
(Adnkronos) - LeBron James gioca a golf sul mare di Capri. Letteralmente. La stella dei Los Angeles Lakers pubblica su Instagram un video che documenta le sue vacanze italiane. A Capri, con i faraglioni sullo sfondo, James si esibisce in una serie di swing. La pallina decolla e finisce fuori dall'inquadratura. Lo stile del fuoriclasse in versione golfista appare 'competente'. Rimane una domanda, che rimbalza sui social. Le palline che fine fanno? In fondo al mare? Su una piattaforma? Qualcuno si tuffa e le recupera?

(Adnkronos) - Mirra Andreeva è la prima finalista del singolare femminile del Roland Garros, seconda prova stagionale del Grande Slam, in corso di svolgimento sui campi in terra battuta del Bois de Boulogne di Parigi. La 19enne russa, numero 8 del mondo e ottava testa di serie, ha superato la 23enne ucraina Marta Kostyuk, numero 15 del ranking Wta e del seeding, con il punteggio di 6-1, 6-3 in un'ora e 17 minuti. La russa si giocherà ora il titolo più importante della carriera con una tra la connazionale Diana Shnaider o la qualificata polacca Maja Chwalinska.
A far discutere, al termine del match, la mancata stretta di mano tra le due tenniste a causa della guerra in corso tra i due Paesi. Un tema (quello della guerra) toccato, giorni fa, proprio dall'ucraina Marta Kostyuk dopo il suo match d'esordio: "A 100 metri dalla casa dei miei genitori, un missile ha distrutto un edificio ed è stata una mattinata molto difficile per me. Non sapevo come questo avrebbe cambiato l’andamento della partita. Non sapevo come l'avrei affrontata, ho pianto per parte della mattinata. Tutti i miei pensieri e il mio cuore sono con il popolo ucraino".

(Adnkronos) - Si può morire per amore? La risposta degli scienziati è sorprendente: in alcuni casi il lutto e il dolore per la perdita di una persona amata possono avere effetti così profondi da compromettere seriamente la salute fisica e mentale, fino ad aumentare il rischio di morte. E c'è anche una sindrome riconosciuta dalla medicina che viene chiamata, non a caso, "sindrome del cuore spezzato".
Un tema tornato d'attualità dopo la scomparsa dell'artista franco-iraniana Marjane Satrapi, i cui familiari hanno parlato di una morte avvenuta "di tristezza" poco più di un anno dopo quella del marito. Ma cosa succede davvero al corpo quando il dolore per una perdita diventa insopportabile? E perché, secondo gli esperti, il cuore può risentirne fino a spezzarsi?
Sul tema sono stati condotti diversi studi. Uno dei più recenti è pubblicato sulla rivista 'Frontiers in Public Health' e, dati alla mano, dimostra che dopo la perdita di una persona cara, soprattutto se il dolore è insopportabile, è effettivamente possibile morire di 'cuore spezzato'. In particolare, spiegano gli autori, sono i cari che hanno manifestato "alti livelli" di sintomi di lutto ad avere maggiori probabilità di spegnersi nei 10 anni successivi alla perdita della persona amata, rispetto a chi ha invece manifestato "livelli più bassi". L
o studio è rimbalzato su diversi media internazionali. I ricercatori - Mette Kjærgaard Nielsen dell'università di Aarhus in Danimarca, e colleghi - hanno esaminato gli esiti a lungo termine sulla salute dei familiari in lutto nell'arco di 10 anni, dividendo i 1.735 partecipanti allo studio condotto in Danimarca in gruppi, in base al fatto che le persone avessero sperimentato bassi livelli o alti livelli di sintomatologia legata al lutto. Durante il periodo considerato, è deceduto il 26,5% dei familiari con livelli alti di dolore per la perdita, rispetto al 7,3% di coloro che erano stati colpiti in modo meno intenso.
Per definire i livelli più alti, gli autori hanno valutato la presenza di più della metà di 9 sintomi del lutto identificati. Tra questi: la sensazione di intorpidimento emotivo o di mancanza di significato nella vita; la difficoltà ad accettare la perdita; e la confusione riguardo alla propria identità. E' stato rilevato inoltre che i familiari con sintomi di lutto più intensi facevano anche un maggiore uso di farmaci antidepressivi, servizi di salute mentale e servizi di assistenza primaria.
Uno degli aspetti fondamentali del lavoro, ha commentato alla 'Cnn' la cardiologa e professoressa emerita dell'Imperial College di Londra Sian Harding, non coinvolta nella ricerca, è la sua prospettiva longitudinale, su un arco temporale più lungo. "Sappiamo benissimo che qualsiasi tipo di lutto ha un effetto acuto sulla salute del cuore. Non mi ha sorpreso più di tanto che questa particolare forma di stress, se prolungata, abbia un effetto dannoso sul corpo. Può manifestarsi soprattutto con malattie cardiache, ma anche con altri problemi".
Lo studio non è entrato nel merito delle cause di morte dei familiari in lutto, ma i risultati sono in linea con quelli di ricerche più ampie che dimostrano l'effetto che una perdita traumatica può avere sulla salute fisica di una persona.
Esiste anche una condizione nota a livello medico come sindrome di Takotsubo, o sindrome del cuore spezzato. E' una cardiomiopatia scatenata da situazioni di intenso stress che dà sintomi simili all'infarto. Sebbene questa 'sindrome da crepacuore' - prevalentemente femminile - abbia un tasso di guarigione che interessa un'alta percentuale di casi, nella forma più acuta può arrivare a tassi di mortalità simili a quelli dei pazienti ricoverati in ospedale per infarto (5%), secondo uno studio del 2015 pubblicato sul 'New England Journal of Medicine' (Nejm), frutto di una collaborazione internazionale che per l'Italia ha coinvolto un gruppo di ricercatori dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Policlinico A. Gemelli di Roma.
Per chi perde un amore c'è poi il nodo della depressione, che è una condizione che in generale incide sulla qualità della vita ed espone a un rischio più elevato di mortalità. Tornando sull'impatto a lungo termine, lo stress prolungato causato dalla perdita di una persona cara può anche provocare ipertensione, aumento del cortisolo, un maggiore rischio di diabete e problemi di salute mentale, ha evidenziato Harding nel focus della Cnn, citando anche ricerche sulla sindrome del cuore spezzato secondo cui alcune persone muoiono nell'anniversario del lutto.

(Adnkronos) - Dopo la circolazione di email truffa a nome del ministero della Salute su presunti rimborsi economici per prestazioni sanitarie, arriva l'alert del dicastero.
"Stanno circolando messaggi fraudolenti che, a nome del Ministero della Salute, comunicano presunti rimborsi economici per prestazioni sanitarie. Si tratta di un tentativo di phishing: il Ministero non invia email per erogare rimborsi", recita un messaggio sui social.
"Non cliccare sui link contenuti nei messaggi, non condividere dati personali o bancari ed elimina immediatamente l’email", l'avvertimento del ministero, che spiega: "Per informazioni attendibili fai riferimento esclusivamente ai canali ufficiali del Ministero della Salute, della tua Regione e della tua ASL".

(Adnkronos) - Riforma della medicina del territorio in pausa o meglio in stallo. Siamo a giugno e ancora non c'è 'l'accordo' tra i sindacati dei medici di famiglia, il ministero della Salute e le Regioni per il decreto che punta a riscrivere la nuova medicina del territorio e a popolare di medici le Case di comunità previste dal Pnrr. A maggio c'erano stati diversi incontri tra le parti in causa ma nessuna 'fumata bianca' sul decreto, quasi pronto ma con diversi punti che non piacciano ai sindacati. Intanto il 13 giugno è prevista una manifestazione in un albergo della Capitale della Fimmg con i direttivi di tutte le province italiane. La Fimmg è comunque in stato di agitazione da un mese e l'appuntamento della prossima settimana servira per misurare la temperatura della base sul decreto.
Ma cosa non piace della riforma 'Schillaci'? Secondo una fonte autorevole interna ai sindacati, "l'impianto non convince nessuno, c'è la volonta di collettivizzare la medicina generale mettendo i medici di famiglia in una struttura dove non ci sarà il tempo di dialogare con i pazienti, conoscerli e capire le esigenze", è il primo tema evidenziato. Il ministero della Salute ha sempre lasciato la porta aperta, auspicando anche che i sindacati portassero degli emendamenti al decreto che però potrebbe correre da solo. Nel dibattito pubblico uno dei temi su cui si è focalizzato il possibile scontro è stato quello del passaggio dei medici dall'attuale convenzione alla dipendenza, "ma non è questo il punto", osserva la fonte che replica: "C'è piena disponibilità a passare un certo monte ore nelle Case di comunità", il vero nodo è che questo decreto vuole "deformare e non riformare, trasformando la garanzia che oggi ha ogni cittadino di avere un medico di famiglia ad avere domani una struttura con dentro dei medici che non conosce", il tutto "pensando che il Fascicolo sanitario sia la soluzione di tutto, azzerando ogni rapporto umano". Intanto manca poco al 30 giugno quando dovrebbero partire a pieno regime le Case di comunità.
C'è il tempo per tornare a parlarsi ufficialmente e trovare un giusto compromesso. La riforma interessa anche il Governo e la politica non ha mai smesso di lavorare sottotraccia. La partita è quindi aperta, la premier Meloni punta a vedere operativo al 100% il Pnrr e questo vuol dire pieno funzionamento della Case e Ospedali di comunità. Una sanità più vicina ai cittadini. Al Festival dell'Economia di Trento il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ricordato i dati di una indagine sul rapporto tra cittadini e medici di famiglia della Fiaso (Federazione Italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere): "Nell'83% dei contatti il medico ha prescritto farmaci, nel 67% esami diagnostici, nel 60% visite specialistiche. Solo il 33% degli intervistati è stato visitato. Questo cosa significa? - ha osservato il ministro - Che il medico di famiglia nel tempo si è trasformato, ma questo non per colpa sua, per via di una deriva sistemica che ha accelerato il Covid. Io non ho mai messo sotto accusa i medici di famiglia, li ho sempre difesi, ho detto che sono il perno del nostro Servizio sanitario nazionale perché sono i primi ai quali i cittadini si rivolgono e sono quelli che meglio di tutti conoscono i cittadini, quindi li possono indirizzare verso le cure più appropriate".

(Adnkronos) - Il cardinale Robert McElroy, arcivescovo di Washington, ha rimosso monsignore Stephen Rossetti, sacerdote della diocesi di Syracuse (New York), dall’incarico di esorcista dell’arcidiocesi di Washington, ponendo fine anche a ogni affiliazione tra l’arcidiocesi e il Saint Michael Center for Spiritual Renewal, con sede a Washington. Lo rende noto l’arcidiocesi di Washington in una dichiarazione.
Alla base della decisione, alcune dichiarazioni di mons. Rossetti che collegano gli Ufo alla presenza demoniaca e il recente utilizzo dei social media da parte del Centro.
“Le dichiarazioni fatte da mons. Rossetti che collegano gli Ufo alla presenza demoniaca e il recente uso dei social media da parte del Centro minano gravemente l’insegnamento molto preciso della Chiesa sul diavolo, sui demoni e sull’esorcismo”, spiega il card. McElroy nella nota diffusa dall’arcidiocesi.

(Adnkronos) - La reunion dei Måneskin sul palco del Teatro Ariston nel 2027 è più di una semplice suggestione. L'indiscrezione, lanciata un mese fa da Fiorello durante la sua trasmissione 'La Pennicanza' quasi come una gag con tanto di selfie "probatorio" con Ethan e Thomas, sta assumendo i contorni di un progetto concreto, incastrandosi perfettamente nella rivoluzione che il nuovo conduttore e direttore artistico Stefano De Martino sta preparando per il Festival.
Due elementi, in particolare, rendono questo scenario estremamente plausibile. Il primo è la scelta di De Martino di includere nella sua squadra musicale Fabrizio Ferraguzzo, lo storico manager che ha guidato i Måneskin alla conquista del mondo. Il secondo, ancora più decisivo, riguarda le indiscrezioni (in parte anticipate da Dagospia che ha lanciato anche il nome di Luigi Antonini come candidato alla regia del festival) sul nuovo regolamento del Festival, su cui De Martino è già al lavoro.
Secondo quanto appreso dall'Adnkronos, si sta lavorando a un Sanremo con meno concorrenti, tutti sul palco ogni sera, e una novità sostanziale: una terza serata, prima di quella dedicata alle cover e della finale, pensata come una vera e propria "gara nella gara" per scegliere il rappresentante italiano all'Eurovision Song Contest. In questa serata, le canzoni verrebbero presentate con coreografie e costumi particolarmente spettacolari, pensati per un contesto internazionale come accade nel concorso europeo. La scelta del rappresentante per l'Eurovision 2027, che si svolgerà in Bulgaria dopo la vittoria della cantante Dara, sarebbe quindi separata dalla vittoria finale del Festival.
E qui, il cerchio si chiude. Chi meglio dei Måneskin, vincitori dell'Eurovision nel 2021 e terzi artisti italiani nella storia a riuscirci dopo Gigliola Cinquetti (1964) e Toto Cutugno (1990), potrebbe 'battezzare' il Sanremo che introdurrebbe questa novità rivoluzionaria? Il loro ritorno diventerebbe l'evento perfetto per lanciare questo nuovo format, unendo il richiamo mediatico della reunion alla credibilità internazionale della band.
È bene però chiarire che la band non si è mai ufficialmente sciolta. I membri hanno concordato una pausa a tempo indeterminato per esplorare percorsi individuali: una pausa che ha visto Damiano David lanciarsi in una carriera pop con l'album 'Funny Little Fears', Victoria De Angelis affermarsi come DJ di fama internazionale nei club di tutto il mondo, Thomas Raggi esplorare il suo lato più rock con l'album 'Masquerade' (prodotto da Tom Morello) e Ethan Torchio dedicarsi alla composizione di colonne sonore. Nonostante il valore dei singoli percorsi, i risultati commerciali non hanno eguagliato il successo del gruppo evidenziando una verità inconfutabile: la forza del marchio 'Måneskin' sul mercato globale, un'entità commercialmente molto più forte della somma delle sue singole parti.
In sostanza, la convergenza di questi elementi crea uno scenario in cui la reunion dei Måneskin a Sanremo 2027 non è solo un'ipotesi affascinante, ma una mossa strategicamente perfetta, un'operazione 'win-win' per tutti i protagonisti. Da un lato, per la band, rappresenta la via d'uscita ideale dalla pausa offrendo un rilancio di carriera sul palco che ha dato inizio alla loro ascesa globale.
Dall'altro, per Sanremo e Stefano De Martino, assicurarsi l'esclusiva di una reunion così attesa sarebbe un colpo da maestro. Pertanto, la domanda non è più "se" torneranno, ma "come" e "quando". E il palco dell'Ariston 2027 appare sempre di più la risposta designata. (di Loredana Errico)

(Adnkronos) - Concussione, violenza sessuale e maltrattamenti. Sono le accuse di cui deve rispondere un commissario per gli esami di maturità della scuola militare Teulié arrestato dai carabinieri di Milano. L’uomo, milanese di 48 anni, secondo le pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, dall’ottobre 2024 ad oggi avrebbe sottoposto alcuni giovani allievi a continue sopraffazioni e umiliazioni e mortificazioni.
L'inchiesta è nata dalla denuncia di una delle sette vittime maggiorenni. Da quanto si apprende il giovane sarebbe stato messo con le spalle al muro: per superare l'esame e non essere intralciato avrebbe dovuto cedere a ricatti e prestazioni sessuali.
Un "quadro di costanti pressioni". E' questo il clima che alcuni allievi della scuola militare Teulié di Milano respiravano in vista dei prossimi esami di maturità e che ha portato la Procura ad arrestare un insegnante della scuola per i reati di violenza sessuale, concussione e maltrattamenti, commessi nei confronti di diversi allievi.
Le contestazioni rappresentano "un quadro di costanti pressioni svolte dall'insegnante", il quale, "abusando della posizione educativa ricoperta - e in particolare del ruolo di componente interno della Commissione al prossimo esame di maturità -, nonché della condizione di assoggettamento psichico degli studenti, sottoposti a un regime di sopraffazione, vessazione, umiliazione e costringeva allievi a subire abusi sessuali, a condividere particolari della vita intima" si legge nel comunicato firmato dal procuratore Marcello Viola.

(Adnkronos) - Dalla riqualificazione di aree naturali e spazi urbani alla valorizzazione accessibile di edifici storici, fino allo sviluppo di infrastrutture innovative per la mobilità inclusiva: i 12 progetti selezionati dalla XIV edizione del concorso ‘I futuri geometri progettano l’accessibilità’ 2026 offrono un identikit dei professionisti che verranno: competenti, dotati di forte capacità di comprensione e risposta progettuale oltre ad una spiccata sensibilità ambientalista, e già schierati contro le barriere architettoniche, per costruire un futuro più accessibile. Gli studenti dei 12 istituti tecnici del settore tecnologico, indirizzo costruzioni, ambiente e territorio (cat) sono stati premiati nella Sala Trilussa di Cassa geometri a Roma nell’ambito dell’iniziativa che da oltre un decennio celebra il talento e l'impegno dei giovani nell’elaborazione di progetti per un futuro più inclusivo per tutti.
Il concorso, promosso da Fiaba Ets e dal Consiglio nazionale geometri e geometri laureati (Cngegl), ha l'obiettivo di sensibilizzare e formare le nuove generazioni di professionisti tecnici su tematiche cruciali come l'accessibilità e l'inclusione sociale. Ogni progetto, sviluppato dagli studenti degli istituti tecnici del settore tecnologico, indirizzo costruzioni, ambiente e territorio (cat), è realizzato in aderenza alle linee guida per la riprogettazione del costruito in osservanza della Legge nazionale 13/1989, del decreto ministeriale 236/1989 e in ottica di universal design. La cerimonia è stata inaugurata da Stefano Maiandi, presidente di Fiaba ets, seguita dagli interventi del segretario Cngegl Enrico Rispoli, del consigliere Cngegl Michele Specchio e del geometra esperto con delega Paolo Nicolosi. Per Cassa geometri è intervenuta la consigliera Francesca Muolo, mentre per Geoweb spa il consigliere Cngegl Ernesto Alessandro Baragetti, insieme ad altri rappresentanti degli enti e delle aziende che supportano attivamente il concorso.
Stefano Maiandi presidente di Fiaba ets sottolinea come “La XIV edizione del concorso Fiaba, nato per diffondere nelle scuole una cultura dell’accessibilità, persegua da oltre un decennio l’obiettivo di promuovere una progettazione inclusiva, attenta a tutte le persone, non solo alla disabilità motoria. Un invito ai futuri geometri a progettare con il cuore. Un impegno condiviso per costruire una società più equa e vivibile per tutti”. Paolo Biscaro presidente del Consiglio nazionale geometri e geometri laureati: “Progettare l’accessibilità oltre ad essere un compito etico per i geometri, è una delle tante attività di eccellenza dei nostri professionisti ed è un piacere osservare il modo in cui tra i futuri geometri ce ne siano molti già così bravi e attenti ad individuare dove e come intervenire per abbattere le barriere architettoniche disseminate nei contesti urbani in cui viviamo”.
Primi tre classificati. I.I.S. Vignarelli di Sanluri (SU) ‘Oltre il salto’ trasformiamo le barriere in connessioni: Riqualificazione del parco di Sa Spendula con percorsi accessibili, passerelle e soluzioni multisensoriali per garantire la fruizione della cascata a tutti. “Per aver trasformato un contesto naturale di straordinario valore in un’esperienza accessibile e condivisa, coniugando sostenibilità, innovazione e inclusione, e dimostrando come ogni barriera possa diventare un’opportunità di connessione per tutti”. I.I.S. Polo Tecnico Scientifico Brutium di Cosenza (CS). ‘Orto for all’: recupero inclusivo dell’Orto Botanico dell’Università della Calabria con percorsi accessibili e segnaletica inclusiva. “Per aver saputo integrare natura, tecnologia e progettazione inclusiva, trasformando l’Orto Botanico in uno spazio accessibile, educativo e sostenibile, capace di accogliere e valorizzare ogni persona nel rispetto dell’ambiente”. I.I.S. Einaudi di Chiari (BS) ‘Smart Urban Link’: sistema di strada urbana adattiva che integra design inclusivo, tecnologie intelligenti e materiali innovativi. “Per aver ideato un modello innovativo di infrastruttura urbana capace di adattarsi ai bisogni di tutti, coniugando tecnologia, sostenibilità e inclusione, trasformando la strada in uno spazio sicuro, accessibile e realmente condiviso”.
Premio speciale like digital/Fiaba ets: I.I.S.T.C.G. ‘Don Gavino Pe’ di Tempio Pausania (SS) ‘The Hollow’ Riqualificazione dell’area adiacente alla Chiesa di San Francesco - trasformazione di un’area degradata in parco urbano inclusivo con percorsi accessibili e nuovi spazi di aggregazione. “Per aver restituito valore a uno spazio dimenticato, trasformandolo in un luogo inclusivo, accessibile e sostenibile, capace di unire bellezza, socialità e rispetto del contesto urbano e naturale”.
Premio speciale Cngegl a IIS A. Meucci di Casarano (Le) “Progetto dedicato all’accessibilità”, un intervento con abbattimento delle B.B.A.A. nella Baia del Ciolo di Gagliano del Capo (LE) “Con questo progetto, gli studenti della 5AG dell’IIS ‘A. Meucci’ dimostrano come il futuro della progettazione possa essere inclusivo, coniugando accessibilità universale, rispetto dell’ambiente e valorizzazione di uno dei luoghi più suggestivi del nostro territorio”.
Menzioni speciali. Istituto Giovanni Antonio Giobert di Asti (AT) ‘Free Move’: Intervento di riqualificazione in Piazza Campo del Palio, volto a migliorare l’accessibilità e la fruibilità degli spazi pubblici con soluzioni inclusive e percorsi privi di barriere. “Per aver saputo reinterpretare uno spazio urbano storico, trasformando le barriere in opportunità progettuali, con soluzioni innovative che coniugano accessibilità, sicurezza e qualità dello spazio pubblico, rendendo la piazza un luogo realmente aperto a tutti.”
I.T.G. Gian Giacomo Marinoni di Udine (UD) ‘Bike & Breakfast’: Rilievo dello stato di fatto e sistemazione della nuova pista ciclabile del comune di Buja oltre al RI Progetto per l'abbattimento delle barriere architettoniche con demolizione e ricostruzione del bike-hotel. “Il progetto “Bike & Breakfast: la pista verso un’ospitalità senza barriere” è stato premiato per l’innovativa integrazione tra mobilità sostenibile, accoglienza inclusiva e riqualificazione territoriale, dimostrando una concreta attenzione all’accessibilità e alla qualità della vita”.
I.T.E.T. Bramante Genga di Pesaro (PU) ‘Attraverso la storia… senza barriere’: riqualificazione della Rocca Malatestiana con percorsi accessibili, segnaletica e servizi inclusivi. “Per aver saputo rendere accessibile un patrimonio storico di grande valore, coniugando rispetto per la memoria e innovazione progettuale, e dimostrando che la storia può essere davvero vissuta da tutti, senza barriere”.
I.I.S. G. Antonietti di Iseo (BS). ‘Lakesite bar’: Rigenerazione della spiaggetta lacustre con servizi accessibili, strutture sostenibili e spazi ricreativi inclusivi. “Per aver saputo valorizzare il patrimonio naturale e paesaggistico con soluzioni sostenibili e tecnologicamente avanzate, trasformando la spiaggetta di Iseo in uno spazio inclusivo, accogliente e accessibile a tutti”. I.I.S. Einaudi di Alba (CN) ‘Intervento sul municipio di Treiso’, un progetto con inserimento di rampe, ascensore e riorganizzazione degli spazi per la piena accessibilità. “Per aver saputo coniugare competenza tecnica e sensibilità sociale, proponendo interventi concreti e sostenibili per rendere il Municipio di Treiso accessibile e accogliente per tutti, contribuendo a costruire una comunità più inclusiva”.
Riconoscimenti di merito. I.I.S. C. Rosatelli di Rieti (RI) ‘La soglia continua’: riqualificazione dell’accesso alla cattedrale con soluzioni integrate per superare barriere fisiche e sensoriali. “Per aver saputo coniugare tutela del patrimonio storico e innovazione progettuale, proponendo soluzioni accessibili, inclusive e di alta qualità, capaci di restituire dignità, fruibilità universale e valore sociale a uno dei luoghi simbolo della comunità”. I.I.S. F. Meneghini di Edolo (BS) ‘Riqualificazione del corridoio urbano’, un progetto che interessa stazione, scuola e parco con percorsi continui, rampe e sistemi di orientamento inclusivi. “Per aver interpretato il ruolo del progettista come promotore di equità, realizzando un intervento capace di connettere spazi urbani e naturali attraverso soluzioni accessibili, sicure e inclusive, restituendo qualità e opportunità a tutta la comunità”.
L'iniziativa ha ricevuto il sostegno di ADR Assistance, Geoweb spa e Soluzioni ingegneristiche, partner tecnici Studio Teatini, Like digital, Eisi, e il patrocinio Cassa Geometri, Fondazione Geometri Italia, Anci, Anci Lazio, Federbalneari e Fondazione Univerde.

(Adnkronos) - Apre oggi la “Casa della Memoria e della Resistenza” in via dei Giubbonari 38. Lo spazio, che era la sede storica del Pci dedicata al partigiano Guido Rattoppatore, sarà un luogo multifunzionale, con circa 30 postazioni dedicate allo studio e al coworking, un proiettore e uno spazio di archivio dedicato alla memoria della Resistenza. La presidente del I municipio di Roma Lorenza Bonaccorsi sottolinea: “Ricordare fatti e persone che diedero vita alla Resistenza in città, trasmettere questo patrimonio alle giovani generazioni è il compito della Casa della Resistenza Romana. Un luogo plurale di approfondimento, di riflessione, di studio, di iniziativa".
"Così l’abbiamo sempre immaginata sin da quando a gennaio del 2021 vi fu la prima memoria della giunta del I Municipio e poi una seconda memoria tra i primi atti di questa giunta ad ottobre del 2022 a dimostrare la volontà nostra di procedere. Un impegno che ha visto protagonisti la maggioranza e anche forze di minoranza in consiglio municipale e che tutte voglio qui ringraziare", continua.
"Proprio qui fuori è affissa la targa in ricordo di Guido Rattopatore, operaio comunista che abitava nel rione, a cui fu dedicata appunto la sezione del Pci, che sul finire del gennaio 1944 mette a punto con un amico, Umberto Scattoni, un piano di attacco ad uno dei covi romani dei nazifascisti - conclude - Ecco, Guido Rattoppatore è l’esempio di quella Roma che si è battuta, che non è stata a guardare, che in tempi bui non si è voltata da un’altra parte, non ha taciuto. Vale per ieri, vale sempre. Viva la Resistenza”.

(Adnkronos) - Sul caso dell'ex consigliera lombarda Nicole Minetti, "l’Autorità giudiziaria competente - la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano - ha condotto gli accertamenti, richiesti dalla Presidenza della Repubblica e sollecitati dal ministero della Giustizia, sulla asserita infondatezza delle condizioni che hanno portato alla concessione della grazia". "La Procura Generale, su presunti fatti raffigurati in notizie di stampa, ha disposto accurate verifiche in ogni direzione necessaria, per il tramite degli organismi di Polizia italiani e dell’Interpol, giungendo alla conclusione che essi non corrispondono al vero. Il Presidente della Repubblica, che aveva chiesto pubblicamente al ministero della Giustizia – che ringrazia per avervi sollecitamente provveduto – di far disporre nuovi accertamenti, ha preso atto con rispetto delle conclusioni della Procura Generale di Milano, in base alle quali non si ravvisano motivi per una rivalutazione del provvedimento di clemenza adottato, ribadendo la propria fiducia nella Magistratura". A sottolinearlo è un comunicato diffuso dal Quirinale.
"Si ricorda –per corretta e autentica informazione– che, da oltre undici anni, quando una domanda di grazia è accompagnata dal parere favorevole degli organi giudiziari competenti, il Presidente della Repubblica - puntualizza la nota - concede abitualmente la grazia, senza farsi influenzare da considerazioni estranee alle finalità umanitarie della grazia".
"Per opportuna informazione va aggiunto che, per il decreto di grazia in questione, il Quirinale non si è discostato dai comportamenti abituali, senza alcuna inconsueta segretezza: nella maggior parte dei casi di concessione di grazia non viene emesso comunicato da parte del Quirinale, in ragione della presenza di dati sensibili –malattie, vicende e relazioni familiari, coinvolgimento di bambini e altri aspetti delicati– che vanno doverosamente tenuti al riparo da forme di divulgazione".
"Per offrire un preciso elemento di valutazione, nel mandato presidenziale in corso -conclude la nota- da oltre quattro anni sono state concesse 42 grazie: per 12 di esse vi è stato un comunicato che le ha rese note, mentre non vi è stato comunicato per 30 casi perché questi coinvolgevano dati sensibili. La Presidenza della Repubblica osserva il rispetto del divieto della loro diffusione".

(Adnkronos) - "La telemedicina è una possibilità nuova che ci viene data dalle tecnologie digitali e il medico deve necessariamente riadattare la propria modalità di lavoro all'uso corretto delle tecnologie. Fare le solite vecchie cose che si facevano prima delle tecnologie digitali con le tecnologie digitali non funziona e di solito genera semplicemente uno spreco di denaro". Con queste parole Francesco Gabbrielli, responsabile Ricerca e sviluppo per l'attività clinica in telemedicina di Agenas e docente di eHealth all'Università San Raffaele di Roma, spiega il senso della seconda fase del corso Fad sulla telemedicina - dal titolo 'Fondamenti di telemedicina per il medico' - accreditato Ecm, promosso dalla Fondazione Enpam, l'Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri, in collaborazione con Doctors Life sulla piattaforma Tech2Doc. (VIDEO)
L'obiettivo è accompagnare medici e odontoiatri nell'acquisizione di competenze sempre più specifiche per l'erogazione delle prestazioni sanitarie a distanza, in un contesto in cui la telemedicina sta assumendo un ruolo crescente all'interno del Servizio sanitario.
"La seconda fase della formazione che abbiamo in mente di fare con Tech2Doc - spiega l'esperto - consiste nel fornire una serie di corsi specifici sulle diverse modalità di lavoro per erogare delle prestazioni di telemedicina. Ad esempio, come erogare una televisita, un telecontrollo o un telemonitoraggio. Alcune di queste sono attività piuttosto complesse da svolgere e quindi richiedono un approfondimento anche formativo. D'altra parte sono esperienze iniziali in Italia dal punto di vista sistemico e nazionale, quindi è corretto anche dare delle indicazioni uniformi in modo tale che in tutte le aree del Paese lo svolgimento di una televisita sia più o meno fatto nello stesso modo".
Tra le principali sfide da affrontare vi è anche il coinvolgimento del paziente, che deve comprendere il valore e il funzionamento di un servizio sanitario erogato a distanza. La partecipazione attiva del cittadino, secondo Gabbrielli, è infatti essenziale per il buon esito del percorso assistenziale.
"Che il paziente comprenda perché sta facendo un'attività un po' diversa dal solito è fondamentale - osserva Gabbrielli - altrimenti non abbiamo l'adesione del paziente e quindi abbiamo molte difficoltà. Tra l'altro la telemedicina, se impegna il medico, un pochino impegna anche il paziente perché comunque deve comprendere il sistema organizzativo all'interno cui viene posta l'attività che lo riguarda. Il paziente deve assolutamente essere consapevole di quello che sta facendo, non solo per un motivo etico e deontologico ma perché c'è bisogno della sua collaborazione nell'esecuzione della procedura. La telemedicina lavora a distanza per definizione quindi c'è bisogno che il paziente compia delle attività insieme al medico. O se non il paziente, almeno il caregiver. Quindi è necessario che ci sia una spiegazione molto puntuale non solo di che cosa stiamo facendo ma del perché lo stiamo facendo. Ed è evidente che questa spetta al medico e al professionista sanitario a spiegare al paziente tutti questi elementi e far sì di poterlo ingaggiare in modo positivo in questa attività".
Una volta sperimentata, aggiunge l'esperto, la telemedicina consente di apprezzarne rapidamente i benefici, non solo in termini di comodità ma anche di qualità dell'assistenza. "Il paziente si rende conto subito dei vantaggi che ci sono. Non solo perché non si deve spostare ma anche perché il servizio è migliore, è più attento, è più vicino. Ma il punto fondamentale è che i professionisti sanitari, i medici in primo luogo devono avere la capacità di saper spiegare".

(Adnkronos) - Amadeus torna in Rai, per un saluto a Fiorello, tutto giocato sulla gag dell'ospite 'sgradito' che vuole riconquistare il rapporto con la Rai. Ma probabilmente il vero saluto lo rivolgerà a breve al gruppo Warner Discovery.
La partecipazione del conduttore a 'La Pennicanza', il programma su Radio 2 dell'amico di una vita, arriva infatti in un momento particolare, mentre tornano a intensificarsi le voci su una possibile separazione consensuale tra Amadeus e Warner Discovery, con circa due anni di anticipo rispetto alla scadenza del contratto quadriennale firmato nella primavera 2024. E non è un caso che oggi Amadeus abbia allungato un ramo di ulivo alla Rai, con la complicità di Fiorello ("gli Amarello sono tornati!") che lo ha coinvolto in una sorta di serenata al servizio pubblico sulle note di 'Non amarmi' di Aleandro Baldi, dove il conduttore 'transfugo' ha intonato, cambiando le parole originali: "Anche se la Rai ha dei muri enormi, io non ho paura e voglio superarli".
Amadeus ha appena concluso il suo impegno di access prime time con 'The Cage', la cui ultima puntata è andata in onda il 29 maggio. Era l’ultimo appuntamento già previsto e annunciato sul Nove, mentre non è ancora stata resa nota la data della presentazione dei palinsesti per la prossima stagione del canale generalista del gruppo Warner Discovery. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, Amadeus e Warner Discovery starebbero lavorando in queste settimane a una exit strategy che soddisfi entrambe le parti.
Il contratto quadriennale siglato nel 2024, prevede un programma di access prime time all'anno per tutta la stagione e due programmi di prime time l'anno. Ma su quest'ultimo fronte, mentre nella passata stagione sono andati in onda sia 'La Corrida' che 'Like a Star', oltre all'esordio del settembre 2024 con Suzuki Music Party, quest'anno Amadeus si è cimentato solo nell'access e nella 'Corrida'. In entrambe le stagioni, poi, ha ottenuto la liberatoria per poter partecipare come giudice al serale di 'Amici' di Maria De Filippi.
Che il trasloco dalla Rai, dopo gli anni dell'enorme successo del suo festival di Sanremo, al canale Nove non abbia ottenuto il seguito di pubblico inizialmente atteso non è un mistero. Probabimente sia il conduttore che il gruppo Warner Discovery, a questo punto, hanno valutato che non gioverebbe perseverare.
Non è certo la prima volta che il passaggio di grandi star da un gruppo televisivo ad un altro non incontra il successo sperato. La storia della tv è piena di eventi analoghi, a partire dal trasferimento dal servizio pubblico a Mediaset di Pippo Baudo e Raffaella Carrà, che tornarono sui loro passi anni dopo. Questa volta all'orizzonte non ci sarebbe un imminente possibilità di rientro in Rai di Amadeus, come più volte ribadito anche dalla dirigenza Rai. Non almeno nella prima parte della prossima stagione. Poi, si vedrà. Come si vedrà se invece il futuro del conduttore potrà giocarsi altrove. (di Antonella Nesi)

(Adnkronos) - Matteo Arnaldi adesso sogna in grande. Il tennista azzurro, fresco di semifinale conquistata al Roland Garros (dopo il ritiro di Berrettini ai quarti) aveva cominciato il torneo da numero 104 del mondo. Oggi, in attesa del penultimo atto dello Slam francese, è già clamorosamente al 34° posto del ranking Atp. Arnaldi ha guadagnato 70 posizioni fin qui e, con i prossimi match, potrebbe spingersi verso territori mai esplorati in carriera.
Adesso, per Arnaldi ci sarà da giocare il derby contro Flavio Cobolli in semifinale. In caso di vittoria contro il romano, Matteo salirebbe a quota 1836 punti, portandosi al 24° posto della classifica. E non finisce qui, perché sognare è possibile in questa stranissima edizione dello Slam francese. Se Arnaldi vincesse il titolo, si porterebbe a quota 2536 punti, in 13ª posizione.
(di Fabrizio Fois) Le quattro 'Blue Zone' del mondo, Sardegna
(Italia), Okinawa (Giappone), Nicoya (Costa Rica) e Ikaria
(Grecia), conosciute per gli alti tassi di longevità si mettono in
rete per creare un coordinamento internazionale permanente tra i
territori, che parteciperà congiuntamente a fiere ed eventi
internazionali del turismo e del benessere. Un prodotto turistico
globale ma anche uno scambio di informazioni e di esperienze per
"coltivare" la longevità per le future generazioni. Oggi la firma
della lettera di intenti in Ogliastra, una delle aeree dove si
contano i centenari sardi, alla presenza degli ospiti
internazionali.
(Adnkronos) - Oggi la Commissione Europea ha erogato all'Italia 12,8 miliardi di euro nell'ambito del Pnrr e di NextGenerationEu. Lo annuncia il vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto, via social. Si tratta - si ricorda - di "risorse che finanziano riforme e investimenti in settori strategici per il futuro del Paese: pubblica amministrazione, giustizia, lavoro, istruzione, ricerca, sanità, energia, mobilità sostenibile e sostegno alla competitività". Con questa nona rata, "l'Italia raggiunge l'85% delle risorse previste dal Piano. Un risultato importante che conferma il percorso di attuazione del Pnrr e il suo contributo alla crescita e alla modernizzazione dell'Italia".
"L’Italia ha incassato la nona e penultima rata del Pnrr. Un altro risultato concreto che conferma una verità semplice: sull’attuazione del Piano l’Italia è oggi davanti a tutti in Europa", scrive sui social Giorgia Meloni. "Andiamo avanti così, trasformando risorse in obiettivi raggiunti e risultati concreti per cittadini, imprese e territori", aggiunge la premier.
“Il pagamento della penultima rata del Pnrr, che porta a 166 miliardi di euro l’ammontare delle risorse ricevute dall’Italia, certifica il conseguimento del 100x100 degli obiettivi programmati nei tempi stabiliti, ossia 416 milestone e target che corrispondono a oltre l’85% della dotazione economica complessiva del Piano italiano e a circa tre quarti degli obiettivi previsti fino alla decima e ultima rata. Come ha giustamente evidenziato, in occasione del recente evento sull’attuazione del Pnrr, il vice dg Ecfin della Commissione europea, Declan Costello, che colgo l’occasione per ringraziare unitamente al dg Céline Gauer per il sempre costruttivo rapporto di collaborazione istituzionale, l’Italia è oggi la Nazione con il miglior tasso di attuazione Pnrr d’Europa, fino a diventare un modello virtuoso per gli altri Stati membri superando ogni aspettativa iniziale”, dichiara il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti.
Nella giornata di ieri, si legge in una nota, l’Italia ha ricevuto dalla Commissione europea il pagamento della nona e penultima rata del Pnrr, pari a 12,8 miliardi di euro, a seguito della valutazione positiva del 29 aprile scorso connessa al conseguimento dei 50 obiettivi collegati, suddivisi in 34 target e 16 milestone, comprendenti riforme e investimenti strategici per continuare a sostenere la crescita economica e sociale della Nazione. Tra le diverse riforme inserite nella nona rata, l’attuazione del programma Gol e la fondamentale adozione del rapporto finale del Piano di audit, strumento strategico per consolidare e migliorare gli eccellenti risultati raggiunti nella riduzione dei ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni che oggi liquidano i fornitori con tempi medi inferiori a 30 giorni.
Alle riforme - prosegue il comunicato- si aggiungono numerosi investimenti tra i quali: l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico per l’85% dei medici di base e l’estensione dei servizi di telemedicina a 300.000 persone, nonché l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero per 280 strutture sanitarie. Inoltre, tra gli investimenti di particolare rilievo si segnalano la riduzione delle perdite idriche con la distrettualizzazione di 45.000 reti, il rinnovo della flotta del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco con 3.800 nuovi veicoli, l’attuazione del programma GOL con 3 milioni di beneficiari raggiunti, 600.000 formati e il rafforzamento di 326 Centri per l’impiego, il supporto educativo a 44.000 minori nel Mezzogiorno, la digitalizzazione di 7.750.000 fascicoli giudiziari, la formazione in competenze digitali di 8.300 volontari tramite le organizzazioni accreditate al Servizio Civile Universale e di 650.000 dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo, il riconoscimento del credito di imposta e l’erogazione dei fondi per la competitività a favore di 4.000 imprese turistiche e la riqualificazione di 100 parchi e giardini storici. A questi si aggiungono obiettivi intermedi concernenti alcuni investimenti strategici previsti dall’ultima revisione del Piano, tra i quali gli accordi attuativi per la tempestiva attivazione del Fondo Nazionale di Connettività, del Fondo Rotativo Contratti di Filiera, del Fondo destinato agli alloggi per studenti universitari e per la Facility Parco Agri-Solare.
Attualmente il Governo Meloni, unitamente a tutti gli Enti e alle Istituzioni preposte, sta lavorando alacremente per il conseguimento degli ultimi obiettivi previsti dal Pnrr, connessi alla richiesta di pagamento della decima e ultima rata, oltre che per la gestione efficace della complessa fase di rendicontazione conclusiva del Piano, conclude la nota.

(Adnkronos) - Il 2026 si apre con un nuovo primato della logistica di Poste Italiane, che da gennaio a marzo ha consegnato la cifra record di 89 milioni di pacchi, facendo segnare una crescita a doppia cifra, +14,6%, rispetto allo stesso periodo del 2025. E continua ad aumentare a ritmo sostenuto anche il numero delle consegne effettuate dai portalettere di Poste Italiane: ben 38 milioni, in aumento del 21,9% rispetto allo scorso anno, confermando una strategia precisa. Un dato in costante crescita, quindi, quello delle consegne dei portalettere, in linea con quanto previsto dal piano strategico “The connecting platform”, che entro il 2028 dovrebbero raggiungere i due terzi del volume totale, anche grazie all’introduzione della nuova rete corriere a gestione diretta. (Video)
Portalettere, dunque, sempre più centrali nella logistica di Poste Italiane legata all'ecommerce, secondo una strategia sempre più green costruita su una flotta di 30 mila i veicoli a basse emissioni, 6200 dei quali full green. E nell’ottica di avere consegne sempre più sostenibili, prosegue anche lo sviluppo del progetto Green Delivery, che offre ai clienti una gran varietà di punti di ritiro: la rete dei circa 12700 uffici postali a cui si aggiungono i circa 20 mila punti, tra Rete Punto Poste e Locker, offre una nuova soluzione flessibile che, accentrando la consegna, permette una consistente riduzione delle emissioni di Co2. Una soluzione, questa, che gode del doppio vantaggio di rispondere alla domanda di consegne flessibili e alle esigenze di tutela dell’ambiente.

(Adnkronos) - Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Safeer Ahmed e Ali Raza, i due pakistani, entrambi di 31 anni, indagati per l'omicidio plurimo e aggravato dei quattro braccianti ad Amendolara, nel cosentino, durante l'interrogatorio di convalida del fermo nel carcere di Castrovillari. Il gip del Tribunale di Castrovillari, Orvieto Matonti, si è riservato la decisione. I due indagati sono difesi dagli avvocati Giovanni Brandi Cordasco Salmena e Giulia Montilli.
Dopo l'attività di indagine che, nel giro di poche ore, ha portato al fermo di due cittadini pakistani, la procura di Castrovillari è ora al lavoro per individuare il movente alla base dell'omicidio dei quattro braccianti, tre afghani e un pakistano, arsi vivi ad Amendolara, nel cosentino. Un omicidio di una "brutalità inaudita" che per la procura è stato "premeditato" e "organizzato secondo un piano ben predefinito". Tra le ipotesi seguite, quella del caporalato o dello scontro tra più gruppi per il controllo del lavoro nei campi che, come hanno lasciato intendere gli inquirenti durante la conferenza stampa convocata ieri in questura, sembra essere, al momento, la più battuta: "La Calabria, e anche una parte della Lucania, ha un contesto, e non lo scopriamo oggi, meritevole di attenzione sul fenomeno del caporalato. È evidente che una delle piste è anche questa", ha detto il procuratore capo di Castrovillari, Alessandro D'Alessio.
"Oggi, però - ha aggiunto - chi lavora nel caporalato non è un lavoratore 'in nero' puro. Sono persone che formalmente stanno a posto e molto spesso si trovano a dover operare su due contesti: da un lato, il contesto minaccioso e di sfruttamento delle condizioni di vita, spesso da parte di connazionali, almeno a livello più vicino al loro; dall’altro, l’ipocrisia di nostri concittadini che utilizzano nelle loro attività queste persone pagandole quattro soldi, anche se formalmente sembra che le paghino a regola".
Sia le quattro vittime che i due indagati per l'omicidio plurimo e pluriaggravato, infatti, erano regolarmente presenti nel territorio dello Stato, avevano il permesso di soggiorno ed erano incensurati. Gli inquirenti hanno poi ricostruito gli attimi cristallizzati nel video estrapolato dalle telecamere di sorveglianza del distributore di benzina, acquisito dalla polizia, e le fasi dell'attività investigativa che ha portato al fermo dei due indagati. Determinante per l'identificazione dei due, la testimonianza chiave di un carabiniere della Forestale, che aveva fermato poco prima il minivan per contestare alcune infrazioni al conducente.
Dal video si vede uno dei due scendere dall'auto e aprire il cofano, l'altro rompere la maniglia di uno sportello dall'interno e frapporsi fisicamente con gli arti superiori per impedire la fuga ai cinque passeggeri. Tutti hanno cercato disperatamente di salvarsi e fuggire tentando di rompere i vetri del minivan, ci riuscirà soltanto uno di loro, Taji Mohammad Alamyar, infrangendo col braccio il vetro di un finestrino e scappando a incendio già in corso. Taji, che è stato attinto dalle fiamme e ha riportato la frattura del braccio, ha denunciato la 'mafia pakistana', raccontando che i suoi amici sarebbero stati uccisi per essersi ribellati ai caporali, e ora è stato messo sotto protezione. Gli inquirenti escludono che possa aver agito d'intesa con i due pakistani fermati, ma sono alla ricerca di eventuali altri complici che potrebbero aver fornito loro coperture e supporto logistico.

(Adnkronos) - Nata a Santa Maria Capua Vetere sotto il segno di Ciriaco De Mita - 'il mio mito', lo ha spesso definito - Pina Picierno ha iniziato giovanissima ad impegnarsi in politica. Gli esordi nel Partito Popolare e quindi dal 2002, ad appena 21 anni, aderisce alla Margherita. Nel 2005 è eletta presidente federale della organizzazione giovanile, i Giovani della Margherita, al congresso che si svolge a Napoli. E poi il Pd di Walter Veltroni che la porta in segreteria come responsabile Giovani fino all'ingresso in Parlamento alla Camera nelle elezioni del 2008. Dove viene ricandidata ottenendo 5.197 preferenze a Caserta alle 'parlamentarie' volute dall'allora segretario Pier Luigi Bersani e venendo rieletta alla Camera. Quindi il passaggio in Europa con Matteo Renzi che la vuole capolista nella circoscrizione Sud alle europee del 2014, viene rieletta nel 2019 e nel 2025. A Strasburgo è vicepresidente del Parlamento europeo.
Da ieri il percorso di Picierno nel Pd si è interrotto. Una decisione maturata dopo un lungo disagio e mesi di tensioni e divergenze sulla linea della segretaria dem Elly Schlein. "Di dubbi ne ho avuti moltissimi, mi sono più che lacerata, ma credo che per rispetto alla mia dignità politica e personale sia arrivato il momento di lasciare il Partito democratico di Elly Schlein che è divenuto un posto diverso da quello che abbiamo fondato e perché ho sempre chiesto alla politica la forza e il coraggio di fare in coscienza le scelte più giuste. Ora tocca a me avere coraggio", ha detto Picierno in un'intervista al Foglio.
Ragioni politiche e non solo dietro all'addio. Picierno per le sue posizioni sull'Ucraina, è stata bersaglio dell’anchorman russo ultra-putiniano Vladimir Solovyev e di una escalation di intimidazioni ricondotte ad ambienti filorussi, tanto che il Viminale ha disposto la scorta nel giugno 2025. E in questa situazione difficile, la parlamentare ex-Pd non si è sentita sostenuta dal suo partito. Anzi, l'incontro di Picierno con alcuni rappresentanti dell’Israel Defense and Security Forum, rivelato a marzo dello scorso anno, diventa un vero e proprio caso nel Pd. Poi la linea politica. Ma il nodo vero resta politico. E la distanza culmina nel voto sul ReArm Europe in cui Picierno vota a favore in dissenso dal gruppo dem in Europa. L'ultimo episodio poi la decisione di votare Sì al referendum sulla giustizia mentre Schlein schiera il Pd nettamente sul No. Il Pd, dice Picierno, ha "subìto uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili, senza nemmeno una reale discussione, senza nemmeno il privilegio di poterne discutere in un congresso, come ho più volte chiesto. Il Pd che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più". Ma per Picierno esiste un'area politica che si rifà a quell'esperienza ma che non è rappresentata. "Credo che ci sia bisogno di ridare dignità e prospettiva unitaria a milioni di elettori che in questi anni hanno progressivamente abbandonato il Partito democratico. Credo che ci possa e ci debba essere un impegno comune per fare nascere un nuovo soggetto politico. Mi metto al servizio di questa idea e di questo progetto". Intanto Picierno ha aderito al gruppo di Renew Europe.

(Adnkronos) - Il fenomeno del salto con l'asta Armand 'Mondo' Duplants, il nuotatore Gregorio Paltrinieri, la marciatrice Antonella Palmisano e l'ex fantasista di Parma, Napoli e Chelsea Gianfranco Zola sono tra i vincitori della trentesima edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini.
I loro nomi sono stati annunciati nel corso di una conferenza stampa al Salone d'Onore del Coni a Roma. Oltre a loro saranno saranno premiati il prossimo 2 luglio a Firenze, al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, la sciatrice paralimpica Chiara Mazzel, il fiorettista Daniele Garozzo, il pallavolista Simone Anzani e i campioni olimpici del pattinaggio su ghiaccio Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti per il pattinaggio sul ghiaccio.
Oltre ai campioni più celebrati, il Premio Fair Play Menarini ha scelto di assegnare un riconoscimento anche alle nuove generazioni, con il Premio speciale Fiamme Gialle "Studio e Sport" e il Premio Fair Play Menarini "Giovani", per celebrare i più significativi gesti di lealtà compiuti dai ragazzi. I vincitori sono stati: Alberto Belluzzi (scherma), Gloria Tinaburri (equitazione), Matteo Pasqualetti (pallavolo).

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(Adnkronos) - Luciano Darderi si è operato alle tonsille. Il tennista azzurro aveva annunciato l'intervento pochi giorni fa, dopo l'eliminazione nel secondo turno del Roland Garros contro Francisco Comesana. "Mi devo operare da un anno, sono sempre malato, anche adeso ho avuto la febbre - aveva detto il numero 17 del ranking Atp al termine dell'ultimo match giocato a Parigi -. Non lo dico prima dei tornei perché non mi piace farlo sapere, ma neanche con Ofner (all'esordio) dovevo giocare". Darderi aveva deciso di operarsi per evitare i ricorrenti problemi di influenza nei vari tornei in giro per il mondo, con difese immunitarie spesso basse a causa della pressione continua legata ai tanti impegni.
Come appreso dall'Adnkronos, si è sottoposto all'operazione lunedì 1 giugno, in una clinica privata a Buenos Aires (dove resterà ancora qualche giorno), e tutto è andato secondo protocollo. I tempi di rientro sono di circa due settimane, ma bisognerà fare attenzione al percorso di cicatrizzazione. Darderi punterà a essere al top a Wimbledon (il terzo Slam della stagione inizierà il 29 giugno) e nelle prossime ore valuterà una sua partecipazione al Queen's a Londra. (di Michele Antonelli)
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