
(Adnkronos) - L’isola iraniana di Kharg, nel Golfo Persico, tornata bersaglio degli attacchi americani dopo quasi un mese, rappresenta il cuore dell’industria petrolifera di Teheran ed è uno degli obiettivi economici più sensibili del conflitto in corso. Importante hub per l’export di greggio, era già stata colpita il 13 marzo scorso nell’ambito di un’operazione "mirata su vasta scala" del Comando Centrale Usa (Centcom), che aveva preso di mira oltre 90 obiettivi militari - tra cui depositi di mine navali e bunker missilistici - "preservando le infrastrutture petrolifere". Nelle ultime ore, secondo fonti citate dal Wall Street Journal, gli Stati Uniti avrebbero colpito più di 50 nuovi obiettivi militari sull’isola.
Situata a circa 55 chilometri dal porto di Bushehr e circondata da acque particolarmente profonde, l’isola si estende per appena otto chilometri ma ospita la principale piattaforma di esportazione del petrolio iraniano. Attraverso oleodotti sottomarini e terminali di carico, Kharg convoglia il greggio proveniente dai giacimenti centrali e occidentali verso petroliere dirette soprattutto ai mercati asiatici, con la Cina tra i principali acquirenti. Dal terminale transitano normalmente tra 1,3 e 1,6 milioni di barili al giorno, con una capacità di stoccaggio di decine di milioni di barili.
Proprio il suo valore strategico spiega perché le infrastrutture petrolifere dell’isola siano rimaste finora fuori dalla lista degli obiettivi militari. Secondo quanto spiegato al Guardian da Neil Quilliam, analista del think tank Chatham House, un attacco diretto potrebbe far salire il prezzo del petrolio fino a 150 dollari al barile, rispetto ai circa 120 toccati nei momenti più critici della crisi. Distruggere o paralizzare l’impianto significherebbe sottrarre al mercato l’intero flusso delle esportazioni iraniane, mentre parte della produzione regionale risulta già compromessa nello Stretto di Hormuz.
Anche un’eventuale occupazione militare dell’isola si presenterebbe estremamente complessa: richiederebbe un massiccio dispiegamento di forze e potrebbe generare uno stallo energetico. L’Iran continuerebbe a produrre petrolio senza poterlo esportare, mentre gli Stati Uniti controllerebbero il terminale senza riuscire a utilizzarlo, con il rischio di aggravare ulteriormente l’instabilità dei mercati.
Oltre al suo ruolo economico, Kharg ha anche un forte valore simbolico per Teheran. Abitata fin dall’antichità e contesa nei secoli da potenze regionali ed europee, divenne un grande hub petrolifero negli anni Sessanta e fu pesantemente bombardata negli anni Ottanta durante la guerra Iran-Iraq. Le sue acque profonde - tra le poche nel Golfo Persico capaci di accogliere superpetroliere - continuano oggi a permettere l’attracco delle grandi navi che trasportano all’estero la principale fonte di entrate della Repubblica Islamica.
Dal virtuosismo della chitarra di Eric Johnson, alla profondità di
cantautori come Daniele Silvestri, Sergio Cammariere e Alberto
Fortis, dalla geniale irriverenza di Tony Pitony e Fabio Celenza,
alla disco-funk mediterranea dei Nu geneae al funk-jazz
cinematografico de Il mago del gelato.
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(Adnkronos) - Le malattie reumatologiche rappresentano uno dei principali ambiti di cronicità in Italia, con un impatto significativo sulla vita delle persone e sul Servizio sanitario nazionale. Nonostante questa evidenza, manca ancora una conoscenza completa sui costi, sulle condizioni socio economiche e sull'effettiva qualità della vita dei pazienti. Una carenza di dati epidemiologici e organizzativi omogenei su scala nazionale, che ostacola la programmazione di percorsi assistenziali realmente adeguati ai bisogni della popolazione. Per colmare questo vuoto informativo che ostacola la costruzione di percorsi assistenziali adeguati, Apmarr - Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare Aps Ets, in collaborazione con Crea Sanità, ha avviato il progetto di ricerca nazionale 'Patologie reumatologiche in Italia - Epidemiologia ed equità di accesso alle cure'. Presentato lo scorso ottobre in occasione della Giornata mondiale delle malattie reumatologiche, il progetto ha visto l'avvio della prima fase che riguarda due patologie reumatologiche: il lupus eritematoso e la nefrite lupica. La survey nazionale, disponibile sul sito di Apmarr (https://www.apmarr.it/ricerca-apmarr-crea/), realizzata con il contributo non condizionante di Roche e Celltrion, è stata lanciata il 24 marzo.
Compilabile in forma anonima e rivolta solo alle persone affette dalle patologie oggetto di studio in questa prima fase - informa una nota - la survey si concentra su tre focus di indagine: qualità della vita dei pazienti, prestazioni sanitarie effettuate e costi sostenuti direttamente dalle persone che convivono con queste due patologie. "Questa survey nasce dalla necessità di dare finalmente voce alle persone che convivono con il lupus eritematoso e la nefrite lupica, patologie complesse su cui esistono ancora troppe lacune informative - dichiara Antonella Celano, presidente Apmarr - Partecipare significa contribuire direttamente alla costruzione di una base di conoscenza solida, indispensabile per migliorare l'organizzazione dei servizi e l'equità di accesso alle cure. Ogni risposta è un tassello fondamentale per rappresentare in modo fedele i bisogni reali dei pazienti e trasformarli in evidenze concrete da portare all'attenzione delle istituzioni. Invitiamo tutte le persone direttamente interessate a dedicare pochi minuti alla compilazione del questionario: è un gesto semplice, anonimo, ma di grande valore collettivo per il futuro dell’assistenza reumatologica nel nostro Paese".
Il progetto di ricerca, supportato da un board scientifico multidisciplinare composto da rappresentanti delle principali società scientifiche (Sir, Crel, Sin, Siaaic, Simg), delle associazioni pazienti (Apmarr, Anmar, Gruppo Les italiano) e di stakeholder del settore sanitario tra cui Crea Sanità, Salutequità e Fnopi, prevederà anche nelle fasi successive l'analisi di altre patologie reumatologiche, tra cui le spondiloartriti, e un'analisi anche delle disparità territoriali e dei tempi di attesa nell’accesso alle cure nel nostro Paese. "Lupus eritematoso e nefrite lupica sono patologie su cui, nonostante i progressi scientifici, la conoscenza rimane ancora frammentata e incompleta - afferma Barbara Polistena, direttore scientifico e membro del Cda Crea Sanità - Per orientare correttamente le politiche sanitarie è indispensabile disporre di dati affidabili, aggiornati e confrontabili su scala nazionale. Questa survey rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere misurare e valorizzare l'impatto economico complessivo delle patologie sulla società, sul sistema sanitario e sui pazienti; tale survey consentirà inoltre di misurate la qualità della vita dei pazienti affetti da tali patologie. La partecipazione diretta delle persone coinvolte è essenziale per restituire una fotografia realistica del fenomeno e porre basi scientifiche solide su cui costruire interventi efficaci e sostenibili".

(Adnkronos) - Miss Italia 2021 e terza streamer al mondo su Twitch, Zeudi Di Palma, arriva sullo sgabello di 'Belve', stasera su Rai2, nella prima puntata della nuova edizione del fortunato programma di Francesca Fagnani. L'influencer parla per la prima volta della vicenda del controverso fondo che la sua fanbase mondiale ha deciso di raccogliere dopo la finale del Grande Fratello per attribuirle il valore del premio non vinto: "Questo fondo Zeudi di 50mila euro è arrivato?", domanda Fagnani. "Sì, e l'ho usato nel modo migliore", risponde la modella più divisiva che poi affronta le domande della giornalista. "Ma non è troppo? Non si è sentita a disagio? O di dire ai suoi fan: non ricevo soldi, mandateli a un'altra causa?" chiede Fagnani. E l'influencer confida: "È troppo, certo, ma ho utilizzato quei soldi bene, per studiare recitazione. All'inizio volevo restituire, sono stata molto attaccata, poi mi hanno fatto riflettere: puoi aiutare altri e aiutare te stessa con gli studi".
La giornalista chiede conto delle polemiche nate intorno all’accusa rivolta alla modella di aver sfruttato la sua sessualità. "L'hanno accusata di usare in modo strategico la sua sessualità", nota Fagnani, e Di Palma confessa: "È una cosa che mi ha molto ferita: i passaggi di scoperta, accettazione e rivelazione della mia sessualità sono durati anni, e quelle persone non li hanno proprio calcolati". La Fagnani incalza: "Come si spiega quegli attacchi?" L’influencer risponde: "Le persone non sono pronte ad accettare che io sia omosessuale in un corpo così femminile". Di Palma racconta a Fagnani: "A dodici anni ero già consapevole della mia omosessualità ma ci sono voluti anni perché lo dicessi, mi sentivo le catene sociali".
Siparietto spassoso, infine, quello in cui Fagnani e Di Palma si accordano sul prezzo di un tatuaggio. "Senza favoritismi. Quanto costa?", domanda la giornalista. "I miei costi sono sempre stati alti. Penso che l’arte non abbia prezzo", afferma l’ex Miss Italia. "Uno scorpione medio?", insiste la conduttrice. "Trecento euro!", risponde Di Palma, pruna di rivelare una notizia ghiotta per gli amanti del gossip: "Il tatuaggio più strano che ho fatto? Una vagina all’ex di Chanel Totti".

(Adnkronos) - L'accordo sull'utilizzo delle basi militari nel territorio italiano da parte delle Forze armate statunitensi "non significa essere in guerra, ma rispettare gli impegni". Così puntualizza il ministro della Difesa Guido Crosetto nell'informativa urgente del governo sul tema.
"L'applicazione dell'accordo sull'uso delle basi americane in Italia - ha spiegato Crosetto - è sempre stata caratterizzata da una assoluta e coerente continuità da oltre 75 anni. In questi anni, nessun governo ha mai messo in discussione o solo ventilato l'ipotesi di non attuare accordi né ha messo in diccussione il loro contenuto o la loro portata".
"L'Italia non è il solo Paese ad aver fatto accordi con gli Usa che prevedano l'uso delle basi - ricorda Crosetto -. Rispettare gli accordi non significa essere coinvolti in una guerra che nessuno ha voluto, ma rispetare gli impegni. Siamo parte della Nato, con capacità e assetti di cui gli alleati ci rendono pieno merito, ma sappiamo far rispettare le nostre leggi e i trattati che ci vincolano", le parole del ministro.
"Noi non possiamo assecondare rotture isteriche né subordinazione infantile, perché la strada in cui ci muoviamo, è quella della legge, dei trattati internazionali e della Costituzione", ha poi aggiunto, ribadendo come "dall'entrata in vigore di questi accordi, nessun governo di qualsivoglia colore, tendenza o ideale politico ha mai proposto una loro revisione o la desecretazione dei alcuni di essi".
"Questi trattati hanno sempre costituito l'ossatura del nostro sistema di sicurezza, l'archetipo di un sistema di difesa che nel più ampio contesto di alleanza atlantica ci ha permesso di vivere serenamente in prosperità - ha aggiunto - e rappresenta l'unico sistema di deterrenza e difesa credibile attuale. Anche parte delle forze politiche che alcune volte sento criticare in giro, chiedendo la revisione dei trattati a gran voce, ha sempre agito nel'alveo di quei trattati, nel loro scrupoloso rispetto, senza mai negare l'utilizzo delle basi italiane alle forze americane e forse anche senza la trasparenza che qualcuno in questa vicenda recente ha voluto adottare".
Il ministro Crosetto ha poi elencato: "Nel 2018, ad Aviano, ci sono stati 525 atterraggi autorizzati con voli cargo, di questi 525, 43 erano catalogate come hot cargo cioè trasportavano materiale da trattare con cautela e armamento, 120 volte sono state autorizzati al transito velivoli da combattimento degli Stati Uniti, 35 volte sono transitati elicotteri; nel 2019 628 volte sono stati autorizzati atterraggi misti di trasporto, di questi 52 erano hot cargo, cioè con materiale speciale di armamento, 44 velivoli da combattimento di tre tipologie diverse, 107 transiti di elicotteri; nel 2020 sono stati 528 i carichi logistici, 51 erano hot cargo, 28 transiti di veicoli da guerra, 32 elicotteri; nel 2021 505 sono stati autorizzati, 43 erano hot cargo sempre da trasporto, 59 gli f-15, 24 gli elicotteri; nel 2022 609 gli atterraggi e i transiti di cui 62 volte si trattava di hot cargo e 172 i transiti da valivoli combattimento: questo per Aviano. Su Sigonella sono di più: nel 2019 2.547 volte sono stati autorizzati atterraggi e transiti, di cui 271 volte erano hot cargo, cioè con armamento aborto, 18 i transiti di velivoli dal combattimento, 28 volte gli elicotteri, 898 i voli di assetti a pilotaggio remoto, tre volte quelli dell'anno scorso. Nel 2020 sono stati 2081, sempre a Sigonella, gli atterraggi, 178 volte si trattava di hot cargo. Semplifico: 1954 nel 2021, 195 volte erano carichi di armamenti; nel 2022 erano 2919 volte e 273 erano carichi di armamenti, 15 transiti di f-18, 177 gli elicotteri, 1293 i voli di assetti a pilotaggio remoto".
"Ognuno di noi, man mano che ci avvicendiamo a governare questo Paese, ha degli obblighi da rispettare, come quelli dei trattati internazionali, - spiega -. Non esiste un merito per una riduzione di questo tipo di voli, perché noi siamo il semaforo che fa applicare delle regole internazionali, dice sì quando sono possibili e no ma non è possibile. Non ci sono meriti da prendere, ma soltanto un'alleanza e dei patti che una nazione seria rispetta quindi mi pare evidente che il governo italiano abbia sempre onorato gli accordi vigenti, non il governo Meloni, il governo italiano qualunque esso forse nella storia della nostra repubblica", ha detto tra gli applausi.
L'ambasciata iraniana a Roma ha intanto rilanciato stamane le parole del ministro della Difesa, pronunciate in una intervista al Corriere per deplorare "la tragedia di oggi". "Il suo riferimento a Hiroshima richiama la realtà che la stessa mentalità che produsse quella tragedia oggi, con gli attacchi contro gli impianti nucleari pacifici attivi dell’Iran (come Bushehr), sta mettendo a rischio la vita di milioni di persone in tutta la regione", si legge in un post della sede diplomatica a Roma su X. "L'avvertimento del ministro Crosetto sulla 'follia senza limiti' rappresenta una descrizione accurata dell’attuale comportamento di Washington e Tel Aviv, che, bombardando abitazioni civili, scuole, ospedali, università, luoghi di culto e siti storici, hanno oltrepassato ogni confine etico e giuridico".
"Io spero che tutti si rendano conto di quello che stiamo vivendo. È una situazione che non ha precedenti nella storia dei decenni recenti. C’è una somma di criticità che si accumula e si autoalimenta, sempre più difficile da risolvere", ha affermato Crosetto nell'intervista pubblicata oggi. "Temo che ciò che già è drammatico possa precipitare ancor di più. Perché so che l’umanità ci ha dimostrato che non esiste limite alla follia. Lei pensi che sono esseri umani come noi quelli che hanno deciso che per far finire un conflitto fossero accettabili anche Hiroshima e Nagasaki. Purtroppo continuiamo ad avere armi nucleari e chi non le ha le cerca. Non abbiamo imparato nulla", ha anche denunciato il ministro.
Al post dell'Ambasciata il ministro ha replicato: "La follia senza limiti è quella di chi massacra decine di migliaia di ragazzi che chiedono solo la libertà di vivere, è la ricerca di un ordigno atomico per poterlo usare contro il nemico di sempre, Israele, è armare gruppi terroristici in ogni parte dell’oriente e dell’occidente e programmare stragi come quella del 7 ottobre, è considerare nemici tutti quelli che hanno un’altra cultura, è attaccare nazioni arabe vicine solo per scatenare una crisi economica. Questa è follia".

(Adnkronos) - L’Inps chiarisce l’ambito di applicazione dell’incentivo al posticipo del pensionamento, prorogato dalla legge di Bilancio 2026, in favore dei lavoratori dipendenti che maturano entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata. L’incentivo era già riconosciuto, sulla base della normativa previgente, ai lavoratori che avevano maturato entro il 31 dicembre 2025 i requisiti per la pensione anticipata flessibile o per la pensione anticipata ordinaria e avevano scelto di proseguire l’attività lavorativa dipendente.
La misura consente ai lavoratori dipendenti iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria (Ago) e alle forme sostitutive ed esclusive, che decidono di continuare a lavorare pur avendo maturato i requisiti pensionistici, di rinunciare all’accredito contributivo della quota dei contributi previdenziali a proprio carico relativa all’assicurazione per invalidità, vecchiaia e superstiti (Ivs).
A seguito dell’esercizio della facoltà di rinuncia, il datore di lavoro non è più tenuto al versamento della quota di contribuzione Ivs a carico del lavoratore, a partire dalla prima decorrenza utile per il pensionamento successiva alla scelta effettuata. Dalla stessa data, la quota di contribuzione a carico del lavoratore è corrisposta direttamente in busta paga. In base a quanto previsto dal Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), tali importi non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente ai fini fiscali.
La facoltà di avvalersi dell’incentivo riguarda: i lavoratori dipendenti che hanno maturato entro il 31 dicembre 2025 i requisiti per la pensione anticipata flessibile; i lavoratori dipendenti che maturano entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria, pari a 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Restano ferme le specifiche condizioni previste per alcune categorie di lavoratori iscritti a gestioni previdenziali particolari, tra cui il Fondo volo e il settore autoferrotranvieri, nonché le disposizioni relative ai casi di cessazione dell’incentivo secondo la normativa vigente.
La misura si inserisce nel quadro degli strumenti volti a favorire la permanenza volontaria nel mercato del lavoro dei lavoratori che hanno già maturato i requisiti per il pensionamento, garantendo al tempo stesso continuità contributiva per la quota a carico del datore di lavoro e maggiore flessibilità nelle scelte individuali.
Per accedere al beneficio, il lavoratore interessato deve presentare apposita richiesta all’Inps, che provvede alla verifica dei requisiti e comunica l’esito della domanda al lavoratore e al datore di lavoro attraverso il servizio di 'Comunicazione bidirezionale'. Solo a seguito dell’accoglimento della domanda il datore di lavoro può applicare la misura e adeguare i relativi adempimenti contributivi.

(Adnkronos) - È sparita dai radar: Sarah Ferguson non appare più in pubblico da mesi. Ha tre cellulari e cambia casa in continuazione, ospite in giro di amici, soprattutto ex ricchissimi fidanzati. Non ha più cura di sé, ha paura di essere spiata, è convinta che molte persone le vogliano male e, come sempre, ha un disperato bisogno di soldi. Al momento - rivela il Times - potrebbe alloggiare in un castello in Toscana, ospite del conte Gaddo della Gherardesca, il suo ultimo fidanzato conosciuto, che si prenderebbe cura di lei.
L'ex moglie dell'ex principe Andrea ed ex duchessa, caduta anche lei in disgrazia a causa dello scandalo Epstein, non si vede in giro da dicembre. Da allora c'è stato chi ha detto di averla avvistata a Dubai, in Svizzera e in Irlanda. Nulla di acclarato, ma la cosa certa è che Fergie passa da una casa all'altra di amici benestanti sparsi per il mondo, utilizzando sempre cellulari diversi, come hanno raccontato alcuni di coloro che le hanno offerto ospitalità. Secondo loro, Sarah si troverebbe in uno "stato di confusione". "Non si è curata della ricrescita dei capelli né ha fatto i suoi ritocchi con il Botox", ha detto al Mail on Sunday un suo amico, con il quale l'ex duchessa avrebbe fatto una videochiamata. "Ha tre telefoni e li usa uno alla volta perché ha paura di essere spiata. È convinta che molte persone le vogliano male", ha aggiunto.
Sarah sarebbe al momento in Italia, ospite di Gaddo delle Gherardesca (discendente del conte Ugolino), che si prenderebbe cura di lei nel suo castello in Toscana. Si tratta del suo ultimo fidanzato conosciuto, molto più anziano di lei (ha 86 anni mentre Fergie ne ha 66), imprenditore farmaceutico che possiede una tenuta di famiglia in Toscana e uno chalet a Verbier. Tra l'altro, il conte non è nemmeno il suo unico ex fidanzato, molto più grande e più ricco di lei, che l'ha aiutata. Sarah, infatti, è stata fidanzata per tre anni con Paddy McNally, l'imprenditore ed ex pilota automobilistico, ora 88enne, prima di incontrare e sposare Andrew Mountbatten-Windsor. E un'altra amica di Fergie ha riferito che fino al mese scorso si trovava proprio a casa di McNally nel Wiltshire. "Molte persone, comprese personalità di spicco, le sono ancora molto fedeli", ha spiegato un'altra amica. "Non che qualcuno se ne vanti, ovviamente".

(Adnkronos) - Sciolta la prognosi per il quindicenne di Chieti ricoverato per una forma di meningite, dallo scorso fine settimana, in Terapia Intensiva Pediatrica. Le condizioni del ragazzo ricoverato nei giorni scorsi all'ospedale 'Santo Spirito' di Pescara sono in miglioramento, come comunica un bollettino Asl. I sanitari hanno sciolto la prognosi: il giovane è attualmente in condizioni cliniche stabili e prosegue il percorso di cura sotto osservazione specialistica. È imminente il suo trasferimento dalla Rianimazione alle Malattie infettive. Intanto dal laboratorio di Microbiologia della Asl Lanciano Vasto Chieti arriva una notizia confortante: quella che ha colpito l'adolescente non è meningite di tipo B, particolarmente aggressiva, come nel caso della 51enne di Pescara stroncata, sabato scorso, in poche ore, dopo essere arrivata in ospedale. Confermata, quindi, l’assenza di correlazione tra i due casi, mentre si attende di conoscere dall’Istituto superiore di sanità l’esito dell’esame del liquor prelevato al ragazzo per identificare il ceppo batterico. Intanto il Servizio igiene epidemiologia e sanità pubblica della Asl Chieti ha ricostruito i contatti avuti dal 15enne nelle ore precedenti al malore e, con l’aiuto della famiglia, sono state informate del caso e invitate a sottoporsi alla profilassi 53 persone in tutto: 20 compagni di scuola, 10 docenti e altri 23 tra parenti e amici.
"Abbiamo trovato grande attenzione e sensibilità da parte di tutti - riferisce Ada Mammarella, responsabile del servizio - e piena disponibilità a seguire le nostre raccomandazioni. Per scongiurare la possibilità di contagio abbiamo indicato la necessaria terapia antibiotica preventiva, da concordare comunque con il proprio medico di medicina generale". Intanto questa mattina nella Direzione Asl è stato fatto il punto nel corso di una riunione alla quale hanno preso parte il direttore generale, Mauro Palmieri, il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, il sirettore sanitario Asl, Raffaele Di Nardo, e i medici della sanità pubblica Ada Mammarella e Claudio Turchi. "Al sindaco abbiamo illustrato le misure messe in atto - chiarisce Mauro Palmieri - e l'azione condotta in questi giorni dai nostri sanitari per mettere in sicurezza i contatti stretti del ragazzo, vale a dire quanti hanno avuto contatti ravvicinati e prolungati con il paziente nei sette giorni precedenti l’esordio dei sintomi, come i conviventi, le persone che hanno condiviso la stessa stanza o classe scolastica o che abbiano viaggiato vicino per diverse ore. Vale la pena, in questa circostanza, sottolineare la tempestività della diagnosi fatta in ospedale a Chieti e l’intubazione immediata prima del trasferimento a Pescara. Una gestione del caso davvero esemplare".
"Seguo con grande attenzione l’evoluzione delle condizioni del ragazzo colpito da meningite e sapere che è in via di miglioramento è una notizia che porta sollievo e speranza – così il sindaco, Diego Ferrara -. È importante anche chiarire che il ceppo di meningite che lo ha colpito è diverso da quello che, purtroppo, ha causato la morte della donna a Pescara. In queste ore la Asl sta intervenendo con prontezza e professionalità, attivando tutte le procedure previste e portando avanti controlli puntuali. A loro va il mio ringraziamento, insieme a quello rivolto ai familiari e a tutte le persone coinvolte, che stanno dimostrando grande senso civico nel seguire con attenzione le indicazioni ricevute. Rinnovo un invito semplice, ma fondamentale: chiunque sia stato in contatto con il ragazzo si rivolga al proprio medico curante e segua scrupolosamente il protocollo sanitario, senza trascurare controlli e profilassi".

(Adnkronos) - "La prevenzione è il più efficace strumento di tutela della salute. Evitare malattie prevenibili significa ridurre il ricorso a farmaci, esami diagnostici e interventi del Servizio sanitario nazionale. Oggi, infatti, una quota rilevante delle prestazioni erogate riguarda patologie che, in molti casi, potrebbero essere evitate. Anche le liste d'attesa sono in parte legate a questo fenomeno". A dirlo all'Adnkronos Salute, mentre nello scenario di crisi internazionale aleggia anche in Italia lo spettro dell'austeriy, è Silvio Garattini, fondatore e presidente dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs.
"Un esempio significativo - spiega - è il diabete: in Italia si contano circa 4,5 milioni di persone con questa malattia, con importanti conseguenze sulla salute individuale e sul sistema sanitario. Il diabete di tipo 2, in particolare, è spesso prevenibile attraverso stili di vita corretti: attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, riduzione degli zuccheri e controllo del peso corporeo. Lo stesso vale per i tumori: si stima che quasi il 50% dei casi sia evitabile. Ogni anno in Italia circa 180mila persone muoiono per cancro, e la metà di questi decessi è legata a fattori di rischio modificabili come fumo, consumo di alcol, uso di droghe e dieta non equilibrata, in particolare un eccesso di carne rossa".
Garattini non ha dubbi: "Meno malattie significano meno bisogno di cure. Chi non si ammala - osserva il farmacologo - riduce la necessità di farmaci, visite, esami e controlli. La prevenzione resta quindi una priorità, sia per la salute dei cittadini sia per la sostenibilità del sistema sanitario". In questa direzione, lo scienziato propone un semplice vademecum: 1) Niente fumo; 2) Evitare alcol e droghe; 3) Limitare comportamenti a rischio come il gioco d’azzardo; 4) Praticare attività fisica (almeno 300 minuti a settimana, in assenza di patologie); 5) Dormire almeno 7 ore per notte; 6) Curare le relazioni sociali; 7) Seguire un'alimentazione varia e moderata, ispirata alla dieta mediterranea. "Adottare queste abitudini - conclude - significa ridurre il rischio di malattie e, di conseguenza, il ricorso al Servizio sanitario nazionale".

(Adnkronos) - "La Giornata mondiale della salute è un'occasione su cui dobbiamo continuare a lavorare. Come Siaarti cerchiamo di fare la nostra parte, ricordando che lo strumento più efficace resta la prevenzione: informazione e formazione sono fondamentali". Lo afferma all'Adnkronos Salute Elena Bignami, presidente della Siaarti (Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva). "Investire nella prevenzione è oggi più importante che mai", sottolinea, "perché la popolazione è sempre più longeva. L'Italia è tra i Paesi con la maggiore aspettativa di vita in Europa, ma dobbiamo fare in modo di arrivare alla vecchiaia nelle migliori condizioni possibili".
In quest'ottica "è essenziale intervenire sui principali fattori di rischio, a partire da malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche. Adottare corretti stili di vita - spiega Bignami - permette di avvicinare l'età biologica a quella anagrafica, mantenendo una buona qualità della vita il più a lungo possibile". Un "ruolo chiave è svolto anche dagli screening preventivi", che consentono di individuare precocemente eventuali patologie. Infine, l'appello della presidente Siaarti alla politica: "E' necessario che valuti se gli investimenti in sanità, e la percentuale del Pil a essa destinata, siano davvero adeguati alle esigenze della popolazione".

(Adnkronos) - Torna la Champions League con l'andata dei quarti di finale e oggi, martedì 7 aprile, è subito tempo del big match Real Madrid-Bayern Monaco. I Blancos sono arrivati a questo punto della competizione dopo aver eliminato il Manchester City, mentre i tedeschi hanno buttato fuori l'Atalanta. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Real-Bayern, in campo alle 21:
Real Madrid (4-3-1-2) Lunin; Alexander-Arnold, Rudiger, Militao, Carreras; Valverde, Tchouameni, Pitarch; Bellingham; Mbappé, Vinicius. All. Arbeloa.
Bayern Monaco (4-2-3-1) Neuer; Stanisic, Upamecano, Tah, Laimer; Kimmich, Pavlovic; Olise, Gnabry, Luis Diaz; Kane. All. Kompany.
La partita di Champions League tra Real Madrid e Bayern Monaco sarà trasmessa in diretta tv in esclusiva da Sky: i canali di riferimento sono Sky Sport Calcio (numero 202), Sky Sport 4K (213) e Sky Sport (252). Sfida visibile anche in streaming su Sky Go e Now.

(Adnkronos) - Dalla sfida tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz all’età dell’oro del tennis italiano, l’ex campione tedesco Boris Becker parla senza filtri, anche delle nuove leve del tennis mondiale, passando per il valore delle emozioni in campo e del suo futuro, in una intervista con l’Adnkronos, in esclusiva per l’Italia, in vista dei Laureus World Sports Awards, gli Oscar dello Sport, in programma a Madrid, per la terza volta, il 20 aprile, con Sinner e Alcaraz nominati nella categoria "Miglior sportivo dell'anno".
Nel colloquio, il sei volte campione Slam affronta anche temi globali: dallo sport come linguaggio universale alle scelte del Cio, fino al significato profondo dei Laureus Awards, essendone lui uno degli Ambassador.
Il tennis italiano sta vivendo un'epoca d'oro. Quali fattori pensi abbiano contribuito a questo successo?
“Si inizia sempre con uno e, sai quale è. Ovviamente, Sinner ha un ruolo fondamentale. Sì può citare Berrettini, prima di lui, e prima ancora Fognini, ma ci vuole sempre una vera superstar per portare avanti uno sport nazionale, e penso che Jannik Sinner sia quella superstar. Fa sempre piacere essere associato ai vincitori. E se un italiano vince il Grande Slam, ti piace quello sport, no? Un altro aspetto positivo, credo, è che la Federtennis stia facendo un ottimo lavoro nell'organizzare il calendario in tutta Italia, dove praticamente si può giocare durante tutto l'anno, si possono giocare tornei Atp o Wta in Italia senza dover viaggiare troppo, anche per via del clima. Si può sempre giocare nel sud Italia, anche d'inverno, o in Sardegna. E poi praticamente da marzo il clima è così bello in tutta Italia che puoi giocare ogni settimana un torneo Challenger, e penso che anche questo significhi molto per alcuni di questi giovani giocatori, perché il tennis è costoso. Se devi viaggiare ogni settimana, in America o in Estremo Oriente, semplicemente non è sostenibile. Ma se puoi prendere la macchina, il treno, per venire da Napoli o in un'altra città per giocare un torneo, penso che, sia uno dei motivi per cui l'Italia ha così tanto successo ora nel tennis. Forse dovrebbero provare la stessa cosa nel calcio italiano….”.
Sinner e Alcaraz lotteranno per la vetta della classifica Atp per diversi anni, ma Jannik potrebbe tornare al numero uno già a Montecarlo?
“Penso che sia vero, ma penso anche che la cosa più importante per loro, siano i tornei del Grande Slam. E se vinci i tornei del Grande Slam, naturalmente, diventi il numero uno, ma in definitiva, vuoi essere il numero uno a novembre. E vuoi finire l'anno da numero uno. Penso che questo sia uno dei suoi obiettivi principali. Ha avuto un marzo incredibile. L'anno scorso in questo periodo era squalificato, quindi non ha giocato a marzo, ad aprile e, in realtà, fino a Roma non gli era permesso giocare, quindi ha molti punti da recuperare. D'altra parte, Alcaraz ha vinto praticamente tutti i tornei da Montecarlo fino a novembre. Quindi la corsa è aperta e Alcaraz ha avuto un inizio di stagione straordinario, vincendo a Melbourne. Ma non vedo nessun altro, quindi penso che la sfida sia tra Alcaraz e Sinner. Al momento, Jannik è in ottima forma, ma detto questo, credo che la terra battuta sia la sua superficie meno preferita. Penso che Alcaraz abbia un leggero vantaggio, ma se Sinner riuscirà ad ottenere buoni risultati, a Montecarlo, a Madrid, a Roma, credo che aumenteranno le sue possibilità di chiudere l'anno al primo posto”.
Chi potrà contendere il primo posto ad Alcaraz e Sinner? Musetti potrebbe inserirsi?
“Lo spero. Mi piace molto Lorenzo. È un giovane italiano molto affascinante. Ha tutte le carte in regola per stare nella top 5. È solo che a volte ha problemi fisici. Sta tornando da un infortunio, ha subito un brutto infortunio alla gamba contro Djokovic a Melbourne, ed è rimasto fuori praticamente fino ad ora. Spero quindi che rimanga in salute, perché dal punto di vista del talento, la precisione dei colpi, il rovescio a una mano, lo vedo come un artista. Il modo in cui gioca, il suo modo di giocare a tennis è meraviglioso da vedere. E penso che un Musetti in salute aiuterebbe molto il tennis. Penso che guadagneremmo molte più persone, soprattutto tra le donne, nel guardare Musetti giocare a tennis”.
Alcaraz che tipo di giocatore è?
“E’ un giocatore affascinante. E’ esattamente ciò di cui il mondo del tennis aveva bisogno. Molto carismatico, un piacere da guardare, è un vero artista sul campo da tennis, e io non vedo punti deboli. Ma come tutti gli artisti, si sa, hanno bisogno di ispirazione”.
Fonseca è un giocatore molto giovane che sta emergendo, saresti interessato ad allenare qualcuno come lui?
“Non farò nomi, ma nell'ultimo anno e mezzo, mi hanno proposto spesso di tornare ad allenare. Ho rifiutato perché ho altri obiettivi professionali. Lavoro molto di più nel settore dei media, e non potrei farlo se allenassi a tempo pieno. Detto questo, sono sempre disponibile per una telefonata. Se qualcuno di questi ragazzi mi chiamasse, e potrebbero averlo già fatto, gli darò sempre il mio punto di vista, senza che nessuno lo sappia e senza tornare ad allenare il giocatore sul campo. Ho trascorso un periodo meraviglioso con Djokovic, e in seguito sono stato a capo del tennis maschile per 4 anni, quindi mi sono occupato molto di Sasha Zverev quando aveva 18, 19, 20 anni. Ho avuto anche una breve esperienza con Holger Rune che spero davvero stia recuperando la piena forma, perché è tra quei giovani talenti che un giorno dovrebbero essere in grado di vincere un Grande Slam, ma credo che il mio periodo come allenatore, in senso stretto, sia finito. Ho altri progetti professionali, come forse sapete, ho un nuovo membro in famiglia, ho una figlia piccola a casa, quindi tutto questo richiede molto tempo e allenare è un lavoro a tempo pieno. Non si può farlo solo per una o due settimane. Bisogna tornare a viaggiare, e credo di avere altre idee professionali per la mia vita”.
Per alcuni anni, abbiamo un po' sentito la mancanza di un tipo di rivalità come Becker e Lendl, ora ci sono Alcaraz e Sinner che sono molto diversi, c’è Fonseca, Bublik, sembra che ci sia una sorta di ritorno di ‘personaggi’?
“Abbiamo bisogno di personalità in campo, e che sia permesso loro di mostrare le proprie emozioni, di esprimersi. E, sai, hai menzionato il fuoco e il ghiaccio con Lendl e me, e penso che sia essenziale per il tennis, per i tifosi, per tutti coloro che amano questo sport, che si vedano vere emozioni in campo, che ai giocatori sia permesso di esprimersi, che non vengano penalizzati subito. Ricordo i tempi con Djokovic, Nadal e Federer, c'erano 3 personalità diverse in campo. La gente paga biglietti costosi, lo guarda da casa per essere intrattenuta. Se un giocatore serve bene o ha una buona presenza scenica, è fantastico, ma noi vogliamo vedere un po' più di personalità e carattere in campo. E penso che questi giocatori abbiamo proprio questo. E penso che lo stesso valga per le donne, come la Sabalenka, con tutte le sue emozioni, ma penso che sia un bene per lo sport avere qualcuno che non abbia paura di mostrare i propri sentimenti. Penso che il tennis trarrà beneficio da questo tipo di giocatori”.
I Laureus Awards sono alle porte con il tennis sempre protagonista?
“Sono molto, molto felice che per 25 anni, il tennis abbia giocato un ruolo enorme nelle nomination dei Laureus, nei candidati e nei vincitori. Non so quante volte Djokovic, o Nadal, o Federer abbiano vinto, e questo solo per quanto riguarda il tennis maschile e femminile, ovviamente, Serena Williams. Quindi, il tennis è sempre molto popolare e, anche quest'anno, abbiamo quattro candidature. Oltre ad Alcaraz e Sinner, ci sono Fonseca, Sabalenka e Anisimova, quindi il tennis è seguito da molti. È, se non altro, probabilmente lo sport più globale di qualsiasi altro sport. Giochiamo in tutti e cinque i continenti. Giochiamo praticamente tutto l'anno, non abbiamo una vera e propria pausa stagionale. Il tennis è sempre in prima linea in queste nomination e, provenendo dal mondo del tennis, ne sono molto contento”.
Inizia la stagione sulla terra rossa pensi ci sia spazio in questo duopolio Sinner-Alcaraz per un terzo o un quarto giocatore?
“Permettetemi di iniziare mostrando il mio rispetto per Alcaraz e Sinner. Si sono divisi gli ultimi 9 titoli del Grande Slam. Ed è un risultato incredibile, soprattutto considerando che entrambi i giocatori sono ancora molto giovani. Carlos ha 22 anni, Jannik 24. D'altro canto, vedrei assolutamente un altro paio di giocatori tra questi due. Penso a Sasha Zverev, che è andato vicino alla vittoria un paio di volte. Se ricordo bene la semifinale di Melbourne, dove ha servito per il match contro Alcaraz, lo avrebbe portato in finale, è stata una partita davvero combattuta. Quindi, dovrebbe essere in quel gruppo. E dobbiamo menzionare Djokovic. Finché gioca a livello professionistico, bisogna nominarlo. Però, lui è un po' in una categoria a parte. Detiene il record di titoli del Grande Slam nel circuito maschile con 24. Ma ha anche raggiunto la finale a Melbourne e, finché giocherà a livello professionistico, bisogna sempre menzionarlo. Ma vorrei concentrarmi di più sui giocatori più giovani, come Arthur Fils, ha 21 anni e se è in forma, penso che in futuro potrà competere con Alcaraz e Sinner per i titoli del Grande Slam, se riesce a mantenere questo livello. E anche l’americano Lerner Tien mi piace molto, è migliorato costantemente e il fatto che abbia Michael Chang come allenatore la dice lunga sul suo atteggiamento. Se non altro, vuole migliorare. E voglio menzionare Joao Fonseca, non solo perché è nella lista Laureus, ma perché lo considero molto, molto promettente. Anche lui è alla sua seconda stagione completa nel circuito, e poi, ha disputato anche un paio di buoni tornei in America, ma penso che anche il suo futuro sia brillante. Ma tutti questi giocatori devono ancora migliorare un po’ il loro gioco e devono dimostrare il loro valore non sul campo di allenamento, non nei quarti di finale di un torneo, ma nelle semifinali dei tornei del Grande Slam, e credo che sia proprio qui che Sinner e Alcaraz continuano a brillare, lasciando il segno.
Che ne pensi della misura annunciata dal Comitato Olimpico Internazionale di consentire solo alle donne biologiche di competere nelle competizioni femminili, chiudendo di fatto le porte alle donne transgender?
“Mi piace la decisione. Sono di mentalità aperta e le persone hanno il diritto di cambiare sesso e così via, ma in una competizione sportiva, soprattutto quando si è nati uomini, cambiare sesso per diventare donne porta fisicamente ad essere un po' più forti e ad avere un vantaggio, e credo che ci siano state delle zone grigie alle ultime Olimpiadi di Parigi, ma non voglio fare nomi. Non si tratta di qualche atleta in particolare, ma credo che molte persone non fossero soddisfatte e penso che il Comitato Olimpico Internazionale abbia fatto la cosa giusta, abbia preso la decisione giusta. Dire che, biologicamente, o sei donna o sei uomo, e quindi devi competere o come donna o come uomo, e penso che sia la decisione corretta”.
La cerimonia di premiazione dei Laureus si svolgerà in un contesto geopolitico molto caotico. In che modo questi contesti possono influenzare l'ambiente sportivo, le competizioni sportive?
“Credo che la forza dello sport sia sempre stata la sua apoliticità, e penso che dovremmo attenerci a questo principio. Ci sono state guerre ovunque, non ora, ma negli ultimi 100 anni, ma lo sport, e la forza dello sport, è sempre stata la sua apoliticità. Non sosteniamo i buoni o i cattivi, a seconda del punto di vista. Quindi, credo che la forza dello sport sia sempre stata la sua capacità di elevarsi al di sopra di tutto. Gli atleti, qualunque sia il paese da cui provengono, non sono responsabili dell’operato dei loro governi e delle decisioni che prendono. Quindi, ho sempre pensato che gli atleti non dovrebbero essere penalizzati per questo”. (di Emanuele Rizzi)

(Adnkronos) - "Diverse esplosioni" sulla strategica isola iraniana di Kharg. A riferirne è stata l'agenzia iraniana Mehr in una notizia rilanciata dalla Cnn. Anche una fonte americana, citata dal giornalista di Axios Barak Ravid, ha riferito di raid sull'isola, principale hub iraniano per l'esportazione del petrolio.
Il piano degli Stati Uniti era di colpire "alcuni obiettivi militari" nell'isola di Kharg, e "credo che lo abbiamo fatto", ha affermato il vicepresidente Usa JD Vance nel corso di una conferenza stampa a Budapest, rispondendo a una domanda sulle azioni degli Stati Uniti in Iran. "La scadenza del presidente è stata rispettata da noi e da tutti gli altri. E ha detto molto chiaramente: non colpiremo obiettivi energetici e infrastrutturali finché gli iraniani non faranno una proposta che possiamo sostenere o non faranno alcuna proposta. Ma ha dato loro tempo fino a martedì alle 20. Quindi non credo che le notizie sull'isola di Kharg rappresentino un cambiamento di strategia o rappresentino alcun cambiamento da parte del presidente", ha aggiunto Vance.
Secondo un ufficiale Usa citato dal Wall Street Journal gli Stati Uniti hanno colpito nelle ultime ore più di 50 obiettivi sull'isola di Kharg. Due fonti del giornale hanno ripetuto che non sono state prese di mira infrastrutture petrolifere, ma solo "obiettivi militari". Versione identica a quella fornita da Vance e da un funzionario della Casa Bianca citato dal New York Times.

(Adnkronos) - Due dei componenti della commissione che assegna i contributi selettivi al cinema del Mic si sono dimessi. La notizia delle lettere di rinuncia all'incarico del critico cinematografico del 'Corriere della Sera' Paolo Mereghetti e dello story editor Massimo Galimberti, anticipata dal sito di 'Repubblica', arriva dopo le polemiche sul mancato finanziamento del docufilm su Giulio Regeni.
Galimberti, contattato dall'Adnkronos, conferma di aver inviato "una semplice lettera di dimissioni, dopo molti anni di lavoro nella commissione" per "una difformità di vedute sui criteri di valutazione delle opere", che "non riguarda solo un caso" e "non vuole essere un atto di polemica nei confronti della direzione generale cinema del Mic".
A intervenire oggi sul caso con una nota sono stati intanto anche gli autori. Il Coordinamento delle associazioni di autori e autrici 100autori, Anac, Wgi, Air3, Aidac, Acmf "nell’esaminare le graduatorie pubblicate dal Mic dei progetti che hanno presentato richiesta di contributo selettivo per la prima sessione dell’annualità 2026 ha constatato con sorpresa l’esclusione dal finanziamento di alcuni titoli che apparivano, per qualità e rilevanza, tra i più meritevoli di sostegno pubblico".
"Lungi da noi - si legge nella nota congiunta delle associazioni - entrare nel merito delle singole valutazioni, o mettere a confronto i progetti esclusi con quelli selezionati, riteniamo tuttavia legittimo esprimere una valutazione su un'opera che, per i ritardi del Mic nello svolgimento delle procedure, è già stata realizzata e resa pubblica in numerosi festival, come il documentario 'Giulio Regeni – Tutto il male del mondo' di Simone Manetti. La quasi totalità della critica ha evidenziato il forte valore testimoniale del film, riconoscendolo come un’opera necessaria per mantenere alta l’attenzione sul caso Regeni e sulle responsabilità ancora irrisolte. Numerosi osservatori ne hanno inoltre sottolineato il coraggio nell’affrontare un tema tuttora aperto e sensibile per l'opinione pubblica, attribuendogli una significativa funzione di memoria pubblica e di denuncia".
"Alla luce di queste considerazioni - sottolineano gli autori - la decisione di escludere l’opera dal finanziamento ci appare difficile da comprendere e particolarmente penalizzante per il regista e la produzione. Più in generale, si pone una questione che riteniamo non più eludibile: quella delle competenze richieste a chi è chiamato a valutare e assegnare risorse pubbliche così rilevanti. La lettura e la valutazione di una sceneggiatura, così come il giudizio su un’opera documentaristica complessa, richiedono competenze specifiche e consolidate".
"Il Coordinamento Autori e Autrici - prosegue la nota - ha più volte sollecitato, prima il Ministro Sangiuliano e poi il Ministro Giuli, affinché la nomina degli esperti avvenisse all’insegna della massima competenza e trasparenza. Oggi, pur riconoscendo la presenza di alcune figure di alto profilo, riteniamo che tali criteri non siano stati pienamente rispettati nella composizione complessiva della commissione".
"Torniamo quindi a chiedere che la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo risponda alla nostra richiesta di confronto sulle modalità e criteri che la commissione si è data per effettuare le valutazioni, e che il tema del loro funzionamento sia fra quelli al centro del progetto di riforma del sistema di sostegno pubblico a cinema e audiovisivo, in quanto essenziale per garantirne credibilità e efficacia dell’intero sistema di sostegno pubblico al cinema e all’audiovisivo, e che merita quindi un chiarimento urgente", concludono gli autori.

(Adnkronos) - "Nel corso del riscaldamento effettuato durante il secondo tempo della gara contro il Genoa, Dusan Vlahovic ha accusato un problema al polpaccio sinistro, in seguito al quale questa mattina è stato sottoposto ad accertamenti diagnostici presso il Jmedical. Gli esami hanno evidenziato una lesione di basso grado del soleo". Così la Juventus in una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale.
"Anche Mattina Perin, sostituito durante l'intervallo della partita di ieri per un fastidio al polpaccio destro, è stato sottoposto ad accertamenti che non hanno evidenziato lesioni -si legge su juventus.com-. Le sue condizioni verranno valutate giorno per giorno. Vasilije Adzic, dopo l'infortunio alla caviglia destra riportato con la Nazionale montenegrina Under 21, prosegue la riabilitazione".

(Adnkronos) - "Antonio Conte ct della Nazionale? Se me lo chiedesse Antonio, lo lascerei andare senz'altro. Ma visto che è un uomo intelligente, finché non esiste un interlocutore serio - e fino adesso non ce ne sono stati - credo che non si immagini a capo di qualcosa così disorganizzato". Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlato così a Calcionapoli24.it, relativamente all'ipotesi del ritorno di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale.
Sulla candidatura di Antonio Conte a ct della Nazionale sono intervenuti diversi big della storia azzurra, che hanno commentato l'ipotesi all'Adnkronos. Tra questi, Fabio Capello: "Antonio Conte prossimo ct della Nazionale è una buona candidatura. Non so se sia chiuso il 'casting', ma Allegri si è tirato fuori, lui si è offerto, Mancini per me è squalificato, l'ho detto e lo ripeto. Per cui mi sembra una buona idea".
Sul tema è intervenuto anche Dino Zoff, leggenda azzurra ed ex ct: "Conte è un nome importante, sicuramente potrebbe essere l'uomo giusto. Il ct lo ha già fatto e anche bene". Il capitano dell'Italia campione del mondo nel 1982 ha commentato anche l'idea dell'allenatore della Juventus Luciano Spalletti di fare giocare obbligatoriamente un calciatore Under 19 italiano in ogni squadra di Serie A. "Mi sembra una cosa buona, indubbiamente in Serie A giocano in generale pochi italiani e quelli Under 19 si contano sulle dita di una mano. Bisogna vedere se è una strada percorribile ma è una buona idea".

(Adnkronos) - Una donna di 51 anni è morta sabato scorso all'ospedale di Pescara per una forma particolarmente aggressiva e rara di meningite, e nel nosocomio abruzzese resta ricoverato in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione pediatrica un ragazzo di 15 anni residente a Chieti, colpito da meningite meningococcica.Un altro caso si è verificato in provincia di Parma, dove un adolescente è risultato positivo alla meningite meningococcica.
L'attenzione torna dunque alta anche in Italia, dopo che a marzo c'è stato un focolaio tra gli studenti nel Kent nel Regno Unito. "La meningite è una malattia che fa paura, per la gravità di alcune sue forme e per le conseguenze che talvolta può lasciare nonostante la guarigione. Non è però particolarmente contagiosa e nessuno degli agenti infettivi che la provocano è, per questo, considerato tra le possibili cause di una futura pandemia verso cui è bene non farsi trovare impreparati", spiegano gli specialisti di 'Dottore, ma è vero che...?', la piattaforma anti-bufale della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri). Per meningite si intende un'infiammazione della membrana che riveste il cervello e il midollo spinale. "Si manifesta con febbre alta, mal di testa molto forte e difficoltà a piegare il collo in avanti, un segno che i medici chiamano 'rigidità nucale'. A questa triade di sintomi si possono aggiungere sensibilità alla luce, nausea e vomito, confusione o la comparsa di macchie sulla pelle", descrivono gli esperti.
Una meningite, ricordano, "può essere provocata da diversi agenti infettivi, ma talvolta anche da reazioni avverse a farmaci o dall'estensione di un tumore. La maggior parte dei casi di meningite dipende da infezioni virali: sono forme meno gravi di quelle causate da batteri e si risolvono in genere in una decina di giorni senza lasciare danni permanenti. Si parla in questi casi di meningiti asettiche. Possono invece mettere a rischio la vita e lasciare disabilità permanenti le cosiddette meningiti settiche, che prendono nome dall'infezione diffusa dal sangue in tutto l'organismo (sepsi, appunto). Per questo si parla più correttamente di malattie batteriche invasive, che possono essere provocate da diversi batteri, soprattutto Haemophilus influentiae di tipo B, Streptococcus pyogenes, Streptococcus pneumoniae (anche detto pneumococco) e Neisseria meningitidis (di solito chiamato meningococco), appartenenti a diversi sierogruppi, di cui importanti sono A, B, C, X, Y e W".
E' vero che è difficile risalire alla fonte del contagio? "Può sembrare strano, ma tutti questi batteri capaci di provocare le meningiti più gravi sono germi molto comuni, che di solito convivono con gli esseri umani senza provocare disturbi. Per questo, quando una persona si ammala, di solito non si sottopongono a tampone le persone con cui è venuta a contatto: un riscontro positivo, infatti, non significa che quell'individuo sia l'origine del contagio, né che il rischio per altre persone vicine sia superiore alla norma - precisano i medici - La meningite settica, infatti, si verifica di solito quando uno di questi batteri dalle capacità invasive infetta un individuo il cui sistema immunitario non è in grado di fare da barriera e confinarlo nelle alte vie aeree. Ciò accade soprattutto nei bambini più piccoli o negli anziani, le due categorie a maggior rischio. I meningococchi, però, colpiscono spesso anche adolescenti e giovani, non perché le loro difese siano fragili, ma perché sono esposti più di altri alla possibilità di incontrare ceppi batterici con cui non sono mai venuti a contatto prima, per esempio nel corso di grandi raduni musicali, nelle università o nei locali notturni. In queste stesse circostanze è anche più facile che, attraverso baci o scambi di bicchiere, il batterio, che non sopravvive a lungo al di fuori dell'organismo, possa passare da una persona all'altra e trovare chi, probabilmente per predisposizione genetica, è maggiormente suscettibile a sviluppare una meningite".
Si possono prevenire le meningiti? "Per prudenza, quando si verifica un caso di meningite meningococcica, le persone che hanno avuto con il paziente un contatto molto stretto e prolungato, come i partner o a chi vive nella stessa casa, ricevono una profilassi antibiotica, con farmaci in grado di bloccare un'eventuale infezione sul nascere - rispondono gli specialisti di 'Dottore, ma è vero che...?' - Un trattamento antibiotico è somministrato alla fine della gravidanza anche alle donne in cui, tramite tampone anale, sia stata riscontrata la presenza di streptococco. Questa accortezza permette di evitare che questo germe, innocuo per gli adulti, passando al nascituro durante il parto provochi gravi infezioni, meningiti comprese".
Secondo gli esperti, "il più efficace strumento di prevenzione resta però la vaccinazione, o meglio le vaccinazioni - ribadiscono - I bambini più piccoli sono protetti da Haemophilus influentiae grazie a una delle componenti dell'esavalente somministrato nel corso del terzo mese, e poi da pneumococco e meningococco B e C nei mesi successivi. Il vaccino antipneumococcico, somministrato anche per ridurre il rischio di polmonite, è raccomandato anche negli anziani, a partire dai 65 anni. Negli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli, o indipendentemente da questo, se le circostanze epidemiologiche lo suggeriscono - concludono i medici - può essere raccomandato il vaccino contro i meningococchi di sierogruppi ACWY o contro il meningococco B".

(Adnkronos) - Ancora raid e vittime oggi in Ucraina. E' di almeno quattro morti e 16 feriti il bilancio di un attacco con un drone che ha colpito un minibus a Nikopol, nella regione di Dnipropetrovsk. Lo denunciano le autorità locali, come riportano i media ucraini, con accuse alla Russia per l'attacco "deliberato" contro "civili".
Un altro attacco stamani ha colpito il distretto Korabelnyi di Kherson: anche qui il bilancio è di quattro morti e diversi feriti. Lo denuncia il governatore della regione, Oleksandr Prokudin, accusando le forze russe per aver "bombardato zone residenziali". Fra le vittime vi sono due donne di 72 e 71 anni e un uomo di 60.
Vittime anche in Russia. Una coppia e il loro giovane figlio sono stati uccisi da un attacco di "droni nemici" nella regione di Vladimir, a nord-est di Mosca, ha riferito il governatore regionale Alexandre Avdeev. "Questa notte, un attacco di droni è stato perpetrato nel distretto di Alexandrovsky. Uno dei droni ha colpito un edificio residenziale di due appartamenti. Due adulti e un loro figlio sono stati uccisi. La loro figlia di cinque anni è riuscita a sopravvivere. La bambina è ricoverata per ustioni", ha scritto Avdeev sui social.
"Sono al tuo servizio". E' quello che lo scorso ottobre il premier ungherese Viktor Orban ha detto al presidente russo Vladimir Putin nel corso di una discussione su un potenziale vertice sull'Ucraina tra Usa e Russia, rivela Bloomberg, che cita una trascrizione della telefonata, secondo quanto rilancia il Guardian. Il colloquio verteva sui piani per organizzare un vertice di pace, con i due che hanno anche discusso delle necessità per realizzare l'incontro, come una discussione preparatoria con il ministro degli Esteri russo e il segretario di Stato Usa.
Nel corso della chiamata, Orban e Putin hanno discusso della loro relazione di lunga data, risalente alla prima visita di Orban a San Pietroburgo nel 2009, e della loro ammirazione per il presidente Usa Donald Trump. Il presidente russo avrebbe definito l'Ungheria come uno dei pochi, "forse l'unico" Paese europeo che sarebbe potuto essere una sede accettabile per l'incontro. La conversazione si è conclusa con Orban che ha salutato in russo.

(Adnkronos) - "Per Ama l’accordo con Open Fiber rappresenta una nuova tappa nello sviluppo della propria digitalizzazione. L'acquisizione di un asset come quello rappresentato dalla rete in fibra ottica costituisce per noi un modo innovativo per approfondire la conoscenza del territorio. Ad oggi, le nostre misurazioni si basano sui mezzi aziendali, sul sistema satellitare e sui droni. L’integrazione della fibra ci consentirà di ottenere una conoscenza sempre più puntuale del territorio e delle sue esigenze, permettendoci di programmare e attuare i servizi necessari per migliorare il decoro della città". Così Bruno Manzi, presidente di Ama, operatore specializzato nella gestione integrata dei servizi ambientali, commentando il recente accordo di collaborazione siglato per la prima volta con Open Fiber. L’obiettivo dell’intesa è quello di applicare al decoro e all’igiene urbana, attraverso una rete di sensori IoT e telecamere intelligenti, la raccolta e l’aggregazione dati fondamentali per l’efficienza dei servizi.
Per il presidente Manzi si tratta di un accordo “fondamentale, poiché segna l’avvio di collaborazioni sperimentali con soggetti privati che hanno un riferimento pubblico, come Open Fiber”. Poi aggiunge: “Si tratta di una partnership nuova rispetto a quelle attualmente in campo: oggi collaboriamo con Esa (Agenzia spaziale europea), Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e Asi (Agenzia spaziale italiana), ma l’ingresso in questo nuovo ambito permetterà ad Ama di migliorare la qualità delle risposte alle necessità dei cittadini romani”. Un’intesa volta a migliorare i servizi alla cittadinanza e che permetterà di “perfezionare la programmazione e l’esecuzione degli stessi, garantendo maggiore efficacia ed efficienza, oltre a una necessaria razionalizzazione delle prestazioni”.
Ama ha avviato da tempo il suo percorso verso la digitalizzazione. Nel 2024, ha infatti lanciato il progetto Ucronia (Utility circular economy real-time operation navigation) “il sistema che ha come punto di riferimento il ‘gemello digitale’ di Roma. Con mezzo miliardo di oggetti geolocalizzati, il sistema permette di conoscere in tempo reale lo stato della città in termini di servizi, esigenze, segnalazioni e attività svolte, sia dagli operatori Ama sia dai partner con contratti di servizio”, approfondisce Manzi. E aggiunge ancora: “Ucronia è lo strumento che ci consente di rispondere in tempo reale alle segnalazioni, monitorando la capacità di risposta e gli effetti prodotti rispetto all'aggiornamento e alla modifica dei servizi stessi. Il progetto rappresenta il futuro di Ama e della città. Open Fiber - conclude - si inserisce in questo contesto integrando la base dati e mettendo a disposizione ulteriori asset che ci permettono di migliorare la gestione e l’elaborazione di strategie innovative per il nostro servizio”
(Adnkronos) - "L'Iran è un nemico molto tenace. E' molto forte. Anzi, lo era. Ora non lo è...". E' il messaggio che Donald Trump invia dalla Casa Bianca con... il coniglio pasquale. Il presidente degli Stati Uniti ospita l'evento pasquale dell'Egg Easter Roll e, accompagnato dalla first lady Melania, arringa gli ospiti - compresi molti bambini - con aggiornamenti sulla guerra in corso da oltre un mese. Accanto a lui, con espressione ovviamente impassibile, ascolta anche il coniglio pasquale...
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