
(Adnkronos) - “Vivere con la Pku, o fenilchetonuria, è un una sfida, poichè la malattia porta con sé lo stress dovuto alla complessità delle terapie, ma è anche un’opportunità, perché allena i pazienti ad essere resilienti e a non darsi per vinti”. Sono le parole di Niko Costantino, responsabile Affari istituzionali di Cometa Asmme e, nell’ambito del progetto Libertà PHEnomenale, portavoce delle 8 associazioni di pazienti che lo patrocinano.
Nel suo intervento, oggi a Milano, alla presentazione dell'iniziativa, promossa da BioMarin, Costantino ha sottolineato che Il progetto, 'Libertà PHEnomenale', nato per sensibilizzare sull'impatto di questa malattia metabolica rara, "ha il merito di coinvolgere industria, associazioni e clinici e di aver raccolto testimonianze e spaccati di vita reale dei pazienti per restituirci un'immagine piuttosto completa delle sfide che vivono. Il ruolo dell'associazione - conclude è quello di essere un punto di riferimento e di supporto emotivo e morale per i pazienti. Un sostegno anche nella ricerca della cura, importante" perchè i pazienti "siano seguiti nel modo giusto dal punto di vista clinico".

(Adnkronos) - Libertà PHEnomenale "nasce dall’ascolto dei pazienti, delle associazioni, dei caregiver e della comunità scientifica e cerca di far comprendere al pubblico cosa rappresenta questa condizione”. Lo ha detto Maria Tommasi, senior medical director BioMarin Italia, in occasione della presentazione, oggi a Milano, del progetto "interamente mirato ad aumentare la conoscenza dei problemi delle persone colpite da fenilchetonuria (Pku)", sottolineando che si tratta di un'iniziativa "molto importante per BioMarin".
L'innovazione clinica è cruciale per supportare le persone con malattie rare, “per questo - spiega Tommasi - BioMarin è da sempre impegnata per portare innovazione in questo ambito, con particolare riferimento alla Pku, perchè significa offrire un miglioramento della qualità di vita".
"Da questa consapevolezza nascono progetti come Libertà PHEnomenale - aggiunge - perchè c’è il bisogno di capire quali sono le necessità e i problemi che ancora rimangono non affrontati e non risolti, così da sapere, come azienda, cosa possiamo fare per cercare di venire incontro ai pazienti".

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(Adnkronos) - “Il grande valore di questa ricerca è che, per la prima volta al mondo, siamo riusciti a creare e pubblicare delle evidenze. Lo abbiamo fatto con il primo Libro Bianco nel 2024, e la genesi naturale di questo progetto è stata la sua trasformazione in un think tank permanente, che ha l'obiettivo di continuare a indagare su tutti questi aspetti. Il nostro primo passo è stato lavorare sugli aspetti diagnostici con la pubblicazione del Libro bianco che presentiamo oggi. Abbiamo visto che ci sono oltre 2 anni di ritardo diagnostico rispetto agli uomini. Parliamo di circa 2 milioni di donne che convivono con una malattia rara o che sono caregiver di una persona che ne soffre”. Così Anna Chiara Rossi, Vp & General Manager Italy di Alexion, AstraZeneca Rare disease, oggi a Milano, intervenendo sul Libro bianco 'Da rara a riconosciuta. Cause e impatto del ritardo diagnostico sulla vita delle persone con malattia rara e caregiver', che raccoglie i risultati dell’indagine nazionale condotta da Censis e Altems Advisory, per Women in Rare - il Think Tank ideato e promosso dalla farmaceutica in partnership con Uniamo, la Federazione italiana malattie rare e con la collaborazione di Fondazione Onda e di un Comitato scientifico composto da esperti nell’ambito delle malattie rare e rappresentanti istituzionali.
“Per molti anni abbiamo avuto la possibilità di ascoltare le storie di diverse donne colpite da malattie rare, o di persone che assistevano bambini, fratelli e padri affetti da queste patologie - spiega Rossi - È stato chiaro fin da subito che l'impatto della malattia rara sulla vita di queste donne fosse molto importante su molti aspetti. Il grande vantaggio di questa ricerca è che siamo riusciti a mettere insieme diverse storie singole per creare delle evidenze di gruppo”.
La survey ha messo in luce “ripercussioni sulla presa in carico del paziente e sul carico di cura - sottolinea Rossi - Molto spesso sono le donne a doversi occupare della famiglia e, per farlo, si trovano a dover rinunciare al lavoro e alla propria vita. Di conseguenza, l'impatto non è solo emotivo, ma anche economico e sociale, a livelli davvero drammatici”. L'obiettivo del Libro bianco “non è solo creare evidenze, ma anche elaborare delle raccomandazioni - aggiunge - Pensiamo che il nostro ruolo, insieme a tutti gli attori che operano in questo settore, sia quello di formulare proposte che le istituzioni possano poi implementare. Questo è importante non solo per il mondo delle malattie rare: riteniamo che gli aspetti identificati in questa ricerca, in un'ottica di genere, non siano di esclusiva pertinenza delle malattie rare, ma possano valere anche per patologie croniche più diffuse”. “Il supporto ulteriore che questa ricerca può dare, oltre alle evidenze, è che può essere un banco di prova - suggerisce Rossi - può generare progetti volti a migliorare la situazione attuale e traslabili in altri settori della sanità, migliorando così il nostro sistema salute in generale”.

(Adnkronos) - "La realtà è che Inps aveva a fine 2025 736 ispettori, e mentre io sto parlando continuano ad andare in pensione. Il legislatore in via d'urgenza aveva a inizio 2024 autorizzato l'assunzione di ispettori Inps, superando una situazione per cui l'Istituto non poteva più assumere ispettori. Peccato che siamo al terzo anno da quel decreto assunto in via d'urgenza e ancora gli ispettori non hanno preso servizio. L'Inps si sta dando da fare alla grande perché sta facendo le prove concorsuali e speriamo che entro l'anno vengano effettivamente assunti, ma ogni ispettore, che è un professionista che entra in azienda, va formato da un ufficiale di polizia giudiziaria. Quindi, anche ammesso, come ci auguriamo e come sicuramente avverrà, che nel 2026 avremo questi trecento e rotti ispettori in più, prima di un anno non saranno operativi". Così, con Adnkronos/Labitalia, Guido Lazzarelli, vicepresidente del Civ Inps, a margine della presentazione del Rendiconto sociale dell'Inps, lancia l'allarme sul numero degli ispettori dell'Istituto.
"Ecco che saranno passati quattro anni. Nel frattempo, i colleghi ispettori esperti continuano ad andare in pensione, le ispezioni diminuiscono e il fenomeno certamente non cessa e non aspetta i tempi di assunzione dell'Inps", conclude.

(Adnkronos) - "Oggi il cratere sismico è il cantiere più grande d’Europa e abbraccia un territorio immenso: 4 Regioni, 10 Province, 138 Comuni, circa 8 mila chilometri quadrati. In questo enorme 'cantiere' non si stanno ricostruendo solo le case, gli edifici pubblici, le chiese, le fabbriche, le attività economiche. Si sta ricostruendo anche la vita di un’intera comunità, travolta da un evento che ha cambiato per sempre il volto di borghi, città, territori". Questo il messaggio della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della presentazione del Rapporto annuale sulla Ricostruzione del Centro Italia "Ricostruire e prevenire: il laboratorio Sisma 2016 tra sicurezza e coesione territoriale".
"Fin dal suo insediamento, il Governo si è impegnato per imprimere, dopo troppi rinvii e false partenze, un deciso cambio di passo. Un cambio di passo che è avvenuto, e che i dati contenuti in questo Rapporto testimoniano, sia per quanto riguarda i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata sia per quello che concerne la ripresa degli investimenti per la ricostruzione pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata", ha rimarcato Meloni.
"In questo cammino, sono tornati a splendere alcuni dei simboli più significativi e simbolici del territorio. Come la Basilica di San Benedetto di Norcia, il Duomo di Rieti, il Duomo di Teramo e il Palazzo Arcivescovile di Camerino. Parliamo di veri e propri 'luoghi del cuore e dell’anima', attorno ai quali la vita è ripresa, le comunità si sono ritrovate, i legami identitari hanno trovato nuova linfa", scrive Meloni, rivolgendo un ringraziamento al Commissario Castelli e alla Struttura Commissariale "per lo straordinario lavoro che stanno portando avanti - insieme ai Ministeri competenti, alle Regioni, ai Comuni e alle Amministrazioni coinvolte - per imprimere alla ricostruzione post sisma 2016 la dovuta accelerazione".
"Restare e tornare - si legge ancora nel messaggio della premier - non sono solo una questione personale, non sono gesti di immobilismo o di nostalgia, sono una scelta, una visione, un atto di cura, volontà di costruzione. Restare nei territori non significa restare indietro, ma assumersi la responsabilità di prenderli per mano e portarli avanti. Tornare è il desiderio di contribuire a una nuova fioritura, partendo da ciò che si conosce meglio e ha forgiato l’identità profonda".
"Questo è il senso profondo della strategia che il Governo sta portando avanti attraverso tutte le sue articolazioni, sotto il coordinamento della Presidenza del Consiglio attraverso la Struttura commissariale Sisma 2016. Un grande lavoro di squadra che ha un obiettivo preciso: vincere la sfida della rinascita, economica e sociale, dell’Appenino centrale", ha concluso Meloni.

(Adnkronos) - "I tempi dell'invalidità civile, le differenze territoriali, la gestione dei crediti contributivi, la vigilanza, il rafforzamento delle competenze interne sono questioni sulle quali continuare a lavorare e migliorare. La credibilità di una grande istituzione come la nostra non nasce dall'assenza di problemi, ma dalla capacità di riconoscerli, affrontarli e superarli. Ed è questo il senso più importante del rendiconto sociale. Non certamente celebrare il passato, ma costruire consapevolezza per il futuro". Lo ha detto il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, alla presentazione del Rendiconto sociale 2025 dell'Istituto a Roma, ringraziando il lavoro del Civ che termina il proprio mandato.
Secondo Fava, "il Paese che abbiamo davanti sarà più anziano, più complesso, attraversato da bisogni nuovi". "Avrà bisogno di un Inps - ha avvertito - che custodisca la propria missione originale, ma che però sappia esercitarla con strumenti adeguati al tempo presente, contestualizzando e valorizzando ancora di più il nostro istituto. Perché è centrale nella crescita, nella sostenibilità, nella competitività del nostro Paese. Perché la sicurezza sociale non è soltanto un insieme di prestazioni, è la capacità di una comunità di accompagnare le persone nei momenti fondamentali della loro vita. Questa è stata la storia dell'Inps e questa è la responsabilità con cui dobbiamo tutti noi guardare il futuro", ha concluso.
"Il rendiconto non è soltanto la fotografia sterile dei numeri ma ci aiuta a guardare il futuro. Il futuro della crescita, della sostenibilità del nostro Paese, di tutto il welfare, perché l’Inps, che ho l’onore di presiedere, rappresenta tutto il welfare. Il rendiconto e il Civ aiutano l’Inps a vedere, a tratteggiare, a identificare meglio, con più precisione e più utilità verso i cittadini, il futuro della crescita del nostro Paese". Ha detto poi Fava con Adnkronos/Labitalia
Fava ha rimarcato che l'obiettivo è "erogare servizi a tutti non lasciando indietro nessuno". "Questo vuol dire servire tutto il nostro Paese, tutti i cittadini: dai giovani, alle donne, ai senior, agli anziani, ai fragili; non possiamo dimenticarci la nostra missione che è questa. Noi siamo in prima linea su questo", ha detto.
Fava ha spiegato che "i conti" dell'Istituto "sono in ordine ma per questo motiv, avendo i piedi per terra e volendoci rimboccare le maniche, siamo in altrettanta misura consapevoli delle criticità, delle preoccupazioni e delle sfide che dobbiamo affrontare, una su tutti l’Ai". E sull'intelligenza artificiale Fava ha chiarito che "abbiamo deciso di governarla per metterla al servizio del Paese, di tutti i nostri cittadini”.

(Adnkronos) - Dal Rapporto di quest’anno “emerge che negli ultimi tre anni abbiamo impresso un cambio di passo riguardo la ricostruzione”. Ha esordito così il commissario straordinario del Governo per la ricostruzione e riparazione sisma 2016, Guido Castelli, alla presentazione del rapporto annuale ‘Ricostruire è prevenire: il laboratorio Sisma 2016 tra sicurezza e coesione territoriale’ tenutasi a Roma presso la sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri. “Un cambiamento - ha proseguito - documentato dal fatto che abbiamo liquidato alle imprese della ricostruzione privata il 69 per cento di tutto quello che fino adesso era stato versato proprio nelle casse di chi ricostruisce le case”
Una ricostruzione che è stata promossa su due fronti distinti: privato e pubblico. “Sul fronte della ricostruzione pubblica - ha sottolineato il commissario -, possiamo dire che su circa 5 miliardi di euro di opere finanziate, il 40 per cento è stato o chiuso o è in corso di lavorazione”. Nonostante tutto, Castelli tiene a rimarcare che “molto resta ancora da fare, soprattutto nelle zone più colpite” ma “i dati sono chiari”. Infatti, come spiega il senatore si registrano numeri positivi su diversi fronti come quello inerente l’occupazione. “Nel cratere abbiamo un livello di occupazione che è mediamente superiore del 6 per cento rispetto alla media nazionale - ha rimarcato -. Una cifra che arriva al 12 per cento dove si è registrato il danno più grande”.
“Abbiamo valutato come l’azione della ricostruzione possa produrre un aumento di circa 4 miliardi del PIL medio cumulato”, ha proseguito Castelli. Un momento di riflessione è stato anche rivolto per quanto riguarda le persone che sono ancora sfollate. “Ci sono 2200 persone che sono ancora nelle cosiddette casette SAE - ha voluto sottolineare Castelli -, a loro va il nostro pensiero, la nostra massima concentrazione”. “Bisogna, però, anche dire che abbiamo curato il rilancio economico e sociale perché la crisi demografica rischia di essere velenosa per aree che erano affaticate anche prima del terremoto. Ma anche su questo fronte abbiamo buone notizie”, ha concluso il commissario speciale del governo.

(Adnkronos) - Si infiamma il caso Cristiano Ronaldo in casa Portogallo. Oggi, martedì 23 giugno, la Nazionale lusitana sfida l'Uzbekistan nella seconda giornata dei Mondiali 2026, in una partita resa ancora più delicata dopo il deludente pareggio dell'esordio contro il Congo.
Ronaldo è stato una delle note negative della partita, con una pioggia di critiche che sono arrivate su di lui e sul ct Martinez, reo di schierarlo dall'inizio. Il tema CR7, insomma, sta agitando l'opinione pubblica portoghese e lo stesso spogliatoio portoghese, tanto che Francisco Conceicao ha dovuto 'discolparsi' in conferenza stampa.
"Io non sono obbligato a passare la palla a nessuno", ha detto l'attaccante della Juventus riferendosi a Ronaldo, "la passo a qualsiasi giocatore sia posizionato meglio di me. Lui è qui per aiutare tutti, esattamente come fanno gli altri giocatori. È molto motivato e si allena sempre al massimo. Se dopo aver raggiunto così tanto in carriera continua a lavorare con questa fame, allora la nostra dev'essere ancora maggiore".

(Adnkronos) - “Le donne spesso vengono sottovalutate" quando riferiscono "dei sintomi e, di conseguenza, il loro percorso diagnostico è molto più lungo di quello degli uomini. Questo aspetto è stato documentato grazie alla ricerca che abbiamo condotto e ai dati che il Censis ha elaborato. Con questo Libro Bianco cercheremo di attirare ancora di più l'attenzione della politica verso azioni concrete che possano migliorare i percorsi delle donne all'interno della sanità, ma anche, e soprattutto, per cercare di capire, in una misura più complessa e olistica, che cosa si può fare per migliorare la loro qualità di vita”. Così Annalisa Scopinaro, presidente di Uniamo - Federazione italiana malattie rare, intervenendo oggi al Senato della Repubblica in occasione della presentazione del Libro bianco 'Da rara a riconosciuta. Cause e impatto del ritardo diagnostico sulla vita delle persone con malattia rara e caregiver', che raccoglie i risultati dell’indagine nazionale condotta da Censis e Altems Advisory, per Women in Rare - il Think Tank ideato e promosso da Alexion, AstraZeneca Rare Disease, in partnership proprio con Uniamo e con la collaborazione di Fondazione Onda e di un Comitato scientifico composto da esperti nell’ambito delle malattie rare e rappresentanti istituzionali.
Dalla ricerca emerge la necessità di introdurre una reale prospettiva di genere nell'ambito delle malattie rare. “Ci siamo accorti che i percorsi possono essere molto diversi - rimarca Scopinaro - di conseguenza, è necessario adattare l'approccio alla sintomatologia, ma anche la mentalità dei medici che accolgono le richieste delle donne, siano esse pazienti o caregiver. Anche le caregiver - osserva - vengono sottovalutate quando parlano della loro persona cara. Conseguentemente è necessario cambiare l'approccio: andare verso la medicina di genere, verso una medicina predittiva e verso un maggior ascolto, che deriva anche dall'approccio della medicina narrativa”.
Per i caregiver, in particolare, ad oggi manca “un riconoscimento effettivo”, anche se “la figura dovrebbe essere istituita in una legge di prossima emanazione. Sicuramente saranno da rivedere le provvidenze economiche - afferma Scopinaro - ma occorre anche cercare di aiutare il caregiver nel percorso di vita quotidiano. Non può essere solo un risarcimento economico, quello che viene dato: serve tutta una serie di riconoscimenti per il lavoro svolto e anche per poter permettere loro di vivere la propria vita”, conclude.

(Adnkronos) - “Abbiamo presentato oggi il primo rapporto sul ritardo che le persone subiscono nella diagnosi di malattie rare. Patologie che sono circa 8mila. Quello che abbiamo riscontrato è che occorrono dai 4 ai 6 anni per passare dai primi sintomi alla diagnosi. Questo significa che esistono circa 2 milioni di persone in Italia che soffrono di tutte le conseguenze legate alla mancata diagnosi di una malattia e che successivamente devono affrontarne le conseguenze. si tratta, quindi, di un fenomeno di grande portata". Lo ha detto Giorgio De Rita, segretario generale Censis, partecipando alla presentazione del Libro bianco “Da rara a riconosciuta. Cause e impatto del ritardo diagnostico sulla vita delle persone con malattia rara e caregiver”, che ha raccolto i risultati dell’indagine nazionale condotta dall’Istituto di ricerca e Altems Advisory per Women in Rare - il Think Tank ideato e promosso da Alexion, AstraZeneca Rare Disease, con Uniamo, la Federazione italiana malattie rare, e con la collaborazione di Fondazione Onda e di un Comitato scientifico composto da esperti nell’ambito delle malattie rare e rappresentanti istituzionali.
“Le malattie rare sono un fenomeno ambiguo, subdolo e difficile - ha precisato De Rita - Per definizione sono rare, quindi non sono facili da individuare. C'è però una domanda forte da parte di queste persone nei confronti del Servizio sanitario nazionale affinché si faccia ogni sforzo possibile per arrivare più rapidamente a una diagnosi, sapendo che circa l'80% di chi convive con una malattia rara è costretto a forti riduzioni della propria libertà nel lavoro, nella possibilità di svolgere attività sportiva, di avere del tempo libero e di avere una famiglia, esattamente come tutti gli altri”, ha concluso.

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Sono terminati i lavori del PNRR di Enas sul canale adduttore
principale che convoglia le acque invasate nel sistema Flumendosa -
Mulargia, verso il Campidano, per l'approvvigionamento dei sistemi
irrigui (gestiti dal Consorzio di Bonifica della Sardegna
meridionale) e i sistemi idropotabili (gestiti da Abbanoa). Il
canale adduttore principale rappresenta una delle infrastrutture
storiche dell'Ente Autonomo Flumendosa, realizzato fra gli anni 50
e 60, necessitava di urgenti opere di risanamento, che sono state
finanziate per 10 milioni dal Piano nazionale di ripresa e
resilienza. "Abbiamo speso tutte le risorse del Pnrr e con questo
lavoro stiamo mettendo il Consorzio di bonifica della Sardegna
meridionale nelle condizioni di affrontare la stagione irrigua con
maggiore serenità - spiega l'assessore dei Lavori pubblici Antonio
Piu - proseguiamo con il massimo impegno continuando un lavoro su
scala regionale, perché non possiamo abbassare la guardia rispetto
alla gestione dell'acqua. Dobbiamo continuare a sensibilizzare
tutti gli enti, da Abbanoa ai consorzi, per riparare le condotte in
modo da evitare gli sprechi, solo con la giusta sinergia tra
soggetti coinvolti possiamo vincere le nuove sfide che i
cambiamenti climatici ci obbligano ad affrontare".
Le riforme europee del settore bancario e finanziario e le sfide
poste dai nuovi rischi, dall'innovazione e dalla trasformazione
digitale sono al centro della quarta edizione della scuola estiva
di economia e diritto "Nuove frontiere del banking e della finanza
ed evoluzione della regolamentazione" appena inaugurata e che si
protrarrà fino a venerdì 26 giugno nell'Aula Baffi dell'Università
di Cagliari in viale Sant'Ignazio. "L'evento, promosso dal
dipartimento di scienze economiche e sociali della facoltà di
Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche - precisano dall'Ateneo
- si propone come percorso di alta formazione e multidisciplinare
in un contesto interessato da continui cambiamenti geopolitici,
innovazione tecnologica, transizione sostenibile e nuove esigenze
regolamentari". Le quattro giornate si rivolgono a studiosi,
professionisti, dirigenti bancari, rappresentanti delle autorità di
vigilanza e operatori del settore finanziario.
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Terna ha presentato, presso l'Aula Magna del Rettorato
dell'Università degli Studi di Cagliari, la quinta edizione del
Master di II Livello "Digitalizzazione del sistema elettrico per la
transizione energetica", nell'ambito del progetto Tyrrhenian Lab,
in collaborazione con gli Atenei di Cagliari, Palermo e
Salerno.
(Adnkronos) - L'Ucraina amplia il raggio dei suoi raid e la Russia sposta le difese dal fronte per proteggere Mosca, nuovo obiettivo di Kiev.
Le autorità russe hanno infatti iniziato a rafforzare la difesa aerea della capitale, anche spostando sistemi dal fronte, già prima dei nuovi raid delle forze ucraine nella notte fra il 21 e il 22, il terzo attacco contro la capitale russa in una settimana, mentre Kiev sta intensificando i raid a medio e lungo raggio in tutto il Paese e contro le retrovie delle forze russe nei territori occupati. Data l'estensione del territorio e gli innumerevoli possibili bersagli, le decisioni da prendere, per i militari russi, sono oggettivamente difficili, anche tenendo conto della distruzione di capacità radar messa in atto il mese scorso dalle forze ucraine e del rallentamento della produzione di intercettori riconducibili alla carenza di componenti bloccate dalle sanzioni.
Una nuova batteria di S-400 è stata installata nel Parco Moskoretsky, uno dei punti più elevati intorno alla città, a fine maggio, secondo immagini satellitari raccolte all'inizio di giugno e analizzate nei giorni scorsi, come scrive l'Institute for the Study of War.
Su una torre accanto alla raffineria di petrolio colpita nella notte fra il 17 e il 18, dopo un precedente bombardamento il giorno prima, sarebbe stato installato un sistema Pantsir spostato dal fronte, considerata la gabbia metallica protettiva, ha scritto ieri il Telegraph. Il sistema ha solo due dei sei missili di cui può essere dotato, segnalando la possibile carenza di intercettori.
Cbs nei giorni scorsi aveva parlato della carenza di sistemi di difesa aerea S-300 a causa del freno delle importazioni di componenti a causa delle sanzioni, stop che potrebbe investire anche la produzione di altri sistemi di difesa.
Ieri Kiev ha rivendicato di aver colpito il Centro per la comunicazione speciale di Dubna, nella regione di Mosca, a 540 chilometri dal confine, centro di grande importanza per il collegamento dei satelliti alle reti di comunicazioni a terra, che gestisce fra l'altro la rete di collegamento satellitare che collega la Russia all'estero. La Compagnia di stato per le comunicazioni spaziali associata al Centro ha ammesso il raid, precisando tuttavia che non sono state interrotte le trasmissioni televisive e le comunicazioni.
Kiev ha esteso, anche grazie ai nuovi droni Fire Point ,che possono arrivare a 2.070 chilometri in profondità, le sue capacità di attacco a lungo raggio. Volodymir Zelensky ha anticipato che presto le forze di Kiev riusciranno ad arrivare a 3mila chilometri. Ad aprile, ci sono stati almeno 18 raid in profondità contro infrastrutture del petrolio e asset militari russi, 33 a maggio e 28, a ora, a giugno.
Un altro obiettivo delle forze di Kiev sono le linee di rifornimento verso la Crimea e i territori occupati dalla Russia. Oggi è stato colpito un deposito di carburante con prodotti derivati del petrolio, che ha preso fuoco, a Kerch. Una colonna di fumo nero si è estesa per 47 chilometri. Un altro incendio è stato registrato vicino all'ingresso di Kerch, nei pressi di Bagerovo, dove avrebbero potuto trovarsi sistemi di difesa aerea russi S-300 e S-400. La Crimea, dove già è stata bloccata la vendita di carburante ai residenti, registra anche interruzioni nell'erogazione di elettricità e acqua dopo i raid ucraini di domenica.
Secondo analisi indipendenti del sito di notizie Meduza, le forze di Kiev hanno notevolmente intensificato a maggio e giugno i loro raid contro camion o altri mezzi per il rifornimento delle postazioni nelle regioni occupate dell'Ucraina. E' aumentata anche in pochi mesi la gittata dei raid a medio raggio da diversi chilometri a diverse decine di chilometri. L'analista francese indipendente Clement Moulin ha calcolato che sono stati colpiti almeno 500 camion e altri mezzi nelle regioni occupate fra il primo maggio e il 18 giugno. Sono aumentati in modo significativo, ma solo a maggio, anche i raid contro le retrovie russe lungo le direttive Hulyaipole e Oleksandrivka, con attacchi contro l'autostrada M-14 che da Rostov va in Crimea attraverso le regioni di Donetsk e Zaporizhzhia.

(Adnkronos) - Come incidono il lupus eritematoso e la nefrite lupica sulla vita quotidiana delle persone? Quali costi comportano per i pazienti e le loro famiglie? E quali difficoltà si incontrano nell'accesso ai percorsi di cura? Per rispondere a queste domande e costruire una fotografia aggiornata della realtà italiana, è ancora possibile partecipare alla survey nazionale promossa da Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare Aps Ets, in collaborazione con Crea Sanità, nell'ambito del progetto di ricerca ‘Patologie reumatologiche in Italia – Epidemiologia ed equità di accesso alle cure’, lanciata nel marzo scorso. L'indagine, disponibile online sul sito di Apmarr Aps Ets - informa una nota - è rivolta alle persone che convivono con lupus eritematoso e nefrite lupica per raccogliere, in forma anonima, informazioni relative a 3 aspetti fondamentali: qualità della vita, utilizzo delle prestazioni sanitarie e costi sostenuti direttamente dai pazienti.
"L'obiettivo della survey è dare voce alle persone che vivono ogni giorno con queste patologie e raccogliere dati che oggi risultano ancora insufficienti – afferma Antonella Celano, presidente Apmarr Aps Ets – Ogni questionario compilato rappresenta un contributo prezioso per comprendere meglio l'impatto reale della malattia e per sostenere richieste di miglioramento dei servizi, dell'assistenza e dell'equità di accesso alle cure. Per questo invitiamo tutti i pazienti interessati a dedicare pochi minuti del proprio tempo alla compilazione".
I risultati contribuiranno ad arricchire il patrimonio di conoscenze disponibile su queste patologie e costituiranno una base scientifica utile per orientare le future politiche sanitarie e organizzative. Disporre di dati aggiornati e rappresentativi - riferisce la nota - è fondamentale per comprendere il peso delle patologie sulla vita delle persone e sul sistema. Una partecipazione ampia consentirà di ottenere evidenze più solide e affidabili, indispensabili per individuare le criticità e progettare interventi realmente efficaci. Il progetto è realizzato con il contributo non condizionante di Roche e Celltrion e prevede, nelle fasi successive, l'estensione dell'analisi ad altre patologie reumatologiche e l'approfondimento delle disuguaglianze territoriali nell'accesso alle cure.

(Adnkronos) - La rosa dei vincitori del 30° Premio Internazionale Fair Play Menarini, in programma il prossimo 2 luglio a Firenze, continua ad accogliere grandi leggende dello sport mondiale. Tra i campioni che al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino riceveranno il riconoscimento dedicato ai più alti valori dello sport, si aggiungono due autentici simboli del calcio internazionale: Diego Milito ed Emilio Butragueno. Protagonista di una carriera straordinaria tra Argentina, Spagna e Italia, “El Principe” Diego Milito ha conquistato il cuore degli appassionati grazie al suo talento, alla sua correttezza e a un percorso costellato di successi. Indimenticabile il ruolo centrale nell’epico “Triplete” dell’Inter nel 2010, coronato dalla doppietta nella finale di Uefa Champions League contro il Bayern Monaco. Accanto a lui sarà premiato Emilio Butragueño, icona nella storia del calcio spagnolo. Soprannominato “El Buitre”, è stato il simbolo del Real Madrid degli anni Ottanta e portabandiera di una delle epoche più vincenti del club madrileno. Con l’ingresso di Milito e Butragueño, il parterre dei premiati del 30° Premio Internazionale Fair Play Menarini si arricchisce di eccezionali campioni artefici di trionfi sul campo e testimoni dei valori sani dello sport, incarnando perfettamente lo spirito dell’evento che da trent’anni celebra il fair play come patrimonio universale.
“Accogliamo due star del calcio internazionale, che hanno lasciato un segno profondo nello sport non soltanto per i loro successi, ma anche per il modo in cui li hanno ottenuti – dichiarano Luca Lastrucci, Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini – Milito e Butragueño condividono gli stessi valori che accomunano tutti i protagonisti del 30° Premio Fair Play Menarini, confermandosi esempi straordinari di sport e correttezza dentro e fuori dal campo”.
Ecco i premiati dell’edizione 2026: Achille Polonara, pallacanestro; Antonella Palmisano, marcia; Armand Duplantis, salto con l’asta; Bebe Vio, atletica paralimpica; Chiara Mazzel, sci paralimpico; Daniele Garozzo, scherma; Davide Ghiotto – Michele Malfatti – Andrea Giovannini, pattinaggio su ghiaccio; Diego Milito, calcio; Emilio Butragueño, calcio; Fabio Caressa, giornalismo; Gianfranco Zola, calcio; Gregorio Paltrinieri, nuoto; Simone Anzani, pallavolo. Il 30° Premio Internazionale Fair Play Menarini vede la partecipazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale in qualità di partner istituzionale, e di Sustenium, Frecciarossa, Adiacent ed Estra come partner dell’iniziativa. Per seguire da vicino i protagonisti e restare aggiornati su tutte le novità, visitare il sito ufficiale www.fairplaymenarini.com e i canali social del Premio su Instagram, Facebook e YouTube.

(Adnkronos) - "Tre anni fa Deloitte ha deciso di sostenere questo progetto con l'obiettivo di contribuire a ridurre le barriere nell'accesso alle cure. Oggi siamo particolarmente soddisfatti di poter annunciare che oltre mille persone fragili dal punto di vista economico e sociale, provenienti da più di 75 Paesi, hanno avuto la possibilità di accedere a cure specialistiche. Si tratta di un risultato importante, che dimostra il valore della collaborazione tra pubblico, privato e Terzo settore. In questa iniziativa sono coinvolti Deloitte, l'Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola e la Comunità di Sant'Egidio: una sinergia che testimonia quanto idee, competenze ed esperienze condivise possano generare progetti ad alto impatto sociale". Lo ha detto Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Central Mediterranean, alla conferenza stampa 'Progetto San Bartolomeo - Tre anni di impegno e risultati'. Obiettivo dell'incontro, questa mattina nell’Aula Magna dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, fare il punto sui risultati ottenuti e sugli obiettivi futuri: dal 2023 a oggi il progetto è riuscito ad assistere oltre mille persone in condizione di fragilità sociale ed economica che, in molti dei casi, avrebbero rinunciato a curarsi.
"La sfida, oggi - ha poi aggiunto Pompei - non è soltanto proseguire il percorso avviato, ma ampliarlo, garantendo la sostenibilità strutturale delle attività sviluppate dal 2023 e favorendo la nascita di nuove iniziative analoghe. Eventi come quello odierno hanno anche un ruolo fondamentale nel diffondere la conoscenza del progetto, affinché un numero sempre maggiore di persone che ne hanno bisogno possa sapere dell'esistenza di questa opportunità e accedere alle cure disponibili".

(Adnkronos) - La Francia vincerà i Mondiali 2026, parola di Erling Haaland. Il centravanti della Norvegia ha trascinato la Nazionale scandinava alla vittoria contro il Senegal, risultando decisivo con una doppietta nel 3-2 che ha deciso la seconda giornata del girone I e strappando il pass per i sedicesimi di finale.
La Norvegia ha raggiunto così il primo posto del gruppo salendo a quota 6, a pari merito con la Francia, vittoriosa contro l'Iraq per 3-0. L'ultima giornata della fase a gironi sarà quindi decisiva per stabilire chi chiuderà da prima il girone, ma Haaland non ha dubbi sull'esito del match.
"Non mi importa molto della partita con la Francia", ha detto Haaland ai microfoni di Fox nel post partita, "probabilmente ci batteranno e vinceranno al Coppa del Mondo".

(Adnkronos) - "Sono stati tre anni importanti e impegnativi. Oggi non celebriamo soltanto il traguardo dei mille pazienti assistiti, ma soprattutto la capacità di aver costruito attorno a questo progetto una rete di competenze al servizio delle persone più fragili". Lo ha dichiarato Giovanni Arcuri, direttore generale dell'Ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola, intervenendo alla conferenza stampa "Progetto San Bartolomeo - Tre anni di impegno e risultati". L'incontro, ospitato nell'Aula Magna dell'Ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola, è stato l'occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future dell'iniziativa, che dal 2023 a oggi ha consentito a oltre mille persone in condizioni di fragilità sociale ed economica di accedere alle cure, evitando in molti casi la rinuncia ai percorsi sanitari.
"L'ospedale ha messo a disposizione la propria capacità clinica e organizzativa; la Comunità di Sant'Egidio ha accompagnato i pazienti, costruendo con loro un rapporto di fiducia e indirizzandoli verso i percorsi di cura; la Fondazione Deloitte ha sostenuto il progetto, contribuendo a strutturarlo e a rafforzarne il metodo", ha spiegato Arcuri. In tre anni il Progetto San Bartolomeo ha preso in carico oltre mille pazienti fragili provenienti da 75 Paesi. "I principali ambiti di intervento hanno riguardato i percorsi ostetrico-ginecologici, le cure odontoiatriche e gli ambulatori di ortopedia, costruendo un modello di assistenza centrato sui bisogni concreti delle persone", ha sottolineato.
"Più che celebrare un risultato, oggi vogliamo mostrare le fondamenta del futuro. Questo è un percorso che intendiamo continuare perché rappresenta anche la nostra identità valoriale e ci ricorda il significato più profondo del fare sanità: prendersi cura dei pazienti più fragili. Per questo sarà fondamentale continuare a costruire sostegno e collaborazione attorno al progetto, così da garantirne la crescita e la continuità nel tempo", ha concluso Arcuri.
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