
(Adnkronos) - “In passato il paziente era semplicemente l'oggetto dello studio, quindi un soggetto passivo. Oggi, invece, riveste un ruolo da protagonista: è coinvolto, partecipa, è parte integrante del processo e influenza l'intero ciclo di vita della ricerca clinica, migliorandone la qualità e accorciandone i tempi. Come lo fa? Innanzitutto attraverso l'informazione, che può avvenire anche partecipando alla vita delle associazioni che rappresentano le varie patologie. In secondo luogo, attraverso la partecipazione diretta agli studi clinici. Partecipare significa condividere i dati e collaborare alla progettazione stessa dei trial di sperimentazione, facendo emergere fin dall'inizio i bisogni reali del paziente e della patologia che lo riguarda”. Così Daniela Cavallaro, paziente esperto dell’Accademia dei Pazienti Eupati - European patients' academy on therapeutic innovation, intervenendo alle celebrazioni per la Giornata internazionale degli studi clinici, che si celebra oggi su iniziativa di Afi (Associazione farmaceutici industria), Fadoi (Federazione delle associazioni dirigenti ospedalieri internisti),Gidm (Gruppo italiano data manager e coordinatori di ricerca clinica), Simef (Società italiana medicina farmaceutica), con il contributo di Roche , nell'ambito della campagna Ricerca Circolare. .
Il paziente che desidera diventare “esperto, oggi ha la necessità di seguire un percorso che sia certificato e valido. Affinché venga riconosciuta l'autorevolezza del paziente - spiega Cavallaro - le sue competenze devono essere sostenute da una formazione continua e costante, che non si ferma mai. Di conseguenza, le competenze principali includono la predisposizione ad apprendere continuamente e la conoscenza approfondita delle varie fasi della ricerca, dalla fase preclinica fino alla fase quattro della sperimentazione. A questo - conclude - si aggiunge un ruolo attivo nella condivisione delle informazioni con gli altri pazienti che, magari, sono ancora distanti da questa realtà”.

(Adnkronos) - “Ricerca Circolare è uno spazio di dialogo multidisciplinare nato per esplorare l'impatto della ricerca scientifica non solo a livello clinico, ma anche sociale, economico e organizzativo. Il progetto si sviluppa attraverso momenti di dibattito e un magazine semestrale. L'iniziativa mira a riportare la scienza al centro del dibattito pubblico e a valorizzare la ricerca come bene comune e come infrastruttura strategica per il Paese, capace di generare valore e crescita economica. L'obiettivo è accendere i riflettori su cosa fare oggi in Italia per rendere la ricerca sempre più competitiva”. Lo ha detto Stefania Sala, Country Study Start up Team Leader Roche Italia, oggi a Milano, in occasione della Giornata internazionale degli studi clinici, che si celebra il 20 maggio.
Roche che “opera nel settore farmaceutico da 130 anni ed è tra le prime aziende a livello mondiale per investimenti in ricerca e sviluppo”, partecipa all’iniziativa al fianco delle società scientifiche Afi (Associazione farmaceutici industria), Fadoi (Federazione delle associazioni dirigenti ospedalieri internisti), Gidm (Gruppo italiano data manager e coordinatori di ricerca clinica), Simef (Società italiana medicina farmaceutica).
Nel nostro Paese Roche ha attivi “155 studi clinici in 200 centri di eccellenza, con il coinvolgimento di 4.200 pazienti in numerose aree terapeutiche”. Tra gli ambiti di ricerca, “da molti anni, oncologia, ematologia, immunologia, infiammazione, oftalmologia e neuroscienze. Più recentemente - continua Sala - siamo entrati anche nell'area cardiovascolare, con diabete e obesità che, unitamente alle neuroscienze, rappresenteranno il focus per il prossimo futuro. Sosteniamo inoltre la ricerca indipendente con Fondazione Roche supportando i medici ricercatori con più di 70 progetti - aggiunge - e abbiamo all'attivo 26 programmi di accesso precoce a terapie innovative, in attesa che i farmaci siano resi disponibili sul mercato. Infine, offriamo un contributo allo sviluppo di nuove competenze: con docenze in master universitari e il sostegno a eventi pubblici dedicati alla ricerca, come la Giornata di oggi”.

(Adnkronos) - "Il bullismo sta diventando sempre meno fisico e molto più virtuale. I ragazzi oramai parlano, si confidano e si fidanzano con l'intelligenza artificiale. Questo è un mondo che sta andando un po' al contrario. Dobbiamo fare un'analisi predittiva: non dobbiamo correre ogni volta incontro alle emergenze, ma capire come il disagio sta evolvendo, dove i giovani stanno andando". Così il presidente dell'Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile Luca Massaccesi nel suo intervento alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall'Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell'Informazione dell'Adnkronos.
Parlando degli sportivi presenti all'evento, Massaccesi sottolinea come "anche i campioni vivono comunque paure, ansia e attraverso l'esercizio, la pratica sportiva, il campione riesce ad attraversarla. E questo mi sembra un messaggio importante".

(Adnkronos) - È un "periodaccio" per Federica Pellegrini. La campionessa olimpica, diventata mamma della sua seconda figlia da pochi mesi, sta affrontando alcune difficoltà tra la gelosia della primogenita Matilde e i continui rigurgiti della piccola Rachele.
Pellegrini ha condiviso le sue preoccupazioni tra le Instagram stories agli utenti che le chiedevano come stesse vivendo la 'seconda' maternità. "È un periodaccio, Matilde è gelosissima", ha esordito in un video selfie mentre culla la piccola Rachele con il baby wrap, la fascia porta bebè.
"Stiamo bene, per fortuna. È tostissima, più che altro la Mati è molto gelosa, passa da amore immenso a crisi nere, soprattutto nel momento dell'allattamento. E Rachele vomita di continuo, rigurgita tantissimo. Queste sono le cose più delicate da gestire", ha spiegato. La coppia sta affrontando una delle fasi più delicate post gravidanza: "La notte non sempre riusciamo a riposare, dipende da quanto Rachele vomita, non sono nottate facili", ha aggiunto.
E con ironia, Pellegrini ha risposto a chi le ha chiesto se fosse più facile nuotare o badare ai bambini. La campionessa olimpica non ha dubbi: "Più difficile badare ai bambini, assolutamente".

(Adnkronos) - “Il tema deve essere approfondito con cautela per riuscire a capire quale può essere il punto di incontro dei diversi interessi del settore”. Lo ha dichiarato Massimiliano Cardullo, Head of Public Affairs & Stakeholder Engagement di Aeroporti di Roma e membro comitato indirizzo fondazione Pacta, intervenuto a Roma all’incontro promosso dalla fondazione Pacta dedicato agli scenari della decarbonizzazione del trasporto aereo e ai relativi impatti sulla competitività del comparto.
Cardullo ha sottolineato il valore del percorso avviato dalla Fondazione, evidenziando come il confronto tra operatori e istituzioni rappresenti un elemento centrale per la costruzione di posizioni condivise. “L’esperimento di Pacta, ormai consolidato, è un punto di riferimento per il settore - ha affermato - perché consente di presentarsi di fronte al decisore pubblico con un’idea già mediata internamente dai rappresentanti del comparto”.
Secondo il manager di Aeroporti di Roma, questo approccio contribuisce a rafforzare la qualità del confronto istituzionale. “In questo modo - ha aggiunto - si mette il legislatore nelle condizioni di sapere che esiste già stata una discussione di settore ampia e non parziale, elemento che aiuta a rendere più consapevoli le scelte normative”. Cardullo ha definito il percorso “un esempio interessante, anche se complesso”, sottolineando la necessità di ulteriori approfondimenti e momenti di confronto per arrivare a sintesi sempre più efficaci tra le diverse esigenze del settore aeroportuale e del trasporto aereo.

(Adnkronos) - E’ stata stralciata la posizione della società sportiva Calcio Napoli nell’ambito del procedimento nei confronti del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, accusato di falso in bilancio in relazione alla compravendita dalla Roma del giocatore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e alle presunte plusvalenze fittizie per l'acquisto di Victor Osimhen nel 2020 dal Lille.
I giudici della nona sezione penale del tribunale di Roma, dopo l’eccezione presentata dalle difese per un difetto di notifica, hanno sciolto la riserva e stralciato la posizione della società e, sospesi i termini di prescrizione, in attesa di riunite le posizioni, ha fissato la prossima udienza per il 2 dicembre prossimo.
Le contestazioni dei pm Lorenzo Del Giudice e Giorgio Orano riguardano i bilanci del 2019, 2020 e 2021. Il rinvio a giudizio, oltre che De Laurentiis, riguarda anche la società sportiva Calcio Napoli e Andrea Chiavelli. Nelle liste testi che verranno depositate compaiono il calciatore Osimhen, l’ex direttore sportivo del Napoli, Cristiano Giuntoli e i calciatori coinvolti nelle compravendita tra i club.

(Adnkronos) - La nuova epidemia di Ebola partita dalla Repubblica democratica del Congo (Rdc) e già arrivata in Uganda è destinata a crescere ancora, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). "Prevediamo che i numeri continueranno ad aumentare, considerato il tempo in cui il virus ha circolato prima che l'epidemia venisse rilevata", ha dichiarato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante una conferenza stampa sugli esiti della riunione del Comitato di emergenza che si è riunito ieri, 19 maggio. Gli esperti del comitato hanno confermato che l'epidemia rappresenta un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale (Pheic, dichiarata dal Dg Tedros domenica 17 maggio), ma non un'emergenza pandemica.
"Esistono diversi fattori che destano seria preoccupazione per il potenziale di ulteriore diffusione e di ulteriori decessi", ha spiegato il dg, elencandone 5. "Innanzitutto, oltre ai casi confermati di Ebola", a oggi più di 30, "si contano quasi 600 casi sospetti e 139 decessi sospetti", ha ricordato. "In secondo luogo - ha continuato - l'epidemia si è estesa, con casi segnalati in diverse aree urbane. In terzo luogo, sono stati segnalati decessi tra gli operatori sanitari, il che indica una trasmissione associata all'assistenza sanitaria. In quarto luogo, si registra un significativo movimento di popolazione nella zona. La provincia di Ituri" della Rdc "è una zona ad alta insicurezza. Il conflitto si è intensificato dalla fine del 2025 e gli scontri sono aumentati notevolmente negli ultimi 2 mesi, con oltre 100mila persone sfollate. L'area è anche una zona mineraria, con elevati livelli di movimento di popolazione che aumentano il rischio di ulteriore diffusione. In quinto luogo, questa epidemia è causata dal virus Bundibugyo, una specie di virus Ebola per la quale esistono vaccini o terapie approvati".
"Alla luce di tutti questi rischi, ho deciso che era urgente agire immediatamente per prevenire ulteriori decessi e mobilitare una risposta internazionale efficace", ha sottolineato il numero uno dell'Oms, ringraziando "il Governo della Repubblica Democratica del Congo, l'Istituto nazionale per la ricerca biomedica, l'Istituto nazionale di sanità pubblica e le autorità sanitarie locali delle aree colpite per la loro leadership e collaborazione". Un grazie anche al "Governo dell'Uganda per aver rinviato, a causa del rischio rappresentato dall'epidemia, le celebrazioni annuali della Giornata dei Martiri, che possono attrarre fino a 2 milioni di persone". Quanto alle misure adottate, ha aggiunto Tedros, "l'Oms ha un team sul campo a supporto delle autorità nazionali nella risposta. Abbiamo dispiegato personale, forniture, attrezzature e fondi. A sostegno della nostra risposta, ho approvato un ulteriore stanziamento di 3,4 milioni di dollari dal Fondo di contingenza per le emergenze, portando il totale a 3,9 milioni di dollari. In assenza di vaccini e terapie - ha concluso - esistono molte altre misure che i Paesi possono adottare per fermare la diffusione del virus e salvare vite umane, come delineato dal Comitato di emergenza nelle sue raccomandazioni provvisorie".

(Adnkronos) - Per molti italiani il rapporto tra benessere mentale e salute del cervello resta ancora poco chiaro: il 63% della popolazione non è infatti consapevole del legame tra disturbi neurologici e mentali, senza riconoscere che entrambi hanno origine nello stesso organo. È quanto emerge dall’indagine presentata a gennaio 2026 dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia. Di questi temi – dall’importanza della prevenzione alla necessità di sviluppare una maggiore consapevolezza – si è parlato oggi a Milano in occasione dell’inaugurazione di BrainSpace House, l’installazione immersiva gratuita dedicata al cervello, promossa da Lundbeck Italia e BrainCircle Italia nell’ambito del Milan Longevity Summit 2026.
Dal 20 al 23 maggio, Piazza XXV Aprile, a Milano - informa una nota - ospiterà uno spazio pensato per accompagnare adulti e bambini alla scoperta del cervello e dei fattori che ne influenzano il benessere, attraverso esperienze in realtà virtuale e aumentata, contenuti interattivi e attività divulgative. L’obiettivo è duplice: da un lato, favorire una maggiore consapevolezza sull’importanza di preservare la salute del cervello; dall’altro, rendere accessibile un tema scientifico complesso. L’iniziativa si inserisce nel paradigma One Health, secondo cui il benessere della persona nasce dall’equilibrio tra dimensione fisica, mentale e del cervello, sociale e ambientale e dalla loro reciproca interazione. BrainSpace House nasce con l’ambizione di diventare un progetto itinerante, per portare l’esperienza in altre città italiane. Il progetto si articola in percorsi dedicati sia agli adulti che ai più piccoli, perché l’educazione alla prevenzione deve partire dall’infanzia
“In Italia sono almeno 20 milioni le persone colpite da patologie neurologiche e circa 10 milioni convivono con un disturbo mentale – afferma Alberto Siracusano, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Tavolo tecnico Salute mentale del ministero della Salute – Oggi è fondamentale adottare una visione integrata della salute, che consideri mente e cervello come elementi strettamente connessi. Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza di quanto i disturbi neurologici e mentali incidano non solo sulla qualità della vita delle persone, ma anche sul benessere delle famiglie, delle comunità e sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Per questo, oggi, salute mentale e del cervello devono essere considerate una priorità strutturale di salute pubblica, al pari del benessere fisico. L’impegno delle istituzioni - continua - va nella direzione di rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico, superando le frammentazioni che per troppo tempo hanno separato dimensioni profondamente legate. Questo nuovo approccio, promosso anche dal Piano di azione nazionale per la salute mentale 2025-2030, punta proprio a costruire modelli di cura sempre più centrati sulla persona, capaci di accompagnare i cittadini lungo tutto l’arco della vita. Iniziative come BrainSpace House sono importanti perché aiutano a portare il tema della salute del cervello fuori dai contesti specialistici, avvicinando la popolazione a questi argomenti per contrastare stigma e disinformazione”.
“Investire oggi nella prevenzione e nella salute del cervello significa puntare sulla sostenibilità futura del sistema sanitario e sociale – spiega Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia – L’aumento dell’aspettativa di vita e i cambiamenti demografici in corso rendono sempre più necessario rafforzare politiche capaci di agire prima che la malattia si manifesti o si aggravi. Le patologie neurologiche e i disturbi mentali hanno infatti un impatto rilevante non solo sul percorso clinico delle persone, ma anche sull’autonomia e sui bisogni assistenziali a lungo termine. Per questo motivo è fondamentale promuovere modelli organizzativi che integrino prevenzione, innovazione, ricerca e prossimità territoriale, valorizzando il ruolo della medicina di territorio e della collaborazione tra ospedali, servizi e comunità. Regione Lombardia - illustra - sta lavorando per rafforzare percorsi sempre più orientati all’individuazione precoce dei bisogni e alla continuità della presa in carico, anche attraverso il contributo delle nuove tecnologie e della digitalizzazione. Contemporaneamente, è importante sostenere iniziative che aiutino i cittadini a sviluppare maggiore consapevolezza sui fattori che influenzano il benessere cognitivo e mentale, proprio come BrainSpace House”.
“Milano accoglie con grande entusiasmo un progetto che porta nel cuore della città un tema cruciale come quello della salute del cervello – sottolinea Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano – Una realtà viva come la nostra deve avere un ruolo attivo nella diffusione della cultura della prevenzione e nella creazione di occasioni di partecipazione e consapevolezza accessibili a tutti. BrainSpace House rappresenta un esempio concreto di come lo spazio pubblico possa trasformarsi in un luogo di incontro tra cittadini, istituzioni, ricerca scientifica e sistema sanitario, contribuendo a rendere temi complessi più vicini e comprensibili. Parlare di salute del cervello significa parlare anche di contrasto alle fragilità e alle disuguaglianze che possono incidere sul benessere delle persone, per formare cittadini sempre più consapevoli e attenti al prossimo. Milano vuole continuare a essere una città che investe nella salute pubblica non solo attraverso i servizi, ma anche attraverso cultura, informazione e innovazione sociale, favorendo un approccio sempre più integrato tra territorio, comunità e cura della persona”.
L’installazione ospiterà anche i ‘BrainSpace Talks – Il cervello al centro della longevità’, un ciclo di incontri aperti al pubblico (con registrazione consigliata) che vedrà il coinvolgimento di esperti della comunità medico-scientifica, per discutere di neurologia e salute mentale dall’età evolutiva all’anzianità, approfondendo prevenzione, diagnosi precoce, benessere mentale e salute neurologica. “Da oltre 70 anni Lundbeck si dedica esclusivamente alla salute del cervello, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone che convivono con patologie neurologiche e psichiatriche – dichiara Tiziana Mele, amministratore delegato di Lundbeck Italia – Il nostro impegno è scientifico, sociale e culturale: vogliamo contribuire a promuovere una maggiore sensibilizzazione sulla salute del cervello e BrainSpace House nasce proprio per creare vicinanza, conoscenza e partecipazione attraverso un’esperienza immersiva, capace di parlare a pubblici diversi e di diffondere una nuova cultura della prevenzione”.
Consiglio regionale ancora impegnato sul tema delle tasse
aeroportuali. Dopo il rinvio della votazione, ieri sera, questa
mattina l'Aula ha bocciato la mozione presentata dal capogruppo di
Fdi Paolo Truzzu che chiedeva alla giunta un impegno per
l'abolizione della tassa di 6,50 euro applicata per ogni biglietto
aereo per i voli dagli aeroporti sardi. Ma mentre i lavori vanno
avanti con l'esame della mozione presentata di Riformatori
"sull'attuazione del principio di insularità per le merci e
l'urgenza di misure strutturali di continuità territoriale per il
trasporto delle merci da e per la Sardegna", la maggioranza ha
predisposto un'altra mozione sull'abolizione della tassa
addizionale comunale degli aeroporti che è stata già inserita
all'ordine del giorno della seduta.
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(Adnkronos) - "I dati di Unicef ci dicono il 70% in più dei giovani italiani tra i 15 e i 17 anni soffre di una ecoansia, non sa che cosa chiedere o come aspettarsi qualcosa dal futuro e si dichiara insoddisfatto della vita. Alcuni di questi quando si parla di suicidio ne parlano come cosa normale e, forse, non evitabile". Lo ha detto il presidente di Unicef Italia Nicola Graziano intervenendo alla 'Maratona del bullismo 2026' organizzata dall'Osservatorio nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al Palazzo dell'informazione dell'Adnkronos.
"Quest'anno inoltre - ha aggiunto - per la prima volta si è verificata un'inversione di tendenza significativa: in Italia c'è un fenomeno che non è più la malnutrizione, ma l'obesità che è, evidentemente, una manifestazione concreta, tangibile del disagio dei nostri ragazzi che è fatto di solitudine, buio, egoismo, indifferenza e silenzio".
"La mia 'bibbia' è la Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza che è una superfetazione dei principi fondamentali che sono nella nostra Carta costituzionale. Fra la Costituzione italiana e la Convenzione ci sono dei parallelismi, molte analogie, ma anche tante differenze. Una su tutte, il diritto al gioco che è fondamentale e che significa gioia, bellezza, luce, speranza e tanta vita che i ragazzi ci insegnano" .
"Ci sono delle parole che sono le parole del bullismo e parole che possono essere l'antidoto. La prima parola del bullismo è il silenzio: questo chiudersi dentro, questo piangere nell'anima e non sapere quale strada prendere. Poi c'è l'indifferenza: l'indifferenza degli altri che guardano il diverso, il triste, il poco sorridente e decidono di lasciarlo solo, nello spazio chiuso di un angolo di una società sempre più buia. E così all'indifferenza si unisce un profondo egoismo che oggi, purtroppo, prevale su tanti valori e questa, probabilmente, è una chiave di lettura per dare spiegazioni a tanti fenomeni. Poi c'è il buio, perché tutto questo porta a stare in un angolo buio, a chiudersi con la mente buia, a chiudersi davanti qualunque prospettiva. E questo porta disagio e solitudine".
Per il presidente di Unicef Italia, "a questa parole poste sul tavolo del bullismo e del cyberbullismo" è possibile anche "dare delle soluzioni, trovarle in noi e nella piazza qui fuori (piazza Mastai, dove per due giorni è allestito uno spazio con gazebi informativi, aree sportive e un palco dove si alternano momenti di confronto e performance ndr) che è gremita di persone ed è una piazza importante". "Questa piazza - prosegue Graziano - risponde al silenzio con il chiasso, con la musica, con la gioia, con i ragazzi che giocano. Un sole e una luce che contrastano quel buio di cui ho detto prima e la partecipazione, lo stare insieme, che vince l'indifferenza". E poi l'egoismo a cui, sottolinea il presidente di Unicef, "abbiamo risposto con le mani tese, con il gioco di squadra, in un mosca cieca della vita che significa ritrovarsi toccandosi, stando insieme, scambiandosi opinioni. E' questa la risposta più importante al bullismo germogliato dal silenzio di un telefonino che ti lascia da solo davanti a tante richieste e alle risposte dell'Intelligenza artificiale che,magaru ti dà anche la soluzione ma manca di una cosa importante e fondamentale: l'anima. Perché i valori - conclude Graziano - sono sempre gli stessi: il bisogno di un abbraccio, di una mano tesa, di un genitore, di una famiglia, di un amico di classe, il bisogno di sentirsi vivi e non di avere una risposta fredda di un telefonino".

(Adnkronos) - L’acciaio è tornato al centro della politica industriale europea. Non come settore del passato da accompagnare lentamente fuori mercato, ma come materiale essenziale per auto, cantieristica, costruzioni, infrastrutture, energia e difesa. Con il voto della plenaria di Strasburgo, il Parlamento europeo ha approvato il nuovo sistema di salvaguardia che dal 1° luglio 2026 sostituirà il regime attuale, in scadenza il 30 giugno.
Il testo riduce in modo netto le importazioni che potranno entrare nell’Ue senza dazi: le quote duty-free saranno limitate a 18,3 milioni di tonnellate l’anno, il 47% in meno rispetto ai livelli del 2024. Oltre quota, o per i prodotti non coperti dal sistema, scatterà un dazio del 50%, contro l’attuale 25%. Il voto è stato ampio: 606 favorevoli, 16 contrari e 39 astensioni.
La misura nasce come risposta alla sovracapacità globale, ma racconta qualcosa di più: l’Unione europea sta cercando di proteggere le filiere considerate strategiche senza rinunciare alla transizione verde e al commercio internazionale. È una linea sottile, perché difendere la siderurgia può rafforzare l’autonomia industriale europea, ma anche aumentare i costi per le imprese che usano acciaio come materia prima.
Il nuovo meccanismo poggia su tre elementi. Il primo è il taglio delle quote senza dazi, pensato per ridurre la pressione delle importazioni sul mercato europeo. Il secondo è l’aumento della tariffa oltre quota al 50%, una soglia che rende meno conveniente superare i contingenti autorizzati. Il terzo è il rafforzamento dei controlli sull’origine dei prodotti.
Il punto tecnico più importante è la regola del “melt and pour”: l’origine dell’acciaio viene collegata al luogo in cui il metallo è stato fuso e colato per la prima volta. Non è un dettaglio burocratico. In un mercato fatto di semilavorati, trasformazioni intermedie e catene logistiche complesse, stabilire l’origine reale serve a evitare triangolazioni e aggiramenti delle misure europee.
Bruxelles vuole impedire che l’Ue diventi lo sbocco naturale dell’acciaio in eccesso prodotto altrove. La pressione arriva da un mercato globale in cui la capacità produttiva supera la domanda e in cui altri grandi attori hanno già rafforzato le proprie barriere commerciali. Per i produttori europei, il rischio è competere con acciaio realizzato in condizioni molto diverse: energia meno cara, standard ambientali meno stringenti, sostegni pubblici più consistenti.
Il tema si lega direttamente alla decarbonizzazione. Produrre acciaio a basse emissioni richiede investimenti molto costosi: forni elettrici, idrogeno, tecnologie di cattura della CO₂, energia pulita e riconversione degli impianti. Senza un mercato sufficientemente protetto dalle distorsioni esterne, il rischio è che le imprese rinviino gli investimenti o che la produzione si sposti fuori dall’Europa.
Lo scudo è atteso con favore dalla siderurgia europea, ma può creare tensioni lungo la catena industriale. L’acciaio non è solo un prodotto da proteggere: è anche un input per migliaia di imprese. Automotive, meccanica, macchinari, costruzioni, elettrodomestici e cantieristica dipendono da forniture stabili e prezzi competitivi.
Qui si apre il conflitto interno alla politica industriale europea. Se le nuove regole aiutano gli impianti europei a reggere la concorrenza internazionale senza comprimere l’offerta, possono rafforzare l’intera filiera. Se invece producono rincari o strozzature, il costo si trasferisce alle imprese a valle, comprese quelle che esportano sui mercati globali.
Per l’Italia il punto è particolarmente delicato. Il Paese ha una base manifatturiera che usa molto acciaio, dalla meccanica alla cantieristica, dall’energia alle costruzioni. Allo stesso tempo, la siderurgia nazionale convive con costi energetici elevati, impianti da riconvertire e crisi industriali aperte. L’interesse italiano non è quindi univoco: serve proteggere la produzione europea, ma senza danneggiare chi trasforma l’acciaio in beni industriali ad alto valore aggiunto.
C’è poi il caso dell’Ucraina. Kiev è Paese candidato all’Ue, partner strategico e produttore siderurgico storico. Limitare l’accesso al mercato europeo può avere effetti economici e politici sensibili, proprio mentre Bruxelles sostiene la ricostruzione e l’integrazione progressiva del Paese. Il Parlamento ha previsto che la situazione ucraina sia considerata nell’allocazione delle quote, ma la tensione resta: sicurezza industriale europea e sostegno ai partner non sempre coincidono.
Il voto sull’acciaio si inserisce in un cambio di fase più ampio. Dopo energia, semiconduttori, materie prime critiche, tecnologie pulite e difesa, anche la siderurgia entra nel perimetro della sicurezza economica europea. Bruxelles non si limita più a regolare il mercato: prova a conservare capacità produttiva nei settori che considera essenziali.
Non è solo protezionismo. È una risposta a un contesto internazionale in cui Stati Uniti, Cina e altre potenze usano dazi, sussidi, controlli sugli investimenti e politiche industriali aggressive. L’Ue, storicamente più legata al libero scambio e alle regole multilaterali, sta adattando i propri strumenti a un mondo meno cooperativo.
La prova inizierà il 1° luglio 2026. Da quel momento il nuovo regime dovrà dimostrare di saper tenere insieme obiettivi diversi: proteggere i produttori, evitare rincari eccessivi per le imprese utilizzatrici, sostenere la transizione verde, non compromettere i rapporti con partner strategici come l’Ucraina.
Se funzionerà, lo scudo sull’acciaio potrà diventare un precedente per altre filiere esposte alla sovracapacità globale. Se fallirà, mostrerà i limiti di una sovranità industriale difficile da costruire in un’economia ancora profondamente aperta. In ogni caso, il voto di Strasburgo segnala che l’acciaio è tornato a essere una questione politica europea.
(Adnkronos) - "La sua presenza in Italia è un onore per la nostra Repubblica" e "manifesta la comune volontà di intensificare in ampia misura, al massimo possibile, la nostra collaborazione". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il primo ministro indiano, Narendra Modi.
"So - ha detto il capo dello Stato - che ha già incontrato il nostro primo ministro, che tra poco vi sarà un incontro tra i governi, tra la delegazione dei governi, che la rivedrà. So anche, mi è stato detto, che ha incontrato una rappresentanza della comunità indiana in Italia. Desidero dirle che è una comunità molto apprezzata, che opera in maniera dinamica, attiva, laboriosamente, contribuendo alla vita del nostro Paese".
Modi è successivamente arrivato a Villa Pamphilj per il vertice bilaterale Italia-India. Ad accoglierlo, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. L'incontro è allargato alle delegazioni dei due Paesi. Dopo il colloquio, alle 13 è previsto il momento delle dichiarazioni congiunte alla stampa nella Sala degli Stucchi. Al termine ci sarà il pranzo di lavoro ufficiale.
Nel pomeriggio, alle 14.40, si terrà la cerimonia di scambio degli accordi siglati tra Italia e India, che coinvolgerà diversi esponenti del governo italiano. A chiudere la giornata sarà un gesto simbolico: Meloni e Modi si recheranno nel Giardino d’Ingresso di Villa Pamphilj per la piantumazione di un albero di gelso nero, dono del primo ministro indiano al governo italiano.
"Il rapporto tra India e Italia ha ormai raggiunto una fase decisiva. Negli ultimi anni, i nostri legami si sono ampliati con uno slancio senza precedenti, evolvendo da una cordiale amicizia a un partenariato strategico speciale fondato sui valori di libertà e democrazia, nonché su una visione comune del futuro", ha scritto Meloni su X, postando un video dell'incontro con Modi.

(Adnkronos) - Si è chiusa a Roma la terza edizione di Renaissance in Economics, la conferenza internazionale promossa da NeXt Nuova Economia per Tutti che riunisce ogni anno ricercatori, imprese e istituzioni attorno a una sfida comune: costruire una scienza economica capace di rispondere alle grandi crisi del nostro tempo. L'edizione 2026 ha stabilito un record: oltre 280 relatori da cinque continenti e oltre 60 università, 220 contributi scientifici raccolti nel volume From Seeds to Forest, sei università italiane coinvolte negli eventi pre-conference con più di 500 studenti. La ricerca presentata dimostra con modelli sperimentali che i comportamenti estrattivi, quelli che massimizzano il proprio vantaggio a spese della collettività, tendono a prevalere sistematicamente in mercati decentralizzati, producendo quello che gli autori chiamano un fallimento morale del mercato. La risposta non è più regolazione o incentivi monetari: è la coltivazione di caratteri generativi nelle persone, nelle imprese e nelle istituzioni.
Diversi contributi dimostrano che il diritto societario non impone la massimizzazione del profitto: lascia ampio spazio a modelli d'impresa orientati a più obiettivi. Le cooperative e le imprese sostenibili emergono come alternative scalabili alla gig economy. La proposta più avanzata è quella di una responsabilità ex ante per i danni futuri: la sostenibilità non più come scelta volontaria ma come obbligo giuridico integrato nella governance. Numerosi studi mostrano che la crescita del pil può aumentare senza migliorare la qualità della vita e anzi mascherare disuguaglianze regionali profonde. La novità rispetto al passato è che la conferenza non si ferma alla critica: presenta framework Decision-Grade per integrare indicatori multidimensionali di benessere direttamente nei processi decisionali politici, collegati agli indicatori già elaboratori sul Ben Vivere e la Generatività, trasformandoli da statistiche descrittive a guide operative per i governi.
Un contributo particolarmente discusso propone i tributi di scopo — tasse comunali legate a benefici pubblici specifici e visibili — come strumento per ricostruire la fiducia tra cittadini e istituzioni. Il meccanismo trasforma il pagamento delle tasse da obbligo coercitivo a forma concreta di partecipazione civica. Accanto a questo, la ricerca dimostra che l'orizzonte temporale dei decisori politici — legato alla loro eta' e aspettativa di vita — distorce sistematicamente le scelte sugli investimenti ambientali: un argomento a favore della rappresentanza istituzionale delle generazioni future.
Il policy paper presentato alla conferenza chiede una riforma strutturale della valutazione accademica: basta con la dipendenza dalle cinque riviste economiche americane, largo a un Fascicolo dell'Impatto che misuri il contributo civile di ogni ricercatore. La proposta è sostenuta da un Fondo Nazionale da 50 milioni annui per la ricerca-azione partecipata e da un nuovo indice — lo Iaeisc — che misura l’equità intergenerazionale in 100 indicatori su tutto il territorio nazionale.
From Seeds to Forest, il titolo scelto per il volume degli abstract, non è casuale e sarà anche il tema centrale della prossima edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile che si svolgerà dal 1 al 4 ottobre 2026 a Firenze. I semi di una nuova economia sociale e civile esistono già e attraverso le azioni dell’Osservatorio Nazionale sulla Economia Sociale e Civile li stiamo mappando, collegando e sistematizzando. Renaissance in Economics e il Fnec esistono per farli diventare un bosco.

(Adnkronos) - Garantire visite neurologiche in tempi più rapidi a chi ne ha davvero bisogno riducendo quelle non necessarie. Con questo obiettivo sono state elaborate dalla Società italiana di neurologia (Sin) le nuove Raccomandazioni di buona pratica clinico-assistenziale (Rbpca) per l’appropriatezza della prima visita neurologica, su richiesta del ministero della Salute e pubblicate dall’Istituto superiore di sanità. Il documento - spiega Sin in una nota - interviene su una delle principali criticità del Servizio sanitario nazionale: l’elevata richiesta di visite neurologiche, spesso legata a condizioni molto frequenti come cefalea, disturbi cognitivi e tremore. In molti casi si tratta di situazioni che possono essere gestite già a livello di medicina generale, con il risultato di un sovraccarico delle liste di attesa e di un accesso più difficile per i pazienti che necessitano realmente dello specialista.
Le nuove raccomandazioni introducono indicazioni chiare e operative per stabilire quando è appropriato inviare il paziente al neurologo e quando, invece, la gestione può avvenire sul territorio. In totale sono state definite 8 raccomandazioni: 6 identificano le situazioni in cui la visita specialistica è indicata e 2 quelle in cui non è raccomandata, offrendo un riferimento concreto per medici e servizi sanitari. “Queste raccomandazioni rappresentano un passaggio fondamentale per migliorare l’accesso alle cure neurologiche nel nostro Paese - afferma Mario Zappia, presidente Sin - L’obiettivo è evitare visite non necessarie e garantire un percorso più rapido e appropriato per i pazienti con condizioni realmente rilevanti. Non si tratta di limitare l’accesso allo specialista, ma di renderlo più efficace e mirato, rafforzando il ruolo della medicina territoriale e migliorando l’integrazione tra i diversi livelli di assistenza”.
Per quanto riguarda la cefalea, viene indicato il ricorso allo specialista in presenza di segnali di allarme – come l’insorgenza improvvisa, il peggioramento progressivo, la comparsa in età avanzata o la presenza di sintomi neurologici associati – mentre le forme più comuni, come l’emicrania non frequente, possono essere seguite inizialmente dal medico di famiglia. Diverso il caso delle forme croniche, con mal di testa per oltre 15 giorni al mese, per le quali è raccomandato l’invio allo specialista. Per il tremore, le raccomandazioni distinguono tra condizioni che richiedono approfondimento neurologico – come i tremori a riposo, asimmetrici, di nuova insorgenza o associati ad altri disturbi neurologici – e situazioni più lievi o legate a cause riconoscibili, che possono essere gestite in prima battuta sul territorio. Analogo approccio per i disturbi cognitivi, per i quali viene valorizzato il ruolo del medico di medicina generale nel primo inquadramento diagnostico, prevedendo l’invio allo specialista nei casi di peggioramento progressivo non spiegato dagli accertamenti iniziali e orientando invece verso percorsi più appropriati, come quelli geriatrici, i pazienti con forme avanzate e condizioni di fragilità elevata. Le raccomandazioni - conclude la nota - sono state sviluppate da un gruppo multiprofessionale che ha coinvolto neurologi, medici di medicina generale, metodologi ed anche rappresentanti dei pazienti, sulla base delle migliori evidenze scientifiche disponibili e attraverso un processo strutturato di consenso.

(Adnkronos) - Essere un modello alimentare inclusivo, capace di mettere insieme equilibrio nutrizionale, tradizioni culturali e corretti stili di vita: è l’obiettivo di ‘Nutripiatto senza confini’, il progetto di educazione alimentare sviluppato da Nestlé con il contributo scientifico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e della Sipps – Società italiana di pediatria preventiva e sociale, presentato ieri a Milano durante ReNest, il percorso esperienziale ospitato nel parco di CityLife. L’iniziativa è stata al centro di uno degli appuntamenti del palinsesto di ReNest, che fino al 24 maggio propone eventi, talk, laboratori e visite guidate dedicate ai temi del benessere, della sostenibilità e della qualità della vita. In questo contesto, Nutripiatto senza confini - informa l’azienda in una nota - ha acceso i riflettori sull’importanza di sviluppare strumenti educativi in grado di dialogare con una società sempre più multiculturale, valorizzando le diverse tradizioni alimentari presenti oggi in Italia.
Nutripiatto senza confini nasce dall’evoluzione di Nutripiatto, il progetto che dal 2018 accompagna famiglie, scuole e operatori sanitari nella promozione di corrette abitudini alimentari tra bambini e bambine, raggiungendo circa 650mila giovani. Oggi il modello si amplia integrando i principi della dieta mediterranea con ingredienti e tradizioni culinarie provenienti da diverse culture del mondo, facilmente reperibili anche in Italia. Pensato per bambini e bambine dai 4 ai 14 anni, il progetto è uno strumento colorato, internazionale e immediato che supporta le famiglie nella scelta e nella realizzazione di pasti, colazioni e merende gustose ed equilibrate, senza rinunciare allapropria tradizioni culinarie. Cereali, proteine, frutta e verdura tipici di culture differenti – dalla quinoa al tofu, dai fagioli neri al pak-choi – trovano così spazio all’interno di un modello nutrizionale equilibrato e accessibile. Il progetto con una library di oltre 70 ricette è disponibile online.
“Con Nutripiatto senza confini vogliamo offrire a famiglie, insegnanti e operatori sanitari uno strumento semplice e concreto capace di unire educazione alimentare, inclusione e scoperta di nuove culture attraverso il cibo - afferma Chiara Spiezia, biologa nutrizionista, collaboratrice di ricerca all’Unità di ricerca in Scienze degli Alimenti e della nutrizione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma - Oggi parlare di corretta alimentazione significa anche riconoscere e valorizzare la ricchezza delle diverse tradizioni presenti nel nostro Paese”. Il progetto - conclude la nota - conferma l’impegno di Nestlé nel promuovere strumenti concreti e scientificamente validati per supportare famiglie, docenti e operatori sanitari nell’educazione alimentare dei più piccoli, favorendo al tempo stesso inclusione e integrazione culturale.

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(Adnkronos) - L'Unione europea sta valutando di assegnare all'ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi o all'ex cancelliera tedesca Angela Merkel il ruolo di mediatore in potenziali negoziati con il presidente russo Vladimir Putin. Lo scrive in esclusiva il Financial Times citando fonti informate sui colloqui, secondo le quali i ministri degli Esteri della Ue discuteranno dei possibili candidati al ruolo di mediazione in una riunione prevista a Cipro la prossima settimana, dopo che Washington e Kiev hanno espresso il loro sostegno a un dialogo tra l'Europa e il presidente russo sulla guerra in Ucraina. Secondo alcuni fonti, oltre a Draghi e Merkel, altri governi hanno proposto come candidati il presidente finlandese Alexander Stubb e il suo predecessore, Sauli Niinistö.
Tre fonti hanno detto al Financial Times che l'amministrazione di Donald Trump ha informato la Ue di non essere contraria al fatto che conduca colloqui con Putin parallelamente ai negoziati di pace guidati dagli Stati Uniti. Bruxelles ha interrotto i canali di comunicazione formali con Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina il 24 febbraio del 2022. La Ue teme però ora che la mancanza di progressi nei colloqui guidati dagli Stati Uniti abbia lasciato l'Europa ai margini e vulnerabile a un accordo a condizioni sfavorevoli.
La figura di Draghi, in particolare, è apprezzata dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky, come ha spiegato un alto funzionario a Kiev. Zelensky, ha detto, vorrebbe "qualcuno come Draghi" o un "leader forte e in carica" a guidare la delegazione europea nei colloqui con la Russia. Secondo il funzionario, Zelensky dovrebbe discutere la questione con i leader di Francia, Germania e Regno Unito nel corso di questa settimana. Draghi è considerato una persona affidabile e rispettata in tutta la Ue, con un background tecnocratico che potrebbe adattarsi alla situazione, hanno affermato le fonti al Ft. Un portavoce di Draghi ha rifiutato di commentare, così come un portavoce della Merkel.
Un alto funzionario europeo ha affermato al Financial Times che, sebbene Niinistö "sia uno dei pochi europei ad avere un rapporto di lavoro con Putin, i russi sono attualmente molto risentiti nei confronti della Finlandia", che ha abbandonato la sua neutralità ed è entrata a far parte della Nato dopo la guerra in Ucraina. Il mediatore "dovrebbe essere qualcuno proveniente da un paese come l'Olanda o il Portogallo, che non si porta dietro il bagaglio di problemi che hanno i paesi dell'Est", ha aggiunto il funzionario. Secondo quanto riferito, nella riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue si discuterà anche di ciò che l'Europa richiederebbe in una relazione post-conflitto con la Russia, quali le linee rosse per un potenziale accordo in Ucraina e quali i prerequisiti per avviare colloqui con il Cremlino.

(Adnkronos) - Jannik Sinner senza filtri. Il tennista azzurro, dopo aver trionfato agli Internazionali d'Italia 2026, si prepara a esordire al Roland Garros, al via domenica 24 maggio, quando inizierà il primo turno del tabellone principale. Sinner si è concesso in un'intervista a L'Equipe, rispondendo a chi lo chiama 'robot': "Non trovo il termine denigratorio. È così che opero", ha detto il numero 1, "cerco sempre di essere il più preciso possibile, di giocare il colpo giusto al momento giusto, e questo richiede di essere in ottima forma fisica e mentale. È così che è, ed è per questo che mi alleno. Per essere il più preparato possibile per i momenti importanti di una partita".
Sinner è tornato sulla sospensione per il caso Clostebol, che lo ha tenuto lontano dai campi per tre mesi nel 2025: "I mesi che hanno preceduto la mia sospensione sono stati difficili, non potevo parlarne con nessuno. In campo sembravo molto triste, e lo ero: non mi sentivo libero. Ma credo che nulla accada per caso. E sono convinto che tutto questo mi abbia reso una persona più forte. Ho capito chi erano i miei veri amici e anche questo mi ha aiutato".
Il numero 1 del mondo tornerà a Parigi dopo la finale-maratona persa contro Carlos Alcaraz lo scorso anno: "Sarebbe una bugia dire che è stato facile andare avanti. Ma cerco sempre di voltar pagina velocemente, anche quando vinco. E così sono riuscito a trionfare a Wimbledon subito dopo", ha raccontato Sinner, "ho imparato grandi lezioni da quella sconfitta a Parigi. Mi sforzo sempre di migliorare, di credere in me anche quando sono scoraggiato, di rialzarmi quando cado".
Un pensiero commosso Jannik lo ha dedicato ai genitori: "Loro avevano sempre un sorriso sul volto una volta che tornavano a casa, non importava cosa fosse successo al ristorante, quanto fosse duro", ha dichiarato Sinner, "era impossibile capire se avessero avuto una buona o una brutta giornata, ed è quella la mentalità che cerco di avere oggi. Quando esco dal campo, torno a essere una persona normale, e cerco di essere felice per ciò che ho. Vivere nel momento, senza guardare troppo indietro o avanti, cerco di dare sempre il mio meglio".
Sinner, con un passato promettente sugli sci, ha commentato anche la caduta di Lindsey Vonn alle ultime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina: "Lei cerca sempre di vedere il lato positivo delle cose, anche nei momenti più bui. Mi ispira molto. Non credo che tu possa essere al 100% del tuo potenziale a 24 anni. Aspiro a essere lì tra qualche anno". Nessun dubbio sulla sua miglior versione, da raggiungere nei prossimi anni: "Voglio essere un giocatore che serve molto bene. Aggressivo, ma anche in grado di leggere ogni situazione. Però non ho il potere di prevedere il futuro".
Sinner ormai viene considerato, a pieno titolo, tra i più grandi sportivi italiani di tutti i tempi insieme ad Alberto Tomba, Valentino Rossi o Marco Pantani: "Felice di essere menzionato tra queste leggende, ma sono al vertice da due anni. Ne serviranno altri dieci per unirmi a loro".

(Adnkronos) - Stellantis e Dongfeng Group hanno recentemente firmato un memorandum d'intesa non vincolante. Le due parti prevedono di espandere ulteriormente la loro partnership che dura da 34 anni, con l'intenzione di creare una joint venture con sede in Europa per la vendita, la distribuzione, la produzione, gli acquisti e l'ingegneria dei veicoli a nuova energia di Dongfeng, con un focus iniziale su mercati selezionati in Europa.
Nell'ambito del progetto, i partner intendono costituire una nuova joint venture con sede in Europa, guidata da Stellantis, che gestirebbe le vendite e la distribuzione dei Nev premium a marchio Voyah di Dongfeng nei mercati europei selezionati, facendo leva sulla solida rete e sulle competenze post-vendita di Stellantis. La nuova entità includerà inoltre attività congiunte di acquisto e ingegneria, valorizzando l’ecosistema cinese altamente competitivo dei veicoli a nuova energia di Dongfeng.
I partner prevedono inoltre la potenziale produzione di Nev Dongfeng presso lo stabilimento di Rennes in Francia, in linea con le normative europee e i requisiti del Made in Europe. “I piani annunciati oggi portano la collaborazione recentemente rafforzata con Dongfeng a una nuova dimensione, quella di una partnership internazionale al servizio dei clienti di tutto il mondo - dichiara Antonio Filosa, Ceo di Stellantis - Questo nuovo capitolo consentirà di offrire una gamma ancora più ampia di prodotti a prezzi competitivi, valorizzando la presenza globale di Stellantis e l’accesso di Dongfeng all’avanzato ecosistema cinese dei veicoli a nuova energia”.
“Dongfeng rafforzerà ed espanderà ulteriormente la nostra partnership con Stellantis, in stretto allineamento con le politiche strategiche nazionali della Cina per un’apertura di alto livello, doppia circolazione e sostegno agli investimenti esteri, alle imprese e all’occupazione - dichiara Qing Yang, presidente di Dongfeng - Ciò rappresenta una risposta anche alle esigenze di sviluppo di entrambi gli azionisti. Attraverso una maggiore integrazione in ambito tecnologico, dei marchi e dei mercati globali, la joint venture potrà esprimere un valore ancora più elevato, accelerando l’espansione internazionale di Dongfeng e supportando al contempo la trasformazione strategica globale di Stellantis e il rafforzamento della sua presenza in Cina”.
All'inizio di questo mese, Stellantis e Dongfeng hanno annunciato il rafforzamento della loro storica joint venture Dongfeng Peugeot Citroën Automobile Co. con sede in Cina, che produrrà nuovi Nev a marchio Peugeot e Jeep nello stabilimento di Wuhan per il mercato cinese e destinati all’esportazione nei mercati globali, a partire dal 2027. La joint venture Dpca ha prodotto dalla sua creazione oltre 6,5 milioni di veicoli a marchio Peugeot e Citroën in Cina per il mercato interno ed estero.
L’implementazione del progetto è subordinata alla sottoscrizione dei relativi accordi di attuazione, inclusi i principi economici e operativi, nonché al soddisfacimento delle consuete condizioni e all’ottenimento delle necessarie approvazioni.
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