(Adnkronos) - “Il bullismo nasce da un linguaggio aggressivo. Si è persa la capacità di dialogare, ma si reagisce solo”. Lo ha detto Alessia Pieretti, consigliera delegata di Roma Capitale, nonché ex atleta e vincitrice di una Coppa del Mondo nel pentathlon. Durante il suo intervento alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall'Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell'Informazione dell'Adnkronos Pieretti ha descritto i progetti avviati nell’amministrazione per contrastare il fenomeno del bullismo. Uno tra tutti il progetto “Patente 4.0” che unisce la consapevolezza digitale e il mondo dello sport. “Si cerca attraverso la narrazione con gli atleti di dialogare con i ragazzi per capire quale direzione prendere”. Gli atleti diventano gli esempi perfetti per dimostrare l’importanza del tempo. “Siamo abituati a ottenere tutti in maniera veloce, ma raggiungere un obiettivo richiede tempo, come per gli atleti che per ottenere una medaglia hanno bisogno di un lungo allenamento”, ha spiegato la consigliera. Tra gli altri progetti quello nel comune di Monterotondo. “Abbiamo portato i ragazzi in piazza a provare lo sport. Perché l’attività sportiva deve diventare una realtà stabile e importante nella formazione”.

(Adnkronos) - "Non possiamo avere una salute duratura delle persone e della società senza tener conto che gli esseri viventi e la Terra sono in grado di rigenerare la vita. Questo implica un cambiamento nel modo in cui guardiamo le cose: invece di pensare di essere al di sopra della natura, dovremmo agire in armonia con la natura e sentirci parte di essa". Lo spiega Susana Muhamad, Former Ministry of Environment and Sustainable Development della Colombia, in occasione della terza edizione del Milan Longevity Summit, in svolgimento con il nuovo concept della prospettiva One Health per ridisegnare il futuro della longevità.
"La nostra salute, nel lungo periodo - osserva Muhamad - dipende dalla salute del pianeta. Questo significa, in definitiva, che dovremo abbandonare gradualmente i combustibili fossili, che stanno causando il cambiamento climatico e profondi problemi per la salute, e ripristinare l'equilibrio ecologico del pianeta. Queste sono le due principali azioni su cui l'umanità dovrà lavorare nel corso del XXI secolo. Se la longevità e la rigenerazione dei sistemi viventi e della società verranno perseguite continuando con l'attuale sistema di estrazione e sfruttamento - avverte - rischiamo di finire non solo con un pianeta malato, ma in una situazione catastrofica per l'umanità".

(Adnkronos) - "Con l'allungamento della vita il concetto di risparmio diventa ancora più cruciale, perché gli anni più complicati sono quelli dopo la pensione. Già oggi si registrano dei gap pensionistici per mantenere lo stesso tenore di vita: quanto guadagna oggi una persona e quanto guadagnerà quando raggiungerà la pensione sono aspetti che registrano già un gap. Più sono gli anni da coprire e maggiore diventa in valore assoluto. Di conseguenza, l'allungamento della vita è un fattore molto positivo, ma è necessario far fronte alla longevità anche in termini finanziari". Così Romualdo Guidi, Head of Product and Services di Fineco Bank, intervenendo alla terza edizione del Milan Longevity Summit.
Questo approccio "vale, a maggior ragione, per i giovani, che si troveranno probabilmente ad affrontare un gap pensionistico ancora più ampio - chiarisce Guidi - Si può prevedere che l'inflazione continuerà a crescere. Di conseguenza, soprattutto per la fascia più giovane della popolazione, è molto importante pianificare seriamente i propri risparmi. La buona notizia è il tempo che un giovane ha a disposizione: con una giusta educazione finanziaria e comprensione di questa tipologia di obiettivi, un giovane ha tutte le opportunità per godere serenamente degli anni successivi alla pensione nella longevità che ci auguriamo continui ad aumentare. La longevità è un tema cruciale - conclude - teniamo molto a dare una mano e a fare la nostra parte".
(Adnkronos) - "Abbiamo raccolto a Milano le menti migliori che lavorano in tutto il mondo sul tema molto importante dell'invecchiamento in salute, quello che gli americani chiamano Healthspan con l'obiettivo di fare sintesi di tutta la scienza che abbiamo a disposizione, che è molto vasta, e trovare soluzioni concrete da proporre alla popolazione e ai sistemi sanitari nazionali per ridurre l'incidenza delle patologie dell'invecchiament". Lo ha detto Alberto Beretta, presidente del Comitato scientifico del Milan Longevity Summit, in occasione della terza edizione del Milan Longevity Summit, in corso al MiCo di Milano sul concept One Health per ridisegnare il futuro della longevità.
"Ci troviamo all'interno di una società che invecchia molto rapidamente - osserva l'esperto - La piramide demografica è invertita e occorre assolutamente intervenire sull'incidenza di queste patologie per permettere alle persone di vivere a lungo e sane e, al contempo, permettere ai sistemi sanitari di risparmiare e fare economia sull'assistenza a queste persone".
Sui contenuti della 4 giorni milanese, Beretta ricorda "la sessione sulla demografia, con una lezione magistrale da parte di Jay Olshansky, illustre gerontologo, che ha dimostrato aspetti fondamentali sull'andamento demografico nei nostri Paesi". Oltre all'approfondimento "sui biomarker, test che si effettuano per capire in che modo sta invecchiando una persona", il presidente del comitato scientifico evidenzia lo spazio dedicato ai "meccanismi biologici dell'invecchiamento, che sono numerosi", ma anche al "ringiovanimento dei vari organi, del sistema nervoso centrale, del cuore, eccetera. Infine - aggiunge - affronteremo tutte le tematiche di intervento terapeutico, a partire dall'esercizio fisico, proseguendo con l'alimentazione e la gestione del sonno, dello stress e tutto l'impatto che questi aspetti hanno sulla qualità della vita in terza età. Le prospettive future di questo tipo di disciplina sono ottime, dal punto di vista scientifico, però dipenderanno interamente da come i sistemi sanitari riusciranno a recepire queste novità".
Sottoscritto oggi a Cagliari, in occasione della fase preliminare
della 38/a America's Cup, il protocollo d'intesa tra il ministro
per lo Sport Andrea Abodi, il presidente di Sport e Salute Marco
Mezzaroma, il presidente della Regione Campania Roberto Fico e il
sindaco di Napoli Gaetano Manfredi per "promuovere Napoli e la
Campania con una strategia condivisa di valorizzazione di tutti i
contenuti che qualificano questa terra che si 'perde' nel mare", è
stato detto durante la conferenza stampa.
(Adnkronos) - Condizione capace di portare anche alla cecità giovani pazienti, è diventata sempre più controllabile, grazie ai progressi della medicina. Il cambio di prospettiva interessa la malattia di Behçet, patologia infiammatoria rara, cronica e recidivante, al centro della Giornata mondiale che si è appena celebrata. Negli ultimi 15 anni l’arrivo dei farmaci biologici ha cambiato radicalmente la prognosi della malattia. “La prognosi è radicalmente migliorata rispetto agli anni ’90”, spiega Fabrizio Conti, professore ordinario di Reumatologia, La Sapienza Università di Roma e tra i massimi esperti italiani della patologia. “Ricordo giovani pazienti che arrivavano nei nostri ambulatori già con gravi danni oculari e, in alcuni casi, ciechi - racconta - Oggi, grazie ai farmaci biologici, possiamo prevenire e controllare molte delle complicanze più gravi, in particolare quelle oculari, neurologiche e intestinali”.
La malattia di Behçet è una una condizione rara caratterizzata da un’infiammazione sistemica che può coinvolgere più organi e apparati - informa una nota Apmarr, Associazione italiana persone con malattie reumatologiche e rare - È più frequente nei Paesi del bacino del Mediterraneo e lungo la storica ‘Via della seta’, dal Medio Oriente fino all’Estremo Oriente. Colpisce soprattutto giovani uomini, spesso in età lavorativa. Tra i campanelli d’allarme più caratteristici ci sono ulcere orali ricorrenti associate a ulcere genitali, manifestazioni cutanee, problemi oculari come uveite posteriore e vasculite retinica, ma anche complicanze neurologiche e vascolari, tra cui trombosi e aneurismi.
“Le cosiddette ‘red flag’ sono importanti – sottolinea il reumatologo – La combinazione tra afte orali e genitali in un giovane paziente deve accendere un sospetto clinico, soprattutto se associata a manifestazioni oculari. La diagnosi non è sempre semplice, ma intercettare precocemente la malattia significa evitare danni irreversibili”. Secondo gli specialisti, il percorso del paziente deve essere affidato a centri esperti nelle malattie rare e a team multidisciplinari in cui il reumatologo coordina il lavoro di oculisti, neurologi e altri specialisti. “La gestione moderna della Behçet è necessariamente multidisciplinare – evidenzia Conti – Il reumatologo è il riferimento del paziente, ma il coinvolgimento di altri specialisti è fondamentale per scegliere le terapie migliori e monitorare le diverse manifestazioni della malattia”.
Negli ultimi anni, oltre alle terapie tradizionali basate su corticosteroidi e immunosoppressori, sono entrati nella pratica clinica farmaci biologici anti-Tnf e nuove molecole mirate, inizialmente sviluppate per altre malattie autoimmuni, che hanno dimostrato grande efficacia anche nella Behçet. “Queste terapie hanno ridotto non solo le complicanze, ma anche le riacutizzazioni della malattia – chiarisce Conti – Oggi disponiamo di un armamentario terapeutico molto più ampio rispetto al passato e questo ha cambiato profondamente la prospettiva dei pazienti”.
In occasione della Giornata mondiale, anche le associazioni dei pazienti chiedono maggiore attenzione sulla diagnosi precoce e sull’accesso uniforme alle cure specialistiche. “Per chi vive con la Sindrome di Behçet il tempo della diagnosi può essere lungo e difficile – afferma Antonella Celano, presidente di Amarr Aps Ets – È fondamentale aumentare la conoscenza della malattia tra cittadini e medici del territorio, perché riconoscere subito i sintomi significa evitare complicanze gravissime e migliorare concretamente la qualità di vita delle persone. Negli ultimi anni la ricerca ha dato speranze concrete ai pazienti, ma restano fondamentali - conclude - l’accesso ai centri specializzati, la presa in carico multidisciplinare e la disponibilità omogenea delle terapie innovative su tutto il territorio nazionale”.

(Adnkronos) - “Sono salita su questo palco ed ero molto agitata, però è stato bello perché finalmente ho detto le cose che tutti i ragazzi di Ostia, o la maggior parte, pensano”. Lo ha detto Olivia Monti, giovane di Ostia intervenuta per portare una testimonianza dal suo quartiere, all’apertura di Impossibile 2026, la biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza promossa da Save the Children all’Acquario Romano di Roma sul tema 'Investire nelle periferie, investire nell’infanzia'.
“La mia presenza oggi è stata importante perché finalmente la mia voce e anche tutte le voci dei ragazzi che hanno partecipato a questo progetto sono state ascoltate”, ha aggiunto. Olivia Monti ha raccontato le difficoltà vissute nei quartieri periferici. “Le persone che vivono in periferia purtroppo stanno indietro, viviamo con un po’ di difficoltà per raggiungere le persone che stanno al centro”, ha spiegato. Secondo la giovane intervenuta all’evento, proprio queste condizioni contribuiscono però a rafforzare i ragazzi che crescono nelle periferie. “È questo che ci rende più forti, perché la periferia è dura ma ti insegna, ti insegna a cavartela”, ha affermato. Olivia ha infine definito “molto bella” l’esperienza vissuta nel percorso promosso da Save the Children e culminato con l’intervento sul palco della biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

(Adnkronos) - “Nella ricerca ‘I luoghi che contano’ abbiamo voluto vedere la condizione dei bambini e delle bambine che crescono nelle grandi aree metropolitane del Paese e abbiamo visto l’esistenza di disuguaglianze territoriali all’interno di una stessa città che a volte sono ancora superiori rispetto a quelle che storicamente distinguono il Nord e il Sud del nostro Paese”. Lo ha detto Raffaela Milano, direttrice Ricerca di Save the Children Italia, intervenendo a Impossibile 2026, la biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza promossa dall’organizzazione all’Acquario Romano di Roma sul tema 'Investire nelle periferie, investire nell’infanzia'.
Milano ha richiamato i dati della ricerca realizzata da Save the Children sui comuni capoluogo delle 14 città metropolitane italiane, che ha individuato 158 aree di disagio socioeconomico urbano. “Un bambino su 10 nelle grandi aree urbane vive in questi luoghi più fragili, dove si concentrano fattori di svantaggio economico, dove si concentra la dispersione scolastica e dove anche le possibilità e le aspirazioni per il futuro dei ragazzi rischiano di essere più complesse e più difficili”, ha spiegato. Secondo i dati illustrati durante l’evento, nelle aree più vulnerabili il tasso di abbandoni e bocciature raggiunge il 15,4%, circa il doppio rispetto alla media cittadina del 7,6%, mentre oltre un giovane tra i 15 e i 29 anni su tre non studia e non lavora.
La direttrice Ricerca di Save the Children ha sottolineato anche il ruolo delle scuole nei quartieri più fragili. “Abbiamo mappato la presenza di scuole e di risorse educative e abbiamo potuto vedere come a volte queste scuole abbiano una funzione educativa lasciata da sola rispetto alle risorse territoriali”, ha affermato, evidenziando “l’importanza di aprire i presidi educativi in tutte queste zone”. Milano ha infine richiamato il tema dello stigma sociale. “Quasi la metà dei ragazzi ha visto il proprio quartiere considerato male dai propri coetanei e un terzo dei ragazzi ha assistito a episodi di isolamento proprio per il quartiere nel quale cresce”, ha concluso.

(Adnkronos) - “Quello che noi pensiamo che non possa accadere è che il futuro di un ragazzo dipenda dal luogo in cui è nato, addirittura dal quartiere in cui è nato, in una lotteria geografica che è inaccettabile”. Lo ha detto Claudio Tesauro, presidente di Save the Children Italia, intervenendo a Impossibile 2026, la biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza promossa dall’organizzazione all’Acquario Romano di Roma sul tema 'Investire nelle periferie, investire nell’infanzia'. “Le periferie sono purtroppo anche luoghi dove crescono le diseguaglianze - ha spiegato Tesauro, sottolineando che una ricerca realizzata da Save the Children nelle 14 grandi città italiane - ha evidenziato come i numeri della periferia indichino un forte disagio a danno dei ragazzi”. Tra gli elementi citati dal presidente dell’organizzazione, “un più alto tasso di dispersione scolastica e la difficoltà di accesso al mondo del lavoro”.
Tesauro ha quindi ricordato il percorso di ascolto svolto con i giovani coinvolti nell’iniziativa. “Abbiamo ascoltato i ragazzi e capito da loro di cosa hanno bisogno. Quello che emerge è che le periferie sono sì un luogo di disagio, ma anche un luogo di grandi potenzialità”, ha affermato. “I ragazzi ci chiedono spazi che affianchino quelli educativi e che consentano loro momenti di condivisione, di comunità, di fare sport insieme o di socializzare senza l’uso dello strumento digitale”, ha aggiunto, precisando che questi luoghi possono diventare spazi “dove la forza dei nostri ragazzi possa emergere in maniera chiara”. “Diamo un luogo al tempo dei nostri ragazzi, al tempo dell’infanzia e dell’adolescenza”, ha concluso Tesauro, spiegando che questa è la proposta di legge presentata oggi da Save the Children “chiedendo alla classe politica, a livello nazionale, regionale e locale, di fare attenzione agli spazi per i più piccoli”.

(Adnkronos) - Si è tenuta questa mattina, presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, la conferenza stampa di presentazione ufficiale di Napoli Immersiva, il gemello digitale immersivo della città sviluppato nell'ambito di Immersive Italy (www.immersive-italy.it). L'iniziativa, si legge in una nota, gode del patrocinio del Comune di Napoli, che ha riconosciuto il valore strategico del progetto per la promozione del territorio e per lo sviluppo di un turismo più intelligente, accessibile e sostenibile. All'evento hanno partecipato giornalisti, operatori del settore, istituzioni e partner del progetto. Al centro della giornata la presentazione dell'architettura tecnologica di Napoli Immersiva, le demo live sulle piattaforme e un'area test con visori immersivi aperta ai presenti.
Napoli Immersiva nasce per valorizzare il patrimonio culturale e turistico della città attraverso un ecosistema digitale che accompagna, arricchisce e orienta il viaggio reale, senza sostituirlo. Il progetto punta a rafforzare la promozione internazionale di Napoli, rendendo la città esplorabile ovunque nel mondo e offrendo a turisti, operatori e comunità locali un nuovo linguaggio di scoperta, più emozionale, partecipativo e coinvolgente. Il gemello digitale può contribuire a una gestione più consapevole dei flussi turistici, aiutando a contrastare l'overtourism, a distribuire l'interesse verso luoghi e percorsi meno battuti e a sostenere una fruizione più equilibrata del territorio. C'è poi un valore culturale e sociale altrettanto rilevante: rendere Napoli accessibile anche a chi non può viverla fisicamente, superando barriere geografiche, linguistiche e materiali grazie a un ambiente immersivo, intuitivo e multilingua. In questa prospettiva, Napoli Immersiva si propone come un modello innovativo in cui cultura, turismo e tecnologia convergono per amplificare la conoscenza del territorio e generare nuove opportunità per la città e i suoi operatori.
La caratteristica distintiva di Napoli Immersiva non è la singola esperienza virtuale, ma la sua architettura multi-piattaforma: uno stesso gemello digitale immersivo della città, declinato su ambienti tecnologici diversi per raggiungere target generazionali e d'uso profondamente differenti. Non un'unica porta d'accesso a Napoli digitale, ma un ecosistema pensato per incontrare anche utenti dove già si trovano. Il cuore del progetto è la piattaforma applicativa proprietaria di Immersive Italy, scaricabile da PC tramite il sito ufficiale: https://www.immersive-italy.ia+’t/en/play . Al suo interno sono già completati i primi ambienti 3D ad alta fedeltà: Piazza del Plebiscito, Spaccanapoli, il Duomo di Napoli con la Cappella di San Gennaro (al cui interno scoprirete una rivisitazione del miracolo di San Gennaro) e il Teatro San Carlo con i suoi spazi esterni, realizzati con l’ausilio di fotogrammetria, modellazione tridimensionale manuale, texturing realistico e illuminazione dinamica. La piattaforma integra hotspot informativi, guide virtuali e in divenire funzionalità di travel planning, trasformando l'esplorazione digitale in un ponte verso la visita fisica della città. Target privilegiato: adulti, turisti internazionali, operatori del settore travel.
Una versione della mappa napoletana — con Piazza del Plebiscito come ambiente di riferimento — è in sviluppo per Fortnite, la piattaforma gaming con centinaia di milioni di utenti attivi nel mondo. La strategia prevede challenge competitive, trailer esperienziali e meccaniche di engagement che invitino i giocatori a trasformare l'esplorazione virtuale in curiosità reale verso la destinazione. È la declinazione "gaming" del progetto: Napoli come scenario competitivo e culturale allo stesso tempo, per raggiungere Gen Z e Gen Alpha attraverso piattaforme che già abitano quotidianamente. Spatial ha ospitato le dimostrazioni live con visori VR durante la conferenza. Accessibile anche da browser senza installazione, offre una qualità visiva e un grado di immersione significativamente superiori per chi utilizza headset XR. È la versione pensata per il pubblico più tech, per eventi, fiere e dimostrazioni istituzionali, un'esperienza che restituisce pienamente la bellezza degli ambienti napoletani in 3D. In fase di sviluppo è anche la presenza su Roblox, la piattaforma con oltre 70 milioni di utenti attivi mensili, in larga parte appartenenti alla Gen Alpha. L'obiettivo non è replicare l'esperienza delle altre piattaforme, ma inserire infopoint culturali e turistici all'interno di un ambiente che quella generazione già frequenta. Un modo per portare Napoli, la sua storia e la sua cultura, là dove i più giovani trascorrono ore della propria giornata digitale.
Il progetto Napoli Immersiva non si limita alla riproduzione fedele della città: adotta la gamification come principio di design per generare motivazione, ritorno e coinvolgimento attivo. Secondo dati citati da recenti ricerche di settore l'88% dei Millennial e il 72% della Gen X sono gamer attivi, e Millennial e Gen X insieme rappresentano il 56% del mercato VR attuale. Il turismo immersivo gamificato non è una scommessa sul futuro, è una risposta a un mercato che esiste oggi. Secondo questa visione, Napoli non si visita passivamente, si vive attivamente in una dimensione phygital che integra fisico e digitale, riducendo la pressione dell'overtourism sui siti più affollati e generando al contempo opportunità economiche concrete per gli operatori locali.
Valerio Di Pietro, Assessore alla Transizione Digitale e Smart City del Comune di Napoli, dichiara che “Napoli Immersiva è un esempio concreto di come la transizione digitale possa tradursi in valore reale per la città e per i suoi cittadini. Abbracciare tecnologie come i gemelli digitali, la realtà virtuale e il gaming non significa inseguire una moda, significa dotare Napoli degli strumenti per competere nella promozione territoriale del futuro, raggiungere pubblici globali e costruire una città sempre più smart, connessa e accessibile. Il patrocinio del Comune è un segnale preciso, l'innovazione tecnologica è una priorità dell'agenda urbana di Napoli”.
Carlo Puca, Assessore alla Partecipazione Attiva e all'Immagine della città del Comune di Napoli, dichiara che “Napoli ha un'identità culturale potente, riconosciuta in tutto il mondo. Napoli Immersiva ci offre uno strumento straordinario per raccontarla in modo nuovo: non solo ai turisti internazionali, ma anche alle generazioni più giovani, che abitano piattaforme digitali e hanno bisogno di trovare lì la propria città. Proteggere e promuovere l'immagine di Napoli oggi significa anche presidiare questi spazi, con contenuti autentici e di qualità. Questo progetto va esattamente in quella direzione.”
Teresa Armato, Assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli: "Con Napoli Immersiva facciamo un passo avanti nella direzione di un turismo che mette al centro la qualità dell’esperienza, la sostenibilità e il coinvolgimento autentico dei visitatori e anche dei napoletani. È una visione che portiamo avanti da tempo con le nostre rassegne, e che oggi trova una nuova e potente espressione. Questo progetto ci permette di ampliare l’esperienza del visitatore prima, durante e dopo il viaggio, offrendo strumenti che orientano, emozionano e invitano a scoprire non solo i luoghi iconici, ma anche quei percorsi meno battuti che meritano attenzione e cura. Come Assessorato al Turismo crediamo fortemente in questa visione, e siamo orgogliosi di sostenere un progetto che mette al centro la qualità dell’esperienza, l’accessibilità, la sostenibilità e la bellezza del nostro territorio. Napoli è la città che meglio destagionalizza i flussi da gennaio a dicembre. Solo nel week-end dall'8 al 10 maggio abbiamo avuto 362mila presenze mentre dal 15 al 17 maggio abbiamo avuto 461 mila presenze".
Patrizia Allara, Ceo di Virtuarium e ideatrice del progetto Immersive Italy, dichiara che: “Ci sono progetti che nascono come idee e che poi, pian piano, diventano visione concreta per un territorio. Napoli Immersiva non vuole sostituire il viaggio reale: vuole emozionare, coinvolgere e valorizzare il territorio attraverso nuove modalità di fruizione digitale. Per me questo è un momento importante, perché rappresenta mesi di lavoro, ricerca, investimenti e persone che hanno creduto in questa idea fin dall'inizio. Un ringraziamento speciale al Comune di Napoli per il patrocinio e a tutti i partner che stanno contribuendo alla crescita del progetto”. Il progetto è sviluppato da Virtuarium (www.virtuarium.it) con il supporto di un team multidisciplinare di esperti in XR, sviluppo 3D, design e comunicazione. Immersive Italy nasce dalla visione di creare gemelli digitali realistici e interattivi delle destinazioni italiane, con l'obiettivo di valorizzare territori, imprese e patrimoni culturali in chiave sostenibile, accessibile e globalmente competitiva. Il progetto Immersive Italy è cofinanziato dall'Unione Europea, dallo Stato Italiano e dalla Regione Campania, nell'ambito del POR Campania FESR 2014-2020.

(Adnkronos) - “La personalizzazione del trattamento e la presa in carico in centri specializzati sono elementi chiave per ottimizzare le strategie terapeutiche del linfoma cutaneo a cellule T (Ctcl, Cutaneous T-Cell Lymphoma)”. Lo riferiscono gli autori di un articolo pubblicato sul ‘British Journal of Haematology’, (How I manage mycosis fungoides and Sézary syndrome: current controversies and unmet needs) e che torna di particolare attualità in occasione della XXI Giornata nazionale del malato oncologico promossa da Favo (Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia). Non esiste il paziente oncologico medio, come ricorda il tema ‘United by Unique’ scelto dalla comunità oncologica internazionale per il triennio 2025-2027, che pone al centro l'unicità di ogni storia di malattia. E lo dimostra in modo emblematico - informa una nota - la Ctcl, una rara forma di linfoma non-Hodgkin che colpisce la pelle, la cui rarità rende più complessa anche la disponibilità di stime epidemiologiche nazionali consolidate, e ancora oggi, nelle sue manifestazioni iniziali, può richiedere fino a 3 anni prima di essere correttamente riconosciuto, a causa della somiglianza con patologie dermatologiche più comuni. La gestione ottimale del Ctcl è stata al centro del Ctcl Forum, l'evento organizzato Kyowa Kirin International, che si è svolto recentemente a Barcellona. A confrontarsi c’erano esperti di più specialità: dermatologia, ematologia, anatomia patologica, radioterapia, psico-oncologia.
Il Ctcl, che comprende sottotipi come la Micosi Fungoide (Mf) e la Sindrome di Sézary (Ss) - si legge nella nota - “è un caso emblematico per ribadire un principio che vale per l'intera oncologia, ma che nelle malattie rare si fa più stringente: diagnosi tempestive, terapie personalizzate e una presa in carico realmente centrata sulla persona non sono concetti astratti, ma le condizioni concrete che separano un percorso di cura efficace da anni di incertezza”. Sul fronte terapeutico, le linee guida internazionali dell'Eortc (European Organisation for Research and Treatment of Cancer) e della Nccn (National Comprehensive Cancer Network) propongono una gestione basata sullo stadio, sulla presentazione clinica e sull'inclusione di nuove opzioni. Le terapie skin-directed restano un pilastro delle fasi iniziali, mentre nelle forme avanzate si stanno aprendo nuove possibilità, anche grazie a strumenti di stratificazione prognostica sempre più raffinati.
Accanto alla dimensione clinica, c'è una dimensione che la Giornata nazionale del malato oncologico mette ogni anno al centro del dibattito pubblico: l'impatto della malattia sulla vita quotidiana. Chi convive con il Ctcl - patologia cronica, visibile sulla pelle, spesso accompagnata da sintomi invalidanti - fa i conti con effetti che vanno ben oltre i parametri clinici: immagine corporea, relazioni sociali, vita lavorativa, benessere psicologico. Per questo l'ascolto dell'esperienza diretta dei pazienti, oggi sempre più valorizzato anche nelle linee guida internazionali, rappresenta un elemento essenziale per orientare scelte cliniche davvero efficaci. Su questo - conclude la nota - le associazioni di pazienti svolgono un ruolo fondamentale nel ridurre l'isolamento e nel promuovere una maggiore equità nell'accesso alle cure.

(Adnkronos) - I fatti di Modena e la storia di Salim El Koudri - 'sfuggito' alla rete dei servizi assistenziali dopo aver intrapreso un percorso terapeutico per una diagnosi di disturbo schizoide della personalità, e scomparso dai radar del sistema fino a quando sabato 16 maggio si è lanciato con l'auto sulla folla di una via nel cuore della città emiliana - ha riacceso i riflettori sul disagio mentale in crescita e sul fenomeno dei pazienti che abbandonano le cure, che si perdono finché non arrivano a riempire una pagina di cronaca nera. "Un problema di cui i servizi di salute mentale sono molto consapevoli" e in generale "attrezzati ad affrontare", spiega all'Adnkronos Salute Antonio Vita, co-presidente della Società italiana di psichiatria (Sip), a margine di 'Parola alla medicina', format audiovisivo della Fism (Federazione società medico-scientifiche italiane), di cui Adnkronos è media partner. Il caso Modena "ovviamente colpisce" e "giustamente deve anche accendere l'attenzione sulla 'salute' dei servizi di salute mentale". Un network che in Italia è "capillare", che ha un valore riconosciuto "nel Paese a anche all'estero", ma che "va potenziato", sottolinea lo specialista, direttore del Dipartimento di Salute mentale e Dipendenze dell'Asst Spedali Civili di Brescia e ordinario di Psichiatria all'università cittadina.
Senza entrare nel merito della storia clinica del 31enne bergamasco, italiano di seconda generazione, del quale "non conosciamo direttamente gli antecedenti né gli eventuali eventi di vita che possono aver inciso sui suoi comportamenti", Vita è convinto che "l'attenzione alla salute mentale deve esserci, deve essere grande, e non solo in questi momenti: dovrebbe esserci sempre - precisa - perché la salute mentale è un bene comune e quindi poter potenziare le attività dei servizi di salute mentale è un interesse realmente comune". Strutture che "nel nostro Paese hanno una buona diffusione, devo dire abbastanza capillare", costrette però a fare i conti con "bisogni di salute mentale ancora maggiori rispetto alle risposte che possono essere date. E questo è un gap che noi siamo tenuti e siamo impegnati a colmare", assicura l'esperto.
Ci sono vuoti da riempire? "Ci sono le carenze di tutti i servizi che affrontano anche delle situazioni emergenziali - risponde il co-presidente Sip - Sappiamo quanto i disturbi mentali, non solo le forme più gravi ma anche quelli comuni come ansia e depressione, hanno aumentato la loro incidenza in quest'ultimo periodo per molteplici ragioni, e quindi il sistema di risposta deve essere altrettanto capace e va potenziato. Abbiamo diversi percorsi di cura, da quelli più semplici di consulenza alla medicina generale a quelli di gestione del singolo episodio, per esempio di ansia o depressione. Ma abbiamo anche dei percorsi di presa in carico sulle patologie più complesse e più gravi, che necessitano di una continuità di cura".
C'è un numero, o una stima, su quanti sono i pazienti che iniziano un cammino terapeutico e non lo concludono? "E' un dato non facile da dedurre - evidenzia Vita - I numeri ci sono e arrivano anche dal report più recente (riferito al 2024) sul sistema salute mentale, che ci dice che c'è una notevole differenza tra i pazienti in carico e quelli che annualmente prendono contatto con i servizi. Questo ci fa pensare a un dato abbastanza alto di pazienti che poi non continuano il percorso di assistenza, però in questo numero c'è la gran parte delle cosiddette dimissioni condivise, per episodi che si sono chiusi", puntualizza lo psichiatra. "Una parte minoritaria sono invece situazioni relative in qualche modo alle dimissioni non concordate e che poi non portano, come dovrebbe essere, a una rapida ripresa della continuità di cura". Il messaggio è che il 'sistema sentinella' esiste ed è diffuso, ma va rafforzato anche per intercettare e riavvicinare chi a volte si allontana.

(Adnkronos) - Dal 20 al 22 maggio 2026 il museo Ferruccio Lamborghini ospita l’edizione 2026 di Venditore Vincente, il programma di formazione commerciale di Frank Merenda. Per la prima volta un metodo italiano fa dell’AI uno strumento strutturale della vendita, non un accessorio. Il sistema è costruito su sette meccanismi psicologici documentati dalla letteratura scientifica internazionale che spiegano il comportamento del cliente italiano. Le piccole e medie imprese italiane sanno costruire prodotti straordinari, ma non sanno venderli. È il paradosso che da decenni accompagna la manifattura del Paese e che Venditore Vincente, il principale programma italiano di formazione commerciale per imprenditori, manager e venditori di PMI ideato da Frank Merenda, affronta nell’edizione 2026 ospitata dal 20 al 22 maggio dal Museo Ferruccio Lamborghini di Casette di Funo, in provincia di Bologna. La scelta della cornice è programmatica.
“L’Italia ha la cultura del prodotto, non quella della vendita”, spiega Frank Merenda. “Sappiamo costruire cose straordinarie e non sappiamo posizionarle, raccontarle, venderle al prezzo che meritano. Ferruccio Lamborghini è il simbolo opposto: un artigiano che ha trasformato un’idea differenziante in un brand globale. È esattamente il salto che alle nostre PMI manca”.
L’edizione 2026 introduce un cambio strutturale rispetto a qualsiasi corso di vendita italiano fino a oggi. L’intelligenza artificiale non è una sezione accessoria del programma, ma un asse portante del metodo proprietario di Merenda: uno strumento di lavoro quotidiano che il venditore impara a usare per profilare il cliente prima della trattativa, analizzare in modo sistematico le sette fonti pubbliche disponibili online, anticipare le obiezioni e arrivare all’incontro con un vantaggio informativo che la concorrenza non ha. Il messaggio del corso è esplicito: nel 2026 il vantaggio competitivo nella vendita non è più solo nel talento del venditore, è nella qualità della preparazione. E la preparazione, oggi, si fa con l’AI o non si fa. Venditore Vincente è il primo programma italiano di vendita che fa di questo principio la propria architettura.
Il secondo elemento di originalità è la base scientifica. Il punto di partenza del metodo non è la tecnica, ma una diagnosi clinica del comportamento del cliente italiano: sette meccanismi psicologici documentati dalla letteratura scientifica internazionale che spiegano perché vendere in Italia è un mestiere diverso da vendere altrove. Tra i principali: il locus of control esterno teorizzato da Julian Rotter nel 1966, il cliente che aspetta un momento giusto che non arriva mai. La dissonanza cognitiva di Leon Festinger del 1957, il cliente che difende il fornitore storico per non ammettere trent’anni di scelte sbagliate. La minaccia identitaria teorizzata da Claude Steele nel 2002, il cliente che fa l’esperto di tutto e non può ammettere di non sapere. Il conformismo al gruppo di Solomon Asch del 1951, il cliente che delega la decisione al cugino.
Su questa diagnosi Merenda ha costruito un sistema operativo di sette fasi della trattativa, ognuna pensata come contromisura specifica a uno o più di questi meccanismi. Il programma si sviluppa in tre giornate e attende 350 partecipanti provenienti da tutta Italia. Negli anni Venditore Vincente ha formato oltre 10.000 tra imprenditori, dirigenti commerciali e venditori delle PMI italiane.

(Adnkronos) - Un uomo di trentuno anni è stato condannato dal Tribunale di Roma a 3 mesi per le minacce via social rivolte nel 2020 a Giorgia Meloni, all’epoca parlamentare di Fratelli d’Italia.
L’accusa di minacce aggravate contestate dalla procura di Roma fa riferimento a due post pubblicati dell’imputato, difeso dall’avvocato Marco Martorana, nel marzo 2020. "Sapete cosa velocizzerebbe questo tempo di quarantena? Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Viktor Orban tutt'e tre sullo stesso patibolo" si leggeva in un post. E ancora "Giorgia ti voglio 4ppes4 a testa in giù a sgocciolare per bene insieme all'amico tuo".
L’attuale premier si è costituita parte civile nel procedimento, rappresentata dall’avvocato Urbano del Balzo.

(Adnkronos) - Elodie conquista la Croisette. Reduce da una vacanza in Giappone con la compagna Franceska Nuredini, la cantante ha sfilato sul red carpet de 'La bataille De Gaulle: L'age de fer' di Antonin Baudry, presentato Fuori concorso al 79esimo Festival di Cannes, dove ha partecipato in qualità di testimonial L’Oréal.
Per l’occasione ha scelto un look che unisce moda d’archivio e contemporaneità, firmato Prada Atelier. L’abito, un lungo tubino in jacquard di seta color champagne con un motivo a rilievo di foglie e rami, è infatti ispirato a un modello indossato da Kate Moss sulla passerella della collezione primavera/estate del 1997 e realizzato utilizzando il tessuto originale conservato dalla maison. Il tocco glam è arrivato anche grazie all’acconciatura: uno sleek bob ispirato alle dive del cinema del passato, con la riga laterale e le punte rivolte all’insù.

(Adnkronos) - È stato arrestato la scorsa notte a Rho, nel Milanese, Artem Tkachuk, l'attore di origine ucraina, volto della serie tv Rai 'Mare fuori'. Il 25enne, insieme a tre amici di 18, 22 e 24 anni, stava danneggiando alcune auto parcheggiate in via Molino Prepositurale.
Quando gli agenti delle Volanti del locale commissariato sono giunti sul posto, sorprendendo i quattro e trovando quattro utilitarie con specchietti divelti e paraurti ammaccati, Artem avrebbe iniziato a minacciarli, con frasi come "vi sfondo". Per questo l'attore 25enne è stato denunciato per minacce a pubblico ufficiale, oltre che arrestato per danneggiamento come gli amici. Per tutti e quattro ci sarà il processo per direttissima.

(Adnkronos) - In Italia le nuove diagnosi di Hiv hanno raggiunto quota 2.379 nel 2024, mentre le persone che vivono con Hiv sono circa 150mila. Nel Paese "cala la percezione del rischio" e "cresce l’urgenza di prevenzione ed educazione sessuo-affettiva". E' uno dei temi al centro della 18.esima edizione di Icar – Italian Conference on Aids and Antiviral Research in corso a Catania “I dati dell’Istituto superiore di sanità sulle nuove infezioni diagnosticate in Italia negli ultimi anni sono purtroppo stabili, nonostante l’incremento della Prep - sottolinea Cristina Mussini, presidente Società Italania Malattie Infettive e Tropicali (Simit) -Questo dimostra che si è abbassata la percezione del rischio da parte della popolazione: se ne parla poco e la malattia non fa più paura. Ma, anche se grazie ai progressi della medicina si è riusciti a cronicizzare l’infezione, è bene evitare di contagiarsi. C’è molto bisogno di fare prevenzione, che resta uno strumento fondamentale: informazione, educazione alla salute, accesso al test. L’educazione sessuale nelle scuole è importante contro tutte le malattie sessualmente trasmesse, che sono in aumento, in particolare fra i giovani. Bisogna ribadire che rapporti sessuali non protetti espongono al rischio di contrarre l’Hiv e altre malattie sessualmente trasmesse”. Eppure si è ben lontani dal raggiungere i giovani e le attuali leggi allontanano ancor più questo obiettivo.
Serve l’educazione sessuo-affettiva. “Il tema degli adolescenti apre ulteriori criticità – continua Ilenia Pennini, co-presidente del Congresso Icar, responsabile nazionale Salute di Arcigay -. Si tratta di persone in una fase di esplorazione, ma ciò che manca è un’adeguata educazione sessuo-affettiva. Da anni si lavora per promuoverla nelle scuole, anche attraverso attività ICAR. Tuttavia, le possibilità di intervenire in questi contesti stanno diminuendo e la Legge Valditara rischia di limitare ulteriormente queste attività. Il consenso informato rappresenta un ulteriore ostacolo: se un giovane vive in un contesto familiare restrittivo o fortemente influenzato da pregiudizi, può trovarsi escluso dalla possibilità di partecipare a iniziative di informazione, di accedere a test e a strumenti di prevenzione. In questo modo si rischia di non raggiungere proprio le persone che ne avrebbero più bisogno. È fondamentale garantire un’informazione competente e basata su evidenze scientifiche, evitando narrazioni che colpevolizzano le nuove generazioni. Gli adolescenti e i giovani adulti non sono necessariamente più esposti al rischio, ma spesso diventano il bersaglio principale del discorso pubblico sulle infezioni sessualmente trasmissibili. A questo si aggiunge un problema pratico: l’aumento del costo dei preservativi, che rappresentano uno strumento di prevenzione fondamentale e che dovrebbero essere distribuiti gratuitamente anziché diventare un investimento a carico dei singoli”.
Bambini e adolescenti. "A livello globale, circa il 70-75% delle infezioni da HIV si concentra in Africa, dove la trasmissione continua a essere elevata e coinvolge anche i neonati per trasmissione verticale, ovvero il passaggio del virus dalla madre al bambino – spiega Carlo Federico Perno, co-presidente del congresso Icar, responsabile Unità di Microbiologia e Diagnostica di Immunologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in Roma -Grandi progressi sono stati fatti anche nei Paesi a risorse limitate, e per milioni di persone oggi c’è una terapia efficace, tuttavia le strategie di cura sviluppate nei Paesi occidentali non sono ancora state pienamente applicate su larga scala in queste aree, dove il bisogno rimane enorme. Un’attenzione particolare va posta sugli adolescenti. Molti di loro sono i sopravvissuti a un’infezione acquisita alla nascita, considerando che circa il 50% dei bambini infettati con trasmissione verticale del virus muore entro i primi due anni di vita. Altri riescono a crescere convivendo con il virus. Una parte di adolescenti s’infetta durante rapporti sessuali molto precoci. Purtroppo le persone di questa fascia d’età tendono ad aderire meno alla terapia, spesso perché manca la supervisione dei genitori che hanno perso a causa della malattia. E così la terapia che risulta molto efficace negli adulti, negli adolescenti è più difficile da gestire”.
Manca la prevenzione. "Dal punto di vista della prevenzione, l’attività sessuale precoce, non solo in Italia ma in molti Paesi, è spesso accompagnata da uno scarso uso di protezioni – continua Perno -. L’utilizzo del preservativo e della profilassi pre-esposizione (PrEP) è ancora insufficiente tra gli adolescenti. È quindi fondamentale intervenire anche sul piano sociale, concentrando l’attenzione su questa fascia di popolazione. Perché chi contrae l’infezione in giovane età, ad esempio a 14 anni, dovrà conviverci per tutta la vita. Così come il diamante di un vecchio spot tv 'è per sempre', lo è anche l’Hiv. Ecco perché dobbiamo evitare che le persone si infettino, poiché possiamo curarle ma non guarirle. La prevenzione vale sempre più della cura”.
“Il percorso di accesso al test Hiv per i minorenni richiede il consenso genitoriale, il che implica la necessità di affrontare apertamente temi legati alla sessualità in famiglia, cosa tutt’altro che semplice. Attualmente le alternative sono essere maggiorenni o avere il consenso dei genitori, ma questo aspetto è oggetto di discussione proprio nell’ambito della proposta D’Attis. Infine, emerge il tema della consapevolezza del proprio stato di salute. Quando una persona pensa di essersi esposta a un rischio ma non ha la possibilità di verificarlo, si genera uno stress continuo che può avere un impatto significativo sulla salute mentale. Questo è particolarmente rilevante in un periodo in cui la salute mentale dei giovani è già al centro dell’attenzione”, conclude Pennini.
La parola agli studenti: il Contest artistico RaccontART. "Portare la prevenzione nelle scuole è la missione di RaccontART, un’iniziativa di formazione e informazione sull’HIV e le infezioni sessualmente trasmesse, rivolta agli alunni degli Istituti Superiori. Giunto alla 12.esima edizione il Contest ha invitato gli studenti ad illustrare il loro punto di vista attraverso espressioni artistiche di libera scelta, come arti visive, audiovisive, fashion art, espressioni letterarie. Icar, attraverso incontri formativi-informativi, ha fornito le basi scientifiche per la realizzazione delle Opere. I giovani hanno risposto con interesse e partecipazione. Sono state realizzate 128 opere da 432 studenti di scuole da tutta Italia, 67 lavori sono arrivati in finale. Durante il Congresso di Catania la premiazione dei primi 3 classificati.
(Adnkronos) - “Una grande attrice americana a Cannes diceva ‘togliete i telefoni e baciatevi’. Lo trovo un concetto stupendo da dare ai nostri ragazzi. Fate questo sforzo e ricordatevi che siamo fatti con i nostri sensi e non con le nostre fantasie”. Lo ha detto lo psichiatra ed educatore Paolo Crepet invitato sul palco della Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall'Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell'Informazione dell'Adnkronos. Durante il suo breve intervento al panel che affronta il ruolo del linguaggio digitale nel fenomeno del bullismo, Crepet ha ricordato il suo lavoro negli anni sul tema. “Ora la situazione è sicuramente peggiorata. È bene capire come agire e comunicare con i più giovani e che la tecnologia è una gran bella cosa ma può essere una trappola mortale”. La massima condivisa dal professore con i ragazzi presenti è quello di “rimanere liberi e non farsi fregare perché ci si può vedere e incontrare anche di persona. Anzi credo sia anche meglio”.

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(Adnkronos) - Sul farmaco "l'obiettivo è rafforzare una logica di valore: il prezzo da solo non può essere sufficiente a rappresentarne l'impatto, sia per i sistemi sanitari sia per le imprese, perché incide anche sulla programmazione industriale e sugli investimenti. Il valore del farmaco si costruisce lungo tutta la filiera, a partire dalla ricerca e dallo sviluppo, soprattutto quando questa è condotta in ambito europeo. Per questo le istituzioni europee e nazionali stanno lavorando per velocizzare i processi regolatori, garantendo da un lato certezza dei tempi e dall'altro certezza del valore riconosciuto. In questo contesto si inserisce anche la necessità di poter rivedere nel tempo il valore dei farmaci: un tema complesso, ma centrale per l'evoluzione dei sistemi di accesso e rimborso". Lo ha detto Armando Magrelli, direttore dell'Ufficio Relazioni internazionali di Aifa-Agenzia italiana del farmaco, oggi alla diretta streaming 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità'.
Sul Most Favoured Nation (Mfn), Magrelli osserva che la questione"ha radici più lontane rispetto all'amministrazione Trump, perché già in passato era emersa la necessità di affrontare la questione dei prezzi dei farmaci a livello statunitense - spiega - In questo contesto, Aifa monitora in modo puntuale e costante l'evoluzione della situazione insieme ai partner europei e internazionali. Tuttavia, il trend deve ancora essere validato in termini strutturali e di dati, poiché negli anni si è osservata comunque una diminuzione dei lanci sul mercato europeo, anche prima del Mfn. Oggi è quindi difficile scorporare pienamente le due dinamiche: quella preesistente e l'eventuale impatto delle nuove politiche. Ad oggi non esistono dati oggettivi definitivi, ma un'attività di monitoraggio continuo".
A livello nazionale, "Aifa è impegnata in tavoli di confronto con Regioni, industria, società scientifiche e stakeholder, con l'obiettivo di raccogliere tutte le istanze del sistema - chiarisce l'esperto - Si tratta di un processo lungo, che si confronta con la rapidità dell'innovazione, ma caratterizzato dalla volontà di dare risposte concrete. Anche in Italia, infatti, si stanno sviluppando iniziative sull'accesso precoce e sul rafforzamento dei percorsi di innovazione. Il sistema, quindi, non è chiuso - assicura - è aperto al confronto e agli input di tutta la filiera del farmaco". A livello normativo, Magrelli sottolinea l'impegno dell'agenzia a rivedere un quadro che "probabilmente sarà modificato a breve". Sulla necessità di rimettere al centro il valore del farmaco e non parlare esclusivamente di prezzi, l'esperto ricorda che "Aifa vigila sia per conto del ministero dell'Economia sia per conto del ministero della Salute, e deve quindi rispondere alle istanze dei diversi enti vigilanti. La strada indicata è chiara - conclude - E' necessario incidere maggiormente a livello europeo per valorizzare le eccellenze e far comprendere che esse rappresentano ciò che caratterizza l'Europa. In passato ci si interrogava su quale fosse il valore aggiunto europeo rispetto ad altre realtà industriali: la capacità di innovare, di farlo in modo efficace e di generare valore. E' proprio questo elemento a distinguere l'Europa dalla competitività cinese o di altri attori globali. Il punto centrale è che questo valore deve essere riconosciuto".

(Adnkronos) - "Dobbiamo mettere il tema Most Favoured Nation (Mfn) nel contesto geoeconomico e politico globale. L'industria farmaceutica e la filiera della salute sono fortemente interconnesse a livello mondiale per competenze, materie prime, ricerca e sviluppo. Isolare il tema Mfn da questo quadro non permetterebbe di avere una visione d’insieme. L'Mfn", che lega il prezzo dei farmaci a quello praticato nei Paesi che hanno un reddito pro-capite paragonabile e dove il costo è più basso, "si inserisce in uno scenario in cui diventa necessario cambiare approccio in modo radicale nella gestione dell'innovazione e richiama la necessità valorizzare di più l'innovazione e la ricerca sostenuta negli anni". Lo ha detto Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, al talk 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità', il primo del ciclo di incontri 'Equilibri e prospettive del sistema salute'.
Gli Stati Uniti, "con un'azione molto chiara e forte, hanno avviato nel 2025 un cambiamento profondo degli equilibri globali della ricerca e dello sviluppo e dell'organizzazione della filiera, con l'obiettivo di rafforzare la propria sovranità e ridurre le dipendenze, soprattutto dall'Europa - ha illustrato Cattani - La Cina è diventata un player globale non solo nei principi attivi, ma anche nella ricerca clinica e nell'innovazione. Manca ancora una vera logica value-based a livello regolatorio che consenta percorsi più rapidi. Oggi, ad esempio, non esiste un meccanismo strutturato di early access per vaccini e farmaci innovativi per i cittadini italiani. In Europa e in Italia i tempi di accesso e rimborso restano lunghi e frammentati, e si sommano a sistemi regionali disomogenei. Per questo diventa centrale superare una logica basata solo su costo e sconto, e spostarsi verso un approccio più orientato al valore dell'innovazione, anche affrontando nodi strutturali come il payback. Le risorse aggiuntive al Fondo sanitario e gli interventi sul tetto della spesa per ridurre il payback sono passi importanti, ma serve una soluzione più stabile e definitiva, anche attraverso gli strumenti normativi in discussione".
L'obiettivo, per il presidente di Farmindustria, "è costruire un sistema che tenga insieme investimenti in ricerca e sviluppo, nuova occupazione e capacità industriale, superando modelli contabili e regolatori ormai superati. Difendere la ricerca clinica e l'innovazione - sottolinea - significa anche rafforzare la capacità produttiva e garantire ai cittadini l'accesso ai risultati della ricerca. L'Europa rischia di restare dipendente non solo da Cina e India per le materie prime e gli ingredienti attivi, ma anche per componenti sempre più strategiche delle filiere industriali - avverte Cattani - L’Italia ha rafforzato la propria attrattività per gli investimenti industriali e può giocare un ruolo competitivo, ma solo se riesce a tenere insieme in modo coerente innovazione, regolazione e politica industriale".
"Abbiamo una visione di sistema che mette insieme politiche della salute e politiche industriali. I nodi vanno sciolti: early access ai farmaci, superamento del payback e no a misure frammentarie come clausole di salvaguardia o revisioni del prontuario. Sono strumenti che rischiano di essere incoerenti con gli obiettivi del Governo e dannosi per cittadini e il sistema industriale. L'industria farmaceutica è oggi il primo settore europeo per saldo commerciale, con circa 220 miliardi di euro nel 2025. Questo dimostra che è un asset strategico. Per questo è necessario cambiare alcune direttive europee e mettere al centro la dimensione industriale, con riforme come il Critical Medicines Act e il Biotech Act. Se invece si aumenta la burocrazia e si riducono gli incentivi, il rischio è di perdere competitività". E' il monito di Cattani, che - partecipando oggi al talk 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità' - invita a "ragionare e agire come un sistema unico per l'interesse nazionale".
L'innovazione "si misura nei brevetti, nei prodotti esclusivi, nella capacità di competere globalmente. La dinamica internazionale è chiara: gli Stati Uniti allungano i brevetti, la Cina si porta allo stesso livello degli Stati Uniti per essere competitiva e attrattiva, mentre l'Europa li accorcia - spiega Cattani - L'Ema, l'Agenzia europea dei medicinali, è più lenta mediamente di circa 13 mesi nelle approvazioni rispetto all'americana Fda. Inoltre, l’Ema non riconosce e non registra farmaci sulla base della real world evidence. Non si comprende ancora pienamente come l'innovazione porti benefici ai cittadini, all'economia e al sistema industriale". Ampliando lo sguardo, ridurre la dipendenza da Cina e India "non può tradursi in misure che scaricano costi sui cittadini o riducono l'accesso ai farmaci", avverte. Per l'Italia "serve un sistema di early access reale: l'innovazione deve arrivare rapidamente ai cittadini, non 439 giorni dopo l'approvazione Ema e con ulteriori ritardi a livello regionale". Nel nostro Paese "ci sono risorse che non vengono utilizzate in modo efficiente - osserva Cattani - Il Fondo per i farmaci innovativi, per esempio, presenta avanzi importanti". Inolte le Regioni "oggi, spesso, non misurano pienamente i benefici dell'innovazione. Eppure i dati sono chiari: l'eradicazione dell'epatite C grazie agli antivirali, la sopravvivenza nelle patologie oncologiche con l'immunoterapia, il miglioramento nelle patologie cardiometaboliche - elenca - Sono risultati che andrebbero valorizzati".
Il "problema storico" del payback "oggi diventa strutturale - rimarca il presidente di Farmindustria - E' anche una distorsione, perché l'industria non può sopperire in modo sistemico alle risorse del sistema pubblico con una 'tassa sopra le tasse' che nel 2026 è da 2.300 milioni di euro: non è sostenibile se vogliamo attrarre investimenti in ricerca, sviluppo e produzione industriale". L'auspicio è di proseguire, "insieme al Mef e alla Ragioneria generale, su una revisione strutturale, anche attraverso il Testo unico della farmaceutica e la legge di Bilancio, per mantenere attrattività e competitività".

(Adnkronos) - Proteggere e ripristinare la biodiversità è una delle sfide più importanti per la tutela degli ecosistemi e per il futuro delle risorse naturali. Un impegno che Sanpellegrino, azienda di riferimento nel settore delle acque minerali e delle bibite non alcoliche, porta avanti da anni anche nella Tenuta di Acqua Panna, a Scarperia, nel Mugello, con la consapevolezza che le azioni locali possono generare un impatto positivo su scala più ampia, come evidenzia il tema della Giornata Mondiale della Biodiversità 2026, 'Acting locally for global impact'.
La Tenuta dove sgorga Acqua Panna si estende su oltre 1.300 ettari in un territorio di grande valore ambientale, che custodisce un ecosistema ricco di specie e habitat naturali diversi, tra foreste, pascoli e arbusteti. La sua posizione nel Mugello, lungo corridoi naturali utilizzati dall’avifauna nelle rotte migratorie, ne rafforza il valore ecologico e rende ancora più importante conservarne gli equilibri. Sanpellegrino valorizza questo patrimonio attraverso un percorso strutturato di salvaguardia della biodiversità, monitoraggio scientifico e gestione sostenibile del territorio. Questo percorso ha preso forma nel 2020 con il progetto 'La Fonte della Biodiversità di Acqua Panna', realizzato insieme a Federparchi per approfondire la conoscenza del patrimonio naturale presente nell’area e individuare azioni mirate a rafforzarne la tutela. A questa si sono affiancate collaborazioni scientifiche come la Scuola Superiore Sant’Anna, l’Università di Pisa e 3Bee.
“La Tenuta di Acqua Panna racconta in modo concreto il nostro approccio alla sostenibilità: partire dai territori in cui operiamo, ascoltarne i bisogni, valorizzarne il patrimonio naturale e contribuire alla sua salvaguardia nel lungo periodo. Oggi, di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici e alla crescente fragilità degli ecosistemi, proteggere la biodiversità richiede un impegno sempre più strutturato, fondato su conoscenza scientifica, collaborazione, interventi concreti e misurazione dei risultati - ha dichiarato Ilenia Ruggeri, direttore generale del Gruppo Sanpellegrino - Per questo, insieme a partner scientifici e istituzionali, lavoriamo per rafforzare la tutela degli habitat naturali della Tenuta, favorire la presenza di specie chiave come impollinatori, anfibi e uccelli migratori, e contribuire alla resilienza di un ecosistema prezioso per il territorio”.
La salvaguardia del patrimonio naturale richiede prima di tutto conoscenza: comprendere quali specie abitano un territorio, quali habitat ne sostengono la presenza e quali fattori possono rafforzarne o comprometterne l’equilibrio. Per questo è stato realizzato uno studio con il supporto di Federparchi, da cui è emerso che la Tenuta rappresenta l’habitat ideale di 121 specie di vertebrati e piante, tra cui 66 specie di uccelli, diversi anfibi di interesse conservazionistico e una significativa varietà di orchidee, oggi al centro di un progetto di monitoraggio dedicato. Tra le specie faunistiche e vegetali censite, 34 risultano minacciate secondo la Lista Rossa europea.
Accanto al censimento, è fondamentale osservare l’evoluzione nel tempo di questo patrimonio naturalistico, così da orientare in modo sempre più puntuale gli interventi a favore dell’ecosistema della Tenuta. Per questo dal 2026 è stata avviata un’attività specifica di monitoraggio dell’avifauna, con particolare attenzione alle specie presenti nelle liste rosse Iucn, come la Tortora selvatica europea, che si affianca a quella di impollinatori, anfibi, e orchidee selvatiche, tipiche della tenuta, bioindicatori fondamentali per valutare lo stato di salute dell’ambiente naturale.
Per rafforzare la qualità degli habitat e creare nuove risorse per la biodiversità, Sanpellegrino sta intervenendo su più livelli, dalla valorizzazione dei boschi a quella dei punti d’acqua. In collaborazione con l’Università di Pisa, Sanpellegrino ha sviluppato un piano di agroforestazione, che prevede la destinazione di circa 120 ettari di campi aperti alla piantumazione di siepi e filari, un intervento che contribuisce anche a migliorare la stabilità del suolo e la capacità di stoccaggio della CO2. Con la Scuola Superiore Sant’Anna è stato inoltre elaborato un progetto pluriennale per valorizzare i boschi, habitat fondamentali per molte specie, contribuendo allo stesso tempo alla mitigazione climatica. Nel corso del 2025, infine, Sanpellegrino ha mappato tutti i punti d’acqua presenti nella riserva per valutare la disponibilità idrica per la biodiversità, individuando cinque aree umide da riqualificare entro il 2030.
Infine, nella Tenuta di Acqua Panna un’attenzione specifica è dedicata anche agli impollinatori, importanti indicatori della qualità degli ecosistemi e preziosi custodi degli equilibri naturali. In collaborazione con 3Bee, è stato installato un Bee Hotel e sono stati seminati campi fioriti per sostenere api e farfalle diurne. Dal 2024 è inoltre attivo un programma di monitoraggio basato su tecnologie digitali, che ha registrato un aumento dell’attività degli impollinatori, insieme a un incremento del numero di specie osservate e a un miglioramento degli indicatori di idoneità dell’habitat.
Il percorso fin qui svolto e i suoi futuri sviluppi si inseriscono nella cornice di Fonte - Futuro, Origine, Natura, Territorio, Ecosistemi – il programma con cui Sanpellegrino intende dare continuità e visione di lungo periodo ai progetti di tutela dell’acqua e della biodiversità realizzati nei territori in cui è presente. Attraverso Fonte, il Gruppo punta a mettere a sistema investimenti, iniziative e collaborazioni con istituzioni, comunità locali, università, associazioni e partner privati, contribuendo alla salvaguardia degli ecosistemi e alla valorizzazione dei territori.
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