
(Adnkronos) - “Da 42 anni lo stabilimento di Parma contribuisce allo sviluppo dell'economia della salute. Lo fa attraverso tecnologie d'avanguardia e produzioni che vanno dalle fasi cliniche fino a quelle commerciali di farmaci altamente specializzati, come antitumorali, antivirali o specialty. Partono da Parma e raggiungono i pazienti che ne hanno bisogno in tutto il mondo”. Lo ha detto Martino Grazzi, amministratore delegato Gsk Manufacturing, all’evento ‘Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction’ a Roma, promosso dalla farmaceutica e Adnkronos, con il patrocinio di Farmindustria.
Lo stabilimento di San Polo di Torrile si propone ora di mantenere e accrescere il ruolo strategico dell'Italia nella rete globale Gsk. “Possiamo ulteriormente valorizzare le competenze delle nostre persone, già capaci di fare cose che raramente si riescono a fare in un network farmaceutico. Questo è un must - sottolinea Grazzi - Dobbiamo continuare a investire sulle tecnologie d'avanguardia, sull'innovazione, fare rewarding dell'innovazione stessa e garantire che tutto il tessuto a supporto possa mantenere il passo di questa evoluzione tecnologica e cogliere le opportunità che via via potranno presentarsi”.

(Adnkronos) - “Credo sia molto importante avere delle piattaforme tecnologiche come gli Adc (Antibody-drug conjugates) in Italia. Gli anticorpi immunoconiugati sono la nuova frontiera già consolidata che può avere uno sviluppo molto importante anche per altre patologie e molti tumori solidi. Avere un centro in Italia" come quello per il trattamento del mieloma multiplo, "o più centri che producono questi anticorpi e creano nuove piattaforme può portare a un beneficio per tutto il sistema sanitario e a una maggiore competitività del nostro Paese a livello globale”. Lo ha detto Ruggero de Maria Marchiano, presidente di Acc - Alleanza contro il cancro, oggi a Roma, intervenendo a ‘Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction’, evento promosso da Gsk e Adnkronos, con il patrocinio di Farmindustria.
“Portare l'innovazione dai laboratori tecnologici al letto del paziente è sempre stato l'obiettivo principale di Alleanza contro il cancro”, sottolinea il presidente che osserva: “Grazie alle tecnologie oggi disponibili è possibile individuare - anche a costi ragionevoli - moltissime persone geneticamente predisposte ad ammalarsi di cancro”. Per un’innovazione sostenibile, anche la diagnostica ha un ruolo centrale secondo de Maria Marchiano: “Alleanza contro il cancro fa analisi genomica molto approfondita a circa 18mila pazienti l'anno. Queste informazioni devono essere utilizzate in maniera intelligente per creare innovazione sostenibile”.
(Adnkronos) - Matteo Renzi attacca, Giorgia Meloni replica. A voce alta, a gesti, anche se il microfono ce l'ha il leader di Italia viva. In aula al Senato, dopo l'informativa della presidente del Consiglio, tocca ai senatori replicare. Quando la parola passa a Matteo Renzi, l'ex premier non risparmia critiche al governo. "Sa qual è la differernza tra voi e noi? Io non ho mai attacco il presidente del Consiglio per suo padre, sua madre o la sua famiglia", dice Renzi rivolendosi alla presidente del Consiglio. La premier, che fino a lì aveva ascoltato prendendo appunti, alza gli occhi, scuote la testa diverse volte e lascia partire un lungo "noooooooo", più volte, senza equivoci. Poi continua a rintuzzare gli affondi rivolgendosi ai ministri che le siedono intorno.

(Adnkronos) - Infortunio per Jannik Sinner contro Thomas Machac a Montecarlo? Il fuoriclasse azzurro accusa un problema alla schiena durante il secondo set del match degli ottavi di finale del Masters 1000 del Principato contro il tennista ceco. Cos'è successo? Jannik ha faticato nel secondo parziale e il ceco ha strappato due break consecutivi, poi l'azzurro ha recuperato guadagnando il tie-break.
Qui, sul 3-2 per il ceco, Machac tiene il servizio: si cambia campo sul 4-2 per lui e Sinner inizia a toccarsi la schiena, accennando una smorfia di dolore. Machac ne approfitta e va sul 5-2, allungando sul 6-2 dopo un doppio fallo dell'azzurro prima di chiudere sul 7-3.
Il problema sembra messo alle spalle, ma durante il terzo set Jannik è costretto a chiedere l'aiuto del medico e del fisioterapista, spiegando di non sentirsi benissimo. Probabilmente, a causa del caldo. Nello stesso momento, anche Machac chiede il time-out medico e dopo pochi minuti si ricomincia regolarmente.

(Adnkronos) - Unifil, dispiegata nel sud del Libano, è una "missione che è sempre stata in qualche modo scomoda" e oggi "non c'è nessun tipo di luce in fondo al tunnel". Parla con l'Adnkronos Andrea Tenenti, che è stato dal 2006 - dalla guerra dei 33 giorni tra Israele e Hezbollah libanesi - e fino alla scorsa estate portavoce della missione Unifil. Ricorda i 30 anni in totale di Onu alle spalle, convinto che il "diritto internazionale non stia bene da un po' di tempo" e che "adesso" stia "molto male".
Una nota dell'ambasciata israeliana a Roma incentrata sulla situazione nel sud del Libano denuncia "il fallimento della missione nell'applicare la Risoluzione 1701" del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che nel 2006 pose fine alle ostilità e afferma che le forze Unifil (più di 40 Paesi, Italia compresa) "non sono oggetto di attacchi deliberati".
Tenenti torna indietro almeno al 2023. Il 7 ottobre di quell'anno il massacro di Hamas in Israele. E l'avvio delle operazioni militari israeliane contro Hamas e altri gruppi nella Striscia di Gaza, devastata dai raid. Il coinvolgimento nel conflitto degli Hezbollah libanesi, con un sostegno storico da parte dell'Iran. "Dal 2023, dall'inizio del conflitto, deliberatamente ci hanno attaccato", afferma Tenenti. "Ci hanno anche chiesto di lasciare il sud del Paese, sia le forze armate israeliane che il premier Benjamin Netanyahu - rimarca - Ma la Missione è rimasta perché voluta dalla comunità interzionale". E "penso la Missione stia pagando il prezzo di avere in qualche modo in quel momento tenuto testa alta rimanendo nel sud del Libano".
"Anche di recente gli israeliani hanno detto che vogliono occupare il Sud del Paese", incalza. Era fine marzo quando il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, parlava di una zona cuscinetto nella parte meridionale del Paese dei Cedri. "Al termine di questa operazione - diceva - le forze israeliane (Idf) saranno di stanza in una zona di sicurezza all'interno del Libano" e "avranno il controllo della sicurezza sull'intera area fino al fiume Litani".
"La Missione è sempre stata in qualche modo scomoda", rimarca Tenenti, che nel suo ragionamento parla dell'importanza di "un arbitro, seppur ferito, che possa portare informazioni alla comunità internazionale in base al mandato". E così rileva piuttosto il "fallimento di qualsiasi processo diplomatico per trovare una soluzione".
E se gli si chiede di un eventuale cambiamento nelle regole d'ingaggio dei caschi blu, Tenenti non ha dubbi. "L'importanza di una missione è far sì che possa avere capacità di monitoraggio", sottolinea, parlando della necessaria "azione diplomatica" e di "sostegno alla popolazione". "Diventare una missione che combatte una parte o entrambe - osserva - non renderebbe più credibili come autorità". E "non vedo a quanto possa servire". Inoltre, conclude, "non c'è nessun processo politico al momento che parli di Libano" e i "teatri Iran e Libano sono in qualche modo collegati per gli israeliani", che hanno assicurato sostegno alla tregua di due settimane annunciata tra Usa e Iran dopo più di un mese di raid americani e israeliani contro la Repubblica islamica, ma al contempo ripetuto che proseguiranno le operazioni militari in Libano. Le ultime ostilità sono iniziate il 2 marzo. "Non c'è nessun tipo di luce alla fine del tunnel". I raid di ieri - secondo l'ultimo bilancio ufficiale diffuso da Beirut, e ancora provvisorio - hanno provocato la morte di 203 persone e il ferimento di oltre un migliaio. Le Forze Armate libanesi confermano che sono rimasti uccisi quattro soldati.

(Adnkronos) - Su TikTok e Instagram diffondevano messaggi con richiami alla Jihad e al martirio religioso, per questo due cittadini stranieri sono stati fermati a Palermo. L'accusa è di istigazione a delinquere aggravata dalle finalità di terrorismo. Nel corso della stessa indagine sono stati perquisiti anche tre minorenni accumunati da "una fascinazione per le armi".
Immagini della Casa Bianca in fiamme, con il vessillo dello Stato Islamico al posto della bandiera statunitense, e di gruppi armati islamisti, con richiami a figure di riferimento della galassia jihadista, quali Osama Bin Laden ed Abū Muḥammad al-ʿAdnānī (leader dell’Isis), e di altri attentatori suicidi. Sono le immagini che i due cittadini stranieri fermati dalla Polizia a Palermo per istigazione a delinquere aggravata dalle finalità di terrorismo condividevano sui social. Entrambi sono stati condotti al carcere Pagliarelli di Palermo. Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi device e strumenti informatici e, a carico di uno dei destinatari del fermo, una replica di pistola mitragliatrice, priva di tappo rosso, nonché oggetti con simbologie islamiste.
Le indagini sono state condotte dalla sezione Antiterrorismo della Digos di Palermo e dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, sotto il coordinamento della Procura distrettuale antimafia del capoluogo siciliano. Secondo l'accusa i due cittadini stranieri domiciliati a Palermo si sarebbero resi protagonisti di "condotte volte alla propaganda jihadista e all’istigazione al terrorismo, inneggiando e istigando all’azione violenta e all’uso delle armi, quale indefettibile strumento di lotta contro l’Occidente e i miscredenti". In particolare, i due indagati avrebbero divulgato, attraverso profili social su TikTok e Instagram, messaggi con richiami alla Jihad e al martirio religioso, "espressione di un’indole violenta e della fascinazione per le armi da guerra e gli esplosivi". Nel corso delle indagini sono state rilevate pubblicazioni social, sintomatiche, spiegano gli investigatori, di "un avanzato processo di radicalizzazione religiosa", che presuppone come sacrificio estremo l’eliminazione dei miscredenti "da mandare all’inferno", facendo anche riferimento al dovere di colpire le "loro città sporche" e le "loro sporcizie politeiste", istigando così a commettere delitti di varia natura sul territorio italiano.
Emblematico è il video che, sullo sfondo del vessillo dello Stato Islamico, mostra atti di violenza da parte di un uomo con indumenti di colore nero nei confronti di persone inginocchiate e ammanettate, vestite con tute di colore arancione, tra i quali è possibile riconoscere l’attuale presidente degli Stati Uniti. Ad accompagnare le immagini un testo in lingua araba e inglese: "Ascolta bene America e voi alleati dell’America sappiate questo, o crociati la situazione è più seria di quanto voi pensiate e più grande di quanto voi possiate immaginare. Ve lo abbiamo detto prima, stiamo vivendo in una nuova era, in uno Stato in cui soldati e figli sono padroni non schiavi un popolo che nel corso dei secoli non ha mai conosciuto la sconfitta. Le loro battaglie sono decise ancora prima di iniziare, non combattono più dai tempi di Noè, senza essere certi della vittoria considerano la morte in battaglia una vittoria. Qui sta il segreto, stai combattendo contro un popolo che non può essere sconfitto o vincono o muoiono provandoci e la scadenza è fissata".
Tra le pubblicazioni condivise anche quella che ritrae una bandiera degli Stati Uniti lacerata, ammainata da alcuni persone in abiti militari, che la sostituiscono con il vessillo dello Stato Islamico. Il contenuto è accompagnato da un testo in lingua inglese che recita testualmente: "Il tempo è arrivato! Che la nazione di Maometto rinasca e questa rimuoverà la veste della vergogna e frantumerà la polvere dell’umiliazione e della trappola. Non c’è tempo per schiaffeggiare e urlare e con la grazia di Allah è spuntata di nuovo l’alba della gloria e il sole splendeva di Jihad e la luce di buone notizie e si profilava all’orizzonte la ricchezza e apparivano segni di vittoria".
Acquisite anche evidenze raffiguranti gli indagati, intenti in attività di preparazione atletica e di addestramento, mediante la pratica di alcuni sport da combattimento, accompagnati da musiche religiose, assimilabili ai cosiddetti 'Nasheed1', da frasi di lode ad Allah e, in alcuni casi, anche dal gesto dello sgozzamento. Tra le pubblicazioni maggiormente sintomatiche dell’adesione ai principi del fondamentalismo islamico anche l’immagine di una scritta in lingua araba, che rappresenta la professione di fede islamica, la 'Shahada' (Non c'è altro Dio all'infuori di Allah e Maometto è il suo messaggero), al di sotto della quale viene raffigurato un fucile d'assalto del tipo AK47.
Nell'ambito dell'indagine della Dda di Palermo sono emerse anche le figure di tre minorenni, anche loro stranieri, due dei quali residenti a Marsala (Trapani) e uno al Nord Italia. Nei loro confronti sono stati eseguiti dei decreti di perquisizione personale, locale e informatica, emessi dalla Procura per i minorenni, per i reati di detenzione abusiva di armi da sparo. Dalle indagini della sezione Antiterrorismo della Digos di Palermo e dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, sono emersi come contatti dei destinatari del fermo.
Tutti e tre, spiegano gli investigatori, sono accomunati da "una fascinazione per le armi". In particolare, il monitoraggio dei rispettivi profili social ha permesso di appurare l’esistenza di numerose pubblicazioni su Instagram e TikTok, che li ritraggono mentre fanno uso di pistole semi-automatiche e armi da punta e da taglio con riferimenti alla simbologia islamica.

(Adnkronos) -
“Considerando anche l’invecchiamento della nostra popolazione, dal punto di vista del Sistema sanitario nazionale la maggior urgenza è trovare delle risorse per l’innovazione. In realtà è quello che abbiamo fatto sin dall’inizio” come ministero “stabilendo un record per quanto riguarda il fondo sanitario nazionale, in questi 3 anni, soprattutto con l'ultima legge di bilancio. Ma le risorse da sole non bastano, bisogna accompagnarle a modelli organizzativi e gestionali che permettano di destinare le stesse ai fabbisogni reali”. Lo ha detto Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento Programmazione, dispositivi medici, farmaco e politiche in favore del Ssn, ministero della Salute, all’evento ‘Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction’, promosso oggi a Roma da Gsk e Adnkronos, con il patrocinio di Farmindustria, e dedicato all’innovazione in ambito sanitario e terapeutico.
“Per il ministero della salute, ma soprattutto per il nostro Paese, la prevenzione è un asset fondamentale - sottolinea Mennini - Una buona parte di queste risorse le abbiamo utilizzate per incrementare, per la prima volta dalla nascita del Sistema sanitario nazionale, la quota obbligatoria da destinare alla prevenzione di ogni regione. Sempre in quest’ottica, anche per garantire maggiori investimenti - prosegue - stiamo proponendo, a livello di comunità europea, insieme al Mef, proprio come hanno fatto altri paesi, che alcune voci della spesa vengano trasformate in investimento. Le principali? Prevenzione, immunizzazione, terapie avanzate. Speriamo vengano accolte anche a livello di contabilità europea, permettendoci così di liberare delle risorse importanti da poter destinare, sempre nell’interesse dei pazienti, all’interno del sistema sanitario” conclude.

(Adnkronos) - Per migliorare l'accesso ai farmaci in Italia "bisogna intervenire sulla governance di carattere legislativo che dia un quadro chiaro e con il Testo unico sulla legislazione farmaceutica noi vogliamo perimetrare tutto questo. L'intenzione è mettere in sicurezza la nostra straordinaria filiera del farmaco che è cresciuta, siamo primissimi in Ue. Se difendiamo questo settore difendiamo il diritto alla salute dei cittadini che possiamo curare bene e meglio". Così il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, a margine dell'incontro 'Innovaction - Dialoghi sull'innovazione accessibile', promosso da Gsk e Adnkronos a Roma.

(Adnkronos) - Nadia Rinaldi, ospite oggi a La volta buona, ha parlato del suo percorso di rinascita fisica e personale cominciato nel 2001 quando si sottopose a un intervento di bypass gastrico che - associato a una corretta alimentazione - le ha permesso di perdere oltre 86 chili. Segnando una trasformazione radicale nella sua immagine.
Il percorso, tuttavia, non è stato privo di difficoltà. Nel 2014 l'attrice italiana ha deciso di sottoporsi a un intervento chirurgico al seno per eliminare del tessuto in ecceso. Ma l'operazione non è andata come previsto e questo le ha causato ulteriori complicazioni, tanto da rendere necessrio un ulteriore intervento che l'ha lasciata senza seno per oltre un anno.
Nel salotto di Caterina, Balivo Rinaldi ha spiegato: "Avevo un seno troppo grande e quindi mi sono sottoposto a un intervento di riduzione, ma hanno probabilmente inserito delle protesi non adatte a me. È stato davvero terribile vivere un anno e mezzo senza seno".
Con il tempo, Nadia Rinaldi è riuscita ad ottenere il seno che tanto desiderava e adatto al suo corpo. Nonostante la difficile esperienza, non ha perso fiducia nella chirurgia estetica tanto da sottoporsi recentemente a un intervento di lifting al viso e al naso.

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(Adnkronos) - C'è un clima di attesa in casa Forza Italia. Nelle ultime ore le voci di un avvicendamento al gruppo della Camera attualmente guidato da Paolo Barelli, fedelissimo di Antonio Tajani, sono sempre più insistenti nei corridoi di Montecitorio. In Transatlantico, dopo l'informativa di Giorgia Meloni in Aula sull'azione del governo, nei capannelli azzurri non si parla d'altro. Marina Berlusconi e il segretario nazionale, grazie anche alla mediazione di Gianni Letta, raccontano qualificate fonti azzurre all'Adnkronos, avrebbero già raggiunto un accordo sul nuovo presidente dei deputati forzisti e anche sul nodo dei Congressi locali, regionali e provinciali, che una parte rilevante del partito vorrebbe rinviare a dopo le amministrative (restano forti i malumori in Campania). Allo stato in pole position come capogruppo alla Camera ci sarebbe Enrico Costa, uno dei responsabili della passata campagna referendaria per il sì sulla riforma della giustizia, che viene dato per favorito rispetto agli altri papabili, come Pietro Pittalis.
Tajani, raccontano fonti parlamentari del centrodestra, starebbe lavorando con gli alleati a una exit strategy per Barelli, che potrebbe andare ad occupare un posto da sottosegretario nel governo Meloni: forse al Mimit per il dopo Bitonci, anche se sarebbe aperta sempre la finestra alla Cultura, posto lasciato libero da Gianmarco Mazzi approdato al dicastero del Turismo. L'occasione per l'eventuale 'rimpastino' potrebbe essere già oggi pomeriggio nel Cdm annunciato per affrontare l'emergenza della frana di Petacciato. Il Guardasigilli Carlo Nordio, però, interpellato in proposito alla Camera, avrebbe escluso, al momento, la possibilità di riempire almeno una delle cinque caselle vacanti nel sottogoverno (oltre al Mimit e alla Cultura, ci sono la Farnesina, l'Università e la Giustizia). Una volta chiuso il cerchio, raccontano, Tajani si dovrebbe recare domani a Milano per incontrare Marina Berlusconi e formalizzare le scelte sul dopo Barelli e la stagione congressuale con conseguente sfida sulle tessere per il controllo di Fi. Si prospetterebbe una diluizione delle assise, con un cronoprogramma che dia garanzie anche alla minoranza interna.
Il colloquio doveva tenersi in un primo momento prima di Pasqua nella residenza milanese della presidente Fininvest in Corso Venezia e, a oggi, non sarebbe stato ancora convocato ufficialmente, perché sarebbero in corso contatti per definire ogni aspetto della vicenda Barelli. Gli ultimi boatos assicurano che Tajani avrebbe avuto l'ok dalla primogenita del Cav per 'indicare' il successore. Il ministro degli Esteri dovrebbe scegliere il capogruppo alla Camera tra gli uomini a lui più vicini, a patto che sia un volto nuovo. La famiglia Berlusconi, raccontano, si sta ritrovando unita su ogni scelta che riguarda il futuro di Fi. In questa fase, Pier Silvio Berlusconi sembra più defilato, ma in realtà lui e Marina si muovono all’unisono. Proprio l’ad di Mediaset l’estate di tre anni fa aveva evocato la necessità di un rinnovamento della classe dirigente nei partiti e in particolare nel movimento azzurro. Chi conosce bene i due fratelli, a quanto si apprende, esclude una loro volontà di scendere in campo in prima persona e ricorda che hanno più volte dichiarato di essere imprenditori ma anche e soprattutto cittadini. E che entrambi si sentono in dovere di tutelare al meglio quello che considerano un lascito del padre a loro e al Paese.

(Adnkronos) - La tregua fragile in Medio Oriente pesa sulle compagnie aree quasi al pari della guerra. Provate da sei settimane di guerra contro l'Iran, le aviolinee sono corse ai ripari riducendo le rotte e rialzando i prezzi dei biglietti, ma il caro carburante non dà tregua e i clienti, diffidenti, ci pensano due volte prima di programmare un viaggio. Una situazione che potrebbe protrarsi anche se la fragile tregua dovesse reggere.
I vettori hanno in gran parte sospeso i voli nella regione del Golfo; Air France ha annunciato questa settimana che avrebbe prorogato le sospensioni fino al 3 maggio, una decisione che, secondo una fonte citata dall'Afp, era stata presa prima del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.
Senza alcuna certezza che i prezzi del carburante per aerei torneranno ai minimi pre-bellici, gli amministratori delegati si trovano a dover ripensare i piani di espansione e gli ordini di aerei. “Il settore aereo sta subendo due shock simultanei: il forte aumento dei prezzi del carburante, che rappresenta la prima o la seconda voce di spesa più importante per un vettore, e uno shock della domanda, con i passeggeri che decidono di aspettare e vedere come si evolve la situazione”, sottolinea Paul Chiambaretto, professore ed esperto di aviazione presso la Montpellier business school in Francia.
Il carburante per aerei, che costava circa 830 dollari a tonnellata prima dello scoppio della guerra, ha superato i 1.800 dollari a tonnellata all'inizio di aprile, e mercoledì era ancora a 1.786 dollari. Ne consegue che il carburante che rappresenta solitamente dal 25 al 30% dei costi operativi di una compagnia aerea, ai prezzi attuali rappresenta il 45%.
Per mantenere la redditività, i prezzi dei biglietti sono stati aumentati e alcune rotte dove gli aerei non volano regolarmente sono state sospese o addirittura cancellate. Vietnam Airlines è arrivata addirittura a cancellare circa 20 voli nazionali a settimana a partire da aprile, a causa della carenza di carburante per aerei e molte compagnie aeree hanno già imposto supplementi carburante che potrebbero rivelarsi permanenti. Cathay Pacific ha aumentato i costi aggiuntivi più volte da febbraio. Il tutto mentre emerge un trend di calo della domanda per l'incertezza legata alla guerra. "Penso che le persone che inizialmente avevano in programma di recarsi in Medio Oriente o di sorvolare il Medio Oriente per le loro vacanze si stanno adesso rivolgendo al Portogallo, la Spagna, il sud della Francia e l'Italua" dice all'Afp il patron di Ryanair, Michael O'Leary.
Inoltre la guerra sta mettendo a dura prova il modello economico dei grandi hub mediorientali, che dipendono da un flusso costante di passeggeri sui voli a lungo raggio da e verso le Americhe, l’Europa e l’Asia.
Da allora, i vettori europei e asiatici che dispongono di aerei a lungo raggio hanno avviato voli diretti tra le due regioni, aggirando completamente gli hub del Golfo. Anche dopo la riapertura, è improbabile che gli aeroporti tornino presto alla piena capacità, e solo se i prezzi del carburante scenderanno come sperato. Willie Walsh, direttore dell'Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata), ha avvertito questa settimana che, se il cessate il fuoco avrà successo, ci vorranno comunque mesi prima che le forniture e i prezzi del carburante per aerei tornino alla normalità. “Non credo che succederà nel giro di poche settimane”, ha detto Walsh.

(Adnkronos) - “Gsk è la prima ed oggi unica azienda ad avere sviluppato un Adc (Antibody-drug conjugates), il belantamab mafodotin in ambito mieloma multiplo per i pazienti sin dalla prima recidiva e siamo onorati nel dire che questo farmaco viene prodotto in Italia, nel nostro sito di Parma”. Così Maria Sofia Rosati, direttore medico di Gsk Italia, partecipando, oggi a Roma, a ‘Dialoghi sull’innovazione accessibile-Innovaction’, l’incontro promosso dalla farmaceutica e Adnkronos con il patrocinio di Farmindustria.
“Gli Adc sono l'ultima frontiera dell'oncologia - sottolinea Rosati - Storicamente bombardavamo i tumori con delle chemioterapie citotossiche, poi siamo evoluti verso gli anticorpi monoclonali che portavano la terapia dove serviva. Oggi siamo in grado di veicolare la ‘bomba’, quindi la terapia citotossica, direttamente all'interno del tumore con la possibilità di aumentare le chance di distruzione della malattia”.

(Adnkronos) - “L'Europa ha una tradizione di innovazione molto forte e anche una produzione farmaceutica di qualità. Tra le azioni più urgenti da intraprendere, quindi, quella di fare sistema da un lato e, dall'altro, incentivare e accelerare l'attrazione di investimenti nella ricerca: nei prossimi anni saranno sempre più importanti per evitare che ricadano solo nella parte asiatica o sugli Stati Uniti, anche a causa delle politiche più protezionistiche che Trump ha messo in atto”. Lo ha detto Daniela Bianco, partner e responsabile area Healthcare Teha Group, all’incontro, oggi a Roma, ‘Dialoghi sull’innovazione accessibile-Innovaction’, promosso da Gsk e Adnkronos, con il patrocinio di Farmindustria.
“È importante precisare - continua - che quando parliamo di economia della salute parliamo di settore industriale, sia farmaceutico che di dispositivi medici, ma anche di tutta la filiera della ricerca e dell'assistenza sanitaria. In questa accezione più ampia, lo scenario attuale vede tale sistema europeo sostanzialmente schiacciato dalla crescita, da un lato, dalla parte americana e, dall'altro, dalla parte asiatica, trainata in primis dalla Cina. Questo per l'Europa è un momento molto difficile dove bisogna rispondere a queste dinamiche e a questo nuovo equilibrio che si sta creando a livello globale”, conclude Bianco.

(Adnkronos) - “L’acronimo Adc ovvero Antibody drug conjugates è la nuova frontiera dei trattamenti farmacologici nei tumori solidi e non, che sfruttano una tecnologia innovativa e assolutamente interessante. Si tratta di un chemioterapico agganciato ad un anticorpo con una particolarità chimica molto intrigante, e proprio per tale motivo questa tipologia di farmaco permette una selezione delle cellule tumorali e il rilascio del chemioterapico all'interno della cellula stessa, potenziandone l’efficacia e riducendone la tossicità”. Lo ha detto Marzia Del Re, professoressa alla Saint Camillus International University of Health and Medical Sciences, all’evento ‘Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction’, promosso oggi a Roma da Gsk e Adnkronos, con il patrocinio di Farmindustria.
“La particolarità del prodotto italiano è un Adc che si è sviluppato per il trattamento del mieloma multiplo, andando direttamente a colpire un recettore presente solo su quel nucleo - spiega Del Re - Questo recettore è una proteina coinvolta nei fenomeni di proliferazione, un processo biologico importante per quel tipo di cellule. Il meccanismo d'azione prevede non solo l'inibizione di questo recettore, ma anche l'internalizzazione dello stesso con il farmaco, il rilascio del citotossico all'interno della cellula di mieloma e quindi l'apoptosi cellulare", quindi la morte della cellula tumorale, con "una serie di effetti a livello immunologico, con un’attivazione del sistema immunitario che va ad aggredire lo specifico raggruppamento”.
Sui possibili sviluppi della piattaforma tecnologica per la produzione di anticorpi monoclonali coniugati a farmaco, Del Re osserva che, “in merito alle patologie oncologiche assisteremo in futuro a una ingegnerizzazione ancora maggiore di questi Adc: saranno bi-specifici che andando a colpire due recettori contemporaneamente; oppure avremo Adc che portano due chemioterapici differenti e collegati all'anticorpo proprio per provare a sviluppare farmaci che tentano di contrastare i meccanismi di resistenza. Quanto agli sviluppi non oncologici invece - prosegue l'esperta - sfruttando sempre lo stesso meccanismo, si stanno sviluppando queste strategie in patologie infettive quindi prendendo di mira il batterio, il virus e rilasciando al suo interno un antibiotico o un antivirale". Si sta studiando anche l'impiego "in malattie rare, malattie genetiche, malattie autoimmuni, malattie infiammatorie e malattie neurodegenerative. Laddove c'è un target specifico - conclude - l'Adc lo può riconoscere e funziona benissimo entrando all'interno della cellula target e rilasciando il chemioterapico”.

(Adnkronos) - Il bisogno di staccare con vacanze rigeneranti non è più un lusso, ma una necessità: il 58,4% degli italiani dichiara di avere le “batterie scariche” con livelli crescenti di stanchezza mentale e psicologica (55,1% e 54,5%), che impattano negativamente sullo stato emotivo (63,3%). Lo “stacco” è considerato fondamentale per la salute dal 77,8% dei connazionali: si cercano pillole di benessere frequenti, con la vacanza breve (47,9%) che ha la meglio su quella lunga (34,7%).
La vacanza ideale si conferma quella all’insegna della “Vitamin T” (Travel), trend destinato a ridefinire il turismo entro il 2030 secondo il “What the Future Report” di Kayak: una visione del viaggio sempre più orientata al benessere profondo e fatta di più componenti: tranquillità; territorio; tavola; tempo rilassato; tradizioni. In questo scenario la montagna emerge come vera alternativa all-seasons dove ricaricarsi per il 61% degli italiani. E la Valtellina (36,6%), dopo le Olimpiadi Milano Cortina 2026, svetta tra le 5 mete più in linea con questa necessità in Italia assieme a Dolomiti (67,3%), Alta Val Badia (45%), Gan Sasso (44,1%) e Appennino Tosco Emiliano (39,9%). Un primato che la candida tra le mete più gettonate per la Vitamin T. A rivelarlo un’indagine di AstraRicerche per il Daq Valtellina Taste of Emotion, presentata in occasione del lancio di “Valtellina Terra d’Emozioni: esperienze uniche, gusto Dop e Igp”, la nuova campagna realizzata dal Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina in collaborazione con Apf - Azienda di Promozione e Formazione della Valtellina e con il contributo della provincia di Sondrio, che, da domani al 17 maggio, farà scoprire le eccellenze dell’enogastronomia locale a marchio Dop e Igp e condurrà i visitatori a vivere il lato autentico del territorio con 20 esperienze all’insegna della “Vitamin T”. Debutta inoltre una nuova web-app completa di audioguide, online su www.valtellinadopigp.it
Per Claudio Palladi, presidente del Distretto Agroalimentare di Qualità Valtellina Taste of emotion: “L’obiettivo del Daq per Milano Cortina 2026 era costruire una rete tra gli attori del territorio per offrire ai visitatori un’esperienza che coinvolga l’intera provincia, promuovendo percorsi che aggreghino produttori, comunicatori, stakeholder e luoghi turistici, culturali e sociali. Con questa operazione la Valtellina compie oggi un passo decisivo verso il futuro in un’ottica di turismo integrato, mettendo a sistema le sue eccellenze a marchio DOP e IGP – dalla Bresaola della Valtellina ai nostri formaggi Valtellina Casera e Bitto, dai Pizzoccheri della Valtellina alla Mela di Valtellina, ai vini di Valtellina Docg/Doc/Igt - in un progetto concreto e innovativo che guarda oltre l’orizzonte delle Olimpiadi Invernali. Oggi assistiamo a un cambio di paradigma: il viaggio non è più solo evasione, ma diventa uno strumento di rigenerazione psicofisica. E la Valtellina – che nel 2024 ha accolto oltre 4,2 milioni di presenze –, con il suo mix unico di silenzio, natura, offerta agroalimentare certificata e tradizioni, si candida a diventare una delle destinazioni simbolo di questo nuovo modo di viaggiare: più consapevole, più autentico, profondamente rigenerante”.
Un’esperienza che trasforma il viaggio in una vera e propria cura. È questa la forza della Vitamin T (Travel), una “ricarica” articolata secondo l’indagine AstraRicerche attorno a cinque elementi chiave sempre più richiesti dagli italiani: tranquillità (scelta dall’88,9% del campione), tavola (buon cibo e bevande 87,7%), tempo rilassato (87,4%), un territorio ricco da esplorare (85,6%, soprattutto per Gen X) e la scoperta delle tradizioni (79,7%, in particolare per Gen X e Baby Boomers).
Cinque dimensioni che rispondono perfettamente ai bisogni emergenti degli italiani: ricaricarsi, rallentare, riconnettersi con se stessi e vivere esperienze autentiche. In questo contesto la Valtellina rappresenta una risposta eccellente a queste esigenze: chi vi è stato nell’ultimo anno cerca la “Vitamina T” per la propria rigenerazione in misura ancora maggiore. In particolare, il desiderio di ‘tavola’ nel caso della Valtellina raggiunge il 95%, quello di ‘tempo’ il 94%, e quello di ‘tradizioni’ l’86%.
Diversi i motivi per visitarla dichiarati dagli intervistati: equilibrio tra natura e tradizioni vive (49,9%); attività outdoor a ritmo lento (46,0%); clima alpino rigenerante (43,5%); enogastronomia come esperienza culturale (43,4%), tradizioni, feste, riti e transumanze "non fatti solo per turisti" (40,6%), mete meno battute dal turismo mainstream (35,6%) – che confermano la ricerca di esclusività intesa come silenzio e pace e le Terme come benessere, non come status (34,1%) – esperienza rigenerante e non lusso ostentato. In Valtellina il viaggio è riconnessione: camminare senza fretta, respirare, assaporare.
La Valtellina è una destinazione con un forte potenziale di crescita: solo il 34,5% degli italiani dichiara di conoscerla molto o abbastanza bene (ma solo il 6,5% molto bene). E chi la scopre se ne innamora. L'esposizione ad alcune delle immagini e attività della Valtellina offerte in anteprima attraverso la web app genera un forte impatto positivo: l'83,1% riconosce la varietà delle esperienze offerte tale da renderla adatta a tutti, e l'82,4% scopre che "c'è da vedere molto più di quanto pensasse”; il 78,1% dichiara che prenderà in considerazione la valle per un viaggio futuro.
La web app (online su www.valtellinadopigp.it) offre a turisti e visitatori un pacchetto integrato di 20 esperienze autentiche all’insegna della Vitamin T per scoprire l’anima del territorio e pensate per il benessere e la rigenerazione mentale e fisica. Si va dalle passeggiate tra i terrazzamenti vitati, tra i più estesi d’Italia e spettacolari d’Europa (oltre 2.500 km di muretti a secco la cui arte è Patrimonio Unesco) alla scoperta del Mulino Menaglio con i laboratori su grano saraceno e Pizzoccheri; dalla “Pompei delle Alpi” (Piuro) agli assaggi di piatti tipici nel lavéc (antica pentola ollare tipica).
Per chi cerca relax e avventura ci sono le terme romane di Bormio ed esperienze più adrenaliniche come il volo in parapendio (tra Alpi Retiche, Orobie e massiccio dell’Adamello), la traversata del Ponte nel cielo (secondo ponte tibetano più alto d’Europa a 140 metri di altezza), rafting e kayak. Da non perdere il passo dello Stelvio, il valico più alto d’Italia (48 tornanti a 2.758 metri di altitudine) una sfida leggendaria per ciclisti e motociclisti per poi arrivare al Parco dello Stelvio - il più grande dei parchi storici italiani e tuttora il più esteso dell’Arco Alpino - per ascoltare il bramito del cervo. A ogni meta di “Valtellina Terra d’Emozioni: esperienze uniche, gusto DOP e IGP” sono associati inoltre specifici experience point (“Valtellina Dop e Igp Station): 23 luoghi del cibo dalla forte identità locale dove - ogni weekend dal 10 aprile al 17 maggio – si potranno assaporare le eccellenze DOP e IGP, lasciandosi conquistare dall’intensità della bresaola e dei formaggi, dal profumo delle mele e dei pizzoccheri, dal carattere dei vini.
Gli utenti potranno inoltre accedere a contenuti narrativi e curiosità attraverso 20 audioguide/podcast pensate per accompagnare l’esplorazione del territorio e delle sue emozioni. Luoghi ed esperienze sono facilmente fruibili grazie alla geolocalizzazione tramite qr code. Completa l’offerta una cartina pieghevole, disponibile presso i principali infopoint turistici del territorio e locali aderenti.
Secondo i dati AstraRicerche, l'enogastronomia è il principale driver di attrazione di una vacanza in montagna: il 57,8% cerca il binomio "camminata + degustazione" (in particolare Gen X e Baby Boomers), il 36,3% le degustazioni in malga (specie per Gen X) e il 28,6% le vie terrazzate con visita ai vigneti. L’agroalimentare è un settore chiave per la Lombardia (prima regione in Italia per fatturato agroalimentare con 50 miliardi di euro) e per Sondrio, prima provincia lombarda per prodotti agroalimentari tradizionali (in tutto 44) a cui si aggiungono le 9 Dop e Igp rappresentate dal Daq, 11^ provincia italiana per impatto economico delle produzioni certificate di cibo e 4^ per produzione di vino (Dati Forum Ambrosetti 2025). I prodotti certificati, che con 300 milioni di fatturato sono un volano economico per il territorio, confermano il loro fascino come volano turistico e di potenziale interesse per il consumatore.

(Adnkronos) - Il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo è impegnato nelle operazioni di verifica e controllo a seguito di una valanga che si è staccata nell’area dei Valloni di Campo Imperatore, sul massiccio del Gran Sasso. Al momento non risultano segnalazioni di persone coinvolte. Le attività sono in corso con una squadra di terra impegnata nella perlustrazione del fronte valanghivo, supportata da un’Unità Cinofila da Valanga (Ucv) per la ricerca di eventuali escursionisti travolti. In supporto alle operazioni è impiegato anche l’elicottero del 118 decollato da L’Aquila che sta effettuando sorvoli dell’area interessata. Sul posto stanno anche operando squadre dei vigili del fuoco e operatori del soccorso alpino della Guardia di Finanza.

(Adnkronos) - "Ieri c'è stata un'udienza al tribunale di Roma. Non so ancora se il mio disco si potrà continuare a chiamare 'Miss Italia'". Così Ditonellapiaga, durante la presentazione del suo nuovo album in uscita domani venerdì 10 aprile, ha raccontato gli sviluppi della disputa legale con lo storico concorso di bellezza.
La controversia è nata durante l'ultimo Festival di Sanremo. Mentre Ditonellapiaga era in gara con 'Che Fastidio!', l'organizzazione di Miss Italia ha annunciato azioni legali per “uso indebito della denominazione 'Miss Italia'”, in riferimento al titolo dell'album di prossima uscita. In una nota, il concorso aveva definito la condotta "gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione".
Ora la parola passa alla giustizia. "Siamo in attesa, scopriremo tutti insieme se si potrà continuare a chiamare così. Ovviamente ci tengo molto, perché per me è un titolo legato alla mia libertà artistica e di espressione". Il brano 'Miss Italia', ha raccontato l'artista, "parla del mio rapporto con i canoni e con l'idea di essere sempre sorridenti, smaglianti e il mio non sentirmi una vincente. Fondamentalmente la Miss è quella che vince e la donna perfetta, è la più bella di tutte”. Nel brano, invece, “affronto proprio il mio sentirmi inadeguata e non corrispondente ai canoni non tanto estetici ma proprio sociali”.
"Spero che questa cosa si risolva nel modo più positivo possibile", ha aggiunto la cantautrice non nascondendo tutte le problematiche logistiche del caso: “L’album esce domani e c'è tutta una quantità di dischi già stampati”. Ovviamente, ha concluso, “noi abbiamo rivendicato assolutamente la libertà artistica di poter utilizzare questo nome”.
Interamente scritto e composto da Margherita (vero nome di Ditonellapiaga) insieme ad Alessandro Casagni, l'album diventa così un "confronto con me stessa e anche di accettazione di alcuni miei momenti di difficoltà, crisi e smarrimento”.
Questa sensazione di inadeguatezza si riflette anche nel suo percorso artistico, da sempre in equilibrio tra due mondi. "A un certo punto mi sono trovata a un bivio tra la strada del pop mainstream e quella più indie e underground. Io mi sento sempre un po' a metà di questo binario. In un momento della mia carriera è stato un problema, perché mi è stato proprio chiesto di scegliere. La mia difficoltà è sempre stata questa: ero percepita come molto esposta, quasi mainstream, ma musicalmente non lo ero. Il mio obiettivo era proprio bucare questa parete".
La chiave di volta per affrontare queste insicurezze è stata la terapia. "Questo disco è stato per me un momento di terapia. L'ultima traccia, 'La verità', racconta proprio la caduta della maschera. Ho scoperto di avere un rapporto patologico con il giudizio, sono molto critica verso me stessa. Questo mi ha portato a interrogarmi sempre prima su cosa poteva piacere agli altri, invece che a me. La terapia mi ha aiutato a ricentrarmi". Questa nuova consapevolezza le ha permesso di abbracciare la sua vera natura artistica: "Sono ossessionata dal contrasto tra la perfezione e l'errore. Per me l'autenticità, paradossalmente, è questa: mi sento autentica quando sono ironica, teatrale, anche un po' esagerata. Quando in passato ho cercato di essere più 'normale', mi sono sentita meno vera".
Nel suo percorso, figure come Ornella Vanoni sono state un faro. "È stata un grande esempio di libertà, sia musicale che sociale. Un'intellettuale che mi ha fatto percepire il valore della cultura. Sentitela raccontare di quando è caduto il muro di Berlino e lei ha preso subito i biglietti per andare a vedere, perché un evento storico così importante non si poteva perdere, mi ha toccato profondamente". Un impegno che Ditonellapiaga porta anche nelle sue scelte, come la partecipazione a manifestazioni impegnate su temi sociali e politici. "Bisogna fare i conti con la coscienza e capire quanto i propri valori siano più importanti della convenienza. Non scrivo musica politica, ma se posso usare la mia voce e la mia risonanza mediatica, io mi metto a disposizione".
E il futuro? Sarà sul palco. "L'esperienza sanremese mi ha fatto capire quanto io voglia sperimentare con la performatività. Nei prossimi concerti ci sarà una componente più coreografica e teatrale. Mi piacerebbe concepire i live come uno spettacolo, non soltanto un concerto con la band". La cantautrice porterà la sua musica dal vivo per tutta l'estate 2026, calcando i palchi dei principali festival italiani. Il tour, prodotto da Magellano Concerti, prevede anche due imperdibili date autunnali nei club: il 27 novembre all'Atlantico di Roma e il 30 novembre al Fabrique di Milano.
Un tributo al genio rivoluzionario di Miles Davis a cent'anni dalla
nascita, con i grandi musicisti che sono stati suoi compagni di
viaggio insieme sullo stesso palco. Ma anche le sfumature soul di
Judith Hill, il pop rock di Marina Rei, i virtuosismi del bassista
Federico Malaman, la tecnica e la musicalità di Frank Gambale,
l'energia britannica dell'MGW Quartet, formazione composta dalle
vocalist di David Gilmour, le nuove sfumature jazz di Jonathan
Scales.
(Adnkronos) - Nessun regista italiano in concorso alla 79esima edizione del Festival di Cannes, in programma dal 12 al 23 maggio, ma alla kermesse non mancherà un tocco di Italia con l'anteprima di 'Roma Elastica'. Tra i film in lizza annunciati oggi dal delegato generale del festival francese, Thierry Frémaux, presentando il cartellone dell'edizione 2026 ci sono: 'Amarga Navidad' di Pedro Almodóvar, 'Sheep in the Box' di Hirokazu Kore’eda, 'Histoires parallèles' di Asghar Farhadi, 'Fatherland' di Pawel Pawlikowski e 'Moulin' di László Nemes.
In lizza per la Palma d'oro anche 'Minotaur' di Andrey Zvyagintsev, 'The Beloved' di Rodrigo Sorogoyen, 'The Man I Love' di Ira Sachs, 'Fjord' di Cristian Mungiu, 'Histoire de la nuit' di Léa Mysius, 'Notre salut' di Emmanuel Marre, 'Gentle Monster' di Marie Kreutzer, 'Nagi Notes' di Koji Fukada, 'Hope' di Na Hong-Jin, 'Garance' di Jeanne Herry, 'The Unknown' di Arthur Harari, 'All of Sudden' di Ryusuke Hamaguchi, 'The Dreamed Adventure' di Valeska Grisebach, 'Coward' di Lukas Dhont, 'La Bola Negra' ('The Black Ball') di Javier Ambrossi e Javier Calvo, 'A Woman’s Life' di Charline Bourgeois-Taquet.
Nessun regista italiano concorrerà per la Palma d’Oro. La competizione ufficiale, però, potrebbe allargarsi: un nuovo titolo è atteso in selezione, ha fatto sapere il delegato generale Thierry Frémaux. E magari sulla Croisette potrebbe arrivare Nanni Moretti con 'Succederà questa notte', tratto dal libro 'Legami' di Eshkol Nevo e con protagonisti Jasmine Trinca e Louis Garrel.
Nel Concorso, tuttavia, non manca un po' di Italia come Erri De Luca nel cast di 'A Woman’s Life' di Charline Bourgeois‑Taquet. Lo ha annunciato il delegato generale del festival francese, Thierry Frémaux. Al momento non sono stati diffusi dettagli sul ruolo affidato allo scrittore napoletano, che però non è un volto inedito sulla Croisette. Nel 2003, infatti, aveva infatti fatto parte della giuria dell’edizione presieduta dal regista francese Patrice Chéreau.
Con 'Roma Elastica' sbarcheranno intanto in Francia Isabella Ferrari, Maurizio Lombardi, Martina Scrinzi, Ornella Muti, Franco Nero, Michele Bravi, Alessio Gallo e Tea Falco.
Il film - diretto da Bertrand Mandico- sarà presentato nella sezione 'Midnight Screenings'. Nel cast figurano anche le star francesi Marion Cotillard - protagonista del film - e Noémie Merlant. Ambientata negli Anni 80, la storia segue le vicende di un'attrice che si appresta a girare il suo ultimo film a Roma. Il film - girato anche negli studi di Cinecittà di Roma - è descritto come "un omaggio ad alcuni dei grandi maestri e leggende del cinema italiano".

(Adnkronos) - L'accesso ai farmaci innovativi in Italia "ha tempi di maturazione molto lunghi, soprattutto per terapie geniche, innovative, per malattie rare, dove non c'è un termine di comparazione con altro e arrivano quindi senza studi di comparazione. Se il sistema ha uno schema di accesso precoce, i pazienti possono accedere a terapie che non sono ancora completamente mature, ma altamente promettenti e comunque sicure. Il Paese europeo che ha fatto il migliore passo in questa direzione, lo vediamo dai numeri, è la Francia: con il programma di accesso precoce, in massimo 80 giorni risponde a una domanda di introduzione di un prodotto che ancora non ha ricevuto l'ok dall'Ema. Questo vuol dire risparmiare più di 400 giorni". Così all’Adnkronos Salute Americo Cicchetti, professore ordinario di Organizzazione aziendale all'Universita Cattolica sede di Roma, tra i relatori dell’incontro 'Innovaction - Dialoghi sull'innovazione accessibile', promosso da Gsk e Adnkronos a Roma. (Segue)

(Adnkronos) - "Con l'ultima Finanziaria il Governo ha preso atto che c'è un problema sulle liste d'attesa.
Ma ci avviciniamo alla Finanziaria del prossimo anno e nel 2027 c'è un baratro, perché il livello di adeguamento della spesa sanitaria non sarà in grado di coprire il trend dell'inflazione e quindi per Regioni che lavorano sui bilanci del 2026 - ma che guardano al 2027 - si dovrà capire che sostenere la sanità pubblica rientra nelle priorità. Noi in Emilia Romagna per garantire i Lea", livelli essenziali di assistenza, "e qualcosina in più abbiamo aggiunto 800 mln l'anno, se non lo facessimo salterebbero tutti i Lea. Il mio primo atto è stata una manovra fiscale per sostenere queste risorse, tutte le Regioni vanno in questa direzione". Così all'Adnkronos Salute Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, a margine dell'incontro 'Innovaction - Dialoghi sull'innovazione accessibile', promosso da Gsk e Adnkronos a Roma, commentando le parole della premier Meloni sulle liste d'attesa.
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