
(Adnkronos) - “Abbiamo un’ambizione molto importante: vogliamo rendere il mondo delle costruzioni un mondo migliore. Siamo consapevoli che non possiamo farlo da soli: dobbiamo confrontarci e dialogare con tutti gli attori della filiera – ricerca, progettazione e costruzione. Quindi siamo molto contenti di avere oggi la XII edizione della Seismic, e lo dico sia con orgoglio, ma anche con un po’ di senso di responsabilità, perché per noi è molto rilevante questo momento di confronto nel percorso che vogliamo fare per rendere migliore il settore delle costruzioni e quindi anche il nostro Paese”. Ad affermarlo Alessandro Savino, amministratore delegato di Hilti Italia, in occasione della Seismic Academy, l’evento di riferimento nel panorama italiano sul tema della sicurezza sismica ora in corso a Milano, presso la Camera di Commercio Svizzera.
Citando il claim di questa edizione, 'Think Smart, Build Safe', Savino ne ha spiegato l'essenza: “‘Think smart’ nel senso che noi a monte immaginiamo l’intero ciclo di vita dell’opera, cercando di massimizzare efficienza, produttività e sostenibilità. ‘Build safe’ nel senso che vogliamo garantire la massima sicurezza per chi costruisce l’opera e per chi la abita successivamente. Lo vogliamo fare concretamente e quotidianamente, con i nostri sistemi di calcolo e di gestione del cantiere, con la nostra consulenza qualificata sul territorio ogni giorno. Quindi andiamo al di là del claim, che traduciamo in comportamenti sul campo quotidiani e concreti”.

(Adnkronos) - Un nuovo suicidio assistito in Italia, il "terzo caso in Lombardia, 17esimo in Italia". L'Associazione Coscioni annuncia oggi che "Cristian, 55enne lombardo affetto da sclerosi multipla, è morto lo scorso 18 maggio presso il suo domicilio, dopo essersi autosomministrato il farmaco letale". L'uomo "aveva fatto richiesta a febbraio 2026".
La sclerosi multipla di cui soffriva "dal 1999", informa l'Associazione Coscioni in una nota, "ha portato Cristian a soffrire dolori divenuti insopportabili e a dipendere totalmente dall'assistenza dei suoi caregiver: non poteva più camminare, era sottoposto a manovre di evacuazione manuale, aveva il catetere vescicale e soffriva di continue infezioni alle vie urinarie. Per questo, di fronte all'irreversibilità della malattia e al progressivo peggioramento delle sue condizioni, Cristian ha iniziato a informarsi, tramite l'Associazione Luca Coscioni, sui suoi diritti nel fine vita in Italia e, a febbraio scorso, ha chiesto alla sua azienda sanitaria la verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito in Italia".
"Il caso di Christian conferma la piena applicabilità della sentenza della Corte costituzionale in tutto il territorio nazionale, non solo in Toscana e Sardegna", dichiarano Marco Cappato e Filomena Gallo, tesoriere e segretaria nazionale dell'Associazione Coscioni. "Si conferma anche - aggiungono - che quando un'azienda sanitaria adempie con tempestività ai propri compiti, il paziente riesce ad evitare di dover subire una lunga agonia contro la propria volontà. Essendo però la situazione diversa da un'azienda sanitaria all'altra, in Lombardia, come nel resto d'Italia, è indispensabile che si approvino norme regionali che chiariscano le procedure da seguire, in modo da garantire quei 'tempi celeri' richiesti dalla Corte costituzionale, e che si informino i cittadini e i medici. Per questo, come Associazione Luca Coscioni proseguiamo anche in Lombardia la raccolta firme sulla legge regionale di iniziativa popolare 'Liberi subito' e continuiamo a fornire informazioni sui diritti nel fine vita tramite il nostro Numero bianco. La proposta 'Liberi subito' non introduce nuovi diritti - precisano i promotori - ma rende concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo procedure certe per la verifica dei requisiti; uniformità sul territorio regionale; trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie".
L'Associazione Coscioni ricorda che in Lombardia è in corso la raccolta firme a seguito del rifiuto, da parte del Consiglio regionale, di esaminare la precedente proposta di legge di iniziativa popolare. Nel novembre 2024, i consiglieri di maggioranza avevano infatti impedito la discussione del provvedimento mediante l'approvazione di una pregiudiziale di costituzionalità. Una posizione, rimarca l'ente, "successivamente superata dalla sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale, la quale ha chiarito che, nell'ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità e tempi con cui il Servizio sanitario garantisce l'effettivo accesso alla procedura, senza incidere su ambiti di competenza statale quali la materia penale o civile".

(Adnkronos) - Niente Instagram, TikTok, Whatsapp. Ma non solo, niente pagamenti tramite app, niente navigatore o fotografie. Oggi c'è chi rinuncia a usare lo smartphone per 24 ore. Una vera sfida in un momento storico in cui siamo abituati a colmare con il telefono qualsiasi momento di silenzio.
L'occasione è il 'Disconnect Day', la Giornata nazionale dedicata alla disconnessione consapevole e alla riscoperta delle relazioni umane, promossa dall'Associazione nazionale dipendenze tecnologiche, Gap e cyberbullismo (Di.Te). "Dopo le edizioni che negli ultimi anni hanno coinvolto migliaia di persone in diverse città italiane, il Disconnect Day torna con eventi, incontri, laboratori e momenti esperienziali pensati per famiglie, studenti, insegnanti, professionisti e cittadini di tutte le età.L'edizione 2026 si svolge a Foggia, presso l'università e il Parco Campi Diomedei, in collaborazione con il dipartimento Dipendenze Patologiche della Asl Foggia, il Dipartimento di Scienze sociali dell'università di Foggia, il Comune di Foggia e numerose realtà istituzionali e associative", si legge nella nota della Di.Te.
"Il Disconnect Day non è una manifestazione contro la tecnologia - precisano i promotori - E' una provocazione educativa e culturale che invita le persone a fermarsi, spegnere il rumore continuo delle notifiche e tornare a guardarsi negli occhi. Durante la giornata, i partecipanti raggiungeranno i 'Disconnect Point', dove inseriranno volontariamente il proprio smartphone in una busta opaca sigillata, mantenendolo con sé ma scegliendo consapevolmente di non utilizzarlo per tutta la durata dell'evento".
"Abbiamo riempito ogni silenzio con uno schermo - dichiara Giuseppe Lavenia, presidente dell'associazione Di.Te - ma il rischio è quello di perdere la capacità di stare davvero con noi stessi e con gli altri. Il Disconnect Day nasce per ricordarci che la connessione più importante resta quella umana".
L'iniziativa affronterà anche i temi della solitudine giovanile, dell'iperconnessione, del benessere digitale e della salute mentale, sempre più centrali nella vita di adolescenti e famiglie. Nel corso della giornata saranno presenti esperti, psicologi, educatori, studenti, artisti e testimonial che accompagneranno il pubblico in un’esperienza concreta di disconnessione e consapevolezza. "In un'epoca in cui lo smartphone rischia di occupare ogni spazio vuoto della giornata - conclude l'associazione - il Disconnect Day vuole lanciare una domanda semplice ma necessaria: siamo ancora capaci di stare insieme senza uno schermo in mezzo?".

(Adnkronos) - "Negli ultimi anni qualcosa si è mosso, ma manca ancora una vera visione strategica sulla salute mentale". Sergio Salvatore, presidente dell'Associazione italiana di psicologia (Aip), fotografa così il rapporto tra politica e psicologia in Italia. L'associazione conta oggi circa 2.500 iscritti: metà sono professori e ricercatori universitari, l'altra metà sono colleghe e colleghi all'inizio della carriera. Secondo Salvatore, "negli ultimi anni sono stati introdotti strumenti importanti, come il bonus psicologico, gli investimenti ministeriali sul benessere mentale, lo psicologo di base in alcune regioni e i nuovi servizi scolastici. Per quanto riguarda il mondo della ricerca, il Pnrr ha fornito una spinta importante. Non si può dire - spiega all'Adnkronos Salute - che non siano state messe risorse a disposizione della psicologia. Tuttavia, aggiunge, questi interventi restano privi di una progettualità strategica". Per il presidente dell'Aip, il problema è duplice: "Da un lato si tratta spesso di misure nate per rispondere all'emergenza e alla pressione sociale, dall'altro sono iniziative concentrate quasi esclusivamente sul disagio psicologico. Il rischio - osserva - è l''effetto soufflé': si interviene quando cresce la domanda di aiuto, ma appena cambiano le priorità politiche ed economiche le risorse si riducono". Salvatore cita, ad esempio, la possibilità che future manovre di bilancio possano spostare fondi verso altri settori, come la Difesa.
"Non bastano interventi spot: serve una politica strutturale sulla salute psicologica", ammonisce l'esperto. Che sull'intelligenza artificiale non ha dubbi: "Sta cambiando la mente umana, il modo in cui comunichiamo, lavoriamo e studiamo. Ma la psicologia italiana rischia di inseguire questo cambiamento anziché governarlo", avverte. Per Salvatore non si tratta semplicemente di un "cambiamento tecnologico o di nuove abitudini: siamo davanti a una trasformazione antropologica". La psicologia, fa notare, "studia da tempo il rapporto tra mente e strumenti cognitivi. I modi di funzionare della mente dipendono anche dagli strumenti che utilizziamo. In questo senso l'intelligenza artificiale modifica il funzionamento stesso della mente umana".
Il presidente Aip commenta anche i casi, sempre più discussi, di giovani che finiscono per isolarsi dal mondo reale preferendo relazioni mediate dall'Ai. "Il rischio esiste - ammette - Quando la società mette a disposizione nuovi dispositivi, questi vengono inevitabilmente utilizzati per soddisfare bisogni reali. In alcuni casi, l'uso dell'Ia può diventare una forma di rifugio dalle relazioni sociali tradizionali". Per Salvatore, però, il punto non è demonizzare la tecnologia, ma comprenderne gli effetti e governarli: "E' lo stesso dibattito che abbiamo affrontato con i social media e gli smartphone. Dobbiamo sviluppare nuove forme di socialità capaci di orientare anche l'uso dell’intelligenza artificiale". A preoccupare particolarmente gli psicologi è anche la possibilità che alcune funzioni di supporto e relazione vengano progressivamente sostituite da sistemi digitali basati sull'Ai: "Molte professioni dell'aiuto rischiano di essere messe in discussione da dispositivi tecnologici già oggi molto avanzati".
Un altro nodo riguarda il rapporto tra ricerca scientifica e società. Salvatore rivendica l'impegno dell’Associazione italiana di psicologia per evitare che il sapere psicologico resti chiuso nelle università. "Il nostro obiettivo è più psicologia nella società e più società nella psicologia - rimarca il presidente - Dobbiamo occuparci in modo rigoroso dei problemi reali e mettere a disposizione dei decisori politici e dei cittadini conoscenze scientifiche fondate".
Tra i rischi principali per il futuro della disciplina, l'esperto ne individua tre: "Concentrarsi solo sui sintomi del disagio senza affrontarne le cause profonde; perdere unità inseguendo una frammentazione crescente della domanda sociale; e infine chiudersi in logiche autoreferenziali accademiche, lontane dai bisogni concreti del Paese".
In conclusione, il presidente dell’Aip annuncia un appuntamento dedicato al rapporto tra psicologia e democrazia: "Il 24 luglio a Firenze si terrà la seconda Giornata nazionale della ricerca psicologica, dedicata al tema 'Soggettività e democrazia'. Un’occasione per mettere le conoscenze scientifiche a disposizione della cittadinanza e dei decisori pubblici".
(Adnkronos) - “Stiamo vivendo una trasformazione profonda dell’organizzazione del lavoro.
Il modello basato su controllo e presenza non è più sufficiente: oggi la sfida è lavorare per obiettivi, responsabilizzando le persone e valorizzandone il contributo. In questo contesto, i manager hanno un ruolo decisivo: sono chiamati a guidare il cambiamento, ripensare i modelli organizzativi e utilizzare innovazione tecnologica e intelligenza artificiale come strumenti al servizio delle persone. L’Ai, in particolare, può liberare tempo da attività a basso valore, migliorare i processi decisionali e consentire alle persone di concentrarsi su creatività, relazione e innovazione". Ad affermarlo, ad Adnkronos/Labitalia, Tommaso Saso, presidente di Manageritalia Lazio, Umbria e Sardegna.
"Questo approccio - spiega - non solo aumenta la produttività delle imprese, ma migliora anche il benessere organizzativo. Perché oggi competitività e qualità del lavoro devono andare nella stessa direzione. Questo è oggi necessario in assoluto, ma ancor più nelle pmi che si devono aprire all’ingresso di manager esterni alla famiglia dell’imprenditore, senza perdere il controllo ma per attuare una vera gestione manageriale e aumentare valore, produttività e capacità di innovare, competere ed evolversi”.
"Anche il ruolo delle parti sociali - prosegue - è chiamato a evolvere. La contrattazione collettiva non può limitarsi a regolare il lavoro esistente, ma deve accompagnarne la trasformazione. Oggi abbiamo bisogno di una contrattazione che favorisca organizzazioni più flessibili, lavoro per obiettivi, sviluppo delle competenze e utilizzo responsabile delle nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, è fondamentale garantire nuove tutele: non più solo legate al posto di lavoro, ma alla persona, alla sua occupabilità e alla qualità della sua vita professionale. In questo senso, sindacati e rappresentanze datoriali possono giocare un ruolo chiave nel costruire un modello di lavoro più moderno, inclusivo e sostenibile, capace di coniugare produttività e benessere”.
Per Tommaso Saso, "deve cambiare anche il modello culturale delle nostre imprese, soprattutto delle pmi con troppe microimprese (95,6%), pochissime grandi (0,1%) e poche piccole (3,7%) o medie (0,5%) e in generale sottomanagerializzate".
"Questo il quadro delle imprese inel Lazio, che non si discosta gran che - fa notare - da quello di Roma e dell’Italia e ci vede impreparati ad affrontare sfide complicate come la transizione energetica, quella digitale e una crisi internazionale che si fa sentire e incide sulla capacità di innovare e competere. Proprio il tema della crescita e, quindi, la managerializzazione delle Pmi sono alcuni dei temi a che abbiamo messo al centro dell’Assemblea di Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria che si e svolta lo scorso 7 maggio presso gli spazi del museo MAXXI di Roma".
"In quest’ottica di favorire una maggiore crescita, nei mesi passati, abbiamo collaborato con la Regione Lazio alla realizzazione del bando da 5milioni di euro che favorisce l’inserimento di figure manageriali proprio nelle pmi. Oggi esistono figure come il fractional manager, temporary manager, figure che collaborano con più realtà imprenditoriali e che possono accompagnare le pmi sino a una crescita che consenta loro di poter ampliare gli organici e inserire stabilmente una o un manager in grado di garantire quel salto di qualità che oggi significa prima di tutto sopravvivenza nei mercati diventati sempre più globale", conclude.

(Adnkronos) - Penélope Cruz ha raccontato di aver temuto di morire sul set de 'La bola negra', presentato in Concorso al 79esimo Festival di Cannes. L’attrice, che nel film interpreta una cantante di cabaret, ha spiegato in conferenza stampa di aver ricevuto una diagnosi allarmante da un medico, alla vigilia delle sue scene notturne, quelle in cui il suo personaggio si esibisce per i soldati.
"Stavo per entrare in scena, mi stavo mettendo la parrucca, quando qualcuno è venuto a dirmi: ‘A quanto pare hai un aneurisma cerebrale’", ha ricordato. "Ho pensato che stessi per morire. È stata un’esperienza totalmente surreale".
Un falso allarme. Il giorno successivo, dopo ulteriori controlli, il medico le ha confermato che poteva continuare a cantare e ballare. Cruz ha definito quel momento "un miracolo".

(Adnkronos) - Flavio Cobolli non ha ancora iniziato il suo Roland Garros, ma sta già dando spettacolo sui campi di Parigi. Il tennista azzurro, numero 12 del ranking Atp, si è divertito in allenamento sul Philippe Chatrier mettendo in bella mostra anche il suo talento nel calcio (ha giocato nelle giovanili della Roma). Come? Con una serie infinita di palleggi con la pallina da tennis, controllata in maniera magistrale sotto gli occhi dei tantissimi tifosi presenti, che hanno risposto con una pioggia di applausi.
Il video ha presto fatto il giro dei social e tanti appassionati hanno commentato anche con un po' di ironia: "Grande talento Flavio, poteva andare ai Mondiali. Sappiamo però com'è andata..." ha scritto un utente, in riferimento alla mancata qualificazione della Nazionale alla Coppa del Mondo.
Durante l'allenamento sul Philippe Chatrier, Flavio si è anche fermato per omaggiare Rafa Nadal, vincitore 14 volte del Roland Garros. L'azzurro ha toccato la targa celebrativa dello spagnolo in segno di rispetto, salutando poi il pubblico.

(Adnkronos) - "L'aderenza, sia nel trattamento sia nella prevenzione dell'infezione da Hiv, è fondamentale. Oggi abbiamo molti più strumenti sul fronte terapeutico e sappiamo che i farmaci moderni, in particolare gli inibitori dell'integrasi di ultima generazione, consentono una maggiore flessibilità. Entro certi limiti, anche se una persona non è perfettamente aderente, ad esempio salta una compressa o non rispetta l'orario, la replicazione virale resta comunque controllata. Tuttavia questa tolleranza funziona solo entro confini ben definiti: se lo stile di vita non garantisce continuità terapeutica, il rischio è perdere aderenza, nel tempo". Lo ha detto Silvia Nozza, professore associato di Malattie infettive all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, a Catania alla 18esima edizione di Icar - Italian Conference on Aids and Antiviral Research.
Sulla prevenzione pre-esposizione, l'infettivologa ricorda che "la PrEP funziona solo se prima dell'esposizione al virus c'è una concentrazione adeguata di farmaco e se viene assunta correttamente anche dopo. In caso contrario, il rischio di infezione persiste". In questo ambito, inoltre, "esistono differenze legate anche a fattori biologici: le donne, per esempio, sono più esposte se la PrEP orale non è assunta in modo rigoroso".
"La vera innovazione oggi - sottolinea Nozza - sono le terapie long acting, che non dipendono dalla persona. Parliamo di soluzioni altamente efficaci sia nel trattamento sia nella prevenzione, perché superano molte delle criticità legate agli stili di vita. Non solo, riducono anche stigma e autostigma: assumere una compressa ogni giorno può ricordare continuamente la condizione o il rischio, mentre una terapia iniettiva ogni 2 mesi cambia completamente la percezione. Sono però allo studio somministrazioni ogni 4 mesi. E' un cambiamento importante, perché consente alle persone di vivere la terapia in modo più libero e sostenibile, nel tempo".

(Adnkronos) - Gli acquisti Amazon, film visti e libri compresi. E' uno degli aspetti che la Procura di Pavia, i pubblici ministeri Giuliana Rizza e Stefano Civardi, ha delegato al Nucleo investigativo di Milano per tratteggiare "l'aspetto personologico dell'indagato ed acquisire elementi utili alle indagini" nei confronti di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sull'omicido di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.
La richiesta - uno degli atti allegati ai fascicoli dell'indagine - "alla società Amazon spa" riguardava l'acquisizione di "tutti gli indirizzi di consegna salvati o utilizzati; tutti i metodi di pagamento registrati; tutti gli acquisti effettuati dalla creazione dell'account completi di oggetto comprato, indirizzo di consegna e metodo di pagamento utilizzato; musica, libri e film consultati sui relativi account Prime".
Dopo contatti e solleciti, lo scorso luglio "pervenivano solo degli esiti parziali di quanto richiesto - scrivono i carabinieri -. Nello specifico la società, al fine di tutelare la privacy dei clienti, "ritiene i dati richiesti particolarmente sensibili in quanto attinenti la sfera personale dell'individuo e per questo non ha fornito i titoli dei libri acquistati, bensì solamente il genere letterario e i dati di pagamento e spedizione, esprimendo la necessità di un ordine di esibizione per rispondere in modo completo alla richiesta".

(Adnkronos) - "La copertura dei giorni di PrEP è significativamente maggiore nelle persone che assumono la long acting rispetto a chi usa la PrEP orale". Lo ha sottolineato Valentina Mazzotta, responsabile Uos Counseling test e profilassi dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, centro di riferimento regionale Hiv/Aids, alla 18esima edizione di Icar - Italian Conference on Aids and Antiviral Research che si chiude oggi a Catania, commentando i risultati dell'analisi della coorte italiana multicentrica PrIDE, che ha raccolto i dati sugli utilizzatori della profilassi pre-esposizione in Italia, sia nella formulazione orale sia in quella a rilascio prolungato.
"Il confronto tra i due gruppi - spiega Mazzotta - mostra differenze che aiutano a leggere anche le difficoltà di aderenza nella pratica quotidiana. Tra gli utenti long acting, ad esempio, risulta più rappresentata la componente femminile, che è maggiore rispetto alle donne che utilizzano una terapia orale". Per misurare l'aderenza, il team ha utilizzato la proporzione di giorni coperti dal farmaco (Pdc): "Nel long acting la copertura è più alta - evidenzia - Nel caso della PrEP orale, tra i predittori di scarsa aderenza emerge un possibile affaticamento nel tempo. Chi inizia (naïve) mostra un rischio minore, mentre le difficoltà possono aumentare con il proseguire dell’assunzione quotidiana".
"Se consideriamo le iniezioni di caboegravir, l'analisi delle somministrazioni 'in finestra' indica una percentuale on time del 92,7%, stabile nel tempo - riporta l'esperta - Le interruzioni totali sono 38 su 493 persone (7,7%): 3,2% stop definitivi e 4,5% switch alla PrEP orale. Le cause sono soprattutto logistiche o legate a scelte di vita, come ad esempio l'avvio di una relazione monogama, mentre le interruzioni connesse al farmaco sono 2,6%, con reazioni nel sito d'iniezione nell'1,4% dei casi, prevalentemente con dolore o noduli e pochi sintomi sistemici sotto l'1%. In real life la PrEP long acting è risultata fattibile, ben tollerata e può offrire una risposta concreta a chi fatica a mantenere l’aderenza alle compresse".

(Adnkronos) - Come garantire insieme accesso rapido alle cure innovative, sostenibilità dei sistemi sanitari e capacità di continuare a investire nella ricerca? È questa la domanda al centro del primo episodio del podcast Adnkronos “Equilibri e prospettive del sistema salute”.
Investimenti in ricerca e innovazione da una parte, prezzi dei farmaci dall’altra, oggi determinano il futuro della salute e la tenuta dei sistemi sanitari. Il confronto parte da qui, con l’obiettivo di leggere, in un contesto internazionale particolarmente dinamico, le tensioni tra la crescente velocità dell’innovazione terapeutica e la necessità di garantire accesso alle cure e sostenibilità della spesa pubblica.
Ospiti del vicedirettore di Adnkronos Fabio Insenga, i rappresentanti delle istituzioni e del settore: il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente di Farmindustria Marcello Cattani e il direttore dell’Ufficio Relazioni internazionali di AIFA Armando Magrelli.
Ascolta il podcast "Equilibri e prospettive del sistema salute" su tutte le piattaforme e su podcast.adnkronos.com (https://podcast.adnkronos.com/show/eu...)

(Adnkronos) - "Il controllo virologico non basta: l'esperienza terapeutica va guardata nel suo insieme". E' il messaggio lanciato da Davide Moschese, infettivologo dell'ospedale Luigi Sacco e ricercatore dell'università degli Studi di Milano, presentando alla 18esima edizione di Icar - Italian Conference on Aids and Antiviral Research, a Catania, l'analisi sulla sola popolazione italiana dello studio internazionale Positive Perspective 3, indagine globale trasversale condotta in 29 Paesi e realizzata con supporto non condizionante di ViiV Healthcare, che raccoglie esperienze, bisogni e sfide delle persone con Hiv. Dai dati emerge un disallineamento tra soppressione virologica e aderenza: "Il 93% dei partecipanti riferisce di avere la carica virale soppressa - spiega Moschese - ma circa il 42% segnala un’aderenza non ottimale. Le cause più frequenti sono: il salto intenzionale delle dosi (32%), la dimenticanza e il mancato rispetto delle modalità di assunzione, ciascuna in circa un terzo dei casi".
Dall'analisi "emerge che il problema dell'aderenza a una terapia cronica, che quindi si deve prendere tutti i giorni della vita, non è esclusivamente legato alle dimenticanze - osserva l'esperto - Non è solo una questione di memoria: c’è una stanchezza di lungo periodo e un peso quotidiano. In questo quadro, le terapie long acting con iniezioni a cadenza più lunga, ad esempio ogni 2 mesi, possono aiutare a migliorare la continuità terapeutica".

(Adnkronos) - Schiacciate dallo stigma, penalizzate nelle opportunità di prevenzione. Per le donne l'Hiv ha un impatto più pesante, indica un focus al 18esimo Congresso Icar (Italian Conference on Aids and Antiviral Research) che si chiude oggi a Catania, un approfondimento dedicato agli ostacoli che ancora oggi deve affrontare la popolazione femminiale che convive con il virus dell'Aids.
Nel 2024 in Italia le nuove diagnosi di Hiv riguardano uomini nel 79% dei casi, mentre le donne rappresentano il 20,8%, riporta una nota dal meeting. L'età mediana alla diagnosi continua a crescere e si attesta a 41 anni per i maschi e 40 anni per le femmine, confermando un progressivo spostamento dell'infezione verso fasce d'età più adulte rispetto al passato. Secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, questo cambiamento riflette una trasformazione del profilo epidemiologico: l'Hiv non riguarda più prevalentemente i giovani, ma coinvolge sempre più persone di mezza età, con la fascia 30-39 anni che resta comunque la più rappresentata, con un'incidenza di 10 casi ogni 100.000 residenti. Anche se i numeri mostrano una minor presenza femminile nelle nuove diagnosi, il peso sociale della malattia colpisce in modo sproporzionato proprio le donne. "Il Congresso Icar riserva un'attenzione specifica alle popolazioni vulnerabili, analizzando le peculiarità biologiche, cliniche e sociali dell'infezione nelle donne e promuovendo percorsi di prevenzione e aderenza su misura per gli adolescenti, attraverso linguaggi innovativi e il coinvolgimento diretto del mondo scolastico", afferma Giuseppe Nunnari, co-presidente del summit, professore ordinario di Malattie Infettive all'università di Catania e presidente Sicilia della Simit (Società Italiana di malattie infettive e tropicali).
"Nonostante oggi U=U, è ancora difficile vivere serenamente con l'Hiv a causa dello stigma, soprattutto per le donne e specie per coloro che vivono in condizioni socio-economiche svantaggiate - sottolinea Ilenia Pennini, co-presidente del Congresso Icar e responsabile Salute Arcigay nazionale - Per loro non mancano conseguenze sulla vita sociale. Non di rado poi la diagnosi arriva in età fertile durante un percorso di ricerca di gravidanza, un momento in cui il test per Hiv viene generalmente proposto. La scoperta di essere persone che vivono con Hiv può portarle a rinunciare al desiderio di maternità. Questo nonostante la trasmissione materno-fetale sia ormai praticamente azzerata laddove la diagnosi è nota e gestita".
Sul fronte della prevenzione, resta evidente un forte squilibrio di genere nell'accesso alla pofilassi pre-esposizione. "In Italia la diffusione della PrEP presenta una distribuzione 'a macchia di leopardo', con regioni in cui il tema è molto sentito e altre in cui lo è meno - evidenzia Antonella Castagna, presidente Icar e direttore della Clinica di Malattie infettive dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano - La maggior parte delle persone che richiedono la PrEP è costituita da uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e rappresentano oltre il 90% delle richieste. Le donne, invece, costituiscono una percentuale molto ridotta, evidenziando la necessità di un approccio multidisciplinare che integri maggiormente la prevenzione dell'Hiv nei percorsi di salute femminile".
Un ritardo che, secondo gli esperti, è anche culturale e sanitario. "La prevenzione al femminile è spesso associata alla sola contraccezione, come se fossero ambiti separati, mentre anticoncezionali e PrEP dovrebbero essere considerati parte dello stesso percorso di tutela della salute - precisa Pennini - Se l'uso della contraccezione è stato progressivamente normalizzato, lo stesso non è ancora avvenuto per la prevenzione dell'Hiv. Per arrivare all''obiettivo zero' dell'Organizzazione mondiale della sanità è necessario utilizzare tutti gli strumenti disponibili. E in questo senso il ruolo dei ginecologi appare limitato: non sono molti coloro che associano alla contraccezione il consiglio della PrEP".
Resta inoltre un nodo cruciale legato alla diagnosi tardiva: "Il test per Hiv dovrebbe essere effettuato con regolarità, indipendentemente dal numero di partner, mentre molte diagnosi tardive derivano dal fatto che alcune persone non hanno mai fatto un test nella vita. Esiste anche una responsabilità da parte di chi, pur osservando sintomi, non propone il test per pregiudizio. Ma il virus non conosce la morale", conclude Pennini.
Gli yacht di lusso da Tangeri alla Sardegna. Anche in vista della
trasformazione del porto storico di Cagliari che entro qualche anno
sposterà traffici commerciali e passeggeri al porto Canale. Questa
mattina, nello stand allestito insieme alla Cagliari Free Zone nel
Race Village della regata preliminare dell'America'S Cup,
l'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna e la Società di
Gestione del Porto di Tanger Ville hanno presentato il Memorandum
of Understanding, accordo firmato dal presidente dell'AdSP,
Domenico Bagalà, e dal presidente del porto di Tanger Ville, M.
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Un gesto di vicinanza, solidarietà e attenzione verso i più piccoli
ricoverati nel reparto di Pediatria dell'Azienda ospedaliero
universitaria di Sassari. La Polizia di Stato ha consegnato giochi
e doni alle bambine e ai bambini ricoverati, regalando momenti di
serenità alle famiglie e al personale sanitario.
La battaglia sulla proroga del Pnrr per evitare di perdere risorse
"è una battaglia importante per i Comuni". Lo ha sottolineato il
sindaco di Cagliari Massimo Zedda parlando con i giornalisti a
margine dell'incontro nella sede della città metropolitana di
Cagliari con i sindaci dell'Anci regionale, insieme al presidente
nazionale Gaetano Manfredi. "L'elemento è dare continuità, perché
poi noi abbiamo un serio problema, a differenza di altri nostri
colleghi di altre parti d'Europa - ha aggiunto Zedda -, facciamo
opere e poi non ci viene garantito sul fronte della parte corrente,
la possibilità di mantenerle, e quindi è un rischio anch'esso di
poter avere opere che però poi non riescono a determinare quello
sviluppo previsto dalla progettazione precedente, in termini di
gestione, di manutenzione futura".
Per Zedda il governo dovrebbe
"tenerne conto, perché nonostante le polemiche, il quadro nazionale
ci dice che l'indebitamento totale dei comuni d'Italia ammonta a 7
miliardi e qualcosa - chiarisce -. L'indebitamento totale del
resto, tolti i comuni, è di 3.100 miliardi e qualcosa. Ora,
concentrarci sempre sistematicamente sullo zero virgola, e tagliare
il 6% della spesa totale, è un buco nell'acqua, perché così si sta
addirittura intervenendo su coloro che erogano i servizi principali
invece di dare aiuto e sostegno ai comuni".
(Adnkronos) - C’è tempo fino al 30 giugno per candidarsi al Premio giornalistico Tg Poste, iniziativa promossa da Poste Italiane per scoprire e valorizzare giovani talenti del mondo dell’informazione che sappiano raccontare le notizie in modo originale e con un linguaggio diretto e innovativo. A scegliere il vincitore del Premio Tg Poste 2026 sarà la giuria di eccellenza, formata dai direttori delle più importanti testate giornalistiche italiane, nazionali e locali. Il premio è aperto agli under 35 iscritti all’Ordine dei giornalisti o praticanti nelle scuole di giornalismo riconosciute dall’Odg. Il primo classificato riceverà una borsa di studio per frequentare un corso di alta formazione giornalistica all’estero e avrà l’opportunità di vivere un’esperienza professionale nella Comunicazione di Poste Italiane. Le candidature dovranno essere inviate al sito dedicato, all’indirizzo premiotgposte.posteitaliane.it. (VIDEO)
I partecipanti dovranno realizzare un breve video di presentazione e un servizio giornalistico inedito per carta stampata o testate web; un servizio televisivo o un contenuto informativo video per i social media che - ispirandosi a fatti di cronaca e attualità - tratti argomenti attinenti ai principali settori nei quali opera Poste Italiane: innovazione, trasformazione digitale; economia sostenibile, territori, progetto Polis; corrispondenza, pacchi, e-commerce.
Tg Poste, il telegiornale di Poste Italiane, è visibile negli uffici postali e sui siti web dell’azienda, e va in onda ogni giorno in diretta alle 12 aprendo una finestra sul mondo per offrire una panoramica sui più importanti fatti dell’attualità economica, politica e culturale italiana e internazionale, approfonditi grazie al contributo di esperti e firme del giornalismo, proponendo in ciascuna edizione focus tematici sulle iniziative e sul business della più grande azienda italiana.
(Adnkronos) - Pep Guardiola lascia il Manchester City a fine stagione. L'addio del manager catalano è ufficiale. Guardiola, 55 anni, lascia i citizens dopo 10 stagioni in cui ha vinto, tra l'altro, 6 Premier League e una Champions League. Il divorzio si consuma con un anno d'anticipo rispetto alla scadenza del contratto. Guardiola si congederà domani, con il match casalingo contro l'Aston Villa nell'ultima giornata di Premier, con l'Arsenal già campione d'Inghilterra.
"Non chiedetemi i motivi per cui me ne vado", ha detto Guardiola. "Non c'è una ragione, ma dentro di me so che è il momento giusto. Niente è eterno. Se lo fosse, resterei qui. E' eterno il sentimento, la gente, i ricordi, l'amore che ho per il mio Manchester City", ha aggiunto. Il nuovo manager del City sarà con ogni probabilità Enzo Maresca.

(Adnkronos) - Vittoria di Rai1 nel prime time di ieri sera, giovedì 21 maggio, con 'Un futuro aprile' che ha ottenuto 2.219.000 telespettatori e il 14,4% di share. Secondo gradino del podio per Canale 5 con il programma 'Forbidden Fruit' che è stato visto da 1.973.000 telespettatori pari a uno share del 14,3%. Terzo posto per 'Ore 14 Sera' visto da 1.141.000 telespettatori (share del 9%).
Fuori dal podio su Italia1 'Sarabanda Celebrity'ha interessato 937.000 telespettatori (share del 6,9%) mentre su La7 'Piazzapulita' ha conquistato 890.000 telespettatori (share del 7%). Su Rai3 'Splendida Appendice' ha registrato 877.000 telespettatori arrivando a uno share del 5,9% e su Retequattro 'Dritto e Rovescio' è stato seguito da 787.000 telespettatori (share del 6,5%). Sul Nove 'Comedy Match' ha realizzato 704.000 telespettatori (share del 4,4%) mentre su Tv8 'Spectre' è stato visto da 368.000 telespettatori (share del 2,6%).
Nell'access prime time sulla rete ammiraglia della Rai 'Cinque Minuti' ha interessato 3.632.000 telespettatori (share del 20,5%) e 'Affari Tuoi' è stato seguito, invece, da 4.566.000 telespettatori (share del 24%). Su Canale5 'La Ruota della Fortuna' ha raggiunto 4.654.000 telespettatori (share del 24,4%).

(Adnkronos) - Un duetto che unisce per la prima volta due delle voci più solari del pop italiano, di generazioni diverse. Arriva oggi 22 maggio 'Buon Vento' di Jovanotti e Alfa, un singolo che si candida ad accompagnare l'estate italiana con grande ritmo e che celebra partenze, cambi di rotta e libertà. Un incontro artistico che ha radici lontane, visto che il primo concerto della vita di Alfa, a cinque anni, fu proprio un live di Jovanotti. Vent’anni dopo, quel bambino sale idealmente sullo stesso ponte di comando del suo 'capitano'.
L’idea nasce da un provino che Jovanotti invia ad Alfa chiedendogli se quella musica gli suggerisse qualcosa da aggiungere. La risposta è immediata: immagini, frasi, suggestioni che diventano la base del testo del brano. Una volta definita la struttura, Alfa raggiunge Lorenzo al Karakorum Studio di Cortona, dove la canzone prende forma definitiva.
Per Alfa, la collaborazione ha un valore emotivo profondo: “Per me ‘Buon Vento’ è una di quelle cose che fai fatica a spiegare senza emozionarti. Jovanotti è il mio artista preferito da sempre: il primo concerto che ho visto nella mia vita era il suo al palazzetto di Genova. Quindi ritrovarmi oggi a cantare insieme a lui è una di quelle cose che da bambino non avrei nemmeno avuto il coraggio di immaginare”. Il brano, racconta, nasce da un immaginario genovese fatto di mare, porto, partenze e salsedine: “Il mare è la grande metafora della canzone. Non è solo un paesaggio, è la vita, è il viaggio”.
Jovanotti, che negli ultimi anni ha intrecciato il proprio percorso con artisti diversissimi - da Gianni Morandi a Gigi D’Alessio, da Khaled a Frankie hi‑nr‑g - racconta così l’incontro con Alfa: “All’inizio ero disorientato da questo nuovo mondo, poi l’ho abbracciato e mi piace starci dentro, condividere la scrittura delle canzoni con altri. Alfa mi colpì ai suoi esordi quando ancora non aveva neanche un contratto discografico: lo avevo scoperto scrollando TikTok, questo ragazzino con la chitarra che sentivo chiaramente aver fame di musica”. E chiude con un augurio che è anche il cuore del brano: “Il ‘nuovo mondo’, in fondo, è sempre da scoprire, non si finisce mai, quindi… Buon vento!”.
C'è da scommettere che il brano si candiderà a diventare uno dei tormentoni dell'estate 2026 e che diventerà uno dei momenti più cantati dei prossimi Jova Summer Party.

(Adnkronos) - La Roma di Gian Piero Gasperini è a 90 minuti dal possibile ritorno in Champions League. L'ultima volta che i giallorossi hanno giocato la Coppa dalle grandi orecchie è stata la stagione 2018/2019 e ora può interrompere un digiuno lungo sette anni. Una qualificazione che permetterebbe ai Friedkin di incassare oltre 40 milioni di euro, soldi utili per le casse del club. Domenica a Verona Malen e compagni non possono sbagliare. Ne sono convinti quattro ex romanisti interpellati dall'Adnkronos: Marco Amelia, Diego Perotti, Alessio Cerci e Vincent Candela che hanno parlato di presente e futuro con il desiderio di vedere ancora calcare il prato dello stadio Olimpico, Paulo Dybala.
"La Roma ha espresso un buon calcio ma può fare meglio. Per il gioco di Gasperini sono molto importanti gli esterni d'attacco e spero ci porti qualcuno che salta l'uomo, per esprimere meglio il suo gioco. Gasperini porta la palla negli ultimi 30 metri e poi c'è bisogno di spunto e tecnica per fare gol. Dybala? Io spero rimanga, perché domenica scorsa sono stato allo stadio e quando ha la palla lui, accende la luce. Dybala è il fuoriclasse della Roma e anche se ha problemi fisici, meglio 10 partite con Dybala che 40 con altri giocatori", ha detto Alessio Cerci. "El Shaarawy? Di Stephan si può parlare solamente bene, io l'ho avuto al Milan come compagno di squadra, è un ragazzo straordinario, umile, mai una parola fuori posto sempre con l'atteggiamento giusto, e bisogna ripartire da questi profili, perché il calcio ha bisogno di giocatori e uomini come lui. Si vedono ora ragazzini poco umili e poi da 12 anni non andiamo al Mondiale. Mancini e Cristante? Sono due ragazzi, due calciatori da cui ripartire. Danno sempre tutto in campo, lo hanno dimostrato anche quest'anno, poi decideranno il tecnico e la società", ha aggiunto l'ex attaccante giallorosso che sulla corsa Champions è convinto: "è tutta nelle nostre mani, io credo che in Champions, oltre a Inter e Napoli, andranno Roma e Milan, hanno due partite abbordabili, non credo che si lasceranno sfuggire una opportunità così grande, le motivazioni sono diverse, quindi si va a Verona a vincere".
Dello stesso avviso anche Diego Perotti. "Sicuramente la Roma deve partire l'anno prossimo da Gasperini e da giocatori che ho ritenuto sempre fortissimi, come Dybala e Soulè su tutti ma anche Svilar, Cristante, Pellegrini, Mancini, Ndika, Malen. Per me la Roma è una squadra solida che ha fatto un po' di fatica all'inizio della stagioe ma con il cambio di allenatore queste cose succedono, ma se ad un allenatore come Gasperini gli dai sostegno, con la tifoseria che ha alle spalle, per me la Roma può ambire a molto di più della qualificazione alla Champions. Dybala dovrebbe rimanere? Dipendesse da me gli farei il contratto subito", ha aggiunto netto l'argentino.
Anche l'ex portiere Marco Amelia ha visto una buona squadra. "La Roma la vedo bene, è stata molto brava a rimanere li e sfruttare i passi falsi delle altre squadre. La Juventus nell'ultima partita ha buttato via gran parte della qualificazione in Champions, ma la Roma sta costruendo un percorso".
Una buona squadra quella di Gasperini anche per Vincent Candela. "E' andata bene nella prima parte del campionato, poi tanti giocatori si sono fatti male, ma abbiamo resistito e siamo rimasti in alto, poi è arrivato anche Malen, che è un fenomeno, e sta facendo benissimo. Ora dipenderà da noi, da mister Gasperini e dai giocatori, perchè siamo passati davanti alla Juventus e al Como e manca ora solo una partita. Quindi andiamo a Verona dove dobbiamo vincere per conquistare la Champions League dopo 7 anni. Comunque i complimenti vanno già fatti perchè questo non era un campionato semplice".
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