
(Adnkronos) - Dopo l’inchiesta sulla ‘famiglia nel bosco’ disposta dal ministro della Giustizia, "non sono emersi profili di illeciti disciplinari da parte dei magistrati. Le decisioni di merito in ossequio all’indipendenza e all’autonomia della magistratura non sono oggetto di valutazione". Questo quanto riferisce il ministero della Giustizia sottolineando che così il ministro della giustizia, Carlo Nordio, ha disposto "l’archiviazione del procedimento sul caso".
Il Tribunale per i minori dell'Aquila ha sospeso la responsabilità genitoriale di Catherine Birmingham e del marito Nathan Trevallion, disponendo l'allontanamento dei 3 figli. La famiglia viveva in una zona boschiva in provincia di Chieti. "Un giorno parlerò della vicenda, sicuramente lo farò. Ma ora non sono in grado di farlo. I miei figli vogliono tornare a casa", aveva detto la donna nei giorni scorsi a Domenica In glissando sul caso giudiziario. "Io sono cresciuta in una bellissima e numerosissima famiglia. Ho sempre voluto che anche i miei figli vivessero in una famiglia amorevole. Mia madre ha avuto 6 figlie, ho capito che era una super donna. La mia famiglia è sempre stata molto unita", aveva poi aggiunto.
"Progettavamo un futuro per i nostri bambini nella natura, in salute e in pace. Abbiamo scelto una proprietà che era vicina ad una strada e ad alcuni villaggi, non era isolata. Volevamo avere legami e connessioni con la comunità. Se non avessimo avuto figli, probabilmente saremmo andati in Alaska. Abbiamo trascorso una vita meravigliosa fino a quando non è successo quello che tutti sapete", aveva spiegato ancora. "Il mio futuro è con mio marito e con i miei figli. L'Italia ha mostrato un grande affetto per noi, tanti sono stati empatici e comprensivi. L'Italia ci ha costantemente sostenuto da quando ci siamo trasferiti qui. Abbiamo apprezzato questo luogo e vorremmo stare in posto che continui a sostenerci. Voglio rimanere in Italia? Al momento sì, sicuramente", le parole della donna.

(Adnkronos) -
Velo, brand di Bat Italia e leader in Italia e in Europa nella categoria dei sacchetti di nicotina per uso orale, è sceso nuovamente in pista al fianco di Aprilia Racing, in occasione dell’attesissimo Gran Premio d’Italia, che si è svolto dal 29 al 31 maggio 2026 all’Autodromo Internazionale del Mugello. Velo conferma così il proprio impegno nel mondo del motorsport, in cui tecnologia, passione e performance si fondono in uno dei campionati più iconici e seguiti del panorama sportivo internazionale.
In qualità di sponsor, Velo ha accompagnato Aprilia Racing in questa prima tappa italiana del campionato con una presenza attiva per tutto il weekend e un ricco programma di iniziative dedicate a ospiti, partner e fan del brand. Per l’occasione, Velo ha allestito tre corner brandizzati situati in punti strategici – Piazza dei Vicari, Bahia Cafè (Lago Barberino) e Aprilia Hospitality – pensati per offrire al pubblico un’esperienza coinvolgente e immersiva nel mondo del motorsport. Il programma delle attivazioni ha incluso simulatori di guida di ultima generazione e dj set esclusivi dedicati alla community di Aprilia Racing, contribuendo ad animare la due giorni di gara.
“Guardiamo con grande soddisfazione al rinnovo della nostra partnership con Aprilia Racing anche per il campionato MotoGP 2026. L’intesa con un’azienda che rappresenta una delle grandi eccellenze italiane riflette i principi che guidano da sempre la visione di Bat: spirito innovativo, qualità e attenzione continua al miglioramento delle prestazioni. La prima tappa italiana del calendario ha rappresentato per Velo un momento strategico per consolidare ulteriormente il proprio legame con il mondo del racing, tra gli sport più adrenalinici e seguiti a livello internazionale”, ha dichiarato Simone Masè, Presidente e Amministratore Delegato di Bat Italia.
“Ci rende molto felici avere Velo tra i nostri partner anche per la stagione 2026. Aprilia Racing rappresenta da sempre l’eccellenza italiana, gli stessi valori che si riflettono in questa collaborazione. Una partnership che consolida ulteriormente il legame con il territorio e con quel patrimonio di competenze che rende l’Italia un punto di riferimento nel panorama tecnologico internazionale”, ha evidenziato Massimo Rivola, Amministratore Delegato di Aprilia Racing. Questa partnership rafforza l’incontro tra tecnologia, performance e valorizzazione dell’eccellenza Made in Italy. In questo contesto, Velo occupa un ruolo distintivo all’interno del portafoglio multi-category di Bat, essendo la prima linea interamente prodotta in Italia. Il progetto prende infatti vita all’interno dell’A Better Tomorrow Innovation Hub di Trieste, polo strategico del gruppo dedicato a produzione, innovazione e sostenibilità. Un centro d’eccellenza nel panorama del footprint manifatturiero del gruppo, focalizzato sulla produzione delle nuove categorie di prodotti senza fumo.

(Adnkronos) - In Italia il contesto economico, sociale e territoriale continua a incidere in modo significativo sulle opportunità educative e sull’accesso all’università. Lo evidenziano i dati dell’University Report 2025: la quota di giovani tra i 25 e i 34 anni con istruzione terziaria si attesta al 29,4%; l’abbandono scolastico resta superiore alla media europea (11,5% contro 9,5%) e la disoccupazione giovanile raggiunge il 20,3%, con una percentuale di Neet oltre il 15% e punte del 27,2% nel Mezzogiorno. Sempre In Italia, secondo l’ultimo rapporto Education at a Glance 2025 dell’Ocse, solo il 15% dei figli di genitori senza diploma arriva all’Università.
È per rispondere concretamente a questo scenario che la Scuola Galileiana di Studi Superiori dell’Università di Padova, attraverso il programma ME.MO. – Merito e Mobilità Sociale ospiterà, dal 9 all’11 giugno, tre giornate di internship residenziale con studenti e studentesse provenienti da tutta Italia. Le giornate - si segnala in una nota - "rappresentano un primo momento di incontro in presenza previsto dal programma nazionale gratuito di orientamento universitario, promosso dalla Scuola padovana, e rivolto ad allievi e allieve del quarto anno delle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia. Un’iniziativa nata per accompagnare giovani talentuosi nel superamento di eventuali ostacoli socioeconomici, favorendo l’accesso all’università e scelte formative consapevoli".
Questo primo momento residenziale coinvolgerà studenti e studentesse selezionati per merito e origine socioeconomica, provenienti diverse tipologie di istituti scolastici e consentirà loro di avvicinarsi concretamente al mondo universitario e conoscere le opportunità, non solo formative, che la Scuola Galileiana e l’Università nel suo complesso mette a disposizione. Il calendario delle tre giornate prevede lezioni, laboratori, attività di gruppo e momenti di confronto diretto con docenti universitari, tutor e studenti delle Scuola Universitaria Superiore, proponendo un’esperienza immersiva e orientativa di alto valore formativo.
Promosso dalla rete Merita, che riunisce, insieme all’istituto d’eccellenza patavino, altre quattro Scuole Universitarie Superiori italiane – l’istituto ideatore del programma Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, la Scuola Normale Superiore, il Collegio Superiore dell’Università di Bologna e la Scuola Superiore di Studi Avanzati della Sapienza Università di Roma – il progetto ha l’obiettivo di favorire una maggiore equità nell’accesso alla formazione universitaria, valorizzando il talento e ampliando le opportunità di mobilità sociale.
Me.Mo. consiste in un programma completamente gratuito di orientamento e mentoring individuale rivolto a un gruppo selezionato di studentesse e studenti iscritti al quarto anno delle scuole secondarie superiori a cui offrire un percorso di orientamento per affiancarli e sostenerli nella delicata fase della scelta universitaria. Il programma annuale strutturato e continuativo accompagna gli studenti lungo l’intero anno scolastico con incontri a livello regionale, lavori di gruppo, attività in remoto e una internship residenziale a cui si affianca l’attività di mentoring del gruppo delle allieve e degli allievi universitari. Si sviluppa nell’ambito di Merita – La rete per il talento, composta dalle principali Scuole Universitarie Superiori italiane, e mira a rafforzare il ruolo dell’orientamento come strumento di equità sociale e mobilità educativa. Il programma riceve i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
La scuola di eccellenza dell’Università di Padova offre gratuitamente ogni anno a 30 tra studenti e studentesse selezionati e meritevoli la possibilità di prendere parte a un percorso formativo quinquennale, magistrale e dottorale personalizzato e di alto livello da affiancare al percorso universitario. Al termine del percorso gli studenti ottengono un diploma equiparato ad un master di secondo livello. La scuola oggi è diventata una struttura che accoglie più di 170 allievi, composta da tre classi, una per ogni corso: scienze morali, scienze naturali e scienze sociali. Oltre alla didattica, sono assicurati pasti e alloggio gratuiti per tutta la durata del percorso, bonus didattica per l’acquisto di testi e un bonus mobilità.

(Adnkronos) - “L’applicazione dell’intelligenza artificiale può ridurre del 25% i costi per lo sviluppo di un farmaco. Inoltre, diminuisce del 40% i tempi complessivi per la realizzazione di una nuova terapia. Dal momento dall’avvio della ricerca di base fino all’approvazione del trattamento, dopo gli indispensabili studi clinici, possono trascorrere anche 10 anni. I costi medi dell’intera operazione ammontano a oltre 2 miliardi di euro”. È quanto hanno evidenziato, durante un evento on line, gli esperti di Fossc, il Forum che raggruppa 75 società scientifiche dei clinici ospedalieri e universitari italiani. La teleconferenza, dal titolo ‘L’impatto dei nuovi farmaci e dell’innovazione terapeutica sulla salute dei cittadini’, è stata organizzata nei giorni scorsi. Vi hanno partecipato clinici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni sanitarie nazionali.
“Si calcola che solo il 12% dei farmaci messi a punto dalla ricerca clinica arriva effettivamente all’approvazione da parte degli enti regolatori - ha sottolineato Francesco Cognetti, coordinatore Fossc - L’applicazione dell’Ia sta iniziando a dimostrare tutte le sue grandi potenzialità anche nel complicato settore delle sperimentazioni cliniche. Può, infatti, consentire risparmi importanti in termini di tempo e di risorse umane-economiche dedicate, soprattutto in questo difficile momento storico. I Paesi Occidentali stanno iniziando a subire, anche nella ricerca, la forte concorrenza di nazioni come la Cina. Abbastanza evidente - ha osservato - è il caso degli studi clinici contro il cancro avviati negli Usa che, negli ultimi 10 anni, sono diminuiti del 34%. In Europa invece si sono ridotti addirittura del 50% con un calo di pazienti arruolati di circa 60mila in meno in 5 anni. Il paese asiatico è diventato il primo al mondo per numero di trial clinici oncologici. Bisogna perciò investire in questo settore strategico anche per restare competitivi a livello internazionale”.
Al momento in Italia - riporta una nota - sono attivi quasi 1.100 studi clinici multinazionali: 450 in meno della Spagna e 250 meno di Francia e Germania. In oncologia in particolare il nostro Paese si colloca solo al 3° posto. “Abbiamo anche numeri inferiori di arruolamenti di pazienti - ha proseguito Cognetti - All'Italia vengono assegnati arruolamenti inferiori e si trova con una media di 16,22 pazienti per studio contro i 38,11 della Spagna. Sono tutte opportunità perse soprattutto per problemi di carattere burocratico ed organizzativo”.
In questo contesto, “la farmaceutica innovativa, basata su farmaci di precisione, è un asset strategico per un grande Paese moderno - ha evidenziato Sergio Abrignani, professore di Immunologia dell’Università Statale di Milano - L’Italia negli ultimi 30 anni non è riuscita ad essere un generatore di farmaci innovativi. Oggi si devono creare le condizioni perché la buona ricerca fatta in Italia porti allo sviluppo e alla produzione di farmaci innovativi nel nostro paese. Ci sono almeno 2 fattori chiave che dovremmo implementare. Per prima cosa è necessaria una struttura di trasferimento tecnologico efficace e che faccia da moltiplicatore degli attuali marginali investimenti di Venture capital che vengono fatti nel settore biomedico. Inoltre, si dovrebbe creare un polo nazionale pubblico-privato per la produzione di farmaci biologici, cosa che oggi in Italia è possibile solo marginalmente”.
Un altro aspetto “molto critico - ha aggiunto Cognetti - riguarda la durata complessiva delle procedure autorizzative di accesso di Aifa”, l’Agenzia italiana del farmaco, “e a livello regionale. Su 84 nuovi farmaci, il cui decreto di rimborso è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale da luglio 2024 a maggio 2026, sono trascorsi in media 482 giorni (16,05 mesi) dal momento della domanda di rimborso da parte dell'azienda, che avviene in media 2 mesi dopo l'ok dell'Ema”, l’Agenzia europea dei medicinali.
“A questi tempi - ha precisato - vanno poi aggiunti quelli di inserimento nei prontuari regionali e quelli per la preparazione e l’aggiudicazione delle gare ospedaliere. Quindi - ha concluso l’esperto - arriviamo alla fine ad un totale di quasi 2 anni prima che un nuovo farmaco sia effettivamente disponibile ai pazienti italiani”.

(Adnkronos) - Invecchiare non significa fermarsi, ma continuare a vivere in movimento, mantenendo autonomia, relazioni e qualità di vita. È questa la visione alla base del Dynamic Aging, un approccio alla longevità attiva che mette al centro la salute integrata di ossa e muscoli, elementi strettamente connessi per preservare equilibrio, forza e indipendenza nel tempo. L’indipendenza, infatti, non si perde all’improvviso, ma progressivamente, spesso in modo silenzioso, quando fragilità ossea e perdita di massa e forza muscolare iniziano a compromettere stabilità e mobilità. Osteoporosi e sarcopenia rappresentano due facce della stessa fragilità, ancora troppo sottovalutate sebbene abbiano un impatto crescente sul rischio di cadute e fratture e perdita di qualità della vita. Da questa consapevolezza nasce la seconda edizione di "Non Romperle! Non perdere tempo, proteggi le tue ossa", la campagna nazionale promossa da Italfarmaco per sensibilizzare la popolazione sull’importanza di salvaguardare la salute dell’osso e dei muscoli. Un’iniziativa che porta informazione e cultura della salute fuori dagli ambulatori, direttamente nelle piazze delle città italiane.
"Oggi la scienza evidenzia sempre più chiaramente come ossa e muscoli non possano essere considerati separatamente – sottolinea Maurizio Rossini, ordinario di Reumatologia presso l’Università di Verona, direttore dell’Unità operativa complessa di Reumatologia dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e consigliere della Società italiana di reumatologia (Sir) -. Per questo, parlare di prevenzione significa adottare un approccio più ampio e intervenire precocemente sui fattori che contribuiscono alla fragilità dell’intero sistema muscolo-scheletrico. Per anni ci siamo concentrati principalmente sulla salute delle ossa, ma oggi sappiamo che proteggere il movimento e l’autonomia delle persone richiede una visione più completa. Vivere più a lungo non basta, è fondamentale mantenere nel tempo forza, stabilità e autonomia".
In Italia, l’osteoporosi colpisce oltre 4 milioni di persone, soprattutto donne, ed è associata a un aumento del rischio di fratture, specie se coesiste sarcopenia, ancora poco conosciuta e sottodiagnosticata e caratterizzata da perdita di massa, forza e funzionalità muscolare legata all’invecchiamento. Senza interventi mirati, solo nel nostro Paese, si prevede che il numero di fratture aumenterà del 20% entro il 2034, raggiungendo un totale di 700.000 fratture, considerando le sole che richiederanno il ricorso ad un pronto soccorso, mentre in Europa la sarcopenia è destinata a crescere fino al 60-70% nei prossimi decenni. Un doppio trend che rende sempre più urgente aumentare la consapevolezza in questo campo agendo su corretti stili di vita. "Con la seconda edizione di 'Non Romperle!' vogliamo ricordare a tutti che l’invecchiamento non deve necessariamente essere sinonimo di fragilità. Attività fisica, nutrizione e corretti stili di vita possono aiutare le persone a mantenere più a lungo energia, movimento e autonomia. Il nostro obiettivo è portare l’informazione scientifica direttamente tra le persone per aumentare la consapevolezza su corretti e sani stili di vita", dichiara Morena Sangiovanni, amministratore delegato Italfarmaco Spa, tra i principali attori nel campo della salute ossea.
L’iniziativa - informa una nota - prenderà il via il 16 giugno con un tour itinerante che toccherà il Centro e Sud Italia – Pescara, Nettuno (Roma), Torre del Greco (Napoli), Scilla (Reggio Calabria) e Messina – portando direttamente tra le persone la prevenzione grazie a corretti stili di vita. A bordo di un motor-home attrezzato, specialisti del metabolismo osseo e muscolare saranno a disposizione dei cittadini per incontri informativi gratuiti, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e fornire strumenti concreti per prendersi cura della salute muscolo-scheletrica nella vita quotidiana. A supporto della campagna sarà disponibile anche la piattaforma digitale www.nonromperle.it con contenuti informativi scaricabili, aggiornamenti sulle tappe e approfondimenti dedicati alla prevenzione in ogni fase della vita. Nel tempo, l’organismo cambia e dopo i 50 anni si può andare incontro a una perdi-ta annuale di massa muscolare, in particolare nell’arto inferiore, e a una riduzione della forza1. Quando la forza muscolare diminuisce anche l’osso perde parte del-lo stimolo necessario a mantenersi forte. Eppure, proprio con l’avanzare dell’età - quando il movimento diventa più necessario – la pratica sportiva diminuisce sensibilmente: coinvolge meno di una persona su quattro tra i 65 e i 74 anni e scende sotto il 10% negli over 75.
"Il vero problema è che arriviamo troppo tardi: iniziamo a occuparci di ossa e muscoli solo quando compaiono fragilità o si verifica una frattura - sottolinea Giulia Letizia Mauro, ordinario di Medicina fisica e riabilitati-va, Università degli studi di Palermo e direttore del Dipartimento assistenziale integrato di Riabilitazione, fragilità e continuità assistenziale Aou Policlinico Palermo -. Oggi si parla molto di allenamenti moderati-intensi o modelli come il CrossFit, ma la chiave non è spingersi al limite: è allenarsi in modo corret-to e personalizzato. Dopo i 50 anni serve un lavoro mirato su forza, equilibrio e coordinazione del movimento, adattato alla persona. È lì che si gioca davvero la possibilità di restare attivi e indipendenti nel tempo".
Via libera quindi a un’attività fisica regolare: esercizio aerobico ad intensità moderata come camminata, ballo, nuoto per 150-300 minuti a settimana; attività di rinforzo muscolare per gambe, glutei, dorsali, pettorali, addomi-nali e braccia per 2 o più giorni a settimana, per un totale di 30 minuti a se-duta; esercizi di stretching 2 o 3 volte a settimana; esercizi specifici per il miglioramento dell’equilibrio, con l’obiettivo di au-mentare progressivamente il livello di difficoltà, utilizzando come sostegno lo schienale di una sedia, un corrimano o una qualsiasi base d’appoggio stabile, almeno 3 volte a settimana; camminate durante la giornata, puntando a circa 7.000–8.000 passi al giorno, per ridurre la sedentarietà. Accanto all’attività fisica, anche l’alimentazione svolge un ruolo cruciale. Un adeguato apporto proteico, ricco di aminoacidi essenziali, è fondamentale per costruire il tessuto muscolare3. Secondo la Harvard medical school - si legge - anche il cor-retto equilibrio tra carboidrati, micronutrienti e idratazione, contribuisce al man-tenimento della funzione muscolare nel tempo .
Muoversi con regolarità e seguire uno stile alimentare equilibrato resta la base per proteggere ossa e muscoli. Con l’avanzare dell’età, però, può essere utile affiancare strategie aggiuntive, come una supplementazione mirata. "Il punto non è scegliere tra movimento, alimentazione o integrazione, ma consi-derarli tutti – sottolinea Rossini – Dopo i 50 anni, l’organismo cambia e va accompagnato: oltre all’attività fisica, quando necessario, integrare l’apporto di vitamine e oligoelementi può aiutare a sostenere forza e funzionalità delle ossa e dei muscoli. In concreto, secondo quanto suggerito da linee guida e raccomandazioni, questo può tradursi nel garantire un adeguato apporto pro-teico, un appropriato introito di calcio (indicativamente circa 1000-1200 mg al giorno, ricorrendo eventualmente a supplementi se l’introito alimentare risulta ca-rente) e, in condizioni di carenza di vitamina D, una corretta supplementazione con 1000-2000 unità internazionali al giorno, sempre adattando l’intervento alle caratteristiche individuali".
Come indicato dalle linee guida italiane e raccomandazioni - conclude la nota - per la salute dell’osso, è infatti fondamentale garantire un corretto introito di calcio ed ade-guati livelli ematici di vitamina D, che dovrebbero essere integrati in caso di carenza. Parallelamente, le evidenze scientifiche mostrano come la supple-mentazione proteica, in caso di carenza, possa contribuire a sostenere massa e funzione muscolare, soprattutto se associata all’esercizio fisico, favorendo la sin-tesi proteica e migliorando forza e performance fisica.

(Adnkronos) - La combinazione di tislelizumab con zanidatamab e chemioterapia ha dimostrato un beneficio statisticamente significativo in sopravvivenza globale, con un miglioramento di 7 mesi nel trattamento di prima linea del carcinoma gastroesofageo (Gea) Her2-positivo. Sono i risultati dello studio di fase 3 Herizon-Gea-01, pubblicati su ‘The New England Journal of Medicine’ e illustrati in una presentazione orale (Rapid Oral Abstract: 4010) all’Annual Meeting dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) che si è svolto in questi giorni a Chicago. Nel corso della presentazione, sono stati evidenziati i benefici indipendentemente dallo status Pd-l1, inclusi i pazienti con Pd-l1
L’adenocarcinoma gastroesofageo, che comprende i tumori dello stomaco, della giunzione gastroesofagea e dell’esofago, rappresenta il quinto tumore più comune a livello mondiale. Circa il 20% dei pazienti con Gea presenta una malattia Her2+. La prognosi complessiva - si legge nella nota - rimane sfavorevole, con un tasso globale di sopravvivenza a 5 anni inferiore al 30% per il tumore gastrico e pari a circa il 19% per il Gea. Zanidatamab è un anticorpo bispecifico diretto contro il recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (Her2), che si lega a due siti extracellulari di Her2 e riduce l’espressione del recettore sulla superficie delle cellule tumorali. Tislelizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato anti-programmed cell death protein 1 (Pd-1) di immunoglobulina G4 (IgG4), progettato in modo unico, con elevata affinità e specificità di legame per Pd-1, per minimizzare il legame con i recettori Fc-gamma (Fcγ) sui macrofagi, contribuendo ad aiutare le cellule immunitarie dell’organismo a riconoscere e combattere i tumori.
"I risultati dello studio Herizon-Gea-01 pubblicati sul ‘The New England Journal of Medicine’ e presentati in una presentazione orale all'Asco - spiega Filippo Pietrantonio, responsabile Oncologia medica gastroenterologica alla Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano - forniscono nuovi dati riguardo al regime costituito da tislelizumab aggiunto a zanidatamab più chemioterapia, che ha dimostrato un miglioramento significativo degli outcome per i pazienti con adenocarcinoma gastroesofageo Her2-positivo. In particolare, i risultati di questo studio, destinato a cambiare la pratica clinica, mostrano che questo regime ha determinato un beneficio in sopravvivenza anche indipendentemente dal Pd-l1
Nel dettaglio - riferisce l’azienda - i dati dello studio Herizon-Gea-01 evidenziano: miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza globale (Os) con zanidatamab più tislelizumab e chemioterapia, raggiungendo una Os mediana di 26,4 mesi; una Os mediana di 24,4 mesi è stata riportata con zanidatamab più chemioterapia e di 19,2 mesi nel braccio di controllo. Inoltre, È stata registrata un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (Pfs) in entrambi i bracci contenenti zanidatamab con una Pfs mediana di 12,4 mesi. La durata della risposta (DoR) mediana è stata di 20,7 mesi con zanidatamab e tislelizumab più chemioterapia; DoR mediana di 14,3 mesi con zanidatamab più chemioterapia e di 8,3 mesi nel braccio di controllo.
La presentazione orale all’Asco, ha riguardato nuovi dati che dimostrano un beneficio indipendentemente dallo status Pd-l1. “Con 26 mesi di follow-up, miglioramenti significativi della Pfs e della Os con zanidatamab più tislelizumab e chemioterapia sono stati osservati sia nei pazienti Pd-l1 positivi sia in quelli Pd-l1 negativi rispetto al braccio di controllo; i dati sono risultati coerenti tra tumor area positivity (Tap) e combined positive score (Cps). Nei pazienti con Pd-l1 Tap
“I risultati dello studio Herizon-Gea-01, ora pubblicati sul The New England Journal of Medicine con una dettagliata analisi per sottogruppi presentata in una sessione orale all’Asco – afferma Mark Lanasa, Chief Medical Officer, Solid Tumors di BeOne Medicines - rafforzano le evidenze a supporto del ruolo di tislelizumab nel determinare un beneficio sostenuto e statisticamente significativo in sopravvivenza globale. Con una Os mediana superiore a 26 mesi, il braccio contenente tislelizumab si posiziona come un nuovo approccio terapeutico rilevante in una malattia in cui permane un importante bisogno medico insoddisfatto”.
I risultati di sicurezza per il braccio zanidatamab più tislelizumab e chemioterapia sono risultati generalmente coerenti con gli effetti noti della terapia anti-Her2 e dell’immunoterapia e non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza. La diarrea è stata l’evento avverso correlato al trattamento di Grado ≥3 più comune nel 24,5% dei pazienti trattati con zanidatamab più tislelizumab e chemioterapia, nel 20,0% dei pazienti nel braccio zanidatamab più chemioterapia e nel 12,9% dei pazienti nel braccio trastuzumab più chemioterapia, considerando che la durata mediana del trattamento è risultata più lunga nel braccio tripletto, pari a 43,1 settimane (vs. 31,0 settimane con zanidatamab più chemioterapia e 30,0 settimane nel braccio di controllo). Durante il primo ciclo è stata introdotta una profilassi antidiarroica obbligatoria e i tassi di interruzione dovuti a diarrea correlata al farmaco sono risultati relativamente bassi, rispettivamente pari al 4,1%, 1,3% e 0% dei pazienti, con la maggior parte degli episodi di diarrea verificatisi nelle fasi iniziali dello studio.
L’Agenzia del farmaco statunitense (Fda) - conclude la nota - ha accettato una supplemental Biologics License Application (sBla) per tislelizumab e ha concesso la priority review. Inoltre, il Center for Drug Evaluation (Cde) della National Medical Products Administration (Nmpa) cinese ha accettato le sBla per zanidatamab e per tislelizumab per il trattamento di prima linea del Gea Her2+ avanzato/metastatico. BeOne detiene i diritti per zanidatamab in Asia (esclusi India e Giappone), Australia e Nuova Zelanda e intende collaborare con le autorità di questi mercati per accelerare le sottomissioni regolatorie.

"Noi stanziamo risorse per il trasporto pubblico locale al
contrario del governo che, invece, taglia". Il sindaco di Cagliari,
Massimo Zedda, chiude con una vena polemica la conferenza stampa in
municipio con cui stamane ha presentato, assieme ai vertici del
Ctm, la nuova Circolare notturna che quest'estate sarà gratuita,
grazie ha un investimento comunale di circa 100mila euro. "Con dati
negativi, come sistema Paese, sul trasporto pubblico locale, cioè
sul numero di chilometri percorsi, sulle infrastrutture, sui
chilometri di corsie preferenziali, sul numero di mezzi a
disposizione, insomma su tutte le politiche del trasporto, il
governo taglia per centinaia di milioni di euro i fondi per quanto
riguarda il trasporto pubblico. Cioè va in controtendenza rispetto
alle azioni che altri Paesi del sistema europeo intraprendono per
venire incontro alle esigenze delle famiglie e delle persone".
"Se
un tempo questo servizio era una necessità", argomenta Zedda, "oggi
è un bisogno che non può essere più rimandato, perché, col costo
della benzina e della manutenzione dei veicoli che cresce, il
servizio di trasporto pubblico determina per le persone la
possibilità di non dilapidare lo stipendio solo per avere un mezzo
per recarsi al lavoro, per uno spostamento. Quella che un tempo era
solo un'esigenza, oggi è diventata un diritto indispensabile".
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Da non perdere...
Con un investimento di circa 100 mila euro, il Comune di Cagliari
quest'estate renderà gratuito viaggiare sugli autobus del Ctm la
notte. Da martedì prossimo, 9 giugno, fino al 14 settembre, in
coincidenza con le vacanze scolastiche, sarà sperimentata per 83
giorni la CN, la Circolare notturna estiva, che partirà ogni notte
a mezzanotte da piazza Matteotti, di fronte alla stazione
ferroviaria. La quarta e ultima corsa, prevista dalle 3, rientrerà
al capolinea alle 5, dopo aver coperto una linea circolare di poco
più di 36 chilometri attraverso tutta la città, incluso il
lungomare Poetto fino alla Bussola.
(Adnkronos) - Al congresso Heart Failure della European Society of Cardiology, svoltosi a Barcellona, Bayer ha annunciato i risultati di nuove analisi su acoramidis nella cardiomiopatia amiloide da transtiretina (Attr-Cm). Il peggioramento dello scompenso cardiaco in regime ambulatoriale come predittore degli outcome clinici. Un’analisi esplorativa post-hoc dello studio clinic di fase 3 ATTRibute-Cm ha valutato il significato prognostico del peggioramento dello scompenso cardiaco in regime ambulatoriale e il potenziale beneficio di acoramidis rispetto al placebo. L’analisi ha evidenziato che il peggioramento ambulatoriale dello scompenso cardiaco è associato a un aumento del rischio di molteplici outcome clinici avversi fino a 30 mesi, inclusi mortalità per tutte le cause, mortalità cardiovascolare e ospedalizzazione per cause cardiovascolari. Acoramidis è stato associato a una riduzione del rischio del 41% di peggioramento dello scompenso cardiaco in regime ambulatoriale rispetto al placebo (40,83% vs 59,41%). Il beneficio è emerso precocemente, raggiungendo la prima significatività statistica nominale al giorno 30, ed è risultato sostenuto dal giorno 134 fino a 30 mesi.
"Questa nuova analisi rafforza il ruolo di acoramidis nella Attr-Cm, e in particolare su outcome clinici rilevanti inclusi il peggioramento dello scompenso cardiaco e le ospedalizzazioni - ha dichiarato Simona Gatti, direttore Medico, Bayer Italia -. Per Bayer, ciò riflette l’impegno non solo a portare ai pazienti terapie innovative, ma anche a generare dati solidi a supporto delle decisioni cliniche. Continuiamo a lavorare per rispondere ai rilevanti bisogni clinici insoddisfatti nella Attr-Cm e per migliorare gli outcome dei pazienti".
I pazienti con Attr-Cm vanno frequentemente incontro a ritardi nella diagnosi, interagendo in media 17 volte con le strutture ospedaliere nei tre anni precedenti la diagnosi. Dopo la diagnosi, in assenza di trattamento, la sopravvivenza media a cinque anni è di circa il 35%.
La cardiomiopatia amiloide da transtiretina (Attr-Cm) è una malattia progressiva e letale, caratterizzata dall’accumulo di proteine anomale nel muscolo cardiaco. Si sviluppa quando una proteina tetramerica chiamata transtiretina (ttr) diventa instabile, a causa di una mutazione genetica ereditaria o dei processi di invecchiamento, e si dissocia nei suoi monomeri. Questi monomeri si ripiegano in modo anomalo, si aggregano e formano fibrille amiloidi che si depositano nel cuore, causando un’insufficienza cardiaca La malattia viene spesso diagnosticata in stadi avanzati, quando l’accumulo di amiloide è già avvenuto e i pazienti cominciano a manifestare i primi sintomi. Senza trattamento, pazienti con Attr-Cm hanno una sopravvivenza media è di 3–5 anni.
Acoramidis è una piccola molecola selettiva, somministrata per via orale, che agisce come stabilizzatore della proteina (ttr) in modo quasi completo (≥90%). Offre un’efficace stabilizzazione del tetramero della ttr, mimando una "mutazione protettiva" naturale del gene ttr (T119M), che agisce sulla causa alla base della Attr-Cm: la destabilizzazione del tetramero nativo della ttr. Lo studio clinico di fase 3 ATTRibute-Cm ha valutato l’efficacia e la sicurezza di acoramidis (somministrato due volte al giorno rispetto al placebo) nei pazienti con Attr-Cm. Rispetto al placebo, acoramidis somministrato due volte al giorno è risultato superiore nel raggiungimento dell’endpoint composito di mortalità per tutte le cause (Acm) e ospedalizzazione di origine cardiovascolare (Cvh) nei pazienti con Attr-Cm fino al mese 30: beneficio significativo sull’endpoint primario dello studio (composito di Acm e prima Cvh, principalmente guidato dalla Cvh); riduzione del 36% del rischio dell’endpoint composito di Acm o prima ospedalizzazione cardiovascolare a 30 mesi, rilevata mediante modello di regressione di Cox in un’analisi post‑hoc esplorativa; riduzione relativa del rischio del 42% dell’endpoint combinato di Acm o Cvh ricorrente rispetto al placebo a 30 mesi; riduzione relativa del rischio del 50% delle ospedalizzazioni cardiovascolari cumulative annualizzate rispetto al placebo a 30 mesi. Acoramidis è risultato generalmente ben tollerato.
Acoramidis, sviluppato da BridgeBio, è stato approvato dalla Food and Drug Administration (Fda) negli Stati Uniti nel 2024 e dalla Commissione europea nell’Unione europea all’inizio del 2025, con un’indicazione che specifica la stabilizzazione quasi completa della ttr. Bayer detiene i diritti esclusivi di commercializzazione del prodotto in Europa, mentre BridgeBio detiene i diritti di commercializzazione di acoramidis negli Stati Uniti e in altre regioni. Dal marzo 2024, Bayer e BridgeBio hanno avviato una collaborazione per acoramidis in Europa. Questa partnership valorizza la lunga esperienza di Bayer nelle malattie cardiovascolari e la sua consolidata infrastruttura europea, insieme alla leadership di BridgeBio nel settore emergente dell'Attr-Cm.

(Adnkronos) - Un food truck come luogo di incontro, accessibile a tutti e capace di creare relazioni. È questa la scelta di Mirabilandia, che inaugura all’interno del Parco il nuovo progetto firmato Italy & Italy, riportando in vita “Pizzotto”, storico formato di pizza da passeggio nato a Rimini negli anni ’80. Più che un semplice nuovo punto ristoro, l’iniziativa nasce con un forte valore sociale: Mirabilandia ha scelto il format del food truck come simbolo di convivialità, semplicità e inclusione, in linea con la volontà di rendere l’esperienza del Parco sempre più aperta, informale e accessibile a pubblici diversi.
Il progetto Italy & Italy affonda le sue radici nel 1983, quando un gruppo di giovani professionisti romagnoli diede vita a un’idea innovativa di ristorazione veloce italiana. Tra i soci fondatori e protagonisti della rinascita del brand c’è anche l’attore e comico Paolo Cevoli, da sempre legato al territorio e all’identità romagnola. Oggi quel progetto torna con una visione contemporanea che mette al centro le persone e il valore sociale del lavoro. Grazie alla collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII e Associazione Cuore 21, Italy & Italy promuove infatti percorsi di inserimento lavorativo dedicati a persone fragili e con disabilità, contribuendo a costruire opportunità concrete di autonomia e partecipazione. Parte delle attività del progetto sosterrà inoltre le iniziative delle due associazioni, rafforzando ulteriormente il legame con il territorio e con il tessuto sociale locale.
“Siamo molto soddisfatti di accogliere all’interno di Mirabilandia il nuovo food track Italy & Italy, un progetto che arricchisce ulteriormente la nostra offerta e rafforza il posizionamento del Parco come luogo di esperienze sempre più complete e distintive. Inoltre, questa iniziativa ha il merito di unire tradizione italiana, innovazione gastronomica e attenzione al sociale, in linea con l’attenzione che Mirabilandia pone alla responsabilità sociale e al territorio”, spiega Sabrina Mangia, Managing Director di Mirabilandia. “Per noi è motivo di grande orgoglio avviare questa collaborazione con una realtà prestigiosa come Mirabilandia. Crediamo che il progetto Italy & Italy possa trovare in questo contesto un’importante occasione di crescita e valorizzazione. Allo stesso tempo, siamo convinti che il valore sociale alla base della nostra iniziativa possa rafforzarsi grazie a una partnership di tale rilievo. Essere presenti in una realtà amata da migliaia di famiglie rappresenta per noi un passo importante verso il futuro”, dichiara Giuliano Gaiba, Amministratore Delegato di Italy & Italy. Con questa iniziativa, Mirabilandia conferma l’attenzione verso progetti capaci di generare non solo intrattenimento, ma anche valore sociale e opportunità per la comunità.

(Adnkronos) - E' in calendario fino a domani, 5 giugno, presso il Mercure Villa Romanazzi Carducci di Bari, la seconda edizione della Lum Conference on Accounting, Banking, and Finance Research, un evento accademico dedicato a promuovere il dialogo, la collaborazione e l'innovazione nei settori della contabilità, del settore bancario, della finanza e della regolamentazione finanziaria. Sulla scia del successo della prima edizione, si segnala in una nota, la conferenza riunisce illustri studiosi, ricercatori, professionisti provenienti dall'Italia e dall'estero per discutere le tendenze emergenti, le sfide contemporanee e gli sviluppi futuri che plasmano i mercati e le istituzioni finanziarie.
L'evento si propone di offrire una piattaforma multidisciplinare per la presentazione di ricerche all'avanguardia su temi quali la corporate governance, il reporting di sostenibilità, l'intermediazione finanziaria, la gestione del rischio, l'innovazione bancaria, il fintech, i mercati dei capitali e la regolamentazione finanziaria. Attraverso interventi di relatori di spicco, presentazioni di ricerche e opportunità di networking, i partecipanti potranno confrontarsi in discussioni approfondite sul ruolo in continua evoluzione dei sistemi finanziari a supporto di una crescita economica sostenibile.
La seconda edizione della conferenza conferma l'impegno della LUM nel promuovere la ricerca di alta qualità e la cooperazione accademica internazionale nei settori della contabilità, del settore bancario e della finanza, riunendo esperti di spicco e studiosi emergenti, la conferenza si propone di generare nuove prospettive e contribuire a una formulazione di politiche e a una pratica aziendale basate su dati concreti.

(Adnkronos) - “La Procura ritiene comprovata la responsabilità dei tre imputati per omicidio plurimo aggravato e distruzione del cadavere”. Inizia con queste parole, pronunciate dal pm Manfredi Lanza larequisitoria del processo che si svolge alla Corte d'assise di Palermo per la strage di Altavilla Milicia (Palermo), in cui vennero torturati e uccisi una madre e i due figli minori, Antonella Salamone e i figli Kevin di 5 anni ed Emanuel di 17 anni. Con l'accusa di omicidio volontario sono alla sbarra Giovanni Barreca, il marito della vittima e padre dei due ragazzi uccisi e Sabrina Fina e Massimo Carandente, una ex coppia che avrebbe partecipato alla strage.
Al processo si sono costituiti parte civile i familiari di Antonella Salamone, moglie di Barreca, e dei figli Emanuel e Kevin, la madre della donna e il fratello Calogero. In aula, accanto al pm Lanza, anche il neo Procuratore capo di Termini Imerese Angelo Vittorio Cavallo.
Il pm ha ripercorso i momenti del ritrovamento dei tre cadaveri, la notte tra il 10 e l’11 febbraio del 2024. Un racconto dell'orrore. La donna e i due figli furono torturati per giorni e poi uccisi. La donna venne parzialmente carbonizzata e nascosta in un terreno vicino alla villetta.
All’arrivo dei carabinieri, e dello stesso pm Lanza, fu trovato sotto una coperta un bambino senza vita, “che definire in condizioni terribili non rende l’idea”, dice il magistrato. “Nella stanza di fronte c’era Miriam Barreca, seduta sul letto, viva”.
"Dietro il divano viene invece trovato il corpo dell’altro figlio, con un bavaglio alla bocca e una catena alle gambe - dice il pm Lanza - Ma non si trovava la moglie di Barreca, Antonella Salamone. Lo stesso Barreca e Miriam Barreca riferiscono che la madre fosse stata bruciata e che il corpo era stato nascosto in un terreno vicino alla villetta. Effettivamente si vedeva che c’era stato un incendio, c’erano ancora le braci. Conclusi gli accertamenti preliminari si è passati alla fase successiva. Sembrava che Barreca abbia sterminato la famiglia".
Poi il pm ricorda che Miriam Barreca, che è stata giudicata dal Tribunale dei minori, in primo grado è stata condannata a 12 anni e 8 mesi. "Ma vorrei ricordare che non è stata assolta per non avere commesso il fatto, bensì per 'immaturità'. Vorrei che fosse chiaro". La ragazza oggi vive in una struttura protetta fuori dalla Sicilia, dove segue un percorso con educatori e specialisti, scandito da test periodici di valutazione del suo stato, fino al ritorno in libertà.
"In quella villetta sono state perpretate delle sevizie nei confronti delle tre vittime. Sono state commesse delle atrocità", ha continuato il pm Manfredi Lanza nel corso della requisitoria. "Per scacciare i 'demoni', come ci ha raccontato la figlia della coppia, Miriam Barreca, veniva preparato il caffè amaro e sia la donna che i ragazzini venivano costretti a berlo - dice il Manfredi Lanza - Facevano domande inerenti ad argomenti religiosi spinti, verso il fanatismo estremo. Miriam Barreca ci racconta di questi ‘interrogatori’. La madre è stata picchiata con calci, pugni, fino a cagionare la morte che avverrà poi in cucina. Poco dopo Miriam dice che lo facevano tutti gli adulti. Anche quando i ricordi sembrano confusi Miriam Barreca torna a un certo punto e dice che si decide di dare fuoco al corpo della madre". "Si è svolta una vera e propria mattanza", continua il pm, che poi racconta anche di un morso trovato sul polpaccio di Sabrina Fina: "Un morso dato da una delle vittime mentre venivano torturati".

(Adnkronos) - Al via, davanti alla Corte d'Assise di Milano, il processo a Gianluca Soncin, l'imprenditore di 53 anni in carcere per l’omicidio pluriaggravato della compagna Pamela Genini uccisa con 76 coltellate la sera del 14 ottobre 2025. L’uomo, entrato di nascosto nell’appartamento della vittima in via Iglesias era riuscito a ucciderla, nonostante la polizia fosse alla porta. All’ingresso in aula dell’imputato, la mamma della vittima, Una Smirnova, ha urlato “bastardo” prima di scoppiare in lacrime e allontanarsi.
La donna, assistita dall’avvocato Nicodemo Gentile, insieme al padre, al fratello e alla sorella della vittima, sono stati ammessi dalla Corte d’Assise di Milano presieduta dalla giudice Antonella Bertoja come parte civile. Escluse due associazioni che lottano contro la violenza sulle donne, così come Francesco Dolci, amico della vittima e “importante” testimone del processo al quale la ventinovenne si rivolse la sera dell’aggressione per far chiamare le forze dell’ordine. “L’esistenza di un rapporto sentimentale di pochi mesi, non connotato da una stabile e continuativa convivenza e interessato da un rapporto sentimentale parallelo della vittima, non consente di riconoscere la legittimazione alla costituzione di parte civile di Dolci” la decisione dei giudici.
Una Smirnova ha definito l'incontro con Soncin "devastante" e "terribile". "Devastante con la sua freddezza, la sua lucidità, con la sua totale mancanza di rispetto e comprensione, mancanza di pentimento. Una persona veramente che faccio fatica descrivere" dice la donna al termine della prima udienza del processo iniziato a Milano. Dopo il primo momento di sfogo rivolto alla sbarra, la donna è rientrata in aula e alle telecamere ammette che "sì" è terribile guardare l'assassino di sua figlia. "Mi aspetto giustizia, giustizia per mia figlia". “Siamo qui con grande forza e coraggio per chiedere l’ergastolo” le parole del patrigno Pier Giuseppe Rota, prima di entrare in aula.
Assente, invece, Francesco Dolci che ora è indagato dalla Procura di Bergamo per vilipendio di cadavere e furto nell'inchiesta sulla profanazione al cimitero di Strozza.
“Siamo in un caso in cui la realtà supera la fantasia: stalker in vita e dopo la morte, senza alcun rispetto per la famiglia di Pamela e per questo processo”, afferma l’avvocato Gentile. Nell'intervenuto in aula, il legale si è opposto alla costituzione di parte civile del 29enne. “La loro era una frequentazione superficiale, frivola, lei lo chiamava ‘stalker’, la Procura di Bergamo parla di un ‘incessante atteggiamento asfittico” spiega. Un’opposizione a cui si associano anche gli altri legali della famiglia della vittima e la Procura di Milano, mentre l’avvocata Eleonora Prandi ricorda che tra Genini e Dolci “c’era un rapporto stabile, continuativo dal maggio 2025. E’ lui l’ultima persona con cui ha parlato Pamela, è a lui che ha chiesto aiuto e questo dovrebbe far riflettere, è lui che si è precipitato e ha collaborato con i pubblici ministeri. Avevano un progetto in essere che era quello di sposarsi e per questo ha legittimità per chiedere di entrare come parte civile”.

(Adnkronos) - L’amichevole Lussemburgo-Italia ha vinto la prima serata di ieri, 3 giugno, con il 21,7%. La partita in onda su Rai1 ha incollato allo schermo quasi 4 milioni di telespettatori. Su Canale 5, il film 'Ticket to Paradise' con George Clooney e Julia Roberts ha intrattenuto 2.053.000 telespettatori, pari al 14,7%. Su Rai3, 'Chi l’ha Visto?' ha totalizzato 1.477.000 telespettatori e il 10,2%. Su La7 'Una Giornata Particolare' ha radunato 1.251.000 telespettatori, pari al 7,7%.
Su Italia 1, il film 'Chiedimi se sono felice' ha segnato 855.000 telespettatori e il 5,2%, mentre su Rai2 'Mare Fuori 6' 726.000 telespettatori e il 5,4%. Su Rete4, 'Realpolitik' ha ottenuto 506.000 telespettatori e il 4,4%. Sul Nove 'Tutto suo padre...e anche un po’ sua madre' ha raggiunto 405.000 telespettatori, pari al 3,3%. Infine, su Tv8 'Italia’s Got Talent – Best Of' ha ottenuto 264.000 telespettatori e il 2,2%.
Nella fascia access prime time, su Canale 5 'La Ruota della Fortuna' ha conquistato 5.161.000 telespettatori pari al 26,8%. Su Rai1 'Affari tuoi' non è andato in onda per lasciare spazio alla Nazionale di calcio.

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(Adnkronos) - In occasione di Data Center Nation presso l'area MiCo di Milano, ABB Electrification ha presentato le sue soluzioni integrate per le infrastrutture digitali. L'evento, che ha visto la partecipazione di ABB e di Equinix in un panel dedicato a sfide e opportunità del mercato, si colloca in un contesto italiano orientato a superare il gigawatt di potenza IT installata tra il 2027 e il 2028, supportato da 10,5 miliardi di euro di investimenti previsti nel triennio 2023-2025. (VIDEO)
“Il settore dei data center sta crescendo spinto dall'artificial intelligence sia a livello globale che a livello specifico italiano. A livello globale si registrano 220 gigawatt attesi al 2030 di datacenter installati, e un grosso contributo porterà all'intelligenza artificiale. L'Italia segue questo filone, ci sono stanziati più di 10 miliardi di investimenti nel prossimo triennio e si attende il raggiungimento del gigawatt di potenza installata entro il 2030” ha affermato Alberto Pagano, Global Data Center Segment Manager di ABB Electrification.
Pagano prosegue ancora: “ABB è molto conosciuta per la sua tradizione nel settore oil and gas ma ha anche una grande tradizione nel settore data center dove fornisce soluzioni di elettrificazione e di automazione mirate ad aumentare quella che è la resilienza, la sostenibilità e la scalabilità del settore”. “In particolare l'offerta di elettrificazione di ABB va dai quadri di media tensione fino alle apparecchiature di bassa tensione e soprattutto il cuore del data center, che è la parte di critical power quindi i gruppi di UPS. ABB fornisce anche soluzioni di automazione, soluzioni software e soluzioni di componentistica legate al cooling per il data center”.
A livello globale, il mercato dei data center modulari prefabbricati (PMDC) è stimato in oltre 25 miliardi entro il 2030, con un tasso di crescita annuo superiore al 25%. Il segmento dei moduli di alimentazione — il cuore dell'offerta ABB — rappresenta una quota significativa dell'intero mercato PMDC.
“I progetti datacenter in passato potevano richiedere fino a 5 anni per la realizzazione - continua Pagano - oggi i tempi sono decisamente diversi. Mediamente i tempi di realizzazione di un data center vanno dai 18 ai 24 mesi, ma ci sono molti casi in cui dall'acquisizione del terreno alla messa in servizio dello stesso, il business case per gli operatori prevede tempi tra i sette e i nove mesi. I tempi si sono accorciati e di conseguenza le soluzioni che devono essere fornite per la riequilibrazione del data center, devono consentire di accelerare il più possibile l’installazione di design di commissioning e di delivery delle soluzioni stesse”.
Un trend che sta prendendo piede è quello dei data center modulari, in particolare dei moduli di potenza che possono riguardare l'equipaggiamento di media tensione UPS, e l’equipaggiamento di bassa tensione trasformatori. ABB fornisce soluzioni modulari che possono consentire di accorciare i tempi di sviluppo fino ad oltre il 50%” afferma ancora il manager.
L'offerta di ABB a livello globale presidia la filiera energetica - dal punto di consegna in rete fino ai rack server - includendo quadri di media e bassa tensione, sistemi UPS, automazione e tecnologie di raffreddamento. Tra le soluzioni chiave figurano SafeRing Air per la media tensione, quadri MNS per la bassa tensione e la nuova generazione di interruttori aperti SACE Emax 3, che garantiscono stabilità e continuità operativa nelle applicazioni più critiche. Gli UPS in media tensione come HiPerGuard permettono invece di ridurre la complessità, migliorare l’efficienza e supportare l’aumento della domanda di potenza legata all’AI nei data center di nuova generazione. Soluzioni per server room come Smissline TP sono in grado di ottimizzare spazio e flessibilità, assicurando al tempo stesso una gestione dell’energia sicura. Infine, strumenti digitali e servizi come ABB ZEE600 offrono piena visibilità operativa, abilitano interventi predittivi e migliorano le performance lungo tutto il ciclo di vita.
Poi il discorso si sposta sulla scalabilità.
“Uno degli aspetti più importanti in questo momento nel settore del data center, soprattutto nel design e nella costruzione, è la scalabilità. Molti operatori sono restii. In realtà il settore si sta evolvendo talmente rapidamente che molti operatori stanno cercando di capire quella che potrà essere l'evoluzione da qui ai prossimi tre anni delle soluzioni tecnologiche”. “Di fronte a questa sfida - aggiunge ancora Pagano - la modularità offre certamente un vantaggio, il vantaggio di essere scalabile ma anche aggiornabile nel futuro, in linea con quelle che saranno le nuove esigenze tecnologiche”.
Infine: “La modularità cambia anche l'approccio finanziario all'investimento, perché la costruzione in moduli del data center consente di evitare l'investimento totale iniziale, ma di crescere in base alla domanda e all'offerta” conclude Pagano

(Adnkronos) - “Nel carcinoma della mammella in fase precoce, il referto istopatologico, insieme alle informazioni che si evincono dai dati molecolari, quindi con i test genomici”, possono essere “davvero la chiave per una medicina di precisione e, soprattutto, per permettere a queste pazienti di ricevere il trattamento più giusto, senza eccedere nella chemioterapia, ottimizzando il ruolo dei nostri ospedali e delle nostre reti oncologiche. Stanno emergendo sempre più evidenze di come l'intelligenza artificiale e la patologia computazionale, quindi la cosiddetta digital pathology, possano davvero mettere in comunicazione tutte queste informazioni trasformando il dato fornito dai test genomici in un dato con un ancora maggiore valore predittivo”. Lo ha detto Nicola Fusco, direttore della divisione di Anatomia patologica e diagnostica molecolare somatica dell’Istituto europeo di oncologia e professore associato di Anatomia patologica al dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia (Dipo) dell’Università Statale di Milano, partecipando all’Asco, “il Congresso mondiale dell'oncologia dove - chiarisce - si è discusso molto di come implementare l'utilizzo dei test genomici e come sprigionare maggiormente il loro potenziale non solo dal punto di vista predittivo ma anche dal punto di vista della stratificazione del rischio”.
“Il carcinoma della mammella rappresenta la patologia oncologica più frequente nel genere femminile, con oltre 500mila nuovi casi diagnosticati in Europa - sottolinea Fusco - Fortunatamente, gran parte di queste malattie vengono diagnosticate in fasi molto precoci. È importante tenere presente che il test genomico rappresenta in questo momento il punto di raccordo tra quella che è la diagnosi istopatologica tradizionale basata sulla morfologia e sui criteri clinico-patologici, con i dati molecolari e i dati clinici. Per fare in modo che i test genomici vengano utilizzati e ci sia un'accessibilità ancora maggiore su tutto il territorio nazionale - spiega - dobbiamo tenere presente che il fulcro di tutto questo processo è il team multidisciplinare” delle Breast unit, “nel quale l'oncologo, il patologo, ma anche il chirurgo, il radioterapista e tutti gli specialisti hanno il compito di definire quali sono i criteri per la scelta del test genomico per il trattamento migliore della paziente”.

(Adnkronos) - “L’utilizzo dei test genomici, in particolare l'oncotype Dx, negli ultimi 5 anni ha avuto un'importante evoluzione nella pratica clinica. C'è un trend in miglioramento a livello nazionale, considerando che sono prescrivibili 10mila test annuali. Nel 2025 abbiamo avuto l'84% di utilizzo globale di test oncotype Dx a livello nazionale e nel 2026 si prevede il 90%, che, aggiunto a quel 10% di utilizzo di altri test diagnostici, arriviamo comunque ad una globalità piuttosto buona”. Così Alessandra Fabi, membro del direttivo nazionale Aiom- Associazione italiana di oncologia medica, in occasione dell’Annual Meeting dell’American Society of Clinical Oncology Congresso (Asco) che si è appena concluso a Chicago (Usa), commenta l’impiego dei test genomici per il trattamento del tumore del seno in stadio precoce.
“Abbiamo ormai molto ben chiaro - continua l’oncologa - l'importanza di questo test” che può “evitare la chemioterapia nel 48% delle pazienti con un tumore ormonoresponsivo, recettori ormonali positivi e Her2 negativo, che non ne trarrebbero beneficio clinico, ma anche a utilizzare la chemioterapia dove noi non avremmo, in secondo le caratteristiche di base, prescritto la chemioterapia”. Dal 2020 ad oggi in tutto il mondo 2 milioni di donne hanno beneficiato della prescrizione di questi test genomici. In Italia ne sono stati prescritti 30mila. “C'è però una zona molto grigia a livello nazionale - osserva Fabi - Ci sono delle regioni in cui l'utilizzo dell'oncotype è veramente basso”. Accanto a “regioni virtuose come Lombardia, Campania, Lazio, che raggiungono addirittura oltre il 100% di utilizzo ce ne sono altro dove bisogna ancora lavorare, dato che l'utilizzo è al 4%. Per poter sensibilizzare l'utilizzo dell'oncotype Dx -suggerisce Fabi - serve comunicazione, educazione a 360 gradi anche nell'ambito della Breast unit, perché non” basta “una sensibilizzazione dell'oncologo, serve anche quella “del chirurgo, dell’anatomopatologo”. L’esperta propone, in particolare, “una maggior sensibilizzazione dei giovani che sono comunque molto spesso a contatto con gli stessi pazienti, su cui questa educazione può fare il valore aggiunto per aumentare sempre di più, a livello nazionale, l’uso di questo test diagnostico”.

(Adnkronos) - “In Europa ci sono alcuni Paesi un po' più virtuosi nell'utilizzo dei test genomici. Tra questi, ad esempio, la Germania, dove, grazie alle linee guida implementate localmente, c'è un'aderenza massimale alla prescrizione dei test. Penso che dovremmo trovare delle soluzioni operative, nel nostro Paese, che devono essere incorporate nell'ambito della Breast unit, in maniera tale che siano rispettate quelle che sono le indicazioni dell'Istituto superiore di sanità e il Consiglio superiore di sanità: prescrivere sempre, dove c'è indicazione, il test genomico per ottimizzare il trattamento in queste donne e per evitare sovratrattamenti e sottotrattamenti”. Lo ha detto Giuseppe Curigliano, professore ordinario di Oncologia medica al Dipo- dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia dell’Università Statale di Milano e presidente eletto Esmo-Società europea di oncologia medica, in occasione dell’Annual Meeting dell’American Society of Clinical Oncology Congresso (Asco) che si è svolto in questi giorni a Chicago (Usa).
“I test genomici rappresentano veramente una grande opportunità per le donne con tumore mammario endocrinoresponsive Her2 negativo in stadio precoce - spiega Curigliano - Purtroppo l'accesso ai test genomici in Italia non è ottimale. Nonostante ci sia un fondo dedicato, non si riesce ancora a saturare completamente, in alcune regioni, il loro utilizzo. Questo purtroppo è un grosso problema, perché rischiamo un sovratrattamento in molte donne in cui non c'è nessuna indicazione alla chemioterapia, e a volte, ahimè, anche un sottotrattamento, perché il test permette di capire bene chi ha indicazione alla chemio e chi no”.

(Adnkronos) - Andrea Vavassori e Sara Errani in finale al Roland Garros 2026. Oggi, giovedì 4 giugno, la coppia di tennisti italiani sarà impegnata nell'ultimo atto del tabellone di doppio misto dello Slam di Parigi - in diretta tv e streaming - sfidando quella formata da Gabriela Dabrowski ed Evan King.
La finale di Errani e Vavassori è in programma oggi, giovedì 4 giugno, alle ore 12. Le due coppie di tennisti non si sono mai incontrate in carriera, con quello di Parigi che sarà quindi il loro primo precedente.
Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.
La Regione Sardegna è pronta a stanziare circa tre milioni di euro
per abbattere l'addizionale comunale sui diritti d'imbarco nei mesi
di novembre e dicembre, nell'ambito di un confronto con le
compagnie aeree low cost per incentivare i collegamenti durante la
stagione invernale. La misura, emersa al termine di un vertice di
maggioranza convocato dalla presidente della Regione Alessandra
Todde a Villa Devoto, potrebbe essere inserita nella prossima
variazione di bilancio attualmente all'esame delle commissioni
consiliari.Pagina 3 di 137
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