
(Adnkronos) - I fatti di Modena e la storia di Salim El Koudri - 'sfuggito' alla rete dei servizi assistenziali dopo aver intrapreso un percorso terapeutico per una diagnosi di disturbo schizoide della personalità, e scomparso dai radar del sistema fino a quando sabato 16 maggio si è lanciato con l'auto sulla folla di una via nel cuore della città emiliana - ha riacceso i riflettori sul disagio mentale in crescita e sul fenomeno dei pazienti che abbandonano le cure, che si perdono finché non arrivano a riempire una pagina di cronaca nera. "Un problema di cui i servizi di salute mentale sono molto consapevoli" e in generale "attrezzati ad affrontare", spiega all'Adnkronos Salute Antonio Vita, co-presidente della Società italiana di psichiatria (Sip), a margine di 'Parola alla medicina', format audiovisivo della Fism (Federazione società medico-scientifiche italiane), di cui Adnkronos è media partner. Il caso Modena "ovviamente colpisce" e "giustamente deve anche accendere l'attenzione sulla 'salute' dei servizi di salute mentale". Un network che in Italia è "capillare", che ha un valore riconosciuto "nel Paese a anche all'estero", ma che "va potenziato", sottolinea lo specialista, direttore del Dipartimento di Salute mentale e Dipendenze dell'Asst Spedali Civili di Brescia e ordinario di Psichiatria all'università cittadina.
Senza entrare nel merito della storia clinica del 31enne bergamasco, italiano di seconda generazione, del quale "non conosciamo direttamente gli antecedenti né gli eventuali eventi di vita che possono aver inciso sui suoi comportamenti", Vita è convinto che "l'attenzione alla salute mentale deve esserci, deve essere grande, e non solo in questi momenti: dovrebbe esserci sempre - precisa - perché la salute mentale è un bene comune e quindi poter potenziare le attività dei servizi di salute mentale è un interesse realmente comune". Strutture che "nel nostro Paese hanno una buona diffusione, devo dire abbastanza capillare", costrette però a fare i conti con "bisogni di salute mentale ancora maggiori rispetto alle risposte che possono essere date. E questo è un gap che noi siamo tenuti e siamo impegnati a colmare", assicura l'esperto.
Ci sono vuoti da riempire? "Ci sono le carenze di tutti i servizi che affrontano anche delle situazioni emergenziali - risponde il co-presidente Sip - Sappiamo quanto i disturbi mentali, non solo le forme più gravi ma anche quelli comuni come ansia e depressione, hanno aumentato la loro incidenza in quest'ultimo periodo per molteplici ragioni, e quindi il sistema di risposta deve essere altrettanto capace e va potenziato. Abbiamo diversi percorsi di cura, da quelli più semplici di consulenza alla medicina generale a quelli di gestione del singolo episodio, per esempio di ansia o depressione. Ma abbiamo anche dei percorsi di presa in carico sulle patologie più complesse e più gravi, che necessitano di una continuità di cura".
C'è un numero, o una stima, su quanti sono i pazienti che iniziano un cammino terapeutico e non lo concludono? "E' un dato non facile da dedurre - evidenzia Vita - I numeri ci sono e arrivano anche dal report più recente (riferito al 2024) sul sistema salute mentale, che ci dice che c'è una notevole differenza tra i pazienti in carico e quelli che annualmente prendono contatto con i servizi. Questo ci fa pensare a un dato abbastanza alto di pazienti che poi non continuano il percorso di assistenza, però in questo numero c'è la gran parte delle cosiddette dimissioni condivise, per episodi che si sono chiusi", puntualizza lo psichiatra. "Una parte minoritaria sono invece situazioni relative in qualche modo alle dimissioni non concordate e che poi non portano, come dovrebbe essere, a una rapida ripresa della continuità di cura". Il messaggio è che il 'sistema sentinella' esiste ed è diffuso, ma va rafforzato anche per intercettare e riavvicinare chi a volte si allontana.

(Adnkronos) - Dal 20 al 22 maggio 2026 il museo Ferruccio Lamborghini ospita l’edizione 2026 di Venditore Vincente, il programma di formazione commerciale di Frank Merenda. Per la prima volta un metodo italiano fa dell’AI uno strumento strutturale della vendita, non un accessorio. Il sistema è costruito su sette meccanismi psicologici documentati dalla letteratura scientifica internazionale che spiegano il comportamento del cliente italiano. Le piccole e medie imprese italiane sanno costruire prodotti straordinari, ma non sanno venderli. È il paradosso che da decenni accompagna la manifattura del Paese e che Venditore Vincente, il principale programma italiano di formazione commerciale per imprenditori, manager e venditori di PMI ideato da Frank Merenda, affronta nell’edizione 2026 ospitata dal 20 al 22 maggio dal Museo Ferruccio Lamborghini di Casette di Funo, in provincia di Bologna. La scelta della cornice è programmatica.
“L’Italia ha la cultura del prodotto, non quella della vendita”, spiega Frank Merenda. “Sappiamo costruire cose straordinarie e non sappiamo posizionarle, raccontarle, venderle al prezzo che meritano. Ferruccio Lamborghini è il simbolo opposto: un artigiano che ha trasformato un’idea differenziante in un brand globale. È esattamente il salto che alle nostre PMI manca”.
L’edizione 2026 introduce un cambio strutturale rispetto a qualsiasi corso di vendita italiano fino a oggi. L’intelligenza artificiale non è una sezione accessoria del programma, ma un asse portante del metodo proprietario di Merenda: uno strumento di lavoro quotidiano che il venditore impara a usare per profilare il cliente prima della trattativa, analizzare in modo sistematico le sette fonti pubbliche disponibili online, anticipare le obiezioni e arrivare all’incontro con un vantaggio informativo che la concorrenza non ha. Il messaggio del corso è esplicito: nel 2026 il vantaggio competitivo nella vendita non è più solo nel talento del venditore, è nella qualità della preparazione. E la preparazione, oggi, si fa con l’AI o non si fa. Venditore Vincente è il primo programma italiano di vendita che fa di questo principio la propria architettura.
Il secondo elemento di originalità è la base scientifica. Il punto di partenza del metodo non è la tecnica, ma una diagnosi clinica del comportamento del cliente italiano: sette meccanismi psicologici documentati dalla letteratura scientifica internazionale che spiegano perché vendere in Italia è un mestiere diverso da vendere altrove. Tra i principali: il locus of control esterno teorizzato da Julian Rotter nel 1966, il cliente che aspetta un momento giusto che non arriva mai. La dissonanza cognitiva di Leon Festinger del 1957, il cliente che difende il fornitore storico per non ammettere trent’anni di scelte sbagliate. La minaccia identitaria teorizzata da Claude Steele nel 2002, il cliente che fa l’esperto di tutto e non può ammettere di non sapere. Il conformismo al gruppo di Solomon Asch del 1951, il cliente che delega la decisione al cugino.
Su questa diagnosi Merenda ha costruito un sistema operativo di sette fasi della trattativa, ognuna pensata come contromisura specifica a uno o più di questi meccanismi. Il programma si sviluppa in tre giornate e attende 350 partecipanti provenienti da tutta Italia. Negli anni Venditore Vincente ha formato oltre 10.000 tra imprenditori, dirigenti commerciali e venditori delle PMI italiane.

(Adnkronos) - Un uomo di trentuno anni è stato condannato dal Tribunale di Roma a 3 mesi per le minacce via social rivolte nel 2020 a Giorgia Meloni, all’epoca parlamentare di Fratelli d’Italia.
L’accusa di minacce aggravate contestate dalla procura di Roma fa riferimento a due post pubblicati dell’imputato, difeso dall’avvocato Marco Martorana, nel marzo 2020. "Sapete cosa velocizzerebbe questo tempo di quarantena? Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Viktor Orban tutt'e tre sullo stesso patibolo" si leggeva in un post. E ancora "Giorgia ti voglio 4ppes4 a testa in giù a sgocciolare per bene insieme all'amico tuo".
L’attuale premier si è costituita parte civile nel procedimento, rappresentata dall’avvocato Urbano del Balzo.

(Adnkronos) - Elodie conquista la Croisette. Reduce da una vacanza in Giappone con la compagna Franceska Nuredini, la cantante ha sfilato sul red carpet de 'La bataille De Gaulle: L'age de fer' di Antonin Baudry, presentato Fuori concorso al 79esimo Festival di Cannes, dove ha partecipato in qualità di testimonial L’Oréal.
Per l’occasione ha scelto un look che unisce moda d’archivio e contemporaneità, firmato Prada Atelier. L’abito, un lungo tubino in jacquard di seta color champagne con un motivo a rilievo di foglie e rami, è infatti ispirato a un modello indossato da Kate Moss sulla passerella della collezione primavera/estate del 1997 e realizzato utilizzando il tessuto originale conservato dalla maison. Il tocco glam è arrivato anche grazie all’acconciatura: uno sleek bob ispirato alle dive del cinema del passato, con la riga laterale e le punte rivolte all’insù.

(Adnkronos) - È stato arrestato la scorsa notte a Rho, nel Milanese, Artem Tkachuk, l'attore di origine ucraina, volto della serie tv Rai 'Mare fuori'. Il 25enne, insieme a tre amici di 18, 22 e 24 anni, stava danneggiando alcune auto parcheggiate in via Molino Prepositurale.
Quando gli agenti delle Volanti del locale commissariato sono giunti sul posto, sorprendendo i quattro e trovando quattro utilitarie con specchietti divelti e paraurti ammaccati, Artem avrebbe iniziato a minacciarli, con frasi come "vi sfondo". Per questo l'attore 25enne è stato denunciato per minacce a pubblico ufficiale, oltre che arrestato per danneggiamento come gli amici. Per tutti e quattro ci sarà il processo per direttissima.

(Adnkronos) - In Italia le nuove diagnosi di Hiv hanno raggiunto quota 2.379 nel 2024, mentre le persone che vivono con Hiv sono circa 150mila. Nel Paese "cala la percezione del rischio" e "cresce l’urgenza di prevenzione ed educazione sessuo-affettiva". E' uno dei temi al centro della 18.esima edizione di Icar – Italian Conference on Aids and Antiviral Research in corso a Catania “I dati dell’Istituto superiore di sanità sulle nuove infezioni diagnosticate in Italia negli ultimi anni sono purtroppo stabili, nonostante l’incremento della Prep - sottolinea Cristina Mussini, presidente Società Italania Malattie Infettive e Tropicali (Simit) -Questo dimostra che si è abbassata la percezione del rischio da parte della popolazione: se ne parla poco e la malattia non fa più paura. Ma, anche se grazie ai progressi della medicina si è riusciti a cronicizzare l’infezione, è bene evitare di contagiarsi. C’è molto bisogno di fare prevenzione, che resta uno strumento fondamentale: informazione, educazione alla salute, accesso al test. L’educazione sessuale nelle scuole è importante contro tutte le malattie sessualmente trasmesse, che sono in aumento, in particolare fra i giovani. Bisogna ribadire che rapporti sessuali non protetti espongono al rischio di contrarre l’Hiv e altre malattie sessualmente trasmesse”. Eppure si è ben lontani dal raggiungere i giovani e le attuali leggi allontanano ancor più questo obiettivo.
Serve l’educazione sessuo-affettiva. “Il tema degli adolescenti apre ulteriori criticità – continua Ilenia Pennini, co-presidente del Congresso Icar, responsabile nazionale Salute di Arcigay -. Si tratta di persone in una fase di esplorazione, ma ciò che manca è un’adeguata educazione sessuo-affettiva. Da anni si lavora per promuoverla nelle scuole, anche attraverso attività ICAR. Tuttavia, le possibilità di intervenire in questi contesti stanno diminuendo e la Legge Valditara rischia di limitare ulteriormente queste attività. Il consenso informato rappresenta un ulteriore ostacolo: se un giovane vive in un contesto familiare restrittivo o fortemente influenzato da pregiudizi, può trovarsi escluso dalla possibilità di partecipare a iniziative di informazione, di accedere a test e a strumenti di prevenzione. In questo modo si rischia di non raggiungere proprio le persone che ne avrebbero più bisogno. È fondamentale garantire un’informazione competente e basata su evidenze scientifiche, evitando narrazioni che colpevolizzano le nuove generazioni. Gli adolescenti e i giovani adulti non sono necessariamente più esposti al rischio, ma spesso diventano il bersaglio principale del discorso pubblico sulle infezioni sessualmente trasmissibili. A questo si aggiunge un problema pratico: l’aumento del costo dei preservativi, che rappresentano uno strumento di prevenzione fondamentale e che dovrebbero essere distribuiti gratuitamente anziché diventare un investimento a carico dei singoli”.
Bambini e adolescenti. "A livello globale, circa il 70-75% delle infezioni da HIV si concentra in Africa, dove la trasmissione continua a essere elevata e coinvolge anche i neonati per trasmissione verticale, ovvero il passaggio del virus dalla madre al bambino – spiega Carlo Federico Perno, co-presidente del congresso Icar, responsabile Unità di Microbiologia e Diagnostica di Immunologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in Roma -Grandi progressi sono stati fatti anche nei Paesi a risorse limitate, e per milioni di persone oggi c’è una terapia efficace, tuttavia le strategie di cura sviluppate nei Paesi occidentali non sono ancora state pienamente applicate su larga scala in queste aree, dove il bisogno rimane enorme. Un’attenzione particolare va posta sugli adolescenti. Molti di loro sono i sopravvissuti a un’infezione acquisita alla nascita, considerando che circa il 50% dei bambini infettati con trasmissione verticale del virus muore entro i primi due anni di vita. Altri riescono a crescere convivendo con il virus. Una parte di adolescenti s’infetta durante rapporti sessuali molto precoci. Purtroppo le persone di questa fascia d’età tendono ad aderire meno alla terapia, spesso perché manca la supervisione dei genitori che hanno perso a causa della malattia. E così la terapia che risulta molto efficace negli adulti, negli adolescenti è più difficile da gestire”.
Manca la prevenzione. "Dal punto di vista della prevenzione, l’attività sessuale precoce, non solo in Italia ma in molti Paesi, è spesso accompagnata da uno scarso uso di protezioni – continua Perno -. L’utilizzo del preservativo e della profilassi pre-esposizione (PrEP) è ancora insufficiente tra gli adolescenti. È quindi fondamentale intervenire anche sul piano sociale, concentrando l’attenzione su questa fascia di popolazione. Perché chi contrae l’infezione in giovane età, ad esempio a 14 anni, dovrà conviverci per tutta la vita. Così come il diamante di un vecchio spot tv 'è per sempre', lo è anche l’Hiv. Ecco perché dobbiamo evitare che le persone si infettino, poiché possiamo curarle ma non guarirle. La prevenzione vale sempre più della cura”.
“Il percorso di accesso al test Hiv per i minorenni richiede il consenso genitoriale, il che implica la necessità di affrontare apertamente temi legati alla sessualità in famiglia, cosa tutt’altro che semplice. Attualmente le alternative sono essere maggiorenni o avere il consenso dei genitori, ma questo aspetto è oggetto di discussione proprio nell’ambito della proposta D’Attis. Infine, emerge il tema della consapevolezza del proprio stato di salute. Quando una persona pensa di essersi esposta a un rischio ma non ha la possibilità di verificarlo, si genera uno stress continuo che può avere un impatto significativo sulla salute mentale. Questo è particolarmente rilevante in un periodo in cui la salute mentale dei giovani è già al centro dell’attenzione”, conclude Pennini.
La parola agli studenti: il Contest artistico RaccontART. "Portare la prevenzione nelle scuole è la missione di RaccontART, un’iniziativa di formazione e informazione sull’HIV e le infezioni sessualmente trasmesse, rivolta agli alunni degli Istituti Superiori. Giunto alla 12.esima edizione il Contest ha invitato gli studenti ad illustrare il loro punto di vista attraverso espressioni artistiche di libera scelta, come arti visive, audiovisive, fashion art, espressioni letterarie. Icar, attraverso incontri formativi-informativi, ha fornito le basi scientifiche per la realizzazione delle Opere. I giovani hanno risposto con interesse e partecipazione. Sono state realizzate 128 opere da 432 studenti di scuole da tutta Italia, 67 lavori sono arrivati in finale. Durante il Congresso di Catania la premiazione dei primi 3 classificati.
(Adnkronos) - “Una grande attrice americana a Cannes diceva ‘togliete i telefoni e baciatevi’. Lo trovo un concetto stupendo da dare ai nostri ragazzi. Fate questo sforzo e ricordatevi che siamo fatti con i nostri sensi e non con le nostre fantasie”. Lo ha detto lo psichiatra ed educatore Paolo Crepet invitato sul palco della Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall'Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell'Informazione dell'Adnkronos. Durante il suo breve intervento al panel che affronta il ruolo del linguaggio digitale nel fenomeno del bullismo, Crepet ha ricordato il suo lavoro negli anni sul tema. “Ora la situazione è sicuramente peggiorata. È bene capire come agire e comunicare con i più giovani e che la tecnologia è una gran bella cosa ma può essere una trappola mortale”. La massima condivisa dal professore con i ragazzi presenti è quello di “rimanere liberi e non farsi fregare perché ci si può vedere e incontrare anche di persona. Anzi credo sia anche meglio”.

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(Adnkronos) - Sul farmaco "l'obiettivo è rafforzare una logica di valore: il prezzo da solo non può essere sufficiente a rappresentarne l'impatto, sia per i sistemi sanitari sia per le imprese, perché incide anche sulla programmazione industriale e sugli investimenti. Il valore del farmaco si costruisce lungo tutta la filiera, a partire dalla ricerca e dallo sviluppo, soprattutto quando questa è condotta in ambito europeo. Per questo le istituzioni europee e nazionali stanno lavorando per velocizzare i processi regolatori, garantendo da un lato certezza dei tempi e dall'altro certezza del valore riconosciuto. In questo contesto si inserisce anche la necessità di poter rivedere nel tempo il valore dei farmaci: un tema complesso, ma centrale per l'evoluzione dei sistemi di accesso e rimborso". Lo ha detto Armando Magrelli, direttore dell'Ufficio Relazioni internazionali di Aifa-Agenzia italiana del farmaco, oggi alla diretta streaming 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità'.
Sul Most Favoured Nation (Mfn), Magrelli osserva che la questione"ha radici più lontane rispetto all'amministrazione Trump, perché già in passato era emersa la necessità di affrontare la questione dei prezzi dei farmaci a livello statunitense - spiega - In questo contesto, Aifa monitora in modo puntuale e costante l'evoluzione della situazione insieme ai partner europei e internazionali. Tuttavia, il trend deve ancora essere validato in termini strutturali e di dati, poiché negli anni si è osservata comunque una diminuzione dei lanci sul mercato europeo, anche prima del Mfn. Oggi è quindi difficile scorporare pienamente le due dinamiche: quella preesistente e l'eventuale impatto delle nuove politiche. Ad oggi non esistono dati oggettivi definitivi, ma un'attività di monitoraggio continuo".
A livello nazionale, "Aifa è impegnata in tavoli di confronto con Regioni, industria, società scientifiche e stakeholder, con l'obiettivo di raccogliere tutte le istanze del sistema - chiarisce l'esperto - Si tratta di un processo lungo, che si confronta con la rapidità dell'innovazione, ma caratterizzato dalla volontà di dare risposte concrete. Anche in Italia, infatti, si stanno sviluppando iniziative sull'accesso precoce e sul rafforzamento dei percorsi di innovazione. Il sistema, quindi, non è chiuso - assicura - è aperto al confronto e agli input di tutta la filiera del farmaco". A livello normativo, Magrelli sottolinea l'impegno dell'agenzia a rivedere un quadro che "probabilmente sarà modificato a breve". Sulla necessità di rimettere al centro il valore del farmaco e non parlare esclusivamente di prezzi, l'esperto ricorda che "Aifa vigila sia per conto del ministero dell'Economia sia per conto del ministero della Salute, e deve quindi rispondere alle istanze dei diversi enti vigilanti. La strada indicata è chiara - conclude - E' necessario incidere maggiormente a livello europeo per valorizzare le eccellenze e far comprendere che esse rappresentano ciò che caratterizza l'Europa. In passato ci si interrogava su quale fosse il valore aggiunto europeo rispetto ad altre realtà industriali: la capacità di innovare, di farlo in modo efficace e di generare valore. E' proprio questo elemento a distinguere l'Europa dalla competitività cinese o di altri attori globali. Il punto centrale è che questo valore deve essere riconosciuto".

(Adnkronos) - "Dobbiamo mettere il tema Most Favoured Nation (Mfn) nel contesto geoeconomico e politico globale. L'industria farmaceutica e la filiera della salute sono fortemente interconnesse a livello mondiale per competenze, materie prime, ricerca e sviluppo. Isolare il tema Mfn da questo quadro non permetterebbe di avere una visione d’insieme. L'Mfn", che lega il prezzo dei farmaci a quello praticato nei Paesi che hanno un reddito pro-capite paragonabile e dove il costo è più basso, "si inserisce in uno scenario in cui diventa necessario cambiare approccio in modo radicale nella gestione dell'innovazione e richiama la necessità valorizzare di più l'innovazione e la ricerca sostenuta negli anni". Lo ha detto Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, al talk 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità', il primo del ciclo di incontri 'Equilibri e prospettive del sistema salute'.
Gli Stati Uniti, "con un'azione molto chiara e forte, hanno avviato nel 2025 un cambiamento profondo degli equilibri globali della ricerca e dello sviluppo e dell'organizzazione della filiera, con l'obiettivo di rafforzare la propria sovranità e ridurre le dipendenze, soprattutto dall'Europa - ha illustrato Cattani - La Cina è diventata un player globale non solo nei principi attivi, ma anche nella ricerca clinica e nell'innovazione. Manca ancora una vera logica value-based a livello regolatorio che consenta percorsi più rapidi. Oggi, ad esempio, non esiste un meccanismo strutturato di early access per vaccini e farmaci innovativi per i cittadini italiani. In Europa e in Italia i tempi di accesso e rimborso restano lunghi e frammentati, e si sommano a sistemi regionali disomogenei. Per questo diventa centrale superare una logica basata solo su costo e sconto, e spostarsi verso un approccio più orientato al valore dell'innovazione, anche affrontando nodi strutturali come il payback. Le risorse aggiuntive al Fondo sanitario e gli interventi sul tetto della spesa per ridurre il payback sono passi importanti, ma serve una soluzione più stabile e definitiva, anche attraverso gli strumenti normativi in discussione".
L'obiettivo, per il presidente di Farmindustria, "è costruire un sistema che tenga insieme investimenti in ricerca e sviluppo, nuova occupazione e capacità industriale, superando modelli contabili e regolatori ormai superati. Difendere la ricerca clinica e l'innovazione - sottolinea - significa anche rafforzare la capacità produttiva e garantire ai cittadini l'accesso ai risultati della ricerca. L'Europa rischia di restare dipendente non solo da Cina e India per le materie prime e gli ingredienti attivi, ma anche per componenti sempre più strategiche delle filiere industriali - avverte Cattani - L’Italia ha rafforzato la propria attrattività per gli investimenti industriali e può giocare un ruolo competitivo, ma solo se riesce a tenere insieme in modo coerente innovazione, regolazione e politica industriale".
"Abbiamo una visione di sistema che mette insieme politiche della salute e politiche industriali. I nodi vanno sciolti: early access ai farmaci, superamento del payback e no a misure frammentarie come clausole di salvaguardia o revisioni del prontuario. Sono strumenti che rischiano di essere incoerenti con gli obiettivi del Governo e dannosi per cittadini e il sistema industriale. L'industria farmaceutica è oggi il primo settore europeo per saldo commerciale, con circa 220 miliardi di euro nel 2025. Questo dimostra che è un asset strategico. Per questo è necessario cambiare alcune direttive europee e mettere al centro la dimensione industriale, con riforme come il Critical Medicines Act e il Biotech Act. Se invece si aumenta la burocrazia e si riducono gli incentivi, il rischio è di perdere competitività". E' il monito di Cattani, che - partecipando oggi al talk 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità' - invita a "ragionare e agire come un sistema unico per l'interesse nazionale".
L'innovazione "si misura nei brevetti, nei prodotti esclusivi, nella capacità di competere globalmente. La dinamica internazionale è chiara: gli Stati Uniti allungano i brevetti, la Cina si porta allo stesso livello degli Stati Uniti per essere competitiva e attrattiva, mentre l'Europa li accorcia - spiega Cattani - L'Ema, l'Agenzia europea dei medicinali, è più lenta mediamente di circa 13 mesi nelle approvazioni rispetto all'americana Fda. Inoltre, l’Ema non riconosce e non registra farmaci sulla base della real world evidence. Non si comprende ancora pienamente come l'innovazione porti benefici ai cittadini, all'economia e al sistema industriale". Ampliando lo sguardo, ridurre la dipendenza da Cina e India "non può tradursi in misure che scaricano costi sui cittadini o riducono l'accesso ai farmaci", avverte. Per l'Italia "serve un sistema di early access reale: l'innovazione deve arrivare rapidamente ai cittadini, non 439 giorni dopo l'approvazione Ema e con ulteriori ritardi a livello regionale". Nel nostro Paese "ci sono risorse che non vengono utilizzate in modo efficiente - osserva Cattani - Il Fondo per i farmaci innovativi, per esempio, presenta avanzi importanti". Inolte le Regioni "oggi, spesso, non misurano pienamente i benefici dell'innovazione. Eppure i dati sono chiari: l'eradicazione dell'epatite C grazie agli antivirali, la sopravvivenza nelle patologie oncologiche con l'immunoterapia, il miglioramento nelle patologie cardiometaboliche - elenca - Sono risultati che andrebbero valorizzati".
Il "problema storico" del payback "oggi diventa strutturale - rimarca il presidente di Farmindustria - E' anche una distorsione, perché l'industria non può sopperire in modo sistemico alle risorse del sistema pubblico con una 'tassa sopra le tasse' che nel 2026 è da 2.300 milioni di euro: non è sostenibile se vogliamo attrarre investimenti in ricerca, sviluppo e produzione industriale". L'auspicio è di proseguire, "insieme al Mef e alla Ragioneria generale, su una revisione strutturale, anche attraverso il Testo unico della farmaceutica e la legge di Bilancio, per mantenere attrattività e competitività".

(Adnkronos) - Proteggere e ripristinare la biodiversità è una delle sfide più importanti per la tutela degli ecosistemi e per il futuro delle risorse naturali. Un impegno che Sanpellegrino, azienda di riferimento nel settore delle acque minerali e delle bibite non alcoliche, porta avanti da anni anche nella Tenuta di Acqua Panna, a Scarperia, nel Mugello, con la consapevolezza che le azioni locali possono generare un impatto positivo su scala più ampia, come evidenzia il tema della Giornata Mondiale della Biodiversità 2026, 'Acting locally for global impact'.
La Tenuta dove sgorga Acqua Panna si estende su oltre 1.300 ettari in un territorio di grande valore ambientale, che custodisce un ecosistema ricco di specie e habitat naturali diversi, tra foreste, pascoli e arbusteti. La sua posizione nel Mugello, lungo corridoi naturali utilizzati dall’avifauna nelle rotte migratorie, ne rafforza il valore ecologico e rende ancora più importante conservarne gli equilibri. Sanpellegrino valorizza questo patrimonio attraverso un percorso strutturato di salvaguardia della biodiversità, monitoraggio scientifico e gestione sostenibile del territorio. Questo percorso ha preso forma nel 2020 con il progetto 'La Fonte della Biodiversità di Acqua Panna', realizzato insieme a Federparchi per approfondire la conoscenza del patrimonio naturale presente nell’area e individuare azioni mirate a rafforzarne la tutela. A questa si sono affiancate collaborazioni scientifiche come la Scuola Superiore Sant’Anna, l’Università di Pisa e 3Bee.
“La Tenuta di Acqua Panna racconta in modo concreto il nostro approccio alla sostenibilità: partire dai territori in cui operiamo, ascoltarne i bisogni, valorizzarne il patrimonio naturale e contribuire alla sua salvaguardia nel lungo periodo. Oggi, di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici e alla crescente fragilità degli ecosistemi, proteggere la biodiversità richiede un impegno sempre più strutturato, fondato su conoscenza scientifica, collaborazione, interventi concreti e misurazione dei risultati - ha dichiarato Ilenia Ruggeri, direttore generale del Gruppo Sanpellegrino - Per questo, insieme a partner scientifici e istituzionali, lavoriamo per rafforzare la tutela degli habitat naturali della Tenuta, favorire la presenza di specie chiave come impollinatori, anfibi e uccelli migratori, e contribuire alla resilienza di un ecosistema prezioso per il territorio”.
La salvaguardia del patrimonio naturale richiede prima di tutto conoscenza: comprendere quali specie abitano un territorio, quali habitat ne sostengono la presenza e quali fattori possono rafforzarne o comprometterne l’equilibrio. Per questo è stato realizzato uno studio con il supporto di Federparchi, da cui è emerso che la Tenuta rappresenta l’habitat ideale di 121 specie di vertebrati e piante, tra cui 66 specie di uccelli, diversi anfibi di interesse conservazionistico e una significativa varietà di orchidee, oggi al centro di un progetto di monitoraggio dedicato. Tra le specie faunistiche e vegetali censite, 34 risultano minacciate secondo la Lista Rossa europea.
Accanto al censimento, è fondamentale osservare l’evoluzione nel tempo di questo patrimonio naturalistico, così da orientare in modo sempre più puntuale gli interventi a favore dell’ecosistema della Tenuta. Per questo dal 2026 è stata avviata un’attività specifica di monitoraggio dell’avifauna, con particolare attenzione alle specie presenti nelle liste rosse Iucn, come la Tortora selvatica europea, che si affianca a quella di impollinatori, anfibi, e orchidee selvatiche, tipiche della tenuta, bioindicatori fondamentali per valutare lo stato di salute dell’ambiente naturale.
Per rafforzare la qualità degli habitat e creare nuove risorse per la biodiversità, Sanpellegrino sta intervenendo su più livelli, dalla valorizzazione dei boschi a quella dei punti d’acqua. In collaborazione con l’Università di Pisa, Sanpellegrino ha sviluppato un piano di agroforestazione, che prevede la destinazione di circa 120 ettari di campi aperti alla piantumazione di siepi e filari, un intervento che contribuisce anche a migliorare la stabilità del suolo e la capacità di stoccaggio della CO2. Con la Scuola Superiore Sant’Anna è stato inoltre elaborato un progetto pluriennale per valorizzare i boschi, habitat fondamentali per molte specie, contribuendo allo stesso tempo alla mitigazione climatica. Nel corso del 2025, infine, Sanpellegrino ha mappato tutti i punti d’acqua presenti nella riserva per valutare la disponibilità idrica per la biodiversità, individuando cinque aree umide da riqualificare entro il 2030.
Infine, nella Tenuta di Acqua Panna un’attenzione specifica è dedicata anche agli impollinatori, importanti indicatori della qualità degli ecosistemi e preziosi custodi degli equilibri naturali. In collaborazione con 3Bee, è stato installato un Bee Hotel e sono stati seminati campi fioriti per sostenere api e farfalle diurne. Dal 2024 è inoltre attivo un programma di monitoraggio basato su tecnologie digitali, che ha registrato un aumento dell’attività degli impollinatori, insieme a un incremento del numero di specie osservate e a un miglioramento degli indicatori di idoneità dell’habitat.
Il percorso fin qui svolto e i suoi futuri sviluppi si inseriscono nella cornice di Fonte - Futuro, Origine, Natura, Territorio, Ecosistemi – il programma con cui Sanpellegrino intende dare continuità e visione di lungo periodo ai progetti di tutela dell’acqua e della biodiversità realizzati nei territori in cui è presente. Attraverso Fonte, il Gruppo punta a mettere a sistema investimenti, iniziative e collaborazioni con istituzioni, comunità locali, università, associazioni e partner privati, contribuendo alla salvaguardia degli ecosistemi e alla valorizzazione dei territori.

(Adnkronos) - L’Ateneo UniMarconi ha ospitato un confronto tra studiosi ed esponenti del mondo accademico sui temi della ricerca filosofica e umanistica contemporanea, confermando il proprio impegno nella valorizzazione della produzione scientifica e del dialogo interdisciplinare. L’Università degli Studi Guglielmo Marconi, infatti, ha celebrato ieri i dieci anni di Areté. International Journal of Philosophy, Human & Social Sciences, la rivista scientifica internazionale dell’Ateneo, in occasione dell’incontro '10 anni di Areté - Missione, aree di ricerca, prospettive future'. Un anniversario che rappresenta un traguardo significativo nel percorso di consolidamento della ricerca scientifica e della produzione accademica di UniMarconi, confermando il ruolo dell’Ateneo nella promozione del dibattito culturale e interdisciplinare a livello nazionale e internazionale.
Nel corso di questi anni, Areté si è progressivamente affermata nel panorama scientifico come spazio autorevole di confronto tra filosofia, scienze umane e sociali, ottenendo il riconoscimento Anvur come rivista scientifica di Classe A nei settori Filosofia Teoretica ed Estetica e Filosofia dei Linguaggi. Un riconoscimento che ne certifica la qualità scientifica, il valore della produzione editoriale e il contributo al sistema della ricerca accademica italiana. L’incontro ha riunito esponenti del mondo accademico, studiosi, membri della direzione scientifica e rappresentanti delle principali società filosofiche italiane, dando vita a un confronto dedicato alle prospettive della ricerca umanistica contemporanea, all’evoluzione dei modelli interdisciplinari e alle future linee di sviluppo scientifico della rivista.
La giornata ha inoltre evidenziato il ruolo sempre più centrale delle pubblicazioni scientifiche nella costruzione di reti culturali e accademiche internazionali, nella diffusione della ricerca e nella valorizzazione del pensiero critico all’interno del sistema universitario contemporaneo. Attraverso Areté, UniMarconi conferma il proprio impegno nel sostenere la ricerca di qualità, la produzione scientifica riconosciuta e il dialogo tra discipline, investendo in progetti editoriali capaci di contribuire in modo autorevole al panorama culturale e accademico nazionale e internazionale.

(Adnkronos) - Oltre 90 stage, più di 1.000 speaker internazionali e tre giornate dedicate ai temi che stanno ridefinendo il presente e costruendo il futuro globale: è il ricchissimo 'menu' del WMF - We Make Future che dal 24 al 26 giugno, negli spazi di BolognaFiere, porterà il programma formativo più completo al mondo dedicato ad AI, Digital Marketing, tecnologia e innovazione. Con un ecosistema di contenuti unico a livello internazionale, il WMF, Fiera Internazionale e Festival sull’Innovazione: AI, Tech e Digital, darà vita a un’esperienza che integra formazione avanzata, business, networking e divulgazione. Dai grandi temi dell’Intelligenza Artificiale alla Governance, dalla Cybersecurity alla trasformazione digitale, fino a Digital Health, con uno stage in partnership con Fondazione Gimbe, Fintech & Digital Assets e nuovi modelli di business, il programma offrirà migliaia di contenuti pensati per interpretare le trasformazioni in corso e fornire strumenti concreti per affrontarle.
“Il futuro si costruisce nell’incontro tra tecnologia, business, cultura e persone. In questo scenario, la formazione e l’aggiornamento continuo rappresentano oggi un tassello strategico. Viviamo una fase in cui l’AI e le tecnologie emergenti ridefiniscono interi settori, modificando competenze, processi produttivi e modelli economici. Ora non basta più acquisire nuove skill: serve sviluppare la capacità di leggere il cambiamento, comprenderne l’impatto e trasformarlo in opportunità”, afferma Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On Media Group e ideatore del WMF “Per questo il WMF ha costruito negli anni un ecosistema che mette in dialogo AI, innovazione tecnologica, marketing, impresa, ricerca, cultura e divulgazione. Il nostro obiettivo è creare uno spazio internazionale in cui professionisti, aziende, startup, creator e istituzioni possano confrontarsi, aggiornarsi e contribuire insieme alla costruzione del futuro. Rendere la conoscenza accessibile e trasformarla in impatto concreto è la missione che guida ogni edizione del WMF.”
Quest’anno, il programma formativo si articolerà in quattro categorie di stage: Premium Stage, dedicati alla formazione avanzata; Discover Stage, dedicati al business e le soluzione innovative, e gli Open Stage, pensati per contenuti dal taglio più divulgativo. A completare il ventaglio, il Mainstage che ospiterà keynote internazionali, fireside chat, panel interdisciplinari e momenti di confronto sui grandi temi della contemporaneità. Dalla geopolitica alla creator economy, dal giornalismo all’editoria, fino alla comunicazione e alla cultura digitale, tutti gli stage offriranno uno spazio di dialogo aperto tra innovazione, informazione e società.
Al centro dell’edizione 2026 ci saranno i Premium Stage - accessibili solo con Full Ticket - i palchi formativi in cui si tiene la formazione più avanzata e specialistica del WMF pensati per fornire competenze verticali e approfondire strumenti e strategie per la crescita professionale. Grande protagonista sarà l’Intelligenza Artificiale, con 12 stage verticali dedicati alle sue applicazioni trasversali: dal Machine Learning all’Agentic AI, dall’AI Marketing all’AI Commerce, fino all’AI & Business Transformation sullo stage powered by Dell Technologies e Intel. A portare visioni, casi applicativi e scenari concreti alcuni dei protagonisti più autorevoli del panorama internazionale, tra cui Corey Ching di OpenAI, Yuval Dvir di SandboxAQ, Debanshu Das di Google, Julian Wood e Salih Güler di Amazon AWS, insieme a esperti e innovatori che approfondiranno l’evoluzione degli AI Agents, della trasformazione organizzativa e delle nuove architetture software AI-native.
L’AI dialogherà inoltre con discipline strategiche come Search, Content, Social Media, Automation & CRM e Data Analytics, offrendo una lettura concreta di come le tecnologie emergenti stiano modificando modelli organizzativi, processi produttivi e competenze professionali. Spazio anche ai temi della governance, della regolamentazione e dell’impatto sociale dell’intelligenza artificiale, grazie agli interventi di Brando Benifei, co-relatore dell’AI Act al Parlamento Europeo, e di autorevoli esperti di diritto, privacy e innovazione digitale.
Accanto ai temi AI, il programma affronterà anche le evoluzioni del digital marketing, della comunicazione e dei nuovi media attraverso stage dedicati a Advertising, Brand Strategy, UX & UI, Social Advertising, E-commerce, Content Marketing, Backend & Cloud supported by Devpunks. Tra le novità più rilevanti dell’edizione 2026 gli stage Robotics & Physical AI, Search & AI, AI Commerce, AI & Business Transformation, Agentic AI, Fintech & Digital Assets, AI Tourism, Vibe Coding, Audio & Visual Production, Automation & CRM, Video & Connected TV, Management & Leadership, Geopolitics, Startup Arena e Query The Future. Completeranno la programmazione approfondimenti su Cybersecurity, Legal Tech, Work & HR con contributi di realtà e speaker di primo piano come Marco Pavone di NVIDIA, Marcello Majonchi di Arduino e Giorgio Metta di IIT – Istituto Italiano di Tecnologia, che porteranno sul palco visioni e applicazioni effettive nel campo della robotica, dell’automazione e dell’interazione tra AI e mondo fisico.
I Discover Stage - accessibili con Full Ticket e Visitor Ticket - saranno il punto d’incontro tra innovazione, imprenditorialità e sviluppo di nuove opportunità di mercato. Il palinsesto alternerà visioni strategiche e casi concreti, grazie ad interventi come “Defining What Matters in the Age of Generative AI and Geopolitical Competition” e panel sul futuro dell’innovazione europea, dell’ecosistema startup italiano e dei nuovi corridoi tecnologici tra mercati emergenti in Europa, India, Canada, Brasile e Africa.
Oltre ai contenuti dedicati a Startup, PMI & VC, il programma ospiterà stage verticali focalizzati su Tech for Business, Digital Marketing & Business Solutions, Entrepreneurship, Tourism & Travel, Impact to Business powered by COOPFOND, e Content Creation. Tra i temi affrontati: AI applicata al retail e all’healthcare, accessibilità digitale, fintech, HR tech, turismo data-driven, leadership nell’era dell’automazione, creator economy e innovazione sociale. A collegare la prospettiva internazionale a una esplorazione dell’ecosistema nazionale, la selezione di success stories italiane a cui contribuiranno speaker, founder, aziende e investor di realtà come Italian Tech Alliance, InnovUp, Invitalia, Insme, Roma Startup, IAG, Credem, Intesa SanPaolo Innovation Center, 0100, 28DGTL, Zest e Allied for Startups e molti altri. Sullo stage Impact to Business saranno presenti tra gli altri referenti delle realtà Forest Valley Institute, Save The Children, Startup for Africa, Fondazione Social Venture Giordano Dell'Amore. Sulla Startup Arena, i founder delle oltre 140 startup selezionate provenienti da Italia e altri 80 paesi presenteranno le soluzioni che hanno risposto in modo più efficace alle 14 sfide del futuro del WMF.
Accanto alla formazione specialistica, il WMF continua a sviluppare spazi aperti alla divulgazione e al confronto interdisciplinare, contenuti pensati per raccontare l’innovazione attraverso linguaggi diversi, tra tecnologia, cultura e società, attraverso gli Open Stage -accessibili con Full Ticket, Visitor Ticket e Fiera Ticket- tra cui Start the Future, Music & Art, GovTech, EduTech, Space Economy, Book Presentation, Innovation Film Fest, Geopolitics, Gaming & Esports e AI for Civil Engineering.
L’Open Stage Start the Future sarà il centro del dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale e delle trasformazioni globali, in un dialogo che attraversa innovazione, società e scenari economici. Lo stage GovTech metterà al centro le trasformazioni delle istituzioni e della geopolitica digitale, con interventi di figure istituzionali e accademiche come Lucia Borgonzoni, Alberto Barachini, Luigi Di Maio, Marco Cappato, insieme a rappresentanti del mondo delle policy e dell’innovazione pubblica. Lo stage EduTech esplorerà invece il futuro della formazione e delle competenze, mentre lo Space Economy, powered by ESA - European Space Agency, porterà invece lo sguardo oltre l’atmosfera, mentre il Music & Art stage, in collaborazione con Billboard Italia, ospiterà artisti, creativi e operatori del settore . Lo stage Innovation Film Fest darà spazio al rapporto tra audiovisivo e cultura digitale, mentre Gaming & Esports esplorerà il videogioco come linguaggio culturale con ospiti come Antonio Moro e Carlo Santagostino. Infine, Book Presentation e Geopolitics offriranno ulteriori spazi di approfondimento tra editoria, economia dei dati e scenari internazionali, con autori, giornalisti e analisti come Davide Casaleggio e Domenico Guzzo.
A rappresentare la sintesi della visione internazionale del WMF 2026 sarà il Mainstage, il palco principale della manifestazione - accessibile con Full Ticket e Visitor Ticket - dove per tre giorni si alterneranno leader globali, istituzioni, aziende, creator, artisti, ricercatori, giornalisti e protagonisti dei grandi cambiamenti contemporanei. Il Mainstage del WMF propone un palinsesto live ad alto Impatto, capace di fondere informazione autorevole e grande spettacolo. Sul palco saliranno rappresentanti delle istituzioni europee e internazionali, tra cui Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. Presenti anche i referenti di grandi brand tra cui Klarna, Trade Republic, Microsoft, Dell Technologies e Intel, LG Nova, Google, che condivideranno sul Mainstage prospettive dal mondo del business.
Ampio spazio sarà dedicato anche ai temi dell’informazione, della geopolitica e dell’impatto sociale delle tecnologie, con interventi di giornalisti, autori e analisti come Cecilia Sala, Enrico Mentana, Corrado Formigli, Francesca Albanese, Nicola Gratteri e Stefano Massini, in un confronto aperto sui nuovi equilibri tra tecnologia, media, politica e società.Il Mainstage ospiterà inoltre founder, manager e protagonisti dell’innovazione globale come Brunello Cucinelli, il Guest of Honor del WMF 2026 Mathew Knowles, Alec Ross e Uljan Sharka, insieme a creator, comedian e nuove voci della cultura digitale come Pierluca Mariti, Guglielmo Scilla, Gabriele Vagnato, Camihawke, Awed e Filippo Caccamo.A completare l’esperienza saranno live performance, concerti e momenti di spettacolo con artisti come Dardust, Ditonellapiaga, N.A.I.P., I Patagarri, Valerio Lundini e I VazzaNikki e Francesco Cavestri, a conferma del ruolo del Mainstage come spazio in cui conoscenza, creatività e intrattenimento convivono in un unico racconto sull’evoluzione della società contemporanea.
WMF – We Make Future è ideato, organizzato e prodotto da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il Patrocinio della Commissione Europea e del Comune di Bologna, con il supporto del MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna. L'evento è in partnership con Visit Emilia - Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed ESA – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel.

(Adnkronos) - "Il 90% dei ragazzi dagli 11 anni in sù usa quotidianamente i social. I social sono il loro mondo, la loro bolla ma purtroppo sono anche la loro educazione. E il mondo digitale può essere estremamente violento, può riprodurre un linguaggio che ferisce e ferisce soprattuto all'inizio di un percorso di crescita. Noi dobbiamo come istituzioni stare vicino ai ragazzi, stare vicino alle famiglie che stiano vicino ai ragazzi. I genitori devono 'leggere' i figli quotidianamente, capire se ci sono stati emotivi particolarmente critici e cercare di aiutarli a conoscere questi strumenti digitali, a migliorare la loro conoscenza e la loro crescita in serenità". Lo ha detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, arrivando alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall'Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell'Informazione dell'Adnkronos.
Barachini ha posto l'accento anche sulla responsabilità del mondo giornalistico: "Credo che la responsabilità del mondo giornalistico sia strategica. Penso che ritrovare un linguaggio pacato, meno polarizzato, meno divisivo, meno aggressivo sia fondamentale per il mondo giornalismo ma fondamentale ancora di più per chi approccia questo mondo".
"La coscienza di quello che vedete va verificata, va mitigata con una serie di informazioni". Ha sottolineato. Un invito diretto ai ragazzi, ma anche agli adulti, a non lasciarsi travolgere dalla velocità e dalle distorsioni dei social.
Barachini, rivolgendosi ai ragazzi, ha insistito sulla necessità di non affidarsi a un’unica fonte: "Già un approccio positivo è che voi utilizziate molti strumenti e non uno strumento unico… non solo un social, non solo alcuni account e non altri". Un approccio che, ha spiegato, rappresenta un primo passo verso un "equilibrio pluralistico".
Il Sottosegretario ha poi ricordato il lavoro in corso sul fronte regolatorio, soprattutto per quanto riguarda gli influencer che trattano temi informativi: "L’Agcom ha messo delle regole molto stringenti oggi per gli influencer che si occupano di informazione e comunicazione e che hanno più di 500.000 follower. Da quel punto di vista dovranno avere le stesse responsabilità editoriali". Una misura che dovrebbe aiutare a riequilibrare un ecosistema dominato da piattaforme globali: "Se i sistemi tradizionali perdono pubblicità a vantaggio di questi mondi che non hanno limiti… è chiaro che l’informazione penderà dalla parte dei social".
E a questo proposito ha invitato le giovani generazioni ad interrogarsi su rapporto tra contenuti e proprietà delle fonti: "Chi ci sta raccontando la vostra scuola, il vostro paese, la vostra regione, la vostra comunità? Ce lo sta raccontando un sistema internazionale… che non ha davvero a cuore la vostra comunità, ma gli interessi commerciali".
Barachini ha poi affrontato il tema della percezione alterata generata dai social, raccontando anche episodi personali: "Oggi esiste una sorta di filtro bellezza su tutto… vedo solo cose bellissime, paesaggi bellissimi, piatti meravigliosi, persone stupende. È chiaro che lo scontro con la realtà è tosto". Una distanza che, ha spiegato, può alimentare insicurezze e giudizi severi, soprattutto tra i più giovani.
La riflessione si è estesa anche alla sovraesposizione digitale nelle famiglie: "Io non posso entrare in camera dei miei figli perché so che sono in mondovisione… c'è sempre qualcuno collegato in videochiamata", ha ironizzato, sottolineando poi: "Un rapporto filtrato da una telecamera, non è la stessa cosa di vedere una persona a tu per tu". Una dinamica che definisce "dannosa", destinata a intensificarsi con l’intelligenza artificiale.
Per questo, ha detto, è fondamentale che i ragazzi imparino a confrontarsi con gli adulti su questi temi, ricordando lo spot istituzionale 'Nessuno li conosce meglio di voi', realizzato proprio per sottolineare il ruolo delle famiglie nel cogliere segnali di disagio emotivo.
Il Sottosegretario ha poi richiamato la responsabilità del linguaggio pubblico: "La televisione parla un linguaggio violento, il giornalismo in parte parla un linguaggio polarizzato… Cominciamo a parlare un linguaggio meno polarizzato, meno aggressivo, meno violento". Un invito rivolto a media, istituzioni e cittadini, per "ricostruire un clima di confronto".
In chiusura, Barachini ha lasciato ai ragazzi un messaggio sul valore dell’errore come parte naturale del percorso di crescita: "Uno sbaglio è uno sbaglio, un errore è un errore, un fallimento è un’altra cosa… non prendete sbagli ed errori per fallimenti". E ha concluso: "Chi cresce e si scontra con la realtà sbaglia e fa errori. Ma non sono fallimenti. Nessuno vi deve dire che uno sbaglio è un fallimento".

(Adnkronos) - “I giovani sentono un disagio diffuso ed esistenziale e quindi cercano punti di approdo, sia nella famiglia che nella scuola. Tuttavia, è sempre più evidente che i giovani cerchino un sostegno nello Stato e nelle istituzioni”. Lo ha detto Diego De Felice, direttore centrale comunicazione Inps nel suo intervento alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall'Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell'Informazione dell'Adnkronos.
“Anche noi come Inps, che siamo articolazione dello Stato, ci siamo posti il problema di colloquiale con il mondo giovanile nella fase critica in cui i giovani si allontanano dal mondo scolastico e si approcciano al mondo lavorativo o universitario. Lo facciamo parlando il loro linguaggio”, ha aggiunto, elencando i sistemi che l’ente previdenziale offre ai giovani nella fase complicata in cui si passa dal mondo scolastico a quello lavorativo o universitario. “Abbiamo fatto un portale giovani per offrire formazioni mirate in cui si identifica chi è occupato o disoccupato”. Un sistema che permette di identificare i ragazzi che non studiano né lavorano che in Italia “sono circa un milione e mezzo e sono quelli spesso più attratti da fenomeni di bullismo. Riuscire a offrire dei servizi a loro è anche un contrasto per derive negative”, ha spiegato De Felice, che ha sottolineato come il vero strumento per contrastare i fenomeni di disagio resta l’educazione nelle scuole.

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(Adnkronos) - Finire nell’oblio è forse una delle paure più grandi di ogni essere umano. Vivere sapendo che un giorno nessuno ricorderà più chi sei stato, cosa hai fatto, cosa hai lasciato. Van Gogh, durante la sua vita, aveva venduto un solo dipinto. Solo dopo la morte il mondo si è accorto davvero del valore della sua arte. Ci sono artisti che vengono capiti troppo tardi. E poi ce ne sono altri che riescono a vedere il peso della propria eredità mentre sono ancora qui. Che assistono in prima persona al momento in cui la loro storia smette di appartenere solo a loro e diventa di tutti. ‘King Marracash’ parte proprio da questo: dal bisogno di fermare un momento preciso della vita e della carriera di un rapper che si è costruito da solo. Parte proprio dal bisogno di custodirlo quel momento prima che il tempo lo trasformi in ricordo.
Il film documentario su Fabio Bartolo Rizzo - prodotto da Groenlandia e Disney+ e diretto da Pippo Mezzapesa, arriva al cinema dal 25 al 27 maggio - e racconta il suo 2025, arrivato dopo un anno di traguardi e consacrazioni. In una delle sue prime interviste Marracash diceva che il suo sogno più grande era cantare a San Siro. Oggi quel sogno lo ha messo in tasca. Insieme a un disco di diamante per ‘Persona’, l’album che ha segnato un prima e un dopo nella sua carriera, e un Block Party nel quartiere dove è cresciuto e dove è tornato da re.
Ma la forza di ‘King Marracash’ sta proprio qui: nel fatto che Fabio abbia scelto di raccontarsi senza nascondersi più. Attraverso la musica, le persone che ama e quelle che lo hanno accompagnato fino a qui. Quella famiglia che Marracash ha sempre tenuto lontana dai riflettori. Forse perché, dopo che la storia con Elodie è finita sulla bocca di tutti - fino al palco del Festival di Sanremo - Fabio ha imparato la lezione, e cioè quanto possa essere violento lasciare entrare il mondo nella propria intimità.
C’è un fratello, Mirko, che Marra definisce il suo opposto. Si è costruito una famiglia, ha avuto dei figli. Tutte quelle cose che lui racconta in ‘Dubbi’ e osserva da lontano, quasi con la paura di non poterle meritare davvero. Poi c’è un padre, Salvatore - in perfetto stile siciliano - e una madre, Filippa, che lo hanno cresciuto come meglio potevano. Prima Nicosia, piccolo paese dell’entroterra siciliano, poi Milano, lo sfratto, fino alla Barona. La storia di questa famiglia sembrava già scritta. Persino il nome ‘Marracash’ nasce da quella sensazione di sentirsi diverso: da bambino lo chiamavano ‘marocchino’, ‘Marrakech’, per quei lineamenti mediterranei e per le sue origini siciliane. Fabio ha preso quel soprannome e lo ha trasformato in un’identità. In qualcosa che oggi tutti conoscono.
La storia di questa famiglia sembrava già scritta. E invece no. Marracash ha preso quella rabbia sociale, l’ha trasformata in parole e si è costruito una carriera barra dopo barra. Perché il 2025, per lui, ha significato soprattutto questo: chiudere dei cerchi. Prima ancora che davanti agli altri, davanti a sé stesso.
Nel docufilm Marra racconta anche il suo rapporto ‘malato’ con l’insonnia. Un problema che si trascina da quando era bambino, da quando per lasciarsi andare beveva di nascosto qualche bicchiere del vino di suo padre. E che ancora oggi continua a tormentarlo. Un male apparentemente incurabile, che Fabio prova a zittire con anni di sonniferi. Più che un’abitudine, quasi una sopravvivenza. In ‘King Marracash’ si mette a nudo davvero come forse non aveva mai fatto prima. I suoi genitori sono lì, nella loro umiltà disarmante. Un padre e una madre commossi sotto al palco mentre Fabio, tornato a Nicosia, riceve la cittadinanza onoraria.
C’è anche Elodie. Poche settimane fa l’abbiamo vista salire sul palco del ‘MARRA BLOCK PARTY’ alla Barona, mandando il pubblico completamente in tilt. Un’immagine, un momento che li ha rivisti insieme, che nessuno dimenticherà facilmente. C’è Guè, compagno di 'Santeria' e fratello prima ancora che collega. C’è Paola Zukar, la manager che Marracash considera uno dei pilastri fondamentali della sua vita. C’è il suo produttore, che accompagna ogni sua scelta artistica. E poi c’è una figura fondamentale: lo psicoterapeuta. Una persona che, negli anni, lo ha aiutato a scavarsi dentro, a fare i conti con quel bisogno costante di rincorrere l’euforia anche quando il mondo intorno tace.
È da lì che nasce il dualismo Fabio-Marracash. Un conflitto interiore che lui ha trasformato in una trilogia e in un tour negli stadi. C’è chi ha visto Fabio diventare Marracash e Marracash arrendersi a Fabio. Due anime che per troppo tempo si sono fatte la guerra, fino a capire di non poter esistere davvero l’una senza l’altra.
La sua storia artistica è una delle più particolari degli ultimi anni. Marracash pubblica ‘Persona’ il 31 ottobre 2019. Un album che sembrava un rischio: intimo, vulnerabile, diverso da tutto quello che aveva fatto prima. Poi arriva il successo. E con lui ‘Noi, loro, gli altri’ nel 2021. Dopo ancora, anni di silenzio. Quasi sparisce. Non perché manchi qualcosa da dire, ma perché Marracash è uno di quelli che hanno bisogno di chiudersi in una bolla prima di tornare a raccontarsi davvero. Così, all’improvviso, il 13 dicembre 2024 arriva ‘È finita la pace’. Un album che suona come uno sfogo: denuncia sociale, disillusione, ma anche voglia di rimettersi in discussione e ricominciare ancora una volta.
Forse perché la sua storia personale lo ha segnato profondamente. Forse perché partire dal nulla - da una “famiglia del ceto medio-basso” - e arrivare a diventare il King del Rap lascia addosso qualcosa che non passa mai davvero. Oggi Marracash è una delle penne più potenti e rispettate della scena musicale. Uno di quelli che hanno aperto la strada anche ad artisti come Sfera Ebbasta e Achille Lauro. Eppure, a guardarlo bene, sembra che una parte di Fabio faccia ancora fatica ad accettare davvero a tutto questo. Perché dentro di lui è rimasto quel ragazzo della Barona che viveva di strada e rubava motorini. Un figlio di genitori siciliani che cercava nelle barre un modo per non sentirsi inghiottito e trasformava i pensieri più bui in poesie. Marracash fa qualcosa che forse non siamo più abituati a vedere. In un mondo musicale dove si parla spesso di droga, sesso e soldi, lui parla delle proprie debolezze. Delle fragilità. Di quella emotività maschile che spesso viene soffocata.
Per la prima volta nella sua carriera spiega anche il vero significato di 'Crudelia'. Forse il suo brano più streammato. Un amore viscerale, che toglie il fiato, ma non nel modo giusto. Un amore che marcisce prima ancora di nascere, che diventa tossico. Un amore che gli ha tolto tanto, ma che gli ha restituito tutto sotto un'altra veste: il successo. “Mentire senza emozioni, come fai?/ Il mio amore è marcito in odio”. È il pezzo durante cui ai concerti si spengono le luci e si accendono migliaia di torce. Quello che canti a squarciagola mentre lasci uscire tutto il dolore che hai dentro. Ed è strano pensare che una persona così amata possa sentirsi ancora così sola. Di giorno ci sono i fan, gli stadi, l’affetto, le persone che ti vedono come un idolo. Poi arriva la notte. E con lei il silenzio. Una testa che non smette mai di pensare, di muoversi, di fare rumore.
Fabio e Marracash hanno imparato a convivere. E nel 2025 Marracash sembra aver capito che, per chiudere certi cerchi, serve trovare una forma di pace interiore. E che per aprirne di nuovi bisogna avere il coraggio di raccontare la propria storia fino in fondo. La storia di un bambino che si vergognava perché sua madre faceva le pulizie nelle case dei compagni di scuola. La storia di un bambino che non avrebbe mai immaginato che tutto questo potesse diventare reale. Eppure è successo. Ma nemmeno alzare un disco di diamante tra le strade della Barona è bastato davvero. Nemmeno cantare in via Enrico De Nicola, nel posto dove anni fa usciva per spacciare, è bastato. Perché certi traguardi non riescono mai a riempire del tutto quello che hai dentro.
Forse è anche per questo che la notte non riesce a dormire. Perché è difficile accettare di aver realizzato davvero tutto ciò che sognavi. E forse, a volte, basterebbe guardare gli occhi di una madre orgogliosa per capire fino in fondo cosa si è diventati. Marracash è questo. E molto altro. Lui lo sa. Fabio forse lo sta ancora capendo. Ma una cosa è certa: l’oblio non gli appartiene. La sua storia è ancora all’inizio.
Arriveranno altri album, altri successi, altri pezzi di vita da raccontare. Lui sta ancora scrivendo il suo libro. Noi, forse, siamo solo a metà. Ma sì, l’oblio non gli appartiene. Viva la musica. E viva chi nella musica riesce ancora a raccontare le proprie fragilità senza vergognarsene. Viva Marracash, che è riuscito a costruirsi un'identità da zero. E viva Fabio, che i suoi sogni a occhi aperti è riuscito a renderli reali. (di Marica Di Giovanni)

(Adnkronos) - La Commissione europea sta "esaminando" la possibilità di attivare la clausola di salvaguardia nazionale per far fronte alla crisi energetica ed è "pronta a reagire agli sviluppi", pur tenendo in considerazione l'esistenza degli stabilizzatori automatici e le limitazioni fiscali dei Paesi Ue. Lo dichiara il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis nel corso della conferenza stampa di presentazione delle previsioni economiche primaverili dell'Ue.
"In termini di flessibilità fiscali, sì, stiamo esaminando questa risposta politica e ciò che deve essere fatto anche sul fronte della politica fiscale e siamo pronti a reagire agli sviluppi", risponde a una domanda sull'eventuale utilizzo della flessibilità già concessa dall'esecutivo Ue per l'aumento delle spese della difesa. "Ma ho già delineato i parametri principali, sia in termini di flessibilità che esistono già in un quadro che possiamo lasciare agire come stabilizzatori automatici, come anche alcune parole di cautela sulle limitazioni che affrontiamo in termini di spazio fiscale", aggiunge il commissario Ue.
Per quanto riguarda il potenziale peggioramento delle previsioni economiche Ue rispetto alle proiezioni presentate oggi, Dombrovskis evidenzia che la finestra per la normalizzazione ipotizzata nel 2027 secondo lo scenario di base "si sta effettivamente restringendo. Detto questo, il nostro scenario di base rimane il nostro scenario principale che useremo anche per valutare la performance fiscale degli Stati membri e così via". L'analisi degli scenari "si basa su determinate ipotesi" tra cui "le curve future dei mercati energetici, ovvero quali sono le aspettative del mercato in termini di evoluzione dei prezzi dell'energia, mentre la valutazione dello scenario si basa solo su determinate ipotesi", aggiunge, spiegando che se i prezzi dell'energia rimangono più alti più a lungo l'esecutivo Ue ne terrà conto nella sua analisi.
Le previsioni economiche di primavera dell'Ue, pubblicate oggi dalla Commissione europea, rivedono al ribasso le previsioni di crescita del Pil dell'eurozona, che cala a 0,9% nel 2026 e 1,2% nel 2027 rispetto all'1,2% e 1,4% indicati dalle previsioni dello scorso autunno. L'esecutivo Ue si aspetta che l'inflazione raggiunga il 3% nel 2026 e cali al 2,3% nel 2027, un netto incremento rispetto allre previsioni autunnali dell'1,9% e 2% rispettivamente. Analogamente, il Pil dell'intera Unione passa da una crescita prevista dell'1,4% all'1,1% nel 2026, per poi tornare all'1,4% nel 2027. Le previsioni economiche primaverili vedono l'inflazione Ue al 3,1% nel 2026, un punto percentuale in più rispetto alle previsioni precedenti, e un attenuamento al 2,4% nel 2027.
L'indebolimento dell'attività economica si deve principalmente al conflitto in Medio Oriente, l'innesco di un "nuovo choc energetico" che "riaccende l'inflazione e scuote il sentiment economico", come spiega l'esecutivo Ue. A febbraio 2026 si prevedeva che l'economia dell'Unione continuasse a espandersi, seppure a un "ritmo moderato", e che l'inflazione calasse ulteriormente, ma le prospettive sono cambiate "sostanzialmente" dall'inizio del conflitto, con l'inflazione che ha cominciato a salire poche settimane dopo il suo inizio per via del forte aumento dei prezzi di petrolio e gas, e l'attività economica sta "perdendo slancio". Secondo la Commissione , la situazione "è destinata a migliorare leggermente nel 2027 se le tensioni sui mercati energetici si allenteranno".
"Il principale rischio che circonda la previsione riguarda la durata del conflitto in Medio Oriente e le sue implicazioni per i mercati energetici globali. Dato l'insolito grado di incertezza, e la finestra sempre più ristretta per una rapida normalizzazione delle condizioni di offerta, la previsione di base è integrata da uno scenario alternativo che ipotizza perturbazioni più prolungate", scenario in cui i prezzi delle materie prime energetiche saliranno "significativamente" al di sopra delle curve dei futures di base, raggiungendo il picco a fine 2026 prima di riallinearsi gradualmente con esse entro la fine del 2027. In questo scenario, "l'inflazione non si attenuerebbe e l'attività economica non riuscirebbe a riprendersi nel 2027 come previsto nella previsione di base", con prezzi più elevati che potrebbero spingere famiglie e imprese a ridurre in modo più marcato i consumi e gli investimenti.
Il rapporto tra debito e Pil italiano è destinato a raggiungere il 139,2% entro la fine del 2027, crescendo dal 137,1% registrato nel 2025. È quanto emerge dalle previsioni economiche primaverili rilasciate dalla Commissione europea, che segnano un netto peggioramento rispetto al 137,2% previsto dalle previsioni dello scorso autunno per la fine del 2027.
Secondo l'esecutivo europeo, l'incremento è riconducibile a un differenziale tra tassi di interesse e crescita sfavorevole all'andamento del debito, "nonché a consistenti aggiustamenti stock-flusso legati ai crediti d'imposta per la ristrutturazione delle abitazioni che hanno gravato sul disavanzo negli anni precedenti". Resta invece "limitato" l'effetto di riduzione del debito derivante dagli avanzi primari.
Se confermate, le previsioni economiche vedrebbero il rapporto debito pubblico/Pil italiano superare quello greco nel 2027, che dovrebbe scendere al 134,4%, "sostenuto dalla robusta crescita del Pil nominale e dai persistenti avanzi di bilancio primari", dal 146,1% registrato nel 2025.
Conti pubblici: previsioni Ue, debito/pil Italia a 139,2% entro fine 2027
Il rapporto tra debito e Pil italiano è destinato a raggiungere il 139,2% entro la fine del 2027, crescendo dal 137,1% registrato nel 2025. È quanto emerge dalle previsioni economiche primaverili rilasciate dalla Commissione europea, che segnano un netto peggioramento rispetto al 137,2% previsto dalle previsioni dello scorso autunno per la fine del 2027.
Secondo l'esecutivo europeo, l'incremento è riconducibile a un differenziale tra tassi di interesse e crescita sfavorevole all'andamento del debito, "nonché a consistenti aggiustamenti stock-flusso legati ai crediti d'imposta per la ristrutturazione delle abitazioni che hanno gravato sul disavanzo negli anni precedenti". Resta invece "limitato" l'effetto di riduzione del debito derivante dagli avanzi primari.
Se confermate, le previsioni economiche vedrebbero il rapporto debito pubblico/Pil italiano superare quello greco nel 2027, che dovrebbe scendere al 134,4%, "sostenuto dalla robusta crescita del Pil nominale e dai persistenti avanzi di bilancio primari", dal 146,1% registrato nel 2025.

(Adnkronos) - Governi, big tech, hyperscaler, grandi gruppi industriali e alcuni dei più importanti scienziati mondiali per discutere il futuro di quantum computing, artificial Intelligence, Hpc ed energia: è il programma di World Tech Conference di Milano.
Tra gli oltre 200 speakers attesi ci sono Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per Tech Sovereignty, Security and Democracy, insieme ad alcuni dei maggiori fisici e matematici contemporanei, tra cui Alain Connes, Medaglia Fields e Premio Crafoord, Michele Parrinello del Politecnico di Zurigo, Gian Francesco Giudice del Cern, Thibault Damour dell’Ihés, Jürg Fröhlich dell’Eth Zürich, Alan Baratz di D-Wave Quantum Inc. e Hidetoshi Nishimori, considerato uno dei padri teorici del quantum annealing. È inoltre previsto un contributo speciale del Premio Nobel Giorgio Parisi.
Tra i protagonisti centrali della conferenza vi sarà D-Wave, azienda pionieristica del quantum computing applicato, oggi riconosciuta a livello internazionale per avere trasformato il quantum da tec-nologia sperimentale a piattaforma industriale operativa. I sistemi quantum annealing di D-Wave, con oltre 4.400 qubit e architetture avanzate dedicate all’ottimizzazione computazionale - viene ricordato nel comunicato stampa di lancio di World Tech Conference - vengono oggi utilizzati per affrontare problemi considerati tra i più complessi al mondo e spesso intrattabili dai computer classici, quali ad esempio: ottimizzazione finanziaria e bancaria, gestione del rischio, logistica avanzata, reti energetiche intel-ligenti, telecomunicazioni, AI infrastructure optimization, supply chain, ricerca farmaceutica, drug discovery, simulazione molecolare, difesa, cybersecurity e gestione di infrastrutture critiche".
Il tema centrale del World Tech Conference sarà infatti la convergenza tra Quantum Computing, AI ed energia, in una fase storica in cui c’è una crescita esplosiva che sta creando una domanda ed una offerta senza precedenti di capacità computazionale ed efficienza energetica. Secondo gli organizzatori, il quantum computing rappresenta oggi una delle poche tecnologie capaci di intervenire concretamente sull’ottimizzazione di sistemi industriali complessi, riducendo costi energetici, tempi computazionali e inefficienze infrastrutturali.
L’obiettivo del World Tech Conference - viene spiegato nella nota - "è trasformare Milano e la Lombardia nel principale punto di convergenza europeo tra governi, industria e ricerca avanzata sulle nuove architetture computazionali". La presenza di D-Wave assume in questo contesto "un valore altamente strategico anche per il posizionamento dell’Italia all’interno del nuovo scenario tecnologico europeo, sempre più orientato verso capacità computazionale sovrana, AI industriale, medicina computazionale e infrastrutture energetiche avanzate".
Il World Tech Conference punta inoltre a favorire la partecipazione dei principali player mondiali del settore quantum, creando in Italia il primo grande tavolo europeo dedicato al futuro industriale del Quantum Computing. Milano si prepara così ad ospitare uno dei più importanti eventi europei dedicati alle tecnologie strategiche del prossimo decennio.

(Adnkronos) - La Germania accelera sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha proposto di concedere a Kiev lo status di “membro associato” dell’Ue, come passaggio preliminare all’adesione completa, destinata però a richiedere tempi lunghi e negoziati complessi. "E' evidente che non saremo in misura di portare a termine il processo di adesione in un futuro prossimo, tenendo conto degli innumerevoli ostacoli e delle complessità politiche del processo di ratifica", ha scritto in una lettera ai vertici dell'Ue, anticipata dall'Afp. Di conseguenza, Berlino propone la concessione a Kiev dello status di "membro associato", "tappa decisiva" prima dell'adesione a tutti gli effetti.
Merz sottolinea nella lettera inviata, fra gli altri, al Presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa, e alla Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che non si tratterà in alcun modo di una "associazione light", al ribasso. Tale status consentirà all'Ucraina di partecipare ad alcune riunioni del Consiglio europeo, di disporre di un commissario 'associato', e di deputati europei 'associati'.
L'Ucraina ha ottenuto nel 2023 lo status di candidato ufficiale all'adesione all'Ue ma i negoziati di adesione sono stati frenati dal veto dell'Ungheria di Viktor Orban. La vittoria di Peter Magyar alle elezioni dello scorso 12 aprile, cambia la situazione. La Germania e la maggior parte degli altri Paesi europei auspicano che i negoziati possano ora iniziare effettivamente. Ma si tratterà di trattative lunghe e difficili, in particolare sul settore dell'agricoltura.

(Adnkronos) - “Come agenzia spaziale noi lavoriamo con tecnologie che mettono in connessione persone e dati su grandissima scala. Il problema oggi è come tradurre questi mezzi di comunicazione ai ragazzi per trasmettergli dei valori”. Lo ha detto Jacopo Tirillò, componente del Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia spaziale italiana nel suo intervento alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall'Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell'Informazione dell'Adnkronos. Al centro del panel di oggi il tema del linguaggio mediatico moderno e di come il fenomeno del bullismo sia rappresentato nel mondo digitale. “Il linguaggio è sempre lo stesso, ma la società di oggi è cambiata e il mondo digitale è diventato un’assuefazione”, ha sottolineato Tirillò affrontando i tanti sistemi mediatici “che mettono i ragazzi all’interno di una lavatrice di stimoli, dove i giovani si trovano di fronte a una realtà con sistemi differenti dal nostro passato”. Comprendere questi cambiamenti è alla base per avvicinarsi alle nuove generazioni. “La nostra vita frenetica ci vieta l’ascolto, ma se rallentiamo forse riusciamo a capire il sistema di disagio in cui si trovano a vivere i giovani di oggi”.
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