
(Adnkronos) - "Meloni prima della lista" e "Meloni appesa": sono le scritte intimidatorie contro la presidente del Consiglio apparse nel quartiere 2 a Firenze. La denuncia è del consigliere di quartiere nel gruppo di Fratelli d'Italia, Simone Sollazzo, che su Facebook ha postato anche una foto. La Digos della questura di Firenze ha avviato accertamenti dopo il ritrovamento delle due scritte intimidatorie comparse nel sottopasso dell'Affrico, nel quartiere di Campo di Marte. Gli investigatori stanno avviando le verifiche per risalire agli autori del gesto e si sta verificando la presenza di telecamere di sorveglianza.
"Nel giorno della Festa della Repubblica mi sono imbattuto in queste scritte nel Quartiere 2 che invocano la morte del Presidente del Consiglio - spiega Sollazzo nel post - Un episodio vergognoso che non può essere liquidato come una semplice bravata o come una manifestazione di dissenso politico. In democrazia si può criticare un Governo, contestare una maggioranza, combattere politicamente un avversario. Ciò che non si può fare è alimentare odio e minacce. Per questo provvederò a scrivere immediatamente al Presidente del Quartiere e al Sindaco di Firenze affinché la scritta venga rimossa quanto prima, ma anche perché arrivi una presa di posizione chiara, netta e senza ambiguità su quanto accaduto".
"Le istituzioni democratiche meritano rispetto sempre, indipendentemente dal colore politico di chi le rappresenta. E proprio oggi, 2 giugno, questa dovrebbe essere una convinzione condivisa da tutti. Mi auguro che la condanna sia unanime e immediata. Perché la democrazia non si difende a giorni alterni e non cambia valore a seconda di chi è il bersaglio. Troppo spesso infatti assistiamo a indignazioni selettive: parole durissime quando ad essere colpiti sono alcuni, silenzi imbarazzanti quando nel mirino finiscono esponenti del centrodestra o il Presidente del Consiglio. Solidarietà al nostro Presidente, Giorgia Meloni", conclude Sollazzo.
"Le minacce di morte rivolte alla Presidente del Consiglio comparse in un sottopasso in città sono inaccettabili", scrive sui social la sindaca di Firenze Sara Funaro, postando la foto delle scritte minacciose rivolte alla premier. "La politica può e deve essere confronto ma mai odio o violenza. Il rispetto per le persone e le istituzioni non può mai venire meno, a prescindere dal colore politico. Abbiamo già attivato gli interventi per la rimozione delle scritte. Difendere il dibattito democratico significa condannare senza esitazioni ogni forma di intimidazione e violenza politica. A Giorgia Meloni la mia solidarietà", aggiunge Funaro.

(Adnkronos) - "Meloni prima della lista" e "Meloni appesa": sono le scritte intimidatorie contro la presidente del Consiglio apparse nel quartiere 2 a Firenze. La denuncia è del consigliere di quartiere nel gruppo di Fratelli d'Italia, Simone Sollazzo, che su Facebook ha postato anche una foto. "Nel giorno della Festa della Repubblica mi sono imbattuto in queste scritte nel Quartiere 2 che invocano la morte del Presidente del Consiglio - spiega nel post - Un episodio vergognoso che non può essere liquidato come una semplice bravata o come una manifestazione di dissenso politico. In democrazia si può criticare un Governo, contestare una maggioranza, combattere politicamente un avversario. Ciò che non si può fare è alimentare odio e minacce. Per questo provvederò a scrivere immediatamente al Presidente del Quartiere e al Sindaco di Firenze affinché la scritta venga rimossa quanto prima, ma anche perché arrivi una presa di posizione chiara, netta e senza ambiguità su quanto accaduto".
"Le istituzioni democratiche meritano rispetto sempre, indipendentemente dal colore politico di chi le rappresenta. E proprio oggi, 2 giugno, questa dovrebbe essere una convinzione condivisa da tutti. Mi auguro che la condanna sia unanime e immediata. Perché la democrazia non si difende a giorni alterni e non cambia valore a seconda di chi è il bersaglio. Troppo spesso infatti assistiamo a indignazioni selettive: parole durissime quando ad essere colpiti sono alcuni, silenzi imbarazzanti quando nel mirino finiscono esponenti del centrodestra o il Presidente del Consiglio. Solidarietà al nostro Presidente, Giorgia Meloni", conclude Sollazzo.

(Adnkronos) - È il giorno della finale d'andata dei playoff di Serie C. Oggi, martedì 2 giugno, l'Union Brescia sfida l'Ascoli - in diretta tv e streaming - nell'ultimo atto degli spareggi che regaleranno la promozione in Serie B. La squadra lombarda ha superato il Catania nell'ultimo turno, mentre i marchigiani hanno battuto la salernitana. Il ritorno è in programma domenica 7 giugno.
La finale tra Union Brescia e Ascoli è in programma oggi, martedì 2 giugno, alle ore 21.15. Ecco le probabili formazioni:
Union Brescia (3-4-1-2): Gori; Balestrero, Silvestri, Rizzo; Armati, Mercati, Mallamo, De Maria; Lamesta, Marras; Crespi. All. Corini
Ascoli (4-2-3-1): Vitale; Alagna, Curado, Rizzo, Guiebre; Milanese, Damiani; Del Sole, Rizzo Pinna, D'Uffizi; Chakr. All. Tomei
La finale Union Brescia-Ascoli sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali SkySport, ma anche in chiaro su quelli RaiSport. Il match si potrà vedere anche in streaming sull'app SkyGo, su NOW, su RaiPlay e su LaBChannel.

(Adnkronos) - Kenny Dalglish ha il cancro. Oggi, martedì 2 giugno, l'ex calciatore di Liverpool e Celtic ha confermato la notizia lasciata trapelare per sbaglio sui suoi profili social nei giorni scorsi. "Come anticipato involontariamente da un mio post sui social media, sono attualmente sottoposto a cure per il cancro", ha scritto Dalglish in un altro post pubblicato sui suoi canali ufficiali, "a differenza dell'uso del mio telefono cellulare, il trattamento sta andando bene".
"Idealmente, la faccenda sarebbe dovuta rimanere privata, perché è così che dovrebbe essere, ma le mie scarse competenze tecnologiche mi hanno forzato la mano", ha continuato l'ex attaccante scozzese, "ovviamente non intendevo rendere pubblica la questione, quindi apprezzerei se la mia privacy e quella della mia famiglia fosse rispettata".
"Come sempre, grazie al meraviglioso staff medico che ha dimostrato un'incredibile cura e discrezione, non solo per me ma per molti, molti altri. Fanno onore a loro stessi", ha concluso Dalglish.

(Adnkronos) - L'attore e doppiatore Giacomo Piperno, eclettico e poliedrico interprete tra cinema e televisione, grazie alla sua versatilità, professionalità e passione per l’arte scenica, è morto all'età di 90 anni al Policlinico Umberto I di Roma. A dare l’annuncio della scomparsa, come riporta l'Adnkronos, sono stati i figli.
Nato a Roma il 20 gennaio 1936 in una famiglia ebraica, Piperno scampò alle deportazioni fuggendo in Svizzera con i famigliari nei giorni del rastrellamento nel ghetto di Roma dell'ottobre 1943. Debuttò nel 1960 con un ruolo televisivo in "Tenente Sheridan: una gardenia per Helena Carrel" (1960), ma fu con il film "Commandos" (1968) che la sua carriera prese slancio. Da allora, la sua versatilità lo portò a interpretare ruoli drammatici, storici e comici sul grande e piccolo schermo, spaziando da "Sacco e Vanzetti" (1971) di Giuliano Montaldo, a "Rugantino" (1973) di Pasquale Festa Campanile, fino all'episodio "In banca" di "Tu mi turbi" (1982) con la regia di Roberto Benigni. Per Benigni ha sempre recitato anche in "Il piccolo diavolo" (1988). Tra gli altri film ha recitato in "Il camorrista" (1986) di Giuseppe Tornatore, "Splendor" (1988) di Ettore Scola, "Porte aperte" (1990) di Gianni Amelio, "Il portaborse" (1991) di Daniele Luchetti (1991), "Pasolini, un delitto italiano" (1995) di Marco Tullio Giordana. In televisione partecipò a numerose serie e miniserie, tra cui "Napoleone a Sant’Elena" (1973) e "Caterina e le sue figlie" (2005-2007), dove interpretava il marito del personaggio di Iva Zanicchi. Il suo talento si estendeva anche al doppiaggio: tra gli anni Sessanta e Ottanta prestò la voce a interpreti come Gene Hackman e Philippe Leroy, contribuendo a rendere memorabili i personaggi sul grande schermo italiano.
Debuttò nel 1960 con un ruolo televisivo in "Tenente Sheridan: una gardenia per Helena Carrel" (1960), ma fu con il film "Commandos" (1968) che la sua carriera prese slancio. Da allora, la sua versatilità lo portò a interpretare ruoli drammatici, storici e comici sul grande e piccolo schermo, spaziando da "Sacco e Vanzetti" (1971) di Giuliano Montaldo, a "Rugantino" (1973) di Pasquale Festa Campanile, fino all'episodio "In banca" di "Tu mi turbi" (1982) con la regia di Roberto Benigni. Per Benigni ha sempre recitato anche in "Il piccolo diavolo" (1988). Tra gli altri film ha recitato in "Il camorrista" (1986) di Giuseppe Tornatore, "Splendor" (1988) di Ettore Scola, "Porte aperte" (1990) di Gianni Amelio, "Il portaborse" (1991) di Daniele Luchetti (1991), "Pasolini, un delitto italiano" (1995) di Marco Tullio Giordana. In televisione partecipò a numerose serie e miniserie, tra cui "Napoleone a Sant’Elena" (1973) e "Caterina e le sue figlie" (2005-2007), dove interpretava il marito del personaggio di Iva Zanicchi. Il suo talento si estendeva anche al doppiaggio: tra gli anni Sessanta e Ottanta prestò la voce a interpreti come Gene Hackman e Philippe Leroy, contribuendo a rendere memorabili i personaggi sul grande schermo italiano.

(Adnkronos) - Alexander Zverev litiga con l'arbitro al Roland Garros 2026. Oggi, martedì 2 giugno, il tennista tedesco ha sfidato lo spagnolo Rafa Jodar nei quarti di finale dello Slam di Parigi, in una partita segnata anche da qualche momento di nervosismo. Protagonista, ancora una volta, una chiamata della giudice di sedia considerata dubbia da Zverev, che ha quindi iniziato a discutere con l'arbitro.
Succede tutto nel secondo set. Nel corso del terzo game, un dritto di Jodar colpisce un pezzo di linea e viene chiamato in campo dall'arbitro. A questo punto però arrivano le proteste di Zverev, che va a vedere il segno e indica alla giudice di linea di avvicinarsi. "È fuori", dice il tedesco indicando il presunto punto di impatto della pallina, contestato però dall'arbitro, che gli fa notare con una parte sia effettivamente sulla linea.
La spiegazione però non sembra convincere Zverev, che torna a fondocampo scuotendo la testa, in aperta polemica con la decisione.

(Adnkronos) - Quando giocano Matteo Berrettini, Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli al Roland Garros 2026? I tre tennisti azzurri sono riusciti a raggiungere i quarti di finale dello Slam di Parigi, battendo rispettivamente Juan Manuel Cerundolo, Frances Tiafoe e Zachary Svajda negli ottavi.
Tutti si trovano nella stessa parte di tabellone, che ora presenterà il 'derby dei Matteo' tra Berrettini e Arnaldi. L'Italia ha quindi la certezza di avere almeno un tennista in semifinale al Roland Garros, mentre Cobolli se la vedrà con Auger-Aliassime.
Tutte le sfide sono in programma domani, mercoledì 3 giugno, con Cobolli ad aprire il programma del tabellone maschile sul Philippe-Chatrier. Il match con Auger-Aliassime è fissato come terzo match dopo i due quarti femminili, Kalinskaya-Chwalinska e Sabalenka-Shnaider, con la sfida che dovrebbe iniziare per le ore 15 circa.
Sessione serale invece per il derby tra Berrettini e Arnaldi, che inizierà quindi alle ore 20.15 sul Philippe-Chatrier.
Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Sardar Azmoun considerato un "traditore" in Iran. L'ex attaccante della Roma, che oggi gioca in Qatar con lo Shabab Al Ahli, è stato etichettato come un nemico della Repubblica islamica e non convocato dalla sua Nazionale per i Mondiali 2026, che si svolgeranno tra meno di 10 giorni in Stati Uniti, Messico e Canada. Ci sarà invece l'ex Inter Mehdi Taremi.
Nonostante sia considerato uno dei calciatori più talentuosi della sua generazione, Azmoun non è stato chiamato dal ct iraniano a causa di dissapori con il regime del Paese. La causa è una foto postata su Instagram dallo stesso Azmoun negli scorsi mesi, quando l'Iran si trovava in piena guerra con gli Stati Uniti, che ritrae l'attaccante stringere la mano al Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohammed bin Rashid, uno degli alleati di Donald Trump in Medio Oriente.
Quella foto non gli è costata soltanto la convocazione ai prossimi Mondiali, ma anche, come detto, l'etichetta di "traditore" dai suoi stessi connazionali. Azmoun ha voluto quindi rispondere alle critiche con un lungo post su Instagram: "A causa di qualche incomprensione, qualcuno ha espresso un giudizio affrettato, quindi voglio dire qualche parola dal profondo del mio cuore", ha scritto l'ex attaccante della Roma.
"Molti anni fa, prima di essere chiamato dalla nazionale iraniana, ricevetti una grossa offerta finanziaria da un altro paese, ma la mia unica risposta fu che ero figlio dell'Iran e volevo giocare per il popolo del mio paese e renderlo felice", ha raccontato Azmoun, "quando ho indossato la maglia della nazionale del mio Paese, mi sono promesso che ogni volta che giocherò per l'Iran, lavorerò duro per rendere le persone felici di seguire il calcio con amore, soprattutto i ragazzi che sono contenti della nostra vittoria nelle nostre città e villaggi più remoti".
"Ho sempre giocato con orgoglio per la mia nazionale. Quando abbiamo vinto, ero orgoglioso di me stesso e della mia squadra, e quando non abbiamo vinto, ero il più triste del mondo. Amo il calcio e amo le brave persone del mio Paese, le persone che mi hanno sempre dato energia con il loro amore e il loro sostegno", ha continuato Azmoun, "forse molte persone sanno le piccole cose faccio: dalla prenotazione di tutti gli hotel per la sicurezza delle persone care durante la guerra, alla fornitura di acqua per i villaggi remoti del Golestan, oltre al sostegno alle donne di Wallibal, al basket e al ciclismo. Queste cose rappresentato solo una parte del mio amore per l'Iran".
"Ovunque giochi a calcio, la mia identità, il mio cuore e il mio onore sono l'Iran. Sono un calciatore e amo il calcio e tutto ciò che ho realizzato nella vita è prima per la grazia di Dio, poi lo sforzo, il sostegno e l'amore della mia cara gente, e per questo amore sono sempre grato alla gente del mio Paese", ha concluso Azmoun, "auguro quindi successo e onore alla mia nazionale, ai giocatori, allo staff tecnico che parteciperà alla Coppa del Mondo. Grazie a Dio per aver reso felici i compagni e i cuori del popolo iraniano".
(Adnkronos) - In occasione della Festa della Repubblica, Palazzo Chigi ha aperto eccezionalmente le proprie porte ai cittadini, offrendo al pubblico l’opportunità di visitare la sede della Presidenza del Consiglio. Ad accompagnare l’apertura straordinaria è un ricco programma di esibizioni affidato alle Bande musicali e alle Fanfare delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e del sistema del soccorso pubblico, protagoniste di una lunga maratona musicale.
La giornata si è aperta nel Cortile d’Onore di Palazzo Chigi con l'esecuzione dell’Inno Nazionale da parte della Fanfara dei Bersaglieri. Successivamente i musicisti si sono esibiti anche in Piazza Colonna: tra i brani eseguiti, “’O surdato ’nnammurato” e le musiche tratte da “La vita è bella”, accolte dagli applausi dei numerosi visitatori presenti.
Nel corso della giornata si alterneranno le esibizioni della Banda della Polizia Locale di Roma Capitale, della Banda del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, della Banda della Croce Rossa Italiana, della Banda della Guardia di Finanza, della Banda della Polizia Penitenziaria, della Banda della Polizia di Stato, della Banda dell’Arma dei Carabinieri, della Banda dell’Aeronautica Militare e della Banda della Marina Militare. La manifestazione si concluderà intorno alle 19.15 con il ritorno della musica nel Cortile d’Onore, dove la Banda dell’Esercito eseguirà il “Canto degli Italiani”.

(Adnkronos) - Nel giorno della Festa della Repubblica, mentre l'Italia celebra gli 80 anni del referendum che sancì la nascita della Repubblica, la Calabria resta sotto choc per la strage di Amendolara, nel Cosentino, dove quattro braccianti pakistani sono stati uccisi e dati alle fiamme all'interno di un minivan. Un delitto sul quale la Procura di Castrovillari ha già disposto il fermo di due connazionali delle vittime, accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, decisiva sarebbe stata la visione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del distributore di carburante lungo la Statale 106 dove si è consumata la tragedia. I filmati avrebbero ripreso tutte le fasi dell'azione criminale: i due indagati avrebbero bloccato dall'esterno le portiere del veicolo mentre veniva introdotto liquido infiammabile nell'abitacolo, prima che le fiamme avvolgessero il mezzo. I sospettati sono stati rintracciati a Villapiana e sottoposti a fermo dopo un lungo interrogatorio in Questura a Cosenza. Le indagini proseguono per chiarire il movente e verificare eventuali ulteriori responsabilità.
Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che nel messaggio per il 2 giugno ha affiancato alle celebrazioni della Repubblica il ricordo delle quattro vittime. "Oggi l'Italia celebra una delle ricorrenze più importanti, la Festa della Repubblica. Ottant'anni fa, il 2 giugno 1946, gli italiani scelsero il proprio futuro, dando vita alla Repubblica e ponendo le basi di un Paese fondato sulla libertà, sulla partecipazione, sull'unità nazionale e sul rispetto delle istituzioni democratiche", afferma il governatore.
"È una giornata di festa, di orgoglio e di riconoscenza verso quanti, in questi ottant'anni, hanno contribuito a costruire un'Italia più forte, più moderna e più giusta. Ma oggi, in Calabria, accanto al sentimento di festa, c'è anche un profondo dolore. Siamo tutti rimasti sconvolti dalla tragica vicenda dei quattro braccianti pakistani uccisi e bruciati vicino ad Amendolara, nel Cosentino. Una storia agghiacciante, che scuote le nostre coscienze e che ci pone interrogativi profondi sul dramma delle migrazioni, sul valore della dignità umana e sulle responsabilità che una società civile deve assumersi nei confronti delle persone più fragili".
"Anche in una giornata di celebrazione come questa, non possiamo restare indifferenti davanti a una tragedia così dolorosa. Al contrario, essa ci richiama a una riflessione sul Paese che siamo e su quello che vogliamo continuare a costruire, ispirandoci ogni giorno ai principi di umanità, solidarietà e rispetto della persona, che sono alla base della nostra Repubblica", prosegue Occhiuto.
Il presidente della Regione esprime quindi "vicinanza, cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime" e auspica che "il lavoro degli inquirenti, ci sono già stati due fermi, consenta di fare rapidamente piena luce sull'accaduto, accertando tutte le responsabilità".
Successivamente Occhiuto ha pubblicato sul proprio profilo Instagram il video della strage, accompagnandolo con una breve riflessione: "Ci sono notizie che fanno vacillare la fiducia nell'umanità". Un messaggio che riassume lo sgomento suscitato da una vicenda destinata a segnare profondamente la comunità calabrese mentre gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire tutti i dettagli del massacro.
(Adnkronos) - La presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, maltese, ha partecipato stamani alla celebrazione della Festa della Repubblica nella sede di Bruxelles, organizzata da Fratelli d'Italia con la Fanfara dei Bersaglieri dell'Etna. Nel video, il saluto della presidente prima che la fanfara eseguisse due inni, quello italiano e quello europeo.

(Adnkronos) - Matteo Arnaldi show al Roland Garros 2026. Il tennista azzurro ha battuto l'americano Frances Tiafoe negli ottavi di finale dello Slam di Parigi, raggiungendo per la prima volta i quarti, dove affronterà Matteo Berrettini nel derby azzurro che vale un posto in semifinale.
Tanti gli scambi epici tra i due durante il match, uno dei quali, nel decisivo quinto set, ha fatto impazzire i telecronisti americani di TNT Sports. Arnaldi è riuscito a resistere a ben due smash di Tiafoe, raggiungendo la pallina con recuperi quasi miracolosi. L'azzurro alza poi la pallina con un lob che costringe lo statunitense a indietreggare e colpire al volo, ma il terzo smash dello scambio si spegne questa volta in rete.
La gioia di Arnaldi è irrefrenabile, così come la sorpresa dei telecronisti: "Non ci posso credere", hanno urlato al microfono, "avete mai visto qualcosa del genere?".

(Adnkronos) - L'Oms ha drasticamente ridotto il numero di casi sospetti di Ebola in Africa centrale a 116, rispetto agli oltre 900 precedenti, con 330 casi ora confermati. Il 31 maggio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che nella Repubblica Democratica del Congo erano stati registrati 116 casi sospetti del virus mortale, in calo rispetto ai 906 della fine della settimana precedente. Nella Repubblica Democratica del Congo sono stati confermati circa 321 casi, di cui 48 decessi, mentre nella vicina Uganda sono stati registrati nove casi confermati, tra cui un decesso. Sebbene alcuni casi sospetti siano stati confermati, molti altri sono stati esclusi dai dati dopo aver dimostrato di essere affetti da altre malattie con sintomi iniziali simili o da febbre non correlata, ha dichiarato il portavoce dell'Oms Christian Lindmeier. "Chiunque venga individuato tramite sorveglianza - ha aggiuto - o si presenti in una struttura sanitaria con sintomi simili a quelli dell'Ebola" viene considerato un caso sospetto dell'epidemia, in attesa dei risultati dei test.
L'epidemia è stata dichiarata il 15 maggio nella provincia di Ituri, martoriata dal conflitto, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, paese dell'Africa centrale che ospita oltre 100 milioni di persone ed è uno dei più poveri al mondo. Si ritiene però che il virus, che si diffonde attraverso il contatto ravvicinato e i fluidi corporei e può causare una febbre emorragica fatale, si stesse diffondendo inosservato già da settimane. Lindmeier ha dichiarato ai giornalisti che, una volta sottoposti a test i soggetti sospettati di avere l'Ebola, questi venivano "in molti casi esclusi". Le precedenti cifre dell'Oms includevano anche 223 decessi sospettati di essere dovuti al virus Ebola, ma le nuove cifre non comprendono più questa categoria. Lindmeier ha suggerito che il numero fosse molto incerto, poiché includeva "persone decedute tempo fa" e i cui resti, in molti casi, non potevano essere riesumati per essere analizzati. Secondo l'Oms, nel frattempo sei persone a cui era stato confermato di aver contratto l'Ebola durante l'epidemia sono state registrate come guarite.
Il Consiglio Europeo "invita il Consiglio Ue e la Commissione a monitorare la situazione" dell'epidemia causata dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo "e la sua evoluzione e, se del caso, a definire e coordinare le relative priorità operative". Lo riporta la bozza delle conclusioni del Consiglio Europeo del 18-19 giugno, che porta la data di ieri.
Il Consiglio Europeo "esprime preoccupazione per la diffusione della malattia da virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. Accoglie con favore il rapido stanziamento di fondi da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che consente una risposta immediata, compresa la sorveglianza epidemiologica, il tracciamento dei contatti e il rafforzamento delle capacità di laboratorio".
"L'Unione Europea è pronta, come già accaduto in occasione di precedenti epidemie, a sostenere l'operato dell'Oms e dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie nel coordinamento e nell'attuazione di misure urgenti di contenimento e risposta", conclude.

(Adnkronos) - Gesto choc contro Matteo Berrettini a Roland Garros 2026. Il tennista azzurro ha raggiunto i quarti di finale dello Slam di Parigi, dove sfiderà Matteo Arnaldi nel derby azzurro che vale un posto in semifinale, battendo l'argentino Juan Manuel Cerundolo negli ottavi. Durante il decisivo terzo set, deciso al tie break, Berrettini ha dovuto superare anche una 'maledizione' lanciata dall'angolo, molto poco sportivo, di Cerundolo, mattatore di Jannik Sinner nel secondo turno.
Quando Berrettini si preparava a rispondere al servizio dell'argentino, nel corso del terzo set, le telecamere hanno infatti inquadrato l'angolo di Cerundolo, immortalando una donna che, seduta in prima fila, ha fatto il gesto delle corna verso l'azzurro. Un modo per augurargli sfortuna e che poco si addice al bon ton proprio del tennis.
Non è la prima volta che l'angolo dell'argentino si fa notare per gesti poco sportivi nel corso del torneo. Proprio durante il match con Sinner, l'allenatore di Cerundolo è stato immortalato esultare in maniera smodata di fronte alle difficoltà fisiche dell'azzurro, alle prese con un colpo di sole che gli ha provocato sensazione di vomito e un accenno di crampi. Durante le fasi finali del match, lo stesso coach ha fatto il segno di 'andare a dormire' proprio verso Sinner, scatenando l'ira social dei tifosi di Sinner.

(Adnkronos) - Scoppia il caso politico nel giorno della Festa della Repubblica. L'assenza del vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, alla tradizionale parata del 2 giugno ai Fori Imperiali accende il dibattito tra gli alleati di governo e le opposizioni. Mentre dal Mit blindano il ministro ("È al lavoro sui dossier urgenti"), il vicepremier Antonio Tajani commenta: "Un peccato quando si manca". Mentre Ignazio La Russa taglia corto: "Ognuno è dove vuole".
Fonti vicine al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti gettano subito acqua sul fuoco con una nota ufficiale sui motivi dell'assenza. Matteo Salvini "ha passato tutta la mattinata al lavoro, come ieri peraltro, su trasporti e opere pubbliche da completare, Pnrr in primis". L'obiettivo prioritario del ministro, spiegano dal Mit, è in queste ore soprattutto quello di "evitare lo sciopero dei ferrovieri proclamato per il prossimo 11 giugno".
Le giustificazioni tecniche non bastano però a evitare le fibrillazioni politiche all'interno della maggioranza. Intercettato a margine delle celebrazioni a Roma, l'altro vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha commentato l'assenza del collega di governo senza troppi giri di parole: "Salvini assente? Non so, lo dovete domandare a lui. Non c'erano neanche Conte e la Schlein, non li ho visti. È un peccato quando si manca...".
Da parte sua il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha spostato il focus anche sulle assenze del centrosinistra: "Tranne Italia Viva, non ho visto un solo capogruppo dell'opposizione", ha osservato a margine dei Fori Imperiali.
A chi gli domandava esplicitamente un giudizio sulla scelta del leader leghista, La Russa ha tagliato corto: "Salvini assente? Ognuno è dove vuole. Ma io non chiedo mai dove sono, sono altri che hanno la mania di chiedere...".

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(Adnkronos) - Tiziano Ferro 'preoccupa' i fan. Il cantante ha aperto il suo tour degli stadi con la data zero di Lignano Sabbiadoro, andata in scena lo scorso 30 maggio, ma si è presentato in condizioni fisiche, e soprattutto vocali, precarie, che in queste ore stanno facendo preoccupare i suoi tanti fan.
Su X è infatti diventato virale un video del cantante che, sulle note di 'Xdono', non riesce a scandire le parole e arriva con il fiatone sulle strofe. Difficoltà immortalate dai tanti telefoni accesi tra il pubblico e, come spesso succede in questi casi, diventate rapidamente virali su tutti i social.
"Era l'ultimo brano dopo due ore e mezza di concerto", prova a difenderlo un utente, mentre un altro fa trapelare tutta la sua preoccupazione "ma che gli è successo?". "Ha fatto anche un intervento alla gola, è ovvio faccia più fatica", ha provato a spiegare una fan, non convincendo però appieno la giuria dei social.

(Adnkronos) - Carlos Alcaraz si è operato? Il tennista spagnolo sta recuperando dall'infortunio al polso, rimediato a Barcellona, che lo ha costretto a rinunciare prima ai Masters 1000 di Madrid e Roma, e poi al Roland Garros e al prossimo Wimbledon, permettendo a Jannik Sinner di allungare al numero 1 del ranking Atp, nonostante il ko dell'azzurro al secondo turno di Parigi.
Sul suo profilo Instagram, Alcaraz ha pubblicato una carrellata di foto che lo ritraggono in momenti diversi dell'ultimo periodo, tra svago e vacanze con gli amici, ma a colpire sono state soprattutto due immagini. Uno è un video che mostra lo spagnolo in campo mentre si allena utilizzando però la mano sinistra per impugnare la racchetta, così da non sforzare il polso infortunato. Un modo per riprendere confidenza con il campo, le distanze e anche la pallina.
Un'altra foto però ha destato qualche apprensione in più. Alcaraz si è mostrato infatti in una tenuta 'da ospedale', con tanto di braccialetto al polso e tunica. Tutto quindi fa pensare che il numero 2 del mondo si sia sottoposto a un'operazione chirurgica per risolvere, una volta per tutte, il problema al polso e per questo avrebbe rimandato il suo rientro, rinunciando anche a Wimbledon.

(Adnkronos) - Zerocalcare risponde alle accuse. Oggi, martedì 2 giugno, il fumettista ha replicato alla polemica scoppiata, dopo varie segnalazioni anonime, per una paga che sarebbe stata troppo bassa per gli animatori che hanno lavorato alla serie 'Due Spicci', appena sbarcata su Netflix. Per farlo, Zerocalcare ha postato un video sul proprio profilo Instagram, sfruttando i suoi disegni per dire la sua.
"Scusate, questo è un video serio e banale che dice cose scontate, ma visto quanto è montata la polemica in questi giorni mi sembra che di scontato non ci sia più nulla", ha detto Zerocalcare, "mi pare abbastanza evidente che io sono l’autore della serie, vuol dire che io faccio la parte creativa, scrivo la storia, disegno i personaggi, doppio le voci, non sono io che assumo, decido o pago chi lavora la produzione".
"Non ho proprio accesso a quelle informazioni. Io le due o tre volte che ho incontrato qualcuno, nessuno mi ha mai esposto una lamentela o detto che lavoravano in una situazione critica", ha spiegato il fumettista, "Mi dispiace che non hanno pensato che io potevo essere un alleato".

(Adnkronos) - Quarti di finale al Roland Garros 2026. Oggi, martedì 2 giugno, Alexander Zverev sfida Rafa Jodar - in diretta tv e streaming - per un posto nella semifinale dello Slam di Parigi. Il tedesco arriva al match dopo aver eliminato Bonzi, Machac, Halys e De Jong, mentre Jodar ha superato Kovacevic, Duckworth, Michelsen e Carreno Busta.
Il vincente della sfida affronterà uno tra Jakub Mensik e Joao Fonseca.

(Adnkronos) - La Commissione Europea è orientata a concedere all'Italia flessibilità nell'uso della clausola nazionale di salvaguardia del patto di stabilità anche per affrontare la crisi energetica, oltre che per la difesa, nella misura dello 0,3% del Pil. A quanto si apprende a Bruxelles sarebbe questa, a grandi linee, la soluzione individuata dall'esecutivo Ue per venire incontro alla richiesta avanzata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una lettera alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
La portavoce capo Paula Pinho ieri aveva detto che la lettera di Meloni merita la "massima attenzione" da parte della Commissione, che non ha mai mostrato chiusura di fronte alle richieste dell'Italia, la cui premier vanta una delle delegazioni più numerose di eurodeputati in questa legislatura a Bruxelles e il cui partito, Fratelli d'Italia, è una colonna dell'Ecr, gruppo sul quale la Commissione può contare in Aula, con la politica dei 'due forni' del Ppe praticata da Manfred Weber.
I problemi per l'Italia non sono emersi tanto nella Commissione, quanto nel Consiglio, dove molti ministri sono contrari a concedere flessibilità all'Italia per sussidiare l'acquisto di combustibili fossili, misure che vengono considerate controproducenti. La Commissione e il Consiglio hanno chiesto all'unisono misure "temporanee, calibrate e mirate" ed è probabile che la soluzione preveda una rimodulazione, da parte italiana, della destinazione d'uso dei fondi 'liberati' tramite la clausola di salvaguardia nazionale.
La Commissione privilegia gli investimenti, piuttosto che i sussidi non mirati per l'acquisto di carburanti. Un alto funzionario Ue aveva notato che, se l'Italia avesse presentato un piano di sostegno alla diffusione delle energie rinnovabili, avrebbe avuto ben altra attenzione alle sue richieste, in seno all'Eurogruppo.
l ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, al termine dell'Eurogruppo a Cipro, non era parso pessimista sull'esito della trattativa, dicendo che con il commissario Valdis Dombrovskis era in corso un avvicinamento al "passo dell'alpino lettone" e notando che la Commissione aveva concesso parecchia flessibilità sull'uso degli aiuti di Stato, dei quali l'Italia non può fare grande uso a causa dei vincoli di bilancio.
La risposta formale della Commissione dovrebbe arrivare con una lettera di von der Leyen, non si sa esattamente quando, ma è probabile che l'orientamento venga chiarito in qualche misura già domani, in occasione del pacchetto di primavera del semestre europeo, quando ai Paesi vengono comunicate le raccomandazione specifiche dell'esecutivo Ue.

(Adnkronos) - Donald Trump furibondo con Benjamin Netanyahu. Secondo quanto riferito da Axios, che cita fonti al corrente del colloquio, il presidente americano avrebbe riversato tutta la sua ira contro il premier israeliano per l'escalation militare in Libano, a causa della quale l'Iran ha minacciato di ritirarsi dai negoziati per la fine della guerra. "Sei un dannato pazzo - quello che Trump avrebbe detto a Netanyahu - Saresti in prigione se non fosse per me, ti sto salvando". E ancora, in un crescendo, "tutti ti odiano adesso, tutti odiano Israele per questo".
Trump ha poi esortato Israele e Hezbollah a cessare i combattimenti "per sempre", dopo aver affermato che entrambe le parti gli avevano promesso una tregua. Sul suo social network Truth Social, ha dichiarato che Hezbollah aveva "accettato di smettere di sparare contro Israele e i suoi soldati. Allo stesso modo, Israele ha accettato di smettere di sparare contro di loro. Vediamo quanto dura, speriamo per sempre!".
Intanto le forze israeliane hanno continuano a effettuare attacchi nel Libano meridionale, bombardando con l'artiglieria le vicinanze di Nabatieh e colpendo i villaggi di Shukin e Kafr Tibnit, secondo quanto riportato da al Jazeera. Un attacco aereo ha colpito nei pressi di Tibnin, mentre i droni hanno effettuato tre attacchi sulla città di Tallet Tol, nel distretto di Nabatieh, dove è stato ucciso un uomo e i suoi due figli che si trovavano nella loro auto mentre viaggiavano sulla strada Nabatieh-Khardali, nel sud del Libano, secondo quanto riportato dall'Agenzia nazionale di stampa libanese (NNA).
La Difesa civile di Beirut ha annunciato di aver recuperato i corpi di sei persone dalle macerie di una casa colpita ieri sera in un attacco in un villaggio del sud. In un comunicato, la Difesa civile ha precisato che i soccorritori sono riusciti a "estrarre dalle macerie sei corpi, oltre a tre feriti", nel villaggio di Marwaniyé, vicino a Sidone.
Gli attacchi dell'Idf, dunque proseguono nel sud del Paese. La capitale, però, viene al momento risparmiata dagli attacchi, almeno finché - parole di Netanyahu - Hezbollah non attaccherà di nuovo obiettivi israeliani. Il primo ministro ha infatti ribadito il concetto: il gruppo deve cessare gli attacchi contro le città e i cittadini israeliani, altrimenti Israele colpirà Beirut.
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