(Adnkronos) - Papa Leone XIV, sul volo verso l'Angola, salutando i media al seguito, ha spiegato che i suoi discorsi sono stati preparati prima e che quindi non sono da interpretare "come se cercassi di dibattere nuovamente con il presidente Trump, cosa che non è nel mio interesse". Lo riportano i media vaticani.
Il Pontefice, sul volo che lo ha portato in Angola, come riportano i media vaticani, ha detto ai giornalisti al seguito: "Si è diffusa una certa narrazione, non del tutto accurata, a causa della situazione politica creatasi quando, il primo giorno del viaggio, il presidente degli Stati Uniti ha rilasciato alcune dichiarazioni su di me". Papa Leone si è riferito alle accuse che Donald Trump gli ha rivolto sulle quali il Pontefice stesso era intervenuto nel volo che lo portava in Algeria.
"Papa Leone è debole sulla criminalità e pessimo per la politica estera - aveva detto il presidente americano - Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano", l'affondo presidenziale. "Io non ho paura dell'amministrazione Trump, parlo del Vangelo, continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra - aveva replicato Leone XIV - Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui".
"Gran parte di ciò che è stato scritto da allora non è altro che un commento su commento, nel tentativo di interpretare quanto è stato detto", ha affermato oggi Leone XIV. Un esempio è il discorso pronunciato all'incontro di preghiera per la pace a Bamenda due giorni fa. "Quel discorso - ha spiegato il Pontefice - era stato preparato due settimane prima, ben prima che il presidente commentasse su di me e sul messaggio di pace che sto promuovendo. Eppure, è stato interpretato come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il presidente, cosa che non è affatto nel mio interesse".
"Io vengo in Africa - ha puntualizzato - principalmente come pastore, come capo della Chiesa cattolica, per stare con, per celebrare con, per incoraggiare e accompagnare tutti i cattolici africani".

(Adnkronos) - José Mourinho prova a spiazzare il giornalista che ribatte colpo su colpo e scatena le risate dello Special One. Il siparietto va in scena nella conferenza stampa dell'allenatore del Benfica. Argomento, il contratto del tecnico, vincolato fino al 2027. Mourinho non esclude il divorzio a fine stagione, con un anno d'anticipo rispetto alla scadenza dell'accordo, e attende segnali dalla società per un eventuale prolungamento.
"Non posso dire che resto per 10 anni. Non dipende da me, un allenatore o un giocatore fanno parte di una struttura del club", dice Mourinho nel prolungato botta e risposta. "Tu puoi che garantire che rimarrai a RTP?", chiede l'allenatore al giornalista. "Posso, perché non mi vuole nessuno, è facile", la risposta che fa centro. Mourinho ride e incassa.

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(Adnkronos) - Tragedia a Cossombrato, nell’astigiano. Secondo i primi accertamenti un uomo di 57 anni di origine albanese avrebbe ucciso a roncolate l’ex moglie e il nuovo compagno, anch’essi di origine albanese, e poi si sarebbe tolto la vita gettandosi dal castello del paese. I corpi delle due vittime sono stati trovati nella tarda mattinata di oggi in un fosso a poca distanza l’uno dall’altro nei pressi di un campo dove si trovano alcuni alveari di cui a quanto di è appreso, la coppia si occupava. A dare l’allarme il fratello della donna, preoccupato poiché non aveva notizie della sorella. Accanto ai due corpi è stato trovato anche un attrezzo agricolo con cui sarebbero stati colpiti a morte. L’uomo, invece, si sarebbe gettato dal castello nella notte. Sono in corso le indagini dei carabinieri per accertare l’esatta dinamica dell’accaduto.

(Adnkronos) - Il Parma passa di misura sul campo dell'Udinese nella 33esima giornata di Serie A oggi, sabato 18 aprile: 0-1 il risultato finale. Tre punti preziosi in chiave salvezza per gli emiliani, ora al 13esimo posto a 39 punti. Friulani fermi all'11esimo con 43 punti.
Dopo un primo tempo senza reti, la partita si sblocca nel secondo tempo con il vantaggio agguantato dal Parma al 52': gol di Elphege favorito da una serie edi errori della difesa friulana. Pareggio sfiorato in due occasioni consecutive, al 76' con Gueye che trova di testa la traversa e un minuto dopo con Zaniolo anche lui di testa, la palla sfiora il palo dal lato esterno. Altro pareggio sfiorato per Gueye all'83', tiro debole che finisce dritto tra le mani di Suzuki. Sei i minuti di recupero, nell'ultimo di questo Zaniolo trova l'occasione migliore della partita ma ancora una volta Suzuki interviene.

(Adnkronos) - È morta Nathalie Baye, una delle figure più luminose e riconoscibili del cinema francese contemporaneo. Aveva 77 anni. A confermare la scomparsa, avvenuta venerdì sera, è stata la famiglia.
L’attrice soffriva da tempo della demenza a corpi di Lewy, una patologia neurodegenerativa che unisce sintomi simili a quelli dell’Alzheimer e del Parkinson e che negli ultimi mesi aveva aggravato sensibilmente le sue condizioni di salute. Con oltre cinquant’anni di carriera e circa un centinaio di film all’attivo, Baye è stata protagonista tra cinema d’autore, grandi produzioni internazionali e collaborazioni con alcuni dei più importanti registi della storia del cinema europeo.
Nata a Mainneville il 6 luglio 1948, Nathalie Baye aveva iniziato il suo percorso artistico dalla danza, studiata a partire dai quattordici anni nel Principato di Monaco. Dopo un’esperienza negli Stati Uniti con una compagnia di ballo, aveva scelto di dedicarsi alla recitazione, formandosi al Conservatoire national supérieur d’art dramatique di Parigi, dove si era diplomata nel 1972. Il suo debutto cinematografico arriva nei primi anni Settanta, in un contesto straordinariamente fertile per il cinema francese. Tra le prime apparizioni figura "Effetto notte" (1973) di François Truffaut, film-simbolo del cinema nel cinema, che segna l’inizio di un legame artistico destinato a consolidarsi negli anni. Con lo stesso regista avrebbe poi lavorato anche in "L’uomo che amava le donne" (1977) e "La camera verde" (1978).
Il suo nome si lega presto ai grandi autori della Nouvelle Vague e del cinema d’autore europeo: Jean-Luc Godard la dirige in "Si salvi chi può (la vita)" (1980) e in "Detective" (1985), mentre Bertrand Tavernier la vuole in "Una settimana di vacanze" (1980). Con Claude Sautet recita in "Mado" (1976), contribuendo a definire un’epoca del cinema francese segnata da introspezione e realismo emotivo.
La carriera di Nathalie Baye è costellata di riconoscimenti. Ha vinto il Premio César come migliore attrice protagonista per "La spiata" (1982) e per "Il giovane tenente" (2005), e come migliore attrice non protagonista per "Si salvi chi può" (la vita) (1980) e "Una strana storia" (1981). A questi si aggiungono la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia per "Una relazione privata" (1999) di Frédéric Fonteyne, una delle sue interpretazioni più intense e intime, e numerosi premi internazionali, tra cui un riconoscimento al Festival di Seattle per "Sciampiste & Co." (1999) di Tonie Marshall, dove offre una prova brillante e ironica nei panni di un’estetista anticonvenzionale.
La sua versatilità le ha permesso di attraversare generi e registri diversi senza mai perdere coerenza interpretativa. Dalla commedia al dramma psicologico, Baye ha incarnato una femminilità complessa, mai stereotipata, capace di alternare fragilità e determinazione. Tra i ruoli più amati dal pubblico e dalla critica spicca quello in "Il ritorno di Martin Guerre" (1982) di Daniel Vigne, dove interpreta una donna divisa tra verità e inganno in una vicenda ambientata nella Francia del XVI secolo. Un’interpretazione intensa, che contribuisce al successo internazionale del film. Non meno significativa la partecipazione a "Il fiore del male" (2003) di Claude Chabrol, dove conferma la sua capacità di muoversi con naturalezza nel cinema psicologico e familiare.
Negli anni Duemila Nathalie Baye amplia ulteriormente i propri orizzonti, partecipando a produzioni internazionali. Steven Spielberg la dirige in "Prova a prendermi" (2002), dove recita accanto a Leonardo DiCaprio e Tom Hanks, dimostrando la sua capacità di inserirsi con eleganza anche nel cinema hollywoodiano. Successivamente lavora con registi come Xavier Dolan in "Laurence Anyways e il desiderio di una donna" (2012) e "È solo la fine del mondo" (2016), confermando un rapporto privilegiato con il cinema contemporaneo più autoriale e sensibile alle dinamiche familiari e psicologiche.
Secondo molti critici, la sua forza risiedeva nella naturalezza: un’interpretazione mai forzata, capace di rendere credibili tanto i personaggi più fragili quanto quelli più complessi e ambigui. Una qualità che l’ha resa una delle attrici più rispettate del panorama europeo.
La vita privata di Nathalie Baye è stata spesso sotto i riflettori, anche per la sua relazione con il cantante Johnny Hallyday, dalla quale è nata la figlia Laura Smet, oggi attrice affermata. Nonostante la notorietà, Baye ha sempre mantenuto una forte discrezione, difendendo con coerenza la propria indipendenza artistica e personale. Negli ultimi anni aveva anche preso posizione su temi sociali e civili, in particolare sul fine vita, firmando nel 2023 un appello pubblico per la riforma della legislazione francese. Un intervento che aveva suscitato dibattito e che rifletteva la sua sensibilità verso le questioni etiche legate alla dignità della persona.
Alla notizia della sua morte, il presidente francese Emmanuel Macron ha ricordato "un'attrice con cui abbiamo amato e sognato", mentre numerosi colleghi hanno sottolineato la sua umanità oltre che il suo talento. L’attore Richard Berry ha condiviso un messaggio commosso, ricordando i momenti condivisi sul set di "La Baule-les-Pins" (1990), mentre altri registi e attori hanno evidenziato la sua eleganza discreta e la sua capacità di incarnare una certa idea del cinema francese: rigoroso, umano, profondamente autentico. (di Paolo Martini)
"La divisa dei Vigili del Fuoco è progettata per proteggere da
fiamme, fumi e sostanze tossiche, ma può nascondere un rischio per
la salute. I materiali utilizzati, come il Teflon e altri Pfas,
sono sostanze chimiche artificiali che, quando utilizzate a lungo
ed esposte ad alte temperature, possono essere assorbite
dall'organismo. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica
Environmental Science & Technology evidenzia come i PFAS possano
interferire con i meccanismi di difesa delle cellule, rendendole
più vulnerabili allo sviluppo di tumori". Lo afferma il capogruppo
del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Michele Ciusa, che
ha presentato una mozione coi colleghi di partito - di cui è primo
firmatario - per chiedere al governo maggiori controlli e tutele
per la categoria. L'obiettivo è rafforzare la prevenzione sanitaria
attraverso biomonitoraggi, l'inserimento di specifici controlli
nelle visite periodiche e il riconoscimento del lavoro dei Vigili
del Fuoco come attività particolarmente usurante.
(Adnkronos) - Il Napoli torna in campo in Serie A. Oggi, sabato 18 aprile, la squadra di Antonio Conte ospita la Lazio al Maradona in uno dei big match della 33esima giornata di campionato. Gli azzurri arrivano dal pari nell'ultimo turno contro il Parma, mentre gli uomini di Sarri hanno perso contro la Fiorentina.
Dove vedere Napoli-Lazio? La partita sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.
Nella prossima giornata di campionato, il Napoli ospiterà la Cremonese venerdì 24 aprile al Maradona (ore 18:30). La Lazio ospiterà invece l'Udinese all'Olimpico lunedì 27 aprile (ore 20:45).

(Adnkronos) - Il Napoli torna in campo in Serie A. Oggi, sabato 18 aprile, la squadra di Antonio Conte ospita la Lazio al Maradona in uno dei big match della 33esima giornata di campionato. Gli azzurri arrivano dal pari nell'ultimo turno contro il Parma, mentre gli uomini di Sarri hanno perso contro la Fiorentina.
Dove vedere Napoli-Lazio? La partita sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.
Nella prossima giornata di campionato, il Napoli ospiterà la Cremonese venerdì 24 aprile al Maradona (ore 18:30). La Lazio ospiterà invece l'Udinese all'Olimpico lunedì 27 aprile (ore 20:45).

(Adnkronos) - Scossa di terremoto di magnitudo 3.0 nel Maceratese oggi, sabato 18 aprile. L'evento, localizzato dalla Sala Sismica Ingv-Roma, si è verificato alle 14:53 con epicentro a circa 3 chilometri da Sant'Angelo in Pontano e a una profondità di 21 chilometri. La scossa di terremoto è stata avvertita dalla popolazione, anche nel Fermano.

(Adnkronos) - Diverse persone sono morte e altre, tra cui una bambina, sono rimaste ferite dopo che un uomo ha aperto il fuoco in un supermercato nel quartiere Holosiivskyi di Kiev. Lo ha riferito il sindaco della capitale ucraina, Vitaliy Klitschko, in una nota citata dall'emittente Rbc.
"È in corso un'operazione speciale per arrestare l'uomo che ha aperto il fuoco e che attualmente si trova all'interno del supermercato. Secondo le prime informazioni, si starebbero esplodendo colpi d'arma da fuoco anche all'interno dell'edificio", ha dichiarato Klitschko. Sul posto sono intervenute squadre di polizia e le forze speciali Kord.

(Adnkronos) - E' di due morti e cinque feriti, tra cui una bambina, il bilancio di una sparatoria avvenuta oggi in un supermercato a Kiev, dove un uomo ha aperto il fuoco per poi barricarsi all'interno. Lo ha reso noto su Telegram il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, secondo il quale è in corso un'operazione di polizia.

(Adnkronos) - Sono stati oltre 6.000 i visitatori che dal 16 al 18 aprile hanno popolato i padiglioni del Piacenza Expo per la 6ª edizione del Gic - Giornate Italiane del Calcestruzzo e degli Inerti da Costruzione e Demolizione, la principale mostra-convegno anche a livello europeo dedicata alle macchine, alle attrezzature e alle tecnologie per la filiera del calcestruzzo, alla prefabbricazione, alla demolizione delle strutture in cemento armato, al trasporto e al riciclaggio degli inerti, alle pavimentazioni continue e ai massetti. Un’edizione che, già prima dell’apertura, si è prospettata come quella dei record, grazie alle 330 aziende espositrici (+27% vs 2024), ai 9.328 metri quadri di superficie netta espositiva (+22% vs 2024) e ai 64 espositori esteri (+33% vs 2024).
Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & Exhibitions, ha dichiarato: "In uno scenario condizionato dalle tensioni geopolitiche e dai timori legati anche ai possibili tagli ai travel budget, registrare un bilancio positivo è già di per sé un segnale estremamente incoraggiante. Nei primi due giorni, e alla vigilia della chiusura, abbiamo rilevato numeri record di partecipazione, che ci portano a stimare il superamento dei 6.000 visitatori unici nell’arco di tre giorni, con una forte incidenza di pubblico ed espositori esteri. Un dato particolarmente significativo riguarda la qualità dei visitatori, tutti operatori altamente qualificati: un risultato che ci consente di tracciare un bilancio positivo e guardare con fiducia anche ai prossimi appuntamenti. Mediapoint & Exhibitions proseguirà infatti con nuove manifestazioni dedicate a temi strategici come energia e innovazione industriale – dal nucleare alle tecnologie per la transizione energetica – ambiti oggi sempre più centrali anche alla luce della necessità di garantire autonomia, sicurezza degli approvvigionamenti e competitività al sistema produttivo".
In questo quadro, la manifestazione – anche grazie ai 16 convegni altamente qualificati in programma – ha rappresentato un momento di confronto fondamentale per l’intera filiera del calcestruzzo. Il conflitto in Medio Oriente, oltre a incidere sui costi energetici, ha infatti evidenziato i rischi legati all’approvvigionamento di materiali strategici per l’edilizia, alimentando pressioni sui prezzi lungo tutta la catena delle costruzioni. Allo stesso tempo, i recenti eventi che hanno messo in luce la fragilità del territorio e delle infrastrutture italiane hanno riportato al centro il tema della sicurezza e della manutenzione delle opere. Il GIC si è così confermato una piattaforma di dialogo tra imprese, istituzioni e mondo tecnico, rafforzando il confronto sui temi della stabilità delle filiere e della resilienza delle infrastrutture.
A sottolineare la primaria importanza della fiera a livello europeo, oltre alla rinnovata presenza dell’Aeronautica Militare Italiana, giungono le dichiarazioni di alcune fra le maggiori associazioni patrocinati. Fra tutte, Giovanni Grondona Viola, presidente di Assimp Italia, ha ribadito come il Gic si sia confermato "un luogo privilegiato di dialogo tra imprese, professionisti e istituzioni" sui temi cruciali dell’innovazione, della sostenibilità e della chiarezza normativa per la filiera. Anche Assobeton ha espresso soddisfazione: "Le Giornate Italiane del Calcestruzzo hanno rappresentato un’importante occasione per riportare al centro del dibattito il materiale che ha fatto la storia delle costruzioni civili", ha dichiarato il presidente Enrico Dassori, rinnovando l’impegno dell’associazione nel promuovere sicurezza, qualità e sostenibilità del comparto. Un settore che, come sottolineato da Giuseppe Ruggiu, presidente di Atecap, sta vivendo "una profonda trasformazione tecnologica, culturale e normativa", con il passaggio da una logica centrata sul prodotto a un approccio orientato alla prestazione e al ciclo di vita delle opere. In questo quadro, il GIC si è confermato anche un punto di connessione con la dimensione europea: "La nostra presenza ha puntato a rafforzare il dialogo tra strategie europee e realtà nazionale", ha spiegato Alessio Rimoldi, segretario generale di Bibm, evidenziando come l’evento abbia promosso una visione condivisa su innovazione, sostenibilità e competitività del settore. "La partecipazione di Nadeco al Gic è perfettamente in linea con la nostra strategia di crescita e consolidamento del settore", ha sottolineato Stefano Panseri, presidente di Nadeco, evidenziando il valore della fiera, anche in questa sesta edizione, come spazio di condivisione di best practice e standard normativi.
La cerimonia di premiazione degli Idra Italian Demolition & Recycling Awards, alla sua seconda edizione, nella serata di venerdì 17, ha dato visibilità al lavoro delle imprese e dei professionisti che operano nei comparti della demolizione, del decommissioning di impianti e strutture industriali e del riciclaggio degli inerti da C&D, riconoscendone la professionalità, l’importanza per l’economia circolare e il beneficio per l’ambiente e lo sviluppo del Paese. Ben 22 le realtà premiate: il Premio Impresa di demolizioni dell’anno è andato a Monaci Demolizioni Speciali, mentre quello Impresa Riciclaggio Inerti da C&D dell’anno a Fratelli Perico. Il riconoscimento Demolizione dell’anno è stato assegnato ad Eco Demolizioni. Laurini Officine Meccaniche si è aggiudicata il riconoscimento Innovazione di Prodotto: macchine e attrezzature per la demolizione controllata. Pilosio ha ricevuto il Premio Innovazione in ambito ambientale, mentre Green Trasporti Az il Premio Speciale Green Award. Il Premio Speciale Lady Award è andato a Chiara Scaglia. Grande attenzione per il Premio Speciale alla Carriera, andato, nelle sue differenti declinazioni a: Paolo Ceresoli, Boschini Srl, Luigi Magri e Giancarlo Marchetti, Guido Azzalini, Renzo Saglietti, Effelle Srl, Fg Commerce & Demolition, Fracasso Srl, Franco Morari, Virginio Longhi, Mauro Martini, Nicola Bontempi, Mauro Pedroncelli, Cav. Lauro Riani, Valeriano Parizzi.
Chiude dunque la 6ª edizione del Gic, ma l’attività di Mediapoint & Exhibitions non si ferma. La società dà infatti appuntamento per le prossime fiere in programma dal 9 al 11 giugno, sempre nei padiglioni del Piacenza Expo: Hydrogen-Expo, la più grande mostra-convegno italiana dedicata al comparto tecnologico per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno; Npe – Nuclear Power-Expo la prima mostra-convegno italiana dedicata al comparto dell’energia nucleare e Cybsec-Expo, la nuovissima esposizione dedicata alla sicurezza informatica, alla protezione dei dati e delle infrastrutture critiche, che si terranno in contemporanea.
(Adnkronos) - Durante il corteo ‘Milano è migrante', organizzato da sinistra, associazioni antirazziste e alcuni centri sociali milanesi in risposta al raduno dei Patrioti organizzato dalla Lega, un gruppo di manifestanti ha preso di mira un manifesto che pubblicizzava l’iniziativa del Carroccio in piazza Duomo. Subito sono partiti cori e slogan per esprimere dissenso nei confronti della Lega. Poi, un gruppetto di ragazzi ha afferrato una bici elettrica del bike sharing parcheggiata nelle vicinanze e, utilizzandola come scaletta, uno di loro si è arrampicato sul palo per strappare il manifesto. Vedendo però che il tessuto era particolarmente resistente, è spuntato fuori un coltello e a quel punto il manifesto è stato ridotto a brandelli, tra gli applausi dei presenti.

(Adnkronos) - Zayn Malik ricoverato in ospedale. L’ex One Direction ha raccontato– con una foto condivisa su Instagram - di aver accusato un malore e di trovarsi ora ricoverato in ospedale. Il cantante ha dovuto annullare tutti gli eventi promozionali previsti in settimana per il lancio del nuovo album.
“Ai miei fan. Grazie a tutti voi per il vostro amore e supporto, ora e sempre: è stata una lunga settimana e mi sto ancora riprendendo in modo inaspettato”, ha esordito il cantante che ha provato a tranquillizzare i fan.
“Sono distrutto dal fatto di non potervi vedere tutti questa settimana – ha aggiunto - non sarei dove sono oggi senza di voi e vi sono davvero grato per la vostra comprensione”.
Il cantante non ha raccontato nei dettagli cosa è accaduto ma ha ringraziato lo staff medico che si è preso cura della sua salute tempestivamente: “Medici, infermieri, cardiologi, personale gestionale e amministrativo e a tutti quelli che mi hanno aiutato lungo il percorso e continuano a farlo. Siete tutti dei grandi! Tanto tanto amore”, ha scritto citando il reparto di cardiologia.

(Adnkronos) - "È stato vergognoso". Antonella Clerici ha ricordato, ospite di Gianluca Gazzoli nel podcast 'Passa dal BSMT', il periodo in cui le venne tolta la conduzione de 'La prova del cuoco' dopo essere rimasta incinta.
La conduttrice ha spiegato: "Avrei dovuto andarmene per un periodo e poi tornare. Invece mi dissero 'basta, non sei più prevista'". Inizialmente fu uno choc, soprattutto considerando il grande successo che aveva ottenuto il programma grazie alla sua conduzione: "Avevo fatto 15 anni di programma".
Poi dopo la conduzione di 'Ti lascio una canzone', Clerici ottenne la sua rivincita. "Tutto il pubblico si alzò ad applaudirmi, anche il direttore che mi aveva tolto il posto". E dopo il Festival di Sanremo 2010 mi chiesero cosa avessi voluto condurre: "Ho detto 'rivoglio la mia Prova del cuoco'. Perché è stato vergognoso come vi siete comportati. Per tutte le donne". E così fu.
Clerici ha raccontato un altro episodio sempre legato alla gravidanza, quando la notizia venne pubblicata sui giornali prima ancora che lei lo comunicasse alla sua famiglia.
In un primo momento provò a contattare la redazione del giornale per smentire la notizia, ma la conduttrice venne a sapere che le sue analisi del sangue erano state vendute. "A quel punto non ho potuto negare. Ma ero ancora all’inizio e non l’avevo ancora detto a mio padre. Lui ha visto il giornale e mi ha chiesto: ‘Devi dirmi qualcosa?'". "Quella cosa mi è dispiaciuta - ha aggiunto - però penso che sia anche quello il prezzo della notorietà".
(Adnkronos) - Sono esplose subito le tensioni tra i manifestanti di area antagonista e le forze dell’ordine al corteo contro il raduno dei ‘Patrioti europei’ in corso in piazza Duomo a Milano. All’angolo tra via Mascagni e via Visconti di Modrone i manifestanti, circa seicento persone, hanno proseguito dritto verso il centro, in largo Toscanini, blindato con i mezzi alari. Incappucciati e coperti da un lungo striscione protettivo con scritto “Ieri partigiani oggi antifascisti” gli antagonisti in testa hanno lanciato fumogeni e bottiglie di vetro verso le forze dell’ordine, inneggiando cori contro la polizia, che li ha respinti usando gli idranti. “Servi dello Stato” continua a intonare il gruppo.

(Adnkronos) - "Ozempic?". È la domanda, dal tono polemico, posta da un'utente a Emma Marrone, sotto un post social in cui la cantante salentina mette in mostra il suo fisico asciutto. Nella foto, in bianco e nero, la cantante appare riflessa a uno specchio con l'addome in evidenza.
La provocazione dell'utente fa riferimento al farmaco nato per trattare il diabete di tipo 2, spesso associato alla perdita di peso. Il commento ha spinto Emma Marrone a replicare in modo chiaro e diretto, senza rinunciare all'ironia: "No cucciola allenamento e piano alimentare", ha esodito la cantante spiegando da dove derivano i frutti della nuova forma fisica. "Lo stavo aspettando un commento da stronza. Sei arrivata prima, brava”, ha aggiunto.
Ne è nato un botta e risposta. L’utente ha controreplicato: "Bel lavoro. Non vedo niente di offensivo in quello che ho scritto e domandato, piuttosto tu che mi dai della stronza mi lascia perplessa". L’artista ha poi concluso: “Guarda, non mi segui però vieni a commentare. La risposta sta tutta li. Stronza è un modo di dire, come ‘Ozempic’ giusto?”.
La cantante ha ricevuto tutto il sostegno da parte dei fan e da un utente in particolare che, dopo aver elencato alcune complicanze fisiche, ha scritto: "Tu sei l'esempio che posso farcela". La replica: "Ci puoi scommettere. Lotto da anni, ci vuole tempo per imparare a capire un corpo nuovo. Ma sono sicura che riuscirai a trovare il tuo equilibrio, non mollare", le parole.

(Adnkronos) - Flavio Cobolli agguanta la vittoria più importante della sua carriera, contro il numero 3 del ranking Atp Alexander Zverev, e scoppia in lacrime. Oggi, sabato 18 aprile, l'azzurro ha dedicato il suo successo nella semifinale dell'Atp 500 di Monaco a Mattia Maselli, 13enne promessa del Tennis Club Parioli, morto ieri.
Flavio lo aveva ricordato poche ore fa sui social: "Ogni punto che giocherò, ogni palla che toccherò, ogni passo che farò, penserò a te. La scuola tennis non sarà mai la stessa cosa senza di te, ma ti giuro che non verrai mai dimenticato".
Il pianto liberatorio al termine della semifinale contro Zverev racconta il difficile momento emotivo dell'azzurro, che domani giocherà la finale del torneo tedesco contro il vincente della sfida tra Alex Molcan e Ben Shelton.

(Adnkronos) - Giornata di cortei oggi sabato 18 aprile a Milano. E' partito da piazza Lima, ‘Milano è migrante. Fuori i razzisti e i fascisti da Milano', uno dei cortei organizzati da sinistra, associazioni antirazziste e alcuni dei centri sociali milanesi, in risposta al raduno dei Patrioti organizzato dalla Lega in piazza Duomo. Al corteo si sono uniti anche i pro Pal, che si erano radunati poco prima in piazza Argentina.
‘Fuori i razzisti e fascisti da Milano’, ‘Milano è di chi la vive’, ‘No one is illegal’ e ‘Chi se ne deve andare sono quelli che vogliono cambiare la Costituzione’, sono alcune delle frasi che appaiono sugli striscioni. “Come tutti i sabati -spiegano gli attivisti del Csa Vittoria - siamo ancora in piazza insieme alla Milano antifascista, antirazzista, antimperialista e antisionista, con le bandiere palestinesi contro la presenza a Milano di Salvini e la sua banda europea razzista e xenofoba”.
È partito anche il corteo di centri sociali e antagonisti contro il raduno dei ‘Patrioti europei’ di piazza Duomo. “No borders, no nation, fuck Remigration”, il grido dei manifestanti, qualche centinaio. Diversi gli slogan contro il segretario della Lega, Matteo Salvini, come “Lega Salvini e lascialo legato” e “Matteo Salvini fuori da Milano”. In testa al corteo, che come gli altri due già partiti ha come destinazione piazza Santo Stefano, lo striscione “antifa”.
“Vogliamo che Matteo Salvini torni al ministero dell’Interno per fermare i clandestini e riportare sicurezza” uno dei cori dal corteo dei Patrioti in corso a Milano.
“Un bel coro contro la Salis e i centri sociali. Noi non siamo centri sociali”, ma anche “Von der Leyen go home” e “Europa cristiana, mai musulmana”, ha incitato la folla del corteo dei Patrioti, partito da Porta Venezia, il capogruppo del Carroccio in Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Corbetta. Reazione tiepida dai partecipanti.

(Adnkronos) - Giornata di cortei oggi sabato 18 aprile a Milano. E' partito da piazza Lima, ‘Milano è migrante. Fuori i razzisti e i fascisti da Milano', uno dei cortei organizzati da sinistra, associazioni antirazziste e alcuni dei centri sociali milanesi, in risposta al raduno dei Patrioti organizzato dalla Lega in piazza Duomo. Al corteo si sono uniti anche i pro Pal, che si erano radunati poco prima in piazza Argentina.
‘Fuori i razzisti e fascisti da Milano’, ‘Milano è di chi la vive’, ‘No one is illegal’ e ‘Chi se ne deve andare sono quelli che vogliono cambiare la Costituzione’, sono alcune delle frasi che appaiono sugli striscioni. “Come tutti i sabati -spiegano gli attivisti del Csa Vittoria - siamo ancora in piazza insieme alla Milano antifascista, antirazzista, antimperialista e antisionista, con le bandiere palestinesi contro la presenza a Milano di Salvini e la sua banda europea razzista e xenofoba”.
È partito anche il corteo di centri sociali e antagonisti contro il raduno dei ‘Patrioti europei’ di piazza Duomo. “No borders, no nation, fuck Remigration”, il grido dei manifestanti, qualche centinaio. Diversi gli slogan contro il segretario della Lega, Matteo Salvini, come “Lega Salvini e lascialo legato” e “Matteo Salvini fuori da Milano”. In testa al corteo, che come gli altri due già partiti ha come destinazione piazza Santo Stefano, lo striscione “antifa”.
Sono esplose subito le tensioni tra i manifestanti di area antagonista e le forze dell’ordine al corteo contro il raduno dei ‘Patrioti europei’ in corso in piazza Duomo. All’angolo tra via Mascagni e via Visconti di Modrone i manifestanti, circa seicento persone, hanno proseguito dritto verso il centro, in largo Toscanini, blindato con i mezzi alari. Incappucciati e coperti da un lungo striscione protettivo con scritto “Ieri partigiani oggi antifascisti” gli antagonisti in testa hanno lanciato fumogeni e bottiglie di vetro verso le forze dell’ordine, inneggiando cori contro la polizia, che li ha respinti usando gli idranti. “Servi dello Stato” continua a intonare il gruppo.
“Vogliamo che Matteo Salvini torni al ministero dell’Interno per fermare i clandestini e riportare sicurezza” uno dei cori dal corteo dei Patrioti in corso a Milano.
“Un bel coro contro la Salis e i centri sociali. Noi non siamo centri sociali”, ma anche “Von der Leyen go home” e “Europa cristiana, mai musulmana”, ha incitato la folla del corteo dei Patrioti, partito da Porta Venezia, il capogruppo del Carroccio in Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Corbetta. Reazione tiepida dai partecipanti.

(Adnkronos) - Giornata di cortei oggi sabato 18 aprile a Milano. E' partito da piazza Lima, ‘Milano è migrante. Fuori i razzisti e i fascisti da Milano', uno dei cortei organizzati da sinistra, associazioni antirazziste e alcuni dei centri sociali milanesi, in risposta al raduno dei Patrioti organizzato dalla Lega in piazza Duomo. Al corteo si sono uniti anche i pro Pal, che si erano radunati poco prima in piazza Argentina.
‘Fuori i razzisti e fascisti da Milano’, ‘Milano è di chi la vive’, ‘No one is illegal’ e ‘Chi se ne deve andare sono quelli che vogliono cambiare la Costituzione’, sono alcune delle frasi che appaiono sugli striscioni. “Come tutti i sabati -spiegano gli attivisti del Csa Vittoria - siamo ancora in piazza insieme alla Milano antifascista, antirazzista, antimperialista e antisionista, con le bandiere palestinesi contro la presenza a Milano di Salvini e la sua banda europea razzista e xenofoba”.
È partito anche il corteo di centri sociali e antagonisti contro il raduno dei ‘Patrioti europei’ di piazza Duomo. “No borders, no nation, fuck Remigration”, il grido dei manifestanti, qualche centinaio. Diversi gli slogan contro il segretario della Lega, Matteo Salvini, come “Lega Salvini e lascialo legato” e “Matteo Salvini fuori da Milano”. In testa al corteo, che come gli altri due già partiti ha come destinazione piazza Santo Stefano, lo striscione “antifa”.
Sono esplose subito le tensioni tra i manifestanti di area antagonista e le forze dell’ordine al corteo contro il raduno dei ‘Patrioti europei’ in corso in piazza Duomo. All’angolo tra via Mascagni e via Visconti di Modrone i manifestanti, circa seicento persone, hanno proseguito dritto verso il centro, in largo Toscanini, blindato con i mezzi alari. Incappucciati e coperti da un lungo striscione protettivo con scritto “Ieri partigiani oggi antifascisti” gli antagonisti in testa hanno lanciato fumogeni e bottiglie di vetro verso le forze dell’ordine, inneggiando cori contro la polizia, che li ha respinti usando gli idranti. “Servi dello Stato” continua a intonare il gruppo (VIDEO).
“Vogliamo che Matteo Salvini torni al ministero dell’Interno per fermare i clandestini e riportare sicurezza” uno dei cori dal corteo dei Patrioti in corso a Milano.
“Un bel coro contro la Salis e i centri sociali. Noi non siamo centri sociali”, ma anche “Von der Leyen go home” e “Europa cristiana, mai musulmana”, ha incitato la folla del corteo dei Patrioti, partito da Porta Venezia, il capogruppo del Carroccio in Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Corbetta. Reazione tiepida dai partecipanti.
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