Dalla Barbagia a Cagliari, per poi solcare i mari verso la meta
predestinata. Sono firmate da Roberto Ziranu le sculture in ferro
del trofeo da assegnare domenica al team vincitore della regata
preliminare Louis Vuitton 38/a America's Cup a Cagliari in vista
della sfida di Napoli 2027.
Lo scultore di Orani (Nuoro) ha creato
su lastre di ferro forgiate e fiammate due grandi vele dalle
sfumature blu cobalto ricche di luce. Sembrano sospinte dal vento,
sospese su una base di ginepro secolare, con la sua forma contorta
modellata dal tempo. Quella di 95 centimetri sarà donata al team
vincitore della categoria principale; l'altra, di 65 centimetri,
andrà al team vincitore che schiera donne e under 25.
"E' una
grande emozione per me - racconta Ziranu all'ANSA -. Sapere che le
mie vele, metafora di ogni viaggio fisico e interiore,
raggiungeranno chissà quali luoghi lontani mi riempie di gioia.
Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....
Dalla Barbagia a Cagliari, per poi solcare i mari verso la meta
predestinata. Sono firmate da Roberto Ziranu le sculture in ferro
del trofeo da assegnare domenica al team vincitore della regata
preliminare Louis Vuitton 38/a America's Cup a Cagliari in vista
della sfida di Napoli 2027.
Lo scultore di Orani (Nuoro) ha creato
su lastre di ferro forgiate e fiammate due grandi vele dalle
sfumature blu cobalto ricche di luce. Sembrano sospinte dal vento,
sospese su una base di ginepro secolare, con la sua forma contorta
modellata dal tempo. Quella di 95 centimetri sarà donata al team
vincitore della categoria principale; l'altra, di 65 centimetri,
andrà al team vincitore che schiera donne e under 25.
"E' una
grande emozione per me - racconta Ziranu all'ANSA -. Sapere che le
mie vele, metafora di ogni viaggio fisico e interiore,
raggiungeranno chissà quali luoghi lontani mi riempie di gioia.
E' stato catturato nella notte il detenuto evaso nella tarda
mattinata di ieri dalla casa penale di lavoro all'aperto di Is
Arenas (ex colonia penale), nella Sardegna sud occidentale. Lo fa
sapere, in una nota, la Fns Cisl.
(Adnkronos) - Il dolore acuto rappresenta oggi una delle sfide più urgenti per la salute pubblica in Italia. Secondo i dati dell'Osservatorio YouGov, 8 italiani su 10 hanno sofferto almeno un episodio di dolore nell'ultimo anno, con manifestazioni che spaziano dal dolore muscoloscheletrico al dolore dentale, dal dolore mestruale alla cefalea, fino al dolore associato a raffreddore e influenza. All'interno di questo quadro, i disturbi muscoloscheletrici (Dms) rappresentano una delle cause più frequenti di dolore nella popolazione adulta e mostrano una crescita costante nei trattamenti farmacologici. Secondo il Global Health Inclusivity Index (studio condotto dall'Economist Impact con il contributo del gruppo Haleon), i Dms sono responsabili ogni anno in Italia di oltre 4 miliardi di euro di costi tra spesa sanitaria pubblica e privata, perdita di produttività, assenze, turnover e pensionamenti anticipati. Investire in prevenzione permetterebbe di risparmiare oltre 1,72 miliardi di euro l'anno solo in Italia.
Secondo i dati Inail - riporta una nota - il 71,5% delle denunce di malattie professionali nel 2024 riguarda patologie muscoloscheletriche, in aumento rispetto al 68% del 2020. Tra i fattori all'origine dei Dms, uno dei più rilevanti è l'evoluzione delle abitudini lavorative: il numero di lavoratori da remoto è aumentato di 6,5 volte rispetto al 2019, un cambiamento che ha introdotto milioni di persone a postazioni non ergonomiche, spesso improvvisate, favorendo l'aumento di tensioni muscolari, dolori cervicali e lombari. A questo si aggiunge che 1 italiano su 3 dichiara livelli elevati di stress e che il 30% della popolazione ha più di 60 anni, fascia d'età fisiologicamente più esposta a dolore articolare e perdita di massa muscolare. I disturbi muscoloscheletrici non riguardano più soltanto le professioni fisicamente impegnative: oggi colpiscono artigiani, operatori sanitari, lavoratori della logistica, ma anche impiegati e persone che trascorrono molte ore al computer, anche in smart working.
"Questi dati mostrano come il dolore non sia semplicemente un sintomo, ma rappresenti sempre più un vero e proprio fenomeno sociale, economico e lavorativo che coinvolge tutti - osserva Fabrizio Gervasoni, medico fisiatra, direttore Sc distretto Municipio 2 dell'Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano - In una popolazione che vive più a lungo e che è quotidianamente esposta a fattori di rischio legati al lavoro e agli stili di vita, prevenzione e trattamento tempestivo del dolore diventano elementi cruciali per preservare mobilità, autonomia e qualità della vita. Movimenti ripetitivi, sovraccarichi a danno delle nostre articolazioni, ma soprattutto il mantenimento prolungato di posture scorrette durante la giornata lavorativa - chiarisce l'esperto - sono diventati parte della nostra quotidianità, contribuendo alla diffusione dei disturbi a carico di muscoli, tendini e articolazioni. E' quindi necessario quello che viene definito empowerment del paziente: ovvero un approccio informato e consapevole, che preveda il coinvolgimento attivo della persona in attività di educazione, prevenzione, esercizio e uso appropriato delle terapie disponibili".
L'aumento dell'incidenza di condizioni di dolore acuto nella popolazione e il conseguente crescente ricorso all'automedicazione rendono centrale il tema dell'appropriatezza terapeutica, in un Paese dove l'uso degli antinfiammatori Fans è molto diffuso e spesso rappresenta la prima risposta immediata al dolore. Gli analgesici orali - si evidenzia nella nota - tra il 2019 e il 2024 hanno registrato una crescita di 3 milioni di unità vendute. In questo scenario l'innovazione farmacologica ha reso disponibili molecole che permettono un approccio più selettivo al trattamento del dolore, con profili farmacologici ottimizzati e una risposta analgesica rapida. Tra queste - si legge - il dexibuprofene rappresenta un'opzione di interesse terapeutico, grazie alla disponibilità della sola componente attiva che consente un'azione farmacologica con dosaggi mirati e un metabolismo meno complesso. Trattandosi di Fans, rimane centrale il principio di appropriatezza d'uso: il coinvolgimento del medico e del farmacista è fondamentale per garantire una scelta terapeutica personalizzata, sicura e coerente con il profilo clinico del paziente.
Il dexibuprofene - descrive la nota - è l'enantiomero S (+) farmacologicamente attivo dell'ibuprofene, ovvero responsabile dell’effetto analgesico e antinfiammatorio. La disponibilità della sola componente attiva consente di ottenere un effetto analgesico e antinfiammatorio efficace con dosi inferiori rispetto alla miscela racemica, con un metabolismo meno complesso e senza necessità di conversione metabolica dell’enantiomero inattivo. Dati clinici in ambito odontoiatrico e sul trattamento di pazienti con dismenorrea primaria mostrano un'insorgenza relativamente rapida dell'effetto, con un sollievo significativo già entro la prima mezz'ora dopo l’assunzione del farmaco. Come per tutti i Fans, l'impiego del dexibuprofene richiede un utilizzo appropriato e personalizzato, tenendo conto del profilo clinico del paziente, delle eventuali comorbilità e delle terapie concomitanti.
"La gestione del dolore - dichiara Antonio Limitone, Medical Affairs Lead Southern Europe Haleon - rappresenta un ambito dove esiste ancora oggi un bisogno insoddisfatto molto significativo: milioni di persone convivono con episodi di dolore acuto che impattano sulla qualità della vita, sulla produttività e sulle relazioni sociali. Come Haleon, abbiamo una lunga esperienza nel campo del sollievo dal dolore e continuiamo a investire per rendere accessibili ai cittadini soluzioni sempre più mirate, basate su evidenze solide e su un uso consapevole dei farmaci. Il farmaco antinfiammatorio lanciato di recente è un esempio concreto del nostro impegno nel supportare la gestione del dolore, con un approccio che tiene insieme efficacia, sicurezza e attenzione alle esigenze reali delle persone".

(Adnkronos) - Investimenti in ricerca e innovazione, accesso alle cure e ruolo strategico dell'industria farmaceutica nel nostro Paese. Questi i temi al centro del talk 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità', il primo appuntamento del ciclo di incontri 'Equilibri e prospettive del sistema salute', promosso da Adnkronos con il contributo non condizionante di Farmindustria disponibile online. All'incontro, moderato dal vicedirettore Fabio Insenga, hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, e il direttore dell'Ufficio Relazioni internazionali di Aifa - Agenzia italiana del famaco, Armando Magrelli.
Nel suo intervento, il ministro Urso ha ribadito la scelta del governo di riconoscere la farmaceutica come comparto industriale strategico: "L'industria farmaceutica rappresenta la dimostrazione concreta di come si possa vincere la sfida dell'innovazione: è il settore che più cresce nelle esportazioni ed è quello che risulta più attrattivo per gli investimenti esteri nel nostro Paese, oltre a essere anche quello che investe maggiormente in innovazione e ricerca. Dobbiamo farne un esempio, un modello di politica industriale". Il ministro ha poi sottolineato la resilienza del sistema produttivo nazionale in uno scenario globale complesso. L'Italia, "in questa fase di instabilità e di conflitti, appare più competitiva di altri Paesi europei". "Nel 2025 - ha spiegato - nonostante guerre commerciali e conflitti armati che coinvolgono diverse aree del mondo, le esportazioni italiane sono cresciute negli Stati Uniti del 7,2%, la migliore performance tra i Paesi europei, trainate anche dal settore farmaceutico. A livello globale le esportazioni sono cresciute del 3,3%, consentendo all'Italia di avvicinarsi al Giappone come quarto Paese esportatore mondiale, con un divario ormai ridotto. Parallelamente, sono aumentati gli investimenti esteri in Italia di oltre il 12% negli ultimi anni, insieme agli investimenti in Borsa, alla crescita dei titoli di Stato italiani e all'aumento dei flussi turistici".
Anche il presidente di Farmindustria ha rimarcato il peso crescente del comparto farmaceutico nell'economia nazionale: "La forza della farmaceutica è la sua capacità di fare innovazione - ha evidenziato Cattani - di avere competenze da Sud a Nord del Paese. Vale, in investimenti in ricerca e sviluppo, oltre 4,5 miliardi di euro ogni anno tra ricerca clinica e tecnologia industriale. Oggi l'industria farmaceutica è il cuore della crescita manifatturiera italiana, con 74 miliardi di euro di produzione industriale nel 2025 e ben 70 di export. Il tutto con un dato molto positivo per la nuova occupazione: una crescita di quasi 2 punti percentuali da un anno all'altro".
Il presidente di Farmindustria ha poi richiamato il contesto geopolitico e le conseguenze del modello Most Favored Nation (Mfn) introdotto dagli Stati Uniti, che lega il prezzo dei farmaci a quello praticato nei Paesi che hanno un reddito pro-capite paragonabile e dove il costo è più basso. "Gli Usa - ha ricordato Cattani - hanno avviato nel 2025 un cambiamento profondo degli equilibri globali della ricerca e dello sviluppo e dell'organizzazione della filiera, con l'obiettivo di rafforzare la propria sovranità e ridurre le dipendenze, soprattutto dall'Europa". "L'industria farmaceutica e la filiera della salute sono fortemente interconnesse a livello mondiale per competenze, materie prime, ricerca e sviluppo - ha precisato - Isolare il tema Mfn da questo quadro non permetterebbe di avere una visione d’insieme, perché si inserisce in uno scenario in cui diventa necessario cambiare approccio in modo radicale nella gestione dell'innovazione".
"Manca ancora una vera logica value-based a livello regolatorio che consenta percorsi più rapidi - ha ammonito Cattani - Oggi, ad esempio, non esiste un meccanismo strutturato di early access per vaccini e farmaci innovativi per i cittadini italiani. In Europa e in Italia i tempi di accesso e rimborso restano lunghi e frammentati, e si sommano a sistemi regionali disomogenei. Per questo diventa centrale superare una logica basata solo su costo e sconto, e spostarsi verso un approccio più orientato al valore dell'innovazione, anche affrontando nodi strutturali come il payback. Difendere la ricerca clinica e l'innovazione significa anche rafforzare la capacità produttiva e garantire ai cittadini l'accesso ai risultati della ricerca".
Dal punto di vista regolatorio, Magrelli ha posto l'accento sul il ruolo dell'Aifa nei processi europei e internazionali. "L'Europa sta modificando i propri assetti normativi per stare al passo con l'innovazione farmaceutica con interventi come il Critical Medicines Act, il Biotech Act e la riforma della legislazione farmaceutica. Sono interventi avviati dagli stakeholder con l'obiettivo di colmare il divario rispetto a un’innovazione che avanza a una velocità sempre più difficile da definire e governare".
Secondo il direttore dell'Ufficio Relazioni internazionali dell'ente regolatorio nazionale, il riconoscimento del valore passa anche da strumenti concreti di accelerazione come gli studi clinici che rappresentano oggi una leva fondamentale per consentire ai pazienti di accedere più rapidamente alle cure innovative. Sul farmaco, Magrelli ha osservato: "L'obiettivo è rafforzare una logica di valore. Il prezzo da solo non può essere sufficiente a rappresentarne l'impatto, sia per i sistemi sanitari sia per le imprese, perché incide anche sulla programmazione industriale e sugli investimenti. Il valore del farmaco si costruisce lungo tutta la filiera, a partire dalla ricerca e dallo sviluppo, soprattutto quando questa è condotta in ambito europeo. Per questo le istituzioni europee e nazionali stanno lavorando per velocizzare i processi regolatori, garantendo da un lato certezza dei tempi e dall'altro certezza del valore riconosciuto. In questo contesto si inserisce anche la necessità di poter rivedere nel tempo il valore dei farmaci: un tema complesso, ma centrale per l'evoluzione dei sistemi di accesso e rimborso", ha chiosato.
E proprio i temi dell'innovazione, della velocità decisionale e della capacità di competere a livello globale restano quindi centrali per il futuro del settore "L'Italia ha rafforzato la propria attrattività per gli investimenti industriali e può giocare un ruolo competitivo, ma solo se riesce a tenere insieme in modo coerente innovazione, regolazione e politica industriale, perché gli eventi che accadono nel mondo ci portano a prendere delle decisioni e devono essere decisioni di sistema, nell'interesse e nella tutela della sicurezza dei cittadini ma anche delle imprese", ha concluso Cattani.
Rivedi il talk: https://www.youtube.com/watch?v=YAaOlpfdnGE

(Adnkronos) - Controlli rafforzati e alcune restrizioni per chi entra in Usa con provenienza Repubblica democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan. L'epidemia di Ebola ha fatto scattare nuove misure previste dai Cdc (Centers for Disease Control and Prevention) che hanno emesso un'ordinanza che sospende l'ingresso negli Stati Uniti ai cittadini stranieri che si trovavano nei paesi coinvolti nell'epidemia nei 21 giorni precedenti l'arrivo. I cittadini statunitensi, i residenti permanenti e i cittadini statunitensi che si trovavano in questi paesi nei 21 giorni precedenti l'arrivo negli Stati Uniti sono autorizzati a entrare.
I viaggiatori che sono stati nella Repubblica democratica del Congo, in Uganda e nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti il loro volo e che hanno in programma di viaggiare negli Stati Uniti, durante il periodo di screening, saranno contattati dalla loro compagnia aerea per riprenotare il volo per l'aeroporto internazionale di Washington, scelto come 'porta' d'ingresso negli Usa per questi viaggiatori. "A oggi, non sono stati segnalati casi sospetti, probabili o confermati di Ebola negli Stati Uniti e il rischio di Ebola a livello nazionale è basso. Tuttavia, lo screening sanitario all'ingresso fa parte di un approccio a più livelli che, se utilizzato insieme ad altre misure di salute pubblica già in atto per individuare i viaggiatori sintomatici in arrivo, può rallentare e ridurre la diffusione della malattia negli Stati Uniti", sottolineano i Cdc in una nota.
"I viaggiatori che sono stati nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti l'arrivo negli Stati Uniti saranno accompagnati in un'area dell'aeroporto riservata allo screening. Qui risponderanno a un breve questionario che chiede informazioni sulla loro storia di viaggio e sui sintomi, e raccoglie informazioni per poterli contattare, se necessario; Il personale del Cdc osserverà questi viaggiatori per individuare eventuali sintomi della malattia e misurerà la loro temperatura corporea utilizzando termometri senza contatto (termometri che non toccano la pelle) - si legge nella nota - I viaggiatori che non presentano sintomi, ma che sono stati nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan negli ultimi 21 giorni, riceveranno informazioni su come monitorare il proprio stato di salute e sulle azioni da intraprendere qualora si manifestassero sintomi in seguito. Questi viaggiatori proseguiranno verso le loro destinazioni finali. I dati di contatto dei viaggiatori saranno condivisi con i dipartimenti sanitari statali e locali per ulteriori accertamenti e supporto". Se un viaggiatore presenta febbre o altri sintomi, verrà visitato da un funzionario della sanità pubblica del Cdc.
L'epidemia di Ebola ha determinato fino a ora un bilancio di oltre 100 morti. L'entità dell'epidemia, causata dal virus Bundibugyo, potrebbe essere maggiore di quanto suggeriscono attualmente le cifre diffuse. I dati ufficiali non descriverebbero la complessità del fenomeno, che potrebbe essere ancora 'sommerso' almeno in parte. È quanto suggerisce un rapporto pubblicato da ricercatori dell'Imperial College London, in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della sanità e le autorità sanitarie regionali.
Secondo l'Oms è destinata a crescere ancora: "Prevediamo che i numeri continueranno ad aumentare, considerato il tempo in cui il virus ha circolato prima che l'epidemia venisse rilevata", ha dichiarato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante una conferenza stampa sugli esiti della riunione del Comitato di emergenza che si è riunito ieri, 19 maggio. Gli esperti del comitato hanno confermato che l'epidemia rappresenta un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale (Pheic, dichiarata dal Dg Tedros domenica 17 maggio), ma non un'emergenza pandemica.

(Adnkronos) - Le mestruazioni restano uno dei temi della salute femminile più esposti a falsi miti e convinzioni errate, nonostante oggi sia più facile trovare informazioni attendibili rispetto al passato. Accanto a una maggiore diffusione di contenuti divulgativi e medici, continuano però a circolare credenze senza fondamento che influenzano il modo in cui viene vissuto il ciclo mestruale e, più in generale, il rapporto con il proprio benessere fisico e psicologico. Spesso queste idee si radicano nella quotidianità e vengono trasmesse nel tempo, generando dubbi o comportamenti non necessari. Diventa quindi importante saper distinguere tra informazioni affidabili e contenuti non supportati da prove, così da vivere il ciclo con maggiore consapevolezza e attenzione alla propria salute. “La corretta informazione sul ciclo mestruale è un elemento essenziale per la tutela della salute femminile - spiega Marco Grassi, ginecologo di Ascoli Piceno - La mancanza di conoscenze adeguate può portare all’introduzione di limitazioni non necessarie nella vita della donna, fino alla sottovalutazione di sintomi che potrebbero richiedere attenzione medica.”
"Il fenomeno della disinformazione tende ad accentuarsi nei mesi caldi. Durante l'estate, tra vacanze, sport all’aperto e cambi di routine, il ciclo mestruale viene spesso vissuto con maggiore attenzione e le convinzioni prive di basi scientifiche tornano a circolare più facilmente", si legge nella nota. Non si può fare il bagno in mare o in piscina durante il ciclo? "Falso. Con assorbente interno o coppetta mestruale è sicuro. Il bagno può anche alleviare i crampi: la protezione adeguata è sufficiente", risponde l'esperto.
L'acqua del mare blocca il ciclo mestruale? "Falso. A differenza di quanto comunemente ipotizzato, non c’è nessuna controindicazione medica nel fare il bagno in mare o in piscina durante il ciclo - chiarisce Marco Grassi - l'unico fattore da considerare è la temperatura: se l'acqua è fredda, i vasi sanguigni dell'utero si restringono momentaneamente riducendo il flusso; se è calda, i vasi si dilatano aumentandolo. Tuttavia, queste variazioni non bloccano il ciclo né lo rendono più doloroso. Anzi, un bagno o una doccia calda sono spesso consigliati proprio per dare sollievo ai dolori mestruali.” Il caldo ritarda il ciclo mestruale? "Non è necessariamente vero. Infatti - aggiunge - non esiste una correlazione tra alte temperature e ritardo del ciclo mestruale. Invece può accadere che il ciclo tenda ad essere più copioso".
Durante le mestruazioni non si può fare sport? "Falso. L’attività fisica può alleviare crampi e migliorare l’umore. L’esercizio, anche leggero, contribuisce al benessere e può ridurre i sintomi del ciclo", osserva Grassi. I tamponi possono essere pericolosi? "Falso. Il timore che il cordoncino del tampone possa spezzarsi è un timore comune, ma del tutto infondato. Infatti, il cordoncino che serve a sfilare il tampone non è solo nella porzione finale del tampone ma è cucito lungo tutto l’assorbente, quindi la possibilità che possa spezzarsi è molto remota", avverte.
Evitare di prendere il sole durante il ciclo mestruale? "Durante il ciclo mestruale la pelle può risultare più sensibile per effetto delle variazioni ormonali, in particolare degli estrogeni, con una maggiore reattività e predisposizione ad arrossamenti. Tuttavia, con una corretta protezione solare ed evitando le ore centrali della giornata, non ci sono controindicazioni specifiche all'esposizione al sole", sottolinea Grassi.
Oltre la stagione: i falsi miti che resistono tutto l'anno. " Alcune credenze non conoscono stagione, e influenzano la quotidianità delle donne da generazioni. Tra queste, l'idea che le mestruazioni si sincronizzino tra donne che vivono a stretto contatto, oppure la convinzione che mangiare cioccolato peggiori i dolori mestruali: un falso mito, poiché il cioccolato fondente può contribuire alla produzione di endorfine e al miglioramento dell'umore, rappresentando un alleato durante il ciclo. O l’idea che alcuni alimenti, come conserve, prodotti a base di lievito e maionese, sono influenzati dal ciclo mestruale. Fino ad arrivare a informazioni sbagliate che possono avere effetti seri sulla vita e sulla salute della donna: Il ciclo mestruale deve durare 28 giorni: "Non esiste una durata 'perfetta', generalmente varia tra 24 e 35 giorni e può essere considerata regolare anche se più corto o più lungo dei classici 28 giorni, purché mantenga una durata simile ogni mese – spiega Marco Grassi – flusso, durata e dolore possono variare da donna a donna senza rappresentare necessariamente un problema. È invece importante rivolgersi al medico quando il ciclo diventa molto irregolare, troppo ravvicinato, eccessivamente abbondante o assente per più mesi consecutivi."
Un’altra fake news pericolosa riguarda il fatto che durante il ciclo non si possa rimanere incinta: anche se poco probabile è possibile rimanere incinta durante le mestruazioni. Come sottolinea il dottor Grassi, "gli spermatozoi possono sopravvivere fino a 7 giorni nelle vie genitali femminili, rendendo possibile il concepimento soprattutto in caso di cicli brevi o ovulazione precoce. È quindi importante utilizzare metodi anticoncezionali in ogni fase del ciclo. Inoltre, durante il ciclo aumenta anche il rischio di infezioni sessualmente trasmissibili, motivo per cui è fondamentale l'uso del preservativo".

(Adnkronos) - La polizia sta indagando sull'ex principe Andrew per presunti reati sessuali. Secondo quanto si legge su diversi media stranieri gli investigatori intendono parlare con una donna che sostiene di essere stata portata nella sua abitazione di Windsor nel 2010 “per scopi sessuali”.
In un comunicato ufficiale, la polizia ha dichiarato: "Se desiderasse denunciarlo alla polizia, la sua segnalazione sarà presa sul serio e gestita con cura, sensibilità e rispetto per la sua privacy". L'iniziativa arriva dopo che le forze dell'ordine hanno individuato “molteplici piste investigative” in quella che viene descritta come un'“indagine di grande rilevanza”.
La polizia avrebbe sequestrato prove durante una perquisizione nell'ex casa di Andrea a Royal Lodge e nella sua nuova proprietà nella tenuta di Sandringham nel Norfolk, che gli agenti starebbero ora “esaminando attentamente”, a quanto si è appreso.
L'ex Principe Andrea ha costantemente negato ogni addebito in relazione alle accuse a lui rivolte.
Lo scorso 19 febbraio, nel giorno del suo 66esimo compleanno, Andrew Mountbatten-Windsor era stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta per condotta illecita nello svolgimento di una funzione pubblica in relazione al caso Epstein. Rilasciato quasi 12 ore dopo l’arresto, era accusato di aver divulgato informazioni riservate a Epstein durante il suo decennio come inviato commerciale del Regno Unito: la polizia aveva chiarito che restava sotto indagine.
Nuove accuse sono arrivate nei giorni successivi. L'ex principe avrebbe addebitato ai contribuenti britannici i costi per un massaggio e spese di viaggio eccessive mentre lavorava come inviato commerciale del Regno Unito. Un ex funzionario, che lavorava per il dipartimento del Commercio e degli Investimenti del Regno Unito nei primi anni 2000, era rimasto infastidito dalla richiesta di Andrea di coprire il costo dei "servizi di massaggio", che il fratello di re Carlo si era rifiutato di pagare. "Pensavo fosse sbagliato. Avevo detto che non dovevamo pagarlo, ma alla fine lo abbiamo pagato comunque", ha riferito all'emittente britannica.

(Adnkronos) - "Non è vero che la campagna di Italia Viva mi ha irritato, così come non è vero che qualcuno a Palazzo Chigi abbia chiesto spiegazioni al Mit". Lo scrive la premier Giorgia Meloni in una lettera alla 'Stampa', smentendo la "falsa notizia" che l'ha descritta 'furibonda' per la campagna realizzata da Italia Viva sul 2xmille e diffusa nelle grandi stazioni ferroviarie italiane. Sottolinea di essere ''tra le persone più criticate e contestate nella storia d'Italia. E non mi ha mai spaventato la critica di nessuno'', ma anche di essere stata ''all'opposizione per decenni e ho profondo rispetto per chi legittimamente tenta di far valere le proprie idee''. Quindi ''tranquillizzo tutti: la Meloni non è «furiosa», non si occupa dei manifesti nelle stazioni, non chiama Ministri e Ministeri per lamentarsi di sciocchezze di questo tipo. Sono cose che facevano altri prima di me. Io mi occupo dei problemi concreti delle persone, e continuerò a farlo''.
Nel merito poi ''devo dire che ho trovato la campagna molto efficace dal punto di vista comunicativo e l'ho detto direttamente a chi l'ha ideata, cioè Matteo Renzi''. ''Leggo, inoltre, che qualcuno avrebbe chiesto di modificare la campagna di Italia Viva. Non so se sia vero e non ho gli elementi per dirlo, perché mi occupo di tante cose ma grazie a Dio non degli spazi pubblicitari nelle stazioni, ma a scanso di equivoci mi permetto di suggerire a chi ha questa responsabilità che la campagna di Italia Viva non dovrebbe essere toccata e dovrebbe proseguire così com'è''.

(Adnkronos) - Si è conclusa la fase operativa subacquea della missione internazionale di search & recovery condotta nel sito d’immersione di Dhekunu Kandu, atollo di Vaavu, alle Maldive, dove sono stati recuperati i corpi dei cinque sub italiani morti. L’immersione di ieri è stato "l’ultimo intervento operativo in acqua effettuato dal team finlandese di soccorso coordinato da Dan Europe, insieme ai team di superficie e in stretta collaborazione con la Maldives National Defence Force e le autorità italiane presenti a Malé", informa Dan Europe sottolineando che le condizioni meteo-marine si sono rivelate "più impegnative rispetto ai giorni precedenti, con forte vento, corrente di superficie ed una fase decompressiva più delicata. L’immersione è iniziata circa 1 ora e 30 minuti più tardi del previsto e ha previsto circa 50 minuti di lavoro all’interno della grotta, con una durata complessiva del tuffo di circa 3 ore".
Gli obiettivi dell’immersione includevano la cosiddetta scene clean-up: "La rimozione di sagole guida temporanee e attrezzature installate all’interno delle cavità durante la fase di recupero, oltre alla verifica e recupero di ulteriori elementi rimasti sulla scena e potenzialmente utili alle indagini in corso". "Questa procedura segue best practice riconosciute, che prevedono il ripristino dell’ambiente e la rimozione, ove possibile, delle tracce di attività precedenti - sottolinea - Tutto il materiale recuperato, comprese attrezzature appartenenti alle vittime, ai soccorritori e a precedenti team operativi, è stato consegnato alla polizia maldiviana".
"Le operazioni subacquee sono state condotte secondo procedure consolidate di immersione tecnica e cave, con ruoli operativi chiaramente definiti tra attività di recupero, supporto safety e documentazione. Il team ha usato rebreather a circuito chiuso (Ccr), Dpv e sistemi ridondanti adatti ad ambienti profondi e ostruiti. Queste tecnologie hanno consentito di operare agevolmente per lunghi periodi all’interno della grotta, ottimizzando decompressione, mobilità e sicurezza operativa", conclude Dan Europe ringraziando di cuore "tutte le persone, le istituzioni e i team operativi che hanno reso possibile questa complessa missione internazionale".

(Adnkronos) - Per esercitare la deterrenza e "difenderci da qualsiasi potenziale avversario" sono necessarie le risorse e "la buona notizia, a questo proposito, è che i fondi stanno effettivamente arrivando. Molti Alleati stanno incrementando progressivamente il proprio impegno, accelerando il percorso verso il raggiungimento dell'obiettivo di spesa del 5%, stabilito in occasione del Vertice dell'Aja". Così il segretario generale della Nato, Mark Rutte, arrivando alla riunione dei ministri degli Esteri dell'Alleanza a Helsingborg.
"Ciò si traduce, letteralmente, in decine - e, nel corso degli anni, centinaia - di miliardi di euro aggiuntivi destinati alla spesa per la difesa", ha spiegato Rutte.
"Siamo pronti a incrementare la spesa per la difesa e vogliamo raggiungere la soglia del 5% del Pil. Tuttavia, a livello europeo, abbiamo bisogno di maggiore flessibilità in ambito energetico. Per l'Italia è necessario che vigano le stesse regole sia per la difesa che per l'energia in questo momento difficile per l'economia europea e per ogni economia a livello globale", ha spiegato intanto il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, arrivando al summit.
Per quanto riguarda la Nato, ha continuato, "vogliamo rafforzare il pilastro europeo, crediamo nella difesa europea. Come ho già detto, dobbiamo fare di più per l'industria della difesa. Naturalmente, l'Italia è favorevole ad 'acquistare europeo', ma anche ad acquistare da Paesi amici come il Regno Unito, gli Stati Uniti, il Giappone e gli altri Paesi che fanno parte del G7 e della Nato".
Sulle basi in Europa e sullo Stretto di Hormuz "gli europei hanno recepito il messaggio" degli Stati Uniti, ha quindi assicurato. "Quando mi sono recato negli Stati Uniti, all'inizio di aprile, ho avuto modo di parlare anche con il presidente, con il segretario di Stato e con il segretario alla Difesa. Ho percepito distintamente un senso di delusione. Permettetemi di aggiungere che gli europei hanno recepito il messaggio", ha spiegato il segretario generale dell'Alleanza atlantica.
Per quanto riguarda le basi europee, "si tratta di impegni bilaterali assunti dai Paesi europei nei confronti degli Stati Uniti, affinché questi ultimi possano avvalersi di tali accordi per le operazioni che conducono in altre parti del mondo. Osservando la situazione attuale in Europa - e in particolare negli ultimi due mesi - si nota come i paesi europei stiano onorando tali impegni in maniera massiccia", ha spiegato Rutte.
Passando poi allo Stretto di Hormuz, ha proseguito, "ciò che stiamo osservando - e credo che su questo punto gli europei abbiano davvero recepito il messaggio - è che molti Paesi europei si stanno adoperando per, diciamo così, posizionare alcune delle loro navi chiave e altri asset in prossimità del teatro operativo: mi riferisco, ad esempio, a equipaggiamenti per lo sminamento e navi dragamine".
Il segretario Rutte ha quindi accolto positivamente l'annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sull'invio di 5mila soldati in Polonia. "Naturalmente, accolgo con grande favore l'annuncio di ieri", ha dichiarato nel doorstep della riunione. "La traiettoria su cui ci troviamo - ovvero un'Europa più forte e una Nato più forte, volta a garantire che, nel tempo e passo dopo passo, diventeremo meno dipendenti da un unico alleato, come lo siamo stati per così tanto tempo, vale a dire gli Stati Uniti - proseguirà. In tal modo, anche per loro, si aprirà la possibilità e l'opzione di orientarsi maggiormente verso altre priorità, che sono anch'esse nel nostro interesse", ha spiegato Rutte.
"E' nostro dovere garantire che (l'Ucraina, ndr) disponga di tutto il necessario per sostenere lo sforzo bellico. Ciò implica la disponibilità di risorse finanziarie, nonché l'impegno a garantire che tali fondi - e il sostegno complessivo all'Ucraina - siano distribuiti nel modo più equo possibile tra tutti gli alleati della Nato. Ritengo che, su questo fronte, possiamo fare ancora di più", ha poi dichiarato il segretario generale della Nato.
"Ciò che intendo ottenere è che ci sia una maggiore condivisione degli oneri in questo ambito", ha proseguito Rutte, lamentando che "al momento sono solo sei o sette alleati a farsi carico del lavoro più gravoso". Secondo il segretario generale, "la buona notizia è che il loro contributo è sufficiente a garantire che l'Ucraina continui ad avere accesso a questi cruciali equipaggiamenti statunitensi. Ma, naturalmente, sarebbe più giusto se all'interno della Nato - e in particolare nella componente europea dell'Alleanza - vedessimo anche altri alleati farsi avanti".
Ricordando la presenza alla riunione a Helsingborg del capo della diplomazia di Kiev, Andrij Sybiha, Rutte ha evidenziato che "il tema centrale è come fare in modo che l'Ucraina rimanga il più forte possibile nel condurre la propria battaglia. Le forze ucraine stanno tenendo la linea del fronte e, devo ammetterlo, sono profondamente colpito dalla tenacia con cui, fin dal 2022 - anno dell'invasione su vasta scala da parte della Russia - si oppongono all'attacco nemico".

(Adnkronos) - Dai temporali al caldo anomalo, è iniziata ufficialmente sull'Italia l'escalation termica. Fino a metà della prossima settimana, spiegano infatti gli esperti, assisteremo a una vera e propria parentesi estiva con termometri che registreranno un'anomalia di ben 6-7°C oltre la media del periodo. Sono queste le previsioni meteo per la giornata di oggi, venerdì 22 maggio, e per i giorni a venire.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma infatti che il caldo anomalo inizierà a farsi sentire in modo marcato già dalle prossime ore. Entro domenica raggiungeremo valori tipicamente estivi in diverse regioni, con il Centro-Nord a fare da capofila. La Spezia toccherà i 32°C, mentre 31 sarà la massima di gran parte della Pianura Padana, della Toscana, della Sardegna e del Lazio (inclusa Roma).
Il vero apice di questa prima ondata di calore del 2026 (e non di Luglio, anche se le temperature ci faranno credere il contrario!) è atteso per l'inizio della prossima settimana. La giornata campale sarà mercoledì 27 maggio, quando si formerà un vero e proprio "triangolo bollente" tra il Basso Piemonte, l'Emilia e la Lombardia orientale.
Piacenza, Cremona, Mantova faranno registrare 35°C, Alessandria, Asti, Firenze, Grosseto, La Spezia, Modena, Pavia e molte altre città del Centro-Nord toccheranno i 34°C!
Al Sud, invece, i valori saranno leggermente più bassi: questa apparente anomalia sarà dettata dalla posizione dell'anticiclone africano: la struttura di alta pressione posizionerà il suo baricentro sul Canale della Manica, espandendosi da lì verso l'Italia e colpendo con la sua aria rovente, in modo più diretto, le nostre regioni centro-settentrionali.
Ma cosa succederà dopo il picco canicolare di mercoledì 27 maggio? Entrando nel campo delle tendenze a lungo termine (che come sempre vanno prese con le pinze), i modelli matematici indicano un possibile ribaltone.
Un'incursione di aria più fresca proveniente dai Balcani potrebbe scontrarsi con l'enorme quantità di aria calda e umida accumulata nei bassi strati nei giorni precedenti. Questo mix rischierà di generare forti temporali, specialmente al Centro e al Meridione. La seconda parte della prossima settimana potrebbe quindi rivelarsi marcatamente instabile: mattinate belle e assolate seguite da pomeriggi temporaleschi.
In attesa di capire l'esatta evoluzione a lunga scadenza, è fondamentale prepararsi a questa prima ondata di calore. A livello biologico, il primo vero caldo dell'anno è il più pericoloso per il nostro organismo, che non ha ancora avuto il tempo di acclimatarsi.
Torna quindi ufficialmente la stagione delle classiche raccomandazioni, ma sempre vitali:
Tutelate le fasce più a rischio: gli anziani sono i soggetti più vulnerabili a questi sbalzi termici improvvisi. Assicuratevi che restino al fresco e idratati.
Protezione solare massima: specialmente per i bambini, applicate abbondante crema solare. I raggi solari di fine maggio sono potenti quanto quelli di fine luglio.
Idratazione costante: bevete molta acqua ed evitate l'esposizione diretta al sole nelle ore centrali della giornata.
L'Estate è arrivata, viviamola con la giusta prudenza.
Venerdì 22. Al Nord: sole, ancora più caldo. Al Centro: sole e caldo. Al Sud: soleggiato, ma ventoso; lieve instabilità sui rilievi calabresi.
Sabato 23. Al Nord: sole, caldo in aumento. Al Centro: sole e caldo anche estivo. Al Sud: soleggiato ma ventoso, alcuni temporali sulla Calabria.
Domenica 24. Al Nord: sole e caldo estivo. Al Centro: sole e caldo estivo. Al Sud: soleggiato, alcuni temporali su Calabria e Sicilia.
Tendenza: anticiclone africano e caldo in ulteriore aumento fino a 33-35°C a metà della prossima settimana. Successivo probabile aumento dell’instabilità.

(Adnkronos) - Durante l'operazione militare contro l'Iran, le forze armate statunitensi hanno perso quasi un quinto dei loro droni MQ-9 Reaper a lunga autonomia. A scriverlo è la Tass citando una notizia di Bloomberg. Secondo il rapporto, dall'inizio dell'attacco all'Iran alla fine di febbraio, la Repubblica islamica ha distrutto oltre due dozzine di droni MQ-9 Reaper, pari a quasi il 20% delle risorse del Pentagono precedenti al conflitto.
Un singolo drone costa 30 milioni di dollari. Secondo il rapporto, i droni sono dotati di sensori e telecamere ad alta potenza e possono trasportare missili Hellfire e bombe guidate JDAM (Joint Direct Attack Munition). Bloomberg ipotizza inoltre che il numero totale di droni persi durante il conflitto con l'Iran potrebbe raggiungere quota 30, includendo anche i droni danneggiati e quindi inutilizzabili. L'agenzia stima i danni complessivi a 1 miliardo di dollari.
Sul fronte Usa, intanto, gli 007 smentiscono le dichiarazioni di Donald Trump sulla distruzione della capacità dell'Iran di costruire missili e droni "all'85%", quasi annientato la 'potenza di fuoco' di Teheran. Le dichiarazioni del presidente americano, infatti, non descrivono fedelmente il quadro attuale a giudicare dalle informazioni consegnate alla Cnn da due fonti a conoscenza delle valutazioni dell'intelligence americana.
L'Iran ha già riavviato una parte della produzione di droni nelle sei settimane di cessate il fuoco in vigore da inizio aprile, dando un chiaro segnale della rapidità di ripresa di alcune capacità militari colpite dagli attacchi israelo-americani: l'apparato militare iraniano si sta ricostituendo molto più velocemente di quanto inizialmente previsto. "Stiamo negoziando", ripete Trump, senza escludere l'ipotesi della ripresa del conflitto. Se la guerra dovesse riprendere, Teheran non si farebbe cogliere impreparata.
La ricostituzione delle capacità militari, compresa la sostituzione dei siti missilistici, delle rampe di lancio e della capacità produttiva di sistemi d'arma chiave distrutti durante l'attuale conflitto implica che l'Iran rimane una minaccia significativa per gli alleati regionali qualora il presidente americano dovesse decidee di riprendere la campagna di bombardamenti. E mette inoltre in discussione le affermazioni sulla misura in cui gli attacchi statunitensi e israeliani abbiano indebolito le forze armate iraniane a lungo termine.
Sebbene i tempi di ripresa della produzione cambino a seconda delle diverse componenti delle armi, alcune stime dell'intelligence statunitense indicano che l'Iran potrebbe ricostituire pienamente la sua capacità di attacco con droni in appena sei mesi, ha dichiarato alla Cnn una delle fonti, un funzionario statunitense. "Gli iraniani hanno abbreviato tutti i tempi delle previsioni fatte dalla comunità internazionale", ha dichiarato il funzionario.
Gli attacchi con i droni sono fonti di particolare preoccupazione per gli alleati regionali. Se le ostilità dovessero riprendere, l'Iran potrebbe incrementare la sua capacità di produzione missilistica, già notevolmente ridotta, e realizzare contemporaneamente un maggior numero di lanci di droni, per continuare a colpire Israele e i Paesi del Golfo che si trovano nel raggio d'azione di entrambi i sistemi d'arma.
L'Iran avrebbe intanto ipotizzato una possibile collaborazione con l'Oman, alleato degli Stati Uniti nel Golfo, per imporre un pedaggio alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Lo scrive il New York Times. Da quando gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato la guerra contro l'Iran alla fine di febbraio, il traffico commerciale su questa vitale via navigabile si è quasi completamente arrestato, con ripercussioni sull'economia globale e sui prezzi dell'energia. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ieri ha dichiarato che Hormuz "È una via navigabile internazionale. Non vogliamo pedaggi".

(Adnkronos) - "Nel complesso, il nostro piano a lungo termine per maggio si sta in gran parte svolgendo. Gli obiettivi principali sono le raffinerie di petrolio russe, i depositi e altre infrastrutture legate a queste entrate petrolifere". Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo che droni di Kiev hanno colpito la raffineria di petrolio di Syzran, situata a oltre 800 km all'interno del territorio russo, incendiandola. Il capo dello Stato ha pubblicato un video che mostra le conseguenze dell'attacco.
L'agenzia di stampa indipendente russa Astra ha confermato che i droni ucraini hanno colpito la raffineria di Syzran, di proprietà della compagnia petrolifera e del gas Rosneft.
Il governatore della regione russa di Samara, Vyacheslav Fedorishchev, ha dichiarato che due persone sono state uccise da droni ucraini, ma non ha menzionato la raffineria. L'escalation degli attacchi sta danneggiando le entrate di Mosca, aggravando al contempo la pressione economica delle sanzioni internazionali. Con alcuni attacchi che hanno raggiunto oltre 1.500 km all'interno del territorio russo, i raid hanno contribuito a creare un senso di insicurezza tra i russi e aumentano la pressione sul presidente russo Vladimir Putin.
(Adnkronos) - Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è a Helsingborg (Svezia) per la riunione dei Ministri degli Esteri della Nato. L’incontro costituisce un’occasione di confronto a livello politico sui più importanti temi dell’agenda euro-atlantica, anche in vista del Vertice Nato di Ankara (7-8 luglio). Tra i punti in agenda, il sostegno all’Ucraina e l’impatto sull’Alleanza della situazione in Medio Oriente, con al centro la crisi di Hormuz.
(Adnkronos) - E' tutto pronto a Nicosia per la riunione dell'Eurogruppo e dell'Ecofin informale. Per l'Italia il tema centrale è la richiesta di flessibilità per affrontare la crisi energetica avanzata direttamente da Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen. Attesa per il ministro Giancarlo Giorgetti.

(Adnkronos) - Nella tarda serata di giovedì 21 maggio è morto a 76 anni Carlo Petrini. Il decesso nella casa di Bra, in provincia di Cuneo. Gastronomo, giornalista, scrittore e promotore di un sistema alimentare sostenibile e giusto, Petrini era il fondatore di Slow Food.
"Dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità sono nati Slow Food (1986), la rete internazionale di Terra Madre e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (2004). È stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato si’ (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco", ricorda Slow Food sul suo sito web.
"'Chi semina utopia, raccoglie realtà', amava dire Carlo Petrini che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia", si legge ancora.
"La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi", il saluto.
Carlo Petrini, Carlin per tutti, era nato nel 1949 nella città di Bra. Era il 26 luglio del 1986 quando nasceva Arcigola (in seguito Slow Food Italia), esperienza che ben presto si diffuse in tutta la penisola e anche all’estero, tant’è che il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food fu firmato da oltre venti delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, carica che ha ricoperto fino al 2022.
Grazie alla sua visione lungimirante, Petrini ha svolto un ruolo decisivo nello sviluppo di Slow Food, ideando e promuovendo i suoi progetti, oggi di grande visibilità internazionale. Tra i suoi numerosi traguardi figura la creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, che farà da apripista a esperienze simili in altri atenei. Con l’ideazione dell’Università di Pollenzo, dopo aver assegnato al cibo valenza politica, Petrini gli ha attribuito un ruolo sempre più di rilievo all’interno del mondo accademico. Anche questo è stato un percorso visionario e pragmatico, culminato nel 2017 quando lo Stato italiano ha istituito la Classe di Laurea in Scienze Gastronomiche, aprendo la strada alla legittimazione accademica — e non solo — della figura del gastronomo: un professionista che studia il cibo attraverso i suoi processi culturali, storici, socio-economici e ambientali. Dalla sua fondazione, l’Ateneo di Pollenzo ha formato circa 4000 gastronome e gastronomi provenienti da 100 Stati. Petrini è stato l’ideatore di Terra Madre nel 2004, una rete internazionale di comunità del cibo che riunisce piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, accademici ed esperti. Terra Madre è da allora il cuore pulsante di Slow Food, consentendo al movimento di diffondersi in oltre 160 Paesi; rappresenta una globalizzazione positiva e dà voce a chi rifiuta di arrendersi a un approccio industriale all’agricoltura e all’omologazione delle culture alimentari. Inoltre, insieme a Mons. Domenico Pompili, attualmente Vescovo di Verona, nel 2017 ha fondato le Comunità Laudato Si’, una rete di circa 80 realtà territoriali che, raccogliendo persone di ogni fede, accomunate dall’amore per la nostra casa comune, operano in piena sintonia con il messaggio dell’omonima Enciclica di Papa Francesco. Un esempio concreto di conversione in grado di innescare la transizione ecologica partendo dal basso.

(Adnkronos) - Sui Mondiali di calcio piomba l'emergenza Ebola, che dilaga nella Repubblica democratica del Congo. A causa del focolaio che cresce ogni giorno, la Federazione calcistica congolese ha dovuto cancellare il ritiro di Kinshasa per trasferirlo in Belgio. Qui la nazionale africana preparerà le sfide del Gruppo K contro Portogallo, Colombia e Uzbekista. L'Italia potrebbe avere un'altra clamorosa chance di ripescaggio per i Mondiali 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti? "Non so se Ebola permetterà all'Italia di partecipare ai Mondiali, certamente l'epidemia è molto più grande di quello che si sta vedendo. Chi vive in quelle aree parla di numeri più grandi di quelli ufficiali rispetto ai contagi dell'Ebola -Bundibugyo. E' una epidemia partita con il botto rispetto al 2014-2016", dice all'Adnkronos Salute l'infettivologo Matteo Bassetti.
"Si dovrà fare la quarantena per chi arriva in Usa dalle zone a rischio Ebola in Africa, questo è sicuro. Ma non credo - aggiunge - che Bundibugyo permetterà all'Italia di partecipare ai Mondiali e sarebbe davvero triste che un problema infettivo consentisse alla Nazionale di partecipare. I Mondiali si devono conquistare sul campo, l'Ebola - chiosa il direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova - non può essere il dodicesimo giocatore non può giocare per l'Italia. Sarebbe un errore".
Pagina 51 di 138
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it