
(Adnkronos) - “Gli Stati Uniti sono da sempre il nostro mercato di sbocco principale per le aziende del territorio di Assolombarda: vale 8 miliardi di export. Il Future Leader Program permette di avere un'esperienza concreta all'interno delle nostre imprese”. Con queste dichiarazioni, Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, è intervenuto nel corso della presentazione del primo Knowledge Center di Knowhow.org, la piattaforma educativa globale che integra formazione accademica, esperienza nelle imprese e immersione culturale, con l'obiettivo di formare la prossima generazione di leader. La prima sede permanente della piattaforma, è situata nell'Edificio Spark 3 nel quartiere in rigenerazione di Santa Giulia a Milano.
“Gli Stati Uniti conoscono il bello e ben fatto del Made in Italy nei nostri prodotti, conoscono i nostri imprenditori e i nostri professionisti, che hanno studiato e che lavorano negli Stati Uniti - spiega Biffi - ma pochi americani, al di fuori del perimetro delle multinazionali, lavorano e vivono l'esperienza della nostra Pmi”.
“Questa, pertanto, è una grande opportunità per avvicinare mondi e culture diverse, far crescere le nostre Pmi per arrivare direttamente sul mercato americano e non solo nella filiera delle grandi aziende che esportano e per fare in modo che la cultura americana permei il modello di business italiano e il modello e la cultura italiana permeino l'esperienza che vivranno qui i giovani studenti, che saranno i nostri migliori ambasciatori per sviluppare il Made in Italy negli Stati Uniti”, conclude.

(Adnkronos) - Oggi in Italia per 15.500 donne con tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2 negativo è necessaria la biopsia liquida per selezionare le terapie più efficaci. Però solo la metà delle pazienti riesce ad accedere a questo esame, a causa di reti diagnostiche ancora fragili e una frammentazione regionale. "Per garantire l'esame in modo uniforme su tutto il territorio è necessario destinare 15 milioni di euro ricavandoli dal fondo di 238 milioni per il potenziamento della sanità inseriti nella legge di Bilancio 2026. Il finanziamento della biopsia liquida per la ricerca delle mutazioni di Esr1 è già previsto dal provvedimento legislativo dallo scorso dicembre. Vanno subito sbloccate le risorse economiche e il test deve uscire dai laboratori di ricerca per diventare un'opportunità concreta offerta dal Servizio sanitario nazionale". E' l'appello della comunità oncologica e delle associazioni dei pazienti, lanciato oggi a Milano in un incontro con la stampa per fare il punto sulla medicina di precisione nella cura della neoplasia più frequente in Italia.
"Ogni anno nel nostro Paese più di 53mila donne si ammalano di tumore del seno - spiega Giuseppe Curigliano, presidente eletto dell'European Society for Medical Oncology (Esmo) e professore Dipo-Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell'università Statale di Milano - Con l'approvazione di nuove terapie orali è cambiata radicalmente la gestione dei casi metastatici positivi per i recettori degli estrogeni (Ee) e negativi per Her2. Le mutazioni di Esr1 sono il principale meccanismo di resistenza acquisita alla terapia ormonale. Individuarle, dopo una progressione di malattia metastatica, significa offrire una possibilità concreta di accedere a un trattamento efficace che consenta anche di mantenere una buona qualità di vita. Grazie alla terapia mirata, identificata a seguito di una mutazione genomica, la sopravvivenza libera da progressione può aumentare del 45%. E' un vantaggio clinico senza precedenti in questa linea di trattamento, che non possiamo negare alle pazienti".
"In legge di Bilancio, con un emendamento a mia prima firma abbiamo previsto le risorse necessarie per sostenere l'accesso alla biopsia liquida nell'ambito dei percorsi di oncologia di precisione - afferma Elena Murelli, senatrice della Commissione Sanità, Lavoro e Affari sociali - E' ora necessario completare rapidamente il percorso attuativo, affinché le risorse stanziate siano effettivamente disponibili e traducibili in un accesso uniforme al test su tutto il territorio nazionale. La biopsia liquida per la ricerca delle mutazioni di Esr1 rappresenta uno strumento clinicamente rilevante per orientare in modo appropriato le scelte terapeutiche, migliorando l'efficacia dei trattamenti e contribuendo a una gestione più efficiente delle risorse sanitarie nonché tutelare la vita dei pazienti. Per questo prosegue il confronto con il ministero della Salute, con l'obiettivo di garantire la piena operatività delle misure previste e assicurare alle pazienti un accesso equo e tempestivo a questa innovazione diagnostica".
Per le pazienti con cancro metastatico "i progressi scientifici hanno portato a un significativo aumento della sopravvivenza - sottolinea Massimo Di Maio, presidente nazionale Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) - La personalizzazione delle terapie consente ora alle pazienti metastatiche che progrediscono al trattamento di prima linea di ottenere risultati impensabili fino a pochi anni fa. Come società scientifica, riteniamo prioritario garantire l'equità di accesso alle cure sull'intero territorio nazionale. E' fondamentale ridurre il tempo tra la rimborsabilità di un nuovo trattamento mirato e l'ingresso nei Livelli essenziali di assistenza del relativo test genomico. Solo così - avverte - l'oncologia di precisione può diventare una realtà per tutti i pazienti. La scelta del trattamento deve tenere sempre più in considerazione anche le possibili insorgenze di meccanismi di resistenza, oltre che le caratteristiche biologico-molecolari del singolo tumore".
"Attraverso un esame non invasivo e ripetibile nel corso del tempo siamo in grado di ricercare alcune alterazioni molecolari a carico di biomarcatori predittivi di risposta ai trattamenti", illustra Umberto Malapelle, coordinatore del Gruppo di patologia molecolare e medicina di precisione della Siapec (Società italiana di anatomia patologica e citologia diagnostica) e presidente della International Society of Liquid Biopsy. "Le tecnologie richieste per queste analisi sono la Ngs e la dPcr. Il problema non è solo 'come' eseguire il test, ma soprattutto 'dove' e 'quando' - osserva - Esperienza e infrastrutture sono elementi chiave nel settore della patologia molecolare, e vanno tenuti in considerazione per la selezione dei laboratori che devono supportare questa tipologia di test. I 15 milioni del fondo serviranno anche a costruire questa infrastruttura diagnostica interna al Servizio sanitario nazionale, senza la quale la biopsia liquida rischia di restare un'occasione mancata".
"Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un profondo cambiamento nel trattamento del carcinoma mammario metastatico - conclude Antonella Campana, presidente di Fondazione IncontraDonna - Oggi però è fondamentale fare un passo ulteriore: garantire un accesso equo e tempestivo all'innovazione. Le pazienti non possono essere costrette a percorrere centinaia di chilometri per eseguire un test che può orientare la scelta terapeutica. E' necessario che i laboratori si coordinino o che tutte le Regioni approvino al più presto il codice tariffario. La ricerca delle mutazioni di Esr1 riguarda decine di migliaia di donne. Non è accettabile non poter beneficiare di una terapia mirata, efficace e che consente una buona qualità di vita, perché il test non è disponibile nel proprio centro oncologico".

(Adnkronos) - Dopo il caso del 31enne Salim El Koudri, che sabato pomeriggio con la sua auto ha falciato e ferito in modo grave sette passanti in pieno centro a Modena, si riapre lo scontro politico sul tema della cittadinanza e sulla possibilità di revocarla a chi commette reati gravi. A quanto si apprende da fonti qualificate, l'uomo, che ha anche la cittadinanza marocchina, ha avuto diritto alla cittadinanza italiana sulla base dell'articolo 14 delle legge 91/1992 in quanto "minore convivente con genitore che diventa cittadino italiano" e, in questo caso, la normativa vigente non permette la revoca della cittadinanza italiana.
Da minorenne l'uomo ha avuto diritto alla cittadinanza italiana sulla base dell'articolo 14 delle legge 91/1992 secondo cui "i figli minori di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana, se convivono con esso, acquistano la cittadinanza italiana, ma, divenuti maggiorenni, possono rinunciarvi, se in possesso di altra cittadinanza".
La legge prevede la revoca della cittadinanza italiana - a chi non ha soltanto quella visto che un cittadino non puo’ essere reso apolide - ma solo in casi specifici. Tra questi ultimi non rientra chi, come appunto il 31enne, l’ha acquisita sulla base dell’articolo 14 delle legge 91/1992 quando era minore costantemente convivente con genitore diventato cittadino italiano.
"Non è possibile revocargli la cittadinanza", conferma all'Adnkronos il professore Paolo Morozzo Della Rocca, ordinario di Diritto Privato all'Università per Stranieri di Perugia. "Il caso non rientra peraltro nell'ipotesi di reati di terrorismo e poi comunque se il suo modo di acquisto della cittadinanza è sulla base dell'articolo 14 della legge, non è tra quelli indicati nell'articolo 10 bis (per la possibilità di revoca ndr)".
Della Rocca ricorda che negli anni passati "anche a seguito della guerra dello Stato islamico e del fenomeno dei cosiddetti foreign fighters, in diversi Paesi europei e anche in Italia, fu prevista la revoca della cittadinanza in casi particolari". Infatti "in altri Paesi ci fu il problema di gestire ex combattenti con doppia nazionalità", continua l'esperto ricordando che però in Italia il fenomeno non ebbe la stessa diffusione. In ogni caso la vicenda di Modena "non c'entra nulla", sottolinea.

(Adnkronos) - Un settore in piena evoluzione, capace di unire performance, accessibilità e consapevolezza, attraversando il mondo fitness e quello olistico con linguaggi sempre più contaminati. Raccontano questa trasformazione le novità di RiminiWellness 2026, in programma dal 28 al 31 maggio alla Fiera di Rimini e sulla Riviera. Per la sua ventesima edizione, la manifestazione internazionale organizzata da Italian Exhibition Group, osservatorio privilegiato sui nuovi trend del wellness contemporaneo, amplia il proprio ecosistema di eventi, discipline e format.
L’allenamento contemporaneo diventa un’esperienza completa, tecnica e coinvolgente. Ne è esempio il debutto del Barre Training Evolution, presentato da Fif-Federazione Italiana Fitness, che rilegge il lavoro alla sbarra integrando Pilates, functional training e Reformer. Un sistema fluido incentrato su controllo, postura, stabilità, capace di adattarsi a diversi livelli, ampliando le possibilità per i professionisti del settore. Nella stessa direzione, BodyPump Heavy di Les Mills, tra i lanci più attesi dell’edizione 2026. Il format evolve verso un lavoro più intenso, con carichi maggiori e un focus mirato su forza e ipertrofia, mantenendo però l’energia e la dimensione collettiva che hanno reso iconico il programma. Anche il mondo della dance fitness si rinnova con Zumba + Lift, la nuova proposta firmata Beto Perez che alterna sequenze cardio e lavoro con i pesi, per un allenamento completo tra divertimento e costruzione muscolare in un’unica esperienza ritmata.
Tra le tendenze emerge la riscoperta del movimento naturale, rielaborato in chiave tecnica e strutturata. Striding Walking Workout e Working Program trasformano la camminata in un allenamento completo, costruito su ritmo, coordinazione e lavoro muscolare. Il gesto più semplice diventa così uno strumento efficace per migliorare resistenza, tonicità e postura, mantenendo un impatto sostenibile. Una ricerca di efficacia a basso impatto che si estende all’acqua, dove debutta il Water Cross. Il protocollo porta il functional training in piscina e sfrutta la resistenza naturale dell’acqua per intensificare il lavoro muscolare e cardiovascolare, riducendo al tempo stesso lo stress sulle articolazioni.
RiminiWellness 2026 rafforza anche il suo ruolo di riferimento per le grandi community del fitness, sempre più centrali nell’evoluzione del settore. Tra le novità, il debutto della Gdmi 1978, con un intero padiglione dedicato. Con oltre 70.000 iscritti e più di 600 centri attivi, si afferma oggi come la realtà sportiva con il maggior numero di tesserati in Italia e in Europa, grazie a un metodo che punta su allenamento a corpo libero e preparazione atletica adattiva e progressiva.
RiminiWellness continua a essere il palcoscenico dei grandi eventi legati al functional training e al CrossFit. Hyrox torna per il quarto anno, con un’edizione che si preannuncia come la più imponente: quattro giorni di gare e migliaia di atleti coinvolti in un format internazionale che mette alla prova resistenza, forza e strategia. Italian Showdown conferma il proprio ruolo di riferimento per la community CrossFit. Dopo il successo della decima edizione, che ha registrato il tutto esaurito e una partecipazione internazionale, nel 2026 porta nuove modalità di gara, tra cui la divisione in coppia, che aggiunge una dimensione ancora più collaborativa e strategica alla competizione.
Il mondo olistico e una visione sempre più sistemica dell’organismo. In questa direzione si inserisce il Cranial Reset & Longevity Touch un nuovo un protocollo neuro-connettivale che agisce sulla struttura cranica per attivare un rilascio miofasciale profondo e processi rigenerativi. La ricerca sul movimento consapevole si sviluppa anche attraverso nuovi strumenti e metodologie come Infinity Bands, disciplina che usa elastici tessili come input sensoriali per il sistema nervoso, migliorando coordinazione, stabilità e organizzazione del gesto.
La Symmetrical Gymnastics interviene invece sulle asimmetrie corporee attraverso sequenze ritmiche che coinvolgono entrambi gli emisferi cerebrali, favorendo un riequilibrio tra postura, movimento e percezione. Healing Hands propone un’esperienza immersiva dedicata al massaggio professionale: tecniche orientali e occidentali si incontrano in un approccio pratico e partecipativo che mette al centro il contatto, l’ascolto e la personalizzazione del trattamento.

(Adnkronos) - "Il salmone ha avuto un'evoluzione quantitativa per quanto riguarda la ristorazione in Italia, aumentando la quota e la presenza presso i menù disponibili fuori casa. Una spinta importante è data dal salmone consumato come sushi, quindi dal salmone crudo, che ha sempre attratto la curiosità dei consumatori su quella parte di esperienziale etnica, ovvero l’attitudine dei consumatori italiani a consumare fuori casa ciò che non si riesce a consumare in casa. Questo sicuramente è stato da traino per il consumo fuori casa, insieme al mondo del delivery, che si accompagna al mondo del sushi”. Lo ha detto Matteo Figura, Direttore Foodservice di Circana Italia, all’edizione 2026 del Seafood Seminar, il congresso annuale organizzato dal Norwegian Seafood Council, che ha riunito a Milano, durante la fiera internazionale Tutto Food, i principali operatori e stakeholder della filiera ittica italiana e norvegesi.
Nel corso dell’evento sono stati presentati dati e analisi realizzati insieme ai partner di ricerca del Norwegian Seafood Council, offrendo una panoramica sull’evoluzione dei consumi ittici in Italia, con particolare attenzione a salmone norvegese, baccalà e stoccafisso. “Il sushi è un prodotto che viene consumato fuori casa in diverse ricettazioni. Abbiamo citato il tema del sushi, però ci sono anche, in tempi recenti, delle evoluzioni più innovative, come tutto il mondo del Poke, per esempio, che è un concetto che si sposa molto bene con alcune caratteristiche dei trend che i consumatori cercano fuori casa, come quelle legate alla salute, all'accessibilità e alla convenience. Questo sicuramente ha delle caratteristiche intrinseche che trova il favore dei consumatori fuori casa”, conclude.

(Adnkronos) - “L’industria norvegese è piuttosto giovane. Ha solo 50 anni e c’è stato un rapido sviluppo dell’innovazione. Abbiamo innovazioni nei vaccini, che hanno migliorato il benessere e la salute dei pesci nel tempo. Abbiamo anche assistito a un rapido sviluppo nella genetica e nell’allevamento, che hanno migliorato l’alimentazione, portando a una produzione di salmoni più sostenibile”. Così Magnus Åsli, director of Quality and Sustainability di Cermaq Norway, illustrando le principali innovazioni nell’acquacoltura norvegese nel contesto dell’edizione 2026 del Seafood Seminar, il congresso annuale organizzato dal Norwegian Seafood Council, che ha riunito a Milano, durante la fiera internazionale Tutto Food, i principali operatori e stakeholder della filiera ittica italiana e norvegesi. Nel corso dell’evento sono stati presentati dati e analisi realizzati insieme ai partner di ricerca del Norwegian Seafood Council, offrendo una panoramica sull’evoluzione dei consumi ittici in Italia, con particolare attenzione a salmone norvegese, baccalà e stoccafisso.
“Inoltre, ora stiamo assistendo a un rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale. Utilizziamo dati per monitorare il benessere dei nostri salmoni in tempo reale - spiega Åsli - Monitoriamo anche fattori ambientali come l’ossigeno e la temperatura dell’acqua, oltre a ciò che accade intorno alle gabbie, così da poter intervenire immediatamente se necessario”.
“La qualità del salmone inizia dal mare. Se hai un salmone ‘felice’, allora ottieni anche un prodotto finale di buona qualità. Nella parte settentrionale della Norvegia, dove alleviamo i salmoni, siamo fortunati ad avere basse temperature dell’acqua marina perché significa anche avere meno agenti patogeni, meno virus e batteri, e quindi non dobbiamo gestire o trattare molto i pesci. Vediamo che tutto ciò porta a un’ottima qualità finale del prodotto: buon colore, buona consistenza e un sapore molto buono del pesce”, conclude.

(Adnkronos) - Il mercato ittico del retail italiano continua a crescere e supera nel 2026 i 4 miliardi di euro di valore. È quanto emerso nel corso dell’edizione 2026 del Norwegian Seafood Seminar, il congresso annuale organizzato dal Norwegian Seafood Council, che ha riunito a Milano, durante la fiera internazionale Tutto Food, i principali operatori e stakeholder della filiera ittica italiana e norvegese. Nel corso dell’evento sono stati presentati dati e analisi realizzati insieme ai partner di ricerca del Norwegian Seafood Council, offrendo una panoramica sull’evoluzione dei consumi ittici in Italia, con particolare attenzione a salmone norvegese, baccalà e stoccafisso.
"Il Seafood Seminar rappresenta ogni anno un importante momento di confronto per tutta la filiera ittica italiana e norvegese", commenta Tom-Jørgen Gangsø, Direttore Italia del Norwegian Seafood Council. "L’obiettivo -continua- è offrire agli operatori una fotografia aggiornata del mercato, condividendo dati, insight e tendenze che aiutino a comprendere come stanno evolvendo consumi, distribuzione e modelli di acquisto. I numeri presentati quest’anno mostrano una crescita nelle vendite al dettaglio di prodotti a peso fisso per salmone e stoccafisso, mentre il baccalà è in calo. Se consideriamo, invece, il consumo fuori casa, il salmone ha mostrato una forte crescita, mentre lo stoccafisso è piuttosto stabile. Anche per il baccalà si registra un calo delle porzioni nell'Out Of Home, che può essere spiegato dalle quote di pesca del merluzzo inferiori negli ultimi anni".
Il comparto ittico del retail italiano raggiunge nel 2026 i 4.012 milioni di euro, in crescita del +3,6% rispetto all’anno precedente e del +6,3% nel biennio 2024-2026. A trainare sono soprattutto i formati confezionati, che crescono più rapidamente del pesce a peso variabile e stanno guadagnando quote di mercato rispetto all’anno precedente.
L’evoluzione dei consumi è guidata anche da una crescente attenzione verso qualità, sicurezza e sostenibilità. Secondo la ricerca condotta da NielsenIQ, il 54% degli italiani considera oggi la qualità più importante del prezzo nelle scelte alimentari vs 44% registrato un anno fa. Tra i principali driver di acquisto emergono sicurezza alimentare e freschezza (64%), qualità e garanzie di sicurezza (61%), sostenibilità ambientale (52%) e tracciabilità dell’origine (49%).
"I numeri mostrano un cambiamento strutturale nelle priorità dei consumatori", commenta Andrea Succi, Consumer Panel Sales Lead, NielsenIQ. "Anche in un contesto economico ancora influenzato dall’inflazione, cresce la ricerca di qualità, sicurezza e valore nutrizionale. Il pesce, e in particolare il salmone norvegese, beneficia di questo cambiamento grazie a un posizionamento sempre più forte in termini di affidabilità, qualità percepita e versatilità di consumo", continua.
Il salmone si conferma la categoria più dinamica: l’Italia è oggi il sesto mercato mondiale per consumo di salmone atlantico e il terzo per il salmone norvegese, con consumi cresciuti del +6% nel 2025. Le esportazioni norvegesi verso l’Italia hanno registrato un +4% nei primi quattro mesi del 2026, consolidando una crescita stabile della categoria. Nel settore retail italiano, il salmone genera 757 milioni di euro di fatturato considerando prodotti a peso fisso, con performance particolarmente positive per il fresco confezionato (+12,9%) e il congelato (+3,2%). Il salmone affumicato resta il segmento principale con 565 milioni di euro, pur mostrando una sostanziale stabilità. I discount registrano la crescita più sostenuta, mentre la private label raggiunge un valore di 320 milioni di euro, pari al 42% del mercato retail del salmone.
Anche il segmento Out Of Home ha subito una evoluzione quantitativa, specialmente per il salmone. Secondo Circana, nel 2025 gli ordini di salmone nel canale Fuori Casa sono aumentati del +15,6%, contro il +3% registrato nei consumi domestici. Il sushi si conferma il principale driver del fenomeno: il 69% degli ordini del Fuori Casa di salmone avviene in formato sushi. "Il salmone è oggi una delle categorie alimentari più capaci di intercettare i nuovi modelli di consumo", spiega Matteo Figura, Executive Foodservice Director, Circana. "La crescita del sushi e dei format quick service ha ampliato le occasioni di consumo e reso il salmone un prodotto quotidiano, accessibile e trasversale. Il fuori casa continua a rappresentare il principale acceleratore di questa evoluzione", continua.
Accanto al salmone, anche baccalà e stoccafisso mostrano segnali di trasformazione legati all’evoluzione delle abitudini di consumo. Nel retail, lo stoccafisso confezionato cresce del +3,4% raggiungendo i 5,8 milioni di euro, viene trainato soprattutto dai formati ready to eat, che rappresentano il 71% del valore totale, e dalla crescita del prodotto surgelato, che si attesta su +10,9% rispetto anno precedente. Positivi anche i risultati della private label (+12,9%). Il baccalà registra invece una lieve flessione (-1,6%, pari a 20,7 milioni di euro), crescono però le preparazioni surgelate (+2,9% in volume) e il ready to eat (+19%), a conferma di una domanda sempre più orientata verso praticità e velocità di preparazione.
Anche il tradizionale prodotto “da ammollare” continua a perdere peso (-18,5%), evidenziando un cambiamento strutturale nei comportamenti di acquisto. "Il mercato italiano continua a dimostrare una forte attenzione verso i prodotti ittici, ma con modalità di consumo sempre più evolute. Crescono le occasioni di consumo fuori casa, aumenta la richiesta di prodotti pratici e pronti all’uso e diventano sempre più centrali qualità, sostenibilità e tracciabilità. In questo scenario il seafood norvegese continua a rafforzare il proprio posizionamento grazie alla capacità dei produttori norvegesi e italiani di coniugare innovazione, affidabilità della filiera e risposta concreta alle nuove esigenze dei consumatori italiani", conclude Tom-Jørgen Gangsø.

(Adnkronos) - La sostenibilità non parla più soltanto il linguaggio dell’ambiente. Sempre di più, per gli italiani, significa salute, benessere psicofisico, protezione sociale, qualità del lavoro e capacità di guardare al futuro senza sentirsi esposti a crisi fuori controllo.
È il cambio di prospettiva emerso in Adnkronos durante la presentazione del Terzo rapporto sulla sostenibilità sociale, promosso da Eikon Strategic Consulting e dedicato quest’anno al tema “Salute, benessere e sostenibilità”. Un volume che arriva alla terza edizione e che registra una trasformazione profonda: il concetto di sostenibilità si sta spostando dal solo perimetro ambientale a quello, più ampio e più vicino alla vita quotidiana, della vulnerabilità sociale.
Al centro non c’è più soltanto la tutela del pianeta, ma la domanda di cura. Cura del corpo, della salute mentale, delle relazioni, del lavoro, dei territori, delle comunità. La sostenibilità diventa così una chiave per leggere l’ansia verso il futuro e il bisogno di un welfare capace di intercettare fragilità nuove.
Sommario
Il punto di partenza del rapporto è l’evoluzione stessa della parola sostenibilità. Un concetto che, di anno in anno, si allarga e cambia contenuto. Se la prima associazione resta spesso quella ambientale, l’indagine mostra come nella percezione degli italiani cresca la dimensione sociale: salute, benessere, sicurezza, qualità della vita.
A richiamare questo passaggio è stato Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS, che ha collocato il rapporto dentro il quadro più ampio delle trasformazioni in corso. La sostenibilità, ha ricordato, si fonda su quattro dimensioni: economica, sociale, ambientale e istituzionale. E proprio quella sociale è la più difficile da misurare, perché riguarda tensioni, aspettative, paure e domande che non sempre trovano una forma immediata.
Dal rapporto, secondo Giovannini, emerge innanzitutto che la società italiana non è ferma. È “viva”, attraversata da nuove sensibilità e da una particolare attenzione dei giovani. Ma è anche una società in cui cresce l’incertezza. Il senso di essere in balia di grandi eventi internazionali, di decisioni prese altrove, di trasformazioni tecnologiche e climatiche difficili da controllare alimenta una domanda di protezione.
Dentro questa domanda, la salute assume un peso centrale. Non solo salute fisica, ma anche salute mentale. Il benessere psicologico diventa una parte essenziale della sostenibilità sociale, perché ansia, insicurezza e sfiducia incidono sulla capacità delle persone di progettare la propria vita.
Giovannini ha richiamato anche il legame tra clima e salute. Siccità, raccolti, disponibilità alimentare, sistemi sanitari sotto pressione e impatto psicologico delle crisi ambientali sono ormai elementi di uno stesso quadro. La sostenibilità ambientale, quindi, non scompare: entra nella sostenibilità sociale, perché i suoi effetti ricadono direttamente sulle condizioni di vita delle persone.
Uno dei nodi più forti emersi dal confronto è la percezione del futuro. Il rapporto descrive un Paese in cui l’incertezza non è un rumore di fondo, ma un elemento strutturale. La paura del domani orienta le priorità, modifica le aspettative e accresce la domanda di welfare. Per Giovannini, il rischio è che questa insicurezza alimenti la ricerca di scorciatoie: l’idea che serva un decisore forte, un comando centrale, una risposta semplificata a problemi complessi. Ma la risposta, ha sottolineato, dovrebbe andare nella direzione opposta: più coerenza delle politiche, più visione, più capacità di tenere insieme economia, ambiente, salute e istituzioni.
La revisione della Strategia nazionale di sviluppo sostenibile, la futura programmazione di bilancio e l’utilizzo dei fondi europei 2028-2034 vengono indicati come passaggi decisivi. Non semplici appuntamenti tecnici, ma occasioni per decidere quale idea di futuro proporre al Paese.
Il tema dei giovani è centrale. Non basta considerarli destinatari delle politiche, ha ricordato Giovannini: bisogna portarli nei processi decisionali. Anche perché sono proprio loro a intercettare con maggiore intensità la trasformazione della sostenibilità in domanda di salute, sicurezza e senso.
A entrare nel cuore del rapporto è stato Enrico Pozzi, Ceo Eikon, che ha spiegato come la nuova edizione non nasca da una prosecuzione meccanica dei lavori precedenti, ma da un dato che aveva colpito i ricercatori: la forte preoccupazione dei giovani per la salute e per il corpo.
Un dato non scontato. La giovinezza è spesso associata alla vitalità, alla progettualità, alla possibilità. Eppure, proprio tra i più giovani, era emersa una domanda di sicurezza legata al corpo, al benessere psicofisico, alla paura di non reggere l’incertezza. Da qui la scelta di concentrare il rapporto sull’obiettivo 3 dell’Agenda 2030, dedicato a salute e benessere. Il risultato, ha spiegato Pozzi, è l’emersione di una “sensazione impressionante di vulnerabilità”.
La sostenibilità, percepita come rischio e possibilità ambientale e sociale, si traduce nelle risposte degli intervistati in fragilità individuale. Il passaggio è dal collettivo all’individuale, dal macro al micro, dal “noi” all’“io” e alle reti più vicine alla persona. Il corpo diventa così un luogo politico e sociale. Non perché sostituisca i grandi temi collettivi, ma perché li assorbe. Le crisi ambientali, economiche, sanitarie e tecnologiche vengono vissute nella forma della vulnerabilità personale: stress, ansia, paura, insicurezza, bisogno di protezione.
Pozzi ha richiamato anche il tema del futuro come “spazio del progetto”. Quando il futuro si restringe, si riduce la capacità di desiderare, scegliere, agire. Il rapporto indica che per il 70% degli intervistati l’esperienza del futuro è prevalentemente negativa o molto negativa. Un dato che sposta la sostenibilità dal terreno delle politiche di lungo periodo a quello, molto concreto, della vita psichica e sociale delle persone. Da qui nasce la domanda di un welfare allargato. Non più affidato soltanto allo Stato o alle istituzioni tradizionali, ma capace di coinvolgere una pluralità di attori: terzo settore, imprese, organizzazioni, comunità, reti territoriali.
Il rapporto mostra che la domanda di salute e benessere si sta spostando anche verso il sistema produttivo. A evidenziarlo è stata Paola Aragno, vice presidente Eikon, che ha spiegato come le aziende siano sempre più chiamate in causa non solo come luoghi di lavoro, ma come soggetti che incidono sulla qualità della vita delle persone.
Il cambiamento nasce da fattori strutturali. L’aspettativa di vita aumenta, una quota rilevante della popolazione convive con patologie croniche, cresce il peso della cosiddetta generazione sandwich, stretta tra cura dei figli e assistenza ai genitori, e aumentano stress e ansia nei percorsi lavorativi.
In questo scenario, il welfare aziendale non viene più percepito come semplice integrazione accessoria. Diventa parte della domanda complessiva di protezione. Oltre il 60% degli intervistati chiede alle aziende di inserire nelle politiche di welfare forme di assistenza psicologica. Il 22% dichiara un peggioramento del proprio benessere al lavoro negli ultimi due anni.
Ma il rapporto mette in luce anche una distanza evidente tra aspettative e realtà. Il 60% degli intervistati chiede alle aziende di intervenire, ma solo il 16% percepisce un impegno concreto. E circa il 60% giudica le imprese ancora poco o per niente impegnate su un’idea ampia di welfare. Il punto, quindi, non è aggiungere benefit, ma ripensare modelli organizzativi. Il benessere non può essere raccontato soltanto, deve essere misurato. Non può essere cosmetico, deve incidere su processi, relazioni, tempi, carichi, ascolto, qualità del lavoro.
Il rapporto non affida alle imprese un ruolo salvifico, né scarica su di loro responsabilità che restano pubbliche. Piuttosto, registra un cambiamento: le persone chiedono risposte anche nei luoghi in cui trascorrono una parte rilevante della propria vita. Da questo punto di vista, il welfare aziendale diventa credibile solo se evita due rischi: la comunicazione di facciata e la frammentazione degli interventi. La salute e il benessere non possono essere trattati come un catalogo di servizi slegati dall’organizzazione reale del lavoro.
La ricerca indica tre condizioni. La prima è la misurazione: capire se le iniziative producono effetti percepiti e verificabili. La seconda è la coerenza: non si può parlare di benessere se mancano condizioni di base come retribuzione adeguata, qualità delle relazioni, ascolto e sostenibilità dei carichi. La terza è la rete: nessuna organizzazione può produrre welfare da sola, ma può contribuire a un sistema più ampio.
È in questo quadro che si inseriscono le esperienze raccontate nel volume. Casi diversi, non sovrapponibili, che servono soprattutto a mostrare come la sostenibilità sociale possa assumere forme concrete: assicurazione e protezione, relazione di cura, caregiver giovani, prevenzione oncologica, processi produttivi sostenibili.
Le cinque esperienze presentate nel rapporto non esauriscono il tema, ma aiutano a leggere una tendenza: la sostenibilità sociale prende forma quando salute e benessere diventano criteri organizzativi, non solo dichiarazioni di principio.
Nel caso di AXA Italia, Giorgia Freddi, responsabile External Communication, Sustainability and Public Affairs, ha messo al centro il ruolo delle assicurazioni nella protezione e nella mutualizzazione dei rischi. Il passaggio interessante non è tanto la singola iniziativa, quanto l’idea che salute e benessere facciano parte di una infrastruttura sociale. Ricerca, sensibilizzazione e volontariato vengono indicati come leve per passare da una funzione di semplice copertura del rischio a un accompagnamento più ampio lungo il percorso di vita. Il nodo, anche qui, è la coerenza: senza alleanze e senza integrazione con altri attori, la sostenibilità resta comunicazione.
Con Cura per la Persona, il focus si sposta sulla relazione sanitaria. Stefania Polvani, cofondatrice dell’associazione, ha presentato la certificazione Perla, nata per misurare la qualità della relazione di cura nelle strutture sanitarie. Il tema è rilevante perché porta dentro la sostenibilità un aspetto spesso considerato immateriale: il modo in cui il paziente viene accolto, ascoltato, accompagnato. La competenza tecnica resta fondamentale, ma non basta. La qualità della comunicazione, la personalizzazione e la centralità della persona diventano criteri valutabili. Nel secondo anno sono stati certificati 34 centri in Italia. Il punto politico e culturale è che la cura non si misura solo in prestazioni, ma anche nella relazione.
La Fondazione MSD ha portato invece il tema dei giovani caregiver. Marina Panfilo, direttrice della Fondazione, ha raccontato la condizione di ragazzi e ragazze tra i 18 e i 30 anni che assistono familiari con malattie o disabilità: una forma di welfare invisibile, spesso data per scontata dentro le famiglie. Alcuni giovani arrivano a dedicare fino a 35 ore settimanali alla cura. Il dato più significativo è che otto giovani caregiver su dieci chiedono un riconoscimento sociale e istituzionale del proprio ruolo. Non solo un sostegno economico, ma dignità. Il progetto costruito anche attraverso le Health Humanities e la collaborazione con RUFA – Rome University of Fine Arts mostra come la sostenibilità sociale passi anche dalla capacità di rendere visibile ciò che normalmente resta ai margini.
Con Komen Italia, il rapporto affronta il tema della prevenzione come trasformazione culturale. Giustiniana Vecchiotti, direttore Programmi istituzionali e Mission di Komen Italia, ha ricostruito la storia della Race for the Cure e della mobilitazione sui tumori del seno. Ventisei anni fa, in un Paese in cui la parola tumore era ancora un tabù, portare la prevenzione nello spazio pubblico significava cambiare linguaggio e immaginario. La Carovana della prevenzione, con oltre 300mila donne visitate gratuitamente in dieci anni, aggiunge un elemento sociale: la prevenzione non è uguale per tutti se non raggiunge territori fragili, carceri, isole minori, donne con minori possibilità di accesso. Il messaggio è che prevenire non può essere un privilegio.
Infine, Logista Italia porta il discorso dentro i processi produttivi. Valerio Tepedino, National Hubs Director di Logista Italia, ha raccontato il caso della logistica inversa applicata agli imballaggi. La scatola di cartone non viene più trattata come rifiuto, ma come risorsa che ritorna, viene controllata, riutilizzata e poi riciclata. Oltre 60mila punti vendita partecipano al modello e più dell’80% delle scatole viene recuperato e riutilizzato. Il dato ambientale è evidente, ma il punto sociale riguarda la partecipazione: lavoratori e partner non sono destinatari passivi di una procedura, ma parte di un sistema che rende visibile il contributo di ciascuno.
Lo sguardo si sposta ora verso il quarto rapporto sulla sostenibilità sociale. Cristina Cenci, partner dell’Istituto di Ricerche Eikon, ha anticipato il lavoro sul Caring Index, una metodologia progettata da Eikon per misurare quanto le persone percepiscano un impegno effettivo della propria organizzazione su salute e benessere.
L’idea nasce da una mancanza. Esistono molte rendicontazioni di sostenibilità, molte mappature delle iniziative aziendali e molte indagini di clima, ma manca un indice capace di fotografare in modo sistematico la percezione dell’impegno organizzativo sulla cura delle persone. Il Caring Index punta anche a contrastare il social washing. Non basta dichiarare attenzione al benessere o offrire singoli servizi se non vengono rispettate condizioni di base. Tra queste, la percezione di una retribuzione adeguata, la qualità delle relazioni interne, la possibilità di esprimere bisogni ed esigenze, il rapporto con i responsabili diretti. La logica è semplice: un’organizzazione non può dirsi attenta al benessere se non affronta ciò che produce malessere. Per questo l’indice vuole distinguere tra welfare sostanziale e welfare cosmetico, tra iniziative utili e operazioni di immagine.
Le organizzazioni che si distingueranno potranno ottenere il bollino “We Care For Us”, valido due anni. Ma l’aspetto più rilevante è la prospettiva culturale: il benessere come processo circolare, in cui prendersi cura delle persone significa contribuire anche alla qualità della collettività.
A chiudere l’incontro è stato il richiamo al ruolo dell’informazione. Se alla sostenibilità devono corrispondere azioni concrete, alle azioni concrete devono corrispondere parole corrette. Raccontare la sostenibilità significa evitare formule vuote, semplificazioni, retorica e operazioni di facciata.
È un punto particolarmente delicato in una fase in cui una parte del dibattito pubblico tende a rappresentare la sostenibilità come un ostacolo, un costo, un vincolo da aggirare. Il rapporto, invece, mostra che la sostenibilità è sempre più percepita come condizione per tenere insieme salute, lavoro, ambiente, welfare e futuro.
Il messaggio che arriva dal Terzo rapporto sulla sostenibilità sociale è che gli italiani non chiedono soltanto più ambiente, più sanità o più welfare. Chiedono protezione, fiducia, riconoscimento, prevenzione, qualità delle relazioni e possibilità di futuro.
La sostenibilità sociale nasce esattamente qui: quando la vulnerabilità individuale diventa domanda collettiva. E quando istituzioni, imprese, terzo settore, media e cittadini sono chiamati a trasformare quella domanda in scelte concrete, misurabili e credibili.

(Adnkronos) - "Se penso agli sviluppi dell'intelligenza artificiale in sanità, io non ho mai visto nulla che si sia mosso così velocemente in tutta la mia vita. Bisogna comunque considerare che la diffusione della tecnologia, in generale, è molto più lenta nel settore sanitario. E questo vale anche per l'Ai. Si può avere la migliore tecnologia in circolazione, ma ci si troverà a chiedersi: perché l'adozione è così lenta?". Per il medico radiologo Woojin Kim, Chief Strategy Officer e Chief Medical Information Officer dell'azienda Hoppr e Chief Medical Officer dell'American College of Radiology Data Science Institute, lo stesso discorso vale per l'Ai applicata alla radiologia: "Sono stati investiti miliardi di dollari, ma la sua adozione clinica è stata al momento inferiore alle aspettative, considerando l'entità degli investimenti".
E "ci sono molte ragioni che lo spiegano", dichiara all'Adnkronos Salute. Una - analizza Kim a margine dell'evento 'Healthcare Informatics Connect', promosso da Philips al Milano Luiss Hub - ha a che fare con la sfida di riuscire ad "adattare l'Ai al flusso di lavoro" degli esperti. "Prendiamo uno dei casi d'uso tipici in radiologia: la cosiddetta Narrow Ai", cioè un sistema che esegue alcune funzioni complesse, ben determinate e per cui è stato addestrato.
"Io posso mostrare a un modello di questo tipo l'immagine di una Tac encefalo e dirà se c'è un'emorragia o no. Ma il radiologo non si limita a cercare emorragie in una Tac encefalo. Ci sono letteralmente centinaia di altri possibili reperti che tiene a mente e che sta cercando. Se si offre una soluzione di Ai che individua solo un paio di reperti, questa non si adatta al flusso di lavoro del radiologo. Se aggiunge finestre pop-up e clic aggiuntivi, non vorrò usarla. Una curiosità: negli Stati Uniti un radiologo in media usa già il mouse per 2 chilometri al giorno e fa clic oltre 5.000 volte al giorno. Quindi queste obiezioni sono comprensibili. Inoltre, a volte il più grande ostacolo siamo noi medici che, essendo così abituati al nostro modo di lavorare, non vogliamo che cambi".
C'è poi l'ecosistema tecnologico in cui deve integrarsi l'Ai quando arriva in un ospedale. "La sanità fa ancora grande affidamento su flussi di lavoro obsoleti, inclusi fax, Cd e sistemi informativi frammentati - ragiona Kim - Aggiornare software, implementare la cartella clinica elettronica o il sistema informativo di radiologia può richiedere un investimento di tempo e risorse". E "l'aspetto economico complessivo è una delle valutazioni su cui si basano i dirigenti che devono prendere le decisioni". Su questo fronte è cruciale "la gestione del cambiamento. Non si tratta semplicemente di introdurre una nuova tecnologia", osserva l'esperto. "Tanti dicono che i dirigenti che devono valutare se adottare o meno una soluzione di Ai in sanità, si preoccupano di tre cose: il ritorno d'investimento, il costo totale e gli obblighi normativi. La questione di chi paga per l'Ai, di come verrà rimborsata, è ancora aperta. E poi ci sono le questioni relative alla sicurezza del paziente e alla privacy. In generale, il contesto normativo è estremamente complesso quando si parla di sanità. Quindi, anche un caso d'uso dell'Ai davvero eccezionale si misurerà con diversi ostacoli normativi". Questo è "il panorama attuale", dice Kim. Un panorama che però è in evoluzione.
Dove sta andando la tecnologia? "Nel mondo dell'Ai si passa dai Llm - Large Language Model (che alimentavano per esempio ChatGpt quando è apparso per la prima volta) ai Lmm - Large Multimodal Model e a quella che è la tendenza più in voga al momento, cioè agentic Ai (basata su agenti, ndr)", un sistema con un'autonomia ancora maggiore. "Ora dobbiamo pensare a come integrarla nel mondo sanitario". Parlando di grandi modelli multimodali, descrive Kim, "posso dire che in radiologia si sta verificando un piccolo cambio di paradigma, ma con un impatto enorme: questi sistemi sono in grado di esaminare radiografie del torace e generare un referto che il radiologo rilegge, eventualmente modifica, e infine approva. Se mi si chiede qual è secondo me la tendenza più in voga in ambito di intelligenza artificiale e radiologia, io nel 2026 rispondo: la redazione automatica dei referti radiologici. Negli Stati Uniti è esattamente quello che sta succedendo. E cambierà radicalmente il modo in cui l'Ai verrà utilizzata in radiologia. Per quanto riguarda l'ultima evoluzione, l'Ai basata su agenti, dobbiamo cambiare la nostra infrastruttura per assicurarci di poterle permettere di realizzarsi".
Oggi "il più grande trend dell'intelligenza artificiale nel settore sanitario è la tecnologia di trascrizione assistita da Ai. Immaginiamo un medico e un paziente che stanno avendo un colloquio. Il medico qualche anno fa guardava lo schermo del computer, digitando, mentre il paziente parlava. E si perdeva il contatto visivo. Ora", con questa sorta di 'assistente invisibile', "il medico parla col paziente e l'Ai ascolta. Alla fine del colloquio il dottore guarda lo schermo della cartella clinica elettronica e trova il riepilogo" della visita. Molti medici "adorano questa tecnologia, perché ora possono guardare negli occhi i pazienti e tornare a essere davvero i loro medici. Il numero di visite non è poi così diverso, ma il carico cognitivo e amministrativo è effettivamente minore. E sei un medico più felice". Questo il quadro tracciato da Kim, che è anche medico radiologo al Palo Alto VA Medical Center e, nelle vesti di imprenditore, le sue precedenti aziende di tecnologia sanitaria sono state acquisite da grandi operatori del settore.
L'esperto racconta quello che i professionisti sanitari concretamente vogliono dall'Ai e anche cosa non vogliono (come ad esempio "troppi pop-up e clic aggiuntivi"). In sintesi, un ritratto dell'assistente ideale. "Questo è il tipo di tendenza che stiamo osservando - spiega - Molte volte si sente dire: 'L'Ai ti migliorerà la vita, ti farà lavorare più velocemente ed essere più efficiente, più produttivo'. La realtà è che i migliori casi d'uso che ho visto sono quelli in cui l'Ai ti fa sentire meno stanco, così che tu possa davvero essere medico. E lo stiamo vedendo in radiologia, ma anche in medicina generale. Spero davvero che la tecnologia arrivi a questo. C'è una convinzione diffusa che possa contribuire a ridurre il burnout dei medici". E c'è un fattore che fa la differenza, conclude Kim: "E' importante anche come si implementa la soluzione di Ai, non solo la tecnologia in sé".
In principio, fu AlexNet. Nel 2012, questo modello di rete neurale vinse con la più bassa percentuale di errore la gara per sistemi di riconoscimento immagini 'ImageNet Large Scale Visual Recognition Challenge', "ed è allora che il mondo del deep learning è davvero cambiato. Molti hanno pensato: se l'Ai può distinguere tra gatti e cani, forse le si può mostrare l'immagine di una radiografia e chiederle: c'è un tumore ai polmoni o no?". La pietra miliare ricordata da Kim sembrerebbe l'incipit di una storia che parla di professioni perdute, di medici in via di estinzione scalzati da super tecnologie. In realtà non è così, assicura l'esperto. E non lo è stato nonostante la 'profezia' di "Geoffrey Hinton, uno dei padrini dell'Ai, che 10 anni fa nel 2016 disse: 'La gente dovrebbe smettere di formare radiologi ora'. Facendo un salto in avanti fino ai giorni nostri - spiega Kim - la realtà è ben diversa: abbiamo bisogno di più radiologi e, se il mondo gli avesse dato ascolto 10 anni fa, oggi saremmo in guai seri visto che negli Stati Uniti la crescita dei radiologi si aggira tra l'1% e il 2% annuo e il volume di imaging continua a crescere invece a un tasso di circa il 4-6% per anno. Un divario che si allarga sempre di più".
Per Kim il fattore umano resta cruciale, nell'era dell'Ai. E l'intelligenza artificiale dovrebbe lavorare come un 'assistente' che facilita il flusso del lavoro, ma sempre consentendo il 'potere di veto' umano. Il radiologo, in altre parole, deve poter eventualmente annullare i suggerimenti dell'Ai senza attriti. "In realtà - rimarca - in questo momento c'è una carenza di radiologi e anche con la svolta dell'Ai avremo bisogno di più radiologi, non di meno".
In questo decennio, racconta, una delle domande più ricorrenti è stata: l'intelligenza artificiale sostituirà i radiologi? Sostituirà questo o quell'altro medico? "Ma è la domanda sbagliata - ragiona l'esperto - La realtà è che abbiamo carenza di radiologi. E questa carenza non scomparirà presto. Chi (anche noti esperti di Ai) dice il contrario si sbaglia, confonde un compito" che potrebbe essere assolto dall'Ai "con un lavoro. Ma il lavoro non è solo un compito, sono molteplici compiti, molteplici dimensioni. Il pericolo che vedo è ridurre tutto a una singola dimensione. Noi medici, radiologi e altri professionisti sanitari, non guardiamo solo le immagini" di una radiografia o una Tac. "Su tutto questo serve una riflessione seria".
Contrastare l'uso ombra dell'Ai, sicurezza informatica, utilità clinica come faro. Per l'intelligenza artificiale in sanità Kim vede tre grandi sfide. Uno degli aspetti che va discusso, evidenzia, è "sicuramente quello che viene chiamato l'uso ombra dell'Ai. Noi sappiamo che i medici usano l'Ai in questo momento. Un'Ai che non è necessariamente autorizzata dai sistemi sanitari perché non l'hanno implementata nei loro sistemi, ma loro la usano comunque. E sanno che non dovrebbero, perché così i dati dei loro pazienti non sono necessariamente al sicuro. Molte persone, sia medici e operatori sanitari sia pazienti, utilizzano strumenti come ChatGpt per domande sulla propria salute. La grande sfida sarà: come possiamo muoverci abbastanza velocemente in modo da permettere alle persone di utilizzare in maniera sicura l'intelligenza artificiale", un'Ai integrata, ben strutturata e sicura, "senza dover ricorrere a questa Ai ombra?".
"La seconda sfida è la sicurezza informatica - prosegue - Molti ospedali vengono hackerati, finiscono nel mirino di attacchi ransomware" o di altro tipo. Le minacce cresceranno nel tempo. Come anche le incognite. Kim guarda per esempio a Claude Mythos Preview di Anthropic, Ai con la capacità di identificare e sfruttare vulnerabilità di sicurezza nei programmi informatici, nei browser, nei sistemi più utilizzati. Uno strumento potente che intimorisce anche gli esperti per i rischi a cui potrebbe aprire le porte se finisse in mani sbagliate. "La mia preoccupazione è che gli attacchi informatici, la loro sofisticazione, la loro frequenza peggioreranno velocemente. Quindi i sistemi sanitari devono davvero prepararsi a questo, spesso infatti sono vulnerabili. Penso che debbano riflettere seriamente su come proteggere loro stessi e i pazienti". Il terzo elemento citato da Kim è anche un auspicio: "Vorrei davvero che l'Ai aiutasse tutti coloro che lavorano nei sistemi sanitari, non solo che li rendesse più veloci. Se un radiologo si trova a leggere 200 casi al giorno invece di 100, grazie alla soluzione di Ai che gli viene fornita, alla fine sarà esausto e magari cercherà un altro lavoro. A meno che la stessa soluzione di intelligenza artificiale non dia loro l'impressione di leggere 50 casi al giorno, nel qual caso potrebbero essere più soddisfatti. Tutti si concentrano sull'accuratezza clinica, i manager sull'efficienza clinica, sulla produttività e sui tempi di risposta. Vorrei sfidare l'intero settore a guardare oltre: la cosa più importante è l'utilità clinica. Se una cosa non è clinicamente utile, non importa quanto sia precisa o quanto faccia andare veloce, non verrà utilizzata".
Nel capitolo sicurezza entra anche "il rischio di immagini deepfake - continua Kim - Sappiamo da anni che l'intelligenza artificiale può creare una radiografia del torace o una Tac dell'addome o del bacino che potrebbero ingannare completamente i radiologi. Dobbiamo preoccuparcene, perché ci saranno malintenzionati che useranno la tecnologia in modo dannoso. Quindi l'industria deve riflettere su questo e su come proteggersi". Ma c'è anche altro: "Per alcune malattie i casi sono rari e non ci sono dati sufficienti per addestrare i modelli di intelligenza artificiale. C'è chi dice: creiamo sinteticamente migliaia di questi casi e addestriamo il modello di intelligenza artificiale. Tuttavia, c'è stato uno studio molto interessante 4 anni fa, che mostrava come i modelli di Ai possano prevedere l'etnia indicata dal paziente semplicemente guardando una radiografia. Ora, se mi deste una radiografia, io non sarei in grado di dirvi se si tratta di un paziente bianco o di un paziente nero. Ma l'Ai, per qualche ragione, riesce a capirlo. Significa che in queste immagini sono codificate delle informazioni nascoste. Pertanto, quando si creano sinteticamente dei casi su determinati stati patologici solo per potenziare il proprio modello di Ai bisogna chiedersi: quale altro bias sto introducendo che non posso vedere? C'è dunque un problema con i deepfake, ma anche con i dati sintetici. Bisogna fare un passo indietro e chiedersi: che dire di tutte quelle cose nascoste che io, come essere umano, non riesco nemmeno a vedere? Quali ulteriori bias nascosti stiamo introducendo?". (di Lucia Scopelliti)

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Il ritorno de I Cesaroni, una delle serie più amate della televisione italiana, sta vivendo un percorso in salita, minato da due fattori critici: una collocazione in palinsesto che ha scatenato le proteste del pubblico e un calo progressivo degli ascolti. La situazione ha messo in allarme la storica e fedele fanbase, che sui social network ha lanciato una vera e propria "chiamata alle armi" per tentare di salvare le sorti della famiglia della Garbatella. Nelle ultime ore, sulle principali pagine dedicate alla serie, è circolato un appello accorato: "Ciò che conta è lo share televisivo e sarà quello a determinare se ci sarà una nuova stagione o meno. I numeri attuali stanno mettendo a rischio una prossima stagione. Li abbiamo aspettati per 12 anni, non possiamo farli chiudere subito. Le puntate si guardano in diretta".
A giudicare dai commenti sui social, il calo d'ascolto non è figlio di una delusione per la trama, ma di un orario di messa in onda giudicato insostenibile. "La stagione è molto bella, ma fate finire Scotti alle 21:20", scrive un utente. Nel mirino dei fan finisce la strategia di palinsesto di Mediaset. A pesare sulla messa in onda tardiva è la durata dell'access prime time, con 'La Ruota della Fortuna' che ieri è terminata alle 21:53, posticipando l'inizio della fiction e trasformandola, di fatto, in una "seconda serata". L'analisi dei dati conferma il quadro.
Dopo un esordio promettente il 13 aprile con 3.486.000 spettatori (22,6%), la tendenza si è invertita bruscamente, scendendo a 2.301.000 (16,9%) il 20 aprile e poi a 2.140.000 (15,2%) il 27 aprile. Di fronte a questi dati e alle proteste, Mediaset ha cambiato strategia, optando per un solo episodio a settimana a partire dal 4 maggio. La mossa ha inizialmente riportato il numero di spettatori a 2.730.000 (15,6%), ma non è bastata per invertire il trend negativo. Il calo è infatti ripreso l'11 maggio (2.470.000 spettatori, 14.5%) e ieri, 18 maggio, con 2.164.000 spettatori e uno share del 13%.
Una strategia, quella del singolo episodio, che ha invece premiato la concorrenza di Rai1 con 'Roberta Valente - Notaio in Sorrento'. Partita il 12 aprile con dati simili a quelli della serie Mediaset (3.483.000 spettatori, 21.6% ), la fiction Rai si è mantenuta stabile nelle settimane successive per poi registrare un'inversione di tendenza positiva proprio con le puntate singole finali. Il penultimo appuntamento del 3 maggio ha infatti segnato 3.423.000 spettatori (19,7%), mentre l'ultima puntata del 10 maggio ha chiuso in crescita a 3.523.000 spettatori (20,4%). Per la famiglia della Garbatella, il destino è ora appeso ai risultati dei prossimi tre appuntamenti del 25 maggio, 1 giugno e 8 giugno. Saranno queste ultime serate a determinare se l'appello dei fan avrà avuto effetto: ci sarà un futuro per la serie?

(Adnkronos) - La visita di Narendra Modi a Roma, in programma il 20 maggio, è un appuntamento che va ben oltre il protocollo diplomatico. Per la prima volta un premier indiano arriva a Palazzo Chigi per un incontro bilaterale dedicato con Giorgia Meloni: sul tavolo ci sono il corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC), la cooperazione nella difesa e la co-produzione industriale, la sicurezza energetica e la transizione verde.
Adnkronos seguirà l'incontro in diretta, a partire dalle 13, con la conduzione del vicedirettore Giorgio Rutelli e le analisi di cinque ospiti di primo piano:
Giulio Terzi di Sant'Agata — Presidente della Commissione per le Politiche dell'Unione Europea del Senato, già ministro degli Affari Esteri e ambasciatore presso le Nazioni Unite.
Francesco Maria Talò — Inviato Speciale dell'Italia per il Corridoio Economico India–Medio Oriente–Europa (IMEC), già consigliere diplomatico della Presidente del Consiglio, ambasciatore alla Nato e in Israele.
Vas Shenoy — Chief Representative per l'Italia della Indian Chamber of Commerce, esperto di relazioni India-Europa
Swasti Rao — Professoressa di Studi Strategici e di Sicurezza alla O.P. Jindal Global University, dove coordina il programma di M.A. in India Studies. Specializzata in sicurezza dell'Indo-Pacifico, politica estera indiana e dinamiche del Golfo Persico
Anil Trigunayat — Già Ambasciatore dell'India in Giordania, Libia e Malta, con oltre tre decenni di carriera diplomatica tra Washington, Mosca e il Medio Oriente. Distinguished Fellow e responsabile del West Asia Experts Group presso la Vivekananda International Foundation
Come ha spiegato ad Adnkronos Vas Shenoy, «India e Italia non sono semplicemente due partner bilaterali che si scambiano visite. Sono due poli di una geografia più ampia che collega Oceano Indiano, Golfo, Mar Rosso, Mediterraneo ed Europa». Un concetto — quello di "Indo-Mediterraneo" — che sintetizza l'ambizione strategica comune dei due Paesi in un momento di forte instabilità globale, tra guerra in Asia occidentale, pressione sulle rotte energetiche e ricerca europea di autonomia strategica.
La visita arriva sulla scia di un Piano d'Azione Strategico Congiunto 2025-2029 che impegna Roma e Nuova Delhi su co-produzione militare, cybersicurezza e cooperazione marittima. La visita del ministro della Difesa Crosetto a Nuova Delhi a fine aprile ha già preparato il terreno per possibili annunci.
A margine del vertice istituzionale, Modi parteciperà anche a un pranzo con i vertici di alcune delle più importanti industrie italiane nei settori della difesa, delle infrastrutture e dell'agroalimentare: un segnale della profondità economica che Roma e Nuova Delhi intendono dare alla loro partnership strategica, al di là degli accordi governativi.

(Adnkronos) - Flavio Cobolli eliminato ad Amburgo. Oggi, martedì 19 maggio, il tennista azzurro è stato battuto all'esordio nell'Atp 500 tedesco, in cui aveva trionfato lo scorso anno, cedendo al peruviano Ignacio Buse, numero 57 del mondo che arrivava dalle qualificazioni. Cobolli è stato battuto in due set con il punteggio di 6-2, 7-5.
Partita sottotono da parte di Cobolli, che dopo il ko al terzo turno degli Internazionali d'Italia contro Tirante, rimedia un'altra eliminazione a sorpresa, che gli fa perdere punti in chiave ranking e rimanda l'ingresso in top ten. Primo set dominato da Buse, che piazza due break e conquista il parziale 6-2.
La storia non cambia nel secondo, che inizia in equilibrio ma senza che Cobolli riesca mai a conquistarsi una palla break. L'occasione se la prende invece Buse che strappa nel punteggio e chiude i conti 7-5. Ora l'azzurro volerà a Parigi per prepararsi al Roland Garros, il cui tabellone principale inizierà domenica 24 maggio.

(Adnkronos) - "Trump potrebbe veramente attaccare Cuba". Così Politico, citando fonti informate sui colloqui in corso tra Washington e L'Avana, rivela come negli ultimi tempi si registri una significativa escalation verso un'azione militare contro l'isola da parte dell'amministrazione Usa, finora concentrata sull'utilizzo della pressione economica e diplomatica.
Secondo le fonti, il presidente Donald Trump e i suoi collaboratori sarebbero sempre più frustati per il fatto che la campagna di pressioni, in primis l'aver l'azzerato le forniture di carburante all'isola ormai sull'orlo del collasso, non sembrano avere l'effetto sperato, di spingere i leader cubani ad accettare riforme economiche e politiche significative. E per questo starebbero valutando l'opzione militare più seriamente di quanto fatto in precedenza.
"L'umore è definitivamente cambiato - spiega una delle fonti di Politico - l'idea iniziale su Cuba era che la sua leadership era debole e che la combinazione di rafforzamento delle sanzioni, un vero blocco petrolifero, la chiara vittoria militare Usa in Venezuela ed in Iran avrebbe impaurito i cubani e li avrebbe spinti ad un accordo. Ora in Iran sta andando storto e i cubani si stanno dimostrando più duri del previsto. Ora l'azione militare è sul tavolo in un modo in cui non era prima".
Non solo. La scorsa settimana si è diffusa la notizia che gli Usa stanno procedendo verso l'incriminazione dell'ex presidente Raul Castro. E di conseguenza si è speculato sulla possibilità di un blitz militare per catturare il 94nne fratello di Fidel, sul modello di quella scattata il 3 gennaio a Caracas per catturare Nicolas Maduro.
Fonti del Pentagono riferiscono a Politico però che "la serie di piani approntati" nelle scorse settimane dall'Us Southern Command vanno oltre la cattura di uno o due individui, da un possibile unico raid aereo teso a spavantare il regime fino ad un'invasione di terra. Non sarebbe comunque imminente un'azione contro l'isola di 10 milioni di abitanti ad appena 90 miglia dalle coste della Florida: "È il lavoro del Pentagono fare i preparativi in modo da dare al comandante in capo le opzioni, questo non significa che il presidente abbia deciso", affermano dalla Casa Bianca, esprimendo la convinzione che Cuba presto "cadrà" e "noi saremo lì ad aiutare".
Infine, appare altamente improbabile un coinvolgimento di cubani dell'esilio: "È stato determinato che gli esiliati non hanno ruolo se non come sostenitori e agitatori, questa non sarà la Baia dei Porci 2.0", affermano le fonti. La ricostruzione di Politico arriva dopo che nel weekend Axios ha riportato che Cuba avrebbe acquistato centinaia di droni militari e starebbe valutando modi di usarli contro obiettivi Usa in caso di inizio di un conflitto. Molti analisti di sicurezza nazionale hanno interpretato la notizia come una mossa dell'intelligence Usa per legittimare un'eventuale azione militare contro Cuba.
Da parte cubana, il presidente Díaz-Canel ha avvertito che qualsiasi ipotesi di aggressione militare da parte degli Stati Uniti potrebbe avere conseguenze “catastrofiche”, accusando Washington di alimentare una pericolosa escalation. "Le minacce di aggressione militare a Cuba da parte della più grande potenza militare del pianeta sono note, la sola minaccia è un crimine internazionale. Trasformarla in fatti provocherebbe un bagno di sangue di conseguenze incalcolabili, insieme alla distruzione di pace e stabilità", il monito del presidente cubano.
Il messaggio di Diaz Canel sui social arriva dopo la visita della scorsa settimana del direttore della Cia, John Ratcliffe e dopo che Axios domenica ha riportato che l'intelligence americana ritiene che il governo cubano abbia acquistato circa 300 droni militari e sta valutando di usarli per attaccare la base Usa a Guantanamo o addirittura Key West, in Florida.
Informazioni di intelligence che potrebbero essere usate come pretesto per un attacco degli Stati Uniti, ha denunciato l'ambasciata cubane negli Usa: "Quelli che dagli Stati Uniti vogliono la sottomissione e la distruzione della nazione cubana attraverso l'aggressione e la guerra, non perdono un momento a fabbricare pretesti, creare e diffondere falsità e distorcere come straordinaria la logica preparazione richiesta nel fronteggiare una potenziale aggressione".

(Adnkronos) - Si apre con l'iniziativa delle Erbe aromatiche, che quest'anno celebra 10 anni, la Settimana nazionale di informazione sulla sclerosi multipla (Sm). Sabato 23 e domenica 24 maggio, in circa 500 piazze italiane, i volontari Aism - Associazione italiana Sm saranno presenti nei punti di solidarietà distribuendo kit contenenti una selezione di 2 piante di erbe aromatiche in cambio di una donazione di 12 euro. Dal timo alla menta, dall'origano al rosmarino, passando per la maggiorana e la salvia: un tripudio di colori e fragranze per impreziosire gli ambienti domestici e arricchire le pietanze della nostra cucina. I fondi raccolti - informa l’associazione in una nota - contribuiranno a sostenere le attività a sostegno delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate su tutto il territorio grazie all'impegno delle sezioni provinciali Aism. E' prevista anche possibilità di donare con il numero solidale 45512.
In Italia - ricorda una nota - oltre 150mila persone vivono con la Sm, una malattia cronica, imprevedibile e invalidante, una delle più gravi patologie del sistema nervoso centrale e ancora senza una cura definitiva. Ogni 3 ore una nuova diagnosi. Il 50% delle persone con Sm è giovane, ha meno di 40 anni: le donne sono 2 volte più degli uomini. Grazie ai progressi della ricerca scientifica, oggi esistono terapie in grado di rallentare il decorso della malattia e migliorare la qualità di vita. Tra le patologie correlate alla Sm vi sono i disturbi dello spettro della neuromielite ottica (Nmosd) e la Mogad, che hanno un quadro di bisogni assimilabili alla Sm.
L'iniziativa apre la Settimana nazionale di informazione sulla sclerosi multipla, che si conclude il 30 maggio con la Giornata mondiale della Sm, promossa da Aism sotto l'Alto patronato del presidente della Repubblica. Già da ora è possibile prenotare la propria confezione contattando la Sezione provinciale dell'associazione o consultando l'elenco su www.aism.it/aromatiche. A sostegno della campagna è attivo il numero solidale Aism 45512, per supportare in particolare il Polo di ricerca in neuroriabilitazione Neurobrite Fism Research Center presso la sede nazionale di Genova. Gli importi della donazione sono 5 o 10 euro per le chiamate da rete fissa Tim, Fastweb + Vodafone, Windtre, Tiscali e Geny; 5 euro da chiamata da rete fissa Convergenze e PosteMobile; 2 euro con SMS da cellulare Fastweb + Vodafone, Windtre, Tim, Iliad, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali. Quest'anno il kit include una cartolina informativa con un QRCode che rimanda a una landing page attraverso cui scoprire preziosi consigli, ricette e idee sfiziose su come utilizzare le erbe aromatiche, non solo in cucina grazie al contributo di diversi amici di Aism. L'associazione potrà contare ancora una volta sul sostegno della sua madrina, Antonella Ferrari, attrice, scrittrice e donna con Sm. Il suo appello è invitare tutti a scendere in piazza e a sostenere la ricerca. Insieme a lei, numerosi testimonial del mondo del food useranno i loro canali social per amplificare la voce della campagna.

(Adnkronos) - Toni Nadal 'incorona' Jannik Sinner in vista del Roland Garros. L'allenatore e zio di Rafa ha parlato pochi giorni dopo il trionfo dell'azzurro agli Internazionali d'Italia 2026, che ha riportato un italiano a vincere il torneo di casa 50 anni esatti dopo Panatta ed è valso il sesto titolo consecutivo nei Masters 1000, come nessuno era mai riuscito prima, completando così il Career Golden Masters, un traguardo condiviso da Novak Djokovic.
Numeri straordinari, inavvicinabili per i tennisti del circuito, ad eccezione di Carlos Alcaraz, fermo però ai box dopo l'infortunio al polso rimediato a Barcellona, che lo costringerà a saltare anche lo Slam parigino, a cui arrivava da campione in carica. "Nessuno è contento dell’infortunio di un giocatore, ma quando non partecipa il tuo avversario, sei contento, è normale, senza Alcaraz aumentano le possibilità di vittoria di tutti", ha detto Nadal a Radioestadio.
"Jannik non è brillante come Carlos, ma è più costante e ha tutto", ha spiegato, "sta diventando sempre più difficile battere Sinner, avere la possibilità di metterlo in difficoltà… quello che sta facendo Jannik è straordinario".

(Adnkronos) - Torna la Settimana nazionale della sclerosi multipla, promossa da Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) e dalla sua Fondazione Fism con eventi, incontri e iniziative in tutta Italia, dal 23 al 30 maggio, per informare, sensibilizzare e portare al centro dell'attenzione pubblica la vita delle persone con sclerosi multipla (Sm) e patologie correlate. Da quando nel 2000 l'Aism ha acceso per la prima volta i riflettori sulla malattia, la Settimana nazionale è diventata un appuntamento radicato nella coscienza collettiva del Paese, un grande evento che si svolge sotto l'Alto patronato del presidente della Repubblica. Il 20 maggio a Milano, presso il Pirelli HangarBicocca, all'interno dell'installazione 'I sette palazzi celesti' di Anselm Kiefer - informa Aism una nota - si terrà l'evento 'Sclerosi multipla 2030 - Lo sguardo oltre per costruire insieme il nostro domani', occasione di presentazione dell'Agenda 2030 della Sm e delle patologie correlate e della Settimana nazionale della Sm 2026. L'appuntamento, dal forte valore simbolico, dedicato a una visione condivisa per costruire un sistema capace di accompagnare davvero le persone in tutte le fasi della vita, ha il patrocinio di Rai Per La Sostenibilità Esg.
In Italia 8 persone ogni giorno ricevono la diagnosi di Sm, una delle più gravi malattie neurologiche croniche del sistema nervoso centrale, ricorda la nota. Colpisce soprattutto giovani sotto i 40 anni e donne. Può manifestarsi con sintomi molto diversi, visibili e invisibili, che incidono profondamente sulla qualità della vita, sull'autonomia personale, sul lavoro e sulle relazioni sociali. Si stimano oltre 150mila persone con Sm in Italia e 3 milioni nel mondo, con 3.600 nuove diagnosi ogni anno: 1 ogni 3 ore.
La Settimana nazionale 2026 accompagna il percorso dell'Agenda 2030 della sclerosi multipla e patologie correlate, il documento strategico costruito da Aism insieme alle persone con Sm, ai caregiver, ai professionisti e ai territori, che sarà presentato alle istituzioni il 30 maggio, in occasione della Giornata mondiale della sclerosi multipla che quest'anno è dedicata al tema della diagnosi. Scoprire in modo tempestivo e corretto la patologia - sottolineano gli esperti - permette di essere accompagnati da percorsi di presa in carico adeguati e modificare concretamente il decorso della Sm e la qualità della vita. Negli ultimi anni la ricerca ha compiuto progressi importanti, rendendo possibili diagnosi sempre più precoci e trattamenti più efficaci. Restano però alcuni tasselli importanti sul lato dei diritti, come difficoltà di accesso ai servizi, inclusione e lavoro.
Nel dettaglio, ad aprire simbolicamente la Settimana saranno le 'Erbe aromatiche di Aism', in programma il 23 e 24 maggio nelle principali piazze italiane: un appuntamento che unisce sensibilizzazione e raccolta fondi, coinvolgendo migliaia di volontari in tutta Italia. I fondi raccolti andranno a sostenere i progetti di ricerca e i servizi sul territorio. La ricerca sarà protagonista a Roma il 26 e 27 maggio presso l'Hotel Lifestyle, dove oltre 200 ricercatori provenienti da tutto il mondo si confronteranno sui più recenti sviluppi scientifici sulla sclerosi multipla e patologie correlate, in occasione del congresso internazionale promosso da Fism dal titolo 'Sclerosi multipla e patologie correlate: prevenzione e innovazione nella ricerca e nelle cure'. L'appuntamento è dedicato alle nuove prospettive aperte dalla ricerca, dalla diagnosi precoce alle terapie innovative, fino ai temi della prevenzione della disabilità, della riabilitazione e della qualità della vita. Nell'occasione sarà consegnato il Premio Rita Levi Montalcini, riconoscimento assegnato da oltre vent'anni a un ricercatore impegnato nelle neuroscienze.
La presentazione dell'Agenda della Sm e patologie correlate 2030 proseguirà il 28 maggio a Roma, presso la Camera dei deputati, in un momento di confronto istituzionale dedicato alle priorità strategiche per il futuro della ricerca, della salute, dei diritti e dell'inclusione. Momento centrale della Settimana sarà la Giornata mondiale della sclerosi multipla del 30 maggio, celebrata in oltre 80 Paesi del mondo. La sera del 30 maggio l'Italia si illuminerà di rosso: monumenti, palazzi istituzionali e luoghi simbolici in molte città accenderanno una luce sulla Sm e sulle sfide che ancora migliaia di persone affrontano ogni giorno. Tra i momenti clou della Giornata mondiale anche la partecipazione di Aism a Rockin'1000 in qualità di Charity Partner dell'evento che, il 30 maggio, si illuminerà di rosso per sensibilizzare il pubblico sulla malattia e sulle sfide quotidiane delle persone con Sm e patologie correlate. Un gesto simbolico ma potente - si legge nella nota - che unirà idealmente territori, comunità e istituzioni in una grande partecipazione collettiva di consapevolezza, vicinanza e impegno.
Durante la Settimana sono previsti numerosi eventi su tutto il territorio nazionale, promossi dalle 98 Sezioni provinciali Aism per sensibilizzare, informare e coinvolgere la cittadinanza con una voce sola: nelle piazze, nelle istituzioni, nei luoghi della ricerca e nelle comunità locali. Un impegno collettivo che Aism e Fism portano avanti ogni giorno, accanto alle persone con Sm e alle loro famiglie. Il programma completo degli appuntamenti è disponibile su aism.it. Agenda della Sm e patologie correlate e il Barometro sono disponibili su aism.it/agenda.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Carlos Alcaraz scrive a Jannik Sinner... ma è fake. Oggi, martedì 19 maggio, a pochi giorni dal trionfo del tennista azzurro agli Internazionali d'Italia 2026, è cominciata a circolare sul web, e su numerose testate nazionali, una presunta lettera a cuore aperto scritta dallo spagnolo per complimentarsi con il numero 1. Peccato però che quelle belle parole fossero figlie di una pagina X di satira tennistica.
"Jannik, guardo la finale da casa con il ghiaccio sul polso. Ogni volta che il telefono vibra… c’è di nuovo il tuo nome. Un altro trofeo. Un’altra domenica in cui fai la storia come fosse la cosa più normale del mondo", ha scritto il 'finto' Alcaraz in una storia, mai pubblicata, su Instagram, "9 titoli Masters già… pazzesco. A volte penso che vinci troppo quando io non ci sono. Il tennis sembra strano quando non ti guardo dall’altra parte della rete tra un punto e l’altro. Il circuito è troppo silenzioso senza le nostre partite. Mi manca questa sensazione… entrare in campo sapendo che dall’altra parte ci sei tu, pronto alla guerra".
La (finta) chiusura di messaggio è quasi commovente: "Tornerò presto… e spero che tu sia ancora lì ad aspettarmi. Vamos".

(Adnkronos) - Non ha risposto alle domande del gip di Modena, durante l’udienza di convalida del fermo, Salim El Koudri, l'uomo che con la sua auto sabato 16 maggio ha falciato sette persone in pieno centro a Modena, di cui quattro ancora ricoverate in gravi condizioni. Assistito dall'avvocato Fausto Gianelli, il 31enne deve rispondere delle accuse di strage e lesioni aggravate dall'uso del coltello contestate dalla procura di Modena guidata dal procuratore Luca Masini che coordina l'indagine con la pm Monica Bombana. La pubblica accusa ha chiesto la conferma del carcere, richiesta su cui il giudice per le indagini preliminari si è riservato.
"Mi dispiace davvero che sia finita così..." è la frase che El Koudri ha riferito al suo legale dopo che stamane gli ha raccontato nuovamente quanto accaduto sabato. Un frase che il difensore riferisce all'Adnkronos. Il 31enne, nato a Bergamo, figlio di immigrati marocchini, laureato e con problemi psichici certificati, resta in isolamento nel carcere di Modena in attesa della decisione del gip sulla convalida; decisione che è attesa in giornata.

(Adnkronos) - Volano stracci in casa Juventus. Durante la partita con la Fiorentina, persa 2-0 in casa nella penultima giornata di Serie A, Dusan Vlahovic e Manuel Locatelli sono stati protagonisti di una lite in campo diventata presto virale. Il centrocampista bianconero ha urlato qualcosa all'attaccante serbo, indicandogli un movimento, ma Vlahovic ha reagito male mandandolo platealmente a quel paese e ricevendo la stessa risposta dal compagno di squadra.
Un comportamento, da parte di entrambi, giudicato inaccettabile dalla Juventus. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il club bianconero avrebbe scelto infatti la linea dura: multa salata sia per Vlahovic che Locatelli. Il messaggio, da far passare una volta per tutte nello spogliatoio, è che liti del genere in campo non sono accettabili e non passeranno lisce.
Pagina 135 di 210
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it