(Adnkronos) - Un bunker in cemento armato nascosto sotto al pavimento di un casolare isolato, nelle campagne della Piana di Gioia Tauro. A portarlo alla luce sono stati i Carabinieri della Compagnia di Palmi, nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio. Invisibile dall’esterno e dotato di un sistema di aerazione artigianale, custodiva un arsenale: armi da fuoco con matricola abrasa e ingenti quantitativi di munizioni di vario calibro. Un uomo è stato arrestato con l’accusa di detenzione illegale di armi e munizioni.

(Adnkronos) - Archiviata l’esperienza in Indonesia, oggi l'avventuroso viaggio di Pechino Express nell’Estremo Oriente riparte dalla Cina, cuore pulsante dell’Asia, culla di una civiltà millenaria e terra di dinastie e imperatori.
Nella tappa dello show Sky Original realizzato da Banijay Italia di oggi, giovedì 9 aprile, il conduttore Costantino della Gherardesca guiderà le coppie, che cominceranno a prendere confidenza con i popoli e i mille contrasti della Cina, per una corsa lunga ben 519 km: si parte dalla tentacolare metropoli di Shanghai per dirigersi verso Hangzhou, dove firmeranno il Libro Rosso, e infine rotta verso l’antico villaggio di Yuliang, che offrirà una visione autentica della vita tradizionale cinese.
Accanto a Costa, arriverà la seconda inviata di stagione Giulia Salemi: presentatrice e influencer nonché una delle più indimenticabili viaggiatrici di Pechino Express, dopo un decennio torna nella corsa dello show ma in una veste del tutto nuova.
Al giro di boa di questa stagione, ai nastri di partenza ci sono: Biagio Izzo e Francesco Paolantoni 'Gli Spassusi', Chanel Totti e Filippo Laurino 'I Raccomandati', Jo Squillo e Michelle Masullo 'Le Dj', Fiona May e Patrick Stevens 'I Veloci', Dani Faiv e Tony 2Milli 'I Rapper', Candelaria e Camila Solórzano 'Le Albiceleste' e Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani 'Le Biondine'.
I viaggiatori, come sempre provvisti solamente di una dotazione minima e di 1 euro al giorno a persona e in valuta locale, si lanceranno alla scoperta del gigante asiatico partendo da Shanghai, città iper-moderna con 41 milioni di abitanti che li metterà fin da subito davanti alle difficoltà di doversi ambientare in un nuovo Paese. In questa lunghissima e faticosissima tappa, il primo obiettivo sarà firmare il Libro Rosso sulle colline di Hangzhou, dove si coltiva il pregiatissimo tè verde Longjing e la coppia più veloce vincerà l’immunità e un biglietto per la prossima tappa. Poi i viaggiatori dovranno raggiungere in fretta il traguardo di puntata a Yuliang, piccolo borgo che custodisce il segreto della longevità.
Anche nel regno della Grande Muraglia le tradizioni non cambiano: sarà la busta nera a scrivere il destino delle coppie, decretando se la prima tappa cinese sarà eliminatoria o meno. Tutti i viaggiatori di Pechino Express potranno proseguire l’esplorazione del Paese del Dragone o qualcuno di loro dovrà fare le valigie per rientrare subito in Italia?
Come sempre anche l'appuntamento per la puntata di oggi 9 aprile sarà alle 21.15, in esclusiva su Sky Uno e in streaming solo su NOW, dove è disponibile anche on demand.

(Adnkronos) - La Fiorentina torna in campo in Conference League. Oggi, giovedì 9 aprile, i viola affrontano - in un match visibile in tv e streaming - in trasferta il Crystal Palace nell'andata dei quarti di finale della terza competizione europea. La squadra di Vanoli arriva alla sfida dopo aver eliminato il Rakow, mentre gli inglesi hanno battuto l'Aek Larnaca agli ottavi. Ecco orario, probabili formazioni e dove vederla in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Crystal Palace-Fiorentina, in campo alle 21:
Crystal Palace (3-4-2-1): Henderson; Richards, Lacroix, Canvot; Munoz, Wharton, Lerma, Mitchell; Sarr, Guessand; Mateta. All. Glasner.
Fiorentina (4-3-3): De Gea; Dodò, Pongracic, Ranieri, Gosens; Mandragora, Fagioli, Ndour; Parisi, Kean, Gudmundsson. All. Vanoli
La partita tra Crystal Palace e Fiorentina sarà visibile su Sky Sport Uno (canale 201) e Sky Sport (canale 252). Partita disponibile anche in streaming su Sky Go e Now.

(Adnkronos) - Sarà il primo faccia a faccia in Aula dopo il referendum. Il primo in cui la premier Giorgia Meloni si presenta in Parlamento dopo una sconfitta. E le opposizioni attendono la presidente del Consiglio al varco. "Fallimento", è la parola d'ordine. Nei capannelli a Montecitorio, i deputati della minoranza si aspettano una 'mossa' da Meloni oggi.
"Arriverà con qualcosa in mano", è la previsione. Un tentativo di rilancio. Per Matteo Renzi, Meloni proverà a farlo sul versante della politica estera. "Se la conosco proverà a buttarla sulla politica estera. Del resto per lei le conseguenze politiche del referendum si esauriscono nelle dimissioni di Daniela Santanchè e questo le basta", osserva Renzi che interverrà nel dibattito dopo l'informativa della premier, come faranno anche tutti gli altri leader da Elly Schlein a Giuseppe Conte. C'è, invece, chi ipotizza una mossa sul fronte dei problemi interni. Ma qualsiasi cosa si inventerà, si osserva tra i Dem, "per noi cambia poco, Il bilancio è chiaro ed è negativo". E le opposizioni, a un anno dalla fine della legislatura, sono pronte a presentare il conto.
Dice il capogruppo al Senato, Francesco Boccia: "Giorgia Meloni verrà in Aula. Per lei doveva essere il primo step del rilancio, per noi deve essere il momento in cui sveliamo definitivamente e certifichiamo l'inadeguatezza e il fallimento del governo sul piano economico: crescita zero, il rapporto deficit/Pil resta sopra il 3%, il costo dei carburanti resta alto". E anche se il registro della premier dovesse essere quello della 'coesione', dell'evocazione di un clima da unità nazionale - "e sarebbe un unicum viste le provocazioni in aula di questi anni" - o magari aprire su "qualcosa di nostro", come il salario minimo che il governo potrebbe adottare per alcune categorie, per le opposizioni sarebbe comunque un appello fuori tempo massimo. "Sono quattro anni che ci sbattono la porta in faccia, pure la legge elettorale se la sono cucinata da soli, chiusi in una stanza a via della Scrofa. La verità -si riflette tra i dem- è che avevano la maggioranza per fare qualsiasi cosa. Ma le uniche due riforme che hanno fatto, una l'ha bocciata la Consulta e l'altra gli italiani. E ora non resta che il nulla".
Per il leader M5S, Giuseppe Conte, Meloni deve assumersi la "responsabilità" degli "errori" commessi in questi anni, a partire dal rapporto con Donald Trump. "Lo ha assecondato in tutto. Però assecondandolo in tutto ha preferito l'affinità ideologica rispetto agli interessi nazionali perché ha promesso acquisto di gas americano, che è costosissimo, e l’acquisto di armi. Noi non abbiamo più crescita ormai, siamo un Paese in ginocchio per fare cosa, per farci dare una carezza da Trump?", attacca l'ex-premier. "Hanno detto che non mollano quella poltrona. Ma allora si assumano la responsabilità di rimediare agli errori. Oggi, dopo quattro leggi di bilancio e quattro anni di governo possiamo dire che si devono assumere delle responsabilità?".
In vista dell'informativa della premier Meloni oggi a Camera e Senato, il Pd ha riunito i gruppi. "Se non ci fosse stata la guerra - ha detto Boccia alla riunione dei senatori Dem - il governo sarebbe già in crisi. Il governo tra foto, ministri in difficoltà e dimissioni è logorato. Siamo davanti all'ultimo anno di legislatura. Il bene prezioso che abbiamo è l'unità del nostro partito. La nostra unità contro le loro divisioni può essere la leva su cui costruire, con le altre opposizioni, la base di un lavoro comune per domani".
Stesso registro a Montecitorio con la presidente dei deputati dem, Chiara Braga: "Meloni dovrebbe prendere atto che questa legislatura è stato un grande fallimento. In questi anni non sono arrivati risultati concreti per gli italiani. Si erano dichiarati pronti, si sono dimostrati incapaci".
"E sul piano internazionale la linea di appiattimento a Trump ha portato non solo caos globale ma anche a danni gravissimi per il nostro Paese. Vedremo se domani Meloni avrà l'umiltà di fare autocritica. La aspettiamo per capire se finalmente abbandonerà la propaganda e tornerà a occuparsi dei problemi degli italiani". Come il caro prezzi. Scrive Renzi nella eNews: "Continuano a raccontarci che va tutto bene e nel frattempo non si sono accorti nemmeno delle revisioni Istat sul potere d'acquisto. Che cosa significa? Che l'Istat ha dato numeri sul potere d'acquisto del tutto sballati nei mesi scorsi. Quindi quando la Meloni andava in tv a dire che il potere d'acquisto era aumentato e voi vi sentivate strani, sbagliati, fuori posto pensando all'ultima spesa all'Esselunga o all'ultimo acquisto in centro, bene, sappiate che chi sbagliava era la Meloni, non voi".
Avs chiede interventi sul fronte del caro energia. Dice Nicola Fratoianni: "Si tratta di intervenire subito con forza sugli extra profitti e sul superamento dell'utilizzo delle energie fossili. E se qualcuno, in queste ore Salvini, chiede la deroga al patto di stabilità vorrei ricordargli che quel Patto lo hanno firmato loro, quando noi li avvertivamo in tutti i modi che sarebbe stato un grave errore". E poi il versante internazionale. La "sudditanza"a Trump, le dichiarazioni di Meloni sul Nobel per la Pace e pure quel 'non condanno e non condivido' sull'attacco all'Iran su cui le opposizioni non faranno sconti. "Giorgia Meloni - dice Angelo Bonelli - si è chinata alla logica della supremazia del più forte, quella imposta da Trump, contribuendo alla demolizione del diritto internazionale invece di difenderlo".

(Adnkronos) -
Lo scontro sull'uranio arricchito rischia già di far saltare la tregua tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump afferma che i circa 440 chili di materiale arricchito al 60% prodotti da Teheran saranno “perfettamente gestiti” dagli Stati Uniti. Teheran, al contrario, rivendica il pieno diritto all’arricchimento e lo inserisce tra i punti del suo piano in 10 punti. Un nodo dirimente che, a sole 24 ore dall’annuncio del cessate il fuoco, crea la prima profonda crepa nell'accordo già in pericolo per i raid di Israele contro il Libano.
L'obiettivo principale fissato da Trump all'inizio della guerra era l'eliminazione dell'opzione nucleare per Teheran: "L'Iran non dovrà mai avere armi nucleari". Il presidente americano considera il target sostanzialmente centrato. L'uranio iraniano sarà "perfettamente gestito" nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco, dice Trump soffermandosi sull'aspetto specifico. "Questo elemento sarà perfettamente gestito, altrimenti non avrei accettato l'intesa", afferma.
"Gli Stati Uniti lavoreranno a stretto contatto con l'Iran che, secondo le nostre valutazioni, ha attraversato un processo di regime change che si rivelerà molto produttivo", dice Trump in uno dei post esplicativi pubblicati su Truth Social. La soglia del 60%, nel processo di arricchimento, rappresenta uno snodo cruciale: per arrivare al 90%, livello necessario per l'impiego militare dell'uranio, serve uno step relativamente rapido. Per il presidente americano, però, il problema non si pone. Il deposito scelto da Teheran "è da tempo sottoposto a una sorveglianza satellitare molto rigorosa" e "nulla è stato toccato dalla data dell'attacco". Il quadro appare in realtà più fluido rispetto alle affermazioni categoriche dell'inquilino della Casa Bianca.
I negoziati terranno conto del piano in 10 punti elaborato dall'Iran per porre fine al conflitto. Nel documento, che secondo Trump rappresenta una base di discussione e non una piattaforma del tutto vincolante, il 'capitolo uranio' si presta a diverse interpretazioni.
Nella versione del piano pubblicata in farsi, l'Iran ha incluso anche l'"accettazione dell'arricchimento" per il suo programma nucleare. Questo concetto era assente nelle versioni in inglese condivise dai diplomatici iraniani con alcuni media. La chiusura netta di Trump non può non avere effetti. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, punta il dito contro la "negazione del diritto dell'Iran all'arricchimento dell'uranio, previsto dal sesto dei 10 punti" che dovrebbero costituire la base dei negoziati.
Una mediazione appare complicata, 2 settimane potrebbero non bastare per trovare il punto d'incontro. L'uranio è attualmente "sepolto" e gli Stati Uniti lo stanno "monitorando", dice il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, in conferenza stampa. "Sappiamo esattamente cosa possiedono, e lo sanno anche loro. Ce lo consegneranno, come ha già detto il presidente, e a quel punto lo prenderemo e lo porteremo via", spiega. E se Teheran non consegnerà il materiale? "Se necessario, faremo qualcos'altro da soli, come abbiamo fatto con l'operazione Midnight Hammer, ci riserviamo questa possibilità", aggiunge il numero 1 del Pentagono ricordando i raid condotti a giugno 2025 contro i siti nucleari di Fordow, Isfahan e Natanz.

(Adnkronos) - Matteo Berrettini torna in campo a Montecarlo. Oggi, giovedì 9 aprile, l'azzurro affronta - in un match visibile in diretta tv e streaming - Joao Fonseca negli ottavi di finale del Masters 1000 del Principato. Il tennista romano arriva dal grandioso successo contro Medvedev, regolato con un doppio 6-0, mentre il brasiliano arriva dalla vittoria contro Rinderknech nel secondo turno. Ecco orario, precedenti e dove vedere il match in tv e streaming.
Il match tra Berrettini e Fonseca inizierà alle 11. Un solo precedente tra i due, datato 11 settembre 2024, fase a gironi della Coppa Davis tra Italia e Brasile: 6-1 7-6 per l'azzurro.
Berrettini-Fonseca al Masters 1000 di Montecarlo, così come tutte le partite del torneo, sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. I match si potranno inoltre seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.
La finale invece sarà disponibile anche in chiaro su TV8, che trasmetterà anche una delle due semifinali ma in leggera differita.

(Adnkronos) - Con l’avanzare dell’età, l’artrosi diventa una delle condizioni più diffuse tra gli over 60, spesso accompagnata da dolore alle articolazioni, rigidità al mattino, difficoltà nei movimenti quotidiani. Eppure, fermarsi non è la soluzione. Anzi, l’attività fisica può diventare una vera alleata per gestire la patologia.
"L'attività fisica, definita dall'Oms come una priorità assoluta di salute pubblica, è uno dei principali strumenti per preservare l'autonomia, ridurre il carico delle malattie croniche e potenziare la riserva cognitiva. Chi soffre di patologie croniche può fare attività fisica e i benefici di questa superano di gran lunga i rischi. Inoltre praticarla in gruppo favorisce la socializzazione, riduce il senso di isolamento e contrasta i sintomi depressivi e ansiosi attraverso il rilascio di endorfine". A spiegarlo è Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa, che invita a superare la paura del movimento anche in presenza di dolori articolari.
Non tutte le discipline, infatti, hanno lo stesso impatto sulle articolazioni. Alcune possono addirittura alleviare i sintomi. La camminata veloce resta uno dei consigli più diffusi, ma esistono alternative particolarmente adatte a proteggere le articolazioni. "Discipline come il tai chi o lo yoga sono esempi eccellenti di attività che combinano forza, flessibilità e controllo neuromotorio. Naturalmente anche attività in acqua possono essere adatte".
Ed è proprio l’acqua a offrire i benefici più immediati per chi soffre di artrosi. "Offre vantaggi unici legati alla spinta idrostatica". Inoltre "in acqua il peso percepito si riduce fino all'80-90%, permettendo movimenti che a secco risulterebbero dolorosi in pazienti con artrosi severa. La pressione dell'acqua - ricorda - agisce come un massaggio naturale che stimola la circolazione, mentre la resistenza potenzia la forza muscolare senza rischi di traumi da impatto".
Anche attività come il nordic walking, il tennis (meglio in doppio) o il golf possono essere praticate, con i giusti accorgimenti. "Offrendo benefici specifici in base alle caratteristiche biomeccaniche dell'attività. Ad esempio il nordic walking, un'attività aerobica di intensità moderata che coinvolge circa il 90% della muscolatura corporea utilizzando bastoncini da camminata che riducono il carico sulle articolazioni degli arti inferiori e sulla colonna vertebrale, migliorando al contempo stabilità posturale e coordinazione neuromotoria - analizza il medico-fisiatra - Recenti evidenze mostrano come il tennis possa ridurre la pressione arteriosa di circa il 15% e dimezzare l'incidenza di diabete negli over 60. Il tennis in doppio è la variante più indicata per i senior, poiché riduce l'area di campo da coprire, limitando l'intensità dello sforzo cardiovascolare e i movimenti bruschi. Anche il golf è un'attività molto consigliata, infatti non solo favorisce una camminata prolungata (6-12 km per partita), ma lo 'swing' richiede una sequenza coordinata di diversi gruppi muscolari, migliorando equilibrio e propriocezione. Secondo alcuni studi, i golfisti presenterebbero addirittura un'aspettativa di vita media di circa 5 anni superiore alla popolazione generale".
E poi c’è il ballo, spesso sottovalutato ma estremamente efficace anche per la mente. "Il ballo è una delle attività più potenti per la prevenzione del declino cognitivo. Richiede di memorizzare passi, coordinarsi con un partner e seguire il ritmo, stimolando la neuroplasticità dell'ippocampo e riducendo il rischio di demenza senile".
Attenzione però: con l’artrosi è fondamentale evitare il fai-da-te. "È indispensabile un percorso di valutazione medica attento e multidisciplinare. L'esercizio non deve essere consigliato, ma prescritto e dosato come un farmaco", avverte Bernetti, che elenca i 5 elementi chiave per "un programma ben equilibrato" anche in chi presenta problemi articolari.
Riscaldamento e mobilità: movimenti circolari delle articolazioni (caviglie, polsi, spalle) per aumentare la lubrificazione articolare e ridurre la rigidità;
Fase aerobica: camminata a passo variabile, marcia sul posto o esercizi ritmici che coinvolgono i grandi gruppi muscolari per almeno 10-20 minuti;
Rinforzo muscolare: utilizzo di bande elastiche, piccoli pesi o del proprio peso corporeo (es. alzarsi dalla sedia) per stimolare la forza degli arti e del core;
Esercizi di equilibrio: camminata in tandem (punta-tacco), spostamenti del peso laterali e stazionamento su un piede solo con appoggio di sicurezza;
Defaticamento e respirazione: esercizi di allungamento muscolare dolce associati a respirazioni profonde per favorire il rilassamento e il ritorno venoso.
Il segreto, spiegano gli esperti, è iniziare gradualmente e puntare sulla costanza. "Per garantire l'aderenza a lungo termine, è necessario che il programma sia piacevole, realistico e adattato alle preferenze individuali. Iniziare con piccole sessioni e intensificare gradualmente durata e frequenza è la chiave per evitare l'abbandono e minimizzare il rischio di infortuni - rimarca Bernetti - L'adozione di uno stile di vita attivo, supportato da una corretta nutrizione e da un monitoraggio clinico attento, consente non solo di prevenire le patologie croniche, ma di agire terapeuticamente su quelle già esistenti, rallentando il decadimento fisico e cognitivo. L'obiettivo finale è la promozione di un invecchiamento di successo, in cui l'autonomia funzionale e la dignità della persona siano preservate il più a lungo possibile, trasformando l'attività fisica da semplice consiglio a vera e propria terapia per la vita".

(Adnkronos) - "Cuor contento il ciel l'aiuta". L'ottimismo fa davvero bene alla salute. La saggezza popolare l'aveva intuito ancor prima che arrivassero le prove scientifiche a corroborare questa tesi: vedere sempre il lato positivo della vita può davvero essere un potente fattore di protezione, anche per la salute e il benessere mentale di chi guarda il mondo con una lente 'arcobaleno'. Secondo un nuovo studio, pubblicato sul 'Journal of the American Geriatrics Society', c'è di più: un'iniezione di ottimismo si prospetta anche come una possibile prevenzione contro il rischio di demenza. Un team di ricercatori Usa dell'Harvard Th Chan School of Public Health di Boston ha cercato di misurare con precisione questo effetto scudo, scoprendo che un livello di ottimismo più elevato è associato a una minore incidenza di demenza.
Lavori precedenti avevano già suggerito un link con una migliore funzione cognitiva e un più lento declino cognitivo nell'invecchiamento. Nella nuova ricerca gli autori hanno utilizzato i dati dell'Health and Retirement Study, che offre un campione rappresentativo a livello nazionale degli anziani statunitensi, per esaminare se l'ottimismo fosse associato anche a un minor rischio di sviluppare demenza in diversi gruppi di popolazione e se tale associazione si mantenesse anche dopo aver tenuto conto dello stato di salute iniziale e di altri potenziali fattori confondenti, e attraverso diverse analisi di sensibilità.
L'ottimismo è stato misurato utilizzando un test validato - il Life Orientation Test-Revised - su 9.071 persone cognitivamente sane, entro 2 anni dalla prima misurazione della funzione cognitiva di ciascuno di loro. I casi di demenza, invece, sono stati identificati tramite un algoritmo sviluppato per garantire prestazioni ottimali nei principali gruppi etnici, utilizzando i dati raccolti in 8 fasi di rilevazione dal 2006 al 2020.
Risultato dell'analisi: i ricercatori hanno osservato che un singolo spostamento verso l'alto rispetto alla media dell'ottimismo era associato a un rischio inferiore del 15% di sviluppare demenza, dopo aver aggiustato per età, sesso, etnia, livello di istruzione, depressione e principali condizioni di salute, durante un periodo di follow-up fino a 14 anni. Le analisi di sensibilità hanno suggerito che questa associazione era robusta e non dovuta a causalità inversa, a fattori confondenti o a una scarsa salute mentale di base.
Quali siano le spiegazioni va approfondito, sottolineano gli esperti. Diversi processi potrebbero contribuire a spiegare come l'ottimismo possa influenzare il rischio di demenza. Sono possibili meccanismi biologici diretti (ad esempio alcuni studi hanno rilevato che l'ottimismo è associato a risposte immunitarie più sane e di conseguenza a meno rischi di neuroinfiammazione), ma anche i meccanismi indiretti potrebbero svolgere un ruolo (la possibilità ad esempio che gli ottimisti abbiano maggiori risorse come reti sociali più forti e livelli di stress più bassi).
La conclusione degli autori è in ogni caso che un livello più alto di ottimismo è risultato associato a una minore incidenza di demenza. Un'osservazione che assume un rilievo ancora più significativo se si considerano i numeri globali della malattia: circa 57 milioni di persone nel mondo convivono con la demenza, ricordano gli esperti. "Data l'alta prevalenza e le limitate opzioni di trattamento, l'identificazione di strategie di prevenzione è fondamentale", osservano. Le evidenze epidemiologiche emergenti suggeriscono l'esistenza di fattori psicosociali correlati al rischio della patologia, il che fornisce nuovi possibili obiettivi a monte per la prevenzione.
"Studi recenti hanno collegato l'ottimismo a una longevità eccezionale e a un invecchiamento sano in generale, suggerendo che possa anche contribuire a proteggere la salute cognitiva nell'invecchiamento. Sebbene si stimi che l'ottimismo sia ereditario per circa il 25% - analizzano gli autori - numerosi lavori dimostrano che può essere modificato con interventi specificamente progettati per alterarne" positivamente "i livelli". Pertanto, gli studi sull'ottimismo e la demenza potrebbero fornire evidenze su cui poggiare future iniziative di prevenzione della demenza.
In altre parole, anche il carattere conta. "Questi risultati suggeriscono un potenziale valore dell'ottimismo nel promuovere un invecchiamento sano", chiosano gli autori. Pur consapevoli della portata della sfida, visto che l'attitudine di vedere positivamente tutto ciò che accade è "un costrutto complesso", per gli esperti si tratta di "un'area che merita ulteriori ricerche". Un aspetto che, concludono, potrebbe essere preso in considerazione per mettere a punto nuove strategie di protezione.

(Adnkronos) - Stretta sui social anche in Grecia. Atene vieterà, a partire dal primo gennaio 2027, l’accesso ai social network agli under 15 anni. Lo ha annunciato il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis in un video diffuso su TikTok. "Abbiamo deciso di andare avanti con una misura difficile ma necessaria: vietare l’accesso ai social network ai bambini sotto i 15 anni", ha spiegato, precisando che la legge sarà approvata quest’estate e il divieto entrerà in vigore il 1° gennaio 2027.
La Grecia è tra i "primi paesi al mondo ad adottare una misura del genere", si è congratulato il primo ministro, assicurando anche che sta facendo pressione sull’Unione Europea affinché segua questa iniziativa. In una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Mitsotakis sostiene che "l’azione nazionale da sola non sarà sufficiente. Un quadro europeo unificato deve essere in vigore entro la fine del 2026 per completare e rafforzare le iniziative nazionali adottate per la protezione dei minori", aggiunge.
Il primo ministro greco propone in particolare di stabilire una "maggiore età digitale" europea a 15 anni e di vietare, a livello dell’Unione Europa, l’accesso alle piattaforme social agli utenti al di sotto di questa soglia. Vorrebbe anche obbligare le piattaforme a effettuare una verifica dell’età ogni sei mesi.
L’Australia è stata il primo paese a legiferare sulla questione e ad approvare una norma entrata in vigore alla fine del 2025 che obbliga le piattaforme a verificare che gli utenti abbiano almeno 16 anni e a eliminare gli account degli utenti troppo giovani. Facebook, Instagram, X, Threads, Snapchat, TikTok, così come Twitch e il suo concorrente australiano Kick, si sono adeguati alla nuova normativa, pena multe fino a 28 milioni di euro. Per proteggere gli adolescenti dagli algoritmi che creano dipendenza sui social network, anche la Francia si sta muovendo in questa direzione, così come la Danimarca e la Spagna. Il primo ministro greco ha scelto proprio un social network molto popolare tra i giovani per fare questo annuncio e si è rivolto direttamente ai ragazzi: "So che alcuni di voi saranno arrabbiati. Il nostro obiettivo non è allontanarvi dalla tecnologia, ma combattere la dipendenza da alcune applicazioni che danneggia la vostra innocenza e la vostra libertà", ha sottolineato. "La scienza è chiara: quando un bambino passa ore davanti agli schermi, il suo cervello non si riposa", ha aggiunto. Ai genitori, Mitsotakis ha anche assicurato che questa misura "è solo uno strumento che non sostituirà mai la loro presenza".

(Adnkronos) - La tregua tra Stati Uniti e Iran è già a rischio dopo appena 24 ore. I nuovi raid israeliani in Libano, le divergenze sul programma nucleare iraniano e lo stallo sullo Stretto di Hormuz mettono a dura prova l’accordo appena raggiunto. Donald Trump e Teheran si accusano a distanza, mentre mancano ancora una versione condivisa del cessate il fuoco e un’intesa chiara sui dettagli.
Ad alimentare la tensione sono soprattutto gli attacchi israeliani contro il Libano. Per Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, si tratta della "violazione della prima clausola nel piano in 10 punti" elaborato da Teheran e definito "una base negoziale" da Donald Trump. "L'impegno per" estendere "la tregua in Libano è stato menzionato esplicitamente dal premier pakistano Shehbaz Sharif", dice Ghalibaf facendo riferimento al 'regista' dell'intesa. La distanza rispetto alla posizione americana è enorme: "Il Libano non è compreso nell'accordo", dice Trump cercando di disinnescare il caso in un contesto caratterizzato da dubbi e incertezze a 360 gradi.
Posizioni divergenti quando si parla del programma nucleare iraniano. Per Trump, il piano non mette in discussione il destino dell'uranio arricchito da Teheran: la Repubblica islamica non avrà mai armi nucleari, caso chiuso. "Quella rimane la linea rossa", chiosa Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca. Ghalibaf stigmatizza la "negazione del diritto dell'Iran all'arricchimento dell'uranio, previsto dal sesto punto del piano". Per il presidente del Parlamento - che lamenta anche l'ingresso di un drone nello spazio aereo iraniano - il Paese mantiene il controllo delle proprie risorse, anche quelle potenzialmente utilizzabili in ambito bellico.
Muro contro muro anche sullo Stretto di Hormuz, determinante per il 20% del commercio mondiale di petrolio e diventato il detonatore che ha fatto esplodere i prezzi del greggio e dei carburanti in molti paesi, Italia compresa. Trump ha annunciato la tregua dal suo profilo Truth subordinando lo stop della guerra alla "completa, immediata e sicura riapertura dello Stretto di Hormuz". Poco dopo, il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha affermato che "se gli attacchi contro l'Iran vengono fermati, le nostre potenti forze armate cesseranno le loro operazioni difensive".
Teheran minaccia di distruggere le navi che cercheranno di forzare il blocco. Lo Stretto, per i pasdaran, è chiuso. "Una posizione inaccettabile", dice la portavoce Leavitt. "Ci aspettiamo che lo Stretto venga aperto immediatamente, abbiamo visto un aumento dell'attività", aggiunge. E' uno dei casi in cui quello che viene detto pubblicamente differisce da ciò che viene detto privatamente". Si dice tutto e il contrario di tutto.
Il caos, evidenziano i media americani a cominciare dalla Cnn, dipende da una lacuna di base: non esisterebbe una versione condivisa dell'intesa. Il cessate il fuoco è stato concordato, ma i dettagli e il perimetro sono a dir poco sfumati. Non è solo questione di forma, si tratta di sostanza. Per entrambe le parti, una base negoziale è rappresentata dal documento in 10 punti elaborato dall'Iran. Anche in questo caso, però, non c'è uniformità. Quante versioni del piano esistono? "Gli iraniani inizialmente hanno presentato 10 punti inaccettabili, poco seri. Poi, hanno prodotto una versione più ragionevole, totalmente diversa", dice Leavitt.
"Numerosi accordi, elenchi e lettere vengono diffusi da persone che non hanno assolutamente nulla a che vedere con i negoziati tra Stati Uniti e Iran. In molti casi si tratta di veri e propri truffatori, ciarlatani e anche peggio. Verranno smascherati rapidamente una volta completata la nostra indagine federale", scrive il presidente degli Stati Uniti su Truth. "C'è solo un gruppo di 'punti' significativi che sono accettabili per gli Stati Uniti e ne discuteremo a porte chiuse durante i negoziati. Questi sono i punti su cui ci siamo accordati per un cessate il fuoco", afferma il presidente.
Per Ghalibaf, le colpe sono a stelle e strisce. "La profonda sfiducia storica verso gli Stati Uniti nasce dalle loro ripetute violazioni di ogni tipo di impegno, un modello che purtroppo si è ripetuto ancora una volta", sentenzia. "Ora le stessse basi di lavoro su cui negoziare sono state apertamente e chiaramente violate, ancora prima dell'inizio dei negoziati. In questa situazione un cessate il fuoco bilaterali o negoziati sono irragionevoli".

(Adnkronos) - L'Italia sarà ripescata ai Mondiali 2026? Si avvicina il giorno della decisione da parte della Fifa, ma quale organo deciderà la sorte degli azzurri? Dopo la sconfitta in finale playoff contro la Bosnia, la Nazionale è pronta a giocarsi la carta ripescaggio, puntando sul forfait dell'Iran a causa della guerra con gli Stati Uniti, che ospiteranno la rassegna iridata insieme a Canada e Messico, per subentrare nella fase finale del torneo.
Un'ipotesi remota, che si appoggia sulla discrezionalità della Fifa in caso di ritiro della Nazionale di Teheran, ma che si scontra con la logica, che vorrebbe che al posto dell'Iran subentrasse una squadra asiatica.
Cosa succederebbe quindi se, in uno scenario alternativo, l'Iran disertasse i Mondiali? La decisione finale potrebbe essere adottata direttamente dalla Fifa che, sulla base dell'articolo 6.7 del regolamento, può scegliere il sostituto "a propria esclusiva discrezione". La posizione nel ranking dell'Italia, 12esima, potrebbe quindi agevolare gli azzurri, ma al momento sembra una possibilità lontana.
L'eventuale vuoto lasciato dall'Iran, con ogni probabilità, verrebbe infatti colmato da una selezione asiatica. L'Iraq si è qualificato superando il playff contro la Bolivia e si è guadagnato da solo il biglietto per i Mondiali. Il ripescaggio premierebbe quindi in questo caso gli Emirati Arabi Uniti, eliminati proprio dall'Iraq nel cammino verso la fase finale.
Come detto, l'eventuale ripescaggio dell'Italia ai Mondiali 2026 è a totale discrezionalità della Fifa. In caso di forfait dell'Iran, toccherebbe a un'apposita commissione il compito di valutare come riempire il vuoto lasciato nel girone G, con gli azzurri che manterrebbero comunque diverse chance di essere 'scelti'. All'articolo 6 del regolamento viene spiegato come debba essere il Consiglio Fifa o il comitato competente a decidere l'eventuale sostituzione della Nazionale rinunciataria.
Il Consiglio Fifa è un organo composto da 37 membri: un presidente, eletto dal Congresso Fifa, ovvero Gianni Infantino; otto vicepresidenti e altri 38 membri eletti tra le Federazioni affiliate associate al massimo organo di governo del calcio internazionale. Per la Uefa, l'uomo che potrebbe 'spingere' la candidatura dell'Italia è il presidente Aleksander Ceferin.
L'eventuale decisione del Consiglio Fifa però non sarebbe subito definitiva. La squadra ripescata dovrebbe passare, con ogni probabilità, attraverso un vero e proprio processo d'appello, che potrebbe essere richiesto dalla Nazionale rimasta esclusa. È quanto si legge al secondo comma dell'articolo 3: "Le decisioni adottate dal Consiglio Fifa o dal comitato competente e/o dal suo sottocomitato in relazione alla Coppa del Mondo Fifa 2026 possono essere impugnate, ai sensi degli Statuti Fifa".
Al momento è difficile definire l'orizzonte temporale della decisione della Fifa. Molto dipenderà dagli sviluppi in Medio Oriente, con il proseguo della guerra tra Stati Uniti e Iran che però non lascia immaginare, almeno al momento, spiragli per una partecipazione dell'Iran alla prossima rassegna iridata. A 68 giorni dalla prima partita però, è chiaro che si può immaginare come una decisione debba essere presa ben prima, e non a ridosso dell'inizio del torneo, il cui fischio d'inizio è fissato per il prossimo 11 giugno.
C'è un particolare in più però da aggiungere, non di poco conto. Il già citato articolo 6 del regolamento Fifa stabilisce infatti che qualsiasi Nazionale partecipante che si ritiri dal Mondiale meno di 30 giorni prima della sua prima partita sarà multata di almeno 500mila franchi svizzeri (circa 500mila euro) dal Comitato Disciplinare Fifa. C'è quindi un data limite: il prossimo 13 maggio, anche se è verosimile aspettarsi, anche per ragioni organizzative, che una decisione arrivi ben prima.

(Adnkronos) - Un caso Var potrebbe decidere i quarti di Champions League tra Barcellona e Atletico Madrid, oggi mercoledì 8 aprile. Sul finire del primo tempo, l'arbitro Kovacs fischia un calcio di punizione per i Colchoneros e ammonisce Cubarsì per un fallo su Giuliano Simeone, lanciato a rete. La protesta della panchina di Diego Simeone è immediata: i madrileni chiedono l'espulsione del difensore blaugrana per fallo da ultimo uomo e chiara occasione da gol.
Il direttore di gara viene richiamato al Var dopo pochi secondi per rivedere l'azione e alla fine cambia decisione, optando per il cartellino rosso. Poi, la beffa nella beffa per gli uomini di Flick: a tirare il calcio di punizione è Julian Alvarez, che piazza il suo destro a giro all'incrocio dei pali, firmando il vantaggio senza lasciare scampo a Garcia. Il derby di Spagna adesso pende tutto dalla parte dell'Atletico Madrid.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Pomeriggio da dimenticare per il tennis azzurro nel Masters 1000 di Montecarlo, oggi mercoledì 8 aprile. Si ferma al secondo turno la corsa di Flavio Cobolli nel torneo: l'azzurro, numero 16 del mondo e 10 del seeding, cede al belga Alexander Blockx, numero 91 del ranking Atp, con il punteggio di 6-3, 6-3 in un'ora e 24 minuti. Eliminato pochi minuti dopo anche Lorenzo Musetti, finalista a Montecarlo nel 2025: per Lorenzo ko in due set (due ore e 9 minuti) con il punteggio di 7-6 7-5.

(Adnkronos) - Torna la Champions League con l'andata dei quarti di finale. Oggi, mercoledì 8 aprile, tocca al big match tra il Psg e il Liverpool, al Parco dei Principi, e al derby di Spagna tra Barcellona e Atletico Madrid al Camp Nou. Si comincia alle 21.
Dove vedere Barcellona-Atletico e Psg-Liverpool? Il derby di Spagna sarà trasmesso in diretta tv da Sky, ai canali Sky Sport Uno (numero 201) e Sky Sport (251). La gara sarà trasmessa anche gratis e in chiaro su TV8. Sfida visibile in streaming su Now e Sky Go.
La partita dei quarti di Champions tra Psg e Liverpool è invece trasmessa in diretta e in esclusiva da Amazon Prime Video.

(Adnkronos) - Il Psg si aggiudica l’andata dei quarti di finale di Champions League oggi, mercoledì 8 aprile. Al Parco dei Principi, i padroni di casa battono 2-0 il Liverpool grazie alle reti di Doué e Kvaratshkelia. Il centrocampista francese sblocca la partita al minuto 11, superando Mamardashvili con l'aiuto della deviazione decisiva di Gravenberch. Nella ripresa, al 70’ arriva poi il gol capolavoro dell’ex Napoli, che semina in area tutta la difesa, portiere compreso, per il raddoppio.
Primo round ok anche per l'Atletico Madrid. Al Camp Nou, i Colchoneros vincono 2-0 contro il Barcellona grazie alle reti di Julian Alvarez e Alexander Sorloth. Il vantaggio arriva al termine del primo tempo dopo l’espulsione di Cubarsì per un fallo da ultimo uomo su Simeone (episodio rivisto al Var dall’arbitro Kovacs, che cambia l'iniziale giallo dopo controllo video). Sul successivo calcio di punizione, arriva il gol capolavoro dell’attaccante argentino, che con un gran destro a giro non lascia scampo a Garcia. Al 70’ il raddoppio degli ospiti con Sorloth, appena entrato, che anticipa tutti su cross in area di Ruggeri e chiude la partita.
Le sfide di ritorno sono in programma martedì 14 aprile alle 21.

(Adnkronos) - "Il salario minimo regionale è legge. Il Consiglio regionale ha approvato una legge che interviene in modo preciso nei contratti di appalto e nelle concessioni affidate da Regione, enti locali, aziende sanitarie e società controllate. Introduciamo una soglia minima di 9 euro per le retribuzioni, in particolare nei settori ad alta intensità di manodopera, quelli in cui il costo del personale incide di più e in cui troppo spesso si sono scaricati gli effetti del massimo ribasso". Lo scrive sui social la presidente della Sardegna, Alessandra Todde.
"La legge istituisce anche un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, con funzioni di controllo e con report annuali sull’applicazione delle norme e sui costi della manodopera. È un passaggio importante, perché non basta affermare un principio, bisogna anche vigilare sulla sua attuazione - spiega l'esponente del Movimento 5 Stelle - Anche la Sardegna, dopo Puglia e Toscana, sceglie di rompere l’immobilismo su una questione che riguarda migliaia di lavoratrici e lavoratori".
"C’è un principio che per il Movimento 5 Stelle e per le altre forze progressiste che governano la Regione non è mai stato negoziabile, ed è la dignità della persona. È da questo principio che nasce il lavoro politico che oggi porta a un risultato concreto per la Sardegna. Per questo voglio ringraziare chi ha lavorato in Commissione, chi ha contribuito con proposte e pareri indispensabili a costruire una norma seria e necessaria, e chi oggi ha partecipato al voto in Aula assumendosi la responsabilità di compiere una scelta giusta", conclude Todde.

(Adnkronos) - E' stata depositata al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, lo scorso 3 aprile, una relazione tecnica firmata dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicologa Martina Aiello riguardo ai tre bimbi Trevallion/Birmingham, la cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli (Ch). Un documento atteso, che accende i riflettori sulle condizioni emotive dei bambini dopo l’allontanamento dalla madre avvenuto il 6 marzo.
Secondo quanto emerge dal parere degli esperti, i minori mostrano “segnali di sofferenza psicologica” che si inseriscono in continuità con la reazione traumatica già osservata nei giorni immediatamente successivi alla separazione. Non sempre si tratta di manifestazioni esplicite: il disagio, evidenziano, “si esprime spesso in forme indirette, attraverso comportamenti e atteggiamenti che richiedono una lettura specialistica”. Particolare attenzione è stata dedicata alle videochiamate tra la madre e i figli, attualmente uno dei pochi canali di contatto consentiti. Proprio queste interazioni, però, sembrano rappresentare un momento delicato. Dalla relazione emerge come gli incontri a distanza possano “riattivare nei minori stati emotivi complessi”.
Gli esperti sottolineano la necessità di strutturare gli incontri madre-figli in un contesto maggiormente protetto, capace di garantire la sicurezza emotiva dei minori. “L’obiettivo non è interrompere il legame con la madre, ma preservarlo”. La relazione sarà ora valutata dal Tribunale per i Minorenni, chiamato a decidere sulle modalità future di gestione dei rapporti familiari.
“Tali criticità rendono necessario un serio ed efficace ripensamento delle modalità operative, orientato a ristabilire una cornice rispettosa dei bisogni evolutivi, affettivi ed emotivi dei minori e coerente con il loro superiore interesse, affinché gli incontri possano costituire uno strumento di tutela, contenimento e progressiva riorganizzazione della frequentazione madre-figli e non un ulteriore fattore di sofferenza, disorganizzazione e riattivazione di vissuti traumatici connessi al distacco”, sottolineano nel parere. Secondo gli specialisti, infine, “l’acclarata assenza di condotte pregiudizievoli in capo alla madre (abusi o maltrattamenti), la documentata persistenza degli effetti traumatici derivanti dalla separazione dei minori dalle figure genitoriali, nonché le constatate difficoltà degli incontri da remoto e in presenza, rendono urgente e improcrastinabile il tempestivo ripristino del nucleo familiare, quale misura necessaria e prioritaria ai fini della tutela della loro salute psicologica”.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Il ruolo delle proteine animali nell’evoluzione umana, il loro valore nutrizionale, ma anche sociale e l’importanza che esse rivestono nella tutela di quel rapporto sempre più fragile fra uomo, nutrimento e ambiente: questi i temi discussi durante l’incontro che si è tenuto oggi al Parlamento europeo organizzato dal think tank Competere in partnership con l’associazione Carni Sostenibili. Al centro dell’evento il volume “A spasso con Lucy. Perché mangiamo come parliamo. Virtù e valore delle proteine animali” (Guerini e Associati) scritto da Pietro Paganini con la collaborazione di Carola Macagno. Il libro è un viaggio lungo l’evoluzione umana per scoprire l’importanza delle proteine animali nella storia dell’uomo e per dimostrare che se l’uomo è diventato ciò che è, questo è accaduto anche grazie alla carne. Compagna d’eccezione in questo percorso Lucy, la nostra paleo-antenata vissuta più di 3 milioni di anni fa.
All’evento insieme all’autore del volume, Pietro Paganini, ha partecipato Elisabetta Bernardi, biologa nutrizionista, specialista in scienze dell’alimentazione e docente di Biologia della nutrizione presso l'Università degli studi di Bari. Intervenuti durante la tavola rotonda sui temi del volume anche gli eurodeputati Stefano Cavedagna, Benoît Cassart, Carmen Crespo Díaz e Dario Nardella. Ha aperto l’evento l’eurodeputato Carlo Fidanza. Ha moderato l’evento il giornalista ambientale, Andrea Bertaglio.
La carne come “motore” dell’evoluzione. Nel corso dei secoli la carne ha contribuito all’evoluzione della specie umana: l’alimentazione onnivora e adattiva dei nostri antenati ha portato ad un aumento della massa cerebrale, ha contribuito allo sviluppo della postura eretta e all’implementazione del linguaggio, ha concorso alla nascita delle comunità e all’uso di precisi strumenti, in una parola il modo in cui l’uomo si è nutrito ha avuto un ruolo determinante nella nascita della civiltà. Oggi però, una delle caratteristiche proprie dell’uomo, l’essere onnivoro, viene messa in dubbio e con essa anche il valore delle proteine animali. Sul ruolo della carne e sulla necessità di rimettere al centro del dibattito la scienza, senza cedere ai pregiudizi è intervenuto Pietro Paganini: "Lucy, la nostra antenata più nota, ci accompagna in un viaggio alle origini dell’alimentazione umana, ricordandoci il ruolo cruciale delle proteine animali nello sviluppo del cervello e della nostra specie. Oggi, paradossalmente, questo patrimonio viene messo in discussione. Ridurre il cibo a ‘buono’ o ‘cattivo’ non è scienza, è semplificazione. Con ‘Lucy’ riportiamo il dibattito su evidenze, evoluzione e libertà di scelta".
Il libro non trascura neppure gli aspetti ambientali connessi alla produzione di carne e li affronta da una prospettiva scientifica grazie al contributo di Giuseppe Pulina professore di Etica e Sostenibilità degli Allevamenti all’Università di Sassari e presidente di Carni Sostenibili. “L’agricoltura, e perciò anche la zootecnia che le appartiene, rappresenta da sempre l’unica attività produttiva che contemporaneamente emette gas climalteranti, e li rimuove dagli ecosistemi. È importante notare a questo proposito che le filiere delle produzioni agroalimentari in Europa hanno ridotto il proprio impatto da gas serrigeni di oltre il 18% tra il 1990 e il 2021 - spiega nel volume Pulina - e questo è stato possibile grazie al miglioramento tecnologico che ha garantito maggiore efficienza dei sistemi produttivi primari e un minore consumo di risorse sia per unità funzionale che globalmente e, pertanto, assicurando un parallelo abbattimento dei carichi ambientali”.
Sul valore della carne nell’alimentazione umana, Elisabetta Bernardi ha aggiunto: “La sua introduzione nella dieta ha rappresentato un passaggio importante perché ha aumentato la densità nutrizionale dell’alimentazione, cioè la quantità di nutrienti essenziali disponibili per unità di cibo. Questo ha reso disponibili amminoacidi essenziali, ferro eme, vitamina B12 e zinco in forma altamente biodisponibile”. E sulla cosiddetta “transizione proteica”, cioè sull’idea che le proteine animali possano essere sostituite con quelle vegetali senza alcun effetto sul valore e l’apporto nutrizionale, Bernardi ha spiegato “il rischio è di ridurre una realtà biologicamente complessa a una semplice sostituzione tra alimenti. L’essere umano si è evoluto in un contesto onnivoro, senza escludere alimenti, ma integrandoli".
Durante la tavola rotonda l’eurodeputato Stefano Cavedagna è tornato sul valore culturale della carne “Oggi più che mai assistiamo a una cultura del sospetto verso la carne e le tradizioni alimentari consolidate, promossa da ideologie ultra-ambientaliste che dimenticano l’equilibrio tra scienza, salute e rispetto dell’ambiente. Da emiliano-romagnolo conosco e sono fiero delle nostre filiere ed eccellenze; leggere “A spasso con Lucy” significa riscoprire le radici della nostra civiltà e comprendere come l’alimentazione, in particolare le proteine di origine animale, abbia plasmato l’uomo e le comunità nel corso della storia".
Un richiamo alla necessità di momenti di incontro che rimettano al centro la verità scientifica è arrivato, invece, dall’eurodeputato Dario Nardella "Il cibo non può diventare terreno di battaglia ideologica. Il libro 'A spasso con Lucy' riporta la scienza al centro: le proteine animali fanno parte della storia evolutiva dell'umanità e oggi continuano a svolgere un ruolo essenziale in una dieta equilibrata e sana. È proprio per questo che la presentazione di questo libro al Parlamento europeo è un momento importante: abbiamo bisogno di spazi in cui la scienza possa dialogare con la politica, lontano dai dogmi e dalle semplificazioni".
Nel corso dell’incontro si è affrontato anche il rapporto fra uomo, ambiente e nutrizione, e la necessità di tornare a sostenere e promuovere un “cibo naturale”, come valore della nostra cultura e come antidoto a un’alimentazione che rischia di perdere definitivamente il legame con la terra. Su questo tema Benoît Cassart, allevatore, deputato europeo e presidente dell’Intergruppo Sustainable Livestock, ha detto: “Cucinare elementi provenienti dalla natura è una delle prime attività dell’umanità. Eppure, oggi abbiamo in gran parte perso il legame con l’origine dei nostri alimenti. Molti bambini non sanno più, per esempio, che il pane deriva dal grano. Parallelamente, il consumo di alimenti ultra-processati continua ad aumentare. Questa evoluzione è accompagnata anche da una crescente messa in discussione delle proteine animali, come il latte e soprattutto la carne. Diventa essenziale ristabilire un legame con l’origine della nostra alimentazione e valorizzare una cucina più semplice e consapevole”.

(Adnkronos) - Jannik Sinner si ritira dal torneo di doppio al Masters 1000 di Montecarlo, oggi mercoledì 8 aprile. Come si legge sul sito dell'Atp, il fuoriclasse azzurro non scenderà in campo nel match di domani in coppia con Zizou Bergs contro Andreozzi e Guinard. Cos'è successo? Una semplice questione di scelte e di priorità: nella giornata di giovedì 9 aprile, sia Sinner che il tennista belga saranno impegnati nei rispettivi match degli ottavi di finale del torneo di singolare. Insomma, pianificazione e gestione delle energie.
Domani, Sinner se la vedrà agli ottavi contro il ceco Machac per agguantare un posto ai quarti di finale. Una sfida che ha la priorità nell'agenda del numero 2.
Pagina 48 di 246
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it
Sassari, Ruba Bici Elettrica per la Seconda Volta in una Settimana: GPS Lo Consegna alla
SINISCOLA – Una neonata di sei mesi è stata salvata dopo essere stata lasciata sola nell'auto dei genitori,
SELARGIUS – Una donna di 66 anni, di origine romena, è stata trovata senza vita nella notte scorsa nel piazzale
SETTIMO SAN PIETRO – Un'operazione antidroga della Squadra Mobile di Cagliari ha portato
Una bravata che poteva costare cara. Sei minorenni sono stati sorpresi in piena notte lungo la Statale 125, Orientale