
(Adnkronos) - Potrebbe esserci una svolta clamorosa nella vicenda che riguarda Ilaria Salis e il suo assistente parlamentare Ivan Bonnin, finito al centro delle polemiche dopo che sono stati trovati insieme in una stanza di hotel alle sette di mattina a Roma, durante un controllo di polizia nei giorni scorsi. E' quanto emerge da un'inchiesta de 'Il Giornale'.
Ilaria Salis si era affrettata a negare ogni coinvolgimento sentimentale con Bonnin per paura non solo di incappare in un'enorme questione di opportunità ma anche in una violazione del regolamento europeo, secondo cui "i deputati non possono chiedere l'assunzione o il ricorso ai servizi del proprio coniuge o partner stabile in un'unione di fatto". Così, alla trasmissione Cartabianca, l'eurodeputata di Avs aveva dichiarato: "Ivan Bonnin non è il mio fidanzato, ma un mio caro amico e collaboratore parlamentare, che si è appoggiato nella mia stanza". Da quanto risulta al quotidiano, fino a fine marzo 2026 Ilaria Salis e Ivan Bonnin sono stati residenti nello stesso indirizzo in una casa di Milano. Poi, dopo il controllo di polizia del 28 marzo scorso e le conseguenti polemiche, Ilaria Salis si è affrettata a cambiare la propria residenza, spostandola il giorno successivo 29 marzo in un altro indirizzo e in un'altra città.
Se la notizia dello stesso indirizzo di residenza del suo assistente parlamentare fosse confermata, per l'eurodeputata sarebbe impossibile negare la relazione con Bonnin: il loro rapporto sentimentale, a quel punto, verrebbe alla luce grazie alla convergenza dei dati anagrafici della coppia. Il repentino cambio di residenza proprio nei giorni successivi al controllo di polizia, d'altronde, è emblematico e testimonia la volontà di nascondere l'eventuale legame. Nel momento in cui la Salis nomina come assistente parlamentare una persona con cui non solo viene trovata nella stessa camera alle 7 di mattina (coincidenza quantomeno bizzarra), ma con cui ha addirittura condiviso la residenza testimoniando perciò un legame che va ben oltre l'essere 'un caro amico' (a meno che non si voglia continuare a negare l'evidenza), non si tratta più di una vicenda privata - scrive ancora Il Giornale - bensì di un fatto di rilevanza pubblica. Bonnin è infatti un Apa (Assistente Parlamentare Accreditato) con un contratto diretto firmato con il Parlamento europeo e pagato migliaia di euro al mese da fondi pubblici.
Come emerge dal documento sui "diritti e gli obblighi legali e contrattuali dell'Apa nei confronti del Parlamento europeo", "al momento della firma del contratto, l'Apa si è impegnatp a rispettare i propri obblighi legali e contrattuali nei confronti del Parlamento europeo". Tra questi c'è l'obbligo di "stabilire la propria residenza nel Paese della sede di lavoro designata (Bruxelles, Strasburgo o Lussemburgo)" ma Bonnin risulta residente a Milano. Come se non bastasse, l'assistente/compagno della Salis ha anche precedenti penali ed è stato condannato nel 2015 dal Tribunale di Bologna per interruzione aggravata di pubblico servizio e per violenza privata a sei mesi di carcere, successivamente commutati in una multa da 15.000 euro. Solo pochi giorni fa il nome dell'altro assistente di Ilaria Salis, Mattia Tombolini, è scomparso dal sito del Parlamento europeo e, a suo dire, si è dimesso nei mesi scorsi dall'incarico. Il punto centrale di questa vicenda non è però solo Bonnin ma la stessa Ilaria Salis perché è stata lei a nominarlo assistente parlamentare ed è lei che deve rispondere di una possibile grave violazione del regolamento europeo e di una gigantesca questione di opportunità.

(Adnkronos) - Lane, controllata statunitense di Webuild, si aggiudica il contratto “Moving I-4 Forward – Project 2” da 582 milioni di dollari (509 milioni di euro, al 100% Lane) per la progettazione e la costruzione di un tratto chiave del più ampio programma di ammodernamento della Interstate-4 (I-4), contribuendo a potenziare la connettività in Florida. L’intervento migliorerà un corridoio che attraversa alcuni dei parchi tematici più visitati al mondo e comunità in rapida crescita, sostenendo il grande flusso turistico e commerciale della regione.
Il progetto, commissionato dal Florida Department of Transportation (Fdot), prevede l’ammodernamento e l’ampliamento di circa 5 chilometri (3,1 miglia) di infrastruttura da ricostruire e ripensare integralmente per sciogliere uno dei nodi più critici dell’intero sistema, nel punto in cui la Interstate-4 incrocia la State Road 429, dove il traffico rallenta e spesso si arresta. L’intervento che sarà realizzato da Lane nel suo complesso garantirà flussi di traffico più scorrevoli e un miglioramento della qualità della vita dei residenti e renderà più efficaci le evacuazioni in caso di emergenza. La nuova configurazione prevede quattro corsie general-use e due corsie express per direzione di marcia, con connessioni dirette che eliminano intrecci complessi e semplificano la transizione tra la Interstate-4 e la State Road 429.
Uno dei passaggi più delicati sarà l’ampliamento di Old Lake Wilson Road che, da semplice via di collegamento diventerà un asse a misura di uomo, con marciapiedi protetti e piste ciclabili. La mediana della I-4 sarà inoltre predisposta per accogliere, in futuro, un possibile corridoio ferroviario opzionale. Il piano di potenziamento si inserisce nella “Moving Florida Forward Infrastructure Initiative”, promossa dal Fdot per adeguare la rete viaria alla costante crescita della regione. L’intervento prevede la realizzazione di due nuove corsie express per senso di marcia lungo la Interstate 4 (I-4), tra le contee di Polk e Orange, un’opera fondamentale per ottimizzare i flussi nel quadrante centrale dello Stato.
L’accelerazione impressa al programma permetterà di anticipare sensibilmente l’operatività dell’infrastruttura rispetto alle pianificazioni originarie. Oltre a garantire una drastica riduzione della congestione e dei tempi di percorrenza, il progetto punta a innalzare gli standard di sicurezza e connettività, assicurando una rete resiliente e integrata.
Lane è una realtà profondamente radicata in Florida, dove opera da decenni. Attualmente nello Stato ha 11 progetti attivi e un presidio diretto sulla I-4, lungo la quale ha quattro cantieri attivi entro un raggio di 80 chilometri (50 miglia) dal nuovo segmento. Questa presenza si traduce in un vantaggio concreto per il nuovo progetto, garantendo una conoscenza diretta dei flussi di traffico, una rete consolidata di fornitori e partner, una logistica testata e personale che ha già lavorato sulla stessa infrastruttura.
Il rapporto con Webuild aggiunge alla conoscenza del territorio americano di Lane l’expertise su scala globale di Webuild, che include un track record di oltre 82.700 chilometri (51.387 miglia) di strade e autostrade già realizzate. Il nuovo contratto rafforza inoltre il contributo del Gruppo allo sviluppo infrastrutturale degli Stati Uniti, dove sta già realizzando progetti che spaziano dagli interventi lungo la I-85 in North Carolina, all’ammodernamento della Naval Air Station (Nas) Oceana, una base aerea della US Naval Force in Virginia. In Florida, oltre agli interventi per la riqualificazione delle intersezioni tra la I-4 e Sand Lake Road e tra la I-4 e la State Road 535 nella contea di Orange, i progetti in corso includono anche il Westshore Interchange, la più grande iniziativa del Florida Department of Transportation nell’area di Tampa Bay, e la Seminole Expressway/State Road 417.
Nota stampa

(Adnkronos) - Lorenzo Jovanotti e Gianni Morandi saranno protagonisti domani, nell'access prime time di Rai1, di una puntata speciale di 'Affari Tuoi'. La notizia, anticipata da Fanpage, ha generato subito speculazioni sul Sanremo 2027 ma - a quanto apprende l'Adnkronos - quella che doveva essere la sorpresa della puntata di domani nasce in realtà come una trovata per promuovere i nuovi tour dei due artisti, oltre al nuovo singolo 'Monghidoro', scritto per Morandi proprio da Jovanotti.
Il Jova Summer Party 2026, ribattezzato 'L'Arca di Lorè', toccherà varie località del Sud Italia e isole tra agosto e settembre 2026, per concludersi al Circo Massimo di Roma. Il tour di Morandi, intitolato 'C’era un ragazzo – Gianni Morandi story' sarà anche l’occasione per festeggiare i 60 anni di una delle sue canzoni più iconiche, 'C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones'. Un brano antimilitarista che rimane purtroppo molto attuale a decenni di distanza.
Jovanotti non è nuovo all'utilizzo promozionale di inaspettate incursioni televisive. Il 30 marzo il cantante è stato coconduttore con il Mago Forest della prima puntata del GialappaShow. Ma è già accaduto in passato che per promuovere la sua musica comparisse nei programmi tv più disparati, creando sempre occasioni di grande show. Questa volta sarà ad 'Affari Tuoi', il programma di punta della giornata Rai, con quasi 5 milioni di spettatori, dove i due giocheranno per beneficenza accompagnati da amici e parenti (a quanto apprende l'Adnkronos, tra i giocatori dovrebbero esserci anche la figlia di Morandi, Marianna, e la figlia di Jovanotti, Teresa) e dove Stefano De Martino ha accolto con piacere e ironia, anche nel nuovo ruolo di conduttore e direttore artistico della prossima edizione di Sanremo, l'idea di avere con sé due mostri sacri della musica italiana.

Una giornata di confronto tra specialisti per migliorare le
risposte ai pazienti nelle situazioni più critiche: in Neurologia
d'urgenza il tempo è spesso decisivo quanto la diagnosi e ridurre
anche di poco il margine di errore può fare la differenza nella
vita delle persone.
Questi i temi che saranno affrontati sabato 11
aprile nell' Aula Atza dell'ospedale San Michele dell'Arnas Brotzu,
nell'incontro promosso da Aneu Sardegna.
Il titolo dell'incontro "Neurologia d'urgenza:
novità da conoscere, errori da evitare" riassume l'obiettivo della
giornata: mettere a fuoco, con un taglio concreto, ciò che oggi sta
cambiando nella pratica clinica e ciò che, invece, è fondamentale
non sbagliare nella gestione delle emergenze neurologiche.
L'iniziativa nasce dal bisogno concreto di
confrontarsi, mettere in comune esperienze e continuare ad
aggiornarsi. È parte del lavoro portato avanti dall'Associazione
Neurologia Emergenze Urgenze, impegnata per rendere più efficaci i
percorsi di cura, far crescere la ricerca e costruire un dialogo
più stretto tra ospedale e territorio.
Nel corso della giornata - coordinata dal
responsabile scientifico Giovanni Cossu e con la segreteria
scientifica di Giuseppe Fenu, alla presenza del presidente
nazionale di Aneu, Massimo Del Sette - si alterneranno specialisti
provenienti dalla Sardegna e da altre realtà italiane. Il programma
è articolato in più sessioni tematiche, ognuna costruita attorno a
due domande chiave: cosa c'è di nuovo e dove si rischia di
sbagliare. Si parlerà, tra gli altri temi, di emergenze
epilettiche, ictus, malattie neuroimmunologiche, miastenia,
disturbi del movimento e complicanze neurologiche legate a terapie
innovative come l'immunoterapia oncologica.
Uno spazio importante sarà dedicato anche alle
situazioni più complesse, quelle che non seguono schemi
prevedibili: casi clinici discussi insieme, con un approccio
multidisciplinare, per mettere in comune dubbi, scelte e
soluzioni.
...

(Adnkronos) - I quattro astronauti della missione lunare Artemis II della Nasa si stanno preparando per il loro ritorno sulla Terra. Lo ha annunciato l'agenzia spaziale statunitense. Dopo essere stati svegliati dalla canzone "Under Pressure" dei Queen e David Bowie, l'equipaggio ha effettuato ulteriori test scientifici e ha iniziato a riporre le attrezzature, ha dichiarato la Nasa. Il Primo Ministro canadese Mark Carney si è congratulato con gli astronauti tramite collegamento video, affermando che i canadesi "non potrebbero essere più orgogliosi di loro".
Artemis II, guasto a bordo: "Houston, abbiamo un problema... con il wc"
L'equipaggio, composto dagli astronauti statunitensi Christina Koch, Victor Glover e Reid Wiseman, insieme al canadese Jeremy Hansen, dovrebbe ammarare nell'Oceano Pacifico venerdì sera. Le condizioni meteorologiche sono attualmente favorevoli, ha affermato la Nasa. È improbabile, tuttavia, che gli astronauti stabiliscano un record di velocità. Il direttore della Nasa Rick Henfling ha affermato che Artemis 2 dovrebbe raggiungere una velocità massima di 10.657 metri al secondo, inferiore agli 11.094 metri al secondo raggiunti da Apollo 10. L'equipaggio di Artemis 2 è il primo a viaggiare vicino alla Luna da oltre 50 anni.

(Adnkronos) - Prime crepe in arrivo nella primavera. Dopo giornate di sole e caldo, con temperature che hanno superato la soglia dei 26°C, anomale rispetto alla media del periodo, l'Italia si prepara a vivere l'ennesimo ribaltone con calo termico e piogge a partire dalla prossima settimana. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, giovedì 9 aprile, e per i giorni a venire.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma intanto, tornando al nostro 2026, che fino a sabato l’alta pressione nordafricana sarà ancora la grande protagonista. Tuttavia, le prime crepe in questo scudo anticiclonico inizieranno a manifestarsi a breve. Nelle prossime ore avvertiremo un parziale cambiamento sulla fascia orientale, dalle Dolomiti fino al Molise, dove farà capolino una maggiore nuvolosità.
Venerdì e sabato non porteranno scossoni termici, ma assisteremo a un vistoso mutamento nel colore del cielo. Inizieremo, infatti, a vedere i primi effetti del cambiamento sotto forma di polvere del deserto. I cieli diventeranno via via meno limpidi e più lattiginosi a causa della risalita di sabbia sahariana da sud. Per essere precisi, quella che chiamiamo "sabbia" in sospensione è in realtà limo fine o silt, particelle dalle dimensioni ben più ridotte rispetto al granello di sabbia vero e proprio.
Questa polvere del deserto in sospensione, specialmente sui cieli del Centro-Sud, sarà il preludio a un peggioramento atteso per domenica sera tra Sardegna, Liguria e Piemonte. Su queste zone non sono escluse le prime deboli piogge che, proprio a causa del pulviscolo atmosferico, risulteranno "fangose". Il consiglio pratico è d'obbligo: evitate di lavare l'auto nel weekend, perché si sporcherà inesorabilmente già all'inizio della prossima settimana.
La vera notizia è comunque attesa per lunedì 13 aprile. L'Italia subirà un vero e proprio "duplice attacco": da sud risalirà un'intensa ondata di pulviscolo sahariano associata ad una massa d’aria mite e molto umida che causerà qualche pioggia sparsa, mentre dall'Atlantico irromperà un fronte di aria più fresca e temporalesca.
Questo mix causerà un esteso peggioramento che insisterà per qualche giorno sul nostro Paese. Sotto il mirino ci saranno in particolare il versante tirrenico e il Sud, ma non si escludono precipitazioni frequenti anche al Nord Italia. L'effetto più evidente sarà il crollo termico: la bolla calda anomala di questi giorni si sgonfierà rapidamente, riportando le temperature massime intorno ai 17-18°C. Entreremo così in una settimana tipicamente "aprilina”: sole alternato a scrosci improvvisi, fresco e variabilità. Una dinamica che, dopo tanto caldo fuori stagione, riporterà l'atmosfera sui giusti binari primaverili.
Giovedì 9. Al Nord: bel tempo prevalente, più nubi al Nordest. Al Centro: più nubi sui settori adriatici. Al Sud: poco nuvoloso.
Venerdì 10. Al Nord: irregolarmente nuvoloso. Al Centro: bel tempo. Al Sud: soleggiato.
Sabato 11. Al Nord: cielo localmente nuvoloso, calo termico. Al Centro: nuvolosità più presente. Al Sud: poche nubi.
Tendenza: da domenica sera peggiora al Nord Ovest.

(Adnkronos) - Il viaggio di ritorno sulla Terra avrebbe potuto svolgersi senza intoppi per gli astronauti di Artemis II ma a bordo della capsula Orion, un componente cruciale dell'equipaggiamento si è guastato a causa di un'inaspettata reazione chimica: il Wc.
I quattro membri dell'equipaggio si sono imbarcati il 1° aprile per un viaggio spaziale di circa dieci giorni nella capsula Orion, una cabina delle dimensioni di un furgone. Ma nelle prime ore di volo, gli astronauti hanno notato un malfunzionamento. L'astronauta americana Christina Koch ha deciso di prendere in mano la situazione e riparare il sistema. Tuttavia, il problema, che riguardava solo l'urina e non le feci (che utilizzano un condotto separato), si è ripresentato quando hanno tentato di espellere le acque reflue, normalmente rilasciate nello spazio, senza successo.
Christina Koch ha descritto alla Nasa un odore simile a quello di un "termosifone bruciato". Le squadre a terra hanno quindi attivato il piano B e istruito gli astronauti a utilizzare wc di emergenza portatili e riutilizzabili.

(Adnkronos) - Prima il nuovo attacco alla Nato, poi il ritorno alle minacce sulla Groenlandia. Donald Trump è "chiaramente deluso" da alcuni alleati che non hanno sostenuto come lui avrebbe voluto la guerra contro l'Iran. A farsi portavoce degli umori del presidente americano è stato il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Mark Rutte, ricevuto ieri alla Casa Bianca. Con Trump, ha detto Rutte alla Cnn, ammettendo di comprendere la delusione del presidente, c'è stato un colloquio "franco e aperto tra due buoni amici".
"C'è delusione, chiaramente - ha riferito il numero uno dell'Alleanza atlantica, che non ha voluto rispondere alla domanda se Trump sia tornato a parlare della sua minaccia di rititarsi dalla Nato - ma allo stesso tempo ha anche ascoltato con attenzione le mie argomentazioni su quello che sta succedendo".
Dopo l'incontro, Trump è tornato ad attaccare la Nato in un post su Truth: "Non c'era quando avevamo bisogno di lei e non ci sarà se avremo bisogno ancora". Poi la minaccia: "Ricordatevi della Groenladia, quel grande pezzo di ghiaccio mal gestito". Nelle settimane scorse, il presidente ha più volte indicato la volontà di annettere l'isola che è territorio semiautonomo danese.
(Adnkronos) - Un bunker in cemento armato nascosto sotto al pavimento di un casolare isolato, nelle campagne della Piana di Gioia Tauro. A portarlo alla luce sono stati i Carabinieri della Compagnia di Palmi, nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio. Invisibile dall’esterno e dotato di un sistema di aerazione artigianale, custodiva un arsenale: armi da fuoco con matricola abrasa e ingenti quantitativi di munizioni di vario calibro. Un uomo è stato arrestato con l’accusa di detenzione illegale di armi e munizioni.

(Adnkronos) - Archiviata l’esperienza in Indonesia, oggi l'avventuroso viaggio di Pechino Express nell’Estremo Oriente riparte dalla Cina, cuore pulsante dell’Asia, culla di una civiltà millenaria e terra di dinastie e imperatori.
Nella tappa dello show Sky Original realizzato da Banijay Italia di oggi, giovedì 9 aprile, il conduttore Costantino della Gherardesca guiderà le coppie, che cominceranno a prendere confidenza con i popoli e i mille contrasti della Cina, per una corsa lunga ben 519 km: si parte dalla tentacolare metropoli di Shanghai per dirigersi verso Hangzhou, dove firmeranno il Libro Rosso, e infine rotta verso l’antico villaggio di Yuliang, che offrirà una visione autentica della vita tradizionale cinese.
Accanto a Costa, arriverà la seconda inviata di stagione Giulia Salemi: presentatrice e influencer nonché una delle più indimenticabili viaggiatrici di Pechino Express, dopo un decennio torna nella corsa dello show ma in una veste del tutto nuova.
Al giro di boa di questa stagione, ai nastri di partenza ci sono: Biagio Izzo e Francesco Paolantoni 'Gli Spassusi', Chanel Totti e Filippo Laurino 'I Raccomandati', Jo Squillo e Michelle Masullo 'Le Dj', Fiona May e Patrick Stevens 'I Veloci', Dani Faiv e Tony 2Milli 'I Rapper', Candelaria e Camila Solórzano 'Le Albiceleste' e Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani 'Le Biondine'.
I viaggiatori, come sempre provvisti solamente di una dotazione minima e di 1 euro al giorno a persona e in valuta locale, si lanceranno alla scoperta del gigante asiatico partendo da Shanghai, città iper-moderna con 41 milioni di abitanti che li metterà fin da subito davanti alle difficoltà di doversi ambientare in un nuovo Paese. In questa lunghissima e faticosissima tappa, il primo obiettivo sarà firmare il Libro Rosso sulle colline di Hangzhou, dove si coltiva il pregiatissimo tè verde Longjing e la coppia più veloce vincerà l’immunità e un biglietto per la prossima tappa. Poi i viaggiatori dovranno raggiungere in fretta il traguardo di puntata a Yuliang, piccolo borgo che custodisce il segreto della longevità.
Anche nel regno della Grande Muraglia le tradizioni non cambiano: sarà la busta nera a scrivere il destino delle coppie, decretando se la prima tappa cinese sarà eliminatoria o meno. Tutti i viaggiatori di Pechino Express potranno proseguire l’esplorazione del Paese del Dragone o qualcuno di loro dovrà fare le valigie per rientrare subito in Italia?
Come sempre anche l'appuntamento per la puntata di oggi 9 aprile sarà alle 21.15, in esclusiva su Sky Uno e in streaming solo su NOW, dove è disponibile anche on demand.

(Adnkronos) - La Fiorentina torna in campo in Conference League. Oggi, giovedì 9 aprile, i viola affrontano - in un match visibile in tv e streaming - in trasferta il Crystal Palace nell'andata dei quarti di finale della terza competizione europea. La squadra di Vanoli arriva alla sfida dopo aver eliminato il Rakow, mentre gli inglesi hanno battuto l'Aek Larnaca agli ottavi. Ecco orario, probabili formazioni e dove vederla in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Crystal Palace-Fiorentina, in campo alle 21:
Crystal Palace (3-4-2-1): Henderson; Richards, Lacroix, Canvot; Munoz, Wharton, Lerma, Mitchell; Sarr, Guessand; Mateta. All. Glasner.
Fiorentina (4-3-3): De Gea; Dodò, Pongracic, Ranieri, Gosens; Mandragora, Fagioli, Ndour; Parisi, Kean, Gudmundsson. All. Vanoli
La partita tra Crystal Palace e Fiorentina sarà visibile su Sky Sport Uno (canale 201) e Sky Sport (canale 252). Partita disponibile anche in streaming su Sky Go e Now.

(Adnkronos) - Sarà il primo faccia a faccia in Aula dopo il referendum. Il primo in cui la premier Giorgia Meloni si presenta in Parlamento dopo una sconfitta. E le opposizioni attendono la presidente del Consiglio al varco. "Fallimento", è la parola d'ordine. Nei capannelli a Montecitorio, i deputati della minoranza si aspettano una 'mossa' da Meloni oggi.
"Arriverà con qualcosa in mano", è la previsione. Un tentativo di rilancio. Per Matteo Renzi, Meloni proverà a farlo sul versante della politica estera. "Se la conosco proverà a buttarla sulla politica estera. Del resto per lei le conseguenze politiche del referendum si esauriscono nelle dimissioni di Daniela Santanchè e questo le basta", osserva Renzi che interverrà nel dibattito dopo l'informativa della premier, come faranno anche tutti gli altri leader da Elly Schlein a Giuseppe Conte. C'è, invece, chi ipotizza una mossa sul fronte dei problemi interni. Ma qualsiasi cosa si inventerà, si osserva tra i Dem, "per noi cambia poco, Il bilancio è chiaro ed è negativo". E le opposizioni, a un anno dalla fine della legislatura, sono pronte a presentare il conto.
Dice il capogruppo al Senato, Francesco Boccia: "Giorgia Meloni verrà in Aula. Per lei doveva essere il primo step del rilancio, per noi deve essere il momento in cui sveliamo definitivamente e certifichiamo l'inadeguatezza e il fallimento del governo sul piano economico: crescita zero, il rapporto deficit/Pil resta sopra il 3%, il costo dei carburanti resta alto". E anche se il registro della premier dovesse essere quello della 'coesione', dell'evocazione di un clima da unità nazionale - "e sarebbe un unicum viste le provocazioni in aula di questi anni" - o magari aprire su "qualcosa di nostro", come il salario minimo che il governo potrebbe adottare per alcune categorie, per le opposizioni sarebbe comunque un appello fuori tempo massimo. "Sono quattro anni che ci sbattono la porta in faccia, pure la legge elettorale se la sono cucinata da soli, chiusi in una stanza a via della Scrofa. La verità -si riflette tra i dem- è che avevano la maggioranza per fare qualsiasi cosa. Ma le uniche due riforme che hanno fatto, una l'ha bocciata la Consulta e l'altra gli italiani. E ora non resta che il nulla".
Per il leader M5S, Giuseppe Conte, Meloni deve assumersi la "responsabilità" degli "errori" commessi in questi anni, a partire dal rapporto con Donald Trump. "Lo ha assecondato in tutto. Però assecondandolo in tutto ha preferito l'affinità ideologica rispetto agli interessi nazionali perché ha promesso acquisto di gas americano, che è costosissimo, e l’acquisto di armi. Noi non abbiamo più crescita ormai, siamo un Paese in ginocchio per fare cosa, per farci dare una carezza da Trump?", attacca l'ex-premier. "Hanno detto che non mollano quella poltrona. Ma allora si assumano la responsabilità di rimediare agli errori. Oggi, dopo quattro leggi di bilancio e quattro anni di governo possiamo dire che si devono assumere delle responsabilità?".
In vista dell'informativa della premier Meloni oggi a Camera e Senato, il Pd ha riunito i gruppi. "Se non ci fosse stata la guerra - ha detto Boccia alla riunione dei senatori Dem - il governo sarebbe già in crisi. Il governo tra foto, ministri in difficoltà e dimissioni è logorato. Siamo davanti all'ultimo anno di legislatura. Il bene prezioso che abbiamo è l'unità del nostro partito. La nostra unità contro le loro divisioni può essere la leva su cui costruire, con le altre opposizioni, la base di un lavoro comune per domani".
Stesso registro a Montecitorio con la presidente dei deputati dem, Chiara Braga: "Meloni dovrebbe prendere atto che questa legislatura è stato un grande fallimento. In questi anni non sono arrivati risultati concreti per gli italiani. Si erano dichiarati pronti, si sono dimostrati incapaci".
"E sul piano internazionale la linea di appiattimento a Trump ha portato non solo caos globale ma anche a danni gravissimi per il nostro Paese. Vedremo se domani Meloni avrà l'umiltà di fare autocritica. La aspettiamo per capire se finalmente abbandonerà la propaganda e tornerà a occuparsi dei problemi degli italiani". Come il caro prezzi. Scrive Renzi nella eNews: "Continuano a raccontarci che va tutto bene e nel frattempo non si sono accorti nemmeno delle revisioni Istat sul potere d'acquisto. Che cosa significa? Che l'Istat ha dato numeri sul potere d'acquisto del tutto sballati nei mesi scorsi. Quindi quando la Meloni andava in tv a dire che il potere d'acquisto era aumentato e voi vi sentivate strani, sbagliati, fuori posto pensando all'ultima spesa all'Esselunga o all'ultimo acquisto in centro, bene, sappiate che chi sbagliava era la Meloni, non voi".
Avs chiede interventi sul fronte del caro energia. Dice Nicola Fratoianni: "Si tratta di intervenire subito con forza sugli extra profitti e sul superamento dell'utilizzo delle energie fossili. E se qualcuno, in queste ore Salvini, chiede la deroga al patto di stabilità vorrei ricordargli che quel Patto lo hanno firmato loro, quando noi li avvertivamo in tutti i modi che sarebbe stato un grave errore". E poi il versante internazionale. La "sudditanza"a Trump, le dichiarazioni di Meloni sul Nobel per la Pace e pure quel 'non condanno e non condivido' sull'attacco all'Iran su cui le opposizioni non faranno sconti. "Giorgia Meloni - dice Angelo Bonelli - si è chinata alla logica della supremazia del più forte, quella imposta da Trump, contribuendo alla demolizione del diritto internazionale invece di difenderlo".

(Adnkronos) -
Lo scontro sull'uranio arricchito rischia già di far saltare la tregua tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump afferma che i circa 440 chili di materiale arricchito al 60% prodotti da Teheran saranno “perfettamente gestiti” dagli Stati Uniti. Teheran, al contrario, rivendica il pieno diritto all’arricchimento e lo inserisce tra i punti del suo piano in 10 punti. Un nodo dirimente che, a sole 24 ore dall’annuncio del cessate il fuoco, crea la prima profonda crepa nell'accordo già in pericolo per i raid di Israele contro il Libano.
L'obiettivo principale fissato da Trump all'inizio della guerra era l'eliminazione dell'opzione nucleare per Teheran: "L'Iran non dovrà mai avere armi nucleari". Il presidente americano considera il target sostanzialmente centrato. L'uranio iraniano sarà "perfettamente gestito" nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco, dice Trump soffermandosi sull'aspetto specifico. "Questo elemento sarà perfettamente gestito, altrimenti non avrei accettato l'intesa", afferma.
"Gli Stati Uniti lavoreranno a stretto contatto con l'Iran che, secondo le nostre valutazioni, ha attraversato un processo di regime change che si rivelerà molto produttivo", dice Trump in uno dei post esplicativi pubblicati su Truth Social. La soglia del 60%, nel processo di arricchimento, rappresenta uno snodo cruciale: per arrivare al 90%, livello necessario per l'impiego militare dell'uranio, serve uno step relativamente rapido. Per il presidente americano, però, il problema non si pone. Il deposito scelto da Teheran "è da tempo sottoposto a una sorveglianza satellitare molto rigorosa" e "nulla è stato toccato dalla data dell'attacco". Il quadro appare in realtà più fluido rispetto alle affermazioni categoriche dell'inquilino della Casa Bianca.
I negoziati terranno conto del piano in 10 punti elaborato dall'Iran per porre fine al conflitto. Nel documento, che secondo Trump rappresenta una base di discussione e non una piattaforma del tutto vincolante, il 'capitolo uranio' si presta a diverse interpretazioni.
Nella versione del piano pubblicata in farsi, l'Iran ha incluso anche l'"accettazione dell'arricchimento" per il suo programma nucleare. Questo concetto era assente nelle versioni in inglese condivise dai diplomatici iraniani con alcuni media. La chiusura netta di Trump non può non avere effetti. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, punta il dito contro la "negazione del diritto dell'Iran all'arricchimento dell'uranio, previsto dal sesto dei 10 punti" che dovrebbero costituire la base dei negoziati.
Una mediazione appare complicata, 2 settimane potrebbero non bastare per trovare il punto d'incontro. L'uranio è attualmente "sepolto" e gli Stati Uniti lo stanno "monitorando", dice il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, in conferenza stampa. "Sappiamo esattamente cosa possiedono, e lo sanno anche loro. Ce lo consegneranno, come ha già detto il presidente, e a quel punto lo prenderemo e lo porteremo via", spiega. E se Teheran non consegnerà il materiale? "Se necessario, faremo qualcos'altro da soli, come abbiamo fatto con l'operazione Midnight Hammer, ci riserviamo questa possibilità", aggiunge il numero 1 del Pentagono ricordando i raid condotti a giugno 2025 contro i siti nucleari di Fordow, Isfahan e Natanz.

(Adnkronos) - Matteo Berrettini torna in campo a Montecarlo. Oggi, giovedì 9 aprile, l'azzurro affronta - in un match visibile in diretta tv e streaming - Joao Fonseca negli ottavi di finale del Masters 1000 del Principato. Il tennista romano arriva dal grandioso successo contro Medvedev, regolato con un doppio 6-0, mentre il brasiliano arriva dalla vittoria contro Rinderknech nel secondo turno. Ecco orario, precedenti e dove vedere il match in tv e streaming.
Il match tra Berrettini e Fonseca inizierà alle 11. Un solo precedente tra i due, datato 11 settembre 2024, fase a gironi della Coppa Davis tra Italia e Brasile: 6-1 7-6 per l'azzurro.
Berrettini-Fonseca al Masters 1000 di Montecarlo, così come tutte le partite del torneo, sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. I match si potranno inoltre seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.
La finale invece sarà disponibile anche in chiaro su TV8, che trasmetterà anche una delle due semifinali ma in leggera differita.

(Adnkronos) - Con l’avanzare dell’età, l’artrosi diventa una delle condizioni più diffuse tra gli over 60, spesso accompagnata da dolore alle articolazioni, rigidità al mattino, difficoltà nei movimenti quotidiani. Eppure, fermarsi non è la soluzione. Anzi, l’attività fisica può diventare una vera alleata per gestire la patologia.
"L'attività fisica, definita dall'Oms come una priorità assoluta di salute pubblica, è uno dei principali strumenti per preservare l'autonomia, ridurre il carico delle malattie croniche e potenziare la riserva cognitiva. Chi soffre di patologie croniche può fare attività fisica e i benefici di questa superano di gran lunga i rischi. Inoltre praticarla in gruppo favorisce la socializzazione, riduce il senso di isolamento e contrasta i sintomi depressivi e ansiosi attraverso il rilascio di endorfine". A spiegarlo è Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa, che invita a superare la paura del movimento anche in presenza di dolori articolari.
Non tutte le discipline, infatti, hanno lo stesso impatto sulle articolazioni. Alcune possono addirittura alleviare i sintomi. La camminata veloce resta uno dei consigli più diffusi, ma esistono alternative particolarmente adatte a proteggere le articolazioni. "Discipline come il tai chi o lo yoga sono esempi eccellenti di attività che combinano forza, flessibilità e controllo neuromotorio. Naturalmente anche attività in acqua possono essere adatte".
Ed è proprio l’acqua a offrire i benefici più immediati per chi soffre di artrosi. "Offre vantaggi unici legati alla spinta idrostatica". Inoltre "in acqua il peso percepito si riduce fino all'80-90%, permettendo movimenti che a secco risulterebbero dolorosi in pazienti con artrosi severa. La pressione dell'acqua - ricorda - agisce come un massaggio naturale che stimola la circolazione, mentre la resistenza potenzia la forza muscolare senza rischi di traumi da impatto".
Anche attività come il nordic walking, il tennis (meglio in doppio) o il golf possono essere praticate, con i giusti accorgimenti. "Offrendo benefici specifici in base alle caratteristiche biomeccaniche dell'attività. Ad esempio il nordic walking, un'attività aerobica di intensità moderata che coinvolge circa il 90% della muscolatura corporea utilizzando bastoncini da camminata che riducono il carico sulle articolazioni degli arti inferiori e sulla colonna vertebrale, migliorando al contempo stabilità posturale e coordinazione neuromotoria - analizza il medico-fisiatra - Recenti evidenze mostrano come il tennis possa ridurre la pressione arteriosa di circa il 15% e dimezzare l'incidenza di diabete negli over 60. Il tennis in doppio è la variante più indicata per i senior, poiché riduce l'area di campo da coprire, limitando l'intensità dello sforzo cardiovascolare e i movimenti bruschi. Anche il golf è un'attività molto consigliata, infatti non solo favorisce una camminata prolungata (6-12 km per partita), ma lo 'swing' richiede una sequenza coordinata di diversi gruppi muscolari, migliorando equilibrio e propriocezione. Secondo alcuni studi, i golfisti presenterebbero addirittura un'aspettativa di vita media di circa 5 anni superiore alla popolazione generale".
E poi c’è il ballo, spesso sottovalutato ma estremamente efficace anche per la mente. "Il ballo è una delle attività più potenti per la prevenzione del declino cognitivo. Richiede di memorizzare passi, coordinarsi con un partner e seguire il ritmo, stimolando la neuroplasticità dell'ippocampo e riducendo il rischio di demenza senile".
Attenzione però: con l’artrosi è fondamentale evitare il fai-da-te. "È indispensabile un percorso di valutazione medica attento e multidisciplinare. L'esercizio non deve essere consigliato, ma prescritto e dosato come un farmaco", avverte Bernetti, che elenca i 5 elementi chiave per "un programma ben equilibrato" anche in chi presenta problemi articolari.
Riscaldamento e mobilità: movimenti circolari delle articolazioni (caviglie, polsi, spalle) per aumentare la lubrificazione articolare e ridurre la rigidità;
Fase aerobica: camminata a passo variabile, marcia sul posto o esercizi ritmici che coinvolgono i grandi gruppi muscolari per almeno 10-20 minuti;
Rinforzo muscolare: utilizzo di bande elastiche, piccoli pesi o del proprio peso corporeo (es. alzarsi dalla sedia) per stimolare la forza degli arti e del core;
Esercizi di equilibrio: camminata in tandem (punta-tacco), spostamenti del peso laterali e stazionamento su un piede solo con appoggio di sicurezza;
Defaticamento e respirazione: esercizi di allungamento muscolare dolce associati a respirazioni profonde per favorire il rilassamento e il ritorno venoso.
Il segreto, spiegano gli esperti, è iniziare gradualmente e puntare sulla costanza. "Per garantire l'aderenza a lungo termine, è necessario che il programma sia piacevole, realistico e adattato alle preferenze individuali. Iniziare con piccole sessioni e intensificare gradualmente durata e frequenza è la chiave per evitare l'abbandono e minimizzare il rischio di infortuni - rimarca Bernetti - L'adozione di uno stile di vita attivo, supportato da una corretta nutrizione e da un monitoraggio clinico attento, consente non solo di prevenire le patologie croniche, ma di agire terapeuticamente su quelle già esistenti, rallentando il decadimento fisico e cognitivo. L'obiettivo finale è la promozione di un invecchiamento di successo, in cui l'autonomia funzionale e la dignità della persona siano preservate il più a lungo possibile, trasformando l'attività fisica da semplice consiglio a vera e propria terapia per la vita".

(Adnkronos) - "Cuor contento il ciel l'aiuta". L'ottimismo fa davvero bene alla salute. La saggezza popolare l'aveva intuito ancor prima che arrivassero le prove scientifiche a corroborare questa tesi: vedere sempre il lato positivo della vita può davvero essere un potente fattore di protezione, anche per la salute e il benessere mentale di chi guarda il mondo con una lente 'arcobaleno'. Secondo un nuovo studio, pubblicato sul 'Journal of the American Geriatrics Society', c'è di più: un'iniezione di ottimismo si prospetta anche come una possibile prevenzione contro il rischio di demenza. Un team di ricercatori Usa dell'Harvard Th Chan School of Public Health di Boston ha cercato di misurare con precisione questo effetto scudo, scoprendo che un livello di ottimismo più elevato è associato a una minore incidenza di demenza.
Lavori precedenti avevano già suggerito un link con una migliore funzione cognitiva e un più lento declino cognitivo nell'invecchiamento. Nella nuova ricerca gli autori hanno utilizzato i dati dell'Health and Retirement Study, che offre un campione rappresentativo a livello nazionale degli anziani statunitensi, per esaminare se l'ottimismo fosse associato anche a un minor rischio di sviluppare demenza in diversi gruppi di popolazione e se tale associazione si mantenesse anche dopo aver tenuto conto dello stato di salute iniziale e di altri potenziali fattori confondenti, e attraverso diverse analisi di sensibilità.
L'ottimismo è stato misurato utilizzando un test validato - il Life Orientation Test-Revised - su 9.071 persone cognitivamente sane, entro 2 anni dalla prima misurazione della funzione cognitiva di ciascuno di loro. I casi di demenza, invece, sono stati identificati tramite un algoritmo sviluppato per garantire prestazioni ottimali nei principali gruppi etnici, utilizzando i dati raccolti in 8 fasi di rilevazione dal 2006 al 2020.
Risultato dell'analisi: i ricercatori hanno osservato che un singolo spostamento verso l'alto rispetto alla media dell'ottimismo era associato a un rischio inferiore del 15% di sviluppare demenza, dopo aver aggiustato per età, sesso, etnia, livello di istruzione, depressione e principali condizioni di salute, durante un periodo di follow-up fino a 14 anni. Le analisi di sensibilità hanno suggerito che questa associazione era robusta e non dovuta a causalità inversa, a fattori confondenti o a una scarsa salute mentale di base.
Quali siano le spiegazioni va approfondito, sottolineano gli esperti. Diversi processi potrebbero contribuire a spiegare come l'ottimismo possa influenzare il rischio di demenza. Sono possibili meccanismi biologici diretti (ad esempio alcuni studi hanno rilevato che l'ottimismo è associato a risposte immunitarie più sane e di conseguenza a meno rischi di neuroinfiammazione), ma anche i meccanismi indiretti potrebbero svolgere un ruolo (la possibilità ad esempio che gli ottimisti abbiano maggiori risorse come reti sociali più forti e livelli di stress più bassi).
La conclusione degli autori è in ogni caso che un livello più alto di ottimismo è risultato associato a una minore incidenza di demenza. Un'osservazione che assume un rilievo ancora più significativo se si considerano i numeri globali della malattia: circa 57 milioni di persone nel mondo convivono con la demenza, ricordano gli esperti. "Data l'alta prevalenza e le limitate opzioni di trattamento, l'identificazione di strategie di prevenzione è fondamentale", osservano. Le evidenze epidemiologiche emergenti suggeriscono l'esistenza di fattori psicosociali correlati al rischio della patologia, il che fornisce nuovi possibili obiettivi a monte per la prevenzione.
"Studi recenti hanno collegato l'ottimismo a una longevità eccezionale e a un invecchiamento sano in generale, suggerendo che possa anche contribuire a proteggere la salute cognitiva nell'invecchiamento. Sebbene si stimi che l'ottimismo sia ereditario per circa il 25% - analizzano gli autori - numerosi lavori dimostrano che può essere modificato con interventi specificamente progettati per alterarne" positivamente "i livelli". Pertanto, gli studi sull'ottimismo e la demenza potrebbero fornire evidenze su cui poggiare future iniziative di prevenzione della demenza.
In altre parole, anche il carattere conta. "Questi risultati suggeriscono un potenziale valore dell'ottimismo nel promuovere un invecchiamento sano", chiosano gli autori. Pur consapevoli della portata della sfida, visto che l'attitudine di vedere positivamente tutto ciò che accade è "un costrutto complesso", per gli esperti si tratta di "un'area che merita ulteriori ricerche". Un aspetto che, concludono, potrebbe essere preso in considerazione per mettere a punto nuove strategie di protezione.

(Adnkronos) - Stretta sui social anche in Grecia. Atene vieterà, a partire dal primo gennaio 2027, l’accesso ai social network agli under 15 anni. Lo ha annunciato il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis in un video diffuso su TikTok. "Abbiamo deciso di andare avanti con una misura difficile ma necessaria: vietare l’accesso ai social network ai bambini sotto i 15 anni", ha spiegato, precisando che la legge sarà approvata quest’estate e il divieto entrerà in vigore il 1° gennaio 2027.
La Grecia è tra i "primi paesi al mondo ad adottare una misura del genere", si è congratulato il primo ministro, assicurando anche che sta facendo pressione sull’Unione Europea affinché segua questa iniziativa. In una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Mitsotakis sostiene che "l’azione nazionale da sola non sarà sufficiente. Un quadro europeo unificato deve essere in vigore entro la fine del 2026 per completare e rafforzare le iniziative nazionali adottate per la protezione dei minori", aggiunge.
Il primo ministro greco propone in particolare di stabilire una "maggiore età digitale" europea a 15 anni e di vietare, a livello dell’Unione Europa, l’accesso alle piattaforme social agli utenti al di sotto di questa soglia. Vorrebbe anche obbligare le piattaforme a effettuare una verifica dell’età ogni sei mesi.
L’Australia è stata il primo paese a legiferare sulla questione e ad approvare una norma entrata in vigore alla fine del 2025 che obbliga le piattaforme a verificare che gli utenti abbiano almeno 16 anni e a eliminare gli account degli utenti troppo giovani. Facebook, Instagram, X, Threads, Snapchat, TikTok, così come Twitch e il suo concorrente australiano Kick, si sono adeguati alla nuova normativa, pena multe fino a 28 milioni di euro. Per proteggere gli adolescenti dagli algoritmi che creano dipendenza sui social network, anche la Francia si sta muovendo in questa direzione, così come la Danimarca e la Spagna. Il primo ministro greco ha scelto proprio un social network molto popolare tra i giovani per fare questo annuncio e si è rivolto direttamente ai ragazzi: "So che alcuni di voi saranno arrabbiati. Il nostro obiettivo non è allontanarvi dalla tecnologia, ma combattere la dipendenza da alcune applicazioni che danneggia la vostra innocenza e la vostra libertà", ha sottolineato. "La scienza è chiara: quando un bambino passa ore davanti agli schermi, il suo cervello non si riposa", ha aggiunto. Ai genitori, Mitsotakis ha anche assicurato che questa misura "è solo uno strumento che non sostituirà mai la loro presenza".

(Adnkronos) - La tregua tra Stati Uniti e Iran è già a rischio dopo appena 24 ore. I nuovi raid israeliani in Libano, le divergenze sul programma nucleare iraniano e lo stallo sullo Stretto di Hormuz mettono a dura prova l’accordo appena raggiunto. Donald Trump e Teheran si accusano a distanza, mentre mancano ancora una versione condivisa del cessate il fuoco e un’intesa chiara sui dettagli.
Ad alimentare la tensione sono soprattutto gli attacchi israeliani contro il Libano. Per Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, si tratta della "violazione della prima clausola nel piano in 10 punti" elaborato da Teheran e definito "una base negoziale" da Donald Trump. "L'impegno per" estendere "la tregua in Libano è stato menzionato esplicitamente dal premier pakistano Shehbaz Sharif", dice Ghalibaf facendo riferimento al 'regista' dell'intesa. La distanza rispetto alla posizione americana è enorme: "Il Libano non è compreso nell'accordo", dice Trump cercando di disinnescare il caso in un contesto caratterizzato da dubbi e incertezze a 360 gradi.
Posizioni divergenti quando si parla del programma nucleare iraniano. Per Trump, il piano non mette in discussione il destino dell'uranio arricchito da Teheran: la Repubblica islamica non avrà mai armi nucleari, caso chiuso. "Quella rimane la linea rossa", chiosa Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca. Ghalibaf stigmatizza la "negazione del diritto dell'Iran all'arricchimento dell'uranio, previsto dal sesto punto del piano". Per il presidente del Parlamento - che lamenta anche l'ingresso di un drone nello spazio aereo iraniano - il Paese mantiene il controllo delle proprie risorse, anche quelle potenzialmente utilizzabili in ambito bellico.
Muro contro muro anche sullo Stretto di Hormuz, determinante per il 20% del commercio mondiale di petrolio e diventato il detonatore che ha fatto esplodere i prezzi del greggio e dei carburanti in molti paesi, Italia compresa. Trump ha annunciato la tregua dal suo profilo Truth subordinando lo stop della guerra alla "completa, immediata e sicura riapertura dello Stretto di Hormuz". Poco dopo, il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha affermato che "se gli attacchi contro l'Iran vengono fermati, le nostre potenti forze armate cesseranno le loro operazioni difensive".
Teheran minaccia di distruggere le navi che cercheranno di forzare il blocco. Lo Stretto, per i pasdaran, è chiuso. "Una posizione inaccettabile", dice la portavoce Leavitt. "Ci aspettiamo che lo Stretto venga aperto immediatamente, abbiamo visto un aumento dell'attività", aggiunge. E' uno dei casi in cui quello che viene detto pubblicamente differisce da ciò che viene detto privatamente". Si dice tutto e il contrario di tutto.
Il caos, evidenziano i media americani a cominciare dalla Cnn, dipende da una lacuna di base: non esisterebbe una versione condivisa dell'intesa. Il cessate il fuoco è stato concordato, ma i dettagli e il perimetro sono a dir poco sfumati. Non è solo questione di forma, si tratta di sostanza. Per entrambe le parti, una base negoziale è rappresentata dal documento in 10 punti elaborato dall'Iran. Anche in questo caso, però, non c'è uniformità. Quante versioni del piano esistono? "Gli iraniani inizialmente hanno presentato 10 punti inaccettabili, poco seri. Poi, hanno prodotto una versione più ragionevole, totalmente diversa", dice Leavitt.
"Numerosi accordi, elenchi e lettere vengono diffusi da persone che non hanno assolutamente nulla a che vedere con i negoziati tra Stati Uniti e Iran. In molti casi si tratta di veri e propri truffatori, ciarlatani e anche peggio. Verranno smascherati rapidamente una volta completata la nostra indagine federale", scrive il presidente degli Stati Uniti su Truth. "C'è solo un gruppo di 'punti' significativi che sono accettabili per gli Stati Uniti e ne discuteremo a porte chiuse durante i negoziati. Questi sono i punti su cui ci siamo accordati per un cessate il fuoco", afferma il presidente.
Per Ghalibaf, le colpe sono a stelle e strisce. "La profonda sfiducia storica verso gli Stati Uniti nasce dalle loro ripetute violazioni di ogni tipo di impegno, un modello che purtroppo si è ripetuto ancora una volta", sentenzia. "Ora le stessse basi di lavoro su cui negoziare sono state apertamente e chiaramente violate, ancora prima dell'inizio dei negoziati. In questa situazione un cessate il fuoco bilaterali o negoziati sono irragionevoli".

(Adnkronos) - L'Italia sarà ripescata ai Mondiali 2026? Si avvicina il giorno della decisione da parte della Fifa, ma quale organo deciderà la sorte degli azzurri? Dopo la sconfitta in finale playoff contro la Bosnia, la Nazionale è pronta a giocarsi la carta ripescaggio, puntando sul forfait dell'Iran a causa della guerra con gli Stati Uniti, che ospiteranno la rassegna iridata insieme a Canada e Messico, per subentrare nella fase finale del torneo.
Un'ipotesi remota, che si appoggia sulla discrezionalità della Fifa in caso di ritiro della Nazionale di Teheran, ma che si scontra con la logica, che vorrebbe che al posto dell'Iran subentrasse una squadra asiatica.
Cosa succederebbe quindi se, in uno scenario alternativo, l'Iran disertasse i Mondiali? La decisione finale potrebbe essere adottata direttamente dalla Fifa che, sulla base dell'articolo 6.7 del regolamento, può scegliere il sostituto "a propria esclusiva discrezione". La posizione nel ranking dell'Italia, 12esima, potrebbe quindi agevolare gli azzurri, ma al momento sembra una possibilità lontana.
L'eventuale vuoto lasciato dall'Iran, con ogni probabilità, verrebbe infatti colmato da una selezione asiatica. L'Iraq si è qualificato superando il playff contro la Bolivia e si è guadagnato da solo il biglietto per i Mondiali. Il ripescaggio premierebbe quindi in questo caso gli Emirati Arabi Uniti, eliminati proprio dall'Iraq nel cammino verso la fase finale.
Come detto, l'eventuale ripescaggio dell'Italia ai Mondiali 2026 è a totale discrezionalità della Fifa. In caso di forfait dell'Iran, toccherebbe a un'apposita commissione il compito di valutare come riempire il vuoto lasciato nel girone G, con gli azzurri che manterrebbero comunque diverse chance di essere 'scelti'. All'articolo 6 del regolamento viene spiegato come debba essere il Consiglio Fifa o il comitato competente a decidere l'eventuale sostituzione della Nazionale rinunciataria.
Il Consiglio Fifa è un organo composto da 37 membri: un presidente, eletto dal Congresso Fifa, ovvero Gianni Infantino; otto vicepresidenti e altri 38 membri eletti tra le Federazioni affiliate associate al massimo organo di governo del calcio internazionale. Per la Uefa, l'uomo che potrebbe 'spingere' la candidatura dell'Italia è il presidente Aleksander Ceferin.
L'eventuale decisione del Consiglio Fifa però non sarebbe subito definitiva. La squadra ripescata dovrebbe passare, con ogni probabilità, attraverso un vero e proprio processo d'appello, che potrebbe essere richiesto dalla Nazionale rimasta esclusa. È quanto si legge al secondo comma dell'articolo 3: "Le decisioni adottate dal Consiglio Fifa o dal comitato competente e/o dal suo sottocomitato in relazione alla Coppa del Mondo Fifa 2026 possono essere impugnate, ai sensi degli Statuti Fifa".
Al momento è difficile definire l'orizzonte temporale della decisione della Fifa. Molto dipenderà dagli sviluppi in Medio Oriente, con il proseguo della guerra tra Stati Uniti e Iran che però non lascia immaginare, almeno al momento, spiragli per una partecipazione dell'Iran alla prossima rassegna iridata. A 68 giorni dalla prima partita però, è chiaro che si può immaginare come una decisione debba essere presa ben prima, e non a ridosso dell'inizio del torneo, il cui fischio d'inizio è fissato per il prossimo 11 giugno.
C'è un particolare in più però da aggiungere, non di poco conto. Il già citato articolo 6 del regolamento Fifa stabilisce infatti che qualsiasi Nazionale partecipante che si ritiri dal Mondiale meno di 30 giorni prima della sua prima partita sarà multata di almeno 500mila franchi svizzeri (circa 500mila euro) dal Comitato Disciplinare Fifa. C'è quindi un data limite: il prossimo 13 maggio, anche se è verosimile aspettarsi, anche per ragioni organizzative, che una decisione arrivi ben prima.

(Adnkronos) - Un caso Var potrebbe decidere i quarti di Champions League tra Barcellona e Atletico Madrid, oggi mercoledì 8 aprile. Sul finire del primo tempo, l'arbitro Kovacs fischia un calcio di punizione per i Colchoneros e ammonisce Cubarsì per un fallo su Giuliano Simeone, lanciato a rete. La protesta della panchina di Diego Simeone è immediata: i madrileni chiedono l'espulsione del difensore blaugrana per fallo da ultimo uomo e chiara occasione da gol.
Il direttore di gara viene richiamato al Var dopo pochi secondi per rivedere l'azione e alla fine cambia decisione, optando per il cartellino rosso. Poi, la beffa nella beffa per gli uomini di Flick: a tirare il calcio di punizione è Julian Alvarez, che piazza il suo destro a giro all'incrocio dei pali, firmando il vantaggio senza lasciare scampo a Garcia. Il derby di Spagna adesso pende tutto dalla parte dell'Atletico Madrid.

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(Adnkronos) - Pomeriggio da dimenticare per il tennis azzurro nel Masters 1000 di Montecarlo, oggi mercoledì 8 aprile. Si ferma al secondo turno la corsa di Flavio Cobolli nel torneo: l'azzurro, numero 16 del mondo e 10 del seeding, cede al belga Alexander Blockx, numero 91 del ranking Atp, con il punteggio di 6-3, 6-3 in un'ora e 24 minuti. Eliminato pochi minuti dopo anche Lorenzo Musetti, finalista a Montecarlo nel 2025: per Lorenzo ko in due set (due ore e 9 minuti) con il punteggio di 7-6 7-5.
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