
(Adnkronos) - La Food and Drug Administration (Fda) degli Stati Uniti ha annunciato di aver autorizzato il rinnovo degli ordini di commercializzazione, già precedentemente concessi, per due versioni del dispositivo Iqos e tre varianti degli stick di tabacco a marchio Heets come prodotti del tabacco a rischio modificato (Modified Risk Tobacco Product – Mrtp). Questo rinnovo consente a Pmi di continuare a condividere informazioni sulla riduzione dell’esposizione con gli adulti statunitensi di età pari o superiore a 21 anni che utilizzano prodotti del tabacco tradizionali, come le sigarette. Lo rende noto Philipp Morris in una nota, spiegando che l’Agenzia ha concluso che il rinnovo delle autorizzazioni Mrtp per Iqos e Heets è “appropriato per promuovere la salute pubblica e dovrebbe apportare benefici alla salute della popolazione nel suo complesso, tenendo conto sia degli utilizzatori di prodotti del tabacco sia delle persone che attualmente non ne fanno uso”.
“In qualità di unica azienda ad aver ottenuto e mantenuto con successo autorizzazioni Mrtp per prodotti a tabacco riscaldato negli Stati Uniti, siamo fiduciosi che le nostre alternative basate sulla scienza possano aiutare i fumatori adulti ad abbandonare le sigarette”, ha dichiarato Stacey Kennedy, ceo di Pmi Us. “Questa decisione della Fda – ha aggiunto – riflette sia il rigoroso fondamento scientifico a supporto di Iqos sia il nostro impegno continuo a offrire in modo responsabile alternative senza combustione ai consumatori adulti”.
Nel rilasciare gli ordini di rinnovo Mrtp per Iqos, la Fda ha ribadito che “le evidenze scientifiche disponibili, anche in assenza di studi epidemiologici a lungo termine, dimostrano che una riduzione misurabile e sostanziale della morbilità o della mortalità tra i singoli utilizzatori di prodotti del tabacco è ragionevolmente probabile”. Il sistema Iqos 2.4 “è stato il primo prodotto a tabacco riscaldato autorizzato attraverso il processo Mrtp della Fda nel 2020 come “appropriato per la promozione della salute pubblica”, dopo aver ottenuto l’autorizzazione tramite il processo di Premarket Tobacco Product Application (Pmta) nel 2019. Il sistema Iqos 3 ha ottenuto l’autorizzazione Mrtp nel 2022, a seguito dell’autorizzazione pre-commerciale ricevuta nel 2020. La Fda continua a esaminare le Pmta relative a Iqso Iluma e, grazie alla solidità dell’application e alla comprovata capacità di convertire i fumatori in età legale verso un’alternativa migliore, PMI ritiene che la richiesta consenta un’azione rapida da parte della Fda”, si legge nella nota.
La documentazione Mrtp presentata da Pmi “ha incluso un ampio corpus di evidenze scientifiche che indicano come il sistema Iqos produca un aerosol con livelli sostanzialmente inferiori di sostanze nocive e potenzialmente nocive rispetto al fumo di sigaretta. Sebbene Iqos non sia privo di rischi e fornisca nicotina, sostanza che crea dipendenza, un numero crescente di dati basati su esperienze reali – provenienti da mercati come il Giappone – indica che la disponibilità dei prodotti a tabacco riscaldato è stata associata a riduzioni significative del consumo di sigarette convenzionali”, assicura l’azienda.
“I prodotti a tabacco riscaldato, come Iqos, riscaldano il tabacco senza bruciarlo, riducendo in modo significativo la formazione delle sostanze chimiche dannose generate dalla combustione, offrendo al contempo il gusto reale del tabacco. Il rinnovo dell’autorizzazione riguarda i seguenti prodotti: Sistema Iqos 2.4 – Holder e Charger; Sistema Iqos 3.0 – Holder e Charger; Heets: Amber, Green Menthol, Blue Menthol”. L’azienda assicura di essere “impegnata a offrire alternative migliori rispetto ai prodotti del tabacco tradizionali ai 45 milioni di consumatori statunitensi di nicotina in età legale – circa 25 milioni dei quali fumano ancora sigarette, di gran lunga il modo più dannoso di consumare nicotina”. E ricorda che “dal 2008, Pmi ha investito oltre 16 miliardi di dollari a livello globale per sviluppare, sostanziare scientificamente e commercializzare prodotti innovativi senza combustione destinati agli adulti che altrimenti continuerebbero a fumare, con l’obiettivo di porre fine completamente alla vendita di sigarette”. Pmi “è entrata per la prima volta nel mercato statunitense nel 2022, a seguito dell’acquisizione di Swedish Match – leader nei prodotti con nicotina per uso orale – creando un leader globale nella categoria dei prodotti senza combustione. L’ambizione di Pmi è che tutti gli adulti che altrimenti continuerebbero a fumare abbandonino definitivamente le sigarette, smettendo del tutto o passando completamente il prima possibile a prodotti senza combustione scientificamente sostanziati. Le politiche e le decisioni regolatorie possono accelerare in modo sostanziale la velocità e l’entità di questo cambiamento storico”.

(Adnkronos) - Una selezione delle novità in libreria: tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos.
Arriva in libreria con Mondadori 'Pane e cannoni', l'ultimo saggio del giornalista e scrittore Federico Rampini. Per trent’anni abbiamo creduto di vivere nell’era della globalizzazione: mercati aperti, catene produttive planetarie, cooperazione economica destinata a rendere la guerra sempre meno probabile. Quell’illusione- spiega Rampini - è finita. Oggi l’economia parla il linguaggio delle strategie militari, e al tempo stesso la guerra torna a essere più 'normale'. Le nazioni combattono sempre con i missili e le portaerei, ma anche con dazi e sanzioni, il controllo di tecnologie strategiche, il dominio su risorse energetiche e materie prime critiche. Le catene di approvvigionamento diventano strumenti di pressione geopolitica. Le aziende private sono arruolate nella competizione tra potenze. I generali entrano nei consigli d’amministrazione e i governi tornano a fare politica industriale per difendere la sicurezza nazionale. È la nuova epoca della geoeconomia, dove commercio, tecnologia, finanza e potenza militare si fondono in un unico campo di battaglia. In questo libro Federico Rampini racconta come siamo arrivati a questa svolta storica e cosa significa per il futuro dell’Occidente.
Spiega le nuove dimensioni della rivalità tra Stati Uniti e Cina, destinata a dominare il XXI secolo; perché la Russia resta una minaccia strategica; perché la corsa alle tecnologie decisive – intelligenza artificiale, energia, semiconduttori – determinerà i nuovi equilibri di potere e come è entrato in crisi il modello europeo, un continente che per decenni ha potuto permettersi il lusso del pacifismo perché altri garantivano la sua sicurezza. La storia non ha mai smesso di essere governata dai rapporti di forza. Oggi lo scopriamo di nuovo, mentre le guerre divampano, la capacità militare riemerge come ultima garanzia della libertà, e la sua assenza può risultare fatale. Perché, nel mondo che sta nascendo, pane e cannoni tornano a essere inseparabili: la prosperità economica e la sicurezza nazionale sono ormai due facce della stessa realtà. E ignorarlo è il più pericoloso degli errori.
Rizzoli manda sugli scaffali 'Il coltello della memoria' di Franco Currò. “Conveniva a tutti” sta scritto nel biglietto di addio che viene ritrovato accanto al cadavere di Alberto Novelli, nel salotto del suo appartamento in Porta Venezia. Un colpo di pistola alla tempia. La polizia non ha dubbi: il critico cinematografico – un tempo celebre ma ormai dimenticato dai vecchi compagni di militanza del Sessantotto – si è ucciso. Incuriosito e insieme attratto dal messaggio, il vicecommissario Peppuccio Loporto si appassiona alla storia di Novelli, nella quale rivede le promesse mancate della propria giovinezza.
E accanto a lui Pietro, il figlio di Alberto, da sempre un estraneo per quel padre che non aveva mai accettato di fare il padre. Ora Pietro è costretto ad affrontare ciò che ha sempre evitato: l’enigma di chi fosse davvero Alberto Novelli e della sua eredità politica e intellettuale, in grado di far tornare a galla ideali traditi e segreti che nessuno ha interesse a riesumare. Sullo sfondo di una Milano che cambia volto a ogni pagina, l’indagine diventa per Pietro un sofferto viaggio alla scoperta di sé, della sua rinuncia ad amare e di una generazione che ha creduto di cambiare il mondo ma che ancora oggi fatica a fare i conti con la storia. Ironico e disincantato, 'Il coltello della memoria' è un romanzo sorprendente per la sua capacità di illuminare una stagione controversa e vitale del nostro passato. Che continua a pesare sul nostro presente, forse più di quanto non immaginiamo.
Uscirà in libreria dal 28 aprile il nuovo romanzo della serie di Kostas Charitos firmato dallo scrittore Petros Markaris: un noir teso e contemporaneo, dove l’indagine criminale si intreccia a una società sull’orlo della frattura e in cui ogni delitto è il sintomo di una malattia più profonda. In una Atene lacerata dall’emergenza abitativa, dove gli affitti divorano vite e la città si spacca tra chi una casa non può più permettersela e chi non l’ha mai avuta, un suicidio apre una crepa inquietante. Due ex coniugi, costretti a condividere lo stesso appartamento perché è per loro impossibile pagare due affitti, scelgono la morte come ultimo avvertimento. Charitos lo capisce subito. Non è un crimine, ma è un segnale.
Mentre la tensione cresce tra affittuari, senzatetto, migranti e gruppi anarchici, un omicidio aggrava la situazione: Gheràsimos Fakìs, dirigente di un’importante impresa immobiliare, viene ucciso nella sua auto all’interno del parcheggio del complesso residenziale nel quale viveva. Proprio quei palazzi che aveva contribuito a costruire sono al centro della bufera da quando un gruppo di senzatetto ha deciso di accamparsi nel vicino parco dell’Ellinikòn, per protestare contro la gentrificazione che ha alzato in modo insostenibile gli affitti nella zona.
Il direttore della polizia dell’Attica Kostas Charitos, insieme alla commissaria Antigone della squadra omicidi, si muove in un’indagine fatta di dettagli minimi, sospetti silenziosi e indizi che emergono nei luoghi meno attesi. Ogni pista sembra portare a una verità, finché un’esplosione all’alba, una cucina distrutta e una vittima innocente rimettono, ancora una volta, tutto in discussione.
Che cosa succede alla democrazia italiana? I sintomi di un declino ci sono ma riguardano anche molti altri Paesi occidentali: il sistema pensionistico è al palo, quello sanitario in grande difficoltà, permangono le disuguaglianze tra Nord e Sud, cresce la complessità e la scarsa trasparenza dei molti enti pubblici, la giustizia ha tempi lunghi e troppi imputati in attesa di giudizio, l’istruzione registra un elevato tasso di abbandono scolastico e pochi laureati. Il giurista Sabino Cassese in 'Come si misura una democrazia', in libreria con Solferino, analizza i grandi problemi nazionali, partendo da casi concreti, numeri e statistiche per arrivare alle possibili soluzioni, suggerendo di misurare il malessere, comparare la situazione italiana con quella di altri Paesi ed evitare impressionismo e pressapochismo.
Il suo è un viaggio nella democrazia ricco e articolato, che racconta un Paese attraversato da crisi istituzionali, scorciatoie populiste e rimozioni collettive. Senza catastrofismi, ma con la precisione e la chiarezza di chi conosce dall’interno la macchina dello Stato, ci offre un messaggio chiaro: l’Italia ha buone istituzioni, ma ha bisogno di un’amministrazione più efficiente, di una governance più equilibrata e di investimenti strategici. Perché ridare autorevolezza allo Stato è la strada maestra per far crescere il Paese.
Sellerio manda in libreria 'Persa e mai ritrovata' di Simon Mason. Una magnifica Rolls-Royce Phantom accartocciata contro l’ingresso di un parcheggio in una sordida stradina di Oxford è l’ultima traccia di Zara Fanshawe insieme al criptico messaggio da lei lasciato al centralino della polizia: "Sempre persa e mai ritrovata". La donna è una celebrità da rotocalco, di famiglia aristocratica, ex moglie di un miliardario, ex tossicodipendente, protagonista di clamorosi incidenti mondani. Mentre giornalisti in cerca di scoop entrano in fibrillazione, sono chiamati a occuparsi del caso i due investigatori Ryan e Ray: che cosa ci faceva Zara in quella zona malfamata? Che cosa le era accaduto? Quando viene ritrovata con il collo spezzato in una delle sue lussuosissime case, si pensa a una drammatica ricaduta nella droga. Ma gli indizi si fanno presto molteplici, le piste si sovrappongono, i ruoli si ribaltano: forse Zara era alla ricerca di qualcuno, o da qualcuno stava scappando.
I due detective incaricati sono opposti in tutto, Ray è un bel giovane appartenente alla buona borghesia nera con ambizioni di carriera, Ryan è un ragazzaccio cresciuto in un camper di bianchi poveri, troppo disobbediente e maleducato per piacere ai superiori. Però è Ryan a condurre l’inchiesta, la sorte di Zara lo ha smosso dentro ed è cresciuta in lui la convinzione che tra i diversi individui coinvolti qualcosa di sconvolgente fosse accaduto nel passato, un elemento che possa ricomporre le varie immagini in un unico quadro. 'Persa e mai ritrovata' è un giallo che si muove tra le pieghe di una Oxford abitata da senzatetto e miliardari, poliziotti rampanti e attori falliti, giovani amanti e vecchie prostitute. Un romanzo dalla scrittura brillante e disincantata, dove l’indagine sul campo si intreccia alla scoperta deduttiva illuminante.
E' in libreria con Marsilio 'Controrivoluzione', il saggio di Giovanni Orsina. Un’insurrezione politica sconvolge le democrazie. La chiamiamo 'populismo' e ne parliamo ogni giorno, ma non potremo mai capirla se non comprendiamo l’ordine impolitico e rivoluzionario contro cui si ribella. Quell’ordine inseguiva un sogno: conciliare in un equilibrio perfetto libertà individuale e solidarietà sociale, reti globali e differenze locali, sviluppo economico e tutela ambientale. Che cos’è andato storto? Ripercorrendo le metamorfosi della democrazia negli ultimi sessant’anni, Orsina mette a nudo le contraddizioni del nostro tempo: come una rivoluzione nata liberale sia divenuta sempre più moralista, come un ordine che voleva emancipare gli individui ne abbia dimenticato i bisogni quotidiani.
E come abbia preso forma, infine, un’aspra reazione di rigetto nel nome della concretezza e della vicinanza. Il desiderio urgente di rifugiarsi in una comunità che si fondi su ciò che resta della tradizione, per chi reagisce da destra, o in una comunità nuova che realizzi la democrazia autentica, per chi lo fa da sinistra. "Le definizioni del populismo - scrive Orsina - paiono descrivere qualcosa di totalmente altro dal liberalismo. Solo scavando più a fondo ci si rende conto di quanto 'l’altro' tenda a diventare 'lo stesso', di quanto la rivolta s’immedesimi nell’ordine contro cui si scaglia, e viceversa. In questo gioco di specchi rinasce la politica, ma disfunzionale. Perché ciascuno dei contendenti ha in seno pulsioni antipolitiche e rifiuta di riconoscere legittimità all’antagonista. Ma anche perché sono venute meno le condizioni che consentono di agire nello spazio pubblico in una forma strutturata, significativa e duratura. Resiste ancora la nazione, pur molto indebolita, e spinge l’insurrezione verso destra". Giovanni Orsina (Roma, 1967) è professore di storia contemporanea e direttore della School of Government all’Università Luiss Guido Carli di Roma. Editorialista della 'Stampa', autore di numerosi volumi, con Marsilio ha pubblicato 'L’alternativa liberale. Malagodi e l’opposizione al centrosinistra' (2010) e 'La democrazia del 'narcisismo. Breve storia dell’antipolitica' (2018).
La casa editrice Laterza pubblica 'La nuova logica del dominio' di Paolo Benanti. Se un tempo il potere era un’entità visibile, incarnata in monarchi, Stati o istituzioni, oggi si presenta come una forza disincarnata e onnipresente. Non risiede in un palazzo, ma in una rete, in un algoritmo, in un’infrastruttura di dati che attraversa i confini nazionali e invade la sfera privata. È il potere computazionale. È capace di modellare le nostre opinioni, le nostre abitudini e persino la nostra identità. Non si impone con la forza o la legge, ma attraverso la persuasione, la predizione e il controllo. Ci sfida a ridefinire concetti come libertà, giustizia e democrazia perché i dati sono la nuova moneta e gli algoritmi i nuovi legislatori. Non appartiene a un solo attore, ma è frammentato tra le grandi aziende tecnologiche, i governi e gli individui che lo usano per scopi diversi. Come possiamo assicurarci che sia usato per il bene collettivo e non per gli interessi di pochi? Di fronte a un potere così vasto e pervasivo, l’etica della tecnologia non è un semplice accessorio, un’appendice morale da aggiungere a posteriori, ma la condizione necessaria per garantire la coesistenza democratica e la giustizia sociale. Paolo Benanti affronta con grande chiarezza e organicità questi temi scrivendo un libro per capire il nuovo, e sempre mutevole, volto del potere.
"Una rivoluzione silenziosa - scrive l'autore - ma profonda sta rimodellando ogni aspetto della nostra esistenza: è la rivoluzione del potere computazionale. Non si tratta di scenari fantascientifici, bensì di una trasformazione quotidiana che pervade le nostre abitudini e altera la trama stessa della vita di tutti i giorni: una trasformazione digitale e computazionale del nostro vivere. Questa metamorfosi è così pervasiva da spingerci non solo a adattare il mondo, ma anche la nostra stessa rappresentazione della realtà, al modo in cui funzionano le tecnologie basate sulla computazione. L’impatto di questa tecnologia è tale che essa non lascia le cose come stanno, bensì cambia, in una maniera nuova e legata al software, la natura degli oggetti, crea nuove forme di agenti, plasma delle abitudini, delle aspettative e delle istituzioni inedite, sovvertendo l’ordine esistente senza necessariamente crearne uno nuovo".
Per quasi un secolo abbiamo potuto dimenticare la guerra, o perlomeno considerarla come qualcosa che ci riguardava più sul piano etico che su quello concreto. Per quasi un secolo abbiamo creduto che le dittature fossero un monito sui libri di scuola o spettri confinati in mondi lontani. E invece oggi siamo qui, in un mondo che brucia ed è nuovamente dominato da logiche imperiali. E' da queste premesse che Vittorio Emanuele Parsi inizia il suo saggio 'Contro gli imperi', in libreria con Bompiani dal 22 aprile. Che Russia e Cina si muovessero in questa direzione era chiaro da tempo: la vera novità, dirompente e inattesa, sono gli Stati Uniti di Trump, che hanno sconvolto dall’interno l’ordine liberale internazionale che per primi avevano contribuito a costruire. Se noi abbiamo potuto vivere la nostra durevole pace è anche perché c’erano loro a garantirla, ma ora il primo ministro canadese lo ha detto con parole nette: quella in atto “non è una transizione, è una rottura”. Attingendo alla potente metafora del “modello di Schweller” queste pagine ci raccontano come la superpotenza americana abbia abbandonato il ruolo del leone che veglia sulla foresta per tornare a vestire quello di lupo affamato in un mondo popolato di altri lupi e di sciacalli pronti a seguirli. In questo scenario, qual è il ruolo degli agnelli che ancora credono nella democrazia?
Vittorio Emanuele Parsi ce lo spiega con lucidità e senza sconti, indicando con altrettanta chiarezza a quale conseguenza andremo incontro se non sapremo reagire: la servitù. Questo libro non vuole essere un requiem per le nostre democrazie. Piuttosto, Parsi ci indica cosa possiamo fare per difendere la libertà che abbiamo ereditato dai nostri genitori e dai nostri nonni. La strada esiste. Ma richiede coraggio, onestà, e la capacità di perseguire una via difficile: quella di essere pacifici, ma non imbelli. Quella di rinunciare alla nostalgia e perseguire una strategia nuova, fatta di forza e di fierezza ma anche di capacità di cooperare per difendere lo spazio felice della nostra libertà.
Esausta e bisognosa di solitudine, una donna di mezza età abbandona il marito, gli affetti e il lavoro in una fondazione animalista senza avvertire nessuno. Fugge da Sydney per riavvicinarsi ai luoghi in cui è cresciuta e si rifugia in un piccolo convento di suore cattoliche nascosto nelle aride pianure dell’Australia rurale. E' da qui che inizia 'Devozione', il romanzo di Charlotte Wood in libreria con Fazi. Non crede in Dio, non sa cosa sia la preghiera e si ritrova a vivere questa strana esistenza solitaria quasi per caso. Nonostante ciò, il suo bisogno di pace e la sua ricerca di qualcosa di più grande che non sa ben definire la portano a scegliere di condurre proprio questa vita. Le giornate assumono una cadenza lenta, scandite da piccoli rituali e gesti ripetuti. Mentre il tempo si dilata, gli avvenimenti del passato si riaffacciano alla memoria: fatti vissuti e rimasti incompresi che, finalmente, si dischiudono.
Mossa dalla strenua ricerca di un miglioramento personale e dall’ambizione di diventare una persona buona, la donna si troverà però a dover affrontare una serie di eventi sconvolgenti che minaccia di interrompere la sua ritrovata quiete. Accolto dalla critica internazionale in maniera entusiastica, finalista al Booker Prize, tra i migliori dieci libri dell’anno per 'The New York Times' e 'The Washington Post', 'Devozione' è un romanzo che scorre calmo come la superficie di un fiume, ma che del fiume possiede la profondità, le correnti e i vortici. Intenso e commovente, è il libro fondamentale di una scrittrice di rara potenza, che si domanda cosa significhi ritirarsi dal mondo e quale sia l’effetto prolungato del dolore sull’animo umano.
Australiana, Charlotte Wood è autrice di tre saggi e sette romanzi, tra cui Il weekend. I suoi articoli sono apparsi, tra gli altri, su 'The New York Times', 'The Guardian', 'Literary Hub', 'The Sydney Morning Herald' e 'The Saturday Paper'. 'Devozione', il suo ultimo romanzo, pubblicato in Australia e Gran Bretagna nel 2024 e negli Stati Uniti nel 2025, è in fase di pubblicazione in dodici paesi. Vive a Sydney con il marito.

(Adnkronos) - Chiede chiarimenti sui compiti e la docente le taglia una ciocca di capelli davanti alla classe. È quanto sarebbe accaduto in una terza media di Mestre, in provincia di Venezia. L'episodio - nella scuola Bellini, sezione staccata dalla statale Lazzaro Spallanzani - ha suscitato la preoccupazione dei genitori che, come riporta il gazzettino, hanno protestato.
Secondo quanto ricostruito, la supplente di italiano avrebbe assegnato agli alunni un riassunto da fare per casa. E alla domanda su quanto dovesse lungo, la professoressa avrebbe estratto un paio di forbici per tagliare, all'interpellante e un'altra compagna di classe, una ciocca di capelli lunga dieci centimetri.
L'episodio ha lasciato sotto choc, oltre le due bambine, anche l'intera classe della scuola, che hanno poi raccontato quanto accaduto ai genitori.
La stessa insegnante avrebbe confermato alla preside della scuola l’episodio, ammettendo da un lato di "aver esagerato", ma aggiungendo di aver agito in questo modo "per mettersi al livello dei ragazzi e per farsi comprendere meglio". I genitori stanno protestando e la docente rischia di perdere l'incarico e di ricevere sanzioni disciplinari.

(Adnkronos) - Flavio Cobolli vola in finale nel torneo Atp di Monaco. L'azzurro, testa di serie numero 4, in semifinale batte il tedesco Alex Zverev, testa di serie numero 1, per 6-3, 6-3 oggi 18 aprile. Cobolli attende in finale il vincente della seconda semifinale tra lo statunitense Ben Shelton, numero 2 del tabellone, e lo slovacco Alex Molcan. Cobolli va a caccia del quarto titolo della carriera e del secondo stagionale dopo quello vinto a Acapulco.

(Adnkronos) - Un giovane di nazionalità cinese è precipitato da una finestra al secondo piano di una palazzina in via Zipoli a Prato. Sul posto, venerdì 17 aprile, sono intervenute numerose pattuglie delle forze dell’ordine e i sanitari del 118. Le condizioni del giovane sono apparse immediatamente critiche. I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimarlo prima del trasporto d’urgenza all’ospedale Santo Stefano, dove è deceduto poco dopo a causa dei gravi traumi riportati nell’impatto, in particolare a livello cranico e toracico.
Sulla vicenda resta il massimo riserbo da parte degli investigatori, che stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. In una prima fase si era ipotizzato un gesto volontario, anche perché la vittima è stata trovata senza documenti. Con il proseguire degli accertamenti, tuttavia, è emersa una possibile pista legata al traffico di sostanze stupefacenti: nel corpo del giovane sarebbero stati rinvenuti numerosi ovuli contenenti droga (sembra 97), uno dei quali si sarebbe danneggiato in seguito alla caduta.
Gli inquirenti stanno valutando tutte le ipotesi, compresa quella che il giovane possa essere stato coinvolto come corriere e che la caduta non sia stata accidentale o volontaria. Non si esclude la presenza di altre persone nell’appartamento da cui è precipitato. La Procura ha avviato un’indagine per fare piena luce sull’accaduto.

(Adnkronos) - Gianni Morandi e Tredici Pietro di nuovo insieme. Ieri alla data milanese - all'Unipol Forum - del tour del cantautore italiano è salito a sorpresa sul palco il figlio Pietro Morandi, in arte Tredici Pietro. Un momento padre-figlio che ha ricordato il duetto sul palco del Festival di Sanremo 2026 quando, al contrario, era stato Tredici Pietro a 'ospitare' sul palco l'eterno ragazzo.
E Morandi ha voluto restituire il gesto, invitando il figlio sul palco di uno dei palazzetti più importanti di Italia. Insieme hanno duettato sulle note di 'Vita', il brano che ormai funziona come una sorta di ponte tra le due generazioni, tra i loro mondi musicali. Dopo, Morandi ha dato la possibilità al figlio di intonare 'Uomo che cade', il brano con cui ha gareggiato alla kermesse canora. E lo ha fatto indietreggiando, lasciandolo da solo davanti a un pubblico enorme.
Con gli occhi lucidi, Morandi ha detto: "Ti guardavo e pensavo sei fortunato, perché prima di portarmi all'ospizio - a metà tra ironia e commozione - abbiamo cantato insieme sul palco del Forum". "Grazie papà, signor Morandi", ha aggiunto Tredici Pietro abbracciandolo.

(Adnkronos) - Donare il corpo alla scienza dopo la morte: lo ha fatto Nicole Panarelli, 14enne morta per un tumore aggressivo (il glioma pontino intrinseco diffuso o Dipg), il cui "atto d'amore assoluto" è stato raccontato dalla mamma Antonietta Cimino in una lettera pubblicata sul 'Corriere della Sera'.
"In un mondo che spesso volta lo sguardo davanti al dolore dei bambini - scrive la madre - una ragazzina di 14 anni ha scelto di offrire se stessa affinché altri, dopo di lei, possano avere una speranza che a lei è stata negata. E' un gesto di un'elevatezza civile e umana che appartiene all'Italia e non può restare nel silenzio. Il glioma pontino intrinseco diffuso è un nemico quasi invisibile per i grandi media, ma Nicole l'ha guardato in faccia e ha deciso di consegnare ai medici l'unica 'arma' rimasta: la conoscenza che il suo corpo può offrire per trovare una cura".
Ma che cos'è il cancro che ha stroncato la vita di Nicole? Il glioma diffuso intrinseco del ponte (dall'acronimo inglese Diffuse Intrisic Pontine Glioma, Dipg) - spiega un focus dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma - è un tumore tipico dell'età pediatrica: in Italia ogni anno vengono diagnosticati all'incirca 25-30 casi, con un picco di incidenza tra i 5 e i 10 anni; rari casi vengono diagnosticati nei bambini di età inferiore ai 3 anni o negli adulti. Il Dipg è una neoplasia che deriva dalle cellule della glia, il tessuto che sostiene e fornisce nutrimento alle cellule del sistema nervoso centrale. Si tratta di una malattia molto aggressiva che coinvolge in più del 50% dei casi il tronco encefalico, la parte del sistema nervoso centrale che sta alla base del cervello e che lo collega al midollo spinale. Più esattamente il Dipg colpisce una regione del tronco encefalico, il ponte, dove risiedono i centri di regolazione di funzioni vitali per l'organismo, come il respiro e l'attività cardiaca. La caratteristica principale di questo tumore è l'infiltrazione delle strutture in cui si sviluppa; questa caratteristica, associata alla sede particolare, rende questo tumore non asportabile chirurgicamente.
Il glioma pontino intrinseco diffuso si presenta solitamente con: una storia recente di alterazioni dell'equilibrio; difficoltà nel movimento di una metà del corpo; strabismo; paralisi dei muscoli della faccia; disturbi nel movimento degli occhi, con visione doppia; difficoltà nella deglutizione. Questi ultimi sintomi - chiariscono gli esperti dell'Irccs della Santa Sede - dipendono dal coinvolgimento dei nervi cranici, che originano proprio nel ponte o nelle zone vicine. Raramente i bambini possono presentare sintomi più aspecifici come cefalea, nausea e vomito. La diagnosi avviene comunque per via radiologica, attraverso un esame di risonanza magnetica con mezzo di contrasto dell'encefalo, il sistema nervoso centrale contenuto nel cranio. Alla risonanza il Dipg ha un aspetto caratteristico ed esistono specifici criteri internazionalmente riconosciuti per la diagnosi in risonanza magnetica. Il prelievo (biopsia) della lesione è riservato ai casi dubbi alla risonanza.
La terapia del Dipg rappresenta una sfida ancora aperta nel campo dell'oncologia pediatrica, si legge nella scheda del Bambino Gesù, aggiornata al 2021, che descrive una prognosi infausta: meno del 10% dei bambini affetti sopravvive a 2 anni dalla diagnosi e la sopravvivenza globale è attorno al 2% a 5 anni. Negli ultimi anni qualche luce sembra essersi accesa. Nel 2025 l'Agenzia italiana del farmaco Aifa ha approvato una nuova combinazione terapeutica per i gliomi diffusi della linea mediana, tra cui il glioma diffuso intrinseco del ponte. Il protocollo autorizzato, rimborsato dal Servizio sanitario nazionale, prevede la somministrazione concomitante dell'anticoropo monoclonale nimotuzumab e del chemioterapico vinorelbina durante la radioterapia. Il mix è stato sviluppato presso l'Irccs Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, che ha riportato un aumento della sopravvivenza mediana da 10 a 14,5 mesi e ha riferito di un piccolo gruppo di bimbi che si possono considerare guariti. Tra i filoni di ricerca contro il Dipg, sono in corso anche studi internazionali che valutano l'immunoterapia con cellule Car-T.
E' unLa scelta della ragazza è possibile in Italia "in seguito all'approvazione della legge 10/2020, conosciuta anche come 'legge Sileri', e al successivo decreto attuativo (Dpr 10 aprile 2023, n. 47) che ha dettagliato requisiti e procedure per la donazione post mortem del corpo e dei tessuti". Nei primi 3 anni "sono oltre 50 i corpi pervenuti ai 10 centri di riferimento presenti in 7 regioni italiane, segno che il percorso è ormai avviato". Tuttavia "restano ancora tabù, dubbi e reticenze da superare, spesso legati a una scarsa consapevolezza", nonché 'paletti' nell'organizzazione del dono. Questo è il quadro tracciato nel giugno scorso durante il convegno pubblico 'Donazione di corpo post-mortem: quando la generosità si fa scienza', organizzato a Sesto San Giovanni nell'hinterland milanese dall'Irccs MultiMedica, con il patrocinio dell'università Statale di Milano e di Siai (Società italiana di anatomia e istologia). Sul tema serve "creare una vera cultura in tutto il Paese", spiegavano gli esperti. E "affinché l'attuale normativa possa essere applicata in modo più omogeneo" lungo la Penisola, "occorre superare gli ostacoli organizzativi ancora presenti, formare il personale sanitario e rafforzare il coordinamento tra i centri e le Asl, che hanno il compito di ricevere e registrare le disposizioni di volontà".
L'evento meneghino riuniva per la prima volta i 10 centri italiani riconosciuti dal ministero della Salute per la conservazione e l'impiego etico dei corpi dei defunti a fini di studio, formazione e ricerca scientifica, pochi giorni dopo l'avvio della campagna di sensibilizzazione nazionale 'Da parte mia' (www.dapartemia.it), finanziata dal ministero della Salute e affidata alla Regione Emilia Romagna, in collaborazione con l'università di Bologna. "Dal numero di richieste che riceviamo da parte dei cittadini notiamo che la sensibilità riguardo al tema sta aumentando - ha affermato in quell'occasione Giorgio Pajardi, direttore scientifico del Centro di riferimento per la conservazione e l'utilizzo dei corpi dei defunti dell'Irccs MultiMedica, ordinario di Chirurgia plastica e ricostruttiva in UniMi - In MultiMedica siamo passati da 6 manifestazioni di interesse pervenute nel periodo 2020-2024 a 13 nel 2024 e a 16 nei primi 6 mesi del 2025", ha riferito, auspicando la messa in campo di "un impegno condiviso e multidisciplinare, per promuovere la conoscenza e l'applicazione della normativa".
La manifestazione del consenso - hanno ricordato in occasione del summit milanese gli esperti dei 10 centri di riferimento distribuiti tra Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Molise e Sardegna - avviene tramite una dichiarazione scritta, che può essere un atto notarile o una scrittura privata semplice, da autenticare presso il Comune dove si risiede e da consegnare poi all'azienda sanitaria di appartenenza. Occorre indicare un fiduciario, il cui compito sarà tutelare la scelta del donatore dopo il decesso. Una volta impiegate per scopi scientifici o didattici, le spoglie verranno restituite dal centro alla famiglia in condizioni dignitose, entro 12 mesi.
Queste le strutture autorizzate alla conservazione e all'impiego dei corpi dei defunti a scopo di ricerca: Cadaver Lab - Irccs MultiMedica, Milano; Cadaver Lab - Irccs ospedale San Raffaele Gruppo San Donato, Milano; Settorato Anatomico dell'università degli Studi di Brescia; Istituto di Anatomia umana dell'università degli Studi di Padova; Centro di Anatomia dell'università di Bologna; Azienda Usl Toscana Nord Ovest - Struttura Uoc Medicina legale di Lucca; Tanatocentrum dell'università degli Studi di Firenze; Uos Coordinamento delle attività di settorato della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma; Cadaver Lab - Irccs Istituto neurologico mediterraneo Neuromed di Pozzilli (Isernia); Azienda ospedaliero universitaria di Sassari.

(Adnkronos) - L'82% degli italiani ritiene che la tregua in Iran non reggerà, contro il 18% che si dice convinto del contrario. E' quanto emerge da un sondaggio condotto dall'Istituto Piepoli il 13 aprile scorso su un campione di 500 maggiorenni. La stessa rilevazione indica che il 63% degli interpellati non ha alcuna fiducia nel presidente americano, il 17% ne ha poca, l'8% abbastanza e solo il 5% ne ha molta. Il 7% degli intervistati invece ha detto di non avere alcuna opinione.
Il 22% degli italiani sarebbe molto favorevole ad uno stop alle sanzioni alla Russia per gas e petrolio, stando a quanto emerge dal sondaggio. Il 30% sarebbe abbastanza favorevole, il 18% poco, il 18% per nulla, mentre il 12% non ha un'opinione. Dalla rilevazione condotta il 13 aprile scorso emerge anche che tra il 30% di abbastanza favorevoli allo stop alle sanzioni il 63% è fra gli elettori di centrodestra (67% Fdi, 60% Fi e 47% Lega), il 35% di centrosinistra e il 63% del M5S.
Il 43% degli italiani definisce positiva la notizia della sconfitta del premier ungherese Viktor Orban alle elezioni del 12 aprile scorso. Il 35% ha detto di non avere avuto una reazione né positiva né negativa, il 12% negativa, mentre il 10% non sa. Fra il 43% che ha avuto una reazione positiva, il 32% è tra gli elettori del centrodestra, il 74% tra quelli di centrosinistra e il 46% tra quelli del M5S. Fra gli interpellati che non hanno indicato alcuna reazione, il 49% è tra gli elettori di centrodestra, il 15% tra quelli di centrosinistra e il 38% del M5S.
Silvia Salis leader del campo largo per il 56% degli elettori del Campo largo, rivela il sondaggio dell'Istituto Piepoli, dal quale risulta anche che l'ok alla sindaca di Genova ottiene come valore un 62 dal centrosinistra e un 41 dal M5S. Il no a Salis leader si ferma al 44% (38 dal Csx e 59 dal M5S). Agli elettori del Campo largo è stato anche chiesto se preferirebbero le primarie o direttamente l'investitura di Salis come leader: il 53% ha indicato le primarie (55 dal Csx e 52 dal M5S), mentre il 30% preferirebbe direttamente Salis leader (33 dal Csx e 25 dal M5S). Non sa il 17%.
(di Antonella Brianda) Al numero 15 del quartiere Ziu Calta a
Oschiri, oggi via Cavour, le imposte delle finestre sono chiuse da
anni. Disabitata da tempo, quasi dimenticata dai più, questa casa
su due piani in uno dei rioni centrali della cittadina al confine
tra la Gallura e il Logudoro, è rimasta sempre nei pensieri dei
discendenti di una famiglia, i Carta, che dai primi anni del
Novecento si chiusero quel portone alle spalle e intrapresero un
lungo viaggio verso l'Argentina. È una storia di emigrati come
tante, di partenze che segnano nuovi inizi e cambiano la vita, e di
legami che restano indissolubili, anche dopo quattro generazioni,
anche se il passaporto segna ormai un'altra nazionalità, o meglio,
ne aggiunge una nuova.
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(Adnkronos) - E' di tre milioni di euro il bottino della rapina compiuta ieri sera verso le 23 nella villa dell'ex senatore della Lega Alberto Filippi, ad Arcugnano (Vicenza), la cui famiglia è stata tenuta sotto sequestro per circa un'ora. L'imprenditore vicentino è stato sorpreso alle spalle da quattro banditi armati e a volto coperto mentre rientrava a casa. Puntandogli una pistola in fronte l'hanno costretto ad aprire la porta della villa, dove all'interno c'erano la moglie con le due figlie piccole. Per circa un'ora l'intera famiglia di Filippi è stata sequestrata sotto la minaccia delle armi nella camera da letto al piano superiore della villa.
Al piano inferiore l'ex senatore, sotto la minaccia di un cacciavite, è stato costretto ad accompagnare il resto della banda a rovistare in ogni angolo della villa. I rapinatori si sono impossessati di orologi, preziosi e borse di valore. Una volta fuggiti i banditi, l'imprenditore, ancora scosso, ha recuperato un telefono per avvertire le forze dell'ordine. Le indagini sono affidate ai carabinieri. Secondo quanto raccontato da Filippi al Giornale di Vicenza la banda "non era composta da italiani".

(Adnkronos) - L'esofago di Barrett è una condizione spesso silenziosa e poco diagnosticata. A fare il punto è Gianluca Esposito, dirigente medico dell'Uoc delle Malattie dell'apparato digerente dell'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea di Roma, esperto in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva. Che cos'è l'esofago di Barrett? "L'esofago di Barrett è una complicanza, per fortuna rara, del reflusso gastroesofageo, in cui la mucosa dell'esofago distale si trasforma in tessuto simile a quello intestinale (metaplasia), causata dall'acido che risale dallo stomaco. E' considerato una condizione precancerosa", spiega Esposito. Quali sono i sintomi che dovrebbero metterci in allarme? "I sintomi più comuni sono quelli tipici del reflusso, come il bruciore al petto (pirosi retrosternale) e la sensazione di rigurgito acido che risale verso la gola. A questi - prosegue - possono aggiungersi difficoltà a deglutire (disfagia), dolore toracico non cardiaco e, in alcuni casi, sintomi atipici come tosse persistente, voce rauca o mal di gola. E' però importante ricordare che l'esofago di Barrett può non dare alcun sintomo anche in una buona parte dei casi (50-60%), rendendo più difficile sospettarlo solo sulla base dei disturbi".
"Chi soffre di reflusso da molto tempo dovrebbe prestare attenzione a eventuali cambiamenti - suggerisce lo specialista - come la sensazione che il cibo si blocchi durante il suo passaggio in esofago, il dolore mentre si mangia, una perdita di peso non spiegata o un peggioramento improvviso dei sintomi. Anche la comparsa di vomito, anemia o segnali di sanguinamento digestivo, come feci scure, rappresenta un campanello d'allarme che necessitano l’esecuzione di una gastroscopia". Chi rischia di più di sviluppare questa patologia? "Alcune persone hanno una probabilità maggiore di sviluppare questa condizione. Gli uomini sono più colpiti rispetto alle donne e il rischio tende ad aumentare con l'età, soprattutto dopo i cinquant'anni. Anche chi soffre di sintomi da reflusso da molti anni, chi è in sovrappeso o fuma e chi ha familiari con esofago di Barrett o tumore dell'esofago presenta una maggiore predisposizione", evidenzia Esposito.
Perché è considerata una condizione pericolosa? "L’esofago di Barrett è una condizione seria perché può rappresentare una fase iniziale nel percorso che porta allo sviluppo di un tumore dell'esofago - avverte l'esperto - Le cellule, continuamente esposte all'acido, cambiano nel tempo e diventano più simili a quelle intestinali (metaplasia), con una maggiore probabilità di trasformarsi in cellule tumorali (prima displasia e poi neoplasia). Il problema è che questa evoluzione può avvenire lentamente e senza segnali evidenti, motivo per cui il monitoraggio è fondamentale per individuare eventuali cambiamenti nelle fasi iniziali e trattarli".
Come avviene la diagnosi di esofato di Barrett? "La conferma richiede un percorso diagnostico specifico. Prima di tutto - illustra Esposito - si esegue la gastroscopia di qualità con cromoendoscopia. Attraverso un endoscopio (un tubicino flessibile con telecamera), il medico osserva direttamente la mucosa esofagea. Durante l'esame si cerca un cambiamento nel colore e nell'aspetto della mucosa: quella normale è rosa pallido, mentre quella di Barrett appare di colore salmone o rosso-arancio. Nel corso della gastroscopia, in caso di sospetto di Esofago di Barrett, vengono eseguite delle biopsie multiple specifiche secondo un protocollo ben definito. Si prelevano piccoli campioni di tessuto e successivamente si effettua l’esame istologico. La cromoendoscopia virtuale ed eventualmente anche l'utilizzo dell'acido acetico permettono di evidenziare aree sospette di trasformazione dove eventualmente effettuare biopsie target".
Quali sono le cure disponibili oggi? "La terapia dipende dalla presenza o meno di displasia o neoplasia - precisa lo specialista - Nei pazienti con esofago di Barrett senza displasia si utilizzano farmaci che riducono l'acidità dello stomaco (inibitori di pompa protonica), così da limitare il reflusso acido, associati a cambiamenti nello stile di vita, come perdere peso, smettere di fumare ed evitare di sdraiarsi subito dopo i pasti. Quando sono presenti displasia (alterazione delle cellule) o in casi selezionati di forme tumorali molto iniziali, si può intervenire con tecniche endoscopiche avanzate, come ablazione o resezione, evitando interventi più invasivi. Come già detto, è indispensabile una sorveglianza periodica con controlli che per esempio al Sant'Andrea siamo in grado di garantire. Non sono molti i casi che ci capitano nel corso di un anno. Sicuramente, quando il paziente arriva in ospedale lamenta i sintomi già da diversi mesi. Questo perché la diagnosi di questa malattia richiede esperienza e un occhio clinico particolarmente attento".

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(Adnkronos) - Omicidio a Torre Canne, nel comune di Fasano, nel brindisino: vittima un 41enne, ucciso nell'abitazione dove si trovava ai domiciliari per reati in materia di sostanze stupefacenti. I carabinieri della compagnia di Fasano e del Nucleo Investigativo di Brindisi hanno arrestato un uomo di 40 anni, ritenuto responsabile del delitto.
Secondo una prima ricostruzione, tra i due uomini sarebbe scoppiata una violenta lite, sfociata in una colluttazione nel corso della quale l’aggressore avrebbe colpito ripetutamente la vittima in diverse parti del corpo con un oggetto contundente. E' stato lo stesso aggressore a contattare poi la centrale operativa dei carabinieri, ricostruiscono i militari, confessando l’omicidio.
I militari dell’Arma, arrivati immediatamente sul posto, hanno bloccato l’uomo e messo in sicurezza l’area. Sono intervenuti anche i militari del Nucleo Investigativo per i rilievi tecnici volti a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e a individuare l’arma utilizzata. L’arrestato è stato portato nella caserma della compagnia di Fasano e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

(Adnkronos) - Omicidio a Torre Canne, nel comune di Fasano, nel brindisino: vittima un 41enne, ucciso nell'abitazione dove si trovava ai domiciliari per reati in materia di sostanze stupefacenti. I carabinieri della compagnia di Fasano e del Nucleo Investigativo di Brindisi hanno arrestato un uomo di 40 anni, ritenuto responsabile del delitto.
Secondo una prima ricostruzione, tra i due uomini sarebbe scoppiata una violenta lite, sfociata in una colluttazione nel corso della quale l’aggressore avrebbe colpito ripetutamente la vittima in diverse parti del corpo con un oggetto contundente. E' stato lo stesso aggressore a contattare poi la centrale operativa dei carabinieri, ricostruiscono i militari, confessando l’omicidio.
I militari dell’Arma, arrivati immediatamente sul posto, hanno bloccato l’uomo e messo in sicurezza l’area. Sono intervenuti anche i militari del Nucleo Investigativo per i rilievi tecnici volti a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e a individuare l’arma utilizzata. L’arrestato è stato portato nella caserma della compagnia di Fasano e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

(Adnkronos) - Spiragli sulla pace in Medio Oriente? "Direttore Chiocci, ti devo comunicare che mentre venivamo qui l'Iran ha annunciato di voler chiudere di nuovo lo Stretto di Hormuz. Il quadro cambia continuamente e noi siamo al lavoro ogni minuto sulla stabilizzazione dei quadranti che si sono moltiplicati". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo all'assemblea nazionale di Federalberghi all'Eur, rivolgendosi al direttore del Tg1 Gianmarco Chiocci.
"Voglio ringraziare il ministro precedente" del Turismo Daniela "Santanchè per il lavoro che ha fatto in questi anni", ha detto la premier nel corso del suo intervento.
Il turismo "è un pezzo significativo di noi", è un "comparto che ci identifica e caratterizza e racconta al mondo cosa significa essere italiani. Il turismo promuove i nostri valori. Chi sceglie l'Italia alla fine non si limita a visitarla, entra nel nostro modo di vivere", ha sottolineato la presidente del Consiglio.
Meloni ha scherzato rivolgendosi a Bernabò Bocca, eletto per la quinta volta alla presidenza di Federalberghi: "Siamo stati molto in ansia per questa sua elezione al cardiopalma. Poi mi fai un corso di formazione".

(Adnkronos) - "Voglio ringraziare il ministro precedente" del Turismo Daniela "Santanchè per il lavoro che ha fatto in questi anni". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo all'assemblea nazionale di Federalberghi all'Eur.

(Adnkronos) - Spiragli sulla pace in Medio Oriente? "Direttore Chiocci, ti devo comunicare che mentre venivamo qui l'Iran ha annunciato di voler chiudere di nuovo lo Stretto di Hormuz. Il quadro cambia continuamente e noi siamo al lavoro ogni minuto sulla stabilizzazione dei quadranti che si sono moltiplicati". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo all'assemblea nazionale di Federalberghi all'Eur, rivolgendosi al direttore del Tg1 Gianmarco Chiocci.
La premier ha poi sottolineato che quando è scoppiata la crisi energetica se ne è "personalmente occupata", "recandomi prima in Algeria, poi nei Paesi del Golfo, a garantire che questa nazione non avesse contrazioni intanto nell'approvvigionamento delle sue risorse energetiche fondamentali. La stessa cosa che farò in Azerbaijan tra un paio di settimane".
"Siamo consapevoli che la questione energetica sia fondamentale per mettere le nostre aziende in condizione di competere ad armi pari. Noi affrontiamo la più difficile congiuntura degli ultimi anni" ma "penso che dobbiamo dimostrare di che pasta siamo fatti, perché la nostra storia parla per noi. E' nelle fasi più complicate, per paradosso, che spesso abbiamo dato il meglio di noi stessi", ha evidenziato Meloni nel suo intervento.
"Quando le cose funzionano troviamo qualcosa per cui lamentarci - ha aggiunto - quando poi non vanno più così bene, allora noi smettiamo di lamentarci, cominciamo a resistere, poi a camminare e alla fine sempre noi ci scopriamo a correre. È la nostra cifra, perché la verità è che noi siamo italiani, il punto è che accontentarci non fa parte del nostro Dna. E allora non fatelo, perché noi non lo faremo. Perché io non lo farò".
"Voglio ringraziare il ministro precedente" del Turismo Daniela "Santanchè per il lavoro che ha fatto in questi anni", ha detto la presidente del Consiglio nel corso del suo intervento all'assemblea nazionale di Federalberghi.
Il turismo "è un pezzo significativo di noi", è un "comparto che ci identifica e caratterizza e racconta al mondo cosa significa essere italiani. Il turismo promuove i nostri valori. Chi sceglie l'Italia alla fine non si limita a visitarla, entra nel nostro modo di vivere", ha osservato la premier.
Meloni ha scherzato rivolgendosi a Bernabò Bocca, eletto per la quinta volta alla presidenza di Federalberghi: "Siamo stati molto in ansia per questa sua elezione al cardiopalma. Poi mi fai un corso di formazione".
Si avvicina ai 30 anni l'edizione di Così fan tutte di Mozart con
l'ormai storica regia di Mario Martone. Ieri sera, col suo
carattere marcatamente teatrale, ha fatto il suo debutto al Lirico
di Cagliari, quarto appuntamento della stagione d'opera del teatro
guidato da Andrea Cigni.
(Adnkronos) - Il concerto di Kanye West in Polonia è stato cancellato a seguito di pressioni politiche e di forti critiche legate a una serie di dichiarazioni antisemite, razziste e filo-naziste attribuite al rapper statunitense. L’esibizione, prevista per il 19 giugno allo stadio Slesia di Chorzów e annunciata come il suo primo ritorno nel Paese dopo 15 anni, non si terrà “per ragioni formali e legali”, secondo quanto comunicato dalla struttura che avrebbe dovuto ospitare l’evento.
La decisione arriva dopo le dure parole della ministra polacca della Cultura e del Patrimonio nazionale, Marta Cienkowska, che aveva definito “inaccettabile” la scelta di ospitare West. Il governo ha inoltre evidenziato la sensibilità del contesto storico polacco, segnato dall’occupazione nazista e dallo sterminio di milioni di ebrei durante la Seconda guerra mondiale. In Polonia, la propaganda o la promozione di simboli nazisti è un reato punibile con la reclusione fino a tre anni.
Kanye West, che ora si fa chiamare Ye, è da tempo al centro di polemiche internazionali. Nel febbraio dello scorso anno aveva messo in vendita magliette con la svastica, successivamente rimosse dalla piattaforma Shopify. Alcuni mesi dopo aveva pubblicato un brano dal titolo 'Heil Hitler', in cui faceva riferimento a una presunta deriva ideologica legata a vicende personali e finanziarie. A gennaio scorso, prima dell’annuncio del suo tour europeo, il rapper aveva pubblicato un messaggio di scuse a pagamento sul 'Wall Street Journal', affermando: “Non sono un nazista né un antisemita. Amo il popolo ebraico”, aggiungendo di aver “perso il contatto con la realtà” a causa del disturbo bipolare.
La cancellazione del concerto in Polonia si inserisce in un contesto più ampio di stop e rinvii delle esibizioni europee dell’artista. Negli ultimi giorni, infatti, un live a Marsiglia, in Francia, è stato posticipato e nel Regno Unito il rapper è stato escluso dal festival Wireless dopo il blocco del visto, con la conseguente cancellazione dell’intero evento. Tra i concerti confermati, al momento, quello a Reggio Emilia previsto per il 18 luglio.

(Adnkronos) - Nella gara degli ascolti di prima serata, ieri, venerdì 17 aprile, 'Dalla Strada al Palco Special' su Rai1 la spunta per numero di telespettatori, totalizzandone 2.338.000, pari al 16.7% di share, sul 'Grande Fratello Vip', su Canale 5, che registra un pubblico di 1.968.000 spettatori e uno share del 17.3%, seguito da 'Quarto Grado' su Rete4 che ottiene 1.185.000 spettatori e il 9.4%.
Fuori dal podio troviamo 'Propaganda Live' su La7 con 893.000 spettatori e il 6.9% di share; 'Fratelli di Crozza' sul Nove con 1.071.000 spettatori e il 6.1%; Rai2 con 'Delitti in Paradiso' con 888.000 spettatori (4.9%) e 'Oltre il Paradiso' che registra 790.000 spettatori (5.6%); 'Spider-Man - Homecoming' su Italia1 con 781.000 spettatori e il 5.1%; 'Vespucci - Il Viaggio più Lungo' su Rai3 totalizza 678.000 spettatori e il 3.9%, mentre su Tv8 'MasterChef' ottiene 380.000 spettatori (2.8%).
Nell'access prime time è testa a testa tra 'La Ruota della Fortuna' su Canale 5 che totalizza 4.623.000 spettatori pari al 23.8% di share e 'Affari Tuoi' su Rai1 con 4.552.000 spettatori e il 23.4%, mentre i 'Cinque Minuti' di Bruno Vespa su Rai1 ottengono 4.084.000 spettatori e il 22.9%. Su La7 'Otto e Mezzo' conquista 1.711.000 spettatori e l'8.9%, mentre 'Un Posto al Sole' su Rai3 totalizza 1.450.000 spettatori (7.4%).
(di Stefano Ambu) Cagliari sconfitto dopo un buon primo tempo con
l'Inter. Ma la partita dura 90 e passa minuti. E, accelerando il
ritmo, la squadra di Chivu in due mosse ha steso i rossoblù.
Evidenziando - ma con la capolista c'era poco da fare - le solite
lacune in difesa, nella costruzione del gioco e in attacco.Pagina 5 di 243
Sarda News - Notizie in Sardegna
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Sassari, Ruba Bici Elettrica per la Seconda Volta in una Settimana: GPS Lo Consegna alla
SINISCOLA – Una neonata di sei mesi è stata salvata dopo essere stata lasciata sola nell'auto dei genitori,
SELARGIUS – Una donna di 66 anni, di origine romena, è stata trovata senza vita nella notte scorsa nel piazzale
SETTIMO SAN PIETRO – Un'operazione antidroga della Squadra Mobile di Cagliari ha portato
Una bravata che poteva costare cara. Sei minorenni sono stati sorpresi in piena notte lungo la Statale 125, Orientale