
(Adnkronos) - Aumenta l’impegno nel sostenere la raccolta di rifiuti plastici per prevenirne la dispersione nell’ambiente da parte del Gruppo Davines - azienda attiva nel settore della cosmetica professionale con i marchi Davines e comfort zone, B Corp dal 2016 - attraverso l’avvio a fine 2025 della collaborazione con la B Corp CleanHub. E' quanto fa sapere il Gruppo in una nota.
La raccolta di rifiuti di plastica rappresenta una delle iniziative chiave nella strategia per la sostenibilità ambientale del Gruppo Davines. Nel 2021 il Gruppo ha avviato la collaborazione con Plastic Bank; dal 2022 il Gruppo ha rafforzato il suo impegno per raccogliere un quantitativo di rifiuti in plastica equivalente a quello dei packaging Davines e comfort zone venduti nel mondo, con un rapporto uno a uno. Dal 2021 al 2025 il Gruppo ha contribuito alla raccolta di oltre 3.436 tonnellate di plastica.
Le quantità di plastica rimosse dall’ambiente negli anni sono via via aumentate, di pari passo con l’aumento della produzione e dei prodotti venduti, per arrivare nel 2025 a oltre 868 tonnellate. La raccolta è stata realizzata in parte da Plastic Bank (sulle coste di Filippine e Indonesia) e in parte dal nuovo partner CleanHub (in India, Indonesia, Filippine e Guatemala), B Corp che Davines Group ha scelto per supportare modelli diversi di recupero dei rifiuti in plastica e, in particolare, per prevenire che una maggiore quantità di plastiche non riciclabili inquini gli ecosistemi. I rifiuti raccolti da CleanHub sono infatti costituiti per circa il 70% da plastiche sottili e multistrato, come pellicole trasparenti, sacchetti di patatine e confezioni di caramelle. Si tratta di materiali misti che non essendo riciclabili non hanno valore di mercato e rischierebbero di non essere raccolti e di rimanere dispersi nell’ambiente.
In ottica di economia circolare, la plastica che non risponde agli standard del riciclo meccanico viene avviata al co-processing, per il recupero energetico nei cementifici dove viene utilizzata come combustibile alternativo, riducendo l’utilizzo di fonti fossili vergini - spiega Davines - Le ceneri di scarto della combustione vengono inoltre riutilizzate nelle miscele di cemento e le emissioni di CO2 generate dal co-processing sono inferiori rispetto a quelle che sarebbero state prodotte dall’utilizzo di combustibili fossili.
Il co-processing rappresenta oggi la soluzione di transizione a minor impatto ambientale per la gestione della plastica non riciclabile. Rispetto all’inceneritore tradizionale, le plastiche non riciclabili utilizzate per alimentare i forni industriali come quelli del cemento, ad altissime temperature, non rilasciano sostanze tossiche come diossine e furani. Inoltre, grazie al co-processing è possibile evitare di smaltire ulteriori rifiuti in discarica.
I rifiuti in plastica sottratti alla dispersione nell’ambiente, riciclati o non conferiti in discarica, sono anche una importante fonte di reddito per le comunità locali delle aree vulnerabili. Con CleanHub il Gruppo Davines contribuisce alla creazione di posti di lavoro contrattualizzati e con salari equi: gli addetti alla raccolta vengono pagati a ore, indipendentemente dal volume raccolto, e hanno così un'occupazione stabile e una maggiore sicurezza finanziaria. Un esempio virtuoso è il progetto Clean Kerala in India per l'impiego etico di donne provenienti da contesti svantaggiati.
“La circolarità e la biodiversità sono due dei pilastri del nostro modello di crescita rigenerativo e di lungo periodo. E il packaging è una delle leve strategiche per perseguirlo: da una parte riduciamo il consumo di risorse, emissioni e rifiuti con l’eco-design e allo stesso tempo ci impegniamo a rimuovere dall’ambiente una quantità di rifiuti in plastica equivalente al totale dei packaging in plastica di prodotti che vendiamo - commenta Davide Bollati, presidente del Gruppo Davines - Per il 2025 abbiamo evoluto il nostro modello di raccolta con un nuovo partner, CleanHub, una B Corp come noi, che ci permette di contribuire alla raccolta della plastica non riciclabile, con un modello che è premiante non solo per l’ambiente ma anche per le comunità locali che ricevono un reddito certo e sicuro”.
Nella propria strategia di sostenibilità ambientale al 2030 'Davines Group Towards Planet Regeneration', il Gruppo ha fissato obiettivi ambiziosi, tra cui: raccogliere cumulativamente 5mila tonnellate di rifiuti plastici dall’ambiente entro il 2030 (traguardo già raggiunto al 51% nel 2025); limitare l’uso di plastica vergine fossile a non più del 10% del peso totale degli imballaggi acquistati; e utilizzare il 100% di alluminio, carta e cartone riciclati per il packaging dei prodotti.

(Adnkronos) - Semifinale di ritorno nei playoff di Serie B. Oggi, mercoledì 20 maggio, il Palermo ospita il Catanzaro - in diretta tv e streaming - nel penultimo atto degli spareggi per la promozione in Serie A. Allo stadio Barbera si riparte con i calabresi in netto vantaggio nel doppio confronto, visto che all'andata i giallorossi si sono imposti per 3-0 sulla squadra di Inzaghi. La vincente troverà in finale il Monza, che ha superato la Juve Stabia nella prima semifinale.
La semifinale di ritorno tra Palermo e Catanzaro è in programma oggi, mercoledì 20 maggio, alle ore 20. Ecco le probabili formazioni:
Palermo (3-4-2-1): Joronen; Peda, Magnani, Ceccaroni; Pierozzi, Segre, Ranocchia, Augello; Johnsen, Gyasi; Pohjanpalo. All. Inzaghi.
Catanzaro (3-4-2-1): Pigliacelli; Cassandro, Matias Antonini, Brighenti; Favasuli, Pontisso, Petriccione, Alesi; Iemmello, Liberali; Pittarello. All. Aquilani
Palermo-Catanzaro sarà trasmessa in diretta televisiva, tramite smart tv, da Dazn, Prime Video e OneFootball, abbonandosi a LaB Channel. Il match si potrà seguire anche in streaming sulle app e le piattaforme web di Dazn, Prime Video e OneFootball.

(Adnkronos) - "Mi trovo in Ituri", Repubblica Democratica del Congo (Rdc), "dal 12 maggio con i miei colleghi. Il governo della Rdc ha dichiarato" l'epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo "il 15 maggio, a seguito della conferma di 8 casi in questa provincia di Ituri. Sto lavorando a stretto contatto con le autorità provinciali nelle indagini che hanno portato a questa conferma. La situazione è profondamente preoccupante. Questa specie di Ebola è una di quelle per cui non esiste un vaccino o una cura autorizzati, sebbene le cure di supporto siano salvavita". E il focolaio "si sta verificando in un contesto epidemiologico, operativo e umanitario estremamente complesso, caratterizzato da insicurezza, sfollamento della popolazione e dalla presenza sia di aree densamente popolate che di zone remote. Vi è una notevole incertezza sul numero di contagi e su quanto si è diffuso il virus". A tracciare il quadro è Anne Ancia, rappresentante dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nella Repubblica Democratica del Congo, il Paese dal quale è scattato l'alert sul focolaio di Ebola che oggi ha già fatto registrare casi anche nel vicino Uganda (2 di cui 1 morto).
L'esperta, parlando in videocollegamento con Ginevra durante un briefing, ha fornito un aggiornamento della situazione e ricostruito i primi momenti dell'epidemia, mentre si continua a ricostruire la catena di contagi nel tentativo di identificare con certezza il 'paziente zero' - per capire come si sia arrivati oggi a centinaia di casi sospetti - e mentre si lavora senza sosta sia per fermare la trasmissione, sia per avere un'idea più precisa di quando saranno disponibili eventuali armi da utilizzare, come un vaccino. Quest'ultimo però, come ha spiegato, potrebbe essere disponibile tra diversi mesi. E per allora probabilmente l'epidemia non sarà finita. "Ad oggi abbiamo più di 500 casi sospetti, tra cui 130 decessi sospetti segnalati dalle autorità sanitarie - ha riepilogato Ancia - e finora 30 casi sono stati confermati nel Paese. L'epidemia ora interessa 10 zone sanitarie nella provincia di Ituri. Ha raggiunto anche il Nord Kivu con casi confermati a Butembo e a Goma. E anche l'Uganda ha confermato 2 casi importati".
Cosa si sa finora sull'inizio dell'epidemia? "Non credo che al momento abbiamo il paziente zero", ha osservato Ancia. "Quello che sappiamo per ora è che il 5 maggio c'è stata una persona che è morta a Bunia. Il corpo è stato riportato a Mongbwalu e messo in una bara. Poi la famiglia ha pensato che la bara non fosse degna. E quindi hanno cambiato la bara. Poi c'è stato il funerale ed è da lì che è iniziato tutto", ha ricostruito. Ma permangono incertezze su come e dove sia iniziata esattamente l'epidemia. L'individuazione dei primi casi, secondo le prime ricostruzioni, è stata rallentata dal fatto che i test locali a Bunia hanno dato esito negativo per il ceppo Zaire di Ebola. L'ampia gamma di sintomi - febbre, affaticamento, diarrea e vomito - ha ulteriormente complicato i tentativi di formulare una diagnosi rapida, con l'ulteriore difficoltà che i sanguinamenti, anch'essi associati alla malattia, non sono iniziati prima del quinto giorno dall'infezione, è stato spiegato. Alla fine, solo grazie ai test effettuati a Kinshasa è stata finalmente accertata la presenza del virus Bundibugyo.
Quel che è certo è che non ci sono al momento vaccini o terapie approvate per il virus Bundibugyo. "A livello internazionale - ha evidenziato Ancia - stiamo valutando quali vaccini o trattamenti potenziali siano disponibili e se qualcuno di essi possa essere utilizzato in questa epidemia. Il Gruppo consultivo tecnico dell'Oms si è riunito ieri per fornire ulteriori raccomandazioni su quali potenziali vaccini dovrebbero essere prioritari. Ervebo", un vaccino contro il virus Ebola Zaire, "è uno dei potenziali vaccini che si spera di poter portare per offrire ulteriore prevenzione e protezione alle comunità locali. Ma da quello che so, stando a quanto riportato dall'Oms, ci vorranno circa 2 mesi prima che sia disponibile". E "non credo che in 2 mesi avremo finito con questa epidemia", ha dichiarato ai giornalisti.
Il ricordo dei precedenti focolai di Ebola è nitido. L'epidemia più recente del virus Ebola Zaire nella Repubblica Democratica del Congo si è conclusa nel dicembre 2025, e il trauma della grave epidemia che ha colpito il Nord Kivu e l'Ituri nel 2018-19 persiste nella popolazione. La chiave per contenere la trasmissione resta il lavoro che si può fare dal basso all'interno delle comunità per sensibilizzare, combattere la disinformazione e garantire il rispetto delle misure sanitarie, soprattutto in occasione dei funerali. "Se usiamo misure coercitive e la popolazione non è d'accordo - ha avvertito Ancia - vedremo dei cadaveri scomparire, vedremo casi sospetti che si rifiuteranno di andare in ospedale e nelle strutture sanitarie. Quindi vi posso assicurare che stiamo lavorando sodo, fin da domenica, da quando sono arrivate le squadre, abbiamo iniziato a collaborare con le chiese, con le scuole, con i leader della comunità, per ottenere questa mobilitazione".
Perché, è il messaggio dell'esperta riportato in una nota, "solo quando la comunità comprende i rischi e può collaborare con le misure di risposta tali epidemie possono essere tenute sotto controllo. Stiamo lavorando a stretto contatto con il governo, i leader locali e altri partner per ascoltare le comunità e collaborare con loro. Stiamo lavorando per mappare e colmare le lacune: stiamo supportando l'ampliamento della sorveglianza, del tracciamento dei contatti, dei test, dell'assistenza clinica e della preparazione transfrontaliera. Abbiamo inviato esperti sul campo insieme al personale nazionale di pronto intervento e abbiamo inviato 12 tonnellate di rifornimenti, inclusi dispositivi di protezione individuale (Dpi) per gli operatori sanitari in prima linea, da Kinshasa e Nairobi. Stiamo collaborando con partner come le ong Alima e Msf per allestire centri di trattamento ed estendere l'assistenza nelle aree colpite. Quello che vedo qui è una collaborazione tra persone, pur affrontando una grande incertezza circa la portata e l'estensione di questa epidemia".

(Adnkronos) - In occasione della visita a Roma del premier indiano Narendra Modi, l’accoglienza della comunità indiana in Italia si è trasformata anche in un momento di celebrazione culturale. All’arrivo del leader indiano nella Capitale, cinque danzatrici italiane accomunate dalla passione per la danza classica indiana hanno presentato 'Trigalbandi', spettacolo che unisce Bharatanatyam, Kuchipudi e Kathak, tre tra gli stili più rappresentativi della tradizione coreutica dell’India.
Protagoniste dell’esibizione sono state Svamini Atmananda Giri, Martina Meenakshi Argada, Lucrezia Maniscotti, Valeria Vespaziani e Rosella Fanelli.
L’iniziativa si inserisce nel clima di rafforzamento delle relazioni culturali tra Italia e India, al centro anche dell’incontro romano tra Modi e la premier Giorgia Meloni, culminato con la visita serale al Colosseo e una serie di appuntamenti istituzionali dedicati alla cooperazione bilaterale.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha
adottato il decreto che dà attuazione a un nuovo bando di
'Investimenti sostenibili 4.0', l'intervento a sostegno dei
programmi innovativi, sostenibili e a elevato contenuto
tecnologico, in linea con il piano Transizione 4.0.
Il provvedimento, sottolinea una nota del Mimit,
è finalizzato a rafforzare la crescita green e la competitività
delle micro, piccole e medie imprese operanti in Basilicata,
Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, attraverso
risorse finanziarie pari a 448 milioni di euro, di cui una quota
del 25% riservata alle micro imprese e pmi.
Dei 448 milioni, circa 216 milioni provengono
dal Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la
transizione verde e digitale 2021-2027 e circa 224 milioni dalla
restituzione delle rate di finanziamenti agevolati di diversi
programmi operativi nazionali attivati tra il 2007 e il 2020.
Ulteriori risorse, anche di provenienza europea,
potranno aggiungersi alla dotazione iniziale qualora dovessero
rendersi disponibili.
Le agevolazioni, che potranno coprire fino al
75% delle spese, saranno concesse ai programmi d'investimento
proposti dalle PMI che utilizzano tecnologie abilitanti volte a
favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell'azienda, tra
queste: advanced manufacturing solutions, additive manufacturing,
realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale,
IoT e industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e
analytics, intelligenza artificiale, blockchain.
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"cacciatori" delle Sette Vette. Giulia Rosa, Andrea Lostia di Santa
Sofia, Klaas Willems e i Summiteers sono i testimonial e gli ospiti
d'eccezione della sesta edizione dell' Ulassai Festival, in
programma dal 30 maggio al 1 giugno nello spettacolare scenario dei
Tacchi d'Ulassai.
(Adnkronos) - “Chi l’ha visto” torna a parlare della scomparsa di Riccardo Branchini nella puntata in onda stasera, mercoledì 20 maggio alle 21.20 su Rai 3. Il ragazzo è scomparso nel 2024 nei pressi della diga Furlo: tre settimane fa il sollievo della famiglia perché era arrivato il parere favorevole della Regione allo svuotamento della diga che finalmente avrebbe potuto fugare ogni dubbio e permettere di scoprire se il corpo del ragazzo è lì oppure no. Ora un nuovo stop: la diga non verrà svuotata, è incompatibile con la tutela della riserva naturale. "Siamo davvero amareggiati...I pesci più importanti di mio figlio?", lo sfogo della mamma.
A seguire la vicenda dell’uomo che ha ucciso due donne a Pollena Trocchia: aveva colpito già in precedenza? “Le ho gettate giù dal palazzo perché mi hanno aggredito” - dice agli inquirenti - ma ha graffi sui polsi, segno che probabilmente le vittime hanno cercato di aggrapparsi a lui.
E poi il caso di Tony Drago, il militare trovato morto sul piazzale della caserma: il suo caso è stato archiviato, ma la Corte Europea del Diritti dell'Uomo ha stabilito che le indagini fatte sono state inadeguate e insufficienti. I familiari non si arrendono e fanno ancora un appello ai possibili testimoni.
Infine, come sempre, spazio gli appelli dei familiari e alle segnalazioni dei telespettatori.

(Adnkronos) - ''Il rapporto tra India e Italia ha ormai raggiunto una fase decisiva'' con ''uno slancio senza precenti'' diventando ''una speciale partnership strategica basata sui valori di libertà e democrazia e su una visione comune del futuro''. Lo scrivono in un editoriale a quattro mani sul Times of India la premier Giorgia Meloni e il primo ministro indiano Narendra Modi in occasione della visita di quest'ultimo a Roma. "In una fase in cui il sistema internazionale sta attraversando una profonda trasformazione, il partenariato tra Italia e India è guidato da regolari scambi ai più alti livelli politici e istituzionali, e sta acquisendo una nuova e più elevata dimensione che combina il nostro dinamismo economico, la creatività delle nostre società e la saggezza di civiltà millenarie'', scrivono i due premier.
L'editoriale prosegue affermando che ''la nostra cooperazione riflette la consapevolezza comune che prosperità e sicurezza nel XXI secolo saranno determinate dalla capacità delle Nazioni di innovare, gestire le transizioni energetiche e rafforzare la propria sovranità strategica''. Ed è a questo scopo, scrivono Meloni e Modi, che ''ci siamo impegnati ad approfondire e diversificare le nostre relazioni bilaterali, con l'obiettivo di perseguire nuovi traguardi e valorizzare le nostre forze complementari". L'obiettivo, precisano i due leader, è quello di ''creare una potente sinergia tra il design italiano, l'eccellenza manifatturiera e i supercomputer di livello mondiale - a testimonianza della posizione dell'Italia come potenza industriale - e la rapida crescita economica dell'India, il suo talento ingegneristico, la scala produttiva e il suo ecosistema innovativo e imprenditoriale, che conta oltre 100 unicorni e 200.000 start-up''. Insomma, sottolineano Meloni e Modi, ''non si tratta di una semplice integrazione, ma di una co-creazione di valore in cui i rispettivi punti di forza industriali si rafforzano a vicenda''.
Meloni e Modi si pongono ''di raggiungere e superare l'obiettivo di 20 miliardi di euro di scambi commerciali tra Italia e India entro il 2029, concentrandosi su difesa e aerospazio, tecnologie pulite, macchinari, componenti automobilistici, prodotti chimici, farmaceutici, tessili, agroalimentari, turismo e altro". In questo contesto, ''il Made in Italy' è da sempre sinonimo di eccellenza a livello mondiale e oggi trova una naturale sinergia con gli elevati standard qualitativi dell'iniziativa 'Make in India'''. I due premier scrivono che "l'innovazione tecnologica è al centro del nostro partenariato'' e che '' i prossimi decenni saranno caratterizzati da una rivoluzione tecnologica di portata incommensurabile, contraddistina da progressi in settori quali l'intelligenza artificiale, il calcolo quantistico, la produzione avanzata, i minerali critici e le infrastrutture digitali''. Perché ''il dinamico ecosistema innovativo dell’India, unito a un vasto bacino di professionisti altamente qualificati e le avanzate capacità industriali dell’Italia rendono la cooperazione in questi ambiti tanto naturale quanto strategica. La crescente collaborazione tra le nostre università e i nostri centri di ricerca sosterrà ulteriormente questo percorso".
I due permier sottolineano che ''la nostra cooperazione si estende anche al settore spaziale. Sicurezza e stabilità restano elementi essenziali per garantire la prosperità delle Nazioni. Italia e India intendono rafforzare ulteriormente la loro cooperazione in settori quali difesa, sicurezza e tecnologie strategiche. L'energia rappresenta un altro pilastro fondamentale del nostro partenariato". "La nostra visione condivisa mira quindi a porre le basi per un forte e lungimirante partenariato tra India e Italia, con i nostri popoli al centro", concludono Meloni e Modi.

(Adnkronos) - ''Il rapporto tra India e Italia ha ormai raggiunto una fase decisiva'' con ''uno slancio senza precenti'' diventando ''una speciale partnership strategica basata sui valori di libertà e democrazia e su una visione comune del futuro''. Lo scrivono in un editoriale a quattro mani sul Times of India la premier Giorgia Meloni e il primo ministro indiano Narendra Modi in occasione della visita di quest'ultimo a Roma. "In una fase in cui il sistema internazionale sta attraversando una profonda trasformazione, il partenariato tra Italia e India è guidato da regolari scambi ai più alti livelli politici e istituzionali, e sta acquisendo una nuova e più elevata dimensione che combina il nostro dinamismo economico, la creatività delle nostre società e la saggezza di civiltà millenarie'', scrivono i due premier.
L'editoriale prosegue affermando che ''la nostra cooperazione riflette la consapevolezza comune che prosperità e sicurezza nel XXI secolo saranno determinate dalla capacità delle Nazioni di innovare, gestire le transizioni energetiche e rafforzare la propria sovranità strategica''. Ed è a questo scopo, scrivono Meloni e Modi, che ''ci siamo impegnati ad approfondire e diversificare le nostre relazioni bilaterali, con l'obiettivo di perseguire nuovi traguardi e valorizzare le nostre forze complementari". L'obiettivo, precisano i due leader, è quello di ''creare una potente sinergia tra il design italiano, l'eccellenza manifatturiera e i supercomputer di livello mondiale - a testimonianza della posizione dell'Italia come potenza industriale - e la rapida crescita economica dell'India, il suo talento ingegneristico, la scala produttiva e il suo ecosistema innovativo e imprenditoriale, che conta oltre 100 unicorni e 200.000 start-up''. Insomma, sottolineano Meloni e Modi, ''non si tratta di una semplice integrazione, ma di una co-creazione di valore in cui i rispettivi punti di forza industriali si rafforzano a vicenda''.
Meloni e Modi si pongono ''di raggiungere e superare l'obiettivo di 20 miliardi di euro di scambi commerciali tra Italia e India entro il 2029, concentrandosi su difesa e aerospazio, tecnologie pulite, macchinari, componenti automobilistici, prodotti chimici, farmaceutici, tessili, agroalimentari, turismo e altro". In questo contesto, ''il Made in Italy' è da sempre sinonimo di eccellenza a livello mondiale e oggi trova una naturale sinergia con gli elevati standard qualitativi dell'iniziativa 'Make in India'''. I due premier scrivono che "l'innovazione tecnologica è al centro del nostro partenariato'' e che '' i prossimi decenni saranno caratterizzati da una rivoluzione tecnologica di portata incommensurabile, contraddistina da progressi in settori quali l'intelligenza artificiale, il calcolo quantistico, la produzione avanzata, i minerali critici e le infrastrutture digitali''. Perché ''il dinamico ecosistema innovativo dell’India, unito a un vasto bacino di professionisti altamente qualificati e le avanzate capacità industriali dell’Italia rendono la cooperazione in questi ambiti tanto naturale quanto strategica. La crescente collaborazione tra le nostre università e i nostri centri di ricerca sosterrà ulteriormente questo percorso".
I due permier sottolineano che ''la nostra cooperazione si estende anche al settore spaziale. Sicurezza e stabilità restano elementi essenziali per garantire la prosperità delle Nazioni. Italia e India intendono rafforzare ulteriormente la loro cooperazione in settori quali difesa, sicurezza e tecnologie strategiche. L'energia rappresenta un altro pilastro fondamentale del nostro partenariato". "La nostra visione condivisa mira quindi a porre le basi per un forte e lungimirante partenariato tra India e Italia, con i nostri popoli al centro", concludono Meloni e Modi.
"Il primo ministro Modi ci ha portato un regalo, davvero ottime toffee (caramelle mou - ndr)". E' il post su instagram di Meloni che sorridendo insieme a Modi in un video mostra il pacco di 'toffee'.

(Adnkronos) - Nuova missione oggi mercoledì 20 maggio alle Maldive per recuperare altri due dei quattro corpi dei sub italiani morti giovedì scorso durante un'immersione. Ieri sono stati ritrovati Federico Gualtieri e Monica Montefalcone, oggi si procederà con il recupero degli altri due connazionali - Muriel Oddenino e Giorgia Sommacal. Il primo corpo, quello di Gianluca Benedetti, era stato già recuperato.
I tre sub finlandesi impegnati nelle operazioni di recupero hanno consegnato nel frattempo alla polizia le telecamere GoPro e diverse attrezzature subacquee recuperate all'interno del sistema di grotte dove sono stati ritrovati gli italiani. Secondo quanto riferito su X dall'account Maldives Security Desk, il materiale è ora al vaglio degli investigatori maldiviani, che stanno ricostruendo la dinamica dell'accaduto.
Per gli inquirenti, i dispositivi potrebbero fornire elementi chiave per chiarire gli ultimi momenti, compreso il percorso seguito dai sub italiani, la profondità raggiunta, le condizioni di visibilità e le eventuali difficoltà tecniche incontrate all'interno delle grotte.
I sub italiani morti alle Maldive erano troppo esperti per improvvisare una visita alle grotte senza l'adeguata preparazione di cui erano perfettamente al corrente vista la loro alta preparazione. Hanno fatto un sopralluogo visivo per una futura esplorazione e sono invece stati risucchiati all'interno da una fortissima corrente provocata dalla particolare conformazione del sito subacqueo caratterizzato da entrata e uscita: un "effetto Venturi" ai -50 metri. E' questa, in sintesi, l'ipotesi, formulata in una conversazione con l'Adnkronos, del presidente della Società italiana di medicina subacquea e iperbarica, Alfonso Bolognini.
Intanto si procede per omicidio colposo nel fascicolo avviato dalla procura di Roma in relazione alla morte dei cinque italiani. I pm della capitale una volta che i corpi saranno recuperati e riportati in Italia conferiranno gli incarichi per le autopsie e affideranno una delega di indagine per compiere tutti gli accertamenti necessari a stabilire le cause dei decessi avvenuti durante l'esplorazione di alcune grotte a 60 metri di profondità. La delega riguarderà anche l’ascolto dei connazionali che erano a bordo della safari boat 'Duke of York'.

(Adnkronos) - Sono stati recuperati oggi mercoledì 20 maggio alle Maldive, durante una nuova missione, gli altri due corpi dei sub italiani morti giovedì scorso durante un'immersione. Si tratta di Muriel Oddenino, biologa marina e ricercatrice, e della 22enne Giorgia Sommacal, figlia della professoressa Monica Monfalcone. Entrambi i corpi sono a bordo della barca appoggio, fanno sapere fonti della Farnesina.
Ieri erano stati ritrovati Federico Gualtieri e Monica Montefalcone. Il primo corpo, quello di Gianluca Benedetti, era stato già recuperato.
Sempre martedì i tre sub finlandesi impegnati nelle operazioni di recupero hanno consegnato nel frattempo alla polizia le telecamere GoPro e diverse attrezzature subacquee recuperate all'interno del sistema di grotte dove sono stati ritrovati gli italiani. Secondo quanto riferito su X dall'account Maldives Security Desk, il materiale è ora al vaglio degli investigatori maldiviani, che stanno ricostruendo la dinamica dell'accaduto.
Per gli inquirenti, i dispositivi potrebbero fornire elementi chiave per chiarire gli ultimi momenti, compreso il percorso seguito dai sub italiani, la profondità raggiunta, le condizioni di visibilità e le eventuali difficoltà tecniche incontrate all'interno delle grotte.
I sub italiani morti alle Maldive erano troppo esperti per improvvisare una visita alle grotte senza l'adeguata preparazione di cui erano perfettamente al corrente vista la loro alta preparazione. Hanno fatto un sopralluogo visivo per una futura esplorazione e sono invece stati risucchiati all'interno da una fortissima corrente provocata dalla particolare conformazione del sito subacqueo caratterizzato da entrata e uscita: un "effetto Venturi" ai -50 metri. E' questa, in sintesi, l'ipotesi, formulata in una conversazione con l'Adnkronos, del presidente della Società italiana di medicina subacquea e iperbarica, Alfonso Bolognini.
Intanto si procede per omicidio colposo nel fascicolo avviato dalla procura di Roma in relazione alla morte dei cinque italiani. I pm della capitale una volta che i corpi saranno recuperati e riportati in Italia conferiranno gli incarichi per le autopsie e affideranno una delega di indagine per compiere tutti gli accertamenti necessari a stabilire le cause dei decessi avvenuti durante l'esplorazione di alcune grotte a 60 metri di profondità. La delega riguarderà anche l’ascolto dei connazionali che erano a bordo della safari boat 'Duke of York'.

(Adnkronos) - Governo a caccia di nuove risorse per fronteggiare il caro energia. La data cerchiata di rosso sul calendario è quella di venerdì 22 maggio, quando dovrebbe riunirsi il Consiglio dei ministri. Il Cdm, secondo quanto si apprende, dovrebbe avere luogo alle 19. Sul tavolo un possibile nuovo provvedimento per prorogare il taglio delle accise sui carburanti, che scade proprio quel giorno. La misura attualmente in vigore, che proroga i tagli introdotti nei mesi scorsi, prevede uno sconto di 24,4 centesimi al litro sul diesel e di 6,1 centesimi sulla benzina.
La vera sfida resta trovare le risorse per finanziare il nuovo provvedimento. Al momento, infatti, non è possibile utilizzare il meccanismo delle “accise mobili”, che permette di impiegare l’extragettito Iva legato all’aumento dei prezzi dei carburanti. Le risorse maturate a maggio saranno infatti disponibili solo dalla seconda metà di giugno. Per evitare un nuovo aumento dei prezzi al distributore, l’esecutivo è al lavoro per individuare coperture alternative. Secondo le stime circolate nei giorni scorsi, senza un nuovo intervento il prezzo della benzina potrebbe tornare ad avvicinarsi ai 2 euro al litro, mentre il diesel rischierebbe di superare quota 2,20 euro.
Sul tema è intervenuto anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. “Venerdì dovremo prorogare sicuramente” gli aiuti per il costo del carburante “ma per molti autotrasportatori questi tagli sono irrilevanti”, ha detto a Rtl 102.5. Sempre venerdì è previsto a Palazzo Chigi un confronto tra governo e associazioni dell’autotrasporto, dopo la proclamazione dello sciopero del settore dal 25 al 29 maggio.
“Venerdì c'è una riunione con le sigle degli autotrasportatori per ravvivare il credto di imposta e trovare centinaia di migliaia di euro per coprire bilanci altrimeni in perdita. Gli autotrasportatori hanno convocato uno sciopero e hanno ragione, dobbiamo poterli aiutare”, ha aggiunto Salvini.
Il dossier carburanti si intreccia inoltre con il negoziato in corso tra il governo italiano e Bruxelles sulla possibilità di ottenere maggiore flessibilità europea per finanziare misure contro il caro energia, oltre alle spese per la difesa. Una linea sostenuta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella lettera inviata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
In questa direzione va anche la mozione presentata ieri al Senato dai gruppi di centrodestra sul tema dell’approvvigionamento energetico. Nel testo si chiede di “mantenere un impegno realistico e credibile in ambito Nato”, confermando il target del 2% del Pil per la difesa ma promuovendo “una revisione degli obiettivi più ambiziosi (come il 5 per cento) alla luce della situazione economica e delle priorità nazionali, includendo nel computo anche gli investimenti per la sicurezza energetica e le infrastrutture critiche”. La mozione propone inoltre di “valutare l’istituzione di una cabina di regia interministeriale energia-difesa-esteri-infrastrutture” con funzioni di coordinamento strategico sulla sicurezza energetica nazionale.

(Adnkronos) - Alessandra Mussolini ha vinto l'ottava edizione del Grande Fratello Vip. Sul podio, al secondo posto Antonella Elia, mentre Raimondo Todaro si è classificato terzo. Si è conclusa ieri sera, martedì 19 maggio, l'edizione del reality show di Canale 5 condotto da Ilary Blasi, affiancata in questo breve ma intenso viaggio dalle due opinioniste: Selvaggia Lucarelli e Cesara Buonamici.
Alessandra Mussolini ha ottenuto il 55,95% delle preferenze al televoto finale contro il 44,05% per Antonella Elia.
Ad aprire la serata il televoto tra Renato Biancardi e Raimondo Todaro, che ha decretato l'eliminazione del primo. A contendersi la vittoria finale sono stati: Antonella Elia, Alessandra Mussolini, Lucia Ilardo, Raul Dumitras, Adriana Volpe e Raimondo Todaro.
Nel corso della puntata i finalisti hanno potuto riabbracciare i propri cari dopo oltre due mesi di lontananza e di permanenza nella Casa. I concorrenti hanno tracciato, tra risate e qualche lacrimuccia, un bilancio del percorso vissuto nella Casa: un viaggio intenso, fatto di legami, confronti e rivalità accese.
Tra tutte, ha segnato questa edizione la rivalità-amicizia tra Antonella Elia e Alessandra Mussolini, considerate dal pubblico le due vere 'regine' della Casa. E proprio loro da finaliste, come da tradizione, hanno spento le luci della Casa, percorrendo per l'ultima volta il 'viale' dei ricordi fino a raggiungere la porta rossa. Un'esperienza destinata a rimanere nel cuore di tutti i protagonisti di questa edizione e che, come ha sottolineato Mussolini, "porterò sempre nel cuore".

(Adnkronos) - Vladimir Putin è arrivato in Cina per la sua 25esima visita, in occasione del 25esimo anniversario del Trattato di Buon Vicinato e Cooperazione Amichevole firmato nel 2001 con l’allora leader cinese Jiang Zemin e del 30esimo anniversario del partenariato strategico tra i due Paesi.
Il presidente cinese Xi Jinping ha elogiato la "solida relazione" con la Russia all'inizio dei colloqui con il suo omologo a Pechino. "Siamo riusciti ad approfondire costantemente la nostra fiducia politica reciproca e il coordinamento strategico con una resilienza che è rimasta incrollabile nonostante le prove e le tribolazioni", ha detto Xi a Putin, secondo l'agenzia di stampa Xinhua.
Dal canto suo anche il presidente russo ha elogiato, definendole "senza precedenti", le relazioni tra i due Paesei: "Le nostre relazioni hanno ormai raggiunto un livello senza precedenti, offrendo un modello di partenariato veramente globale e di cooperazione strategica", ha detto Putin a Xi durante l'incontro al Palazzo del Popolo, secondo quanto riferiscono i media russi.
Il programma prevede due giorni di incontri ufficiali e una delegazione russa composta da 39 membri tra vicepremier, ministri - tra cui il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, il consigliere diplomatico Yuri Ushakov e il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov - oltre a rappresentanti delle principali aziende statali, soprattutto nei settori energetico e industriale. In agenda anche la firma di circa 40 documenti bilaterali e una dichiarazione congiunta su un "nuovo tipo di relazioni internazionali" e su un ordine mondiale "multipolare", oltre al lancio degli "Anni dell’Educazione Russia-Cina 2026-2027" per rafforzare la cooperazione accademica e scientifica.
I numeri raccontano la profondità ormai strutturale del rapporto personale tra Putin e Xi Jinping, che si definiscono regolarmente "vecchi amici" o "cari amici". I due leader si sono incontrati oltre quaranta volte negli ultimi anni - con stime che superano i sessanta contatti includendo vertici multilaterali, telefonate e incontri informali - rendendo Putin il leader straniero ricevuto con maggior frequenza da Xi, a distanza significativa rispetto agli altri interlocutori (il 'secondo in classifica' è l'ex premier cambogiano Hun Sen, con meno della metà degli incontri). Xi, dal canto suo, si è recato in Russia 11 volte da quando è presidente, un record personale e più del doppio rispetto al secondo Paese più visitato, il Kazakistan. Il 2026 si preannuncia uno degli anni più intensi del loro dialogo, con almeno quattro incontri previsti tra visite bilaterali e appuntamenti nell’ambito di Sco e Brics, un ritmo che, se confermato, rappresenterebbe un massimo storico per un singolo anno.
Sul piano economico, il rapporto resta fortemente sbilanciato a favore di Pechino. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina e le sanzioni occidentali, la Cina è diventata il principale sbocco per l'export energetico russo e un partner essenziale per l'importazione di tecnologia e componenti industriali. Nel 2024 il commercio bilaterale ha sfiorato il record di 245 miliardi di dollari (circa 1,74 trilioni di yuan), mentre nel 2026 le importazioni cinesi di petrolio russo sono aumentate di circa il 35% nei primi mesi dell’anno e gli scambi complessivi hanno continuato a crescere di quasi il 20%. Dopo il picco del 2024, il 2025 ha registrato una lieve flessione, il primo calo in cinque anni, con valori comunque molto elevati. Accanto all'energia, la cooperazione si estende a tecnologia, aerospazio, finanza e coordinamento politico internazionale, inclusi processi di parziale dedollarizzazione e esercitazioni militari congiunte. Per Mosca, la Cina rappresenta ormai un'ancora di stabilità economica; per Pechino, invece, la Russia resta un partner strategico rilevante ma non esclusivo.
Al centro dei colloqui ci sarà soprattutto l’energia. Il gasdotto 'Power of Siberia 1' ha già superato in alcuni periodi i 38 miliardi di metri cubi annui di forniture verso la Cina, mentre il progetto "Power of Siberia 2" - al centro delle discussioni di domani - dovrebbe attraversare la Mongolia e potrebbe raggiungere una capacità fino a 50 miliardi di metri cubi l'anno. Secondo le stime russe, entro l'inizio del prossimo decennio le esportazioni complessive verso la Cina potrebbero superare i 100 miliardi di metri cubi annui, sommando le diverse rotte esistenti e previste.
La visita sarà scandita anche da momenti simbolici ormai ricorrenti, come l’incontro informale "davanti a una tazza di tè" - la seconda in pochi giorni per Xi dopo quella con Trump - appuntamento utilizzato dai due leader per colloqui riservati dopo le riunioni ufficiali e che dura solitamente poco meno di due ore. Previsto infine l'incontro con un ingegnere cinese che da bambino, nel 2000, posò con Putin durante la sua prima visita nel Paese.

(Adnkronos) - Torna in strada il Giro d'Italia 2026. Oggi, mercoledì 20 maggio, la corsa rosa ritorna protagonista con la sua 11esima tappa, che va da Porcari a Chiavari per un totale di 195 chilometri. La seconda settimana si è aperta con la cronometro individuale e prosegue con una frazione impegnativa, che attraversa Toscana e Liguria, e potrebbe regalare più di una sorpresa.
Si parte con un primo tratto tranquillo di gara, poi, dopo 108 chilometri, i ciclisti saliranno il Passo del Termine, una salita di terza categoria che precede il Colle di Guaitarola (5,7 km con il 6,4% di pendenza media, che raggiunge un picco di 9,6% nell'ultimo km e mezzo). Una nuova salita è prevista a circa 28 km con la scalata di Cogorno (4,6 km al 6,7% di pendenza media). Una volta raggiunta la vetta i ciclisti affronteranno gli ultimi 13 km prima di arrivare a Chiavari.
La partenza dell'11esima tappa del Giro d'Italia 2026 è prevista oggi, mercoledì 20 maggio, alle ore 12.30, con l'arrivo che è invece in programma tra le 17 e le 17.30. La gara si potrà seguire in diretta televisiva, in chiaro, sui canali Rai e su quelli Eurosport. In streaming, la corsa sarà disponibile su RaiPlay, Hbo MAX., Dazn, Discovery+ e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Dal 31 agosto al 14 settembre 2026 scuole primarie aperte in Emilia Romagna. Una novità educativa, voluta dalla Regione e condivisa con i territori, che prevede attività educative, sportive e culturali.
Quest'anno dunque gli alunni, non tutti, 'torneranno prima' sui banchi prima all’apertura ufficiale della scuola prevista il 15 settembre . L’offerta di servizi extrascolastici potrà prevedere attività quali laboratori, sport, musica, creatività, gioco, assistenza. E l’obiettivo di rendere la misura strutturale e diffusa su tutto il territorio regionale a partire dall'anno scolastico 2027-2028.
Per ora saranno coinvolti, in questa prima fase di sperimentazione, i territori delle aree Atuss - le Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile -, 42 Comuni e Unioni di Comuni.
“Una misura che si propone di ampliare le opportunità educative di qualità e, allo stesso tempo, di offrire una risposta concreta alle esigenze e ai bisogni delle famiglie emiliano-romagnole- dichiarano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Scuola, Isabella Conti come si legge sul sito - Grazie a questa prima fase di sperimentazione potremo mettere a punto nuovi servizi per i nostri alunni e alunne delle scuole primarie, con l’obiettivo di rendere strutturale l’offerta educativa a partire dal 2027, estendendola a tutti i Comuni della nostra regione che vorranno aderire”.

(Adnkronos) - Quando gioca Jannik Sinner? Il tennista azzurro vinto da pochi giorni gli Internazionali d'Italia 2026, battendo Ruud nella finale del Masters 1000 di Roma e riportando un italiano a vincere il torneo di casa 50 anni dopo Adriano Panatta. Ora, ad attendere Sinner, c'è il Roland Garros, a cui arriva dopo la finale-maratona persa al quinto set lo scorso anno contro Alcaraz, che salterà Parigi dopo l'infortunio al polso rimediato a Barcellona, e da testa di serie numero 1.
L'obiettivo è quello di conquistare l'unico Slam che ancora gli manca e completare così il Career Grande Slam, come già fatto dal rivale spagnolo a inizio anno con il trionfo agli Australian Open.
Il debutto di Sinner al Roland Garros avverrà al primo turno dello Slam parigino, l'ultimo che gli manca in bacheca per completare il Career Grand Slam, già portato a casa dal rivale Alcaraz dopo il trionfo degli Australian Open. Il primo turno maschile, da cui partirà la rincorsa dell'azzurro, è in programma tra domenica 24 e martedì 26 maggio.
Ecco tutte le date della prossima edizione del Roland Garros:
Domenica 24 maggio: Primo turno (a partire dalle ore 11)
Lunedì 25 maggio: Primo turno
Martedì 26 maggio: Primo turno
Mercoledì 27 maggio: Secondo turno
Giovedì 28 maggio: Secondo turno
Venerdì 29 maggio: Terzo turno
Sabato 30 maggio: Terzo turno
Domenica 31 maggio: Ottavi di finale
Lunedì 1 giugno: Ottavi di finale
Martedì 2 giugno: Quarti di finale
Mercoledì 3 giugno: Quarti di finale
Venerdì 5 giugno: Semifinali (a partire dalle ore 14.30)
Domenica 7 giugno: Finale (alle ore 15)
Le partite del Roland Garros, comprese quindi quelle di Jannik Sinner, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Le dosi di sport salvacuore? Per raggiungerle occorrerà sudare più del previsto. Secondo una nuova ricerca, infatti, sono necessari dai 560 ai 610 minuti di attività fisica di intensità moderata o vigorosa a settimana per ottenere una riduzione sostanziale del rischio di infarto e ictus. La stima emerge da uno studio osservazionale pubblicato online sul 'British Journal of Sports Medicine'. E la quantità di esercizio che viene suggerita, fanno notare gli esperti, è da 3 a 4 volte superiore alla raccomandazione attuale in materia di salute pubblica, secondo cui gli adulti dovrebbero svolgere almeno 150 minuti a settimana di attività moderata o intensa, come camminare a passo svelto, correre o andare in bicicletta.
Lo studio indica anche che le persone meno allenate hanno bisogno di fare un po' più di esercizio fisico rispetto a quelle molto allenate per ottenere gli stessi benefici cardiovascolari. Per i ricercatori, quindi, gli attuali consigli standardizzati sull'esercizio fisico potrebbero dover essere modificati e sostituiti da obiettivi più personalizzati in base al livello di forma fisica di ciascuno. La forma cardiorespiratoria varia notevolmente ed è un forte indicatore della salute cardiovascolare.
Una bassa forma cardiorespiratoria è fortemente associata a un aumento del rischio di infarto, ictus e morte prematura, sottolineano gli autori del lavoro. Un modo semplice per valutarla è misurare il 'VO2 max', cioè la massima quantità di ossigeno che il corpo consuma e utilizza durante un esercizio intenso. Questo parametro misura l'efficienza con cui cuore, polmoni e muscoli forniscono e utilizzano l'ossigeno.
I ricercatori dell'università Politecnica di Macao in Cina, che firmano la ricerca, hanno deciso di esaminare in che modo sia i livelli di attività fisica che la forma cardiorespiratoria, misurata tramite il VO2 max, influenzino il rischio di malattie cardiovascolari. Lo studio ha incluso dati relativi a 17.088 persone che hanno partecipato a uno studio della Uk Biobank tra il 2013 e il 2015. L'età media era di 57 anni, il 56% erano donne e il 96% erano di etnia bianca. I partecipanti hanno indossato un dispositivo al polso per 7 giorni consecutivi per registrare i loro livelli di esercizio tipici e hanno completato un test in bicicletta per misurare il loro VO2 max stimato. Nell'analisi sono stati inclusi anche dati relativi al fumo, al consumo di alcol, alla salute percepita e all'alimentazione, all'indice di massa corporea, alla frequenza cardiaca a riposo e alla pressione sanguigna. Durante un periodo di follow-up medio di 7,8 anni, si sono verificati 1.233 eventi cardiovascolari, tra cui 874 casi di fibrillazione atriale, 156 infarti miocardici, 111 casi di insufficienza cardiaca e 92 ictus.
Lo studio ha rilevato che gli adulti che hanno rispettato la raccomandazione di 150 minuti di esercizio fisico a settimana hanno registrato una modesta riduzione dell'8-9% del rischio cardiovascolare. Questo risultato è stato riscontrato in modo coerente a tutti i livelli di forma fisica. Gli esperti hanno quindi calcolato che, per ottenere una protezione sostanziale, definita come una riduzione del rischio superiore al 30%, erano necessari tra i 560 e i 610 minuti di esercizio fisico di intensità moderata o vigorosa a settimana. Tuttavia, questo livello di attività fisica è stato raggiunto solo dal 12% dei partecipanti allo studio.
Gli autori hanno osservato poi che le persone con un livello di forma fisica inferiore necessitavano di circa 30-50 minuti in più a settimana rispetto a quelli con un livello di forma fisica elevato per ottenere benefici equivalenti. Ad esempio, per ottenere una riduzione del 20% del rischio di eventi cardiovascolari erano necessari 370 minuti di esercizio fisico di intensità moderata-vigorosa per le persone con il livello di forma fisica più basso, rispetto ai 340 minuti necessari per quelle con il livello di forma fisica più alto.
Questa scoperta, dichiarano i ricercatori, "mette in luce la sfida più ardua che le popolazioni non allenate si trovano ad affrontare". Essendo uno studio osservazionale, puntualizzano, non è possibile trarre conclusioni definitive in merito a un rapporto di causa-effetto, e va precisato anche che il gruppo di studio potrebbe essere più sano e in forma rispetto alla popolazione generale, oltre al fatto che non è stato misurato il tempo trascorso in attività sedentarie o l'esercizio fisico di minore intensità.
Nonostante le limitazioni, dal lavoro emerge che le attuali linee guida forniscono un solido livello minimo universale di protezione cardiovascolare, però - aggiungono gli autori - sarebbe opportuno fornire consigli differenziati per aiutare i pazienti motivati a fare di più per proteggere la salute del cuore. "Le future linee guida potrebbero dover distinguere tra il volume minimo di esercizio fisico di intensità moderata-vigorosa richiesto per un margine di sicurezza di base e i volumi sostanzialmente più elevati necessari per una riduzione ottimale del rischio cardiovascolare".

(Adnkronos) - "Domani ti chiamo e parliamo". È questa la promessa di Antonella Elia fatta a Pietro Delle Piane, suo ex fidanzato, stasera nel corso della finale del Grande Fratello Vip. L'ultimo incontro tra i due risale a due mesi fa, quando lui era entrato nella Casa per avere un chiarimento diretto con la vip senza, tuttavia, ottenere un riscontro. A distanza di tempo e dopo aver avuto del tempo per pensare, la concorrente ha ammesso di aver sentito la mancanza di Delle Piane.
Dopo aver ritrovato una rosa con un bigliettino scritto a mano, Pietro Delle Piane è entrato dalla porta rossa per ritrovare la sua ex fidanzata, con cui vorrebbe un riappacificamento. "Tu non sei una donna grande, tu sei una grande! Hai fatto un Grande Fratello strepitoso", ha esclamato l'attore.
Poi, la promessa di risentirsi fuori dal Grande Fratello per ottenere un confronto lontano dalle telecamere. "L’altra volta mi hai trattato malissimo e ci sono rimasto molto male. Ho bisogno di parlare con te, di chiarirci", ha ribaduto lui. "Mi sembra più adulto. È diverso", ha risposto Elia, felice di rivederlo, anche se ha provato a mantenere le distanze: "Lui pensa già di avermi in pugno, ma non ha capito nulla", ha detto ironicamente.

(Adnkronos) - Lacrime e commozione al Grande Fratello Vip. Stasera, martedì 19 maggio, i sei concorrenti finalisti del reality show di Canale 5 sono stati protagonisti di alcune sorprese da parte degli autori. Prima di spegnere le luci della Casa, infatti, i vips hanno potuto riabbracciare i loro cari dopo più di due mesi di viaggio all'interno del reality.
Il primo a ricevere una sorpresa inaspettata è stato Renato Biancardi, primo eliminato della serata. Il concorrente, dopo aver perso al televoto contro Raimondo Todaro, è uscito dalla porta rossa dove ha potuto riabbracciare la sua piccola Roberta, la figlia nata dall'amore con la sua ex moglie Enrica. "Lei rimarrà per sempre un pezzo del mio cuore e poi mi ha regalato mia figlia", ha detto Renato riferendosi all'ex moglie.
Sorpresa inaspettata anche per Alessandra Mussolini. Dopo aver visto un video sul suo percorso al Grande Fratello Vip l'ex europarlamentare si è commossa ribadendo quando questa avventura l'abbia cambiata in positivo. Ad attenderla in giardino c'è la sorella Elisabetta: "Sono qui per te, solo per te", ha detto Elisabetta Mussolini apparsa per la prima volta in televisione. "Per me è uno sforzo enorme", ha detto alla conduttrice Ilary Blasi. Ma ne è valsa la pena.
Una grande emozione anche per il concorrente Raul Dumitras. In confessionale si è 'nascosta' la mamma, protagonista protagonista del gioco 'Indovina la canzone'. Ilary ha invitato il concorrente a indovinare a chi appartiene la voce che ascolterà. Dopo pochi istanti, però, Raul interrompe il gioco e si commuove: "Ma quale canzone Ilary! Questa è mia madre". Raul corre dalla madre, e mentre l'abbraccia nella stanza ritrova anche il padre e il fratello Davide.
Lacrime per la sorpresa ad Adriana Volpe. Complici anche Antonella Elia e Alessandra Mussolini che vengono chiamate ad accogliere Giselle, la figlia di Adriana. Dopo un divertente sketch, le due si abbracciano forte: "Amore mio, quanto ti amo. Mi sei mancata tanto, mi manca la tua luce", ha detto Volpe tra le lacrime.

(Adnkronos) - Donald Trump per ora congela il nuovo attacco degli Stati Uniti ma l'Iran già si prepara alla guerra. I negoziati tra Washington e Teheran non decollano e la ripresa del conflitto, ora dopo ora, diventa un'ipotesi sempre più concreta.
E' in questo clima ad alta tensione e in vista di una possibile nuova escalation, riferisce Axios, che il presidente americano ha convocato una riunione con il suo team di sicurezza nazionale: al centro una relazione sulle opzioni militari. Alla riunione hanno partecipato il vicepresidente Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il capo degli Stati Maggiori Riuniti, il generale Dan Caine, il direttore della CIA John Ratcliffe e altri alti funzionari, secondo fonti Usa. Il meeting si è concentrato sulla strategia da adottare nella guerra con la Repubblica islamica, sullo stato degli sforzi diplomatici e sui vari piani militari statunitensi per attacchi contro Teheran.
Nello stesso giorno in cui ha spiegato che alcuni alleati in Medio Oriente gli avrebbero riferito che si è "molto vicini a raggiungere un accordo", il tycoon è però tornato ad attaccare, dettando i tempi e lanciando un nuovo ultimatum.
Gli Stati Uniti, ha detto, hanno concesso all'Iran "due-tre giorni, forse fino a venerdì o sabato o domenica, o inizio della prossima settimana" per tornare al tavolo negoziale e trovare un accordo, che deve in ogni caso arrivare entro "un periodo di tempo limitato".
"Ero a un'ora dal colpire" l'Iran, ha detto parlando della sospensione dell'attacco previsto per la giornata di ieri contro Teheran, aggiungendo quindi che "potremmo dover colpire forte l'Iran ancora un'altra volta. Non ne sono sicuro, lo sapremo presto".
Intanto il vicepresidente americano JD Vance ha spiegato di non poter affermare con sicurezza che con l'Iran si arriverà ad un accordo. Rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca, Vance ha detto di ritenere che l’Iran voglia un accordo, ma ha anche detto di non potersi pronunciare con sicurezza sulla possibilità di raggiungere l’intesa finché ciò non avverrà.
Ai giornalisti che gli chiedevano se "personalmente lo pensasse", ha ribattuto: "Personalmente credo che la risposta onesta sia: come potrei mai saperlo? Si negozia con le persone e a volte si ha la sensazione di fare progressi, altre volte invece si ha la sensazione di non farne". "Non posso dirlo con certezza, perché non so cosa pensi l’altra parte".
Ci sono "due strade che possiamo percorrere" sull'Iran. Quella dei negoziati e quella di una ripresa dell'operazione militare, ha poi ribadito, spiegando che "il presidente ci ha chiesto, ci ha detto di negoziare con determinazione con gli iraniani", precisando che "su quella questione fondamentale del non avere mai un'arma nucleare, pensiamo di aver fatto molti progressi. Pensiamo che gli iraniani vogliano raggiungere un accordo".
"C'è un'opzione B, e l'opzione B è che potremmo riprendere la campagna militare per continuare a cercare di raggiungere gli obiettivi dell'America", ha aggiunto. "Non è quello che vuole il presidente. E non credo sia nemmeno quello che vogliono gli iraniani". "Bisogna essere in due per ballare il tango", le parole di Vance, che ha tuttavia assicurato come questa guerra non sia "senza fine", facendo riferimento alla promessa spesso fatta da Trump di tenere gli Stati Uniti fuori da guerre come quelle in Iraq e Afghanistan.
"È importante che il popolo americano sappia" che qualsiasi fine della guerra "sarà per la loro sicurezza e prosperità". "E anche che questa non sarà una di quelle cose che durano per sempre".
"Questa non è una guerra senza fine. Svolgeremo il nostro compito e torneremo a casa. Questo è ciò che il presidente ha promesso e ciò che manterremo".
Intanto, se gli Stati Uniti definiscono la sospensione "temporanea" di un possibile attacco all'Iran come una finestra utile ai negoziati, allo stesso tempo dichiarano di essere pronti a un'azione militare su larga scala in qualsiasi momento, fa notare il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, in un messaggio diffuso sui social. "Questo significa - ha detto - presentare una minaccia come un'opportunità di pace. L’Iran è unito e pronto ad affrontare ogni aggressione militare, per noi la resa non significa nulla: o vinciamo o diventiamo martiri".
Secondo un articolo del New York Times, che cita un funzionario militare statunitense, l'Iran avrebbe intanto sfruttato il mese e più di cessate il fuoco nella guerra contro Stati Uniti e Israele per prepararsi alla ripresa dei combattimenti, riposizionando i lanciatori di missili balistici.
Da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco l'8 aprile, si legge, Teheran si è adoperata per "riallestire decine di siti di lancio di missili balistici colpiti dai bombardamenti, spostare i lanciatori mobili di missili e, nonostante le perdite significative, adattare le proprie tattiche a un'eventuale ripresa degli attacchi". Il funzionario ha spiegato che gli attacchi statunitensi contro le capacità missilistiche iraniane hanno colpito le porte d'accesso ai siti, ma non i lanciatori, poiché questi erano sepolti in profonde grotte sotterranee per proteggerli dai raid.

(Adnkronos) - Pericolo di fuga e rischio di reiterazione del reato. Sono questi i motivi che hanno portato la giudice per le indagini preliminari Donatella Pianezzi a convalidare il fermo e confermare il carcere per Salim El Koudri, fermato per strage e lesioni aggravate dopo che sabato 16 maggio alla guida della sua auto ha travolto e ferito gravemente sette pedoni in pieno centro a Modena. La giudice ha anche disposto che il 31enne, al quale in passato è stato diagnosticato un disturbo psichiatrico, venga sottoposto, da parte dell'amministrazione penitenziaria, "a un periodo di osservazione" per vigilare - si legge nel provvedimento della giudice - "sulle condizioni psichiche dell'indagato, con eventuale trasferimento presso Reparti specializzati", da individuarsi a cura della stessa struttura carceraria.
Le testimonianze di chi ha assistito alla carambola dell'auto e le immagini delle telecamere pubbliche e private restituiscono "una precipitosa e violenta fuga". Non riuscendo a riaccedere l'auto El Koudri "è sceso dal veicolo, armato di coltello, e ha corso a piedi verso una via laterale nel tentativo di depistare i suoi inseguitori nei cui confronti peraltro non esitava ad usare l'arma", tanto che Luca Signorelli, uno dei primi passanti a tentare di bloccare il 31enne, è stato accoltellato due volte. Una fuga, scrive la giudice Pianezzi, "con l'evidente finalità di non essere identificato e di non rispondere delle azioni poste in essere".
Se non opportunamente fermato, "si ritiene che si sarebbe dato facilmente alla fuga" magari all'estero. "Trattandosi di un soggetto che non ha in Italia un lavoro stabile, non ha una compagna e una famiglia propria ad eccezione dei genitori e della sorella, si può prevedere che lo stesso - se lasciato libero - possa lasciare il nostro Paese per fare rientro in Marocco, dove avrebbe una famiglia a fornirgli sostegno e riuscendo cosi a sottrarsi alle gravi conseguenze che derivano dall'azione delittuosa compiuta". Inoltre, "le specifiche modalità e circostanze del fatto, la gravità dello stesso e la personalità di El Koudri inducono a ritenere concretamente sussistente il pericolo che l'indagato possa commettere altri delitti della stessa specie" si legge nel provvedimento.
Per la gip va inoltre considerato "che - allo stato - non è stato ancora possibile accertare le ragioni e il movente dell'azione criminosa e che ciò, in questa fase, rende ancora più preganti le esigenze cautelari" .
E ancora: "Si verte al cospetto di un reato efferato e di particolare allarme sociale, in quanto il gesto è stato compiuto in pieno giorno, lungo una delle vie cittadine più frequentate e la condotta posta in essere è facilmente replicabile in qualsiasi altro contesto urbano, senza peraltro necessità di alcuna preparazione o strumentazione specifica". Tali circostanze "denotano una specifica capacità criminale, una completa assenza di autocontrollo dei propri impulsi e delle proprie azioni nonché un'efferatezza nell'esecuzione del proposito criminale maturato". Anche la condotta "violenta e aggressiva" posta in essere dopo aver abbandonato l'auto, "è un evidente indice del pericolo di reiterazione del reato". Per la giudice "è evidente che, se lasciato in libertà, l'indagato potrebbe reiterare condotte violente nei confronti di un numero indeterminato e indeterminabile di soggetti, anche in contesti diversi dalla città di Modena".
"Non vi sono, allo stato, elementi concreti e conclusivi per ritenere che i fatti siano stati compiuti in presenza di una causa di non punibilità o che sussista allo stato una causa di estinzione del reato", uno dei passaggi del provvedimento con cui la gip ha convalidato il fermo.
"D'altronde se è vero che dalla documentazione sanitaria in atti emerge che El Koudri sarebbe affetto da un disturbo schizoide di personalità e che sia stato in cura presso il dicentro di salute mentale Castelfranco Emilia, tuttavia non vi sono alla stato elementi per ritenere che il gesto da lui compiuto sia conseguenza di tale patologia né che lo stesso fosse incapace di intendere e di volere al momento della commissione del fatto". Ma, proprio alla luce della documentazione agli atti, la giudice ritiene sia comunque, "quanto meno opportuno, disporre un periodo di osservazione psichiatrica", una vigilanza demandata all'amministrazione penitenziaria.
Il reato, si legge ancora, è "efferato e di particolare allarme sociale" poiché "compiuto in pieno giorno, lungo una delle vie cittadine più frequentate". Un comportamento, quello messo in atto sabato 16 maggio, che a dire della giudice è idoneo a configurare il reato di strage. Il 31enne, nato a Bergamo e di origini marocchine, "ha percorso ad altissima velocità una via del centro cittadino, di solito percorsa da numerosi pedoni e ciclisti, in un soleggiato sabato pomeriggio di maggio, in un orario in cui erano dunque presenti tanti cittadini, turisti ed avventori degli esercizi commerciali che venivano da lui raggiunti in maniera del tutto indiscriminata e indeterminata".
Una volontà di mettere in pericolo la vita e l'incolumità fisica della collettività che può essere desunta, si legge nel provvedimento, dal mezzo utilizzato, "ossia un'autovettura lanciata a forte velocità che ha poi preso la traiettoria del marciapiede e che, dunque, si è rivelata un'arma assolutamente potente ed estremamente efficace". Salim El Koudri a bordo della propria auto, "si è scagliato ad elevata velocità contro ignari passanti intenti ad affollare le vie centrali del centro storico della città, di sabato pomeriggio, ponendo cosi in essere una condotta idonea a ledere un numero indeterminato di soggetti, come desumibile anche dalla traiettoria seguita dall'autovettura che è andata anche sopra i marciapiedi".
Una corsa che ha lasciato sull'asfalto sette feriti, di cui quattro ancora gravi tra cui una donna a cui hanno amputato le gambe. Un tragitto terminato contro la vetrina di un negozio.
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