(di Marzia Piga) Una Sardegna a due velocità, capace di correre più
del resto d'Italia grazie a un turismo da record ma frenata da una
crisi demografica senza precedenti e da un sistema sanitario in
"codice rosso". È l'istantanea scattata dal 33/o rapporto Crenos
sull'economia dell'Isola, realizzato dal gruppo di ricerca
coordinato da Marco Nieddu, presentato a Cagliari.Il dato macroeconomico è eclatante: nel 2024 il Pil sardo è cresciuto dell'1,3%, segnando la seconda migliore performance regionale italiana e superando sia la media nazionale (+0,7%) che quella europea (+1,1%). A spingere l'economia è un turismo che nel 2025 ha sfondato il tetto dei 4 milioni di arrivi e 17 milioni di presenze. Tuttavia, questa crescita ha una contropartita sociale: l'aumento vertiginoso dei prezzi immobiliari e dei canoni di locazione (+46,6% rispetto al 2018), che sta riducendo drasticamente l'accessibilità abitativa per i residenti. La direttrice del Crenos, Anna Maria Pinna, avverte: "Il quadro va sostanzialmente bene, ma dipende da un settore sul quale non possiamo fare unico affidamento. Il turismo è un comparto ad alta varianza, influenzato dai mercati internazionali".
Dietro i numeri positivi si nasconde però il "paradosso" del mercato del lavoro. Sebbene gli occupati siano aumentati di circa seimila unità, il rapporto svela che il 90% dell'incremento occupazionale riguarda la fascia d'età tra i 65 e i 74 anni, quella che ritarda l'uscita verso la pensione, mentre la disoccupazione totale risale al 9,3%. "È un dato molto importante che rivela molte cose e che io prenderei in considerazione qualora fossi la presidente del Consiglio", ha sottolineato Pinna.
Il fronte della sanità resta la criticità più sentita: per l'ottavo anno consecutivo la Sardegna detiene il primato nazionale per rinuncia alle cure (17,2%). Nonostante una spesa sanitaria pro capite elevata...