
(Adnkronos) - Si è aperto oggi pomeriggio al Palariccione - Palazzo dei Congressi di Riccione il 25esimo congresso Acd - Area culturale dolore e cure palliative organizzato dalla Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti). Venticinque edizioni, oltre 400 specialisti da tutta Italia, 3 giorni di lavori fino al 10 aprile: la cerimonia inaugurale ha segnato l'avvio di un'edizione ricca di novità, con sessioni plenarie, tavole rotonde, ring, workshop pratici a numero chiuso e spazi dedicati ai giovani specialisti. Al centro dei lavori una domanda concreta: come si cura il dolore nel 2026? Dieci milioni di italiani convivono ogni giorno con il dolore cronico, una condizione che la medicina sa affrontare sempre meglio, ma che il sistema sanitario non riesce ancora a raggiungere in modo uniforme. E' anche su questo divario che il congresso intende fare il punto. In apertura un messaggio del ministro della Salute, Orazio Schillaci: "La terapia del dolore e le cure palliative sono oggi chiamate a misurarsi con le straordinarie evoluzioni della medicina e con le nuove frontiere dell'intelligenza artificiale che stanno aprendo scenari inediti, garantendo strumenti predittivi, terapie farmacologiche sempre più innovative e modelli personalizzati di cura. La sfida che abbiamo oggi davanti - le parole del ministro - è quella di saper essere al passo con queste innovazioni che rappresentano un alleato prezioso, ma non possono sostituire l’esperienza clinica, il bagaglio di competenze e soprattutto la capacità di relazione e di empatia del professionista sanitario. L'ambizione concreta è quella di costruire insieme un Ssn che sappia innovarsi, rafforzando la capacità di tutelare la dignità e la qualità della vita delle persone in ogni fase della malattia".
"Il programma che abbiamo costruito - ha affermato Elena Bignami, presidente Siaarti e co-responsabile scientifica del congresso - riflette la nostra ambizione: portare in sala le evidenze più recenti, le tecnologie più promettenti e i casi clinici più stimolanti, con uno sguardo sempre rivolto alla pratica quotidiana e alla contaminazione dei saperi tra le diverse discipline. Grazie ai relatori, ai moderatori, alle aziende che ci hanno supportato e, soprattutto, ai partecipanti, che con la loro presenza rendono questo congresso possibile e vivo". Ha sottolineato in apertura dei lavori Silvia Natoli, responsabile dell'Area culturale dolore e cure palliative di Siaarti e co-responsabile scientifica del congresso: "Venticinque edizioni non sono soltanto un anniversario, sono la testimonianza di una comunità scientifica che ha saputo crescere, rinnovarsi e rispondere con rigore alle sfide di una disciplina in continua evoluzione. Quest'anno abbiamo dato spazio all'interdisciplinarietà anche nei workshop pratici - dove non ci saranno solo anestesisti e algologi tra i docenti - e alle comunicazioni orali degli abstract, per coinvolgere il più possibile la nostra comunità con l'obiettivo di essere sempre più numerosi e coesi". L'appuntamento "conferma una tendenza ormai consolidata - ha evidenziato Franco Marinangeli, responsabile del comitato del congresso Siaarti - Ogni anno oltre 400 professionisti scelgono il congresso Acd come appuntamento di riferimento, e il sostegno crescente dell'industria è il segnale più concreto del riconoscimento che questo evento ha guadagnato nel tempo. Non è un risultato scontato: è il frutto di 25 anni di lavoro serio, di una comunità che torna e porta con sé nuove generazioni", ha precisato.
"Per l'Area culturale dolore di Siaarti" il congresso rappresenta "l'apice di un percorso formativo integrato e 'blended', in cui la solidità della ricerca scientifica si fonde con l'attività clinica per superare il paradosso tra il 'sapere senza fare' e il 'fare senza sapere' - ha detto Maurizio Marchesini, responsabile della sezione Siaarti di tecniche invasive e interventistiche - Abbiamo strutturato un programma a più livelli: per il neospecialista che si avvicina alla disciplina offriamo workshop 'hands-on' fondamentali per acquisire competenze tecniche e manualità in sicurezza; per l'esperto, invece, il congresso diventa un momento di alta consulenza su temi complessi come la gestione dei percorsi diagnostico-terapeutici (Pdta), l'ottimizzazione dei flussi organizzativi e l'analisi di Lea e Drg. Questa visione d'insieme garantisce una presa in carico del paziente tecnicamente d'eccellenza, organizzativamente efficiente e profondamente umana". Il 25esimo congresso Acd "conferma il ruolo centrale della terapia del dolore come disciplina altamente specialistica. La sfida - ha spiegato Massimo Innamorato, membro del comitato scientifico dell'Acd e direttore della Uoc Terapia antalgica dell'Ausl Romagna, dove guida anche il Programma contrasto dolore acuto e cronico del Dipartimento Neuroscienze - è tradurre l'innovazione in benefici reali, sostenibili e accessibili: le tecniche interventistiche, i percorsi integrati e il dialogo tra professionisti sono strumenti imprescindibili per migliorare la presa in carico. Il confronto tra esperienze cliniche diverse - come quello che avviene qui ogni anno - è ciò che permette di coniugare efficacia, sicurezza e sostenibilità nei modelli organizzativi".
In apertura anche il saluto dell'onorevole Ilenia Malavasi, della XII Commissione della Camera: "Parlare di dolore, oggi, significa affrontare una delle sfide più complesse e delicate della medicina moderna - ha dichiarato - Perché non si tratta solo di individuare la molecola corretta o la tecnologia più avanzata, ma di riconoscere che dietro ogni sintomo c'è una storia individuale, una fragilità che chiede di essere ascoltata. A fronte dei progressi scientifici, dunque, il necessario percorso di umanizzazione non è un 'optional' assistenziale, né un semplice atto di gentilezza, ma un elemento clinico essenziale: significa, di fatto, trasformare il percorso di cura da una sequenza di protocolli a una vera e propria 'alleanza terapeutica'. In questo senso, il vostro impegno è prezioso: occuparsi del dolore significa restituire dignità e qualità di vita a chi, troppo spesso, rischia di sentirsi invisibile proprio nel momento della sofferenza e del maggior bisogno".
Il programma delle 3 giornate spazia dall'intelligenza artificiale nella clinica del dolore alla medicina rigenerativa per rachide, articolazioni e tendini, fino al rapporto tra microbiota intestinale e dolore cronico. Tra i temi al centro del congresso anche l'impiego dei farmaci oppiacei nel dolore oncologico, con un focus sul fentanyl, oggi supportato da dispositivi spray nasali di nuova generazione in grado di rafforzare ulteriormente i livelli di sicurezza e appropriatezza terapeutica nei pazienti con dolore episodico intenso (BTcP), con ricadute positive anche in termini di fiducia nella gestione della terapia. Non mancano i temi più discussi: la fibromialgia con le sue sfide diagnostiche, la cannabis terapeutica in confronto aperto tra posizioni opposte, il dolore oncologico con i percorsi diagnostico-terapeutici regionali e le sfide della politerapia. Attenzione specifica alle popolazioni fragili: dolore in gravidanza, dolore pediatrico perioperatorio, paziente anziano. I lavori proseguono domani, 9 aprile, dalle 9 alle 18 , e si concludono venerdì 10 aprile alle 14 con la premiazione dei migliori abstract scientifici.

(Adnkronos) - L’allarme è iniziato quando uno dei maggiori distributori di cherosene ha annunciato la distribuzione contingentata per gli aeroporti di Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna. Poi è arrivata la notizia della mancanza di carburante per gli aerei a Brindisi per qualche giorno e quantità limitate negli aeroporti di Pescara e Reggio Calabria, mentre Ryanair assicurava che è in grado di garantire carburante fino a metà/fine maggio. Cosa sta succedendo? Rischiamo la cancellazione dei voli? A rispondere Massimiliano Dona, presidente Unc.
"Il problema al momento - spiega - dovrebbe essere solo l’aumento dei prezzi per alcune tratte in Asia, visto che le compagnie devono ridisegnare le rotte per evitare lo spazio aereo mediorientale e che molti voli per l’Oriente facevano scalo negli hub del Golfo, come Abu Dhabi, Dubai e Doha. Tuttavia a causa della guerra in Iran, da un mese è bloccato lo Stretto di Hormuz, da cui passa una grande quantità del petrolio che dai Paesi del Golfo arriva anche in Europa. Abbiamo già visto gli effetti al distributore di benzina: il blocco (ma soprattutto la speculazione) ha fatto schizzare i prezzi della benzina alle stelle". Da qui arriva il timore per la mancanza di carburante: cosa succederà se le compagnie saranno costrette a lasciare a terra gli aerei?
"La guerra - dice Dona - rientrerebbe in quelle 'cause eccezionali' che permettono alle compagnie di non pagare la compensazione pecuniaria ai clienti che si vedono cancellare il proprio volo, anche se la questione è dibattuta. Attenzione, però, questo non significa che non siamo tutelati. La normativa europea ci garantisce sempre il rimborso del biglietto in caso di cancellazione da parte della compagnia. Tutti i voli in partenza da un aeroporto dell’Unione Europea sono protetti dalla normativa europea, così come i voli di compagnie comunitarie che atterrano in Europa".
"A tutelare i passeggeri - ricorda il presidente Unc - c’è il Regolamento 261/2004 che non protegge però chi viaggia gratuitamente o ad una tariffa ridotta non accessibile al pubblico (ad esempio i dipendenti delle compagnie aeree, delle agenzie di viaggio o dei tour operator) o il passeggero a cui viene negato l’imbarco per motivi di salute, di sicurezza o in caso di documenti di viaggio non validi. Se la compagnia cancella il nostro volo possiamo scegliere tra: rimborso del prezzo del biglietto oppure imbarco su un volo alternativo, il prima possibile o in una data successiva più conveniente per il passeggero. In ogni caso il passeggero ha diritto all’assistenza, pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa e la possibilità di effettuare due chiamate telefoniche o messaggi, oltre alla sistemazione in albergo e al trasferimento da e per l’aeroporto se il primo volo disponibile è il giorno successivo".
"In alcuni casi- sottolinea - se la compagnia non ci avvisa almeno 2 settimane prima dalla partenza si ha il diritto anche alla compensazione pecuniaria, cioè ad un risarcimento del danno in base alla tratta: 250 euro per le tratte pari o inferiori a 1.500 chilometri; 400 euro per le tratte intracomunitarie superiori a 1.500 chilometri e per tutte le altre comprese tra 1.500 e 3.500 chilometri; 600 euro per tutte le altre tratte. A differenza delle normali cancellazioni, in questo caso potrebbe non essere previsto il risarcimento poiché la guerra rappresenta una 'circostanza eccezionale', un evento su cui la compagnia non ha alcun controllo, salvo che non emergano informazioni diverse".
"In questi giorni - aggiunge Dona - in molti hanno consigliato ai consumatori di aggiungere un’assicurazione, per proteggersi in caso di cancellazione del volo dovuta alla crisi del carburante. Che succede se il nostro volo viene cancellato e noi non siamo assicurati? Assolutamente nulla, visto che la normativa europea ci tutela già".

(Adnkronos) - C'era chi parlava di mediatore "improbabile". Eppure il Pakistan avrebbe passato messaggi, fatto da intermediario e sarebbe riuscito a portare al mondo una tregua tra Stati Uniti e Iran, annunciata dopo più di un mese di operazioni americane e israeliane che hanno martellato la Repubblica islamica e a cui Teheran non ha mancato di rispondere con obiettivi nei Paesi del Golfo nel mirino. Nelle ore precedenti l'annuncio, ricostruisce la Bbc, c'erano piccoli segnali di speranza dal Pakistan e una fonte ha raccontato alla rete britannica di colloqui che andavano avanti a "ritmo sostenuto" con Islamabad che faceva da intermediario tra Iran e Usa. A trattare da parte pakistana c'era una "cerchia molto ristretta" e l'atmosfera era "cupa e seria ma sempre fiduciosa che il risultato" sarebbe stato "una cessazione delle ostilità". Ora, dopo gli annunci della notte, restano cautela e "molta prudenza" di fronte a quella che la fonte della Bbc definisce come una situazione che resta "delicata".
Intanto, citando tre funzionari iraniani, il New York Times conferma le indiscrezioni secondo cui ci sarebbe stato un forte pressing dell'ultima ora della Cina sull'Iran, Paese in cui il gigante asiatico - amico di Teheran, e anche di Islamabad - fa shopping di petrolio. Le fonti del giornale parlano del lavoro diplomatico di Islamabad e delle pressioni last-minute del Dragone, che - dicono - ha chiesto a Teheran di dare prova di flessibilità e allentare le tensioni. Nessuna conferma e nessuna smentita per ora dalla diplomazia cinese, che si è limitata a insistere sul lavoro della Repubblica Popolare per la pace in Medio Oriente. Un equilibrio delicato.
La Cina ha "lavorato in modo attivo per promuovere la pace e fermare i combattimenti sin dall'inizio del conflitto in Iran", ha ripetuto stamani la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, interpellata sulle parole di Donald Trump sul ruolo del gigante asiatico. E ha ricordato che il capo della diplomazia cinese Wang Yi, che era in Pakistan nei giorni scorsi, ha avuto una raffica di contatti telefonici con altri ministri degli Esteri, ha evocato il lavoro dell'inviato speciale di Pechino per il Medio Oriente e l'iniziativa in cinque punti proposta nei giorni scorsi con il Pakistan per porre fine al conflitto.
Con l'Iran il Pakistan condivide un confine lungo oltre 900 chilometri e con Teheran afferma di avere relazioni "fraterne". Non solo. A capo dell'Esercito pakistano c'è il potente Asim Munir, noto per essere "il feldmaresciallo preferito di Trump". Con lui, e con il premier israeliano Benjamin Netanyahu - secondo il Nyt, che cita due funzionari americani - il tycoon avrebbe parlato poco prima dell'annuncio della tregua. Ed erano arrivate dai militari pakistani le parole più dure contro Teheran pronunciate dal Pakistan dall'inizio del conflitto.
Era solo ieri mattina quando il giornale pakistano Dawn dava notizia della condanna degli attacchi contro le infrastrutture energetiche dell'Arabia Saudita - con cui Islamabad ha un patto di difesa - considerati una "escalation non necessaria" potenzialmente in grado di "vanificare gli sforzi sinceri per risolvere il conflitto con mezzi pacifici". Ore dopo il premier pakistano, Shehbaz Sharif, scriveva su X del proseguimento del lavoro diplomatico, con la richiesta a Trump di "prorogare di due settimane" l'ultimatum e all'Iran di "aprire lo Stretto di Hormuz". E poi ancora veniva annunciato il cessate il fuoco, con l''invito' da parte del Pakistan a Stati Uniti e Iran a incontrarsi venerdì a Islamabad per "ulteriori negoziati" per "un accordo definitivo per risolvere tutte le controversie".
Secondo l'agenzia iraniana Isna, a guidare la delegazione di Teheran sarà Mohammad Bagher Ghalibaf, capo del Parlamento iraniano, mentre per gli Usa ci sarà il vicepresidente JD Vance. La Tasnim, altra agenzia iraniana, sostiene invece non ci sa nulla di deciso. Il punto, osserva la Bbc, è su cosa possano trovare un accordo Usa e Iran.
Per ora, è convinto Wu Xinbo, esperto di politica estera alla Fudan University di Shanghai citato dal Nyt, la Cina - che attende la visita di Trump prevista per metà maggio - ha avuto un ruolo attivo nel raggiungimento del cessate il fuoco, non solo esortando il Pakistan a lavorare da mediatore, ma anche sollecitando direttamente l'Iran affinché si arrivasse a un'intesa.
A poche ore dagli annunci, qualcosa che non torna c'è. Nel post della notte su X Sharif ha scritto che Iran e Stati Uniti, "con i loro alleati, hanno concordato un cessate il fuoco immediato ovunque, anche in Libano e altrove, con effetto immediato". Qualche ora dopo Israele, con una dichiarazione diffusa dall'ufficio del premier Benjamin Netanyahu, ha fatto sapere di "sostenere la decisione del presidente Trump di sospendere i raid contro l'Iran per due settimane a patto che l'Iran apra immediatamente lo Stretto di Hormuz e fermi tutti gli attacchi contro Usa, Israele e Paesi nella regione". Ma ha anche puntualizzato che "il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano". E le forze israeliane (Idf) hanno confermato: "Continuano operazioni di terra mirate in Libano contro gli Hezbollah", storicamente sostenuti dall'Iran.

(Adnkronos) - Colomba avanzata? Nessun problema, basta congelarla seguendo ovviamente delle regole. "La colomba - spiega all'Adnkronos/Labitalia Giorgio Donegani, presidente Istituto italiano alimenti surgelati - è un alimento che dura nel tempo, ma di fatto si può allungarne la durante congelandola. L'unica cosa è che, avendo un'alta percentuale di burro all'interno, bisogna cercare di congerlarla seguendo alcuni criteri. Il primo è quello di proteggerla dall'aria e dal calo di umidità all'interno del congelatore, per questo la cosa migliore potrebbe essere quella di non congelare la colomba intera. Quindi tagliare a fette la colomba, avvolgendole una per una in sacchetti da surgelati, avendo cura di far uscire tutta l'aria e chiuderlo bene".
"Il congelatore - sottolinea - è ovviamente importante perché più è rapido il congelamento e migliorela qualità del prodotto che si ottiene. L'ideale sarebbe infatti alzare prima il termostato, mettendolo alla massima potenza, e stendere le fette su un unico piano in modo da avere la massima superficie esposta la freddo. In queste condizioni non si ha una perdita di qualità troppo rilevante; il problema però è quando si scongela passando le fette nel frigorifero, evitando la temperatura ambiente".
Il presidente Donegani suggerisce poi di "mettere le fette in forno, non quello a micronde però che rende difficile la regolazione sullo scongelamento evitando che diventino troppo molli per poi indurirsi molto rapidamente. Invece, in un forno a temperatura non esagerata si portano le fette a una temperatura gradevole; inoltre come nel caso del panettone le fette di colomba possono anche essere tostate, doventando una soluzione ideale per la colazione".
"Una cosa delicata della colomba - fa notare - sono anche le mandorle che tendono ad ossidarsi con il tempo, un problema che però non si pone se parliamo di un consumo da fare entro tre mesi. Con le creme o il cioccolato il rischio è che con il congelamento della colomba non si abbia un buon prodotto, ma non per la salute. Le creme sono ricche di grassi e di acqua e tendono a congelare con velocità diverse e si fa fatica a riportarle alla consistenza giusta. Stesso discorso per il cioccolato che ha componente di burro di cacao che tende a congelare in modo diverso dal resto della pasta del cioccolato. Con le creme e il cioccolato la qualità cala, ma non c'è nessun problema dal punto di vista igienico", ribadisce.

(Adnkronos) - "Niente visto per gli Usa a Fedez? Se non glielo danno non è una cosa che dipende da me, di certo... . Negli Usa abbiamo un team, una unità che lavora per tutte le minacce agli Usa, ai suoi cittadini, attiva sulle minacce, sull'antisemitismo, su possibili attacchi terroristici e su minacce a singoli rappresentanti americani...". Così all'AdnKronos Paolo Zampolli, inviato speciale della Casa Bianca per le partnership globali e funzionario governativo, dopo la querela al rapper italiano che nel suo podcast, ha associato Zampolli alla parola 'Killer'.
Zampolli fa implicito riferimento alla norma varata dall'amministrazione Trump 'Catch and Revoke' del marzo 2025. Il programma, guidato dal dipartimento di Stato sotto la direzione del segretario di Stato Marco Rubio, utilizza strumenti di intelligenza artificiale per monitorare l'attività digitale dei cittadini stranieri presenti negli Stati Uniti, con un focus prioritario sugli studenti internazionali per ravvisare minacce agli Usa, post e immagini che possono essere sanzionate dalle autorità Usa, anche con ricorso a espulsioni o a visti non concessi.
"Non sono io a decidere, ma di sicuro a casa mia Fedez non è persona grata e se poi non lo fosse neanche per gli Usa.... ", dice ancora l'imprenditore milanese. Altri non graditi in arrivo? "Penso che potrebbero essere tanti altri, non è che decido io. Ma certo a casa mia Fedez non entra, poi ci sono delle leggi...". sottolinea Zampolli. La norma evocata dall'inviato di Trump si basa, su un apparato di controllo algoritmico, volto a sopprimere ogni forma di estremismo o minaccia online, specialmente se diretta alle istituzioni. "Minacciare pubblici ufficiali statunitensi, inclusi dipendenti della Casa Bianca o di altre agenzie federali, innesca procedure penali che potrbbero andare ben oltre la semplice chiusura di un account", ricorda Zampolli.

(Adnkronos) - Un momento di confronto di alto profilo sull’economia della salute e sul ruolo strategico dell’innovazione accessibile. Il prossimo 9 aprile, a Palazzo Ripetta, appuntamento con Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction, evento promosso da Adnkronos e GSK , con il patrocinio di Farmindustria, per fare il punto sullo stato dell’arte del settore, sulle best practice già in campo e sulle prospettive di crescita per il Paese.
Al centro del dibattito, il valore dell’economia della salute come leva decisiva per il benessere dei cittadini e per la competitività dell’Italia. In un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione, dall’urgenza di risposte sempre più efficaci in oncologia e nelle patologie ad alta complessità, e dalla necessità di garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, l’accesso tempestivo all’innovazione rappresenta una sfida non più rinviabile. È qui che salute, sviluppo industriale e coesione sociale si intrecciano, dando forma a una visione di crescita che guarda al futuro.
Con un comparto farmaceutico secondo in Europa solo alla Germania, l’Italia ha le carte in regola per rafforzare il proprio posizionamento internazionale, ma deve accelerare su sperimentazioni cliniche, attrattività degli investimenti e allineamento agli standard europei. Le riforme in campo e il contributo delle Istituzioni possono diventare un moltiplicatore di opportunità, a patto che il sistema—industria, ricerca, accademia e società scientifiche—proceda in modo coordinato.
A scandire il confronto saranno voci autorevoli del mondo istituzionale, scientifico e industriale. Tra i protagonisti attesi, Lynn Baxter, President Europe di GSK, insieme a Antonino Biroccio, General Manager GSK Italia, e a Martino Grazzi, Amministratore Delegato di GSK Manufacturing. Sul fronte delle politiche pubbliche, porteranno il loro contributo, tra gli altri, il Sottosegretario Marcello Gemmato e il Vice Ministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, Francesco Saverio Mennini (Ministero della Salute), affiancati da rappresentanti di Governo e Parlamento come Deborah Bergamini, Luciano Ciocchetti, Simona Loizzo, Beatrice Lorenzin, Elena Murelli e Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna.
Il dibattito sarà arricchito dal contributo di esperti e stakeholder del sistema salute, tra cui Daniela Bianco (TEHA Group), Americo Cicchetti (Università Cattolica del Sacro Cuore), Marco Marchetti (AGENAS), Loreto Gesualdo (FISM), Ruggero De Maria Marchiano (Alleanza Contro il Cancro), Emanuele Monti, Andrea Costa, Marzia Del Re e Sergio Strozzi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
“Dialoghi sull’Innovazione accessibile” nasce con l’obiettivo di mettere a sistema competenze, esperienze e visioni per delineare una traiettoria condivisa di sviluppo dell’economia della salute in Italia, valorizzandone le eccellenze e rafforzando la capacità del Paese di competere a livello globale.
L’evento sarà trasmesso in diretta sui canali Adnkronos. Un’occasione per seguire da vicino il confronto e contribuire al dibattito su una delle sfide più decisive per il futuro del Paese.

(Adnkronos) - “Conte ct? Sta facendo uno straordinario lavoro a Napoli, poi sarà lui e il presidente Laurentiis e la federazione a valutare le possibilità. La persona è quella che conosciamo. Ogni giudizio sarebbe superfluo, tutto sommato. E’ una grande persona, un grande allenatore come ce ne sono anche altri”. Lo ha detto il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi a margine della conferenza stampa di presentazione di Sport Missione Comune 2026, progetto dell'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale in collaborazione con l'Anci, sull’ipotesi di un ritorno di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale azzurra.
Il ministro ha parlato anche dell’ipotesi di Giovanni Malagò candidato alla presidenza della Federcalcio: “Con Giovanni Malagò ci sentiamo costantemente, abbiamo responsabilità comuni. È il presidente della Fondazione Milano Cortina, stiamo chiudendo il bilancio e stiamo vedendo di chiudere definitivamente in modo positivo visto che positiva è stata l’organizzazione, l'accoglienza e lo spettacolo, grazie anche al lavoro di Simico. Le scelte della Figc dipendono dalle componenti. Ognuno fa il suo mestiere, io cerco di fare il mio. Se ho parlato con il presidente della Lega Simonelli di una candidatura in Figc? Il rapporto è costante ma parliamo di programmi piuttosto che di persone da indicare". E ancora: “Commissariamento Figc ancora in piedi? È una facoltà che è nelle disponibilità del presidente del Coni, quindi sarà il Coni stesso a valutare se ci sono i presupposti. C’è una data per le elezioni, io ho i miei convincimenti. Non mi interessa tanto chi sarà il presidente, ma che sia in grado di fare ciò che non è stato fatto con il 98% del consenso”.
Abodi ha poi parlato della questione stadi, verso Euro 2032: “Mi fa piacere che il presidente Ceferin ci abbia ricordato che dobbiamo fare qualche passo in avanti. Lo stiamo facendo perché non è soltanto per il 2032, con l’entrata in piena operatività del commissario che ha iniziato a lavorare già da qualche mese e consentirà di accelerare tutti i progetti che sono stati già avviati e che hanno bisogno soltanto di un ulteriore semplificazione e anche del processo amministrativo. Sarà il Commissario a comunicare bene tutte le iniziative che sta seguendo, i progetti più importanti sono già sul suo tavolo e tutti dossier sono già aperti. Se parliamo dello stadio della Roma, è soltanto una delle iniziative, mi sembra che si vada a un conferimento al commissario di tutta la procedura amministrativa e quindi sarà lui di concerto con il comune, con il sindaco Gualtieri a fare in modo che i risultati raggiunti in consiglio comunale si possano produrre in una conclusione veloce della parte amministrativa e poi nel 2027 l'apertura dei cantieri”.
Il ministro ha commentato anche la proposta dell'allenatore della Juve Luciano Spalletti, legata all'idea di far giocare un Under 19 italiano in ogni squadra di Serie A: “Credo che ogni ipotesi che favorisce il coinvolgimento diretto di giovani italiani sia importante e deve essere resa compatibile con le regole dell'Europa. Ma quello che fa cambiare passo è la volontà dei club e degli allenatori, è un investimento nel medio-lungo periodo del quale abbiamo bisogno tutti e non solo la Nazionale. Io sono convinto che il talento ci sia e più liberiamo la fantasia e l’estro dei ragazzi più emergerà la qualità che è nel dna degli italiani”.

(Adnkronos) - Misure concrete che puntano a sostenere l'occupazione e a migliorare il mercato del lavoro, per aumentare la competitività e la coesione del Paese, con particolare attenzione alle regioni del Sud Italia. Sono gli interventi per l'occupazione istituiti con il DL Coesione e finanziati dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027. Gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e realizzato grazie alle risorse del Fondo sociale europeo Plus, il Programma Giovani, donne e lavoro è uno dei più rilevanti in Europa, sia per le risorse – oltre 5 miliardi di euro – sia per la varietà di interventi che mette in campo: il programma punta a promuovere il lavoro e le competenze, a favorire l'occupazione di giovani, donne e persone in condizioni di vulnerabilità e a modernizzare i servizi per il lavoro e le politiche attive.
Le misure per l’occupazione del Dl Coesione comprendono: il Piano integrato per l’autoimpiego (con misure per le Regioni del Centro e del Nord Italia e misure per le Regioni del Sud); il Bonus Donne; il Bonus Giovani e il Bonus Zona economica speciale per il Mezzogiorno - Zes unica.
Ecco quanto previsto dalle singole misure.
Il Piano integrato Autoimpiego si rivolge a giovani con meno di 35 anni e ha l’obiettivo di favorire l’avvio di iniziative di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali.
Il Piano punta a ridurre il numero di giovani esclusi dal mercato del lavoro grazie a finanziamenti che favoriscono la nascita e lo sviluppo di nuove realtà produttive in tutti i settori economici (ad eccezione del comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura), con misure differenziate per le due distinte aree di intervento: Autoimpiego Centro-nord e Resto al Sud 2.0.
Le agevolazioni finanziarie, pari nel complesso a 576 milioni di euro, sono integrate da servizi di tutoraggio di due tipi: il supporto per gli aspetti tecnici legati alla gestione del finanziamento e il supporto gestionale che affianca le iniziative nella fase di ingresso nel mercato e nella gestione delle criticità.
Il Bonus Donne punta a favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate, anche nell’ambito della Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno. Sono disponibili oltre 438 milioni di euro a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro: il beneficio consiste in un esonero contributivo per nuove assunzioni a tempo indeterminato di donne lavoratrici svantaggiate.
Il Bonus Giovani sostiene l’occupazione giovanile stabile in tutto il territorio nazionale. È maggiore per assunzioni/trasformazioni che riguardano giovani lavoratori delle sedi situate nella Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno, per favorire lo sviluppo occupazionale e contribuire alla riduzione dei divari territoriali. Lo stanziamento ammonta a oltre 1.400 milioni di euro, a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro.
Il Bonus Zes unica punta a sostenere lo sviluppo occupazionale della Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno e a ridurre i divari territoriali.
Ma di cosa si tratta? Il Bonus Zes unica è un esonero contributivo in favore dei datori di lavoro privati che hanno assunto personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L’incentivo copre i contributi previdenziali nel limite massimo di 650 euro/mese. Lo stanziamento a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 è di oltre 535 milioni di euro.
Per informazioni: https://www.lavoro.gov.it/pn-giovani-donne-lavoro/progetti/interventi

(Adnkronos) - Il Premio giornalistico Tg Poste riparte con la terza edizione. Fino al 30 giugno sarà possibile candidarsi all’iniziativa promossa da Poste Italiane per scoprire e valorizzare giovani talenti del mondo dell’informazione che sappiano raccontare le notizie in modo originale e con un linguaggio diretto e innovativo. A scegliere il vincitore del Premio Tg Poste 2026 sarà la giuria di eccellenza, formata dai Direttori delle più importanti testate giornalistiche italiane, nazionali e locali. Il Premio è aperto agli under 35 iscritti all’Ordine dei giornalisti o praticanti nelle scuole di giornalismo riconosciute dall’Odg. Il primo classificato riceverà una borsa di studio per frequentare un corso di alta formazione giornalistica all’estero e avrà l’opportunità di vivere un’esperienza professionale nella Comunicazione di Poste Italiane. Le candidature dovranno essere inviate al sito dedicato, all’indirizzo premiotgposte.posteitaliane.it.
I partecipanti dovranno realizzare un breve video di presentazione e un servizio giornalistico inedito per carta stampata o testate web; un servizio televisivo o un contenuto informativo video per i social media che - ispirandosi a fatti di cronaca e attualità - tratti argomenti attinenti ai principali settori nei quali opera Poste Italiane: Innovazione, trasformazione digitale; Economia sostenibile, territori, progetto Polis; Corrispondenza, pacchi, e-commerce.
Tg Poste, il telegiornale di Poste Italiane, è visibile negli uffici postali e sui siti web dell’azienda, e va in onda ogni giorno in diretta alle 12 aprendo una finestra sul mondo per offrire una panoramica sui più importanti fatti dell’attualità economica, politica e culturale italiana e internazionale, approfonditi grazie al contributo di esperti e firme del giornalismo, proponendo in ciascuna edizione focus tematici sulle iniziative e sul business della più grande azienda italiana.

(Adnkronos) - “Sul tema della retribuzione proporzionata e sufficiente serve una scelta chiara: il riferimento non possono essere i contratti semplicemente più diffusi, ma quelli sottoscritti dentro regole certe e da soggetti realmente rappresentativi”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, la federazione dei manager e dei quadri del terziario che ad oggi annovera oltre 47.000 associati. “Il possibile intervento del Governo sulla delega per la retribuzione ‘giusta ed equa’, così come riportato in questi giorni sui giornali, interviene su un terreno estremamente delicato e strategico. È indispensabile che ogni ipotesi sia costruita basandosi sulla legittima rappresentanza - prosegue Ballarè - e, proprio per questo, è indispensabile che ogni scelta sia costruita attraverso un confronto vero con tutte le parti sociali, valorizzando il lavoro già avviato per definire criteri condivisi di rappresentanza e perimetri contrattuali”.
“Pensare di legiferare assumendo come parametro accordi nati ai margini del sistema, talvolta costruiti per comprimere salari e tutele, sarebbe un errore grave - avverte - e una contraddizione evidente. Una legge seria deve rafforzare la contrattazione autentica, non inseguire riferimenti al limite del consentito”. “Il criterio della rappresentatività - aggiunge Ballarè - non è un dettaglio tecnico, ma il presidio che distingue la buona contrattazione dal dumping contrattuale. Per questo il riferimento deve essere individuato nei contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative: è la strada più corretta per tutelare i lavoratori, contrastare la pirateria contrattuale e garantire una competizione leale tra imprese”, spiega ancora.
Secondo Ballarè, “in questo percorso è fondamentale che il confronto sia realmente inclusivo". "Anche la dirigenza deve essere ascoltata: non è estranea al fenomeno della contrattazione pirata e può offrire un contributo concreto per individuare soluzioni efficaci, sostenibili e coerenti con le dinamiche del mercato del lavoro. Quando si interviene su salari e dignità del lavoro - conclude Ballarè- non si può scegliere la scorciatoia più debole. Serve invece una decisione netta, coerente, fondata su regole condivise e costruita attraverso il dialogo tra tutte le parti in causa”, conclude.

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Aperta a tutti, quella di mercoledì 12 aprile 2026 al Parco di
Monte Claro di Cagliari sarà una giornata intensa, ricca di
iniziative dedicate alla salute, alla prevenzione e alla socialità.
Patrocinato dal Comune, il Lions Day prenderà il via alle 9.30 del
mattino per proseguire sino al pomeriggio inoltrato. "Trasformerà
uno dei principali polmoni verdi della città in un grande spazio di
incontro e partecipazione", ha sottolineato il presidente del
Consiglio comunale Marco Benucci riconoscendo l'impegno degli
organizzatori dell'evento, "basato tutto sul volontariato".
(Adnkronos) - Matteo Berrettini spazza via Daniil Medvedev a Montecarlo, vincendo con il punteggio di 6-0 6-0 nel secondo turno del Masters 1000 del Principato, e si scusa... con Carlo Verdone. Il simpatico siparietto al termine del match sul Court Ranier III, dominato dall'azzurro in poco meno di un'ora. Berrettini si è reso protagonista di un simpatico siparietto, scrivendo sulla telecamera "Scusa Carlo V.!". Una dedica speciale tutta per l'attore romano, che non ha mai nascosto la simpatia per il russo, il suo tennista preferito.
Berrettini ha commentato così la straordinaria prestazione di oggi: "È stata una partita stana, non mi aspettavo di giocare così bene e non mi aspettavo che lui facesse così fatica , è stata una delle migliori partite della mia vita. Ho sofferto nel primo game, non mi aspettavo di vincere così. Ho cercato di tenere la concentrazione e di non farmi distrarre da quello che accadeva dall'altra parte del campo. Nel secondo set lui ha servito con le palle nuove, sono stato bravo e ho strappato subito il servizio. La realtà è che ho bisogno di match come questi, ho bisogno di un po' di tempo e di fiducia".

(Adnkronos) - Figlia di due tra le star più celebri di Hollywood, Angelina Jolie e Brad Pitt, ma con una strada artistica tutta sua. Shiloh Jolie, 19 anni, ha avviato ufficialmente la propria carriera nella danza partecipando come ballerina di supporto al nuovo videoclip della cantante K-Pop Dayoung. La presenza della giovane nel video non era stata annunciata: nei crediti compare soltanto con il nome 'Shi'. Tuttavia, i fan dell’artista l’hanno riconosciuta rapidamente, alimentando commenti e reazioni sui social, dove molti hanno sottolineato la somiglianza con la madre e l’inaspettato debutto nel panorama musicale coreano.
Secondo quanto riferito dall’etichetta Starship Entertainment, Shiloh Jolie sarebbe stata selezionata attraverso un casting aperto negli Stati Uniti, senza alcun trattamento di favore legato alla notorietà familiare. Solo al termine del progetto, riferisce la società, si sarebbe scoperta l’identità dei suoi genitori.
La giovane aveva già attirato l’attenzione nel 2024, quando il coreografo Lil Kelaan Carter aveva pubblicato un video delle sue performance, lodandone energia e capacità tecniche. Sul piano personale, Shiloh ha scelto di utilizzare esclusivamente il cognome Jolie, abbandonando il doppio cognome Jolie-Pitt poco dopo il compimento dei 18 anni nel maggio 2024. La decisione è maturata nel contesto della separazione pubblica tra i genitori, segnata anche da accuse di comportamenti violenti rivolte da Angelina Jolie all’ex marito, accuse che Brad Pitt ha respinto.

(Adnkronos) - Lunedì, a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum del presidente Trump, funzionari statunitensi e israeliani avrebbero appreso che la Guida Suprema Mojtaba Khamenei aveva dato istruzioni ai propri negoziatori, per la prima volta dall’inizio della guerra, di muoversi in direzione di un accordo. A scriverne - citando un funzionario israeliano, un funzionario regionale e una terza fonte ben informata - è il sito Axios, che ricostruisce il dietro le quinte delle ore precedenti l'annuncio dell'intesa su una tregua e le complesse trattative diplomatiche che hanno permesso di raggiungerla.
Fino al momento dell'annuncio di una svolta, persino le fonti vicine a Trump non sapevano quale esito aspettarsi, spiega il sito nella sua ricostruzione, ricordando che mentre Trump minacciava pubblicamente l’annientamento totale, dietro le quinte si moltiplicavano i segnali dello sforzo diplomatico in atto. Intanto le forze americane in Medio Oriente e i funzionari del Pentagono si preparavano ad una massiccia campagna di bombardamenti contro le infrastrutture iraniane cercando di capire quale fosse la posizione di Trump. "Non avevamo idea di cosa sarebbe successo. Era una situazione folle", ha spiegato un funzionario della difesa. Gli alleati nella regione si aspettavano invece di dover fare fronte ad una rappresaglia iraniana senza precedenti. E nel paese i civili fuggivano dalle loro case nel tentativo di evitare l'impatto degli attacchi.
Lunedì mattina, riprende Axios facendo - con l'aiuto di 'undici fonti a conoscenza dei negoziati' - il resoconto della staffetta diplomatica che ha scongiurato l'escalation, mentre Trump intratteneva la folla durante una celebrazione alla Casa Bianca, uno Steve Witkoff "molto arrabbiato" trattava al telefono. E ai mediatori l'inviato statunitense lasciava chiaramente intendere che la controproposta in 10 punti che gli Stati Uniti avevano appena ricevuto dall'Iran era "un disastro, una catastrofe", ha riferito una fonte con conoscenza diretta dei fatti.
È iniziata così una giornata "caotica" di emendamenti, con i mediatori pakistani che smistavano nuove bozze tra Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, e i ministri degli Esteri egiziano e turco che cercavano di aiutare a colmare le distanze. Lunedì sera, i mediatori avevano ottenuto l'approvazione degli Stati Uniti per una proposta aggiornata di cessate il fuoco di due settimane. Spettava poi a Khamenei - che secondo le stesse fonti è stato attivamente coinvolto nel processo lunedì e martedì - prendere una decisione.
Il coinvolgimento del nuovo leader supremo - commenta Axios - è stato necessariamente segreto e laborioso. Di fronte alla concreta minaccia di un attentato da parte di Israele, Khamenei ha comunicato principalmente tramite messaggeri e note scritte. Due fonti hanno descritto l’approvazione data da Khamenei ai suoi negoziatori per concludere l’accordo come una "svolta".
La fonte regionale ha affermato che anche Araghchi ha svolto un ruolo centrale sia nella gestione dei negoziati sia nel convincere i comandanti delle Guardie Rivoluzionarie ad accettare l’accordo. Anche la Cina ha consigliato all'Iran di cercare una via d'uscita. Ma alla fine, tutte le decisioni importanti di lunedì e martedì sono passate attraverso Khamenei. “Senza il suo via libera, non ci sarebbe stato alcun accordo”, ha affermato la fonte regionale.
Martedì mattina risultava chiaro che si stavano compiendo progressi, ma ciò non ha impedito a Trump di lanciare la sua minaccia più inquietante. Alcuni media statunitensi hanno riferito che l'Iran avrebbe interrotto i colloqui come risposta. Fonti coinvolte nei negoziati hanno dichiarato ad Axios che questo non è accaduto.
Il vicepresidente Vance trattava al telefono dall'Ungheria, occupandosi principalmente dei pakistani. Nel frattempo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu era in contatto frequente con Trump e il suo team, sebbene gli israeliani fossero sempre più preoccupati di aver perso il controllo del processo. Verso mezzogiorno ora americana di martedì, era opinione comune che le parti stessero convergendo su un cessate il fuoco di due settimane.
Poche ore dopo, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif pubblicava i termini della tregua su X. La confusione riguardo alle intenzioni di Trump era tale, persino tra i suoi stretti collaboratori, che diverse persone che avevano parlato con lui solo un’ora o due prima credevano ancora che avrebbe rifiutato l’offerta di cessate il fuoco — fino al momento stesso in cui l’ha accettata. Poco prima di pubblicare la sua risposta, Trump ha parlato con Netanyahu per ottenere il suo impegno a rispettare il cessate il fuoco. Ha poi parlato con il feldmaresciallo pakistano Asim Munir per concludere l'accordo.
Le forze statunitensi hanno ricevuto i nuovi ordini 15 minuti dopo il post di Trump. Araghchi ha fatto seguito, affermando che l'Iran avrebbe rispettato il cessate il fuoco e aperto lo Stretto di Hormuz alle navi operanti "in coordinamento con le forze armate iraniane".

(Adnkronos) - "Ogni mattina la Regina ascoltava il programma di Terry Wogan su Radio 2. Quando è partita la canzone 'Dancing Queen' degli Abba, le è piaciuta molto e abbiamo ballato entrambe. La regina si muoveva da un lato all'altro e cantava. Sua Maestà amava cantare e aveva una bella voce. Io no. Mi lasciavo trasportare e ballavo intorno a lei come se fossi in discoteca, e la regina mi diceva di 'spostarmi' perché non so cantare, e ci facevamo una bella risata. Erano momenti preziosi, vedere la regina così rilassata". Lo ha raccontato Angela Kelly, l'ex guardarobiera di Elisabetta II nonché amica intima della sovrana, in un'intervista a Vanity Fair, nella quale ha anche ricordato con nostalgia le vacanze di Pasqua trascorse con la defunta Regina a Windsor, aggiungendo: "La famiglia veniva a trovarla e lei adorava fare la nonna. Sua Maestà portava i suoi pronipoti a cavallo o a passeggio. Organizzava barbecue e altre attività divertenti e lavava sempre i piatti, anche quando intratteneva il primo ministro".
"Era una famiglia normale e affettuosa - ha detto Kelly - Se il duca, o chiunque stesse cucinando, bruciava gli hamburger, lei si metteva a ridere. Finché avevano degli avanzi da rimettere sul fuoco e finché tutta la famiglia aveva da mangiare e da bere, andava tutto bene. La Regina era piena di energia e una nonna davvero fantastica, a essere sinceri. Sapevamo entrambe di avere fiducia, lealtà e comprensione reciproche. La Regina era la mia migliore amica e mi manca ogni giorno".
Kelly ha disegnato molti degli abiti più memorabili e colorati di Elisabetta, oltre ad essere una delle sue assistenti più fidate. Si dice che le due chiacchierassero "di tutto e di più", mentre bevevano il tè e si scambiavano battute e aneddoti sui nipoti. L'ex guardarobiera ha pubblicato due libri - 'Dressing the Queen: The Jubilee Wardrobe' e 'The Other Side of the Coin: The Queen' - con la benedizione della sua ex datrice di lavoro, in cui racconta la sua vita, dalla cura del guardaroba alla creazione dei suoi look vivaci, fino alla manutenzione dei suoi gioielli. Dopo la morte della Regina, perse la residenza di rappresentanza nella tenuta di Windsor per trasferirsi nel Peak District, vicino a Sheffield, in una casa messa a disposizione dal Re.

(Adnkronos) - La guerra tra Russia e Ucraina continua e Kiev ha esortato gli Stati Uniti a fare pressione su Mosca affinché ponga fine all'invasione, sottolineando che l'accordo di cessate il fuoco raggiunto da Washington con l'Iran dimostra il successo della "determinazione" degli Usa. "La risolutezza americana funziona. Crediamo che sia giunto il momento di mostrare sufficiente risolutezza per costringere Mosca a cessare il fuoco e porre fine alla guerra contro l'Ucraina", ha scritto sui social media il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha.
Secondo quanto denuncia Kiev, le forze russe stanno definendo piani per la possibile creazione di una zona cuscinetto nella regione ucraina di Vinnytsia, dalla Transnistria, dove viene registrata un'attività dei russi amplificata, con recenti esercitazioni che hanno simulato una campagna sovietica del 1944 per portare le forze sovietiche verso Bucarest, e dove Mosca potrebbe aumentare in modo significativo il suo personale militare, da 1.500 a 10.000 unità. E' quanto ha denunciato il vice capo dell'ufficio del Presidente, Pavlo Palisa, in un'intervista con Rbc Ukraine. "E' la prima volta che registriamo un piano in questo senso. Ma non c'è ragione di lasciarsi prendere dal panico perché in questo momento le forze russe non hanno le forze disponibili per attuare tale piano". Per il 2026, l'obiettivo principale dei russi rimane il Donbass, e se le condizioni lo consentiranno, aumenteranno gli sforzi nella direttiva sud, che include la zona di Oleksandrivsk e l'intero asse di Zaporizhzhia, ha aggiunto. La Russia continua a operare per stabilire zone cuscinetto nelle regioni di Kharkiv, Sumy e Chernihiv al nord. La recente esercitazione russa in Transnistria (regione indipendentista della Moldova) si è svolta vicino a Tiraspol e ha coinvolto sistemi di artiglieria e mezzi militari diversi, in violazione agli accordi in vigore.
I raid non si fermano. Almeno 13 persone sono state uccise e altre 77 ferite negli attacchi russi contro l'Ucraina avvenuti nelle ultime 24 ore, secondo quanto riferito dalle autorità locali oggi 8 aprile. La Russia ha lanciato 176 droni contro l'Ucraina durante la notte, ha dichiarato l' aeronautica militare, aggiungendo che le difese aeree ucraine ne hanno intercettati 146. Almeno 24 droni sono riusciti a eludere le difese e hanno colpito 12 località. In una di queste è stata registrata la caduta di detriti.
La Russia ha intanto confermato l'uccisione di 16 cittadini del Camerun al fronte ucraino. I soldati erano stati reclutati nelle forze russe come molti altri stranieri, in particolare provenienti da Paesi africani, ha reso noto il ministero degli Esteri a Yaoundé. Kiev denuncia che sono circa 1.800 i soldati africani reclutati dalle forze russe dall'inizio della guerra. Molti di loro sono stati convinti a trasferirsi in Russia con la falsa promessa di un lavoro o istruzione e in seguito costretti ad arruolarsi.
Per trattare la retinopatia neonatale, i piccoli prematuri sardi
non dovranno più affrontare lunghi viaggi verso centri fuori
regione. Da alcuni mesi questa patologia viene curata anche al
Policlinico Duilio Casula.
(Adnkronos) - Il documentario su Giulio Regeni "meritava di essere finanziato per il tema". A dichiararlo è il presidente della commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, responsabile Cultura e Innovazione di Fdi che parla di "retroscena falsi e diffamatori" in relazione alle polemiche degli ultimi giorni. "Sono fra quelli che pensa che dovremmo andare fino in fondo per ottenere la verità. Come ho già spiegato, non sapevo dell'esistenza di un documentario su Giulio Regeni. L’ho appreso solo dai giornali dopo le polemiche di Procacci", ha detto.
Mollicone assicura di ritenere "meritevole di un finanziamento un documentario su un caso che ha ricordato un italiano torturato all’estero". E annuncia: "Offro la mia disponibilità per organizzare - analogamente a come fatto con tanti altri film come, fra gli altri, 'Eredi della Shoah', 'Operazione Batiscafo Trieste', 'L'uomo dal Fiore in Bocca', 'Remember this', o con le proiezioni di docufilm su Capucci, su Vittoria Ottolenghi e sulla strage di Fiumicino, che non sono certo pericolosi epigoni della destra ma all'insegna del pluralismo più aperto e più stimolante - un confronto con i genitori di Regeni e la proiezione, come fatto al Senato".
"Ribadisco - prosegue Mollicone - che il Parlamento non si occupa di commissioni ministeriali. Ricordo che le commissioni nominate da Franceschini bocciarono 'C'è ancora domani' di Cortellesi, non potendo sapere che sarebbe diventato un fenomeno nazionale, così come un film, 'Il Nibbio', dedicato a Nicola Calipari. Politicizzare la questione non fa che avvelenare il clima sul cinema sul quale stiamo facendo una legge di riforma che delega il Governo al riordino delle norme su cinema e audiovisivo, senza bloccare il tax credit".
“Ricordo, inoltre - conclude Mollicone - che questo sistema di commissioni, nominate e formate da esperti, sono una costruzione procedurale nata dalla legge 220/2016, quindi sotto il governo Franceschini. Le commissioni sono indipendenti e certamente la commissione Cultura non sa quali saranno le scelte. È tutto nei verbali della commissione. Nella legge delega chiederò, con un emendamento, anche di riformare i criteri dei contributi selettivi. Continuo a leggere ricostruzioni fantasiose – addirittura col mio nome nel titolo. Ho già dato mandato ai miei legali per valutare eventuali intenti diffamatori".

(Adnkronos) - La Regione Campania sarà protagonista alla 58ª edizione di Vinitaly (12-15 aprile) con una collettiva di circa 170 aziende vitivinicole e un ampio programma di degustazioni, masterclass e talk rivolti a operatori, buyer e stampa specializzata. Il Padiglione Campania (Padiglione B), esteso su 5.600 metri quadrati, ospiterà le eccellenze enologiche regionali in uno spazio rinnovato e unitario, realizzato dall’Assessorato all’Agricoltura e dall’Assessorato alle Attività Produttive, in collaborazione con Unioncamere Campania e la Camera di Commercio di Napoli.
"Piazza Campania", al centro dell’area espositiva, ospiterà i sei Consorzi di Tutela Vino (Sannio; Irpinia; Vesuvio; Vita Salernum Vites; Vitica; Campi Flegrei) con degustazioni e oltre 20 eventi di approfondimento dedicati ai territori e ai vitigni autoctoni.
Tema distintivo dell’edizione 2026 è il legame con la Louis Vuitton 38th America’s Cup, la più prestigiosa e antica competizione velica al mondo, in programma nel Golfo di Napoli nel 2027 e che coinvolgerà tutta la Campania.
"Il vino in Campania – afferma l’assessora all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca – è non solo un comparto produttivo strategico, ma anche un potente strumento di promozione del territorio. Grazie alla visione del presidente Roberto Fico, abbiamo costruito un connubio forte tra vino e vela: due mondi accomunati da radici antiche, passione, innovazione e costante ricerca del miglioramento. La grafica di quest’anno è ispirata all’America’s Cup, manifestazione che costituirà un’opportunità straordinaria per la promozione del territorio e anche dei nostri prodotti agroalimentari. Un’altra grande novità è l’unità visiva del sistema vino campano all’interno del Padiglione: per la prima volta un unico colore, il bianco, per tutte e cinque le province, superando le distinzioni ‘amministrative’ e raccontando la regione nella sua interezza, nel rispetto delle specificità, come condiviso con la Cabina di Regia Vino regionale. A Verona racconteremo una storia straordinaria, fatta di tradizione e innovazione, di una biodiversità ricchissima, del lavoro quotidiano di migliaia di viticoltori. Nei quattro giorni proporremo un programma molto ricco che coinvolge i protagonisti del comparto: dai Consorzi di tutela vini alle Camere di Commercio, fino alle associazioni di promozione del settore. Al Vinitaly 2026, nell’anno celebrativo delle donne agricoltrici, evidenzieremo anche il ruolo delle donne come imprenditrici, enologhe, sommelier, e storyteller delle nostre eccellenze".
"Anche quest’anno – dichiara l’assessore alle Attività Produttive, Fulvio Bonavitacola – ci siamo impegnati con un forte investimento nell’evento di Vinitaly, in quanto rappresenta la più importante manifestazione promozionale del settore in Italia. Vetrina prestigiosa e appuntamento fondamentale per operatori, buyers ed esperti internazionali, punto di incontro delle tendenze e del business legato al vino, a cui partecipiamo ogni anno in sinergia con l’Assessorato all’Agricoltura ed il sistema camerale campano. Hanno risposto al nostro avviso pubblico ben 170 aziende, un segnale chiaro della vitalità e della forza produttiva del settore in Campania. La nostra produzione si distingue per qualità e varietà: circa 1,4 milioni di ettolitri nel 2024, con un livello del 6-8% superiore alla media storica, per un patrimonio di 29 vini a marchio Dop e Igp, che valorizza vitigni autoctoni. Il comparto vino in Campania è una attività produttiva di rilievo, capace di generare valore economico, occupazione e nuove opportunità di sviluppo per le nostre comunità. Con la partecipazione al Vinitaly 2026, la Regione intende favorire la promozione delle produzioni e l'incontro diretto con operatori economici qualificati per garantire, anche in questa fase, un sostegno concreto alle imprese vitivinicole, rafforzando la loro capacità di competere sui mercati nazionali e internazionali, in un periodo caratterizzato da molte tensioni internazionali”.
Si parte venerdì 10 aprile con "Vinitaly and the city", il fuorisalone al centro storico di Verona, a cui la Regione Campania partecipa con degustazioni vini dei Consorzi di Tutela della regione al Cortile del Tribunale fino al 12 aprile. Sabato 11, la masterclass a cura di Tommaso Luongo e Paolo Massobrio nella sala lounge degli affreschi al Palazzo del Capitanio, e dalle 19.00 assaggi di pizza verace napoletana con prodotti 100% campani in collaborazione con l’Associazione Verace Pizza Napoletana presso lo stand Regione Campania al centro storico.
Apertura del Vinitaly campano al Padiglione B presso spazio fiere di Verona domenica 12 aprile: conferenza stampa alle ore 12.00 con Fulvio Bonavitacola, Assessore Attività Produttive e Maria Carmela Serluca, Assessore Agricoltura.
Tra i punti salienti del folto programma: quattro masterclass dedicate ai vini bianchi, rossi, rosati e alle bollicine campane (wine experts: Franco De Luca, Chiara Giannotti, Tommaso Luongo, Chiara Giovoni, Cristina Mercuri, Chiara Giorleo), degustazioni tematiche e territoriali, talk sul mercato e sull’export, momenti dedicati alla sostenibilità e alla leadership femminile nel settore, oltre a presentazioni di progetti innovativi con strumenti virtuali e appuntamenti di enoturismo. Alle 13 di mercoledì 15 aprile il tradizionale brindisi di chiusura con i produttori.

(Adnkronos) - Mattinata surreale a Montecarlo. Matteo Berrettini trova una prestazione clamorosa contro Daniil Medvedev, nel secondo turno del Masters 1000 del Principato. Dopo il primo set vinto 6-0 in 25 minuti, l'azzurro inizia al meglio anche il secondo parziale e dopo un ottimo turno di servizio strappa il break (il quarto consecutivo del match). Medvedev, impotente sotto i colpi dell'azzurro, non la prende benissimo e distrugge la racchetta sul Court Ranier III. Giornata da dimenticare per il russo, travolto poi dai fischi dei tanti spettatori presenti, arrivati a Montecarlo per godersi una giornata di grande tennis.
Il primo match di giornata sul Centrale ha però deluso le aspettative. Da un lato un super Berrettini, a cui vanno dati i meriti di una prestazione maiuscola. Dall'altra parte, un Medvedev non pervenuto. Il match finisce con un doppio bagel, un 6-0 6-0 che resterà negli annali.
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Sarda News - Notizie in Sardegna
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