelenata sputa rabbia e orgoglio e risponde alle contestazioni subite in quegli stessi anni da altri cantautori e alla critica, mossa dal giornalista Riccardo Bertoncelli, al disco Stanze di vita quotidiana; Piccola storia ignobile racconta il dramma dell'aborto; Via Paolo Fabbri 43 è un blues che rievoca le notti bolognesi e le atmosfere dell'epoca.
L'album successivo, pubblicato nel 1978, è Amerigo, la cui canzone più famosa è Eskimo, epilogo di un amore in crisi raccontato sullo sfondo culturale e politico degli anni '70. Guccini stesso intravede però il momento più riuscito di questo album nel brano Amerigo, una ballata in cui sono messe a confronto l'America sognata da bambino, mitizzata dal Francesco adolescente, e quella del disincanto, vissuta dallo zio emigrante. E' a partire da questo disco che Guccini inaugura il rapporto professionale, e poi l'amicizia, con il chitarrista Juan Carlos 'Flaco' Biondini.
Nel 1979 esce Album Concerto, un live realizzato con I Nomadi e registrato al Kiwi di Piumazzo e al Club '77 di Pàvana. Album Concerto è il primo disco a cui partecipa Renzo Fantini, colui che è destinato a diventare il produttore storico di Guccini, nelle vesti di coordinatore artistico.
Guccini apre gli anni Ottanta con Metropolis (1981), album dedicato a città ricche di storia e dalla forte valenza simbolica come Bisanzio, Venezia, Bologna, e Milano. Il disco successivo, Guccini (1983), riprende le stesse tematiche del precedente, soprattutto il tema del viaggio e del disagio metropolitano. Uno tra i brani più conosciuti è Autogrill, canzone sospesa tra irreale e verosimile, tra mistero e sogno, nel racconto di un amore solo sfiorato. Nel 1984 segue il live Fra la via Emilia e il West, fedele registrazione del trionfale concerto in Piazza Maggiore a Bologna. In questo disco si presenta per la prima volta il sassofonista Antonio Marangolo.
Il 1987 è l'anno di Signora Bovary, un album di stampo intimista in cui le varie canzoni ritraggono o alludono a persone intensamente legate alla vita del cantautore: Van Loon si rivolge a Ferruccio Guccini, il padre; Culodritto è la figlia Teresa, nata nel 1978. Il brano Scirocco, tratto da questo album, vince la Targa Tenco. Gli anni Ottanta terminano con un altro disco dal vivo, Quasi come Dumas (1988), una raccolta di alcuni dei pezzi più popolari di Francesco Guccini, registrati durante il tour del 1988 e impreziositi dall'inedito Ti ricordi quei giorni. E' da questo album che inizia la collaborazione del polistrumentista Roberto Manuzzi. Nel 1989 esordisce come scrittore pubblicando "Cròniche epafàniche" (Feltrinelli), il suo primo romanzo.
Quello che non… (1990), il dodicesimo album di Francesco Guccini, tra i più amati dall'artista (Canzone per Anna, Le ragazze della notte, Cencio) battezza il nuovo decennio. La negazione fotografa l'andamento di una questione sentimentale ma anche la dissoluzione di certi ideali sociali e politici. Il brano Canzone delle domande consuete vince la Targa Tenco come miglior canzone dell'anno.
Nel 1993 Parnassius Guccinii (l'omonima farfalla che compare in copertina è un omaggio dell'entomologo che ha identificato e classificato il lepidottero appenninico) è un grande successo (si guadagna, infatti, la Targa Tenco come miglior album): vi spiccano canzoni come Samantha, fotografia di un amore adolescenziale, Canzone per Silvia, dedicata a Silvia Baraldini, Nostra Signora dell'Ipocrisia, atto d'accusa contro il medium televisivo manipolatore di coscienze e soprattutto Farewell, bellissima ballata dell'amor perduto. Nel 1993 pubblica "Vacca d'un cane" (Feltrinelli), il suo secondo romanzo.
D'amore di morte e di altre sciocchezze esce nel 1996. La morte è in Lettera (struggente dedica agli amici Franco 'Bonvi' Bonvicini e Victor Sogliani), ne Il matto e ne Il caduto. Le sciocchezze vivono ne I fichi, rivisitazione della famosa canzone scritta da Fausto Amodei, I crauti. L'amore inonda il resto dell'album e trova il suo apogeo in Vorrei e in Cirano. Il 1997 è l'anno in cui inizia la collaborazione letteraria con Loriano Macchiavelli. Scriveranno, a quattro mani, ben otto romanzi. Con il disco Guccini Live Collection (1998), 27 successi dal vivo, si chiudono gli anni Novanta. Le canzoni presenti in questa raccolta sono state registrate in momenti assai diversi tra loro nell’arco di oltre dieci anni di ininterrotte tournée.
Nel 2000 esce Stagioni, quelle stagioni di tempo che Guccini da sempre osserva e registra nel suo personale calendario emotivo e sentimentale. All'interno di questo album sono da ricordare Stagioni, dedicata alla figura di Ernesto 'Che' Guevara; Addio, critica esplicita alla società contemporanea; Don Chisciotte, cantata insieme al chitarrista Juan Carlos 'Flaco' Biondini ed E un giorno, una lettera alla figlia Teresa. Il brano Ho ancora la forza è scritto a quattro mani con Luciano Ligabue e vince la Targa Tenco.
L'album successivo, Ritratti (2004), è caratterizzato da emozionanti quadri metaforici che ritraggono ed evocano uomini entrati nella grande storia per volontà propria o loro malgrado: Ulisse (Odỳsseus), Ernesto 'Che' Guevara (Canzone per il Che), Cristoforo Colombo (Colombo), Carlo Giuliani (Piazza Alimonda). Nel 2005 è la volta di Anfiteatro Live, il concerto registrato l'anno precedente nell'anfiteatro di Cagliari; il doppio cd è accompagnato da un dvd che ripropone integralmente il medesimo concerto.
Nel 2006 vede la luce la raccolta celebrativa di 40 anni di carriera: The Platinum Collection contiene 47 grandi classici della discografia gucciniana. Nel 2010, Storia di altre storie raccoglie in un doppio album 30 tra i più grandi successi di Francesco Guccini e l'inedito Nella Giungla (brano scritto per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla liberazione di Ingrid Bétancourt rapita dalle Farc nel 2002). Nel 2012, a quasi novr anni di distanza dal precedente Ritratti, viene pubblicato l'album in studio di Francesco Guccini: L'Ultima Thule. Con queste canzoni (tra le altre, Canzone di notte n.4, L'Ultima volta, Il testamento di un pagliaccio) incise a Pàvana nel Mulino dei nonni, Francesco Guccini dichiara di volersi congedare dalla sua professione di cantautore. Nel marzo 2013 il dvd La mia Thule documenta in un film, attraverso immagini e interviste inedite a Guccini e alla band, al lavoro presso il Mulino di Chicòn, a Pàvana, i momenti salienti che hanno caratterizzato le varie fasi della registrazione dell'ultimo disco. La mia Thule è risultato il sesto dvd musicale più venduto in Italia nel 2013 (classifica Fimi).
Nel 2015 Guccini ritorna a cantare come ospite nella canzone Le storie che non conosci, di Samuele Bersani e Pacifico: quanto ricavato dalla vendita del brano viene interamente devoluto in beneficenza alla Fondazione Lia, per finanziare, a Bologna, laboratori di lettura per bambini non vedenti o ipovedenti. Sempre nel 2015 il Club Tenco decide di dedicare al cantautore modenese la storica rassegna che si svolge, ogni anno, a Sanremo.
Il 27 novembre 2015 esce una nuova raccolta di 10 cd (Studio, Live Acustico, Live, Collaborazioni e rarità) intitolata Se io avessi previsto tutto questo. Gli amici, la strada, le canzoni. In allegato, per la prima volta un libro corredato di foto inedite, all'interno del quale Guccini, raccontandosi in prima persona, commenta le proprie canzoni. Nel novembre del 2017 viene pubblicato L'ostaria delle dame, cofanetto contenente le registrazioni live di tre concerti del cantautore (23 gennaio 1982, 14 gennaio 1984, 19 gennaio 1985) presso la 'mitica' Osteria delle Dame, storico locale di Bologna di cui Francesco fu co-fondatore, assieme al frate domenicano Padre Michele Casali. Nello stesso periodo, Francesco Guccini affida alla voce di Enzo Iacchetti e alla musica di Juan Carlos Flaco Biondini un testo politicamente scomodo, Migranti.
Nell’estate del 2018, sollecitato dai colleghi incide, per Morgan, un paio di versi della canzone Cantautore e per Roberto Vecchioni una strofa della canzone Ti insegnerò a volare, brano dedicato all'ex campione di Formula 1 Alex Zanardi. Nel 2019 pubblica "Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto" (Giunti) e, nel mese di maggio, viene inserito tra i cinque libri finalisti al Premio Campiello.
Nell'agosto del 2020 Guccini partecipa, insieme ad altri artisti italiani, all'incisione di Crêuza de mä pe Zêna, una nuova versione del brano di Fabrizio De André registrata in occasione dell'inaugurazione del nuovo ponte di Genova, realizzato dopo il crollo e la demolizione del primo Viadotto Polcevera. Il 18 novembre 2022 viene pubblicato il diciassettesimo album in studio Canzoni da intorto, disco di cover che segna il ritorno di Guccini dall'ultimo album L'ultima Thule. Nel 2023 partecipa, nella parte di se stesso, al docufilm dedicato al cantautore milanese Jannacci, "Enzo Jannacci - Vengo anch'io", con la regia di Giorgio Verdelli. Nello stesso anno il 10 novembre pubblica il nuovo album Canzoni da osteria. Nel 2024 pubblica un 45 giri con due versioni di Bella ciao, una cantata da lui e una cantata insieme a Tosca in italiano e in farsi.

(Adnkronos) - La Fifa dopo l'incontro a Rabat ha chiesto scusa per il progetto Fifa Forward Enterprise, che prevedeva la cessione di una parte dei Mondiali a investitori privati, ma ha ribadito il sostegno al presidente del massimo organismo calcistico a livello mondiale. In Marocco, il Segretario Generale della Fifa e i membri del Consiglio di Amministrazione della Fifa presenti hanno riaffermato il "pieno sostegno al Presidente della Fifa Gianni Infantino". A sua volta, il Presidente della Fifa ha ribadito il pieno sostegno al Segretario Generale e all'Amministrazione Fifa per il loro lavoro necessario ed eccezionale nella realizzazione della sua visione. È stato inoltre "concordato che i processi, le comunicazioni e le interazioni tra il Presidente, il Segretario Generale e il Consiglio di Amministrazione della Fifa, che supportano la realizzazione di questa visione, possono e devono sempre essere continuamente migliorati in termini di efficacia ed efficienza".
"Il grande lavoro dell'Amministrazione Fifa che ha garantito una realizzazione con successo della Coppa del Mondo 2026 è stato riconosciuto, e che non sarebbe stato possibile senza che il Presidente, il Segretario Generale e l'Amministrazione parlassero come un'unica voce e lavorassero come una sola squadra. A tal proposito, la direzione di alto livello della Fifa è pienamente fiduciosa che i risultati dell'incontro odierno rafforzeranno la governance della Fifa, aiuteranno a ristabilire la fiducia nell'organizzazione e ci permetteranno di prepararci in modo unito e trasparente per gli eventi e le sfide principali che ci attendono, continuando al contempo la nostra missione di sviluppare il gioco in tutto il mondo", spiega la Fifa.
"L'incontro ha inoltre affrontato la proposta del Fifa Forward Enterprise (FFE), dove sono stati riconosciuti gli errori". Non era intenzione che il Consiglio Fifa e le Associazioni Membri "si sentissero esclusi dal processo e che il processo avrebbe dovuto essere gestito in modo diverso. È stato inoltre riconosciuto che sono stati commessi errori anche dopo che la proposta è stata diffusa ai media". Tra l'altro in una lettera separata al Consiglio Fifa e alle Associazioni Membri Fifa, sono state "presentate scuse per questi errori insieme all'impegno di garantire che non si ripetano. Ora verrà condotta una revisione e un rapporto sarà presentato al Consiglio Fifa nella prossima riunione programmata".
"Come già comunicato, la proposta della Ffe, che sarebbe stata soggetta all'approvazione delle Associazioni Membro Fifa e del Consiglio Fifa, è ora fuori discussione. Con il progetto ritirato, si è concordato che la Fifa non tollererà più alcun attacco alla sua integrità, buona governance e giusto processo e prenderà tutte le misure necessarie per proteggere e salvaguardare il suo nome e la sua reputazione. Ci sono sempre lezioni da imparare e la Fifa continuerà a migliorare i suoi processi alla luce di questa esperienza. In questo caso, tuttavia, è importante sottolineare che, sebbene siano stati commessi errori, tutto ciò che è stato fatto è stato fatto in piena conformità con il quadro normativo Fifa". La Fifa lavorerà a stretto contatto con gli stakeholder interessati per esaminare come possa ulteriormente supportare lo sviluppo del gioco attraverso il programma Fifa Forward a beneficio delle 211 Associazioni Membro, delle Confederazioni e delle Associazioni Regionali", conclude la Fifa.

(Adnkronos) - Multa milionaria dell'Antitrust tre operatori di monopattini elettrici ed e-bike in sharing a Roma per aver ostacolato le corse gratis. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha concluso le istruttorie, avviate a novembre 2025, nei confronti di Bird, Dott e Lime per il periodo 2023-2026 sanzionandole complessivamente per 2,675 milioni di euro per aver ostacolato la fruizione dei pacchetti di corse gratuite (pass), riservati agli abbonati annuali metrebus, il titolo di viaggio per il Trasporto pubblico locale romano, secondo gli obblighi assunti dagli operatori in sede di aggiudicazione del servizio.
In particolare, l’Autorità ha ritenuto che le tre società abbiano adottato misure e strutture organizzative inadeguate a gestire le richieste degli utenti, rendendo faticosa l’attivazione e lunga l’attesa per il rilascio dei pass e, di conseguenza, riducendo il tempo a disposizione degli utenti per poterne fruire. Inoltre, nei confronti di Bird, l’Autorità ha accertato anche un’altra pratica commerciale scorretta e cioè la disattivazione arbitraria degli account, senza un’informativa preventiva sulle circostanze che la legittimavano e senza un contraddittorio con gli utenti. Le condotte sanzionate hanno un forte impatto sui consumatori, perché le tre società hanno limitato la fruizione di un servizio di mobilità che è complementare al trasporto pubblico locale e più sostenibile, grazie all’uso di mezzi meno inquinanti.

(Adnkronos) - Svelata la nuova seconda maglia per la Roma di Gian Piero Gasperini. L'adidas e l'As Roma hanno svelato oggi il nuovo kit Away per la stagione 2026/2027, che vuole sottolineare lealtà, tradizione e dovere attraverso la virtù romana della Pietas. Questo kit, caratterizzato da un’estetica pulita, racchiude il legame dell’As Roma con i propri tifosi, le sue tradizioni e la responsabilità di indossare la maglia con orgoglio. Il kit è stato realizzato incarnando la virtù romana della 'Pietas', che corrisponde ai valori di lealtà, devozione e dovere. Non è solo un capo d'abbigliamento, ma lo spirito che anima la squadra giallorossa in ogni partita, riflettendo la sua connessione ai tifosi, la sua tradizione e il senso di responsabilità di indossare la maglia con orgoglio. Il design della maglia si distingue per unosfondo bianco caldo con una fascia giallorossa sul petto. Al centro della fascia, a contrasto, un antico stemma societario introdotto nel 1938 e utilizzato con alcune varianti, esclusivamente su questo design di maglia, fino alla stagione 1946/1947. Tra questo motivo classico e lo scollo si inserisce il trefoil adidas in rosso. Sul retro del collo ‘Roma Chiamò’ impreziosisce il design richiamando l’inno di Campo Testaccio, un simbolo tangibile del legame indissolubile tra la squadra, la sua storia e i suoi tifosi.
Progettata per il calcio ad alte prestazioni, la maglia è realizzata utilizzando tessuti leggeri e ingegnerizzati in 3D che si adattano al corpo per migliorare la vestibilità, il comfort e la libertà di movimento. La più recente tecnologia Climacool+ di adidas garantisce proprietà avanzate di assorbimento del sudore per mantenere i giocatori freschi e asciutti, mentre le zone in mesh strategicamente posizionate migliorano il flusso d'aria e la traspirabilità per tutta la durata della partita. Il nuovo kit Away 2026/27 dell’AS Roma sarà disponibile dal 6 agosto 2026 presso gli AS Roma Store e su store.asroma.com, nei punti vendita adidas selezionati, sull’app adidas e su adidas.it.

(Adnkronos) - La persistenza delle alte temperature, con il susseguirsi delle ondate di calore "rappresenta il principale fattore di rischio per la salute" a causa "dell'effetto 'cumolo' sull'organismo". Quando temperature elevate e notti tropicali si susseguono per diversi giorni consecutivi, "l’organismo fatica sempre di più a disperdere il calore e aumenta il rischio di disidratazione, scompensi cardiovascolari e respiratori, colpi di calore e aggravamento delle patologie croniche". Lo afferma Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano.
"Non dobbiamo considerare il caldo estremo soltanto un disagio. È una vera emergenza di sanità pubblica che coinvolge l’intera popolazione, ma colpisce soprattutto anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza, persone con malattie cardiovascolari, respiratorie, diabete e soggetti fragili. Particolare attenzione deve essere posta alle ore notturne: quando le temperature non scendono mai sotto i 24-25 gradi, il corpo non riesce a recuperare lo stress termico accumulato durante il giorno. È questo effetto cumulativo che può determinare un progressivo peggioramento delle condizioni cliniche", spiega Pregliasco.
Le raccomandazioni sono note: "Bere frequentemente acqua anche in assenza dello stimolo della sete; evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata; limitare l’attività fisica intensa all’aperto; mantenere freschi gli ambienti domestici; controllare quotidianamente anziani soli e persone fragili. È fondamentale che familiari, servizi territoriali e medici di medicina generale prestino particolare attenzione alle persone più vulnerabili. La prevenzione rimane lo strumento più efficace: intervenire prima dell’insorgenza dei sintomi può evitare molte complicanze e ridurre gli accessi ai pronto soccorso", conclude Pregliasco.

(Adnkronos) - Un detenuto nigeriano di 32 anni è stato ucciso nella tarda serata di mercoledì 5 agosto all'interno del carcere della Dogaia di Prato. Lo rende noto la Procura della Repubblica di Prato, con il procuratore Luca Tescaroli che ha immediatamente assunto la direzione delle indagini e procede, allo stato, per il reato di omicidio preterintenzionale.
L'episodio si è verificato nella camera di sicurezza numero 171 della settima sezione dell'istituto, destinata ai detenuti ristretti per reati sessuali, dove la vittima condivideva la cella con altri tre detenuti. Secondo quanto riferito dalla Procura con un comunicato, il decesso è stato preceduto da una colluttazione. Il detenuto è stato rinvenuto con ecchimosi all'interno del labbro superiore, una ferita lacero-contusa nella regione frontale sinistra e una fuoriuscita di sangue dalle narici. Il medico legale ha riscontrato un trauma cranico, verosimilmente provocato da un corpo contundente. La morte è stata constatata alle ore 23.18. Le indagini sono in corso per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti, individuare l'autore della condotta e chiarire le ragioni che hanno portato all'aggressione mortale. Le investigazioni sono condotte dalla Procura con il supporto della Polizia Penitenziaria del carcere, della Squadra Mobile di Prato e della Polizia Scientifica.
Nel comunicato, il procuratore Tescaroli evidenzia, inoltre, il perdurare dell'ondata di violenza all'interno della casa circondariale della Dogaia, richiamando anche la situazione di progressivo sovraffollamento dell'istituto. "Continua, dunque, l'ondata di violenza in seno all'istituto penitenziario La Dogaia, che si caratterizza da un progressivo sovraffollamento (640 i detenuti ristretti e le celle vedono la presenza di numerosi casi di quattro detenuti, come nel caso che ci occupa)", sottolinea Tescaroli.

(Adnkronos) - Droni ucraini hanno colpito nella notte una delle più grandi raffinerie di petrolio russe, nella regione di Yaroslavl. Lo riportano i canali di monitoraggio locali. Alcuni video mostrano un vasto incendio presso la raffineria di petrolio Slavneft-Yanos a Yaroslavl, a oltre 700 chilometri dal confine ucraino. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, l'impianto era già stato attaccato la notte precedente. Le riprese effettuate dai residenti di Yaroslavl mostrano colonne di fumo che si levano sulla città durante un attacco di droni avvenuto durante la notte.
Il canale di notizie indipendente russo Astra, presente su Telegram, ha analizzato i filmati utilizzando la geolocalizzazione e ha stabilito che la raffineria Slavneft-Yanos era in fiamme. Il governatore dell'oblast di Yaroslavl, Mikhail Yevrayev, ha annunciato in serata che droni ucraini stavano attaccando la regione.
Dal canto suo la Russia ha colpito due navi mercantili vicino al porto di Odessa, sulla costa ucraina del Mar Nero. Lo ha riferito l'agenzia di stampa russa TASS, citando il ministero della Difesa, aggiungendo che le navi "trasportavano equipaggiamento militare".
Mosca ha inoltre reso noto di aver abbattuto nella notte 605 droni ucraini sopra una ventina delle sue regioni e sulla penisola annessa di Crimea. "Nel corso della notte appena trascorsa, i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto 605 droni aerei ucraini", ha dichiarato il ministero della Difesa russo in un comunicato, precisando che gli attacchi hanno colpito in particolare la regione di Tver, dove un centro logistico di Wildberries, gigante russo dell'e-commerce, è stato "leggermente danneggiato", secondo le autorità locali.

(Adnkronos) - Una lieve scossa di terremoto è stata registrata nella notte tra mercoledì 5 e giovedì 6 agosto in provincia di Pisa. Secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), il sisma, di magnitudo locale 2.4, è avvenuto alle ore 1.44.
L'epicentro è stato localizzato a circa sei chilometri a nord-est di Riparbella, con coordinate geografiche 43.4062 di latitudine e 10.6557 di longitudine, a una profondità di 11 chilometri. La localizzazione dell'evento è stata effettuata dalla Sala Sismica dell'Ingv di Roma.
Nonostante la magnitudo contenuta, la scossa è stata avvertita da numerosi residenti dell'area interessata e anche in alcuni comuni limitrofi. Al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o edifici né richieste di intervento legate all'evento sismico. Il terremoto rientra nella normale attività sismica che interessa periodicamente la Toscana, una regione caratterizzata dalla presenza di diverse strutture tettoniche attive costantemente monitorate dalla rete di sorveglianza dell'Ingv.

(Adnkronos) - Un uomo si è cosparso di liquido infiammabile e si è dato fuoco all'interno della sua auto, sembra per una questione sentimentale. E' accaduto nella notte a Cinisello Balsamo, Milano, e sono stati i vigili del fuoco a trovare il corpo ustionato dell'uomo a terra vicino all'auto. L'uomo ha riportato ustioni gravissime su gran parte del corpo ed è stato trasportato all'ospedale Niguarda in codice rosso. Sono i carabinieri di Sesto San Giovanni a svolgere gli accertamenti per chiarire l'accaduto.
L'intervento dei sanitari del 118, insieme ai vigili del fuoco e ai carabinieri, è avvenuto poco dopo mezzanotte e mezza in via Dante a Cinisello Balsamo, una strada non scelta a caso: dove ha parcheggiato abita l'ex fidanzata del 35enne. La donna è stata sentita dai militari ai quali, da quanto si apprende, ha raccontato di essere vittima da circa un anno di atti persecutori, ma di non aver mai denunciato.

(Adnkronos) - Un uomo si è cosparso di liquido infiammabile e si è dato fuoco all'interno della sua auto, sembra per una questione sentimentale. E' accaduto nella notte a Cinisello Balsamo, Milano, e sono stati i vigili del fuoco a trovare il corpo ustionato dell'uomo a terra vicino all'auto. L'uomo ha riportato ustioni gravissime ed è stato trasportato all'ospedale Niguarda in codice rosso. Sono i carabinieri di Sesto San Giovanni a svolgere gli accertamenti per chiarire l'accaduto.

(Adnkronos) - L'Iran ha chiesto negoziati dopo che gli Stati Uniti si erano preparati a sferrare un massiccio attacco militare. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un evento a Las Vegas, sostenendo che la pressione militare costante ha riportato Teheran al tavolo delle trattative. Rivolgendosi ai suoi sostenitori, Trump ha affermato che gli Stati Uniti erano "pronti per il più grande attacco dalla Seconda Guerra mondiale" prima che i funzionari iraniani li contattassero per chiedere un colloquio. "Mi hanno chiamato e mi hanno detto: 'Per favore, non farlo, parliamone'", ha dichiarato Trump.
Trump ha affermato di preferire una soluzione diplomatica a ulteriori azioni militari, ma ha ribadito che la posizione dell'amministrazione non è cambiata. "Preferisco raggiungere un accordo perché non voglio uccidere nessuno", ha detto. "Ma l'Iran non può avere un'arma nucleare". Le dichiarazioni di Trump giungono mentre la sua amministrazione prosegue i negoziati con l'Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Ieri il presidente Usa aveva affermato che sono stati compiuti "molti progressi" e aveva suggerito che un accordo sarebbe potutto essere raggiunto già mercoledì o giovedì.
L’Iran e l’Oman sono vicini alla definizione di un accordo quadro per la navigazione commerciale attraverso lo stretto di Hormuz. Tuttavia, l’accordo non comporterebbe la riapertura automatica della via navigabile, ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi in un’intervista all’agenzia di stampa statale Islamic Republic News Agency (IRNA). E secondo quanto affermato da un alto funzionario del Golfo, vi è una probabilità “50-50” che l’Iran e l’Oman raggiungano un accordo entro domani. L’Iran ha inoltre negato qualsiasi colloquio con gli Stati Uniti, affermando che i propri colloqui con l’Oman sono strettamente bilaterali.
La proposta tecnica prevede l'impiego di una corsia settentrionale, in prossimità delle coste iraniane, per le unità in entrata, mentre il traffico in uscita transiterà attraverso le acque omanite, in coordinamento con la Repubblica islamica. Il piano esclude l'applicazione di pedaggi o commissioni e contempla la bonifica delle mine da una corsia centrale, destinata alla navigazione a doppio senso, mediante un'azione congiunta di Iran e Oman.
L'obiettivo di Teheran è quello di mantenere a tutti i costi il controllo dello Stretto di Hormuz. Ma per la leadership iraniana si tratta di "una scommessa molto rischiosa". Rivendicando l'autorità su uno dei principali corridoi marittimi attraverso cui transita il petrolio greggio mondiale, scrive il 'Wall Street Journal', Teheran scommette sul fatto "che la propria capacità di infliggere danni all'economia americana rappresenti il miglior strumento di pressione per evitare future azioni militari da parte degli Stati Uniti e di Israele.
Intanto Trump ha smentito le notizie sulla carenza di munizioni e ha scritto sulla sua piattaforma Truth Social che gli Stati Uniti dispongono di "enormi quantità" di munizioni, "specialmente di certi tipi". Secondoil tycoon, "vengono prodotte grandi quantità e fornite agli Stati Uniti a secondo delle necessità. Le aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di fabbriche nella storia del nostro Paese". Ha aggiunto: "Chi ha fatto trapelare queste dichiarazioni traditrici sarà rintracciato. Saranno necessarie lunghe pene detentive!".
La scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti si è scontrato con il suo segretario alla Difesa, Pete Hegseth, affermando che la Casa Bianca era stata indotta in errore riguardo allo stato delle scorte di munizioni americane in vista di un possibile ritorno a importanti operazioni militari in Iran riportava il Washington Post, secondo cui il contrasto fra i due sarebbe avvenuto a Camp David, a margine di una riunione di gabinetto. Secondo il giornale, che cita due persone a conoscenza dell'accaduto, Trump avrebbe detto a Hegseth di ritenere che il problema – la carenza di missili a lungo raggio e intercettori – "fosse stato risolto".
Secondo quanto riportato, il segretario alla Difesa ha scaricato la colpa sul suo vice, Stephen Feinberg. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha smentito categoricamente la notizia, dichiarando al Washington Post che si tratta di: "Notizie false al 100%. Non è mai successo. E il presidente Trump ha la massima fiducia nel segretario Hegseth". Allo stesso modo, il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha dichiarato: "Il segretario Hegseth non ha tratto in inganno nessuno riguardo alla nostra situazione in materia di munizioni e non ha incolpato il vicesegretario Feinberg". "Queste affermazioni sulle scorte esaurite, sui disaccordi interni, sulla posizione del Segretario sull'Iran... sono altrettanto inventate", ha aggiunto.

(Adnkronos) - Jason Arday, 41enne professore dell'Università di Cambridge al centro di un caso per i dubbi sulle sue credenziali accademiche, si è dimesso e ha lasciato l'ateneo che nel 2023 lo aveva celebrato come il più giovane professore nero della sua storia. La vicenda del professore di sociologia dell'educazione monopolizza l'attenzione dei media britannici e trova spazio anche sul New York Times. Il docente ha ufficializzato il passo indietro con un comunicato: "Non voglio più sentirmi costantemente sotto i riflettori, dove ogni aspetto della mia vita è soggetto all'esame e al giudizio pubblico", ha detto Arday. Le dimissioni sono diventate ufficiali subito dopo l'avvio di un'indagine da parte dell'università e a pochi giorni dall'uscita prevista negli Stati Uniti del suo libro "Great and Unfortunate Things", pubblicato da 37 Ink, che fa capo alla casa editrice Simon & Schuster.
Arday è oggetto di accuse di plagio e di irregolarità accademiche. Fino ad ora è sempre stato difeso dall'ateneo, che però - con una svolta - ha avviato un'inchiesta interna. Ora, come scrive il New York Times, finiscono sotto i riflettori le ricerche condotte in passato dal professore all'Università John Moores di Liverpool, che gli ha conferito il dottorato, e alla produzione per alcune riviste accademiche. A completare il quadro, la denuncia per molestie che Arday - afferma il Nyt - ha sporto lo scorso anno contro un giornalista britannico che stava indagando sul suo lavoro.
Arday ha rappresentato per anni un modello. Figlio di immigrati ghanesi, è riuscito a convivere con l'autismo e con altre forme di disabilità che hanno ostacolato la comunicazione verbale fino all'età di 12 anni e gli hanno impedito, fino ai 18 anni, di leggere e scrivere correttamente. Nonostante ciò, è riuscito a laurearsi, a conseguire un dottorato di ricerca e ad assumere una posizione di assoluto rilievo in una delle università più prestigiose della Gran Bretagna.
Negli ultimi tempi, però, la figura di Arday è stata messa in discussione anche dai 'colleghi'. Accademici e giornalisti hanno sollevato dubbi sulle sue pubblicazioni, sulla sua preparazione e competenza e anche sulla veridicità di affermazioni legate ad esperienze vissute: Arday, osserva il New York Times, in passato avrebbe affermato di aver corso 30 maratone in 35 giorni raccogliendo 5,5 milioni di sterline per beneficenza. Inoltre, per 2 volte avrebbe dovuto affrontare intrusioni compiute nel suo ufficio da un uomo a volto coperto, in un'occasione armato di coltello.

(Adnkronos) - Alex Zverev subito k.o. all'Atp Masters 1000 di Montreal, in Canada. Il tedesco, testa di serie numero 1 del torneo canadese, viene sconfitto all'esordio da Tallon Griekspoor. Nel match del secondo turno, l'olandese si impone per 6-7 (3-7), 6-2, 6-4 in 2h09'. Dopo la finale persa a Wimbledon contro Jannik Sinner, che rientrerà nel circuito a Cincinnati con le 'pile cariche', il tedesco comincia malissimo l'avventura sul cemento nordamericano, con un passo falso nel percorso di avvicinamento all'US Open che si gioca dalla fine del mese a New York.
Vittoria di Lorenzo Musetti, numero 11 del tabellone, che debutta al secondo round superando il qualificato colombiano Nicolas Mejia per 7-6 (10-8), 6-2. Tra i big, lo statunitense Ben Shelton - testa di serie numero 5 - vince il derby con Jenson Brooksby per 6-3, 7-5. Eliminato invece Taylor Fritz. La testa di serie numero 7 cede all'argentino Thiago Agustin Tirante, che si impone con lo score di 7-5, 6-3.

(Adnkronos) - C’è chi parte per il mare con un romanzo in valigia e chi, insieme alla crema solare, porta anche il computer “per ogni evenienza”. Chi controlla le e-mail sotto l'ombrellone, chi risponde a un messaggio di lavoro durante una passeggiata in montagna, chi fatica a non dare un’occhiata alle notifiche anche quando dovrebbe essere ufficialmente in ferie. Con l’arrivo delle ferie, il desiderio di staccare davvero dal lavoro torna ad essere uno dei temi più sentiti dai lavoratori. Eppure, per molti, la pausa resta più teorica che reale. Secondo una recente analisi pubblicata da Eurofound, un lavoratore europeo su cinque dichiara di essere contattato per motivi professionali al di fuori dell'orario lavorativo diverse volte al mese. Lo stesso studio evidenzia anche una relazione diretta tra reperibilità costante e livelli di stress: tra i lavoratori contattati quotidianamente, almeno 6 su 10 affermano di sentirsi stressati sempre o quasi sempre sul lavoro.
Il risultato è che le ferie rischiano di trasformarsi in una storia di 'modalità aereo' incompleta: si è lontani dall’ufficio, ma non davvero fuori dal lavoro. E-mail da leggere, richieste urgenti, chat aziendali e piccoli task lasciati in sospeso finiscono per entrare anche nei momenti che dovrebbero essere dedicati al riposo, alla famiglia, agli amici o semplicemente a sé stessi.
Per Sesame Hr, piattaforma tecnologica europea per la gestione digitale delle risorse umane, il diritto alla disconnessione non dipende solo dalla buona volontà dei singoli lavoratori. Staccare davvero è anche una questione di organizzazione. Il benessere, infatti, non passa soltanto da benefit, iniziative dedicate o politiche di welfare, ma anche dalla qualità della gestione quotidiana del lavoro: pianificazione delle ferie, visibilità sulle assenze, distribuzione dei carichi, passaggi di consegne chiari e strumenti che permettano ai team di sapere chi è disponibile e chi no.
Una gestione poco strutturata del periodo estivo può generare l’effetto opposto rispetto a quello desiderato: accumulo di attività prima della partenza, colleghi sovraccarichi, richieste last minute, urgenze che inseguono le persone anche fuori ufficio. Al contrario, quando ferie, permessi e assenze vengono pianificati con anticipo e in modo trasparente, diventa più semplice garantire continuità al lavoro senza interrompere il tempo di riposo di chi è in vacanza.
Il tema è particolarmente rilevante per le pmi, dove l’assenza anche temporanea di una figura chiave può avere un impatto significativo sull’operatività quotidiana. In questi contesti, la digitalizzazione dei processi Hr consente di avere una visione aggiornata di ferie, permessi, disponibilità e carichi di lavoro, riducendo il rischio di sovrapposizioni e facilitando la gestione dei periodi di maggiore assenza.
"In un momento in cui il confine tra vita professionale e personale è sempre più sottile, la possibilità di godersi le ferie senza notifiche, senza sensi di colpa e senza la sensazione di dover essere sempre reperibili sta diventando una componente essenziale del benessere lavorativo. Perché la vera disconnessione non comincia quando si spegne il computer o si chiude la valigia: comincia molto prima, da come il lavoro viene organizzato", conclude Sesame Hr.

(Adnkronos) - L'Iran punta tutte le proprie fiches sullo Stretto di Hormuz. Una partita particolarmente complicata da vincere contro il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump che ha minacciato di lanciare un nuovo pesante attacco nel caso in cui non fosse stato aperto a breve lo Stretto. "L'Iran non concluderà alcun accordo sotto minaccia", ha affermato un funzionario informato sui negoziati in corso tra Teheran e il Sultanato dell'Oman.
"Il ritardo nel raggiungimento di un accordo con l'Oman sullo Stretto di Hormuz è dovuto principalmente all'interferenza Usa e le minacce di Trump”, sottolineando che “finché persisteranno le interferenze e le minacce di un attacco militare contro l'Iran, l'accordo rimarrà bloccato". L'accordo allo studio tra Oman e l'Iran che potrebbe essere annunciato a breve prevederebbe un meccanismo temporaneo di 60 giorni, eventualmente prorogabile, per regolare il traffico nello Stretto. Un taffico che in entrata potrebbe passare attraverso il corridoio nord attraverso le acque iraniane mentre quello in uscita potrebbe passare attraverso il corridoio sud nelle acque omanite.
Comunque l'obiettivo di Teheran è quello di mantenere a tutti i costi il controllo dello Stretto di Hormuz. Ma per la leadership iraniana si tratta di "una scommessa molto rischiosa". Rivendicando l'autorità su uno dei principali corridoi marittimi attraverso cui transita il petrolio greggio mondiale, scrive il 'Wall Street Journal', Teheran scommette sul fatto "che la propria capacità di infliggere danni all'economia americana rappresenti il miglior strumento di pressione per evitare future azioni militari da parte degli Stati Uniti e di Israele.
Con i prezzi della benzina e l'inflazione ancora elevati, la leadership iraniana ritiene che Trump finirà per accettare le sue condizioni in vista delle elezioni di mid term, ormai imminenti, che potrebbero determinare il futuro della sua presidenza". Ma fondare la propria strategia sul controllo dello Stretto di Hormuz, sottolea il quotidiano Usa, "rappresenta una scommessa straordinariamente rischiosa. Presuppone infatti che Trump preferisca uno stallo caotico e instabile piuttosto che una guerra totale. Ma giocando questa carta in modo così aggressivo, Teheran rischia di valutare male il punto di rottura di Washington e di compromettere la propria stessa sopravvivenza economica".
"Questo loro massimalismo contribuirà, nel lungo periodo, al loro isolamento", sottolinea Behnam Ben Taleblu, esperto di Iran presso la Foundation for Defense of Democracies, un centro studi critico nei confronti del regime iraniano. All'interno dello stesso governo iraniano emergono divisioni sulla gestione dello Stretto. L'ala più radicale dei Pasdaran considera il controllo dello Stretto di Hormuz come lo strumento principale per esercitare pressione sull'Occidente dopo l'indebolimento del programma nucleare iraniano e delle milizie alleate negli ultimi anni.
Le forze armate iraniane hanno subito perdite significative da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco a sorpresa il 28 febbraio, ma sono riuscite comunque a impegnare Washington ostacolando il traffico navale nello Stretto e colpendo obiettivi statunitensi nel Golfo Persico. Al contrario, osserva il 'Wall Street Journal', la parte più moderata del potere iraniano "è preoccupata dal blocco navale imposto dagli Stati Uniti in risposta agli attacchi iraniani contro Hormuz che sta portando l'economia del Paese sull'orlo del baratro. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che nel 2026 l'economia iraniana si contrarrà del 6%. L'inflazione tendenziale si attesta intorno al 69%, mentre la popolazione deve fare i conti con carenze di carburante e altre privazioni tipiche di un'economia di guerra".
La stretta iraniana sullo Stretto di Hormuz, osserva il quotidiano economico Usa, "ha inciso profondamente sulle forniture mondiali di petrolio: i flussi provenienti dal Golfo Persico sono scesi a circa il 36% dei livelli precedenti al conflitto. Tuttavia, il prezzo del greggio non è riuscito a mantenersi stabilmente sopra i 100 dollari al barile, soglia che avrebbe potuto infliggere danni sufficienti all'economia americana da costringere Washington a cedere. Anche con i ribelli Houthi sostenuti dall'Iran che ostacolano il petrolio saudita nel Mar Rosso, il greggio è rimasto ancora sotto gli 80 dollari al barile". Una parte del petrolio del Golfo, infatti, è stata reindirizzata per evitare lo Stretto di Hormuz. Alcune navi sono riuscite ad attraversarlo negoziando accordi con l'Iran oppure spegnendo i sistemi di localizzazione e affrontando il passaggio in modo estremamente rischioso. "Ci sono stati molti fattori che hanno attenuato l'impatto", ha spiegato Barbara Leaf, già responsabile del Medio Oriente presso il Dipartimento di Stato durante l'amministrazione Biden. Secondo Leaf, dopo gli attacchi israeliani e statunitensi contro gli impianti nucleari iraniani nel giugno 2025, la Cina aveva "letto i segnali" e iniziato ad accumulare scorte di petrolio.
Pur avendo attenuato la retorica sulle possibili offensive di portata paragonabile alla Seconda guerra mondiale, Trump mantiene il blocco navale contro l'Iran e ha reintrodotto sanzioni che rendono molto difficile l'esportazione del petrolio iraniano. Nel lungo periodo, il potere di pressione dell'Iran sull'economia mondiale e sui vicini del Golfo potrebbe comunque ridursi, qualora Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e gli altri grandi produttori di petrolio riuscissero a realizzare infrastrutture alternative che evitino il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. "Anche le esportazioni petrolifere dell'Iran dipendono dal passaggio attraverso Hormuz. E una prolungata interruzione del traffico priva la Repubblica islamica della sua principale fonte di entrate e, al tempo stesso, accelera gli sforzi dei Paesi del Golfo per costruire rotte alternative che aggirino lo Stretto. La Cina, uno dei partner più importanti dell'Iran, non è accorsa in suo aiuto. Pechino ha ridotto gli acquisti di petrolio iraniano, contribuendo a mantenere bassi i prezzi, e non mostra segnali di voler tornare ai livelli precedenti", osserva il Wall Street Journal.
I mediatori di Egitto, Pakistan e Qatar, intanto, sperano che, una volta trovata una soluzione temporanea per la navigazione nello Stretto, Stati Uniti e Iran possano tornare al tavolo negoziale.

(Adnkronos) - Più caldo uguale più malattie legate alle zanzare? Non è necessariamente così, perché "l'attività di questi insetti è influenzata da diversi fattori. Spesso facciamo l'errore di semplificare e concatenare in maniera lineare cause con ciò che consideriamo effetti tout court, ma che in realtà hanno una dinamica più complessa. Ed è il caso del caldo estremo che leghiamo alla presenza di zanzare. Ma non è così, come dimostra questa stagione in cui vediamo meno casi di alcune infezioni causate dalle punture di questi insetti". Lo spiega all'Adnkronos Salute l'epidemiologo Gianni Rezza, docente straordinario di Igiene all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Oltre al caldo, infatti, "ci sono diversi elementi di cui tener conto. Per esempio l'umidità, le piogge. Quest'anno - sottolinea l'esperto - le precipitazioni sono state scarse Siamo stati ossessionati da un sole forte e continuo. E' questo ha sicuramente contato. Un dato certo è che c'è stato un anticipo nel ciclo riproduttivo delle zanzare, ma questo non ha significato una maggiore attività rispetto allo scorso anno. Anzi. Se considderiamo per esempio il virus West Nile, l'anno scorso abbiamo avuto tantissimi casi, mentre quest'anno abbiamo un terzo dei casi del 2025, almeno fno ad ora. E il trend otrebbe modificarsi per dinamiche indipendenti dalla semplice temperatura".
Per esempio nell'avifauna (volatili), principale serbatoio naturale del virus West Nile, le condizioni climatiche e le scarse precipitazioni "potrebbero aver determinato in parte queste differenze", riflette Rezza. "Questo per dire che c'è una complessità in queste dinamiche non facile da comprendere: non c'è l'equazione più caldo uguale più malattie trasmesse dalle zanzare. Il mix di cause che determina l'epidemiologia delle arbovirosi è difficile da prevedere. Ma in ogni caso serve monitorare, avere i dati da analizzare e agire con la prevenzione su tutti i fattori noti", conclude l'epidemiologo.

(Adnkronos) - L'afa record non allenta la sua morsa sull'Italia. Dopo il super picco previsto per oggi, giovedì 6 agosto - quando per la prima volta sarà bollino rosso in tutte le 27 città monitorate dal sistema di sorveglianza del ministero della Salute - venerdì 7 i capoluoghi in rosso saranno 26. Secondo l'ultimo bollettino, soltanto Bolzano scala al giallo (livello 1, di pre-allerta), mentre l'allerta resta massima (livello 3, indice di possibili rischi per la salute della popolazione generale) ad Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Nella giornata di oggi, mercoledì 5 agosto, i bollini rossi sono 25. Messina e Reggio Calabria sono arancioni: livello 2, con pericoli per la salute dei fragili.
Ancora temperature da record, dunque, per tutto il prossimo weekend, anche se qualcosa potrebbe cambiare lunedì sulle regioni del Nord Italia, dove è in arrivo un break temporalesco. E', infatti, atteso il passaggio di una perturbazione atlantica capace di portare aria più fresca e temporali. Si tratterebbe però di una tregua limitata, della durata di circa 48 ore, destinata a lasciare nuovamente spazio all'espansione dell'anticiclone africano. Al Sud, invece, il caldo resterà intenso almeno fino a Ferragosto, con condizioni di afa persistente. Un graduale calo termico potrebbe arrivare soltanto dal 17-18 agosto.

(Adnkronos) - Torna il baseball professionistico femminile negli Stati Uniti ma, nella partita inaugurale della nuova lega, lo 'show' è l'esecuzione dell'inno. La sfida tra Los Angeles Queens e New York Heights a Springfield, in Illinois, è il primo atto della neonata Women's Pro Baseball League. Come accade in ogni evento sportivo negli Stati Uniti, il sipario si apre con l'esecuzione dell'inno nazionale, The Star-Spangled Banner. Per l'occasione, a intonarlo viene invitata l'85enne Martha Reeves. L'esibizione, con la collaborazione di due coriste, purtroppo per l'artista diventa virale per il motivo sbagliato.
L'interpretazione è una sequenza di stecche, note sbagliate e acuti piazzati in maniera casuale. Una giocatrice, inquadrata dalle telecamere, sembra quasi trattenere una risata. In America, la clip rimbalza ovunque e colleziona milioni di visualizzazioni, grazie anche al 'megafono' offerto da siti come TMZ. Reeves, sulla breccia da oltre 60 anni, prende le critiche con filosofia. "E' stato un onore cantare l'inno, non avrei rinunciato a questa opportunità per nulla al mondo. Le condizioni del campo erano umide e ventose, senza il gobbo non mi sentivo a mio agio come al solito - ha detto a Entertainment Weekly - Non è stata la performance dei miei sogni, ma sono grata per la possibilità di essere lì a sostenere le atlete e la lega".
(Adnkronos) - Un pescatore di 55 anni in Bangladesh è andato all'ospedale per "violenti dolori addominali e sintomi di peritonite". Il suo caso, però, è finito sulle pagine dell'International Journal of Surgery Case Reports. A provocare i problemi, un'anguilla che si era infilata sotto gli abiti del pescatore e, entrando dal retto, era arrivata fino all'intestino. Il paziente ha confessato di aver atteso 24 ore prima di recarsi in ospedale, con la speranza che l''ospite' "se ne sarebbe andato da solo". "L'ingestione di corpi estranei o l'inserimento non è insolito, in particolare in popolazioni dedite a determinate occupazioni o attività ricreative", la considerazione dei medici che hanno redatto l'articolo relativo al caso. "Tuttavia, la penetrazione intestinale da parte di un animale vivo, in questo caso un pesce, è un evento raro e scarsamente documentato".
Una radiografia dell'addome ha evidenziato la presenza di gas e, oviamente, dell'anguilla. Esiste solo un altro caso documentato, accaduto nel 2004 a Hong Kong. In quella circostanza, però, un uomo aveva deliberatamente inserito l'animale nell'ano "nel tentativo di alleviare uno stato di costipazione". Il paziente del Bangladesh ha rischiato peritonite e pneumoperitoneo - a causa dell'aria accumulata nell'addome - con la prospettiva di una rottura della parete intestinale e di una grave infezione. E' stato necessario un intervento chirurgico per rimuovere l'anguilla, lunga 65 centimetri e ancora viva. "Il meccanismo con cui l'anguilla nel nostro caso ha attraversato il canale anale e perforato il colon solleva interrogativi interessanti sull'anatomia e sul comportamento sia del pesce che del tratto gastrointestinale umano", il report dei medici.
Il pescatore si è ripreso in maniera relativamente rapida. E' stato dimesso dopo 4 giorni di ricovero senza ulteriori dolori o complicazioni. I medici lo hanno congedato con due raccomandazioni. Primo, evitare altri episodi analoghi. Secondo, recarsi immediatamente in ospedale in caso di bis, senza attendere 24 ore.

Bosa, Soccorso in Mare a Cala Rapina: Salvati Due Veleggiatori in Difficoltà
BOSA – Un intervento di soccorso si è reso necessario nel primo pomeriggio di oggi al largo di Cala Rapina, sulla costa settentrionale di Bosa. Un'imbarcazione a vela di circa dieci metri, con due persone a bordo, ha richiesto assistenza a causa di un'avaria al motore e del peggioramento delle condizioni meteo-marine.
L'Intervento della Guardia Costiera
La Sala Operativa dell'Ufficio Circondariale di Bosa ha ricevuto la segnalazione via radio e ha disposto l'uscita della Motovedetta CP 835. Una volta sul posto, l'equipaggio ha constatato l'impossibilità di avvicinarsi all'imbarcazione in sicurezza a causa del mare formato, del vento da nord-ovest con raffiche superiori ai 20 nodi e del basso fondale.
Il Salvataggio con l'Idroambulanza
Per garantire il recupero delle persone a bordo, è stato richiesto l'intervento dell'idroambulanza della Croce Rossa Italiana con personale OPSA specializzato. Gli operatori si sono tuffati in acqua e hanno raggiunto l'imbarcazione, mettendo in salvo i due malcapitati. Parallelamente, la Guardia Costiera ha coordinato le operazioni per il recupero dell'imbarcazione, verificando l'assenza di inquinamento e danni allo scafo.
Le operazioni si sono concluse senza ulteriori criticità, con il rientro in porto di tutte le unità coinvolte. La Guardia Costiera rinnova l'invito a consultare sempre le condizioni meteo-marine prima di navigare e a segnalare tempestivamente eventuali situazioni di pericolo. Per le emergenze in mare è attivo il Numero Unico per le Emergenze 112.
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