
(Adnkronos) - La trasformazione digitale della sanità "impone un cambio di paradigma anche nella tutela dei dati personali. La protezione delle informazioni sanitarie non può più essere considerata un semplice adempimento burocratico, ma rappresenta un elemento essenziale della qualità del servizio, della fiducia tra paziente e professionista e della sicurezza dell'intero sistema sanitario". È questo il messaggio lanciato da AssoSoftware, l'associazione italiana produttori software, alla luce della crescente centralità della cybersecurity e della protezione dei dati nel settore sanitario.
“Oggi i dati sanitari costituiscono uno degli asset più delicati da proteggere. Cartelle cliniche, referti, immagini diagnostiche, dati biometrici e informazioni amministrative raccontano la storia più intima delle persone. Proteggerli significa tutelare non solo un diritto fondamentale, ma anche garantire la continuità e la qualità delle cure”, scrive l’associazione in una nota. Secondo AssoSoftware, il percorso verso una sanità realmente digitale "passa inevitabilmente anche attraverso una diversa concezione del software. La sicurezza non può essere aggiunta alla fine del processo di sviluppo, ma deve essere prevista fin dalla progettazione delle applicazioni che ogni giorno gestiscono milioni di dati sanitari".
“Le software house – prosegue AssoSoftware – non possono più limitarsi a fornire strumenti tecnologicamente efficienti. Devono progettare soluzioni che incorporino fin dall'origine i principi di 'privacy by design' e 'privacy by default', mettendo a disposizione dei professionisti sanitari sistemi capaci di garantire autenticazione sicura, gestione dei profili di accesso, tracciabilità delle operazioni, backup affidabili e configurazioni orientate alla protezione dei dati. La sicurezza dei dati nasce dalla progettazione del software: è lì che si costruisce la fiducia degli utenti e si rafforza la resilienza dell'intero sistema sanitario”.
In questo contesto assume particolare rilievo il Codice di Condotta per il trattamento dei dati personali effettuato dalle imprese di sviluppo e produzione di software gestionale, promosso da AssoSoftware e approvato dal Garante per la protezione dei dati personali. "Il Codice rappresenta un importante passo avanti perché introduce un modello concreto di responsabilità e trasparenza. Non si limita ad affermare principi, ma accompagna le imprese nello sviluppo di prodotti sempre più sicuri e conformi alla normativa europea, offrendo al mercato un riferimento qualificato e verificabile. È un'opportunità per le aziende del software e, allo stesso tempo, una garanzia per professionisti, strutture sanitarie e cittadini".
Per AssoSoftware la sfida riguarda l'intero ecosistema della sanità digitale. “La tecnologia, da sola, non basta. Servono organizzazioni consapevoli, professionisti formati e fornitori affidabili. La tutela dei dati personali deve diventare un elemento strutturale della qualità dei servizi sanitari. Solo così sarà possibile accompagnare l'evoluzione verso una sanità sempre più digitale, innovativa e sicura, nella quale proteggere le informazioni del paziente significa proteggere anche la sua salute e la fiducia riposta nel sistema di cura”.

(Adnkronos) - “Negli anni abbiamo visto come l'utilizzo di test genomici in pazienti con tumore della mammella in fase precoce, con espressione dei recettori ormonali e Her2 negativo, possano aiutare a ridurre l'utilizzo di chemioterapia. I dati storici ci dicono che con l'utilizzo di Oncotype DX, per esempio, possiamo evitarla all'incirca nell'80% dei casi. Ovviamente questo dipende molto anche dalla selezione delle pazienti a cui chiediamo il test”. Così Carmen Criscitiello, responsabile Oncologia mammaria Irccs Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Mi) e professoressa di Oncologia medica all'Humanitas University, intervenendo all’incontro ‘Genomics at work: the evolution of the patient journey in early breast cancer’, organizzato da Exact Sciences is now Abbott, oggi a Milano.
“Più recentemente, lo studio Optima con Prosigna - continua Criscitiello - ci dice che, probabilmente, potremmo evitare la chemioterapia a circa due terzi delle donne che avevano effettuato il test nell'ambito di quello studio clinico. Complessivamente, i test genomici oggi rappresentano uno strumento concreto per oncologi e pazienti, per poter andare a selezionare le pazienti che hanno davvero necessità di un trattamento chemioterapico e risparmiarlo invece alle pazienti che non ne trarrebbero beneficio”.
“Per una donna con tumore della mammella, sapere di poter evitare in sicurezza un trattamento chemioterapico non necessario - sottolinea l'oncologa - ha dei grandissimi benefici e un impatto enorme sulla qualità di vita, in primis da un punto di vista emotivo. Una donna a cui noi oncologi diciamo che può omettere la chemioterapia è più serena, più tranquilla”. Questo perché “la parola stessa, ‘chemioterapia’, porta con sé tutto un corredo di brutti pensieri che si trascina negli anni”. Evitare la chemioterapia, rimarca l'esperta, “vuol dire evitare a quella donna degli effetti collaterali legati al trattamento: un'alopecia, che ha sempre un impatto importante sulla vita di una donna, ed altri effetti collaterali, come per esempio la nausea. Ma non solo - osserva - Se con gli strumenti giusti riusciamo a omettere in sicurezza un trattamento chemioterapico che non comporterebbe un aumento del beneficio, ovvero un aumento della probabilità di ridurre il rischio di recidiva, quella donna ne trarrà dei benefici enormi in termini di qualità della vita complessiva", conclude.

(Adnkronos) - “In Lombardia i test genomici sono utilizzati in modo molto ampio all'interno delle Breast Unit, quindi possiamo essere assolutamente soddisfatti rispetto all'obiettivo che volevamo raggiungere: garantire alle nostre pazienti di avere questo ulteriore ausilio diagnostico e prognostico rispetto alla patologia di cui soffrono. Sottolineo l'importanza dell'utilizzo di questo test all'interno delle Breast Unit perché è esattamente in quella sede che può avvenire una discussione multidisciplinare e un uso appropriato del test”. Così Giancarlo Pruneri, direttore del dipartimento di Diagnostica avanzata della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano, professore del dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia dell’università di Milano, all’incontro ‘Genomics at work: the evolution of the patient journey in early breast cancer’, organizzato da Exact Sciences is now Abbott, oggi nel Capoluogo lombardo.
“La Lombardia - continua Pruneri - fu la prima regione che valutò necessario il rimborso per questi test e quindi fece queste valutazioni pilota dell'utilizzo dei test all'interno delle Breast Unit. Clinica e scienza, in questo ambito dell'oncologia di precisione, sono un obiettivo comune: uno supporta l'altro - osserva - Il primo obiettivo che cerchiamo di raggiungere è quello di verificare se possiamo utilizzare i test genomici nella biopsia per anticipare il risultato rispetto a quello che è il patient journey all'interno delle nostre istituzioni. Avere un risultato già presente e disponibile per la discussione all'interno della Breast Unit nel team multidisciplinare può essere molto utile - sottolinea l'esperto - sia per la gestione del caso clinico da parte della Breast Unit stessa, sia perché riduce, come abbiamo visto da dati presentati in letteratura, l'ansietà dei pazienti. Conoscere è importante sia per il team che cura il paziente, ma prevalentemente e soprattutto per la paziente: avere la conoscenza dei dati rispetto ai quali viene stabilito un trattamento è fondamentale”.
“L'altro aspetto, più scientifico e sperimentale - prosegue l'oncologo - è l'utilizzo di questo dato, quindi usare i test genomici per capire meglio, affinare e personalizzare il trattamento neoadiuvante nella paziente" con forma "estrogeno-positiva. Abbiamo due aspetti da considerare: uno più pragmatico, più di Health technology assessment (Hta), di logistica del percorso diagnostico e il secondo prettamente, in questo momento, ancora scientifico. Ci aspettiamo, però - conclude - che i risultati dei nostri studi possano poi aiutarci a includere questo tipo di test anche nelle biopsie, per permettere alle pazienti di ricevere un trattamento specifico anche dal punto di vista del setting adiuvante”.

(Adnkronos) - "C'è grande soddisfazione per la collaborazione nata tra Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Aiom accomunate anche dall'eredità scientifica di Umberto Veronesi. Durante gli ultimi quattro mesi di laoro, intensi e impegnativi, ci siamo spesi senza sosta. La campagna '5 euro contro il fumo' ha raccolto ben 52.911 firme, che alla fine della scorsa settimana abbiamo depositato presso la Segreteria del Senato. Ora la responsabilità passa alla politica, chiamata a esaminare e discutere il provvedimento. Noi ovviamente continueremo a fare pressione. Nei prossimi giorni in base ai lavori parlamentari, l'Aula sarà informata del deposito del testo. Da questo momento quella che era una proposta di iniziativa popolare diventa a tutti gli effetti un disegno di legge". Lo ha detto Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom (Associazione italiana oncologia medica), durante una conferenza sul tema, oggi a Roma.
"Restiamo fiduciosi che venga compresa l'urgenza di intervenire, soprattutto per tutelare le giovani generazioni dall'aumento del consumo dei prodotti alternativi e dal rischio del consumo duale - ha sottolineato Perrone - Continueremo a seguire l'iter parlamentare e a sollecitare il sostegno delle istituzioni e dell'opinione pubblica affinché la proposta diventi legge. L'auspicio è che tutti i partiti approvino all'unanimità in entrambe le Camere il disegno di legge. Questo è quello che noi speriamo e la presidente Meloni, che ha pubblicamente detto di aver smesso di fumare, in questo senso ci sta dando una mano".
"Le stime indicano che, a fronte di una riduzione del 37% del consumo di tabacco, il gettito derivante dalle accise potrebbe aumentare di circa 800 milioni di euro l'anno. Vorrei però chiarire un punto fondamentale: il nostro obiettivo - scandisce Perrone - non è incrementare le entrate fiscali. Noi siamo medici e ricercatori e il nostro interesse è esclusivamente la tutela della salute pubblica, in particolare di chi oggi è sano e vorremmo che non si ammalasse mai. Già questo obiettivo, di per sé, giustificherebbe un investimento da parte dello Stato. Se poi una legge pensata per migliorare la salute dei cittadini dovesse generare anche un beneficio economico per le casse pubbliche, tanto meglio. Per questo chiediamo che l'eventuale maggior gettito, stimato in circa 800 milioni di euro all'anno, venga destinato al Servizio sanitario nazionale". Infine, "non abbiamo voluto vincolare queste risorse a un ambito specifico, perché riteniamo che un Servizio sanitario nazionale forte sia un patrimonio per tutti: per chi affronta un tumore, una malattia cardiovascolare o qualsiasi altra patologia. Per questo il disegno di legge prevede che le maggiori entrate derivanti dalle accise siano trasferite dal ministero dell'Economia al ministero della Salute, che potrà destinarle alle priorità del Ssn", ha poi concluso Perrone.

(Adnkronos) - "La proposta si basa su evidenze consolidate che dimostrano come l'aumento significativo del prezzo dei prodotti del tabacco sia uno degli strumenti più efficaci per ridurre il consumo. L'incremento di 5 euro che proponiamo è ben diverso dai piccoli ritocchi di prezzo adottati in passato, che hanno generato malcontento senza incidere realmente sulle abitudini dei fumatori. L'esperienza di Paesi europei come Francia e Irlanda mostra che consistenti aumenti del prezzo sono stati seguiti da una riduzione del consumo di circa il 30%, pari a milioni di fumatori in meno. Si tratta di risultati molto più rilevanti rispetto ad altre strategie adottate negli anni, come le immagini di avvertimento sui pacchetti di sigarette, che hanno dimostrato un'efficacia limitata nel favorire la cessazione del fumo". Lo ha detto Massimo Di Maio, presidente di Aiom (Associazione italiana oncologia medica), durante una conferenza sulla campagna '5 euro contro il fumo' che ha raggiunto oltre 52mila firme ora depositate in Senato.
"Anche i dispositivi di nuova generazione - ha aggiunto Di Maio - non rappresentano una soluzione efficace: oltre a mostrare scarsi risultati nell'aiutare a smettere di fumare, favoriscono il consumo duale e rischiano di avvicinare alla dipendenza persone che prima non fumavano, in particolare i più giovani. Per questo confidiamo che anche in Italia un aumento deciso del prezzo possa ottenere gli stessi risultati osservati in altri Paesi, soprattutto tra i giovani, che sono generalmente più sensibili all'effetto deterrente di un rincaro significativo dei prodotti del tabacco e della nicotina".
"Qualcuno potrebbe aver avuto l'impressione che ci siamo concentrati esclusivamente sul fumo. In realtà - ha sottolineato il presidente degli oncologi - trattandosi di una proposta di legge, era necessario individuare una priorità. Sarebbe stato poco realistico costruire un provvedimento che affrontasse contemporaneamente tutti i fattori di rischio oncologico. La scelta è quindi ricaduta sul fumo perché, dati alla mano, rappresenta di gran lunga il principale fattore di rischio evitabile per i tumori. Da solo è responsabile di una quota di neoplasie pari, se non superiore, a quella attribuibile a tutti gli altri fattori di rischio messi insieme". "Questo non significa che la comunità scientifica sottovaluti l'importanza della prevenzione sugli altri determinanti di salute. Ogni anno, nel rapporto 'I numeri del cancro in Italia', dedichiamo ampio spazio agli stili di vita della popolazione, affrontando temi come consumo di alcol, sedentarietà e alimentazione, tutti elementi rilevanti nella prevenzione oncologica. Il nostro impegno su questi fronti continuerà, ma oggi era fondamentale partire dal principale fattore di rischio, con l'auspicio che questa proposta di legge possa essere approvata. Successivamente ci sarà spazio per affrontare anche gli altri aspetti della prevenzione", ha detto.
Nel corso della conferenza è stato affrontato anche il tema dei benefici della cessazione del fumo. Silvano Gallus, responsabile del Laboratorio di ricerca sugli Stili di vita dell'Istituto Mario Negri, ha ricordato i risultati dello studio prospettico condotto da Richard Doll e Richard Peto su circa 40 mila medici britannici seguiti per cinquant'anni. "La ricerca ha dimostrato che i fumatori perdono in media circa dieci anni di aspettativa di vita rispetto a chi non ha mai fumato, una stima che studi più recenti suggeriscono possa essere persino superiore. La buona notizia", ha concluso Gallus, "è che smettere di fumare consente di recuperare gran parte di quegli anni di vita. Chi smette intorno ai 30 anni recupera praticamente l'intera perdita di aspettativa di vita; chi smette a 40 anni ne recupera circa nove, a 50 anni circa sei e anche a 60 anni il beneficio rimane significativo, con un recupero di circa tre anni. "Smettere di fumare è sempre utile, a qualsiasi età, anche dopo i 60 o i 70 anni".

(Adnkronos) - "Quando si parla di fumo non ci si riferisce soltanto al tumore del polmone, che resta la prima causa di morte oncologica nel mondo occidentale con circa 40mila decessi l'anno in Italia. Il tabacco è anche un importante fattore di rischio per infarto, ictus, broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e numerosi altri tumori, tra cui quelli delle vie aeree e delle vie urinarie. Complessivamente provoca circa 80mila morti ogni anno nel nostro Paese ed è la principale causa evitabile di malattia e mortalità. Oggi, però, è importante spostare l'attenzione non solo sui danni provocati dal fumo, ma anche sul motivo per cui è così difficile smettere. La dipendenza da nicotina è una malattia cronica, non una semplice abitudine. È una dipendenza costruita e alimentata anche attraverso sofisticate strategie di marketing dell'industria del tabacco, che colpiscono soprattutto i giovani". Così Giulia Veronesi, membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi Ets, durante una conferenza sulla campagna '5 euro contro il fumo' che ha raggiunto oltre 52mila firme ora depositate in Senato.
"Le sigarette elettroniche vengono spesso presentate come innocue, inducendo anche ragazzi che non avrebbero mai fumato una sigaretta tradizionale a iniziare a utilizzare prodotti contenenti nicotina. Questa sostanza crea una vera dipendenza biologica - avverte Veronesi - e, soprattutto negli adolescenti, interferisce con lo sviluppo del cervello, aumentando anche la vulnerabilità verso altre forme di dipendenza. Una volta instaurata, liberarsene è estremamente difficile". Anche la cosiddetta 'riduzione del danno' "non trova conferma nelle evidenze scientifiche. Per questo - spiega Veronesi - la proposta di aumentare di 5 euro il prezzo dei prodotti del tabacco non rappresenta una battaglia contro i fumatori, ma contro la dipendenza da nicotina. È una misura di salute pubblica che mira a proteggere i cittadini, in particolare i più giovani, al di là degli interessi commerciali dell'industria del tabacco".
Le esperienze di Paesi "come Francia e Irlanda, confermate anche da analisi realizzate con il supporto del Cergas dell'Università Bocconi, dimostrano che un forte aumento dei prezzi riduce in modo significativo il numero dei fumatori, soprattutto tra i giovani. Per essere davvero efficace, però - fa notare Giulia Veronesi - la misura deve riguardare anche i prodotti alternativi contenenti nicotina, evitando che i consumatori si spostino dalle sigarette tradizionali a quelle elettroniche o diventino consumatori duali. Le evidenze scientifiche mostrano, inoltre, che sostituire completamente le sigarette tradizionali con quelle elettroniche non elimina il rischio di tumore del polmone". Per questo "è fondamentale cambiare prospettiva: i fumatori non devono essere considerati colpevoli, ma persone affette da una dipendenza che meritano di essere aiutate. Ancora più importante è impedire che le nuove generazioni diventino i futuri clienti dell'industria del tabacco. È questa la sfida che la proposta di legge intende affrontare", conclude.

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(Adnkronos) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sempre più ricco, con un patrimonio in forte crescita grazie soprattutto alle criptovalute e alle nuove attività digitali. Secondo una dichiarazione finanziaria di 927 pagine resa pubblica dall’Ufficio per l’etica del governo statunitense, il tycoon ha dichiarato guadagni per oltre 1,2 miliardi di dollari legati al settore crypto nel corso dell’ultimo anno.
Dai documenti emerge che circa 550 milioni di dollari sarebbero arrivati nel 2025 dalla partecipazione di Trump a World Liberty Financial, startup di criptovalute co-fondata nel settembre 2024 con il coinvolgimento dei figli del presidente e del figlio dell’inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff. Altri 635 milioni di dollari sarebbero invece legati a royalties derivanti da un accordo di licenza sulla criptovaluta $TRUMP, lanciata poco prima dell’insediamento presidenziale nel gennaio 2025.
Secondo Forbes, le attività del presidente nel settore delle criptovalute sono la ragione principale del quasi triplicamento del suo patrimonio personale, passato da 2,3 miliardi di dollari a 6,5 miliardi di dollari tra il 2024 e il 2026.
La documentazione evidenzia inoltre ulteriori fonti di reddito: oltre 290 milioni di dollari deriverebbero dalle attività immobiliari e dai resort di lusso della famiglia Trump, tra cui Mar-a-Lago in Florida e il Trump National Doral. Altri introiti includono circa 86 milioni di dollari da accordi legali con grandi società mediatiche e tecnologiche, e oltre 370.000 dollari in regali, tra cui biglietti per eventi sportivi.
Tra le partecipazioni figurano anche investimenti in società quotate come Apple, Microsoft e Nvidia, con pacchetti azionari stimati tra 5 e 25 milioni di dollari ciascuno. La documentazione mostra anche che Trump ha ricevuto diversi regali, tra cui biglietti per eventi sportivi del valore complessivo superiore a 370.000 dollari. Inoltre, il presidente ha guadagnato oltre 86 milioni di dollari da accordi legali con importanti società mediatiche e tecnologiche.
La pubblicazione della dichiarazione arriva in un contesto di crescente dibattito sui possibili conflitti di interesse legati agli affari privati del presidente, che ha dichiarato di voler trasformare gli Stati Uniti in una "superpotenza Bitcoin" e ha iniziato a smantellare le regolamentazioni relative alle criptovalute da quando è entrato in carica. La Casa Bianca respinge ogni accusa, sostenendo che gli asset non sono gestiti direttamente da Trump.

(Adnkronos) - Una bimba di 2 anni è stata ricoverata in ospedale perché positiva alla marijuana. È accaduto nella notte a Napoli, dove i carabinieri della compagnia Vomero sono intervenuti all’ospedale pediatrico Santobono.
Poco prima delle 4 la piccola, accompagnata dalla madre 33enne e dal fratellastro 15enne, era risultata positiva al THC (tetraidrocannabinolo, principio attivo della cannabis). Da una prima sommaria ricostruzione ancora da verificare pare che il 15enne sia assuntore sporadico di sostanza stupefacente e che la bimba ne abbia ingerito una piccolissima quantità.
La bambina resta in osservazione ma non è in pericolo di vita. La vicenda è stata segnalata alla Procura per i minorenni di Napoli e ai servizi sociali.

(Adnkronos) - "Si tratta di una squadra che fa per mestiere questo, attentati, estorsioni, probabilmente per la criminalità di alto livello”. Così Sigfrido Ranucci parlando ad Agorà Estate, su Rai Tre, dell'arresto di ieri dei presunti responsabili dell'attentato ai suoi danni. "Credo che gli investigatori abbiano qualche traccia, più di una probabilmente - dice il giornalista - Dobbiamo aspettare di vedere quale sarà l’evoluzione. Se queste persone confesseranno qualcosa, come mi auguro. I nostri investigatori hanno dimostrato di essere formidabili”.
Parlando del suo stato d'animo ha aggiunto: "Mi sento bene. Certo mi ha riportato indietro a quel giorno, quindi sicuramente c'è un po' di stordimento”.
Quattro persone sono state arrestate per l'attentato al giornalista, avvenuto la sera del 16 ottobre 2025 a Pomezia, vicino a Roma, quando un ordigno esplose davanti al cancello dell'abitazione del conduttore di Report. Nelle prime ore della mattina di ieri, nelle province di Napoli e Avellino, i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale (3 in carcere e uno agli arresti domiciliari).
Si tratta di Antonio Passariello, residente nel comune di Cicciano, in provincia di Napoli, Marika De Filippi, Saverio Mutone e Pellegrino D’Avino, tutti residenti nell’Avellinese. Il gruppo avrebbe agito su commissione, in cambio di diverse migliaia di euro. I quattro hanno precedenti penali per droga e il 53enne in particolare tra i precedenti ha anche il sequestro di persona, violenza sessuale, rapina ed estorsione. La procura di Roma nella richiesta di arresto contestava l’accusa di strage, non riconosciuta poi dal gip nell'ordinanza.

(Adnkronos) - La cittadina italiana Nessy Guerra, coinvolta da mesi in un caso giudiziario con l’ex marito, è stata prelevata questa mattina al Cairo e trasferita in una stazione di polizia dove è stata raggiunta per assistenza dall’ambasciatore d’Italia Agostino Palese e dalla Console Giulia De Nardis che da mesi assistono la connazionale e la sua bimba di 3 anni. Lo scrive in una nota la Farnesina, che aggiunge che apparentemente il motivo della convocazione sarebbe un ordine del giudice egiziano di far vedere la piccola al padre Tamer Hamouda.
L’affidamento della minore è punto centrale di una lunga contesa con l’ex marito, che a sua volta è stato condannato in Italia per vari reati e di recente è stato arrestato e poi rilasciato su cauzione per le minacce al console italiano a Hurghada. Il Governo italiano in queste ore sta facendo pressioni con le autorità egiziane al massimo livello per garantire la massima protezione della connazionale e della piccola, soprattutto per evitare nuovi episodi di violenze o minacce da parte del marito.

(Adnkronos) - Il corpo senza vita di un uomo è stato recuperato in mare questa mattina intorno alle 5 a Santa Maria al Bagno, nel territorio di Nardò , in provincia di Lecce di vigili del fuoco. A segnalarlo era stata la Capitaneria di porto di Gallipoli. Il cadavere si trovava sul fondale nei pressi di una località conosciuta come Montagna Spaccata.
Al momento del recupero non è stato possibile accertare l’identità della vittima. Sul posto erano presenti anche i carabinieri della Compagnia di Gallipoli, ai quali sono affidati gli accertamenti , sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini sono in corso per chiarire l’identità della persona e le circostanze del decesso.

(Adnkronos) - Dopo la morsa soffocante del caldo estremo dei giorni scorsi, l'Estate subisce una brusca frenata. È in arrivo un violento break temporalesco che spazzerà via la canicola, portando un temporaneo calo delle temperature ma anche fenomeni meteo di forte intensità.
Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma la svolta atmosferica causata dalla discesa di un insidioso fronte temporalesco proveniente direttamente dal Nord Europa. Questa massa d'aria fresca ed instabile, irrompendo sul bacino del Mediterraneo, andrà a scontrarsi frontalmente con la cappa di calore estremo che ha oppresso l’Italia nelle ultime settimane. A causa della tantissima energia potenziale in gioco accumulata fino a questo momento, la situazione atmosferica sarà letteralmente esplosiva, e non si esclude il rischio di eventi meteo estremi.
Il calore e l'umidità ristagnanti nei bassi strati dell'atmosfera agiscono infatti come un vero e proprio "carburante" per i temporali. Quando l'aria fredda nordeuropea (più pesante) si incunea sotto questa bolla d'aria rovente (più leggera), costringe quest'ultima a salire violentemente verso l'alto. Questo scontro termico genera moti ascensionali esasperati, creando le condizioni ideali per la formazione di supercelle temporalesche capaci di scaricare al suolo violente grandinate (anche di grosse dimensioni) e improvvisi nubifragi.
L'evoluzione della perturbazione seguirà una traiettoria ben precisa: nel corso di mercoledì 1 luglio il maltempo colpirà le regioni del Nord con la possibilità di temporali forti, fulminazioni frequenti e colpi di vento intensi. Giovedì il fronte instabile scivolerà rapidamente verso meridione. L'instabilità si estenderà andando a colpire progressivamente anche le regioni del Centro e del Sud Italia, portando finalmente l'agognato refrigerio, ma accompagnato da un deciso e marcato peggioramento delle condizioni meteo.
Una volta passato il fronte temporalesco, da venerdì 3 luglio in avanti, l’anticiclone africano proverà a riprendersi gli spazi perduti. Nel corso del successivo weekend infatti ci aspettiamo una nuova ondata di caldo che farà salire rapidamente le temperature su buona parte dell’Italia.
NEL DETTAGLIO
Mercoledì 1 Luglio. Al Nord: forti temporali, locali grandinate. Al Centro: sole e caldo intenso. arrivano temporali su settori adriatici. Al Sud: prevalenza di sole, temporali sui monti.
Giovedì 2. Al Nord: ultimi temporali sul Triveneto. Al Centro: forti temporali a macchia di leopardo. Al Sud: forte instabilità con temporali sparsi.
Venerdì 3. Al Nord: sole e caldo in aumento. Al Centro: sole, acquazzoni su basso Lazio. Al Sud: temporali a carattere irregolare.
Tendenza: nuova pulsazione dell’anticiclone africano dal weekend, caldo in aumento

(Adnkronos) - Stasera, mercoledì 1 luglio, torna 'Temptation Island' con la seconda puntata in prima serata su Canale 5. Il nuovo appuntamento ripartirà dal falò di confronto anticipato chiesto da Giovanni che, deluso dagli atteggiamenti della fidanzata Sabrina, esige dei chiarimenti sul suo comportamento. Sabrina si presenterà al falò?
Intanto... tra dubbi, inaspettati colpi di scena e nuovi avvicendamenti continua il percorso delle altre coppie sempre più determinate a mettere alla prova la solidità della loro relazione.
Il giorno dopo la messa in onda della prima puntata di Temptation Island, è scoppiato il caso 'video hard' della coppia Gabriele e Sara. Un loro vecchio video intimo, che sarebbe stato postato nel passato su OnlyFans, è iniziato a circolare in rete creando scompiglio tra la produzione del programma di Canale5 che non era stata informata a riguardo.
La coppia ha cercato quindi di spiegare la situazione postando un video dalle pagine ufficiale del reality show: "So che stanno girando video miei e di Sara, di quattro anni fa. Non ero a conoscenza che stessero girando e qualcuno li ha diffusi", ha detto Gabriele, "abbiamo omesso questa cosa un po' per vergogna e poi perché non credevo stessero ancora girando. Questa cosa mi fa vergognare, ma non vorrei passassimo come una coppia finta, perché di finto non c'è stato nulla. Non sono un attore e vi garantisco che quello che c'è stato era reale. Anche in quel periodo eravamo insieme, eravamo ragazzini, ci siamo ubriacati e fatti questi video".
"Questo video purtroppo esiste… stanno girando cose veramente spiacevoli, di una sbandata di tantissimo tempo fa", ha spiegato poi Sara in lacrime, "è stato pubblicato e spiattellato ovunque, mettendo in dubbio una relazione lunghissima. Mi pento di non averne parlato con la produzione da subito, ma come si poteva... certamente non era una cosa di cui andassi fiera e di cui mi sarei vantata. È stata veramente una cazzata di 48 ore di merda. Vorrei non fosse strumentalizzata, vorrei non venissero messi in dubbio 7 anni di vita con una persona".

(Adnkronos) - Oggi, mercoledì 1 luglio, scendono in campo Inghilterra e Repubblica Democratica del Congo - in diretta tv e streaming -, ad Atlanta in Georgia, in un match valido per i sedicesimi di finale dei mondiali 2026. I britannici hanno chiuso al primo posto il gruppo L davanti a Croazia e Ghana, mentre gli africani sono giunti in terza posizione nel grppo K alle spalle di Colombia e Portogallo.
Ecco le probabili formazioni di Inghilterra-Rd Congo, in campo oggi alle 18 italiane:
INGHILTERRA (4-2-3-1): Pickford; Spence, Konsa, Guehi, O'Reilly; Anderson, Rice; Saka, Bellingham, Rashford; Kane. Ct: Tomas Tuchel.
RD CONGO (5-3-2): Mpasi-Nzau; Wan-Bissaka, Tuanzebe, Mbemba, Kapuadi, Masuaku; Moutoussamy, Sadiki, Kayembe; Wissa, Bakambu. Ct: Sebastien Desabre.
La partita Inghilterra-Rd Congo sarà trasmessa in diretta su Dazn e sull'app di Dazn.

(Adnkronos) - Terza giornata di match a Wimbledon 2026. Oggi, mercoledì 1 luglio, torna in campo il campione in carica Jannik Sinner, che sul Centrale affronterà il portoghese Nuno Borges dopo il successo all'esordio contro Kecmanovic. La giornata vedrà in campo anche Novak Djokovic, contro Stefanos Tsitsipas, e Flavio Cobolli, che chiuderà il match contro Mariano Navone interrotto ieri per oscurità. Ecco tutti i match di giornata e dove vederli in tv e streaming.
Ecco tutti i match di oggi a Wimbledon:
CENTRE COURT
Ore 14.30 – (1) Sinner vs Borges
a seguire – Krejcikova vs (5) Andreeva
a seguire – Tsitsipas vs (7) Djokovic
COURT 1
Ore 14.00 – (1) Sabalenka vs Kessler
a seguire – Sierra vs (7) Gauff
a seguire – (3) Auger-Aliassime vs Prizmic
COURT 2
Ore 10.00 Cobolli-Navone (partita interrotta ieri sul punteggio di 1-6 7-6 6-3 per Cobolli)
Ore 12.00 – Gasanova vs (14) Osaka
a seguire – Merida vs (8) Medvedev
a seguire – (4) Pegula vs Sorribes Tormo
a seguire – (23) Jodar vs Carreno Busta
COURT 3
Ore 12.00 – Kwon vs (21) Paul
a seguire – (10) Muchova vs Zhang
Non prima delle 15.30 – de Jong vs (24) Fonseca
Non prima delle 17.30 – (11) Bencic vs Wang
COURT 12
Ore 12.00 – Fucsovics vs (16) Tien
a seguire – (32) Siniakova vs Bartunkova
Non prima delle 15.30 – (28) Nakashima vs Struff
Non prima delle 17.30 – Maria vs (16) Jovic
COURT 18
Ore 12.00 – Brooksby vs (31) Buse
a seguire – (22) Davidovich Fokina vs Marozsan
a seguire – Parry vs (19) Kalinskaya
a seguire – (18) Alexandrova vs Tararudee
Tutte le partite di Wimbledon 2026 saranno trasmesse in diretta tv e in esclusiva sui canali SkySport. I match si potranno seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

(Adnkronos) - Riprendono oggi a Doha i contatti indiretti tra Iran e Usa, con la mediazione del Qatar. Al centro l'attuazione dell'intesa raggiunta tra Teheran e Washington e sul dossier dei beni iraniani congelati all'estero, ma resta esclusa l'ipotesi di un incontro diretto tra le delegazioni iraniana e statunitense.
A confermarlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, secondo cui i colloqui con la parte qatariota riguarderanno l'attuazione di alcune disposizioni del memorandum d'intesa, compresa quella relativa allo sblocco degli asset iraniani sottoposti a restrizioni. Baghaei ha inoltre precisato che la squadra negoziale iraniana non ha in programma colloqui con la delegazione americana nei prossimi giorni.
Anche il Qatar ha escluso un faccia a faccia tra Teheran e Washington. Il portavoce del ministero degli Esteri, Majed al-Ansari, ha confermato l'arrivo ieri a Doha dell'inviato speciale statunitense Steve Witkoff e di Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, per incontri con i mediatori qatarioti, sottolineando però che non sono previsti colloqui con funzionari iraniani.
Sul fronte della sicurezza regionale resta alta l'attenzione per lo Stretto di Hormuz. Secondo fonti diplomatiche, l'Oman ha presentato agli Stati Uniti e ad altri partner una proposta sul futuro della navigazione nel passaggio strategico, mentre il Joint Maritime Information Center ha elevato il livello di minaccia a "sostanziale" per il rischio legato alla presenza di mine e alle operazioni di bonifica.

(Adnkronos) - Jannik Sinner torna in campo a Wimbledon 2026. Oggi, mercoledì 1 luglio, il fuoriclasse azzurro affronta Nuno Borges nel secondo turno dello Slam inglese. Il numero uno del ranking Atp arriva dal successo al debutto contro il serbo Kecmanovic, mentre il portoghese arriva dal successo contro Boyer. Il vincitore affronterà uno tra Jenson Brooksby e Ignacio Buse al terzo turno. Ecco orario, precedenti e dove vedere Sinner-Borges in tv e streaming.
Sinner e Borges si sfideranno per la seconda volta in carriera. L'unico precedente risale al secondo turno del 250 di Sofia del 2020: Sinner vinse allora in due set, conquistando poi anche il torneo. Il match inizierà intorno alle 14:30.
Il match tra Jannik Sinner e Nuno Borges, numero 52 del ranking, sarà visibile su Sky Sport e in diretta streaming su Sky Go e Now.

(Adnkronos) - Novak Djokovic torna in campo a Wimbledon 2026. Oggi, mercoledì 1 luglio, il tennista serbo affronta Stefanos Tsitsipas - in diretta tv e streaming - nel secondo turno dello Slam di Londra, a cui Jannik Sinner arriva da campione in carica dopo aver battuto Carlos Alcaraz, assente per infortunio, nella finale dello scorso anno. Al primo turno Djokovic ha battuto il cinese Wu in quattro set, mentre Tsitsipas ha superato il francese Gaston in tre.
La sfida tra Djokovic e Tsitsipas è in programma oggi, mercoledì 1 luglio, intorno alle ore 18, con il match che è fissato come terzo incontro sul campo Centrale. I due tennisti si sono affrontati in 14 precedenti, con Djokovic che conduce il parziale con un netto 12-2.
Djokovic-Tsitsipas sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match si potrà seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

(Adnkronos) - Tutte le risposte sul 'mistero' bidet. Il sanitario è il protagonista di un articolo che trova spazio sul Washington Post, con la firma della dottoressa Trisha Pasricha, gastroenterologa e docente alla Harvard Medical School. "Ho ricevuto tantissime domande da persone incuriosite dal bidet, ma non ancora pronte ad acquistarlo. Quindi, dedico la rubrica a voi. Ecco le domande più spinose sul bidet che mi avete inviato e cosa dovete sapere", scrive il medico.
Le domande appaiono surreali se valutate con i parametri italiani. Il bidet a queste latitudini è presente in tutte le case. In America, invece, è un 'alieno' che comincia a farsi largo nei bagni delle case a stelle e strisce. Lo scetticismo è ancora molto, se un quotidiano come il WP decide di schierare la sua esperta di punta per sviscerare il tema.
Prima domanda: le mani si sporcano? "No e no. In realtà, la questione è stata studiata e i risultati dicono l'opposto: le mani avranno circa 10 volte meno microbi se si usa il bidet rispetto a quando ci si pulisce con la carta igienica".
Negli Usa, si diffondono bidet abbinati al water. C'è chi teme di dover utilizzare 'acqua sporca'. "Assolutamente no. Credo che questo sia uno dei più grandi fraintendimenti sul bidet. Il bidet non spruzza l'acqua direttamente nella tazza del water. Il bidet è dotato di un ugello separato che utilizza acqua pulita (la stessa del lavandino) e la spruzza. L'ugello è posizionato verso l'alto e lontano dall'acqua sporca, quindi non c'è alcuna possibilità di spiacevoli schizzi".
Gli americani, a quanto pare, temono che l'uso del bidet possa creare un lago in bagno. "L'acqua non finirà dappertutto. Perché? Per 'colpa' vostra. Siete voi a bloccare il flusso che è preciso e delicato: pensate a una fontana, non a una manichetta antincendio".
Al peggio non c'è mai fine. E la gastroenterologa deve rispondere a domande surreali. "Come ci si asciuga? Con un asciugamano, amico mio. E' gelato? C'è l'acqua calda". L'uso del sanitario si fa apprezzare anche per l'impatto ambientale: il consumo di acqua è ridotto se paragonato al materiale e alle procedure necessarie per produrre carta igienica in abbondanza.
Infine, la valutazione medica. "Come gastroenterologa, lo consiglio a molte persone: a chi soffre di emorroidi, diarrea cronica o sindrome dell'intestino irritabile; alle donne che hanno appena partorito e hanno dolori dappertutto; alle persone con il morbo di Parkinson o che semplicemente hanno problemi di equilibrio e faticano a raggiungere quella zona".

(Adnkronos) - Silenziare l'allarme attivato dai telomeri danneggiati, i 'cappucci' che proteggono le estremità dei cromosomi e che accorciandosi man mano segnano l'età biologica e l'invecchiamento delle cellule. E' il nuovo approccio con cui un team dell'Ifom - Istituto Airc di oncologia molecolare di Milano è riuscito a ripristinare la funzione delle staminali del sangue invecchiate e a potenziare le difese immunitarie. I risultati, ottenuti in modelli animali e su campioni umani e pubblicati su 'Nature Aging', aprono secondo gli autori "prospettive inedite per le malattie rare legate ai telomeri e per il declino del sistema del sangue legato all'invecchiamento".
Con l'allungarsi della vita media cresce il numero di persone che vanno incontro a un progressivo indebolimento del sistema ematopoietico, ovvero il sistema che produce le cellule del sangue, e delle difese immunitarie, spiegano dall'Ifom. Un processo che nell'invecchiamento fisiologico avviene lentamente, ma che in alcune malattie genetiche rare si manifesta in modo precoce e devastante. È il caso delle cosiddette malattie dei telomeri (Telomere Biology Disorders), tra cui la discheratosi congenita: patologie causate da difetti nel mantenimento dei telomeri - strutture che come i cappucci di una stringa proteggono le porzioni finali dei cromosomi e salvaguardano l'integrità del Dna - e che portano a insufficienza midollare, immunodeficienza e a un aumentato rischio di sviluppare tumori. Ad oggi, l'unica terapia potenzialmente risolutiva è il trapianto di cellule staminali ematopoietiche, che tuttavia non corregge tutte le manifestazioni della malattia. "Le malattie dei telomeri rappresentano un modello estremo, accelerato, di ciò che accade nell'invecchiamento fisiologico. E l'invecchiamento, a sua volta, è uno dei principali fattori di rischio per numerose malattie tra cui il cancro - afferma Fabrizio d'Adda di Fagagna, coordinatore del nuovo lavoro, direttore del programma di ricerca Ifom 'Risposta al danno al Dna e senescenza cellulare' e dirigente di ricerca al Cnr-Igm di Pavia - Ma c'è di più: i telomeri corti e danneggiati, e l'infiammazione cronica che ne deriva, sono essi stessi promotori dell'instabilità del genoma, la condizione che favorisce la comparsa e la progressione dei tumori. Capire i meccanismi che collegano il danno telomerico alla perdita di funzione del sistema del sangue significa quindi aprire una finestra su processi biologici fondamentali, con implicazioni che vanno anche oltre le malattie rare".
Al centro dello studio c'è un meccanismo preciso: quando i telomeri si accorciano o si danneggiano - per effetto dell'età, di difetti genetici o di stress cellulare - le cellule li riconoscono come una lesione al loro patrimonio genetico e attivano un segnale di allarme noto come risposta al danno del Dna telomerico (telomeric Dna Damage Response, tDdr), descrive una nota Ifom. Questo allarme ha conseguenze a cascata: spinge le cellule verso la senescenza, una condizione in cui smettono di dividersi e cominciano a rilasciare segnali infiammatori nell'ambiente circostante, innescando uno stato infiammatorio cronico che favorisce il deterioramento dei tessuti. Fino ad oggi, non disponendo di strumenti capaci di spegnere selettivamente questo allarme, non era mai stato possibile dimostrarne il contributo diretto alla malattia, né esplorarlo come bersaglio terapeutico. L'elemento innovativo dello studio sta proprio nella strategia: anziché tentare di riparare o allungare i telomeri, un obiettivo complesso e ancora lontano dalla clinica, i ricercatori hanno scelto di intervenire sull'allarme stesso. Per farlo, hanno sviluppato e utilizzato oligonucleotidi antisenso telomerici (tAso), molecole inibitorie progettate per bloccare selettivamente il segnale prodotto dai telomeri erosi, senza interferire con le normali funzioni cellulari. Il trattamento è stato testato in vivo in un modello murino di invecchiamento accelerato che riproduce le caratteristiche delle malattie telomeriche, e successivamente in animali invecchiati naturalmente.
"Il momento più entusiasmante - racconta Alessia Oppezzo, prima autrice dello studio e ricercatrice Ifom, il cui lavoro è stato sostenuto anche da una borsa di studio Airc - è arrivato quando abbiamo osservato che, dopo il trattamento, le cellule staminali del sangue, quelle che nell'invecchiamento e nelle malattie telomeriche perdono progressivamente la capacità di funzionare, recuperavano la capacità di produrre nuove cellule del sangue e di sostenere il sistema immunitario in modo più efficace. Questo ci ha dimostrato chiaramente che il tDdr non è solo una conseguenza del danno, ma un meccanismo causale su cui è possibile intervenire per cambiare il corso della malattia. Abbiamo integrato competenze molto diverse - biologia dei telomeri, biologia delle cellule staminali, immunologia, istopatologia, modelli animali - e questa lettura a più livelli è stata essenziale per dimostrare gli effetti del trattamento in modo completo e convincente".
"I risultati osservativi confermano l'efficacia dell'approccio: nei tessuti ematopoietici, cioè gli organi in cui avviene la produzione delle cellule del sangue quali il midollo osseo e la milza, i modelli animali trattati mostravano una marcata riduzione dei segni di danno al Dna e di senescenza cellulare, insieme a un miglioramento della composizione e della funzionalità delle cellule del sangue - riporta l'Ifom - Le cellule staminali risultavano più efficienti nel generare nuove cellule e nel sostenere la produzione ematica. Significativo anche il risultato nei test immunitari: gli animali trattati rispondevano meglio a una vaccinazione rispetto ai controlli non trattati: un segnale concreto di un sistema immunitario più giovane e reattivo. Di rilevanza clinica anche il risultato di simile efficacia nelle cellule staminali del sangue di individui sani anziani".
Lo studio è stato reso possibile grazie al sostegno di Fondazione Telethon, del Consiglio europeo della ricerca (Erc), del Centro nazionale per lo sviluppo di terapie geniche e farmaci con tecnologia a Rna e di Age-It, entrambi parte del Pnrr. Determinante - si legge nella nota - è stata la collaborazione con Claudio Tripodo e il suo team per le analisi istopatologiche (lo studio dei tessuti al microscopio per valutare i segni di danno e di recupero), con Raffaella Di Micco per le analisi dei campioni umani e con Alfredo Nicosia per la sintesi e l'utilizzo del vaccino nei test funzionali. "Questo studio - conclude d'Adda di Fagagna - dimostra che è possibile intervenire su un meccanismo molecolare specifico per migliorare la funzione del sistema del sangue e delle difese immunitarie nelle malattie rare e nell'invecchiamento fisiologico. Un sistema immunitario indebolito non solo espone a infezioni, ma riduce anche la sorveglianza dell'organismo contro le cellule tumorali: rafforzarlo ha quindi un valore che va ben oltre la singola patologia. Il prossimo passo è dimostrare che questo approccio possa essere trasferito all'uomo: i presupposti scientifici ci sono, e la direzione è chiara".

(Adnkronos) - Ancora caldo record sull'Italia, ma l'ondata di calore ha le ore contate. Oggi, mercoledì 1 luglio 2026, sono 21 le città da bollino rosso secondo il Ministero della Salute, con temperature elevate e condizioni di emergenza che possono avere effetti sulla salute di tutta la popolazione, non solo delle persone più fragili.
Da domani, giovedì 2 luglio, è atteso un deciso miglioramento: le città con il livello massimo di allerta scenderanno a due, segnando l'inizio di una tregua dopo giorni di afa estrema.
Il bollettino del Ministero della Salute indica oggi il livello 3 di allerta per Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Trieste, Venezia e Verona. Il bollino rosso (livello 3 di allerta "indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche".
Da domani, giovedì 2 luglio, la situazione inizierà a migliorare: resteranno in rosso soltanto Catania e Reggio Calabria, mentre Messina passerà al bollino arancione e tutte le altre città saranno in giallo, con un significativo calo del rischio legato al caldo. Ci sarà quindi una tregua dal caldo vissuto nell'ultima settimana.
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