
Cambio al vertice dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei). Domenica 15 febbraio il Consiglio dell'Ucei sarà chiamato ad eleggere il nuovo presidente e successore di Noemi Di Segni che, alla guida dal 2017 per due mandati, non si è ricandidata. Sono 52 i membri del Consiglio, tra rappresentanti eletti e delegati delle diverse comunità presenti sul territorio nazionale.
Al loro interno i consiglieri dovranno scegliere dopodomani il nuovo leader, chiamato poi a presentare una squadra di otto persone, membri della sua giunta. Ad avere la meglio sarà il candidato che otterrà la maggioranza assoluta dei voti, ossia 27 preferenze, e le votazioni andranno avanti finché l'obiettivo non sarà centrato.
Le comunità di Roma e Milano esprimono in Consiglio il maggior numero di rappresentanti: venti per la comunità della Capitale e dieci per quella del capoluogo milanese. E proprio tra queste due comunità ci sarebbero i nomi dei principali aspiranti. A quanto apprende l'Adnkronos, tra i 'papabili' allo scranno più alto dell'Unione ci sarebbero Livia Ottolenghi (lista 'Ha Bait'), Monique Sasson (lista 'Dor Va Dor'), Ruth Dureghello (lista 'Lev Echad').

Tentato rapimento di una bambina a Roma. Una donna non identificata si è presentata nella scuola dell'infanzia comunale 'Guglielmo Oberdan' di Largo Ravizza nel quartiere Monteverde, a metà mattina di mercoledì scorso, dicendo al personale scolastico di essere una baby sitter e di dover prendere una bambina di 3 anni. Le insegnanti hanno subito avvisato i genitori della piccola che però hanno dichiarato di non aver incaricato nessuno di andarla a prendere a scuola. A quel punto la scuola ha avvisato la polizia e i genitori si sono recati nella struttura ma nel frattempo la donna si era allontanata. Madre e padre hanno sporto denuncia e la polizia ha avviato le indagini.
Dopo il caso, la polizia sta sensibilizzando i presidi e il personale scolastico delle scuole di zona affinché intensifichino la vigilanza con particolare riguardo alla verifica delle deleghe al ritiro dei minori e affinché segnali con urgenza ogni ulteriore evento simile o presenza sospetta.
Tomassetti (Municipio XII): "Prima volta che nel quartiere si tenta rapimento, in contatto con forze dell'ordine"
"Siamo in contatto con le forze dell'ordine e con loro stiamo monitorando la questione. Ho saputo del tentativo di rapimento avvenuto alla scuola dell'infanzia Oberdan, che sarebbe avvenuto ieri. Un tentativo peraltro denunciato dal personale scolastico. È la prima volta che capita" una cosa del genere. Così all'Adnkronos il presidente del Municipio XII di Roma Capitale Elio Tomassetti.
Santori: "Due tentati rapimenti a scuole infanzia a Monteverde, aumentare sicurezza"
Sul caso interviene anche il capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina Fabrizio Santori,che parla di due tentativi in due distinte scuole dell'infanzia nel quartiere Monteverde: "Quanto accaduto nelle scuole dell’infanzia Oberdan e Lola Di Stefano, nel quartiere Monteverde, è gravissimo: due tentativi di rapimento, sventati grazie alla prontezza delle insegnanti e del personale scolastico. In entrambi i casi una donna avrebbe tentato di farsi affidare i bambini, allontanandosi solo dopo i chiarimenti e le verifiche richiesti dalle maestre. Questi fatti destano forte preoccupazione".
"Ringraziamo la Polizia di Stato per l’immediato intervento e l’attivazione delle verifiche finalizzate a identificare i responsabili. L’efficienza delle forze dell’ordine e la professionalità del personale scolastico hanno evitato il peggio. Invitiamo tutti alla massima attenzione - prosegue Santori - e chiediamo al Campidoglio di mettere subito a disposizione le immagini delle telecamere, rafforzare la sorveglianza negli orari di ingresso e uscita degli alunni e garantire notizie tempestive alle famiglie. È inoltre necessario verificare se episodi analoghi si siano verificati in altre scuole del territorio. Aumentare i livelli di sicurezza negli istituti scolastici è una priorità assoluta".
AliExpress, marketplace internazionale di e-commerce e Worldwide olympic top partner dei giochi olimpici per i servizi di piattaforma e-commerce, accompagna il percorso verso i Giochi esplorando il rapporto degli italiani con gli sport invernali e i grandi eventi sportivi. Per celebrare i giochi di Milano Cortina 2026, AliExpress ospiterà un evento dedicato a Milano il 20 febbraio, che metterà al centro il ruolo dello sport nel creare connessioni, momenti condivisi ed esperienze collettive
Il nuovo consumer insight report di AliExpress, basato su un’indagine condotta su 1.000 intervistati in Italia, mostra come gli italiani si rapportino agli sport invernali in modi diversi. Circa un intervistato su quattro (26,7%) dichiara di non seguire regolarmente gli sport invernali, a conferma di come i grandi eventi rappresentino spesso un fattore chiave nel generare interesse anche oltre il pubblico abituale. Allo stesso tempo, il 23,3% si definisce un osservatore tranquillo, che guarda le competizioni in silenzio concentrandosi sugli aspetti tecnici, mentre un ulteriore 22,2% si identifica come fan occasionale, seguendo gli sport invernali solo sporadicamente. Un segmento più contenuto, ma comunque rilevante, mostra un coinvolgimento emotivo più forte: il 10,8% afferma di tifare in modo acceso e di emozionarsi molto durante le gare, mentre il 7,6% si definisce un fan social, che ama guardare gli sport invernali in compagnia. Solo il 2,1% si riconosce come analista ossessivo, attento ad atleti, risultati e statistiche.
Oltre alle abitudini di visione, la ricerca evidenzia come il rapporto degli italiani con gli sport invernali sia anche pratico ed esperienziale. Più della metà degli intervistati (53,6%) afferma che vorrebbe provare o vivere in prima persona uno sport invernale, mentre il 39,8% si dice interessato a indossare abbigliamento ispirato allo sport o alla stagione. Allo stesso tempo, circa due terzi del campione (66,6%) dichiarano di non sentirsi spaventati o intimiditi all’idea di provare sport invernali, indicando un atteggiamento generalmente aperto e fiducioso verso la partecipazione. Il coinvolgimento pratico emerge anche dai comportamenti di acquisto: il 45,1% afferma di acquistare di tanto in tanto attrezzatura o abbigliamento per sport invernali, mentre il 33,8% è interessato a scoprire nuovi accessori o equipaggiamenti, per sé o come idea regalo. Nel complesso, i risultati delineano un rapporto con gli sport invernali che va oltre la semplice osservazione delle competizioni, includendo scelte di stile di vita, esperienze di viaggio e momenti di piacere quotidiano.
L’indagine mette in luce anche la dimensione sociale della fruizione degli sport invernali in Italia. Durante le competizioni, il 21,1% degli intervistati dichiara di guardarle abitualmente insieme a familiari o amici, rafforzando l’idea degli sport invernali come momenti di condivisione più che di fruizione individuale. Attenzione e concentrazione diventano centrali nelle fasi decisive delle gare: quasi un italiano su cinque (18,9%) afferma di evitare di parlare nei momenti chiave, mentre il 14,8% cerca intenzionalmente di ridurre le distrazioni. Inoltre, l’11,8% dichiara di avere piccoli rituali o superstizioni - come indossare un determinato capo o guardare la gara sempre dallo stesso posto - che accompagnano i grandi eventi sportivi. Nel loro insieme, i risultati posizionano Milano Cortina 2026 come un momento culturale capace di coinvolgere un pubblico italiano ampio e trasversale, caratterizzato da una fruizione selettiva, da esperienze condivise e da una forte apertura alla scoperta.
“Questa ricerca mostra come in Italia gli sport invernali vengano spesso vissuti attraverso momenti di connessione, curiosità e partecipazione condivisa,” ha dichiarato Eric Zhang, head of AliExpress Europe. “Con il nostro approccio More Fun For Less, vogliamo rendere questi momenti più accessibili e coinvolgenti per tutti, avvicinando le persone sia agli sport invernali più iconici sia a quelli emergenti”.
Questa visione prenderà forma durante l’evento AliExpress a Milano il 20 febbraio, con un theme day ispirato proprio al claim More Fun For Less. L’evento esplorerà e celebrerà una selezione di sport invernali – tra cui snowboard, hockey su ghiaccio, pattinaggio di velocità e sci alpinismo – riflettendo il mix tra discipline consolidate e nuovi format emerso dalla ricerca.
Genetica e psicologia confermano: Brignone e Lollobrigida, la forza delle donne non solo nello sport

Risultati 'fuori norma', con performance emozionanti per la tenacia e l'impegno che manifestano. Le medaglie d'oro di Federica Brignone e Francesca Lollobrigida a Milano-Cortina sembrano andare al di là delle imprese sportive - di tutto rispetto - che le due atlete hanno portato a termine in un percorso non scontato, dopo un grave infortunio per la Brignone e dopo una maternità per la Lollobrigida. Un simbolo di resilienza femminile che, oltre alla genetica, coinvolge la psicologia e simboleggia la 'forza delle donne'. Oggi espressa ad alti livelli in diversi ambiti, dalla scienza alla politica nazionale e internazionale, fino all'imprenditoria.
Sul tema l'Adnkronos Salute ha interpellato due esperti. Brignone e Lollobrigida "sono un grande simbolo di forza di tutte le donne", spiega Maria Antonietta Gulino, che è la prima presidente donna del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi. Queste medaglie ci dicono "proviamoci, impegniamoci, dedichiamoci alle nostre passioni. Per le donne, per le bambine, per le ragazze che si approcciano allo sport - che è disciplina e dà un binario per la crescita personale di vita - è un messaggio importante. Significa non vi arrendete. Se avete un obiettivo, lavorate perché è possibile arrivare a traguardi così alti. In questo senso non c'è una differenza tra uomini e donne. Possiamo lottare per avere quel che ci meritiamo".
Insomma la forza delle donne può superare molti limiti, come conferma anche la genetica. Le vittorie delle atlete alle Olimpiadi invernali con prestazioni eccezionali "sono il frutto di impegno e dedizione, e meritano pieno riconoscimento", dice il genetista Giuseppe Novelli, già rettore dell'università di Roma Tor Vergata dal 2013 al 2019, oggi membro del Comitato nazionale per le biotecnologie, la biosicurezza e le scienze della vita (Cnbbsv) che affianca il Governo nelle scelte scientifiche e di sicurezza. Ovviamente le differenza di genere nello sport hanno un peso e una specificità. "Alle Olimpiadi - ricorda Novelli - le donne e gli uomini gareggiano in competizioni separate, non c'è quindi una competizione diretta tra i due generi. Le differenze biologiche tra uomini e donne esistono: in media, gli uomini hanno una maggiore massa muscolare, densità ossea, capacità polmonare e produzione di testosterone, che possono tradursi in vantaggi in termini di forza e potenza in molti sport. Le donne, d'altra parte, tendono ad avere una maggiore flessibilità, una migliore resistenza in alcune discipline di lunga durata (come il nuoto in acque fredde), e una composizione corporea che può favorire la galleggiabilità o l'equilibrio".
Ma dietro ogni medaglia degli atleti, evidenza Gulino, "c'è una storia, fatta di anni di allenamento, di sacrifici forse doppi, tripli per le donne. Penso all'immagine della Lollobrigida che va a prendere suo figlio Tommaso e lo stringe forte a sé, perché sa quanto il suo allenamento è costato a livello personale nella crescita di un figlio e quanto è importante per lei condividere la vittoria col suo bambino". Non è una questione che riguarda solo le sportive, riguarda anche la politica per esempio, "anche in questo campo serve la forza delle donne". In questo settore, osserva la psicologa, "possono rappresentare l'universo femminile dall'interno con le sue difficoltà e con i punti di forza. Oggi abbiamo, per la prima volta, una presidente del Consiglio che è una donna e questa è anche una dimostrazione che la determinazione femminile porta a raggiungere obiettivi importanti", conclude Gulino sottolineando "la capacità, che è maggiormente femminile, di costruire sinergie, di fare reti, di costruire reti".

"L’evento di oggi rappresenta una tappa importante: abbiamo presentato il folder filatelico creato con Poste Italiane, di cui vado veramente orgoglioso ed erano presenti molte istituzioni del Terzo settore, ma non solo. Abbiamo parlato soprattutto di giovani, di ciò che stiamo realizzando a loro favore e con chi lo stiamo facendo”. Con queste dichiarazioni, Luca Massaccesi, presidente Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, è intervenuto in occasione dell’evento ‘Bullismo e disagio giovanile: una responsabilità nazionale’, organizzato su iniziativa del senatore Andrea Paganella, presso il Senato della Repubblica a Roma. “Ad oggi ci seguono molte istituzioni e per noi è un vanto, come lo è il fatto di averle organizzate attorno a un tema così importante come il bullismo e cyberbullismo, che sono fenomeni sempre più in crescita - spiega Massaccesi - E’ necessario prenderne atto e costruire, insieme, una rete forte a salvaguardia dei nostri ragazzi”.
Riguardo al fatto che Francia, Spagna e Australia vogliono vietare i social ai minori di 16 anni, il presidente Massaccesi risponde che “non dobbiamo vietare niente, poiché tutto ciò viene vietato accelera queste condizioni”. La risposta, quindi, non è “vietare, ma educare e informare. Il 45% degli adulti è digitalizzato e il 92,5% degli adolescenti ha scaricato Chat Gpt per fare i compiti”. La conseguenza è che “Fra cinque anni avremo dei ragazzi che sapranno usare bene Chat Gpt, con dei prompt esatti, ma non avranno più senso critico, né capacità di interloquire e di affacciarsi al mondo”, sottolinea.
“Dobbiamo essere attenti e coscienti. La tecnologia va avanti, ma noi dobbiamo essere attenti nell’educazione dei nostri ragazzi e a far pensare che la tecnologia è importante, ma il benessere nostro e dei nostri ragazzi viene prima di tutto”, conclude Massaccesi.

"Il progetto 'Adotta una statua' per noi è fondamentale perché, oltre a contribuire alla cultura e al mantenimento del Duomo con le nostre iniziative, rappresenta anche una vetrina per le nostre stazioni, dove non c’è solo il viaggio, ma anche un luogo di sosta e di meditazione". Sono le parole di Andrea Gibelli, presidente Fnm, alla cerimonia di svelamento della statua 'Santo barbuto con libro', restaurata nell'ambito del progetto della Veneranda fabbrica del Duomo, che ha per obiettivo la valorizzazione del patrimonio storico e artistico della Cattedrale di Milano.
Il restauro dell’opera scultorea è stato reso possibile anche grazie alle donazioni del Gruppo Fnm che sostiene l’iniziativa. "Abbiamo scelto un santo, un profeta barbuto con un libro, proprio per ricordare che un tempo il viaggio era anche uno spazio utile per lo studio, per il ripasso scolastico e per le letture, anche cartacee -sottolinea Gibelli-. Oggi, nell’idea di velocità ed efficienza, si è un po' perso questo senso di appartenenza alla cultura della carta, e vogliamo rappresentarlo così", conclude.
Ministro Protezione civile a Cagliari annuncia anche 'terzo
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"In questo periodo stiamo parlando molto con i ragazzi e devo dire che c'è una risposta che ci sta dando una morale: prima di parlare dobbiamo pensare, perché una parola molto spesso è molto più potente di un'arma”. Con queste dichiarazioni, Alessia Pieretti, campionessa del Mondo di Pentathlon & Delegata Città Metropolitana Roma Capitale, in occasione dell’evento ‘Bullismo e disagio giovanile: una responsabilità nazionale’, organizzato su iniziativa del senatore Andrea Paganella, presso il Senato della Repubblica a Roma.
“I ragazzi devono esserne consapevoli e, soprattutto, devono capire se lo fanno volendo volutamente fare del male oppure se agiscono in modo inconsapevole, perché imitano quel determinato contesto - spiega Pieretti - Di conseguenza, è necessario fermarli, farli riflettere e far capire loro che la parola è un'arma”.
“La parola è una compagna di viaggio e di vita che ci deve far crescere e ci permette peraltro di ampliare le nostre conoscenze e di metterci vicino persone che quotidianamente ci aiutano a capire come superare i momenti difficili, le sconfitte e le difficoltà, perché la vita è questa”, conclude.

La solidarietà di Hollywood non si è fatta attendere nei confronti della famiglia di James William Van Der Beek, l'attore statunitense noto al grande pubblico per aver interpretato Dawson Leery nella serie cult 'Dawson's Creek', morto mercoledì 11 febbraio all'età di 48 anni[1] per un tumore al colon-retto. Una campagna GoFundMe creata dagli amici più stretti dell'attore ha superato in poche ore ogni aspettativa, raggiungendo e oltrepassando i 2 milioni di dollari. Tra i donatori spicca il nome del regista Steven Spielberg, che insieme alla moglie Kate Capshaw ha contribuito con 25.000 dollari.
L'iniziativa
L'attore aveva sposato la seconda moglie Kimberly Brook nell'agosto 2010 e dal loro matrimonio sono nati sei figli: Olivia, 15 anni, Joshua 13, Annabel 12, Emilia 9, Gwendolyn 6 e Jeremiah 4. L'iniziativa è stata avviata per sostenere la famiglia dopo che le lunghe cure mediche[2] hanno prosciugato le loro risorse economiche. La risposta è stata immediata: in meno di 24 ore dalla creazione della pagina, le donazioni avevano già superato il milione di dollari. Inizialmente l'obiettivo era fissato a 550.000 dollari, poi progressivamente aumentato fino a 1,5 milioni, soglia ormai superata. Dopo due giorni sono stati raccolte oltre 2 milioni di dollari.
Nel messaggio aggiornato pubblicato sulla piattaforma GoFundMe, gli amici della famiglia hanno ringraziato per l'ondata di affetto: "Nel mezzo di un dolore profondo, il vostro sostegno è stato una luce. Ci ricorda che l'amore è reale, che la comunità è forte e che lo spirito di James continua a unire le persone". È stato inoltre chiesto rispetto per la privacy della famiglia durante il lutto.
Il legame simbolico tra Spielberg e Van Der Beek
Sebbene Steven Spielberg e Van Der Beek non abbiano mai lavorato insieme, il legame tra i due ha un valore simbolico per i fan di 'Dawson's Creek', la serie che rese celebre l'attore tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila. Il suo personaggio, Dawson Leery, sognava infatti di diventare regista e idolatrava proprio Spielberg, tanto da tappezzare la propria stanza con i poster dei suoi film. Lo scorso anno, durante una reunion della serie a New York[3], il regista premio Oscar aveva sorpreso il pubblico con un videomessaggio ironico: "Dawson, ce l’hai fatta. Forse un giorno avrò anch'io un armadio alla Dawson".
La campagna
Tra le altre personalità del mondo dello spettacolo che hanno contribuito alla raccolta fondi figurano il regista di 'Wicked: For Good[4]', Jon M. Chu, con una donazione di 10.000 dollari, e l'attrice premio Oscar Zoe Saldaña[5], che avrebbe scelto di offrire 2.500 dollari al mese.
Nel testo iniziale della campagna si legge che, dopo la lunga lotta contro il cancro, la famiglia si trova ad affrontare un futuro incerto, con la necessità di coprire spese essenziali, mantenere la casa e garantire continuità all'istruzione dei figli. "Ogni donazione, indipendentemente dall’importo, aiuterà Kimberly e la sua famiglia a ritrovare speranza e stabilità", conclude l'appello. (di Paolo Martini)

“La sicurezza digitale parte da noi genitori: da quanta formazione abbiamo, da quanto siamo educati a vederlo e considerarlo un pericolo e da quanto ci limitiamo a vederlo come una comodità, perché la verità è che lo utilizziamo come tale, ad esempio quando diamo il cellulare in mano ai bambini affinché stiano ‘buoni’. E’ un errore enorme e finché questo accadrà, i nostri bambini saranno altamente in pericolo”. A riferirlo Annalisa Minetti, testimonial e attivista dell'Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, all’evento ‘Bullismo e disagio giovanile: una responsabilità nazionale’, organizzato su iniziativa del senatore Andrea Paganella, presso il Senato della Repubblica a Roma.
“Ultimamente c'è una serie tv che è molto in voga tra i ragazzi, chiamata Stranger Things, che parla di una dimensione parallela e pericolosa, il Sottosopra”. E’ possibile, quindi, paragonare il “web al Sottosopra: un mondo oscuro e pieno di insidie che i genitori non vedono, anche se ne conoscono l’esistenza, ma che non prendono realmente in considerazione come un grande pericolo. Pertanto, educhiamoci noi genitori e i nostri figli non si limiteranno a fare ciò che diciamo, ma ciò che facciamo”, conclude.

L'uccisione di decine di migliaia di manifestanti sarebbe stata, secondo il regime di Teheran, ''necessaria'' per ''purificare l'Iran dai non musulmani''. E' quanto sostiene lo stratega della sicurezza del regime iraniano, Hesamuddin Haerizadeh, in un video trapelato da una riunione di funzionari del regime. A diffonderlo sono stati attivisti iraniani, tra cui la fondatrice dell'Alleanza delle nazioni Iran-Israele, Elham Yaghoubian, che lo ha condiviso sul suo profilo di Instagram (GUARDA[1]).
''Lo stratega della sicurezza del regime, Hesamuddin Haerizadeh, tenta di giustificare il massacro di oltre migliaia di manifestanti iraniani'', scrive Yaghoubian, che vive negli Stati Uniti e ha doppia cittadinanza americana-iraniana. ''Nel filmato'', prosegue la collaboratrice del Jerusalem Post, Haerizadeh ''afferma che sono stati uccisi perché era 'necessario' purificare l'Iran dai non musulmani, sostenendo che l'uccisione di decine di migliaia - o addirittura milioni - di iraniani potrebbe essere giustificata etichettando gli oppositori del regime come nemici di Allah''.
Haerizadeh è tra i principali strateghi della sicurezza del regime, secondo l'opposizione ''veri e propri architetti di massacri di massa''. Per gli attivisti iraniani funzionari come lui ''avrebbero avuto l'intenzione di ordinare alla Forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione di lanciare missili balistici con munizioni a grappolo contro qualsiasi città iraniana sotto il controllo dei manifestanti''.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato questa mattina al Quirinale i partecipanti della 76° edizione del Festival di Sanremo, accompagnati dal conduttore e direttore artistico, Carlo Conti, e dalla co-conduttrice Laura Pausini. Solo Patty Pravo, tra tutti i 'Big' in gara, era assente per una lieve indisposizione.
Mattarella: "La musica popolare fa parte del patrimonio culturale italiano"
Quella del festival di Sanremo "è una storia importante che ha sempre visto una quantità di ascolti e un coinvolgimento elevatissimo. Per quello che so, mediamente oltre 20 milioni di italiani seguono il festival sera per sera. È interessante non solo per popolarità dei cantanti ma per il Festival nel suo complesso, sottolinea come la musica popolare faccia parte del patrimonio culturale italiano", ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricevendo al Quirinale artisti e conduttori del Festival di Sanremo.
"Come ha detto il conduttore e direttore artistico l'attività discografica italiana è fiorente e rappresenta un ambito significativo e di rilievo nell'economia del nostro Paese. Questo significa che l'importanza del Festival travalica le apparenze ma è anche di sostanza nella vita del nostro Paese", ha aggiunto il Capo dello Stato.
Il festival di Sanremo dalla prima edizione "registra un amplissimo coinvolgimento popolare che è rimasto costantemente grazie alla Rai, che ha accompagnato anno per anno il Festival conducendolo nelle case degli italiani", ha detto ancora Mattarella.
Carlo Conti: "Da Mattarella parole meravigliose, mi sono emozionato"
"È stato emozionante. Il Presidente è straordinario come sempre", ha dichiarato il direttore e conduttore artistico uscendo dal Palazzo del Quirinale. Matttarella, ha aggiunto Carlo Conti, "ha detto delle parole meravigliose. È stato un momento emozionante. Io che non mi emoziono mai, mi sono emozionato. È stato un incontro meraviglioso". (VIDEO[1])
"Sanremo sono un po' le Olimpiadi della canzone italiana e loro sono i campioni che scenderanno in pista, che faranno sentire la loro voce, con le loro canzoni ci emozioneranno, ci faranno riflettere, ci divertiranno. Perché ognuno ha un mondo, ognuno racconta una sfaccettatura della musica italiana e forse mai come quest'anno c'è tanta varietà anche nei generi musicali, nei sapori della musica italiana. Dicevo una musica italiana che sta andando fortissimo, che è sempre più giovane, che è sempre più seguita, lo dimostrano le vendite delle loro canzoni, i concerti ed è sempre un elemento di aggregazione perché ci permette di stare tutti insieme", aveva detto Carlo Conti parlando al Quirinale. "Anche guardando il Festival di Sanremo, è come se la nazionale di calcio giocasse cinque finali ogni sera, tutti stanno lì di fronte, ci piace l'idea che la famiglia che si ritrova insieme a guardare il Festival, che ne parla e talvolta anche un po' ne sparla. Però è questa la grande forza del Festival di Sanremo, che quest'anno più che mai, questa edizione, io la voglio dedicare interamente a Pippo Baudo perché è il primo anno senza di lui ed è lui che ha creato il Festival così come lo stiamo vivendo noi oggi", ha aggiunto.
Conti ha poi spiegato che questa edizione del festival di Sanremo celebrerà gli 80 della Repubblica italiana. "Il Festival di Sanremo - ha detto Conti come si vede in un video diffuso dal Quirinale - quest'anno compie 76 anni, quindi è un pochino più giovane della nostra Repubblica che proprio quest'anno compierà 80 anni. E tra l'altro, le do una notizia in anteprima che riguarda il Festival e anche voi ancora non lo sapete, in qualche modo su quel palco parleremo di questa importante ricorrenza. E lo faremo ospitando una signora che ha 106 anni e che proprio quel 2 giugno del 46 per la prima volta ebbe l'onore di votare. Ed è il nostro modo dal Festival di Sanremo per celebrare questa Repubblica e questa libertà che tutti noi abbiamo da quel giorno".
Pausini: "Commossa da Mattarella, raramente le istituzioni si sono esposte così per la musica pop"
"Io ho avuto il piacere di incontrare altre volte il presidente Mattarella e, nonostante questo, quando entra nella sala un attimo di batticuore ce l’hai. La cosa più bella ed emozionante che abbiamo vissuto tutti noi cantanti oggi è stato quando il nostro Presidente ci ha detto che la musica pop, la musica popolare italiana è una parte importante della cultura del nostro Paese". A dirlo all'Adnkronos fuori dal Quirinale è Laura Pausini. "Raramente, in questi 33 anni, ho visto le istituzioni esporsi in questo modo, specialmente la più grande autorità del nostro Paese - ha aggiunto l’artista - Sono commossa, perché spesso noi artisti veniamo definiti quasi giullari, persone che fanno solo divertire le persone. Certo, la musica è anche divertimento, ma noi, ognuno con la propria voce, lo facciamo sinceramente cercando di dare qualità e senza dimenticarci mai che veniamo dall’Italia, e quindi rappresentiamo una parte del nostro paese. Grazie, presidente Mattarella". (VIDEO[2])
J-Ax: "Mattarella ha riconosciuto nostro valore, molti pensano che non lavoriamo"
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella "ha riconosciuto che la musica italiana è parte importante del Pil, è stato bello sentirselo dire in un Paese dove spesso circa il mestiere che facciamo, non solo noi musicisti ma chi lavora nell’intrattenimento e nello spettacolo, a certa gente sembra quasi che non lavoriamo", così J-Ax ai giornalisti all’uscita dal Quirinale. "nvece - ha proseguito il cantante milanese- ci vuole tanto impegno, disciplina, come in tutte le cose bisogna fare dei sacrifici ed è bello che il presidente lo abbia riconosciuto".
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