Le riforme europee del settore bancario e finanziario e le sfide
poste dai nuovi rischi, dall'innovazione e dalla trasformazione
digitale sono al centro della quarta edizione della scuola estiva
di economia e diritto "Nuove frontiere del banking e della finanza
ed evoluzione della regolamentazione" appena inaugurata e che si
protrarrà fino a venerdì 26 giugno nell'Aula Baffi dell'Università
di Cagliari in viale Sant'Ignazio. "L'evento, promosso dal
dipartimento di scienze economiche e sociali della facoltà di
Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche - precisano dall'Ateneo
- si propone come percorso di alta formazione e multidisciplinare
in un contesto interessato da continui cambiamenti geopolitici,
innovazione tecnologica, transizione sostenibile e nuove esigenze
regolamentari". Le quattro giornate si rivolgono a studiosi,
professionisti, dirigenti bancari, rappresentanti delle autorità di
vigilanza e operatori del settore finanziario.
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Terna ha presentato, presso l'Aula Magna del Rettorato
dell'Università degli Studi di Cagliari, la quinta edizione del
Master di II Livello "Digitalizzazione del sistema elettrico per la
transizione energetica", nell'ambito del progetto Tyrrhenian Lab,
in collaborazione con gli Atenei di Cagliari, Palermo e
Salerno.
(Adnkronos) - L'Ucraina amplia il raggio dei suoi raid e la Russia sposta le difese dal fronte per proteggere Mosca, nuovo obiettivo di Kiev.
Le autorità russe hanno infatti iniziato a rafforzare la difesa aerea della capitale, anche spostando sistemi dal fronte, già prima dei nuovi raid delle forze ucraine nella notte fra il 21 e il 22, il terzo attacco contro la capitale russa in una settimana, mentre Kiev sta intensificando i raid a medio e lungo raggio in tutto il Paese e contro le retrovie delle forze russe nei territori occupati. Data l'estensione del territorio e gli innumerevoli possibili bersagli, le decisioni da prendere, per i militari russi, sono oggettivamente difficili, anche tenendo conto della distruzione di capacità radar messa in atto il mese scorso dalle forze ucraine e del rallentamento della produzione di intercettori riconducibili alla carenza di componenti bloccate dalle sanzioni.
Una nuova batteria di S-400 è stata installata nel Parco Moskoretsky, uno dei punti più elevati intorno alla città, a fine maggio, secondo immagini satellitari raccolte all'inizio di giugno e analizzate nei giorni scorsi, come scrive l'Institute for the Study of War.
Su una torre accanto alla raffineria di petrolio colpita nella notte fra il 17 e il 18, dopo un precedente bombardamento il giorno prima, sarebbe stato installato un sistema Pantsir spostato dal fronte, considerata la gabbia metallica protettiva, ha scritto ieri il Telegraph. Il sistema ha solo due dei sei missili di cui può essere dotato, segnalando la possibile carenza di intercettori.
Cbs nei giorni scorsi aveva parlato della carenza di sistemi di difesa aerea S-300 a causa del freno delle importazioni di componenti a causa delle sanzioni, stop che potrebbe investire anche la produzione di altri sistemi di difesa.
Ieri Kiev ha rivendicato di aver colpito il Centro per la comunicazione speciale di Dubna, nella regione di Mosca, a 540 chilometri dal confine, centro di grande importanza per il collegamento dei satelliti alle reti di comunicazioni a terra, che gestisce fra l'altro la rete di collegamento satellitare che collega la Russia all'estero. La Compagnia di stato per le comunicazioni spaziali associata al Centro ha ammesso il raid, precisando tuttavia che non sono state interrotte le trasmissioni televisive e le comunicazioni.
Kiev ha esteso, anche grazie ai nuovi droni Fire Point ,che possono arrivare a 2.070 chilometri in profondità, le sue capacità di attacco a lungo raggio. Volodymir Zelensky ha anticipato che presto le forze di Kiev riusciranno ad arrivare a 3mila chilometri. Ad aprile, ci sono stati almeno 18 raid in profondità contro infrastrutture del petrolio e asset militari russi, 33 a maggio e 28, a ora, a giugno.
Un altro obiettivo delle forze di Kiev sono le linee di rifornimento verso la Crimea e i territori occupati dalla Russia. Oggi è stato colpito un deposito di carburante con prodotti derivati del petrolio, che ha preso fuoco, a Kerch. Una colonna di fumo nero si è estesa per 47 chilometri. Un altro incendio è stato registrato vicino all'ingresso di Kerch, nei pressi di Bagerovo, dove avrebbero potuto trovarsi sistemi di difesa aerea russi S-300 e S-400. La Crimea, dove già è stata bloccata la vendita di carburante ai residenti, registra anche interruzioni nell'erogazione di elettricità e acqua dopo i raid ucraini di domenica.
Secondo analisi indipendenti del sito di notizie Meduza, le forze di Kiev hanno notevolmente intensificato a maggio e giugno i loro raid contro camion o altri mezzi per il rifornimento delle postazioni nelle regioni occupate dell'Ucraina. E' aumentata anche in pochi mesi la gittata dei raid a medio raggio da diversi chilometri a diverse decine di chilometri. L'analista francese indipendente Clement Moulin ha calcolato che sono stati colpiti almeno 500 camion e altri mezzi nelle regioni occupate fra il primo maggio e il 18 giugno. Sono aumentati in modo significativo, ma solo a maggio, anche i raid contro le retrovie russe lungo le direttive Hulyaipole e Oleksandrivka, con attacchi contro l'autostrada M-14 che da Rostov va in Crimea attraverso le regioni di Donetsk e Zaporizhzhia.

(Adnkronos) - Come incidono il lupus eritematoso e la nefrite lupica sulla vita quotidiana delle persone? Quali costi comportano per i pazienti e le loro famiglie? E quali difficoltà si incontrano nell'accesso ai percorsi di cura? Per rispondere a queste domande e costruire una fotografia aggiornata della realtà italiana, è ancora possibile partecipare alla survey nazionale promossa da Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare Aps Ets, in collaborazione con Crea Sanità, nell'ambito del progetto di ricerca ‘Patologie reumatologiche in Italia – Epidemiologia ed equità di accesso alle cure’, lanciata nel marzo scorso. L'indagine, disponibile online sul sito di Apmarr Aps Ets - informa una nota - è rivolta alle persone che convivono con lupus eritematoso e nefrite lupica per raccogliere, in forma anonima, informazioni relative a 3 aspetti fondamentali: qualità della vita, utilizzo delle prestazioni sanitarie e costi sostenuti direttamente dai pazienti.
"L'obiettivo della survey è dare voce alle persone che vivono ogni giorno con queste patologie e raccogliere dati che oggi risultano ancora insufficienti – afferma Antonella Celano, presidente Apmarr Aps Ets – Ogni questionario compilato rappresenta un contributo prezioso per comprendere meglio l'impatto reale della malattia e per sostenere richieste di miglioramento dei servizi, dell'assistenza e dell'equità di accesso alle cure. Per questo invitiamo tutti i pazienti interessati a dedicare pochi minuti del proprio tempo alla compilazione".
I risultati contribuiranno ad arricchire il patrimonio di conoscenze disponibile su queste patologie e costituiranno una base scientifica utile per orientare le future politiche sanitarie e organizzative. Disporre di dati aggiornati e rappresentativi - riferisce la nota - è fondamentale per comprendere il peso delle patologie sulla vita delle persone e sul sistema. Una partecipazione ampia consentirà di ottenere evidenze più solide e affidabili, indispensabili per individuare le criticità e progettare interventi realmente efficaci. Il progetto è realizzato con il contributo non condizionante di Roche e Celltrion e prevede, nelle fasi successive, l'estensione dell'analisi ad altre patologie reumatologiche e l'approfondimento delle disuguaglianze territoriali nell'accesso alle cure.

(Adnkronos) - La rosa dei vincitori del 30° Premio Internazionale Fair Play Menarini, in programma il prossimo 2 luglio a Firenze, continua ad accogliere grandi leggende dello sport mondiale. Tra i campioni che al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino riceveranno il riconoscimento dedicato ai più alti valori dello sport, si aggiungono due autentici simboli del calcio internazionale: Diego Milito ed Emilio Butragueno. Protagonista di una carriera straordinaria tra Argentina, Spagna e Italia, “El Principe” Diego Milito ha conquistato il cuore degli appassionati grazie al suo talento, alla sua correttezza e a un percorso costellato di successi. Indimenticabile il ruolo centrale nell’epico “Triplete” dell’Inter nel 2010, coronato dalla doppietta nella finale di Uefa Champions League contro il Bayern Monaco. Accanto a lui sarà premiato Emilio Butragueño, icona nella storia del calcio spagnolo. Soprannominato “El Buitre”, è stato il simbolo del Real Madrid degli anni Ottanta e portabandiera di una delle epoche più vincenti del club madrileno. Con l’ingresso di Milito e Butragueño, il parterre dei premiati del 30° Premio Internazionale Fair Play Menarini si arricchisce di eccezionali campioni artefici di trionfi sul campo e testimoni dei valori sani dello sport, incarnando perfettamente lo spirito dell’evento che da trent’anni celebra il fair play come patrimonio universale.
“Accogliamo due star del calcio internazionale, che hanno lasciato un segno profondo nello sport non soltanto per i loro successi, ma anche per il modo in cui li hanno ottenuti – dichiarano Luca Lastrucci, Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini – Milito e Butragueño condividono gli stessi valori che accomunano tutti i protagonisti del 30° Premio Fair Play Menarini, confermandosi esempi straordinari di sport e correttezza dentro e fuori dal campo”.
Ecco i premiati dell’edizione 2026: Achille Polonara, pallacanestro; Antonella Palmisano, marcia; Armand Duplantis, salto con l’asta; Bebe Vio, atletica paralimpica; Chiara Mazzel, sci paralimpico; Daniele Garozzo, scherma; Davide Ghiotto – Michele Malfatti – Andrea Giovannini, pattinaggio su ghiaccio; Diego Milito, calcio; Emilio Butragueño, calcio; Fabio Caressa, giornalismo; Gianfranco Zola, calcio; Gregorio Paltrinieri, nuoto; Simone Anzani, pallavolo. Il 30° Premio Internazionale Fair Play Menarini vede la partecipazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale in qualità di partner istituzionale, e di Sustenium, Frecciarossa, Adiacent ed Estra come partner dell’iniziativa. Per seguire da vicino i protagonisti e restare aggiornati su tutte le novità, visitare il sito ufficiale www.fairplaymenarini.com e i canali social del Premio su Instagram, Facebook e YouTube.

(Adnkronos) - "Tre anni fa Deloitte ha deciso di sostenere questo progetto con l'obiettivo di contribuire a ridurre le barriere nell'accesso alle cure. Oggi siamo particolarmente soddisfatti di poter annunciare che oltre mille persone fragili dal punto di vista economico e sociale, provenienti da più di 75 Paesi, hanno avuto la possibilità di accedere a cure specialistiche. Si tratta di un risultato importante, che dimostra il valore della collaborazione tra pubblico, privato e Terzo settore. In questa iniziativa sono coinvolti Deloitte, l'Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola e la Comunità di Sant'Egidio: una sinergia che testimonia quanto idee, competenze ed esperienze condivise possano generare progetti ad alto impatto sociale". Lo ha detto Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Central Mediterranean, alla conferenza stampa 'Progetto San Bartolomeo - Tre anni di impegno e risultati'. Obiettivo dell'incontro, questa mattina nell’Aula Magna dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, fare il punto sui risultati ottenuti e sugli obiettivi futuri: dal 2023 a oggi il progetto è riuscito ad assistere oltre mille persone in condizione di fragilità sociale ed economica che, in molti dei casi, avrebbero rinunciato a curarsi.
"La sfida, oggi - ha poi aggiunto Pompei - non è soltanto proseguire il percorso avviato, ma ampliarlo, garantendo la sostenibilità strutturale delle attività sviluppate dal 2023 e favorendo la nascita di nuove iniziative analoghe. Eventi come quello odierno hanno anche un ruolo fondamentale nel diffondere la conoscenza del progetto, affinché un numero sempre maggiore di persone che ne hanno bisogno possa sapere dell'esistenza di questa opportunità e accedere alle cure disponibili".

(Adnkronos) - La Francia vincerà i Mondiali 2026, parola di Erling Haaland. Il centravanti della Norvegia ha trascinato la Nazionale scandinava alla vittoria contro il Senegal, risultando decisivo con una doppietta nel 3-2 che ha deciso la seconda giornata del girone I e strappando il pass per i sedicesimi di finale.
La Norvegia ha raggiunto così il primo posto del gruppo salendo a quota 6, a pari merito con la Francia, vittoriosa contro l'Iraq per 3-0. L'ultima giornata della fase a gironi sarà quindi decisiva per stabilire chi chiuderà da prima il girone, ma Haaland non ha dubbi sull'esito del match.
"Non mi importa molto della partita con la Francia", ha detto Haaland ai microfoni di Fox nel post partita, "probabilmente ci batteranno e vinceranno al Coppa del Mondo".

(Adnkronos) - "Sono stati tre anni importanti e impegnativi. Oggi non celebriamo soltanto il traguardo dei mille pazienti assistiti, ma soprattutto la capacità di aver costruito attorno a questo progetto una rete di competenze al servizio delle persone più fragili". Lo ha dichiarato Giovanni Arcuri, direttore generale dell'Ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola, intervenendo alla conferenza stampa "Progetto San Bartolomeo - Tre anni di impegno e risultati". L'incontro, ospitato nell'Aula Magna dell'Ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola, è stato l'occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future dell'iniziativa, che dal 2023 a oggi ha consentito a oltre mille persone in condizioni di fragilità sociale ed economica di accedere alle cure, evitando in molti casi la rinuncia ai percorsi sanitari.
"L'ospedale ha messo a disposizione la propria capacità clinica e organizzativa; la Comunità di Sant'Egidio ha accompagnato i pazienti, costruendo con loro un rapporto di fiducia e indirizzandoli verso i percorsi di cura; la Fondazione Deloitte ha sostenuto il progetto, contribuendo a strutturarlo e a rafforzarne il metodo", ha spiegato Arcuri. In tre anni il Progetto San Bartolomeo ha preso in carico oltre mille pazienti fragili provenienti da 75 Paesi. "I principali ambiti di intervento hanno riguardato i percorsi ostetrico-ginecologici, le cure odontoiatriche e gli ambulatori di ortopedia, costruendo un modello di assistenza centrato sui bisogni concreti delle persone", ha sottolineato.
"Più che celebrare un risultato, oggi vogliamo mostrare le fondamenta del futuro. Questo è un percorso che intendiamo continuare perché rappresenta anche la nostra identità valoriale e ci ricorda il significato più profondo del fare sanità: prendersi cura dei pazienti più fragili. Per questo sarà fondamentale continuare a costruire sostegno e collaborazione attorno al progetto, così da garantirne la crescita e la continuità nel tempo", ha concluso Arcuri.

(Adnkronos) - "La Comunità di Sant'Egidio dispone di una rete di case di accoglienza diffuse sul territorio cittadino, dove vengono intercettate e seguite persone che, per diverse ragioni, rischiano di essere escluse dal Servizio sanitario nazionale, spesso a causa di problemi legati alla documentazione o a condizioni di particolare fragilità. Attraverso il Progetto San Bartolomeo segnaliamo queste persone all'Ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola, affinché possano accedere alle cure di cui hanno bisogno. Si tratta di un progetto di democrazia sanitaria, perché la democrazia di un Paese si misura anche dalla capacità di includere chi rischia di restare ai margini". Lo ha detto Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio intervenendo alla conferenza stampa "Progetto San Bartolomeo - Tre anni di impegno e risultati". L'incontro, ospitato nell'Aula Magna dell'Ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola, è stato l'occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future dell'iniziativa, che dal 2023 a oggi ha consentito a oltre mille persone in condizioni di fragilità sociale ed economica di accedere alle cure, evitando in molti casi la rinuncia ai percorsi sanitari.
"Oggi sappiamo che molte persone, anche per motivi economici, non riescono ad accedere ai servizi sanitari, mom hanno la possibilità di farlo. Per questo - ha ricordato Impagliazzo - il nostro impegno è accompagnarle verso percorsi di assistenza e cura. Essere arrivati a questo risultato rappresenta per noi una grande soddisfazione".
Alla domanda sul ruolo svolto dalla Comunità di Sant'Egidio, il presidente ha sottolineato l'importanza dell'attività di mediazione culturale e accompagnamento: "Molte persone che non hanno rapporti con il sistema sanitario, e quindi non sono abituate a curarsi, provano timore o diffidenza e spesso non sanno come orientarsi nei servizi pubblici. Il nostro compito è proprio quello di accompagnarle, costruire un rapporto di fiducia e rendere più semplice l'accesso ai percorsi sanitari. Grazie a questa mediazione, il cammino verso la cura diventa più facile e accessibile" ha poi concluso.

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(Adnkronos) - Forma particolare e molto aggressiva, il glaucoma pseudoesfoliativo è una malattia oculare che si caratterizza per la tendenza a progredire e a peggiorare in tempi molto rapidi. La patologia, che colpisce più di 100mila persone in Italia, rappresenta fino al 30% di tutti i casi della patologia ad angolo aperto.
“Come per tutte le forme di glaucoma però il numero di casi reali potrebbe essere molto più alto in quanto è una malattia sottodiagnosticata. Si caratterizza da una pressione oculare molto elevata e quindi le capacità visive peggiorano rapidamente. Per questo è ancor più fondamentale intervenire tempestivamente per poter evitare danni permanenti alla vista. Esistono diversi possibili trattamenti chirurgici che possono bloccare lo sviluppo della malattia e preservare la vista ai pazienti”, afferma Luciano Quaranta, professore, direttore e fondatore del Centro oculistico italiano, che alle forme più gravi di glaucoma - informa una nota - ha appena dedicato 2 corsi formativi per gli specialisti. Gli eventi sono stati promossi insieme alla Associazione italiana per lo studio del glaucoma e dall’European Glaucoma Society.
Al centro della discussione scientifica ci sono stati i principali interventi curativi e le ultime evidenze prodotte dalla ricerca. “Stiamo parlando di una patologia oculare molto seria e che rappresenta una delle principali cause di cecità nel nostro Paese - sottolinea Quaranta - Comprendere le diverse opzioni di terapia disponibili e scegliere la migliore è il primo passo da fare per proteggere la vista a lungo termine. Il glaucoma pseudoesfoliativo è associato alla dispersione di materiale a provenienza dalla capsula del cristallino. Come intervento chirurgico ‘preventivo’ vi è l’estrazione della cataratta in fase molto precoce e dopo, in base alla gravità del quadro clinico, sono diverse le possibili opzioni. Negli ultimissimi anni - chiarisce - sono stati introdotti nuovi interventi mini-invasivi che però al momento non possono ancora rappresentare il nuovo standard di cura”.
“Come è emerso dal recente corso che abbiamo promosso, gli interventi ‘classici’ (trabeculectomia e scelerectomia profonda) sembrano funzionare meglio rispetto alle 'nuove' chirurgie. Quest’ultime sono però di solito più gradite ai nostri pazienti in quanto a volte si verifica effettivamente un recupero visivo più rapido. Inoltre, in caso di fallimento possono essere intrapresi ulteriori trattamenti più invasivi”, prosegue.
In Italia si calcola che le persone colpite da glaucoma siano oltre 500mila ma potrebbero esserci altrettanti casi sommersi e non ancora diagnosticati. “La chirurgia ‘tradizionale’ per tutte le forme di glaucoma consiste soprattutto in interventi a filtrazione sottocongiuntivale - illustra Quaranta - Riusciamo a creare una comunicazione fra la porzione anteriore dell’occhio e lo spazio sottocongiuntivale. In questo modo possiamo far uscire il liquido umor acqueo e regolarizzare la pressione interna dell’occhio. Sono trattamenti molto efficaci soprattutto quando svolti all’inizio dell’insorgenza di una patologia che però è quasi sempre silente. Intervenire precocemente, contro il glaucoma, è molto difficile", rimarca l’esperto.
"La diagnosi stessa è spesso tardiva a causa di sintomi non sempre evidenti o comunque sottovalutati dai pazienti. Esistono delle persone che devono essere considerate a rischio e quando iniziano ad avere problemi di vista devono rivolgersi subito ad uno specialista. La patologia, infatti, colpisce sopra i 50 anni e spesso in presenza di altre malattie oculari come la miopia o ipermetropia elevata. C’è poi l’ereditarietà che non è un fattore trascurabile e quindi ‘osservati speciali’ - conclude - sono tutti coloro che hanno già avuto casi di famiglia”.

(Adnkronos) - Al Mic di Faenza va in scena da oggi al 28 luglio la mostra Nordic Table Design. Una silenziosa rivoluzione femminile (1900–1970), curata da Fabia Masciello, racconta settant’anni di design nordico al femminile attraverso una selezione di oggetti per la tavola e approfondisce il ruolo che intellettuali, designer, artigiane, architette, artiste e imprenditrici, provenienti da Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, hanno avuto nella trasformazione della società del XX secolo.
Questa inedita storia del design, costruita attraverso molteplici voci, racconta il passaggio dalla tradizione alla modernità, dall'artigianato all'industria, da una società gerarchica a una più inclusiva. Un percorso che si intreccia con le battaglie delle donne per l'emancipazione e per la conquista della parità di genere. L’esposizione riunisce oltre duecento opere, tra pezzi storici provenienti da musei, archivi e collezioni private e oggetti tuttora in produzione concessi da aziende. I manufatti esposti testimoniano come il design della tavola abbia rappresentato molto più di una semplice ricerca estetica o funzionale: un autentico laboratorio di sperimentazione sociale, capace di ridefinire ruoli domestici, relazioni familiari e modelli culturali.
Una rivoluzione silenziosa ma profonda, portata avanti da donne che hanno dimostrato come anche un semplice gesto quotidiano — apparecchiare la tavola, condividere un pasto, stare insieme — possa trasformarsi in un atto di libertà e di cambiamento. Il loro approccio progettuale, profondamente umanista, coniuga creatività, estetica, funzionalità e accessibilità, ponendo al centro le persone, i loro bisogni e la qualità delle relazioni. Il design è spesso associato all’idea di lusso, prestigio e visibilità. La mostra sceglie invece di rivolgere lo sguardo altrove: verso un design discreto ma essenziale, capace di abitare la quotidianità e di trasformarla. Al centro vi sono le donne che, partendo dalla tavola — cuore della vita domestica e luogo simbolico di relazione, cura e condivisione — hanno contribuito a ripensare e ridefinire le forme del nostro vivere. In un mondo caratterizzato dalla velocità e dal consumo, la rivoluzione delle designer nordiche appare straordinariamente attuale: ci invita a riflettere sul significato del progettare oggi, riscoprendo un design fondato sull’empatia e sui bisogni reali delle persone, in cui la tavola può tornare ad essere uno spazio cui esprimere valori, identità e forme di convivenza.
L’esposizione vanta un legame speciale con la storia del MIC. Tra il 1964 e il 1974, il Premio Faenza – Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte ospitò una sezione dedicata al disegno industriale. Moltissime manifatture nordiche guidate da donne vi presero parte stabilmente, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. La mostra evidenzia inoltre il ruolo del MIC Faenza come luogo di incontro tra la tradizione ceramica italiana e il design internazionale, valorizzando il contributo delle protagoniste femminili del design nordico come figure centrali di una più ampia trasformazione culturale europea.
Aino Aalto, Herta Bengtson, Estrid Ericson, Nora Gulbrandsen, Grethe Meyer, Ulla Procopè, Marianne Westman e molte altre protagoniste, guidano il visitatore in un percorso articolato in sette sezioni. La prima, “Il Grande Nord”, introduce la cultura nordica e i valori condivisi che hanno contribuito a definire un’identità comune nel campo del design, pur nel rispetto delle specificità nazionali. La seconda sezione, “Bellezza per tutti”, racconta la nascita del design democratico nei Paesi nordici all’inizio del Novecento. In questi anni le donne, fino ad allora relegate prevalentemente alla sfera domestica, iniziano a rivendicare un ruolo attivo nella vita politica e professionale. Tra gli anni Venti e Trenta emergono le prime designer, direttrici di dipartimento nelle manifatture di porcellana e imprenditrici che sfidano un sistema dominato dagli uomini per affermare la propria ricerca creativa parallelamente alle battaglie per il riconoscimento dei diritti femminili. La terza sezione, “La rivoluzione a tavola”, descrive il clima di rinascita e ottimismo del secondo dopoguerra e i cambiamenti del gusto tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in parallelo alla crescente affermazione delle donne nel mondo del design.
Con “Il design entra in cucina”, la quarta sezione, la mostra esplora le trasformazioni sociali che accompagnano l’ingresso sempre più massiccio delle donne nel mondo del lavoro. La riduzione del tempo dedicato alle attività domestiche modifica profondamente abitudini, ruoli e dinamiche familiari, influenzando direttamente il design degli oggetti destinati alla vita quotidiana. La quinta sezione, “Verso una nuova libertà”, racconta la contestazione degli ideali borghesi negli anni Settanta e l’affermazione di uno stile di vita più libero e informale. Anche il design della tavola riflette questi cambiamenti, valorizzando convivialità, spontaneità e socializzazione. La sesta sezione, “Una forza invisibile”, rende omaggio alle operaie che hanno contribuito, con il loro lavoro quotidiano, alla realizzazione di questi oggetti e alla costruzione di un patrimonio culturale condiviso. Una presenza spesso rimasta ai margini della narrazione ufficiale, ma fondamentale per la storia del design.
Chiude il percorso “Il design nordico e il Premio Faenza”, dedicata al legame tra il design nordico e il Premio Faenza, Concorso Internazionale d’Arte Ceramica. Tra il 1964 e il 1974 il concorso prevedeva una sezione dedicata al disegno industriale, alla quale parteciparono regolarmente le principali manifatture nordiche. Numerosi riconoscimenti furono assegnati a designer donne, tra cui Grete Rønning, Marianne Westman, Rut Bryk, Hertha Bengtson e Lisa Larson. I manufatti premiati, oggi parte delle collezioni del MIC Faenza, vengono esposti per la prima volta tutti insieme, offrendo una preziosa testimonianza di questa stagione creativa. La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano/inglese) pubblicato da Silvana Editoriale.

(Adnkronos) - "Oggi la gestione della fauna selvatica può contare su strumenti moderni, fondati su dati, competenze scientifiche, pianificazione, controlli e responsabilità istituzionale e in questo senso la riforma non vuole cancellare le tutele ma aggiornare regole nate oltre trent’anni fa, in un contesto territoriale, faunistico e amministrativo profondamente diverso da quello attuale. Nelle ultime settimane il confronto su un tema complesso come la gestione della fauna selvatica è stato spesso attraversato da ricostruzioni non corrispondenti al testo del provvedimento. Si è parlato di caccia nei parchi, nelle città, sulle spiagge, di cancellazione del ruolo di Ispra, di rischio per le specie protette, di liberalizzazione generalizzata dell’attività venatoria. Sono affermazioni false o gravemente fuorvianti". Lo ha detto Maurizio Zipponi presidente del Comitato Nazionale Caccia e Natura in merito al Disegno di Legge di modifica della Legge 157/1992 che è in riesame al Senato.
Una delle accuse più ricorrenti è che la riforma permetterebbe l’inizio della caccia in spiaggia, Zipponi ha spiegato che "è falso. Teoricamente, nel nostro Paese la caccia lungo le coste, spiagge comprese, è già possibile durante la stagione venatoria, secondo le regole vigenti e non per effetto delle modifiche oggi in discussione. Sono le Regioni, attraverso i piani faunistico-venatori e la normativa regionale, a stabilire limiti, regolamenti e aree effettivamente cacciabili. Va detto con chiarezza: nessun cacciatore potrà mai circolare sulle spiagge durante la stagione balneare. Parlare di caccia sulle spiagge come conseguenza diretta del Ddl significa alimentare un allarme che non trova riscontro nel testo. La pianificazione del territorio - ha spiegato Zipponi - resta di competenza regionale, nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge nazionale. L’eventuale aggiornamento di aree e mappe non equivale a cancellare le tutele, ma a rendere la pianificazione più aderente alla realtà ecologica attuale. La fauna, gli habitat, l’uso del territorio e le pressioni sulle attività agricole sono cambiati in modo significativo negli ultimi decenni. Governare questi cambiamenti richiede strumenti aggiornati, non slogan".
Zipponi poi ha assicurato che non si potrà cacciare nei parchi o nelle città: "I parchi nazionali e regionali restano aree sottratte all’attività venatoria, così come le oasi di protezione e le zone di ripopolamento. Lo stesso vale per i centri abitati, dove l’esercizio della caccia resta incompatibile per evidenti ragioni di sicurezza e ordine pubblico. Vorrei fosse chiaro che il testo non introduce alcuna liberalizzazione del prelievo venatorio urbano. Le eventuali attività di controllo o selezione in aree protette sono fattispecie diverse dalla caccia ordinaria e sono già disciplinate da strumenti normativi specifici non modificati dal Ddl". E ancora: "non è previsto alcun obbligo generalizzato di riduzione delle aree protette. Il punto è un altro: assicurare una pianificazione coerente, aggiornata e rispettosa dei limiti stabiliti dalla legge e delle competenze istituzionali. La fauna selvatica resta patrimonio indisponibile dello Stato. L’attività venatoria continua a essere consentita solo per le specie previste dalla legge, nei limiti dei calendari, della pianificazione regionale e della normativa europea e sovranazionale. Le specie protette restano tali".
In merito al rischio che foreste demaniali, valichi montani e terreni innevati diventeranno zone senza regole, il presidente di Cncn ha assicurato che "anche in questo caso si confonde la pianificazione con l’assenza di controllo. L’eventuale inclusione di determinate aree nella pianificazione venatoria non elimina divieti, limiti, distanze di sicurezza, periodi consentiti, specie cacciabili, controlli e misure specifiche di tutela. La gestione moderna non significa deregolamentazione. Significa al contrario collocare ogni scelta dentro un quadro ordinato, verificabile e coerente con le esigenze ambientali e di sicurezza". Riguardo ad Ispra, Zipponi ha spiegato che "Ispra resta il riferimento tecnico-scientifico nazionale in materia di tutela e gestione della fauna. Con l’approvazione del Ddl, il suo contributo viene inserito in un sistema consultivo più ampio, nel quale possono confrontarsi competenze scientifiche, istituzioni, Regioni e rappresentanze del mondo venatorio, agricolo e ambientalista. Il principio deve essere quello di una decisione pubblica informata, fondata su competenze e dati, capace di tenere insieme tutela ambientale, equilibrio faunistico, sicurezza, agricoltura e presidio del territorio".
"Non esiste alcun atto formale di bocciatura del Disegno di Legge da parte della Commissione europea. Le interlocuzioni tecniche tra Commissione e Stati membri rientrano nel normale dialogo istituzionale, a maggior ragione quando si discute di un testo ancora in corso di esame parlamentare. È corretto confrontarsi con il quadro europeo, non è corretto trasformare un’interlocuzione tecnica in una bocciatura che, formalmente, non esiste". Alcuni sostengono che il provvedimento favorisca il bracconaggio: "È una tesi infondata. - ha evidenziato Zipponi - Il testo prevede nuove sanzioni e l’inasprimento di quelle esistenti. Il bracconiere è chi agisce fuori dalle regole: senza titolo, fuori periodo, in aree vietate, su specie non consentite o con mezzi proibiti. Il bracconaggio è il primo avversario dei cacciatori regolari. Confondere chi rispetta norme, calendari, controlli e autorizzazioni con chi viola la legge significa indebolire il fronte della legalità". E ancora, in merito alla caccia al lupo Zippone ha sottolineato che "il lupo non diventa specie cacciabile. La specie mantiene il proprio regime di tutela nazionale ed europeo. Ogni eventuale adeguamento dovrà avvenire nel rispetto della Direttiva Habitat e della Convenzione di Berna. Su un tema così delicato servono rigore scientifico, responsabilità istituzionale e rispetto delle norme sovranazionali senza scivolare in errate semplificazioni".
E riguardo all’inserimento di oche e piccioni inselvatichiti tra le specie gestibili, Zipponi ha detto ancora che "l’eventuale prelievo riguarda specie particolarmente diffuse e adattabili, che possono generare impatti su colture, edifici, igiene pubblica e altre specie. Ma non vi è alcun automatismo: le Regioni non sono obbligate a inserirle nei calendari venatori: ogni scelta deve basarsi su valutazioni scientifiche e su una pianificazione coerente. Parlare di liberalizzazione è quindi improprio". Il presidente di Cncn ha poi evidenziato che l’uso di visori notturni e dispositivi optoelettronici è previsto solo in specifici contesti di caccia di selezione agli ungulati e nei limiti della normativa. Non si tratta di introdurre una caccia indiscriminata, ma di consentire strumenti che, in determinati interventi, possono migliorare sicurezza e precisione. La selezione, quando prevista e regolata, è parte di una gestione faunistica ordinata. Deve essere svolta con strumenti adeguati, sotto controllo e dentro regole certe".
Zipponi ha poi parlato dei calendari venatori che "restano soggetti alla normativa nazionale ed europea. Devono rispettare i periodi sensibili delle specie, tra cui riproduzione, migrazione e fasi di maggiore vulnerabilità. La definizione dei calendari non può prescindere dal quadro scientifico e normativo. È questo il presidio che garantisce equilibrio tra attività venatoria e tutela della fauna. Nel Disegno di Legge - ha aggiunto Zipponi - non è prevista l’eliminazione delle giornate di silenzio venatorio. La disciplina dei tempi e delle modalità resta affidata alla normativa vigente e ai calendari regionali. Anche su questo punto è necessario attenersi al testo, evitando interpretazioni improprie che non trovano riscontro nel provvedimento".
Zipponi ha precisato poi che "le aziende faunistico-venatorie operano già su autorizzazione pubblica e sotto controllo regionale. Sono soggette a obblighi di gestione ambientale, ripristino degli habitat e tutela delle specie. La riforma chiarisce il loro regime giuridico e organizzativo, favorendo maggiore trasparenza. Non si tratta di sottrarre spazi al controllo pubblico, ma di rendere più chiaro e ordinato il quadro esistente". E riguardo ai cacciatori stranieri Zipponi ha spiegato che "il riconoscimento delle abilitazioni rilasciate in altri Paesi dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo non elimina in alcun modo l’obbligo di rispettare le leggi italiane. Chi esercita l’attività venatoria in Italia deve rispettare calendari regionali, divieti, limiti, norme di sicurezza e tutte le disposizioni vigenti. Il principio è semplice: sul territorio italiano valgono le regole italiane".
"Il nostro auspicio è che il confronto torni pienamente nei luoghi istituzionali e nel merito delle questioni. La gestione della fauna selvatica non può essere affrontata attraverso allarmismi, campagne di pressione o contrapposizioni ideologiche. Servono dati, pianificazione, controlli, responsabilità e collaborazione tra istituzioni, mondo scientifico, territori, agricoltori, cacciatori e associazioni. L’Italia ha bisogno di una gestione faunistica moderna, scientifica e responsabile, - ha concluso Zipponi - capace di tenere insieme tutela della biodiversità, sicurezza, agricoltura, sanità animale e presidio del territorio. La scelta di procedere attraverso un Disegno di Legge, e non con uno strumento d’urgenza, conferma che esiste uno spazio parlamentare per approfondire, confrontarsi e, se necessario, migliorare il testo. È lì che deve svolgersi il dibattito: con rigore, equilibrio e rispetto della verità dei fatti".

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(Adnkronos) - Intorno alle 4 di mattina del 24 giugno del 2016, l'Ue cambia per sempre. I dati che affluiscono da tutto il Regno Unito segnalano un solido vantaggio per il Leave: la Brexit ha vinto. Nigel Farage, l'eurodeputato che ha fatto della Brexit il suo cavallo di battaglia, festeggia concedendosi una colazione al Ritz di Londra bevendo champagne. A Bruxelles, i portavoce della Commissione di Jean-Claude Juncker sono sotto choc: il Regno Unito ha deciso di lasciare l'Unione Europea. Se ne vanno: goodbye, fare thee well, bye-bye Brussels. Da 28 Paesi membri, l'Ue passerà a 27, perdendo 66 milioni di cittadini, il 13% della popolazione.
Il referendum del 23 giugno 2016 ha visto un successo netto dei favorevoli alla Brexit: il Leave ha vinto con il 51,9%, contro il 48,1% di favorevoli al 'Bremain'. La scommessa del primo ministro David Cameron, che aveva voluto il referendum per sconfiggere e mettere a tacere una volta per tutte l'ala euroscettica dei Tories, che gli faceva la fronda, si è rivelata un clamoroso autogol: la Brexit ha vinto, il Regno Unito esce dall'Ue. Lo stesso 24 giugno, Cameron annuncia le proprie dimissioni, che diverranno effettive il 13 luglio 2016. Intanto, la sterlina crolla nel cambio con il dollaro a livelli che non vedeva dal 1985, ma anche le Borse europee sprofondano: a Milano piazza Affari perde oltre il 12%, uno dei crolli peggiori della sua storia.
Il tanto vantato 'statuto speciale' per il Regno Unito strappato da Cameron a Donald Tusk e Jean-Claude Juncker prima del referendum non è servito a nulla. A Bruxelles i quattro presidenti dell'Unione, Jean-Claude Juncker (Commissione Europea), Donald Tusk (Consiglio Europeo), Martin Schulz (Parlamento Europeo) e Mark Rutte (Consiglio Ue), tengono una riunione d'emergenza e pubblicano una dichiarazione: "L'Unione dei 27 Stati membri - assicurano - andrà avanti. L'Unione è la cornice del nostro futuro politico. Ci legano storia, geografia e interessi comuni: svilupperemo la nostra cooperazione su queste basi. Insieme affronteremo la sfida comune di generare crescita, aumentare la prosperità e assicurare un ambiente sicuro ai nostri cittadini. Le istituzioni giocheranno pienamente il proprio ruolo in questo".
Quella che si è determinata dopo il risultato del referendum in Gran Bretagna, aggiungono i leader Ue mettendo nero su bianco il loro sgomento, "è una situazione senza precedenti, ma siamo uniti nella risposta. Rimaniamo fortemente determinati a sostenere i valori chiave dell'Ue, la difesa della pace e del benessere dei suoi popoli". Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, chiarisce che si aspetta "segnali" da Francia e Germania sul futuro dell'Ue, che ha perduto una delle sue più grandi economie, nonché una delle due potenze nucleari del Vecchio Continente.
La Brexit decisa dal referendum del 23 giugno 2016 verrà realizzata compiutamente solo anni dopo, nel 2023, quando viene sistemato definitivamente il nodo più complicato, quello dell'Irlanda del Nord, un vero rompicapo che i fautori della Brexit, apparentemente, non avevano calcolato. L'Ulster è stata pacificata dopo decenni di guerra civile con gli accordi del Venerdì Santo del 1998: il confine tra le due Irlande non esiste più, sono di fatto unificate grazie alla libera circolazione delle merci e delle persone consentita dall'appartenenza dell'Irlanda e del Regno Unito all'Ue.
La prospettiva di un'uscita del Regno Unito dall'Ue rimette tutto in discussione, c'è chi paventa un ritorno della guerra civile nell'Ulster. Ci vorranno anni di negoziati e ben due accordi successivi (il protocollo del 2020 e il quadro di Windsor del 2023) per trovare una soluzione. Quello che il capo negoziatore per l'Ue, il francese Michel Barnier, vuole assolutamente evitare è il risorgere del 'border' tra l'UIster e la Repubblica d'Irlanda: sarebbe la fine degli Accordi del Venerdì Santo, mettendo a repentaglio la pacificazione della regione, raggiunta dopo anni di negoziati.
La soluzione per l'Ulster arriva in due tappe. Con il protocollo del 2020, la frontiera doganale tra l'Ue e il Regno Unito viene sostanzialmente spostata sul Mare d'Irlanda, di fatto separando l'Ulster dal resto del Regno, almeno per il traffico merci. E' una soluzione tampone, che crea molti problemi pratici: occorrerà arrivare al 2023, con il Quadro di Windsor negoziato dal conservatore Rishi Sunak, per trovare una soluzione più duratura, quella dei 'corridoi' per le merci verdi e rossi, in vigore dal 2024.
Per tradurre la Brexit in realtà il capo negoziatore scelto dall'Ue, il francese Michel Barnier, ha dovuto negoziare ben due accordi quadro con il Regno Unito. Il primo è stato l'accordo di recesso, che stabiliva i termini del 'divorzio' tra Ue e Gran Bretagna, i cui negoziati si sono protratti per oltre due anni e che è stato firmato nell'ottobre del 2019, permettendo l'uscita del Regno il 31 gennaio 2020. Successivamente, Barnier e la sua squadra dovettero negoziare un secondo accordo, quello sulle relazioni commerciali tra Regno Unito e Ue, che venne concluso in extremis alla vigilia di Natale del 2020, in piena pandemia di Covid, a pochi giorni dalla scadenza del periodo di transizione. Oltre alla questione Ulster, una delle questioni più difficili da negoziare è stata quella della pesca e dell'accesso alle acque britanniche, cara soprattutto alla Francia.
La Brexit, per molti osservatori, è stato un evento 'lose-lose', in cui tutte le parti hanno perso. Il Regno Unito, dal referendum in poi, è entrato in un'era di instabilità politica in precedenza sconosciuta alla patria del bipartitismo: dal 2016 ad oggi il Regno ha cambiato ben cinque primi ministri. Alla conservatrice Theresa May (2016 - 2019), che non riuscì a far passare alla Camera dei Comuni l'accordo trovato con l'Ue, è succeduto il Tory Boris Johnson (2019 - 2022), seguito dalla meteora Liz Truss (2022), che si dovette dimettere dopo aver causato una crisi dei Gilt, i Buoni del Tesoro britannici. Dopo Truss è stata la volta di un altro Tory, Rishi Sunak (2022 - 2024), cui ha fatto seguito il laburista Keir Starmer (2024 - oggi), la cui posizione appare tutt'altro che solida, malgrado la schiacciante vittoria riportata alle politiche di due anni fa.
Economicamente, lasciando l'Ue il Regno non ha fatto un buon affare, almeno finora: secondo uno studio del National Bureau of Economic Research di Cambridge, Massachusetts, la Brexit ha ridotto il Pil britannico nel decennio al 2025 nella misura del 6-8%, gli investimenti del 12%, l'occupazione del 3-4% e la produttività di altrettanto. A pesare sugli investimenti è stata soprattutto l'incertezza generata dalla decisione di lasciare l'Ue.
Ma anche l'Unione Europea è uscita parecchio ammaccata dalla Brexit. Le illusioni del 2016, quando si pensava che, senza i britannici, l'Ue avrebbe accelerato sulla strada della 'ever closer Union', si sono rivelate per quello che erano: wishful thinking. La speranza di strappare alla City di Londra il titolo di seconda piazza finanziaria mondiale, a vantaggio delle Borse continentali, è andata clamorosamente delusa, con l'Unione bancaria e l'Unione dei mercati dei capitali impantanate nell'Eurogruppo, vittime dei disaccordi tra gli Stati membri. Le Borse europee restano piccole, separate e poco rilevanti, mentre Londra rimane un centro finanziario globale di prim'ordine.
Soprattutto, la Brexit ha fallito la principale promessa che era stata fatta ai cittadini britannici: quella di ridurre l'immigrazione. L'immigrazione dall'Ue è effettivamente diminuita: poco prima del referendum del 2016 sull'adesione all'Ue, ricorda il Migration Observatory, i cittadini dell'Unione costituivano la maggioranza del saldo migratorio netto verso il Regno Unito (esclusi i cittadini britannici).
A seconda della fonte, i cittadini Ue hanno contribuito per una quota compresa tra il 59% e il 77% del saldo migratorio netto stimato nell'anno conclusosi a marzo 2015. Questo picco era in parte dovuto a fattori temporanei: il pieno accesso al mercato del lavoro britannico concesso nel 2014 ai cittadini rumeni e bulgari e i flussi migratori provenienti dai Paesi dell'Europa meridionale, dove la disoccupazione giovanile era elevata a causa della crisi dell'Eurozona.
Dal referendum in poi, il quadro è nettamente cambiato e ora il saldo migratorio con l'Ue è addirittura negativo: nel 2025 è stato di -42mila persone. Ma il calo dell'immigrazione dai Paesi Ue è stato compensato da un forte aumento dell'immigrazione dai Paesi extra Ue che, dopo un picco negli anni 2021-23, è calata nei due anni successivi per via delle misure adottate dal governo per contrastarla, rimanendo tuttavia a livelli più che doppi rispetto al periodo pre-Brexit.
Ora che la Brexit è una realtà consolidata, le ragioni della geopolitica sono tornate a farsi sentire, con tutto il loro peso. La guerra scatenata dalla Russia contro l'Ucraina nel febbraio 2022 ha favorito un riavvicinamento tra il Regno Unito e l'Ue: per iniziativa del presidente francese Emmanuel Macron è stata creata la Comunità Politica Europea, che si è riunita per la prima volta a Praga nell'ottobre del 2022 e che fornisce un quadro per i rapporti tra l'Ue e gli altri Paesi europei, Gran Bretagna in primis. Il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, con l'attacco all'Iran condotto insieme ad Israele senza consultare gli alleati europei, ha favorito un ulteriore riavvicinamento, nella crescente consapevolezza che, in un mondo in rapida trasformazione dove le vecchie regole sembrano non contare più, gli europei devono darsi da fare. E' presto per dire se tutto questo favorirà un ulteriore ravvicinamento tra Bruxelles e Londra. Ma i rapporti bilaterali, dai tempi di Boris Johnson che accostava l'Ue ad Adolf Hitler o ad un capo di intimo femminile troppo stretto, sono decisamente migliorati.

(Adnkronos) - Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che "Teheran non ha intenzione di consentire agli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) di visitare i siti nucleari bombardati durante la guerra". La dichiarazione di Baghaei contraddice le affermazioni del vicepresidente statunitense JD Vance, il quale aveva affermato che i negoziati in Svizzera tra Usa e Iran avevano portato a un accordo per consentire all'Aiea di visitare i siti iraniani.
L’Iran sostiene di avere prove del coinvolgimento di alcuni Paesi della regione nel conflitto condotto da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. "Abbiamo prove conclusive che alcuni Paesi della regione hanno partecipato alla guerra Usa-Israele contro l'Iran - ha affermato Baghaei, aggiungendo che tali Stati potrebbero essere esposti a conseguenze legali - Ci rammarica vedere questo. Adotteremo tutte le misure necessarie a questo riguardo".
Tutte le news e gli aggiornamenti di oggi in diretta.

(Adnkronos) - "E così ci siamo, mercoledì 24 giugno alle ore 10 uscirò (dal portone di Via R. Majetti, 70), ponendo fine ad un’esperienza di carcere durata 1 anno, 5 mesi e 24 giorni". E' quanto si legge in un lungo post sui social di Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma e leader di Indipendenza, detenuto a Rebibbia, che domani potrà lasciare il carcere. "Un’esperienza che non doveva mai cominciare, perché sono innocente, perché il reato per cui sono stato condannato (traffico d’influenze per abuso d’ufficio) è stato abolito e perché ci sarebbe molto da dire anche sulle circostanze che hanno portato alla completa revoca del mio affidamento in prova. Ma così è la giustizia italiana, soprattutto per chi prova a navigare controcorrente", scrive, ripercorrendo la sua esperienza carceraria. "Che mi ha portato a incontrare di nuovo (ero già stato in carcere a vent’anni per un episodio di militanza politica) un universo carcerario, che ho trovato molto più degradato e abbandonato a se stesso di quanto me lo ricordavo. Ho scoperto celle di 4 posti riempite con 6 persone una sull’altra, nel degrado degli ambienti e delle condizioni igienico-sanitarie. Percorsi trattamentali (studio, lavoro e cultura) ridotti a un privilegio per pochi. Una burocrazia penitenziaria lenta e prepotente, Tribunali di sorveglianza con pochi magistrati e troppe pratiche, che rendono difficili tutte le decisioni e inutilmente angosciosa la vita carceraria".
"Abbiamo provato a batterci, insieme a Fabio Falbo, contro tutto questo, ma il muro di gomma della politica, dei media e dell’Amministrazione penitenziaria ci hanno ampiamente rimbalzato. Vi dico l’ultima: il 21 maggio sono stati scaricati in questo carcere 3 camion pieni di attrezzi per le palestre dei nostri reparti, donati dall’azienda privata Matrix con la supervisione dell’ente di promozione sportivo ASI. È passato un mese, ma ancora nulla è arrivato nelle nostre palestre, che rimangono preistoriche, scassate e arrugginite come al solito... un mese per trasportare degli attrezzi dai magazzini a reparti che distano al massimo 2-300 metri!", è il suo racconto alla vigilia della liberazione.
"L’unica 'vittoria' che abbiamo ottenuto è stata la concessione da parte del Presidente Mattarella della grazia parziale ad Antonio Russo, il povero vecchietto di 88 anni (e malato) che sta qui dentro da 6 anni. Pensate che sia uscito? Assolutamente no, perché tra magistrati che non erano stati informati della Grazia, relazioni sanitarie che non arrivavano, 'sintesi trattamentali' da chiudere e mille altre diavolerie burocratiche, neppure i provvedimenti di clemenza del Capo dello Stato sono riusciti a rompere il maledetto muro di gomma (mica sono tutti così fortunati da ricevere la Grazia prima di entrare in carcere come la Minetti...)", scrive ancora.
Il racconto prosegue: "Intanto Fabio Falbo continua a rimanere nel Carcere calabrese di Rossano, dove era stato portato l’11 giugno per permettergli di usufruire di un permesso di 5 ore per incontrare il padre di 92 anni gravemente malato. Fabio il padre l’ha incontrato dopo 6 giorni di attesa inutile (e molto pericolosa visto le condizioni di salute dell’anziano genitore), adesso attende da 4 giorni che qualcuno lo riporti nella sua cella, che ancora oggi rimane chiusa con tutta la sua roba accatastata all’interno. Intanto ci ha fatto sapere che nel Carcere di Rossano non ci sono né il Direttore né il Comandante, mentre su 100 persone 'in media sicurezza' solo 8 lavorano. Quasi ogni carcere (non solo Sollicciano recentemente sequestrato in parte dalla Magistratura) è ormai un disastro... Ma ho conosciuto anche una popolazione detenuta che stringe i denti e che – tra battute in romanesco e calabrese, pranzi cucinati con il camping gas, solidarietà di cella, messe con Don Lucio e allenamenti sportivi – tira avanti e non si lascia tramortire. Non tutti, perché ci sono pure quelli che crollano e, se non si suicidano, si uccidono di noia e di altro... Ho conosciuto anche tanti agenti, graduati e ufficiali della Polizia penitenziaria che si comportano bene (con le dovute eccezioni...) e che spesso sono come fratelli per le persone detenute, con cui condividono la sofferenza per le stesse mancanze organizzative e per lo stesso sovraffollamento. Adesso sono arrivate anche numerose nuove giovani leve, che si danno da fare con discreto entusiasmo e molta correttezza".
"Ci sono - continua - anche le giovani infermiere del reparto, guidate dalla decana Rossella, che, nonostante il fare scorbutico (necessario anche a tenere a bada le non poche avance...), il loro lavoro lo fanno con il cuore, mettendoci una pezza di fronte ad una assistenza sanitaria con troppi buchi (e poche scorte per arrivare agli ospedali). Ho conosciuto educatrici e psicologhe che ci mettono il cuore e la testa nel loro lavoro e che diventano una specie di ammortizzatore tra le persone detenute e le lentezze burocratiche di chi sta sopra di loro. Ecco perché - spiega - uscendo dal carcere mi sembra quasi di disertare una trincea, di lasciare tanti compagni di detenzione e tanti lavoratori del sistema carcerario nelle loro lotte e nelle loro sofferenze. Certo, in tanti mi hanno chiesto di continuare la lotta contro il sovraffollamento carcerario, con Fabio Falbo si sono costruiti un’amicizia e un ponte di collaborazione che nessuno potrà rompere, ma riuscirò ugualmente a farmi sentire quando il 'muro di gomma' si frapporrà tra me e l’universo carcerario? Riuscirò a parlare con il Ministro Nordio, a spiegargli che neppure l’ultimo provvedimento in itinere alla Camere (quello che aumenta i benefici per i detenuti tossicodipendenti) sarà sufficiente a cambiare la situazione delle nostre carceri?", si domanda.
"Soprattutto, riuscirò a spiegare ai media e all’opinione pubblica, prima ancora che ai 'politici', che non c’è nessuna contraddizione tra la difesa intransigente della sicurezza dei cittadini e la necessità di costruire un sistema penitenziario che rispetti la dignità delle persone e promuova la loro capacità di riabilitarsi? Anzi, che senza un carcere di questo tipo è assolutamente impossibile difendere il cittadino contro l’aumento della criminalità? Si proverò, con tutte le mie forze, sempre con l’aiuto e l’amicizia di Fabio, collaborando con tutte le persone di buona volontà a prescindere dal loro colore politico. Questo ve lo prometto, perché un pezzo del mio cuore rimane tra qui a Rebibbia, tra le mura di carceri senza giustizia, nelle celle dove si muore di caldo, negli occhi di chi cerca ancora un riscatto e una speranza. E dove la Repubblica Italiana si gioca la sua faccia", conclude Alemanno.

(Adnkronos) - Quattordicesimo giorno consecutivo di ribassi dei prezzi dei carburanti. I valori medi alla pompa in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale registrano un valore pari a 1,829 euro/l per la benzina e 1,922 euro/l per il gasolio. Lo rende noto il ministero delle Imprese e del Made in Italy, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio prezzi del Mimit. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,926 euro/l per la benzina e 2,013 euro/l per il gasolio.
"Bisognerà capire verso il 6 luglio, tra una decina di giorni, come saranno i prezzi" dei carburanti "a livello nazionale. Bisognerà fare una valutazione su quello", ha detto il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell'assemblea di Utilitalia a Roma, rispondendo a una domanda sugli interventi previsti dal governo sulle accise.

(Adnkronos) - Tragedia ieri sera nella frazione Pieve di Coriano del comune di Borgo Mantovano (Mantova), dove un uomo di 54 anni è stato trovato morto all'interno della sua abitazione, distrutta da un rogo. Le fiamme sono divampate ieri sera alle 23 nello stabile di due piani. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Magnacavallo, i vigili del fuoco e i sanitari del 118. Durante le operazioni di spegnimento la macabra scoperta: il corpo carbonizzato dell'uomo, Claudio Ferioli. La salma è stata trasportata all’obitorio di Mantova per l'ispezione cadaverica. Oltre all’appartamento dove si è sviluppato l’incendio, completamente distrutto, i vigili del fuoco hanno dichiarato inagibile anche un altro appartamento. Le persone evacuate hanno trovato ospitalità da familiari e amici
Imponente e immediata la macchina dei soccorsi che ha visto in campo, sotto la regia della Prefettura di Mantova, i carabinieri della Compagnia di Gonzaga e il Nucleo operativo e radiomobile. Non risultano altre persone ferite o intossicate. Sono in corso gli accertamenti per stabilire la causa dell’incendio, che sembrerebbe dovuto a un corto circuito di una presa elettrica.

(Adnkronos) - Tre morti sulle strade della Puglia. A perdere la vita a Bari un giovanissimo centauro e un pedone investito da un'auto. A Brindisi è morto invece un uomo, investito mentre si trovava sul monopattino.
Un giovane di 19 anni è morto nella notte, intorno all'1.30, in un incidente stradale avvenuto in viale Europa, quasi in corrispondenza con via Bruno Buozzi. Era a bordo di una motocicletta che si è scontrata con un'automobile. Sul posto è intervenuta la Polizia Locale che ha eseguito il sequestro dei mezzi. Accertamenti sono in corso sempre da parte della Polizia Locale, coordinata dall'autorità giudiziaria per stabilire, tra le altre cose, la dinamica dell'incidente.
Ieri pomeriggio, verso le 19, un'altra vittima si è registrata nel quartiere di Palese, su via Nazionale, in prossimità di via Maione. Un pedone di 69 anni è stato investito da un veicolo in transito. E' stato subito soccorso dai sanitari ma è morto in ospedale. Il veicolo è stato sequestrato. Accertamenti sono in corso da parte della Polizia Locale intervenuta per i rilievi.
Un uomo di 54 anni è stato investito da un'automobile ed è morto questa notte a Brindisi mentre percorreva, quasi certamente a bordo di un monopattino, via Maestri del Lavoro, una strada vicina allo stabilimento Leonardo Elicotteri. Sul posto è intervenuta la Polizia Stradale di Fasano.
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