
La lettera, l'abbonamento al giornale, l'ultima intervista. La morte delle gemelle Ellen e Alice Kessler, decedute insieme all'età di 89 anni per suicidio assistito, in Germania monopolizza in particolare l'attenzione dell'Abendzeitung il quotidiano bavarese a cui le due ballerine e cantanti erano particolarmente legate. Nella sua edizione online, il giornale evidenzia il rapporto affettivo costruito con le due abbonate speciali nel corso di decenni. E in un articolo oggi offre elementi che aiutano a comprendere la meticolosità e la razionalità della scelte delle due sorelle.
L'ultima lettera
"Poco prima della sua morte Alice Kessler[1] ha disdetto l'abbonamento all'Abendzeitung. Lunedì mattina (17 novembre), il postino ha consegnato una lettera all'Abendzeitung. Nella missiva, Alice cancellava l'abbonamento congiunto delle gemelle al giornale dopo decenni. Inizialmente aveva digitato al computer la data del 30 novembre, poi aveva corretto la data a mano con una penna a sfera: 17.11.2025", si legge sull'Abendzeitung. "Sotto c'era il suo autografo, forse l'ultimo della sua vita. Con una sottolineatura lunga e decisa, vibrante come le vite delle gemelle protagoniste. Un atto finale".
Sui media, si fa riferimento anche a regali che le gemelle avrebbero inviato nelle ultime ore a persone a cui erano legate. In almeno un caso, il dono sarebbe stato accompagnato dalla richiesta di aprire il pacchetto dopo la data del 17 novembre, quella scelta dalle sorelle per porre fine alle proprie vite.
I problemi fisici e l'intervista
Il quotidiano ricorda che "al gala per il 70° anniversario dell'Abendzeitung" le gemelle Kessler "si erano esibite. Alice aveva persino fatto la spaccata sul palco del Deutsches Theater tutto esaurito. A 81 anni!", quindi solo 8 anni fa. Il giornale offre elementi che possono aiutare a comprendere il quadro. Negli ultimi anni "Ellen aveva subito interventi chirurgici ed entrambe soffrivano di dolori, nonostante decenni di disciplina ed esercizio fisico fino a tarda età. Il tema dell'invecchiamento non era affatto un tabù per loro. Autodeterminazione fino alla morte: questo era il loro credo".
Ad agosto 2024, le parole di Ellen: "Mi hanno impiantato un pacemaker e poi ho iniziato a curare le infezioni del tratto urinario. Le pillole mi fanno quasi deprimere, mi buttano giù. Non ho mai sperimentato simili sbalzi d'umore prima".
Abendzeitung ricorda che le sorella "parlavano apertamente dell'incapacità di comprendere" la situazione di "altre persone (importanti)" che "diventavano impotenti nella loro vecchiaia e necessitavano di cure. Un'operazione dopo l'altra, in definitiva inutile, l'isolamento con una flebo o in una casa di cura: questa non era un'opzione per le Kessler. Era semplicemente una prospettiva orribile da evitare a tutti i costi".

Raccontare la sclerosi multipla attraverso le voci di chi la vive ogni giorno. Nasce da questo intento il vodcast 'Mille storie', realizzato da Merck Italia con i patrocini dell'Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) e della Società italiana di neurologia (Sin). Cinque brevi video interviste documentaristiche, della durata di 15 minuti, realizzate in 5 città italiane. Protagonista di ogni puntata è il dialogo tra un paziente e un neurologo. Mentre il paziente condivide la sua storia, le sue paure, i suoi obiettivi, il neurologo offre spunti di riflessione basati sulla propria sensibilità ed esperienza clinica. Un viaggio nella quotidianità delle persone con sclerosi multipla, un dialogo aperto su temi che coinvolgono la vita di tutti: genitorialità, relazioni, carriera, studio, sport.
La quarta storia, 'Una mamma con la sclerosi multipla' - descrive una nota - è ambientata a Milano e vede il confronto tra Gloria Leppini, rappresentante Aism, e Lucia Moiola, neurologa coordinatrice Centro sclerosi multipla e Area ambulatori ospedale San Raffaele di Milano. Il dialogo ruota attorno all'importanza, per chi convive con la sclerosi multipla, di vivere pienamente la genitorialità affrontando le sfide quotidiane con coraggio e resilienza.
"La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria e degenerativa del sistema nervoso centrale che colpisce prevalentemente i giovani adulti, spesso nel pieno della loro vita lavorativa, sociale e familiare. Tra i progetti di vita di molti giovani c'è anche quello di costruire una famiglia, ovvero avere dei figli - sottolinea Moiola - Oggi siamo in grado di gestire efficacemente anche le forme più attive della patologia, grazie a un ampio ventaglio di terapie che ci consente di personalizzare il trattamento, tenendo conto dei bisogni e dei desideri di ciascun paziente. E' quindi fondamentale affrontare il tema della gravidanza fin dalla diagnosi o al momento della scelta terapeutica, anche se il progetto può sembrare lontano nel tempo. Questo permette di selezionare farmaci compatibili e di pianificare la gravidanza una volta che la malattia sia stabilizzata. E' importante parlare anche di allattamento e di accudimento del neonato. La donna va rassicurata: non ci sono rischi per il bambino né per lei". La sclerosi multipla non è, infatti, una malattia genetica. "Va ribadito con forza - rimarca l'esperta - che una donna con sclerosi multipla può essere una madre eccellente e che questa patologia non è un impedimento per la genitorialità".
'Mille storie' è un progetto che parla di libertà e resilienza, illustra la nota. La serie mostra come la sclerosi multipla non debba necessariamente rappresentare un ostacolo: con i giusti strumenti, informazioni e supporto, è possibile continuare a sognare, a costruire, a vivere pienamente. Ogni episodio è ambientato in uno spazio aperto, simbolo di movimento e di rinascita, e diventa un invito a ripensare la malattia come parte di un percorso di vita, non come un limite. Con 'Mille storie' Merck è al fianco delle persone con Sm e della comunità scientifica, con l'obiettivo di migliorare la qualità di vita e favorire una maggiore consapevolezza sulla patologia.
"Per un'azienda come la nostra, avere cura dei pazienti e delle persone a loro vicine vuol dire rispondere a tutti i loro bisogni: non solo quelli terapeutici, ma anche quelli di educazione sulla salute", dichiara Ramon Palou de Comasema, presidente e amministratore delegato Healthcare di Merck Italia. La serie vodcast è disponibile sul canale YouTube di Merck Italia per tutto il mese di novembre con cadenza settimanale, accompagnata da una campagna social sulle pagine Instagram e LinkedIn dell'azienda.
"Il progetto racconta ciò che Aism promuove da sempre: la possibilità di andare oltre la sclerosi multipla, integrandola in un percorso di vita pieno e significativo - conclude Mario Alberto Battaglia, direttore generale Aism e presidente Fism - Questo è possibile quando si mette al centro la persona, riconoscendone il ruolo attivo nel percorso di cura e nella ricerca".

Crollo oggi sulla Via Appia in provincia di Napoli, nel tratto interessato dai cantieri del collettore fognario tra Melito, Sant’Antimo e Giugliano in Campania. A denunciarlo è il deputato Francesco Emilio Borrelli (Avs) insieme a Carlo Ceparano, esponente di Europa Verde, allertati dai residenti e dai testimoni sul posto, denunciano pubblicamente l'accaduto e la gravità della situazione. A seguito delle intense precipitazioni che hanno colpito la zona, un vasto tratto di strada ha ceduto improvvisamente, aprendo una profonda voragine. Testimonianze dirette indicano che il crollo ha colto di sorpresa il traffico veicolare, inghiottendo nel vuoto almeno quattro autovetture e mettendo a repentaglio la vita dei conducenti.
Il cedimento è avvenuto in un’area dove i lavori, durati circa tre anni, avrebbero dovuto garantire la messa in sicurezza del sistema fognario. “Dopo circa tre anni di lavori e disagi, è bastato un po' di maltempo per far crollare tutto” dichiarano Borrelli e Ceparano che più volte hanno fatto blitz sui cantieri. “Non si tratta di una calamità naturale inattesa, ma della drammatica conseguenza di opere palesemente inadatte a fronteggiare gli eventi climatici di questo tipo. La fragilità di questo tratto stradale, subito dopo la conclusione dei lavori, è un fallimento e un rischio mortale per i cittadini”.
I due esponenti verdi chiedono l’immediato intervento della Procura della Repubblica per accertare la qualità dei lavori, la lentezza esasperante e le responsabilità che hanno portato a questa strage sfiorata: "È urgente una verifica su tutte le aree del collettore prima che si verifichino altri crolli".

L'Italia torna in campo in Coppa Davis. Gli azzurri capitanati da Filippo Volandri sfideranno l'Austria nei quarti di finale del torneo tennistico per Nazionali al via oggi, martedì 18 novembre e che li ha visti trionfare sia nel 2023 che nel 2024. La strada per il terzo titolo consecutivo però, il quarto della storia azzurra contando anche la leggendaria vittoria del 1976, ci si sono imprevisti, come i forfati di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, e avversari di livello, che potrebbero rendere la strada più complicata rispetto al passato a Berrettini e compagni.
L'Austria, avversaria dei quarti
L'Austria, avversaria degli azzurri ai quarti di finale e approdata per la prima volta nella sua storia alle Final Eight di Coppa Davis, è una Nazionale di livello ma alla portata degli uomini di Volandri. Gli austriaci hanno eliminato la Finlandia prima e l'Ungheria poi, staccando così il pass per Bologna.
Il numero uno a disposizione del capitano Jurgen Melzer è Filip Misolic, numero 80 del ranking Atp non impiegato nella sfida con i magiari e una vera arma tra i singolaristi. Il doppio, formato da Alexander Erler e Lucas Miedler, è competitivo, ma non all'altezza di due top come Bolelli e Vavassori, eliminati in semifinale alle Finals di Torino.
Da Zverev alla Francia: i pericoli per Volandri
Oltre agli austriaci, si sono qualificate per le Final Eight di Coppa Davis anche Argentina, Belgio, Francia, Germania, Repubblica Ceca e Spagna, che dovrà fare a meno di Carlos Alcaraz[1], oltre all'Italia, saranno le Nazionali che si contenderanno la vittoria dell'insalatiera. L'assenza del numero uno del mondo, reduce dalla sconfitta con Sinner all'ultimo atto delle Atp Finals di Torino, toglie l'arma più pericolosa sulla strada degli azzurri, che in ogni caso avrebbero potuto affrontare la Nazionale iberica soltanto in finale.
La Spagna è sicuramente una delle Nazionali più pericolose, anche senza Alcaraz, potendo contare su singolaristi come Martinez, Munar, Carreno Busta e un doppista di livello assoluto come Granollers. Ma per arrivare ad affrontare gli azzurri gli iberici dovranno vedersela prima con la Repubblica Ceca di Lehecka, Machac e Mensik e poi, soprattutto, nell'eventuale semifinale, con la Germania di Alexander Zverev.
Il numero tre del mondo è diventato, grazie al forfait di Alcaraz, il giocatore con il ranking più alto nella competizione, e nonostante le sue scarse motivazioni, esternate in conferenza stampa all'indomani delle Finals, mantiene un vantaggio su chiunque si trovi dall'altra parte della rete. Sulla strada di Zverev però ci sarà un avversario ostico come l'Argentina di Cerundolo, eliminata proprio dall'Italia, trainata da Jannik Sinner, ai quarti di finale nella scorsa edizione.
Ma prima di un eventuale finale contro Zverev, l'Italia dovrà superare, una volta battuta l'Austria, l'ostacolo Francia. I transalpini, nettamente favoriti nel quarto di finale con il Belgio di Bergs, possono schierare singolaristi come Rinderknech, Moutet, Mpetshi Perricard e Bonzi. Tutti giocatori capaci di mettere in seria difficoltà quelli azzurri.

''Noto nei media poca compassione, nessun cordoglio e invece tanta ideologica esaltazione davanti al macabro duplice suicidio avvenuto ieri in Germania. Alice ed Ellen Kessler appartengono al lungo elenco di anziani, disabili, sofferenti che dalla fine degli Anni Trenta lo Stato tedesco ha iniziato a sterminare perché rappresentavano un costo inutile per lo Stato. I nazisti lo chiamarono 'programma Aktion T4' e Goebbels ci fece su anche un bel film che trionfò al festival di Venezia del 1941. I tempi non sono cambiati: al festival di Venezia l’anno scorso ho visto un altro film che esalta l’eutanasia, i media applaudono un duplice suicidio operato dallo Stato che ha preparato con una sua dottoressa la pozione letale, come fosse un trionfo della civiltà e dei diritti''. A parlare all'Adnkronos è Mario Adinolfi, f ondatore del Popolo della Famiglia e presidente dell'associazione 'Cristo Regna', sul suicidio assistito di Alice e Ellen Kessler, morte ieri nella loro abitazione in Germania.
Secondo Adinolfi "le Kessler sono state uccise con lo stesso metodo e dalla stessa logica dei nazisti: costavano e non rendevano, per lo Stato era vantaggioso eliminarle e per questo ha mandato un suo medico donna a espletare la pratica - continua Adinolfi - M i meraviglia il silenzio della Chiesa. Quando quel film sull’eutanasia voluto da Goebbels vinse a Venezia nel '41 i vescovi tedeschi ordinarono ai sacerdoti di andare a bussare casa per casa per vietare ai cattolici di vederlo. Ora discettando di fine della cristianità, i cardinali italiani tacciono davanti alla barbarie che si consuma nello stesso giorno delle loro amene assemblee. Poi ci si chiede perché avanza ovunque il pericolo islamico. Alice e Ellen Kessler meritano prima di tutto sgomento e cordoglio sinceri, poi preghiere per le loro anime che speriamo abbiano incontrato la misericordia del Signore davanti ad una scelta tragica quanto grave e sbagliata''.
''La vita non è un bene disponibile, lo Stato che sopprime è ingiusto quando lo fa con Socrate e quando lo fa con le Kessler, l’Italia non segua in questo la via dettata dal Nord Europa che da sempre genera ideologie pericolose, specie quelle che partono dalla Germania - sottolinea Adinolfi - Hitler e Marx sono stati entrambi sconfitti dalla cristianità, con buona pace del cardinale Zuppi che evidentemente è immemore della lezione del Papa sotto cui ricevette l’ordinazione sacerdotale, resistente antinazista in Polonia e poi guerriero anticomunista in nome di Cristo per una vita intera. Giovanni Paolo II fu un condottiero a difesa della vita dei più fragili e anche Francesco è stato in prima linea a denunciare la 'cultura dello scarto' che è alla base dell’abominio dell’eutanasia e del suicidio assistito. I cattolici non possono tacere davanti a ciò che è stato fatto ad Alice ed Ellen Kessler - prosegue il fondatore del Popolo della Famiglia e presidente dell'associazione 'Cristo Regna' - perché ci riporta alla mente gli anni più bui del Novecento anche se qualcuno che sa far di conto vuole provare a spacciarci questi morti come splendidi testimonial di un presunto nuovo diritto. Ma il diritto alla morte non esiste - ammonisce Adinolfi - è solo negazione del diritto alla cura anche dell’incurabile, anche dell’anziano non produttivo, anche del sofferente senza speranza. Questa è la civiltà che l’ordinamento giuridico italiano deve continuare a difendere sfidando la cultura utilitaristica della morte di Germania, Olanda, Belgio e Svizzera dove, dagli Anni Quaranta, uccidono i sofferenti per risparmiare in sanità, previdenza e assistenza attuando programmi eutanasici tra i più crudeli della storia dell’umanità'', conclude. (di Alisa Toaff)

Giorgia è 'Woman of the year' di Billboard Women in Music , l'evento che celebra le donne protagoniste dell'industria musicale. L'appuntamento è a Milano il 25, 26 e 28 novembre presso gli spazi di Ufo Milano (Via Orobia 26), che per l'occasione diventerà la "Donne in Musica House". Quest'anno, il premio 'Woman of the Year' è stato assegnato a Giorgia. Una delle voci più potenti e riconoscibili della musica italiana, l'artista incarna un modello di creatività e rigore artistico, capace di parlare a generazioni diverse. La motivazione ufficiale di Billboard Italia recita: "Da trent'anni la voce di Giorgia è uno dei tratti distintivi della canzone italiana. Sempre indipendente, padrona del proprio destino, Giorgia è anche e soprattutto un esempio per tutte le donne del mondo dello spettacolo di come una carriera può rinnovarsi, rinascere e ripartire e questo 2025 è senza dubbio suo. Per questo Giorgia è la donna dell'anno di Billboard Women in Music".
Il tema di questa edizione è 'Intersections' , un concetto che esplora il potere della musica di creare connessioni con altri linguaggi come arte, cinema, sport, letteratura e attivismo, diventando un ecosistema di esperienze e innovazione. Billboard Women in Music 2025 assegnerà nove premi basati su dati di classifiche, streaming, impatto culturale e rilevanza sociale. Oltre a Giorgia, le premiate sono: Laura Pausini (Global Icon Award); Serena Brancale (Powerhouse); Deborah De Luca (DJ of the Year); Sarah Toscano (Rising Star); Joan Thiele (Songwriter of the Year); Emma Nolde (Performer of the Year); Ele A (Breakthrough) e Paola Zukar (Manager of the Year – Paola Zukar).
Nato negli Stati Uniti nel 2007, Billboard Women in Music ha premiato icone globali come Taylor Swift, Beyoncé e Lady Gaga, affermandosi come piattaforma di riferimento per il talento femminile. L'edizione italiana consolida questo impegno, come testimoniato anche dall'incontro in Vaticano del 12 novembre con Papa Leone XIV, durante il quale Billboard Italia ha donato una targa simbolica a sostegno del valore della voce femminile come linguaggio universale.Le tre giornate (25, 26 e 28 novembre) vedranno un ricco programma di workshop, mostre, presentazioni, showcase e DJ set aperti al pubblico, previa registrazione tramite iscrizione alla newsletter di Billboard Italia Women in Music (fino a esaurimento posti). Le artiste premiate parteciperanno a conversazioni con altre protagoniste della cultura contemporanea, che diventeranno una serie originale pubblicata su YouTube. Inoltre, il 25 e 26 novembre (dalle 14:30 alle 19), la Women in Music House ospiterà una mostra a ingresso libero dell'artista Laurina Paperina , il cui universo visivo pop e dissacrante dialogherà con il tema "Intersections".

Dopo il grande successo con 'La Ruota della Fortuna', Gerry Scotti approda anche in prime time su Canale 5, prima con uno spin off del game show con cui sta macinando record da quest'estate e poi con una nuova edizione di 'Chi vuol essere milionario?'. Giovedì 20, infatti, il programma condotto da Gerry Scotti con Samira Lui propone un appuntamento speciale in prime time, intitolato 'La Ruota dei Campioni', in cui si sfideranno i concorrenti più bravi che hanno partecipato alle puntate di access.
Poi entro la prima metà di dicembre, Gerry tornerà al timone di un altro titolo storico di Mediaset, 'Chi vuole essere milionario?', che esordì 25 anni fa su Canale 5 proprio con Gerry. Allora, per motivi di valuta, si intitolava 'Chi vuol essere miliardario?', poi dal 2002, con l'euro, il 'miliardario' divenne 'milionario'. Dal 2000, anno della prima edizione, Scotti ne ha condotte 15 edizioni: l'ultima nell'autunno 2020, cinque anni fa.

Problemi sul web oggi, 18 novembre, per siti e app. Il down diffuso coincide con la giornata complicata per Cloudflare. La piattaforma si definisce "una delle più grandi reti che operano su Internet. Le persone scelgono le soluzioni di Cloudflare allo scopo di aumentare la sicurezza". Il sito web dell'azienda americana risulta accessibile a tratti.
Cloudflare opera nel settore del content delivery network, vale a dire la rete per la consegna di contenuti. "Gestiamo in media oltre 81 milioni di richieste HTTP al secondo", si legge all'interno della versione italiana del sito. Cloudflare gestisce servizi di sicurezza internet e servizi di DNS distribuiti, nel 'dialogo' tra i visitatori di un sito e gli hosting provider degli utenti Cloudflare.
La piattaforma sul mercato fornisce servizi di rete, sicurezza e prestazioni anche per applicazioni online. La mediazione di Cloudflare si propone di proteggere dalle minacce online, portate magari da attacchi DDoS o bot, e garantisce un rapido caricamente delle pagine con l'obiettivo di rendere la navigazione rapida e sicura.
Cloudfare, che aveva programmato interventi di manutenzione, ha reso noto poco prima delle 11 di essere a conoscenza dei problemi riscontrati da diversi clienti: "Stiamo cercando di comprendere la portata del problema e di risolverlo", afferma Cloudfare. Non è la prima volta che un guasto a Cloudfare paralizza il web. Era già successo nel luglio 2019 e nel giugno 2022.

Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha adottato un parere positivo raccomandando l'approvazione del regime ad alto dosaggio di nusinersen per il trattamento dell'atrofia muscolare spinale (Sma) di tipo 5q. Lo annuncia Biogen in una nota, sottolineando che la Sma 5q è la forma più comune della malattia e rappresenta circa il 95% di tutti i casi. Il parere positivo del Chmp sarà ora esaminato dalla Commissione europea: una decisione finale è prevista per gennaio 2026. Se approvato dalla Ce, il regime ad alto dosaggio costituirà un'opzione di trattamento aggiuntiva rispetto al regime a basso dosaggio da 12 mg, già approvato e attualmente disponibile in oltre 71 Paesi.
"Nonostante nell'ultimo decennio siano stati compiuti grandi progressi, resta l'urgenza di fare di più per rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti della comunità Sma - dichiara Priya Singhal, Executive Vice President e Head of Development di Biogen - Il parere positivo del Chmp per il regime ad alto dosaggio di nusinersen rappresenta un avanzamento promettente e testimonia il nostro impegno nel rispondere ai bisogni sempre in evoluzione delle persone che vivono con Sma, fornendo terapie in grado di migliorare gli esiti".
Il parere positivo del Chmp - riferisce la farmaceutica - si basa sui dati dello studio Devote di fase 2/3, articolato in 3 parti, e della sua estensione a lungo termine, tuttora in corso, che hanno valutato l'efficacia e la sicurezza del regime ad alto dosaggio di nusinersen in persone naïve al trattamento e in individui precedentemente trattati con quello approvato da 12 mg. Per i pazienti naïve, il regime ad alto dosaggio ha comportato la somministrazione di 2 dosi di carico da 50 mg a distanza di 14 giorni e una di mantenimento da 28 mg ogni 4 mesi. Per i pazienti già in trattamento con il dosaggio 12 mg attualmente disponibile, il passaggio al regime ad alto dosaggio ha previsto una singola dose di carico da 50 mg, proseguendo poi con il mantenimento da 28 mg ogni 4 mesi. Durante lo studio, il trattamento ad alto dosaggio è stato somministrato tramite iniezione intratecale da parte di professionisti sanitari esperti in puntura lombare. "Sulla base dei risultati dello studio Devote e della mia esperienza con i pazienti che ricevono questo nuovo regime - affermato Eugenio Mercuri, professore di Neurologia pediatrica all'università Cattolica, Roma - sono fiducioso che l'alto dosaggio di nusinersen abbia il potenziale per offrire benefici significativi alle persone che vivono con la Sma".
Nel dettaglio - riporta la nota - la coorte principale della parte B (n=75) dello studio ha raggiunto l'endpoint primario, in cui i neonati sintomatici naïve al trattamento che hanno ricevuto il regime ad alto dosaggio hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo rispetto al basale nella funzione motoria misurata tramite il Children's Hospital of Philadelphia Infant Test of Neuromuscular Disorders (Chop-Intend), rispetto a un gruppo di controllo (non trattato) abbinato dello studio Endear (differenza media 26,19 punti; +15,1 vs - 11,1; p < 0,0001). Il gruppo trattato con il regime ad alto dosaggio ha registrato una riduzione del rischio di morte o ventilazione permanente del 68% rispetto al gruppo di controllo. Nella parte C, in aperto, dello studio Devote, un ampio numero di soggetti (n=38) è passato al regime ad alto dosaggio dopo una mediana di 3,9 anni con il regime approvato da 12 mg. I partecipanti hanno mostrato miglioramenti della funzione motoria, con un aumento medio di 1,8 punti (Ds=3,99) dal basale al giorno 302, misurato tramite la Hammersmith Functional Motor Scale Expanded.
Il regime ad alto dosaggio è risultato generalmente ben tollerato, con eventi avversi riportati in linea con la Sma e con il profilo di sicurezza noto di nusinersen. Non sono emerse nuove problematiche di sicurezza con l'uso continuato del farmaco nello studio di estensione a lungo termine. Nella parte B del trial, gli eventi avversi più comuni (≥10 % dei partecipanti) e verificatisi almeno il 5% più frequentemente rispetto al gruppo di controllo abbinato sono stati polmonite, Covid-19, polmonite ab ingestis e malnutrizione. Le avvertenze e precauzioni speciali per l'uso includono reazioni avverse associate alla puntura lombare, bassa conta piastrinica e anomalie della coagulazione, tossicità renale e idrocefalo (accumulo eccessivo di liquido cerebrospinale nel cervello).
Il nuovo regime ad alto dosaggio di nusinersen è stato recentemente approvato in Giappone ed è attualmente in esame presso la Us Food and Drug Administration (Fda), con una decisione prevista entro il 3 aprile 2026. Biogen sta collaborando con le autorità regolatorie di tutto il mondo per introdurre il regime ad alto dosaggio come ulteriore opzione di trattamento per le persone che vivono con Sma.

Il premier polacco Donald Tusk ha reso noto che Varsavia ha identificato i due presunti responsabili del sabotaggio avvenuto domenica mattina lungo la linea ferroviaria Varsavia-Lublino[1]. Secondo il primo ministro, si tratta di due cittadini ucraini "la cui identità è nota" e che "da tempo operano e collaborano con i servizi russi".
Tusk ha riferito al Parlamento che i due sospettati hanno già lasciato la Polonia e si sono rifugiati in Bielorussia. Uno di loro, ha aggiunto, era stato condannato in contumacia da un tribunale di Leopoli per atti di sabotaggio. Le autorità polacche avevano già affermato che "tutto indica" un coinvolgimento di Mosca nell’incidente.
Tusk ha poi denunciato "l'escalation" dei servizi di intelligence russi contro Varsavia. Nel suo intervento al Parlamento, il premier polacco ha affermato che Mosca è interessata "non solo all'effetto diretto di questo tipo di azioni, ma anche alle conseguenze politiche e sociali, come disorganizzazione, caso, panico, speculazione, incertezza l'incitamento di sentimenti anti-ucraini possibilmente radicali".
Tutto questo, secondo Tusk, "è particolarmente pericoloso in Paesi come la Polonia, dove abbiamo abbastanza oneri da sopportare a causa della presenza di oltre un milioni di rifugiati ucraini". E ancora, il capo del governo di Varsavia ha sottolineato come "questi atti di sabotaggio e azioni dei servizi in tutta Europa, non solo in Polonia, stiano sfortunatamente guadagnando slancio, abbiamo a che fare con un'escalation".
Il portavoce del governo responsabile per i servizi segreti Jacek Dobrzynski ha poi insistito sulla necessità di mantenere il riserbo sulle indagini. "Non posso dire a che punto siano gli agenti, su cosa stiano lavorando attualmente, quali indizi stiano collegando o quali indizi stiano analizzando. I servizi russi vorrebbero molto avere queste informazioni: dove si trovano i nostri agenti o in quale direzione si stanno muovendo", ha affermato.

“C’è una sorta di abbandono digitale nell’utilizzo di app e dispositivi per il proprio benessere e la propria salute”.
Lo dichiara Cristina Cenci, Senior Partner Eikon Strategic Consulting Italia, commentando i risultati della ricerca ‘Salute, benessere e sostenibilità’, presentata da Eikon in occasione dell’evento di apertura della Social Sustainability Week in corso oggi a Palazzo dell’Informazione a Roma, secondo cui il 54% degli intervistati non usa app e dispositivi per il proprio benessere e salute. "È una sorpresa, nel senso che sembra che si sia perso tutto ciò che si era costruito con il Covid in termini di accelerazione digitale. Stiamo perdendo la risorsa digitale come risorsa chiave nella costruzione dei percorsi di cura”, aggiunge Cenci.

"L'approccio di Fondazione Msd al tema One Health riguarda a pieno titolo la salute pubblica. Pur nascendo da un'azienda farmaceutica, la Fondazione ha finalità completamente diverse e si dedica soprattutto a promuovere e sensibilizzare su temi che riguardano il benessere della collettività. One Health è un concetto affascinante e complesso: parla del legame profondo tra salute umana, salute animale e salute dell'ambiente. Per questo non va soltanto spiegato, ma va raccontato con linguaggi capaci di coinvolgere le persone, così da trasformare la conoscenza in comportamenti virtuosi, utili a ciascuno e all'intera società". Lo ha detto Claudia Rutigliano, coordinatrice scientifica di Fondazione Msd, intervenendo a Roma - nella sede del Palazzo dell'Informazione - all'incontro 'Salute e benessere come priorità sociale', evento di apertura della Social Sustainability Week.
"Per noi la leva del cambiamento è la Health Literacy, l'alfabetizzazione sanitaria - sottolinea Rutigliano - Come riconosciuto anche dall'Organizzazione mondiale della sanità, rappresenta un determinante fondamentale della salute e un elemento che abilita davvero un approccio One Health. Nei nostri programmi abbiamo sempre iniziato da una ricognizione dei bisogni formativi delle persone, con l'obiettivo di offrire un contributo concreto e di valore. Un altro aspetto per noi decisivo è il lavoro in collaborazione: i nostri progetti sono sempre stati sviluppati con partner autorevoli e numerosi. Questa coralità ha reso i percorsi più complessi da gestire, ma anche molto più ricchi e significativi".
"Nel 2023 - ricorda Rutigliano - abbiamo realizzato una prima indagine sulla popolazione adulta (18-65 anni) per capire qual era la consapevolezza sul tema One Health. I dati emersi sono stati molti, ma uno ci ha colpito in modo particolare: sebbene il tema risultasse interessante per la maggior parte degli intervistati, l'83% non aveva mai ricevuto una formazione dedicata. Da qui è nato un primo ciclo di webinar, una formazione inizialmente più tradizionale, ma resa innovativa dal coinvolgimento di molti attori diversi: esperti, clinici, giornalisti - fondamentali nella comunicazione scientifica - e rappresentanti del terzo settore, in particolare le associazioni di pazienti, molto sensibili al ruolo della prevenzione nell'ottica One Health. L'anno successivo abbiamo scelto di concentrarci sui giovani, un target centrale per la Fondazione. Anche qui siamo partiti da un'analisi dei bisogni, che ha evidenziato una forte richiesta di formazione soprattutto nelle scuole. Abbiamo quindi lanciato una call to action rivolta a istituti di tutta Italia, proponendo un percorso didattico basato su un gioco collaborativo. Il percorso si concludeva con la realizzazione di un elaborato che raccontasse cosa significasse One Health per gli studenti. La risposta è stata sorprendente: 1.600 ragazze e ragazzi hanno aderito producendo poesie, racconti, video e molti altri lavori creativi. I loro elaborati hanno rivelato sensibilità, interesse e una notevole consapevolezza: segno che la direzione intrapresa era quella giusta e che il modello formativo proposto ha funzionato".
"Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti, anche grazie alle partnership e ai patrocini - rimarca la coordinatrice scientifica di Fondazione Msd - E continueremo a muoverci in questa direzione, convinti del valore del percorso avviato. Vorrei chiudere con una nota personale: ho due figlie gemelle di 11 anni, molto curiose, ma non sempre entusiaste quando racconto loro le mie giornate di lavoro. Quando però ho parlato dell'approccio One Health, del legame tra persone, animali e ambiente, le ho viste davvero interessate. E' un piccolo esempio, ma dice molto: se troviamo le parole giuste - conclude Rutigliano - One Health può parlare a tutti, anche ai più giovani".

"Al Quirinale si registra stupore per le dichiarazioni del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa", Galeazzo Bignami, "che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo". Così il Colle in una nota dopo la richiesta di chiarimenti del capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera su un articolo pubblicato oggi da 'La Verità'.
"Apprendiamo oggi dalla stampa - prosegue la nota del Quirinale - che persone che ricoprono il ruolo di consiglieri del Quirinale auspicherebbero iniziative contro il presidente Giorgia Meloni e il centrodestra, esprimendo altresì giudizi di inadeguatezza nei confronti dell'attuale maggioranza di Governo", le parole di Bignami, che fanno riferimento ad un articolo del direttore de 'La Verità, Maurizio Belpietro, che la nota del Quirinale definisce per l'appunto "ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo".
Cosa dice l'articolo de 'La Verità'
Il quotidiano parla di "strane manovre per impedire non solo una vittoria di Giorgia Meloni, ma che una maggioranza non di sinistra nella prossima legislatura possa decidere il sostituto di Sergio Mattarella. A quanto pare si ragiona di una 'grande lista civica nazionale', una specie di riedizione dell’Ulivo, con dentro tutti. Un’ammucchiata centrista per togliere voti alla Meloni. Ma forse questo potrebbe non essere sufficiente e allora -scrive ancora Belpietro- il consigliere di Mattarella, Francesco Saverio Garofani, tre legislature come parlamentare del Pd, invoca la provvidenza. 'Un anno e mezzo di tempo forse non basta per trovare qualcuno che batta il centrodestra: ci vorrebbe un provvidenziale scossone', sussurra l’uomo del Colle".
"In che cosa consista lo scossone non è noto, ma lo si può immaginare. Un no al referendum sulla giustizia potrebbe aiutare. La Corte dei Conti e altri giudici impegnati a mettere i bastoni fra le ruote all’Esecutivo darebbero una mano. E magari, perché no, anche una bella crisi finanziaria come ai tempi di Berlusconi, con lo spread alle stelle".
Cosa ha detto Bignami e la risposta al Colle
In una nota il capogruppo di Fdi, commentando quanto apparso su 'La Verità' ha dichiarato: "Confidiamo che queste ricostruzioni siano smentite senza indugio in ossequio al rispetto che si deve per l'importante ruolo ricoperto dovendone diversamente dedurne la fondatezza".
Lo stesso Bignami dopo la nota con cui il Quirinale ha espresso stupore per le sue parole ha chiarito che "nessuno ha chiesto una smentita del Quirinale, né mi sarei potuto permettere. Il comunicato è abbastanza chiaro. La domanda rimane, ovviamente rivolta al consigliere. Figuriamoci se chiedevo un intervento del Colle... La richiesta di smentita era formulata a Garofani, come mi pare chiaro dal comunicato. Mi aspettavo e continuo ad aspettarmi che la smentita la faccia colui al quale quelle frasi vengono attribuite". Così il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, dopo la nota con cui il Quirinale ha espresso stupore per le parole dell'esponente di Fdi. Bignami, prendendo spunto da indiscrezioni di stampa, aveva puntato il dito contro "persone che ricoprono il ruolo di consiglieri del Quirinale" che "auspicherebbero iniziative contro il Presidente Giorgia Meloni e il centrodestra, esprimendo altresì giudizi di inadeguatezza nei confronti dell'attuale maggioranza di Governo".
Belpietro insiste: "Confermo tutto"
Intanto il direttore de La Verità Maurizio Belpietro risponde al Colle affermando che "confermo parola per parola quanto pubblicato oggi dalla Verità. Di ridicolo in questa vicenda c’è solo il maldestro tentativo di mettere il silenziatore a dichiarazioni inquietanti rilasciate da un consigliere del presidente della Repubblica”.

Prende avvio il 20 novembre presso la sede di Arpa Lazio a via Saredo, l’Open school Lazio, una delle tappe del progetto nazionale “Open school copernicus Ismea per la rete Pac”. All'evento interverranno il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e l'assessore al Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e Sovranità alimentare della Regione Lazio Giancarlo Righini; in conclusione, porterà il proprio saluto il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. L’iniziativa rappresenta un percorso di formazione, informazione e addestramento dedicato all’utilizzo del Programma europeo di osservazione della terra Copernicus e dei suoi servizi, a supporto di un’agricoltura sempre più innovativa, sostenibile e connessa ai sistemi di conoscenza e innovazione in agricoltura (Akis).
Organizzata da Ismea, nell’ambito del Programma Rete Pac 2025-2027 coordinato dal ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle foreste, la Open School Lazio si realizza grazie alla collaborazione di un ampio partenariato istituzionale e scientifico che coinvolge l’Autorità di Gestione della Regione Lazio, Arsial, Arpa Lazio, il coordinamento nazionale della Copernicus Academy, gli Stati generali dell’innovazione, le università di Roma 'La Sapienza' e 'Tor Vergata', l’università degli studi della Tuscia, Ispra, Crea e Agea. L’obiettivo specifico dell’edizione laziale della Open School, intitolata 'L’osservazione della Terra per la gestione dei territori rurali e dei rischi agricoli correlati alla scarsità idrica', è sensibilizzare e formare operatori, studenti universitari, consulenti e tecnici sull’uso integrato di tecnologie satellitari, dati geoinformativi e strumenti ict per la gestione sostenibile delle risorse agricole e ambientali.
Queste conoscenze, oggi più che mai, rappresentano un valore aggiunto per la gestione e tutela dell’ambiente da parte delle imprese agricole e per la modernizzazione dell’agricoltura, obiettivo della Politica Agricola Comune (Pac), non solo in funzione delle erogazioni dei contributi, ma anche per i successivi controlli. La Open School Lazio si svolgerà in quattro giornate: 20-21 e 27 -28 novembre 2025 e offrirà ai partecipanti: sessioni formative sui fondamenti dell’osservazione della terra, della geoinformazione e dell’ict, con un focus su open data e open source; dimostrazioni pratiche e addestramento all’uso dei dati e dei servizi messi a disposizione in modo aperto e gratuito da Copernicus e di quelli mirati ed integrativi sviluppati da alcune pmi o dalle amministrazioni; un contest finale, durante il quale i discenti, guidati da tutor esperti, saranno chiamati ad affrontare una problematica consulenziale reale utilizzando le competenze acquisite.
La giornata inaugurale vedrà anche la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, tra cui: Livio Proietti, presidente Ismea, Sergio Marchi, direttore generale Ismea, Tommaso Aureli, Direttore Generale Arpa Lazio, Massimiliano Raffa, presidente Arsial; Roberto Aleandri, direttore della direzione regionale agricoltura e sovranità alimentare della Regione Lazio, Andrea Rocchi, presidente Crea e Francesco Sofia, direttore area gestione, sviluppo e sicurezza dei sistemi informativi Agea.
Copernicus è il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea, gestito dalla Commissione europea in collaborazione con gli Stati membri, che mette a disposizione servizi e dati ambientali basati su osservazioni satellitari e misurazioni in situ. Le informazioni, liberamente accessibili a tutti, supportano istituzioni, imprese e cittadini nel monitoraggio dell’ambiente, nella gestione delle risorse naturali e nello sviluppo sostenibile. Per diffondere la conoscenza e l’utilizzo dei dati Copernicus, nel 2016 è nata la Copernicus Academy, una rete europea che coinvolge università, enti di ricerca e istituti di formazione, con l’obiettivo di promuovere competenze e consapevolezza sull’Osservazione della Terra e sulle sue applicazioni nei diversi settori – dall’agricoltura alle scienze sociali.
Dal 2021 Ismea fa parte ufficialmente della rete Copernicus Academy, con il compito di valorizzare il potenziale dei dati satellitari per il mondo agricolo e rurale. In quest’ambito le Open school Copernicus Ismea rappresentano un modello a rete che favorisce la collaborazione tra enti pubblici, università, centri di ricerca, arpa regionali e imprese dotate di specifiche competenze Copernicus. Ad aprile di quest’anno Ismea, in qualità di rappresentante istituzionale del settore agricolo all'interno della rete europea della Copernicus Academy, ha preso parte alla General assembly degli EU space networks, l'appuntamento annuale promosso dalla Commissione Ue che riunisce i membri della rete che contribuiscono a far conoscere il programma spaziale europeo a livello globale.

CloudFlare ha problemi e il web si inceppa. Problemi oggi, 18 novembre 2025. Lo stop al servizio che gestisce il traffico per un'enorme quantità di siti ha inevitabili ricadute.
Si ferma X, ex Twitter, che è alle prese con anomalie segnalate dagli utenti sin dalla mattinata. I problemi, in particolare, si evidenziano quando si prova a pubblicare un post. Nel momento della pubblicazione, compare il messaggio 'Qualcosa è andato storto, ma non preoccuparti. Riproviamo'. Complicato, contemporaneamente, visualizzare il feed di altri utenti. Quando si prova a consultare i messaggi di altre persone, anche in questo caso 'qualcosa è andato storto'.
I problemi di CloudFlare sembrano incidere anche su ChatGpt, il chatbot di intelligenza artificiale che oggi non pare funzionare alla perfezione. Il down di CloudFlare e quelli di X, tra gli altri, sono stati evidenziati in mattinata dall'impennata di segnalazioni sul sito Downdetector, che monitora le anomalie della rete e che a tratti risulta inaccessibile nel caos generale.

Il Gruppo San Donato (Gsd) sbarca a Roma. E' stato inaugurato ieri il primo centro polispecialistico Smart Clinic della Capitale, nato da una joint venture tra Gsd e Generali. Al taglio del nastro della struttura, situata in via del Galoppatoio, hanno partecipato il presidente e l'Ad di Smart Clinic S.p.A, Vito Cozzoli ed Elena Bottinelli; il Country General Manager di Generali Italia e presidente di Generali Welion, Gianluca Perin; il General Manager di Generali Italia, Massimo Monacelli; il Chief Health & Welfare and Broker Management Officer di Generali Italia e Ceo di Generali Welion, Francesco Bardelli.
"L'apertura di Roma rappresenta un ulteriore passo avanti nello sviluppo del network di strutture sanitarie creato dal Gruppo San Donato, il principale gruppo della sanità italiana, e da Generali, leader in Italia nel settore assicurativo: un progetto destinato a estendersi su tutto il territorio nazionale e a coniugare eccellenza clinica, innovazione tecnologica e accessibilità", informano da Gsd e Generali. "Le Smart Clinic - ricorda una nota congiunta - offrono servizi di prevenzione, diagnosi e cura di alta qualità, in un ambiente progettato per rispondere alle esigenze di una sanità moderna, sostenibile e vicina alle persone. Un'offerta completa di prestazioni ambulatoriali per garantire un'esperienza in ambito salute a 360 gradi, con servizi personalizzati grazie a processi digitali integrati per semplificare la presa in carico del paziente".
Per rispondere alla sfida dell'invecchiamento demografico - si legge in una nota - il nuovo centro di Roma ha sviluppato due percorsi che promuovono la longevità attiva e la prevenzione. L'innovativo programma Genos, ideato dai ricercatori e dagli specialisti dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano, propone percorsi di diagnosi e cura personalizzati pensati per monitorare lo stato di salute generale, valutare i principali fattori di rischio e identificare precocemente eventuali patologie. Un altro servizio è Smart Weight, percorso multidisciplinare che integra valutazione medica, supporto nutrizionale e monitoraggio clinico continuo, nella prevenzione e nel trattamento dell'obesità. Gsd e Generali puntano a "ridefinire il modello di assistenza sanitaria sul territorio, creando strutture facilmente accessibili non solo agli assicurati Generali, ma a chiunque desideri usufruire di percorsi di salute innovativi e personalizzati. Le Smart Clinic rappresentano infatti un'innovativa proposta di gestione della salute che integra la diagnosi e la cura in tutte le specialità mediche con un'importante focalizzazione su prevenzione e benessere, accessibilità alle prestazioni, elevati standard qualitativi, utilizzo delle migliori tecnologie e attenzione alla customer experience".
"Con l'apertura della Smart Clinic di Roma prosegue il nostro percorso di sviluppo e si rafforza l'impegno a mettere al servizio del Paese un modello di sanità che pone al centro la persona, la prevenzione e la prossimità, valorizzando l'esperienza clinica e scientifica maturata in oltre sessant'anni di attività dagli ospedali del Gruppo San Donato", afferma Bottinelli.
"La salute - commenta Bardelli per Generali - rappresenta una delle sfide principali del contesto attuale. Grazie alla collaborazione con un partner d'eccellenza come il Gruppo San Donato, vogliamo offrire una risposta concreta e innovativa ai bisogni degli italiani, puntando sulla qualità sanitaria, l'accessibilità alle cure e la vicinanza al territorio. Questa nuova Smart Clinic rafforza il nostro ecosistema Health & Welfare che punta a rendere sempre più accessibili e personalizzate le migliori cure per i cittadini, attraverso l'impiego di tecnologia e digitalizzazione".

Trasformazioni sociali e crisi geopolitiche, incertezze macroeconomiche e il prorompente ingresso dell'intelligenza artificiale nella vita lavorativa. In un contesto in così rapido cambiamento chi si occupa di comunicazione di impresa deve sapersi evolvere, adattare, ripensare. Un percorso che è al centro del libro di Salvatore Ricco, 'La comunicazione d’impresa nel mondo che cambia. Perché il ruolo dei comunicatori sarà sempre più strategico', edito da FrancoAngeli, e in libreria dal 27 novembre. Salvatore Ricco, giornalista pubblicista, lavora nella comunicazione d'impresa da circa 25 anni, con esperienze manageriali in importanti aziende italiane come Pirelli, Cir, Snam e Amplifon.
Un quarto di secolo di lavoro nella comunicazione d'impresa che Ricco racconta nel suo volume, con prefazione di Mario Calabresi. "Il libro -spiega Ricco ad Adnkronos/Labitalia- è un po' un riassunto di esperienze fatte in 25 anni di professione ma anche di letture, di riflessioni, di scambio con i colleghi. E si rivolge sostanzialmente a due interlocutori principali. Da a un lato a chi lavora soprattutto nel mondo delle imprese, venendo a contatto con chi si occupa di comunicazione, e magari vuole capirla un po' di più. Vuole comprenderne cioè un po' più le dinamiche e la funzione. E, dall'altro lato, il libro si rivolge ai giovani che hanno appena intrapreso questa professione o che in qualche modo stanno studiando per intraprenderla, dando anche un po' un messaggio, se vogliamo, di ottimismo", sottolinea Ricco.
L'attività dei comunicatori di impresa deve misurarsi oggi con l'impatto dei social media e delle fake news, il ruolo ancora significativo dei media tradizionali, le sfide legate alla trasparenza e alla velocità delle informazioni, la gestione delle crisi reputazionali: solo comprendendo e maneggiando tutti questi aspetti, i comunicatori potranno diventare interpreti dei cambiamenti, guardiani della reputazione e, insieme, costruttori di fiducia. E saranno sempre più strategici e determinanti per il successo delle imprese.
"L'obiettivo del volume -sottolinea Ricco- è anche quello di smontare qualche falso mito intorno alla comunicazione. Per esempio che la comunicazione sia slegata rispetto al business delle aziende, cosa che non è, tanto che ci sono anche una serie di dati riportati del libro su quanto la reputazione di un'impresa incide sul suo valore di mercato. Si parla di circa il 30%, non parliamo di una scienza esatta ma ci sono degli studi al riguardo e comunque è indubbio che la reputazione abbia un impatto poi sul valore tangibile di un'azienda. Quindi si prova a smontare il mito secondo il quale la comunicazione all'interno delle aziende sia una funzione o comunque sia un ruolo solo di relazione mentre invece è una funzione a tutti gli effetti manageriale", sottolinea.
E l'autore sottolinea che "nelle aziende tutto nasce dall'interno e quindi la comunicazione interna è assolutamente importante e strategica e poi nell'era del digitale sono un po' cadute le barriere tra interno ed esterno. Le aziende sono delle 'case di vetro' per cui i messaggi che si danno all'interno devono essere coerenti con quelli esterni", rimarca l'esperto di comunicazione d'impresa.
E poi nel volume non mancano le sfide di questi tempi per i professionisti della comunicazione. "La comunicazione, ma questo vale anche per il giornalismo -sottolinea- sembra un po' messa nell'angolo dall'esplosione digitale. In realtà non è così, nel senso che oggi c'è più bisogno di comunicazione come c'è più bisogno di giornalismo".
"Nascono -aggiunge- nuovi canali, nuove piattaforme, c'è il real time e certamente la tecnologia e ancor più l'intelligenza artificiale richiedono a tutti coloro che fanno il nostro lavoro di restare al passo con i tempi, di evolversi, ma certamente alcune cose che io ho visto e che ho imparato quando ho cominciato a fare questo lavoro, come la capacità relazionale, l'empatia, il senso della notizia, una certa sensibilità sono comunque delle soft skills fondamentali. La tecnologia infatti non va letta in ottica sostitutiva ma come un potente alleato, rimanendo poi fermi al principio secondo il quale a tecnologia deve essere al servizio delle persone e non il contrario", prosegue.
E infine i consigli ai giovani che si vogliono avvicinare al percorso lavorativo che Ricco 'attraversa' da 25 anni. "Il primo consiglio che mi sento di dare ai giovani che vogliono avvicinarsi a questo lavoro -sottolinea- è quello sicuramente di dare grandissima importanza al valore delle relazioni umane, sia dentro che fuori dall'azienda, anche oggi che la tecnologia molto spesso ci porta a volte a privilegiare relazioni mediate della tecnologia e quindi le video call, piuttosto che le mail e whatsapp. Quindi tenere sempre presente l'importanza delle relazioni umane", sottolinea.
"Secondo, essere informati -conclude- è un vantaggio competitivo ed esserlo significa assolutamente divorare i 'media', non fare lo scroll sui social. Quindi informarsi da fonti di informazione autorevoli: agenzie di stampa, quotidiani, perché informarsi è assolutamente un vantaggio competitivo e aiuta a fare meglio il proprio lavoro, perché aiuta a capire che cos'è una notizia, come confezionarla, come rendersi interessanti con essa", conclude.
'Famiglie e risparmio', per 175 anni Cdp presenta libro su come cambiano scelte finanziarie italiani

In occasione dei 175 anni dalla sua nascita Cdp ha presentato il libro 'Famiglie e risparmio - Come cambiano le scelte finanziarie degli italiani', un volume che analizza l’evoluzione delle scelte finanziarie, della distribuzione e gestione della ricchezza delle famiglie italiane ed evidenzia il ruolo che il risparmio ha svolto nella crescita economica del Paese di fronte alle nuove sfide, dalla demografia alla previdenza, mettendo a confronto l’Italia con il resto dell’Europa. L’incontro si è svolto presso la sede del Gruppo a Roma, alla presenza del Presidente Giovanni Gorno Tempini, dell’Amministratore Delegato Dario Scannapieco, del management di Cdp e di rappresentanti del mondo accademico. I contenuti del volume, curato da un gruppo di ricercatori del Centre for Economic Policy Research (Cepr) coordinati da Luigi Guiso, Professore presso Einaudi Institute for Economics and Finance, con prefazione di Presidente e Ad di Cassa Depositi e Prestiti, sono stati analizzati in un panel che ha visto la partecipazione, oltre che di Luigi Guiso, di Giovanna Nicodano, Professoressa di Economia Finanziaria presso l’Università di Torino, e Luana Zaccaria, Professoressa associata di Finanza presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma.
Da 175 anni Cassa Depositi e Prestiti, sottolinea Giovanni Gorno Tempini, Presidente di Cassa Depositi e Prestiti, "accompagna lo sviluppo del Paese, interpretando i cambiamenti sociali e industriali e promuovendo la crescita sostenibile con responsabilità e visione. Oggi più che mai, la nostra azione si fonda sulla capacità di leggere il presente e anticipare il futuro, mettendo a sistema risorse, competenze e innovazione. Custodire il risparmio degli italiani significa rafforzare la coesione sociale e promuovere opportunità per le nuove generazioni, con lo sguardo rivolto alle sfide globali e la determinazione di chi vuole costruire valore duraturo per il Paese".
I 175 anni di Cdp, rileva Dario Scannapieco, Amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti, "sono la testimonianza di una storia fatta di fiducia, innovazione e responsabilità, ma rappresentano soprattutto il punto di partenza per continuare a generare un impatto positivo sull’economia e i territori, mettendo al centro ricerca, innovazione sociale e valore delle persone. Impatto non è solo una parola, ma un impegno concreto che si traduce in progetti e strumenti finanziari a sostegno della crescita. Con questa visione, guardiamo al futuro con l’ambizione di trasformare le sfide in opportunità e creare valore duraturo in tutte le geografie in cui operiamo".
In occasione della celebrazione dei 175 anni, Cdp e la Fondazione Cdp hanno lanciato l’iniziativa “Valore per il Territorio” per premiare le migliori proposte innovative e replicabili nate in ambito universitario in grado di generare un impatto positivo in quattro ambiti specifici: economia circolare e sostenibilità, innovazione tecnologica e digitale, occupabilità e inclusione sociale, rigenerazione delle periferie.
Il progetto, presentato in occasione dell’incontro da Francesca Sofia, Direttore Generale di Fondazione Cdp, si rivolge a ricercatori universitari, dottori di ricerca/dottorandi (massimo 35 anni), laureati e laureandi magistrali (massimo 28 anni) e prevede un contributo di 500mila euro. L’assegnazione dei premi considererà anche criteri di ripartizione geografica, selezionando proposte dal Nord, Centro e Sud per garantire una distribuzione territoriale equilibrata e inclusiva. Sono previsti premi da 150mila euro per i tre migliori progetti di ricerca, riconoscimenti da 10mila euro per altrettante tesi di dottorato e quattro premi da 5mila euro per tesi di laurea. Le candidature possono essere presentate sul portale di Fondazione Cdp entro il 31 marzo 2026.

Dal 1 gennaio 2026 scatterà l’obbligo, per tutti gli esercenti, di effettuare il collegamento cassa-Pos, previsto dalla scorsa legge di bilancio. La categoria guarda a questa data con attenzione, tra timori e perplessità che – nonostante le linee guida recentemente pubblicate dall’Agenzia delle Entrate – continuano a circolare.
Non ‘fisico’ ma ‘teorico’
Il nodo principale riguarda quelle attività che, per legge, sono esonerate dall’obbligo di emettere lo scontrino, come i tabacchi o le edicole: in generale, i soggetti che offrono servizi o beni ‘assoggettati ad aggio’, che rientrano in specifici regimi fiscali. Secondo il decreto emanato dall’Agenzia delle Entrate, il collegamento tra cassa e Pos non sarà ‘fisico’ ma ‘teorico’, cioè online: si tratterà di utilizzare un servizio online ad hoc, messo a disposizione in area riservata sul sito della stessa Agenzia.
Per effettuare questo collegamento, l’esercente, anche tramite intermediario, dovrà accedere alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia e associare la matricola del registratore telematico già censito in anagrafe tributaria ai dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico di cui risulta titolare. In questo modo, si stabilità un collegamento diretto e automatico tra pos e cassa, permettendo all’autorità di incrociare in tempo reale gli incassi registrati e i pagamenti effettuati con carte e bancomat, riducendo il rischio di mancata emissione dello scontrino.
Il timore per chi vende prodotti soggetti a monopolio
Scansata quindi la paura di costi ulteriori, necessari a un adeguamento dei macchinari, resta il timore per chi vende prodotti soggetti a monopolio: in questo caso l'esercente non è tenuto a emettere un normale scontrino elettronico per il singolo prodotto, perché l'operazione è gestita dal sistema dei Monopoli o da specifici terminali che certificano la vendita. La dimostrazione degli incassi relativi a questi beni, in caso di controllo, avviene tramite le certificazioni fornite dai Monopoli o dai gestori dei servizi, non tramite il registratore di cassa standard. Risultato: all’Agenzia delle Entrate potrebbe risultare una cifra priva di effettivo riscontro.
Da un lato, dimostrarne l'esistenza, per i commercianti, potrebbe rivelarsi piuttosto complesso, con il rischio di incorrere, nel mentre, in una sanzione (fino a 100 euro per trasmissione incompleta dei dati, da 1000 a 4mila euro per il mancato collegato Pos-cassa, fino alla sospensione della licenza ma solo in caso di reiterate violazioni). D'altro canto, in questi anni l’Agenzia ha già fatto campagne di riscontri su questa tipologia di anomalie.
Quello che accade, di norma, è l’invio non di un vero e proprio controllo ma di una lettera di compliance in cui si chiede all’esercente di spiegare i motivi della discrasia tra i dati del pos e le fatture emesse (con un focus su chi ha un indice di rischio di evasione molto alto).
Confesercenti: "No oneri aggiuntivi, vedremo procedura"
“Essendoci un collegamento diretto e automatico tra pos e cassa, può succedere che, ad esempio, un tabaccaio incassi 5 euro per un pacchetto di sigarette e non risulti il relativo corrispettivo, facendo scattare un possibile controllo automatico da parte dell’Agenzia”, riassume, parlando con l’Adnkronos, Francesco Seminara, dell’Ufficio Tributario Confesercenti. La situazione però, precisa, “è ben chiara alle amministrazioni finanziarie, perché questi soggetti sono esonerati da sempre: le casistiche sono ben chiare. Vedremo quando il servizio sarà attivato e diventerà operativo”. Anche perché, parlando in generale, “di fatto le novità per i commercianti saranno poche o quasi nulle”, e “non ci sono oneri aggiuntivi” per le imprese, spiega, ricordando che l’obiettivo da parte dell'Amministrazione finanziaria è "velocizzare i controlli su transato”. Le linee guida sono chiare, e apparentemente snelle, tanto da non richiedere la necessità di una proroga, essendo prive di adeguamenti tecnici; ora si tratta di attendere l’attivazione del servizio online: “Vedremo, allora, se la procedura sarà semplice come sembra”.
Da quando
Le nuove funzionalità saranno rese disponibili nei primi giorni del mese di marzo, a partire dalla data che sarà comunicata con un avviso sul sito internet istituzionale. Per gli strumenti di pagamento già in uso al primo gennaio 2026 o utilizzati tra l’1 e il 31 gennaio 2026 è previsto un termine di 45 giorni decorrenti dalla messa a disposizione del servizio online per completare la registrazione. Una volta a regime, per la prima associazione o per eventuali variazioni, la registrazione dovrà essere sempre effettuata a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo alla data di effettiva disponibilità dello strumento di pagamento elettronico e comunque entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese.

Ama il caldo e l'umidità e predilige condutture idriche e condizionatori, dove si riproduce più rapidamente. La legionellosi è un'infezione, causata dal batterio Legionella pneumophila, di cui sono note più di 60 specie diverse suddivise in 71 sierotipi, responsabile di una forma di polmonite battezzata come morbo dei legionari nel 1976, dopo che un'epidemia si diffuse tra i partecipanti al raduno della Legione Americana al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia. In quell'occasione la malattia fu contratta da 221 persone, con 34 morti. La fonte di contaminazione fu identificata nel sistema d'aria condizionata dell'albergo. La patologia torna ora a far parlare di sé a Milano, dove in zona San Siro sono stati registrati 11 casi[1], (tutte persone che presentano fattori di rischio predisponenti per l'infezione, ha precisato l'Ats), una persona è deceduta e, attualmente, 8 sono ricoverate.
I casi in Italia
In Italia, come riporta l'Istituto superiore di sanità in un focus online, negli ultimi trent'anni il numero di casi di legionellosi è aumentato costantemente, sebbene sia una malattia sottostimata. Nel 2022 sono stati notificati complessivamente 3.111 casi di legionellosi, con un incremento del 14% rispetto all'anno precedente, e un ritorno, dopo 2 anni, ai valori pre-pandemia Covid. L'anno successivo, nel 2023, secondo una pubblicazione sul bollettino epidemiologico nazionale, le segnalazioni pervenute al Dipartimento di malattie infettive dell'Iss erano cresciute ulteriormente: 3.911 le schede di sorveglianza relative ad altrettanti casi di legionellosi (in crescita del 25% rispetto al precedente anno). Il 74,9% di queste infezioni è stato notificato da 6 Regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Lazio e Piemonte, e il 25,1% dalle rimanenti 15 Regioni/Pa. L'incidenza grezza della legionellosi a livello nazionale nel 2023 è risultata pari a 66,3 casi per milione di abitanti, con un incremento rispetto all'anno precedente (52,8/1.000.000), superiore anche ai valori precedenti la pandemia di Covid. E si continua a osservare un gradiente Nord-Sud con valori di incidenza grezza pari a 96,6 casi per milione al Nord, 67,5 per milione al Centro e 19,9 per milione al Sud.
La tipologia di pazienti
Oltre il 70% dei pazienti ha almeno 60 anni, il 69,2% è di sesso maschile e il rapporto maschi-femmine è di 2,2 a 1. Dei 3.911 casi notificati, il 7,8% presentava almeno un pernottamento in luoghi diversi dall'abitazione abituale (alberghi, campeggi, navi, abitazioni private), il 3,2% era stato ricoverato in ospedale, il 2,7% apparteneva a comunità chiuse (case di riposo per anziani, residenze sanitarie assistenziali, strutture di riabilitazione), l'1,4% aveva viaggiato e soggiornato all'estero. L'84,4% dei casi è stato classificato come di origine comunitaria, cioè di origine non nota. Il 66% dei pazienti presentava comorbilità, prevalentemente di tipo cronico-degenerativo. Fra i casi del 2023, ne sono stati segnalati anche 125 nosocomiali (3,2% del totale), cioè infezioni ospedaliere.
Dove si trovano le legionelle
Le legionelle - ricorda l'Iss - sono presenti negli ambienti acquatici naturali e artificiali: acque sorgive, comprese quelle termali, fiumi, laghi, fanghi. Da questi ambienti raggiungono quelli artificiali, come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, quali serbatoi, tubature, fontane e piscine, che possono agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo, creando una potenziale situazione di rischio per la salute umana.
Come si contrae l'infezione
La legionellosi viene normalmente contratta per via respiratoria, mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente legionella, oppure di particelle derivate per essiccamento. "Le goccioline si possono formare sia spruzzando l'acqua che facendo gorgogliare aria in essa, o per impatto su superfici solide", ricordano gli esperti. E la pericolosità di queste particelle d'acqua è inversamente proporzionale alla loro dimensione (gocce di diametro inferiore arrivano più facilmente alle basse vie respiratorie). Sono stati inoltre segnalati in letteratura casi di legionellosi acquisita attraverso una ferita. In generale la malattia umana rimane rara; "i tassi d'attacco nel corso di focolai epidemici sono bassi, inferiori al 5%", dicono gli esperti. Il tasso di mortalità correlata all'infezione, infine, dipende da alcuni fattori specifici (come la gravità della malattia, l'appropriatezza del trattamento antibiotico iniziale, il luogo in cui è stata contratta l'infezione stessa, le condizioni pregresse del paziente) e può variare dal 40-80% nei pazienti immunodepressi non trattati, al 5-30% in caso di un appropriato trattamento della patologia. Complessivamente la letalità della legionellosi si aggira tra il 5% e il 10%, conclude l'Iss.
I sintomi
Due le forme con cui si può manifestare la legionellosi: la malattia del legionario vera e propria, che include frequentemente una forma più acuta di polmonite, e la meno grave febbre di Pontiac. La prima, dopo un'incubazione che varia da 2 a 10 giorni (in media 5-6), nei casi più gravi può insorgere bruscamente con febbre, dolore toracico, dispnea, cianosi, tosse produttiva, mentre nei casi meno gravi può avere un andamento insidioso con febbre, malessere, dolori, tosse lieve non produttiva. A volte possono essere presenti sintomi gastrointestinali, neurologici e cardiaci, e sono comuni alterazioni dello stato mentale. La febbre di Pontiac, dopo un periodo di incubazione di 24-48 ore, si manifesta in forma acuta simil-influenzale senza interessamento polmonare, e si risolve in 2-5 giorni. I prodromi sono: malessere generale, mialgie e cefalea, seguiti rapidamente da febbre, a volte con tosse e gola arrossata. Possono essere presenti diarrea, nausea e lievi sintomi neurologici quali vertigini o fotofobia. Il trattamento della legionellosi, essendo una malattia di origine batterica, passa soprattutto attraverso terapie antibiotiche. Quanto alla prevenzione, è importante una "corretta progettazione e realizzazione degli impianti tecnologici che comportano un riscaldamento dell'acqua o la sua nebulizzazione (impianti a rischio)", evidenziano gli esperti Iss, e "l'adozione di misure preventive (manutenzione e, all'occorrenza, disinfezione)" per contrastare la moltiplicazione e la diffusione del batterio negli impianti a rischio.

“L’ho percepita come una violenza non necessaria”. Con queste parole Federica Pellegrini parla della pressione sociale riguardo alla maternità. In un’intervista di coppia rilasciata a Vanity Fair, l’ex nuotatrice e il marito Matteo Giunta raccontano con sincerità la loro vita insieme, cominciata nel 2018, quando lui era il suo allenatore. “Nell’anno dell’Olimpiade preferivamo che la notizia non trapelasse. Per quello, quando uscivamo di casa, lo facevo nascondere nel bagagliaio”, ha raccontato ironicamente Pellegrini.
Matteo e Federica sono genitori di una bambina, Matilde, nata il 3 gennaio 2024: “Nessuno sapeva che noi stavamo provando e c’erano tutte queste incursioni: 'Quando fate un figlio? Dai che devi diventare mamma'", ha raccontato l’atleta. “L'ho percepita come una violenza non necessaria. Visto tutto quello che avevo fatto in passato sia come donna sia come atleta, sembrava veramente che la società mi stesse richiedendo per forza di diventare madre, altrimenti non avrei compiuto il mio destino. E adesso è uguale per un secondo figlio. Sono dei retaggi culturali”, ha aggiunto.
La coppia ha raccontato che, prima della nascita di Matilde, se non fosse arrivato un figlio, avrebbe preso in considerazione l’adozione: “Ci siamo detti: 'se la natura vuole che a questo nostro amore si aggiunga un terzo cuore bene, altrimenti accettiamo il nostro destino'. Siamo entrambi fatalisti. Non serviva un figlio per completarci. Come coppia siamo già compiuti”, si legge su Vanity Fair.
E sul futuro di Matilde, figlia di due atleti, Federica e Matteo, raccontano: “Io prego perché lei abbia una passione così forte. La passione credo sia il motore di tutta la nostra vita. Lo spero con tutto il cuore”, dice Pellegrini, “indipendentemente dal fatto che sia il nuoto o altro”. “Auguro a mia figlia che abbia una passione così grande da consentirle questo percorso di crescita. Se fosse nello sport sarebbe meglio”, ha aggiunto Giunta.

“A livello globale una persona su tre si trova in uno stato disagio legato al benessere mentale, in Italia quasi una persona su due riferisce di trovarsi in una situazione di medio-grave difficoltà. Il costo per le società per le malattie mentali non diagnosticate o mal gestite è enorme, si parla di circa 20 miliardi di euro in Italia. Se vogliamo creare aziende e società sostenibili e resilienti dobbiamo occuparci di benessere mentale delle persone”. Così Fabrizia Bottiroli, Head of Health Offering, Services and Uw Retail di Axa Italia, intervenendo alla Social Sustainability Week in corso oggi a Palazzo dell’Informazione a Roma.
“In Axa ci stiamo impegnando da tempo su questo ambito, sia sui nostri dipendenti sia per i nostri clienti, offrendo soluzioni di salute integrativa, di welfare aziendale e di servizi di consulenza psicologica. Come Gruppo vogliamo contribuire a monitorare il fenomeno e fornire spunti”, spiega Bottiroli. Le assicurazioni, conclude Bottiroli, “possono giocare un ruolo fondamentale nel rispondere a questi bisogni attraverso soluzioni modulabili che si possono adattare a diverse esigenze e capacità di spesa”.
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