Una partenza parziale ma significativa, quella del turismo in
Sardegna per il ponte delle festività pasquali 2026. Ad oggi, circa
il 10% delle strutture ricettive dell'isola ha deciso di anticipare
l'apertura, portando il totale degli hotel aperti compresi quelli
annuali a circa il 30% con punte più alte nelle città. A confermare
il trend positivo è il presidente di Federalberghi Sardegna, Paolo
Manca. "Rispetto agli anni passati notiamo una voglia crescente di
Sardegna già dai primi mesi primaverili, tuttavia, l'apertura
generalizzata è frenata da due variabili storiche: l'incertezza
meteo, che condiziona pesantemente le prenotazioni 'last second', e
un sistema di trasporti che non sempre garantisce frequenze e
prezzi competitivi per il mercato nazionale ed europeo in questa
fase di pre-stagione", ha dichiarato Manca all'ANSA, aggiungendo
che "il vero banco di prova resta legato alla continuità
territoriale e ai costi dei collegamenti".
(Adnkronos) - La parola d'ordine, in Figc, è cambiamento. L'opinione pubblica e le istituzioni (con il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi in testa) chiedono le dimissioni del presidente della Federazione Gabriele Gravina, dopo il terzo Mondiale consecutivo fallito dalla Nazionale. A prescindere dal consenso delle componenti federali - che Gravina potrebbe aver conservato, dopo l'elezione del 2025 con il 98,7% dei consensi - le dimissioni sembrano inevitabili. Con la richiesta di cambiamento sempre all'orizzonte. Ma chi può essere il suo successore in Figc per far ripartire il movimento?
Per la successione di Gravina, oggi in pole position c'è Giovanni Malagò, ex presidente del Coni, fresco del grande successo delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Il suo nome è al momento il più forte tra i possibili candidati, anche perché Malagò gode dell'appoggio della Serie A. Ieri, non a caso, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis aveva fatto il suo endorsement: "Il mondo dello sport, dove c'è di mezzo anche lo Stato, è stato foriero di grandi successi. Ne abbiamo avuto riscontro alle Olimpiadi invernali e alle scorse Olimpiadi. Malagò è stato uno che ha lavorato molto bene, ineccepibile dal punto di vista professionale. Uno come lui, abituato a fare sempre il meglio perché è un grande professionista e lo ha sempre dimostrato, è uno che può dare piuttosto che prendere, è dotato di una certa umiltà. Purtroppo nel mondo che ci circonda molti vogliono essere lì per prendere, senza capire che per ricevere bisogna dare. Non c'è dubbio alcuno che se Malagò prendesse in mano il calcio italiano, quest'ultimo risalirebbe prestissimo la china".
In corsa si sono anche Giancarlo Abete, numero uno della Figc dal 2007 al 2014 (e già potenziale candidato alla presidenza della Federazione dopo il fallimento a Euro 2024, con eliminazione agli ottavi contro la Svizzera). Sullo sfondo anche Matteo Marani, presidente della Lega Pro, e Demetrio Albertini, candidatura preferita dal mondo dei calciatori. Tra gli altri nomi anche quello di Michele Uva, nominato oggi Executive Director of Euro 2032 Italia.
Il lavoro c'è, ma mancano gli artigiani specializzati. A lanciare
un grido d'allarme è la Confartigianato Imprese Gallura che, dati
alla mano, dimostra come la difficoltà di reperimento del personale
stia diventando un problema strutturale per le imprese. Nel 2025
gli artigiani sardi hanno programmato l'assunzione di 15.290
addetti ma ne hanno trovati solo 6.840, con una difficoltà di
reperimento che è arrivata al 55,3%, nel 2024 era al 53,7%,
equivalente a 8.450 unità.
(Adnkronos) - "Sarà una Pasqua più breve - a causa della guerra c'è chi viaggerà di meno - ma non per questo più leggera a tavola. Anzi, il rischio è l'opposto: concentrare in pochi giorni pranzi ricchi e abbondanti, con possibili effetti sulla bilancia". A spiegarlo è Giorgio Calabrese, medico nutrizionista specializzato in scienza dell'alimentazione e presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del ministero della Salute. Contattato dall'Adnkronos Salute, l'esperto invita a non esagerare durante le festività pasquali, distribuendo meglio le calorie tra Pasqua e Pasquetta. Secondo Calabrese, tra antipasti di salumi e formaggi, aperitivi, torte rustiche, primi elaborati, carne, fritti e dolci tradizionali come colomba e uova di cioccolato, "si possono accumulare fino a 2 chili in soli 2 giorni". Oggi "si tende a mangiare più per convivialità, come un 'compenso', che per necessità - osserva lo specialista - Per questo è importante non concentrare tutto in un unico pasto. Meglio puntare su uno spuntino leggero e pasti equilibrati per evitare eccessi. La colazione tradizionale? Meglio spostarla al pranzo", mentre "i dolci preferibilmente a merenda".
Per limitare i danni "la giornata dovrebbe iniziare con una colazione leggera", consiglia Calabrese che spiega come affrontare le festività pasquali a tavola, anche con indicazioni pratiche: "Caffè, 2 fette biscottate con un velo di marmellata oppure frutta fresca o spremuta. A pranzo sì agli antipasti, ma meglio se a base di verdure grigliate, evitando salumi e formaggi. Consentito anche un primo come la lasagna, purché in porzioni moderate. Il secondo di carne, come agnello o abbacchio, andrebbe preferibilmente consumato a cena e non fritto. Se accompagnato da patate, meglio evitare il pane". Dopo un pranzo abbondante, "la cena dovrebbe essere più leggera: un'insalata ricca, una fetta di pane integrale e una macedonia senza zuccheri aggiunti, ma con succo di limone. Concesso un brindisi con un bicchiere di vino o bollicine, mentre i dolci andrebbero consumati lontano dai pasti, ad esempio a merenda: una piccola porzione di colomba o un pezzetto di cioccolato fondente".
Anche a Pasquetta "serve moderazione. Se si resta a casa, attenzione agli avanzi del giorno prima, da consumare senza eccessi - raccomanda il nutrizionista - Per chi sceglie la tradizionale gita fuori porta, meglio puntare su grigliate semplici di carne o pesce con verdure, limitando il pane e concedendosi al massimo un bicchiere di vino". La sera, di nuovo leggerezza: "Insalata e una piccola porzione di dolce". Dunque "rispettare la tradizione, ma senza esagerare, evitando di concentrare tutto in un solo pasto". I cibi pasquali "sono spesso ricchi di grassi e calorie - conclude Calabrese - ma con un po' di equilibrio è possibile godersi le feste senza compromettere la salute e il peso".

(Adnkronos) - Cresce l’allarme internazionale per Narges Mohammadi, la Premio Nobel per la Pace che sarebbe in gravi condizioni nella prigione di Zanjan, in Iran, per quello che potrebbe essere stato un attacco cardiaco. Secondo quanto riferito dai suoi rappresentanti, l’attivista sarebbe stata trovata priva di sensi nella sua cella, senza però ricevere cure adeguate.
A rendere la situazione ancora più critica è il presunto rifiuto delle autorità iraniane di autorizzare il trasferimento in ospedale. "Molto preoccupato" il marito, Taghi Rahmani che da Parigi, dove vive in esilio dal 2012, ha denunciato all'Adnkronos la mancata assistenza medica e chiesto con urgenza il rilascio della moglie. Esprimendo la sua "ferma condanna" per il fatto che Teheran non abbia rilasciato i detenuti politici dall'inizioguerra che Stati Uniti e Israele hanno lanciato contro l'Iran, e quindi nemmeno Narges, Rahmani afferma che "devono essere liberati in modo che possano salvarsi".
L'attivista iraniano, definito "il giornalista più spesso incarcerato" da Reporters sans frontieres, afferma che "quello che sta facendo il regime iraniano è un'azione criminale, non liberando i prigionieri politici in modo che possano mettersi in salvo". Dall'inizio del conflitto diversi media occidentali, tra cui il Wall Street Journal, hanno scritto che nei raid sono stati danneggiati vari centri di detenzione in Iran, dove ci sono oppositori politici del regime, qual è Narges Mohammadi. Secondo alcune fonti gli iraniani starebbero anche usando i prigionieri come "scudi umani".
Rahmani ha infine lanciato un appello per "chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici" in Iran, sottolineando che "esiste un regolamento che impone agli stati di liberare i prigionieri non pericolosi nelle situazioni di conflitto armato, ma il regime non lo sta facendo". Nell'esprimere la sua condanna, Rahmani ritiene che il mancato rilascio dei detenuti politici da parte di Teheran sia "un'azione criminale".
La situazione di Narges Mohammadi è particolarmente delicata anche per precedenti problemi cardiaci. Dopo essere stata arrestata nuovamente nel dicembre scorso per le sue critiche al regime, era stata trasferita a febbraio dal famigerato carcere di Evin alla struttura di Zanjan, nel nord dell'Iran.
Solo a fine 2024 era stata temporaneamente rilasciata proprio per motivi di salute, rendendo ancora più preoccupante l’attuale quadro clinico.
La Coalizione per la Libertà di Narges esprime "profonda preoccupazione per lo stato di salute di Narges Mohammadi e per la sua privazione di cure mediche indipendenti", rendendo noto che domenica "dopo settimane di continui tentativi e nonostante le difficoltà dovute alla guerra e all’interruzione quasi totale dei mezzi di comunicazione, il team legale di Narges Mohammadi, insieme a un membro della sua famiglia, è riuscito a incontrarla" in prigione, riferendosi di uno stato di salute generale "critico".
"Poco prima dell’incontro, era stata trasferita nell’infermeria a causa di forti dolori al petto; si è poi presentata nella sala colloqui accompagnata da un’infermiera, apparendo estremamente debole, pallida e con una notevole perdita di peso", riferisce ancora la coalizione in un comunicato. "Chiediamo alle autorità della Repubblica Islamica di prendere seriamente questo avvertimento e di consentirle un accesso immediato a cure mediche specialistiche e vitali attraverso la concessione di un permesso medico", continua il comunicato che conclude chiedendo "l'immediata e incondizionata liberazione di Narges Mohammadi e di tutti i difensori dei diritti umani, scrittori e giornalisti detenuti. In queste particolari condizioni di guerra, la loro sicurezza può essere garantita solo allontanandoli dai luoghi di detenzione ad alto rischio. La liberazione temporanea dei prigionieri in tali circostanze è prevista dalla legge".

(Adnkronos) - Il nuovo clima di incertezza modifica le scelte, soprattutto delle aziende. Il sistema produttivo paga sfide molto impegnative per la concorrenza asiatica sempre più aggressiva, per il costo dell’energia ma anche per la digitalizzazione, per l’AI e la robotica sempre più evoluta con riflessi sulla dimensione sociale. Effetti che si stanno già manifestando con perdita di posti di lavoro ma anche messa in discussione di figure professionali. In questo scenario sempre più impegnativo un ruolo importante potrebbe trovarsi a giocare il sistema finanziario per supportare le aziende per investimenti che accrescano la loro capacità di avere futuro. In questa ottica un ruolo fondamentale è quello del dialogo trasparente con dati di qualità che facciano capire all’azienda il suo reale posizionamento ma anche alla finanza quanta potenzialità abbia l’azienda che chiede o sui cui conviene investire.
Il tavolo di coordinamento per la finanza sostenibile del Mef con il proprio documento di dialogo tra imprese e banche gioca un ruolo chiave e ha sviluppato un modello che verrà proposto nel Portale imprese dell’ecosistema Amelia della Fondazione Grins, il partenariato pubblico-privato con 17 Università, soprattutto dedicato alle micro, piccole e medie imprese che sono l’architrave del sistema Italia, rappresentando più del 99% delle imprese italiane.
“Il Portale imprese - dichiara la professoressa Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e Fondazione Grins - ha la missione di offrire a banche e imprese uno strumento di dialogo trasparente, finalizzato ad accrescere la conoscenza delle tre dimensioni della sostenibilità e a favorire decisioni di investimento più consapevoli e produttive, con benefici per tutte le parti coinvolte e per il sistema Paese”. Il Portale imprese è una piattaforma inserita nell’ecosistema Amelia a cui le imprese potranno accedere, attraverso la compilazione di un questionario ottenere uno scoring di posizionamento, che può essere una prima bussola per indicare i passi giusti da farsi per migliorarsi e avere maggiore possibilità di accrescere l’interesse sia del sistema finanziario sia per accrescere la loro consapevolezza dei rischi di eventi inaspettati ma possibili come quelli legati al clima.
“In questi anni di attenzione a queste tematiche - spiega - abbiamo riscontrato che tutte le aziende italiane hanno comunque già valutazioni (score massivi) da parte di grandi società anche straniere. Le pmi non ne sono a conoscenza nella stragrande maggioranza e ne risulta un quadro negativo, con risvolti anche per il Paese di essere attrattivo per gli investimenti esteri. Faccio un esempio concreto: l’Italia è caratterizzata da un quadro di rischio idrogeologico elevato e facilmente le aziende sono esposte in aree critiche. L’informazione massiva indica il pericolo sulla base del posizionamento geografico ma non risulta se l’azienda ha adottato azioni di mitigazione e difesa, che possono essere canalizzazione dei flussi d’acqua, vasche di compensazione o quant’altro. Ebbene se non lo comunica emerge che è troppo esposta, quindi a rischio alto e non conviene investire su di essa. Non solo per il rischio del danno ma anche per il rischio del fermo produttivo che può protrarsi a lungo”.
Inserito nell’ecosistema Amelia della Fondazione Grins e ospitato presso il tecnopolo Cineca, il Portale imprese garantisce che il trattamento dei dati e delle informazioni avvenga su infrastrutture nazionali, con elevati standard di sicurezza e in conformità alla disciplina vigente in materia di protezione dei dati personali e tutela della riservatezza.

(Adnkronos) - Rendere la medicina personalizzata sempre più concreta, equa e accessibile ai cittadini è l'obiettivo dell'incontro con la stampa che si svolgerà il 15 aprile alle 9 nella Sala Caduti di Nassirya, al Senato della Repubblica, dal titolo 'Una roadmap verso l'implementazione della farmacogenetica nel sistema sanitario nazionale'. L'evento, su iniziativa della senatrice Daniela Ternullo, è organizzato con la collaborazione congiunta di Sigu-Società italiana di genetica umana e Sif-Società italiana di farmacologia.
La farmacogenetica - spiega una nota - rappresenta una delle applicazioni più concrete della medicina personalizzata: consente di modulare la terapia sulla base del profilo genetico del paziente, migliorando efficacia e sicurezza dei trattamenti e contribuendo alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Nonostante le solide evidenze scientifiche e le raccomandazioni internazionali, l'implementazione della farmacogenetica nel Ssn risulta ancora disomogenea e frammentata. Differenze organizzative, carenze formative e l'assenza di percorsi condivisi limitano oggi una diffusione strutturata e uniforme sul territorio nazionale.
L'iniziativa ha portato alla mappatura nazionale dei laboratori che offrono servizi di farmacogenetica germinale clinica, con il coinvolgimento di 50 centri su tutto il territorio italiano. I risultati hanno evidenziato un elevato livello di competenza e interesse da parte degli operatori, ma anche la necessità di maggiore coordinamento, armonizzazione e supporto infrastrutturale e regolatorio. Nel corso dell'incontro saranno presentare i risultati di questa attività e sarà avviato un confronto istituzionale volto a favorire un'implementazione strutturata, coordinata e sostenibile della farmacogenetica nella pratica clinica italiana, rafforzando il dialogo tra istituzioni, società scientifiche e stakeholder del sistema salute.

(Adnkronos) - La medicina di urgenza richiede decisioni rapide e precise, spesso determinanti per l'esito clinico dei pazienti. Studi osservazionali condotti in reparti di emergenza mostrano che l'imaging diagnostico viene utilizzato in una quota significativa degli interventi di pronto soccorso: circa il 69% nei turni notturni e il 60% in quelli diurni, a conferma del ruolo strategico del radiologo nelle scelte terapeutiche e nella gestione complessiva del paziente. Per questo motivo la Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm) ha deciso di dedicare il primo convegno nazionale del progetto formativo rivolto ai giovani radiologi alla medicina di urgenza. L'evento, dal titolo 'Urgenze non traumatiche dalla teoria alla pratica clinica', si è tenuto a Catania e rappresenta il primo passo di un percorso strutturato per specializzandi e neospecialisti under 40, pensato per ridurre il divario tra formazione universitaria e pratica clinica quotidiana. L'iniziativa offre ai giovani radiologi strumenti concreti per affrontare le urgenze e per sviluppare competenze operative e decisionali che vanno ben oltre la teoria.
"L'urgenza è uno dei contesti in cui il ruolo del radiologo diventa davvero centrale - spiega Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Sirm e direttore del Dipartimento Immagini dell'azienda metropolitana ospedaliera di Genova - Servono conoscenze solide, capacità di analisi immediata e decisioni rapide, perché la diagnosi guida la gestione clinica e determina le scelte terapeutiche più adeguate. Per questo è fondamentale investire nella preparazione dei giovani radiologi e accompagnarli nel passaggio dalla formazione universitaria alla pratica quotidiana, fornendo strumenti utili per affrontare con sicurezza le situazioni più complesse. Il corso si è concentrato sulle urgenze non traumatiche, ambito in cui il radiologo deve prendere decisioni autonome e rapide".
"La scelta dell'indagine più appropriata, l'interpretazione tempestiva dei risultati e la comunicazione chiara con il team clinico influenzano direttamente l'iter del paziente, dall'eventuale accesso alla sala operatoria fino alla definizione del percorso terapeutico completo - afferma Luca Brunese, presidente eletto Sirm - L'efficacia dell’imaging in queste situazioni conferma il ruolo centrale del radiologo nel processo decisionale. Preparare i giovani radiologi fin dalle prime fasi del loro percorso professionale rappresenta un investimento strategico per il sistema sanitario nazionale. Un professionista preparato è in grado di scegliere l'indagine più appropriata, evitare esami inutili e contribuire a una gestione più efficiente delle risorse, riducendo i costi per il Ssn e migliorando contemporaneamente la qualità dell’assistenza. In una parola, siamo fortemente impegnati per garantire la sostenibilità del nostro Ssn che rimane uno dei migliori al mondo. La radiologia oggi non è solo supporto diagnostico, ma elemento chiave dei processi decisionali in emergenza".
"Il progetto formativo, iniziato a Catania con una faculty di altissimo livello - riprende Gandolfo - prevede ora ulteriori corsi dedicati ad altri aspetti della pratica radiologica quotidiana, con un approccio mirato alla concreta applicazione delle conoscenze. Ogni incontro favorisce lo scambio diretto tra esperti e giovani radiologi, basandosi su casi reali e sull’esperienza clinica. L'obiettivo è consolidare le competenze fondamentali che ogni radiologo deve possedere, indipendentemente dall'area di specializzazione, e rafforzare la capacità decisionale in contesti complessi. Come Sirm continuiamo a investire con decisione nelle nuove generazioni, che costituiscono una parte significativa della nostra società scientifica. Negli ultimi anni abbiamo ampliato le attività dedicate ai giovani, dai percorsi formativi agli incontri di confronto clinico, fino alle sessioni interamente dedicate agli under 40 nel congresso nazionale. Sostenere le nuove generazioni significa costruire basi solide per il futuro della radiologia, garantire un sistema sanitario più efficiente e rispondere con competenza alle sfide della medicina contemporanea".

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(Adnkronos) - Una molotov è stata fatta esplodere, intorno alle 2, davanti a un palazzo in via Alfredo Baccarini, nel quartiere San Giovanni. Sul posto, i carabinieri della compagnia Piazza Dante e della VII sezione rilievi di via In Selci.
Le indagini sono in corso, ma secondo i primi accertamenti, sembrerebbe che nello stabile viva un 26enne italiano detenuto ai domiciliari. In frantumi le finestre al piano terra, mentre non si registrano feriti. A poca distanza, è stata trovata un'altra bottiglia inesplosa con il petardo attaccato con il nastro adesivo e la benzina all'interno. Presenti anche gli artificieri.
"Cabras riabbraccia la sua storia.
(Adnkronos) - "I rischi per le prospettive di inflazione sono orientati al rialzo, soprattutto nel breve termine. Il protrarsi della guerra in Medio Oriente potrebbe comportare un rincaro dei beni energetici più accentuato e duraturo di quanto atteso attualmente, spingendo a un ulteriore rialzo l’inflazione dell’area dell’euro". Lo scrive la Bce nel suo bollettino.
"Tale aumento potrebbe risultare più marcato e persistente se le aspettative di inflazione e la crescita salariale aumentassero di riflesso, se l’incremento dei prezzi dei beni energetici dovesse trasmettersi all’inflazione al netto della componente energetica in misura maggiore di quanto ipotizzato nello scenario di base, oppure se il conflitto provocasse turbative più generalizzate delle catene di approvvigionamento mondiali. Le attuali tensioni commerciali - indicano da Francoforte - potrebbero inoltre determinare una maggiore frammentazione delle catene di approvvigionamento mondiali, limitare l’offerta delle materie prime critiche e inasprire i vincoli di capacità produttiva nell’economia dell’area dell’euro. Per contro, l’inflazione potrebbe risultare inferiore se le ripercussioni economiche della guerra in Medio Oriente si rivelassero di più breve durata oppure se gli effetti indiretti e di secondo impatto si dimostrassero meno pronunciati rispetto alle attese correnti. Inoltre, l’inflazione potrebbe essere inferiore se, per effetto dei dazi, la domanda di esportazioni dell’area dell’euro si riducesse più di quanto atteso e se i paesi con eccesso di capacità produttiva aumentassero ulteriormente le loro esportazioni verso l’area. Mercati finanziari più volatili con scarsa propensione al rischio potrebbero gravare sulla domanda e ridurre quindi anche l’inflazione", scrive ancora la Bce.
Quanto al Pil, "i rischi per le prospettive di crescita sono orientati al ribasso, soprattutto nel breve termine - scrive la Bce - La guerra in Medio Oriente rappresenta un rischio al ribasso per l’economia dell’area dell’euro, inasprendo un contesto politico mondiale già mutevole. Il protrarsi del conflitto potrebbe far aumentare ulteriormente i prezzi dei beni energetici per un periodo più lungo rispetto alle attese correnti, oltre che pesare sul clima di fiducia".
"Tali fattori - spiegano da Francoforte - eroderebbero i redditi e accentuerebbero la riluttanza delle imprese e delle famiglie nei confronti di investimenti e consumi. Un deterioramento del clima di fiducia nei mercati finanziari mondiali potrebbe frenare ulteriormente la domanda. Ulteriori tensioni nel commercio internazionale potrebbero causare l’interruzione delle catene di approvvigionamento, ridurre le esportazioni e indebolire consumi e investimenti. Altre tensioni geopolitiche, in particolare la guerra ingiustificata della Russia contro l’Ucraina, rimangono fra le principali fonti di incertezza. Per contro - si legge ancora nel documento - la crescita potrebbe risultare superiore se le ripercussioni economiche del conflitto in Medio Oriente si rivelassero di più breve durata rispetto alle attese correnti. Inoltre, la spesa programmata per difesa e infrastrutture, le riforme volte a migliorare la produttività e l’adozione di nuove tecnologie da parte delle imprese dell’area dell’euro potrebbero determinare una crescita superiore alle previsioni. Nuovi accordi commerciali e una maggiore integrazione del mercato unico potrebbero inoltre stimolare la crescita oltre le attuali aspettative".

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(Adnkronos) - Il maltempo continua a flagellare il versante est dell'Italia con forti piogge e nevicate che si stanno abbattendo da ore su Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia. Nella mattinata di oggi, giovedì 2 aprile, un improvviso cedimento ha travolto il ponte sul fiume Trigno lungo la Statale 16 Adriatica, interrompendo completamente il traffico tra Abruzzo e Molise.
La struttura, da mesi in ristrutturazione e già regolata da un semaforo per il senso unico alternato, è crollata in un tratto già debilitato dalle piogge. Sul posto vigili del fuoco, protezione civile e forze dell’ordine stanno mettendo in sicurezza l’area e valutando l’estensione del cedimento. Fortunatamente non si registrano feriti, ma la viabilità alternativa è sotto pressione e i disagi per automobilisti e trasporti sono destinati a peggiorare nelle prossime ore. Il crollo arriva a poche ore da una chiusura preventiva del tratto a causa degli allagamenti: ora il ponte, simbolo di un collegamento strategico lungo la costa adriatica, diventa terreno di emergenza e accertamenti. Le squadre stanno monitorando il fiume e il terreno circostante, mentre le autorità valutano interventi urgenti per ripristinare almeno parzialmente il collegamento tra le due sponde.
Intanto resta sospesa anche la circolazione ferroviaria sull'Adriatica tra Fossacesia e Porto di Vasto per l’esondazione del fiume Osento. "I treni diretti verso la Puglia - spiega Rfi - sono limitati e concentrati nelle stazioni di Pescara e Ancona, dove è attiva l’assistenza ai viaggiatori e sono in corso di attivazione servizi sostitutivi con autobus. I tecnici di Rfi sono impegnati sul posto per monitorare la situazione e avviare le operazioni di ripristino non appena le condizioni meteo lo consentiranno. Assistenza potenziata da parte di Trenitalia a bordo dei treni e nelle stazioni. I viaggiatori saranno informati sull’evoluzione della situazione".
In Basilicata dopo le piogge intense degli ultimi giorni frane e smottamenti si sono verificati in più punti della città di Rapolla, in provincia di Potenza. Tre famiglie sono state sgomberate temporaneamente in via Melfi per il cedimento di un muro di contenimento, vicino ad una palazzina, per consentire le operazioni di messa in sicurezza da parte dei vigili del fuoco. Il sindaco Biagio Cristofaro ha attivato il centro operativo comunale per coordinare le situazioni di necessità dei cittadini e la messa in sicurezza della viabilità. In molti Comuni della Basilicata i sindaci hanno convocato i Coc, particolarmente nell'area jonica in provincia di Matera, perché sono monitorati i fiumi, ingrossati dalle piogge. In particolar modo c'è attenzione al fiume Agri, dopo l'apertura della traversa di Gannano per l'alleggerimento della diga, e al Basento, già esondato in più punti con l'allagamento dei terreni agricoli circostanti.
Il presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, ha inviato alla Regione Puglia e al Consiglio dei ministri la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale per le conseguenze del maltempo. Attualmente 15 strade sono chiuse o parzialmente inagibili perché ponti, attraversamenti e tratti stradali hanno ceduto o sono allagati in tutto il territorio. "Questo è un atto di rivendicazione - ha dichiarato Nobiletti - per la fotografia concreta di quello che sta succedendo in questi giorni sul nostro territorio e di quello che si ripete ogni volta che arriva una allerta seria. I danni sono ingenti". La provincia di Foggia ha la rete viaria più estesa di tutta la Puglia ma "le risorse che arrivano dal governo centrale sono del tutto inadeguate rispetto a questa responsabilità - ha sottolineato Nobiletti -. I nostri tecnici e le nostre squadre fanno il possibile ogni giorno. Ma la sicurezza strutturale richiede investimenti certi, programmati, continuativi". Quindi l'appello a tutte le istituzioni e a tutte le forze politiche: "Questo territorio ha bisogno di investimenti strutturali certi, adesso. Prima del prossimo nubifragio. Prima della prossima emergenza".
Intanto tornano a salire i livelli di criticità dei fiumi della provincia di Foggia. La Protezione civile regionale segnala un livello di criticità di colore rosso ("possibili fenomeni di inondazione, anche estesi, connessi al passaggio della piena e dovuti a puntuali fenomeni di tracimazione, sifonamento, rottura o cedimento degli argini, con coinvolgimento di aree distali al corso d'acqua") nella zona del fiume Fortore all'altezza del ponte sulla strada statale 16, in territorio di Lesina, in prossimità della costa. Il superamento della soglia critica è di 4,5 metri. Criticità arancione ("possibilità di limitati fenomeni di inondazione, connessi al passaggio della piena, con coinvolgimento delle aree prossimali al corso d'acqua; fenomeni localizzati di deposito di detriti solidi, con formazione di sbarramenti temporanei od occlusione parziale delle sezioni di deflusso delle acque e delle luci dei ponti; divagazioni d'alveo e salto di meandri") sul torrente Saccione (ponte statale 16 ter di Chieuti 4.5 metri e ponte sulla stessa statale a Serracapriola 4.5 metri) e sul fiume Fortore su tre ponti della strada provinciale 5 nei territori di Carlantino 3 metri, Casalnuovo Monterotaro 3 metri e Castelnuovo della Daunia 3 metri. Sempre arancione il livello di criticità idraulica sul fiume Carapelle all'altezza di tre ponti della statale 161 (rispettivamente nei territori di Carapelle, Manfredonia e Zapponeta). Criticità gialla ("possibili piene improvvise nell'idrografia secondaria") sul fiume Ofanto nella Bat, sui torrenti Carapelle e Vulgano nel foggiano.
Una ventina gli interventi effettuati dai vigili del fuoco della centrale e del distaccamento di San Benedetto del Tronto a causa delle incessanti piogge e delle folate di vento che da ore imperversano sul territorio. Di particolare rilevanza le frane di Acquasanta Terme, una delle quali ha isolato la frazione di Pozza. Una squadra è sul posto per garantire la sicurezza degli abitanti in attesa che i mezzi movimento terra della provincia liberino la sede stradale. A Trisungo di Arquata del Tronto i pompieri stanno lavorando con una motopompa idrovora per rendere di nuovo transitabile un sottopasso allagato che aveva bloccato la circolazione sia verso Roma che verso Ascoli. Attualmente benché siano ancora presenti alcuni centimetri d’acqua che continua a scendere da monte, la circolazione è stata ripristinata. Si sono verificato altri piccoli smottamenti nella provincia, alberi sulla sede stradale e prosciugamenti oltre che nel capoluogo e nella città rivierasca, anche a Comunanza, Force e Cupra Marittima.

(Adnkronos) - Federica Pellegrini mamma per la seconda volta. L’ex campionessa di nuoto, insieme al marito Matteo Giunta, ha annunciato attraverso un post su Instagram la nascita della loro secondogenita, che hanno deciso di chiamare Rachele. La coppia, già genitori della primogenita Matilde, ha condiviso con gioia la notizia con la frase: "Ciao Rachele, la nostra piccola nata con la luna rosa".
La notizia ha subito conquistato l’affetto dei fan e dei follower della campionessa, con moltissimi messaggi di auguri sui social. La nascita di Rachele – avvenuta nei primi giorni di aprile 2026 – arriva dopo l’annuncio della gravidanza fatto dalla stessa Pellegrini sui suoi profili social lo scorso dicembre, dove aveva già svelato che si trattava di una femminuccia.

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(Adnkronos) - “Oggi FiberCop è presente in Basilicata con il Piano Italia 1 Giga del Pnrr e con un piano autonomo interamente finanziato dall’azienda: grazie a questi interventi siamo riusciti a raggiungere 302mila unità immobiliari, pari al 54% del totale”. Così Maria Rizzuti, Field operations Line Basilicata e Campania FiberCop, illustra lo stato di avanzamento della rete in fibra ottica nella regione, evidenziando i risultati raggiunti in termini di copertura e realizzazione dell’infrastruttura.
Un percorso che trova in Maratea uno dei casi più emblematici, per complessità e valore strategico. “Proprio perché è la principale attrazione turistica del tratto tirrenico della Basilicata – spiega – ha richiesto un’attenzione particolare, anche alla luce dei numerosi vincoli paesaggistici e sismici presenti. Per questo abbiamo lavorato in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale, definendo un cronoprogramma che tenesse conto delle esigenze del territorio e della stagionalità turistica”.
Nel dettaglio, gli interventi sono stati pianificati per ridurre al minimo l’impatto sul contesto urbano e sulle attività. “Abbiamo concentrato le lavorazioni nel centro storico durante la stagione invernale, quando l’affluenza turistica è più bassa, mentre nelle aree periferiche si è intervenuti nei mesi estivi”, sottolinea Rizzuti.
Particolarmente delicate le operazioni nel borgo antico, dove si è reso necessario adottare tecniche specifiche e a basso impatto. “Nel centro storico, caratterizzato da basolato e lastricato, abbiamo effettuato scavi esclusivamente manuali: le pietre sono state rimosse una a una, numerate e successivamente riposizionate dopo la posa della fibra, senza l’utilizzo di mezzi meccanici”, spiega, evidenziando un approccio che ha consentito di preservare l’integrità e l’identità dei luoghi.
Al centro dell’intervento, il valore strategico della connettività per cittadini e imprese. “La fibra è un’infrastruttura fondamentale. Oggi la popolazione di Maratea può accedere a tutti i servizi digitali più avanzati, sia dal punto di vista imprenditoriale che per la vita quotidiana”, afferma.
Dalle opportunità per le attività economiche, in particolare nel turismo, fino ai benefici per i residenti. “Parliamo di telelavoro, formazione e scuola a distanza, servizi digitali evoluti: in un territorio dove molte persone scelgono di vivere anche come seconda residenza, poter lavorare da remoto rappresenta un vantaggio concreto e sempre più determinante”.

(Adnkronos) - “L’impatto è stato notevole perché proprio la capillarità dell’intervento ha permesso a tutte le attività, presenti anche nelle numerose frazioni, di essere finalmente connesse. Oggi si può lavorare in linea con le esigenze del mercato globale: dalle prenotazioni agli ordini, fino alla promozione attraverso contenuti multimediali sempre più indispensabili, soprattutto in un territorio a forte vocazione turistica come il nostro”. Così il sindaco di Maratea, Cesare Albanese, commenta i lavori della rete ultraveloce realizzata da FiberCop, un’infrastruttura che segna un passaggio decisivo per lo sviluppo digitale del territorio
Un intervento che ha saputo coniugare innovazione e rispetto del contesto. “FiberCop – sottolinea il primo cittadino – è riuscita a realizzare questa infrastruttura nel pieno rispetto di tutti i vincoli presenti a Maratea, in particolare quelli paesaggistici e storico-archeologici, che qui sono particolarmente stringenti. Anche nel centro storico, dove ci troviamo, tutto è stato interrato con estrema attenzione, senza lasciare tracce visibili e senza alterare l’identità dei luoghi”.
Il risultato, evidenzia il sindaco, è un’infrastruttura moderna ma “invisibile”, perfettamente integrata nel tessuto urbano e paesaggistico. “Parliamo di un territorio unico, fatto di natura, vicoli e storia. L’intervento è stato realizzato attraversando il centro storico e le aree più delicate senza deturparle, eliminando anche la presenza di cavi aerei e contribuendo al decoro complessivo”.
Un passo avanti importante non solo sul piano tecnologico, ma anche su quello economico e sociale. “Questa rete – conclude – si inserisce nel modo più efficace nel nostro modello di sviluppo e di promozione turistica. Oggi Maratea è più connessa, più moderna e più competitiva, ma resta pienamente fedele alla propria identità”.

(Adnkronos) - La trasformazione digitale passa anche dai vicoli di pietra. A Maratea, nel cuore del borgo medievale adagiato sul versante del Monte San Biagio, prende forma un intervento infrastrutturale che coniuga innovazione e tutela del patrimonio: è qui che FiberCop, gestore dell’infrastruttura digitale più estesa e capillare del Paese, sta realizzando la rete a banda ultralarga con i fondi del Pnrr del Piano Italia 1 Giga.
Tra scalinate, archi e acciottolati storici, la posa della fibra ottica avviene secondo procedure a basso impatto, pensate per preservare l’integrità urbana. I lavori sono eseguiti manualmente, con i ciottoli rimossi uno a uno, numerati e successivamente ricollocati nella loro posizione originaria, mantenendo inalterata la fisionomia del borgo.
Un approccio che consente di integrare la tecnologia in un contesto delicato senza alterarne l’equilibrio. Sotto il tessuto urbano trova così spazio un’infrastruttura in grado di abilitare servizi come smart working, telemedicina, streaming ad alta definizione e gestione intelligente dei servizi urbani, con riduzione delle emissioni di CO₂.
L’intervento a Maratea si inserisce in un piano più ampio di sviluppo della connettività.
In Basilicata, infatti, grazie ai lavori legati al Pnrr e agli investimenti diretti di FiberCop, sono già oltre 302mila le unità immobiliari collegate, con una copertura Ftth che ha superato il 54%.
La rete raggiunge anche i punti più simbolici del territorio: lungo il Monte San Biagio, fino alla vetta dominata dal Cristo Redentore, circa 40 civici sono oggi connessi alla banda ultralarga. Un segnale di come l’innovazione possa arrivare anche nei luoghi più complessi e rappresentativi, senza comprometterne l’identità.

(Adnkronos) - L'economista Angelo Marcello Cardani, presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dal 2012 al 2020, insigne protagonista delle politiche italiane ed europee in favore della concorrenza e del libero mercato, è morto all'età di 75 anni a Milano.
Nato a Milano il 26 luglio 1949, Cardani si era laureato in economia e commercio all’Università Bocconi nel 1972 e specializzato alla London School of Economics and Political Science. Ha svolto per qualche anno attività professionale come dottore commercialista e si è poi dedicato all’attività accademica presso l’Università Bocconi in posizioni prima temporanee e poi di ruolo dal 1985 fino al 2012. Ha insegnato, nel corso degli anni varie materie: microeconomia, politica Industriale, politica della concorrenza. Dal 2005 al 2012 è stato direttore del corso di laurea triennale in International Economics, Management and Finance, raddoppiandone il numero di nuovi iscritti per anno.
Accanto all’insegnamento e alla ricerca in Bocconi e sotto varie forme di aspettativa universitaria – quando necessaria - ha svolto incarichi paralleli. Dal 1989 al 1994 stato direttore dell’International Management School di San Pietroburgo, joint venture Sda -Bocconi, Università di San Pietroburgo, Henley Management College, Esade di Barcellona e dell’Ecole Supérieure de Commerce de Lyon. E’ stato consulente dell’United Nations Development Programme (Undp) per lo sviluppo del management nell’Europa dell’Est, membro del Comitato di esperti di Politica economica dell’Ufficio del Primo Ministro italiano tra il 1989 e il 1991, membro del Comitato Tecnico per la Programmazione Economica della Regione Lombardia, e membro del Comitato di Esperti per la Ristrutturazione Industriale - Legge 675/1977 – presso il Ministero dell’Industria.
Cardani ha insegnato e svolto attività di ricerca presso il Department of Economics della New York University, presso il National Bureau of Economic Research di New York e di Cambridge (Massachussetts), presso il Dipartimento di Economia dell’Università di Trieste, presso l’Institute of European Studies di Macau, presso la University of New South Wales di Sidney, presso la University of Queensland di Brisbane e presso la Università della Svizzera Italiana di Lugano.
Dal 1995 al 1999 Cardani è stato membro del gabinetto del professore Mario Monti, commissario europeo per il Mercato Interno, Tassazione e Mercati finanziari, con la responsabilità della politica della tassazione e degli affari economici e finanziari. Successivamente è stato capo di gabinetto aggiunto di Monti, divenuto commissario Europeo per la Concorrenza, con la responsabilità dell’antitrust finanziario, della politica internazionale della concorrenza, delle relazioni inter-istituzionali con Parlamento e Consiglio Europei, e degli affari economici e finanziari. Inoltre tra il 2004 e l’aprile 2005 è stato consigliere speciale del Chief Competition Economist presso la Direzione Generale della Concorrenza della Commissione Europea. È stato membro, quale consigliere indipendente, del Consiglio di Amministrazione di varie banche e società di gestione del risparmio, e dell’Advisory Board di società di Public Affairs internazionali.
Angelo Cardani lascia la moglie Lydia Bombieri e i figli Luisa ed Eduardo.
Numerosi i messaggi di cordoglio. Il senatore a vita Mario Monti, nella sua veste di presidente dell’Istituto Javotte Bocconi, il consigliere delegato Angelo Provasoli e il Cda partecipano "profondamente commossi al dolore dei familiari e della comunità bocconiana per la scomparsa del professor Angelo Marcello Cardani economista e civil servant di solida competenza e straordinaria umanità". Con un altro necrologio Mario Monti e la moglie Elsa si dichiarano "vicini con profondo affetto a Lydia, Luisa e Eduardo nel dolore per la scomparsa di Angelo Marcello Cardani, amico di rara umanità, docente generoso verso i giovani, public servant efficace e rigoroso dell'Europa e dell'Italia". L'Università Bocconi - con il presidente Andrea Sironi, il vice presidente Guido Tabellini, il rettore Francesco Billari, il consigliere delegato Riccardo Taranto, il Consiglio di amministrazione, il Collegio dei Revisori dei conti, il corpo docente - "partecipano profondamente commossi al dolore per la scomparsa del prof. Angelo Marcello Cardani, professore di Economia politica presso l’Università Bocconi per oltre trent’anni, che ha dedicato la sua vita accademica alla didattica e alla ricerca, contribuendo in modo significativo anche alle istituzioni nazionali ed europee". Cordoglio anche dal Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell'Università Bocconi, "ricordandone con affetto le grandi qualità umane e scientifiche".
Il presidente Giacomo Lasorella, i commissari Laura Aria, Massimiliano Capitanio, Antonello Giacomelli e Elisa Giomi, il segretario generale e tutto il personale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni "esprimono il loro più sentito cordoglio, anche a nome dell’istituzione, per la scomparsa del professore Angelo Marcello Cardani". L'ex presidente de Consiglio Mario Draghi "ricorda con affetto l’amico Angelo Cardani ed è vicino alla famiglia nella tristezza".

(Adnkronos) - ''L’Italia perde almeno 34.700 giovani ogni anno e 1,66 miliardi di pil'' a causa dell'emigrazione. E' un caso unico in Europa''. E' quanto emerge dall'analisi comparativa realizzata dall’Eurispes su 22 paesi europei, che ''rivela una particolare configurazione strutturale: l’Italia forma da sola un cluster, con mercato del lavoro giovanile peggiore dei paesi dell’Est Europa e un conto demografico destinato a salire fino a 1,13 milioni di persone mancanti entro il 2050''. ''L’Italia non è semplicemente un paese che soffre di emigrazione giovanile. È un caso anomalo in Europa'', si sottolinea. La ricerca quantitativa realizzata dall’Eurispes su 22 paesi dell’Unione è costruita su 16 indicatori armonizzati nel periodo 2016-2023.
Dallo studio emerge che ''l’Italia riesce a offrire ai propri giovani laureati condizioni occupazionali peggiori di Bulgaria, Polonia o Croazia. L’occupazione dei neolaureati tocca il 58,9%, contro l’80% abbondante dei paesi in convergenza''. Il reddito mediano reale, invece di crescere, si contrae: indice 97 contro 132 dei paesi emergenti dell’Est. ''Un segnale di impoverimento strutturale delle famiglie che non ha equivalenti nel campione considerato nella ricerca''.
''L’Italia appare dunque come un paese con Pil da economia avanzata e condizioni per i giovani da periferia europea. E questo non è un paradosso temporaneo: è una condizione strutturale'', secondo l'Eurispes. L’analisi parte dal saldo migratorio netto dei cittadini italiani nella fascia 20-39 anni nel periodo 2019-2023: 294.606 uscite verso l’estero, 120.884 rientri, con un saldo netto di -173.722 giovani, equivalente a una media di circa 34.700 giovani-adulti l’anno.
A questi flussi vengono applicati tre parametri: tasso di occupazione (62-66%); pil per occupato; aliquota media sul lavoro (30%). I risultati complessivi indicano: occupati mancanti stimati circa 111.000 persone (22.000 lavoratori/anno); perdita di pil per 8,28 miliardi di euro totali, con media annua di 1,66 miliardi; impatto sul pil in termini relativi oscillante tra lo 0,05% del 2021 e lo 0,11% del 2019 e 2023, con media dello 0,09% annuo; mancato gettito fiscale e contributivo per 945 milioni di euro totali (189 milioni/anno).
''Il nodo critico non è la mobilità in sé, ma la capacità di un paese di trasformare i flussi in un processo che generi ritorni per l’economia e la società, riducendo gli effetti problematici legati alla perdita netta di giovani in età attiva e favorendone quindi anche il possibile rientro'', spiega il presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara. ''Le esperienze di altri paesi indicano che risultati migliori si ottengono attraverso pacchetti di interventi coerenti e duraturi, più che con singole misure isolate. Per l’Italia, l’obiettivo realistico non è l’azzeramento dell’emigrazione ma la costruzione di condizioni che riducano la perdita netta e permettano una partecipazione attiva alla circolazione dei cervelli. Ciò implica politiche di attrazione e retention combinate a politiche per rendere la circolazione produttiva''.

(Adnkronos) - Prosegue il rialzo dei prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa, nonostante lo scivolone delle quotazioni petrolifere internazionali, quotazioni che peraltro questa mattina tornano a correre sotto l’effetto delle ultime dichiarazioni di Trump sulla durata della guerra con l’Iran. Questa mattina 2 aprile i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa sono ancora aumentati ancora rispetto a ieri: benzina self service sulla rete stradale a 1,756 euro/litro (+2 millesimi), gasolio a 2,082 euro/litro (+6 millesimi).
Senza lo sconto sull’accisa che scade martedì prossimo 7 aprile (sulla cui proroga il governo è al lavoro in queste ore), questa mattina la benzina sarebbe a due euro netti al litro in media nazionale self service, il gasolio poco sotto 2,33 euro.
Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio, e considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina: benzina self service a 1,756 euro/litro (+4 millesimi, compagnie 1,757, pompe bianche 1,753), diesel self service a 2,078 euro/litro (+9, compagnie 2,084, pompe bianche 2,066). Benzina servito a 1,890 euro/litro (+3, compagnie 1,927, pompe bianche 1,822), diesel servito a 2,208 euro/litro (+9, compagnie 2,249, pompe bianche 2,132). Gpl servito a 0,667 euro/litro (+4, compagnie 0,669, pompe bianche 0,663), metano servito a 1,558 euro/kg (+5, compagnie 1,562, pompe bianche 1,555), Gnl 1,301 euro/kg (+49, compagnie 1,303 euro/kg, pompe bianche 1,300 euro/kg).
Sulla benzina self service Eni è a 1,736 euro/litro (1,943 il servito); IP a 1,776 (1,942 servito); Q8 a 1,758 (1,921 servito); Tamoil a 1,761 (1,839 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,047 (2,251 servito); IP a 2,111 (2,270 servito); Q8 a 2,084 (2,245 servito) e Tamoil a 2,116 (2,183 servito). Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,821 euro/litro (servito 2,071), gasolio self service 2,142 euro/litro (servito 2,393), Gpl 0,786 euro/litro, metano 1,577 euro/kg, Gnl 1,310 euro/kg.
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