
(Adnkronos) - Shiva contro Fedez a Belve. Nella puntata in onda oggi 21 aprile su Raidue, Francesca Fagnani intervista il rapper Shiva, al secolo Andrea Arrigoni. L'artista nel 2023 ha sbito un agguato e dopo essere stato aggredito da due ragazzi, nei pressi della sua abitazione, ha impugnato una pistola e sparato, ferendo gli aggressori alle gambe. Shiva è stato arrestato e poi condannato per tentato omicidio. Dopo il patteggiamento, ha ottenuto una riduzione della pena e la libertà con obbligo di firma. "La pistola non è mai stata trovata, che fine ha fatto?", chiede Fagnani. "Non ne ho idea", risponde lui, sorridendo.
La vicenda è l'occasione anche per soffermarsi sul rapporto con il collega Fedez, unico tra i rapper a non aver aderito al movimento '#freeshiva' per la sua scarcerazione. Il motivo del dissapore nasce da una puntata di 'Muschio Selvaggio', in cui Fedez aveva evidenziato alcune rime che Shiva definisce misogine: "Il Gip che mi ha interrogato era donna, m’ha messo in condizioni difficili". Quando Fagnani gli fa notare che la responsabilità sarebbe dell’autore dei versi, Shiva resta fermo nella sua posizione: "Fedez non si è mai esposto su di me e l’unica volta che lo ha fatto è stato nel momento più critico della mia carriera. Mi ha danneggiato".
Shiva ripercorre la carriera. "Ho iniziato a 13 anni. L’infanzia è stata completamente dedicata alla musica. Non ho mai avuto neanche una ragazza prima". Il momento più emotivo arriva quando parla della nascita del primo figlio, avvenuta mentre era in carcere: "Non mi hanno accettato il permesso. Di solito si accettano anche in casi di reati più gravi". Poi il ricordo dei fuochi d’artificio che annunciavano la nascita: "Quando li ho sentiti ho pianto tantissimo". Nello studio di 'Belve', Shiva affronta anche la ferita dell’assenza paterna: "Nella vita cosa era giusto o sbagliato l’ho dovuto capire da solo. E per capirlo ho dovuto sbagliare".

(Adnkronos) - "Il cambiamento climatico è una delle sfide più urgenti del nostro tempo, ma può anche diventare un’opportunità per costruire una nuova economia globale. In Africa gli effetti del clima stanno già pesando sull’economia: gli shock climatici stanno riducendo tra il 3% e il 5% del Pil, frenando la crescita e lo sviluppo del continente. Gli investimenti globali in energia pulita hanno superato i 2 trilioni di dollari l’anno ma l’Africa, che ospita quasi il 20% della popolazione mondiale, riceve solo il 2% di questi flussi. Questa disparità deve essere corretta". Lo ha detto William Samoei Ruto, presidente del Kenya, intervenendo all’evento "Kenya: un grande paese che guarda al futuro" presso il Campus Luiss Guido Carli di Roma.
"La transizione energetica - ha poi concluso - è una leva per industrializzazione, occupazione e sicurezza economica. In Kenya oltre il 90% dell’elettricità proviene da fonti pulite e siamo leader globali nella geotermia. Abbiamo investito anche in eolico e solare, riducendo emissioni e costi energetici".

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(Adnkronos) - "Il presidente del Kenya Ruto è un leader esperto e profondamente impegnato al servizio del Paese. Ha assunto un ruolo centrale nell’Unione Africana, guidando processi di riforma che coinvolgono 54 Stati membri". Lo ha detto Musalia Mudavadi, primo ministro e ministro degli Esteri del Kenya, intervenendo all'evento "Kenya: un grande paese che guarda al futuro", presso il Campus Luiss Guido Carli che ha avuto quale ospite d’eccezione William Samoei Ruto, Presidente della Repubblica del Kenya.
Tra le priorità del presidente kenyota "ci sono la promozione dell’Africa Continental Free Trade Area, che punta a rafforzare il commercio interno al continente, e lo sviluppo del settore manifatturiero, considerato strategico per la crescita economica africana - ha spiegato Mudavadi -. L’Africa sta diventando un punto di riferimento per l’Unione Africana e per il continente". Il premier ha inoltre evidenziato l’approccio di Ruto "basato su una cooperazione 'win-win', cioè vantaggiosa per tutti, sia per l’Africa sia per i partner internazionali, con una particolare attenzione alle opportunità per le giovani generazioni ed è, inoltre, impegnato nelle iniziative di costruzione della pace nella regione".
Il Kenya, ha aggiunto Mudavadi "è anche attivamente impegnato nei processi di pace e stabilità nella regione". Infine, ha ricordato "la solidità dei rapporti con l’Italia, esprimendo la volontà di rafforzare ulteriormente questa collaborazione in futuro".
(Adnkronos) - Partirà il primo maggio da Olbia la nuova edizione di Shardana bikeventure, il più grande evento internazionale di bikepacking della Sardegna, pronto a confermarsi anche nel 2026 come uno dei percorsi più lunghi e affascinanti dell’intero panorama europeo. Con un tracciato ad anello di 1.138 km, l’evento accompagnerà i partecipanti in un viaggio unico attraverso paesaggi straordinari, territori autentici e comunità accoglienti, per poi fare ritorno a Olbia dopo aver attraversato l’isola in tutta la sua varietà.
Il percorso toccherà, in ordine di passaggio, le città partner che hanno creduto nel progetto e lo hanno sostenuto con entusiasmo: Olbia, Calangianus, Oschiri, Chiaramonti, Sassari, Terralba, Arbus, Villacidro, Decimomannu. L’iniziativa gode del patrocinio della regione autonoma della Sardegna e dell’assessorato al Turismo regionale, a conferma del valore strategico del progetto per la promozione dell’isola sui mercati internazionali. L’organizzazione dell’evento è curata da La Nuragica Asd, realtà specializzata nel mondo del gravel e del bikepacking, impegnata nello sviluppo e nella promozione di esperienze cicloturistiche di alto livello.
Accanto alle istituzioni, Shardana bikeventure può contare sul sostegno di numerosi brand internazionali del mondo del ciclismo, oltre che sul supporto di eccellenze sarde nel settore enogastronomico. Fondamentale è anche la collaborazione attiva con una rete sempre più ampia di operatori locali, che vedono nell’evento una nuova opportunità di crescita e di apertura verso un turismo curioso, consapevole e desideroso di scoprire la cultura, i sapori e l’ospitalità autentica della Sardegna. Il tracciato attraverserà inoltre tantissimi piccoli borghi dell’entroterra, coinvolgendo direttamente partner del territorio: dai b&b agli agriturismi, fino alle cantine e ai piccoli liquorifici artigianali. Un tessuto diffuso di accoglienza che rappresenta uno degli elementi distintivi dell’esperienza Shardana bikeventure, capace di mettere in connessione i partecipanti con l’anima più autentica dell’isola.
(Adnkronos) - Questo crescente interesse verso il progetto è stato ulteriormente confermato dal forte riscontro ottenuto durante la principale fiera italiana dedicata al cicloturismo, svoltasi a Padova a fine marzo, dove Shardana bikeventure ha attirato l’attenzione di un pubblico nazionale e internazionale sempre più orientato a esperienze di viaggio attive e sostenibili. Ad oggi, si conferma una fortissima componente internazionale tra i partecipanti, che supera anche quest’anno il 60% del totale. Oltre a numerosi cicloturisti europei, l’evento vedrà la presenza di partecipanti provenienti anche da Stati Uniti e Australia. Complessivamente, il 98% dei partecipanti arriva da fuori regione, un dato particolarmente significativo se si considera come, in passato, la Sardegna sia stata percepita come una destinazione complessa dal punto di vista logistico.
Anche grazie alla collaborazione con Grimaldi lines, oggi è possibile garantire collegamenti efficienti da e per l’isola, rendendo l’esperienza accessibile e sostenibile anche per chi proviene da lunghe distanze, senza incidere in modo rilevante sul costo complessivo di un viaggio di questo tipo. L’evento prenderà ufficialmente il via il 1° maggio e i partecipanti avranno tempo fino al 14 maggio per completare il percorso. Tuttavia, Shardana bikeventure è già oggi molto più di un evento: rappresenta una traccia permanente, fruibile durante tutto l’anno. Sempre più cicloturisti scelgono infatti di affrontare il percorso anche in periodi meno convenzionali, come le vacanze di Natale e Capodanno, confermando come la Sardegna sia una destinazione ideale per pedalare in ogni stagione.
Le amministrazioni locali coinvolte hanno aderito al progetto riconoscendo nel cicloturismo una leva strategica di sviluppo sostenibile e promozione territoriale. Il settore, infatti, è protagonista di una crescita significativa a livello europeo, accompagnata da una domanda sempre più forte, da parte di viaggiatori internazionali, di esperienze autentiche e immersive alla scoperta della Sardegna. Shardana bikeventure rappresenta molto più di un evento sportivo: è un vero e proprio viaggio esperienziale, capace di valorizzare il patrimonio naturalistico, culturale ed enogastronomico dell’isola, intercettando un turismo consapevole e di qualità. Con la sua formula di bikepacking – che unisce autonomia, avventura e rispetto per l’ambiente – l’evento continua a crescere e a posizionarsi tra le proposte più ambiziose e attrattive nel panorama europeo delle lunghe distanze. Appuntamento al 1° maggio 2026: la Sardegna è pronta ad accogliere i viaggiatori in sella alle loro biciclette.

(Adnkronos) - “L’intelligenza artificiale è la più grande rivoluzione del nostro tempo: trasforma economia, sanità, lavoro e democrazia. Ma non è neutrale. Può rafforzare la libertà oppure eroderla. Per questo non possiamo subirla: dobbiamo governarla. Per spiegare la sfida che abbiamo davanti, immagino un ulivo secolare: radici profonde nella nostra identità e nella nostra sovranità, rami proiettati verso il futuro e l’innovazione. Questo deve essere il modello italiano di intelligenza artificiale: crescere senza perdere il controllo delle proprie radici. Oggi il rischio è evidente: l’AI può salvare vite, aumentare la produttività e ridurre le disuguaglianze, ma se dipendiamo da infrastrutture, algoritmi e modelli sviluppati altrove, la nostra sicurezza, i nostri dati e il nostro vantaggio competitivo non sono più davvero nostri. Nel mondo, il 90% dei modelli di intelligenza artificiale è sviluppato tra Stati Uniti e Cina. Senza una strategia chiara, l’Europa e l’Italia rischiano di diventare semplici consumatori, una vera e propria colonia digitale''. Così la vicepresidente del senato e senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli intervenendo all’evento di Engineering “AI Italia. L’AI tra innovazione e sovranità digitale”, in Sala Zuccari.
''Per evitarlo servono tre pilastri: investimenti nazionali per sviluppare modelli e infrastrutture italiane, un’Europa capace di regolare senza soffocare l’innovazione, e una forte strategia su formazione e lavoro per valorizzare i nostri talenti. L’intelligenza artificiale non sostituirà il genio italiano: lo amplificherà. Ma dobbiamo creare le condizioni perché i nostri cervelli restino qui e costruiscano il futuro del Paese. La scelta è chiara: essere protagonisti o spettatori. Senza sovranità digitale, l’innovazione diventa dipendenza. Senza controllo dei dati, la crescita diventa vulnerabilità. L’Italia ha tutto per guidare questa rivoluzione, ma deve decidere adesso da che parte stare''.

(Adnkronos) - "Con Is-Ia (Italy’s Sovereign Intelligence Architecture) proponiamo un’architettura aperta che permetta di integrare modelli provenienti da diverse sorgenti, governando però l'intero flusso di utilizzo delle Api con quel modello. Grazie a questo approccio, la profittabilità può essere raggiunta in tempi brevi: nell'arco di massimo 12-18 mesi”. Così Fabio Momola, Evp Eng Digital Engineering Group, intervenendo oggi a Roma all’incontro ‘AI Italia. L’AI tra innovazione e sovranità digitale’, organizzato dal Gruppo su iniziativa della senatrice Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato della Repubblica. L’appuntamento mira a promuovere il confronto tra istituzioni, industria e mondo accademico sulla costruzione di una 'via italiana' all'Intelligenza Artificiale, per un Ai sovrana, sicura e sostenibile.
A proposito di sostenibilità, Momola fa sapere che “è un problema fondamentale quando parliamo di Ia. Se pensiamo che i grandi modelli americani consumano, per la sola fase di training (addestramento), quanto decine di famiglie europee durante un intero anno, capiamo quanto il problema sia cruciale da affrontare. Soprattutto quando le fonti energetiche utilizzate per l’approvvigionamento arrivano dal carbone o, comunque, dai combustibili fossili”, spiega aggiungendo poi come EngGPT2 cerca di risolvere il problema perché è un modello basato “sull'architettura Mixture of Experts che è in grado di generare un consumo, in termini di utilizzo (inferenza), molto inferiore rispetto alla media dei modelli esistenti quando il sistema viene chiamato per risolvere un task - approfondisce - Parliamo di un consumo che può ridursi dal 60% all'80% in meno rispetto a quello medio di un modello di grandi dimensioni”.
Infine, si sofferma sugli effetti dell’Ai Act: “La mia posizione è che la normativa non abbia mai bloccato l'evoluzione; in verità, è stata un freno solo per chi non si è posto nelle condizioni di sfruttarla per innovare meglio - afferma - Credo che con la nostra architettura Is-Ia e con EngGPT 2, ci siamo messi nelle condizioni di vedere l’AI Act come un acceleratore dell'innovazione, e non come un freno per noi, per l'Italia e per l'Europa in generale”, conclude.

(Adnkronos) - "Garantire la stabilità dell’Africa è un interesse cruciale per l’Italia e per l’Europa". Lo ha detto Marco Minniti, presidente della Med-Or Italian Foundation, intervenendo all’evento 'Kenya: un grande paese che guarda al futuro' al Campus della Luiss Guido Carli, con ospite il presidente del Kenya William Samoei Ruto. Minniti ha richiamato l’attenzione su "crisi ancora aperte, come la guerra in Sudan che non riusciamo a far finire", sottolineando quanto sia difficile oggi riportare stabilità in alcune aree del continente.
Secondo l’ex ministro, nello scenario attuale "conta sempre di più la posizione geostrategica dei Paesi, non solo i loro indicatori economici. In questo contesto, Italia e Kenya condividono un ruolo particolare: sono due Paesi gemelli. L’Italia è il punto di congiunzione tra l’Occidente e il Sud del mondo, mentre il Kenya è cruciale per gli equilibri africani". "Questa affinità", ha aggiunto Minniti, "può diventare un punto di forza per costruire insieme percorsi di stabilità e sviluppo" ha concluso.
"Siamo in una fase che richiede la massima attenzione. In queste
ore, grazie all'azione tempestiva ed efficace dell'Assessorato
della Sanità e della Asl si sta lavorando per contenere e superare
il problema il prima possibile. Il blocco della movimentazione dei
capi è una misura che pesa sugli allevatori e l'obiettivo deve
essere quello di ridurne al minimo la durata, evitando
penalizzazioni per la Sardegna rispetto ad altre regioni". Lo ha
detto l'assessore dell'Agricoltura, Francesco Agus, nel corso del
Tavolo verde oggi in Assessorato, un momento di confronto con le
associazioni di categoria convocato in una fase particolarmente
delicata per il comparto zootecnico. Al centro dell'incontro, il
tema della dermatite bovina, tornata a manifestarsi negli
allevamenti del Sud Sardegna.
(Adnkronos) - Si chiude un pezzo di storia dell’internet italiano. Il gruppo Tiscali, oggi sotto la holding Tessellis, avvia la fase finale della sua crisi industriale: stop alla testata TiscaliNews, uscita dei giornalisti e cessione degli asset principali, con il portale informativo destinato a scomparire.
Secondo quanto emerge da fonti sindacali e aziendali, la società ha aperto nei mesi scorsi una procedura di composizione negoziata della crisi, con lo scorporo dei vari rami d’azienda. In questo quadro, la parte B2C – insieme ai servizi web e ai marchi – è oggetto di una procedura competitiva per la vendita, mentre non è previsto alcun futuro per la testata giornalistica.
La stessa Tessellis ha confermato in un avviso pubblico la ricerca di offerte migliorative per diversi perimetri aziendali, tra cui il ramo B2C e web-mail e altri asset infrastrutturali e B2B .
Il destino della redazione è segnato. “I giornalisti di Tiscali non hanno un futuro”, denuncia l’Assostampa sarda dopo il tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Una posizione condivisa dal comitato di redazione di TiscaliNews, che parla di una scelta “di fatto obbligata” verso l’esodo incentivato.
Sono dodici i giornalisti coinvolti. Per loro, spiegano i sindacati, non esisterebbe alcuna prospettiva nei piani del possibile acquirente, individuato nella società energetica Canarbino, la cui offerta – in assenza di alternative – potrebbe diventare vincolante a partire da giugno. A quanto risulta ad Adnkronos, 10 giornalisti hanno scelto l'esodo e lasceranno l’azienda dal 5 maggio, mentre due andranno in cassa integrazione.
La conseguenza è la chiusura della testata: il sito informativo TiscaliNews, attivo da oltre 25 anni, è destinato a sparire insieme alla redazione.
Il percorso avviato da Tiscali ricalca una strategia di dismissione per “perimetri” distinti: da un lato i servizi retail e il portale, dall’altro le attività infrastrutturali e business. Un processo che riflette le difficoltà strutturali del gruppo, stretto tra debito, concorrenza nel settore telecomunicazioni e trasformazione del mercato digitale.
Il tribunale di Cagliari ha già concesso misure protettive nell’ambito della procedura di crisi, congelando le azioni dei creditori e consentendo alla società di gestire la riorganizzazione.
Fondata nel 1998 dall’imprenditore sardo Renato Soru, Tiscali è stata uno dei simboli della prima stagione di Internet in Europa. Nata a Cagliari, la società si impose rapidamente come provider alternativo agli incumbent telefonici, cavalcando il boom della connettività e diventando uno dei principali portali web italiani.
Nei primi anni Duemila Tiscali arrivò a espandersi in diversi Paesi europei, con una capitalizzazione miliardaria durante la bolla delle dot-com. Il portale Tiscali.it – con notizie, email e servizi – divenne uno dei principali punti di accesso alla rete per milioni di italiani.
Negli anni successivi, però, la competizione globale, i cambiamenti tecnologici e le difficoltà finanziarie hanno progressivamente ridimensionato il gruppo, fino alla fusione con Linkem e alla nascita di Tessellis.
Con la chiusura di TiscaliNews non si spegne solo una testata, ma una parte dell’ecosistema digitale italiano delle origini. Un portale che, per oltre due decenni, ha accompagnato la crescita di Internet nel Paese e che oggi esce di scena nel silenzio di una crisi industriale complessa.
Il tavolo al Mimit è stato aggiornato al 25 maggio. Ma per i giornalisti, e per il sito, il futuro appare già scritto.
(Adnkronos) - "Vergogna della razza umana, idiota patentata, bestia, Giorgia Meloni, brutta donnuccia, cattiva". E' l'attacco volgare e senza freni che Vladimir Solovyev, figura di riferimento della tv russa e propagandista vicinissimo al Cremlino, sferra in italiano contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
(Adnkronos) - "Vergogna della razza umana, idiota patentata, bestia, Giorgia putta..Meloni, brutta donnuccia, cattiva". E' l'attacco volgare e senza freni che Vladimir Solovyev, figura di riferimento della tv russa e propagandista vicinissimo al Cremlino, sferra in italiano In una puntata del suo programma Polnyj Kontakt (Full Contact) contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
"Ho fatto convocare al ministero degli Esteri l’ambasciatore russo Paramonov per esprimere formali proteste dopo le gravissime e offensive dichiarazioni del conduttore Vladimir Solovyov sulla televisione russa nei confronti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni al quale va tutta la mia solidarietà e vicinanza", annuncia in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
“Le offese gravissime del propagandista putiniano della televisione di Mosca, Vladimir Solovyev, nei confronti del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con frasi ed epiteti irripetibili e vergognosi, sono intollerabili. Esprimiamo piena solidarietà a Giorgia Meloni e ferma condanna di questo linguaggio e di questa ignobile aggressione comunicativa, che arriva da Mosca. Ora ci aspettiamo solidarietà alla Meloni e siamo certi che una dura condanna verra’ espressa da tutti i leader della sinistra, in primo luogo da Conte e dalla Schlein. L'Italia svolge un ruolo decisivo nel sostegno all'Ucraina e lo fa per difendere la libertà dei popoli, a cominciare da quello aggredito dai russi. Di fronte a questi linguaggi ed a questi toni ci deve essere una reazione corale e unanime", dichiara il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa.
Manca un mese esatto al via ufficiale della Louis Vuitton 38/a
America's Cup di vela, che inizierà con la prima regata preliminare
in Sardegna, al largo di Cagliari, dal 21 al 24 maggio, in vista
della fase finale a Napoli nell'estate 2027.
(Adnkronos) - "Le migrazioni non vanno considerate un’emergenza, ma un fenomeno strutturale che riguarda tutto il mondo. Sono sempre esistite e continueranno a esistere, quindi non possono essere affrontate con misure temporanee o emergenziali. La sfida è gestire i flussi in modo ordinato ed efficace. Per farlo servono due azioni principali: creare canali legali di ingresso e contrastare quelli illegali, in particolare combattendo i trafficanti di esseri umani". Lo ha detto Marco Minniti, presidente della Med-Or Italian Foundation, intervenuto all’evento 'Kenya: un grande paese che guarda al futuro' al Campus della Luiss Guido Carli, con ospite il presidente del Kenya William Samoei Ruto.
Minniti ha poi sottolineato che le nuove generazioni africane "non devono essere viste come una minaccia, ma come una risorsa. In Paesi come il Kenya i giovani sono sempre più formati e preparati". Per questo "è fondamentale puntare su istruzione e cooperazione internazionale, valorizzando il capitale umano e costruendo politiche condivise tra Europa e Africa" ha concluso.

(Adnkronos) - "La visita del presidente keniota in Italia è stata un successo". Così Marco Minniti, presidente della Med-Or Italian Foundation, nel suo intervento all’incontro 'Kenya: un grande paese che guarda al futuro', tenuto al Campus della Luiss Guido Carli, con ospite il presidente del Kenya William Samoei Ruto. Minniti ha spiegato che la visita ha raggiunto tutti gli obiettivi, "dagli incontri istituzionali con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, fino al business forum" tra imprese.
Durante la visita è stato firmato un importante 'action plan', un piano concreto che guiderà la collaborazione futura tra Italia e Kenya. Secondo Minniti, "questo accordo rafforza un’amicizia storica e segna l’inizio di una vera alleanza strategica tra i due Paesi". Il presidente della Fondazione Med-or ha anche sottolineato che "oggi le alleanze sono fondamentali, perché il mondo è sempre più instabile: i conflitti in Ucraina, in Medio Oriente e in Iran mostrano infatti che il il vecchio equilibrio globale non esiste più, è finito per sempre". Per costruire una pace duratura "e stabile "è necessario lavorare insieme a un nuovo ordine mondiale, puntando sul dialogo e sulla cooperazione tra Stati e in questo percorso il ruolo del Sud del mondo è decisivo".
Minniti ha rimarcato "che non è possibile immaginare nuovi equilibri globali senza il contributo dell’Africa. Il continente - ha detto - è sempre più centrale per il futuro del pianeta, e Paesi come il Kenya rappresentano un punto di riferimento importante. E in questo quadro il Kenya rappresenta un partner strategico per l’Italia e per l’Europa". Nel suo intervento Minniti ha infine ricordato il viaggio di Papa Leone in Africa, che ha portato due parole chiave: pace e dignità". La "pace resta un obiettivo fondamentale, mentre la dignità richiama l’importanza di riconoscere il valore e il ruolo di un continente decisivo", ha concluso.

(Adnkronos) - E' stato condannato a 30 giorni di reclusione e sospeso dal servizio operativo il soldato israeliano che ha distrutto a martellate una statua di Gesù nel sud del Libano. Lo ha riferito l'esercito israeliano, precisando che gli stessi provvedimenti sono stati adottati nei confronti di un secondo soldato, che aveva fotografato la scena.
L’episodio è emerso dopo la diffusione sui social di un’immagine in cui si vede il militare colpire la statua, già caduta da una croce, fino a decapitarla nel villaggio cristiano di Debl, vicino al confine con Israele. Le Idf, dopo aver confermato l’autenticità del materiale, hanno parlato di un comportamento “totalmente incoerente con i valori delle truppe” e hanno e avviato un’indagine interna, promettendo provvedimenti severi.
La reazione è stata immediata anche a livello politico. Il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar ha definito l’accaduto “un atto vergognoso”, ribadendo che si tratta di un gesto “totalmente contrario ai nostri valori” e presentando scuse ufficiali ai cristiani.
Anche il premier Benjamin Netanyahu ha condannato l’episodio, dicendosi “scioccato e addolorato” e assicurando che verranno adottate misure disciplinari adeguate. Parallelamente, è stato annunciato anche un impegno a collaborare con la comunità locale per ripristinare la statua danneggiata.

(Adnkronos) - Il dolore della perdita e, allo stesso tempo, la commozione di vedere la vita che va avanti, contro ogni statistica. Il silenzio surreale e il momento determinante della 'sliding door' chirurgica che determina il destino di un intervento. E' lo tsunami di emozioni che ha accompagnato ogni momento del lungo percorso che ha portato a giugno dell'anno scorso alla separazione all'Irccs ospedale San Gerardo di Monza di due gemelline siamesi senegalesi unite dalla testa, affette da una rarissima forma di craniopago verticale totale. "Siamo andati sulla Luna e siamo tornati. Questa è stata la frase che ho detto ai miei colleghi al termine dell'intervento finale. E loro hanno convenuto con me. La sensazione era quella: di essere stati un po' fuori dal mondo per un bel po' di tempo, per tantissime ore, ma poi di essere riusciti a tornare alla base", spiega all'Adnkronos Salute Carlo Giussani, primario della Neurochirurgia del San Gerardo, a margine di un incontro organizzato nell'ospedale per fare il punto sull'impresa. Sono trascorsi 10 mesi da allora. Una delle gemelline - che era già apparsa più fragile - non ce l'ha fatta. L'altra è sopravvissuta e oggi continua a fare progressi. L'operazione ha visto Smile House Fondazione Ets come promotore e coordinatore della maxi rete di cooperazione internazionale e nazionale messa in piedi per portare l'impresa al traguardo. Un'impresa sostenuta dal finanziamento di un benefattore, Mouhamad Rassoul Dieng, presidente e fondatore di una Fondazione che porta il suo nome, il quale ha deciso di aiutare Smile House, donando per la causa 3 milioni di euro.
"Un momento molto stressante" di questo lungo viaggio è stato quando "una delle bimbe - la più fragile - ha rischiato di morire. E' durato 1 mese e mezzo e questo momento è stato superato grazie al lavoro straordinario dei rianimatori", ripercorre Giussani. Il percorso è andato avanti. E uno dei fattori che lo ha reso possibile è stata proprio la sorellina più forte, sottolinea Giussani, "un attore fondamentale". "La bambina più sana e più forte delle due ha portato avanti la sorella più debole, trainando il suo organismo come una locomotiva, ed è stato impressionante dal punto di vista medico e umano. Quello che era uno svantaggio biologico, cioè avere attaccate le arterie e le vene, quando non era ancora avvenuta la separazione totale, è diventato un gigantesco vantaggio, aiutando la piccola a ripulirsi da tutte le impurità legate all'insufficienza epatica, renale, multiorgano. Le piccole, alla fine, si può dire che si sono aiutate a vicenda, grazie all'impegno impressionante dei nostri rianimatori, e ci hanno spronato ad andare avanti".
La separazione si è realizzata attraverso un gruppo di interventi, 4 in totale. "Perché - chiarisce Giussani - bisognava abituare le bambine ad essere indipendenti l'una dall'altra. E questo avviene, secondo tutti gli schemi della natura, in modo progressivo, non immediato. Quindi abbiamo fatto un primo intervento di separazione cerebrovascolare a novembre del 2024, e poi a dicembre del 2024. E' stato inoltre necessario anche un intervento di chirurgia plastica per preparare la copertura, perché non si tratta soltanto di separare i cervelli, ma anche di coprire i difetti cranici. Ultima tappa a giugno scorso l'intervento finale di distacco che è durato circa 40 ore con piccole pause".
"Purtroppo, alla separazione abbiamo visto emergere in modo oggettivo quella che era la debolezza e fragilità di una delle sorelline, che è venuta a mancare, e abbiamo dovuto trasformare l'operazione in un intervento di separazione d'urgenza, che di solito si accompagna a un rischio di morte di tutte e due fino al 90%", prosegue Giussani. Il momento più difficile di tutti, ammette il neurochirurgo. Ed anche il momento determinante, in cui l'équipe passa al 'piano B', se così si può definire. Il risultato è che, alla fine, "siamo riusciti miracolosamente a portare in sicurezza la gemellina sopravvissuta. E lei adesso sta facendo un percorso riabilitativo meraviglioso, che ci sta riservando grandi soddisfazioni. Inizia a star seduta, cammina con un sostegno, interagisce in modo brillante". Quelle affrontate dai medici del San Gerardo e dalla maxi squadra di esperti di diversi centri che li ha accompagnati sono "condizioni di rarità assoluta". E, nella rarità, aggiunge il neurochirurgo, "questa è una delle forme di craniopago totale più complesse. Le gemelle condividevano una grossissima parte dell'albero vascolare venoso del cervello, c'erano zone di sovrapposizione dei cervelli, ed è soprattutto il modo in cui il sangue defluisce ed esce dalla testa" ad avere un gran peso. "Poi le piccole condividevano importantissime zone del cranio e della pelle. Quindi è stato necessario un intervento multidisciplinare che ha portato tutti gli specialisti ad operare per una separazione completa".
Il punto cardine iniziale è stato quello legato alla fattibilità dell'intervento dal punto di vista vascolare. "Avevamo una quantità di studi già fatti da altri, ma li abbiamo portati al massimo livello di approfondimento, con simulazioni ripetute in 3D, nel metaverso, che hanno portato ad avere una completa consapevolezza dell'anatomia" su cui si doveva intervenire, e "del modo in cui si potesse fare l'intervento". Questo è stato possibile, spiega ancora Giussani, "grazie alla collaborazione del nostro ospedale con un'azienda che si chiama UpSurgeOn, fondata da un neurochirurgo e famosa per creare simulatori. Hanno spinto le loro competenze a livelli incredibili creando delle simulazioni super realistiche che hanno guidato tutti noi nelle scelte e durante le fasi chirurgiche". Tutti i passaggi sono stati studiati nel dettaglio per poter gestire anche eventuali cambiamenti di strategia in corso d'opera, come poi è successo nell'intervento finale quando, "venendo a mancare la gemellina più fragile, abbiamo dovuto affrontare il passaggio, ed eravamo preparati, all'intervento di separazione d'urgenza che ha altre caratteristiche, molto più complesso per certi aspetti".
In quelle fasi così delicate c'è stato "un grandissimo ordine, quasi una sacralità, da parte di tutti - descrive il neurochirurgo - un rispetto assoluto della morte che era appena avvenuta, e un livello di concentrazione veramente sovrumano". E si fanno i conti con "una grandissima partecipazione emotiva. Ricordo le strumentiste che continuavano ad aiutarci piangendo, ma facendo il lavoro in modo perfetto. Siamo stati un'orchestra. E oggi porto con me una profonda gratitudine - aggiunge Giussani - Gratitudine verso la famiglia e le loro bimbe per questa grande fiducia nei nostri confronti, per essersi affidati. E gratitudine verso i colleghi per quello che è stato un lavoro di gruppo che è durato due anni, durante i quali da colleghi e amici ci siamo legati ancora di più. E poi c'è quel ritorno alla nostra ars medica e a ciò che è fondamentale: cercare il bene di questi genitori, che sappiamo hanno un grande affetto verso di noi. Il loro sguardo oggi è la nostra più grande ricompensa".
Sono passati 10 mesi dalla maratona chirurgica di oltre 40 ore. La gemellina sopravvissuta ora ha più di 3 anni. "E' meravigliosa. La vediamo molto frequentemente, l'ultima volta la settimana scorsa. Sta seduta in autonomia, ha imparato a stare in piedi, sta iniziando a camminare. Sono bimbi che non hanno mai camminato, vivono sdraiati. Lei oggi ha una bellissima interazione e ha il suo carattere come tutti i bambini, è buffa", dice Giussani
"E' veramente bella", spiega lo specialista visibilmente emozionato. Giussani si dice soddisfatto dei progressi che sta facendo. "Sta iniziando a dire parole e a farsi capire perfettamente, a farci capire che è una femminuccia", con i vezzi tipici delle bambine, sorride. "E la cosa più bella è che lei canta. Canta quando è gioiosa, è proprio nel suo Dna".

(Adnkronos) - Dopo il successo della quarta edizione dello scorso marzo, è stato il voto della giuria popolare online a completare il percorso di Premio Film Impresa 2026, assegnando il riconoscimento del pubblico a “Passione di famiglia”, film diretto da Francesco Lama e prodotto da Nucciarte Produzioni per San Lorenzo Group. L’annuncio è avvenuto oggi nel corso di un evento inserito tra le iniziative dedicate alla Giornata Nazionale del Made in Italy, alla presenza delle delegazioni delle opere finaliste e dei rappresentanti del Premio.
“Il voto della giuria popolare online rappresenta ogni anno un passaggio particolarmente significativo per Premio Film Impresa, perché consente al pubblico di partecipare direttamente al percorso del Premio e di esprimere il proprio apprezzamento verso opere molto diverse tra loro per linguaggi, sensibilità e storie raccontate”, ha dichiarato il Presidente di Premio Film Impresa Giampaolo Letta. “Il successo di questa edizione, con oltre 10.000 voti complessivi, conferma quanto il racconto dell’impresa attraverso il cinema sappia coinvolgere sempre di più e intercettare un interesse autentico. La vittoria di Passione di famiglia premia inoltre un film capace di restituire il valore del lavoro, della memoria familiare e della continuità tra generazioni, temi profondamente legati alla migliore tradizione del Made in Italy.”
Il voto online ha registrato anche quest’anno una partecipazione molto ampia, superando la soglia dei 10.000 voti complessivi, a conferma del crescente coinvolgimento del pubblico attorno al racconto audiovisivo dell’impresa. "Che più di diecimila persone abbiamo partecipato on line a Premio Film d'Impresa votando il miglior film è un risultato davvero non ordinario: è un numero che corrisponde a quello degli spettatori di festival importanti e popolari", ha affermato Mario Sesti, direttore Artistico di Premio Film Impresa. “E ciò vuol dire che siamo riusciti nella più difficile delle 'imprese'. Portare questo cinema nuovo e sconosciuto ad un pubblico assai più ampio di quello degli addetti ai lavori, dove era confinato prima che Premio Film Impresa iniziasse a dargli vita e luce quattro anni fa".
'Passione di famiglia' racconta la storia di Filippo, bambino siciliano che negli anni Settanta scopre il mestiere del taglio e cucito, emigra in Svizzera per formarsi e torna poi nella sua terra per trasformare una piccola bottega artigianale in un’azienda tessile destinata a crescere nel tempo. Un racconto che intreccia memoria familiare, lavoro, territorio e continuità generazionale, restituendo il valore umano dell’impresa e il legame tra tradizione e futuro. Alle spalle del film vincitore si sono classificati: 'Elda' – Dublo SRL; 'Il viaggio è appena iniziato', Cooperativa Trasporti di Riolo Terme Società Cooperativa; 'Gli Elefanti', Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; 'La morte bianca', Istituto 'Ettore Majorana', Bari.
La quarta edizione di Premio Film Impresa ha ottenuto il patrocinio di Regione Lazio, Roma Capitale, Anfir, Anica, Una e la collaborazione di ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia, Confindustria e Circuito Cinema. Il Premio è affiancato dai golden partner: Almaviva Group, Edison, Umana, UniCredit. Event partner sono Gruppo FS e Lavazza Group. Sponsor tecnici sono Spencer & Lewis, D-Hub Studios, Ega, Tecnoconference Europe, Slamp, Tmb. Media partner sono Il Messaggero, Prima Comunicazione e Adnkronos.

(Adnkronos) - Tozorakimab, potenziale farmaco first-in-class, ha determinato una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante del tasso annualizzato di riacutizzazioni da broncopenumopatia cronica ostruttiva (Bpco) da moderate a gravi nella popolazione primaria costituita da ex fumatori e nella popolazione globale, che comprendeva ex fumatori e fumatori attuali, nonché pazienti che a livello sanguigno presentano qualsiasi conta eosinofila - un globulo bianco che può contribuire all'infiammazione - e in tutti gli stadi di gravità della funzionalità polmonare. Sono i risultati high-level positivi diffusi da AstraZeneca in una nota, relativi allo studio clinico registrativo di fase 3 Miranda che ha coinvolto pazienti che hanno ricevuto 300 mg di tozorakimab o placebo, in aggiunta allo standard di cura ogni 2 settimane. I pazienti arruolati avevano Bpco e continuavano a manifestare riacutizzazioni da moderate a gravi, nonostante il trattamento standard per via inalatoria. Questi risultati fanno seguito a un annuncio, in marzo, relativo ai risultati high-level positivi degli studi registrativi di fase 3 Oberon e Titania che hanno analizzato tozorakimab con intervallo di somministrazione di 4 settimane.
"Questi risultati - afferma Frank Sciurba, professore di Medicina polmonare e Terapia intensiva dell'università di Pittsburgh, principale investigatore del programma Luna - si aggiungono al crescente corpus di prove che indicano come tozorakimab abbia apportato benefici clinici significativi ai pazienti affetti da Bpco che necessitano urgentemente di nuove opzioni terapeutiche. Attualmente, circa la metà dei pazienti continua a soffrire di riacutizzazioni anche quando segue le terapie inalatorie standard, il che li espone al rischio di gravi conseguenze per la salute, tra cui il ricovero ospedaliero e il decesso". Aggiunge Sharon Barr, Executive Vice President, BioPharmaceuticals R&D, AstraZeneca: "Questi dati dimostrano ulteriormente il notevole potenziale di tozorakimab come farmaco biologico first-in-class dotato di un meccanismo d'azione realmente differenziato, in grado di inibire la segnalazione delle forme ridotte e ossidate di Il-33 per agire sui fattori alla base della Bpco. Non vediamo l'ora di condividere questi dati con le autorità regolatorie e la comunità scientifica il più presto possibile".
Il trattamento - riporta la nota - è stato generalmente ben tollerato, con un profilo di sicurezza favorevole in linea con gli studi precedenti. I dati saranno presentati alle autorità regolatorie e condivisi con la comunità scientifica in occasione di un prossimo convegno medico. Circa 400 milioni di persone presentano diagnosi di Bpco, una malattia eterogenea e progressiva che rappresenta la terza causa principale di morte a livello globale. Anche con le terapie inalatorie standard, più del 50% dei pazienti presenta riacutizzazioni che li mettono a maggior rischio di eventi cardioplomonari e di morte. L'anticorpo monoclonale agisce a monte della cascata infiammatoria, inibendo in modo specifico la segnalazione di un'inteleuchina (Il-33) attraverso due meccanismi, sopprimendo così l'infiammazione e interrompendo il ciclo della disfunzione delle secrezioni mucose che contribuisce al peggioramento della Bpco. Su tozorakimab sono in corso anche uno studio di fase 3 per il trattamento delle gravi patologie virali del tratto respiratorio inferiore e uno studio di fase 2 sull'asma.

(Adnkronos) - "Lo scopo di un'università tradizionale è quello di sviluppare la ricerca senza rivendicare la proprietà del valore sociale ed economico che ne deriva. Tale modello si basa sul contratto sociale' che, in cambio della produzione e messa a disposizione di questo bene pubblico, lo Stato sostiene le università attraverso finanziamenti pubblici per la ricerca e la didattica, esenzioni fiscali e incentivi per la filantropia privata. Questo contratto sociale è oggi messo sempre più in discussione. Per ovviare alla riduzione progressiva dei finanziamenti pubblici, gli atenei devono sviluppare la valorizzazione delle conoscenze, riconoscendole pari dignità rispetto a didattica e ricerca, così da posizionarsi come motori dello sviluppo economico locale, attirando investimenti e creando ecosistemi dell'innovazione che rivitalizzano territori in declino". Così, con Adnkronos/Labitalia, Carlo Bagnoli, professore ordinario di Economia Aziendale presso la Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia.
secondo Bagnoli, "l’investimento nella valorizzazione delle conoscenze è spesso limitato per due fattori strutturali: l’assenza di un sistema di incentivi interni trasparenti, che colleghino la valorizzazione delle conoscenze a progressioni di carriera e risorse; la mancanza di servizi manageriali e di supporto professionale". "Le azioni da mettere in campo per ovviare a tali ostacoli sono quindi: rafforzare il supporto amministrativo alla valorizzazione delle conoscenze e integrare la valorizzazione delle conoscenze nei criteri di valutazione del personale; ma anche facilitare, senza deregolamentare, il coinvolgimento dei docenti in iniziative imprenditoriali e incentivare i progetti con impatto", sottolinea.
E secondo Bagnoli "la creazione di spin off universitari va incentivata senza se e senza ma". "Una robusta attività di ricerca di base è condizione necessaria, ma non sufficiente, per lo sviluppo di applicazioni e innovazioni tecnologiche apprezzate dal mercato. I Technology Trasfert Office universitari sanno orientarsi bene nei complessi sistemi di proprietà intellettuale e normativi, ma non sono generalmente preparati a trovare investitori e partner industriali adeguati. Per contro, le imprese sono generalmente in grado di 'vedere' il potenziale innovativo della ricerca applicata, ma non anche quello della ricerca di base. Queste ragioni giustificano politiche pubbliche che incoraggiano la fase di trasferimento tecnologico. A ogni modo, il trasferimento tecnologico in Italia non funziona per un ritardo strutturale, ma anche perché è focalizzato solo sulle tecnologie digitali, trascurando del tutto quelle deep tech che invece costituiscono una grande opportunità per il Paese. Occorre sviluppare una rigorosa metodologia di venture building per il deep", spiega.
Il docente universitario è convinto che "l'apertura di nuove rotte commerciali da parte della Cina (ad esempio, la Polar Silk Road, estensione della Belt and Road Initiative), l’imposizione di dazi e sanzioni da parte degli Stati Uniti, il controllo delle catene del valore globali da parte di entrambi i Paesi citati oltre che da parte della Russia, come terre rare e gas naturale, batterie e semiconduttori, piattaforme digitali, sono oggi, infatti, importanti leve geopolitiche che condizionano la risoluzione di altri critici e globali problemi ambientali, sociali e culturali", continua.
Per l'accademico, "all’interno di questo scenario, la sfida a cui è chiamata l’Italia, stante l’unicità della sua storia e posizione geografica, è farsi promotrice della riapertura di un dialogo non basato unicamente sulla forza, tanto tra l’ovest e l’est del mondo, quanto tra il nord e il sud". "Per vincere questa sfida, l’Italia deve far leva su Venezia sia per la sua peculiare neutralità geopolitica, poiché non ospita la sede del Governo italiano o di altre istituzioni politiche (inter)nazionali, sia per il fatto di essere da tutti amata e riconosciuta come patrimonio dell’umanità. Venezia è una capitale culturale che dovrebbe ambire a diventare anche capitale morale, essendo da sempre simbolo di apertura", avverte.
E quindi, dice Bagnoli, "Ca’ Foscari è richiamata a formare una nuova classe dirigente capace di sostenere il commercio globale con la diplomazia internazionale e viceversa, integrando le lingue e culture occidentali con quelle orientali, le discipline umanistiche con quelle scientifiche, l’innovazione tecnologica con la tradizione economica". "Ca’ Foscari può porsi la stessa missione che ne ha ispirato la fondazione, facendo sue le parole di Nato Frascà: 'Vado verso dove vengo'. Se l’ambizione di Venezia è 'diventare la più antica città del futuro', questa non si può realizzare senza il supporto di Ca’ Foscari. La città e la sua università sono da sempre in un rapporto simbiotico e, quindi, la prima non può rinascere se non rinasce la seconda e viceversa", conclude.

(Adnkronos) - Nuovo intervento di Donald Trump sull’Iran, questa volta con un appello diretto ai "leader iraniani che saranno presto nei negoziati con i miei rappresentanti” a Islamabad. Il presidente Usa ha chiesto il rilascio di otto donne condannate a morte. “Apprezzerei molto il rilascio di queste donne, sono sicuro che rispetteranno il fatto che l’abbiate fatto”, scrive su Truth Social, aggiungendo: “Per favore, non fate loro del male! Sarebbe un ottimo inizio per i nostri negoziati!!!”.
Nel post, Trump rilancia anche il contenuto pubblicato su X da Eyal Yakoby, giovane studente americano che sul suo profilo Instagram dice di "dedicarsi a combattere l'antiamericanismo", che denuncia come "la Repubblica islamica si sta preparando a impiccare" otto donne, mentre “nessuna parola viene detta dalla comunità internazionale o dalle cosiddette organizzazioni per i diritti umani".
Intanto, sul fronte diplomatico, Trump raffredda le aspettative sull'estensione della tregua: “Non voglio farlo, non abbiamo molto tempo”, afferma in un’intervista a CNBC, escludendo di prolungare il cessate il fuoco che, secondo quanto detto dallo stesso presidente americano, dovrà scadere domani sera, ora di Washington.
Sul possibile accordo con Teheran, però, si mostra sicuro: “Noi alla fine avremo un grande accordo. Penso che non abbiano scelta, noi siamo in una posizione negoziale molto, molto forte”.
Parole ancora più dure arrivano sul piano militare e politico: “Abbiamo colpito la loro Marina, la loro Aeronautica, i loro leader… questo è un cambio di regime, non importa come volete chiamarlo… l’ho fatto in modo indiretto”.
Infine, Trump rivela anche un episodio che potrebbe aumentare la tensione internazionale: le forze statunitensi avrebbero fermato una nave diretta in Iran con un “regalo” dalla Cina, “non molto carino”. Il presidente si dice “un po’ sorpreso”, sottolineando di pensare di avere un accordo con Xi Jinping per non sostenere Teheran.
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