
(Adnkronos) - I nuovi dati presentati al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) 2026 di Chicago rappresentano un'ulteriore conferma dei benefici di darolutamide, l’inibitore del recettore degli androgeni (ARi) sviluppato da Bayer per il tumore della prostata avanzato. In uno studio head-to-head - informa una nota di Bayer - darolutamide è stato associato ad un declino cognitivo significativamente più contenuto rispetto a enzalutamide, altro ARi di comune utilizzo, sottolineando come esistano importanti differenze tra le opzioni terapeutiche attualmente disponibili. Nello studio Aracog (AFT-47), uno studio randomizzato di fase 2 sponsorizzato da Alliance Foundation Trials Llc, a 24 settimane, i pazienti trattati con darolutamide mostravano una variazione cognitiva mediana pari a -15,8%, rispetto al -36,1% osservato con enzalutamide, nel dominio cognitivo raggiungendo così l’endpoint primario. La funzione cognitiva - si legge - è stata misurata oggettivamente in diverse dimensioni, tra cui la funzione esecutiva, la memoria di lavoro, la memoria visiva e l’attenzione. Le differenze più marcate tra darolutamide ed enzalutamide sono state osservate nella funzione esecutiva e nella memoria di lavoro. I cambiamenti in queste aree possono influire sulle attività quotidiane, come seguire una conversazione, ricordare indicazioni stradali o tenere traccia di informazioni, e possono anche rendere più difficile per i pazienti partecipare attivamente alle decisioni relative alle loro cure.
"Il cancro alla prostata solo in Italia colpisce ogni anno più di 40mila uomini – afferma Orazio Caffo, associato di Oncologia all’Università di Trento e direttore dell’Uo di Oncologia medica dell’ospedale Santa Chiara di Trento -. Nella scelta del trattamento in stadio avanzato i clinici e i pazienti devono tenere sempre più in considerazione non solo la sopravvivenza e il controllo della malattia, ma anche l’impatto sulla vita quotidiana. In particolare, alcune terapie a lunga somministrazione, possono compromettere le funzioni cognitive. La qualità di vita va sempre garantita ed è fondamentale nella gestione della neoplasia. I dati, presentati a Chicago, evidenziano chiaramente un minor declino cognitivo con darolutamide rispetto a enzalutamide. Si tratta di uno studio scientifico molto significativo, pur con un follow-up ancora limitato, che per la prima volta confronta due Arpi da questo punto di vista, confermando che la struttura molecolare della darolutamide può determinare un impatto più limitato sulla funzione cognitiva".
"In Bayer ci impegniamo a sostenere le persone affette dal tumore della prostata promuovendo opzioni terapeutiche innovative che contribuiscono a prolungare la sopravvivenza, preservando la qualità della vita nelle diverse fasi della malattia - dichiara il Dr. Frank Verholen, Global Medical & Evidence Lead per darolutamide in Bayer -. I dati hanno costantemente dimostrato che darolutamide non ha lo stesso effetto sul sistema nervoso centrale degli altri inibitori del recettore degli androgeni, a conferma del suo valore clinico".
Il trattamento del tumore della prostata prevede spesso l’utilizzo di ARi, alcuni dei quali possono avere effetti collaterali sul sistema nervoso centrale o sul cervello, tra cui vertigini, cadute e difficoltà di ragionamento e di risoluzione dei problemi. Darolutamide - dettaglia la nota - è strutturalmente distinto da enzalutamide e apalutamide. Dati preclinici mostrano il suo basso potenziale ad attraversare la barriera emato-encefalica, lo strato protettivo che aiuta a regolare ciò che entra nel cervello. Nello studio Aracog sono stati arruolati 111 pazienti, randomizzati in rapporto 1:1 a ricevere il trattamento con darolutamide o enzalutamide. L’endpoint primario era la variazione percentuale nel dominio cognitivo della variazione massima rispetto al basale a 24 settimane ed è stata confrontata tra i gruppi utilizzando il metodo statistico della somma dei ranghi di Wilcoxon. Gli endpoint secondari includevano il confronto dei tassi di crossover. Ai pazienti è stato consentito di passare all’altra terapia a 12 o 24 settimane se il trattamento iniziale causava un declino cognitivo evidente o effetti collaterali sul sistema nervoso centrale, come le cadute. A 24 settimane, tutti i pazienti che avevano cambiato il trattamento (23 persone) erano stati originariamente assegnati a enzalutamide e sono passati a darolutamide. I pazienti sono stati ritenuti idonei al cross-over in base al peggioramento riscontrato nei test cognitivi oggettivi o soggettivi.
I ricercatori continuano a seguire i pazienti per un periodo più lungo, al fine di comprendere meglio i cambiamenti nelle funzioni cognitive e gli esiti riferiti dai pazienti stessi. Poiché molte persone affette dal tumore della prostata in stadio avanzato possono sottoporsi a trattamenti prolungati, è importante capire in che modo la terapia possa influire sul funzionamento quotidiano. Si prevede che ulteriori analisi relative allo studio saranno presentate in occasione di prossimi convegni scientifici. Il tumore della prostata è il secondo tumore più diffuso e la quinta causa di morte per cancro negli uomini a livello mondiale.Ogni anno, in tutto il mondo, circa 1,5 milioni di uomini ricevono una diagnosi di tumore della prostata e circa 397.000 muoiono a causa di questa malattia.5 Si stima che nel 2040, le diagnosi di tumore della prostata arriveranno a 2,9 milioni.
Darolutamide - conclude la nota - è un inibitore del recettore degli androgeni (ARi) per via orale con una struttura chimica unica che si lega con elevata affinità al recettore degli androgeni e mostra un forte effetto antagonista nei suoi confronti, inibendone la funzione e la crescita delle cellule tumorali della prostata. Inoltre, i modelli preclinici e i dati di neuroimaging su soggetti sani confermano la scarsa capacità di darolutamide di attraversare la barriera emato-encefalica. Darolutamide, più terapia di deprivazione androgenica (Adt), è già approvato in oltre 85 mercati in tutto il mondo, inclusi Stati Uniti, Unione Europea e Cina. È approvato per il trattamento di pazienti adulti con mHSPC senza docetaxel in 64 mercati e con docetaxel in oltre 85 Paesi, e per pazienti adulti con tumore della prostata resistente alla castrazione non metastatico (nmCRPC) ad alto rischio di sviluppare metastasi in oltre 85 Paesi. Darolutamide è sviluppato congiuntamente da Bayer e Orion Corporation, azienda farmaceutica finlandese attiva a livello globale. Darolutamide (in combinazione con Adt o con ADT e docetaxel) ha dimostrato un profilo di effetti collaterali in entrambi gli studi registrativi su mHSPC in cui l’incidenza degli eventi avversi è risultata simile a quella del rispettivo braccio di confronto. Grazie a questo profilo di tollerabilità e al rischio limitato di interazioni con altri farmaci, darolutamide rappresenta un progresso nella gestione del trattamento per medici e pazienti.

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(Adnkronos) - Novartis ha annunciato oggi i dati positivi a 3 anni dello studio registrativo di fase 3 Asc4first, presentati al Congresso annuale 2026 dell’American Society of Clinical Oncology (Asco), nella leucemia mieloide cronica. Questi risultati forniscono evidenze a lungo termine che mostrano come asciminib garantisca risposte molecolari progressivamente superiori alla settimana 144 rispetto agli inibitori della tirosin-chinasi (Tki) già consolidati, rafforzando la fiducia nella durata della risposta al trattamento. Asc4first ha confrontato il tasso di Mmr del trattamento oggetto dello studio con i Tki standard di cura (SoC) selezionati dallo sperimentatore (imatinib e Tki di seconda generazione [2G]), in pazienti adulti con leucemia mieloide cronica in fase cronica con cromosoma Philadelphia positivo (Lmc-Cp Ph+) di nuova diagnosi. I dati a lungo termine hanno mostrato una differenza progressivamente maggiore nei tassi di MMR a favore del trattamento in studio rispetto ai Tki SoC, sia imatinib che i 2G-Tki.
I dati a 144 settimane - informa una nota - evidenziano tassi di risposta molecolare maggiore più elevati rispetto agli inibitori tirosin chinasici standard di cura, con un vantaggio che aumenta nel temppo. In particolare, quasi il 24% di pazienti in più ha raggiunto la risposta molecolare maggiore rispetto a tutti i Tki SoC e oltre il 32% rispetto al solo imatinib, mentre il vantaggio rispetto ai 2G-TKI è stato pari al 15,2%1. "Nel trattamento della leucemia mieloide cronica, le prime fasi della terapia - dichiara Massimo Breccia, associato di Ematologia presso l’Università Sapienza di Roma - sono determinanti per l’evoluzione della malattia. Ottenere risposte molecolari rapide e profonde fin dall’inizio è fondamentale per ridurre il rischio di progressione e migliorare gli esiti nel lungo periodo. Tuttavia, una quota rilevante di pazienti non raggiunge ancora risultati ottimali nelle fasi precoci, con possibili implicazioni sul controllo della malattia. Per questo è sempre più importante disporre di opzioni terapeutiche altamente efficaci già in prima linea".
Accanto all’efficacia, emerge il tema della tollerabilità, elemento chiave per garantire continuità terapeutica e massimizzare i benefici del trattamento nel tempo. I dati hanno mostrato, a 144 settimane, un profilo di sicurezza coerente con il follow-up a 4 anni dello studio di fase 3 Ascembl, senza evidenziare problematiche legate alla sicurezza. Rispetto ad imatinib ed ai 2G-TKI, lo studio ha anche mostrato un numero inferiore di eventi avversi (AEs) di grado ≥3, con conseguente minor necessità di ridurre il dosaggio ed un tasso inferiore del 50% nelle interruzioni del trattamento.
"Per molti pazienti, convivere con la Lmc significa seguire una terapia per anni, e questo rende centrale l’equilibrio tra efficacia e tollerabilità - afferma Raffaele Palmieri, ricercatore Ematologia dipartimento di Bio Medicina e prevenzione Università degli Studi di Roma Tor Vergata -. Gestire una malattia cronica implica bilanciare controllo della patologia e impatto del trattamento sulla vita quotidiana: gli effetti collaterali possono ostacolare la continuità terapeutica e l’aderenza. Permane dunque il bisogno clinico di terapie efficaci e ben tollerate nel lungo termine, che permettano risposte profonde con la prospettiva di una remissione libera da trattamento".
"Con oltre 25 anni di esperienza nella Lmc,abbiamo contribuito a trasformare questa patologia in una condizione cronica - afferma Paola Coco, Chief Scientific Officer & Medical Affairs Head di Novartis Italia -. Oggi l'aspettativa di vita dei pazienti è paragonabile a quella della popolazione generale. Il progresso scientifico continua ad aprire nuove possibilità, non solo in termini di efficacia e di qualità di vita nel lungo periodo, ma anche verso la prospettiva, come obiettivo della ricerca, di un futuro libero da trattamento. Per questo, la collaborazione con la comunità scientifica e le istituzioni rimane centrale per garantire che l’innovazione si traduca in opportunità concrete di cura accessibile".
In Italia, dal 2023 il farmaco oggetto dello studio rappresenta uno standard di cura per i pazienti precedentemente trattati con due o più Tki. L’impiego nelle linee precoci non è al momento ancora rimborsato. Asc4first - dettaglia la nota - è uno studio di fase 3, testa a testa, multicentrico, in aperto e randomizzato, che confronta asciminib orale 80 mg una volta al giorno rispetto ai Tki di prima o seconda generazione selezionati dagli sperimentatori (imatinib, nilotinib, dasatinib o bosutinib) in 405 pazienti adulti con Ph+ Cml-Cp di nuova diagnosi. Lo studio ha raggiunto entrambi gli endpoint primari, con asciminib che ha dimostrato tassi di Mmr superiori alla settimana 48 rispetto ai Tki standard di cura selezionati dagli sperimentatori (67,7% vs. 49,0%) e al solo imatinib (69,3% vs. 40,2%), nonché l’endpoint secondario, non potenziato statisticamente, per lo strato dei Tki di seconda generazione (66% vs. 57,8%). Lo studio è tuttora in corso, con ulteriori analisi di efficacia e sicurezza pianificate. Asciminib - conclude la nota - è il primo trattamento per la Lmc che agisce mirando specificamente alla tasca miristoilica di Abl (definito come inibitore Stamp).

(Adnkronos) - PharmaMar annuncia che la Commissione europea ha approvato la combinazione di lurbinectedina con atezolizumab come terapia di mantenimento di prima linea per pazienti adulti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso (Es-Sclc), la cui malattia non è progredita dopo la terapia di induzione standard. L’approvazione segue il parere positivo espresso il 27 marzo dal Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema). L’approvazione da parte della Ce - informa una nota - rappresenta un avanzamento rilevante che potrebbe contribuire a ridefinire l’approccio terapeutico e offrire nuove prospettive concrete per i pazienti con microcitoma in stadio esteso.
"L’approvazione europea della combinazione di lurbinectedina e atezolizumab - ha affermato Marcello Tiseo, direttore della Uoc di Oncologia medica dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma e ordinario di Oncologia medica all’Università di Parma - rappresenta un importante passo avanti per i pazienti con microcitoma polmonare in stadio esteso, una delle neoplasie più aggressive e difficili da trattare. In questo setting terapeutico i progressi sono stati per troppo tempo limitati e vi era un forte bisogno di nuove opzioni in grado di migliorare gli outcome dei pazienti. Questa approvazione apre la strada a una nuova strategia terapeutica che potrebbe contribuire a ridefinire lo standard di cura per questa patologia in Europa". "È una grande notizia che pazienti e medici europei abbiano ora accesso a un nuovo trattamento per questo tipo di tumore - ha dichiarato Luis Mora, Managing Director di PharmaMar -. Riteniamo che lurbinectedina in associazione con l’immunoterapia abbia il potenziale di cambiare il paradigma terapeutico di questa malattia e auspichiamo che possa essere disponibile al più presto negli ospedali di tutta Europa".
L’approvazione si basa sui dati dello studio di fase 3 IMforte, sponsorizzato da Roche in collaborazione con Jazz Pharmaceuticals - si legge - nel quale la combinazione di lurbinectedina e atezolizumab come terapia di mantenimento di prima linea nel trattamento del carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso (ES-Sclc) è stata associata a una riduzione del 46% del rischio di progressione della malattia o morte, e del 27% del rischio di morte rispetto alla monoterapia con atezolizumab. Inoltre, lurbinectedina ha ottenuto la designazione di farmaco orfano, riconoscimento attribuito dall’Ema ai medicinali destinati al trattamento di malattie rare o poco comuni che colpiscono meno di 5 persone ogni 10.000 abitanti nell’Unione europea. Ogni anno, in Europa vengono diagnosticati circa 62.000 nuovi casi di tumore del polmone a piccole cellule e la maggior parte dei pazienti presenta una malattia in fase avanzata già al momento della diagnosi. Lurbinectedina in combinazione con atezolizumab - conclude la nota - è già approvata in altri 13 Paesi, inclusi gli Stati Uniti, per il trattamento di mantenimento di prima linea di questa patologia.

(Adnkronos) - Carlos Alcaraz sta tornando. Il tennista spagnolo è alle prese con l'infortunio al polso rimediato a Barcellona, che lo ha costretto a rinunciare prima ai Masters 1000 di Madrid e Roma e poi al Roland Garros e al prossimo Wimbledon. L'obiettivo per Alcaraz è tornare il prima possibile in campo così da recuperare il distacco da Jannik Sinner nel ranking Atp, e a svelare come sta procedendo la sua riabilitazione ci ha pensato David Ferrer, capitano della Spagna di Coppa Davis.
"Ho parlato con lui e dice che ha tanta voglia di tornare a competere", ha rivelato Ferrer al podcast 'Partidazo de COPE', "il recupero sta andando bene, non so quando tornerà ma l'attesa per lui sta cominciando a essere lunga. Mi ha scritto che sarebbe volato a Barcellona per un nuovo controllo".
ul suo profilo Instagram, Alcaraz aveva pubblicato una carrellata di foto che lo ritraggono in momenti diversi dell'ultimo periodo, tra svago e vacanze con gli amici, ma a colpire sono state soprattutto due immagini. Uno è un video che mostra lo spagnolo in campo mentre si allena utilizzando però la mano sinistra per impugnare la racchetta, così da non sforzare il polso infortunato. Un modo per riprendere confidenza con il campo, le distanze e anche la pallina.
Un'altra foto però ha destato qualche apprensione in più. Alcaraz si è mostrato infatti in una tenuta 'da ospedale', con tanto di braccialetto al polso e tunica. Tutto quindi fa pensare che il numero 2 del mondo si sia sottoposto a un'operazione chirurgica per risolvere, una volta per tutte, il problema al polso e per questo avrebbe rimandato il suo rientro, rinunciando anche a Wimbledon.

(Adnkronos) - Torna a tremare la terra in Sicilia con tre scosse avvenute all'alba. Un primo sisma di magnitudo 3.9 è stato registrato dai sismografi dell'Ingv alle 5.51 al largo delle isole Eolie a una profondità di 306 chilometri.
Altre due scosse, entrambe di magnitudo 2,1, invece sono avvenute nella zona dello Stretto di Messina tra le 6.04 e le 6.19, la prima a una profondità di 31 chilometri, la seconda a una di 30 chilometri.

(Adnkronos) - 'Chi l'ha visto?' torna stasera, mercoledì 3 giugno, con un nuovo appuntamento in onda su Rai 3 in prima serata. Tra i casi di oggi, quello di Paula Andrea Bran Yépez, la donna di origini sudamericane scomparsa anni fa da Farneta (Lucca). Si era detto che fosse tornata nel suo Paese. Ma è davvero così? Paula ha davvero abbandonato il suo bambino di 7 anni e se n'è andata? La Procura non ci crede, ha ripreso le indagini e ha indagato il marito per omicidio e occultamento di cadavere.
E poi, domani giovedì 4 giugno inizia il processo all’imprenditore Gianluca Soncin. Pamela Genini poteva essere salvata? In ospedale per uno dei vari episodi di violenza, la donna risponde al questionario 'Brief Risk Assessment', quello che evidenzia i possibili rischi per una donna maltrattata, dichiarando di aver paura di essere uccisa - cosa che effettivamente avviene un anno dopo. Come mai non erano stati presi provvedimenti nei confronti di Soncin? Intanto rimane indagato Francesco Dolci per la profanazione della tomba di Pamela.
Infine, il caso di Claudia De Chirico, la ventiduenne trovata senza vita in un sottopassaggio a Terlizzi (Bari): ci sono state quattro richieste di archiviazione, ma il gip le ha respinte e ha ordinato ulteriori accertamenti. Non solo: il fidanzato della ragazza, unico indagato per la sua morte, è accusato ora di maltrattamenti anche verso la nuova compagna. Come sempre spazio agli appelli, alle richieste di aiuto, alle segnalazioni dei telespettatori di persone in difficoltà.

(Adnkronos) - Tromba d'aria oggi a Roma. Intorno alle 8 di questa mattina, subito dopo un temporale, nel quadrante nordest della Capitale, un potente vortice ha spazzato via cassonetti, divelto segnali stradali e causato la caduta di alcuni alberi e rami. Diverse strade sono state bloccate.
Nelle zone coinvolte, tra cui Conca d'Oro, Talenti, Montesacro e Prati fiscali, sono intervenuti i vigili del fuoco per mettere in sicurezza alcune strutture rese pericolanti dalla furia del vento. Non risultano feriti.

(Adnkronos) - Cos'è la malattia di Chagas? Una patologia infettiva, diffusa in America Latina, causata dal protozoo Trypanosoma cruzi - definita come una 'malattia tropicale negletta' - che è strettamente legata a contesti di vulnerabilità sociale. Se non diagnosticata e curata tempestivamente può diventare letale.
"È trasmessa principalmente da insetti simili a cimici (Triatominae) lunghi tra 1 e 4 centimetri che si nutrono di sangue - ricorda una scheda dell'Istituto superiore di sanità - Sono attivi solo di notte e durante il sonno possono pungere la pelle su parti scoperte (soprattutto il viso e le labbra, per cui sono dette anche 'kissing bugs, insetti che baciano) per nutrirsi. Durante il pasto di sangue rilasciano feci contenenti il parassita e l'uomo si infetta grattandosi o portandosi alla bocca o agli occhi le mani, contaminate con le feci delle Triatomine contenenti il parassita vitale. Nelle aree endemiche, la trasmissione vettoriale è la modalità principale di contagio, ma può avvenire anche tramite trasfusione, trapianto, trasmissione verticale e ingestione di cibi contaminati".
La malattia di Chagas sta diventano un problema per l'America Latina, dove è molto diffusa, sono circa 6 mln le persone che convivono con l'infezione parassitaria che può manifestarsi all'improvviso con danni, ad esempio al cuore. "Spesso le persone contraggono l'infezione da bambini, vivendo in zone rurali, e poi ne rimangono portatrici per tutta la vita, a meno che non ricevano un trattamento", ha spiegato al 'Telegraph' David Moore, professore di malattie infettive e medicina tropicale presso la The London School of Hygiene & Tropical Medicine (Lshtm).
"Di conseguenza, alcune di queste persone si ritrovano con quella che è essenzialmente una bomba a orologeria, sviluppando malattie cardiache molti anni dopo", ha aggiunto. Oggi la malattia di Chagas non è più relegata alle zone rurali ma con le migrazioni di massa è cambiato il suo palcoscenico. Il trasferimento di persone nelle città ha aperto nuove vie di trasmissione, tra cui il cibo e le bevande contaminati, le trasfusioni di sangue e la trasmissione inconsapevole del parassita da parte delle madri ai loro figli nell'utero.
"Tra le persone infettate dal virus di Chagas, circa il 30% svilupperà gravi complicazioni cardiache, tra cui ictus, aritmie e insufficienza cardiaca, in genere decenni dopo l'infezione, a causa del progressivo ingrossamento e indebolimento del muscolo cardiaco", avvertono gli esperti che ricordano come "entrambi i trattamenti disponibili, benznidazolo e nifurtimox, sono efficaci quasi al 100% se somministrati precocemente, ma questo accade raramente, poiché circa il 70% delle persone infette non sa di essere portatrice del parassita".
"Dopo l'infezione, può esserci un periodo di remissione molto lungo. Le persone possono sentirsi perfettamente bene, addirittura in ottima salute, quindi non ne percepiscono l'utilità per sottoporsi a un test", ha affermato il professor Hany Elsheikha dell'Università di Nottingham - Anche molti medici non ne sono a conoscenza, quindi non lo sospettano". Le infezioni da Chagas sono più comuni in Brasile, Argentina, Bolivia e Venezuela, con la Bolivia che presenta la più alta prevalenza nazionale, con 80-115 nuovi casi ogni 100.000 persone all'anno. Il professor Elsheikha ha spiegato che la diffusione della malattia dalle aree rurali "è stata un'introduzione silenziosa', guidata principalmente dalle migrazioni". Il nome malattia di Chagas deriva dal medico Carlos Chagas che la descrisse per la prima volta nel 1909.
"Non si tratta di una puntura - ha spiegato il professor Moore - Si tratta dell'ingestione di qualcosa che potrebbe essere contaminato: un insetto schiacciato o della frutta contaminata da escrementi di insetti che non è stata lavata o trattata correttamente". La trasmissione orale è ora la modalità di trasmissione più comune in Brasile, rappresentando oltre la metà di tutti i casi acuti registrati nel paese, secondo i National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti. La diagnosi avviene solitamente in modo quasi accidentale, di solito durante lo screening per le donazioni di sangue, i test di gravidanza o i controlli per i trapianti di organi. Secondo le stime dell'Oms in molti paesi meno di una persona su dieci infetta riceve una diagnosi, e in alcuni, meno di 1 su 100 . "In America Latina, al momento, forse solo il 10-20% delle persone riceve una diagnosi, il che significa che circa l'80-90% potrebbe non sapere nemmeno di essere infetto o meno", ha rimarcato Elsheikha.
Quando una donna incinta è portatrice del parassita, questo può attraversare la placenta e infettare il feto. Circa il 5-10% delle gravidanze in cui la madre è infetta si conclude con una trasmissione congenita. Poiché la maggior parte delle donne infette non presenta sintomi e non riceve una diagnosi, la stragrande maggioranza di queste gravidanze non viene rilevata né monitorata. Programmi per interrompere questo fenomeno sono ora attivi in diversi paesi dell'America Latina, ma la copertura è tutt'altro che universale. "Tra un numero così elevato di donne in età fertile, la trasmissione congenita è diventata la principale modalità di trasmissione - ha evidenziato Moore - Ora si verificano più nuove infezioni in questo modo che attraverso qualsiasi altra via". Per interrompere questo fenomeno, "è fondamentale un sistema di test per le donne incinte a rischio, ma che questo sistema è ancora scarsamente implementato nella regione", ha concluso.

(Adnkronos) - Emanuele Pozzolo, esponente di Futuro Nazionale, è finito fuori strada a bordo del suo suv nel biellese ieri pomeriggio mentre percorreva che porta a Cossato. Sul posto vigili del fuoco e polizia stradale. A quanto si apprende, Pozzolo sottoposto ad alcol test, è risultato con un tasso alcolmenico di molto al di sopra del limite.

(Adnkronos) - Bancomat annuncia un importante avanzamento del progetto Eur.Bank, volto allo sviluppo di una stablecoin in euro, al quale hanno collaborato alcune delle principali istituzioni finanziarie del Paese. In particolare, Banca Generali, Banca Mps, Banca Sella, Banco BPM, Bper Banca, Cassa Centrale Banca, Credem, Crédit Agricole Italia e Intesa Sanpaolo si sono rese disponibili per avviare una prima fase di sperimentazione tecnica (priva di coinvolgimento diretto della clientela), con l’obiettivo di verificare i principali casi d’uso e l’infrastruttura di supporto.
L’iniziativa Eur.Bank non si limita alla creazione di una stablecoin in euro, ma punta a costruire un ecosistema interoperabile, istituzionale e pienamente integrato con il sistema bancario. La stablecoin ne rappresenta il primo punto di accesso: uno strumento pensato per abilitare nuovi servizi digitali, in coerenza con le iniziative europee in corso e valorizzando il ruolo centrale delle banche. In questo modello, le riserve restano all’interno del sistema bancario, preservando la raccolta e rafforzando la tutela dei depositanti.
Il progetto si inserisce nel quadro del dialogo istituzionale promosso con l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) e si sviluppa in coerenza con il contesto regolamentare europeo.Tra i principali ambiti di applicazione in fase di studio: Tokenizzazione di strumenti finanziari, incluso il debito sovrano; Pagamenti e regolamenti on-chain 24/7, a supporto di mercati digitali emergenti; Supporto all’internazionalizzazione delle imprese italiane ed europee, semplificando i flussi cross-border. Il progetto procede secondo la roadmap prevista, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di un ecosistema europeo delle valute digitali fondato su standard condivisi, interoperabilità e fiducia.
“L’iniziativa che stiamo portando avanti con alcuni tra i principali istituti bancari del Paese è un passaggio importante, non solo per Bancomat ma per l'intero sistema. Il nostro obiettivo è dimostrare che innovazione e stabilità non sono in contraddizione: si può costruire un'infrastruttura digitale moderna restando pienamente dentro la logica della fiducia e della tutela del risparmio”, ha dichiarato Fabrizio Burlando, Ceo di Bancomat.
“Abi guarda con favore alle iniziative di settore sulle stablecoin finalizzate ad approfondire scenari, opportunità e possibili soluzioni a beneficio dell’intero settore bancario italiano e, più in generale, del Paese. Si tratta di un percorso che può svilupparsi in modo complementare e coerente con le iniziative pubbliche in corso, contribuendo a rafforzare innovazione, sicurezza e competitività dell’ecosistema finanziario nazionale”, ha dichiarato il Direttore Generale di Abi, Marco Elio Rottigni.
Bancomat - si sottolinea - "continuerà a lavorare con partner bancari, istituzioni e operatori tecnologici per traguardare il progetto verso le successive fasi di sviluppo, nel pieno rispetto del quadro regolamentare".

(Adnkronos) - Torna in campo l'Italia. Oggi, mercoledì 3 giugno, la Nazionale azzurra sfida il Lussemburgo - in diretta tv e streaming - in amichevole allo Stade de Luxembourg, tornando a giocare dopo il flop nei playoff dei Mondiali 2026, con l'Italia dell'ormai ex ct Gennaro Gattuso eliminata in finale dalla Bosnia. In panchina ci sarà Silvio Baldini, ct della Nazionale Under 21, promosso ad interim in attesa di scoprire il nome del nuovo allenatore.
La sfida tra Lussemburgo e Italia è in programma oggi, mercoledì 3 giugno alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni:
Lussemburgo (4-3-3): Moris; Jans, Korac, Carlson, Bohnert; Martins, Olesen, Barreiro; Thill, Sinani, Dardari. All. Strasser
Italia (4-3-3): Donnarumma; Palestra, Comuzzo, Chiarodia, Ahanor; Pisilli, Lipani, Dagasso; Fini, Esposito, Koleosho. All. Baldini
Lussemburgo-Italia sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva, in chiaro, su Rai 1. Il match sarà visibile anche in streaming su RaiPlay.

(Adnkronos) - L’economia italiana crescerà, ma a ritmi ancora deboli e insufficienti a colmare la perdita di potere d’acquisto degli ultimi anni. Secondo l’ultimo Economic Outlook dell’Ocse, il Pil dell’Italia si attesterà a +0,5% nel 2026 e +0,6% nel 2027, con un quadro condizionato dal nuovo choc dei prezzi energetici, dall’incertezza geopolitica e da una ripresa dei salari reali solo parziale.
Nel dettaglio, l’Ocse rivede leggermente al rialzo la stima sul 2026 (+0,5% contro il +0,4% previsto a marzo), ma conferma un profilo di crescita debole, poiché il rinnovato choc dei prezzi dell’energia peserà sui consumi delle famiglie, sugli investimenti e sulle esportazioni, compensando lo slancio del Pnrr. “L’impennata dei prezzi dell’energia farà aumentare l’inflazione, vanificando i recenti guadagni in termini di salari reali. Nel 2027, il calo dei prezzi dell’energia e la minore incertezza porteranno la crescita allo 0,6%”, invariata rispetto alla proiezione di marzo, scrive l'Ocse.
La dinamica del Pil resta limitata da tre fattori principali: aumento dei prezzi dell’energia, debolezza della domanda interna, incertezza internazionale.
A sostenere l’economia sarà soprattutto l’accelerazione degli investimenti pubblici legati al Pnrr, con effetti positivi su edilizia e manifattura collegata.
Nel 2027, la crescita salirà lievemente allo 0,6%, grazie al miglioramento della domanda estera e alla riduzione delle tensioni energetiche.
Uno dei punti più critici riguarda il reddito delle famiglie. "La ripresa è frenata dalla debole crescita dei redditi, con i salari reali" che "recuperano solo in minima parte le perdite subite a causa dell’aumento dei prezzi al consumo, a causa dei limitati rinnovi dei contratti collettivi previsti per il 2027 e della persistente debolezza del mercato del lavoro".
La crescita dell'occupazione dovrebbe rallentare, anche se l'aumento del tasso di disoccupazione dovrebbe essere limitato, dato che un numero minore di adulti sta entrando nella forza lavoro.
Sul fronte dei conti pubblici, l’Italia prosegue nel percorso di consolidamento fiscale. Il deficit italiano dovrebbe calare dal 3,1% del 2025, al 2,9 nel 2026 e 2,8% nel 2027.
Il debito pubblico, però, resta elevato: 137,1% del Pil nel 2025, 138,8% nel 2026 e 138,6% nel 2027. L’aumento è influenzato anche dagli effetti del Superbonus, mentre l’accelerazione dell’attuazione del Pnrr ha portato gli investimenti pubblici oltre il 3,8% del pil, il tasso più alto degli ultimi 35 anni.
L’Ocse spiega poi che le misure contro il caro energia “sono limitate da date di scadenza o da stanziamenti di finanziamento e sono in parte finanziate attraverso un aumento delle imposte sulle società energetiche, maggiori entrate Iva e proventi del sistema ETS, nonché da una riduzione dei finanziamenti ad alcuni ministeri”.
Nel complesso, le condizioni di finanziamento sono rimaste sostanzialmente stabili tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 e la crescita dei prestiti al settore privato è rimasta modesta. I costi dei nuovi prestiti alle imprese sono diminuiti, mentre quelli alle famiglie, che sono generalmente a tasso fisso, sono aumentati, riflettendo i rendimenti più elevati delle obbligazioni a lungo termine.
Nel report, l’Ocse richiama la necessità di accelerare le riforme strutturali. In Italia "il perseguimento del risanamento fiscale, unitamente a un programma globale di riforme strutturali volte ad aumentare la produttività e l’occupazione, contribuirà a ridurre l’onere del debito e a migliorare la resilienza dell’economia agli shock esterni", si legge nel nuovo outlook. "Garantire che le misure di sostegno ai prezzi dell’energia siano temporanee e mirate allefamiglie e alle imprese vulnerabili limiterà i danni causati dallo shock, contenendo al contempo i costi di bilancio. Portare avanti riforme in materia di pianificazione e approvazione per accelerare gli investimenti nella produzione e nella trasmissione di energia rinnovabile puòridurre i costi energetici e la vulnerabilità all’aumento dei prezzi dei combustibili fossibili".
Fari sulle pressioni sulla spesa che "stanno aumentando a causa dell’invecchiamento demografico, dei cambiamenti climatici e della difesa" quindi "il raggiungimento del risanamento previsto richiederà un miglioramento dell’efficacia e dell’integrità della spesa pubblica, nonché un contenimento dell’elevata spesa pensionistica". Inoltre "il miglioramento dell’adempimento fiscale può finanziare riforme volte a rendere il sistema fiscale più favorevole alla crescita, consentendo riduzioni del carico fiscale per i singoli contribuenti, in particolare i lavoratori a basso reddito", si aggiunge. Anche il perseguimento di un programma globale di riforme strutturali, basato sul Pnrr e sul piano di bilancio strutturale a medio termine volto ad aumentare la produttività e l’occupazione e ad accrescere i redditi, sosterrebbe la sostenibilità di bilancio.
A livello mondiale, l’Ocse prevede un rallentamento dell’economia dal 3,4% nel 2025 al 2,8% nel 2026, per poi risalire al 3,1% nel 2027 nello scenario più favorevole. L'inflazione annuale dei prezzi al consumo nei paesi del G20 dovrebbe salire al 4% nel 2026 dal 3,4% del 2025, per poi attenuarsi al 3,1% nel 2027. In uno scenario più avverso la crescita calerebbe al 2,1% quest’anno e all’1,8% nel 2027 ed alcune economie andrebbero in “recessione”. La zona euro rallenterebbe a +0,8 quest’anno e poi +1,2 nel 2027 nello scenario più favorevole.
“Il conflitto in Medio Oriente è diventato il fattore dominante che determina le prospettive economiche globali”, sottolinea nell’editoriale il capo economista dell’Ocse Stefano Scarpetta, osservando che comunque l’economia mondiale ha mostrato resilienza grazia agli investimenti in IA. Tuttavia è “sotto pressione” e “l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente rimane incerta, ma le sue conseguenze economiche si faranno probabilmente sentire per qualche tempo anche dopo la sua risoluzione”, spiega.
Ma in uno scenario più avverso dove più a lungo durano le perturbazioni, più elevati diventano i costi economici e sociali, se le perturbazioni dovessero protrarsi fino al 2027, la crescita globale dovrebbe rallentare in modo significativo, attestandosi al 2,1% nel 2026 e all'1,8% nel 2027, spingendo potenzialmente alcune economie in recessione o in una situazione di quasi recessione. La disoccupazione aumenterebbe e gli investimenti – compresi quelli nell’IA ad alta intensità energetica – si indebolirebbero in modo significativo, con crescenti rischi di riprezzamento dei mercati finanziari. L'inflazione globale aumenterebbe di 0,4 punti percentuali nel 2026 e di 1,3 punti percentuali nel 2027, con le pressioni al rialzo derivanti dai prezzi elevati delle materie prime parzialmente compensate da una domanda finale più debole, scrive Scarpetta nell’editoriale dell’Outlook Ocse.

(Adnkronos) - Nuova fase di forte instabilità meteo sull’Italia con temporali intensi, grandinate e colpi di vento in arrivo su diverse regioni. Dopo gli sbalzi termici dei giorni scorsi, la Penisola resta esposta a impulsi perturbati di origine atlantica che manterranno il tempo turbolento almeno fino a venerdì.
Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma la persistenza di una vasta e profonda area di bassa pressione con centro motore stazionario alle alte latitudini, sul Nord Atlantico. Questa figura ciclonica funge da vera e propria "fucina" di perturbazioni. Invece di rimanere confinata sul nord Europa, questa vasta depressione pilota a più riprese impulsi instabili verso le medie latitudini, trovando un varco aperto verso il bacino del Mediterraneo. L'assenza di un robusto campo di alta pressione (anticiclone) a protezione dell'Italia permette a queste correnti fresche e instabili in quota di penetrare facilmente sui nostri mari.
Il caldo anomalo e i tassi di umidità accumulati nei bassi strati durante l'ultimo periodo hanno trasformato il bacino del Mediterraneo in un serbatoio di energia potenziale pronto ad accendersi. L'arrivo delle correnti fresche atlantiche in quota fungerà da innesco: l'aria fredda, essendo più pesante, scivola sotto l'aria calda e umida preesistente, costringendo quest'ultima a salire violentemente verso l'alto. È proprio questo moto ascendente repentino a generare imponenti nubi cumuliformi cariche di precipitazioni.
Nel corso della giornata di mercoledì 3 giugno sono previsti forti temporali, in particolare sul Triveneto e su gran parte delle regioni centrali. A causa dell'elevata energia in gioco, le celle temporalesche potranno assumere carattere di forte intensità, accompagnate da
frequenti fulminazioni, colpi di vento e, localmente, da grandinate. Il fronte temporalesco si muoverà progressivamente verso sud-est portando precipitazioni anche su Campania e Puglia. Giovedì 4 è atteso il passaggio di un secondo fronte temporalesco che porterà nuovi rovesci in particolare sulle Alpi e sulle regioni di Nord Ovest.
Solamente da venerdì 5, e poi nel corso del successivo weekend, le condizioni meteo sono previste in via di miglioramento grazie ad una prima rimonta dell’anticiclone che proverà a garantire maggiori spazi soleggiati su buona parte del Paese.
NEL DETTAGLIO
Mercoledì 3. Al Nord: instabilità sul Triveneto. Al Centro: tempo instabile, specie su adriatiche. Al Sud: rovesci in Campania e Puglia, meglio altrove.
Giovedì 4. Al Nord: temporaneo miglioramento. Al Centro: temporaneo miglioramento. Al Sud: temporaneo miglioramento.
Venerdì 5. Al Nord: ultimi temporali su Triveneto. Al Centro: piovaschi su settori adriatici, sole altrove. Al Sud: sole prevalente.
Tendenza: da venerdì nuove precipitazioni soprattutto al Nord.

(Adnkronos) - Charles Leclerc e Ferrari ancora insieme. La scuderia di Maranello ha annunciato oggi, 3 giugno 2026, il rinnovo pluriennale del contratto del pilota monegasco, che continuerà a vestire i colori del Cavallino Rampante nelle prossime stagioni di Formula 1. La durata esatta dell'accordo non è stata resa nota, ma il team ha confermato che Leclerc resterà uno dei punti di riferimento del progetto sportivo ferrarista.
"L'accordo tra Scuderia Ferrari HP e Charles Leclerc è stato esteso per più anni", si legge nella nota diffusa dalla squadra. "Nelle prossime stagioni del Campionato del Mondo di Formula 1, Leclerc continuerà a gareggiare in qualità di pilota ufficiale del team di Maranello".
Attraverso un video pubblicato sui propri canali social, lo stesso Leclerc ha celebrato il prolungamento del rapporto con la scuderia, con il messaggio "Here to stay" ("Qui per restare"), a suggellare un legame iniziato nel 2019 e destinato a proseguire.
Il pilota monegasco, cresciuto nell'Academy Ferrari, è considerato uno dei simboli della scuderia e ha più volte ribadito il suo obiettivo: conquistare il titolo mondiale con la Rossa. “Non potrei essere più felice di continuare il percorso con Scuderia Ferrari HP, che per me è molto più di un team”, ha dichiarato Leclerc. “È la squadra che ho sempre amato e di cui ho sognato di far parte fin da bambino. Continuerò a dare tutto me stesso per riportare la Scuderia dove merita, al vertice”.
Nel comunicato Ferrari viene ripercorsa la carriera del pilota monegasco all’interno del progetto di Maranello: dalla Driver Academy al debutto in Formula 1 con Sauber nel 2018, fino all’arrivo in Scuderia nel 2019. In questi anni Leclerc è diventato uno dei piloti simbolo del Cavallino, tra vittorie, pole position e podi, e oggi è il secondo per numero di pole nella storia del team.
“Charles è parte della famiglia Ferrari da tanti anni ormai e questo rinnovo è qualcosa di molto naturale per noi", sottolinea in una nota Fred Vasseur, Team Principal. "In queste stagioni - spiega - abbiamo visto crescere non solo uno dei piloti più forti della Formula 1, ma anche una persona che vive profondamente il legame con questa squadra e tutto ciò che Ferrari rappresenta". "Apprezziamo il suo talento, amiamo la sua determinazione e il modo in cui affronta ogni giornata insieme alle persone del team, dentro e fuori la pista. Sappiamo quanto questo progetto significhi per lui e siamo felici di continuare a lavorare insieme per conseguire gli obiettivi che condividiamo" conclude Vasseur.

(Adnkronos) - Flavio Cobolli torna in campo al Roland Garros 2026. Oggi, mercoledì 3 giugno, il tennista azzurro sfida il canadese Felix Auger-Aliassime - in diretta tv e streaming - nei quarti di finale dello Slam di Parigi. Cobolli arriva all'appuntamento dopo aver eliminato Pellegrino, Wu, Tien e Svajda, mentre Auger-Aliassime ha superato Altmaier, Burruchaga, Nakashima e Tabilo.
La sfida tra Cobolli e Auger-Aliassime è in programma oggi, mercoledì 3 giugno, come terzo match sul Philippe-Chatrier, per le ore 15 circa. I tre tennisti si sono affrontati in due precedenti, entrambi vinti dall'azzurro. Nell'ultima sfida Cobolli si è imposto in due set nel Masters 1000 del Canada nel 2024.
Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Il terminal petrolifero di San Pietroburgo è stato colpito nella mattina di oggi, mercoledì 3 giugno, da un attacco ucraino. Il raid è coinciso con l'inizio del Forum economico internazionale che si svolge nella città russa, una conferenza annuale di leader aziendali e funzionari governativi ospitata dal presidente russo Vladimir Putin. Gli abitanti di San Pietroburgo hanno pubblicato foto e video di forti esplosioni e di un vasto incendio mentre la città veniva attaccata da droni ucraini. Le immagini mostrano fumo nero che si alza sopra il terminal petrolifero situato sul Golfo di Finlandia, presso il Grande Porto cittadino, uno dei più grandi impianti di stoccaggio ed esportazione di carburante della Russia. Riceve e spedisce prodotti petroliferi via fiume, ferrovia e su strada, e vanta un volume di movimentazione stimato di 12,5 milioni di tonnellate all'anno.
Il governatore dell'oblast' di Leningrado, Aleksandr Drozdenko, ha riferito che stamattina sono stati abbattuti 50 droni nella regione, ma non ha commentato gli incendi al porto, la cui entità non è ancora stata definita. A causa dell'attacco, i voli all'aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo hanno subito interruzioni: quasi 30 hanno subito ritardi superiori alle due ore e altri nove sono stati dirottati verso altri aeroporti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale russa Tass.
Sette persone sono morte e undici sono rimaste ferite in un attacco di droni contro un autobus in viaggio da Mosca a Simferopol, nella penisola di Crimea, occupata dalla Russia. Lo hanno riferito le autorità di Mosca. Nel frattempo, canali Telegram russi e i principali media ucraini riportano un "attacco di decine di droni" a San Pietroburgo, in Russia. Secondo alcune fonti, una raffineria nella zona ha preso fuoco. I residenti hanno segnalato esplosioni in città e incendi in altri luoghi. San Pietroburgo si trova a circa 1.200 chilometri dal confine ucraino.
Sale invece a 22 morti e 13 feriti il bilancio delle vittime del massiccio attacco russo di ieri. Le autorità hanno riferito che 16 persone sono state uccise a Dnipro e dintorni, mentre altre sei sono morte nella capitale Kiev. Si tratta di uno dei più gravi attacchi subiti da Kiev dall'inizio della guerra, giunta ormai al quinto anno.

(Adnkronos) - Il terminal petrolifero di San Pietroburgo è stato colpito nella mattina di oggi, mercoledì 3 giugno, da un attacco ucraino. Il raid è coinciso con l'inizio del Forum economico internazionale che si svolge nella città russa, una conferenza annuale di leader aziendali e funzionari governativi ospitata dal presidente russo Vladimir Putin. Gli abitanti di San Pietroburgo hanno pubblicato foto e video di forti esplosioni e di un vasto incendio mentre la città veniva attaccata da droni ucraini. Le immagini mostrano fumo nero che si alza sopra il terminal petrolifero situato sul Golfo di Finlandia, presso il Grande Porto cittadino, uno dei più grandi impianti di stoccaggio ed esportazione di carburante della Russia. Riceve e spedisce prodotti petroliferi via fiume, ferrovia e su strada, e vanta un volume di movimentazione stimato di 12,5 milioni di tonnellate all'anno.
Il governatore dell'oblast' di Leningrado, Aleksandr Drozdenko, ha riferito che stamattina sono stati abbattuti 50 droni nella regione, ma non ha commentato gli incendi al porto, la cui entità non è ancora stata definita. A causa dell'attacco, i voli all'aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo hanno subito interruzioni: quasi 30 hanno subito ritardi superiori alle due ore e altri nove sono stati dirottati verso altri aeroporti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale russa Tass.
Sette persone sono morte e undici sono rimaste ferite in un attacco di droni contro un autobus in viaggio da Mosca a Simferopol, nella penisola di Crimea, occupata dalla Russia. Lo hanno riferito le autorità di Mosca. Nel frattempo, canali Telegram russi e i principali media ucraini riportano un "attacco di decine di droni" a San Pietroburgo, in Russia. Secondo alcune fonti, una raffineria nella zona ha preso fuoco. I residenti hanno segnalato esplosioni in città e incendi in altri luoghi. San Pietroburgo si trova a circa 1.200 chilometri dal confine ucraino.
Sale invece a 22 morti e 13 feriti il bilancio delle vittime del massiccio attacco russo di ieri. Le autorità hanno riferito che 16 persone sono state uccise a Dnipro e dintorni, mentre altre sei sono morte nella capitale Kiev. Si tratta di uno dei più gravi attacchi subiti da Kiev dall'inizio della guerra, giunta ormai al quinto anno.

(Adnkronos) - E' stato assegnato a Lane (società del Gruppo Webuild) un contratto da 1 miliardo di dollari per l’Ohio River Tunnel, opera chiave per la tutela ambientale della Pennsylvania che sta per nascere a Pittsburgh. L'opera , uno dei tasselli principali del Regional Tunnel System sarà realizzata da Lane (in quota 50%) in joint venture con il partner locale Brayman. L’infrastruttura - si legge in una nota - funzionerà come un’enorme rete sotterranea che correrà tra i 36 e i 45 metri di profondità per impedire lo sversamento diretto delle acque reflue in eccesso nei fiumi Allegheny, Monongahela e Ohio. Un intervento dal valore trasformativo per le infrastrutture idriche regionali, che combina ingegneria di precisione con una visione moderna della gestione del territorio.
L’Ohio River Tunnel sarà un vero e proprio fiume sotterraneo, un canale artificiale progettato per migliorare la qualità dell’acqua in tutta l’area di Pittsburgh. Le acque reflue in eccesso saranno infatti catturate, convogliate in una galleria profonda, immagazzinate temporaneamente e infine pompate verso un rinnovato impianto di trattamento. Il progetto è parte del Clean Water Plan dell’Alcosan, un programma di lungo periodo che combina gallerie profonde, sistemi di pompaggio e potenziamento degli impianti di trattamento, per proteggere le vie d’acqua della regione. L’opera è il primo dei tre principali tunnel profondi previsti dal Regional Tunnel System di Alacosan.
Questo nuovo contratto prevede la realizzazione di circa 8 chilometri di galleria e diversi pozzi. Il tunnel idraulico principale, oltre 5 metri di diametro, si estenderà per circa 6 chilometri e sarà scavato con una Tunnel Boring Machine di ultima generazione. A questa galleria si collegheranno due tunnel secondari, il Chartiers Creek Tunnel e il Saw Mill Run Tunnel, larghi poco più di 4 metri e lunghi rispettivamente circa 1,3 chilometri e 500 metri. In superficie è inoltre prevista la realizzazione di opere connesse, inclusi alcuni regolatori di flusso, due edifici tecnici e una nuova bocca di scarico nel fiume, tutte opere integrate nel tessuto urbano con un’impronta minima. Negli Stati Uniti, Lane ha già realizzato più di 160 km di tunnel per sistemi idraulici e infrastrutture urbane in oltre 200 progetti.

(Adnkronos) - Derby azzurro nei quarti di finale del Roland Garros 2026. Oggi, mercoledì 3 giugno, Matteo Berrettini sfida Matteo Arnaldi - in diretta tv e streaming - per un posto in semifinale nello Slam di Parigi. Berrettini arriva al match dopo aver eliminato Fucsovics, Rinderknech, Comesana e Cerundolo, mentre Arnaldi ha superato Griekspoor, Tsitsipas, Collignon e Tiafoe.
La sfida tra Berrettini e Arnaldi è in programma oggi, mercoledì 3 giugno, alle ore 20.15, come match della sessione serale del Philippe-Chatrier. I due tennisti, compagni di Coppa Davis, non si sono mai affrontati in carriera, con quello di Parigi che sarà quindi il loro primo precedente.
Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Nuova escalation nella notte del 3 giugno 2026 tra Iran e Stati Uniti nel Golfo Persico, mentre restano appese a un filo le trattative per una de-escalation regionale. Washington e Teheran si accusano reciprocamente di nuove azioni militari, uno dei più gravi scambi di attacchi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco dello scorso aprile.
Le forze armate iraniane hanno rivendicato attacchi missilistici e con droni contro obiettivi militari americani nella regione, inclusa la sede della V Flotta Usa in Bahrein, sostenendo di aver agito in risposta a raid statunitensi sull'isola iraniana di Qeshm. Washington respinge però le accuse e assicura che tutti gli attacchi iraniani sono stati intercettati o hanno mancato i bersagli.
Secondo una nota diffusa dai Guardiani della Rivoluzione e rilanciata dai media di Stato iraniani, gli Stati Uniti avrebbero colpito una torre per le telecomunicazioni dell'Irgc nel sud dell'isola di Qeshm e una petroliera battente bandiera del Botswana diretta verso il terminal petrolifero iraniano di Kharg. Secondo il Comando Centrale Usa (Centcom), la nave non avrebbe rispettato il blocco imposto da Washington ai porti iraniani e sarebbe stata "neutralizzata".
Teheran afferma di aver risposto prendendo di mira con missili e droni una base aerea statunitense nella regione e il quartier generale della V Flotta in Bahrein. L'Irgc sostiene inoltre di aver colpito la nave 'Panaya' e avverte che qualsiasi minaccia alla sicurezza dello Stretto di Hormuz comporterà "un prezzo elevato" per le forze americane.
L'Irgc ha inoltre rivendicato il lancio di almeno dieci missili balistici contro il Kuwait, definendo l'operazione una "prima risposta" e avvertendo che eventuali nuove azioni americane saranno seguite da una rappresaglia "diversa e più severa". Washington respinge tuttavia le rivendicazioni iraniane. "Tutti gli attacchi contro le forze americane sono falliti", ha dichiarato il Centcom, precisando che due missili diretti verso il Kuwait sono caduti prima di raggiungere i bersagli o si sono disintegrati in volo, mentre tre missili lanciati verso il Bahrein sono stati intercettati dalle difese aeree statunitensi e bahreinite. Secondo il comando americano, anche una successiva ondata di droni iraniani diretta contro le forze Usa di stanza in Kuwait è stata abbattuta senza causare vittime né danni.
I media iraniani riferiscono inoltre di esplosioni udite a Erbil, nel Kurdistan iracheno, e dell'attivazione delle sirene d'allarme in Arabia Saudita. Al momento non risultano conferme indipendenti delle segnalazioni.
Le nuove tensioni arrivano in un momento particolarmente delicato sul fronte diplomatico. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi sulla sospensione dei colloqui tra Teheran e Washington, diversi media iraniani sostengono ora che i negoziati siano ancora in corso. Anche il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato ad ABC News di ritenere possibile, "entro la prossima settimana", un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per il prolungamento del cessate il fuoco con l'Iran.
Sul fronte israelo-americano emergono inoltre segnali di crescente tensione. Il premier Benjamin Netanyahu ha ribadito che le operazioni nel sud del Libano proseguiranno "come previsto", poche ore dopo che Trump aveva assicurato che le forze israeliane non avrebbero avanzato verso Beirut. Secondo diverse fonti, una recente telefonata tra i due leader sarebbe stata particolarmente tesa.
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