
(Adnkronos) - Con l'arrivo dell'estate, la protezione della pelle torna al centro dell'attenzione. Per affrontare in sicurezza la stagione estiva, la SIDeMaST (Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse) - in una nota - ricorda che la strategia più efficace deriva dall'associazione tra corretto utilizzo dei prodotti fotoprotettivi, comportamenti responsabili e consulenza specialistica quando necessaria perché "la protezione delle pelle non può più limitarsi ai raggi Uv".
E lancia un decalogo per una corretta esposizione al sole:
1)Scegliere un fattore di protezione adeguato al proprio fototipo, all'intensità dell'esposizione e alle condizioni ambientali, privilegiando Spf 30 o superiore;
2) Applicare la protezione almeno 20-30 minuti prima dell'esposizione al sole;
3) Utilizzare una quantità adeguata di prodotto;
4) Distribuire la protezione uniformemente su tutte le aree esposte, senza dimenticare orecchie, collo, mani, piedi e labbra (opportuno applicare la crema di protezione a casa e bob in spiaggia);
5) Applicare la protezione anche nelle giornate nuvolose;
6) Riapplicarla dopo il bagno, l'attività sportiva o una sudorazione intensa, anche se il prodotto è resistente all'acqua;
7) Evitare l'esposizione diretta nelle ore centrali della giornata, generalmente tra le 11 e le 15;
8) Proteggersi anche in montagna, in barca e durante le attività all'aperto;
9) Prestare particolare attenzione alla protezione dei bambini, utilizzando prodotti specifici e misure di schermatura fisica;
10) Ricordare che la crema solare non elimina completamente i rischi dell'esposizione e deve essere associata a cappelli, occhiali da sole, indumenti adeguati e comportamenti responsabili.
Ma se per anni la prevenzione si è concentrata soprattutto sul fattore di Protezione solare (Spf) e sui raggi ultravioletti oggi la dermatologia - si legge nella nota di SIDeMaST - guarda a una prospettiva più ampia che comprende l’intero “esposoma solare”, ovvero l’insieme dei fattori ambientali che influenzano la salute della pelle. "L’esposizione solare rappresenta un fattore biologico fondamentale per la salute umana. Da un lato favorisce la sintesi della vitamina D e contribuisce al benessere psicofisico, dall’altro, quando è eccessiva o cumulativa, può provocare danni importanti alla pelle, accelerare i processi di invecchiamento cutaneo e aumentare il rischio di tumori cutanei" spiega Pietro Quaglino, direttore della Clinica Dermatologica della azienda ospedaliera universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, professore di Dermatologia dell’università degli studi di Torino e membro del Consiglio direttivo SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia.
I danni provocati dai raggi Uv sono ben noti. Gli Uva, che rappresentano circa il 95% delle radiazioni ultraviolette che raggiungono la superficie terrestre, penetrano più in profondità nel derma e favoriscono la formazione di specie reattive dell'ossigeno responsabili dello stress ossidativo e del fotoinvecchiamento. Gli Uvb, invece, sono i principali responsabili dell'eritema solare e dei danni diretti al Dna che possono favorire lo sviluppo di neoplasie cutanee, tra cui carcinoma basocellulare, carcinoma squamocellulare e melanoma. "Oggi però sappiamo che il danno cutaneo non dipende esclusivamente da Uva e Uvb – evidenzia Quaglino – anche la luce visibile, in particolare la componente blu-violetta, e la luce blu ad alta energia possono svolgere un ruolo rilevante nei fenomeni di iperpigmentazione, nel melasma e nei processi di fotoinvecchiamento. Per questo la protezione richiesta non è più soltanto anti-Uv ma deve diventare multispettrale".
"Negli ultimi anni le evidenze scientifiche - spiegano dalla SIDeMaST - hanno infatti dimostrato l'importanza di proteggere la pelle anche da altre componenti della radiazione solare. .Ad esempio, i filtri colorati cosiddetti 'tinted sunscreens' contenenti ossidi di ferro garantiscono una protezione superiore dalla luce visibile rispetto ai prodotti non colorati in condizioni come melasma e iperpigmentazione post-infiammatoria. Parallelamente, la comunità scientifica internazionale sta lavorando alla definizione di nuovi parametri per misurare la protezione dalla luce visibile: 'il fattore di protezione solare infatti, seppur fondamentale, misura solo l’esposizione Uvb e non fornisce una misurazione della fotoprotezione cumulativa Uva indotta né per la luce visibile". Il cambiamento più significativo riguarda però il concetto stesso di esposoma solare. "Quando parliamo di esposoma non ci riferiamo soltanto ai raggi Uv – osserva l'esperto – la pelle è costantemente esposta all’azione combinata di luce visibile, luce blu ad alta energia, infrarossi, calore, inquinamento atmosferico, fumo e fattori climatici. Tutti questi elementi possono interagire tra loro amplificando il danno biologico e accelerando i processi di invecchiamento cutaneo".
Si parla sempre più di "environmental aging", un concetto che comprende ma supera quello tradizionale di photoaging. "L'obiettivo - riferisce la nota - non è più soltanto evitare le scottature, ma ridurre il danno cumulativo che si accumula nel corso degli anni, limitando l'invecchiamento cutaneo, le alterazioni pigmentarie e il rischio di dermatosi fotoindotte". "Il concetto innovativo è che il danno cutaneo può derivare dall’interazione di molteplici fattori ambientali che agiscono contemporaneamente o in momenti diversi dell’anno – aggiunge Quaglino – per questo motivo la moderna dermatologia punta sempre più a prevenire e modulare il danno solare cumulativo, piuttosto che limitarsi a trattare le sue conseguenze".
In questo scenario assume un ruolo centrale la fotoprotezione personalizzata, costruita in base alle caratteristiche individuali, all'età, al fototipo, all'esposizione professionale e all'eventuale presenza di patologie dermatologiche. "Non esiste una protezione uguale per tutti – evidenzia l'esperto – le esigenze di un bambino, di una persona con melasma, di un paziente immunodepresso o di chi svolge attività lavorative all’aperto sono profondamente diverse. Il dermatologo può individuare il percorso più appropriato in funzione delle caratteristiche della pelle e del tipo di esposizione ambientale cui ciascun individuo è sottoposto". Tra le nuove frontiere della ricerca emerge inoltre la cosiddetta fotoprotezione biologica, che punta a sostenere e rafforzare i sistemi di difesa naturali della pelle contro lo stress ossidativo, l'infiammazione e i danni al Dna indotti dai fattori ambientali. "La fotoprotezione biologica rappresenta un approccio complementare rispetto ai tradizionali filtri solari – conclude Quaglino – l’obiettivo è intervenire sui meccanismi cellulari e molecolari coinvolti nel danno cutaneo. Le evidenze disponibili sono ancora in evoluzione e saranno necessari ulteriori studi, ma si tratta certamente di uno dei filoni più promettenti della dermatologia contemporanea".

(Adnkronos) - Con l'arrivo dell'estate, la protezione della pelle torna al centro dell'attenzione. Per affrontare in sicurezza la stagione estiva, la Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse (SIDeMaST), in una nota, ricorda che la strategia più efficace deriva dall'associazione tra corretto utilizzo dei prodotti fotoprotettivi, comportamenti responsabili e consulenza specialistica quando necessaria perché "la protezione delle pelle non può più limitarsi ai raggi Uv".
E lancia un decalogo per una corretta esposizione al sole:
1)Scegliere un fattore di protezione adeguato al proprio fototipo, all'intensità dell'esposizione e alle condizioni ambientali, privilegiando Spf 30 o superiore;
2) Applicare la protezione almeno 20-30 minuti prima dell'esposizione al sole;
3) Utilizzare una quantità adeguata di prodotto;
4) Distribuire la protezione uniformemente su tutte le aree esposte, senza dimenticare orecchie, collo, mani, piedi e labbra (opportuno applicare la crema di protezione a casa e bob in spiaggia);
5) Applicare la protezione anche nelle giornate nuvolose;
6) Riapplicarla dopo il bagno, l'attività sportiva o una sudorazione intensa, anche se il prodotto è resistente all'acqua;
7) Evitare l'esposizione diretta nelle ore centrali della giornata, generalmente tra le 11 e le 15;
8) Proteggersi anche in montagna, in barca e durante le attività all'aperto;
9) Prestare particolare attenzione alla protezione dei bambini, utilizzando prodotti specifici e misure di schermatura fisica;
10) Ricordare che la crema solare non elimina completamente i rischi dell'esposizione e deve essere associata a cappelli, occhiali da sole, indumenti adeguati e comportamenti responsabili.
Ma se per anni la prevenzione si è concentrata soprattutto sul fattore di Protezione solare (Spf) e sui raggi ultravioletti oggi la dermatologia - si legge nella nota di SIDeMaST - guarda a una prospettiva più ampia che comprende l’intero “esposoma solare”, ovvero l’insieme dei fattori ambientali che influenzano la salute della pelle. "L’esposizione solare rappresenta un fattore biologico fondamentale per la salute umana. Da un lato favorisce la sintesi della vitamina D e contribuisce al benessere psicofisico, dall’altro, quando è eccessiva o cumulativa, può provocare danni importanti alla pelle, accelerare i processi di invecchiamento cutaneo e aumentare il rischio di tumori cutanei" spiega Pietro Quaglino, direttore della Clinica Dermatologica della azienda ospedaliera universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, professore di Dermatologia dell’università degli studi di Torino e membro del Consiglio direttivo SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia.
I danni provocati dai raggi Uv sono ben noti. Gli Uva, che rappresentano circa il 95% delle radiazioni ultraviolette che raggiungono la superficie terrestre, penetrano più in profondità nel derma e favoriscono la formazione di specie reattive dell'ossigeno responsabili dello stress ossidativo e del fotoinvecchiamento. Gli Uvb, invece, sono i principali responsabili dell'eritema solare e dei danni diretti al Dna che possono favorire lo sviluppo di neoplasie cutanee, tra cui carcinoma basocellulare, carcinoma squamocellulare e melanoma. "Oggi però sappiamo che il danno cutaneo non dipende esclusivamente da Uva e Uvb – evidenzia Quaglino – anche la luce visibile, in particolare la componente blu-violetta, e la luce blu ad alta energia possono svolgere un ruolo rilevante nei fenomeni di iperpigmentazione, nel melasma e nei processi di fotoinvecchiamento. Per questo la protezione richiesta non è più soltanto anti-Uv ma deve diventare multispettrale".
"Negli ultimi anni le evidenze scientifiche - spiegano dalla SIDeMaST - hanno infatti dimostrato l'importanza di proteggere la pelle anche da altre componenti della radiazione solare. .Ad esempio, i filtri colorati cosiddetti 'tinted sunscreens' contenenti ossidi di ferro garantiscono una protezione superiore dalla luce visibile rispetto ai prodotti non colorati in condizioni come melasma e iperpigmentazione post-infiammatoria. Parallelamente, la comunità scientifica internazionale sta lavorando alla definizione di nuovi parametri per misurare la protezione dalla luce visibile: 'il fattore di protezione solare infatti, seppur fondamentale, misura solo l’esposizione Uvb e non fornisce una misurazione della fotoprotezione cumulativa Uva indotta né per la luce visibile". Il cambiamento più significativo riguarda però il concetto stesso di esposoma solare. "Quando parliamo di esposoma non ci riferiamo soltanto ai raggi Uv – osserva l'esperto – la pelle è costantemente esposta all’azione combinata di luce visibile, luce blu ad alta energia, infrarossi, calore, inquinamento atmosferico, fumo e fattori climatici. Tutti questi elementi possono interagire tra loro amplificando il danno biologico e accelerando i processi di invecchiamento cutaneo".
Si parla sempre più di "environmental aging", un concetto che comprende ma supera quello tradizionale di photoaging. "L'obiettivo - riferisce la nota - non è più soltanto evitare le scottature, ma ridurre il danno cumulativo che si accumula nel corso degli anni, limitando l'invecchiamento cutaneo, le alterazioni pigmentarie e il rischio di dermatosi fotoindotte". "Il concetto innovativo è che il danno cutaneo può derivare dall’interazione di molteplici fattori ambientali che agiscono contemporaneamente o in momenti diversi dell’anno – aggiunge Quaglino – per questo motivo la moderna dermatologia punta sempre più a prevenire e modulare il danno solare cumulativo, piuttosto che limitarsi a trattare le sue conseguenze".
In questo scenario assume un ruolo centrale la fotoprotezione personalizzata, costruita in base alle caratteristiche individuali, all'età, al fototipo, all'esposizione professionale e all'eventuale presenza di patologie dermatologiche. "Non esiste una protezione uguale per tutti – evidenzia l'esperto – le esigenze di un bambino, di una persona con melasma, di un paziente immunodepresso o di chi svolge attività lavorative all’aperto sono profondamente diverse. Il dermatologo può individuare il percorso più appropriato in funzione delle caratteristiche della pelle e del tipo di esposizione ambientale cui ciascun individuo è sottoposto". Tra le nuove frontiere della ricerca emerge inoltre la cosiddetta fotoprotezione biologica, che punta a sostenere e rafforzare i sistemi di difesa naturali della pelle contro lo stress ossidativo, l'infiammazione e i danni al Dna indotti dai fattori ambientali. "La fotoprotezione biologica rappresenta un approccio complementare rispetto ai tradizionali filtri solari – conclude Quaglino – l’obiettivo è intervenire sui meccanismi cellulari e molecolari coinvolti nel danno cutaneo. Le evidenze disponibili sono ancora in evoluzione e saranno necessari ulteriori studi, ma si tratta certamente di uno dei filoni più promettenti della dermatologia contemporanea".

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"Massima attenzione organizzativa e piena consapevolezza della
complessità di eventuali casi sospetti di infezione da virus Ebola
o da altri agenti ad alta pericolosità". L'Azienda ospedaliero
universitaria di Sassari interviene per rassicurare cittadine e
cittadini e operatori sanitari: "la struttura, le competenze
professionali e gli spazi per una prima gestione in sicurezza sono
presenti, mentre è in fase di approvazione una procedura dedicata
alla gestione di eventuali casi sospetti".
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(Adnkronos) - Un vaccino "unico al mondo", realizzato in Gran Bretagna, potrebbe proteggere da un'ampia gamma di virus e prevenire le pandemie. Ma la vera novità del farmaco immunizzante, come ha riferito il team dell'Università di Cambridge che lo ha sviluppato - scrive la Bbc - è che è la prima volta che il componente chiave di un vaccino viene progettato interamente dall'intelligenza artificiale e poi testato sugli esseri umani. Il vaccino è stato progettato per essere efficace contro tutti i coronavirus, comprese tutte le varianti del Covid, nonché i virus che attualmente infettano gli animali ma che hanno il potenziale di scatenare la prossima pandemia.
Il lavoro è ancora nelle fasi iniziali, ma il team sta già sviluppando vaccini separati che potrebbero contrastare l'influenza e l'Ebola. I vaccini insegnano al nostro corpo a riconoscere un'infezione, aumentando così le nostre possibilità di combatterla. Alcuni virus, però, sono abili nel mutare, quindi i vaccini possono diventare rapidamente obsoleti. Ecco perché i vaccini contro il Covid e l'influenza stagionale devono essere aggiornati regolarmente. "Siamo sempre in ritardo", ha affermato il professor Jonathan Heeney dell'Università di Cambridge, aggiungendo che "quello che stiamo cercando di fare è anticipare i tempi" e anticiparli a tal punto da poterci proteggere da nuove epidemie o pandemie.
Ma come funziona il nuovo vaccino? Di norma i sieri vengono progettati utilizzando un ceppo virale in circolazione. I ricercatori di Cambridge hanno prelevato i codici genetici noti da una serie di coronavirus che erano stati registrati da programmi di sorveglianza contro potenziali minacce virali. Questi codici genetici sono stati analizzati da un'intelligenza artificiale. Quest'ultima ha quindi progettato un "super-antigene" in grado di addestrare il sistema immunitario in modo da fornire protezione contro l'intera famiglia di virus, anche in caso di mutazioni o di trasmissione di una nuova infezione dagli animali all'uomo. Gli antigeni sono i componenti fondamentali dei vaccini, poiché rappresentano ciò che il sistema immunitario impara ad attaccare.
Il professor Heeney ha affermato che questa è la prima volta che un antigene progettato dall'intelligenza artificiale viene testato sugli esseri umani. Ha aggiunto che la tecnologia "ci sta sorprendendo tutti" ed è "incredibile ciò che possiamo fare con essa per il bene dell'umanità". Heeney ha dichiarato a BBC News: "Si tratta di creare vaccini che ci proteggano non solo dai virus di oggi, ma anche da ciò che potrebbe causare la prossima epidemia o malattia. "Si tratta di un cambiamento fondamentale nel modo in cui ci prepariamo alle pandemie". Le sperimentazioni, condotte su 39 persone, erano state progettate per valutare la sicurezza di tali vaccini. Un secondo studio, che coinvolgerà circa 200 persone, fornirà una comprensione più approfondita dell'efficacia del vaccino nell'addestrare il sistema immunitario.
I risultati, pubblicati sul Journal of Infection, affermano che l'impatto sul sistema immunitario è stato "modesto", ma continuano a suscitare interesse. Il professor Saul Faust, che ha condotto alcuni degli esperimenti presso l'Università di Southampton, ha affermato che il progetto basato sull'intelligenza artificiale "ha sicuramente del potenziale" ed è "davvero entusiasmante". Ha dichiarato alla BBC: "La cosa davvero interessante è che la tecnologia è molto più efficace nella progettazione di vaccini per potenziali pandemie quando i virus mutano". Il team di Cambridge sta già conducendo ricerche sugli animali per sviluppare vaccini universali contro l'influenza stagionale, che non necessiterebbero di essere adattati ogni anno, e un vaccino contro l'influenza aviaria H5N1, nel caso in cui il virus che attualmente sta devastando le popolazioni di uccelli si trasformasse in una pandemia umana.
Si sta inoltre valutando la possibilità di sviluppare un vaccino contro le febbri emorragiche virali, tra cui il virus Ebola. L'attuale epidemia nella Repubblica Democratica del Congo è causata da un ceppo per il quale non esiste ancora un vaccino. Il professor Andy Pollard, direttore dell'Oxford Vaccine Group, non è stato coinvolto nello studio, ma ha affermato che questo approccio sta generando prove convincenti nella ricerca sugli animali. "Sono dati affascinanti e nessuno avrebbe previsto che sarebbero stati in grado di generare queste risposte immunitarie", ha dichiarato alla BBC News. La vera prova, dice, sarà ciò che accadrà nelle sperimentazioni sull'uomo, poiché il nostro sistema immunitario è diverso da quello dei topi da laboratorio, essendo stato plasmato da anni di infezioni.
Più in generale, ha affermato che l'intelligenza artificiale diventerà una vera e propria rivoluzione nella ricerca sui vaccini e che gli strumenti di IA avranno il potenziale per prevedere la risposta del sistema immunitario a un vaccino, accelerandone notevolmente lo sviluppo e "salvando vite umane". La professoressa Marian Knight, direttrice scientifica del National Institute for Health and Care Research, ha dichiarato: "Lo straordinario successo di questa sperimentazione con un 'super-antigene' progettato con l'intelligenza artificiale rappresenta un passo avanti fondamentale nella nostra capacità di offrire una protezione virale ampia e duratura". Il Ministro della Scienza Lord Vallance ha dichiarato: "Un altro successo scientifico britannico, un ottimo esempio di come possiamo unire la nostra esperienza nella ricerca con l'intelligenza artificiale per offrire nuove terapie. "Con i primi studi sull'uomo che hanno mostrato risultati positivi, questo lavoro potrebbe contribuire ad accelerare la diffusione dei vaccini, a beneficio delle persone di tutto il mondo a lungo termine."

(Adnkronos) - È il giorno delle semifinali del Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 5 giugno, Alexander Zverev sfida Jakub Mensik - in diretta tv e streaming - nel penultimo atto dello Slam di Parigi, con il vincente che se la vedrà in finale con uno tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Il tedesco arriva al match dopo aver eliminato Bonzi, Machac, Halys, De Jong e Jodar, mentre Mensik ha superato Draguet, Navone, De Minaur, Rublev e Fonseca.
La semifinale tra Zverev e Mensik è in programma oggi, venerdì 5 giugno, alle ore 14.30, nella sessione diurna del Philippe-Chatrier. I due tennisti si sono affrontati in un solo precedente, vinto da Zverev negli ottavi dell'ultimo Masters 1000 di Madrid.
Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

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(Adnkronos) - L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) non è stata in grado di ispezionare gli impianti nucleari iraniani da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro i siti nel giugno 2025. Lo scrive al Jazeera, citando un rapporto riservato diffuso tra gli Stati membri delle Nazioni Unite e visionato dall'Associated Press. L'Aiea ha dichiarato di "non poter fornire alcuna informazione sulle dimensioni attuali, la composizione o l'ubicazione delle scorte di uranio arricchito in Iran, né se l'Iran abbia sospeso tutte le attività legate all'arricchimento".
L'organizzazione ha inoltre avvertito di non essere "in grado di adempiere alle proprie responsabilità di salvaguardia" nei confronti dell'Iran ai sensi del Trattato di non proliferazione nucleare, definendo "indispensabile e urgente" che Teheran rispetti i propri obblighi. Secondo l'Associated Press, l'unico impianto iraniano ispezionato dopo il precedente rapporto di febbraio è stata la centrale nucleare di Bushehr, visitata dal 1° al 3 giugno. Secondo gli ultimi dati registrati dall'Aiea, l'Iran possiede 440,9 kg di uranio arricchito al 60%, un piccolo passo tecnico rispetto ai livelli necessari per la produzione di armi nucleari. Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ha ribadito nel rapporto il suo pieno sostegno ai negoziati in corso tra Washington e Teheran, "volti a trovare una soluzione reciprocamente accettabile alle questioni relative al programma nucleare iraniano, e la sua disponibilità a sostenere un eventuale accordo".
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato, a tal proposito, che Washington non ha bisogno di un accordo con l'Iran per ottenere uranio arricchito . "Potremmo ottenerlo subito. Non credo che potrebbero fermarci nemmeno se volessimo, ma non c'è motivo di farlo. È sepolto", ha detto ai giornalisti nello Studio Ovale. Trump ha anche detto di non voler incontrare la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei. Ha poi aggiunto che, se Washington e Teheran raggiungessero un accordo, sarebbe possibile un incontro tra le due parti, e ha concluso: "Se ciò accadesse... sarei rispettoso".

(Adnkronos) - Dice di provare "sollievo" per "l’ennesima assoluzione di mio padre", anche se "l’emozione dominante è la rabbia". "Hanno provato a batterlo più nelle procure che nelle urne. E credo che una parte del Paese lo abbia capito molto bene già da tempo". A parlare in un'intervista a Libero è Barbara Berlusconi, terzogenita del Cavaliere, dopo l'archiviazione del gip di Firenze dell'inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993. "Leggere che mancavano 'elementi concreti' fa inevitabilmente riflettere su quanto dolore, quanto fango e quanta delegittimazione siano stati costruiti inutilmente contro di lui - dice -. E perché nessuno potrà mai restituire il peso umano di trent’anni di accuse così infamanti".
Anche alla luce dell'archiviazione di ieri Barbara Berlusconi ritiene che "il referendum sulla magistratura sia stata una grande occasione persa. Non lo dico pensando solo alla storia di mio padre. Lo dico da cittadina che vede da anni crescere nel Paese una sfiducia profonda verso il funzionamento della giustizia. In Italia il problema non è mettere in discussione l’autonomia della magistratura, che resta un pilastro democratico. Il problema è trovare finalmente un equilibrio più sano tra indipendenza, responsabilità e tutela dei cittadini". Ecco perché l'ipotesi di introdurre una responsabilità civile dei magistrati la vede "assolutamente" favorevole.
"Credo che sia una riforma necessaria - sottolinea -. Oggi in Italia esiste un enorme squilibrio: i magistrati esercitano un potere immenso sulla vita delle persone, sulla politica, sulle imprese, sulla reputazione dei cittadini, ma di fatto sono gli unici che quasi non rispondono mai personalmente dei propri errori. Se sbaglia gravemente un medico, un imprenditore, un ingegnere o un manager, paga. Se invece un’indagine dura trent’anni, distrugge reputazioni, produce costi enormi per lo Stato e poi finisce senza elementi concreti, quasi nessuno risponde davvero". Una riforma che non mette in discussione l’indipendenza della magistratura, che "è sacrosanta". Ma, avverte Barbara Berluconi "indipendenza non può voler dire irresponsabilità. In una democrazia matura le due cose devono convivere. Oggi invece esiste la percezione, molto diffusa tra i cittadini, che quando un magistrato sbaglia gravemente non accada quasi nulla. E questo mina la fiducia nella giustizia molto più di qualsiasi riforma".
"Credo che il Parlamento debba avere il coraggio di intervenire subito con una legge ordinaria per rafforzare seriamente la responsabilità civile dei magistrati. Per troppi anni si è preferito lasciare tutto immobile, anche davanti a errori evidenti, processi infiniti, indagini durate decenni e vicende che hanno avuto conseguenze enormi sulla vita delle persone e sul clima democratico del Paese. E credo che questo abbia prodotto un danno profondo anche all’immagine stessa della magistratura".
E ancora: "Io non penso affatto che chiedere più responsabilità significhi indebolire i giudici. Al contrario, credo che significhi rafforzare la credibilità della giustizia e ristabilire un equilibrio più sano tra potere e responsabilità. In tutte le democrazie liberali un grande potere deve avere anche adeguati contrappesi. Il Parlamento ha il dovere di provarci".

(Adnkronos) - “Il recente focolaio registrato nel Kent nel 2026, causato proprio dal meningococco B e gestito con antibiotici e vaccinazione dei contatti, dimostra che non possiamo continuare a intervenire solo dopo l’emergenza. Questo sierogruppo rappresenta oltre la metà dei casi segnalati in Europa ed è dominante in tutte le fasce d’età sotto i 65 anni. Anche in Italia il suo impatto resta rilevante e l’adolescenza è una fase cruciale per la trasmissione, legata alle dinamiche sociali e agli ambienti chiusi”. Questo il messaggio di Susanna Esposito, professoressa ordinaria di Pediatria all’Università di Parma e presidente del congresso della European Society for Paediatric Infectious Diseases (Espid) 2026 in corso a Bologna fino al 5 giugno, che richiama l’attenzione sul meningococco di tipo B, tuttora il più diffuso in Europa e invita a superare una logica reattiva nella prevenzione della meningite meningococcica per costruire una strategia strutturata anche per l’adolescenza, senza attendere le emergenze.
Per questo, prosegue, “l’introduzione della vaccinazione contro il meningococco B in adolescenza deve essere valutata in modo sistematico, sulla base del peso della malattia, della gravità clinica e delle conseguenze sociali, non solo in risposta a episodi emergenziali”. Una direzione già intrapresa in altri Paesi europei, come la Francia, che ha esteso l’offerta vaccinale anche agli adolescenti. In Italia, però, manca ancora una regia nazionale. “Esiste una spinta importante a livello regionale – spiega Esposito –. Oggi 17 Regioni offrono gratuitamente la vaccinazione agli adolescenti, con modalità che variano tra chiamata attiva e accesso su richiesta. Tuttavia, la mancata inclusione nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale e nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) determina inevitabilmente disuguaglianze territoriali”. Dove l’offerta è organizzata e proattiva le coperture aumentano, ma altrove la vaccinazione rischia di essere percepita come meno prioritaria. “Senza un quadro nazionale condiviso e un inserimento nei Lea è difficile definire obiettivi di copertura, sistemi di richiamo e strumenti di monitoraggio. Non è solo un tema formale ma riguarda l’equità di accesso e la capacità di programmazione dei servizi”.
Un altro nodo centrale è il richiamo vaccinale. “Garantire continuità della protezione è fondamentale – sottolinea –. Al momento è on label offrire un richiamo omologo agli adolescenti che hanno ricevuto il ciclo primario tra i 2 e i 10 anni. A breve sono anche attesi i risultati di uno studio che ha valutato sicurezza e risposta immunitaria di una dose di richiamo negli adolescenti vaccinati sotto i 2 anni. Se confermeranno sicurezza e risposta immunitaria adeguata, l’aggiornamento previsto per l’inizio del 2027 del riassunto delle caratteristiche del prodotto potrà estendere la possibilità di una dose di richiamo anche negli adolescenti vaccinati nel primo biennio di vita. Una possibilità che permetterebbe di collegare in modo coerente la protezione del lattante a quella dell’adolescente, semplificando il calendario vaccinale e rendendo più sostenibile l’organizzazione dell’offerta”.
Sul fronte dell’adesione, l’impegno deve essere continuo. “La meningite meningococcica è rara ma può evolvere rapidamente con conseguenze molto gravi; per questo, in assenza di casi evidenti, la percezione del rischio tende a ridursi – osserva Esposito –. Servono quindi campagne informative mirate, giornate dedicate, iniziative nelle scuole, chiamate attive e il coinvolgimento di pediatri, medici di medicina generale e specialisti”. L’obiettivo è inserire chiaramente il vaccino contro il meningococco B all’interno di un percorso di prevenzione dell’adolescente, “non come intervento occasionale ma come parte integrante della protezione in questa fascia di età”.
Per il futuro, conclude l’esperta, le priorità sono tre: “inserire la vaccinazione contro il meningococco B in adolescenza nel prossimo Piano nazionale con obiettivi di copertura misurabili, superare le disuguaglianze regionali attraverso l’inclusione nei Lea e garantire un’offerta attiva e gratuita uniforme, rafforzare una comunicazione nazionale chiara e continuativa rivolta a famiglie e giovani. Prevenire la meningite significa costruire protezione prima che il rischio si manifesti, non inseguire l’emergenza”.

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(Adnkronos) - Avrebbe incassato in nero guadagni per oltre 270 mila euro, percependo anche l'indennità di disoccupazione. Un'influencer di OnlyFans, residente nell’alto polesine, è stata denunciata dai finanzieri della Tenenza di Lendinara (Rovigo). L’attività delle Fiamme Gialle ha permesso di ricostruire oltre 270mila euro di guadagni non dichiarati derivanti dalla vendita di 'contenuti per adulti' sul web, 120mila euro dei quali, dopo l’avvio del controllo fiscale, sono stati regolarizzati dalla content creator attraverso la presentazione tardiva della dichiarazione dei redditi. Per gli investigatori della Guardia di finanza, la giovane avrebbe totalmente evaso le tasse dal 2021 al 2023, non segnalando al fisco i proventi derivanti dai canoni di abbonamento pagati dai propri follower sulla piattaforma.
I militari hanno proceduto alle contestazioni per violazioni in materia di imposte dirette e Iva, contestando anche la cosiddetta 'tassa etica' ovvero un’addizionale introdotta nel 2006 che prevede un aumento del 25% delle imposte sui redditi per chi produce, distribuisce o vende materiale pornografico, anche se questa attività non è svolta in modo esclusivo. Il quadro investigativo si è ulteriormente aggravato quando gli accertamenti hanno rivelato che la influencer, mentre incassava 'in nero' i proventi della sua attività online, percepiva anche l’indennità di disoccupazione (Naspi) per circa 16mila euro. La content creator è stata denunciata per indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni, oltre alla revoca del beneficio e la restituzione delle somme già percepite.

(Adnkronos) - Finisce il maltempo, arriva l'estate. Il quadro meteo sta per cambiare in Italia, da Milano a Roma, da Napoli a Palermo. Le piogge e i temporali che stanno interessando in queste ore il Nord e parte del Centro hanno i minuti contati. Dopo l'anticipo rovente registrato a fine maggio, la stagione più calda è pronta a fare il suo ingresso ufficiale (e duraturo). Come confermato dalle recenti analisi, da domenica 7 giugno il meteo diventerà quello della stagione estiva, accompagnato dal rassicurante e tanto atteso Anticiclone delle Azzorre.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che, prima di approdare a questa solida fase anticiclonica, ci sarà però un'ultima finestra di instabilità.
Nelle prossime ore ci saranno ancora dei passaggi perturbati di matrice atlantica, con temporali potenzialmente intensi al Nord (specie Nord-Est) e in rapido transito dalla Toscana verso le regioni centrali adriatiche. Entro la giornata di sabato, gli ultimi focolai si attarderanno sul Nord-Ovest, colpendo la Pianura Padana, per poi esaurirsi e lasciare spazio al sereno. A partire da domenica 7 giugno, il deciso aumento della pressione atmosferica garantirà un periodo di stabilità che si protrarrà per almeno dieci o quindici giorni, specialmente sulle regioni centro-meridionali. Le temperature massime, inizialmente contenute e gradevoli, subiranno una progressiva impennata.
Già da lunedì i termometri torneranno a toccare i 33°C al Centro, spingendosi fino a 35°C in Sardegna. Il primo vero picco di calore, che risulterà fisiologicamente meno sopportabile, si registrerà da metà della prossima settimana: per mercoledì 10 giugno sono attesi 36°C diffusi tra Sardegna e Sicilia, oltre a punte afose di 32°C a Roma.
Se il Centro-Sud vivrà una fase calda, soleggiata e incontrastata, il Nord sperimenterà un clima leggermente più dinamico. A Milano, ad esempio, le temperature oscilleranno intorno a valori più miti sui 27-28°C, spesso mitigate da qualche refolo atlantico capace di innescare probabili acquazzoni.
In particolare, tra martedì e venerdì della prossima settimana, a nord del fiume Po non si esclude la formazione di temporali pomeridiani in discesa dalla fascia alpina verso le Prealpi e le pianure adiacenti. Una variabilità del tutto tipica della classica estate italiana, che non andrebbe a intaccare il quadro generale di bel tempo. È arrivato il momento di preparare le creme solari: la vera fase estiva è ai nastri di partenza.
Ecco come sarà, nel dettaglio, il meteo dei prossimi giorni:
Venerdì 5. Al Nord: ultimi temporali specialmente sul Triveneto. Al Centro: piovaschi sui settori adriatici, soleggiato altrove. Al Sud: sole prevalente.
Sabato 6. Al Nord: soleggiato salvo temporali su Alpi e Prealpi in locale sconfinamento alle pianure adiacenti. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sole prevalente.
Domenica 7. Al Nord: sole prevalente. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sole prevalente.
Tendenza: arriva l’Anticiclone delle Azzorre con condizioni soleggiate soprattutto al Centro-Sud.

(Adnkronos) - Finisce il maltempo, arriva l'estate. Le piogge e i temporali che stanno interessando in queste ore il Nord e parte del Centro hanno i minuti contati. Dopo l'anticipo rovente registrato a fine maggio, la stagione più calda è pronta a fare il suo ingresso ufficiale (e duraturo). Come confermato dalle recenti analisi, da domenica 7 giugno il meteo diventerà quello della stagione estiva, accompagnato dal rassicurante e tanto atteso Anticiclone delle Azzorre.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che, prima di approdare a questa solida fase anticiclonica, ci sarà però un'ultima finestra di instabilità.
Nelle prossime ore ci saranno ancora dei passaggi perturbati di matrice atlantica, con temporali potenzialmente intensi al Nord (specie Nord-Est) e in rapido transito dalla Toscana verso le regioni centrali adriatiche. Entro la giornata di sabato, gli ultimi focolai si attarderanno sul Nord-Ovest, colpendo la Pianura Padana, per poi esaurirsi e lasciare spazio al sereno. A partire da domenica 7 giugno, il deciso aumento della pressione atmosferica garantirà un periodo di stabilità che si protrarrà per almeno dieci o quindici giorni, specialmente sulle regioni centro-meridionali. Le temperature massime, inizialmente contenute e gradevoli, subiranno una progressiva impennata.
Già da lunedì i termometri torneranno a toccare i 33°C al Centro, spingendosi fino a 35°C in Sardegna. Il primo vero picco di calore, che risulterà fisiologicamente meno sopportabile, si registrerà da metà della prossima settimana: per mercoledì 10 giugno sono attesi 36°C diffusi tra Sardegna e Sicilia, oltre a punte afose di 32°C a Roma.
Se il Centro-Sud vivrà una fase calda, soleggiata e incontrastata, il Nord sperimenterà un clima leggermente più dinamico. A Milano, ad esempio, le temperature oscilleranno intorno a valori più miti sui 27-28°C, spesso mitigate da qualche refolo atlantico capace di innescare probabili acquazzoni.
In particolare, tra martedì e venerdì della prossima settimana, a nord del fiume Po non si esclude la formazione di temporali pomeridiani in discesa dalla fascia alpina verso le Prealpi e le pianure adiacenti. Una variabilità del tutto tipica della classica estate italiana, che non andrebbe a intaccare il quadro generale di bel tempo. È arrivato il momento di preparare le creme solari: la vera fase estiva è ai nastri di partenza.
Ecco come sarà, nel dettaglio, il meteo dei prossimi giorni:
Venerdì 5. Al Nord: ultimi temporali specialmente sul Triveneto. Al Centro: piovaschi sui settori adriatici, soleggiato altrove. Al Sud: sole prevalente.
Sabato 6. Al Nord: soleggiato salvo temporali su Alpi e Prealpi in locale sconfinamento alle pianure adiacenti. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sole prevalente.
Domenica 7. Al Nord: sole prevalente. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sole prevalente.
Tendenza: arriva l’Anticiclone delle Azzorre con condizioni soleggiate soprattutto al Centro-Sud.

(Adnkronos) - Hollywood è sotto choc per la morte di James Handy, attore statunitense noto per le sue apparizioni in film di successo come "Top Gun: Maverick" e "Jumanji". L'interprete è stato ucciso all'età di 81 anni nella sua abitazione di Tarzana, quartiere di Los Angeles, dal figlio della compagna. Secondo quanto riferito dal Dipartimento di Polizia di Los Angeles, gli agenti sono intervenuti mercoledì 3 giugno intorno alle ore 9:30 del mattino dopo una chiamata al numero di emergenza 911 che segnalava una situazione di pericolo. Nel rapporto della polizia si legge che il chiamante avrebbe dichiarato: "Sono il figlio dell'uomo, ho appena ucciso l'uomo del peccato".
All'arrivo sul posto, gli agenti hanno trovato Handy privo di sensi nel giardino dell'abitazione, con una ferita da arma da taglio al torace. Trasportato d'urgenza in ospedale dai paramedici dei vigili del fuoco di Los Angeles, è stato dichiarato morto poco dopo il ricovero. Per l'omicidio è stato arrestato Michael Gledhill, 44 anni, figlio della compagna dell'attore. Secondo la polizia, l'uomo avrebbe fermato personalmente gli agenti intervenuti sul posto, dichiarando di essere la persona che stavano cercando. Gledhill viveva nella stessa abitazione insieme alla madre e a Handy. L'uomo è stato trasferito nel carcere di Van Nuys con l'accusa di omicidio. Gli investigatori ritengono che si tratti di un episodio isolato e che non vi siano pericoli per la comunità, è stato precisato in un comunicato.
Nel corso della sua lunga carriera, James Handy ha preso parte a numerose produzioni cinematografiche e televisive. Nel 2022 era apparso in "Top Gun: Maverick" nel ruolo di un barista, mentre in "Jumanji" (1995) aveva interpretato un disinfestatore. Tra gli altri titoli figurano "Arachnophobia" (1990) e "The Rocketeer" (1991). Volto familiare anche del piccolo schermo, Handy aveva recitato in diverse serie televisive di successo, tra cui" NYPD - New York Police Department", "Beverly Hills 90210", "Law & Order", "Profiler - Intuizioni mortali", "Febbre d'amore" w più recentemente in "9-1-1" nel 2021. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Il presidente cinese Xi Jinping visiterà la Corea del Nord la prossima settimana. Lo hanno annunciato i media statali cinesi. L'emittente statale CCTV ha riferito che Xi Jinping visiterà Pyongyang dall'8 al 9 giugno su invito del leader nordcoreano Kim Jong Un, e si tratterà del suo primo viaggio a Pyongyang in sette anni. Pechino rappresenta una fonte vitale di sostegno politico ed economico per la Corea del Nord, uno dei paesi più isolati diplomaticamente al mondo e soggetto a pesanti sanzioni internazionali. Il prossimo incontro sarà il primo viaggio ufficiale all'estero di Xi quest'anno, e segue i vertici che ha ospitato il mese scorso con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin. "La Cina sta incontrando leader di tutto il mondo, coordinando le posizioni e svolgendo un ruolo di mediazione", ha dichiarato all'AFP Lim Eul-chul, esperto di Corea del Nord presso l'Università di Kyungnam, in Corea del Sud.

(Adnkronos) - Andrew Mountbatten-Windsor ha ricevuto un reddito da locazione non dichiarato derivante dal subaffitto di tre cottage nella tenuta di Royal Lodge, che aveva in affitto dalla Crown Estate. Lo ha rivelato l'organismo di controllo della spesa pubblica britannico. Il rapporto del National Audit Office (NAO) ha inoltre rivelato che il re paga l'affitto degli alloggi nei palazzi reali per le figlie dell'ex principe Andrea, le principesse Eugenie e Beatrice, che non svolgono incarichi ufficiali nella famiglia reale. Si tratta del primo rapporto sulle residenze reali degli ultimi 20 anni, che mostra come Mountbatten-Windsor, la sua famiglia e il suo staff possedessero 12 proprietà, appartenenti al Crown Estate o alla Casa Reale.
Un portavoce di Buckingham Palace ha dichiarato che il rapporto è "in linea con l'impegno della Casa Reale per la trasparenza". Il rapporto dell'organismo di controllo sulle residenze reali mostra che la principessa Eugenia possiede una proprietà a Kensington Palace e la principessa Beatrice a St James's Palace. Non pagano alcun affitto per questi alloggi nel centro di Londra; il costo viene invece coperto dalla "borsa privata", ovvero il denaro personale del monarca, e versato alla Casa Reale. Entrambi i palazzi sono mantenuti grazie a finanziamenti pubblici, attraverso il Sovereign Grant. Norman Baker, ex ministro degli Interni e critico delle finanze reali, ha affermato che sovvenzionare alloggi di lusso in questo modo è "scandaloso" e che i cittadini vengono "presi in giro".
Una fonte di Palazzo ha affermato che per gli affitti non ci sarebbero costi aggiuntivi per il Sovereign Grant, che finanzia le funzioni ufficiali della monarchia. Il rapporto non specifica a quanto ammonti la cifra pagata per le le principesse, ma si presume che corrisponda al 60% del prezzo di mercato. Il rapporto del NAO è stato sollecitato dallo scandalo che ha coinvolto Andrew Mountbatten-Windsor e sarà seguito da un'inchiesta dei parlamentari della Commissione per i conti pubblici.

(Adnkronos) - Era ricercata dal Lussemburgo per la sua attiva partecipazione in una maxi frode a livello internazionale la donna arrestata dalla Polizia di Stato a Roma, rintracciata nel quartiere Trionfale grazie alla collaborazione delle Autorità lussemburghesi, dello Scip - Servizio per la cooperazione internazionale di polizia e della Squadra Mobile capitolina. Gli inquirenti lussemburghesi, nell’ambito di una vasta indagine transnazionale su un articolato sistema di frodi esteso ben oltre i confini nazionali e ramificato in numerosi Paesi europei, hanno individuato il ruolo di una donna, che, secondo l’ipotesi degli inquirenti, avrebbe operato per conto di uno dei vertici dell’organizzazione criminale.
Nello specifico, si sarebbe occupata della contraffazione della documentazione utile ad agevolare il reimpiego ed il riciclaggio dei proventi illeciti derivanti dalla maxi frode. Le indagini, che hanno consentito di quantificare un danno complessivo superiore ai 60 milioni di euro, hanno permesso, inoltre, di risalire alla costituzione fittizia di tre società, una delle quali con sede in Italia, utilizzate quale schermo per operazioni economico-finanziarie sviluppate su scala internazionale. La sua posizione, tracciata in Italia, è stata ricostruita grazie ad un meticoloso lavoro svolto in collaborazione tra le Autorità del Lussemburgo e gli investigatori del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e della Squadra Mobile di Roma. Le ricerche congiunte hanno consentito di rintracciare la donna in un appartamento nel quartiere residenziale tra la Trionfale e Pineta Sacchetti.
Le autorità del Lussemburgo, solo pochi giorni prima, avevano emesso un mandato di arresto europeo per i reati di falsificazione di documenti pubblici autentici, frode, partecipazione ad associazione a delinquere e riciclaggio di denaro proveniente da attività criminali. Una volta data esecuzione al provvedimento, la quarantaduenne è stata accompagnata alla casa circondariale di Rebibbia, dove resterà a disposizione della Magistratura.
(Adnkronos) - Torna la Formula 1 con il Gran Premio di Montecarlo. Da oggi, venerdì 5 giugno, a domenica 7 giugno, il Circus fa tappa nel Principato di Monaco per il sesto appuntamento della stagione. Si riparte dal successo in Canada di Andrea Kimi Antonelli, sempre più leader della classifica piloti con 131 punti (+ 43 sul primo inseguitore Russell). Dalle prove libere al Gp di domenica, ecco orari, programma e dove vedere tutti gli appuntamenti del weekend.
Ecco il programma del weekend del Gran Premio di Montecarlo:
Venerdì 5 giugno
Ore 13.30: F1 - Prove Libere 1
Ore 17: F1 – Prove Libere 2
Sabato 6 giugno
Ore 12.30: F1 – Prove Libere 3
Ore 16.00: F1 - Qualifiche
Domenica 7 giugno
Ore 15: F1 - Gara
Il Gran Premio di Montecarlo verrà trasmesso in diretta da Sky su Sky Sport F1 (canale 207) e in streaming su Sky Go e Now. Alcuni appuntamenti, come le qualifiche di sabato e la gara di domenica (in differita alle 18:30) saranno visibili anche in chiaro su Tv8.

(Adnkronos) - Dove vedere tutte le partite dei Mondiali 2026? Dazn si prepara a raccontare ogni azione ed emozione della Coppa del Mondo Fifa con una copertura editoriale in programma sin dal mattino fino a tarda notte, che accompagnerà i tifosi per l’intera durata della competizione più prestigiosa al mondo. Dalla gara inaugurale alla finalissima del 19 luglio. Un mese di grande calcio con tutte le 104 partite che saranno trasmesse solo su Dazn con commento in italiano, 104 highlights, 34 best moments, 7 goal collection, contenuti originali, show esclusivi, 16 ore live al giorno e 1000 eventi con nuove funzionalità di prodotto pensate per amplificare l’esperienza di visione e il coinvolgimento della community.
Collegate dagli Stati Uniti, tre crew giornalistiche che seguiranno le sfide principali direttamente sul campo, garantendo una presenza editoriale costante. Dai luoghi simbolo della competizione, gli inviati di Dazn racconteranno le imprese delle Nazionali e il dietro le quinte del Mondiale attraverso collegamenti in diretta dai campi, contributi editoriali negli show e una copertura social continuativa, per portare in Italia ogni dettaglio dei mondiali più grandi di sempre. Sfide in diretta ma anche storie “extra-campo” che porteranno i tifosi a scoprire il contesto, l’identità e il “battito” culturale dei Paesi Ospitanti e delle Nazionali partecipanti.
Fifa, l’organo di governo del calcio mondiale, e Dazn, la principale piattaforma globale di intrattenimento sportivo, siglano un accordo per portare Fifa+ in esclusiva solo su Dazn, segnando così una nuova e significativa fase della loro partnership strategica e un importante passo nel percorso che mira a rendere l’Ott il punto di riferimento per il calcio a livello globale. L’accordo dà vita a una destinazione globale unica che raccoglie migliaia di eventi live legati alla FIFA, contenuti di archivio e produzioni originali: il servizio unisce così l’ampio portfolio di contenuti calcistici internazionali della Fifa con l'offerta di diritti calcistici di Dazn, che comprende i principali campionati e le competizioni più rilevanti a livello mondiale.
L'offerta di FIFA+ su DAZN include circa 8.500 partite in diretta all'anno in mercati selezionati, oltre a un’ampia proposta di contenuti provenienti dalle Federazioni affiliate, contribuendo in modo significativo ad accrescere la visibilità globale e la scoperta di competizioni, giocatori e storie di grande calcio. A questo si aggiunge una ricca selezione di materiali d'archivio tratti dalle scorse edizioni delle competizioni FIFA, comprese la FIFA World Cup e la FIFA Women’s World Cup, permettendo ai tifosi di rivedere e rivivere partite integrali, highlights, gol e raccolte tematiche, oltre a contenuti speciali che includono filmati storici e prospettive inedite. Inoltre, l’offerta per il 2026 includerà la FIFA U-20 Women’s World Cup in Polonia, la FIFA U-17 Women’s World Cup in Marocco, la FIFA U-17 World Cup™ in Qatar e, in alcuni territori selezionati, la FIFA Intercontinental Cup.
Grazie alla portata internazionale e alle capacità distributive di DAZN, FIFA+, integrata in app su DAZN, consentirà alle Federazioni di raggiungere nuovi pubblici e massimizzare l’impatto dei propri contenuti a livello globale, offrendo al contempo alla FIFA nuove opportunità per evolvere e ampliare la propria offerta digitale - già sviluppata e consolidata con successo negli ultimi anni - facendo leva su insight data-driven, strumenti di engagement e sull’expertise di DAZN come principale piattaforma globale di intrattenimento sportivo.
Accanto all’offerta calcistica premium di DAZN, l’OTT metterà a disposizione funzionalità interattive pensate per coinvolgere i nuovi e gli attuali utenti di FIFA+, come chat live con calciatori ed esperienze condivise attraverso la FanZone, la community social che permette agli utenti di interagire tra loro grazie a strumenti come chat in tempo reale, sondaggi, quiz e giochi.
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