
(Adnkronos) - Schiacciate dallo stigma, penalizzate nelle opportunità di prevenzione. Per le donne l'Hiv ha un impatto più pesante, indica un focus al 18esimo Congresso Icar (Italian Conference on Aids and Antiviral Research) che si chiude oggi a Catania, un approfondimento dedicato agli ostacoli che ancora oggi deve affrontare la popolazione femminiale che convive con il virus dell'Aids.
Nel 2024 in Italia le nuove diagnosi di Hiv riguardano uomini nel 79% dei casi, mentre le donne rappresentano il 20,8%, riporta una nota dal meeting. L'età mediana alla diagnosi continua a crescere e si attesta a 41 anni per i maschi e 40 anni per le femmine, confermando un progressivo spostamento dell'infezione verso fasce d'età più adulte rispetto al passato. Secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, questo cambiamento riflette una trasformazione del profilo epidemiologico: l'Hiv non riguarda più prevalentemente i giovani, ma coinvolge sempre più persone di mezza età, con la fascia 30-39 anni che resta comunque la più rappresentata, con un'incidenza di 10 casi ogni 100.000 residenti. Anche se i numeri mostrano una minor presenza femminile nelle nuove diagnosi, il peso sociale della malattia colpisce in modo sproporzionato proprio le donne. "Il Congresso Icar riserva un'attenzione specifica alle popolazioni vulnerabili, analizzando le peculiarità biologiche, cliniche e sociali dell'infezione nelle donne e promuovendo percorsi di prevenzione e aderenza su misura per gli adolescenti, attraverso linguaggi innovativi e il coinvolgimento diretto del mondo scolastico", afferma Giuseppe Nunnari, co-presidente del summit, professore ordinario di Malattie Infettive all'università di Catania e presidente Sicilia della Simit (Società Italiana di malattie infettive e tropicali).
"Nonostante oggi U=U, è ancora difficile vivere serenamente con l'Hiv a causa dello stigma, soprattutto per le donne e specie per coloro che vivono in condizioni socio-economiche svantaggiate - sottolinea Ilenia Pennini, co-presidente del Congresso Icar e responsabile Salute Arcigay nazionale - Per loro non mancano conseguenze sulla vita sociale. Non di rado poi la diagnosi arriva in età fertile durante un percorso di ricerca di gravidanza, un momento in cui il test per Hiv viene generalmente proposto. La scoperta di essere persone che vivono con Hiv può portarle a rinunciare al desiderio di maternità. Questo nonostante la trasmissione materno-fetale sia ormai praticamente azzerata laddove la diagnosi è nota e gestita".
Sul fronte della prevenzione, resta evidente un forte squilibrio di genere nell'accesso alla pofilassi pre-esposizione. "In Italia la diffusione della PrEP presenta una distribuzione 'a macchia di leopardo', con regioni in cui il tema è molto sentito e altre in cui lo è meno - evidenzia Antonella Castagna, presidente Icar e direttore della Clinica di Malattie infettive dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano - La maggior parte delle persone che richiedono la PrEP è costituita da uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e rappresentano oltre il 90% delle richieste. Le donne, invece, costituiscono una percentuale molto ridotta, evidenziando la necessità di un approccio multidisciplinare che integri maggiormente la prevenzione dell'Hiv nei percorsi di salute femminile".
Un ritardo che, secondo gli esperti, è anche culturale e sanitario. "La prevenzione al femminile è spesso associata alla sola contraccezione, come se fossero ambiti separati, mentre anticoncezionali e PrEP dovrebbero essere considerati parte dello stesso percorso di tutela della salute - precisa Pennini - Se l'uso della contraccezione è stato progressivamente normalizzato, lo stesso non è ancora avvenuto per la prevenzione dell'Hiv. Per arrivare all''obiettivo zero' dell'Organizzazione mondiale della sanità è necessario utilizzare tutti gli strumenti disponibili. E in questo senso il ruolo dei ginecologi appare limitato: non sono molti coloro che associano alla contraccezione il consiglio della PrEP".
Resta inoltre un nodo cruciale legato alla diagnosi tardiva: "Il test per Hiv dovrebbe essere effettuato con regolarità, indipendentemente dal numero di partner, mentre molte diagnosi tardive derivano dal fatto che alcune persone non hanno mai fatto un test nella vita. Esiste anche una responsabilità da parte di chi, pur osservando sintomi, non propone il test per pregiudizio. Ma il virus non conosce la morale", conclude Pennini.
Gli yacht di lusso da Tangeri alla Sardegna. Anche in vista della
trasformazione del porto storico di Cagliari che entro qualche anno
sposterà traffici commerciali e passeggeri al porto Canale. Questa
mattina, nello stand allestito insieme alla Cagliari Free Zone nel
Race Village della regata preliminare dell'America'S Cup,
l'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna e la Società di
Gestione del Porto di Tanger Ville hanno presentato il Memorandum
of Understanding, accordo firmato dal presidente dell'AdSP,
Domenico Bagalà, e dal presidente del porto di Tanger Ville, M.
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Un gesto di vicinanza, solidarietà e attenzione verso i più piccoli
ricoverati nel reparto di Pediatria dell'Azienda ospedaliero
universitaria di Sassari. La Polizia di Stato ha consegnato giochi
e doni alle bambine e ai bambini ricoverati, regalando momenti di
serenità alle famiglie e al personale sanitario.
La battaglia sulla proroga del Pnrr per evitare di perdere risorse
"è una battaglia importante per i Comuni". Lo ha sottolineato il
sindaco di Cagliari Massimo Zedda parlando con i giornalisti a
margine dell'incontro nella sede della città metropolitana di
Cagliari con i sindaci dell'Anci regionale, insieme al presidente
nazionale Gaetano Manfredi. "L'elemento è dare continuità, perché
poi noi abbiamo un serio problema, a differenza di altri nostri
colleghi di altre parti d'Europa - ha aggiunto Zedda -, facciamo
opere e poi non ci viene garantito sul fronte della parte corrente,
la possibilità di mantenerle, e quindi è un rischio anch'esso di
poter avere opere che però poi non riescono a determinare quello
sviluppo previsto dalla progettazione precedente, in termini di
gestione, di manutenzione futura".
Per Zedda il governo dovrebbe
"tenerne conto, perché nonostante le polemiche, il quadro nazionale
ci dice che l'indebitamento totale dei comuni d'Italia ammonta a 7
miliardi e qualcosa - chiarisce -. L'indebitamento totale del
resto, tolti i comuni, è di 3.100 miliardi e qualcosa. Ora,
concentrarci sempre sistematicamente sullo zero virgola, e tagliare
il 6% della spesa totale, è un buco nell'acqua, perché così si sta
addirittura intervenendo su coloro che erogano i servizi principali
invece di dare aiuto e sostegno ai comuni".
(Adnkronos) - C’è tempo fino al 30 giugno per candidarsi al Premio giornalistico Tg Poste, iniziativa promossa da Poste Italiane per scoprire e valorizzare giovani talenti del mondo dell’informazione che sappiano raccontare le notizie in modo originale e con un linguaggio diretto e innovativo. A scegliere il vincitore del Premio Tg Poste 2026 sarà la giuria di eccellenza, formata dai direttori delle più importanti testate giornalistiche italiane, nazionali e locali. Il premio è aperto agli under 35 iscritti all’Ordine dei giornalisti o praticanti nelle scuole di giornalismo riconosciute dall’Odg. Il primo classificato riceverà una borsa di studio per frequentare un corso di alta formazione giornalistica all’estero e avrà l’opportunità di vivere un’esperienza professionale nella Comunicazione di Poste Italiane. Le candidature dovranno essere inviate al sito dedicato, all’indirizzo premiotgposte.posteitaliane.it. (VIDEO)
I partecipanti dovranno realizzare un breve video di presentazione e un servizio giornalistico inedito per carta stampata o testate web; un servizio televisivo o un contenuto informativo video per i social media che - ispirandosi a fatti di cronaca e attualità - tratti argomenti attinenti ai principali settori nei quali opera Poste Italiane: innovazione, trasformazione digitale; economia sostenibile, territori, progetto Polis; corrispondenza, pacchi, e-commerce.
Tg Poste, il telegiornale di Poste Italiane, è visibile negli uffici postali e sui siti web dell’azienda, e va in onda ogni giorno in diretta alle 12 aprendo una finestra sul mondo per offrire una panoramica sui più importanti fatti dell’attualità economica, politica e culturale italiana e internazionale, approfonditi grazie al contributo di esperti e firme del giornalismo, proponendo in ciascuna edizione focus tematici sulle iniziative e sul business della più grande azienda italiana.
(Adnkronos) - Pep Guardiola lascia il Manchester City a fine stagione. L'addio del manager catalano è ufficiale. Guardiola, 55 anni, lascia i citizens dopo 10 stagioni in cui ha vinto, tra l'altro, 6 Premier League e una Champions League. Il divorzio si consuma con un anno d'anticipo rispetto alla scadenza del contratto. Guardiola si congederà domani, con il match casalingo contro l'Aston Villa nell'ultima giornata di Premier, con l'Arsenal già campione d'Inghilterra.
"Non chiedetemi i motivi per cui me ne vado", ha detto Guardiola. "Non c'è una ragione, ma dentro di me so che è il momento giusto. Niente è eterno. Se lo fosse, resterei qui. E' eterno il sentimento, la gente, i ricordi, l'amore che ho per il mio Manchester City", ha aggiunto. Il nuovo manager del City sarà con ogni probabilità Enzo Maresca.

(Adnkronos) - Vittoria di Rai1 nel prime time di ieri sera, giovedì 21 maggio, con 'Un futuro aprile' che ha ottenuto 2.219.000 telespettatori e il 14,4% di share. Secondo gradino del podio per Canale 5 con il programma 'Forbidden Fruit' che è stato visto da 1.973.000 telespettatori pari a uno share del 14,3%. Terzo posto per 'Ore 14 Sera' visto da 1.141.000 telespettatori (share del 9%).
Fuori dal podio su Italia1 'Sarabanda Celebrity'ha interessato 937.000 telespettatori (share del 6,9%) mentre su La7 'Piazzapulita' ha conquistato 890.000 telespettatori (share del 7%). Su Rai3 'Splendida Appendice' ha registrato 877.000 telespettatori arrivando a uno share del 5,9% e su Retequattro 'Dritto e Rovescio' è stato seguito da 787.000 telespettatori (share del 6,5%). Sul Nove 'Comedy Match' ha realizzato 704.000 telespettatori (share del 4,4%) mentre su Tv8 'Spectre' è stato visto da 368.000 telespettatori (share del 2,6%).
Nell'access prime time sulla rete ammiraglia della Rai 'Cinque Minuti' ha interessato 3.632.000 telespettatori (share del 20,5%) e 'Affari Tuoi' è stato seguito, invece, da 4.566.000 telespettatori (share del 24%). Su Canale5 'La Ruota della Fortuna' ha raggiunto 4.654.000 telespettatori (share del 24,4%).

(Adnkronos) - Un duetto che unisce per la prima volta due delle voci più solari del pop italiano, di generazioni diverse. Arriva oggi 22 maggio 'Buon Vento' di Jovanotti e Alfa, un singolo che si candida ad accompagnare l'estate italiana con grande ritmo e che celebra partenze, cambi di rotta e libertà. Un incontro artistico che ha radici lontane, visto che il primo concerto della vita di Alfa, a cinque anni, fu proprio un live di Jovanotti. Vent’anni dopo, quel bambino sale idealmente sullo stesso ponte di comando del suo 'capitano'.
L’idea nasce da un provino che Jovanotti invia ad Alfa chiedendogli se quella musica gli suggerisse qualcosa da aggiungere. La risposta è immediata: immagini, frasi, suggestioni che diventano la base del testo del brano. Una volta definita la struttura, Alfa raggiunge Lorenzo al Karakorum Studio di Cortona, dove la canzone prende forma definitiva.
Per Alfa, la collaborazione ha un valore emotivo profondo: “Per me ‘Buon Vento’ è una di quelle cose che fai fatica a spiegare senza emozionarti. Jovanotti è il mio artista preferito da sempre: il primo concerto che ho visto nella mia vita era il suo al palazzetto di Genova. Quindi ritrovarmi oggi a cantare insieme a lui è una di quelle cose che da bambino non avrei nemmeno avuto il coraggio di immaginare”. Il brano, racconta, nasce da un immaginario genovese fatto di mare, porto, partenze e salsedine: “Il mare è la grande metafora della canzone. Non è solo un paesaggio, è la vita, è il viaggio”.
Jovanotti, che negli ultimi anni ha intrecciato il proprio percorso con artisti diversissimi - da Gianni Morandi a Gigi D’Alessio, da Khaled a Frankie hi‑nr‑g - racconta così l’incontro con Alfa: “All’inizio ero disorientato da questo nuovo mondo, poi l’ho abbracciato e mi piace starci dentro, condividere la scrittura delle canzoni con altri. Alfa mi colpì ai suoi esordi quando ancora non aveva neanche un contratto discografico: lo avevo scoperto scrollando TikTok, questo ragazzino con la chitarra che sentivo chiaramente aver fame di musica”. E chiude con un augurio che è anche il cuore del brano: “Il ‘nuovo mondo’, in fondo, è sempre da scoprire, non si finisce mai, quindi… Buon vento!”.
C'è da scommettere che il brano si candiderà a diventare uno dei tormentoni dell'estate 2026 e che diventerà uno dei momenti più cantati dei prossimi Jova Summer Party.

(Adnkronos) - La Roma di Gian Piero Gasperini è a 90 minuti dal possibile ritorno in Champions League. L'ultima volta che i giallorossi hanno giocato la Coppa dalle grandi orecchie è stata la stagione 2018/2019 e ora può interrompere un digiuno lungo sette anni. Una qualificazione che permetterebbe ai Friedkin di incassare oltre 40 milioni di euro, soldi utili per le casse del club. Domenica a Verona Malen e compagni non possono sbagliare. Ne sono convinti quattro ex romanisti interpellati dall'Adnkronos: Marco Amelia, Diego Perotti, Alessio Cerci e Vincent Candela che hanno parlato di presente e futuro con il desiderio di vedere ancora calcare il prato dello stadio Olimpico, Paulo Dybala.
"La Roma ha espresso un buon calcio ma può fare meglio. Per il gioco di Gasperini sono molto importanti gli esterni d'attacco e spero ci porti qualcuno che salta l'uomo, per esprimere meglio il suo gioco. Gasperini porta la palla negli ultimi 30 metri e poi c'è bisogno di spunto e tecnica per fare gol. Dybala? Io spero rimanga, perché domenica scorsa sono stato allo stadio e quando ha la palla lui, accende la luce. Dybala è il fuoriclasse della Roma e anche se ha problemi fisici, meglio 10 partite con Dybala che 40 con altri giocatori", ha detto Alessio Cerci. "El Shaarawy? Di Stephan si può parlare solamente bene, io l'ho avuto al Milan come compagno di squadra, è un ragazzo straordinario, umile, mai una parola fuori posto sempre con l'atteggiamento giusto, e bisogna ripartire da questi profili, perché il calcio ha bisogno di giocatori e uomini come lui. Si vedono ora ragazzini poco umili e poi da 12 anni non andiamo al Mondiale. Mancini e Cristante? Sono due ragazzi, due calciatori da cui ripartire. Danno sempre tutto in campo, lo hanno dimostrato anche quest'anno, poi decideranno il tecnico e la società", ha aggiunto l'ex attaccante giallorosso che sulla corsa Champions è convinto: "è tutta nelle nostre mani, io credo che in Champions, oltre a Inter e Napoli, andranno Roma e Milan, hanno due partite abbordabili, non credo che si lasceranno sfuggire una opportunità così grande, le motivazioni sono diverse, quindi si va a Verona a vincere".
Dello stesso avviso anche Diego Perotti. "Sicuramente la Roma deve partire l'anno prossimo da Gasperini e da giocatori che ho ritenuto sempre fortissimi, come Dybala e Soulè su tutti ma anche Svilar, Cristante, Pellegrini, Mancini, Ndika, Malen. Per me la Roma è una squadra solida che ha fatto un po' di fatica all'inizio della stagioe ma con il cambio di allenatore queste cose succedono, ma se ad un allenatore come Gasperini gli dai sostegno, con la tifoseria che ha alle spalle, per me la Roma può ambire a molto di più della qualificazione alla Champions. Dybala dovrebbe rimanere? Dipendesse da me gli farei il contratto subito", ha aggiunto netto l'argentino.
Anche l'ex portiere Marco Amelia ha visto una buona squadra. "La Roma la vedo bene, è stata molto brava a rimanere li e sfruttare i passi falsi delle altre squadre. La Juventus nell'ultima partita ha buttato via gran parte della qualificazione in Champions, ma la Roma sta costruendo un percorso".
Una buona squadra quella di Gasperini anche per Vincent Candela. "E' andata bene nella prima parte del campionato, poi tanti giocatori si sono fatti male, ma abbiamo resistito e siamo rimasti in alto, poi è arrivato anche Malen, che è un fenomeno, e sta facendo benissimo. Ora dipenderà da noi, da mister Gasperini e dai giocatori, perchè siamo passati davanti alla Juventus e al Como e manca ora solo una partita. Quindi andiamo a Verona dove dobbiamo vincere per conquistare la Champions League dopo 7 anni. Comunque i complimenti vanno già fatti perchè questo non era un campionato semplice".
Dalla Barbagia a Cagliari, per poi solcare i mari verso la meta
predestinata. Sono firmate da Roberto Ziranu le sculture in ferro
del trofeo da assegnare domenica al team vincitore della regata
preliminare Louis Vuitton 38/a America's Cup a Cagliari in vista
della sfida di Napoli 2027.
Lo scultore di Orani (Nuoro) ha creato
su lastre di ferro forgiate e fiammate due grandi vele dalle
sfumature blu cobalto ricche di luce. Sembrano sospinte dal vento,
sospese su una base di ginepro secolare, con la sua forma contorta
modellata dal tempo. Quella di 95 centimetri sarà donata al team
vincitore della categoria principale; l'altra, di 65 centimetri,
andrà al team vincitore che schiera donne e under 25.
"E' una
grande emozione per me - racconta Ziranu all'ANSA -. Sapere che le
mie vele, metafora di ogni viaggio fisico e interiore,
raggiungeranno chissà quali luoghi lontani mi riempie di gioia.
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Dalla Barbagia a Cagliari, per poi solcare i mari verso la meta
predestinata. Sono firmate da Roberto Ziranu le sculture in ferro
del trofeo da assegnare domenica al team vincitore della regata
preliminare Louis Vuitton 38/a America's Cup a Cagliari in vista
della sfida di Napoli 2027.
Lo scultore di Orani (Nuoro) ha creato
su lastre di ferro forgiate e fiammate due grandi vele dalle
sfumature blu cobalto ricche di luce. Sembrano sospinte dal vento,
sospese su una base di ginepro secolare, con la sua forma contorta
modellata dal tempo. Quella di 95 centimetri sarà donata al team
vincitore della categoria principale; l'altra, di 65 centimetri,
andrà al team vincitore che schiera donne e under 25.
"E' una
grande emozione per me - racconta Ziranu all'ANSA -. Sapere che le
mie vele, metafora di ogni viaggio fisico e interiore,
raggiungeranno chissà quali luoghi lontani mi riempie di gioia.
E' stato catturato nella notte il detenuto evaso nella tarda
mattinata di ieri dalla casa penale di lavoro all'aperto di Is
Arenas (ex colonia penale), nella Sardegna sud occidentale. Lo fa
sapere, in una nota, la Fns Cisl.
(Adnkronos) - Il dolore acuto rappresenta oggi una delle sfide più urgenti per la salute pubblica in Italia. Secondo i dati dell'Osservatorio YouGov, 8 italiani su 10 hanno sofferto almeno un episodio di dolore nell'ultimo anno, con manifestazioni che spaziano dal dolore muscoloscheletrico al dolore dentale, dal dolore mestruale alla cefalea, fino al dolore associato a raffreddore e influenza. All'interno di questo quadro, i disturbi muscoloscheletrici (Dms) rappresentano una delle cause più frequenti di dolore nella popolazione adulta e mostrano una crescita costante nei trattamenti farmacologici. Secondo il Global Health Inclusivity Index (studio condotto dall'Economist Impact con il contributo del gruppo Haleon), i Dms sono responsabili ogni anno in Italia di oltre 4 miliardi di euro di costi tra spesa sanitaria pubblica e privata, perdita di produttività, assenze, turnover e pensionamenti anticipati. Investire in prevenzione permetterebbe di risparmiare oltre 1,72 miliardi di euro l'anno solo in Italia.
Secondo i dati Inail - riporta una nota - il 71,5% delle denunce di malattie professionali nel 2024 riguarda patologie muscoloscheletriche, in aumento rispetto al 68% del 2020. Tra i fattori all'origine dei Dms, uno dei più rilevanti è l'evoluzione delle abitudini lavorative: il numero di lavoratori da remoto è aumentato di 6,5 volte rispetto al 2019, un cambiamento che ha introdotto milioni di persone a postazioni non ergonomiche, spesso improvvisate, favorendo l'aumento di tensioni muscolari, dolori cervicali e lombari. A questo si aggiunge che 1 italiano su 3 dichiara livelli elevati di stress e che il 30% della popolazione ha più di 60 anni, fascia d'età fisiologicamente più esposta a dolore articolare e perdita di massa muscolare. I disturbi muscoloscheletrici non riguardano più soltanto le professioni fisicamente impegnative: oggi colpiscono artigiani, operatori sanitari, lavoratori della logistica, ma anche impiegati e persone che trascorrono molte ore al computer, anche in smart working.
"Questi dati mostrano come il dolore non sia semplicemente un sintomo, ma rappresenti sempre più un vero e proprio fenomeno sociale, economico e lavorativo che coinvolge tutti - osserva Fabrizio Gervasoni, medico fisiatra, direttore Sc distretto Municipio 2 dell'Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano - In una popolazione che vive più a lungo e che è quotidianamente esposta a fattori di rischio legati al lavoro e agli stili di vita, prevenzione e trattamento tempestivo del dolore diventano elementi cruciali per preservare mobilità, autonomia e qualità della vita. Movimenti ripetitivi, sovraccarichi a danno delle nostre articolazioni, ma soprattutto il mantenimento prolungato di posture scorrette durante la giornata lavorativa - chiarisce l'esperto - sono diventati parte della nostra quotidianità, contribuendo alla diffusione dei disturbi a carico di muscoli, tendini e articolazioni. E' quindi necessario quello che viene definito empowerment del paziente: ovvero un approccio informato e consapevole, che preveda il coinvolgimento attivo della persona in attività di educazione, prevenzione, esercizio e uso appropriato delle terapie disponibili".
L'aumento dell'incidenza di condizioni di dolore acuto nella popolazione e il conseguente crescente ricorso all'automedicazione rendono centrale il tema dell'appropriatezza terapeutica, in un Paese dove l'uso degli antinfiammatori Fans è molto diffuso e spesso rappresenta la prima risposta immediata al dolore. Gli analgesici orali - si evidenzia nella nota - tra il 2019 e il 2024 hanno registrato una crescita di 3 milioni di unità vendute. In questo scenario l'innovazione farmacologica ha reso disponibili molecole che permettono un approccio più selettivo al trattamento del dolore, con profili farmacologici ottimizzati e una risposta analgesica rapida. Tra queste - si legge - il dexibuprofene rappresenta un'opzione di interesse terapeutico, grazie alla disponibilità della sola componente attiva che consente un'azione farmacologica con dosaggi mirati e un metabolismo meno complesso. Trattandosi di Fans, rimane centrale il principio di appropriatezza d'uso: il coinvolgimento del medico e del farmacista è fondamentale per garantire una scelta terapeutica personalizzata, sicura e coerente con il profilo clinico del paziente.
Il dexibuprofene - descrive la nota - è l'enantiomero S (+) farmacologicamente attivo dell'ibuprofene, ovvero responsabile dell’effetto analgesico e antinfiammatorio. La disponibilità della sola componente attiva consente di ottenere un effetto analgesico e antinfiammatorio efficace con dosi inferiori rispetto alla miscela racemica, con un metabolismo meno complesso e senza necessità di conversione metabolica dell’enantiomero inattivo. Dati clinici in ambito odontoiatrico e sul trattamento di pazienti con dismenorrea primaria mostrano un'insorgenza relativamente rapida dell'effetto, con un sollievo significativo già entro la prima mezz'ora dopo l’assunzione del farmaco. Come per tutti i Fans, l'impiego del dexibuprofene richiede un utilizzo appropriato e personalizzato, tenendo conto del profilo clinico del paziente, delle eventuali comorbilità e delle terapie concomitanti.
"La gestione del dolore - dichiara Antonio Limitone, Medical Affairs Lead Southern Europe Haleon - rappresenta un ambito dove esiste ancora oggi un bisogno insoddisfatto molto significativo: milioni di persone convivono con episodi di dolore acuto che impattano sulla qualità della vita, sulla produttività e sulle relazioni sociali. Come Haleon, abbiamo una lunga esperienza nel campo del sollievo dal dolore e continuiamo a investire per rendere accessibili ai cittadini soluzioni sempre più mirate, basate su evidenze solide e su un uso consapevole dei farmaci. Il farmaco antinfiammatorio lanciato di recente è un esempio concreto del nostro impegno nel supportare la gestione del dolore, con un approccio che tiene insieme efficacia, sicurezza e attenzione alle esigenze reali delle persone".

(Adnkronos) - Investimenti in ricerca e innovazione, accesso alle cure e ruolo strategico dell'industria farmaceutica nel nostro Paese. Questi i temi al centro del talk 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità', il primo appuntamento del ciclo di incontri 'Equilibri e prospettive del sistema salute', promosso da Adnkronos con il contributo non condizionante di Farmindustria disponibile online. All'incontro, moderato dal vicedirettore Fabio Insenga, hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, e il direttore dell'Ufficio Relazioni internazionali di Aifa - Agenzia italiana del famaco, Armando Magrelli.
Nel suo intervento, il ministro Urso ha ribadito la scelta del governo di riconoscere la farmaceutica come comparto industriale strategico: "L'industria farmaceutica rappresenta la dimostrazione concreta di come si possa vincere la sfida dell'innovazione: è il settore che più cresce nelle esportazioni ed è quello che risulta più attrattivo per gli investimenti esteri nel nostro Paese, oltre a essere anche quello che investe maggiormente in innovazione e ricerca. Dobbiamo farne un esempio, un modello di politica industriale". Il ministro ha poi sottolineato la resilienza del sistema produttivo nazionale in uno scenario globale complesso. L'Italia, "in questa fase di instabilità e di conflitti, appare più competitiva di altri Paesi europei". "Nel 2025 - ha spiegato - nonostante guerre commerciali e conflitti armati che coinvolgono diverse aree del mondo, le esportazioni italiane sono cresciute negli Stati Uniti del 7,2%, la migliore performance tra i Paesi europei, trainate anche dal settore farmaceutico. A livello globale le esportazioni sono cresciute del 3,3%, consentendo all'Italia di avvicinarsi al Giappone come quarto Paese esportatore mondiale, con un divario ormai ridotto. Parallelamente, sono aumentati gli investimenti esteri in Italia di oltre il 12% negli ultimi anni, insieme agli investimenti in Borsa, alla crescita dei titoli di Stato italiani e all'aumento dei flussi turistici".
Anche il presidente di Farmindustria ha rimarcato il peso crescente del comparto farmaceutico nell'economia nazionale: "La forza della farmaceutica è la sua capacità di fare innovazione - ha evidenziato Cattani - di avere competenze da Sud a Nord del Paese. Vale, in investimenti in ricerca e sviluppo, oltre 4,5 miliardi di euro ogni anno tra ricerca clinica e tecnologia industriale. Oggi l'industria farmaceutica è il cuore della crescita manifatturiera italiana, con 74 miliardi di euro di produzione industriale nel 2025 e ben 70 di export. Il tutto con un dato molto positivo per la nuova occupazione: una crescita di quasi 2 punti percentuali da un anno all'altro".
Il presidente di Farmindustria ha poi richiamato il contesto geopolitico e le conseguenze del modello Most Favored Nation (Mfn) introdotto dagli Stati Uniti, che lega il prezzo dei farmaci a quello praticato nei Paesi che hanno un reddito pro-capite paragonabile e dove il costo è più basso. "Gli Usa - ha ricordato Cattani - hanno avviato nel 2025 un cambiamento profondo degli equilibri globali della ricerca e dello sviluppo e dell'organizzazione della filiera, con l'obiettivo di rafforzare la propria sovranità e ridurre le dipendenze, soprattutto dall'Europa". "L'industria farmaceutica e la filiera della salute sono fortemente interconnesse a livello mondiale per competenze, materie prime, ricerca e sviluppo - ha precisato - Isolare il tema Mfn da questo quadro non permetterebbe di avere una visione d’insieme, perché si inserisce in uno scenario in cui diventa necessario cambiare approccio in modo radicale nella gestione dell'innovazione".
"Manca ancora una vera logica value-based a livello regolatorio che consenta percorsi più rapidi - ha ammonito Cattani - Oggi, ad esempio, non esiste un meccanismo strutturato di early access per vaccini e farmaci innovativi per i cittadini italiani. In Europa e in Italia i tempi di accesso e rimborso restano lunghi e frammentati, e si sommano a sistemi regionali disomogenei. Per questo diventa centrale superare una logica basata solo su costo e sconto, e spostarsi verso un approccio più orientato al valore dell'innovazione, anche affrontando nodi strutturali come il payback. Difendere la ricerca clinica e l'innovazione significa anche rafforzare la capacità produttiva e garantire ai cittadini l'accesso ai risultati della ricerca".
Dal punto di vista regolatorio, Magrelli ha posto l'accento sul il ruolo dell'Aifa nei processi europei e internazionali. "L'Europa sta modificando i propri assetti normativi per stare al passo con l'innovazione farmaceutica con interventi come il Critical Medicines Act, il Biotech Act e la riforma della legislazione farmaceutica. Sono interventi avviati dagli stakeholder con l'obiettivo di colmare il divario rispetto a un’innovazione che avanza a una velocità sempre più difficile da definire e governare".
Secondo il direttore dell'Ufficio Relazioni internazionali dell'ente regolatorio nazionale, il riconoscimento del valore passa anche da strumenti concreti di accelerazione come gli studi clinici che rappresentano oggi una leva fondamentale per consentire ai pazienti di accedere più rapidamente alle cure innovative. Sul farmaco, Magrelli ha osservato: "L'obiettivo è rafforzare una logica di valore. Il prezzo da solo non può essere sufficiente a rappresentarne l'impatto, sia per i sistemi sanitari sia per le imprese, perché incide anche sulla programmazione industriale e sugli investimenti. Il valore del farmaco si costruisce lungo tutta la filiera, a partire dalla ricerca e dallo sviluppo, soprattutto quando questa è condotta in ambito europeo. Per questo le istituzioni europee e nazionali stanno lavorando per velocizzare i processi regolatori, garantendo da un lato certezza dei tempi e dall'altro certezza del valore riconosciuto. In questo contesto si inserisce anche la necessità di poter rivedere nel tempo il valore dei farmaci: un tema complesso, ma centrale per l'evoluzione dei sistemi di accesso e rimborso", ha chiosato.
E proprio i temi dell'innovazione, della velocità decisionale e della capacità di competere a livello globale restano quindi centrali per il futuro del settore "L'Italia ha rafforzato la propria attrattività per gli investimenti industriali e può giocare un ruolo competitivo, ma solo se riesce a tenere insieme in modo coerente innovazione, regolazione e politica industriale, perché gli eventi che accadono nel mondo ci portano a prendere delle decisioni e devono essere decisioni di sistema, nell'interesse e nella tutela della sicurezza dei cittadini ma anche delle imprese", ha concluso Cattani.
Rivedi il talk: https://www.youtube.com/watch?v=YAaOlpfdnGE

(Adnkronos) - Controlli rafforzati e alcune restrizioni per chi entra in Usa con provenienza Repubblica democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan. L'epidemia di Ebola ha fatto scattare nuove misure previste dai Cdc (Centers for Disease Control and Prevention) che hanno emesso un'ordinanza che sospende l'ingresso negli Stati Uniti ai cittadini stranieri che si trovavano nei paesi coinvolti nell'epidemia nei 21 giorni precedenti l'arrivo. I cittadini statunitensi, i residenti permanenti e i cittadini statunitensi che si trovavano in questi paesi nei 21 giorni precedenti l'arrivo negli Stati Uniti sono autorizzati a entrare.
I viaggiatori che sono stati nella Repubblica democratica del Congo, in Uganda e nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti il loro volo e che hanno in programma di viaggiare negli Stati Uniti, durante il periodo di screening, saranno contattati dalla loro compagnia aerea per riprenotare il volo per l'aeroporto internazionale di Washington, scelto come 'porta' d'ingresso negli Usa per questi viaggiatori. "A oggi, non sono stati segnalati casi sospetti, probabili o confermati di Ebola negli Stati Uniti e il rischio di Ebola a livello nazionale è basso. Tuttavia, lo screening sanitario all'ingresso fa parte di un approccio a più livelli che, se utilizzato insieme ad altre misure di salute pubblica già in atto per individuare i viaggiatori sintomatici in arrivo, può rallentare e ridurre la diffusione della malattia negli Stati Uniti", sottolineano i Cdc in una nota.
"I viaggiatori che sono stati nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti l'arrivo negli Stati Uniti saranno accompagnati in un'area dell'aeroporto riservata allo screening. Qui risponderanno a un breve questionario che chiede informazioni sulla loro storia di viaggio e sui sintomi, e raccoglie informazioni per poterli contattare, se necessario; Il personale del Cdc osserverà questi viaggiatori per individuare eventuali sintomi della malattia e misurerà la loro temperatura corporea utilizzando termometri senza contatto (termometri che non toccano la pelle) - si legge nella nota - I viaggiatori che non presentano sintomi, ma che sono stati nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan negli ultimi 21 giorni, riceveranno informazioni su come monitorare il proprio stato di salute e sulle azioni da intraprendere qualora si manifestassero sintomi in seguito. Questi viaggiatori proseguiranno verso le loro destinazioni finali. I dati di contatto dei viaggiatori saranno condivisi con i dipartimenti sanitari statali e locali per ulteriori accertamenti e supporto". Se un viaggiatore presenta febbre o altri sintomi, verrà visitato da un funzionario della sanità pubblica del Cdc.
L'epidemia di Ebola ha determinato fino a ora un bilancio di oltre 100 morti. L'entità dell'epidemia, causata dal virus Bundibugyo, potrebbe essere maggiore di quanto suggeriscono attualmente le cifre diffuse. I dati ufficiali non descriverebbero la complessità del fenomeno, che potrebbe essere ancora 'sommerso' almeno in parte. È quanto suggerisce un rapporto pubblicato da ricercatori dell'Imperial College London, in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della sanità e le autorità sanitarie regionali.
Secondo l'Oms è destinata a crescere ancora: "Prevediamo che i numeri continueranno ad aumentare, considerato il tempo in cui il virus ha circolato prima che l'epidemia venisse rilevata", ha dichiarato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante una conferenza stampa sugli esiti della riunione del Comitato di emergenza che si è riunito ieri, 19 maggio. Gli esperti del comitato hanno confermato che l'epidemia rappresenta un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale (Pheic, dichiarata dal Dg Tedros domenica 17 maggio), ma non un'emergenza pandemica.

(Adnkronos) - Le mestruazioni restano uno dei temi della salute femminile più esposti a falsi miti e convinzioni errate, nonostante oggi sia più facile trovare informazioni attendibili rispetto al passato. Accanto a una maggiore diffusione di contenuti divulgativi e medici, continuano però a circolare credenze senza fondamento che influenzano il modo in cui viene vissuto il ciclo mestruale e, più in generale, il rapporto con il proprio benessere fisico e psicologico. Spesso queste idee si radicano nella quotidianità e vengono trasmesse nel tempo, generando dubbi o comportamenti non necessari. Diventa quindi importante saper distinguere tra informazioni affidabili e contenuti non supportati da prove, così da vivere il ciclo con maggiore consapevolezza e attenzione alla propria salute. “La corretta informazione sul ciclo mestruale è un elemento essenziale per la tutela della salute femminile - spiega Marco Grassi, ginecologo di Ascoli Piceno - La mancanza di conoscenze adeguate può portare all’introduzione di limitazioni non necessarie nella vita della donna, fino alla sottovalutazione di sintomi che potrebbero richiedere attenzione medica.”
"Il fenomeno della disinformazione tende ad accentuarsi nei mesi caldi. Durante l'estate, tra vacanze, sport all’aperto e cambi di routine, il ciclo mestruale viene spesso vissuto con maggiore attenzione e le convinzioni prive di basi scientifiche tornano a circolare più facilmente", si legge nella nota. Non si può fare il bagno in mare o in piscina durante il ciclo? "Falso. Con assorbente interno o coppetta mestruale è sicuro. Il bagno può anche alleviare i crampi: la protezione adeguata è sufficiente", risponde l'esperto.
L'acqua del mare blocca il ciclo mestruale? "Falso. A differenza di quanto comunemente ipotizzato, non c’è nessuna controindicazione medica nel fare il bagno in mare o in piscina durante il ciclo - chiarisce Marco Grassi - l'unico fattore da considerare è la temperatura: se l'acqua è fredda, i vasi sanguigni dell'utero si restringono momentaneamente riducendo il flusso; se è calda, i vasi si dilatano aumentandolo. Tuttavia, queste variazioni non bloccano il ciclo né lo rendono più doloroso. Anzi, un bagno o una doccia calda sono spesso consigliati proprio per dare sollievo ai dolori mestruali.” Il caldo ritarda il ciclo mestruale? "Non è necessariamente vero. Infatti - aggiunge - non esiste una correlazione tra alte temperature e ritardo del ciclo mestruale. Invece può accadere che il ciclo tenda ad essere più copioso".
Durante le mestruazioni non si può fare sport? "Falso. L’attività fisica può alleviare crampi e migliorare l’umore. L’esercizio, anche leggero, contribuisce al benessere e può ridurre i sintomi del ciclo", osserva Grassi. I tamponi possono essere pericolosi? "Falso. Il timore che il cordoncino del tampone possa spezzarsi è un timore comune, ma del tutto infondato. Infatti, il cordoncino che serve a sfilare il tampone non è solo nella porzione finale del tampone ma è cucito lungo tutto l’assorbente, quindi la possibilità che possa spezzarsi è molto remota", avverte.
Evitare di prendere il sole durante il ciclo mestruale? "Durante il ciclo mestruale la pelle può risultare più sensibile per effetto delle variazioni ormonali, in particolare degli estrogeni, con una maggiore reattività e predisposizione ad arrossamenti. Tuttavia, con una corretta protezione solare ed evitando le ore centrali della giornata, non ci sono controindicazioni specifiche all'esposizione al sole", sottolinea Grassi.
Oltre la stagione: i falsi miti che resistono tutto l'anno. " Alcune credenze non conoscono stagione, e influenzano la quotidianità delle donne da generazioni. Tra queste, l'idea che le mestruazioni si sincronizzino tra donne che vivono a stretto contatto, oppure la convinzione che mangiare cioccolato peggiori i dolori mestruali: un falso mito, poiché il cioccolato fondente può contribuire alla produzione di endorfine e al miglioramento dell'umore, rappresentando un alleato durante il ciclo. O l’idea che alcuni alimenti, come conserve, prodotti a base di lievito e maionese, sono influenzati dal ciclo mestruale. Fino ad arrivare a informazioni sbagliate che possono avere effetti seri sulla vita e sulla salute della donna: Il ciclo mestruale deve durare 28 giorni: "Non esiste una durata 'perfetta', generalmente varia tra 24 e 35 giorni e può essere considerata regolare anche se più corto o più lungo dei classici 28 giorni, purché mantenga una durata simile ogni mese – spiega Marco Grassi – flusso, durata e dolore possono variare da donna a donna senza rappresentare necessariamente un problema. È invece importante rivolgersi al medico quando il ciclo diventa molto irregolare, troppo ravvicinato, eccessivamente abbondante o assente per più mesi consecutivi."
Un’altra fake news pericolosa riguarda il fatto che durante il ciclo non si possa rimanere incinta: anche se poco probabile è possibile rimanere incinta durante le mestruazioni. Come sottolinea il dottor Grassi, "gli spermatozoi possono sopravvivere fino a 7 giorni nelle vie genitali femminili, rendendo possibile il concepimento soprattutto in caso di cicli brevi o ovulazione precoce. È quindi importante utilizzare metodi anticoncezionali in ogni fase del ciclo. Inoltre, durante il ciclo aumenta anche il rischio di infezioni sessualmente trasmissibili, motivo per cui è fondamentale l'uso del preservativo".

(Adnkronos) - La polizia sta indagando sull'ex principe Andrew per presunti reati sessuali. Secondo quanto si legge su diversi media stranieri gli investigatori intendono parlare con una donna che sostiene di essere stata portata nella sua abitazione di Windsor nel 2010 “per scopi sessuali”.
In un comunicato ufficiale, la polizia ha dichiarato: "Se desiderasse denunciarlo alla polizia, la sua segnalazione sarà presa sul serio e gestita con cura, sensibilità e rispetto per la sua privacy". L'iniziativa arriva dopo che le forze dell'ordine hanno individuato “molteplici piste investigative” in quella che viene descritta come un'“indagine di grande rilevanza”.
La polizia avrebbe sequestrato prove durante una perquisizione nell'ex casa di Andrea a Royal Lodge e nella sua nuova proprietà nella tenuta di Sandringham nel Norfolk, che gli agenti starebbero ora “esaminando attentamente”, a quanto si è appreso.
L'ex Principe Andrea ha costantemente negato ogni addebito in relazione alle accuse a lui rivolte.
Lo scorso 19 febbraio, nel giorno del suo 66esimo compleanno, Andrew Mountbatten-Windsor era stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta per condotta illecita nello svolgimento di una funzione pubblica in relazione al caso Epstein. Rilasciato quasi 12 ore dopo l’arresto, era accusato di aver divulgato informazioni riservate a Epstein durante il suo decennio come inviato commerciale del Regno Unito: la polizia aveva chiarito che restava sotto indagine.
Nuove accuse sono arrivate nei giorni successivi. L'ex principe avrebbe addebitato ai contribuenti britannici i costi per un massaggio e spese di viaggio eccessive mentre lavorava come inviato commerciale del Regno Unito. Un ex funzionario, che lavorava per il dipartimento del Commercio e degli Investimenti del Regno Unito nei primi anni 2000, era rimasto infastidito dalla richiesta di Andrea di coprire il costo dei "servizi di massaggio", che il fratello di re Carlo si era rifiutato di pagare. "Pensavo fosse sbagliato. Avevo detto che non dovevamo pagarlo, ma alla fine lo abbiamo pagato comunque", ha riferito all'emittente britannica.
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