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In Sardegna le alte temperature, sempre più frequenti e persistenti, imporrebbero alle aziende di rinnovare e potenziare gli impianti di climatizzazione e di pensare a una riorganizzazione del lavoro per non costringere i dipendenti a operare i condizioni insostenibili, come sta accadendo in questi giorni.
    "Ai datori di lavoro chiediamo di adottare immediatamente tutte le misure di protezione necessarie", sollecita la segretaria della Filcams Cgil regionale, Nella Milazzo: "pause frequenti e somministrazione di acqua, inclusa la rimodulazione degli orari e la manutenzione straordinaria dei motori di refrigerazione, così come prevede il Testo Unico sulla sicurezza sul Lavoro". Secondo il sindacato, gli attuali impianti sono insufficienti, vetusti o sottodimensionati rispetto alle ondate di caldo che si stanno abbattendo quest'estate sulla Sardegna.
    "Il cambiamento climatico non può più essere considerato un evento straordinario", precisa Milazzo, "e ciò richiede misure strutturali preventive, non si può arrivare a luglio per poi registrare che i sistemi di climatizzazione non reggono".
    La Filcams cita alcuni esempi recenti. Nella grande distribuzione, i supermercati Iper Pan di Selargius e Lidl di Sassari hanno raggiunto temperature così elevate da rappresentare un rischio per il personale e i clienti. I lavoratori e dalle lavoratrici dei servizi di pulizia e assistenza all'ospedale oncologico di Cagliari, risentono, così come i pazienti e il resto del personale, del blocco o dell'inefficienza dei sistemi di aerazione. Nel settore della ristorazione l'emergenza è segnata dalla combinazione tra il calore generato dalle cucine e il malfunzionamento dei motori di climatizzazione.
    "Ai deficit strutturali", prosegue il sindacato, "si aggiungono spesso ritmi di lavoro elevati, carichi fisici importanti e una scarsa organizzazione delle attività nelle ore meno calde della giornata. Occorre anche intensificare i controlli affinché le norme in materia di salute e sicurezza siano...

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