
La Camera degli Stati Uniti ha approvato oggi una legge bipartisan che impone al Dipartimento di Giustizia di rendere pubblici tutti i fascicoli relativi a Jeffrey Epstein. La misura è stata approvata con un sostegno schiacciante, ottenendo 427 voti a favore e 1 contrario (del deputato repubblicano Clay Higgins della Louisiana).
Il disegno di legge passerà ora al Senato. Se approvato, sarà inviato al presidente Donald Trump per l'approvazione e la firma definitiva.
La legge, che ha ottenuto il sostegno sia dei legislatori repubblicani che di quelli democratici, mira a garantire la piena trasparenza e giustizia nei confronti delle vittime di Epstein. I deputati repubblicani Thomas Massie e Marjorie Taylor Greene hanno tenuto oggi una conferenza stampa a Capitol Hill, esortando i loro colleghi a sostenere il disegno di legge, secondo quanto riportato dalla Cnn.
Durante la conferenza, diverse vittime degli abusi di Epstein hanno condiviso le loro storie, sottolineando la necessità di rendere pubblici i fascicoli.
Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso il suo sostegno al disegno di legge, esortando i repubblicani della Camera a sostenerlo[1]. In una rara inversione di rotta, Trump ha pubblicamente invitato il Congresso ad approvare la misura, promettendo di firmarla se fosse arrivata sulla sua scrivania. Tuttavia, il rappresentante democratico Robert Garcia ha criticato l'amministrazione Trump per non aver reso pubblici i documenti prima.

"De Laurentiis mi chiede 600mila euro. Perché un potente se la prende con un poveraccio come me?". Mauro Corona si prepara, come ribadisce a E' sempre Cartabianca, ad andare in carcere se dovesse essere condannato nel procedimento per la querela presentata da Aurelio De Laurentiis. Lo scrittore e scultore è finito nel mirino del presidente del Napoli per le parole pronunciare nel 2020: Corona criticò De Laurentiis perché, a quanto pare febbricitante, partecipò ad un'assemblea della Lega in piena era covid.
"I 600mila euro me li chiede il presidente del Napoli, un gran signore. Io tra l'altro tifo per il Napoli dopo Milan e Udinese, è la mia terza squadra. A questo punto la querela non si può più ritirare, il procedimento deve fare il suo corso. Il tribunale di Roma ci attende, mi colpisce che un uomo così potente se la prende con un poveraccio come me", dice Corona rispondendo alle domande di Bianca Berlinguer. "Ci siamo già scusati con lui in Rai, nella trasmissione successiva", ricorda la giornalista ripensando alla trasmissione che all'epoca andava in onda sulla Rai.
"Non faccio lo spavaldo. Io i soldi non li ho, devo andare in carcere. Quando uno non paga, ha la possibilità di scegliere il carcere. Io e lei andiamo in cella insieme, mi faccio rinchiudere con lei a Roma. Lei non viene? Come no, lei è la causa della denuncia. Andremo in carcere a Rebibbia: staremo in cella insieme, macchina per il caffè...", chiosa Corona.

Raid israeliano nel sud del Libano, 13 i morti. Secondo il ministero della Salute del Paese, le vittime nell'attacco al campo profughi palestinese di Ain al-Helweh, alla periferia di Sidone, sono almeno 13, mentre Israele ha dichiarato di aver colpito un complesso di Hamas. Il ministero della Salute ha aggiunto che "le ambulanze stanno ancora trasportando altri feriti negli ospedali vicini".
L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency ha dichiarato che l'attacco ha preso di mira un'auto nei pressi della moschea Khalid bin al-Walid e che "successivamente è stato riferito che il raid aveva colpito anche" la moschea stessa e un centro con lo stesso nome.
L'esercito israeliano ha dichiarato in una nota di aver "colpito i terroristi che operavano in un complesso di addestramento di Hamas nella zona di Ain al-Helweh, nel Libano meridionale", aggiungendo che stava "operando contro la base di Hamas in Libano".
Nessun '6' né '5+1' al concorso di oggi martedì 18 novembre del Superenalotto. Centrato un '5' da oltre 169mila euro. La schedina vincente è stata giocata presso un tabaccaio situato in Piazza del Biscione, a Roma: il fortunato si porta a casa esattamente 169.111,05 euro. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 80,2 milioni di euro.
Quanto costa una schedina
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.
L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
I punteggi vincenti
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
Come verificare la vincita
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente di oggi
Questa la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 18, 40, 54, 83, 85, 89. Numero Jolly: 4. Numero SuperStar: 57.

Bella vittoria dell'Italia Under 21 contro i pari età del Montenegro. Gli azzurrini di Silvio Baldini, dopo il ko con la Polonia, si sono imposti 4-1 in trasferta e in rimonta sul Montenegro che ci ha provato all'inizio con una traversa di Miranovic e la rete del vantaggio di Mrvaljevic al 37'. Risposta immediata degli azzurrini che trovano l'1-1 con Pisilli al 42' del primo tempo. Poi nella ripresa l'Italia accelera e la ribalta con Dagasso al 60', Camarda al 65' e Fini al 74' per il 4-1 finale. L'Italia sale a 15 punti nel gruppo E a -3 dalla Polonia.

Salire le scale è un esercizio utile per tutti. Per le persone anziane, diventa eccellente e si rivela efficace come un lavoro svolto in palestra. Fare un gradino dopo l'altro, come da tempo è stato accertato, ha effetti benefici su chiunque a livello cardiovascolare. Ma cosa produce questa attività quotidiana in particolare sulle persone più anziane? A porsi la domanda sono stati recentemente i ricercatori dell'università di Hasselt, in Belgio. Per produrre una risposta solida, hanno sviluppato uno studio - citato dal Washington Post - che ha coinvolto 46 soggetti di età compresa tra i 65 e gli 80 anni in condizioni di buona salute.
"Se non riesci a muoverti velocemente, anche se sei forte, cadrai comunque. È qualcosa su cui dobbiamo davvero esercitarci. In Belgio, gli anziani non sono abituati ad andare in palestra per allenarsi", ha detto la professoressa Evelien Van Roie, che ha guidato la ricerca. "Dobbiamo trovare modi alternativi per allenare la potenza muscolare".
Il programma da seguire
Le persone, per 12 settimane, hanno prodotto un programma 'double face'. In palestra, hanno lavorato con la leg-press machine, una 'pressa' pneumatica che sollecita sostanzialmente tutti i gruppi muscolari delle gambe: quadricipiti, bicipiti femorali, glutei, polpacci. Ebbene, il risultato ottenuto con 2 sedute settimanali nell'arco di 3 mesi è paragonabile a quello che si ottiene salendo un paio di rampe di scale più volte nell'arco di una settimana.
Due volte a settimana, gli anziani coinvolti nello studio sono stati convocati all'università. Dopo un riscaldamento di 10 minuti sulla cyclette, tutti i 46 soggetti hanno svolto due esercizi per la parte superiore del corpo. Quindi, metà del gruppo si è dedicato alla leg-press machine e l'altra metà ha... fatto le scale.
L'esercizio per tutti
L'esercizio del programma di 'stair-climbing' ha previsto inizialmente 4 serie con salita e discesa su un box da 30-40 centimetri: due secondi per salire, breve pausa, due secondi per scendere. Nella quinta settimana, l'accelerazione con la salita di due rampe di 6 gradini, salita da un recupero di 45 secondi prima della discesa.
L'esercizio è stato ripetuto 4 volte senza saltare gradini o usare il corrimano come sostegno: in totale, 10 minuti di lavoro. Alla fine della ricerca, dopo 3 mesi, gli anziani sono stati in grado di salire le scale indossando gilet zavorrati da pesi.
Entrambi i gruppi hanno guadagnato potenza muscolare e hanno migliorato la velocità di camminata. Effetti positivi anche sullo sforzo e il tempo necessario per alzarsi da una sedia. "Non serve un'ora di esercizio in una palestra alla moda" per i soggetti di una certà età, ha detto Van Roie, che ha invitato a seguire il programma con gradualità: "Non bisogna cominciare con movimenti rapidi, si rischia di cadere".

"L'Italia è tornata una nazione seria, affidabile, leale". Così la premier Giorgia Meloni, intervenendo a Padova durante il comizio del centrodestra per sostenere la candidatura di Alberto Stefani alle regionali in Veneto. "E' tornata una nazione che guarda gli altri consapevole di quello che rappresenta ed è accaduto non solo perché noi difendiamo l'interesse nazionale italiano, ma anche perché siamo consapevoli della grande nazione che rappresentiamo e non consentiamo a nessuno di metterle i piedi in testa".
Con "questa sala stracolma" dimostrate "di volere ancora continuare a camminare insieme a noi per portare questa bella e operosa terra ancora più in alto nei prossimi anni. Io vedo qui la fierezza per la vostra identità, vedo l'entusiasmo per accompagnare questo cammino. Vedo la determinazione di continuare a difendere le nostre idee".
"Grazie per accompagnare in questa corsa Alberto Stefani e i candidati che si sono messi in gioco. Grazie per voler garantire al Veneto altri anni di buon governo, di risposte efficaci", ha proseguito Meloni rivolgendosi alla platea. "I nostri avversari sperano che le cose vadano male, non importa se gli italiani lo pagheranno: loro sperano che le cose vadano male perché alla fine preferiscono, magari, avere l'opportunità di governare sulle macerie piuttosto che stare all'opposizione".
"L'opposizione non sa più cosa inventarsi per avvelenare i pozzi. Alcuni giornalisti si sono dovuti inventare le finte dichiarazioni di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. A chi, anche legittimamente, si oppone alla riforma (della giustizia, ndr.), io voglio dire: fate la vostra battaglia, fatelo a viso aperto, senza sconti, ma non strumentalizzate gli eroi di questa nazione".
"Dati record nel recupero dell'evasione fiscale"
"Dicevano che noi avremmo favorito gli evasori e invece sono due anni che registriamo dati record nel recupero dell'evasione fiscale" sottolinea Meloni. "Però non l'abbiamo fatto vessando i cittadini onesti come invece si faceva ai tempi della sinistra: lo abbiamo fatto con una riforma fiscale che era attesa da 50 anni".
"Parlano di equità, ma non dimentichiamo il salva-banche e il superbonus"
"Oggi ci parlano di equità" ma "non dimentichiamo i decreti salva-banche o il superbonus. Non dimentichiamo neanche misure con le quali si è consentito di ristrutturare la seconda casa a persone che potevano farlo anche con i soldi di chi una casa neanche ce l'ha. Quindi, per favore, almeno la sinistra non ci venga a parlare di equità".
Meloni punge ancora la Cgil: "La rivoluzione nel weekend esce meglio"
Giorgia Meloni punge ancora la Cgil. "Siamo intervenuti di nuovo sui redditi più bassi portando al 5% la tassazione sugli gli aumenti legati ai rinnovi contrattuali, una misura che ci chiedevano i sindacati, che ci chiedeva anche la Cgil" e "la Cgil ha risposto con un nuovo sciopero generale, il settimo in tre anni, rigorosamente convocato di venerdì. Perché si sa che la rivoluzione nel weekend esce meglio...".
"Parità invocata dalla sinistra la stiamo costruendo noi"
"Dicevano che con noi le donne sarebbero state un passo dietro agli uomini... Abbiamo il tasso di occupazione femminile più alto di sempre: la parità che la sinistra invocava la stiamo costruendo noi" rileva la premier.
"Con il premierato basta inciuci e giochi di palazzo"
"In questi tre anni abbiamo lavorato molto anche per modernizzare questa nazione con riforme che erano attese da anni, alcune addirittura da decenni" dice dal palco la presidente del Consiglio. "Penso anche alla riforma del premierato, l'elezione diretta del capo del governo: una riforma con la quale vogliamo dire basta agli inciuci, ai giochi di Palazzo, ai governi che passano sulla testa dei cittadini e sui quali i cittadini non possono dire la loro, per rimettere il potere nelle mani degli italiani e garantire una stabilità che è una precondizione per qualsiasi crescita e qualsiasi sviluppo".

"L'Italia è tornata una nazione seria, affidabile, leale". Così la premier Giorgia Meloni, intervenendo a Padova durante il comizio del centrodestra per sostenere la candidatura di Alberto Stefani alle elezioni regionali in Veneto. "E' tornata una nazione che guarda gli altri consapevole di quello che rappresenta ed è accaduto non solo perché noi difendiamo l'interesse nazionale italiano, ma anche perché siamo consapevoli della grande nazione che rappresentiamo e non consentiamo a nessuno di metterle i piedi in testa".
Con "questa sala stracolma" dimostrate "di volere ancora continuare a camminare insieme a noi per portare questa bella e operosa terra ancora più in alto nei prossimi anni. Io vedo qui la fierezza per la vostra identità, vedo l'entusiasmo per accompagnare questo cammino. Vedo la determinazione di continuare a difendere le nostre idee".
"Grazie per accompagnare in questa corsa Alberto Stefani e i candidati che si sono messi in gioco. Grazie per voler garantire al Veneto altri anni di buon governo, di risposte efficaci", ha proseguito Meloni rivolgendosi alla platea. "Non consentiremo che il Veneto diventi una banlieue. Non vogliamo arretrare sulla sicurezza, stiamo preparando nuove iniziative e faremo di tutto per ripristinare l'ordine, per difendere chi lavora, chi studia e chi vive onestamente rispettando le regole".
"I nostri avversari sperano che le cose vadano male, non importa se gli italiani lo pagheranno: loro sperano che le cose vadano male perché alla fine preferiscono, magari, avere l'opportunità di governare sulle macerie piuttosto che stare all'opposizione".
"L'opposizione non sa più cosa inventarsi per avvelenare i pozzi. Alcuni giornalisti si sono dovuti inventare le finte dichiarazioni di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. A chi, anche legittimamente, si oppone alla riforma (della giustizia, ndr.), io voglio dire: fate la vostra battaglia, fatelo a viso aperto, senza sconti, ma non strumentalizzate gli eroi di questa nazione".
"Dati record nel recupero dell'evasione fiscale"
"Dicevano che noi avremmo favorito gli evasori e invece sono due anni che registriamo dati record nel recupero dell'evasione fiscale" sottolinea Meloni. "Però non l'abbiamo fatto vessando i cittadini onesti come invece si faceva ai tempi della sinistra: lo abbiamo fatto con una riforma fiscale che era attesa da 50 anni".
"Parlano di equità, ma non dimentichiamo il salva-banche e il superbonus"
"Oggi ci parlano di equità" ma "non dimentichiamo i decreti salva-banche o il superbonus. Non dimentichiamo neanche misure con le quali si è consentito di ristrutturare la seconda casa a persone che potevano farlo anche con i soldi di chi una casa neanche ce l'ha. Quindi, per favore, almeno la sinistra non ci venga a parlare di equità".
Meloni punta, poi, il dito contro "la sinistra autoreferenziale" da "salotto" e "con la quella puzza sotto al naso, alla quale il popolo dà fastidio". E lo fa citando Romano Prodi. "Il professore qualche settimana fa ha dovuto ammettere che la sinistra non vince le elezioni perché ha voltato le spalle all'Italia. E se lo dice lui, che sul voltare le spalle all'Italia c'ha una cattedra all'università... chi siamo noi per smentirlo" ha ironizzato la leader di FdI.
Meloni punge ancora la Cgil: "La rivoluzione nel weekend esce meglio"
Giorgia Meloni punge ancora la Cgil. "Siamo intervenuti di nuovo sui redditi più bassi portando al 5% la tassazione sugli gli aumenti legati ai rinnovi contrattuali, una misura che ci chiedevano i sindacati, che ci chiedeva anche la Cgil" e "la Cgil ha risposto con un nuovo sciopero generale, il settimo in tre anni, rigorosamente convocato di venerdì. Perché si sa che la rivoluzione nel weekend esce meglio...".
"Parità invocata dalla sinistra la stiamo costruendo noi"
"Dicevano che con noi le donne sarebbero state un passo dietro agli uomini... Abbiamo il tasso di occupazione femminile più alto di sempre: la parità che la sinistra invocava la stiamo costruendo noi" rileva la premier.
"Con il premierato basta inciuci e giochi di palazzo"
"In questi tre anni abbiamo lavorato molto anche per modernizzare questa nazione con riforme che erano attese da anni, alcune addirittura da decenni" dice dal palco la presidente del Consiglio. "Penso anche alla riforma del premierato, l'elezione diretta del capo del governo: una riforma con la quale vogliamo dire basta agli inciuci, ai giochi di Palazzo, ai governi che passano sulla testa dei cittadini e sui quali i cittadini non possono dire la loro, per rimettere il potere nelle mani degli italiani e garantire una stabilità che è una precondizione per qualsiasi crescita e qualsiasi sviluppo".
Riforma della giustizia
"Consentitemi di ringraziare un veneto doc che si chiama Carlo Nordio e che siamo fieri di avere nella nostra squadra", ha detto la premier Giorgia Meloni, parlando della riforma della Giustizia. "Dopo decenni di tentativi falliti, siamo riusciti ad approvare una riforma che può cambiare le cose e che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pm: questo significa rafforzare la terzietà del giudice e quindi un processo più giusto", ha scandito Meloni.
"Governo resta in carica fino alla fine della legislatura"
"Agli italiani voglio dire: non vi fate fregare, andate a votare guardando il contenuto della riforma. Cercheranno di convincervi di tutto, che è un referendum sul governo 'la Meloni Sì la Meloni No'. Guardate, il governo rimane in carica fino alla fine della legislatura: metteremo anche questo record".

La storia recente della Coppa Davis si è colorata di azzurro. L'Italia è tornata a sollevare l'insalatiera per la seconda volta nella sua storia nel 2023, a 47 anni dal primo e fino a quel momento unico trionfo, seppur leggendario, del 1976, per poi ripetersi l'anno successivo. L'ascesa della Nazionale capitanata di Volandri sul tetto del torneo tennistico per Nazionali ha fatto rima, inevitabilmente, con Jannik Sinner, protagonista assoluto e trascinatore sia in singolare che in doppio.
Ma la Davis, oltre che la storia del tennis in Italia, ha cambiato anche quella dello stesso Sinner. Dal trionfo del 2023 Jannik non si è mai più fermato fino a raggiungere il primo posto nel ranking Atp e a vincere per due anni consecutivi le Atp Finals, l'ultima pochi giorni fa battendo Carlos Alcaraz in finale. È successo tutto, o quasi, in semifinale, quando Sinner si è trovato di fronte Novak Djokovic con l'Italia già sotto 1-0 nel match con la Serbia e tre match point a disposizione di Nole.
Sinner-Djokovic, il 25 novembre 2023, è ferma sull'1-1 dopo i primi due set. Nel terzo, Djokovic va sul 5-4 e sullo 0-40 nel decimo game. Un punto e la Serbia è in finale, con Nole che deve 'soltanto' trasformare una delle tre palle break a disposizione. Sinner però mantiene il sangue freddo, annulla uno a uno i match point e rimette tutto in equilibrio, per poi vincere in rimonta e rimandare il discorso qualificazione al doppio, che sarebbe stato vinto dall'Italia il giorno dopo.
Quei punti, visti con gli occhi di oggi, sono un vero e proprio manifesto del tennis di Sinner. La prima palla break annullata arriva grazie a un errore con il rovescio di Djokovic, sfiancato dall'ennesimo scambio prolungato da fondocampo del match. Per la seconda si affida alla sua prima, con la risposta di dritto di Nole che si spenge in rete, mentre la terza svanisce con una delle sue combinazioni preferite, servizio e dritto, con lo scambio chiuso con una volée in avanzamento. Il resto, come si suol dire, è storia.

"Zitta, maialina". Le domande sugli Epstein files fanno arrabbiare Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti si è esibito, nel giro di poche ore, in un paio di risposte sopra le righe. Sull'Air Force One, una giornalista ha provato a chiedere al presidente per quale motivo i file relativi al finanziere, morto suicida in carcere, non vengano diffusi se non ci sono elementi che potrebbero risultare rilevanti a livello penale. "Zitta, zitta, maialina", la replica di Trump. La clip (Video)[1] prevedibilmente rimbalza sui social su decine di profili che stigmatizzano le parole del presidente.
Oggi, tensione anche nello Studio Ovale, dove Trump accoglie il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Mary Bruce, giornalista di Abcnews, pone una domanda sull'omicidio di Jamal Khashoggi, il giornalista ucciso e fatto a pezzi nel consolato saudita di Istanbul nel 2018. Trump non gradisce la domanda e usa la formula "fake news" per etichettare giornalista e testata.
Bruce torna alla carica poco dopo con una domanda sul caso Epstein. E Trump sbotta (Video)[2]. "Il problema non è la domanda, è il suo atteggiamento. Lei è una pessima giornalista. Ha iniziato con una domanda terribile ad una persona estremamente rispettabile", dice Trump riferendosi alla domanda su Khashoggi. "Lei è una persona terribile e una giornalista pessima. Io non ho niente a che fare con Jeffrey Epstein. Sa chi ha a che fare con Epstein? Bill Clinton. Questa è una bufala dei democratici per provare a non farmi parlare dei 21 trilioni di dollari di investimenti" in arrivo negli Stati Uniti. Epstein "non mi ha dato denaro, lo ha dato ai democratici. Io credo che la licenza dovrebbe essere tolta a Abcnews. Il modo in cui lei pone domande è terribile, dovrebbe tornare a studiare per imparare come si fa giornalismo: basta domande da lei".

Incidente stradale tra un'auto e uno scuolabus, oggi pomeriggio intorno alle 15, a Sesto al Reghena in provincia di Pordenone. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile di Pordenone e i vigili del fuoco. Lo scontro è avvenuto all'incrocio tra via Circonvallazione e viale degli Olmi, poi, lo scuolabus si è ribaltato finendo in un fosso. I due mezzi sono stati sottoposti a sequestro e sulle cause dello scontro sono in corso accertamenti.
Da una prima ricostruzione, l'incidente è avvenuto tra una Mercedes classe C, guidata da una donna di 64 anni, e un pulmann adibito a scuolabus, condotto da un 61enne, con a bordo circa 14 studenti adolescenti. I conducenti di entrambi i mezzi sono stati portati in ospedale, feriti ma non in pericolo di vita. Tra i giovani una sola ragazza è stata trasportata in codice giallo al pronto soccorso di Udine.

È stato assolto "per non aver commesso il fatto" Mario Cusimano, il tecnico manutentore imputato per la tragica morte di Luana D'Orazio, la giovane mamma di 22 anni deceduta il 3 maggio 2021 risucchiata dall'orditoio presso un'azienda tessile di Montemurlo (Prato) dove lavorava. Lo ha deciso oggi il giudice del Tribunale di Prato, Jacopo Santinelli, al termine del processo di primo grado.
Cusimano, unico imputato nel procedimento ordinario dopo che i titolari dell'azienda, Luana Coppini e Daniele Faggi, avevano già patteggiato rispettivamente due anni e uno e mezzo di reclusione, era accusato di omicidio colposo e rimozione dolosa delle cautele antinfortunistiche nell'orditoio che ha stritolato la 22enne operaio. Il pubblico ministero Vincenzo Nitti aveva chiesto una condanna a due anni e otto mesi.
Accolta invece la tesi difensiva dell'avvocato Melissa Stefanacci, secondo cui il tecnico non avrebbe mai manomesso il macchinario né le sue misure di sicurezza, lasciando intendere che eventuali modifiche potessero essere state operate da altri. Emma Marrazzo, mamma di Luana, ha commentato: "Mia figlia resta un simbolo di ingiustizia". E poi ha espresso il dolore per una sentenza che ritiene non rifletta appieno la responsabilità del dramma. La Procura attende di conoscere le motivazioni prima di valutare un eventuale ricorso contro l'aasoluzione.

Il presidente Donald Trump si è scagliato contro una giornalista nello Studio Ovale esortandola a non "mettere in imbarazzo" il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ospite nello Studio Ovale con domande sull’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, ucciso e fatto a pezzi nel consolato saudita di Istanbul nel 2018.
"Per quanto riguarda questo gentleman, ha fatto un lavoro fenomenale - ha dichiarato Trump, aggiungendo poi a proposito del giornalista ucciso - Era estremamente controverso. Molti non lo amavano; che ti piacesse o meno, succedono delle cose. Ma Mbs non ne sapeva nulla e possiamo chiuderla qui. Non devi mettere in imbarazzo il nostro ospite".

Firmato il contratto nazionale 2022-2024 per 137mila dirigenti medici e sanitari, di cui 120mila camici bianchi e 17mila sanitari non medici. L'accordo è stato sottoscritto oggi martedì 18 novembre all'Aran, Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. Le risorse complessive disponibili, pari a 1,2 miliardi di euro, "assicurano un incremento medio del 7,27%, traducendosi in aumenti medi di circa 491 euro al mese per 13 mensilità e in arretrati medi stimati in 6.500 euro", spiega una nota dell'Aran.
La trattativa, "avviata il primo ottobre, si è svolta in un clima positivo e ha portato alla definizione di un accordo considerato ampiamente soddisfacente dalla maggior parte delle organizzazioni sindacali. Non hanno aderito Fp Cgil Medici e Fassid", precisa l'Aran.
"La firma di oggi è arrivata a poco più di un mese dall'avvio della trattativa. Si garantiscono incrementi economici significativi, compresi 6.500 euro medi di arretrati. Con il via libera di oggi si apre la strada all'avvio in tempi rapidi del negoziato per il triennio 2025-2027. Ringrazio le organizzazioni sindacali per il contributo e il confronto costruttivo", ha detto presidente Aran, Antonio Naddeo.
"Doveva essere una trattativa rapida e così è stato. Al quarto incontro presso l'Aran", l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, "è stata firmata la pre-intesa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari relativo al triennio 2022-2024", comunica la federazione sindacale dei medici Cimo-Fesmed, spiegando che "l'accordo prevede aumenti mensili che vanno dai 322 euro lordi per gli incarichi di base ai 530 euro per i direttori di unità operativa complessa dell'area chirurgica, mentre gli arretrati oscillano tra gli 8.066 euro e i 13.480 euro, al lordo dell'indennità di vacanza contrattuale già erogata".
"Siamo complessivamente soddisfatti del risultato ottenuto, che accoglie molte delle richieste da noi avanzate - dichiara il presidente Cimo-Fesmed, Guido Quici - Come più volte auspicato, la trattativa si è concentrata sugli aspetti economici, riuscendo a destinare quasi il 90% delle risorse alla parte fissa della retribuzione".
"Con questo contratto l'indennità degli incarichi iniziali, assegnati ai professionisti con meno di 5 anni di servizio, sarà rivalutata del 55% a fronte di un aumento che va dal 16% al 20% per gli altri incarichi. Sul fronte della non esclusività, abbiamo ottenuto un aumento dal 55% al 65% rispetto a quanto percepito da chi opera in esclusività: un passo avanti che, tuttavia, riteniamo insufficiente a causa del veto posto da alcune Regioni e da alcune organizzazioni sindacali per motivazioni puramente demagogiche e lontane dalla realtà. Auspichiamo di poter superare questa ingiustizia già nel prossimo contratto. A tal fine abbiamo firmato una dichiarazione a verbale che impegna l'Aran, nella negoziazione del Ccnl 2025-2027, a sanare questa discriminazione. Ora - conclude il leader sindacale - è fondamentale che l'iter di verifica della pre-intesa proceda rapidamente, così da arrivare al più presto alla firma definitiva del contratto e consentire alle Regioni di emanare l'atto di indirizzo per l'avvio delle trattative del triennio 2025-2027. Così facendo, per la prima volta il contratto si riallineerebbe al triennio di riferimento".

Donald Trump ha annunciato un accordo d'investimenti negli Stati Uniti da oltre 600 miliardi di dollari da parte di Riad, una cifra poi rilanciata a un trilione dal principe saudita Mohammed bin Salman perché "crediamo nel futuro dell'America". "Questo vuol dire investimenti in impianti, in aziende, denaro a Wall Street, e ciò che realmente significa per tutti è posti di lavoro, molti posti di lavoro - ha affermato Trump nello Studio Ovale - Siamo stati ottimi amici per molto tempo, abbiamo sempre avuto la stessa posizione su ogni questione".
Trump ha ricevuto il principe saudita nello Studio Ovale oggi, definendolo "estremamente rispettato" e un "amico di lunga data". Il presidente americano ha anche elogiato il lavoro "incredibile in materia di diritti umani" svolto dal principe.
"Crediamo che avere buone relazioni tra i Paesi del Medio Oriente sia positivo. Vogliamo essere parte degli Accordi di Abramo. Ma vogliamo anche essere sicuri che ci sia un percorso chiaro verso una soluzione a due Stati", ha detto il principe saudita, aggiungendo di aver avuto "una discussione sana con il presidente e lavoreremo per normalizzare le relazioni con Israele il prima possibile". "Non voglio dire di aver incassato un impegno, ma abbiamo avuto una buona discussione - è intervenuto Trump - a breve ne parleremo ancora. Ma penso che Mbs abbia sensazioni positive verso gli Accordi di Abramo".
Bin Salman è stato accolto alla Casa Bianca dal presidente Usa con una cerimonia ufficiale, per la prima visita dopo l'uccisione del giornalista Jamal Kashoggi nel 2018. I due hanno un programma molto fitto tra colloqui e un pranzo bilaterale aperto alla stampa, e - secondo quanto rivelato alla Cnn da fonti della Casa Bianca - nelle discussioni è coinvolto anche Cristiano Ronaldo, stella della Saudi Pro League, presente a Washington per l'occasione.
Le relazioni tra Stati Uniti e Arabia Saudita erano state significativamente compromesse dall'uccisione di Khashoggi. Tuttavia, a distanza di sette anni, le cose sembrano essere cambiate. Trump ha consolidato il suo sostegno al quarantenne principe ereditario, considerato un attore indispensabile nella definizione del futuro del Medio Oriente. Il principe Mohammed, dal canto suo, nega il proprio coinvolgimento nell'uccisione di Khashoggi, cittadino saudita residente in Virginia.
Prima dell'arrivo del principe Mohammed, Trump ha confermato la vendita di aerei da combattimento F-35 all'Arabia Saudita.

Final Eight di Coppa Davis al via a Bologna e parte la protesta. Il match tra Belgio e Francia, che oggi apre il tabellone della fase finale della manifestazione, è preceduto dalla protesta di uno spettatore che si lamenta in maniera plateale, come mostra il video che rimbalza sui socia[1]l.
Il malumore dello spettatore è legato al posizionamento di almeno una telecamera all'altezza della rete. Il pubblico, che occupa le prime file nella tribuna lungo la linea laterale sul lato opposto a quello del giudice di sedia, si lamenta perché la visibilità è ostacolata dalla presenza del cameraman. "Non si vede niente", urlano diverse persone. "Abbiamo pagato un casino di soldi, fermate il gioco!". Le lamentele vengono accolte dai fischi di disapprovazione degli altri settori.

Torna nello studio di Belve, Genny Urtis, a due anni dalla sua intervista del 2023, quando partecipò ancora al programma condotto da Francesca Fagnani su Raidue come 'Giacomo Urtis' e il suo percorso di transizione era soltanto agli inizi. Oggi, dopo un intervento al seno, la celebre "chirurga dei vip" torna per rispondere alle domande di Fagnani.
Genny Urtis, chi è
Genny Urtis nasce a Caracas il 28 settembre 1977 da genitori sardi. Cresce tra il Sud America e la Sardegna, dove la famiglia si trasferisce stabilmente ad Alghero. Dopo la maturità, si laurea nel 2002 presso l’Università di Sassari in Medicina, poi la specializzazione in Dermatologia. A Milano ottiene un master in Chirurgia estetica, aprendo presto la strada a una carriera che la porterà a fondare la 'Dr Urtis Clinic', oggi conosciuta all’estero e frequentata da numerosi volti della televisione.
Approda in tv nel 2016: partecipa al ‘Grand Hotel Chiambretti’ e poi recita nella web serie di Lory Del Santo ‘The Lady’. Nel 2017 approda a ‘L’isola dei famosi’, solo per pochi giorni. Partecipa al ‘Grande Fratello Vip’: prima nel 2020 come concorrente singolo, poi nel 2021 in coppia con Valeria Marini.
La transizione
Genny Urtis ha parlato per la prima volta della sua transizione di genere lo scorso maggio sui social. Si è mostrata sui social con un aspetto nuovo, più vicino alla sua vera essenza: "Giacomo diventa Genny", aveva scritto condividendo, in anteprima, uno scatto post operazione.
Urtis ha raccontato in un'intervista rilasciata a Chi di essersi sottoposta a una mastoplastica additiva: "Dentro mi sento sempre me stessa", ha confessato e ha ammesso di aver sempre percepito un "disallineamento tra il corpo e quella che ero". Ma non è stato semplice e ancora oggi "è delicato da spiegare. Forse non sono ancora pronta ad affrontare psicologicamente tutto quanto", ha raccontato al magazine.
L'operazione al seno è un tassello che si aggiunge al percorso di transizione, cominciato anni fa. Oggi Genny si definisce felice, ma è difficile convivere con il 'rifiuto' del padre, che non ha mai accettato il suo orientamento: "Quando vede i ragazzi che mi guardano si imbarazza, se mi vesto troppo da donna peggio", ha confessato Urtis.

BigMama sarà tra gli ospiti di Francesca Fagnani stasera, martedì 18 novembre, a Belve nella puntata del programma in onda su Raidue. Ecco chi è l'artista di 25 anni dallo stile inconfondibile, icona della body positivity.
Big Mama chi è
BigMama, all'anagrafe Mariana Mammone, nasce ad Avellino nel 2000. È cresciuta in un paesino in provincia, San Michele di Serino, con la sua famiglia, composta dalla madre Angela, dal padre Italo e da tre fratelli. “La famiglia è il mio riferimento assoluto, che non ha mai traballato”, aveva raccontato in un'intervista.
Si trasferisce giovanissima a Milano per inseguire il suo più grande sogno: fare la cantante. A oggi, BigMama è considerata una delle figure più originali del panorama rap italiano. “Ho iniziato a scrivere per rabbia, sfogando il mio dolore tramite la scrittura”, aveva raccontato al Messaggero.
La rapper ha iniziato a fare musica pubblicando le sue prime canzoni su YouTube nel 2013: "Quando mio fratello mi ha portato al Festival di Giffoni, dove si esibivano Salmo, Ensi e Clementino. Tornata a casa, ho preso le foto degli amati One Direction e le ho buttate nel cestino", ha raccontato la cantante nel corso di un'intervista.
I suoi brani dallo stile inconfondibile hanno riscosso un enorme successo. In particolare tra la Generazione Z, che considera BigMama come la 'Lizzo italiana', rapper statunitense di fama mondiale.
Il suo brano 'Formato XXL' ha consacrato BigMama che si è distinta subito per il suo impegno contro il body shaming e per la promozione dell'accettazione di sé. Il 2022 segna un passo importante con l'uscita del suo primo album, 'Next Big Thing', e la collaborazione nell'album di Myss Keta.
Il 29 settembre 2023, BigMama lancia il singolo 'Bloody Mary', anticipando annuncio della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2024 con il brano 'La rabbia non ti basta'. Tra le tappe della carriera, la conduzione del Concertone del primo maggio.
Il bullismo
La sua adolescenza è stata segnata da diversi episodi di bullismo, motivo per il quale ha affrontato un lungo percorso di accettazione verso se stessa. “Mi dicevano 'Cicciona, fai schifo, vatti a nascondere' ed io ero convinta di meritare quelle parole. Poi ho iniziato a scrivere e a credere tantissimo in me stessa e adesso mi sento figa”.
La malattia
La giovane artista ha affrontato una dura battaglia contro il cancro. In un'intervista rilasciata al Corriere, ha rivelato di aver avuto un tumore al sangue, il linfoma di Hodgkin, diagnosticato quando aveva solo 20 anni. Dopo aver affrontato 12 cicli di chemioterapia, ha sconfitto la malattia a febbraio del 2021. "Io sono apertamente bisessuale ma ho sempre avuto paura di manifestare la mia sessualità", ha raccontato la cantante che ha una fidanzata di nome Maria Lodovica Lazzerini. "Nel momento in cui l'ho scoperta mi sono sentita la più libera in assoluto", aveva aggiunto la cantante.

"Il contributo della comunità al benessere spazia dai comportamenti individuali 'lifelong' - ossia la gestione della propria salute lungo il percorso di vita - alla capacità di considerare il valore rappresentato dal servizio sanitario pubblico" come "un elemento di civiltà sul quale vale la pena investire e avere fiducia per il futuro". Lo afferma Massimo Annicchiarico, direttore generale Area sanità e sociale Regione Veneto, intervenendo alla 'Social sustainability week: per progettare la sostenibilità sociale', a Palazzo dell'Informazione oggi a Roma.
"Il nostro servizio sanitario si fonda sul principio della solidarietà e della mutua assistenza - sottolinea Annicchiarico - Questo già di per sé ne connota le caratteristiche di socialità. Ma oggi, più che mai, è evidente che, al di là del suo assetto istituzionale, il contributo della comunità può avere un valore estremamente importante, anche nutrendosi della responsabilizzazione individuale".

"Il benessere, inteso in senso complessivo, e dunque il benessere economico, sanitario e sociale, ce lo possiamo permettere. Era sconosciuto per la maggior parte della popolazione fino al secondo dopoguerra. Nei decenni successivi è stato ed è diventato un patrimonio per la maggioranza della popolazione". Sono le parole di Carlo Zaghi, direttore generale della Direzione generale sostenibilità prodotti e consumi del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, intervenendo alla 'Social sustainability week: per progettare la sostenibilità sociale', oggi a Roma, a Palazzo dell’Informazione.
"Oggi - aggiunge Zaghi - dobbiamo pensare che il benessere può essere di tutta l'umanità e, per questo, dobbiamo coniugare competizione e cooperazione. Abbiamo la tecnologia, abbiamo l'intelligenza per farlo: è una conquista possibile".

Come saranno le pensioni per le prossime generazioni? Soprattutto, come si può costruire un sistema più giusto giusto, flessibile e capace di rispondere alle trasformazioni della società? Il Patronato Acli promuove il seminario di studio ‘Previdenza Next Gen’, un’occasione di confronto e approfondimento sui temi della previdenza e del lavoro, che si terrà a Roma giovedì 20 novembre, dalle 11 alle 13 e sarà trasmesso in diretta streaming sul sito www.patronato.acli.it.
Una proposta concreta sarà lanciata dal presidente nazionale del Patronato Acli, Paolo Ricotti: "Occorre un ‘pacchetto flessibilità’ che dia stabilità e certezza del diritto, che consenta l’accesso a pensione a partire dalla definizione di un’età opzionabile che potrebbe ragionevolmente collocarsi tra i 63 ed i 65 anni di età con almeno 20 anni di contribuzione, con un rendimento pensionistico proporzionato all’età di uscita. Questo approccio, già previsto dalla riforma Dini del 1995, garantirebbe equità, certezza del diritto e maggiore inclusività".
L’evento si inserisce nel corso del 2025, anno in cui il Patronato Acli celebra l’ottantesimo anniversario dalla sua fondazione: “Dal 1945, per i diritti di tutti”. Guardare al futuro in questa occasione non solo è naturale, ma necessario: significa assumersi la responsabilità di contribuire a costruire, con equità e lungimiranza, un sistema previdenziale capace di rispondere costantemente ai bisogni della società.
L’iniziativa vedrà la partecipazione di autorevoli esperti del mondo accademico, istituzionale e sociale. Tra gli interventi confermati: Stefano Giubboni, ordinario di diritto del lavoro – università di Perugia; Lisa Taschini, professoressa associata di diritto del lavoro – università e-Campus; Valerio Martinelli, assegnista di ricerca – università di Perugia, segretario comitato scientifico “Premio Satta” Patronato Acli; Maurizio Franzini, emerito di politica economica – Sapienza Università di Roma; Paola Bozzao, professoressa di diritto del lavoro e della sicurezza sociale – Sapienza Università di Roma; Tiziano Treu, emerito di diritto del lavoro – università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, già ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale; Roberto Ghiselli, presidente consiglio di indirizzo e vigilanza Inps; Gianluigi Petteni, presidente pro-tempore Ce.Pa (Centro Patronati); Emiliano Manfredonia, presidente nazionale Acli; Paolo Ricotti, presidente nazionale Patronato Acli.
A moderare e coordinare i lavori sarà Fabio Insenga, giornalista e vicedirettore Adnkronos. Durante il seminario di studio saranno presentati i risultati del progetto di ricerca 'Tracciare il futuro. Prospettive pensionistiche per le nuove generazioni', curato dal dipartimento di scienze politiche dell’università degli studi di Perugia e la rilevazione online 'Una previdenza per tutte le generazioni: raccontaci la tua idea'.

Coca-Cola ha scelto alcuni tra i più amati e rappresentativi sportivi italiani come Tedofori Olimpici del Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026: Simone Barlaam, Myriam Sylla, René De Silvestro, Deborah Compagnoni, Ivan Zaytsev, Mara Navarria e Ciro Ferrara. “Siamo orgogliosi di annunciare alcuni dei tedofori del mondo dello sport che accompagneranno la Fiamma Olimpica nel suo Viaggio attraverso l’Italia”, afferma Luca Santandrea, General Manager Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola. “Ognuno di loro rappresenta i valori più autentici dello sport: passione, rispetto, inclusione e spirito di squadra. Da quasi un secolo, Coca-Cola è vicina al mondo Olimpico e allo sport perché crede nella sua capacità di unire e ispirare, trasformando ogni traguardo in una vittoria collettiva”.
Ciascuno dei tedofori selezionati rappresenta un modo unico di vivere e raccontare lo sport, dimostrando che la forza della passione, della disciplina e dell’inclusione può ispirare e unire persone di ogni generazione. Simone Barlaam – Incarnazione piena dei valori olimpici di impegno, inclusione ed eccellenza. Con i suoi successi sportivi e il suo percorso personale, è un simbolo di determinazione e rappresenta al meglio una generazione moderna e resiliente, capace di riscrivere i confini dello sport. Myriam Sylla – Rappresenta i valori olimpici di eccellenza, inclusione e determinazione. Leader carismatica in campo e simbolo di integrazione e impegno, ha costruito una carriera all’insegna del talento e del lavoro di squadra, portando energia e positività in ogni sua sfida.
René De Silvestro – Campione Paralimpico di sci alpino e Ambassador Powerade per Milano Cortina 2026, la sua storia è un simbolo di rinascita attraverso lo sport, capace di trasformare una difficoltà in una forza straordinaria. Con il suo impegno, il suo talento e la sua capacità di ispirare gli altri, rappresenta perfettamente i valori olimpici di resilienza e coraggio. Deborah Compagnoni – Campionessa olimpica di sci alpino, icona e leggenda dello sport italiano. Ha scritto pagine indelebili della storia olimpica, incarnando i valori di passione, determinazione e inclusione che Coca-Cola condivide con il Movimento Olimpico. Ivan Zaytsev – Figura d’ispirazione per il suo straordinario talento e la sua leadership in campo, il pallavolista ha affrontato sfide importanti con resilienza e determinazione. È l’emblema della forza del gruppo e del valore del gioco di squadra.
Mara Navarria – Incarna i valori olimpici di determinazione, eccellenza e rispetto. La sua lunga carriera costellata di successi, unita alla capacità di conciliare sport e famiglia, la rende un simbolo di impegno verso una visione equilibrata dello sport e della vita. Ciro Ferrara – Con una carriera ricca di successi e una forte dedizione allo sport e al sociale, rappresenta lo spirito del fare squadra e dell’impegno verso il raggiungimento degli obiettivi, personali e collettivi. La sua esperienza racconta la potenza educativa dello sport.
Diventare Tedoforo Olimpico significa vivere un momento unico e partecipare attivamente a un progetto collettivo che unisce le persone attraverso i valori dello sport. Secondo una ricerca promossa da Coca-Cola1, due italiani su tre percepiscono il Viaggio della Fiamma Olimpica come un’occasione unica per mettere in connessione le comunità locali e valorizzare l’identità dei territori.
Coca-Cola rinnova così il proprio impegno nel sostenere lo sport come motore di crescita sociale e personale, promuovendo una cultura fondata su fair play, inclusione e rispetto reciproco.
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