
(Adnkronos) - Il Milan inizia la stagione 2026/27 con il raduno di oggi, lunedì 13 luglio, a Milanello. E Gerry Cardinale è arrivato al centro sportivo rossonero in mattinata, in grande stile. In elicottero, con modalità che hanno ricordato lo storico presidente del club Silvio Berlusconi, che in passato ha spesso scelto questa modalità per raggiungere la squadra. Come già visto durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore Ruben Amorim, il patron rossonero sta cambiando approccio nei confronti del gruppo e sta cercando di mostrarsi il più possibile vicino all'ambiente.
Nel pomeriggio, intorno alle 18, ci sarà il primo allenamento aperto della squadra. Il via ufficiale alla nuova stagione.
Ecco i giocatori che inizieranno la stagione sotto la guida del nuovo tecnico del Milan Ruben Amorim:
Athekame, Bartesaghi, Bouyer, Camarda, Chukwueze, Cissè A., Comotto, Fofana, Gabbia, Gila, Guernier, Karaca, Kostić, Loftus-Cheek, Musah, Nkunku, Odogu, Ossola, Pavlović, Pittarella, Ricci, Terracciano F., Terracciano P., Tomori, Torriani, Yahya Idrissi.

(Adnkronos) - "Voglio tornare a parlare del caso di Sigfrido Ranucci perché ho una novità. Oltre al coinvolgimento di Valter Lavitola, avrebbe recitato un ruolo importante in questa vicenda un altro personaggio, personaggio conosciuto, frequentatore del ristorante 'Cefalù', di proprietà di Lavitola. Gli inquirenti si stanno domandando se il ruolo che ha recitato questo personaggio è un ruolo consapevole o inconsapevole. Il dato che vi posso dare è che lui è estremamente preoccupato visto tutto quello che sta succedendo". Così, in un video pubblicato su Instagram, Massimo Giletti, che torna sulla vicenda Ranucci per alcune considerazioni sul caso.
"Altro elemento - spiega il cronista e conduttore di 'Lo Stato Delle Cose'- ha a che fare con il nome di Corrado. Chi è Corrado? Perché i criminali che hanno fatto l'attentato fanno continui riferimenti a questo nome? Lo usano come uno pseudonimo per far riferimento a un personaggio nel mondo della televisione? Oppure è il nome vero, Corrado?", si interroga Giletti in riferimento al nome che compare in una delle intercettazioni riportate negli atti dell'inchiesta sull'attentato contro il conduttore di 'Report', la cui identità non è stata ancora accertata dagli inquirenti.
Poi Giletti analizza le modalità dell'attentato a Ranucci: "Leggendo l'ordinanza della dottoressa Iole Morica lei parla di un detonatore a miccia - dice il giornalista - A miccia vuol dire che sono quelle tipo delle vecchie cave di miniera e quant'altro, a combustione lenta. Perché è importante? Perché è chiaro che chi ha fatto saltare in aria la macchina di Sigfrido e di sua figlia stava controllando la situazione, quindi non voleva certamente fare una strage".
Nell'immediatezza "Sigfrido Ranucci dice, volevano ammazzare anche mia figlia, potevano fare una strage. E lo dice perché non sa quale esplosivo fosse stato usato quella notte. Oggi, nel momento in cui sa che è coinvolto Lavitola e si dice sgomento per questo, essendo suo amico fraterno, dice però sono convinto che non volessero fare una strage. Lo dice probabilmente perché sa come è stata innescata la bomba. Però io faccio una quarta riflessione: chi è che quella notte sapeva che Sigfrido Ranucci sarebbe stato proprio nella sua casa di Pomezia? Perché non sempre Sigfrido Ranucci si ferma a dormire in quella casa, spesso è fuori, per lavoro, per altri motivi", analizza Giletti.
"Quindi qualcuno ha avvisato questi uomini che arrivavano dalla Campania; quindi, dovevano fare centinaia di chilometri ad andar su e centinaia per ritornare nella loro terra e dovevano arrivare a colpo sicuro. Qualcuno gli ha dato un suggerimento che si è rivelato poi esatto. E allora la domanda è: chi ha tradito chi?", conclude il conduttore.

(Adnkronos) - I carabinieri, con il supporto dei vigili del fuoco, hanno trovato un coltello che potrebbe essere l'arma utilizzata per colpire il 19enne egiziano ucciso domenica in un parcheggio in viale Repubblica. Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio di ieri nel comune di Spino d'Adda.
I militari di Crema e Cremona, che hanno condotto le indagini sul caso, avevano avuto modo di verificare che l'auto con a bordo i tre presunti autori dell'omicidio, per i quali è stato eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto, aveva lasciato Crema in direzione della provincia di Milano attraverso il ponte della Sp 415 sul fiume Adda. Quindi, hanno ritenuto che potessero avere gettato il coltello in un cassonetto della spazzatura lungo la strada oppure nei pressi del fiume Adda. Ed è stata inviata una pattuglia della radiomobile per effettuare delle verifiche lungo il tragitto. Osservando dal ponte, i militari hanno notato nell'acqua un oggetto che aveva la forma di un coltello. A quel punto è stato richiesto l'intervento dei vigili del fuoco di Crema e Lodi che, con il supporto del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Milano, hanno recuperato l'oggetto, accertando che si trattava proprio di un coltello con fodero.
L'arma è stata sequestrata e saranno svolti tutti i necessari accertamenti al fine di verificare se si tratti della stessa utilizzata per colpire mortalmente il 19enne.

(Adnkronos) - “Sono un giocatore, non un truffatore di vecchiette né un lestofante”. Si è difeso così Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Giulia Arcieri che ha disposto per lui gli arresti domiciliari dopo l’indagine della Guardia di Finanza, per le accuse di truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell'attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario e omessa dichiarazione dei redditi. Rispondendo alle domande di pm, giudice, avvocati, Adinolfi ha detto che nel gruppo di scommettitori c’erano una novantina di persone, “anche persone importanti” e che i soldi gli venivano inviati “per loro volontà e io li raccoglievo”. “Chi perde denuncia e chi vince non denuncia”, ha aggiunto, affermando di aver restituito nella maggior parte dei casi più di quanto ricevuto dai giocatori. A una signora che gli aveva dato 30mila euro, ha detto di averne ridati 50mila. Fra gli scommettitori, Adinolfi ha indicato professori universitari, notai, ai quali ha ridato diverse decine di migliaia di euro in più rispetto a quanto ricevuto.
Quanto alle accuse di evasione fiscale e di aver condotto una vita di lusso con i soldi dei giocatori, l’ex parlamentare ha ribattuto: “Se io sono un evasore allora lo sono tutti quelli che giocano online. Ho sempre fatto una vita morigerata, altro che Courmayer, non so neanche sciare”. Al termine dell’interrogatorio i difensori di Adinolfi hanno chiesto la revoca della misura cautelare e il gip si è riservato di decidere nei prossimi giorni. “Il nostro assistito ha risposto correttamente e serenamente a tutti i capi di imputazione che gli sono stati contestati, dando ovviamente in questa fase delucidazioni specifiche su quello che gli è stato contestato" hanno detto i difensori, gli avvocati Pablo De Luca e Riccardo Di Lorenzo rispondendo alle domande dei cronisti.
“Quella organizzata da Adinolfi, secondo i legali, è stata "un'attività lecita", frutto di una "richiesta di gioco collettivo" e Adinolfi "si è fatto portavoce nei vari siti per i giochi". "La restituzione dei soldi che il dottor Adinolfi ha fatto a vari suoi interlocutori, nel corso di questo periodo, sono tutte restituzioni che sono state inserite nel fascicolo delle indagini, ma non sono state valorizzate dal pubblico ministero per quanto concerne gli elementi favorevoli all'indagato". Adinolfi ha “confermato di aver restituito una parte dei soldi che erano stati utilizzati per le scommesse". "Di fronte a una contestazione di uscite per un milione e mezzo di euro, c'è una restituzione di 1 milione trecentomila. Quindi c'è una simmetria tra entrate e uscite che è stata valorizzata solo in negativo" hanno concluso i difensori.

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(Adnkronos) - Jannik Sinner può ancora migliorare, ma non stressatelo, parola di Simone Vagnozzi. Il tennista azzurro ha conquistato il suo secondo titolo consecutivo a Wimbledon, battendo il tedesco Alexander Zverev nella finale dello Slam di Londra. A festeggiare è stato anche l'allenatore del numero 1 che, in coppia con Darren Cahill, è uno degli artefici del dominio di Sinner nel circuito: "Riconfermarsi è molto più complicato. L'anno scorso siamo arrivati e ogni conquista era una novità; quest'anno, invece, sapevamo potesse vincere questo torneo avendolo già fatto una volta. Sicuramente è diverso e, secondo me, un po' più difficile", ha detto Vagnozzi in conferenza stampa.
L'approccio di Jannik al tennis però, nel corso del tempo, è cambiato drasticamente: "Adesso si vuole riposare, vuole festeggiare. Noi allenatori dobbiamo essere bravi a capire che i ragazzi cambiano. Jannik non è più il ragazzo di 22 anni per cui esisteva solo il tennis", ha rivelato Vagnozzi, "adesso è un altro tipo di ragazzo: finisce un torneo e vuole riposarsi, vuole prendere del tempo per sé, con la sua ragazza, con la sua famiglia".
"Anche il modo in cui parliamo di tennis con lui è cambiato negli ultimi anni", ha spiegato l'allenatore, "prima era solo tennis, praticamente 99% tennis e 1% altre cose; adesso, piano piano, stiamo iniziando a cambiare. Dobbiamo essere bravi a non stressarlo troppo, perché deve avere una carriera lunga".
"Dal mio punto di vista penso che dopo questi anni Jannik sia un altro tipo di giocatore. Il Sinner di qualche anno fa e il Sinner di oggi, come vedete in campo, sono diversi: ora ha una tecnica diversa e ha delle giocate diverse. Questo naturalmente mi inorgoglisce, e mi inorgoglisce perché vince", ha continuato Vagnozzi, "se giocasse diversamente ma non vincesse, non sarei contento. Questa è la cosa che più mi fa felice. Ci sono stati tanti giocatori di talento a 21 o 22 anni che durante la loro carriera non si sono migliorati così tanto. Jannik, invece, penso che adesso sia un altro tipo di giocatore".

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(Adnkronos) - Sviluppare soluzioni integrate di packaging sostenibile e innovativo. E' l'obiettivo dell'accordo firmato da DS Smith Packaging Italia spa e Tiber Pack spa. Elemento chiave della collaborazione è la tecnologia proprietaria Nicetuck di Tiber Pack, una soluzione di packaging che elimina completamente l’utilizzo di colla. Questo approccio 'glue-free', in termini di sostenibilità, consente di ridurre emissioni e costi lungo la filiera produttiva; sotto il profilo dei materiali, elimina l’impiego di adesivi, contribuendo a una maggiore semplicità e riciclabilità; dal punto di vista logistico, permette di ottimizzare le linee produttive grazie a una minore complessità dei macchinari. "La collaborazione con Tiber Pack nasce dal nostro comune impegno verso l’innovazione e la sostenibilità del packaging ed è con grande orgoglio che accogliamo questo accordo", ha commentato Paolo Marini, managing director di DS Smith Packaging Italia.
"Insieme, le nostre due aziende potranno rispondere alle esigenze dei clienti - aggiunge -, con l’obiettivo di offrire ai consumatori finali soluzioni avanzate in linea con le crescenti esigenze del mercato in termini di sostenibilità e con i nostri obiettivi di economia circolare". Soddisfazione per l'accordo di collaborazione è stato espresso anche dal ceo di Tiber Pack Spa, Maurizio Ceci. "Condividiamo una visione orientata all’innovazione, alla sostenibilità e alla creazione di valore per i clienti - dice -. Questa collaborazione ci consentirà di proporre soluzioni ancora più performanti, sviluppate attraverso un approccio integrato che considera packaging e automazione come elementi strettamente connessi e complementari. Siamo convinti che questa sinergia rappresenti un vantaggio concreto per i clienti in termini di efficienza, risparmio, competitività e sostenibilità". Tiber Pack è una realtà italiana di riferimento nel settore dell’automazione per il packaging, specializzata nella progettazione e realizzazione di linee automatiche di incartonamento e sistemi di fine linea. DS Smith è uno dei leader a livello globale nella fornitura di imballaggi in cartone ondulato, supportata da attività di riciclo e produzione di carta.

(Adnkronos) - Non si ferma l'escalation tra Stati Uniti e Iran. Lo Stretto di Hormuz resta al centro dello scontro. E il Centcom, il Comando centrale Usa responsabile per le attività militari nella regione, rende noto di aver utilizzato nei raid effettuati nelle scorse ore contro l'Iran "droni d'attacco unidirezionali (one-way attack aerial drones) e droni navali d'attacco unidirezionali (one-way attack sea drone) per la prima volta". Nessun dettaglio su quanti e quali droni in particolare siano stati impiegati nelle operazioni a cui Teheran non ha mancato di rispondere. I droni d'attacco unidirezionali sono quelli pensati per colpire senza fare rientro in base, anche detti droni kamikaze.
Il comunicato spiega che il 12 luglio sono stati colpiti obiettivi, decine di obiettivi, in varie zone della Repubblica islamica utilizzando "munizioni di precisione" per "ridurre le capacità dell'Iran di continuare ad attaccare il traffico marittimo internazionale che passa dallo Stretto di Hormuz". Le forze del Centcom, si legge, hanno "utilizzato caccia, navi militari, droni d'attacco unidirezionali e droni navali d'attacco unidirezionali per la prima volta" per colpire gli obiettivi iraniani.
La Cnn ricorda come droni d'attacco Usa siano stati impiegati per la prima volta nelle prime fasi del conflitto con l'Iran, come il Centcom abbia 'messo in campo' il Lucas (Low-cost Unmanned Combat Attack System), che - sintetizza la rete americana - è 'ispirato' ai droni Shahed 136 progettati proprio dagli iraniani e usati dalla Russia in Ucraina nel conflitto che si trascina dal febbraio del 2022, dall'avvio dell'invasione russa su vasta scala.
Per quanto riguarda i droni navali, gli Stati Uniti stanno sperimentando diverse tipologie, ragiona con la Cnn l'analista Carl Schuster, ex numero uno del Centro congiunto di intelligence dello Us Pacific Command. E Schuster evidenzia come "il più adatto per attacchi unidirezionali" sia quello che è noto come Usv di classe flotta (Fleet-class Usv, Unmanned Surface Vessel). E' stato pensato per altre missioni, ma con una velocità superiore ai 60 chilometri orari "potrebbe essere adattato", dice, per attacchi studiati per colpire e non fare rientro in base. Un'arma "costosa - conclude - ma difficile da fermare".

(Adnkronos) - Oltre 5.500 insuline e 40mila aghi forniti a 9 realtà socio-assistenziali di 5 regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio e Sicilia. Sono i risultati della prima edizione del progetto ‘Vulnerabili’ che, nato dalla collaborazione tra Novo Nordisk e Fondazione Banco Farmaceutico, con il sostegno dell’onorevole Giorgio Mulé, vicepresidente della Camera dei Deputati, rilancia e amplia il proprio impegno. Nel 2025 - riporta una nota - per la prima volta in Italia ed Europa, un’azienda farmaceutica ha fornito gratuitamente – e in modo continuativo – insulina e dispositivi per la somministrazione a diverse strutture socio-assistenziali che si prendono cura di persone indigenti con diabete. Individui che spesso, a causa delle proprie condizioni socioeconomiche, non riescono ad accedere alle cure di cui hanno bisogno.
“A un anno dal lancio - afferma l’onorevole Mulè - ‘Vulnerabili’ dimostra che quando istituzioni, imprese e terzo settore lavorano insieme è possibile generare cambiamenti concreti e duraturi. L’ampliamento del progetto conferma la validità di un modello che mette al centro la persona e il diritto alla salute, riducendo le disuguaglianze e rafforzando un sistema sanitario più inclusivo”.
Il successo dell’iniziativa – che rientra nell’ambito di Cirular for Zero, il programma di sostenibilità ambientale e sociale di Novo Nordisk – è confermato dall’ampliamento del progetto che nel 2026 coinvolgerà ben 16 associazioni con una copertura delle attività in 13 comuni di 10 regioni: il doppio dell’anno precedente. Alle realtà che hanno preso parte alla prima edizione – Fondazione Fratelli di San Francesco e Opera San Francesco per i poveri (Milano); Medicina e Assistenza ai Margini (Roma); Sermig e Camminare Insieme (Torino); Cesaim (Verona); Centro Astalli e Centro Padre Nostro (Palermo) – si aggiungono la Caritas di Arezzo, l’associazione Sokos di Bologna, la Croce Rossa de L’Aquila, l’associazione La Tenda di Napoli, la Croce Rossa di Roccella Ionica e quelle di Agrigento, Floridia e Lampedusa (Sicilia).
“I risultati raggiunti in questo primo anno - commenta Jens Pii Olesen, Corporate Vice President e General Manager di Novo Nordisk Italia - rappresentano per noi motivo di grande orgoglio ma anche uno stimolo a fare di più. ‘Vulnerabili’ è la dimostrazione concreta del nostro impegno nel costruire un modello di salute sostenibile e accessibile, in linea con la nostra visione globale. L’espansione del progetto ci consentirà di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle persone con diabete a prescindere dal proprio status socioeconomico e di ribadire che Novo Nordisk non viene meno al proprio ruolo di soggetto attivo per contribuire attivamente a un futuro più equo, solidale e attento ai bisogni delle comunità”.
Anche nel 2026 - continua la nota - ‘Vulnerabili’ prevede la distribuzione di dispositivi iniettivi e aghi in grado di rispondere al fabbisogno espresso da alcune realtà socio-assistenziali dislocate da Nord a Sud del territorio nazionale, dotate di personale sanitario e di frigoriferi medicali certificati. Novo Nordisk fornirà oltre 6.200 device con insulina e 46mila aghi a Banco Farmaceutico che, come nella prima edizione, si occuperà della logistica e del trasporto, senza alcun costo per le strutture coinvolte.
“Esiste una fascia di persone particolarmente fragile - illustra Sergio Daniotti, presidente Fondazione Banco Farmaceutico Ets - che vive in condizioni di povertà economica e sanitaria e, pur avendo bisogno di terapie indispensabili come l'insulina, rischia di rimanerne esclusa. Il progetto Vulnerabili nasce proprio per rispondere a questa emergenza, e lo fa mettendo in rete un'impresa e le realtà socioassistenziali che ogni giorno si prendono cura degli ultimi. Questa collaborazione non solo esprime un metodo che ha determinato importanti risultati, ma dimostra come lavorare insieme per costruire il bene comune contribuisca a infondere speranza in tutta la società”. Novo Nordisk e Banco Farmaceutico - conclude la nota - si ritroveranno anche ad agosto al Meeting di Rimini: l’azienda danese sarà Health partner e realizzerà una serie di iniziative che rientrano nell’ambito del piano Circular for Zero. Recentemente, nell'ambito del Premio Eccellenze dell'Informazione scientifica e centralità del paziente promosso dall’Osservatorio comunicazione medico scientifica (Ocms), Vulnerabili ha ricevuto il riconoscimento nella categoria ‘Ambito eccellenze dell'informazione scientifica’.

(Adnkronos) - L’aggiornamento della Nota 99 “pubblicato recentemente in Gazzetta Ufficiale, semplificando l’accesso alle triplici terapie a unico inalatore per la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), rappresenta un’occasione fondamentale per la medicina generale e per le cure primarie e territoriali di prendere in carico in maniera ottimale e completa il paziente affetto da broncopneumopatia cronica ostruttiva”. Lo ha detto Andrea Zanché, responsabile cronicità Simg-Società italiana di medicina generale, sottolineando che “oggi il paziente non ha più il vincolo prescrittivo del piano terapeutico specialistico per avere accesso a una terapia inalatoria triplice in un unico dispositivo: anche il suo medico di medicina generale può prescrivere direttamente questo farmaco. Ma l’elemento più importante di questa nota - precisa - è l’allineamento alle più recenti evidenze scientifiche che derivano dalle linee guida Gold, che ogni anno vengono proposte. Si tratta quindi di una nota più allineata alla letteratura scientifica, più attuale, che semplifica enormemente il processo burocratico e permette, ci auguriamo, una presa in carico ottimale del paziente affetto da questa patologia”. ( VIDEO )
Ottimizzare la presa in carico da parte della medicina generale “significa andare a cercare i pazienti, perché sappiamo che nell’ambito di questa patologia esiste un grande sommerso - spiega Zanché - Ne soffrono 3,5 milioni di italiani, ma ci sono molti cittadini che non hanno ancora una diagnosi”. L’auspicio è che “la medicina generale possa essere protagonista anche in questo, attraverso l’esecuzione dell’esame spirometrico all’interno degli ambulatori della medicina generale e nel follow-up, cioè nel seguire questo paziente”. In questo contesto, “un pieno accesso a tutte le categorie di farmaci inalatori disponibili semplifica enormemente la vita non solo del medico di medicina generale, perché diminuisce la burocrazia, ma soprattutto del paziente - rimarca - Molto spesso, infatti, il paziente ha a che fare con lunghe liste d’attesa che ritardavano l’inizio tempestivo di queste terapie, ovviamente nei pazienti per i quali esse si siano dimostrate utili”.
La diagnosi precoce “è fondamentale in questa patologia - sottolinea Zanché - Tutte le volte che il medico di medicina generale si trova di fronte a un paziente con più di quarant’anni, magari fumatore da molti anni, che presenta una sintomatologia anche non specifica - per esempio la presenza di tosse con espettorato, dispnea o affaticamento respiratorio durante le normali attività della vita quotidiana - deve sospettare questa diagnosi, che va poi confermata attraverso l’esame spirometrico. A quel punto, se si conferma la diagnosi di broncopneumopatia cronica ostruttiva, l’inizio tempestivo delle terapie è fondamentale perché frena il declino respiratorio dei pazienti. Iniziare precocemente il trattamento - ribadisce - significa gestire al meglio i sintomi ed evitare le riacutizzazioni. La Bpco- conclude l’esperto - è una patologia cronica e, come tale, può andare incontro a recrudescenze e riacutizzazioni. Un trattamento tempestivo permette a questi pazienti di ottenere una migliore gestione dei sintomi e, soprattutto, una migliore qualità della vita”.

“Sono passati anni, sono cambiate le proprietà e sono cambiati i governi ma la produzione di autobus nel nostro Paese non è mai stata veramente rilanciata dopo la fusione tra Irisbus, stabilimento di Flumeri in provincia di Avellino, e Breda, stabilimento di Bologna”. Lo dichiarano Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil, durante una conferenza stampa dedicata alla crisi industriale Menarini Bus e ai dati di mercato del settore.
“Ad aggravare la situazione per gli oltre 500 dipendenti, è il continuo e massiccio utilizzo degli ammortizzatori sociali, soprattutto sul sito di Flumeri. Gare bloccate, politiche industriali assenti, mancanza di una visione rispetto al tema della mobilità, mancanza di programmazione e prospettiva rendono lo scenario ancora più preoccupante. È quantomai urgente che si convochi un tavolo che metta insieme Regioni e Governo sotto la regia dei ministeri interessati, Mimit e Mit. Il Governo è chiamato ad assumersi le proprie responsabilità di fronte alla scelta fatta allora, anche contro il parere delle organizzazioni sindacali, che rischia di trasformarsi nell’ennesimo fallimento”, continuano i rappresentanti dei sindacati.
Le sigle sottolineano che mentre il numero di bus immatricolati in Italia aumenta, la quota di mercato di Menarini diminuisce, fino al 4% nel 2024. Insomma, Menarini Bus "non riesce a fare il salto" nonostante un contesto di mercato favorevole. Intanto in Italia ci sono società che hanno numeri molto più importanti come Iveco Bus, con 3.296 macchine nel 2024, ma con produzioni che non avvengono nel Paese se non per la parte di customizzazione, dicono le sigle. “Ogni anno immatricoliamo migliaia di autobus ma solo pochi prodotti in Italia. Nel 2024 sono stati prodotti solo 231 autobus negli stabilimenti di Flumeri e di Bologna. Non possiamo più aspettare, bisogna intervenire subito per dare un futuro a Menarini Bus e al trasporto pubblico nel nostro Paese, valutando anche di intraprendere la strada, più volte annunciata e mai realizzata, di aprire ad un nuovo costruttore estero”, insistono i sindacati.
"Il governo millanta da oltre due anni contatti per far entrare nel nostro Paese investimenti dalla Cina. Lo ha fatto anche il Gruppo Seri per Menarini Bus, ma non si è concretizzato nulla. Dobbiamo avere invece una forte regia del governo: non possiamo pensare che l'ingresso di carmaker cinesi avvenga solo grazie ai rapporti con i player privati. Ci vuole una regia e un coordinamento da parte del governo che assolutamente manca", ha detto Lodi ricordando il prossimo tavolo sull'automotive al Mimit.
Negli anni 70, all'epoca in cui la Fiat spostava investimenti da Nord a Sud, nello stabilimento di Flumeri si costruivano fino a cinque pullman al giorno. Al massimo dell'attività, si è arrivati a 1500 dipendenti. Ora che la proprietà è di Menarini Bus la produzione è ferma, e dal 7 febbraio di quest'anno Flumeri è in cassa integrazione. La quota di mercato dell'azienda nata nel 2024 dopo l'acquisizione da parte di Seri (che ha il 98%, con il 2% ancora a Invitalia) è scesa fino al 4% dall'8,8% del 2021, nonostante il boom del mercato.
A ricordare la situazione dei due siti di Menarini Bus sono Giuseppe Morsa, segretario generale della Fiom Cgil di Avellino, e Alessandro Caprara della Fiom di Bologna. Le sigle sottolineano che nel 2024 Menarini ha realizzato solo 1,56 milioni di euro di spese. Parlano di "irrisorietà delle cifre spese, con ammortamenti di investimenti pregressi superiori all'investito". Infatti secondo i dati di bilancio il valore degli impianti e dei macchinari è sceso da 8,6 a 7,9 milioni di euro.
Per lo stabilimento di Bologna sono stati raggiunti diversi accordi dopo la comunicazione del trasferimento di tutta la produzione fuori dalla città. In uno di questi accordi, a dicembre 2024, si è stabilito che la testa dell'azienda rimanesse in Emilia, con un impegno sugli investimenti che, dice Caprara, c'è stato solo in parte. "Dovevano essere fatte 26 assunzioni in ricerca e sviluppo per garantire il futuro dell'azienda, ne sono arrivate appena cinque. E si aggiunge un problema legato alla transizione sulla gestione degli spazi ancora in mano a Leonardo (vecchio azionista all'epoca della costituzione della IIA nel 2018); sembra non si trovi un accordo sull'attuale proprietà per l'utilizzo degli immobili. Ci chiediamo quale sia l'indirizzo che il ministero vuole dare, anche su questo".
I rappresentati Fiom ricordano con un margine possibile per avere un impatto sul futuro di Menarini Bus sia anche la quota di ancora in mano ad Invitalia, anche se solo del 2%. Da un nuovo incontro con il Mimit la Fiom non vuole solo "numeri, nè possibilità future che in realtà al momento non si sono ancora concretizzate. Se ancora continuerà questa latitanza da parte del Mimit nel convocarci, evidentemente insieme anche alle altre organizzazioni sindacali e ai lavoratori, decideremo di mettere in campo delle iniziative. Così non è possibile andare avanti".
LA RISPOSTA DELL'AZIENDA: Menarini Bus, Fiom Denuncia la Crisi: "Futuro a Rischio". L'Azienda: "Dati Fuorvianti, Nel 2025 Prodotti 400 Autobus"
Sono oltre tremila le presenze registrate dalla quinta edizione del
Festival letterario dell'Archeologia, promosso dalla Fondazione
Mont'e Prama.
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(Adnkronos) - "E' stato un dominio". Il trionfo di Jannik Sinner a Wimbledon 2026 viene riassunto così da Andy Roddick. L'ex tennista statunitense, oggi apprezzato opinionista con il suo podcast Served with Andy Roddick, viviseziona il rendimento del numero 1 del mondo, che ha battuto il tedesco Alexander Zverev in finale conquistando il secondo titolo consecutivo sull'erba londinese.
"Sinner non ha subito un break contro Djokovic, miglior giocatore della storia alla risposta, e Zverev. Ha affrontato 2 palle break, una per match. Negli ultimi 87 turni di servizio contro Zverev, non ha subìto un break. Se non è una forma di dominio questa...", riassume Roddick evidenziando i dati più rilevanti. "Analizziamo tutto quello che fa Sinner, ha perso una volta sola negli ultimi 40 match e ancora ne parliamo. Doveva vincere il Roland Garros, ok. Ma quella sconfitta non lo ha condizionato. In finale a Wimbledon, Zverev ha giocato praticamente un match perfetto, soprattutto nel primo set. Ma non è bastato", afferma ancora Roddick.
L'azzurro è il miglior giocatore del pianeta, soprattutto con l'assenza dell'infortunato Carlos Alcaraz, ma non smette di evolversi. "Ha 24 anni e ha vinto 5 tornei dello Slam. Non vedo segnali di rallentamento, non credo possa accusare fatica a livello mentale. Affronta i momenti chiave con estrema calma, lo ha fatto anche dopo i problemi fisici che gli sono costati il Roland Garros", prosegue Roddick con un'analisi a 360 gradi.
"Sinner, dopo aver perso la finale dell'US Open lo scorso anno, si è presentato in conferenza stampa dicendo 'devo cambiare qualcosa' e ha lavorato sul servizio: lo ha fatto in una stagione in cui aveva vinto Australian Open e Wimbledon. Ora, Sinner gioca con maggiore varietà: prepara il terreno per la palla corta e la gioca anche nei punti chiave", dice Roddick. Contro un giocatore del genere, in sostanza c'è poco da fare. Cosa serve? "Ci serve Carlos Alcaraz...", la sintesi dell'americano. "Anche se Alcaraz rientra e trova la forma in tempi brevi, all'US Open il grande favorito sarà ancora Sinner".
Uno spazio nel cuore del porto di Olbia pensato per passeggeri e
famiglie che frequentano il lungomare cittadino.
(Adnkronos) - Un uomo di 78 anni è annegato davanti alla figlia a Platamona, a Sassari inSardegna. È stata proprio lei a dare l’allarme e chiamare i soccorsi. Immediato l’intervento di un’ambulanza e dell’elisoccorso. Il medico arrivato con l’elicottero ha provato a rianimare l’anziano residente a Ossi nel Sassarese. Ogni tentativo si è rivelato vano e ha dovuto constatare il decesso del 78enne.

(Adnkronos) - In attesa di ripartire con la scelta del nuovo commissario tecnico, la Nazionale si trova a dover fare i conti con il ranking Fifa. E una classica che non sorride, dopo la mancata partecipazione ai Mondiali 2026. Gli Azzurri, dodicesimi all'inizio del torneo, sono scesi al momento al quindicesimo posto, superati - tra le altre - anche da Svizzera e Croazia. L'Italia si ritrova così al punto più basso dal giugno 2019, dopo l'assenza a Russia 2018. In quel caso, la nazionale era ripartita con Roberto Mancini, arrivando alla vittoria dell'Europeo nell'estate 2021. Un percorso che spera di ripetere il nuovo presidente federale Giovanni Malagò, affiancato dal direttore tecnico Paolo Maldini e dal nuovo advisor Leonardo.
Ecco il ranking Fifa aggiornato alle semifinali dei Mondiali. Curiosità: le quattro squadre arrivate al penultimo atto del torneo occupano le prime quattro posizioni.
1) Francia – 1948,97 punti
2) Argentina – 1943,47 punti
3) Spagna – 1934,79 punti
4) Inghilterra – 1889,42 punti
5) Brasile – 1804,92 punti
6) Marocco – 1803,99 punti
7) Portogallo – 1787,85 punti
8) Belgio – 1778,36 punti
9) Olanda – 1775,54 punti
10) Messico – 1754,30 punti
11) Colombia – 1739,89 punti
12) Germania – 1726,22 punti
13) Croazia – 1723,05 punti
14) Svizzera – 1710,88 punti
15) Italia – 1704,73 punti

(Adnkronos) - Disastro aereo sfiorato per un volo charter Wizz Air diretto ad Atene e in partenza dall'aeroporto di Luton, vicino Londra, per un errore nelle procedure di decollo. A ricostruire l'episodio, che risale lo scorso aprile, è l'Air Accidents Investigation Branch (AAIB), l'ente britannico che indaga sugli incidenti aerei, che il 9 luglio ha pubblicato un bollettino sull'accaduto.
A bordo del Boeing 737 Max c'erano 168 persone: 162 passeggeri, quattro assistenti di volo e due piloti. Secondo gli investigatori, il velivolo "è sfuggito al disastro per soli due secondi" a causa di un errore nelle procedure di impostazione dei dati di decollo nel computer di bordo.
Il problema ha riguardato le cosiddette 'V speeds', le velocità di riferimento che i piloti devono calcolare e inserire prima della partenza per determinare il momento corretto del distacco da terra. Un errore in questi parametri può modificare le prestazioni necessarie dell'aereo durante una fase critica come il decollo.
L'episodio è iniziato quando la torre di controllo di Luton ha proposto all'equipaggio una partenza da un punto intermedio della pista, una procedura conosciuta come "intersection departure", utilizzata per ridurre i tempi di rullaggio quando la lunghezza disponibile è sufficiente.
In caso di decollo da una posizione avanzata, però, è necessario ricalcolare con precisione i parametri e adeguare la spinta dei motori allo spazio di pista effettivamente disponibile. Secondo il rapporto dell'AAIB, i piloti ritenevano di aver aggiornato correttamente le V speeds nel Flight Management Computer, ma i dati non risultavano inseriti in modo corretto.
La conseguenza è stata una potenza dei motori inferiore a quella necessaria, una corsa di decollo più lunga e una salita iniziale più bassa rispetto agli standard previsti. Dall'analisi dei dati, compresi quelli di tracciamento del volo, è emerso che il Boeing si è staccato da terra con appena 162 metri di pista residua, a una velocità di circa 168 chilometri orari.
L'aereo ha lasciato il suolo soltanto due secondi prima della fine della pista. Nel momento in cui ha superato il margine finale dello scalo, il velivolo si trovava a circa 4 metri di altezza, contro gli 11 metri considerati il margine minimo di sicurezza per garantire il superamento degli eventuali ostacoli.
Le immagini delle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto hanno mostrato il Boeing in una fase di salita estremamente bassa, quasi nascosto dalla linea degli hangar e degli altri velivoli parcheggiati.
Nel rapporto, l'AAIB ha evidenziato la gravità dello scenario sottolineando che, in caso di una perdita di potenza durante la fase di decollo, l'aereo avrebbe potuto non riuscire né a fermarsi entro lo spazio disponibile né a superare gli ostacoli presenti oltre la pista.
Dopo l'accaduto, sono state avviate revisioni delle procedure operative per rafforzare i controlli sui decolli da piste ridotte. Wizz Air ha ribadito che la sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi rappresenta la propria priorità e ha collaborato con il vettore incaricato di operare il volo.

(Adnkronos) - Almeno 2.700 persone potrebbero essere morte in Inghilterra e Galles a causa delle ondate di calore che hanno colpito il Regno Unitio tra maggio e giugno. Lo rivela uno studio elaborato dall'Imperial College di Londra, dal Met Office e dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine che hanno utilizzato dati meteorologici, modelli climatici e studi sulla mortalità in eccesso durante le ondate di calore. "Si stima che oltre 2.700 persone siano morte per cause legate al caldo durante le ondate di calore di maggio e giugno in Inghilterra e Galles", si legge in un comunicato. "Si stima che di questi, il 42% sia morto a causa del calore eccessivo causato dal riscaldamento globale di origine antropica", prosegue lo studio.
Il Regno Unito e gran parte dell'Europa hanno subito due ondate di calore senza precedenti a maggio e giugno, con record mensili di 35,1°C e 37,7°C, rispettivamente, in Inghilterra. "Si è trattato di ondate di calore estreme per il Regno Unito e per tutte le zone dell'Europa occidentale. Sono particolarmente eccezionali per la tempistica e per quanto presto nell'anno si siano verificate", ha dichiarato Mark McCarthy, responsabile scientifico del team di attribuzione climatica del Met.
Nelle prossime settimane, l'Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (Ukhsa) pubblicherà la sua stima ufficiale dei decessi correlati al caldo, basata sui dati relativi alle recenti ondate di calore. "I modelli dello studio, pur non misurando la mortalità osservata, contribuiscono a illustrare la portata del rischio associato al caldo estremo e la crescente minaccia che il cambiamento climatico rappresenta per il nostro benessere", ha affermato Lea Berrang Ford, responsabile del Centro per il clima e la sicurezza sanitaria dell'Ukhsa.
Lo studio stima che circa 550 persone siano morte a causa del caldo tra il 21 e il 29 maggio e quasi 2.200 tra il 18 e il 28 giugno in Inghilterra e Galles. Gli autori dello studio sottolineano come il cambiamento climatico stia rendendo le ondate di calore più intense e frequenti. Si stima che le temperature massime diurne siano state di 3-4 °C superiori a quelle che si sarebbero registrate senza il riscaldamento globale.
Il Comitato per i cambiamenti climatici (CCC), l'organismo responsabile della consulenza al governo in materia di cambiamenti climatici, ha avvertito che il Regno Unito "non è pronto" ad affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici. In un rapporto pubblicato a maggio si stimava che entro il 2050 il 92% delle abitazioni britanniche sarebbe risultato troppo caldo, e si raccomandava al governo di stabilire limiti massimi di temperatura nei luoghi di lavoro, nonché di investire nell'aria condizionata per gli edifici pubblici come ospedali e scuole.

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