Nuovo avviso della Protezione civile, onde alte sino a 4 metri...
Accusato di stalking e gravi reati contro la pubblica
amministrazione...
Incontro al Carmen Melis, ridotto del Lirico, il 19 febbraio alle
18...
Domani mozione in capigruppo. Ticca (Riformatori) primo a sollevare
tema...
Il 40% delle risorse per le filiere automotive, moda, tessile e
arredamento... 
Il Comitato per la sicurezza (Prac) dell'Agenzia europea del farmaco Ema ha raccomandato il ritiro dal mercato Ue dei medicinali contenenti levamisolo, principio attivo utilizzato per il trattamento delle infezioni da vermi parassiti. Il parere del Prac arriva dopo una revisione della sicurezza del farmaco a livello dell'Unione europea.
I pericoli del levamisolo
Gli esperti hanno concluso che "i benefici di questi medicinali non superano più i rischi", confermando il pericolo di "leucoencefalopatia, un raro ma grave effetto collaterale del levamisolo, che colpisce la sostanza bianca del cervello". Lo comunica l'agenzia regolatoria europea dopo l'ultima riunione del Prac, dal 9 al 12 febbraio.
Le informazioni esaminate - informa l'Ema in una nota - hanno mostrato che i sintomi di leucoencefalopatia possono manifestarsi dopo una singola dose di levamisolo e possono svilupparsi da un giorno a diversi mesi dopo il trattamento. La revisione non ha identificato alcuna misura per ridurre il rischio o alcun gruppo di persone che potrebbe essere a maggior rischio di sviluppare leucoencefalopatia con l'uso di levamisolo.
A cosa servono i farmaci a base di levamisolo
Nel complesso, considerando che i medicinali a base di levamisolo sono utilizzati per trattare lievi infezioni da vermi parassiti e che la leucoencefalopatia indotta da levamisolo è una condizione grave con un esordio imprevedibile, il rapporto beneficio-rischio di questi medicinali è stato considerato negativo. Quindi i farmaci contenenti levamisolo non saranno più disponibili in Ue.
Via dal mercato europeo
Il Prac - prosegue l'agenzia - ha approvato una comunicazione rivolta agli operatori sanitari (Dhpc) per informarli della sua raccomandazione di ritirare i medicinali a base di levamisolo dal mercato dell'Unione a causa del rischio di leucoencefalopatia. Gli operatori sanitari devono essere consapevoli che i sintomi di leucoencefalopatia possono manifestarsi dopo una singola dose di levamisolo e possono svilupparsi entro un giorno o diversi mesi dal trattamento. Il Dhpc per i medicinali contenenti levamisolo sarà diffuso ai professionisti sanitari interessati dai titolari dell'autorizzazione all'immissione in commercio, secondo un piano di comunicazione concordato, e pubblicato sulla pagina Comunicazioni dirette ai professionisti sanitari e nei registri nazionali degli Stati membri dell'Ue.

"Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore
“Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”.
"Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai.
Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”.
“Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.

Myplant & Garden, il Salone internazionale leader del verde professionale (florovivaismo, paesaggio, garden) celebra la decima edizione come una vera e propria “Olimpiade del verde”, mettendo in campo a Fiera Milano Rho, dal 18 al 20 febbraio 2026, una green arena da 60.000 metri quadrati che fotografa con chiarezza il peso economico e industriale del florovivaismo. In scena la grande sfida espositiva tra le piante più pregiate, i fiori più spettacolari, i motori più innovativi, i migliori progetti di paesaggio, le soluzioni più sostenibili, le città più green, le migliori scuole di floral design, le tecniche più efficaci per la cura del verde. Ottocento espositori, di cui il 20% esteri, e oltre duecento delegazioni di top buyer provenienti da 47 Paesi confermano (con un’incidenza crescente dei mercati ad alta capacità di spesa del Medio Oriente e dell’Asia centrale) la dimensione globale della manifestazione e il ruolo dell’Italia come terzo esportatore mondiale di piante e fiori.
Il valore della produzione nazionale ha superato nel 2024 i 3,25 miliardi di euro, con una crescita del 3,5% sull’anno precedente e oltre il 30% rispetto al 2014, nonostante tensioni climatiche e di mercato, mentre l’export ha superato 1,2 miliardi di euro con un saldo commerciale positivo di 374 milioni. La graduatoria delle prime dieci regioni per produzione nel 2025 vede nell’ordine: Toscana, Liguria, Sicilia, Lombardia, Lazio, Campania, Puglia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. I principali mercati di destinazione delle esportazioni italiane restano Francia, Paesi Bassi, Germania, Svizzera e Regno Unito, mentre l’approvvigionamento di prodotti da importazione si concentra soprattutto su Paesi Bassi, Francia, Spagna, Germania e Grecia.
La fiera riflette la dinamica espansiva anche sul piano espositivo, con una crescita delle superfici e una nuova organizzazione dei padiglioni che copre l’intera filiera, dal vivaismo alla floricoltura, dal paesaggio ai servizi, al boom dei macchinari e delle tecnologie per la gestione del verde, segmento direttamente collegato agli investimenti pubblici e privati in rigenerazione urbana, sport ed eventi internazionali.
Il valore della produzione mondiale di fiori e piante in vaso, nel 2024, è stato stimato in 24,5 miliardi di euro, ai quali si aggiungono 29 miliardi di euro per il vivaismo e 101 milioni per la produzione di bulbi (Crea su dati Aiph). Il settore florovivaistico in Unione europea, secondo Eurostat, nel 2024 ha raggiunto un valore alla produzione di 24,5 miliardi di euro.
Il peso economico del comparto emerge anche nei contenuti, che pongono al centro il verde come infrastruttura viva e investimento strategico. I focus su paesaggi olimpici di Milano-Cortina, rigenerazione urbana, verde sportivo e salute pubblica legano il settore a temi di resilienza climatica e qualità della vita, con benefici misurabili: riduzione delle temperature urbane fino a 1–1,5 gradi, miglioramento della qualità dell’aria, riduzione malattie cardiovascolari, e mitigazione dei rischi idrogeologici. In un contesto in cui nel solo 2025 i danni da eventi climatici in Italia sono stimati in quasi 12 miliardi di euro, il verde viene presentato come leva economica oltre che ambientale, capace di ridurre costi futuri, anche sanitari, e generare valore sociale.
Myplant si conferma così non solo vetrina commerciale, con migliaia di operatori e un forte interesse mediatico internazionale (205 i giornalisti già accreditati), ma anche luogo di sintesi di una filiera che pesa l’8% delle produzioni vegetali nazionali, coinvolge 17.500 imprese e oltre 45.000 ettari coltivati, e guarda al futuro premiando in fiera innovazione, sostenibilità e le città italiane più attente al capitale verde. La manifestazione intercetta una traiettoria in cui il verde non è più un accessorio, ma un asset economico e strategico, in grado di generare valore, occupazione qualificata ed export in un contesto competitivo globale sempre più attento a sostenibilità, salute e qualità dello spazio urbano.
Istituisce la scuola di formazione e più chiarezza su catena
comando...
Mercoledì sindacati e lavoratori in Regione a Cagliari... 
Vittoria di Rai1 nel prime time di ieri sera con 'Cuori 3', la fiction con Pilar Fogliati e Matteo Martari, che ha totalizzato 2.968.000 telespettatori e il 17,7% di share. Secondo gradino del podio per Rai2 con Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Il pattinaggio artistico, infatti, è stato seguito da 2.073.000 telespettatori raggiungendo uno share dell'11,7%. Terzo posto per 'Chi Vuol Essere Milionario – Il Torneo' condotto da Gerry Scotti che su Canale 5 ha interessato 1.682.000 telespettatori (share del 13,6%).
Fuori dal podio sul Nove 'Che Tempo Che Fa' ha interessato 1.506.000 telespettatori raggiungendo uno share dell’8,4% mentre su Italia1 'Le Iene' hanno raggiunto 1.223.000 telespettatori (share del 9,9%). Su Rai3 'Presadiretta' è stata vista da 781.000 telespettatori (share del 4,l4%) mentre su Retequattro il programma 'Fuori dal Coro' è stato seguito da 618.000 telespettatori pari al 4,8%. Su La7 'Surviving – Il caso Epstein' ha ottenuto 389.000 telespettatori e il 2,3% share e, su Tv8, 'Infinite Storm' ha realizzato 245.000 telespettatori e l’1,4% di share.
Nell'access prime time sulla rete ammiraglia della Rai 'Affari Tuoi' ha intercettato 4.569.000 telespettatori pari al 22,8% mentre su Canale5 'La Ruota della Fortuna' ha conquistato 4.342.000 telespettatori (share del 21,7%).
Da segnalare, poi, che nel pomeriggio su Canale5 'Amici' è stato visto da 2.748.000 telespettatori pari al 19,6% mentre su Rai1 'Domenica In' è stata seguita da 1.920.000 telespettatori (share del 14,1%). Ancora su Canale 5 'Verissimo' ha ottenuto 2.111.000 telespettatori (share del 18,6%) mentre su Rai1 'Da Noi… a Ruota Libera' ha registrato 1.674.000 telespettatori e il 13.3% di share.

L'asma è una malattia respiratoria cronica e diffusa che colpisce fino a 262 milioni di persone nel mondo, di cui oltre 25 milioni negli Stati Uniti. Quando non è controllata, l'infiammazione e la contrazione della muscolatura delle vie aeree (broncocostrizione) possono causare respiro sibilante, affanno, senso di costrizione toracica, tosse e, nei casi più gravi, anche il decesso. Nonostante la disponibilità delle terapie standard, molti pazienti rimangono non controllati e continuano a sperimentare una significativa compromissione della funzione polmonare e una riduzione della qualità di vita.
I risultati positivi degli studi di fase 3 Kalos e Logos, pubblicati su 'The Lancet Respiratory Medicine' - riporta una nota di AstraZeneca - hanno mostrato che la triplice terapia a combinazione fissa con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato (o Bgf 320/28.8/9.6μg) induce miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti nei pazienti con asma non controllato, rispetto alla duplice terapia con corticosteroidi inalatori/beta2-agonisti a lunga durata d'azione (Ics/Laba), budesonide/formoterolo fumarato (Bff, un'opzione terapeutica standard), PT009 (Bff) e il gruppo combinato di trattamento con budesonide/formoterolo fumarato e PT009. Budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato (Bgf) è una triplice combinazione a dose fissa in un unico inalatore che combina un Ics/Laba e un antagonista muscarinico a lunga durata d’azione (Lama).
In un'analisi pre-specificata sui dati aggregati degli endpoint primari degli studi Kalos e Logos, la triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato ha migliorato la funzione polmonare di 76ml (95% Ci 57-94 ml, non aggiustato p<0.001, valutato mediante il Fev1 misurato al mattino prima della somministrazione nell'arco di 24 settimane) e 90ml (95% Ci 72-108 ml, non aggiustato p<0.001, misurato dal Fev1 Auc0-3 nell'arco delle 24 settimane) rispetto alla duplice terapia (i gruppi di trattamento combinati Ics/Laba). Nell'analisi sui dati aggregati degli studi Kalos e Logos, la triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato ha inoltre dimostrato riduzioni clinicamente rilevanti sul tasso annuale di riacutizzazioni gravi di asma rispetto al trattamento con Ics/Laba nei pazienti con o senza una recente riacutizzazione da asma.
"Gran parte dei 262 milioni di pazienti che convivono con l'asma a livello globale rimangono a oggi ancora non controllati e devono far fronte a sintomi quali frequente dispnea, tosse e respiro sibilante, nonostante l'utilizzo della duplice terapia di mantenimento - afferma Alberto Papi, professore di Medicina respiratoria all'università di Ferrara, direttore dell'Unità Respiratoria, Dipartimento Cardio-Respiratorio, Aou Sant'Anna di Ferrara e primary investigator dello studio - I risultati degli studi Kalos e Logos mostrano come la triplice terapia a dose fissa con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato, che combina l'efficacia di un Ics, di un Lama e di un Laba, migliori la funzione polmonare e, in particolare, prevenga future riacutizzazioni gravi nei pazienti, a prescindere dalla loro storia pregressa di riacutizzazioni".
"Con un numero così elevato di pazienti che sperimentano ancora i sintomi debilitanti dell'asma non controllato, siamo felici del potenziale dimostrato dalla triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato di migliorare la funzione polmonare così come di prevenire le riacutizzazioni nell'asma - dichiara Sharon Barr, Executive Vice President, BioPharmaceuticals R&D, AstraZeneca - Sulla base del suo profilo clinico ben consolidato nella Bpco, speriamo che la triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato possa essere disponibile quanto prima per i pazienti con asma non controllato".
Negli studi Kalos e Logos - riporta una nota - non sono emersi nuovi segnali di sicurezza e tollerabilità della triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato. Budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato è una triplice combinazione inalatoria approvata per il trattamento dei pazienti adulti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) in più di 80 Paesi a livello globale inclusi Usa, Unione europea, Cina e Giappone e sono attualmente in corso revisioni da parte dell'autorità regolatoria per la triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato nell'asma in molti Paesi.

Lo scontro geopolitico tra Israele e Iran è diventato materia da grande serialità internazionale con 'Teheran'", la serie di spionaggio creata da Moshe Zonder per l'emittente pubblica israeliana Kan 11 e distribuita nel mondo da Apple Tt+.
La produzione, che ha debuttato in Israele il 20 giugno 2020 per essere distribuita a livello internazionale il 25 settembre dello stesso anno, è diventata rapidamente uno dei titoli di punta della serialità israeliana, imponendosi come il primo contenuto non in lingua inglese lanciato dalla piattaforma di Cupertino.
La seconda stagione è andata in onda nel maggio 2022, mentre la terza - confermata nel febbraio 2023 - è stata trasmessa in Israele dal 9 dicembre 2024 ed era disponibile su Apple Tv+ dal 9 gennaio 2026. Nel cast della terza stagione è entrata anche Hugh Laurie, ampliando ulteriormente il profilo internazionale della serie. La quarta stagione è in corso di realizzazione e ora è segnata dalla sospetta morte di Dana Eden[1], produttrice e ideatrice israeliana della serie, trovata morta all'età di 52 anni durante le riprese in Grecia. I notiziari greci, come Ta Nea, Documento e Proto Tema, hanno riferito che è stata trovata morta in una stanza d'albergo di Atene, dove alloggiava dal 4 febbraio, che il corpo è stato scoperto dal fratello, che sono stati trovati lividi sul collo e sugli arti e che nella stanza sono state trovate delle pillole. Tutte queste fonti hanno affermato che le autorità stanno indagando sulla possibilità del suicidio.
I media israeliani, confermando la morte, hanno riferito che la polizia di Atene sta indagando sulla possibilità che la donna sia stata assassinata da agenti del governo iraniano, che aveva attaccato la serie televisiva Teheran sui media statali fin dalla sua prima messa in onda. Tuttavia, l'israeliano Canale 12 ha dichiarato stamattina che questa notizia era una "fake news" e che non era stata fatta alcuna menzione di un'indagine per omicidio o del coinvolgimento iraniano.
Nel 2021 'Teheran' ha conquistato un traguardo storico: il premio come miglior serie drammatica alla 49esima edizione degli International Emmy Awards, diventando la prima produzione israeliana a ottenere questo riconoscimento.
Protagonista è Tamar Rabinyan, giovane hacker nata in Iran ma cresciuta in Israele, agente del Mossad. La sua missione è infiltrarsi sotto falsa identità a Teheran per sabotare una centrale elettrica, operazione che dovrebbe aprire la strada a un attacco contro un impianto nucleare iraniano. Ma l'operazione fallisce e Tamar si ritrova braccata dalle autorità locali, costretta a muoversi in clandestinità nella città dove è nata. A darle la caccia è Faraz Kamali, capo delle indagini delle Guardie Rivoluzionarie. Nella fuga, la protagonista entra in contatto con un gruppo di giovani dissidenti e con Milad, hacker ribelle di cui si innamora, mentre il confine tra dovere professionale e identità personale si fa sempre più sottile.
A interpretare Tamar è l’attrice israeliana Niv Sultan, la cui performance - recitata in ebraico e persiano - è stata tra gli elementi più apprezzati dalla critica. Accanto a lei Shaun Toub nel ruolo dell'investigatore Faraz Kamali e, nella seconda stagione, Glenn Close nei panni dell'agente britannica del Mossad Marjan Montazeri. La regia è affidata a Daniel Syrkin, mentre tra i creatori figura ancora Zonder, già noto per aver firmato "Fauda", altro successo internazionale dello spy drama israeliano.
Girata ad Atene ma ambientata nella capitale iraniana, la serie si inserisce nel solco delle produzioni israeliane che hanno conquistato i mercati esteri negli ultimi anni, da "Prisoners of War" - da cui è stata tratta "Homeland" - a "Fauda". Il racconto si muove sullo sfondo delle tensioni reali tra Gerusalemme e Teheran, tra sospetti di sabotaggi, programmi nucleari e guerra cibernetica. Un contesto che ha alimentato polemiche anche in Iran, dove la serie è stata bollata dai media vicini al regime come propaganda ostile. (di Paolo Martini)

Ogni anno nella Regione Marche le nuove diagnosi di cancro sono oltre 11mila. Nella maggioranza dei casi si tratta di uomini e donne over 65 che devono affrontare il difficile percorso della malattia. Tutti i pazienti, a prescindere dall'età, dovrebbero sottoporsi a 5 fondamentali vaccinazioni: l'antipneumococcica, l'antinfluenzale, l'anti-Herpes zoster, l'anti-Hpv e l'anti-Covid. Sono dei presidi sanitari che aiutano il malato oncologico nel percorso di cura e difendono l'organismo debilitato da pericolose infezioni. E' il messaggio che emerge dall'incontro 'La vaccinazione nel paziente oncologico', che si tiene oggi ad Ancona presso la Clinica Oncologica dell'Aou delle Marche. Un appuntamento promosso da Fondazione Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) che ha avviato la nuova edizione dell'omonima campagna nazionale. E' stato organizzato un tour in 10 regioni in cui sono previsti incontri con oncologi medici, associazioni pazienti e altre figure del team multidisciplinare oncologico. Oggi si svolge la tappa marchigiana del progetto reso possibile dalla sponsorizzazione non condizionante di GlaxoSmithKline. Gli incontri e la campagna hanno l'obiettivo di approfondire l'importanza della vaccinazione nei pazienti e fornire informazioni scientifiche aggiornate.
"Ogni nostro paziente, a causa della neoplasia e delle terapie, è immunodepresso e quindi più esposto al rischio d’infezioni - afferma Rossana Berardi, presidente eletto Aiom e direttore Clinica di Oncologia Aou delle Marche, ordinario di Oncologia università Politecnica delle Marche - Malattie anche banali possono diventare molto pericolose, se non addirittura fatali. Per esempio, l'Herpes zoster fa registrare ogni anno oltre 157mila nuovi casi in Italia. E' provocato dal virus della varicella, si manifesta soprattutto a livello cutaneo e causa anche ospedalizzazioni per le persone fragili. Da anni, come Aiom, siamo impegnati nell'implementare le immunizzazioni tra i pazienti e siamo state una delle prime società scientifiche al mondo a pubblicare delle linee guida specifiche sul tema. Nel documento indichiamo le tempistiche e le modalità delle immunizzazioni che devono tener conto delle terapie somministrate e dello stato generale di salute".
"Da alcuni anni assistiamo a un'immotivata diffidenza verso i vaccini che sono accusati di non essere abbastanza sicuri o di causare altre patologie - sottolinea Maria Soledad Ferreiro Cotorruelo, della direzione medica ospedaliera dell'Aou delle Marche - Ciò si verifica anche tra i malati di cancro e i caregiver, che a volte ritengono erroneamente che le vaccinazioni possano rendere inefficaci le terapie antitumorali. Compito delle istituzioni sanitarie e dei clinici deve essere contrastare l'esitazione vaccinale anche attraverso una corretta informazione. Nella nostra regione sono attivi più di 20 ambulatori vaccinali che coprono in modo uniforme l'intero territorio, ma avvicinare l'offerta vaccinale al luogo di cura è il passo decisivo per tutelare al meglio i pazienti. L'apertura di un ambulatorio vaccinale direttamente in ambito ospedaliero rappresenta un'opportunità strategica fondamentale: permetterebbe di integrare la prevenzione nel percorso di cura, offrire la vaccinazione al paziente oncologico nel momento clinico più idoneo e in un ambiente protetto, superando le difficoltà logistiche e garantendo una presa in carico globale della sua fragilità".
Durante l’incontro le vaccinazioni raccomandate nel paziente oncologico sono state illustrate da Francesca Morgese, dirigente medico presso la Clinica Oncologica.
La vaccinazione nel paziente oncologico è stata lanciata lo scorso aprile da Fondazione Aiom per promuovere il valore delle vaccinazioni tra i malati di tumore. Oltre al tour in 10 regioni, prevede la diffusione di opuscoli, un portale informativo (vaccininelpazienteoncologico.it), spot di sensibilizzazione e attività sui social media.

Il Gruppo Serenissima Ristorazione presenta il suo primo Report di Sostenibilità redatto secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd), la nuova Direttiva europea che ha definito degli standard comuni e comparabili di rendicontazione Esg. Il Gruppo Serenissima Ristorazione - spiega l'azienda in una nota - ha scelto di anticipare gli obblighi normativi e di rendicontare l'impatto della sostenibilità sui propri risultati finanziari (materialità finanziaria), oltre che il proprio impatto sull'ambiente e sulle persone (materialità di impatto) secondo gli standard della Direttiva Csrd, un impegno rilevante che ha coinvolto le 14 società controllate, inclusa la capogruppo Serenissima Ristorazione Spa e le controllate estere in Spagna e Polonia. Con un fatturato di oltre 650 milioni di euro nel 2025 (dati di preconsuntivo) e più di 11mila collaboratori, il Gruppo Serenissima serve circa 50 milioni di pasti all’anno.
"La redazione del nostro primo Bilancio di Sostenibilità secondo la Csrd è stata una sfida importante, che abbiamo scelto di affrontare su base volontaria perché crediamo profondamente nella sostenibilità come leva strategica e di business - dichiara Tommaso Putin, vicepresidente del Gruppo Serenissima Ristorazione con delega alla sostenibilità - Rendicontare è l’unico modo per poter davvero gestire il percorso verso la sostenibilità: misurare ci consente di capire dove intervenire, definire priorità e agire in maniera strategica lungo la filiera, coinvolgendo tutti gli stakeholder. È solo attraverso la trasparenza e la responsabilità che possiamo costruire valore duraturo per l’impresa, per le persone e per l’ambiente".
L’adozione della procedura di rendicontazione prevista dalla direttiva Csrd ha richiesto, come passaggio fondamentale, la misurazione della Carbon Footprint di Organizzazione, secondo gli standard internazionali. L’analisi - spiega l'azienda - ha evidenziato come le emissioni Scope 1, le emissioni dirette, ossia da fonti controllate o di proprietà, tutto ciò che il Gruppo brucia direttamente, e Scope 2, ossia le emissioni generate dall’energia acquistata e consumata dal Gruppo, incidano per circa l’8% su un totale pari a 240.107 tonnellate di CO2 equivalente, confermando che il core business di produzione dei pasti ha un impatto diretto contenuto. La vera sfida ambientale per il Gruppo è quindi rappresentata dalla filiera, con le emissioni Scope 3, la cui rendicontazione è diventata obbligatoria con gli standard europei Esrs e che comprende tutte le emissioni 'a monte' e 'a valle' della catena del valore, dalle emissioni generate dai fornitori di materie prime, alla logistica, fino alla gestione dei rifiuti, che pesano per circa il 92% del totale.
Per questo Serenissima Ristorazione ha avviato un percorso strutturato di coinvolgimento dei fornitori e degli stakeholder, con l’obiettivo di intervenire lungo tutta la catena del valore, attraverso scelte di acquisto consapevoli, progettazione dei menu e qualificazione Esg dei partner. In questo senso, il Gruppo si sta impegnando a monitorare costantemente i fornitori considerati critici per volumi o tipologia di attività, per i quali sono previsti piani di controllo e audit specifici per verificare il rispetto dei principi di responsabilità sociale e ambientale. Un obiettivo specifico è il coinvolgimento dei partner nella condivisione di dati ambientali e di tracciabilità per migliorare la precisione del calcolo della Carbon Footprint di Gruppo. Inoltre, viene incoraggiato l’acquisto di forniture con imballaggi riciclabili, riutilizzabili o composti da materiale riciclato; quando la sicurezza alimentare lo consente, il Gruppo privilegia l’acquisto di prodotti in formato multi-porzione, che permettono di ottimizzare i carichi, limitare il numero di trasporti e abbattere le emissioni legate alla logistica. Per sostenere l’economia del territorio e ridurre ulteriormente le distanze percorse dalle merci, valorizzata la dimensione territoriale, promuovendo la scelta di fornitori locali. Sul fronte dell’efficienza, il Gruppo si è posto un obiettivo di riduzione dei consumi energetici pari al 5%, a fronte di un consumo complessivo di circa 52.000 MWh, corrispondente a un taglio di circa 2.600 MWh - un valore che equivale al consumo annuo di quasi 1.000 famiglie italiane - attraverso interventi di efficientamento, ottimizzazione dei processi produttivi e sistemi avanzati di gestione dell’energia.
La dimensione sociale - continua la nota - rappresenta un pilastro centrale della strategia di sostenibilità del Gruppo Serenissima. La fortissima presenza femminile ne è una dimostrazione concreta: il 73,4% del personale della capogruppo è composto da donne, mentre nell’alta dirigenza si registra un equilibrio significativo, con il 43% di presenza femminile. Un impegno strutturato e certificato, riconosciuto attraverso la UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere, che testimonia la volontà del Gruppo di promuovere inclusione, equità e valorizzazione delle competenze. Tra gli obiettivi dichiarati ci sono quelli di monitorare e ridurre eventuali discriminazioni e di coinvolgere il management nella definizione di traguardi legati alla parità di genere. Sull’aspetto relativo alla parità di trattamento economico, il Gruppo ha pianificato interventi specifici, tra cui: un'analisi annuale delle retribuzioni per genere; azioni mirate a ridurre le disparità retributive nelle fasce dirigenziali; e il monitoraggio di indicatori (Kpi) per garantire che lo sviluppo professionale e la remunerazione siano basati esclusivamente sulle competenze. Grande attenzione è dedicata anche a formazione e sicurezza: nella sola capogruppo sono state erogate circa 50mila ore di formazione nel 2024.
La redazione del report di sostenibilità ha accompagnato un’evoluzione significativa anche sul piano della governance. Dal 2025 è stata formalmente istituita una nuova governance Esg, con la creazione di un Comitato Esg, operativo dal 2025, incaricato di integrare in modo sistematico i valori ambientali e sociali in ogni decisione aziendale. Il Comitato è guidato dal vicepresidente Tommaso Putin e rappresenta uno strumento chiave per garantire coerenza tra strategia, gestione dei rischi, obiettivi di sostenibilità e coinvolgimento degli stakeholder lungo tutta la filiera. Anche in termini di Governance, il Gruppo ha individuato la necessità di avviare un processo di qualifica Esg dei partner per tracciare e ridurre i rischi lungo la filiera.
Operazione della Guardia di finanza...
La Rai protagonista del sabato sera con il talent condotto da
Antonella Clerici... 
"Come sportivi abbiamo dei valori veramente forti. La meritocrazia ancora vale nel nostro sport, il cronometro non è influenzabile, nel nostro sport c'è tantissimo rispetto, c'è una competitività sana. In nessun modo possiamo condizionare le performance degli altri. Il nostro è uno sport pericoloso, dove se sbagli una curva finisci 10 mesi in riabilitazione. Se raggiungi un risultato, gli altri sono in ammirazione. Nel tennis o nel calcio si può influenzare l’altro, qui non è possibile. C'è una rivalità sana e spero che sia d'esempio". Così Federica Brignone, doppio oro ai Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, in conferenza stampa a Casa Italia il giorno dopo il successo in gigante sull'Olympia delle Tofane, in riferimento al caso Bastoni in Inter-Juve[1] e l’inchino delle avversarie dell’azzurra dopo il successo in Gigante.
"Quanto pesano le medaglie? Mezzo chilo l'una, quindi più o meno un chilo... Questo è l'unico peso che sento, le medaglie sono un più. Come non ho sentito il peso della bandiera, che era un premio alla mia carriera, anche queste medaglie le sento allo stesso modo", ha detto la campionessa olimpica. “Quando fai un risultato del genere tu lo festeggi quasi zero”, ha aggiunto l’azzurra.
"Mi ha scritto Sinner ma non solo lui"
“Se mi ha scritto Sinner? Non solo lui ma anche tutti gli altri ragazzi che ho conosciuto nel percorso estivo”, ha riferito Brignone in conferenza stampa.
All’azzurra manca il tennis. “Ora non posso giocare”, ha detto l’azzurra che ha poi fatto un paragone con il cancelletto di partenza. “Mettere i bastoncini fuori è come un match point a Wimbledon. E non trovi il silenzio. Ho visto le Finals e non trovi il silenzio, c’è sempre qualcuno che parla. Ma come fanno a non capire quanta concentrazione ci vuole? Io sono stata salvata dal fatto che le seggiovie e le piste erano riservate solo a noi, solo gente dell’ambiente che rispetta questi piccoli spazi, mi ha permesso di essere focalizzata. Hai bisogno di una concentrazione tale, serve una grande capacità. Nel match point basta un niente per toglierti quello che ti sei costruito, è stato un grande aiuto. Vivo queste esperienze e mi emoziono anche solo a vedere il gigante maschile, lo slittino o le gare degli altri ragazzi. Ci sono sportivi che mi danno emozioni particolari”, ha aggiunto Brignone.
"Red carpet a Venezia? Io l'attrice non la faccio, non è film ma immagini vere"
“Il red carpet a Venezia? Io l’attrice non la faccio, sarà chiaro per tutti. C’è qualcosa che parla della mia storia da atleta, è tutto partito l’anno scorso, volevamo raccontare chi sono nello sci, è un progetto che è li dall’anno scorso e si sta sviluppando - ha spiegato in conferenza stampa in merito al progetto in preparazione - Non è un film, non è una fiction, solo immagini vere. Ho avuto Federico, un mio amico carissimo che mi ha seguito, veniva in ospedale tutti i giorni, ha seguito veri passaggi ed emozioni e da amico ha permesso di vedere alcune cose”.
“E’ più un docureality, se uscirà e spero che esca viene fuori come non ho preparato le Olimpiadi quest’anno. Mi sarebbe piaciuto raccontare una stagione normale ma è stato comunque bello”, ha aggiunto la campionessa olimpica.
Il persistere di condizioni meteo difficili non consente uso
dell'elicottero... 
Maya Hawke si è sposata nel giorno di San Valentino. A riportare la notizia i siti americani, con tanto di foto dell'attrice, 27 anni, in abito bianco per le strade di New York insieme al padre Ethan Hawke e alla madre Uma Thurman. Alle nozze quasi tutto il cast di 'Stranger Things', la serie che le ha regalato la fama grazie al ruolo di Robin.
Chi è il marito di Maya Hawke
L'attrice ha sposato Christian Lee Hutson, che ha 35 anni ed è un cantautore. I due si conoscono da molti anni, ma per diverso tempo sono stati solo amici. Solo nel 2023 è nata una storia d'amore, A raccontarlo era stata la stessa Maya Hawke al Zach Sang Show: "È fantastico. Non posso che consigliare di avere una relazione con un amico. È il massimo. Ti conosce come una persona che ha dei sentimenti, che ha frequentato altre persone... non solo come un pezzo di carta su cui proiettare la loro immagine di ragazza perfetta".
La cerimonia
Secondo quanto riporta il magazine 'Hello!' Maya Hawke e Christian Lee Hutson si sono sposati nella chiesa St. George's Episcopal a Manhattan e, dopo la cerimonia nuziale, gli ospiti si sono recati a piedi al ricevimento presso 'The Players', un club privato a Gramercy Park.
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I colleghi di 'Stranger Things' presenti
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Negli scatti di 'People' è possibile notare i colleghi di 'Stranger Things' Finn Wolfhard, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Sadie Sink, Natalia Dyer, Charlie Heaton e Joe Keery tra i presenti alla cerimonia. Maya Hawke è entrata nel cast della serie nel 2019, con l'arrivo del suo personaggio, Robin Buckley, nella terza stagione.

La madre di Alexei Navalny chiede giustizia all'indomani delle nuove rivelazioni sulle circostanze della morte del leader dell’opposizione russa. Dall'indagine condotta da cinque Paesi europei è emerso che l'attivista è stato avvelenato mentre era in una colonia penale in Siberia. "Questo conferma ciò che sapevamo fin dall’inizio. Sapevamo che nostro figlio non era semplicemente morto in prigione, ma era stato assassinato”, ha dichiarato Lyudmila Navalnaya vicino alla tomba del figlio a Mosca, sottolineando la fiducia nella giustizia e la speranza di identificare i responsabili.
"Penso che ci vorrà del tempo, ma scopriremo chi è stato. Naturalmente, vogliamo che questo accada nel nostro Paese e vogliamo che la giustizia prevalga", ha aggiunto la donna.
"Ucciso col veleno di una rana
Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi — hanno pubblicamente affermato che Navalny non è morto per cause naturali ma è stato avvelenato usando una rara tossina neurotossica, l’epibatidina, una neurotossina tossica letale che si trova nelle rane freccia che vivono in Ecuador[1]. Secondo le analisi di laboratorio, il veleno non è naturalmente presente in Russia e la sua presenza nel corpo di Navalny indica un’intossicazione deliberata, per cui gli Stati europei ritengono responsabile lo Stato russo, con “mezzi, motivi e opportunità” per somministrarlo mentre era detenuto.
Queste conclusioni — affermate a margine della conferenza sulla sicurezza di Monaco e confermate anche da alcuni alleati occidentali in dichiarazioni ufficiali — segnano un passo decisivo nella ricostruzione della morte dell’attivista, morto nel febbraio 2024 durante un regime carcerario molto duro. Il Cremlino ha respinto le accuse, bollandole come propaganda, ma la conclusione delle analisi scientifiche alimenta nuove pressioni internazionali su Mosca affinché sia resa giustizia per quanto accaduto.
Cooper: "Smascherato barbaro complotto del Cremlino"
In una intervista alla Bbc, la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha dichiarato che è stato ''smascherato il barbaro complotto del Cremlino''. ''Abbiamo trovato insieme le prove di questa tossina letale che è stata trovata nel corpo di Alexei Navalny al momento della sua morte. E solo il regime russo aveva il movente, i mezzi e l'opportunità di somministrargli questo veleno letale mentre era in prigione in Russia'', ha affermato Cooper. Le autorità di Mosca ''volevano farlo tacere perché era un critico del loro regime ed è per questo che abbiamo smascherato questo barbaro complotto del Cremlino e ci siamo assicurati di farlo anche con le prove'', ha affermato Cooper.
La ministra britannica ha detto di aver voluto portare avanti le indagini sulla morte dell'attivista russo partendo da ''una delle affermazioni dello stesso Alexei Navalny. Lui ha affermato: 'Dire la verità, diffondere la verità, questa è l'arma più pericolosa di tutte'. Il regime russo ha cercato di impedirglielo, quindi l'abbiamo fatto noi''.

Gli effetti dei tatuaggi sull'organismo e sulla salute sono al centro di un nuovo studio, che si sofferma sulle conseguenze in particolare per il sistema immunitario. Un tema rilevante, se si considera che circa il 13-21% di chi vive in Europa occidentale sfoggia almeno un tatuaggio sulla pelle, secondo uno studio pubblicato sull''European Journal of Public Health'.
Si parla spesso dei rischi dei colori dei tatuaggi, recenti studi hanno acceso le luci sui legami con diverse patologie. Un lavoro innovativo condotto da un team dell'Istituto di Ricerca in Biomedicina (Irb), affiliato all'Università della Svizzera italiana (Usi), guidato da Santiago F. González - pubblicato su 'Proceedings of the National Academy of Sciences' (Pnas) - ha messo nel mirino i danni al sistema immunitario.
Il nuovo studio dell'Irb, condotto in collaborazione con 12 gruppi internazionali e frutto di 7 anni di ricerca, ha analizzato il percorso dell'inchiostro nell'organismo utilizzando modelli animali e campioni umani, concentrandosi sui tre colori più comunemente utilizzati: nero, rosso e verde.
I ricercatori hanno scoperto che dopo l'applicazione di un tatuaggio, l'inchiostro migra rapidamente attraverso il sistema linfatico e si accumula in grandi quantità nei linfonodi nel giro di poche ore. Qui, le cellule immunitarie - chiamate macrofagi - catturano tutti i tipi di pigmento, innescando una risposta infiammatoria in due fasi: una fase acuta che dura circa due giorni e una fase cronica che può persistere per anni. Questa infiammazione prolungata può indebolire il sistema immunitario e aumentare la vulnerabilità a infezioni e tumori. Lo studio evidenzia inoltre che "i macrofagi non sono in grado di scomporre l'inchiostro, il che porta alla loro morte, soprattutto in presenza di pigmenti rossi e neri, suggerendo che questi colori siano più tossici". Il risultato è un ciclo continuo di acquisizione di pigmento, morte cellulare e ulteriore accumulo di inchiostro nei linfonodi.
"Questo accumulo può alterare la risposta immunitaria, potenzialmente indebolendola, e in rari casi, è stato associato a un aumento del rischio di alcuni tumori del sangue. Queste non sono opinioni su cui essere d’accordo o meno, ma i risultati di uno studio", così in un video su Instagram l'infettivologo Matteo Bassetti ha commentato i risultati dello studio. Secondo i ricercatori svizzeri, "saranno necessari ulteriori studi per ampliare la nostra comprensione di questi fenomeni".
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