
(Adnkronos) - Un trattamento mirato contro il cancro, somministrato con un'iniezione sottocutanea, è risultato in grado di ridurre le dimensioni del tumore in oltre un terzo dei pazienti affetti da una neoplasia della testa e del collo recidivante o metastatica, la cui malattia aveva smesso di rispondere alle terapie standard. In alcuni casi, i medici hanno osservato una risposta completa: i tumori erano interamente scomparsi. I nuovi risultati dello studio clinico di fase 1b/2 OrigAMI-4 sono stati presentati al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) a Chicago. Al centro del trial il farmaco amivantamab, un anticorpo monoclonale bispecifico che agisce sul cancro in tre modi: blocca sia Egfr, una proteina che favorisce la crescita dei tumori, che Met, una via di segnalazione separata che le cellule tumorali spesso utilizzano per eludere il trattamento, e svolge inoltre una terza azione benefica, contribuendo ad attivare il sistema immunitario per attaccare il tumore. La prima coorte di OrigAMI-4 ha coinvolto 102 persone affette da carcinoma a cellule squamose della testa e del collo (Hnscc) recidivante o metastatico, il cui tumore aveva continuato a crescere nonostante l'immunoterapia e la chemioterapia a base di platino. Tutti i pazienti in questa parte della sperimentazione, condotta in 55 ospedali di 11 Paesi, hanno ricevuto amivantamab in monoterapia.
I dati, si legge in una nota dell'Institute of Cancer Research di Londra, hanno confermato una riduzione del tumore nel 42% dei pazienti trattati, insieme a risultati incoraggianti in termini di sopravvivenza in un gruppo di pazienti che fino ad ora disponevano di opzioni terapeutiche molto limitate. Nel dettaglio, i medici hanno osservato una riduzione delle dimensioni della neoplasia in 43 persone, tra cui 15 pazienti i cui tumori sono scomparsi completamente e 28 pazienti i cui tumori si sono ridotti in modo significativo (risposta parziale). I pazienti trattati con amivantamab hanno avuto una sopravvivenza media di 12,5 mesi complessivamente dall'inizio della terapia, nonostante fossero affetti da una forma di cancro con prognosi molto sfavorevole, quando i trattamenti standard smettono di essere efficaci. Amivantamab, sviluppato da Johnson & Johnson, è già approvato per diversi sottotipi di cancro al polmone in molteplici linee di terapia. Viene somministrato tramite una piccola iniezione sottocutanea anziché per via endovenosa, rendendolo più rapido e comodo per i pazienti e più facile da somministrare in ambulatorio. La maggior parte degli effetti collaterali del trattamento, somministrato una volta ogni 3 settimane, è stata di entità lieve o moderata - si legge nella nota - e meno di 1 paziente su 10 ha interrotto la terapia a causa di effetti collaterali. Se i benefici osservati in questo studio saranno confermati in studi clinici più ampi, come lo studio di fase III OrigAMI-5 attualmente in corso, la speranza degli esperti è che il trattamento possa aiutare migliaia di pazienti ogni anno nel Regno Unito e in Europa, e decine di migliaia in tutto il mondo. Quelle osservate sono "risposte forti, senza precedenti, in pazienti la cui malattia è diventata resistente sia alla chemioterapia che all'immunoterapia - ha evidenziato Kevin Harrington, dell'Institute of Cancer Research (Icr) e del Royal Marsden Nhs Foundation Trust, che ha guidato uno dei team coinvolti nel trial - Questo trattamento ha il potenziale per giovare a molte migliaia di pazienti ogni anno".
Pazienti come Carl Walsh, 56 anni di Birmingham, che ha ricevuto una diagnosi di cancro alla lingua nel maggio 2024 ed è stato arruolato in OrigAMI-4 al Royal Marsden nel luglio 2025. "Inizialmente - racconta - sono stato trattato con chemio e immunoterapia, che purtroppo non hanno avuto successo. A quel punto, mi è stata consigliata la partecipazione allo studio clinico. Ora sono al 17esimo ciclo di trattamento e sono molto soddisfatto dei progressi ottenuti finora. Mi sento in grado di vivere una vita normale. Prima di iniziare la sperimentazione, facevo fatica a parlare correttamente e a mangiare a causa del gonfiore e del dolore. Da quando ho iniziato il trattamento, il gonfiore si è ridotto significativamente e il dolore è migliorato notevolmente. Inoltre, non avverto più gli stessi effetti collaterali invalidanti che avevo durante la chemioterapia". Nel momento peggiore della malattia, ha aggiunto il paziente, secondo quanto riporta il 'Guardian', "mangiavo zuppa, budino di riso, scatolette di ravioli e spaghetti e tantissime frittate, il tutto integrato da 3 bevande a base di latte nutriente al giorno, come prescritto dal medico. Ho perso parecchio peso. Dopo soli 2 cicli di trattamento, la mia alimentazione ha iniziato a tornare alla normalità e dopo 6 mesi ho ripreso una dieta completa. La cosa che ho apprezzato di più è stata la prima bella bistecca. La mia capacità di parlare è tornata completamente normale e ora al lavoro parlo regolarmente con le cuffie senza problemi".
Lo studio si è concentrato su persone affette da tumore della testa e del collo, escludendo quelle con carcinoma a cellule squamose orofaringeo positivo al papillomavirus umano (Hpv). I tumori della testa e del collo non causati dall'Hpv sono generalmente più difficili da trattare e tendono a rispondere meno bene alle terapie standard, il che rende i progressi in questo gruppo particolarmente importanti.
"Questo studio - conclude Kristian Helin, Chief Executive dell'Icr - dimostra come lo sviluppo di nuove terapie attraverso una rigorosa ricerca sul cancro possa portare a progressi significativi, anche per i pazienti con opzioni terapeutiche molto limitate. Raggiungere questo livello di risposta tumorale e ottenere risultati di sopravvivenza incoraggianti in un gruppo di pazienti così difficile da trattare rappresenta un passo avanti significativo".

(Adnkronos) - "Fatemi raccontare perché sono scomparso negli ultimi mesi". Comincia così il lungo sfogo di Gianmarco Tamberi che ha condiviso sui social con i tifosi oggi, lunedì 1 giugno, nel giorno del suo 34esimo compleanno.
Un compleanno di rinascita, che arriva dopo mesi di silenzio e difficoltà emotiva: "A fine gennaio mi è stata diagnosticata una fascite plantare al piede destro. Da quel giorno tutto è precipitato lentamente", ha esordito l'atleta nel suo racconto.
Nonostante le cure, il piede non migliorava e l'unica soluzione era quella di affidarsi a delle terapie "più invasive", ma non hanno dato il risultato sperato. "Ogni volta che provavo qualcosa di nuovo per risolvere il problema e riponevo speranza in quella cura, me ne ritornavo a casa con uno schiaffone ancora più grande".
Una situazione complicata da gestire "metalmente". E come se non fosse abbastanza, è tornato "l'incubo" che gli aveva già fatto visita durante i giochi olimpici di Parigi del 2024: le coliche renali. "Di corsa in ospedale, Toradol in endovena. Un nuovo calcolo, a destra questa volta (a Parigi era a sinistra)". Una situazione che richiedeva una nuova operazione ma, fortunatamente due giorni prima della data dell'intervento "sono riuscito a espellere il calcolo".
Fisicamente, quindi, la situazione stava migliorando ma "mentalmente questo problema, sommato alla fascite, mi ha buttato a terra. Ho iniziato ad aver paura che anche questa stagione sarebbe stata un fallimento. Ho iniziato a pensare a tutta la gente che avrei deluso, agli sponsor che avevano creduto in me...". Una situazione di forte stress che lo ha spinto a pensare di "cedere alle difficoltà" perché "non riuscivo a reagire".
"Ho iniziato a mangiare, mangiare e mangiare per non pensare. In un mese ho preso 4 kg", ha confessato. E' caduto così in un brutto tunnel e per uscirne sono servite ore intense di terapia. Poi, è arrivata la svolta mentale: "Ho deciso di mettere un punto a questa storia e di ricominciare a crederci, proprio come quando tutto funziona, perché sapevo che era l'unico modo per avere una possibilità".
Lentamente, ma i progressi sono arrivati: "Ho ricominciato a corricchiare, poi a fare degli esercizi e infine i primi saltini. Ora sono lontanissimo da dove avrei immaginato di essere oggi ma sono orgoglioso di essere riuscito a reagire in un momento molto complicato". Per l'atleta l'obiettivo ora è solo uno: "Quello spiraglio di luce ora c'è e, per quanto sarà difficilissimo, farò di tutto per raggiungerlo. Agli europei di agosto mancano ancora 2 mesi e mezzo".
In conclusione, Tamberi ringraza la persona che più gli è stata al fianco, la moglie Chiara Bontempi: "È stata in grado di starmi al fianco nel migliore dei modi in un momento molto complicato. Si è presa cura di me quando stavo male e mi ha aiutato a reagire. L'idea di poterla rendere orgogliosa ancora una volta di me è una delle motivazioni più grandi che ho".

(Adnkronos) - Una nuova comnbinazione terapeutica basata sulla doppia immunoterapia durvalumab più tremelimumab, insieme alla terapia a bersaglio molecolare lenvatinib e alla procedura di chemioembolizzazione transarteriosa (Tace), ha ridotto il rischio di progressione di malattia del 30% nei pazienti con tumore del fegato non operabile. E' quanto emerge dallo studio di fase 3 Emerald3 presentato al Congresso 2026 dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) a Chicago. I risultati del trial hanno dimostrato che durvalumab e tremelimumab, in combinazione con lenvatinib e Tace, hanno portato a un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (Pfs) rispetto alla sola Tace nei pazienti con carcinoma epatocellulare (Hcc) non resecabile eleggibile per l'embolizzazione. I pazienti dei bracci sperimentali sono stati trattati con il regime Stride (Single tremelimumab regular interval durvalumab), con o senza lenvatinib, prima di Tace e successivamente in concomitanza con Tace. Questi risultati sono presentati oggi in una sessione orale al congresso.
In un'analisi ad interim pianificata, il regime Stride in combinazione con lenvatinib e Tace ha dimostrato una riduzione del 30% del rischio di progressione di malattia o di morte in assenza di progressione rispetto alla sola Tace, riporta una nota. La sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 13,0 mesi per questo regime terapeutico rispetto a 9,8 mesi con Tace. Il miglioramento di Pfs è risultato costante in tutti i principali sottogruppi di pazienti predefiniti. Per l'endpoint secondario di sopravvivenza globale (Os), è stata osservata una sopravvivenza numericamente migliore con il regime Stride con lenvatinib e Tace rispetto alla sola Tace, anche se con il follow-up attuale la differenza non risulta statisticamente significativa (Hr 0,84; Ic 95%). Anche se non sono stati formalmente valutati in questa analisi, gli endpoint secondari di Pfs e Os per il braccio di trattamento che ha confrontato il regime Stride (senza lenvatinib) più Tace rispetto alla sola Tace hanno mostrato un miglioramento clinicamente significativo di Pfs (Hr 0,71; Ic 95%) e di Os (Hr 0,70; Ic 95%). La Pfs mediana è stata di 12,9 mesi per Stride più Tace rispetto a 8,1 mesi per la sola Tace. In un'analisi esplorativa predefinita che ha messo a confronto i due bracci dello studio è stato osservato un miglioramento della sopravvivenza libera da progressione a favore del braccio trattato con lenvatinib nei pazienti con eziologia non virale (Hr 0,70; Ic al 95%). Lo studio proseguirà per valutare la sopravvivenza globale (Os) e altri endpoint secondari chiave in entrambi i bracci dello studio.
"Circa il 30% dei pazienti con carcinoma epatocellulare, il più comune tumore del fegato, è eleggibile per l'embolizzazione, una procedura di radiologia interventistica che blocca l'afflusso di sangue al tumore e permette di somministrare la chemioterapia o la radioterapia direttamente al fegato - spiega Lorenza Rimassa, professore associato di Oncologia medica all'Humanitas University e responsabile dell'Uo di Oncologia epatobiliopancreatica all'Irccs Istituto clinico Humanitas di Rozzano, Milano - Nonostante sia lo standard di cura in questo setting, la maggior parte dei pazienti sottoposti a embolizzazione presenta progressione di malattia entro 1 anno. I pazienti affetti da tumore al fegato idonei all'embolizzazione hanno urgente bisogno di nuove opzioni terapeutiche per ritardare la progressione di malattia e migliorare la prognosi. Nello studio Emerald-3 è stato utilizzato il regime Stride, basato su un innovativo approccio di 'priming immunitario' con una singola dose di tremelimumab seguita da durvalumab in monoterapia. Quest'unica somministrazione di tremelimumab è in grado di fornire una 'spinta' alla risposta immunitaria, offrendo maggiore efficacia. Con questo regime di doppia immunoterapia, nello studio Emerald-3 quasi 1 paziente su 3 è vivo e senza progressione di malattia a 2 anni dal trattamento. Si tratta di un progresso significativo associato a una tendenza al miglioramento della sopravvivenza, con o senza l’aggiunta di lenvatinib. Il razionale di Emerald-3 si basa sullo studio Himalaya, che ha coinvolto pazienti con malattia in stadio avanzato, in cui il regime Stride ha dimostrato un beneficio duraturo in termini di sopravvivenza globale e per i quali rappresenta oggi uno standard terapeutico".
Ogni anno in Italia sono stimate oltre 12.500 nuove diagnosi di tumore del fegato. "La maggioranza dei casi è riconducibile a fattori di rischio noti, quali l'infezione da virus dell'epatite B e C - ricorda Massimo Di Maio, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) - Negli ultimi anni si è osservato un progressivo incremento dei casi 'non virali', cioè ad eziologia metabolica, in genere legata a sovrappeso e diabete, o ad eziologia mista, metabolica ed etilica. Questo cambiamento epidemiologico è dovuto all'effetto della vaccinazione anti-Hbv, in Italia obbligatoria da più di 30 anni, alle terapie antivirali per l'Hcv e a stili di vita scorretti, cioè all'alimentazione eccessiva e ricca di grassi e alla sedentarietà, che caratterizzano i Paesi occidentali. La sorveglianza con ecografia epatica semestrale delle persone a rischio, cioè con epatopatia cronica, consente la diagnosi di tumore del fegato in stadio precoce, con interventi potenzialmente curativi, e di migliorare la sopravvivenza. Purtroppo, in più della metà dei casi la malattia è scoperta in stadio avanzato. L'immunoterapia ha già dimostrato di essere efficace nello stadio metastatico, dove è diventata standard di cura. I risultati dello studio Emerald-3 sono un esempio della possibilità di sperimentare l'impiego di trattamenti già dimostrati efficaci nella malattia avanzata anche in stadi più precoci, come accaduto in molti tipi di tumori", sottolinea Di Maio.
"Il trapianto di fegato può essere parte della cura per pazienti con malattia confinata al fegato, in qualsiasi momento si osservi una sufficiente risposta alle cure per un determinato periodo di tempo - afferma Vincenzo Mazzaferro, professore di Chirurgia all'università degli Studi di Milano e direttore della Chirurgia oncologica (epato-gastro-pancreatica) e Trapianto di fegato alla Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano - Il numero di trapianti in Italia è di circa 1.700, con un aumento progressivo e significativo della quota di pazienti oncologici. Per i pazienti con malattia in stadio intermedio, lo standard di cura fino a oggi è stato rappresentato dalla Tace, cioè una procedura di radiologia interventistica. Lo studio Emerald-3 evidenzia il ruolo importante del regime immunoterapico Stride in combinazione con la Tace, quando la funzionalità epatica non è compromessa. Sulla base dello studio Emerald-3 è verosimile che sarà significativo il numero di pazienti in cui il livello di risposta tumorale sarà compatibile con terapie curative come la resezione del tumore o il trapianto. Va ricordato che la miglior gestione dell'epatocarcinoma, che frequentemente complica un quadro di cirrosi, richiede il contributo di diversi specialisti, che compongono i team multidisciplinari".
Emerald-3 - dettaglia la nota - è uno studio globale di fase 3 randomizzato, in aperto, in cieco nei confronti dello sponsor, multicentrico, per la valutazione di una singola dose iniziale di tremelimumab 300 mg in aggiunta a durvalumab 1.500 mg, seguita da durvalumab ogni 4 settimane (regime Stride), più Tace con o senza lenvatinib rispetto alla sola Tace in un totale di 760 pazienti con Hcc non resecabile eleggibili all'embolizzazione. Lo studio è stato condotto in 171 centri distribuiti in 22 Paesi, tra cui Nord America, Europa, Sud America e Asia.

(Adnkronos) - Per la ciliegia, il detto 'non si butta niente'. Le proprietà del frutto in sé sono note. Le ciliegie sono ricche di antiossidanti, in particolare gli antociani, e contengono vitamina C. Sono frutti ipocalorici, con un 'carico' spesso inferiore 60 calorie per 100 grammi, e hanno il pregio di frenare la fame. Quando si mangia una ciliegia, si tende a buttar via il gambo. E invece, anche il 'rametto' può diventare utile. "Le proprietà del frutto sono ben conosciute. La ciliegia non è importante solo per gli antociani e per la possibilità di assumere la rutina e la quercetina che difendono le arterie", dice il professor Giorgi Calabrese, medico specializzato in Scienze dell'Alimentazione, docente universitario, Consulente Scientifico del Ministero della Salute.
"Le ciliegie hanno anche il gambo. Si può 'pulire' e poi far bollire nell'acqua. Quando la bevanda raggiunge una temperatura gradevole, si può bere: in questo modo si assume un diuretico naturale efficacissimo. Il gambo, trattato in questo modo, funziona come un farmaco e fa urinare molto".

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(Adnkronos) - Si spengono definitivamente le speranze di ripescaggio dell'Italia? Oggi, lunedì 1 giugno, gli azzurri vedono allontanarsi sempre più l'ipotesi di essere ripescati ai Mondiali 2026, quando mancano ormai soltanto dieci giorni all'inizio della rassegna iridata in programma in Stati Uniti, Messico e Canada. A mettere la parola fine ci ha pensato uno dei principali 'sponsor' dell'Italia, l'inviato speciale dell'amministrazione Usa di Donald Trump, Paolo Zampolli: "Il mio sogno e quello di tanti era di avere l'Italia con noi. Avevo suggerito al presidente e a Gianni Infantino che, in caso l'Iran non fosse venuto per qualsiasi ragione, si sarebbe potuto ripescare l'Italia", ha rivelato a 'La Politica nel Pallone' su Rai Gr Parlamento.
"Purtroppo le cose non sono andate così e abbiamo l'Iran che si sta allenando in Messico. I giocatori dell'Iran avranno il permesso soltanto di venire a giocare in giornata e poi tornare, perché i visti sono stati dati solo ai giocatori", ha spiegato Zampolli, "quanto è stato vicino il ripescaggio? Se ne è parlato tanto, poi la Fifa ha delle regole e il presidente Infantino ha preso le sue decisioni. Bisogna pensare al futuro del nostro calcio, io sono molto triste perché la maggior parte dei giovani non ha visto l'Italia al Mondiale. Io ho suggerito e fatto il possibile fino all'ultimo, mettendomi tante persone contro e sono contento di averlo fatto. Un Mondiale in Italia? Sarebbe il sogno di tutti", ha concluso Zampolli.
A confermare la presenza dell'Iran al prossimo Mondiale ci aveva già pensato, in ogni caso, Gianni Infantino. "L'Iran giocherà i Mondiali e il motivo è semplice: dobbiamo unire la gente. Il calcio ci unisce, dobbiamo essere ottimisti e sorridere. Ci sono problemi nel mondo, ci sono già abbastanza persone che provano a dividere. Noi dobbiamo unire", aveva affermato il presidente della Fifa aprendo il Congresso di Vancouver. "Non c'è nessuna federazione sospesa", ha chiarito Infantino disinnescando il caso relativo all'assenza dei dirigenti iraniani al Congresso: su 211 federazioni accreditate, erano presenti 210 delegazioni.
I dirigenti della federcalcio iraniana, incluso il presidente Mehdi Taj, non hanno però raggiunto Vancouver. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, la delegazione è stata respinta al controllo di frontiera. Il ministro degli Esteri canadese, Anita Anand, ha fatto riferimento genericamente alla "revoca" del permesso di ingresso nel Paese. Il provvedimento sarebbe scattato per i legami tra Taj e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ritenuto un'organizzazione terroristica in Canada.
Ad aprire però nuovamente al possibile forfait della Nazionale iraniana, come riportato da Nbc News, era stato il presidente della Federazione Mehdi Taj, che aveva dichiarato che la Fifa deve garantire che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) non venga insultato dagli Stati Uniti, qualora l'Iran dovesse decidere di giocare nel Paese. La richiesta di Taj non è causale, visto che la scorsa settimana una delegazione iraniana, di cui faceva parte lo stesso presidente, è stata respinta al confine con il Canada, dove avrebbero dovuto partecipare proprio al congresso Fifa andato in scena a Vancouver.
Taj ha poi affermato che la decisione di tornare indietro sia stata una loro scelta, ma aveva giudicato anche come irrispettoso il comportamento della polizia di frontiera canadese, confermando poi al parlamento che il visto del presidente delle Forze Armate iraniane (FFIRI) era stato annullato mentre era in volo, proprio a causa dei suoi legami con le Guardie Rivoluzionarie, inserite nel 2024 nella lista di organizzazioni terroristiche dal Canada, cinque anni dopo che gli Stati Uniti avevano fatto lo stesso. Il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, ha inviato quindi una lettera esprimendo rammarico per il "disagio e la delusione" subiti dagli iraniani in Canada e invitando la Federazione a Zurigo, per un incontro svoltosi lo scorso 20 maggio.
Il presidente della Federazione calcistica dell'Iran ha dichiarato che un eventuale ritiro dell'Iran dai Mondiali priverebbe il Paese di una "importante risorsa diplomatica". Mehdi Taj ha rilasciato queste dichiarazioni dopo che la federazione (FFIRI) aveva annunciato la partecipazione dell'Iran al Mondiale, purché i paesi ospitanti accettassero le sue condizioni, a cui faceva riferimento proprio Zampolli: "Se non partecipiamo ai Mondiali, perderemo un'importante risorsa diplomatica", ha affermato Taj in un'intervista trasmessa sabato sera dalla televisione di Stato.
La partecipazione dell'Iran al torneo è avvolta nell'incertezza sin dallo scoppio della guerra a febbraio, in seguito agli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. Sabato, però, la Federazione calcistica iraniana (FFIRI) ha dichiarato sul suo sito web ufficiale: "Parteciperemo sicuramente ai Mondiali del 2026, ma gli organizzatori devono tenere conto delle nostre preoccupazioni. Parteciperemo al torneo, ma senza rinunciare ai nostri valori, alla nostra cultura e alle nostre convinzioni".
Taj ha posto 10 condizioni per la partecipazione all'evento mondiale, chiedendo garanzie sul trattamento riservato al Paese. Tra le condizioni figurano il rilascio dei visti e il rispetto per lo staff della nazionale, la bandiera e l'inno nazionale durante il torneo, nonché la richiesta di maggiori misure di sicurezza negli aeroporti, negli hotel e lungo le strade che conducono agli stadi. L'Iran, che dovrebbe alloggiare a Tucson, in Arizona, durante i Mondiali, affronterà Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto nel Gruppo G. La nazionale iraniana esordirà ai Mondiali contro la Nuova Zelanda a Los Angeles il 15 giugno.

(Adnkronos) - Alvaro Morata e Alice Campello sarebbero tornati insieme. Dopo mesi di indescrezioni riguardo a un allontanamento, e persino a un possibile divorzio, l'attaccante del Como e l'imprenditrice starebbero provando a dare una terza possibilità alla loro relazione. A riferirlo è Javier Hoyos, giornalista spagnolo e amico di Morata.
Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo 'Marca', la coppia sarebbe stata avvistata ieri sera al concerto di Bad Bunny a Madrid, allo Stadio Metropolitano. Il giornalista avrebbe poi contattato lo stesso Morata, che sarebbe stato sincero, rivelando che i due stanno "dando un'altra possibilità alla loro relazione". "Alice è la donna della mia vita, lei è la donna della mia vita e la madre dei miei figli", queste sarebbero state le parole dell'attaccante.
La storia tra Morata e Campello ha vissuto diversi alti e bassi nel corso degli ultimi anni. Dopo l'addio nel 2024 e la riconciliazione nel 2025, all'inizio del 2026 tra i due ci sarebbe stato un ulteriore allontamento. Attraverso interviste e dichiarazioni, entrambi hanno sempre negato che la separazione fosse stata causata da tradimenti o dalla presenza di terze persone. Nonostante tutto, hanno mantenuto un rapporto sereno per il bene dei loro quattro figli.
Proprio pochi giorni fa, i due si sarebbero riuniti per festeggiare il compleanno dei gemelli, Leonardo e Alessandro. Inizialmente si pensava fossero insieme solo per il bene dei figli, ma questo episodio potrebbe essere un'ulteriore conferma della riconciliazione.

(Adnkronos) - Il Roland Garros non perdona Adolfo Daniel Vallejo. Oggi, lunedì 1 giugno, lo Slam parigino ha comminato una maxi multa al tennista paraguaiano dopo le frasi choc e sessiste riservata alla giudice di sedia che ha arbitrato il suo match, perso, con il giovane francese Moise Kouamé al secondo turno.
La direttrice dello Slam, Amelie Mauresmo, ha annunciato in conferenza stampa una multa da 65mila euro, ovvero la metà dei premi guadagnati da Vallejo nel torneo. "Queste dichiarazioni sono inaccettabili per noi, così come per il Roland Garros e per la Federazione. Questo tipo di discorsi non troverà mai posto qui", ha detto da Parigi.
Dopo la sconfitta con Kouamé, Vallejo, pur riconoscendo il livello del suo avversario, si era concentrato soprattutto sulle condizioni arbitrali e su quello che ha definito un ambiente difficile da gestire, sostenendo come una partita del genere debba "essere arbitrata da un uomo perché il pubblico è molto esuberante e ci vuole molta forza per andare contro la folla. Molte volte si è perso tempo, con i giocatori a terra o con il tempo di recupero che veniva sprecato. E non è nemmeno normale che il pubblico continui a urlare per un minuto intero senza che ci sia gioco".
Fotografia di un'atmosfera descritta come "pesante", a causa del clima venuto fuori nei momenti chiave della partita: "Il pubblico era decisamente fuori luogo, ma capisco che stiano sostenendo il loro connazionale. È un pubblico molto intenso. Ero già preparato, sapevo già che sarebbe andata così. La verità è che non mi ha danneggiato, ma ha soprattutto rafforzato lui". Parole giudicate inaccettabili e che gli sono costate una maxi multa.

(Adnkronos) - E' morta in Portogallo una studentessa palermitana di 20 anni che stava trascorrendo sei mesi di Erasmus a Caldas da Rainha. La giovane, Sofia Barillà, è stata trovata senza vita ieri sera nel suo appartamento. I genitori, assistiti dalla Farnesina, sono arrivati in Portogallo. Non si conoscono ancora i motivi che hanno portato alla morte della ragazza ma, come apprende l'Adnkronos, potrebbe trattarsi di cause naturali. Con ogni probabilità sarà disposta l'autopsia.

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(Adnkronos) - "La Marina nazionale ha intercettato ieri mattina una nuova petroliera soggetta a sanzioni internazionali proveniente dalla Russia: il Tagor. La nostra determinazione è costante e totale". Lo ha reso noto il presidente francese Emmanuel Macron in un post su X. "Questa operazione è stata condotta nell'Atlantico, in acque internazionali, con il sostegno di diversi partner tra cui il Regno Unito, nel rigoroso rispetto del diritto del mare", ha aggiunto il capo dello Stato. "È inaccettabile che delle navi eludano le sanzioni internazionali, violino il diritto del mare e finanzino la guerra che la Russia conduce contro l'Ucraina da oltre 4 anni. Queste navi, che non rispettano le regole più elementari della navigazione marittima, costituiscono inoltre una minaccia per l'ambiente e per la sicurezza di tutti".
Il Cremlino ha parlato di operazione "illegale", paragonandola a un atto di "pirateria". "Consideriamo questi atti illegali, al limite della pirateria internazionale", ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, aggiungendo che "la Russia sta adottando misure per garantire la sicurezza del suo carico".
L'ufficio del procuratore di Brest ha spiegato che il capitano russo della petroliera intercettata ha rifiutato di obbedire agli ordini impartiti e "prendere il controllo della nave si è rivelato necessario". L'ufficio del procuratore ha precisato che è stata avviata un'indagine penale per mancata prova della nazionalità di una nave, assenza di bandiera e rifiuto di obbedire.

(Adnkronos) - "La Marina nazionale ha intercettato ieri mattina una nuova petroliera soggetta a sanzioni internazionali proveniente dalla Russia: il Tagor. La nostra determinazione è costante e totale". Lo ha reso noto il presidente francese Emmanuel Macron in un post su X. "Questa operazione è stata condotta nell'Atlantico, in acque internazionali, con il sostegno di diversi partner tra cui il Regno Unito, nel rigoroso rispetto del diritto del mare", ha aggiunto il capo dello Stato. "È inaccettabile che delle navi eludano le sanzioni internazionali, violino il diritto del mare e finanzino la guerra che la Russia conduce contro l'Ucraina da oltre 4 anni. Queste navi, che non rispettano le regole più elementari della navigazione marittima, costituiscono inoltre una minaccia per l'ambiente e per la sicurezza di tutti".
Il Cremlino ha parlato di operazione "illegale", paragonandola a un atto di "pirateria". "Consideriamo questi atti illegali, al limite della pirateria internazionale", ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, aggiungendo che "la Russia sta adottando misure per garantire la sicurezza del suo carico".
L'ufficio del procuratore di Brest ha spiegato che il capitano russo della petroliera intercettata ha rifiutato di obbedire agli ordini impartiti e "prendere il controllo della nave si è rivelato necessario". L'ufficio del procuratore ha precisato che è stata avviata un'indagine penale per mancata prova della nazionalità di una nave, assenza di bandiera e rifiuto di obbedire.

(Adnkronos) - Tornano i playoff della Serie A di basket. Oggi, lunedì 1 giugno, la Virtus Olidata Bologna ospita l'Umana Reyer Venezia - in diretta tv e streaming - nella gara-2 della semifinale degli spareggi per il titolo nazionale. Si torna sul parquet della Virtus Arena dopo il clamoroso risultato di gara-1, terminata con la vittoria esterna di Venezia, che si è imposta con il punteggio di 91-83 andando così avanti nella serie. La vincente se la vedrà in finale con una tra l'Olimpia Milano e la Germani Brescia, ferme sull'1-1.
Gara-2 della semifinale dei playoff della Serie A di basket è in programma oggi, lunedì 1 giugno, alle ore 20. La sfida tra la Virtus Bologna e Venezia si potrà vedere in diretta televisiva sui canali SkySport. Il match sarà trasmesso anche in streaming sull'app SkyGo, su NOW e su LBA Tv.

(Adnkronos) - Una rilettura in qualche modo inedita di Marilyn Monroe, la diva immortale per eccellenza che ha segnato un'epoca e che continua a far parlare di sé. Un tributo che vuole essere anche un atto di verità: cercare di "restituire un po' di complessità" alla sua figura, allontanandola dai soliti luoghi comuni. Un'operazione cui si è dedicata Ilenia Rossini, giovane ricercatrice appassionata da sempre del mito di Marilyn, autrice del volume 'Non sono la stupida bionda di nessuno. Una storia di Marilyn Monroe', in libreria da qualche giorno con Momo Edizioni. Un contributo che arriva in occasione dei cento anni dalla nascita della diva che incantò il mondo intero. "Il primo giugno 2026 - racconta infatti l'autrice intervistata dall'AdnKronos - è il centenario della nascita di Marilyn Monroe. Ho pensato che, data la mia passione molto antica per questa attrice, fosse un buon momento per scrivere un libro su di lei. Ho pensato di scriverlo in un modo che spero le sarebbe piaciuto, cioè restituendo un po' di complessità alla sua figura. Facendola uscire da prospettive vittimizzanti ma anche da interpretazioni molto contemporanee cercando di superare lo stereotipo della 'bionda scema' che l'aveva accompagnata per tutta la vita. Stereotipo al quale si era sempre ribellata facendo peraltro anche delle azioni molto dirompenti, creando ad esempio una casa di produzione indipendente di cui era presidente per cercare di fare i film che voleva. Film più drammatici o con una sceneggiatura più complessa".
Non è un caso che l'immagine di copertina del volume rappresenti l'attrice intenta a leggere 'Ulisse' di Joyce. Una scelta "per cercare di renderle giustizia. E' un'immagine che le scattò nell'estate del 1955 Eve Arnold, una delle più importanti fotografe della Magnum. E' una foto in posa ma, in quel periodo, Marilyn Monroe effettivamente stava leggendo quel libro, in particolare le ultime pagine, quelle del monologo interiore di Molly Bloom". Una lettura suggerita dal fatto che la diva voleva prepararsi anche a ruoli drammatici e non solo comici. "Sembra una contraddizione vedere la bionda stupida per eccellenza che legge 'Ulisse' di Joyce. Ma quella foto è reale", osserva l'autrice. Personaggio moderno, fresco e forse molto avanti rispetto al tempo in cui ha vissuto, l'attrice è stata anche in grado di anticipare i tempi. Un esempio? "Nel 1953 - risponde Rossini - pubblicò a suo nome con la collaborazione di una giornalista un articolo che si intitolava 'I lupi che ho conosciuto'. Con ironia denunciava tutte le molestie che aveva ricevuto negli anni precedenti, quando ancora non era un'attrice famosa. Parla di produttori che le offrivano delle parti in cambio di atti sessuali e di altri uomini che hanno tentato approcci più pesanti. Approfitta della popolarità che aveva ottenuto per una sorta di #MeToo ante litteram".
Donna amata, cercata, apprezzata per le sue doti e per la sua bellezza, la Monroe è stata al centro dell'interesse non solo del bel mondo del cinema ma anche dell'Fbi. Un altro elemento della sua biografia che Rossini mette in luce nelle pagine del suo libro. "Nell'estate del 1955 - spiega l'autrice - l'Fbi apre un fascicolo a suo nome. Questo perché aveva chiesto un visto per l'Unione Sovietica nell'ambito di uno scambio culturale. Non andò mai in Unione Sovietica ma il fascicolo crebbe di anno in anno fino al 1962 quando morì. Crebbe perché diventò la compagna e poi la moglie di Arthur Miller, uno dei più famosi drammaturghi statunitensi sospettato di attività antiamericane per la sua vicinanza ad alcune organizzazioni comuniste. Immagino che non abbia mai saputo che c'era un fascicolo a suo nome, in parte ancora secretato". Fascicolo in cui si affermava, infine che Marilyn fosse "di sinistra". Donna che proveniva "dalla working class che aveva lavorato in fabbrica durante la seconda guerra mondiale", l'attrice non era - insomma - soltanto una star meravigliosa ma una protagonista a tutto tondo, con mille sfaccettature. Un'attrice che lottò per farsi rispettare, una donna che non smise mai di interrogarsi su chi ci fosse davvero dietro il personaggio che il mondo pretendeva da lei. Un'altra Marilyn che Ilenia Rossini restituisce ora ai lettori in una nuova veste liberandola da stereotipi e clichè.

(Adnkronos) - Claudio Baglioni è stato costretto a rinviare di un anno il suo tour a causa di una polmonite intersiziale acuta. A commentare il caso all’Adnkronos Salute Claudio Micheletto, past president dell'Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo) e direttore Pneumologia presso l'azienda ospedaliera universitaria di Verona. Le polmoniti interstiziali, spiega, "sono particolarmente impegnative perché interessano l’interstizio polmonare, il tessuto che sostiene gli alveoli e consente gli scambi di ossigeno. Le cause possono essere diverse: tra le più frequenti vi sono alcuni virus respiratori, come il virus respiratorio sinciziale (Rsv), e i cosiddetti batteri intracellulari, tra cui soprattutto Mycoplasma e Chlamydia, responsabili di forme di polmonite interstiziale. Le polmoniti si manifestano durante tutto l'anno: è normale riscontrarle anche in primavera e in estate, perché i batteri intracellulari non sono legati esclusivamente alla stagione invernale e possono circolare anche nei mesi più caldi".
In un video diffuso sui social, Baglioni ha detto: "Ho una polmonite interstiziale, non posso cantare. Rinvio il Grandtour al 2027, una decisione dolorosa". Il cantante ha spiegato che la fase acuta della malattia è ormai superata, ma che per affrontare la preparazione - 40 date in programma e circa tre ore di spettacolo ogni sera - necessita ancora di un periodo di recupero di 90 giorni. "È una scelta comprensibile - osserva Micheletto - perché stiamo parlando di una persona di 75 anni". Lo specialista raccomanda inoltre di prestare attenzione agli sbalzi di temperatura, evitando di passare bruscamente da un ambiente caldo a uno molto freddo e climatizzato quando si è accaldati.
La polmonite interstiziale acuta che ha colpito l'autore di successi come 'La vita è adesso', 'Strada facendo', 'Mille giorni di te e di me', 'Avrai' e 'Piccolo grande amore', solo per citarne alcuni , è "generalmente trasmessa per via aerea - sottolinea Micheletto - quindi l'infezione viene contratta attraverso il contatto con una persona infetta. Naturalmente l'età può rappresentare un fattore che influisce sul decorso della malattia". Infine, lo pneumologo ricorda che "le polmoniti possono colpire persone di tutte le età - giovani e anziani - e non sono una malattia esclusivamente invernale. In estate è buona norma evitare gli sbalzi termici eccessivi, ad esempio entrando sudati in locali con aria condizionata molto fredda. Nella maggior parte dei casi, con una terapia antibiotica adeguata della durata di circa due settimane, si arriva alla guarigione".

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(Adnkronos) - Meghan Markle avrebbe chiesto al Principe Harry di "assumersi maggiori responsabilità finanziarie". Lo ha detto una fonte anonima al programma di Rob Shuter 'Naughty But Nice', secondo cui sono emerse preoccupazioni circa la capacità del Duca e della Duchessa di Sussex di mantenersi autonomamente. La fonte ha affermato: "Meghan ha finalmente detto a Harry che deve fare di più dal punto di vista finanziario. È lei che si occupa degli affari, gestisce il marchio e pensa al futuro". Da quando si è ritirata dagli impegni reali a tempo pieno, Meghan ha sviluppato il marchio di lifestyle 'As Ever', mentre fonti interne suggeriscono che Harry rimanga concentrato sul lavoro di beneficenza, inclusi gli Invictus Games. La stessa fonte ha affermato che Harry continua ad affrontare la vita come un membro della famiglia reale e prediligendo lavori che abbiano uno scopo diverso da quelli economici, mentre Meghan si interroga su come vengano finanziate tutte le sue attività.
Intanto, secondo una fonte vicina alla famiglia, Thomas Markle, il padre di Meghan con cui la figlia non ha più rapporti da molto tempo, avrebbe confidato agli amici di essere pronto a risposarsi, per la terza volta. A 81 anni, si è innamorato dell'infermiera filippina Rio Caneda, che ha 46 anni, 35 anni meno di lui e solo due anni più della Duchessa di Sussex, che diventerebbe la sua figliastra. Una fonte ha rivelato all'Express: "Thomas mi ha detto che la sposerebbe all'istante e sta dicendo al resto della famiglia di essere più felice di quanto avrebbe mai potuto immaginare al pensiero di trascorrere il resto della sua vita con Rio". I due si sono incontrati in un ospedale di riabilitazione a Cebu City, nelle Filippine, dopo l'intervento chirurgico d'urgenza a cui Markle si è sottoposto lo scorso dicembre per l'amputazione della gamba sinistra.
Dopo il divorzio dalla seconda moglie, Thomas Markle e la madre di Meghan hanno condiviso l'affido della figlia fino a quando lei non è andata all'università e in seguito ha intrapreso la carriera di attrice a Hollywood. In un'intervista congiunta con la nuova compagna, il padre della Duchessa ha affermato: "Non capisco ancora perché Meghan mi ignori completamente". Ad oggi, non ha ancora conosciuto suo genero, il principe Harry, sposato con Meghan da otto anni, né i suoi nipoti, il principe Archie, di sette anni, e la principessa Lilibet, che fra qualche giorno compirà cinque anni.

(Adnkronos) - Jannik Sinner e una rivelazione choc che 'spiega' la sua sconfitta al Roland Garros 2026. Il tennista azzurro è stato battuto nel secondo turno dello Slam di Parigi, in quello che lui stesso definiva come il grande obiettivo della stagione, cedendo a Juan Manuel Cerundolo e, soprattutto, a un malessere fisico provocato dalle condizioni estreme della capitale francese.
Sinner si è trovato a giocare il match con oltre 30 gradi e ha accusato un colpo di sole, avvertendo sensazione di vomito e un accenno di crampi che, dopo i primi due set conquistati con facilità e il 5-1 con cui stava conducendo il terzo set, ha portato alla rimonta di Cerundolo, che si è poi imposto in cinque set.
Secondo quando riportato dal Corriere della Sera, Sinner avrebbe ammesso la sua stanchezza già al Masters 1000 di Madrid, vinto nel primo weekend di maggio. Negli spogliatoi della capitale spagnolo infatti, il tennista azzurro avrebbe incontrato uno storico fisioterapista del circuito, a cui avrebbe confidato le sue condizioni non ottimali: "Sono morto" sarebbero state le sue parole. Sinner arrivava all'appuntamento dopo aver giocato ininterrottamente da marzo e dopo aver vinto, in serie, i Masters 1000 di Indian Wells, Miami e Montecarlo.
Dopo Madrid c'è stato il trionfo agli Internazionali d'Italia, altro torneo da due settimane che ha acuito la sua stanchezza. Il ko del Roland Garros, insomma, sembra la conseguenza dei tanti impegni affrontati da Sinner negli ultimi tre mesi.

(Adnkronos) - Sono ufficialmente marito e moglie Callum Turner e Dua Lipa. Il primo sì tra la popstar e l'attore è stato pronunciato ieri a Londra, tra pochi intimi, ma i festeggiamenti veri per il matrimonio dell’anno, si terranno, dal 5 al 7 giugno in Sicilia. E’ tutto pronto a Palermo e a Bagheria per accogliere la cantante da quasi 90 milioni di follower con il neo sposo. Lei, 30 anni, è una delle popstar più influenti della sua generazione, autrice di hit come 'Levitating', 'Don’t Start Now' e 'Dance the Night'. Callum Turner, 35 anni, è uno degli attori britannici più apprezzati della sua generazione.
Il matrimonio civile è stato celebrato ieri a sorpresa nella sua città natale alla presenza di una ristretta cerchia di amici e familiari. La cerimonia si è svolta presso l’Old Marylebone Town Hall, location molto amata dalla celebrities. Da Paul McCartney a Ringo Starr, fino a Liam Gallagher, molti volti noti hanno scelto proprio questo luogo per il loro matrimonio. Per l’occasione Dua ha scelto un completo Schiaparelli su misura in un delicato azzurro pallido, con gonna lunga fino ai piedi e un cappello oversize che richiamava l’eleganza delle dive anni Sessanta. Ai piedi, décolleté Louboutin; in mano, un bouquet di fiori gialli. Accanto a lei, Turner ha optato per un doppiopetto blu navy firmato Ferragamo, con camicia e cravatta tono su tono.
Ma da venerdì la coppia si trasferirà con gli amici tra Palermo e Bagheria. Il matrimonio sarà celebrato a Villa Valguarnera a Bagheria. Negli ultimi anni la reggia siciliana ha ospitato produzioni cinematografiche e shooting fotografici facendo da set a film quali 'La Dea fortuna' di Ferzan Ozbetek, 'L’arte della Gioia' di V.Golino e 'Il Gattopardo' di Tom Shankland. Villa Valguarnera ha anche fatto da sfondo allo spot di un profumo Dolce & Gabbana con Sophia Loren diretto da Giuseppe Tornatore. Nell’ottobre del 2024 la storica villa è stata teatro delle nozze della supermodel romana Mariacarla Boscono e del campione di salto con l’asta Claudio Stecchi. Lo stilista Simon Porte Jacquemus, fondatore del marchio Jacquemus, avrebbe realizzato almeno uno degli abiti che la popstar di origine kosovara indosserà durante i festeggiamenti che si preannunciano blindatissimi con accordi di riservatezza firmati da gran parte delle persone coinvolte.
Villa Igiea, hotel di lusso di Palermo che fa parte della catena di Sir Rocco Forte, scelta come quartier generale, sarebbe sold out per l’occasione. Trecento gli invitati. Come l’amica Charli XCX, anche Dua Lipa ha scelto di celebrare prima un matrimonio civile nel Regno Unito e poi una grande festa in Sicilia. A Palermo, la zona della Galleria d’Arte Moderna e piazza dei Vespri, saranno al centro dei festeggiamenti. Già da oggi e fino a lunedì 8 giugno, a Bagheria, sono previsti divieti di sosta e limitazioni al traffico in occasione dei festeggiamenti per il matrimonio della popstar. Ma l'evento non sarà limitato solo a quel giorno. La coppia infatti sarà in Sicilia per un intero weekend fino al 7 giugno, con una serie di eventi esclusivi, sui quali però c'è il massimo riserbo.

(Adnkronos) - L'ondata di calore precoce di fine maggio ha fatto crescere, esponenzialemente, anche i casi di allergie respiratorie. Colpa "della dispersione nell'ambiente di un quantitativo di pollini che, con temperature più miti, non c'era". E tutto questo è facilitato anche "dall'inquinamento ambientale, perché l'aumento di questo fattore facilita l'infiammazione delle mucose e delle vie aeree. E quindi più facilmente il paziente sviluppa sintomi". A fare il quadro Francesco Murzilli, presidente dell'Associazione allergologi immunologi italiani territoriali e ospedalieri (Aaiito), a margine di 'Parola alla medicina', format audiovisivo della Fism (Federazione società medico-scientifiche italiane), di cui Adnkronos è media partner.
Le allergie respiratorie, sostanzialmente, "con i cambiamenti climatici hanno subito una variazione rispetto alla stagionalità, quest'ultima sempre meno marcata. In passato eravamo abituati ad avere delle stagioni molto ben definite, e rischi legati ai pollini con 'confini più chiari'. Oggi con il riscaldamento del clima, la fioritura delle specie botaniche viene anticipata e cessa in ritardo. E' come se noi non avessimo uno stacco. C'è quasi un continuum nella presenza di questi pollini allergenici nell'ambiente. La sintomatologia si protrae così nel tempo". La presenza delle varie specie polliniche, ovviamente, "dipende anche da dove viviamo. Se parliamo per esempio del Nord Italia, sicuramente c'è il problema dell'ambrosia, molto sentito, che avrebbe una fioritura nei periodi estivi, ma che può anticipare con il caldo precoce", evidenzia Murzilli.
Se invece "andiamo al Centro Italia, abbiamo nel periodo estivo, l'interessamento dell'artemisia, che appartiene alla stessa famiglia dell'ambrosia. Più a Sud, abbiamo, a seconda delle varie latitudini, le graminacee, che hanno una fioritura classicamente da fine marzo a giugno. E una seconda fioritura in settembre. Oppure abbiamo la parietaria, presente in particolare in Campania, e in Sicilia", spiega il presidente Aaiito. Per tutte queste specie "rispetto al passato non vediamo più stagioni limitate, e questo si ripercuote sulla sintomatologia respiratoria legata alla fioritura. Abbiamo quasi un continuo. Non solo. Sempre rispetto al passato oggi troviamo molto più spesso pazienti poliallergici, sensibili a più specie botaniche, a differenti pollini. Mentre una volta era più facile trovare persone mono allergiche".
Il cosiglio degli allergologi ai pazienti è di tener d'occhio il 'Calendario pollinico. "Cos'è? Aaiito ha una sezione di aerobiologia che si occupa appunto di studiare le variazioni climatiche. E in questo contesto coordina una serie di stazioni di monitoraggio pollinico ambientale. I dati di queste stazioni vengono poi raccolti e messi sulla piattaforma del sito www.pollineallergia.net oppure su una app gratuita che si chiama 'meteoallergia. E ogni settimana il paziente può, consultando questi strumenti, vedere qual è la quantitativo di specie polliniche presenti nell'atmosfera", conclude Murzilli.
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